GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

  

                                                                                                                                

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

24 Gennaio 2008

n° 156

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE ____________________________________________________________________________


GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.

 


 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

CPV: UN VOCABOLARIO COMUNE UE PER GLI APPALTI PUBBLICI

 

Il CPV è un sistema di classificazione per standardizzare i riferimenti usati per descrivere l’oggetto dell’appalto nelle lingue ufficiali dell’UE. Le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE sulle procedure di svolgimento di appalti dovranno essere modificate. La Commissione spera che il CPV si attui 6 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La proposta di regolamento tiene conto delle evoluzioni tecnologiche e dei bisogni degli utenti. Introduce nuovi prodotti e servizi le cui acquisizioni sono in concorrenza. Tra i settori che copre: programmi e applicazioni informatiche, apparecchi medici, apparecchi per aeroporti e per il controllo aereo, articoli sportivi, strumenti musicali, servizi per l’ambiente, legati a internet e telecom senza filo. Per informazioni: http://ec.europa.eu/internal_market/publicprocurement/e-procurement_fr.htm#cpv

 

 

 

LA CARTA ITALIANA DEGLI AIUTI DI STATO A FINALITÀ REGIONALE 2007-2013

 

Con decisione del 28 novembre 2007 la Commissione europea ha approvato la carta italiana degli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo 2007-2013.

Il provvedimento, atteso da tempo, definisce le aree del Paese ammissibili alle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato CE, nelle quali sono ammissibili gli aiuti concessi alle grandi imprese e sono consentite intensità di agevolazione maggiori per gli investimenti delle piccole e medie imprese. La definizione di tali aree consente altresì di applicare le maggiorazioni regionali previste, ad esempio, in strumenti agevolativi che fanno riferimento alla disciplina degli aiuti alle piccole e medie imprese.

La carta degli aiuti risulta così articolata:

Aree ammesse alla deroga 87,3,a:

Risultano ammissibili a tale deroga gli interi territori delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Le intensità di aiuto previste sono le seguenti:

 

 

Grandi imprese

Medie imprese

Piccole imprese

Calabria

(fino al 31/12/2010)

40%

50%

60%

dal 01/01/2011 al 31/12/2013

30%

40%

50%

Campania, Puglia, Sicilia

tutto il periodo

30%

40%

50%

Basilicata

(fino al 31/12/2010)

30%

40%

50%

dal 01/01/2011 al 31/12/2013 (deroga 87,3,c)

20%

30%

40%

 

Per quanto riguarda la Basilicata, lo status della Regione sarà oggetto di revisione nel 2010; le intensità sopra indicate per il periodo 2011-2013 (ed il passaggio ad area 87,3,c) saranno applicate laddove si riscontri un PIL pro-capite superiore al 75% della media UE-25 (in caso contrario saranno mantenute le intensità indicate per il periodo 2007-2010).

Aree ammesse alla deroga 87,3,c:

Per quanto riguarda la mappa delle aree 87,3,c) l'articolazione si presenta particolarmente complessa, dovendo considerare la situazione della Sardegna, uscita dalla deroga 87,3,a) e il drastico taglio di popolazione ammissibile alla deroga rispetto al precedente periodo 2000-2006 (per le aree del centro-nord - senza considerare la Sardegna - la popolazione coperta dalla deroga passa da 5,746 milioni di abitanti del periodo precedente a 630 mila abitanti).

Sono ammissibili alcuni Comuni (o parte di essi) della Sardegna e delle Regioni del centro-nord, con le seguenti intensità di aiuto:

 

 

 

Grandi imprese

Medie imprese

Piccole imprese

Sardegna

(fino al 31/12/2010)

25%

35%

45%

dal 01/01/2011 al 31/12/2013

15%

25%

35%

Abruzzo

15%

25%

35%

Emilia-Romagna

10%

20%

30%

Friuli-Venezia Giulia

15%

25%

35%

Lazio

(alcune zone)

15%

25%

35%

(alcune zone)

-

25%

35%

(alcune zone)

10%

20%

30%

(alcune zone)

-

20%

30%

Liguria

10%

20%

30%

Marche

-

20%

30%

Molise

15%

25%

35%

Piemonte

10%

20%

30%

Toscana

-

20%

30%

Umbria

-

20%

30%

Valle d'Aosta

10%

20%

30%

Veneto

10%

20%

30%

 

Sono inoltre inserite nella mappa alcune zone del centro-nord che erano ammesse alla deroga nel periodo precedente e che non sono confermate nel periodo attuale; tali zone possono beneficiare della deroga a titolo transitorio fino al 31/12/2008, con una intensità di aiuto pari al 10% per le grandi imprese, al 20% per le medie e al 30% per le piccole.

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  10 - 13 DICEMBRE 2007

 

 

CONSIGLIO EUROPEO

 

 

DIBATTITO IN VISTA DEL VERTICE DI DICEMBRE

 

Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione - Preparazione del Consiglio europeo (Bruxelles, 13 e 14 dicembre 2007)

Dibattito: 12.12.2007

 

Si è tenuto in Aula un ampio dibattito in vista dell'ultimo Vertice dei Capi di Stato e di governo sotto presidenza portoghese. Firma del nuovo trattato, Carta dei diritti fondamentali, agenda di Lisbona, globalizzazione, immigrazione, Kosovo, area Schengen e confini dell'Europa, sono stati i temi più "gettonati" dai deputati.

 

 

Dichiarazione del Consiglio

Aprendo il dibattito Manuel Lobo Antunes ha sottolineato che durante il Vertice verrà firmato il nuovo Trattato dell'Unione. Si è quindi augurato che il trattato, che fornirà all'Unione un quadro stabile che le permetterà di affrontare le sfide future quali i cambiamenti climatici e la globalizzazione, sia presto ratificato in modo da entrare in forza entro l'11 gennaio 2009.

Il Vertice vedrà anche l'adozione di una dichiarazione sulla globalizzazione che, a suo parere, dovrebbe essere vista come una «fonte di opportunità, non una minaccia». Inoltre, verrà costituito un gruppo di riflessione per esaminare come l'Unione possa far fronte nel miglior modo ai problemi dei prossimi trent'anni. Altri temi all'ordine del giorno includeranno una revisione dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, la lotta al terrorismo, i controlli alle frontiere dei nuovi Stati membri e la politica di immigrazione, che richiede un approccio comune.

Sul fronte economico, il ministro per gli affari europei portoghese ha ricordato che sarà discussa la prossima fase della strategia di Lisbona, inclusi i principi comuni di flessicurezza. La politica energetica, come concordato nel vertice di primavera, sarà un altro tema all'ordine del giorno, in quanto costituisce una strategia rinnovata per uno sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda invece le relazioni esterne, ha proseguito, verrà trattato il ruolo cruciale dell'Unione nei negoziati con il Kosovo.

Passando in rassegna il semestre di Presidenza del suo paese, egli ha fatto riferimenti ai vari vertici svoltisi, inclusi quelli con il Brasile e l'Africa, ed ha concluso affermando che il Consiglio europeo rifletterà il fatto che i principali obiettivi della Presidenza portoghese degli ultimi sei mesi sono stati raggiunti.

 

 

Dichiarazione della Commissione

JOSÉ MANUEL BARROSO ha innanzitutto rilevato che la firma del Trattato di Lisbona rappresenta la fine delle difficoltà incontrate dall'Unione dal 2005. L'Europa doveva rispondere alla globalizzazione e la Commissione fornirà la sua strategia per il 2008-2010. Ha poi sottolineato che «attualmente si registrano i migliori risultati dal 1980 per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro». La strategia di Lisbona è un ausilio per l'Europa e per i suoi cittadini per riuscire nell'era della globalizzazione e ha fornito all''Europa un'agenda comune, pragmatica ed economica, che rispetta le tesi nazionali.

Visto che il mondo sta cambiando, il Presidente dell'Esecutivo si è detto convinto della necessità di adattare il progetto europeo alle nuove sfide, oggi più chiare. Sussistono quindi le condizioni per accettare la dichiarazione sulla globalizzazione che i leader europei approveranno. Infatti, non vi è ombra di dubbio che anche le più grandi potenze europee non possono affrontare da sole le sfide della globalizzazione. E' quindi evidente che, come non mai, oggi abbiamo bisogno di un'Unione europea forte. A suo parere il Consiglio europeo avrà un significato molto pregnante e di grande valore. Alcuni anni fa, infatti, sarebbe stato impossibile per i leader europei accettare la dichiarazione sulla globalizzazione. Ora è del tutto chiaro che gli obiettivi dell'Unione non sono solo interni ma anche globali e «bisogna promuovere i nostri interessi e i nostri valori nel nuovo ordine globale che sta emergendo».

Ha quindi sottolineato che non si deve dimenticare che l'Europa ha enormi abilità umane, grandi tradizioni di conoscenza e conoscenza critica, la capacità di adattamento e una sofisticata conoscenza scientifica e tecnologica. Ma, ancora più importante è che «viviamo in una società libera». Si deve conservare e migliorare lo stile di vita europeo in quanto rappresenta il nostro migliore investimento per far fronte alla globalizzazione con fiducia.

La globalizzazione, ha osservato, pone anche sfide specifiche quali l'immigrazione che, per certi versi, rappresenta un nuovo fenomeno in Europa, almeno per quanto riguarda le attuali dimensioni raggiunte. Il Consiglio europeo discuterà una nuova comunicazione sull'immigrazione che sottolinea la necessità di vedere la questione nella sua dimensione complessiva. Non è solo importante per i nostri controlli alle frontiere e per la sicurezza, ha sottolineato, ma ha anche un'enorme implicazione economica e sociale e deve essere un tema centrale nelle nostre relazioni con i partner mondiali. E' del tutto inconcepibile che in un'Unione europea a 27 Stati, ove vige la libertà di circolazione delle persone, vi siano 27 politiche per l'immigrazione, ha notato il Presidente.

L'Unione, ha concluso, continua nel suo approccio basato su risultati concreti per l'Europa e per i suoi cittadini e questa è la giusta via per proseguire.

 

JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito dichiarando che il trattato di Lisbona segnerà «il ritorno di un'Europa dei risultati» che «porrà fine a due anni di incertezza» fornendo all'Unione un nuovo metodo di lavoro dal gennaio 2009. A suo giudizio la Carta dei diritti fondamentali costituisce «la principale innovazione», in quanto copre due temi: «chi siamo» e «cosa faremo insieme», i cui concetti chiave erano «valori condivisi» e «uniti nella diversità». Ha quindi ribadito che il trattato è cruciale per la democrazia, in quanto dà «maggiori poteri al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali, un sistema di voto migliore in sede di Consiglio e il diritto di iniziativa legislativa al cittadino».

Il Parlamento europeo deve ora «adottare un profilo più alto» ed il suo gruppo sarà felice di dare nuove idee per la legislazione. Ma un altro importante tema sarà deciso nel corso del Vertice: «l'ampliamento dell'area Schengen per includere gli Stati membri che hanno aderito all'Unione europea nel 2004». Infine, ha salutato l'estensione della politica di cooperazione giudiziaria, ritenendola un modo per «combattere e sconfiggere l'immigrazione illegale e il traffico di esseri umani».

 

DIRITTI FONDAMENTALI

 

 

PROCLAMATA LA CARTA UE DEI DIRITTI FONDAMENTALI: L'ESSENZA DELL'IDENTITÀ EUROPEA

 

Proclamazione e firma della Carta dei diritti fondamentali

12.12.2007

 

Alla vigilia della firma del Trattato di Lisbona, i presidenti del Parlamento, della Commissione e del Consiglio UE hanno firmato solennemente la Carta dei diritti fondamentali che lo stesso trattato rende vincolante. Il Presidente Pöttering ha sottolineato che, affermando la centralità della dignità umana, essa rappresenta l'essenza dell'unificazione europea e indica la via per un futuro comune di pace. Ha anche ammonito che, nella comunità di valori che è l'UE, non ci sono diritti senza doveri.

 

«Per i cittadini oggi è un giorno di gioia» è quanto ha affermato il Presidente del Parlamento HANS-GERT PÖTTERING aprendo la seduta solenne dedicata alla firma della Carta dei diritti fondamentali. Cinquant'anni dopo la creazione della Comunità europea, fondata sulle rovine della seconda guerra mondiale, ha sottolineato il Presidente, «celebriamo oggi i valori comuni che sono l'essenza stessa dell'identità europea».

La Carta dei diritti fondamentali, ha proseguito, «è il simbolo del cammino che ci ha portato a un'Unione dei cittadini». Essa dimostra «cha abbiano tratto la principale lezione dalla storia europea: il rispetto della dignità dell'individuo, la salvaguardia della libertà che abbiamo conquistato, della pace e della democrazia e lo Stato di diritto, sono ancora oggi il motore dell'unificazione europea».

La libertà non può nascere senza il rispetto dei diritti degli altri, ha aggiunto il Presidente, e la pace non può sbocciare senza un equilibrio nella convivenza, «libertà, pace, diritto e benessere sociale, non sono possibili che assieme e non l'uno contro l'altro». Nell'Unione europea, ha aggiunto, «non è la forza che ha diritto, ma è il diritto ad avere la forza». E' questo, ha spiegato, «che conferisce alla nostra comunità di valori il suo volto moderno».

Ha quindi esclamato che «solo il diritto garantisce a tutti la pace!». La caduta della cortina di ferro e l'adesione di dodici paesi all'Unione europea, ha affermato il Presidente, sono state possibili perché «il grido della libertà e della democrazia, la forza dell'esigenza di parità di diritti per tutti gli uomini, hanno vinto contro un'ideologia che disprezzava la persona umana».

La Dichiarazione di Berlino, ha poi ricordato, proclama una cosa molto importante: «Noi cittadini dell'Unione europea siamo, per nostra felicità, uniti». E' infatti «per la nostra felicità», ha spiegato, «che libertà, democrazia e diritti umani per noi tutti, nell'Unione europea, sono diventati realtà». Nel proclamare solennemente la Carta, «abbiamo d'ora in avanti il grande dovere e la grande fortuna di fare capire ai 500 milioni di cittadini dell'UE e alle generazioni future, ciò che è l'essenza dell'unificazione europea». Ha quindi sottolineato che l'UE non è solamente «calcoli economici dei costi e dei benefici», ma anche una «comunità di valori», la cui chiave di volta «è il rispetto inalienabile della dignità della persona» consacrato dall'articolo 1 della Carta, e che sono alla base dell'integrazione dell'Europa.

E' per questa ragione, ha sottolineato il Presidente, che il riconoscimento, con forza vincolante, della Carta dei diritti fondamentali, «era per il Parlamento un elemento indispensabile di qualsiasi accordo sulla riforma dei trattati». E il Parlamento è riuscito a far valere la sua posizione: il riferimento alla Carta, iscritto all'articolo 6 del trattato, «le conferisce un carattere giuridicamente vincolante pari a quello del trattato stesso». L'uomo e la sua dignità, ha proseguito, «sono al centro della nostra politica» e l'UE «offre un quadro che ci permetterà di seguire la via pacifica di un futuro comune». 

Senza questa base chiaramente definita di valori, ha proseguito il Presidente, «l'Unione europea non ha futuro». E non avremmo «il diritto di esigere il rispetto dei diritti umani nel mondo se non riuscissimo a tradurre i nostri propri valori in diritto positivo nell'Unione europea». Come europei, ha invece insistito, «dobbiamo agire per difendere la dignità dell'uomo e il dialogo tra le culture, lo possiamo fare con la consapevolezza di ciò che siamo, ma dobbiamo farlo con una volontà indefessa: nessuno ci potrà ostacolare!».

Dopo aver ricordato l'influenza svolta dal Parlamento nella definizione della Carta sin dai tempi della Convenzione, il Presidente ha sottolineato che essa consacra i diritti economici e sociali, ma anche quelli politici. Tutela inoltre i diritti fondamentali nei campi d'attività dell'UE e nell'applicazione del diritto comunitario. Grazie alla Carta, tutti i cittadini dell'Unione potranno appellarsi alla Corte di giustizia. Ha quindi auspicato che essa sarà presto applicabile in tutti gli Stati membri. A questo proposito ha lanciato un appello: «i diritti umani e i diritti fondamentali sono indivisibili, nell'interesse di tutti i cittadini dell'UE, tutti gli Stati membri dovrebbero aderire alla Carta».

Il Presidente ha poi sottolineato che se, da un lato, la proclamazione della Carta conferisce ai cittadini il potere di far valere i propri diritti, dall'altro è anche l'occasione di prendere coscienza che hanno anche dei doveri nei confronti della comunità degli europei, del mondo e delle generazioni future». «Non ci sono diritti senza doveri, poiché è la solidarietà che ci unisce». Stiamo costruendo un'Unione di cittadini, ha concluso il Presidente, e la proclamazione della carta apporta all'UE fondamenta solide. Dimostra inoltre che la nostra comunità di valori «è viva e prospera». «E' una grande vittoria per i cittadini europei!».

«Oggi 12 dicembre sarà d'ora in poi una data fondamentale della storia europea», ha esordito il Presidente del Consiglio José Sócrates, affermando che questa è la cerimonia più importante alla quale abbia partecipato in tutta la sua carriera politica. Come europeo e portoghese, si è detto quindi particolarmente onorato di firmare la Carta dei diritti fondamentali, sottolineando che è proprio sotto presidenza portoghese, nel 2000, che erano iniziati i lavori per la sua stesura. La Carta, ha proseguito, è «un impegno che contiene i valori di base della civiltà europea», facendo leva sulla dignità dell'uomo.

Dopo aver ricordato che il trattato prevede l'adesione dell'UE alla Convenzione sui diritti umani del Consiglio d'Europa, il Primo ministro ha sottolineato che, a partire da oggi, i diritti fondamentali «diventano in modo irreversibile patrimonio comune della civiltà europea». Si tratta anche di un importante strumento che orienterà l'azione politica e legislativa delle istituzioni europee e dimostra ai cittadini che l'UE è al loro servizio. Prevede diritti sociali, nel campo professionale e della previdenza, è la Carta dell'uguaglianza contro ogni discriminazione, pone particolare attenzione ai bambini, agli anziani e alla parità di genere, comprende norme sui dati personali e contempla le libertà economiche. E' inoltre «fedele alla nostre tradizioni» e, in proposito, ha salutato con favore l'accordo cui è giunto il Consiglio UE sulla proclamazione di una giornata europea contro la pena di morte.

La Carta, inoltre, concilia i diritti dei cittadini con quello dei singoli, toccando anche i cittadini non europei. Il Primo Ministro, sottolineando che un mondo migliore è quello dove sono rispettati questi diritti, ha poi sostenuto che la Carta è anche al servizio della politica estera europea e rappresenta «un faro per l'UE sulla scena internazionale». Con la Carta i cittadini possono riconoscersi in un'Unione che è un progetto di pace e democrazia, dove i diritti dei singoli sono rispettati. Ha quindi evidenziato che la proclamazione della Carta ha un valore giuridico preciso: con essa diventa «una legge fondamentale a vantaggio di tutti». In un mondo globalizzato «in cui molti sostengono che le regole economiche siano assolute», ha aggiunto il Primo Ministro, il riconoscimento della Carta UE è un contributo notevole alla regolamentazione della globalizzazione.

Vincolando gli Stati membri e le istituzioni UE al suo rispetto, la Carta ne limita i poteri a favore dei cittadini, nel rispetto della sussidiarietà e rafforzando la natura democratica dell'Unione europea. La difesa dei diritti fondamentali, che diventa parte del «codice genetico dell'UE», dovrà essere realizzata ogni giorno, da parte degli Stati, delle Istituzioni, della società civile, delle imprese, dei sindacati e dei singoli cittadini. Si tratta di un impegno a favore del rispetto e dell'applicazione di principi nell'azione quotidiana. «Solo così saremo infatti degni delle nostre tradizioni».

JOSÉ MANUEL BARROSO, Presidente della Commissione europea, ha sottolineato anzitutto l'elevato significato della proclamazione, «che consacra la cultura dei diritti dell'Unione europea». Con la firma della Carta dei diritti fondamentali, ha aggiunto, le tre Istituzioni europee ribadiscono il loro impegno e permettono di realizzare un importante passo avanti rendendola vincolante e dandole lo stesso valore giuridico dei trattati. La Carta ha aggiunto, porta concreti benefici per i cittadini, mette al centro la dignità umana e prevede le classiche libertà civili (di espressione, di religione, non discriminazione, ecc.), i diritti sociali e economici,