GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI
LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
6 Dicembre 2007
n° 155
Lettera informativa della
Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
____________________________________________________________________________
GRUPPO
PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio
di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni
ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI
E’ ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.
BREVI
DALL'EUROPA
DIRETTIVA
"TELEVISIONE SENZA FRONTIERE"
Il
Consiglio Affari generali ha adottato una posizione comune che modifica alcune
disposizioni del progetto di direttiva “Televisione senza frontiere”. Il
Consiglio è d’accordo sui principi di base stabiliti dalla Commissione, ma
vuole definire meglio alcune clausole. Oltre ad alcune modifiche strutturali
introdotte nella normativa prevista per i servizi lineari e non lineari, gli
emendamenti riguardano:
·
il paese d’origine: il principio del paese d’origine è riconosciuto, ma il Consiglio ha
aggiunto un meccanismo speciale inteso a trattare i casi in cui un programma
televisivo riguarda direttamente o completamente uno Stato membro diverso da
quello in cui la società di diffusione è insediata;
·
diffusione di pubblicità: la diffusione di pubblicità diretta o indiretta deve
essere vietata per tutti i programmi elaborati dopo la data limite di ricezione
della direttiva; tuttavia, possono essere autorizzate alcune eccezioni, ad
alcune condizioni;
·
protezione dei bambini e dei minorenni: devono essere sviluppati codici
di comportamento per la pubblicità per gli alimenti grassi e zuccherati rivolti
ai bambini, nonché regole quantitative più severe sull’interruzione dei
programmi per bambini. La protezione dei minorenni deve essere rafforzata nei
servizi su richiesta, introducendo un codice di accesso per i programmi che
potrebbero recare pregiudizio allo sviluppo fisico, mentale o morale degli
adolescenti;
·
la diffusione di brevi estratti: il Consiglio vuole ampliare il diritto per le reti
televisive di ricorrere ai “brevi estratti”, creando un diritto da applicare
nell’insieme dell’Unione europea, le cui modalità di applicazione sarebbero di
competenza degli Stati membri;
·
la promozione delle opere europee: anche i fornitori di servizi su richiesta devono
promuovere esplicitamente la produzione e l’accesso alle opere europee. La
posizione comune è stata comunicata al Parlamento europeo per una seconda
lettura, nel quadro della codecisione.
LO SVILUPPO DEL
MICROCREDITO IN EUROPA
Per
questa ragione propone di creare una entità europea finanziata dai fondi
strutturali incaricata dell’assistenza tecnica per sviluppare microcrediti
nell’UE.
E’ stata
presentata una proposta per creare un nesso tra il potenziale del microcredito
e l’insufficiente offerta nell’UE. Nell’UE il microcredito comporta importi
inferiori a 25.000 euro.
Per
Eurostat la domanda potrebbe arrivare a 700.00 prestiti pari a 6,1 miliardi di
euro a breve termine.
I
finanziamenti sono previsti per le microimprese con meno di 10 lavoratori,
disoccupati e inattivi che vogliono mettersi in proprio ma che non possono
accedere alle banche. Il 55% degli interrogati preferisce essere autonomo e non
lavoratore dipendente. Tale iniziativa si sviluppa nei vecchi e nuovi paesi UE
dove le microimprese rappresentano il 91% delle imprese UE.
Il
finanziamento dell’iniziativa sarà a valere sul bilancio di assistenza tecnica del
FERS gestito dalla Commissione e partirà con una dotazione di 10/15 milioni di
euro, per finanziare istituti non bancari.
L’iniziativa
sarà gestita dal Fondo di investimento UE che è partner della Commissione
tramite l’iniziativa JEREMIE del 2005.
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO -
SESSIONE 12 - 15 NOVEMBRE 2007
ISTITUZIONI
Dando inizio ai lavori
parlamentari, il Presidente HANS-GERT PÔETTERING ha espresso le condoglianze al
popolo finlandese per l'uccisione di otto persone, studenti e docenti, in un
liceo presso Helsinki. Si è poi pronunciato sulla Convenzione sulle mine
antipersona sostenendo che l'obiettivo finale deve essere "un mondo senza
mine" e, a tal fine, è assolutamente necessaria una politica europea in
materia. All'ordine del giorno è stato aggiunto un dibattito sulla situazione
in Georgia.
Il Presidente, ricordando i «tragici eventi» del 7
novembre scorso in cui sono state uccise 8 persone in un liceo della città di
Tuusula, a circa 60 km da Helsinki, ha espresso le condoglianze del Parlamento
al popolo finlandese.
Il Presidente ha salutato con favore la prossima riunione
della Conferenza delle parti aderenti alla Convenzione di Ottawa sul divieto
delle mine antipersona (che si terrà ad Amman dal 18 al 22 novembre).
Sottolineando che tali armi «non distinguono tra civili e militari», ha
affermato che la Convezione «è una vittoria per l'umanità» e ha ricordato,
infatti, che la campagna a favore della sua ratifica ha ottenuto il Premio
Nobel nel 1997.
Ha quindi ricordato che il Parlamento ha sempre sostenuto
la campagna e promosso l'attuazione della Convenzione. Ha quindi osservato che
¾ degli Stati l'ha ratificata e che sono anche diminuiti i paesi in cui sono
prodotte tali armi, tuttavia in 69 paesi le mine antipersona non sono del tutto
eliminate. Il Presidente ha evidenziato il ruolo importante, anche finanziario,
dell'UE nell'attuazione della Convenzione e ha poi ricordato che, al Consiglio,
è in fase di elaborazione una nuova azione comune in materia.
L'obiettivo finale, ha detto il Presidente, «è un mondo
senza mine» e, a tal fine, «è assolutamente necessaria una politica europea».
SARKOZY
AL PARLAMENTO: L'EUROPA SI DIFENDA DALLA GLOBALIZZAZIONE
Seduta solenne - Allocuzione di Nicolas Sarkozy, Presidente della
Repubblica francese
13.11.2007
Il Presidente Sarkozy ha illustrato all'Aula la sua visione dell'Europa.
Un'Europa che tenga conto delle aspettative dei suoi popoli, democratica e
pluralista che, ormai dotata dei mezzi per agire, non abbia paura di ripensare
i suoi obiettivi. Un'Europa che difenda le diverse identità e culture e che
tuteli i diritti umani nel mondo. Ma che si difenda anche dalla concorrenza
sleale e moralizzi il capitalismo finanziario, e che abbia politiche comuni in
materia di difesa e d'immigrazione.
Il Presidente HANS-GERT
PÖTTERING ha introdotto l'intervento
di Nicolas Sarkozy dicendosi onorato dalla sua presenza al Parlamento europeo e
sottolineando che vi era molta attesa per il suo intervento in Aula. Ha poi
evidenziato come il Capo di Stato francese, anche durante la campagna presidenziale,
abbia regolarmente e fermamente sostenuto la priorità della costruzione
europea. Dopo aver ricordato che, già nel 1849, Victor Hugo ipotizzava l'unione
degli Stati europei, il Presidente ha ricordato i due grandi protagonisti
francesi dell'integrazione europea: Robert Schumann e Jean Monnet.
Ha poi evidenziato che il Presidente Sarkozy, già
prima della sua elezione, aveva dichiarato l'intenzione di porre la Francia al
centro della politica europea e la sua influenza si è infatti sentita nella definizione
del nuovo trattato, dimostrando «decisione e coraggio». Si è poi rallegrato di
essere stato il primo invitato non francese all'Eliseo, notando che ciò denota
la convinzione europea del Presidente, che condivide gli stessi valori difesi
dal Parlamento europeo. Ha infine ricordato che, nel corso di un discorso di
Sarkozy a Strasburgo, il Presidente francese aveva dichiarato che la Francia e
tutti gli europei avrebbero dovuto assumersi le proprie responsabilità e che
avrebbe avviato un ampio dibattito affrontando tutte le questioni.
Il Presidente Nicolas
Sarkozy, dopo aver ringraziato per
l'invito al Parlamento - «dove batte il cuore democratico europeo» - ha subito
voluto rinnovare di fronte ai deputati «l'impegno europeo della Francia» e ha
precisato che il "no" alla Costituzione non è stata, per il popolo
francese, l'espressione di un rifiuto dell'Europa bensì «di una più grande
esigenza nei suoi riguardi».
L'Europa sia all'altezza delle aspettative dei suoi
popoli
Sin dall'inizio, ha aggiunto, la costruzione
europea è stata sostenuta da una speranza di pace, fratellanza e progresso nata
a seguito dei grandi conflitti del XX secolo, e i popoli si aspettano ora che
l'Europa sia all'altezza di questa speranza. La costruzione europea, ha poi
spiegato, deve essere presa per quello che è: un'esigenza spirituale, morale e
politica. E' l'espressione di una volontà comune dei popoli «che si riconoscono
nei valori e in una civilizzazione che vogliono mantenere vivi». L'Europa, ha
insistito, non è una macchina amministrativa o legislativa, e «non può essere
tenuta lontana dai sentimenti e dalle passioni umane», «o sarà un grande ideale
oppure finirà».
Tutti coloro che amano l'Europa, ha proseguito,
devono prendere sul serio i "no" dei cittadini francesi e olandesi.
In questi "no" vi era l'angoscia e la delusione condivisa da milioni
di persone che avevano la sensazione che l'Europa non li proteggesse più a
sufficienza e che era diventata indifferente alle difficoltà delle loro vite.
Per il Presidente, questi "no" sono stati «disastrosi» e hanno
condotto l'Europa alla sua più grave crisi della storia. Una crisi, tuttavia,
che poteva diventare «salutare» se avesse portato a una riflessione sulle sue
motivazioni.
La necessità del dialogo, no al pensiero unico
Nella costruzione europea, ha proseguito, le
assemblee parlamentari che si sono susseguite hanno avuto un «ruolo decisivo».
Coloro che vi hanno preso parte, cui va reso omaggio, sono stati i
rappresentanti dei cittadini d'Europa, in tutta la loro diversità. Diversità
che non dev'essere temuta, ma rispettata come la più grande ricchezza. La
democrazia vuol dire dibattito, ha sottolineato il Presidente, «è la pluralità
dei punti di vista» e «si farà morire l'Europa se ci si riunisce tutti intorno
a un pensiero unico, dove colui che la pensa in modo diverso è una cattivo
europeo».
E' per tale ragione che il Presidente ha «sempre
preferito la regola della maggioranza rispetto a quella dell'unanimità». Con
quest'ultima, ha osservato, «non si deciderà mai niente di grandioso, d'audace
e non si correrà mai nessun rischio, poiché con l'unanimità ci si allea con
coloro che vogliono meno Europa». L'unanimità è «impotenza». Il Presidente ha
quindi spiegato che è per tale ragione che ha sostenuto l'estensione delle decisioni
a maggioranza nel trattato di riforma.
Il ruolo della politica, pensare al futuro dell'Europa
L'Europa, ha proseguito deve avere più dibattiti,
più democrazia e, in fondo, «più politica». E' grazie alla politica, ha infatti
spiegato il Presidente, che si è potuti uscire dall'impasse istituzionale al
Vertice di giugno, prendendo atto del fallimento della Costituzione. La
politica significava proporre ai francesi che avevano votato "no" di
negoziare un trattato semplificato per sbloccare l'Europa e di farlo ratificare
dal Parlamento, «come ero stato autorizzato dal popolo francese». La politica
significava anche, per i sostenitori della Costituzione, «accettare di riaprire
i negoziati su un altro progetto meno ambizioso».
Il Presidente ha però ammonito a non commettere
l'errore di credere che, con il nuovo trattato, «l'Europa abbia risolto tutto».
Il trattato, ha infatti spiegato, «risolve la crisi istituzionale ma non la
crisi politica e morale dell'Europa», permette di decidere e di agire «ma non
spiega quali sono gli obiettivi» e non dice cosa sarà l'Europa di domani e come
«contribuirà a migliorare la vita dei cittadini», «non fornisce motivi per
ridare fiducia a coloro che avevano smesso di credere nell'Europa». A suo
parere, quindi, occorre discutere di tutte le politiche: di bilancio,
commerciale, monetaria e industriale, fiscale. Nell'Europa democratica,
inoltre, «nessuna indipendenza può essere confusa con una totale
irresponsabilità» e l'indipendenza garantita da uno statuto «non può dispensare
dal dover rendere conto». Poiché, in democrazia, «la responsabilità politica è
un principio imprescindibile». E' per tale motivo, ha spiegato il Presidente,
che ha proposto l'istituzione di un comitato di saggi per riflettere sul futuro
dell'Europa.
Difendere identità e la cultura e tutelare i diritti
dell'uomo
In una democrazia, ha proseguito il Presidente,
bisogna poter discutere - senza paura - di come l'Europa costruisce e difende
la propria identità ma anche quelle nazionali che rappresentano «una ricchezza»
dell'Europa. A suo parere infatti gli europei stanno vivendo una crisi
d'identità «legata alla globalizzazione e alla mercificazione del mondo».
La politica, ha aggiunto, ha preso troppo ritardo
rispetto all'economia e, ancora più ritardo ha preso la cultura. In un mondo
minacciato dall'omologazione, ha insistito, l'Europa deve difendere i valori di
civiltà e spirituali nonché la diversità culturale. Deve pertanto difendere le
identità.
Anche i diritti dell'uomo fanno parte dell'identità
europea: «dappertutto nel mondo, ogni volta che un essere umano è oppresso, che
un uomo è perseguitato, che un bambino è martirizzato e che un popolo è
sottomesso, l'Europa deve essere al suo fianco». L'Europa deve portare la
questione dei diritti umani in tutte le regioni del mondo e coloro che hanno
rinunciato a questo per ottenere dei contratti, ha aggiunto, «non hanno avuto i
contratti e sono stati sconfitti sul piano dei valori».
Proteggere i popoli dalla concorrenza sleale
Per il Presidente, se si vuole evitare che i popoli
chiedano il protezionismo e la chiusura, occorre «avere il coraggio di
discutere di cosa deve essere una vera preferenza comunitaria». Occorre inoltre
dotarsi dei mezzi di cui dispongono gli altri: «se altre regioni del mondo
hanno il diritto di difendersi contro il dumping, perché l'Europa deve subirlo?
Se tutti i paesi hanno una politica dei cambi, perché non dovrebbe averla anche
l'Europa? Se altre nazioni possono riservare parte degli appalti pubblici alle
loro PMI, perché non dovrebbe farlo l'Europa? Se altri paesi attuano una
politica industriale, perché non dovrebbe farlo l'Europa? Infine, se altre
nazioni difendono i loro agricoltori, perché l'Europa dovrebbe rinunciare a
difendere i suoi?».
L'Europa, ha proseguito, non vuole il protezionismo,
«ma deve reclamare la reciprocità» e garantire la sua indipendenza energetica e
alimentare. Vuole essere esemplare nella lotta contro i cambiamenti climatici,
«ma non può accettare la concorrenza sleale di paesi che non impongono nessun
vincolo ecologico». E' legata alla concorrenza, «ma non può essere la sola a
farne un dogma», ed è per questo motivo che il Vertice di Bruxelles ha deciso
che la concorrenza «è un mezzo, non una finalità».
Un capitalismo che produce, controllare gli speculatori
L'Europa, ha proseguito, ha scelto l'economia di
mercato e il capitalismo. Ma ciò non implica un "laissez faire"
assoluto e la deriva di un capitalismo finanziario «che avvantaggia gli
speculatori e chi vive di rendita, invece degli imprenditori e dei lavoratori».
Quello europeo, ha insistito, «è sempre stato un capitalismo di imprenditori,
di produzione, e non di speculazione e di rendite». L'Europa, ha quindi
affermato il Presidente, «ha un ruolo da svolgere nella necessaria
moralizzazione del capitalismo finanziario», e non può accettare che alcuni
speculatori, come nel caso dei subprime, rimettano in causa la concorrenza
mondiale.
Una difesa europea e una politica comune
dell'immigrazione
Altri temi di cui si dovrà discutere e che saranno
affrontati nel corso della presidenza francese, ha proseguito, sono la riforma
della politica agricola comune, la questione della fiscalità ecologica, delle
energie rinnovabili e della difesa. A quest'ultimo proposito, il Presidente ha
chiesto come sarebbe possibile per l'Europa essere indipendente e influenzare
la politica mondiale, essere un fattore di pace e di stabilità, «se non è capace di garantire la propria sicurezza».
Che senso avrebbe, ha insistito, dibattere dell'impegno europeo «se non siamo
capaci di discutere della costruzione di una difesa europea e di un rinnovo
dell'alleanza atlantica».
Sin dall'inizio delle origini, ha proseguito,
l'Europa ha promosso la solidarietà. Questa si è concretizzata nella politica
regionale e deve anche esprimersi nella difesa, così come in una politica
europea dell'immigrazione. In un'Europa dove vige la libera circolazione tra
gli Stati membri, ha aggiunto, «non è possibile appartenere allo spazio
Schengen e procedere a delle regolarizzazioni senza chiedere il parere ai
partner, visto che tali regolarizzazioni hanno un impatto su tutti gli altri
paesi dell'area».
Non c'è più tempo da perdere
Il Presidente, ha infine sottoscritto le parole di
Simone Veil, prima presidente del Parlamento europeo eletto a suffragio
universale: «quali che siano le nostre differenze, condividiamo la stessa
volontà di realizzare una comunità fondata su un patrimonio comune e un
rispetto condiviso dei valori umani fondamentali; è con questo spirito che vi
invito a abbordare fraternamente i lavori che ci attendono». Per Sarkozy sono
queste le sfide che i cittadini si attendono che l'Europa colga e «non c'è più
tempo da perdere per fare in modo che i popoli ritrovino fiducia nell'Europa».
SCIOLTO
IL GRUPPO "IDENTITÀ, TRADIZIONE, SOVRANITÀ"
Al termine delle votazioni di mercoledì, il Presidente di seduta ha
annunciato all'Aula che, a seguito della defezione di due deputati rumeni, che
si aggiungono a quella dei giorni scorsi di altri tre colleghi, il gruppo
"Identità, Tradizione, Sovranità" (ITS) non rispetta più le
condizioni fissate dal regolamento per la costituzione di un gruppo politico ed
è pertanto sciolto con effetto immediato.
Tutti i membri del gruppo disciolto raggiungono quindi i "Non
Iscritti", l'equivalente del gruppo misto del Parlamento italiano.
SFRUTTARE
LA GLOBALIZZAZIONE, AD ARMI PARI
Docc. B6-0435,
0441, 0442, 0447/2007
Risoluzione comune sull'interesse europeo: riuscire nell'epoca della
globalizzazione
Procedura: Risoluzione comune
Dibattito: 14.11.2007 - Votazione: 15.11.2007
La globalizzazione crea nuove opportunità per le economie europee. E'
quanto afferma il Parlamento chiedendo norme uguali per tutti a livello
internazionale. Ma anche l'adeguamento degli orientamenti in materia di
occupazione e principi comuni sulla flessicurezza. Occorrono poi politiche
fiscali valide, mercati finanziari trasparenti e innovazione. Sostenendo
l'indipendenza della BCE, chiede una politica antinflazionistica. Sollecita
infine una politica comune per l'immigrazione.
Approvando con 435 voti favorevoli, 86 contrari e
32 astensioni una risoluzione comune sostenuta da tutti i gruppi politici
eccetto GUE/NGL e IND/DEM, il Parlamento rileva che la globalizzazione
dell'economia «crea nuove opportunità
per le economie dell'UE che sono destinate a svolgere un ruolo più importante
nei prossimi decenni». Le economie europee potranno anche «godere di vantaggi
aggiuntivi derivanti dallo sfruttamento di economie di scala, della capacità,
dell’urbanizzazione, delle reti e di una reputazione positiva».
Il Parlamento sottolinea che l’UE può realizzare i
suoi obiettivi di Lisbona a livello interno soltanto «se sarà attiva e unita
sulla scena mondiale». Ritiene pertanto che un approccio globale di politica esterna, incentrato sulla
cooperazione nel campo della regolamentazione, sulla convergenza dei criteri e
sull'equivalenza delle norme, «debba promuovere sia la concorrenza leale che
gli scambi». Come uno dei principali beneficiari dell'economia mondiale aperta,
l'UE ha la grande responsabilità di affrontare problemi globali e di mettere a
punto strumenti di politica estera economica comune in grado di gestire
adeguatamente l’impatto esterno del mercato unico dell’UE.
Per quanto riguarda le politiche interne, il
Parlamento accoglie il fatto che la Commissione abbia dichiarato che verrà
prestata maggiore attenzione all'integrazione attiva e alle pari
opportunità, che andrebbe promossa una protezione sociale adeguata e rafforzata
la lotta contro la povertà. Così come che in tutta Europa sono necessari mezzi
più efficaci per garantire ai cittadini gli esistenti diritti di accesso
all'occupazione, all'istruzione, ai servizi sociali, all'assistenza sanitaria e
ad altre forme di protezione sociale.
Sottolinea peraltro la necessità di assicurare e
migliorare l'integrazione e la visibilità della dimensione sociale nel prossimo
ciclo della strategia di Lisbona e in particolare negli orientamenti integrati.
Invita quindi la Commissione a adeguarli per rimediare alle debolezze percepite
negli orientamenti per l'occupazione.
Ritiene infatti che questi non attribuiscono importanza a taluni obiettivi
sociali basilari: ridurre il numero di lavoratori poveri e aumentare l'accesso
a lavori di qualità, all'istruzione, all’assistenza sanitaria e ad altre forme
di protezione sociale per tutti.
Il Parlamento
appoggia l’adozione di un insieme equilibrato di principi comuni
riguardanti la flessicurezza, che
combinino flessibilità e sicurezza per i lavoratori e i datori di lavoro nel
mercato dell’occupazione. Incoraggia pertanto gli Stati membri a integrarli
nella consultazione con le parti sociali sui programmi nazionali di riforma.
Evidenzia peraltro «il ruolo centrale» che rivestono la formazione e la
riqualificazione, politiche attive in materia di mercato del lavoro,
un’adeguata protezione sociale e la riduzione della segmentazione del mercato
del lavoro, garantendo diritti all'occupazione per tutti i lavoratori.
In materia di politica economica, facendo proprio
un emendamento proposto dai Verdi, il Parlamento invita a sviluppare una
"iniziativa intelligente di crescita verde dell'UE" che comprenda
tutti i principali esistenti strumenti economici dell'UE. Stimola inoltre la
Commissione a non separare le politiche ambientali dalla politica economica e
dell'occupazione. Nel sottolineare poi che uno dei problemi fondamentali di
alcuni Stati membri risiede nell’insufficienza della domanda interna, pone in
luce l'importanza «capitale» di politiche
fiscali valide e una sana gestione delle finanze pubbliche.
Per il Parlamento, inoltre, la trasparenza dei mercati finanziari, norme efficaci sulla
concorrenza e una regolamentazione e una vigilanza adeguate «continueranno ad
essere di importanza vitale», soprattutto alla luce della globalizzazione dei
mercati finanziari e della necessità di garantire i diritti dei consumatori.
Gli orientamenti di politica economica, d'altra parte, dovrebbero comprendere
misure a sostegno dell'offerta per creare un ambiente propizio alle operazioni
transfrontaliere delle imprese e accelerare la creazione di un mercato finanziario
unico.
Il Parlamento riconosce poi che in Europa è
necessario che l'innovazione si traduca più rapidamente in nuovi prodotti e
servizi. Appoggia pertanto la richiesta della Commissione relativa a un
"triangolo della conoscenza" costituito da ricerca, istruzione e innovazione e si attende investimenti più
efficaci in nuove competenze, nella formazione continua e in sistemi di
istruzione e formazione moderni. Occorre anche favorire l'innovazione dei
processi e delle procedure di gestione nonché delle strutture organizzative. In
proposito riconosce che l'accesso alle risorse per le imprese più piccole e i
privati è fondamentale per accrescere i livelli di R&S e sviluppare nuove
tecnologie e reputa quindi necessario promuovere sia i finanziamenti iniziali
sia quelli che coprono un periodo sufficientemente lungo per consentire
l'immissione dei prodotti sul mercato.
Il Parlamento difende l’indipendenza della BCE nella fissazione della politica monetaria
e nella gestione dell’effetto della volatilità dei mercati finanziari globali.
Sottolinea che l’apprezzamento del tasso di cambio dell’euro «è il risultato di
squilibri crescenti in paesi terzi e della debolezza della domanda nella zona
euro». Si chiede tuttavia con preoccupazione se la crescita europea sarà abbastanza
forte da compensare la volatilità dei mercati finanziari mondiali e dei tassi
di cambio.
D'altra parte ritiene che l’aumento della domanda
di risorse naturali e di prodotti e servizi basilari spinto dalla crescita
delle economie in via di sviluppo «possa esercitare sulle economie degli Stati
membri dell’UE una pressione
inflazionistica che finora è stata controbilanciata dal loro contributo
all’aumento dell'offerta globale». Gli Stati membri dell'UE devono quindi
predisporre strumenti di politica economica antinflazionistica unitamente a
strategie di crescita tecnologica nonché a un contesto di possibile adeguamento
macroeconomico e di coordinamento rafforzato.
Reputando necessario disporre di istituzioni
sovranazionali per affrontare sfide sopranazionali, il Parlamento ritiene che
la definizione di norme e standard
globali «sia essenziale per realizzare la convergenza in campo normativo».
Esorta la Commissione a partecipare attivamente al lavoro di tutte le agenzie e
tutti gli organismi di normazione competenti a livello internazionale «al fine
di raggiungere maggiore coerenza fra le regole e le prassi dell'UE e quelle dei
suoi principali partner commerciali».
Il mercato
transatlantico, per i deputati, potrebbe rappresentare «uno strumento
appropriato» per assicurare all'UE la necessaria efficacia in materia di difesa
commerciale, competitività sostenibile e innovazione. Ma invitano la
Commissione ad assicurare che sia garantita la reciprocità delle condizioni di
accesso ai mercati e rinnovano la richiesta di eliminare o ridurre in misura
significativa tutte le barriere agli scambi e agli investimenti. D'altra parte,
il Parlamento considera gli Strumenti di difesa commerciale «una componente
indispensabile della strategia dell'UE».
Il Parlamento sottolinea infine che l’UE ha bisogno
di disporre con urgenza di una politica
comune in materia di frontiere e di immigrazione. Questa deve prevedere un
sistema integrato di controlli alle frontiere ma anche strategie, criteri e
procedure armonizzati per la migrazione economica, «lasciando ai singoli Stati
membri la decisione sul numero di ammissioni». Sottolinea poi la necessità di
adoperarsi maggiormente per trovare, mediante lo scambio di esperienze, «il
modo di convertire l’immigrazione interna in un fattore di riuscita per tutte
le parti, a livello sia sociale che economico».
Dichiarazione della Presidenza
Aprendo il dibattito, Manuel Lobo Atunes ha sottolineato che la
globalizzazione è essenzialmente un fenomeno politico e non soltanto un
fenomeno economico e tecnologico. Esso presenta due sfaccettature: da un lato i
cittadini hanno perso posti di lavoro e si sono sentiti minacciati, dall'altro
«sono stati creati nuovi posti, i livelli dei prezzi sono più bassi, il
commercio è buono ed i servizi in crescita».
Si tratta quindi di vedere «come gestire la
globalizzazione», mantenendo il controllo politico. Il Ministro, in proposito,
ha sottolineato che l'Europa «è in grado di guidare e plasmare la
globalizzazione». Il «nuovo assetto istituzionale» previsto dal trattato
riformato e il nuovo ciclo della strategia di Lisbona sosterrebbero l'approccio
europeo. Tuttavia, ha rilevato come «la riforma debba essere ora accelerata» e
vi debba essere una coerente strategia per far fronte alla globalizzazione.
Secondo il Ministro, la migrazione è un tema
principale in quanto «la crescita demografica dell'Unione è sempre più
sostenuta dai flussi migratori», che contribuiscono a far fronte al basso
livello di flessibilità del mercato all'interno della Comunità. Inoltre, la
dimensione esterna della strategia di Lisbona è stata discussa di recente dal
Consiglio, dando speciale rilievo all'instabilità del mercato finanziario e ai
cambiamenti climatici.
«L'Europa è in grado ed ha il dovere di guidare il
processo di globalizzazione», ha proseguito, e nel corso del Vertice di Lisbona
del 13-14 dicembre prossimo verrà adottata una dichiarazione su questo tema per
dimostrare ai cittadini europei che i loro leader sono determinati ed impegnati
per «accrescere la capacità dell'Unione di influenzare l'agenda della
globalizzazione». Concludendo ha affermato che la Presidenza portoghese crede
sinceramente che «l'Europa debba giocare un ruolo costruttivo a livello
mondiale che sia più giusto e più bilanciato».
Dichiarazione della Commissione
Per JOSÉ
MANUEL BARROSO «la
globalizzazione colpisce le nostre vite», ma dovrebbe essere anche vista come
«un'opportunità per l'Unione di affermare i propri valori». Bisogna quindi
identificare alcuni punti chiave e «abbiamo la responsabilità di proteggere i
nostri cittadini senza però essere protezionisti». Occorre «essere aperti ma
non naïf», in altre parole non ci deve essere «nessun passaggio gratuito per
coloro che non rispettano alcuni principi». Inoltre, l'Europa ci guadagna «da
un sistema basato sulle regole» e, ha osservato, l'esperienza dell'Unione «la
pone in una posizione molto favorevole per fornire una buona base per una
regolamentazione a livello globale».
Ha poi sottolineato che, a partire dal 2005, quando
la Strategia di Lisbona è stata rilanciata, sono stati creati quasi 6,5 milioni
in più di posti di lavoro nell'UE a 27 e 8 milioni di posti dovrebbero essere
creati nel periodo 2007-2009. Quattro sono state le priorità cruciali: ricerca
e innovazione, un contesto economico più propizio, maggior occupazione, nonché
l'energia e il cambiamento climatico. Tali tematiche hanno fornito alla
strategia «un punto focale più chiaro». Il Presidente ha poi posto l'accento
sulla ricerca e l'innovazione, ricordando che la Commissione è favorevole all'aggiunta
di una quinta libertà alle quattro già esistenti nel trattato, vale a dire «la
libertà di circolazione della conoscenza all'interno dell'UE».
Prendendo atto che ci si deve concentrare
maggiormente sulla «dimensione sociale» ha auspicato che il Consiglio approvi i
principi della "flessicurezza" concordati tra le parti sociali prima
dell'estate. Volgendo uno sguardo al futuro, ha quindi auspicato «una vigorosa
attuazione delle riforme in sospeso, maggiore enfasi sulle capacità e sull'istruzione,
concreti passi per portare l'Unione in un'economia a basso utilizzo di
carbonio». Tuttavia, ha aggiunto, «abbiamo anche bisogno di fare di più per
assicurarci che la strategia di Lisbona avanzi in modo uniforme in tutti gli
Stati membri. Un ritmo più lento per la riforma in uno Stato membro ovviamente
avrebbe ripercussioni sugli altri». In conclusione, ha sottolineato di credere
che non sia solo nell'interesse europeo ma, nell'era della globalizzazione, «il
mondo ha bisogno di un'Europa più impegnata».
JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito
sottolineando che «la
globalizzazione non è un concetto astratto, ma qualcosa che riguarda la vita di
tutti i giorni». Infatti, «i cittadini si rivolgono a noi per trovare
soluzioni», per proteggerli dal terrorismo, dai capricci dei mercati
finanziari, dal vertiginoso aumento del prezzi dei cereali nonché da prodotti
importati a buon mercato ma potenzialmente pericolosi. D'altra parte, «la
globalizzazione deve essere giusta, smussare le differenze tra i paesi e
migliorare la protezione sociale dei più poveri», mentre lo sfruttamento dei
bambini non può essere tollerato.
«L'apertura dell'Europa è un motore di investimento
globale» e accettare gli standard europei «può aiutare a migliorare la qualità
del controllo su scala mondiale». L'Unione deve però assicurarsi che «Brasile,
Cina e India si prendano le loro responsabilità». A suo parere, per sfruttare
le nuove opportunità, l'Unione deve fare un passo in avanti negli investimenti
per la ricerca e aiutare le piccole e medie imprese nel loro ruolo di motore di
crescita. Ma deve anche aiutare i suoi cittadini a adeguarsi al cambiamento,
per esempio agevolando l'apprendimento per tutto l'arco della vita. Inoltre,
con il petrolio a 100 dollari il barile, l'Unione ha chiaramente bisogno di una
politica energetica comune per assicurare efficienti forniture di energia
pulita e ciò deve includere l'opzione del nucleare civile. Ha quindi concluso
affermando che «l'Unione deve proteggersi senza essere protezionista».
LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE
LIBERA
CIRCOLAZIONE NELL'UE: RISPETTO DELLE LEGGI E LIMITI PRECISI ALLE ESPULSIONI
Docc. B6-0462,
0463, 0464, 0465/2007
Risoluzione comune sull'applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al
diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di
soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri
Procedura: Risoluzione comune - Dibattito:
12.11.2007 - Votazione: 15.11.2007
La libera circolazione nell'UE è un diritto fondamentale, ma occorre che
tutti i cittadini rispettino le leggi. E' quanto afferma il Parlamento
sottolineando che la direttiva europea in materia pone limiti ben precisi alla
possibilità di espellere cittadini verso i loro paesi d'origine. Si compiace
poi dell'iniziativa italo-rumena e chiede una strategia per l'inclusione
sociale dei rom. Esprime critiche al commissario Frattini per talune sue
dichiarazioni rilasciate alla stampa.
Approvando con 306 voti favorevoli, 186 contrari e
37 astensioni una risoluzione sostenuta da PSE, ALDE, Verdi/ALE e GUE/NGL, il
Parlamento ribadisce il valore della libertà di circolazione delle persone
quale principio fondamentale dell'Unione europea, «parte costitutiva della
cittadinanza europea ed elemento fondamentale del mercato interno». Esprime poi
dolore per l'assassinio della signora Reggiani e presenta sentite condoglianze
ai suoi familiari.
Allo stesso tempo riafferma l'obiettivo di fare
dell'Unione «uno spazio in cui ogni persona può vivere vedendosi garantito un
elevato livello di sicurezza, libertà e giustizia». Il rispetto delle leggi di
ogni paese membro, pertanto, «è una condizione essenziale per la coesistenza e
l'inclusione sociale nell'Unione» e «ogni individuo ha l'obbligo di rispettare le leggi in vigore nello Stato membro in
cui si trova» e il diritto dell'Unione europea. Il Parlamento, inoltre, invita
gli Stati membri a procedere più rapidamente al rafforzamento degli strumenti
di cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale per garantire una
lotta efficace contro la criminalità organizzata e la tratta degli esseri
umani, garantendo al contempo un quadro uniforme di garanzie procedurali.
D'altra parte, ricorda che la direttiva 2004/38/CE
inquadra la possibilità di allontanare
un cittadino dell'Unione «entro limiti molto precisi». La direttiva, precisano
i deputati, prevede tale facoltà per motivi di ordine pubblico, di pubblica
sicurezza o di sanità pubblica, che non possono essere invocati per fini
economici. I provvedimenti, inoltre, devono essere proporzionati e fondati
esclusivamente sul comportamento personale dell'individuo, sulla base di una
valutazione della situazione personale dell'interessato. Questo deve poi essere
informato in modo circostanziato e completo sui motivi del provvedimento, riportando
l'indicazione dell'organo dinnanzi a cui può opporre ricorso. D'altra parte, le
sanzioni previste dagli Stati membri devono essere effettive e proporzionate.
La possibilità di allontanamento se il cittadino diventa un onere eccessivo per
il sistema di assistenza sociale è subordinata a un esame approfondito del caso
individuale e, in nessun caso, quest'unica condizione può giustificare
l'allontanamento automatico.
Il Parlamento ribadisce poi che «qualsiasi
legislazione nazionale deve rispettare rigorosamente tali limiti e garanzie»,
mentre le espulsioni collettive
«sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla
Convenzione europea dei diritti dell'uomo». In proposito, insistendo sul fatto
che «la responsabilità penale è sempre personale», respinge il principio della
responsabilità collettiva e riafferma con forza la necessità di lottare contro
qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e qualsiasi forma di discriminazione e
stigmatizzazione basate sulla nazionalità e sull'origine etnica, come previsto
dalla Carta dei diritti fondamentali. Il Parlamento precisa, inoltre, di
aspettarsi dalle personalità pubbliche che si astengano da dichiarazioni «che
rischiano di essere intese come un incoraggiamento alla stigmatizzazione di determinati
gruppi di popolazione».
Compiacendosi in seguito della visita effettuata
dal Primo ministro rumeno in Italia e della dichiarazione congiunta di Romano Prodi e Cặlin Tặriceanu,
il Parlamento manifesta il proprio appoggio all'appello dei due Primi ministri
per l'impegno dell'Unione europea a favore dell'integrazione sociale delle
popolazioni meno avvantaggiate e della cooperazione fra gli Stati membri sulla
gestione dei movimenti della loro popolazione, in particolare mediante
programmi di sviluppo e di aiuto sociale inclusi nei Fondi strutturali.
Nel ricordare poi alla Commissione l'urgenza di
presentare un progetto di direttiva orizzontale contro tutte le
discriminazioni, ritiene che la protezione
dei diritti dei Rom e la loro integrazione «costituiscano una sfida per
l'Unione europea nel suo complesso». Invita pertanto la Commissione ad
elaborare «senza indugio» una strategia globale per l'inclusione sociale dei
Rom, facendo ricorso ai fondi europei esistenti per sostenere le autorità
nazionali, regionali e locali nei loro sforzi. Propone inoltre l'istituzione di
una rete di organizzazioni che si occupino dell'inclusione sociale dei Rom
nonché la promozione di strumenti volti ad aumentare la consapevolezza in
materia di diritti e doveri dei Rom.
La Commissione è poi invitata a presentare senza
ritardi una valutazione esauriente
dell'attuazione a livello nazionale della direttiva 2004/38/CE e a
presentare proposte. Il Parlamento, inoltre, incarica la propria commissione
parlamentare competente di effettuare entro il 1° giugno 2008, in
collaborazione con i parlamenti nazionali, una valutazione dei problemi di
recepimento di tale direttiva «in modo da mettere in evidenza le migliori
prassi nonché le misure che potrebbero portare a discriminazioni tra i
cittadini europei».
Con 290 voti favorevoli, 220 contrari e 21
astensioni, ha approvato un paragrafo in cui si afferma che le recenti
dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini,
Vicepresidente della Commissione, in occasione dei gravi episodi verificatisi a
Roma, «siano contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE».
Direttiva, è precisato, «che gli si chiede di rispettare pienamente».
A tale proposito, prima di iniziare, la sessione di voto, JOSEPH
DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha condannato
«l'attacco personale» al Vicepresidente Frattini, denunciandone il carattere
politico e «indegno» promosso dai socialisti italiani. Ha anche voluto
precisare che il suo gruppo sostiene i rumeni e gli altri cittadini europei che
rispettano le leggi e che la libera circolazione è una questione legata ai
valori.
Ha poi chiesto la parola ANTONIO TAJANI Presidente della
Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ai sensi degli articoli 151 e 19 del
regolamento, le chiedo di valutare la ricevibilità del paragrafo 13, che
contiene un immotivato ed infondato attacco personale al Vicepresidente della
Commissione. Si tratta di un testo che se approvato, dopo le dichiarazioni del
portavoce del Presidente della Commissione in difesa di Frattini, provocherebbe
un disdicevole contrasto tra Parlamento e Commissione per motivi di politica
interna. Le chiedo pertanto di mettere in votazione il testo della risoluzione
senza il paragrafo 13 e contemporaneamente chiedo agli autori di ritirare il
testo attraverso un emendamento orale."
Dichiarazione della Commissione
Franco Frattini ha
anzitutto sostenuto che la Commissione segue con molta attenzione quanto
avviene in Italia. Si è poi detto lieto per la cooperazione tra Italia e
Romania e la Commissione farà sì che i diritti dei rumeni siano rispettati.
Dopo aver ricordato i casi in cui la direttiva UE prevede l'espulsione, ha
sottolineato che questa deve essere decisa caso per caso, rispettando le
garanzie previste.
La Commissione, ha aggiunto, valuterà il
decreto-legge adottato in Italia, una volta che sarà adottato definitivamente
dal Parlamento. Il Vicepresidente della Commissione ha poi sostenuto che la
direttiva UE è sufficientemente precisa per essere direttamente applicabile.
Occorre quindi che il diritto di ricorso sia garantito ai cittadini cui si ingiunge
l'espulsione.
Dicendosi poi preoccupato per le manifestazioni
xenofobe e razziste che hanno accompagnato l'adozione del decreto, ha
sottolineato come la comunità rom sia molto numerosa in Europa e che occorre
quindi realizzare sforzi per favorire la sua integrazione. Sforzi, ha
precisato, che deve attuare anche la stessa comunità rom. Ha quindi voluto
evidenziare la doppia discriminazione patita dai bambini rom: subiscono il
pregiudizio per la loro origine e, contemporaneamente, sono spesso sfruttati
dalla loro stessa comunità, vivono in ambienti insalubri, sono costretti a
delinquere e non hanno accesso all'istruzione. Nel tutelare gruppi interi, ha
ammonito, «si rischia di non proteggere i diritti dei singoli».
A suo parere, occorre quindi aiutare Italia e
Romania con tutti i mezzi esistenti. A livello comunitario, ha precisato, vi
sono il Fondo sociale, i fondi per lo sviluppo regionale e gli stanziamenti a
favore dell'istruzione. L'UE ha già concesso 270 milioni di euro a favore dei
rom, altri 60 milioni sono stati resi disponibili a Romania e Bulgaria nel
periodo 2004-2006, le quali potranno contare su ulteriori fondi per il periodo
2007-2013. Ha quindi ricordato che esiste una direttiva europea contro ogni
forma di discriminazione che si applica anche ai rom. La Commissione, ha
concluso, non tollererà nessuna forma di discriminazione nei confronti di
cittadini europei e, allo stesso tempo, sosterrà gli Stati membri che intendono
proteggere i propri cittadini dalla criminalità.
Nel dibattito è intervenuto,
a nome del Gruppo del PPE-DE, ANTONIO
TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del
PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io mi compiaccio con il Commissario Frattini
per la relazione completa e per le proposte, le idee, i contenuti e i valori
difesi nel suo intervento. Certamente la riunificazione dell'Europa ha portato
ad un crescente movimento di cittadini all'interno dell'Unione che in alcun
casi si è trasformato in vero evento migratorio. È il caso della presenza oggi
in Italia di circa mezzo milione di cittadini rumeni.
L'Unione ha provveduto con la direttiva 2004/38/CE
a garantire il contemporaneo rispetto dei diritti dei cittadini comunitari che
emigrano da un paese all'altro e quello degli Stati membri ad espellere i
cittadini comunitari che non rispettano certe regole: mi riferisco alla
capacità di autonomo sostentamento e ai rischi per la sicurezza e l'ordine
pubblico. Purtroppo in Italia la direttiva comunitaria è stata applicata in
maniera lacunosa ed in ritardo. Risultato: la mancata espulsione di molti
cittadini che forse, se espulsi, non avrebbero commesso delitti in Italia.
Ci sono stati, purtroppo, reati che hanno scosso
l'opinione pubblica, commessi da persone che avevano passaporto di un paese
europeo. Questo ha provocato reazioni di inaccettabile violenza xenofoba. Vanno
condannati fermamente le violenze e gli omicidi commessi in Italia e la
solidarietà va a tutte le famiglie delle vittime. Va anche condannata la
reazione violenta e xenofoba, ma purtroppo, quando non vengono applicate le
regole, quando non vengono applicate le leggi, i cittadini rischiano da farsi
giustizia da soli e questo è francamente inaccettabile.
Gli Stati hanno responsabilità molto chiare, come
hanno responsabilità molto chiare le amministrazioni locali. Purtroppo a Roma,
nonostante le molte denunce, non si è intervenuti su realtà sociali come certe
che assomigliano veramente a favelas
, dove vivono cittadini di etnia Rom, sono realtà dove bisognava intervenire in
anticipo e a volte poi gli interventi fatti in ritardo non servono a risolvere
i problemi quando sono purtroppo esplosi. Noi non siamo favorevoli ad
espulsioni di massa, ogni cittadino che commette un reato è responsabile
personalmente. Non è una questione né di nazionalità né di appartenenza ad
etnie. Certamente serve un'ulteriore collaborazione tra Romania ed Italia. Non
è un caso che il testo del PPE sia stato sottoscritto da me e dal collega
Marinescu.
C'è poi una questione che riguarda specificamente
la popolazione Rom. Non riguarda i cittadini rumeni e per questo noi chiediamo
che venga istituita una specifica agenzia per l'inserimento sociale delle
comunità Rom, insomma un'agenzia europea per dimostrare che l'Europa faccia la
sua parte per risolvere un problema che altrimenti rischia di destare sempre
maggiore allarme sociale."
Nel dibattito è inoltre
intervenuto ALFREDO ANTONIOZZI (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Commissario Frattini, desidero intanto
ringraziarla per il coraggio e la coerenza che non lascia spazio a nessuna
ipocrisia, che ahimè regna spesso nelle nostre istituzioni e che abbiamo anche
qui in qualche misura ascoltato. Onorevole Guidoni, il decreto che lei qui ha
attaccato è il decreto del governo che lei appoggia e quindi anche qui facciamo
un po' di chiarezza.
I recenti fatti accaduti in Italia, in particolare
nella città di Roma, sono solo gli ultimi fatti dolorosi di una lunga catena di
avvenimenti spesso sottaciuti o inascoltati. L'Europa si fonda sui principi di
libertà, di rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali e il popolo
italiano ha da sempre dimostrato di sostenere valori inalienabili quali la non
discriminazione, l'eguaglianza fra i popoli e la democrazia.
Credo però sia giusto aggiungere, utilizzando i
dati forniti nel rapporto ufficiale della Caritas in cooperazione con il
ministero degli interni italiano, che descrive una situazione assai grave, che
si è determinata dopo il 1° gennaio 2007, con una migrazione di cittadini
romeni verso l'Italia di dimensioni che non ha precedenti nell'ambito
dell'Unione europea.
Basta scorrere alcune cifre che, ahimè, non fa
piacere dover dire, e si comprende l'assurdità della situazione. Nel solo anno
2006, sono stati arrestati in Italia 17.900 romeni. Non è colpa di un popolo, è
colpa di persone. Però dobbiamo riflettere e allora ci viene automatico
domandarci: perché il governo italiano non ha approvato prima il decreto che
recepiva la direttiva 2004/38/CE? E perché nel decreto le disposizioni della direttiva
relative alle condizioni di soggiorno per un termine superiore ai tre mesi
restano disapplicate? Perché il ministero degli interni non ha assicurato
adeguate misure di applicazione in relazione sia alle condizioni e ai requisiti
da rispettare, sia alle verifiche e ai controlli e al possibile rimpatrio dei
cittadini comunitari rei di mancato rispetto delle condizioni imperative
previste dalla direttiva?
Questo
lassismo ha generato un permissivismo che va oltre ogni logica comprensione e
ha generato un arrivo indiscriminato di cittadini indigenti che alimenta ogni
giorno un incubatoio di disperazione, che spinge alla inevitabile scorciatoia
del non rispetto delle leggi. Il sindaco di Roma ha tollerato ad esempio
l'insediamento di centinaia di campi Rom e baraccopoli dove sono compromessi i
più elementari diritti umani e dove l'igiene e la dignità personale sono
calpestate - è stato un atto di grave leggerezza che oggi paghiamo
dolorosamente - per poi decidere lui di smantellarli. Siamo per la solidarietà
e l'accoglienza, ma nel rispetto delle leggi, della certezza del diritto e
dell'ordine pubblico."
Replica della Commissione
Franco Frattini ha
voluto precisare che non si è occupato di questa vicenda «iniziando con azioni
e dichiarazioni alcuni giorni fa», bensì da molto tempo e per di più su
richiesta dei sindaci italiani «che come è noto, sono appartenenti a tutti gli
schieramenti politici, prevalentemente del centro sinistra». Il 19 maggio
scorso, ha insistito, i sindaci italiani «hanno posto con vigore il problema
della sicurezza nelle città e lo hanno posto all'Europa in un incontro con il
ministro degli Interni italiano». In quella occasione, ha quindi ricordato, il
ministro Amato aveva affermato che il problema della sicurezza, se non
affrontato, «fa sentire il cittadino che non si sente difeso, nemico di chi gli
è più simile».
Il 23 giugno successivo, ha aggiunto il
commissario, nel corso dell'Assembla dell'Associazione Nazionale dei Comuni
Italiani, fu lanciato il piano di accoglienza per le popolazioni rom, «dopo un
incontro che io avevo avuto alcuni giorni prima con le rappresentanze
dell'Assemblea dei comuni italiani» per far sì che l'Italia attingesse ai
finanziamenti europei, fino ad allora non richiesti. I sindaci italiani, ha
continuato il Vicepresidente, «stabilirono che il sistema d'integrazione
dovesse essere basato sui valori della reciprocità» affermando che
"abbiamo il dovere di accogliere e di integrare in cambio del dovere di
accettare le regole del nostro paese".
Questa, ha puntualizzato Frattini, è stata la
posizione seguita da allora, prima ancora che il sindaco di Firenze - «che non
è certo persona che si può sospettare di simpatie razziste» - propose «di
criminalizzare i lavavetri». Il Vicepresidente ha poi citato un lancio d'agenzia
del 25 ottobre in cui i sindaci chiedevano nuove norme sostenendo "che la
gente non capisce le divisioni che si stanno creando all'interno della
maggioranza". All'epoca, ha aggiunto, «non vi era neanche l'idea che
l'Europa disponesse di strumenti, quali poi si sono adottati con il decreto
legge, che potessero far fronte ad alcune situazioni di obiettiva violazione
della direttiva 38». Ecco la ragione per cui ha iniziato a occuparsi di questa
materia, ha spiegato Frattini.
Rivolgendosi quindi a coloro che hanno criticato
una sua singola frase li ha sfidato a citare un solo caso in cui, come
Vicepresidente della Commissione si sia rifiutato di collaborare con il
Ministro Amato e di rispondere alle richieste fatte all'Europa da parte del
governo italiano. Ha poi sottolineato che, alcune settimane più tardi,
suscitando le proteste di Bucarest, il sindaco di Roma dichiarò che i romeni
sono i responsabili del 75% dei reati commessi, «confondendo il fatto che era
il 75% dei reati commessi da stranieri». Nonostante le manifestazioni di piazza
in Romania, ha aggiunto, «io dialogai con il sindaco di Roma per offrirgli
l'azione del Fondo sociale europeo» e lui chiese sostegno all'Europa per misure
di integrazione.
Il Vicepresidente ha poi sottolineato, al di là delle
poche frasi della sua intervista, di aver sempre lavorato «affinché l'area
Schengen sia estesa prima di Natale a 9 nuovi Stati membri». Se così avverrà,
ha insistito, sarà anche merito del lavoro realizzato da due anni e mezzo come
membro della Commissione, «senza nessuna paura di dire che il diritto di libera
circolazione è un pilastro dell'Unione europea». Concludendo ha voluto
evidenziare il suo impegno personale affinché la Romania potesse entrare
nell'UE riaffermando il proprio rispetto e la propria amicizia nei confronti
del popolo rumeno, ma «non nei confronti dei criminali di nazionalità romena
che sono come quelli di nazionalità italiana». Si è detto quindi convinto che
«estrapolare una frase da un'intervista» non possa cambiare questi «che sono soltanto
fatti».
DIRITTI UMANI
GARANTIRE
LA SICUREZZA DELLE COMUNITÀ CRISTIANE E LA LIBERTÀ DI CULTO
Docc. B6-0449,
0450, 0455, 0459, 0467/2007
Relatore MARIO MAURO (PPE-DE/IT)
Risoluzione comune su gravi episodi che mettono a repentaglio l'esistenza
delle comunità cristiane e di altre comunità religiose
Procedura: Risoluzione comune - Dibattito:
15.11.2007 - Votazione: 15.11.2007
Il Parlamento condanna tutti gli atti di violenza contro le comunità
cristiane nel mondo. Chiede quindi ai paesi interessati di fornire garanzie
adeguate e effettive nel campo della libertà di religione e di migliorare la
sicurezza delle comunità cristiane. Appoggiando il dialogo interreligioso,
invita le autorità religiose a promuovere la tolleranza e ad agire contro l'estremismo.
La situazione dei cristiani, inoltre, deve essere tenuta in conto dall'UE nella
sua politica estera e di sviluppo.
Approvando con due soli voti contrari e un astenuto
una risoluzione comune promossa da MARIO
MAURO, Vice Presidente del Parlamento europeo (PPE/DE, IT) e sostenuta da
tutti i gruppi (eccetto i Verdi/ALE), il Parlamento «condanna risolutamente
tutti gli atti di violenza contro comunità cristiane, ovunque essi si
verifichino, ed esorta i governi interessati a tradurre in giudizio gli autori
di tali reati».
In proposito, elenca tutti i recenti casi di persecuzione e violenza subiti dai cristiani
in Pakistan, a Gaza, in Turchia, in Cina, in Vietnam, in Sudan, in Iraq e in
Siria. A quest'ultimo proposito, esprime anche preoccupazione per l'esodo di
cristiani dall'Iraq e sottolinea che il 24% dei 38.000 iracheni registrati
dall'UNHACR in Siria erano cristiani, mentre la gran parte dei due milioni di
sfollati in Siria appartiene a minoranze cristiane. Deplora inoltre il
rapimento nelle Filippine del sacerdote cattolico Giancarlo Bossi. Il Parlamento sottolinea che, in alcuni casi, la
situazione delle comunità cristiane è tale «da compromettere la loro
sopravvivenza» e che, qualora esse scomparissero, «una parte significativa del
patrimonio religioso dei paesi in questione andrebbe perduta».
Ricordando peraltro di essersi espresso a più
riprese a favore delle comunità religiose e della tutela delle loro identità,
ovunque nel mondo, così come a favore del riconoscimento della protezione delle
minoranze religiose, senza distinzioni di sorta, condanna fermamente tutte le
forme di discriminazione e intolleranza basate sulla religione o il credo, come
pure gli atti di violenza contro tutte le comunità religiose. Esorta quindi i
paesi interessati a far sì che il loro ordinamento giuridico e costituzionale
offra «garanzie adeguate ed effettive» per quanto riguarda la libertà di religione o di credo, nonché
vie di ricorso per le vittime in caso di violazione di questa libertà.
Sottolinea infatti che il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di
religione «è un diritto umano fondamentale garantito da vari strumenti
giuridici internazionali».
Il Parlamento sollecita pertanto i governi dei
paesi interessati a migliorare la
sicurezza delle comunità cristiane e sottolinea che le autorità pubbliche
«hanno il dovere di tutelare tutte le comunità religiose, incluse quelle
cristiane, dalla discriminazione e dalla repressione». Raccomanda poi che le
sue commissioni competenti esaminino la situazione delle comunità cristiane,
«in particolare in Medio Oriente». Appoggia peraltro «risolutamente» tutte le
iniziative volte a incoraggiare il
dialogo e il rispetto reciproco tra le religioni. Invita pertanto tutte le
autorità religiose a promuovere la tolleranza e a prendere iniziative contro
l'odio e la radicalizzazione violenta ed estremista.
Commissione e Consiglio sono inoltre invitati a
sollevare la questione della situazione delle comunità cristiane nel quadro del
dialogo politico con i paesi in cui
tali comunità sono minacciate, «promuovendo un impegno strategico da parte dei
paesi in questione sulla base delle convenzioni internazionali in materia di
diritti umani». E a prestare particolare attenzione a tale questione
nell'elaborazione ed implementazione di programmi di cooperazione ed aiuto allo
sviluppo con quegli stessi paesi.
Data l'importanza del
tema e la qualità della relazione, si riporta l'intervento di presentazione
della stessa pronunciato dal relatore MARIO
MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo:
"Signora
Presidente, onorevoli colleghi, la libertà religiosa costituisce un oggettivo
fattore di riconoscimento per il rispetto dei diritti dell'uomo. Le violenze
subite dai cristiani nel mondo rappresentano infatti una ferita e una sfida
contemporanea alla dignità della persona.
Intendevo presentare questo progetto di
risoluzione già alla scorsa plenaria di ottobre, ma il coordinamento dei gruppi
politici mi ha chiesto di posticipare la risoluzione alla plenaria di novembre,
per poterci dare il tempo di preparare un testo più dettagliato e circondato da
un più ampio consenso. Nel testo che voteremo questo pomeriggio, frutto di un
compromesso con socialisti, liberali, Unione per l'Europa delle nazioni, e
Indipendenza e democrazia, sono rimasti i caratteri salienti del progetto
iniziale di risoluzione.
Abbiamo inoltre potuto inserire riferimenti
concreti a violenze e soprusi perpetrati nel corso di quest'ultimo anno non
solo in Medio Oriente, ma anche in altre parti del mondo nei confronti delle
comunità cristiane. Si tratta di fatti prevalentemente riferibili a Iraq,
Egitto, Pakistan, Turchia, Cina, Vietnam e proprio il fitto lavoro di
coordinamento svolto in questi ultimi giorni e il conseguente ritrovamento di
numerosi episodi avvenuti fuori dal Medio Oriente, ci ha condotto a trovare un
titolo nuovo, più consono, che recita in questo modo: "gravi episodi che
compromettono l'esistenza delle comunità cristiane e di altre comunità
religiose".
Sicuramente il testo non è comprensivo di tutte le
violenze contro i cristiani, penso ad esempio all'Eritrea, penso al Nord Corea.
Ma, cari colleghi, vi prego di apprezzarne il messaggio politico, rivolto anche
a quei paesi e a quegli episodi che non sono stati citati. Proprio il lavoro di
coordinamento con gli altri gruppi mi ha permesso fin dall'inizio di chiarire
che l'intenzione di questa risoluzione non è assolutamente di rinfocolare il
conflitto di civiltà. L'Europa è sempre in prima fila nella difesa dei diritti
delle minoranze e non può continuare a ignorare il crescente danno che viene
recato a tanti cristiani.
Oggi, cari colleghi, il nostro Parlamento potrà
esprimersi su una tematica urgente e importante, per la difesa della vita e
della libertà religiosa e non solo dei cristiani, ma di milioni di persone di
qualsiasi fede."
Sull'argomento è stato pubblicato venerdì 16 novembre 2007 su "Il
Tempo" un interessante articolo firmato da MARIO MAURO (PPE/DE-I)
Vicepresidente del Parlamento Europeo e ANTONIO TAJANI Presidente della
Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"CRISTIANI PERSEGUITATI. STRASBURGO SI
SVEGLIA".
In Medio Oriente i cristiani vivono e muoiono come
in una terra di nessuno, subiscono persecuzioni in Sudan e Darfur, patiscono
attentati e uccisioni in Iraq e in altri paesi. Come testimoniato
dall'uccisione a Gaza di Rami Khader Ayyad, sono solo le punte di processi in
atto in Palestina, in Libano, in altre aree della regione, dove le comunità
cristiane, costrette all’emarginazione, si vanno riducendo fino a rischiare
l’estinzione.
La libertà religiosa costituisce la cartina di
tornasole per il rispetto delle altre libertà dell’uomo: la persecuzione dei
cristiani rappresenta una delle più feroci sfide alla dignità della persona.
Per questo, per la prima volta nella sua storia, il Parlamento europeo ha
espresso una “forte condanna” di “tutti gli atti di violenza contro le comunità
cristiane, ovunque esse accadono” e la richiesta ai governi interessati di
assicurare alla giustizia chi si macchia di tali crimini. È il senso della
risoluzione "Gravi episodi che compromettono l'esistenza delle comunità
Cristiane e di altre comunità religiose", proposta dal PPE e approvata dal
Parlamento Europeo.
Nonostante i vari tentativi con cui la sinistra ha
cercato di levare la parola "cristiani" dal titolo della risoluzione,
dopo lunghe trattative abbiamo trovato un accordo con Pse, liberaldemocratici,
la destra Uen e i comunisti del Gue. Il documento ricorda che l’Ue “s’è
espressa a più riprese in favore dei diritti delle comunità religiose e per la
protezione della loro identità".
Preoccupato dal
moltiplicarsi di episodi d’intolleranza contro le comunità cristiane in Africa,
Asia e Medio Oriente, il Parlamento europeo ribadisce la difesa “dei principi
di libertà di pensiero, di coscienza, di religione e di libero culto”, ribadisce
“la laicità dello Stato e delle sue istituzioni pubbliche” e assegna a queste
il dovere “di garantire tali libertà, ivi compresa quella di cambiare
religione”. Tra i casi di violenza, la risoluzione ne ricorda diversi in Iraq,
Turchia, Pakistan, a Gaza, in Egitto. Vengono poi “deplorati” il sequestro del
sacerdote cattolico Giancarlo Bossi nelle Filippine e le “dure repressioni
della chiesa cattolica” in Vietnam.
Un'annotazione riguarda
“la gravità della situazione delle libertà religiose nella Repubblica popolare
cinese, dove le autorità continuano a reprimere tutte le manifestazioni
religiose”, e specie quelle della comunità cattolica. Grazie al voto di ieri la
Commissione europea dovrà prestare maggiore attenzione affinché ogni elaborazione dei programmi di aiuto allo
sviluppo sia concessa solo se viene rispettato il principio di libertà
religiosa. Dunque, il Parlamento europeo ha dato un grande segnale, smarcandosi
da quell'integralismo laico di cui l'Europa è sempre più spesso accusata. Dedichiamo
questo importante risultato a Hrant Dink, il giornalista armeno ucciso per aver
difeso le comunità cristiane in Turchia.
L'Assemblea ha inoltre
adottato le seguenti relazioni:
- Doc. B6- 0454, 0457, 0460, 0468, 0469/2007 - Risoluzione sulla
Somalia
- Doc. B6-0452,0453/2007 - Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2007
sull'Uzbekistan
- Doc. B6-0476/2007 - Risoluzione sulla risposta della UE a situazioni di fragilità nei paesi in
via di sviluppo
PESCA
TONNO ROSSO: COMPENSARE I PESCATORI
NEI PERIODI DI FERMO
Doc. A6-0408/2007
Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un
piano pluriennale di ricostituzione del tonno rosso nell'Atlantico orientale e
nel Mediterraneo
Procedura: Consultazione legislativa - Dibattito:
14.11.2007 - Votazione: 15.11.2007
I pescatori di tonno rosso devono essere compensati finanziariamente
durante i periodi di fermo della pesca, che devono valere in tutte le zone
senza eccezioni. E’ quanto afferma il Parlamento in merito al recepimento del
piano internazionale di ricostituzione degli stock di tonno rosso. I deputati
chiedono poi l’elaborazione di piani nazionali di pesca e, accogliendo
l’aumento delle taglie minime del pescato, respingono qualsiasi deroga a tale
principio.
Adottando con 480 voti favorevoli, 41 contrari e 17
astensioni la relazione di ILES BRAGHETTO (PPE/DE, IT), il Parlamento
accoglie la proposta di recepire il piano di ricostituzione del tonno rosso
adottato dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi
dell'Atlantico (ICCAT) per rispondere alle preoccupazioni degli ambienti
scientifici in merito alla critica condizione dello stock dovuta ad un eccesso
dello sforzo di pesca. Il piano di ricostituzione - che riguarda l’Atlantico
orientale e il Mediterraneo - comprende in particolare la riduzione dei totali
ammissibili di cattura (TAC), l’aumento della taglia minima per il tonno rosso,
zone e periodi di divieto e misure di controllo e di contrasto alla pesca
illegale.
Ridurre le catture e definire un piano di pesca
La proposta della Commissione prevede la
progressiva riduzione del contingente di cattura (sino al 20% nel 2010 rispetto
al 2006). Più in particolare, i Totali ammissibili di cattura (TAC) fissati
dall'ICCAT in relazione allo stock di tonno rosso nell'Atlantico orientale e
nel Mediterraneo sono pari a 28.500 tonnellate nel 2008, 27.500 tonnellate nel
2009 e 25.500 tonnellate nel 2010.
Il Parlamento accoglie questa proposta. Tuttavia,
osservando che il problema principale della pesca al tonno rosso è
rappresentato dalla sovracapacità della flotta rispetto alle quote disponibili,
propone che gli Stati membri trasmettano alla Commissione un piano di pesca comprendente il numero di pescherecci e di
tonnare per i quali intendono chiedere autorizzazioni di pesca, accompagnato da
informazioni sullo sforzo di pesca previsto. Ogni Stato membro, inoltre, deve
assicurarsi che il numero di pescherecci e di tonnare compresi nel piano di
pesca «sia proporzionale alla quota di tonno rosso di cui dispone il detto
Stato membro». Con 62 voti favorevoli, 457 contrari e 17 astensioni, l'Aula ha
respinto un emendamento dei Verdi/ALE che proponeva una drastica riduzione dei
TAC (8.532 tonnellate per ciascun anno).
Notando poi che il numero di aziende d'ingrasso dei tonni rossi si è moltiplicato senza che vi
fosse necessariamente coerenza con le quote di pesca per tale specie, un
emendamento chiede agli Stati membri di stabilire un equilibrio tra la capacità
delle sue aziende d'ingrasso e le quote di cui dispone: in mancanza di ciò,
risulta impossibile ridurre la pressione esercitata sugli stock, che è poi
l'obiettivo del piano di ricostituzione.
Divieti di pesca, ma compensazioni finanziarie
I deputati ritengono poi che le deroghe per le zone di pesca contrastano con le indicazioni di
tutti gli esperti scientifici e con il parere espresso dalla maggioranza degli
Stati membri. Inoltre, non sono giustificate sotto il profilo biologico in
quanto è unico lo stock del Mediterraneo e dell’Atlantico. Introducono poi
forti distorsioni nel meccanismo competitivo ed inducono ad intensificare la
pesca in quelle aree anche da parte della flotta tradizionalmente non
interessata. Pertanto un emendamento sopprime la deroga proposta dalla
Commissione che consentirebbe - ai grandi pescherecci con palangari pelagici di
lunghezza superiore a 24 metri - di operare dal 1° giugno al 31 dicembre nella
zona delimitata ad Ovest del meridiano 10° O e a Nord dal parallelo 42°N.
La pesca del tonno rosso praticata da pescherecci
con reti a circuizione sarebbe vietata nell'Atlantico orientale e nel
Mediterraneo nel periodo dal 1º luglio al 31 dicembre, quella praticata da
tonniere con lenze a canna dal 15 novembre al 15 maggio e la pesca con pescherecci
da traino pelagici sarebbe vietata dal 15 novembre al 15 maggio. Gli Stati
membri dovranno inoltre adottare opportuni provvedimenti per vietare l'utilizzo
di aeroplani o elicotteri per la ricerca del tonno rosso nella zona della
convenzione.
Un emendamento, d’altra parte, chiede che delle compensazioni finanziarie a carico del
Fondo europeo per la pesca siano erogate ai pescatori (personale imbarcato ed
armatori) nei periodi di fermo pesca.
Taglie minime più elevate e uguali per tutti
La proposta della Commissione porta da 10 a 30 kg la taglia minima per il tonno
rosso nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo, con deroghe (8 kg) per la
pesca nel Golfo di Biscaglia (dove già vige una deroga: 6,4 kg in luogo di 10) e per le catture in
Adriatico destinate all’allevamento in gabbia. I deputati, come per il fermo
pesca, sopprimono queste deroghe. Ribadiscono infatti che sono in contrasto con
le indicazioni di tutti gli esperti scientifici e con il parere espresso dalla
maggioranza degli Stati membri, non sono giustificate sotto il profilo
biologico e riducono l’efficacia dei controlli.
Pesca ricreativa e sportiva
In base alla proposta della Commissione,
nell'ambito della pesca ricreativa è vietato catturare, detenere a bordo,
trasbordare e sbarcare più di un esemplare di tonno rosso per bordata di pesca.
Gli Stati membri saranno inoltre tenuti a prendere gli opportuni provvedimenti
per regolamentare la pesca sportiva, in particolare mediante autorizzazioni di
pesca. I tonni catturati nell’ambito della pesca ricreativa e sportiva non
potranno essere commercializzati, salvo per fini caritativi. Gli Stati membri
dovranno contabilizzare i tonni così pescati e adottare i necessari
provvedimenti per garantire, per quanto possibile, il rilascio dei tonni rossi
catturati vivi nell'ambito della pesca ricreativa.
Sanzioni
La proposta chiede agli Stati membri di adottare
misure di esecuzione nei confronti delle navi battenti la loro bandiera di cui
sia stata accertata, in conformità della legislazione nazionale, la mancata
conformità alle disposizioni del regolamento, in particolare per quanto
riguarda il periodo di divieto di pesca, la taglia minima, la registrazione
delle navi e le dichiarazioni di cattura. Tali misure possono comprendere, a
seconda della gravità dell'infrazione, ammende, il sequestro di attrezzi e
catture illegali, il sequestro della nave, la sospensione o la revoca
dell'autorizzazione di pesca e la riduzione o la soppressione dei contingenti
di pesca.
Nel dibattito è
intervenuto, per iscritto, FRANCESCO
MUSOTTO (PPE/DE-I):
"La
relazione Braghetto contiene spunti fondamentali per l'attuazione del piano di
recupero del tonno rosso. Tale piano impone pesanti restrizioni alla pesca,
motivate dall'esigenza di tutelare gli stock di una specie in pericolo. L'
iniziativa rischia però di risultare inefficace, se l'Unione Europea non adotta
misure volte a compensarne l'impatto socioeconomico. La relazione ha il merito
di evidenziare tale lacuna, proponendo strumenti adeguati ad attuare
efficacemente le raccomandazioni della Commissione e dell'ICCAT.
In merito agli aspetti socioeconomici, la pesca di
tonno rappresenta un'attività tradizionale, fonte di reddito esclusiva per
migliaia di famiglie: il fermo totale deve essere accompagnato da compensazioni
finanziarie dal FEP a favore degli operatori.
Inoltre é indispensabile che gli Stati membri
applichino sanzioni contro la pesca illegale, vera causa dell'impoverimento
degli stock. Inutile colpire i pescatori onesti, senza avere gli strumenti per
bloccare i predatori del mare.
Infine, è essenziale esigere reciprocità dagli
Stati terzi: a poco serve sacrificare i nostri operatori per tutelare la
specie, se gli altri Stati, e mi riferisco per esempio alla Libia, alla
Turchia, ma anche a Cina e Giappone, non applicano restrizioni altrettanto
severe nei loro mari. Godrebbero di un vantaggio competitivo rispetto agli
operatori europei, ma il problema del depauperamento del tonno non troverebbe
soluzione."
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
SCHENGEN
- Doc. B6-0448/2007 - Risoluzione comune sulla piena
applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen nella Repubblica ceca,
nella Repubblica di Estonia, nella Repubblica di Lettonia, nella Repubblica di
Lituania, nella Repubblica di Ungheria, nella Repubblica di Malta, nella
Repubblica di Polonia, nella Repubblica di Slovenia e nella Repubblica slovacca
(in appresso gli "Stati membri interessati")
Procedura: Risoluzione
comune
- Doc. A6-0441/2007 - Relazione sul progetto di
decisione del Consiglio sulla piena applicazione delle disposizioni dell'acquis
di Schengen nella Repubblica ceca, nella Repubblica di Estonia, nella
Repubblica di Lettonia, nella Repubblica di Lituania, nella Repubblica di
Ungheria, nella Repubblica di Malta, nella Repubblica di Polonia, nella Repubblica
di Slovenia e nella Repubblica slovacca
Procedura:
Consultazione legislativa - Dibattito: 13.11.2007 - Votazione: 15.11.2007
Il Parlamento ha approvato la proposta di aprire l'area
Schengen a nove nuovi Stati membri. In una risoluzione adottata a larga maggioranza,
esorta i nuovi aderenti a mantenere un elevato livello di sicurezza e a
rispettare con rigore i criteri fissati. Nel sottolineare l'avvio di un SIS II
pienamente operativo, ricorda l'esigenza di procedere, entro due anni, a una
valutazione globale sul modo in cui il sistema è stato applicato.
AMBIENTE
- Doc. A6-0410/2007 - Relazione sulla proposta di
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per
la protezione del suolo e modifica la direttiva 2004/35/CE
Il Parlamento ha approvato la direttiva volta a garantire
la conservazione del suolo nell’ambito di un suo utilizzo sostenibile, a
prevenire le minacce incombenti e a mitigarne gli effetti. Prevede un
calendario per l'identificazione dei siti contaminati o a rischio
contaminazione e la definizione di strategie per il ripristino dei suoli
degradati. Misure necessarie poiché il suolo è un bene comune dell'umanità e
una risorsa non rinnovabile. Occorre anche promuovere un'agricoltura
sostenibile.
-
Doc. B6-0432/2007 - Risoluzione sulla limitazione del surriscaldamento dovuto ai cambiamenti
climatici a +2°C - La via da percorrere fino alla Conferenza di Bali sui
cambiamenti climatici e oltre (COP 13 e COP/MOP 3)
Il Parlamento chiede la fissazione di obiettivi
vincolanti di riduzione dei gas serra per i paesi industrializzati e incentivi
per quelli meno sviluppati, un sistema globale di quote e un quadro per
l'allevamento sostenibile. Ricordando il ruolo dell'energia nucleare, chiede
all'UE di assumere un ruolo guida e di proporre incentivi fiscali per
tecnologie pulite, tasse sul cherosene e l'abolizione dei sussidi ai carburanti
fossili. Occorre valutare come produrre energia dalle discariche.
- Doc. A6- 0/2007 - Relazione sulla
strategia tematica per la protezione del suolo
Sinergia con le altre politiche comunitarie, un'imposta
sulle perdite di carbonio e pratiche agricole sostenibili. E' quanto chiede il
Parlamento europeo in merito alla strategia comunitaria per la protezione del
suolo. I deputati sollecitano una direttiva quadro, lo studio delle cause della
desertificazione e dei relativi rimedi, norme UE per prevenire le
contaminazioni e il monitoraggio dei rischi naturali. La popolazione deve
inoltre essere meglio informata sui siti contaminati.
- Doc. A6- 0344/2007 - Risoluzione sulla proposta di
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva
98/8/CE relativa all'immissione sul mercato dei biocidi, per quanto riguarda le
competenze di esecuzione conferite alla Commissione
- Doc. A6-0292/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2001/18/CE
sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati,
per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione
SPORT
- Doc. A6- 0415/2007 - Relazione sul
ruolo dello sport nell'educazione
Tre ore di sport settimanale obbligatorie nelle scuole.
E’ quanto chiede il Parlamento europeo per contrastare il crescente fenomeno
dell’obesità tra i giovani. Occorre poi promuovere gli investimenti nelle
infrastrutture e usare i Fondi strutturali per creare nuovi impianti sportivi.
Allo contempo, bisogna prevenire lo sfruttamento dei giovani talenti sportivi e
informare i giovani sui pericoli del doping. E’ anche necessario riconoscere le
qualifiche ottenute tramite lo sport.
TRASPORTI
- Doc. A6-0402/2007 - Relazione sulla
proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la
direttiva 2003/87/CE al fine di includere le attività di trasporto aereo nel
sistema comunitario di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto serra
Il Parlamento approva
l'inclusione del trasporto aereo nel sistema UE di scambio di quote di
emissione dei gas serra, rafforzandone le disposizioni con la richiesta di applicarlo
a tutti i voli in partenza o in arrivo negli aeroporti dell’UE. Esclude la
possibilità di deroghe per i voli di Stato, sostenendo però le esenzioni per
gli aerei in missioni antincendio e i voli militari. I ricavi delle vendite
all’asta del 25% delle quote potranno servire a ridurre le tasse sui trasporti
più “puliti”.
RELAZIONE ESTERNE
- Docc. B6-0472, 0473, 0474, 0477, 0475, 0479/2007 - Risoluzione comune sul Pakistan
Il Parlamento chiede la revoca dello stato di emergenza
in Pakistan e il ripristino della Costituzione. Nel condannare la repressione
delle manifestazioni, sollecita la liberazione degli arrestati, la revoca degli
arresti domiciliari imposti a Benazir Bhutto e delle restrizioni sui media
nonché il ripristino dell'indipendenza giudiziaria. Musharaff deve rinunciare
all'incarico di capo delle forze armate e garantire elezioni libere. Va anche
valutato l'ampliamento degli aiuti umanitari.
- Doc. A6-0414/2007 - Relazione sullo
sviluppo della politica europea di vicinato
Il Parlamento sostiene i principali obiettivi della
politica UE di vicinato (ENP) ma esprime dubbi sul suo ambito geografico.
Saluta l'obiettivo di istituire una zona di libero scambio e sollecita accordi
per agevolare il rilascio dei visti e la riammissione. Osserva poi che i paesi
democratici chiaramente identificabili come europei possono fare domanda di
adesione all'UE. Visto il suo ruolo politico e energetico in Asia centrale,
andrebbero potenziate le relazioni con il Kazakistan.
- Docc. B6-0434, 0436, 0439, 0440, 0443, 0446/2007 - Risoluzione comune sul Vertice UE-Russia
Il Parlamento sottolinea l'importanza della partnership
con la Russia, ma insiste sulla necessità di rispettare i diritti umani, anche
in Cecenia, e la libertà dei giornalisti affinché la cooperazione possa
progredire. Chiede poi alla Russia di garantire condizioni concorrenziali eque
alle imprese UE e l'agevolazione del transito frontaliero. Sollecita un dialogo
USA-Russia sulla difesa, astenendosi dal prendere iniziative che potrebbero
essere considerate una minaccia per la pace dell'Europa.
AIUTI UMANITARI
- Doc. A6-0372/2007 - Relazione su un
consenso europeo in materia di aiuto umanitario
Il Parlamento vede con favore l’adozione di una
dichiarazione - “il Consenso” - sui principi, obiettivi e strategie dell'UE per
l'aiuto umanitario. Elencando i principi su cui deve basarsi l’azione UE, nota
che questa deve mirare all’autosviluppo e sottolinea che l’intervento militare
è accettabile solo come ultima risorsa e se legittimato dall’ONU. Occorre poi
garantire la prevedibilità dei finanziamenti, sviluppare una capacità di
risposta rapida e sostenere le ONG.
CULTURA
- Doc. A6-0390/2007 - Relazione
sull'interoperabilità dei servizi di televisione digitale interattiva
L'imposizione di piattaforme digitali è essenziale per
mantenere una zona pubblica comune mediatica nell’era post-analogica. E’ quanto
afferma il Parlamento europeo, chiedendo la promozione dei servizi di TV
digitale interattiva e il rispetto del 2012 per lo switch off. Ma occorre
assicurare la neutralità tecnologica con norme aperte e costi delle licenze
equi, nonché offrire più informazioni agli utenti sulle piattaforme digitali,
senza indebolire i servizi audiovisivi pubblici.
POLITICA SOCIALE
- Doc. A6-0400/2007 - Relazione
sull'inventario della realtà sociale
Salario minimo, istruzione e formazione, reinserimento
professionale, anche per gli ex detenuti, tutela di donne, anziani, bambini,
disabili e transgender. Ma anche alloggi decenti e servizi sanitari garantiti.
E' quanto propone il Parlamento per combattere l'esclusione sociale, chiedendo
di sostenere le imprese e valutare la sostenibilità dei regimi pensionistici.
Richiede più attenzione per i dipendenti dal gioco d'azzardo e gli alcolisti e
un approccio più costruttivo in materia di droga.
- Doc. A6-0335/2007 - Risoluzione sulla proposta di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche
trimestrali sui posti di lavoro vacanti nella Comunità
POLITICA REGIONALE
- Doc. A6-0388/2007 - Relazione
sull'impatto regionale dei terremoti
Il Parlamento chiede un sistema di coordinamento
vincolante a livello UE in materia di prevenzione, gestione e protezione in
caso di terremoti, con l’ausilio di una forza europea di protezione civile.
Occorre poi modificare il Fondo UE di solidarietà per agevolare il risarcimento
dei danni subiti, subordinare al rispetto delle norme antisismiche l’erogazione
dei fondi strutturali e definire un'agenda europea di ricerca specifica per i
terremoti.
PETIZIONI
- Doc. A6-0392/2007 - Relazione sulle
deliberazioni della commissione per le petizioni nel corso dell'anno
parlamentare 2006
Nel 2006, il Parlamento europeo ha ricevuto 1.021
petizioni da parte di cittadini denuncianti il non rispetto della legislazione
comunitaria nel loro paese o regione. E' quanto emerge dalla relazione
approvata dal Parlamento che, tra le altre cose, chiede alla Commissione
europea di perseguire più sistematicamente gli Stati membri che non rispettano
il diritto UE e auspica una maggiore implicazione del Consiglio nei lavori della
commissione per le petizioni.
COMMERCIO INTERNAZIONALE
- Doc. A6-0396/2007 - Risoluzione sulle relazioni
commerciali ed economiche con l'Ucraina
- Doc. B6-0438/2007 - Risoluzione sul progetto di regolamento
della Commissione che modifica il regolamento (CE) n. 809/2004 per quanto
riguarda i principi contabili in base ai quali sono redatte le informazioni
storiche contenute nei prospetti e sul progetto di decisione della Commissione
sull'uso da parte di emittenti di titoli di paesi terzi di informazioni preparate
conformemente a principi contabili riconosciuti internazionalmente
- Doc. B6-0437/2007- Risoluzione sul progetto di regolamento
della Commissione che modifica il regolamento (CE) n. 1725/2003 che adotta
taluni principi contabili internazionali conformemente al regolamento (CE) n.
1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto concerne principi
internazionali di informativa finanziaria (IFRS) 8 riguardanti l'informazione
su alcuni segmenti operativi
- Doc. A6-0370/2007- Risoluzione sulla proposta di regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n.
1606/2002, relativo all'applicazione di principi contabili internazionali, per
quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione
LIBERTÁ CIVILI
- Doc. A6-0417/2007 - Risoluzione sulla proposta di
decisione del Consiglio che definisce la 1-benzilpiperazina (BZP) quale nuova
droga sintetica da sottoporre a misure di controllo e a sanzioni penali
- Doc A6-0225/2007- Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio che modifica la direttiva 2005/60/CE relativa alla prevenzione
dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di
attività criminose e di finanziamento del terrorismo, per quanto riguarda le
competenze di esecuzione conferite alla Commissione
- Doc. A6-0289/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n.
562/2006 che istituisce un codice comunitario relativo al regime di
attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere
Schengen) per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla
Commissione
GIURIDICA
- Doc. A6-0374/2007 - Risoluzione sulla proposta di
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva
2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti
consolidati, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla
Commissione
PROBLEMI ECONOMICI E MONETARI
- Doc. A6- 0425/2007 - Risoluzione sulla proposta di
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva
2003/71/CE, relativa al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o
l'ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari, per quanto riguarda le competenze
di esecuzione conferite alla Commissione
- Doc. A6-0424/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/39/CE
relativa ai mercati degli strumenti finanziari, per quanto riguarda le
competenze di esecuzione conferite alla Commissione
- Doc. A6 -0423/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/6/CE,
relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del
mercato (abusi di mercato), per quanto riguarda le competenze di esecuzione
conferite alla Commissione
- Doc. A6-0422/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica alla direttiva 2002/87/CE,
relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di
assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato
finanziario, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla
Commissione
- Doc. A6-0421/2007 - Risoluzione
sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica
la direttiva 2002/83/CE relativa all'assicurazione sulla vita, per quanto
riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione
- Doc. A6-0420/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2006/48/CE
relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio, per
quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione
- Doc. A6-0419/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2006/49/CE
relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli
enti creditizi, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla
Commissione
- Doc. A6-0418/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/109/CE
sull'armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni
sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un
mercato regolamentato, per quanto riguarda le competenze di esecuzione
conferite alla Commissione
- Doc. A6-0236/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 91/675/CEE del
Consiglio, che istituisce un comitato europeo delle assicurazioni e delle
pensioni aziendali e professionali, per quanto riguarda le competenze di
esecuzione conferite alla Commissione
VARIE
- Dichiarazione scritta del Parlamento sulla "discriminazione e
l'esclusione sociale dei bambini "dis"
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
BRUXELLES -
MINISESSIONE 28 - 29 NOVEMBRE
2007
FUTURO DELL'EUROPA/INTEGRAZIONE EUROPEA
ZAPATERO
AL PARLAMENTO: UN'EUROPA ALL'ALTEZZA DELLE SUE AMBIZIONI
Discussione sull'avvenire dell'Europa, con la partecipazione del Primo
Ministro spagnolo, membro del Consiglio europeo
Dibattito: 28.11.2007
Un'Europa fondata sui valori che, anche grazie al nuovo trattato, apra e
modernizzi la propria economia garantendo al contempo il benessere sociale e
che sia anche protagonista sullo scenario internazionale. E' questa l'Europa di
cui i cittadini e il mondo hanno bisogno secondo il Primo Ministro spagnolo.
Un'Unione dotata di una politica comune dell'immigrazione, che raccolga la
sfida energetica, sia leader nella lotta ai cambiamenti climatici e rappresenti
un fattore di pace e di stabilità.
Il Presidente HANS-GERT PÖTTERING
ha anzitutto ringraziato il Primo Ministro spagnolo per avere accettato
l'invito a partecipare a un dibattito «di vitale importanza» per il Parlamento
europeo. Ha quindi sottolineato che già altri primi ministri - tra i quali
Romano Prodi - sono venuti in Aula «anche in tempi di grande incertezza sul
futuro dell'Europa» ed ha ricordato che questo esercizio si concluderà con
l'intervento del Primo Ministro svedese.
Il Presidente ha poi sottolineato che Zapatero era
a capo del governo spagnolo quando il 77% degli spagnoli hanno approvato la
Costituzione europea con un referendum. Si è quindi detto particolarmente lieto
di accoglierlo, anche perché si è alla vigilia della firma del nuovo trattato
di riforma che ha posto fine a una lunga crisi. La Spagna, ha quindi concluso,
ha dato un importante contributo all'UE, anche prima dell'adesione del 1986, è
un Paese di grandi tradizioni europeiste che ha saputo prendere iniziative ed e
disposto a impegnarsi.
José Luis Rodríguez Zapatero
ha innanzitutto voluto ringraziare il Parlamento europeo per l'invito, poiché
esso, più di ogni altra istituzione, «rappresenta l'anima del nostro progetto»
e «la volontà diretta dei cittadini europei». Assieme alla crescita della sua
rappresentatività, inoltre, è aumentata la sua capacità prima di guida e poi di
controllo sulle politiche e sulle azioni decise. Si tratta quindi della «sede
ideale» in cui parlare dell'Europa che vogliamo e di cui abbiamo bisogno.
Dopo aver espresso la «profonda gratitudine» della
Spagna nei confronti dell'Europa per averla accompagnata nei successi degli
ultimi vent'anni, il Primo Ministro ha sottolineato che, sventata la crisi,
occorre adesso cogliere la sfida di creare l'Europa di cui si ha bisogno e di
cui il mondo necessita nel XXI secolo. Un'Europa
fondata sui valori, il cui «codice morale» è costituito da libertà, Stato
di diritto, diritti umani, tolleranza, uguaglianza tra uomini e donne e
solidarietà. Un'Europa che possegga sostanza politica e che sia all'altezza
delle ambizioni, capace di cogliere le sfide del nostro tempo e legittimata dai
propri cittadini. E' per tale motivo che essa ha il «dovere etico» di
diffondere i propri valori nel mondo.
Per il Primo Ministro è quindi necessario procedere
verso un'ulteriore integrazione, unire gli sforzi e «rinnovare il nostro
entusiasmo». Anche perché con l'approvazione del nuovo trattato si sta sviluppando «un nuovo modello nella storia
della civiltà politica», cui il Parlamento europeo ha dato «un contributo
straordinario». Presto, ha aggiunto, avremo gli strumenti del nuovo trattato,
che assieme all'ampliamento dei temi sui quali si deciderà a maggioranza
qualificata, permetteranno di trovare le soluzioni alle preoccupazioni dei
cittadini.
L'Europa, ha proseguito, deve diventare il punto di
riferimento del progresso e del benessere: «non possiamo più rimandare l'apertura e la modernizzazione delle
nostre economie» rispondendo alla globalizzazione sia dal punto di vista
interno sia da quello esterno. Occorre quindi completare lo sviluppo del
mercato interno dei beni, dei servizi e delle reti, nonché rafforzare le
istituzioni vocate al controllo della concorrenza leale. Sul piano esterno,
d'altro canto, è necessario assumere un ruolo guida nello stabilire norme eque
per la globalizzazione, aumentare la trasparenza e l'apertura dei mercati,
sostenendo i partner extra europei nel contesto di una concorrenza equa. Uno
sforzo «speciale», ha precisato, va realizzato nel campo dell'innovazione e
della ricerca.
Allo stesso tempo, ha insistito il Primo Ministro,
occorre il progresso «per estendere il
benessere sociale». La nostra Europa, ha spiegato, è fondata sui valori
sociali, è un'Europa dei diritti sociali. «Il nostro modello economico è
inconcepibile senza equità», ha aggiunto, e «l'equità non può essere raggiunta
senza protezione». Pertanto, «il nostro successo dovrebbe essere misurato in
base alla nostra capacità di continuare la crescita, assicurando la solidarietà
e la coesione». Occorre poi promuovere un'occupazione «stabile e decente» e
aiutare i lavoratori a adattarsi ai cambiamenti del sistema produttivo:
«dobbiamo essere i campioni delle politiche a favore dell'inclusione sociale,
delle pari opportunità, della sicurezza sul posto del lavoro e delle
salvaguardie per la salute dei nostri cittadini».
Accennando allo sviluppo dell'area Schengen, il Primo
Ministro ha sottolineato che il sistema di frontiere comuni dimostra la fiducia
reciproca tra gli Stati membri. Ha quindi insistito sulla necessità di
rafforzare la politica europea
dell'immigrazione. Si tratta di riconoscere «inequivocabilmente» il potenziale
positivo dell'immigrazione e di promuovere politiche a favore dell'integrazione
«che rispettino i diritti e richiedano obblighi». Ma occorre anche sviluppare
il dialogo e cooperare con i paesi d'origine e di transito. Allo stesso tempo, è necessario rafforzare la
solidarietà tra gli Stati membri e dotarsi di strumenti adeguati «per
l'effettivo controllo delle frontiere». Va quindi rafforzata l'Agenzia europea
per le frontiere, bisogna attivare la cooperazione sul campo e «neutralizzare
le mafie» che approfittano della miseria della gente.
Per il Primo Ministro, l'Europa deve avere maggiori
ambizioni nella cooperazione giudiziaria e di polizia, per combattere il terrorismo e la criminalità
organizzata. Deve poi dare l'esempio nella lotta ai cambiamenti climatici e dotarsi di una vera politica energetica, con un mercato unico trasparente,
approvvigionamenti sicuri e minori costi ambientali. Affinché tale politica sia
«credibile», inoltre, bisogna promuovere un sistema di interconnessioni ben
articolato.
Sullo scenario
mondiale, ha proseguito Zapatero, l'Europa deve difendere i suoi valori e
diventare un fattore di pace, stabilità e solidarietà: «il futuro ha bisogno
più che mai dell'Europa». Dopo aver ricordato i progressi ottenuti in materia
di politica estera con l'accordo sul nuovo trattato, ha sottolineato che solo
la condivisione dello sviluppo e dell'equità «può garantire la sicurezza».
L'Europa non può quindi isolarsi dai suoi vicini dell'Est e del Sud.
Sottolineando il divario di sviluppo tra le due sponde del Mediterraneo, ha
affermato la necessità di un dialogo e di un'alleanza con il mondo islamico.
L'Europa deve anche offrire il suo sostegno al processo di pace in Medio
Oriente, alla lotta al terrorismo e alla non proliferazione nucleare. Occorre
anche sviluppare le relazioni con la Russia, l'Asia e l'America latina. Va poi
rafforzato «il ruolo centrale» dell'ONU ed è «fondamentale» progredire verso
una politica di difesa europea che agisca a favore della pace nel quadro di un
mandato ONU.
Dopo aver illustrato le riforme realizzate in
Spagna dal suo governo tenendo presente le priorità europee in campo economico,
di finanze pubbliche e diritti sociali, il Primo Ministro ha concluso ribadendo
che, superata la recente crisi, occorre adesso far fronte alle nuove sfide,
guardando al futuro e lavorando assieme per raggiungere presto l'Europa di cui
si ha bisogno e, soprattutto, di cui ha bisogno il mondo.
I deputati, in piedi, hanno tributato un lungo
applauso al primo Ministro spagnolo.
ISTITUZIONI
Nello spazio di tempo
dedicato a questioni politiche importanti, è intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P
nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, mi rivolgo anche al signor
Commissario per quanto riguarda l'uso distorto dei Fondi strutturali, che
purtroppo è un fenomeno che si moltiplica nell'Unione europea.
È un caso clamoroso quello che è avvenuto in
Ungheria per quanto riguarda il programma LEADER. Infatti, i gruppi d'azione
LEADER - i GAL - che devono unire entità locali e comuni per utilizzare e
sviluppare sul territorio il programma LEADER in Ungheria sono stati
organizzati soltanto con amministrazioni facenti parte di una parte politica,
cioè della parte politica del governo nazionale, escludendo amministrazioni
locali dei partiti non di governo.
Questo è veramente uno scandalo e
credo che la Commissione europea debba intervenire nei confronti del governo
ungherese, magari aprendo una procedura d'infrazione, perché non vengono
utilizzati in maniera corretta i Fondi strutturali e vengono danneggiate le
popolazioni locali soltanto perché c'è un'amministrazione non in sintonia con
il governo."
MANDATI
PARLAMENTARI DI ACHILLE OCCHETTO E BENIAMINO DONNICI
Il Presidente di seduta ha informato l'Aula dell'ordinanza del giudice per
i provvedimenti provvisori (Tribunale di primo grado dell'UE) secondo cui il
mandato di Achille Occhetto deve essere revocato a favore di Beniamino Donnici,
rovesciando così la decisione assunta dal Parlamento lo scorso mese di maggio.
L'ordinanza ha effetto a partire dal 15 novembre 2007. Ma il Parlamento
presenterà un ricorso presso la Corte di giustizia.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazionae:
- Doc. A6-0412/2007 - Relazione sulla proposta di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del
regolamento (CE) n. 2004/ 2003 che stabilisce le norme relative allo statuto e
al finanziamento dei partiti politici a livello europeo
CULTURA
ADOTTATA
LA NUOVA DIRETTIVA SU TV E MEDIA AUDIOVISIVI
Doc.
A6-0442/2007
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al
coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività
televisive
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
28.11.2007 - Votazione: 29.11.2007
Il Parlamento ha approvato la nuova direttiva sulle attività televisive (ex
direttiva TV senza frontiere) che attualizza o introduce nuove norme su
interruzioni pubblicitarie, televendite sponsoring e "product
placement". La pubblicità non potrà superare 12 minuti per ogni ora di
trasmissione, mentre l'inserimento dei prodotti sarà in principio vietato,
salvo alcune deroghe. Particolare attenzione è rivolta ai minori, ai prodotti
dannosi per la salute, ai notiziari e ai programmi religiosi.
Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato
definitivamente la direttiva relativa "ai servizi di media
audiovisivi" che attualizza la direttiva "TV senza frontiere"
del 1997 agli sviluppi tecnologici e della pubblicità audiovisiva. La relazione
accoglie un compromesso negoziato con il Consiglio che contempla numerosi
suggerimenti proposti dai deputati nel corso della prima lettura. Il
provvedimento sarà applicabile entro due anni dalla sua entrata in vigore
(giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE), ossia
verso la fine del 2009.
LINK UTILI
Posizione comune del Consiglio:
http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/07/st10/st10076-re06.it07.pdf
MERCATO INTERNO E PROTEZIONE DEI CONSUMATORI
ARMI DA FUOCO: UN ARCHIVIO INFORMATICO PER IDENTIFICARNE
I PROPRIETARI
Doc. A6-0270/2007
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al
controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi
Procedura: Codecisione, prima
lettura - Dibattito: 29.11.2007 - Votazione: 29.11.2007
Il Parlamento ha approvato una direttiva che, nel fissare rigorose
condizioni per acquistare e detenere armi da fuoco, introduce un rigido regime
di marcatura delle armi e delle loro parti e un archivio informatico che
permetteranno di rintracciare tutte le armi e i loro proprietari. Gli Stati
membri dovranno poi vigilare attentamente sui rivenditori e sulle compravendite
on line, procedere a un migliore scambio di informazioni e stabilire le
sanzioni appropriate in caso di violazioni.
Sulla base di un compromesso
negoziato per diciotto mesi dalla relatrice con il Consiglio, il Parlamento ha
approvato - con 588 voti favorevoli, 14 contrari e 11 astensioni - una modifica
della direttiva relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di
armi. Ha infatti adottato - con 567 voti favorevoli, 12 contrari e 11
astensioni - un maxiemendamento che riprende gran parte dei suggerimenti
formulati dai deputati. La direttiva dovrebbe quindi entrare in vigore nel 2008
ed essere d’applicazione partire dal 2010. Come accade
attualmente, gli Stati membri potranno adottare nelle rispettive legislazioni
disposizioni più rigorose di quelle previste dalla direttiva.
Scopo della modifica è di
recepire nella direttiva vigente le disposizioni contenute nel protocollo
dell'ONU contro la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco,
firmato nel dicembre del 2001. Ma un emendamento precisa che è necessario
«cogliere l'opportunità» della revisione per apportare miglioramenti alla
direttiva al fine di risolvere alcuni problemi e, in particolare, quelli
identificati nel rapporto stilato nel 2000 dalla Commissione sull'attuazione
della direttiva stessa.
Il compromesso raggiunto
estende anzitutto il campo
d'applicazione della direttiva anche alle parti e alle munizioni delle armi
di fuoco, comprese quelle importate da paesi terzi. Sono quindi introdotte
nuove definizioni per, tra l'altro, "arma da fuoco",
"parti" di armi e "munizione". Notando poi il «comprovato
aumento» del loro uso nell'UE, le armi “trasformate” vengono inserite nella
definizione di "armi da fuoco". E’ anche modificata la definizione di
"armaioli" sui quali, peraltro, vista la natura speciale della loro
attività, «è necessario che gli Stati membri esercitino un rigoroso controllo»,
in particolare per verificarne l’integrità e le competenze professionali.
Va precisato, peraltro che la direttiva non si applica
all'acquisizione e alla detenzione, conformemente alla legislazione nazionale,
di armi e di munizioni da parte delle forze armate, della polizia o dei servizi
pubblici, dei collezionisti e degli
organismi a carattere culturale e storico in materia di armi e riconosciuti
come tali dallo Stato membro nel quale sono stabiliti. Essa non si applica
neppure ai trasferimenti commerciali di armi e munizioni da guerra e non
pregiudica l'applicazione delle disposizioni nazionali relative al porto d'armi
o relative alla regolamentazione della caccia e del tiro sportivo.
Gli Stati membri dovranno
istituire, entro fine dicembre 2014, un archivio
di dati «computerizzato» - centralizzato o decentrato - in cui ogni informazione necessaria relativa a ciascuna arma vi
sia menzionata e sia accessibile alle autorità competenti. Tale archivio, è
inoltre precisato, registra e conserva «per non meno di 20 anni» (invece dei
dieci anni proposti dalla Commissione), per ciascuna arma da fuoco, il tipo, la
marca, il modello, il calibro, il numero di serie, nonché i nomi e gli
indirizzi del fornitore e dell'acquirente o del possessore dell'arma.
Durante tutto il loro periodo
di attività, inoltre, gli armaioli sono tenuti a conservare un registro delle armi da fuoco da loro
acquistate o vendute, con i dati che consentono di identificare e rintracciare
tali armi (gli stessi previsti per l'archivio). Cessata l'attività, gli
armaioli debbono consegnare il registro all'autorità nazionale competente.
E proprio ai fini
dell'identificazione e della rintracciabilità di qualsiasi arma da fuoco
assemblata, gli Stati membri dovranno esigere una marcatura unica che comprenda il nome del fabbricante, il paese o
il luogo di fabbricazione, il numero di serie e l'anno di fabbricazione (se non
fa parte del numero di serie). Ciò, è precisato, non pregiudica l'apposizione
del marchio di fabbrica. Come richiesto dai deputati, la marcatura dovrà essere
apposta su una parte essenziale o strutturale dell'arma da fuoco, la cui
distruzione renderebbe l'arma inutilizzabile. Inoltre, gli Stati membri
dovranno imporre la marcatura di ogni unità elementare di imballaggio di
munizione complete. A tal fine, gli Stati membri potranno decidere di applicare
le disposizioni stabilite dalla Convenzione sul reciproco riconoscimento delle
punzonature di prova delle armi da fuoco portatili (CIP). Saranno poi tenuti a
garantire che le armi o le loro parti presenti sul proprio territorio siano
marcate e registrate o, in caso contrario, siano «disattivate». Dovranno,
infine, assicurare che tutte le armi possano essere collegate ai loro attuali
proprietari.
Al fine di agevolare la
tracciabilità delle armi da fuoco, delle loro parti e delle munizioni, e
combattere efficacemente contro il loro traffico e la loro produzione illegale,
dovrà essere migliorato anche lo scambio
di informazioni tra gli Stati membri. A tal fine, la Commissione dovrà
istituire, al più tardi entro un anno dall'entrata in vigore della direttiva,
un gruppo di contatto per lo scambio di informazioni.
Gli Stati membri potranno
consentire l'acquisizione e la
detenzione di armi da fuoco «solo alle persone in possesso della licenza o
del permesso corrispondente ai sensi della legislazione nazionale». Come
richiesto dai deputati è specificato che queste persone devono avere «un motivo
valido». Devono inoltre aver compiuto 18 anni d'età, salvo per la pratica della
caccia e del tiro al bersaglio, ma purché abbiano il permesso dei genitori o
siano accompagnate da un genitore o da un adulto titolare di porto d'armi.
Queste persone, poi, non possono «costituire un pericolo per se stesse, per
l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza». La condanna «per un reato
volontario grave», è precisato, considerata indicativa di un tale pericolo.
Come richiesto dai deputati,
gli Stati membri dovranno assicurare che l'acquisizione di armi da fuoco, di
loro parti e munizioni per il tramite di «tecniche di comunicazione a distanza»
(in pratica via Internet), salvo che
per gli armaioli, sia soggetta, se autorizzata, «a rigorosi controlli». D'altra
parte, gli Stati membri potranno vietare a persone residenti nel loro
territorio la detenzione di un'arma acquisita in un altro Stato membro
«soltanto se vietano l'acquisizione della stessa arma nel proprio territorio».
I cacciatori e i tiratori sportivi, come suggerito dai deputati, potranno detenere senza autorizzazione
preventiva una o più armi da fuoco durante un viaggio effettuato attraverso due
o più Stati membri per praticare le loro attività. A condizione, però, che
siano in possesso della "carta europea d'arma da fuoco" su cui figura
l'indicazione di detta o dette armi e possano dimostrare i motivi del loro
viaggio presentando, per esempio, un invito o un’altra prova della loro
attività di caccia o di tiro sportivo nello Stato membro di destinazione.
Quest’ultimo, è anche precisato, non può subordinare l'accettazione di una
"carta europea d'arma da fuoco"
al pagamento di tasse o diritti. Tale carta, cui è conferita maggiore
importanza, dovrà avere un periodo di validità di massimo 5 anni, estendibili,
e dovrà essere sempre in possesso di una persona che usa un'arma da fuoco.
Gli Stati membri dovranno
stabilire le sanzioni da infliggere
in caso di infrazione delle disposizioni nazionali adottate in attuazione della
direttiva e adottare ogni misura necessaria per assicurarne l'esecuzione. Le
sanzioni previste dovranno essere «effettive, proporzionate e dissuasive».
Infine, la Commissione dovrà presentare una relazione sull'applicazione della direttiva
entro cinque anni dalla sua trasposizione nel diritto nazionale e, entro due
anni dalla sua entrata in vigore, uno studio sulla commercializzazione di
repliche di armi, per determinare se è opportuno includerle nel campo
d'applicazione del provvedimento. Uno studio dovrà poi valutare l’opportunità
di semplificare la classificazione delle armi riducendo da quattro a due le
categorie previste: proibite e soggette a autorizzazione.
Nel dibattito è
intervenuto, a nome del Gruppo
PPE-DE, GUIDO PODESTA' (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la relatrice, la signora Kallenbach,
e i relatori ombra degli altri gruppi, per aver voluto garantire la propria
costante disponibilità a confrontarsi, al fine di arrivare a un compromesso
innovativo, ma devo dire anche equilibrato.
La proposta di modifica della direttiva è
finalizzata a recepire il protocollo ONU per la lotta contro il crimine
organizzato riguardo all'acquisto e al commercio legale di armi destinate al
solo uso civile. La direttiva tratta tematiche che toccano la sensibilità di
tutti, quali la sicurezza dei cittadini, ma anche tradizioni sportive e
consuetudini di vita per milioni di europei che praticano la caccia.
Anche attraverso confronti serrati con il
Consiglio si è giunti a un testo che trova il giusto compromesso tra il
desiderio di poter disporre di una normativa armonizzata e il rispetto delle
specificità culturali di ogni paese, in sintonia con il principio di
sussidiarietà.
Per il primo aspetto vorrei sottolineare il
sistema di marcatura delle armi e delle loro parti essenziali, anche al fine di
assicurare una possibile tracciabilità, l'obbligo di mantenere i dati non meno
di 20 anni, una più rigorosa vigilanza sulle compravendite on line e quanto sappiamo del rischio
che queste comportano, la limitazione dell'uso delle armi a minori e a persone
che possano essere considerate pericolose per la sicurezza pubblica e
l'introduzione di principi generali di neutralizzazione delle armi.
Per il secondo aspetto ricordo il mantenimento
dell'attuale classificazione fino a quattro categorie, nel rispetto delle già
citate specificità culturali e di costume, prevedendo una nuova valutazione di
vantaggi e svantaggi derivanti da un'eventuale riduzione a due sole categorie,
da farsi entro il 2012.
La scarsa disponibilità del
Consiglio ha impedito però di avere il passaporto quale unico documento
necessario per il trasporto delle armi e credo che questa sia un'occasione
mancata."
L'Assemblea ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
- Doc. A6-0430/2007 - Risoluzione sulla proposta di
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva
80/181/CEE del Consiglio sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
Membri riguardo alle unità di misura
- Doc. A6-0431/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che abroga la direttiva 84/539/CEE del
Consiglio, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative
agli apparecchi elettrici utilizzati in medicina umana e veterinaria
CONTROLLO DEI BILANCI
RELAZIONE
2006 DELLA CORTE DEI CONTI
- Illustrazione della relazione
annuale della Corte dei conti - 2006 - Hubert Weber, Presidente della Corte dei
conti, illustra la relazione annuale dell'istituzione
- Docc.: A6-0439, 0438,
0437, 0436, 0435, 0434, 0433/2007 - Relazioni sulla nomina di un
membro della Corte dei conti (David Bostock, Michel Cretin, Maarten B.
Engwirda, Henri Grethen, Harald Noack, Ioannis Sarmas e Hubert Weber)
Procedura: Consultazione
legislativa - Dibattito: 29.11.2007 - Votazione: 29.11.2007
Il Presidente della Corte dei conti ha presentato al Parlamento la
relazione annuale, avviando la procedura per il discarico del bilancio 2006. La
relazione individua alcuni miglioramenti, in particolare nella spesa agricola,
sebbene permangano errori per quanto riguarda la legittimità e regolarità della
maggior parte delle spese dell'UE, dovuti a carenze dei sistemi di controllo
interno sia presso la Commissione che negli Stati membri. L'Aula ha anche
approvato la nomina di sette giudici.
Dalla relazione della Corte dei conti emerge che la
Commissione «ha compiuto sforzi notevoli per ovviare alle carenze nella
gestione dei rischi per i fondi comunitari». Alcuni cambiamenti stanno già
sortendo un effetto positivo, come la notevole riduzione del livello totale di
errore stimato dalla Corte per le operazioni agricole, che resta tuttavia
leggermente al di sopra della soglia di rilevanza. Per la tredicesima volta
consecutiva, la Corte non rende una dichiarazione positiva di affidabilità dei
conti.
Nel 2006 i pagamenti eseguiti dall'UE sono
ammontati complessivamente a 106,6 miliardi di euro. L'Italia ha ottenuto
10,804 miliardi di euro (10,8% del totale), di cui 5,486 per l'agricoltura,
4,531 per le azioni strutturali, 758,8 milioni per le politiche interne, 25,6
milioni per le azioni esterne e 3 milioni nell'ambito della strategia di
preadesione. La Corte esprime nuovamente un giudizio senza riserva per le
operazioni riguardanti le entrate dell'UE, gli impegni, le spese amministrative
e la strategia di preadesione, ad eccezione di Sapard. Inoltre, i pagamenti per
le azioni esterne gestiti direttamente dalle delegazioni della Commissione
hanno mostrato solo un modesto livello di errori.
La Corte, tuttavia, formula nuovamente un giudizio
negativo sulla legittimità e regolarità della maggior parte dei settori di spesa
dell'UE: l'agricoltura, principalmente per le componenti non soggette al
sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC), le politiche strutturali,
le politiche interne ed una quota significativa delle azioni esterne. In tali
settori, si riscontra ancora un significativo livello di errori nei pagamenti
ai beneficiari finali, sia pur a livelli diversi. Inoltre, la Corte è del
parere che, nel complesso, le operazioni su cui sono basati i conti dei Fondi
europei di sviluppo siano legittime e regolari, eccetto che per i pagamenti
autorizzati dalle delegazioni della Commissione negli Stati beneficiari.
Nel dibattito è
intervenuto FRANCESCO MUSOTTO
(PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto rilevare l'estrema
positività e il prezioso lavoro svolto dalla Corte dei conti e sottolineare
soprattutto i dati che abbiamo ricevuto per quanto riguarda la relazione
annuale del 2006.
Riscontriamo
un miglioramento nell'impiego dei fondi comunitari. Infatti, quest'anno la
Corte ha espresso un giudizio positivo su come è stato speso il 40% dei
finanziamenti, rispetto al 30% dell'anno scorso. Quindi siamo certi che,
lontani da una piena utilizzazione dei fondi, il dato positivo è che ogni anno
si riscontra un progresso in avanti. Anni fa la Corte addirittura dava il
nullaosta soltanto al 6% della spesa totale.
È interessante
quindi notare che la maggior parte delle difficoltà riscontrate sono costituite
essenzialmente da irregolarità piuttosto che da frodi. Le tipologie di errori
più frequenti sono documenti mancanti, criteri di eleggibilità non rispettati,
dichiarazioni imprecise e mancato rispetto delle procedure. Si tratta
chiaramente di difficoltà nell'adempimento degli obblighi burocratici.
Il nuovo
regolamento finanziario costituisce un passo avanti verso la semplificazione e
la trasparenza della governance. Di particolare
importanza è la pubblicazione obbligatoria per i fondi amministrati
direttamente dalle autorità nazionali e regionali, che costituiscono circa
l'80% del budget comunitario.
Molto resta da
fare al fine di snellire la burocrazia, al fine di ridurre la complessità delle
norme previste per l'erogazione dei fondi. Questo permetterebbe di ridurre
notevolmente le irregolarità, soprattutto da parte di piccoli beneficiari, i quali
molto spesso non dispongono di strutture adeguate allo svolgimento delle
pratiche necessarie.
Infine, un
punto cruciale del sistema di controllo finanziario europeo rimane la materia
dei recuperi. Per agevolare l'attività di recupero è necessario rendere
disponibili informazioni e dati più dettagliati per la Corte dei conti, per il
Parlamento e per la Commissione, e anche introdurre strumenti legislativi più
vincolanti, come i sistemi di garanzie e fideiussioni.
In conclusione
ritengo che, nonostante i risultati forniti dalla relazione annuale della Corte
dei conti segnalino qualche miglioramento, rimangano aperte importanti sfide in
tema di semplificazione delle procedure e di maggiore cooperazione da parte
degli Stati nella fase di controllo."
IMMUNITÁ E STATUTO DEI DEPUTATI
Doc.
A6-0449/2007
Decisione del Parlamento
europeo sulla richiesta di difesa dei privilegi e dell'immunità di Renato
Brunetta
Procedura: Immunità - Votazione:
29.11.2007
Il Parlamento ha deciso di difendere l'immunità di Renato Brunetta
nell'ambito di un procedimento per diffamazione avviato dalla Hera S.p.A. per quanto asserito nell'introduzione al libro
"Il capitalismo in Rosso - Indagini Coop dei valori alle
speculazioni". Per i deputati, nel descrivere e criticare le deviazioni
del sistema delle cooperative, egli stava assolvendo al suo dovere di spiegare
agli elettori la sua opinione in merito a una questione di interesse pubblico.
Approvando la relazione, il Parlamento ha deciso di difendere i privilegi e
l’immunità di Renato Brunetta (PPE/DE, IT) nella causa
intentata per diffamazione dalla società di holding italiana Hera S.p.A. presso
il Tribunale civile di Milano. Quest'ultima è una società di holding italiana -
a capitale misto pubblico-privato - operante nel settore dei servizi pubblici
nella regione dell'Emilia-Romagna, il cui 59% è detenuto da un gruppo di
municipalità locali e il restante 41% appartiene a un gruppo di fondazioni
bancarie (pubbliche) e di cooperative.
Hera S.p.A ha chiamato in giudizio Renato Brunetta
ed altri convenuti per quanto pubblicato nel libro facente parte della collana
"I documenti di Panorama" dal titolo "Il capitalismo in rosso -
Indagine sulle Coop dai valori alle speculazioni". Tale libro - pubblicato
da Mondadori congiuntamente con FREE (Foundation for Research on European
Economy) e allegato in supplemento al settimanale Panorama n. 7 del 10.2.2006 -
è stato ritenuto presumibilmente diffamatorio nei confronti di Hera, che ha
chiesto al Tribunale di condannare i convenuti, in solido, al risarcimento di
tutti i danni materiali e morali subìti, da liquidarsi nella misura di € 550
000, oltre a interessi e rivalutazione.
I deputati hanno deciso di difendere l'immunità del
collega, poiché ritengono che egli abbia «semplicemente commentato fatti di
dominio pubblico che rivestivano una dimensione politica europea in quanto
erano direttamente collegati all'offerta pubblica di acquisto di Unipol per il
controllo della Banca Nazionale del Lavoro (BNL) e la Commissione europea stava
effettuando i controlli previsti dal diritto comunitario in ordine alla
legalità dell'offerta pubblica di acquisto».
La relatrice sottolinea inoltre che, in veste di
deputato del Parlamento europeo e professore ordinario di economia, Brunetta
«si è limitato a sottolineare il fallimento del mercato risultante dai legami
esistenti tra società pubbliche e private, cooperative e partiti politici che
creano, de facto, un monopolio e
possono pertanto mettere a repentaglio il funzionamento del mercato interno per
quanto riguarda la protezione dei consumatori e la concorrenza leale». Il caso
di Hera S.p.A., è spiegato, «non era che un esempio paradigmatico del modo in
cui tale paradosso economico esiste e funziona».
Definire tale situazione un "mostro economico" «non è affatto
diffamatorio» per i deputati, dato che la parola "mostro" proviene dall'espressione latina "monstrum" che significa
semplicemente "straordinario",
"qualcosa contro natura".
Il messaggio che si voleva trasmettere ai lettori, è precisato, «non era altro
che la descrizione, da un punto di vista puramente economico, delle anomalie
esistenti nel mercato italiano che, a quanto pare, impediscono all'Italia di
conseguire pienamente gli obiettivi del mercato interno».
Quindi, nel descrivere e criticare le deviazioni
del sistema delle cooperative, «egli stava assolvendo al suo dovere di deputato
di spiegare agli elettori la sua opinione in merito a una questione di
interesse pubblico». La relatrice conclude affermando che «cercare di impedire
ai membri del Parlamento di esprimere le loro opinioni su questioni di
legittimo interesse pubblico ricorrendo in giudizio è inaccettabile in una
società democratica e viola palesemente ..... [il] Protocollo inteso a
difendere la libertà di espressione dei deputati nell'esercizio delle loro
funzioni nell'interesse del Parlamento come istituzione».
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
TRASPORTI E TURISMO
- Doc. A6-0432/2007 - Relazione su una
nuova politica comunitaria per il turismo
Procedure di visto più semplici e un marchio CE di
qualità dei servizi alberghieri. E' quanto propone il Parlamento per promuovere
il turismo in Europa, chiedendo di favorire un assetto territoriale che
prevenga il turismo di massa. Occorre poi fissare nuove norme a tutela dei
viaggiatori e un codice deontologico per le imprese, valorizzare il turismo
termale e il patrimonio culturale e favorire il turismo dei disabili e degli
anziani. E sviluppare i trasporti verso le zone insulari e montuose.
- Doc. A6-0350/2007 - Risoluzione sulla proposta di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del
regolamento (CE) n. 881/2004 che istituisce un'Agenzia ferroviaria europea
- Doc. A6-0346/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/49/CE
relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie
POLITICA DELL'OCCUPAZIONE
- Doc. A6-0446/2007 - Relazione sui
principi comuni di flessicurezza
Il Parlamento riconosce l’esigenza di una maggiore
flessibilità del mercato del lavoro, compatibilmente con un rinnovato modello
sociale europeo. Proponendo principi comuni di flessicurezza, insiste sulla
garanzia della parità di genere e chiede di dare priorità a istruzione e
formazione e promuovere i contratti a tempo indeterminato. Occorre poi
sostenere le contrattazioni collettive e giungere a nuovi accordi sull'orario
di lavoro. Va limitato il
ricorso ai pensionamenti anticipati.
GIUSTIZIA
E AFFARI INTERNI
- Doc. A6-0444/2007 - Relazione sulla
proposta di decisione quadro del Consiglio sulla lotta contro talune forme ed
espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale
Nuovamente consultato sulla proposta di decisione
riguardo alla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia
mediante il diritto penale, il Parlamento auspica che non siano indebolite le
norme nazionali esistenti in materia. Precisa inoltre che il rispetto della
libertà di religione non deve ostacolare l'efficacia del provvedimento. Chiede
poi che, in ambito professionale, sia considerata circostanza aggravante anche
la perpetrazione di un reato «da parte di chi ricopre una carica».
- Doc. A6-0428/2007 - Risoluzione sulla proposta di
decisione quadro del Consiglio sull'ordinanza cautelare europea nel corso delle
indagini preliminari tra gli Stati membri dell'Unione europea
DIRITTI FONDAMENTALI
- Doc. A6-0445/2007 - Relazione
sull'approvazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea da
parte del Parlamento europeo
Il Parlamento approva la Carta dei diritti fondamentali
dell'Unione e dà mandato al suo Presidente di proclamarla solennemente, prima
della firma del trattato di riforma, congiuntamente al Presidente del Consiglio
europeo e al Presidente della Commissione. Tale cerimonia dovrebbe aver luogo
il 12 dicembre, a Strasburgo.
SVILUPPO E COOPERAZIONE
- Doc. A6-0432/2007 - Relazione su
dare slancio all'agricoltura africana - Proposta per lo sviluppo agricolo e la
sicurezza alimentare in Africa
I programmi di aiuto alimentare non devono impedire lo
sviluppo della produzione locale, né favorire la dipendenza, la distorsione dei
mercati locali, la corruzione e l'utilizzazione di alimenti nocivi per la
salute, come gli OGM. E' quanto afferma il Parlamento, chiedendo di finanziare
le infrastrutture di base in Africa. L'UE deve poi incoraggiare le importazioni
agricole, eliminare gli aiuti all'esportazione e trasferire il know how. I paesi africani devono però procedere a
riforme agrarie.
COMMERCIO
INTERNAZIONALE
- Doc. A6-0409/2007 - Risoluzione sul commercio e il
cambiamento climatico
- Doc. A6-0452/2007 - Risoluzione legislativa del Parlamento
europeo del 29 novembre 2007 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa
alla concessione di un'assistenza macrofinanziaria al Libano
DIRITTI UMANI
- Docc. B6-0481, 0482, 0485, 0487, 0492, 0493/2007 - Risoluzione sulla situazione in Georgia
- Doc. B6-0484 - Risoluzione sulla proclamazione di un consenso europeo in materia di
aiuto umanitario
AMBIENTE, SICUREZZA
ALIMENTARE, SANITÁ PUBBLICA
- Doc. A6-0342/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n.
396/2005 concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui
prodotti alimentari e mangimi, per quanto riguarda le competenze di esecuzione
conferite alla Commissione
- Doc. A6-0299/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n.
1829/2003 relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, per
quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione
- Doc. A6-0277/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2001/83/CE recante
un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano per quanto riguarda
le competenze di esecuzione conferite alla Commissione
GIURIDICA
- Doc. A6-0450/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio sulla legge applicabile alle
obbligazioni contrattuali (Roma I)
- Doc. A6-0451/2007 - Risoluzione sulla proposta di decisione del
Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia
relativo al trattamento delle questioni pregiudiziali concernenti lo spazio di
libertà, sicurezza e giustizia
AFFARI COSTITUZIONALI
- Doc. A6-0465/2007 - Risoluzione sul progetto di regolamento del
Consiglio recante modifica del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 che
stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle
Comunità europee
INDUSTRIA, RICERCA
- Doc. A6-0429/2007 - Risoluzione sulla proposta di decisione del
Consiglio concernente la conclusione dell'accordo di cooperazione scientifica e
tecnologica tra la Comunità europea e la Repubblica araba di Egitto
- Doc. A6-0440/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2003/54/CE per
quanto riguarda l'applicazione di talune disposizioni all'Estonia
DALLE
ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Fondo
di adeguamento alla globalizzazione (http://consilium.europa.eu)
POLITICA SOCIALE
·
Flessicurezza (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/ecofin/96635.pdf)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
Televisione
senza frontiere (http://consilium.europa.eu)
MERCATO INTERNO
·
Servizi
di pagamento (http://consilium.europa.eu)
·
Consolidamento
della stabilità finanziaria (http://consilium.europa.eu)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Ampliamento
dello spazio Schengen (http://consilium.europa.eu)
VARIE
·
e-Justice (http://consilium.europa.eu)
·
Accordo
sul nuovo Trattato di Lisbona (http://consilium.europa.eu)
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
POLITICA SOCIALE
·
10 anni
della Strategia europea per l'occupazione (http://ec.europa.eu/employment_social/employmen
t_strategy/develop_en.htm)
·
Trasferibilità
dei diritti alla pensione complementare (COM
2007/603)
·
Lotta
contro l'esclusione sociale (COM 2007/620)
·
Risultati
sulla consultazione pubblica sulla normativa del lavoro (http://ec.europa.eu/employment_so
cial/news/2007/oct/labour_law_en.pdf)
·
Lavoro sommerso (COM
2007/628)
AMBIENTE
·
Nuova
iniziativa per PMI più ecologiche (http://ec.europa.eu/environment/sme/index_it.htm)
POLITICA REGIONALE
·
Prima
valutazione sui quadri di riferimento strategici (http://ec.europa.eu)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Accise
sui tabacchi manufatti (COM 2007/587)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
"Superare
la stigmatizzazione del fallimento aziendale - Per una politica della seconda
possibilità" (COM 2007/584)
·
"Incoraggiare
l'innovazione nel settore dei servizi" (http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/iteml
ongdetail.cfm?item_id=1038)
·
Agenda
per un turismo europeo competitivo e sostenibile (COM 2007/621)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
"Insieme
per la sanità: un approccio strategico per l'UE 2008/2013" (COM 2007/630)
·
Programma
d'azione comunitario nel campo della sanità pubblica (2008-2013) (http://ec.europa.eu/
health/ph_overview/strategy/health_strategy_en.htm)
TRASPORTI
·
Piano
d'azione sulla logistica (http://ec.europa.eu/transport/logistics/index_en.htm)
VARIE
·
Una
politica di comunicazione europea (http://ec.europa.eu)
·
Programma
di lavoro 2008 (http://ec.europa.eu/atwork/programmes/docs/clwp2008_en.pdf)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"La
Corte respinge il ricorso proposto dalla Polonia contro l'estensione del
meccanismo di introduzione graduale dei pagamenti diretti agli agricoltori dei
nuovi Stati membri"
Sentenza della Corte nella
Causa C-273/04
La decisione impugnata costituisce un adattamento necessario dell'Atto di
decisione in seguito alla riforma della politica agricola comune e non viola i
principi di parità di trattamento e di buona fede.
·
"La
Comunità europea è competente ad obbligare gli Stati membri a prevedere
sanzioni penali comuni al fine di lottare contro l'inquinamento provocato dalle
navi"
Sentenza della Corte nella
Causa C-440/05
La Corte di giustizia annulla la decisione quadro del Consiglio intesa a
rafforzare la cornice penale per la repressione dell'inquinamento provocato
dalle navi a causa della sua adozione al di fuori dell'ambito normativo
comunitario"
·
"Il
Tribunale di primo grado annulla le ammende inflitte dalla Commissione alle
imprese produttrici di tondi per cemento armato"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nella Cause riunite T-27/03,
T-80/03, T-46/03, T-58/03, T-79/03, T-97/03 e T-98/03 nonché nelle Cause riunite T-45/03, T-77/03 e T-94/03
Dopo la scadenza dela Trattato CECA la Commissione non è più competente ad
adottare una decisione fondata esclusivamente su una disposizione di tale
Trattato.
·
"Il
Tribunale annulla la decisione della Commissione sull'incompatibilità degli
«adeguamenti a posteriori» di quote di emissioni di gas a effetto serra
previsti in Germania"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nella Causa T-374/04
La Commissione non ha dimostrato che i successivi adeguamenti verso il
basso previsti nel piano nazionale di assegnazione tedesco violino i criteri
stabiliti dalla direttiva introducendo un sistema di scambio di quote di
emissioni di gas a effetto serra nella Comunità.
·
"Il
Tribunale annulla la decisione della Commissione che rifiuta la divulgazione
dei nominativi di tutti i partecipanti ad una riunione svoltasi nell'ambito di
un procedimento per inadempimento"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nella Causa T-194/04
Il diritto di accesso ai documenti contenenti dati personali deve essere
garantito se la comunicazione di tali dati non pregiudica la tutela della vita
privata e dell'integrità della persona interessata.
·
"Il
Tribunale annulla parzialmente il regolamento della Commissione diretto a
rafforzare i criteri per l'acquisto del mais in regime di intervento"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nella Causa T-310/06
Non avendo tempestivamente comunicato ai produttori interessati la prevista
introduzione di un nuovo criterio relativo al peso specifico del mais, la
Commissione ha violato il legittimo affidamento di tali agricoltori.
Per ulteriori
informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 -
Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352)
43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm
DALLA
GAZZETTA UFFICIALE
RELAZIONI ESTERNE
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento
europeo - Strumento di Assistenza Preadesione (Ipa) Quadro
Finanziario Indicativo Pluriennale 2009-2011 COM(2007) 689 definitivo
AFFARI ECONOMICI E
FINANZIARI
·
Direttiva 2007/63/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 13 novembre 2007 che modifica le direttive 78/855/CEE e 82/891/CEE del
Consiglio per quanto riguarda l’obbligo di far elaborare ad un esperto
indipendente una relazione in occasione di una fusione o di una scissione
di società per azioni (GUUE L
3000/2007)
POLITICA SOCIALE
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento
europeo che presenta l'accordo quadro europeo sulle molestie e la
violenza sul luogo di lavoro COM(2007) 686 definitivo
AGRICOLTURA
·
Regolamento (CE) N. 1300/2007 della Commissione del 6 novembre
2007 recante modifica del regolamento (CE) n. 1622/2000 che fissa talune
modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’organizzazione
comune del mercato vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario
delle pratiche e dei trattamenti enologici (GUUE L 289/2007)
·
Decisione della Commissione del 6 novembre 2007 che fissa,
per la campagna 2007/2008, le dotazioni finanziarie indicative assegnate agli
Stati membri, per un determinato numero di ettari, ai fini della ristrutturazione
e della riconversione dei vigneti ai sensi del regolamento (CE) n.
1493/1999 del Consiglio [notificata con il numero C(2007) 5293] (GUUE L 289/2007)
AMBIENTE
·
Direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 23 ottobre 2007 relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi
di alluvioni (Testo rilevante ai fini del SEE) (GUUE L 288/2007)
POLITICA REGIONALE
·
Relazione della Commissione 18a relazione annuale
sull'esecuzione dei Fondi strutturali (2006) {SEC(2007) 1456} COM(2007) 676 definitivo
·
Relazione della Commissione - Relazione annuale sul
Fondo di Coesione (2006) COM(2007) 678 definitivo
POLITICA DOGANALE E
FISCALITÀ
·
Regolamento (CE) n. 1376/2007 della Commissione del 23 novembre
2007 recante modifica dell’allegato I del regolamento (CE) n. 304/2003 del
Parlamento europeo e del Consiglio sull’esportazione ed
importazione di prodotti chimici pericolosi (Testo rilevante ai fini
del SEE) (GUUE L 307/2007)
VARIE
·
Decisione della
Commissione dell'8 novembre 2007 recante modifica della decisione 2007/102/CE
che adotta il programma di lavoro per il 2007 per l’attuazione del programma
d’azione comunitario nel campo della sanità pubblica (2003-2008),
compreso il programma di lavoro annuale in materia di sovvenzioni (Testo rilevante ai fini del SEE)
(2007/741/CE) (GUUE L 300/2007)
·
Decisione n. 1350/2007/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 23 ottobre 2007 che istituisce un secondo
programma d’azione comunitaria in materia di salute (2008-2013) (Testo
rilevante ai fini del SEE) (GUUE L 301/2007)
BANDI
- INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni
bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono
consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.europa.eu
sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl
AUDIOVISIVI
MEDIA
2007 INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE TELEVISIVA DI OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE IN GUUE C
265/15 DEL 07/11/2007.
CODICE: EACEA
19/07
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_265/c_
SCADENZA: 22/2/2008
RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE DELL'AUTORITÀ EUROPEA DI VIGILANZA GNSS NELL'AMBITO DEL
PROGRAMMA DI LAVORO «COOPERAZIONE» DEL 7° PROGRAMMA QUADRO, IN GUUE C 272/21
DEL 15/11/2007.
CODICE: FP7-GALILEO-2007-GSA-1
http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite
SCADENZA: 29/2/2008
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI LAVORO "CAPACITÀ"
DEL 7° PROGRAMMA QUADRO CE DI AZIONI COMUNITARIE DI RICERCA, SVILUPPO
TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE IN GUUE C 245/20 DEL 19/10/2007
CODICE: FP7-COH-2007-2-2-OMC-NET
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_245/c_
6/3/2008
PAESI TERZI - EUROPEAID
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI VICINATO ROMANIA - SERBIA 2006
- PRIORITÀ 1 SVILUPPO LOCALE ECONOMICO E SOCIALE - PRIORITÀ 2 AZIONI PEOPLE TO
PEOPLE.
CODICE: EuropeAid/126219/D/ACT/Multi
http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl
SCADENZA: 23/1/2008
CIPRO INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER MIGLIORARE
L'IGIENE E LA PRODUZIONE
DEI PRODOTTI CASEARI IN FATTORIE OVINE E CAPRINE.
CODICE: EuropeAid/126260/C/ACT/CY
http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl
SCADENZA: 28/1/2008
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA
PARTNERS
Azienda bosniaca specializzata nella produzione di mobili imbottiti
cerca agenti, distributori e rappresentanti in Italia. BA 636
Azienda danese sta cercando industrie italiane che producono pitture,
vernici per metalli e legno per instaurare collaborazioni
economiche. DK
626
Azienda danese specializzata nella produzione di componenti, stampi e
macchinari per l’iniezione della plastica sta cercando
distributori in tutta Europa. DK 631
Azienda inglese che commercializza prodotti tessili (vestiti per signore e
bambini) sta cercando intermediari commerciali per i propri
prodotti in tutta Europa.
Azienda polacca sta cercando distributori/venditori di macchine
usate per la produzione di vassoi di cartone. PL 637
Azienda svedese specializzata nei settori tessile, abbigliamento
e arredamento da interno sta cercando di stipulare sub-contratti
in Europa. SE
618
Azienda francese specializzata nel campo delle traduzioni
in varie lingue sta cercando cooperazioni tecniche e
sub-contratti con altre aziende europee. FR 617
Azienda bulgara produttrice di bottoni per indumenti e per incisioni laser
sta cercando importatori e distributori di questi prodotti in tutta Europa. BG 620
Azienda greca importatrice di prodotti per bambini sta
cercando aziende italiane produttrici di prodotti per bambini. GR 621
Azienda slovena sta cercando contatti commerciali in Veneto con
grossisti distributori per prodotti cosmetici e profumi delle marche
più famose. SI 632
Azienda cipriota sta cercando aziende italiane specializzate nella
produzione di accessori per alberghi per importare questi prodotti a
Cipro. CY 622
Azienda tedesca specializzata nella produzione di essenze
naturali e spezie sta cercando distributori in Italia per vendere
i propri prodotti. DE 638
Azienda israeliana specializzata nei servizi connessi agli impianti elettrici
di alto livello tecnologico sta cercando di stipulare contratti di joint
venture e offre attività di sviluppo e ricerca in tutta Europa. IL 633
Azienda spagnola specializzata nella pubblicazione di libri per bambini
sta cercando distributori per i propri prodotti in tutta Europa. SP 635
Per ulteriori
informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto
tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati
Delegazione italiana FORZA ITALIA - P
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles -
Tel. +32 2 284.25.96 -
Fax +32 2 284.69.06
·
Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.:
0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it
·
Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -
http://europa.eu.int/comm
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int
·
Corte
di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int
·
Comitato
economico e sociale - Rue
Ravenstein, 2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S
(Bandi): http://ted.publications.eu.int
·
Euro
Info Centres (informano e
forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee:
normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza,
concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html
Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67
1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 4140
- http://www.epp-eu.org/
EUROINFORMAZIONI
E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org