GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

  

                                                                                                                                

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

6 Dicembre 2007

n° 155

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

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GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.

 


 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

DIRETTIVA "TELEVISIONE SENZA FRONTIERE"

 

Il Consiglio Affari generali ha adottato una posizione comune che modifica alcune disposizioni del progetto di direttiva “Televisione senza frontiere”. Il Consiglio è d’accordo sui principi di base stabiliti dalla Commissione, ma vuole definire meglio alcune clausole. Oltre ad alcune modifiche strutturali introdotte nella normativa prevista per i servizi lineari e non lineari, gli emendamenti riguardano:

·        il paese d’origine: il principio del paese d’origine è riconosciuto, ma il Consiglio ha aggiunto un meccanismo speciale inteso a trattare i casi in cui un programma televisivo riguarda direttamente o completamente uno Stato membro diverso da quello in cui la società di diffusione è insediata;

·        diffusione di pubblicità: la diffusione di pubblicità diretta o indiretta deve essere vietata per tutti i programmi elaborati dopo la data limite di ricezione della direttiva; tuttavia, possono essere autorizzate alcune eccezioni, ad alcune condizioni;

·        protezione dei bambini e dei minorenni: devono essere sviluppati codici di comportamento per la pubblicità per gli alimenti grassi e zuccherati rivolti ai bambini, nonché regole quantitative più severe sull’interruzione dei programmi per bambini. La protezione dei minorenni deve essere rafforzata nei servizi su richiesta, introducendo un codice di accesso per i programmi che potrebbero recare pregiudizio allo sviluppo fisico, mentale o morale degli adolescenti;

·        la diffusione di brevi estratti: il Consiglio vuole ampliare il diritto per le reti televisive di ricorrere ai “brevi estratti”, creando un diritto da applicare nell’insieme dell’Unione europea, le cui modalità di applicazione sarebbero di competenza degli Stati membri;

·        la promozione delle opere europee: anche i fornitori di servizi su richiesta devono promuovere esplicitamente la produzione e l’accesso alle opere europee. La posizione comune è stata comunicata al Parlamento europeo per una seconda lettura, nel quadro della codecisione.

 

 

 

LO SVILUPPO DEL MICROCREDITO IN EUROPA

 

La Commissione intende migliorare l’accesso al finanziamento delle piccole imprese e di chi non può avere prestiti bancari.

Per questa ragione propone di creare una entità europea finanziata dai fondi strutturali incaricata dell’assistenza tecnica per sviluppare microcrediti nell’UE.

La signora Hubner, commissario alla politica regionale, ha presentato l’iniziativa il 19 novembre 2007.

E’ stata presentata una proposta per creare un nesso tra il potenziale del microcredito e l’insufficiente offerta nell’UE. Nell’UE il microcredito comporta importi inferiori a 25.000 euro.

Per Eurostat la domanda potrebbe arrivare a 700.00 prestiti pari a 6,1 miliardi di euro a breve termine.

I finanziamenti sono previsti per le microimprese con meno di 10 lavoratori, disoccupati e inattivi che vogliono mettersi in proprio ma che non possono accedere alle banche. Il 55% degli interrogati preferisce essere autonomo e non lavoratore dipendente. Tale iniziativa si sviluppa nei vecchi e nuovi paesi UE dove le microimprese rappresentano il 91% delle imprese UE.

Il finanziamento dell’iniziativa sarà a valere sul bilancio di assistenza tecnica del FERS gestito dalla Commissione e partirà con una dotazione di 10/15 milioni di euro, per finanziare istituti non bancari.

L’iniziativa sarà gestita dal Fondo di investimento UE che è partner della Commissione tramite l’iniziativa JEREMIE del 2005.

La signora Hubner ha affermato che si escluderanno gli istituti non affidabili; inoltre non esclude il settore bancario, ma in Europa le banche non intervengono nel microcredito.

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  12 - 15 NOVEMBRE 2007

 

 

 

ISTITUZIONI

 

 

 

APERTURA DELLA SESSIONE

 

 

Dando inizio ai lavori parlamentari, il Presidente HANS-GERT PÔETTERING ha espresso le condoglianze al popolo finlandese per l'uccisione di otto persone, studenti e docenti, in un liceo presso Helsinki. Si è poi pronunciato sulla Convenzione sulle mine antipersona sostenendo che l'obiettivo finale deve essere "un mondo senza mine" e, a tal fine, è assolutamente necessaria una politica europea in materia. All'ordine del giorno è stato aggiunto un dibattito sulla situazione in Georgia.

 

Il Presidente, ricordando i «tragici eventi» del 7 novembre scorso in cui sono state uccise 8 persone in un liceo della città di Tuusula, a circa 60 km da Helsinki, ha espresso le condoglianze del Parlamento al popolo finlandese.

 

Il Presidente ha salutato con favore la prossima riunione della Conferenza delle parti aderenti alla Convenzione di Ottawa sul divieto delle mine antipersona (che si terrà ad Amman dal 18 al 22 novembre). Sottolineando che tali armi «non distinguono tra civili e militari», ha affermato che la Convezione «è una vittoria per l'umanità» e ha ricordato, infatti, che la campagna a favore della sua ratifica ha ottenuto il Premio Nobel nel 1997. 

 

Ha quindi ricordato che il Parlamento ha sempre sostenuto la campagna e promosso l'attuazione della Convenzione. Ha quindi osservato che ¾ degli Stati l'ha ratificata e che sono anche diminuiti i paesi in cui sono prodotte tali armi, tuttavia in 69 paesi le mine antipersona non sono del tutto eliminate. Il Presidente ha evidenziato il ruolo importante, anche finanziario, dell'UE nell'attuazione della Convenzione e ha poi ricordato che, al Consiglio, è in fase di elaborazione una nuova azione comune in materia.

 

L'obiettivo finale, ha detto il Presidente, «è un mondo senza mine» e, a tal fine, «è assolutamente necessaria una politica europea».

 

 

 

 

SARKOZY AL PARLAMENTO: L'EUROPA SI DIFENDA DALLA GLOBALIZZAZIONE

 

Seduta solenne - Allocuzione di Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica francese

13.11.2007

 

Il Presidente Sarkozy ha illustrato all'Aula la sua visione dell'Europa. Un'Europa che tenga conto delle aspettative dei suoi popoli, democratica e pluralista che, ormai dotata dei mezzi per agire, non abbia paura di ripensare i suoi obiettivi. Un'Europa che difenda le diverse identità e culture e che tuteli i diritti umani nel mondo. Ma che si difenda anche dalla concorrenza sleale e moralizzi il capitalismo finanziario, e che abbia politiche comuni in materia di difesa e d'immigrazione.

 

Il Presidente HANS-GERT PÖTTERING ha introdotto l'intervento di Nicolas Sarkozy dicendosi onorato dalla sua presenza al Parlamento europeo e sottolineando che vi era molta attesa per il suo intervento in Aula. Ha poi evidenziato come il Capo di Stato francese, anche durante la campagna presidenziale, abbia regolarmente e fermamente sostenuto la priorità della costruzione europea. Dopo aver ricordato che, già nel 1849, Victor Hugo ipotizzava l'unione degli Stati europei, il Presidente ha ricordato i due grandi protagonisti francesi dell'integrazione europea: Robert Schumann e Jean Monnet.

Ha poi evidenziato che il Presidente Sarkozy, già prima della sua elezione, aveva dichiarato l'intenzione di porre la Francia al centro della politica europea e la sua influenza si è infatti sentita nella definizione del nuovo trattato, dimostrando «decisione e coraggio». Si è poi rallegrato di essere stato il primo invitato non francese all'Eliseo, notando che ciò denota la convinzione europea del Presidente, che condivide gli stessi valori difesi dal Parlamento europeo. Ha infine ricordato che, nel corso di un discorso di Sarkozy a Strasburgo, il Presidente francese aveva dichiarato che la Francia e tutti gli europei avrebbero dovuto assumersi le proprie responsabilità e che avrebbe avviato un ampio dibattito affrontando tutte le questioni.

Il Presidente Nicolas Sarkozy, dopo aver ringraziato per l'invito al Parlamento - «dove batte il cuore democratico europeo» - ha subito voluto rinnovare di fronte ai deputati «l'impegno europeo della Francia» e ha precisato che il "no" alla Costituzione non è stata, per il popolo francese, l'espressione di un rifiuto dell'Europa bensì «di una più grande esigenza nei suoi riguardi».

 

L'Europa sia all'altezza delle aspettative dei suoi popoli

Sin dall'inizio, ha aggiunto, la costruzione europea è stata sostenuta da una speranza di pace, fratellanza e progresso nata a seguito dei grandi conflitti del XX secolo, e i popoli si aspettano ora che l'Europa sia all'altezza di questa speranza. La costruzione europea, ha poi spiegato, deve essere presa per quello che è: un'esigenza spirituale, morale e politica. E' l'espressione di una volontà comune dei popoli «che si riconoscono nei valori e in una civilizzazione che vogliono mantenere vivi». L'Europa, ha insistito, non è una macchina amministrativa o legislativa, e «non può essere tenuta lontana dai sentimenti e dalle passioni umane», «o sarà un grande ideale oppure finirà».

Tutti coloro che amano l'Europa, ha proseguito, devono prendere sul serio i "no" dei cittadini francesi e olandesi. In questi "no" vi era l'angoscia e la delusione condivisa da milioni di persone che avevano la sensazione che l'Europa non li proteggesse più a sufficienza e che era diventata indifferente alle difficoltà delle loro vite. Per il Presidente, questi "no" sono stati «disastrosi» e hanno condotto l'Europa alla sua più grave crisi della storia. Una crisi, tuttavia, che poteva diventare «salutare» se avesse portato a una riflessione sulle sue motivazioni.

 

La necessità del dialogo, no al pensiero unico

Nella costruzione europea, ha proseguito, le assemblee parlamentari che si sono susseguite hanno avuto un «ruolo decisivo». Coloro che vi hanno preso parte, cui va reso omaggio, sono stati i rappresentanti dei cittadini d'Europa, in tutta la loro diversità. Diversità che non dev'essere temuta, ma rispettata come la più grande ricchezza. La democrazia vuol dire dibattito, ha sottolineato il Presidente, «è la pluralità dei punti di vista» e «si farà morire l'Europa se ci si riunisce tutti intorno a un pensiero unico, dove colui che la pensa in modo diverso è una cattivo europeo».

E' per tale ragione che il Presidente ha «sempre preferito la regola della maggioranza rispetto a quella dell'unanimità». Con quest'ultima, ha osservato, «non si deciderà mai niente di grandioso, d'audace e non si correrà mai nessun rischio, poiché con l'unanimità ci si allea con coloro che vogliono meno Europa». L'unanimità è «impotenza». Il Presidente ha quindi spiegato che è per tale ragione che ha sostenuto l'estensione delle decisioni a maggioranza nel trattato di riforma.

 

Il ruolo della politica, pensare al futuro dell'Europa

L'Europa, ha proseguito deve avere più dibattiti, più democrazia e, in fondo, «più politica». E' grazie alla politica, ha infatti spiegato il Presidente, che si è potuti uscire dall'impasse istituzionale al Vertice di giugno, prendendo atto del fallimento della Costituzione. La politica significava proporre ai francesi che avevano votato "no" di negoziare un trattato semplificato per sbloccare l'Europa e di farlo ratificare dal Parlamento, «come ero stato autorizzato dal popolo francese». La politica significava anche, per i sostenitori della Costituzione, «accettare di riaprire i negoziati su un altro progetto meno ambizioso».

Il Presidente ha però ammonito a non commettere l'errore di credere che, con il nuovo trattato, «l'Europa abbia risolto tutto». Il trattato, ha infatti spiegato, «risolve la crisi istituzionale ma non la crisi politica e morale dell'Europa», permette di decidere e di agire «ma non spiega quali sono gli obiettivi» e non dice cosa sarà l'Europa di domani e come «contribuirà a migliorare la vita dei cittadini», «non fornisce motivi per ridare fiducia a coloro che avevano smesso di credere nell'Europa». A suo parere, quindi, occorre discutere di tutte le politiche: di bilancio, commerciale, monetaria e industriale, fiscale. Nell'Europa democratica, inoltre, «nessuna indipendenza può essere confusa con una totale irresponsabilità» e l'indipendenza garantita da uno statuto «non può dispensare dal dover rendere conto». Poiché, in democrazia, «la responsabilità politica è un principio imprescindibile». E' per tale motivo, ha spiegato il Presidente, che ha proposto l'istituzione di un comitato di saggi per riflettere sul futuro dell'Europa.

 

Difendere identità e la cultura e tutelare i diritti dell'uomo

In una democrazia, ha proseguito il Presidente, bisogna poter discutere - senza paura - di come l'Europa costruisce e difende la propria identità ma anche quelle nazionali che rappresentano «una ricchezza» dell'Europa. A suo parere infatti gli europei stanno vivendo una crisi d'identità «legata alla globalizzazione e alla mercificazione del mondo».

La politica, ha aggiunto, ha preso troppo ritardo rispetto all'economia e, ancora più ritardo ha preso la cultura. In un mondo minacciato dall'omologazione, ha insistito, l'Europa deve difendere i valori di civiltà e spirituali nonché la diversità culturale. Deve pertanto difendere le identità.

Anche i diritti dell'uomo fanno parte dell'identità europea: «dappertutto nel mondo, ogni volta che un essere umano è oppresso, che un uomo è perseguitato, che un bambino è martirizzato e che un popolo è sottomesso, l'Europa deve essere al suo fianco». L'Europa deve portare la questione dei diritti umani in tutte le regioni del mondo e coloro che hanno rinunciato a questo per ottenere dei contratti, ha aggiunto, «non hanno avuto i contratti e sono stati sconfitti sul piano dei valori».

 

Proteggere i popoli dalla concorrenza sleale

Per il Presidente, se si vuole evitare che i popoli chiedano il protezionismo e la chiusura, occorre «avere il coraggio di discutere di cosa deve essere una vera preferenza comunitaria». Occorre inoltre dotarsi dei mezzi di cui dispongono gli altri: «se altre regioni del mondo hanno il diritto di difendersi contro il dumping, perché l'Europa deve subirlo? Se tutti i paesi hanno una politica dei cambi, perché non dovrebbe averla anche l'Europa? Se altre nazioni possono riservare parte degli appalti pubblici alle loro PMI, perché non dovrebbe farlo l'Europa? Se altri paesi attuano una politica industriale, perché non dovrebbe farlo l'Europa? Infine, se altre nazioni difendono i loro agricoltori, perché l'Europa dovrebbe rinunciare a difendere i suoi?».

L'Europa, ha proseguito, non vuole il protezionismo, «ma deve reclamare la reciprocità» e garantire la sua indipendenza energetica e alimentare. Vuole essere esemplare nella lotta contro i cambiamenti climatici, «ma non può accettare la concorrenza sleale di paesi che non impongono nessun vincolo ecologico». E' legata alla concorrenza, «ma non può essere la sola a farne un dogma», ed è per questo motivo che il Vertice di Bruxelles ha deciso che la concorrenza «è un mezzo, non una finalità».

 

Un capitalismo che produce, controllare gli speculatori

L'Europa, ha proseguito, ha scelto l'economia di mercato e il capitalismo. Ma ciò non implica un "laissez faire" assoluto e la deriva di un capitalismo finanziario «che avvantaggia gli speculatori e chi vive di rendita, invece degli imprenditori e dei lavoratori». Quello europeo, ha insistito, «è sempre stato un capitalismo di imprenditori, di produzione, e non di speculazione e di rendite». L'Europa, ha quindi affermato il Presidente, «ha un ruolo da svolgere nella necessaria moralizzazione del capitalismo finanziario», e non può accettare che alcuni speculatori, come nel caso dei subprime, rimettano in causa la concorrenza mondiale.

 

Una difesa europea e una politica comune dell'immigrazione

Altri temi di cui si dovrà discutere e che saranno affrontati nel corso della presidenza francese, ha proseguito, sono la riforma della politica agricola comune, la questione della fiscalità ecologica, delle energie rinnovabili e della difesa. A quest'ultimo proposito, il Presidente ha chiesto come sarebbe possibile per l'Europa essere indipendente e influenzare la politica mondiale, essere un fattore di pace e di stabilità, «se non  è capace di garantire la propria sicurezza». Che senso avrebbe, ha insistito, dibattere dell'impegno europeo «se non siamo capaci di discutere della costruzione di una difesa europea e di un rinnovo dell'alleanza atlantica».

Sin dall'inizio delle origini, ha proseguito, l'Europa ha promosso la solidarietà. Questa si è concretizzata nella politica regionale e deve anche esprimersi nella difesa, così come in una politica europea dell'immigrazione. In un'Europa dove vige la libera circolazione tra gli Stati membri, ha aggiunto, «non è possibile appartenere allo spazio Schengen e procedere a delle regolarizzazioni senza chiedere il parere ai partner, visto che tali regolarizzazioni hanno un impatto su tutti gli altri paesi dell'area».

 

Non c'è più tempo da perdere

Il Presidente, ha infine sottoscritto le parole di Simone Veil, prima presidente del Parlamento europeo eletto a suffragio universale: «quali che siano le nostre differenze, condividiamo la stessa volontà di realizzare una comunità fondata su un patrimonio comune e un rispetto condiviso dei valori umani fondamentali; è con questo spirito che vi invito a abbordare fraternamente i lavori che ci attendono». Per Sarkozy sono queste le sfide che i cittadini si attendono che l'Europa colga e «non c'è più tempo da perdere per fare in modo che i popoli ritrovino fiducia nell'Europa».

 

 

 

SCIOLTO IL GRUPPO "IDENTITÀ, TRADIZIONE, SOVRANITÀ"

 

Al termine delle votazioni di mercoledì, il Presidente di seduta ha annunciato all'Aula che, a seguito della defezione di due deputati rumeni, che si aggiungono a quella dei giorni scorsi di altri tre colleghi, il gruppo "Identità, Tradizione, Sovranità" (ITS) non rispetta più le condizioni fissate dal regolamento per la costituzione di un gruppo politico ed è pertanto sciolto con effetto immediato.

Tutti i membri del gruppo disciolto raggiungono quindi i "Non Iscritti", l'equivalente del gruppo misto del Parlamento italiano.

 

 

SFRUTTARE LA GLOBALIZZAZIONE, AD ARMI PARI

Docc. B6-0435, 0441, 0442, 0447/2007

 

Risoluzione comune sull'interesse europeo: riuscire nell'epoca della globalizzazione

Procedura: Risoluzione comune

Dibattito: 14.11.2007 - Votazione: 15.11.2007

 

La globalizzazione crea nuove opportunità per le economie europee. E' quanto afferma il Parlamento chiedendo norme uguali per tutti a livello internazionale. Ma anche l'adeguamento degli orientamenti in materia di occupazione e principi comuni sulla flessicurezza. Occorrono poi politiche fiscali valide, mercati finanziari trasparenti e innovazione. Sostenendo l'indipendenza della BCE, chiede una politica antinflazionistica. Sollecita infine una politica comune per l'immigrazione.

 

Approvando con 435 voti favorevoli, 86 contrari e 32 astensioni una risoluzione comune sostenuta da tutti i gruppi politici eccetto GUE/NGL e IND/DEM, il Parlamento rileva che la globalizzazione dell'economia «crea nuove opportunità per le economie dell'UE che sono destinate a svolgere un ruolo più importante nei prossimi decenni». Le economie europee potranno anche «godere di vantaggi aggiuntivi derivanti dallo sfruttamento di economie di scala, della capacità, dell’urbanizzazione, delle reti e di una reputazione positiva».

Il Parlamento sottolinea che l’UE può realizzare i suoi obiettivi di Lisbona a livello interno soltanto «se sarà attiva e unita sulla scena mondiale». Ritiene pertanto che un approccio globale di politica esterna, incentrato sulla cooperazione nel campo della regolamentazione, sulla convergenza dei criteri e sull'equivalenza delle norme, «debba promuovere sia la concorrenza leale che gli scambi». Come uno dei principali beneficiari dell'economia mondiale aperta, l'UE ha la grande responsabilità di affrontare problemi globali e di mettere a punto strumenti di politica estera economica comune in grado di gestire adeguatamente l’impatto esterno del mercato unico dell’UE.

Per quanto riguarda le politiche interne, il Parlamento accoglie il fatto che la Commissione abbia dichiarato che verrà prestata maggiore attenzione all'integrazione attiva e alle pari opportunità, che andrebbe promossa una protezione sociale adeguata e rafforzata la lotta contro la povertà. Così come che in tutta Europa sono necessari mezzi più efficaci per garantire ai cittadini gli esistenti diritti di accesso all'occupazione, all'istruzione, ai servizi sociali, all'assistenza sanitaria e ad altre forme di protezione sociale.

Sottolinea peraltro la necessità di assicurare e migliorare l'integrazione e la visibilità della dimensione sociale nel prossimo ciclo della strategia di Lisbona e in particolare negli orientamenti integrati. Invita quindi la Commissione a adeguarli per rimediare alle debolezze percepite negli orientamenti per l'occupazione. Ritiene infatti che questi non attribuiscono importanza a taluni obiettivi sociali basilari: ridurre il numero di lavoratori poveri e aumentare l'accesso a lavori di qualità, all'istruzione, all’assistenza sanitaria e ad altre forme di protezione sociale per tutti. 

Il Parlamento appoggia l’adozione di un insieme equilibrato di principi comuni riguardanti la flessicurezza, che combinino flessibilità e sicurezza per i lavoratori e i datori di lavoro nel mercato dell’occupazione. Incoraggia pertanto gli Stati membri a integrarli nella consultazione con le parti sociali sui programmi nazionali di riforma. Evidenzia peraltro «il ruolo centrale» che rivestono la formazione e la riqualificazione, politiche attive in materia di mercato del lavoro, un’adeguata protezione sociale e la riduzione della segmentazione del mercato del lavoro, garantendo diritti all'occupazione per tutti i lavoratori.

In materia di politica economica, facendo proprio un emendamento proposto dai Verdi, il Parlamento invita a sviluppare una "iniziativa intelligente di crescita verde dell'UE" che comprenda tutti i principali esistenti strumenti economici dell'UE. Stimola inoltre la Commissione a non separare le politiche ambientali dalla politica economica e dell'occupazione. Nel sottolineare poi che uno dei problemi fondamentali di alcuni Stati membri risiede nell’insufficienza della domanda interna, pone in luce l'importanza «capitale» di politiche fiscali valide e una sana gestione delle finanze pubbliche.

Per il Parlamento, inoltre, la trasparenza dei mercati finanziari, norme efficaci sulla concorrenza e una regolamentazione e una vigilanza adeguate «continueranno ad essere di importanza vitale», soprattutto alla luce della globalizzazione dei mercati finanziari e della necessità di garantire i diritti dei consumatori. Gli orientamenti di politica economica, d'altra parte, dovrebbero comprendere misure a sostegno dell'offerta per creare un ambiente propizio alle operazioni transfrontaliere delle imprese e accelerare la creazione di un mercato finanziario unico.

Il Parlamento riconosce poi che in Europa è necessario che l'innovazione si traduca più rapidamente in nuovi prodotti e servizi. Appoggia pertanto la richiesta della Commissione relativa a un "triangolo della conoscenza" costituito da ricerca, istruzione e innovazione e si attende investimenti più efficaci in nuove competenze, nella formazione continua e in sistemi di istruzione e formazione moderni. Occorre anche favorire l'innovazione dei processi e delle procedure di gestione nonché delle strutture organizzative. In proposito riconosce che l'accesso alle risorse per le imprese più piccole e i privati è fondamentale per accrescere i livelli di R&S e sviluppare nuove tecnologie e reputa quindi necessario promuovere sia i finanziamenti iniziali sia quelli che coprono un periodo sufficientemente lungo per consentire l'immissione dei prodotti sul mercato.

Il Parlamento difende l’indipendenza della BCE nella fissazione della politica monetaria e nella gestione dell’effetto della volatilità dei mercati finanziari globali. Sottolinea che l’apprezzamento del tasso di cambio dell’euro «è il risultato di squilibri crescenti in paesi terzi e della debolezza della domanda nella zona euro». Si chiede tuttavia con preoccupazione se la crescita europea sarà abbastanza forte da compensare la volatilità dei mercati finanziari mondiali e dei tassi di cambio.

D'altra parte ritiene che l’aumento della domanda di risorse naturali e di prodotti e servizi basilari spinto dalla crescita delle economie in via di sviluppo «possa esercitare sulle economie degli Stati membri dell’UE una pressione inflazionistica che finora è stata controbilanciata dal loro contributo all’aumento dell'offerta globale». Gli Stati membri dell'UE devono quindi predisporre strumenti di politica economica antinflazionistica unitamente a strategie di crescita tecnologica nonché a un contesto di possibile adeguamento macroeconomico e di coordinamento rafforzato.

Reputando necessario disporre di istituzioni sovranazionali per affrontare sfide sopranazionali, il Parlamento ritiene che la definizione di norme e standard globali «sia essenziale per realizzare la convergenza in campo normativo». Esorta la Commissione a partecipare attivamente al lavoro di tutte le agenzie e tutti gli organismi di normazione competenti a livello internazionale «al fine di raggiungere maggiore coerenza fra le regole e le prassi dell'UE e quelle dei suoi principali partner commerciali».

Il mercato transatlantico, per i deputati, potrebbe rappresentare «uno strumento appropriato» per assicurare all'UE la necessaria efficacia in materia di difesa commerciale, competitività sostenibile e innovazione. Ma invitano la Commissione ad assicurare che sia garantita la reciprocità delle condizioni di accesso ai mercati e rinnovano la richiesta di eliminare o ridurre in misura significativa tutte le barriere agli scambi e agli investimenti. D'altra parte, il Parlamento considera gli Strumenti di difesa commerciale «una componente indispensabile della strategia dell'UE».

Il Parlamento sottolinea infine che l’UE ha bisogno di disporre con urgenza di una politica comune in materia di frontiere e di immigrazione. Questa deve prevedere un sistema integrato di controlli alle frontiere ma anche strategie, criteri e procedure armonizzati per la migrazione economica, «lasciando ai singoli Stati membri la decisione sul numero di ammissioni». Sottolinea poi la necessità di adoperarsi maggiormente per trovare, mediante lo scambio di esperienze, «il modo di convertire l’immigrazione interna in un fattore di riuscita per tutte le parti, a livello sia sociale che economico».

 

Dichiarazione della Presidenza

Aprendo il dibattito, Manuel Lobo Atunes ha sottolineato che la globalizzazione è essenzialmente un fenomeno politico e non soltanto un fenomeno economico e tecnologico. Esso presenta due sfaccettature: da un lato i cittadini hanno perso posti di lavoro e si sono sentiti minacciati, dall'altro «sono stati creati nuovi posti, i livelli dei prezzi sono più bassi, il commercio è buono ed i servizi in crescita».

Si tratta quindi di vedere «come gestire la globalizzazione», mantenendo il controllo politico. Il Ministro, in proposito, ha sottolineato che l'Europa «è in grado di guidare e plasmare la globalizzazione». Il «nuovo assetto istituzionale» previsto dal trattato riformato e il nuovo ciclo della strategia di Lisbona sosterrebbero l'approccio europeo. Tuttavia, ha rilevato come «la riforma debba essere ora accelerata» e vi debba essere una coerente strategia per far fronte alla globalizzazione.

 

Secondo il Ministro, la migrazione è un tema principale in quanto «la crescita demografica dell'Unione è sempre più sostenuta dai flussi migratori», che contribuiscono a far fronte al basso livello di flessibilità del mercato all'interno della Comunità. Inoltre, la dimensione esterna della strategia di Lisbona è stata discussa di recente dal Consiglio, dando speciale rilievo all'instabilità del mercato finanziario e ai cambiamenti climatici.

«L'Europa è in grado ed ha il dovere di guidare il processo di globalizzazione», ha proseguito, e nel corso del Vertice di Lisbona del 13-14 dicembre prossimo verrà adottata una dichiarazione su questo tema per dimostrare ai cittadini europei che i loro leader sono determinati ed impegnati per «accrescere la capacità dell'Unione di influenzare l'agenda della globalizzazione». Concludendo ha affermato che la Presidenza portoghese crede sinceramente che «l'Europa debba giocare un ruolo costruttivo a livello mondiale che sia più giusto e più bilanciato».

 

Dichiarazione della Commissione

 

Per JOSÉ MANUEL BARROSO «la globalizzazione colpisce le nostre vite», ma dovrebbe essere anche vista come «un'opportunità per l'Unione di affermare i propri valori». Bisogna quindi identificare alcuni punti chiave e «abbiamo la responsabilità di proteggere i nostri cittadini senza però essere protezionisti». Occorre «essere aperti ma non naïf», in altre parole non ci deve essere «nessun passaggio gratuito per coloro che non rispettano alcuni principi». Inoltre, l'Europa ci guadagna «da un sistema basato sulle regole» e, ha osservato, l'esperienza dell'Unione «la pone in una posizione molto favorevole per fornire una buona base per una regolamentazione a livello globale».

 

Ha poi sottolineato che, a partire dal 2005, quando la Strategia di Lisbona è stata rilanciata, sono stati creati quasi 6,5 milioni in più di posti di lavoro nell'UE a 27 e 8 milioni di posti dovrebbero essere creati nel periodo 2007-2009. Quattro sono state le priorità cruciali: ricerca e innovazione, un contesto economico più propizio, maggior occupazione, nonché l'energia e il cambiamento climatico. Tali tematiche hanno fornito alla strategia «un punto focale più chiaro». Il Presidente ha poi posto l'accento sulla ricerca e l'innovazione, ricordando che la Commissione è favorevole all'aggiunta di una quinta libertà alle quattro già esistenti nel trattato, vale a dire «la libertà di circolazione della conoscenza all'interno dell'UE».

 

Prendendo atto che ci si deve concentrare maggiormente sulla «dimensione sociale» ha auspicato che il Consiglio approvi i principi della "flessicurezza" concordati tra le parti sociali prima dell'estate. Volgendo uno sguardo al futuro, ha quindi auspicato «una vigorosa attuazione delle riforme in sospeso, maggiore enfasi sulle capacità e sull'istruzione, concreti passi per portare l'Unione in un'economia a basso utilizzo di carbonio». Tuttavia, ha aggiunto, «abbiamo anche bisogno di fare di più per assicurarci che la strategia di Lisbona avanzi in modo uniforme in tutti gli Stati membri. Un ritmo più lento per la riforma in uno Stato membro ovviamente avrebbe ripercussioni sugli altri». In conclusione, ha sottolineato di credere che non sia solo nell'interesse europeo ma, nell'era della globalizzazione, «il mondo ha bisogno di un'Europa più impegnata».

 

 

JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito sottolineando che «la globalizzazione non è un concetto astratto, ma qualcosa che riguarda la vita di tutti i giorni». Infatti, «i cittadini si rivolgono a noi per trovare soluzioni», per proteggerli dal terrorismo, dai capricci dei mercati finanziari, dal vertiginoso aumento del prezzi dei cereali nonché da prodotti importati a buon mercato ma potenzialmente pericolosi. D'altra parte, «la globalizzazione deve essere giusta, smussare le differenze tra i paesi e migliorare la protezione sociale dei più poveri», mentre lo sfruttamento dei bambini non può essere tollerato.

«L'apertura dell'Europa è un motore di investimento globale» e accettare gli standard europei «può aiutare a migliorare la qualità del controllo su scala mondiale». L'Unione deve però assicurarsi che «Brasile, Cina e India si prendano le loro responsabilità». A suo parere, per sfruttare le nuove opportunità, l'Unione deve fare un passo in avanti negli investimenti per la ricerca e aiutare le piccole e medie imprese nel loro ruolo di motore di crescita. Ma deve anche aiutare i suoi cittadini a adeguarsi al cambiamento, per esempio agevolando l'apprendimento per tutto l'arco della vita. Inoltre, con il petrolio a 100 dollari il barile, l'Unione ha chiaramente bisogno di una politica energetica comune per assicurare efficienti forniture di energia pulita e ciò deve includere l'opzione del nucleare civile. Ha quindi concluso affermando che «l'Unione deve proteggersi senza essere protezionista».

 

 

 

LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE

 

 

LIBERA CIRCOLAZIONE NELL'UE: RISPETTO DELLE LEGGI E LIMITI PRECISI ALLE ESPULSIONI

Docc. B6-0462, 0463, 0464, 0465/2007

 

Risoluzione comune sull'applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 12.11.2007 - Votazione: 15.11.2007

 

La libera circolazione nell'UE è un diritto fondamentale, ma occorre che tutti i cittadini rispettino le leggi. E' quanto afferma il Parlamento sottolineando che la direttiva europea in materia pone limiti ben precisi alla possibilità di espellere cittadini verso i loro paesi d'origine. Si compiace poi dell'iniziativa italo-rumena e chiede una strategia per l'inclusione sociale dei rom. Esprime critiche al commissario Frattini per talune sue dichiarazioni rilasciate alla stampa. 

 

Approvando con 306 voti favorevoli, 186 contrari e 37 astensioni una risoluzione sostenuta da PSE, ALDE, Verdi/ALE e GUE/NGL, il Parlamento ribadisce il valore della libertà di circolazione delle persone quale principio fondamentale dell'Unione europea, «parte costitutiva della cittadinanza europea ed elemento fondamentale del mercato interno». Esprime poi dolore per l'assassinio della signora Reggiani e presenta sentite condoglianze ai suoi familiari.

Allo stesso tempo riafferma l'obiettivo di fare dell'Unione «uno spazio in cui ogni persona può vivere vedendosi garantito un elevato livello di sicurezza, libertà e giustizia». Il rispetto delle leggi di ogni paese membro, pertanto, «è una condizione essenziale per la coesistenza e l'inclusione sociale nell'Unione» e «ogni individuo ha l'obbligo di rispettare le leggi in vigore nello Stato membro in cui si trova» e il diritto dell'Unione europea. Il Parlamento, inoltre, invita gli Stati membri a procedere più rapidamente al rafforzamento degli strumenti di cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale per garantire una lotta efficace contro la criminalità organizzata e la tratta degli esseri umani, garantendo al contempo un quadro uniforme di garanzie procedurali.

D'altra parte, ricorda che la direttiva 2004/38/CE inquadra la possibilità di allontanare un cittadino dell'Unione «entro limiti molto precisi». La direttiva, precisano i deputati, prevede tale facoltà per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica, che non possono essere invocati per fini economici. I provvedimenti, inoltre, devono essere proporzionati e fondati esclusivamente sul comportamento personale dell'individuo, sulla base di una valutazione della situazione personale dell'interessato. Questo deve poi essere informato in modo circostanziato e completo sui motivi del provvedimento, riportando l'indicazione dell'organo dinnanzi a cui può opporre ricorso. D'altra parte, le sanzioni previste dagli Stati membri devono essere effettive e proporzionate. La possibilità di allontanamento se il cittadino diventa un onere eccessivo per il sistema di assistenza sociale è subordinata a un esame approfondito del caso individuale e, in nessun caso, quest'unica condizione può giustificare l'allontanamento automatico.

Il Parlamento ribadisce poi che «qualsiasi legislazione nazionale deve rispettare rigorosamente tali limiti e garanzie», mentre le espulsioni collettive «sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo». In proposito, insistendo sul fatto che «la responsabilità penale è sempre personale», respinge il principio della responsabilità collettiva e riafferma con forza la necessità di lottare contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e qualsiasi forma di discriminazione e stigmatizzazione basate sulla nazionalità e sull'origine etnica, come previsto dalla Carta dei diritti fondamentali. Il Parlamento precisa, inoltre, di aspettarsi dalle personalità pubbliche che si astengano da dichiarazioni «che rischiano di essere intese come un incoraggiamento alla stigmatizzazione di determinati gruppi di popolazione».

Compiacendosi in seguito della visita effettuata dal Primo ministro rumeno in Italia e della dichiarazione congiunta di Romano Prodi e Cặlin Tặriceanu, il Parlamento manifesta il proprio appoggio all'appello dei due Primi ministri per l'impegno dell'Unione europea a favore dell'integrazione sociale delle popolazioni meno avvantaggiate e della cooperazione fra gli Stati membri sulla gestione dei movimenti della loro popolazione, in particolare mediante programmi di sviluppo e di aiuto sociale inclusi nei Fondi strutturali.

Nel ricordare poi alla Commissione l'urgenza di presentare un progetto di direttiva orizzontale contro tutte le discriminazioni, ritiene che la protezione dei diritti dei Rom e la loro integrazione «costituiscano una sfida per l'Unione europea nel suo complesso». Invita pertanto la Commissione ad elaborare «senza indugio» una strategia globale per l'inclusione sociale dei Rom, facendo ricorso ai fondi europei esistenti per sostenere le autorità nazionali, regionali e locali nei loro sforzi. Propone inoltre l'istituzione di una rete di organizzazioni che si occupino dell'inclusione sociale dei Rom nonché la promozione di strumenti volti ad aumentare la consapevolezza in materia di diritti e doveri dei Rom.

 

La Commissione è poi invitata a presentare senza ritardi una valutazione esauriente dell'attuazione a livello nazionale della direttiva 2004/38/CE e a presentare proposte. Il Parlamento, inoltre, incarica la propria commissione parlamentare competente di effettuare entro il 1° giugno 2008, in collaborazione con i parlamenti nazionali, una valutazione dei problemi di recepimento di tale direttiva «in modo da mettere in evidenza le migliori prassi nonché le misure che potrebbero portare a discriminazioni tra i cittadini europei».

 

Con 290 voti favorevoli, 220 contrari e 21 astensioni, ha approvato un paragrafo in cui si afferma che le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione, in occasione dei gravi episodi verificatisi a Roma, «siano contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE». Direttiva, è precisato, «che gli si chiede di rispettare pienamente».

 

 

 

A tale proposito, prima di iniziare, la sessione di voto, JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha condannato «l'attacco personale» al Vicepresidente Frattini, denunciandone il carattere politico e «indegno» promosso dai socialisti italiani. Ha anche voluto precisare che il suo gruppo sostiene i rumeni e gli altri cittadini europei che rispettano le leggi e che la libera circolazione è una questione legata ai valori.

 

 

Ha poi chiesto la parola ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ai sensi degli articoli 151 e 19 del regolamento, le chiedo di valutare la ricevibilità del paragrafo 13, che contiene un immotivato ed infondato attacco personale al Vicepresidente della Commissione. Si tratta di un testo che se approvato, dopo le dichiarazioni del portavoce del Presidente della Commissione in difesa di Frattini, provocherebbe un disdicevole contrasto tra Parlamento e Commissione per motivi di politica interna. Le chiedo pertanto di mettere in votazione il testo della risoluzione senza il paragrafo 13 e contemporaneamente chiedo agli autori di ritirare il testo attraverso un emendamento orale."

 

Dichiarazione della Commissione

Franco Frattini ha anzitutto sostenuto che la Commissione segue con molta attenzione quanto avviene in Italia. Si è poi detto lieto per la cooperazione tra Italia e Romania e la Commissione farà sì che i diritti dei rumeni siano rispettati. Dopo aver ricordato i casi in cui la direttiva UE prevede l'espulsione, ha sottolineato che questa deve essere decisa caso per caso, rispettando le garanzie previste.

La Commissione, ha aggiunto, valuterà il decreto-legge adottato in Italia, una volta che sarà adottato definitivamente dal Parlamento. Il Vicepresidente della Commissione ha poi sostenuto che la direttiva UE è sufficientemente precisa per essere direttamente applicabile. Occorre quindi che il diritto di ricorso sia garantito ai cittadini cui si ingiunge l'espulsione.

Dicendosi poi preoccupato per le manifestazioni xenofobe e razziste che hanno accompagnato l'adozione del decreto, ha sottolineato come la comunità rom sia molto numerosa in Europa e che occorre quindi realizzare sforzi per favorire la sua integrazione. Sforzi, ha precisato, che deve attuare anche la stessa comunità rom. Ha quindi voluto evidenziare la doppia discriminazione patita dai bambini rom: subiscono il pregiudizio per la loro origine e, contemporaneamente, sono spesso sfruttati dalla loro stessa comunità, vivono in ambienti insalubri, sono costretti a delinquere e non hanno accesso all'istruzione. Nel tutelare gruppi interi, ha ammonito, «si rischia di non proteggere i diritti dei singoli».

A suo parere, occorre quindi aiutare Italia e Romania con tutti i mezzi esistenti. A livello comunitario, ha precisato, vi sono il Fondo sociale, i fondi per lo sviluppo regionale e gli stanziamenti a favore dell'istruzione. L'UE ha già concesso 270 milioni di euro a favore dei rom, altri 60 milioni sono stati resi disponibili a Romania e Bulgaria nel periodo 2004-2006, le quali potranno contare su ulteriori fondi per il periodo 2007-2013. Ha quindi ricordato che esiste una direttiva europea contro ogni forma di discriminazione che si applica anche ai rom. La Commissione, ha concluso, non tollererà nessuna forma di discriminazione nei confronti di cittadini europei e, allo stesso tempo, sosterrà gli Stati membri che intendono proteggere i propri cittadini dalla criminalità.

 

 

 

Nel dibattito è intervenuto, a nome del Gruppo del PPE-DE, ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi compiaccio con il Commissario Frattini per la relazione completa e per le proposte, le idee, i contenuti e i valori difesi nel suo intervento. Certamente la riunificazione dell'Europa ha portato ad un crescente movimento di cittadini all'interno dell'Unione che in alcun casi si è trasformato in vero evento migratorio. È il caso della presenza oggi in Italia di circa mezzo milione di cittadini rumeni.

L'Unione ha provveduto con la direttiva 2004/38/CE a garantire il contemporaneo rispetto dei diritti dei cittadini comunitari che emigrano da un paese all'altro e quello degli Stati membri ad espellere i cittadini comunitari che non rispettano certe regole: mi riferisco alla capacità di autonomo sostentamento e ai rischi per la sicurezza e l'ordine pubblico. Purtroppo in Italia la direttiva comunitaria è stata applicata in maniera lacunosa ed in ritardo. Risultato: la mancata espulsione di molti cittadini che forse, se espulsi, non avrebbero commesso delitti in Italia.

Ci sono stati, purtroppo, reati che hanno scosso l'opinione pubblica, commessi da persone che avevano passaporto di un paese europeo. Questo ha provocato reazioni di inaccettabile violenza xenofoba. Vanno condannati fermamente le violenze e gli omicidi commessi in Italia e la solidarietà va a tutte le famiglie delle vittime. Va anche condannata la reazione violenta e xenofoba, ma purtroppo, quando non vengono applicate le regole, quando non vengono applicate le leggi, i cittadini rischiano da farsi giustizia da soli e questo è francamente inaccettabile.

Gli Stati hanno responsabilità molto chiare, come hanno responsabilità molto chiare le amministrazioni locali. Purtroppo a Roma, nonostante le molte denunce, non si è intervenuti su realtà sociali come certe che assomigliano veramente a favelas , dove vivono cittadini di etnia Rom, sono realtà dove bisognava intervenire in anticipo e a volte poi gli interventi fatti in ritardo non servono a risolvere i problemi quando sono purtroppo esplosi. Noi non siamo favorevoli ad espulsioni di massa, ogni cittadino che commette un reato è responsabile personalmente. Non è una questione né di nazionalità né di appartenenza ad etnie. Certamente serve un'ulteriore collaborazione tra Romania ed Italia. Non è un caso che il testo del PPE sia stato sottoscritto da me e dal collega Marinescu.

C'è poi una questione che riguarda specificamente la popolazione Rom. Non riguarda i cittadini rumeni e per questo noi chiediamo che venga istituita una specifica agenzia per l'inserimento sociale delle comunità Rom, insomma un'agenzia europea per dimostrare che l'Europa faccia la sua parte per risolvere un problema che altrimenti rischia di destare sempre maggiore allarme sociale."

 

Nel dibattito è inoltre intervenuto ALFREDO ANTONIOZZI (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, Commissario Frattini, desidero intanto ringraziarla per il coraggio e la coerenza che non lascia spazio a nessuna ipocrisia, che ahimè regna spesso nelle nostre istituzioni e che abbiamo anche qui in qualche misura ascoltato. Onorevole Guidoni, il decreto che lei qui ha attaccato è il decreto del governo che lei appoggia e quindi anche qui facciamo un po' di chiarezza.

I recenti fatti accaduti in Italia, in particolare nella città di Roma, sono solo gli ultimi fatti dolorosi di una lunga catena di avvenimenti spesso sottaciuti o inascoltati. L'Europa si fonda sui principi di libertà, di rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali e il popolo italiano ha da sempre dimostrato di sostenere valori inalienabili quali la non discriminazione, l'eguaglianza fra i popoli e la democrazia.

Credo però sia giusto aggiungere, utilizzando i dati forniti nel rapporto ufficiale della Caritas in cooperazione con il ministero degli interni italiano, che descrive una situazione assai grave, che si è determinata dopo il 1° gennaio 2007, con una migrazione di cittadini romeni verso l'Italia di dimensioni che non ha precedenti nell'ambito dell'Unione europea.

Basta scorrere alcune cifre che, ahimè, non fa piacere dover dire, e si comprende l'assurdità della situazione. Nel solo anno 2006, sono stati arrestati in Italia 17.900 romeni. Non è colpa di un popolo, è colpa di persone. Però dobbiamo riflettere e allora ci viene automatico domandarci: perché il governo italiano non ha approvato prima il decreto che recepiva la direttiva 2004/38/CE? E perché nel decreto le disposizioni della direttiva relative alle condizioni di soggiorno per un termine superiore ai tre mesi restano disapplicate? Perché il ministero degli interni non ha assicurato adeguate misure di applicazione in relazione sia alle condizioni e ai requisiti da rispettare, sia alle verifiche e ai controlli e al possibile rimpatrio dei cittadini comunitari rei di mancato rispetto delle condizioni imperative previste dalla direttiva?

Questo lassismo ha generato un permissivismo che va oltre ogni logica comprensione e ha generato un arrivo indiscriminato di cittadini indigenti che alimenta ogni giorno un incubatoio di disperazione, che spinge alla inevitabile scorciatoia del non rispetto delle leggi. Il sindaco di Roma ha tollerato ad esempio l'insediamento di centinaia di campi Rom e baraccopoli dove sono compromessi i più elementari diritti umani e dove l'igiene e la dignità personale sono calpestate - è stato un atto di grave leggerezza che oggi paghiamo dolorosamente - per poi decidere lui di smantellarli. Siamo per la solidarietà e l'accoglienza, ma nel rispetto delle leggi, della certezza del diritto e dell'ordine pubblico."

 

Replica della Commissione

Franco Frattini ha voluto precisare che non si è occupato di questa vicenda «iniziando con azioni e dichiarazioni alcuni giorni fa», bensì da molto tempo e per di più su richiesta dei sindaci italiani «che come è noto, sono appartenenti a tutti gli schieramenti politici, prevalentemente del centro sinistra». Il 19 maggio scorso, ha insistito, i sindaci italiani «hanno posto con vigore il problema della sicurezza nelle città e lo hanno posto all'Europa in un incontro con il ministro degli Interni italiano». In quella occasione, ha quindi ricordato, il ministro Amato aveva affermato che il problema della sicurezza, se non affrontato, «fa sentire il cittadino che non si sente difeso, nemico di chi gli è più simile».

Il 23 giugno successivo, ha aggiunto il commissario, nel corso dell'Assembla dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, fu lanciato il piano di accoglienza per le popolazioni rom, «dopo un incontro che io avevo avuto alcuni giorni prima con le rappresentanze dell'Assemblea dei comuni italiani» per far sì che l'Italia attingesse ai finanziamenti europei, fino ad allora non richiesti. I sindaci italiani, ha continuato il Vicepresidente, «stabilirono che il sistema d'integrazione dovesse essere basato sui valori della reciprocità» affermando che "abbiamo il dovere di accogliere e di integrare in cambio del dovere di accettare le regole del nostro paese".

Questa, ha puntualizzato Frattini, è stata la posizione seguita da allora, prima ancora che il sindaco di Firenze - «che non è certo persona che si può sospettare di simpatie razziste» - propose «di criminalizzare i lavavetri». Il Vicepresidente ha poi citato un lancio d'agenzia del 25 ottobre in cui i sindaci chiedevano nuove norme sostenendo "che la gente non capisce le divisioni che si stanno creando all'interno della maggioranza". All'epoca, ha aggiunto, «non vi era neanche l'idea che l'Europa disponesse di strumenti, quali poi si sono adottati con il decreto legge, che potessero far fronte ad alcune situazioni di obiettiva violazione della direttiva 38». Ecco la ragione per cui ha iniziato a occuparsi di questa materia, ha spiegato Frattini.

Rivolgendosi quindi a coloro che hanno criticato una sua singola frase li ha sfidato a citare un solo caso in cui, come Vicepresidente della Commissione si sia rifiutato di collaborare con il Ministro Amato e di rispondere alle richieste fatte all'Europa da parte del governo italiano. Ha poi sottolineato che, alcune settimane più tardi, suscitando le proteste di Bucarest, il sindaco di Roma dichiarò che i romeni sono i responsabili del 75% dei reati commessi, «confondendo il fatto che era il 75% dei reati commessi da stranieri». Nonostante le manifestazioni di piazza in Romania, ha aggiunto, «io dialogai con il sindaco di Roma per offrirgli l'azione del Fondo sociale europeo» e lui chiese sostegno all'Europa per misure di integrazione.

Il Vicepresidente ha poi sottolineato, al di là delle poche frasi della sua intervista, di aver sempre lavorato «affinché l'area Schengen sia estesa prima di Natale a 9 nuovi Stati membri». Se così avverrà, ha insistito, sarà anche merito del lavoro realizzato da due anni e mezzo come membro della Commissione, «senza nessuna paura di dire che il diritto di libera circolazione è un pilastro dell'Unione europea». Concludendo ha voluto evidenziare il suo impegno personale affinché la Romania potesse entrare nell'UE riaffermando il proprio rispetto e la propria amicizia nei confronti del popolo rumeno, ma «non nei confronti dei criminali di nazionalità romena che sono come quelli di nazionalità italiana». Si è detto quindi convinto che «estrapolare una frase da un'intervista» non possa cambiare questi «che sono soltanto fatti».

 

 

 

DIRITTI UMANI

 

 

GARANTIRE LA SICUREZZA DELLE COMUNITÀ CRISTIANE E LA LIBERTÀ DI CULTO

Docc. B6-0449, 0450, 0455, 0459, 0467/2007

Relatore MARIO MAURO (PPE-DE/IT)

 

Risoluzione comune su gravi episodi che mettono a repentaglio l'esistenza delle comunità cristiane e di altre comunità religiose

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 15.11.2007 - Votazione: 15.11.2007

 

Il Parlamento condanna tutti gli atti di violenza contro le comunità cristiane nel mondo. Chiede quindi ai paesi interessati di fornire garanzie adeguate e effettive nel campo della libertà di religione e di migliorare la sicurezza delle comunità cristiane. Appoggiando il dialogo interreligioso, invita le autorità religiose a promuovere la tolleranza e ad agire contro l'estremismo. La situazione dei cristiani, inoltre, deve essere tenuta in conto dall'UE nella sua politica estera e di sviluppo.

 

Approvando con due soli voti contrari e un astenuto una risoluzione comune promossa da MARIO MAURO, Vice Presidente del Parlamento europeo (PPE/DE, IT) e sostenuta da tutti i gruppi (eccetto i Verdi/ALE), il Parlamento «condanna risolutamente tutti gli atti di violenza contro comunità cristiane, ovunque essi si verifichino, ed esorta i governi interessati a tradurre in giudizio gli autori di tali reati».

In proposito, elenca tutti i recenti casi di persecuzione e violenza subiti dai cristiani in Pakistan, a Gaza, in Turchia, in Cina, in Vietnam, in Sudan, in Iraq e in Siria. A quest'ultimo proposito, esprime anche preoccupazione per l'esodo di cristiani dall'Iraq e sottolinea che il 24% dei 38.000 iracheni registrati dall'UNHACR in Siria erano cristiani, mentre la gran parte dei due milioni di sfollati in Siria appartiene a minoranze cristiane. Deplora inoltre il rapimento nelle Filippine del sacerdote cattolico Giancarlo Bossi. Il Parlamento sottolinea che, in alcuni casi, la situazione delle comunità cristiane è tale «da compromettere la loro sopravvivenza» e che, qualora esse scomparissero, «una parte significativa del patrimonio religioso dei paesi in questione andrebbe perduta».

Ricordando peraltro di essersi espresso a più riprese a favore delle comunità religiose e della tutela delle loro identità, ovunque nel mondo, così come a favore del riconoscimento della protezione delle minoranze religiose, senza distinzioni di sorta, condanna fermamente tutte le forme di discriminazione e intolleranza basate sulla religione o il credo, come pure gli atti di violenza contro tutte le comunità religiose. Esorta quindi i paesi interessati a far sì che il loro ordinamento giuridico e costituzionale offra «garanzie adeguate ed effettive» per quanto riguarda la libertà di religione o di credo, nonché vie di ricorso per le vittime in caso di violazione di questa libertà. Sottolinea infatti che il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione «è un diritto umano fondamentale garantito da vari strumenti giuridici internazionali».

Il Parlamento sollecita pertanto i governi dei paesi interessati a migliorare la sicurezza delle comunità cristiane e sottolinea che le autorità pubbliche «hanno il dovere di tutelare tutte le comunità religiose, incluse quelle cristiane, dalla discriminazione e dalla repressione». Raccomanda poi che le sue commissioni competenti esaminino la situazione delle comunità cristiane, «in particolare in Medio Oriente». Appoggia peraltro «risolutamente» tutte le iniziative volte a incoraggiare il dialogo e il rispetto reciproco tra le religioni. Invita pertanto tutte le autorità religiose a promuovere la tolleranza e a prendere iniziative contro l'odio e la radicalizzazione violenta ed estremista.

Commissione e Consiglio sono inoltre invitati a sollevare la questione della situazione delle comunità cristiane nel quadro del dialogo politico con i paesi in cui tali comunità sono minacciate, «promuovendo un impegno strategico da parte dei paesi in questione sulla base delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani». E a prestare particolare attenzione a tale questione nell'elaborazione ed implementazione di programmi di cooperazione ed aiuto allo sviluppo con quegli stessi paesi.

 

Data l'importanza del tema e la qualità della relazione, si riporta l'intervento di presentazione della stessa pronunciato dal relatore MARIO MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo:

 

"Signora Presidente, onorevoli colleghi, la libertà religiosa costituisce un oggettivo fattore di riconoscimento per il rispetto dei diritti dell'uomo. Le violenze subite dai cristiani nel mondo rappresentano infatti una ferita e una sfida contemporanea alla dignità della persona.

Intendevo presentare questo progetto di risoluzione già alla scorsa plenaria di ottobre, ma il coordinamento dei gruppi politici mi ha chiesto di posticipare la risoluzione alla plenaria di novembre, per poterci dare il tempo di preparare un testo più dettagliato e circondato da un più ampio consenso. Nel testo che voteremo questo pomeriggio, frutto di un compromesso con socialisti, liberali, Unione per l'Europa delle nazioni, e Indipendenza e democrazia, sono rimasti i caratteri salienti del progetto iniziale di risoluzione.

Abbiamo inoltre potuto inserire riferimenti concreti a violenze e soprusi perpetrati nel corso di quest'ultimo anno non solo in Medio Oriente, ma anche in altre parti del mondo nei confronti delle comunità cristiane. Si tratta di fatti prevalentemente riferibili a Iraq, Egitto, Pakistan, Turchia, Cina, Vietnam e proprio il fitto lavoro di coordinamento svolto in questi ultimi giorni e il conseguente ritrovamento di numerosi episodi avvenuti fuori dal Medio Oriente, ci ha condotto a trovare un titolo nuovo, più consono, che recita in questo modo: "gravi episodi che compromettono l'esistenza delle comunità cristiane e di altre comunità religiose".

Sicuramente il testo non è comprensivo di tutte le violenze contro i cristiani, penso ad esempio all'Eritrea, penso al Nord Corea. Ma, cari colleghi, vi prego di apprezzarne il messaggio politico, rivolto anche a quei paesi e a quegli episodi che non sono stati citati. Proprio il lavoro di coordinamento con gli altri gruppi mi ha permesso fin dall'inizio di chiarire che l'intenzione di questa risoluzione non è assolutamente di rinfocolare il conflitto di civiltà. L'Europa è sempre in prima fila nella difesa dei diritti delle minoranze e non può continuare a ignorare il crescente danno che viene recato a tanti cristiani.

Oggi, cari colleghi, il nostro Parlamento potrà esprimersi su una tematica urgente e importante, per la difesa della vita e della libertà religiosa e non solo dei cristiani, ma di milioni di persone di qualsiasi fede."

 

 

 

Sull'argomento è stato pubblicato venerdì 16 novembre 2007 su "Il Tempo" un interessante articolo firmato da MARIO MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo e ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"CRISTIANI PERSEGUITATI. STRASBURGO SI SVEGLIA".

 

In Medio Oriente i cristiani vivono e muoiono come in una terra di nessuno, subiscono persecuzioni in Sudan e Darfur, patiscono attentati e uccisioni in Iraq e in altri paesi. Come testimoniato dall'uccisione a Gaza di Rami Khader Ayyad, sono solo le punte di processi in atto in Palestina, in Libano, in altre aree della regione, dove le comunità cristiane, costrette all’emarginazione, si vanno riducendo fino a rischiare l’estinzione.

La libertà religiosa costituisce la cartina di tornasole per il rispetto delle altre libertà dell’uomo: la persecuzione dei cristiani rappresenta una delle più feroci sfide alla dignità della persona. Per questo, per la prima volta nella sua storia, il Parlamento europeo ha espresso una “forte condanna” di “tutti gli atti di violenza contro le comunità cristiane, ovunque esse accadono” e la richiesta ai governi interessati di assicurare alla giustizia chi si macchia di tali crimini. È il senso della risoluzione "Gravi episodi che compromettono l'esistenza delle comunità Cristiane e di altre comunità religiose", proposta dal PPE e approvata dal Parlamento Europeo.

Nonostante i vari tentativi con cui la sinistra ha cercato di levare la parola "cristiani" dal titolo della risoluzione, dopo lunghe trattative abbiamo trovato un accordo con Pse, liberaldemocratici, la destra Uen e i comunisti del Gue. Il documento ricorda che l’Ue “s’è espressa a più riprese in favore dei diritti delle comunità religiose e per la protezione della loro identità".

Preoccupato dal moltiplicarsi di episodi d’intolleranza contro le comunità cristiane in Africa, Asia e Medio Oriente, il Parlamento europeo ribadisce la difesa “dei principi di libertà di pensiero, di coscienza, di religione e di libero culto”, ribadisce “la laicità dello Stato e delle sue istituzioni pubbliche” e assegna a queste il dovere “di garantire tali libertà, ivi compresa quella di cambiare religione”. Tra i casi di violenza, la risoluzione ne ricorda diversi in Iraq, Turchia, Pakistan, a Gaza, in Egitto. Vengono poi “deplorati” il sequestro del sacerdote cattolico Giancarlo Bossi nelle Filippine e le “dure repressioni della chiesa cattolica” in Vietnam.

Un'annotazione riguarda “la gravità della situazione delle libertà religiose nella Repubblica popolare cinese, dove le autorità continuano a reprimere tutte le manifestazioni religiose”, e specie quelle della comunità cattolica. Grazie al voto di ieri la Commissione europea dovrà prestare maggiore attenzione affinché  ogni elaborazione dei programmi di aiuto allo sviluppo sia concessa solo se viene rispettato il principio di libertà religiosa. Dunque, il Parlamento europeo ha dato un grande segnale, smarcandosi da quell'integralismo laico di cui l'Europa è sempre più spesso accusata. Dedichiamo questo importante risultato a Hrant Dink, il giornalista armeno ucciso per aver difeso le comunità cristiane in Turchia.

 

 

L'Assemblea ha inoltre adottato le seguenti relazioni:

-       Doc. B6- 0454, 0457, 0460, 0468, 0469/2007 - Risoluzione sulla Somalia

-       Doc. B6-0452,0453/2007 - Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2007 sull'Uzbekistan

-       Doc. B6-0476/2007 - Risoluzione sulla risposta della UE a situazioni di fragilità nei paesi in via di sviluppo

 

 

 

 

 

PESCA

 

 

 

TONNO ROSSO: COMPENSARE I PESCATORI NEI PERIODI DI FERMO

Doc. A6-0408/2007

 

 

Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un piano pluriennale di ricostituzione del tonno rosso nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo

Procedura: Consultazione legislativa - Dibattito: 14.11.2007 - Votazione: 15.11.2007

 

I pescatori di tonno rosso devono essere compensati finanziariamente durante i periodi di fermo della pesca, che devono valere in tutte le zone senza eccezioni. E’ quanto afferma il Parlamento in merito al recepimento del piano internazionale di ricostituzione degli stock di tonno rosso. I deputati chiedono poi l’elaborazione di piani nazionali di pesca e, accogliendo l’aumento delle taglie minime del pescato, respingono qualsiasi deroga a tale principio.

 

Adottando con 480 voti favorevoli, 41 contrari e 17 astensioni la relazione di ILES BRAGHETTO (PPE/DE, IT), il Parlamento accoglie la proposta di recepire il piano di ricostituzione del tonno rosso adottato dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT) per rispondere alle preoccupazioni degli ambienti scientifici in merito alla critica condizione dello stock dovuta ad un eccesso dello sforzo di pesca. Il piano di ricostituzione - che riguarda l’Atlantico orientale e il Mediterraneo - comprende in particolare la riduzione dei totali ammissibili di cattura (TAC), l’aumento della taglia minima per il tonno rosso, zone e periodi di divieto e misure di controllo e di contrasto alla pesca illegale.

 

Ridurre le catture e definire un piano di pesca

 

La proposta della Commissione prevede la progressiva riduzione del contingente di cattura (sino al 20% nel 2010 rispetto al 2006). Più in particolare, i Totali ammissibili di cattura (TAC) fissati dall'ICCAT in relazione allo stock di tonno rosso nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo sono pari a 28.500 tonnellate nel 2008, 27.500 tonnellate nel 2009 e 25.500 tonnellate nel 2010.

Il Parlamento accoglie questa proposta. Tuttavia, osservando che il problema principale della pesca al tonno rosso è rappresentato dalla sovracapacità della flotta rispetto alle quote disponibili, propone che gli Stati membri trasmettano alla Commissione un piano di pesca comprendente il numero di pescherecci e di tonnare per i quali intendono chiedere autorizzazioni di pesca, accompagnato da informazioni sullo sforzo di pesca previsto. Ogni Stato membro, inoltre, deve assicurarsi che il numero di pescherecci e di tonnare compresi nel piano di pesca «sia proporzionale alla quota di tonno rosso di cui dispone il detto Stato membro». Con 62 voti favorevoli, 457 contrari e 17 astensioni, l'Aula ha respinto un emendamento dei Verdi/ALE che proponeva una drastica riduzione dei TAC (8.532 tonnellate per ciascun anno).

Notando poi che il numero di aziende d'ingrasso dei tonni rossi si è moltiplicato senza che vi fosse necessariamente coerenza con le quote di pesca per tale specie, un emendamento chiede agli Stati membri di stabilire un equilibrio tra la capacità delle sue aziende d'ingrasso e le quote di cui dispone: in mancanza di ciò, risulta impossibile ridurre la pressione esercitata sugli stock, che è poi l'obiettivo del piano di ricostituzione.

 

 

 

 

 

Divieti di pesca, ma compensazioni finanziarie

 

I deputati ritengono poi che le deroghe per le zone di pesca contrastano con le indicazioni di tutti gli esperti scientifici e con il parere espresso dalla maggioranza degli Stati membri. Inoltre, non sono giustificate sotto il profilo biologico in quanto è unico lo stock del Mediterraneo e dell’Atlantico. Introducono poi forti distorsioni nel meccanismo competitivo ed inducono ad intensificare la pesca in quelle aree anche da parte della flotta tradizionalmente non interessata. Pertanto un emendamento sopprime la deroga proposta dalla Commissione che consentirebbe - ai grandi pescherecci con palangari pelagici di lunghezza superiore a 24 metri - di operare dal 1° giugno al 31 dicembre nella zona delimitata ad Ovest del meridiano 10° O e a Nord dal parallelo 42°N.

La pesca del tonno rosso praticata da pescherecci con reti a circuizione sarebbe vietata nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo nel periodo dal 1º luglio al 31 dicembre, quella praticata da tonniere con lenze a canna dal 15 novembre al 15 maggio e la pesca con pescherecci da traino pelagici sarebbe vietata dal 15 novembre al 15 maggio. Gli Stati membri dovranno inoltre adottare opportuni provvedimenti per vietare l'utilizzo di aeroplani o elicotteri per la ricerca del tonno rosso nella zona della convenzione.

Un emendamento, d’altra parte, chiede che delle compensazioni finanziarie a carico del Fondo europeo per la pesca siano erogate ai pescatori (personale imbarcato ed armatori) nei periodi di fermo pesca.

 

Taglie minime più elevate e uguali per tutti

 

La proposta della Commissione porta da 10 a 30 kg la taglia minima per il tonno rosso nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo, con deroghe (8 kg) per la pesca nel Golfo di Biscaglia (dove già vige una deroga:  6,4 kg in luogo di 10) e per le catture in Adriatico destinate all’allevamento in gabbia. I deputati, come per il fermo pesca, sopprimono queste deroghe. Ribadiscono infatti che sono in contrasto con le indicazioni di tutti gli esperti scientifici e con il parere espresso dalla maggioranza degli Stati membri, non sono giustificate sotto il profilo biologico e riducono l’efficacia dei controlli.

 

Pesca ricreativa e sportiva

 

In base alla proposta della Commissione, nell'ambito della pesca ricreativa è vietato catturare, detenere a bordo, trasbordare e sbarcare più di un esemplare di tonno rosso per bordata di pesca. Gli Stati membri saranno inoltre tenuti a prendere gli opportuni provvedimenti per regolamentare la pesca sportiva, in particolare mediante autorizzazioni di pesca. I tonni catturati nell’ambito della pesca ricreativa e sportiva non potranno essere commercializzati, salvo per fini caritativi. Gli Stati membri dovranno contabilizzare i tonni così pescati e adottare i necessari provvedimenti per garantire, per quanto possibile, il rilascio dei tonni rossi catturati vivi nell'ambito della pesca ricreativa.

 

Sanzioni

 

La proposta chiede agli Stati membri di adottare misure di esecuzione nei confronti delle navi battenti la loro bandiera di cui sia stata accertata, in conformità della legislazione nazionale, la mancata conformità alle disposizioni del regolamento, in particolare per quanto riguarda il periodo di divieto di pesca, la taglia minima, la registrazione delle navi e le dichiarazioni di cattura. Tali misure possono comprendere, a seconda della gravità dell'infrazione, ammende, il sequestro di attrezzi e catture illegali, il sequestro della nave, la sospensione o la revoca dell'autorizzazione di pesca e la riduzione o la soppressione dei contingenti di pesca.

 

Nel dibattito è intervenuto, per iscritto, FRANCESCO MUSOTTO (PPE/DE-I):

 

"La relazione Braghetto contiene spunti fondamentali per l'attuazione del piano di recupero del tonno rosso. Tale piano impone pesanti restrizioni alla pesca, motivate dall'esigenza di tutelare gli stock di una specie in pericolo. L' iniziativa rischia però di risultare inefficace, se l'Unione Europea non adotta misure volte a compensarne l'impatto socioeconomico. La relazione ha il merito di evidenziare tale lacuna, proponendo strumenti adeguati ad attuare efficacemente le raccomandazioni della Commissione e dell'ICCAT.

In merito agli aspetti socioeconomici, la pesca di tonno rappresenta un'attività tradizionale, fonte di reddito esclusiva per migliaia di famiglie: il fermo totale deve essere accompagnato da compensazioni finanziarie dal FEP a favore degli operatori.

Inoltre é indispensabile che gli Stati membri applichino sanzioni contro la pesca illegale, vera causa dell'impoverimento degli stock. Inutile colpire i pescatori onesti, senza avere gli strumenti per bloccare i predatori del mare.

Infine, è essenziale esigere reciprocità dagli Stati terzi: a poco serve sacrificare i nostri operatori per tutelare la specie, se gli altri Stati, e mi riferisco per esempio alla Libia, alla Turchia, ma anche a Cina e Giappone, non applicano restrizioni altrettanto severe nei loro mari. Godrebbero di un vantaggio competitivo rispetto agli operatori europei, ma il problema del depauperamento del tonno non troverebbe soluzione."

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

SCHENGEN

-       Doc. B6-0448/2007 - Risoluzione comune sulla piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen nella Repubblica ceca, nella Repubblica di Estonia, nella Repubblica di Lettonia, nella Repubblica di Lituania, nella Repubblica di Ungheria, nella Repubblica di Malta, nella Repubblica di Polonia, nella Repubblica di Slovenia e nella Repubblica slovacca (in appresso gli "Stati membri interessati")

Procedura: Risoluzione comune

-       Doc. A6-0441/2007 - Relazione sul progetto di decisione del Consiglio sulla piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen nella Repubblica ceca, nella Repubblica di Estonia, nella Repubblica di Lettonia, nella Repubblica di Lituania, nella Repubblica di Ungheria, nella Repubblica di Malta, nella Repubblica di Polonia, nella Repubblica di Slovenia e nella Repubblica slovacca

Procedura: Consultazione legislativa - Dibattito: 13.11.2007 - Votazione: 15.11.2007

Il Parlamento ha approvato la proposta di aprire l'area Schengen a nove nuovi Stati membri. In una risoluzione adottata a larga maggioranza, esorta i nuovi aderenti a mantenere un elevato livello di sicurezza e a rispettare con rigore i criteri fissati. Nel sottolineare l'avvio di un SIS II pienamente operativo, ricorda l'esigenza di procedere, entro due anni, a una valutazione globale sul modo in cui il sistema è stato applicato. 

 

AMBIENTE

-       Doc. A6-0410/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per la protezione del suolo e modifica la direttiva 2004/35/CE

Il Parlamento ha approvato la direttiva volta a garantire la conservazione del suolo nell’ambito di un suo utilizzo sostenibile, a prevenire le minacce incombenti e a mitigarne gli effetti. Prevede un calendario per l'identificazione dei siti contaminati o a rischio contaminazione e la definizione di strategie per il ripristino dei suoli degradati. Misure necessarie poiché il suolo è un bene comune dell'umanità e una risorsa non rinnovabile. Occorre anche promuovere un'agricoltura sostenibile.

-       Doc. B6-0432/2007 - Risoluzione sulla limitazione del surriscaldamento dovuto ai cambiamenti climatici a +2°C - La via da percorrere fino alla Conferenza di Bali sui cambiamenti climatici e oltre (COP 13 e COP/MOP 3)

Il Parlamento chiede la fissazione di obiettivi vincolanti di riduzione dei gas serra per i paesi industrializzati e incentivi per quelli meno sviluppati, un sistema globale di quote e un quadro per l'allevamento sostenibile. Ricordando il ruolo dell'energia nucleare, chiede all'UE di assumere un ruolo guida e di proporre incentivi fiscali per tecnologie pulite, tasse sul cherosene e l'abolizione dei sussidi ai carburanti fossili. Occorre valutare come produrre energia dalle discariche.

-       Doc. A6- 0/2007 - Relazione sulla strategia tematica per la protezione del suolo

Sinergia con le altre politiche comunitarie, un'imposta sulle perdite di carbonio e pratiche agricole sostenibili. E' quanto chiede il Parlamento europeo in merito alla strategia comunitaria per la protezione del suolo. I deputati sollecitano una direttiva quadro, lo studio delle cause della desertificazione e dei relativi rimedi, norme UE per prevenire le contaminazioni e il monitoraggio dei rischi naturali. La popolazione deve inoltre essere meglio informata sui siti contaminati.

-       Doc. A6- 0344/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 98/8/CE relativa all'immissione sul mercato dei biocidi, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6-0292/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2001/18/CE sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

 

SPORT

-       Doc. A6- 0415/2007 - Relazione sul ruolo dello sport nell'educazione

Tre ore di sport settimanale obbligatorie nelle scuole. E’ quanto chiede il Parlamento europeo per contrastare il crescente fenomeno dell’obesità tra i giovani. Occorre poi promuovere gli investimenti nelle infrastrutture e usare i Fondi strutturali per creare nuovi impianti sportivi. Allo contempo, bisogna prevenire lo sfruttamento dei giovani talenti sportivi e informare i giovani sui pericoli del doping. E’ anche necessario riconoscere le qualifiche ottenute tramite lo sport.

 

TRASPORTI

-       Doc. A6-0402/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di includere le attività di trasporto aereo nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto serra

Il Parlamento approva l'inclusione del trasporto aereo nel sistema UE di scambio di quote di emissione dei gas serra, rafforzandone le disposizioni con la richiesta di applicarlo a tutti i voli in partenza o in arrivo negli aeroporti dell’UE. Esclude la possibilità di deroghe per i voli di Stato, sostenendo però le esenzioni per gli aerei in missioni antincendio e i voli militari. I ricavi delle vendite all’asta del 25% delle quote potranno servire a ridurre le tasse sui trasporti più “puliti”.

 

RELAZIONE ESTERNE

-       Docc. B6-0472, 0473, 0474, 0477, 0475, 0479/2007 - Risoluzione comune sul Pakistan

Il Parlamento chiede la revoca dello stato di emergenza in Pakistan e il ripristino della Costituzione. Nel condannare la repressione delle manifestazioni, sollecita la liberazione degli arrestati, la revoca degli arresti domiciliari imposti a Benazir Bhutto e delle restrizioni sui media nonché il ripristino dell'indipendenza giudiziaria. Musharaff deve rinunciare all'incarico di capo delle forze armate e garantire elezioni libere. Va anche valutato l'ampliamento degli aiuti umanitari.

-       Doc. A6-0414/2007 - Relazione sullo sviluppo della politica europea di vicinato

Il Parlamento sostiene i principali obiettivi della politica UE di vicinato (ENP) ma esprime dubbi sul suo ambito geografico. Saluta l'obiettivo di istituire una zona di libero scambio e sollecita accordi per agevolare il rilascio dei visti e la riammissione. Osserva poi che i paesi democratici chiaramente identificabili come europei possono fare domanda di adesione all'UE. Visto il suo ruolo politico e energetico in Asia centrale, andrebbero potenziate le relazioni con il Kazakistan.

-       Docc. B6-0434, 0436, 0439, 0440, 0443, 0446/2007 - Risoluzione comune sul Vertice UE-Russia

Il Parlamento sottolinea l'importanza della partnership con la Russia, ma insiste sulla necessità di rispettare i diritti umani, anche in Cecenia, e la libertà dei giornalisti affinché la cooperazione possa progredire. Chiede poi alla Russia di garantire condizioni concorrenziali eque alle imprese UE e l'agevolazione del transito frontaliero. Sollecita un dialogo USA-Russia sulla difesa, astenendosi dal prendere iniziative che potrebbero essere considerate una minaccia per la pace dell'Europa.

 

AIUTI UMANITARI

-       Doc. A6-0372/2007 - Relazione su un consenso europeo in materia di aiuto umanitario

Il Parlamento vede con favore l’adozione di una dichiarazione - “il Consenso” - sui principi, obiettivi e strategie dell'UE per l'aiuto umanitario. Elencando i principi su cui deve basarsi l’azione UE, nota che questa deve mirare all’autosviluppo e sottolinea che l’intervento militare è accettabile solo come ultima risorsa e se legittimato dall’ONU. Occorre poi garantire la prevedibilità dei finanziamenti, sviluppare una capacità di risposta rapida e sostenere le ONG.

 

CULTURA

-       Doc. A6-0390/2007 - Relazione sull'interoperabilità dei servizi di televisione digitale interattiva

L'imposizione di piattaforme digitali è essenziale per mantenere una zona pubblica comune mediatica nell’era post-analogica. E’ quanto afferma il Parlamento europeo, chiedendo la promozione dei servizi di TV digitale interattiva e il rispetto del 2012 per lo switch off. Ma occorre assicurare la neutralità tecnologica con norme aperte e costi delle licenze equi, nonché offrire più informazioni agli utenti sulle piattaforme digitali, senza indebolire i servizi audiovisivi pubblici.

 

POLITICA SOCIALE

-       Doc. A6-0400/2007 - Relazione sull'inventario della realtà sociale

Salario minimo, istruzione e formazione, reinserimento professionale, anche per gli ex detenuti, tutela di donne, anziani, bambini, disabili e transgender. Ma anche alloggi decenti e servizi sanitari garantiti. E' quanto propone il Parlamento per combattere l'esclusione sociale, chiedendo di sostenere le imprese e valutare la sostenibilità dei regimi pensionistici. Richiede più attenzione per i dipendenti dal gioco d'azzardo e gli alcolisti e un approccio più costruttivo in materia di droga.

-       Doc. A6-0335/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche trimestrali sui posti di lavoro vacanti nella Comunità

 

POLITICA REGIONALE

-       Doc. A6-0388/2007 - Relazione sull'impatto regionale dei terremoti

Il Parlamento chiede un sistema di coordinamento vincolante a livello UE in materia di prevenzione, gestione e protezione in caso di terremoti, con l’ausilio di una forza europea di protezione civile. Occorre poi modificare il Fondo UE di solidarietà per agevolare il risarcimento dei danni subiti, subordinare al rispetto delle norme antisismiche l’erogazione dei fondi strutturali e definire un'agenda europea di ricerca specifica per i terremoti.

 

PETIZIONI

-       Doc. A6-0392/2007 - Relazione sulle deliberazioni della commissione per le petizioni nel corso dell'anno parlamentare 2006

Nel 2006, il Parlamento europeo ha ricevuto 1.021 petizioni da parte di cittadini denuncianti il non rispetto della legislazione comunitaria nel loro paese o regione. E' quanto emerge dalla relazione approvata dal Parlamento che, tra le altre cose, chiede alla Commissione europea di perseguire più sistematicamente gli Stati membri che non rispettano il diritto UE e auspica una maggiore implicazione del Consiglio nei lavori della commissione per le petizioni.

 

COMMERCIO INTERNAZIONALE

-       Doc. A6-0396/2007 - Risoluzione sulle relazioni commerciali ed economiche con l'Ucraina

-       Doc. B6-0438/2007 - Risoluzione sul progetto di regolamento della Commissione che modifica il regolamento (CE) n. 809/2004 per quanto riguarda i principi contabili in base ai quali sono redatte le informazioni storiche contenute nei prospetti e sul progetto di decisione della Commissione sull'uso da parte di emittenti di titoli di paesi terzi di informazioni preparate conformemente a principi contabili riconosciuti internazionalmente

-       Doc. B6-0437/2007- Risoluzione sul progetto di regolamento della Commissione che modifica il regolamento (CE) n. 1725/2003 che adotta taluni principi contabili internazionali conformemente al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto concerne principi internazionali di informativa finanziaria (IFRS) 8 riguardanti l'informazione su alcuni segmenti operativi

-       Doc. A6-0370/2007- Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1606/2002, relativo all'applicazione di principi contabili internazionali, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

 

LIBERTÁ CIVILI

-       Doc. A6-0417/2007 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che definisce la 1-benzilpiperazina (BZP) quale nuova droga sintetica da sottoporre a misure di controllo e a sanzioni penali

-       Doc A6-0225/2007- Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2005/60/CE relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6-0289/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 562/2006 che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

 

GIURIDICA

-       Doc. A6-0374/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

 

 

PROBLEMI ECONOMICI E MONETARI

-       Doc. A6- 0425/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/71/CE, relativa al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6-0424/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6 -0423/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/6/CE, relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato), per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6-0422/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica alla direttiva 2002/87/CE, relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-        Doc. A6-0421/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2002/83/CE relativa all'assicurazione sulla vita, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6-0420/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2006/48/CE relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6-0419/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2006/49/CE relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6-0418/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/109/CE sull'armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6-0236/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 91/675/CEE del Consiglio, che istituisce un comitato europeo delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

 

VARIE

-       Dichiarazione scritta del Parlamento sulla "discriminazione e l'esclusione sociale dei bambini "dis"

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

BRUXELLES  -  MINISESSIONE  28 - 29 NOVEMBRE 2007

 

 

FUTURO DELL'EUROPA/INTEGRAZIONE EUROPEA

 

 

ZAPATERO AL PARLAMENTO: UN'EUROPA ALL'ALTEZZA DELLE SUE AMBIZIONI

 

Discussione sull'avvenire dell'Europa, con la partecipazione del Primo Ministro spagnolo, membro del Consiglio europeo

Dibattito: 28.11.2007

 

Un'Europa fondata sui valori che, anche grazie al nuovo trattato, apra e modernizzi la propria economia garantendo al contempo il benessere sociale e che sia anche protagonista sullo scenario internazionale. E' questa l'Europa di cui i cittadini e il mondo hanno bisogno secondo il Primo Ministro spagnolo. Un'Unione dotata di una politica comune dell'immigrazione, che raccolga la sfida energetica, sia leader nella lotta ai cambiamenti climatici e rappresenti un fattore di pace e di stabilità.

 

Il Presidente HANS-GERT PÖTTERING ha anzitutto ringraziato il Primo Ministro spagnolo per avere accettato l'invito a partecipare a un dibattito «di vitale importanza» per il Parlamento europeo. Ha quindi sottolineato che già altri primi ministri - tra i quali Romano Prodi - sono venuti in Aula «anche in tempi di grande incertezza sul futuro dell'Europa» ed ha ricordato che questo esercizio si concluderà con l'intervento del Primo Ministro svedese.

Il Presidente ha poi sottolineato che Zapatero era a capo del governo spagnolo quando il 77% degli spagnoli hanno approvato la Costituzione europea con un referendum. Si è quindi detto particolarmente lieto di accoglierlo, anche perché si è alla vigilia della firma del nuovo trattato di riforma che ha posto fine a una lunga crisi. La Spagna, ha quindi concluso, ha dato un importante contributo all'UE, anche prima dell'adesione del 1986, è un Paese di grandi tradizioni europeiste che ha saputo prendere iniziative ed e disposto a impegnarsi.

 

José Luis Rodríguez Zapatero ha innanzitutto voluto ringraziare il Parlamento europeo per l'invito, poiché esso, più di ogni altra istituzione, «rappresenta l'anima del nostro progetto» e «la volontà diretta dei cittadini europei». Assieme alla crescita della sua rappresentatività, inoltre, è aumentata la sua capacità prima di guida e poi di controllo sulle politiche e sulle azioni decise. Si tratta quindi della «sede ideale» in cui parlare dell'Europa che vogliamo e di cui abbiamo bisogno.

Dopo aver espresso la «profonda gratitudine» della Spagna nei confronti dell'Europa per averla accompagnata nei successi degli ultimi vent'anni, il Primo Ministro ha sottolineato che, sventata la crisi, occorre adesso cogliere la sfida di creare l'Europa di cui si ha bisogno e di cui il mondo necessita nel XXI secolo. Un'Europa fondata sui valori, il cui «codice morale» è costituito da libertà, Stato di diritto, diritti umani, tolleranza, uguaglianza tra uomini e donne e solidarietà. Un'Europa che possegga sostanza politica e che sia all'altezza delle ambizioni, capace di cogliere le sfide del nostro tempo e legittimata dai propri cittadini. E' per tale motivo che essa ha il «dovere etico» di diffondere i propri valori nel mondo.

Per il Primo Ministro è quindi necessario procedere verso un'ulteriore integrazione, unire gli sforzi e «rinnovare il nostro entusiasmo». Anche perché con l'approvazione del nuovo trattato si sta sviluppando «un nuovo modello nella storia della civiltà politica», cui il Parlamento europeo ha dato «un contributo straordinario». Presto, ha aggiunto, avremo gli strumenti del nuovo trattato, che assieme all'ampliamento dei temi sui quali si deciderà a maggioranza qualificata, permetteranno di trovare le soluzioni alle preoccupazioni dei cittadini. 

L'Europa, ha proseguito, deve diventare il punto di riferimento del progresso e del benessere: «non possiamo più rimandare l'apertura e la modernizzazione delle nostre economie» rispondendo alla globalizzazione sia dal punto di vista interno sia da quello esterno. Occorre quindi completare lo sviluppo del mercato interno dei beni, dei servizi e delle reti, nonché rafforzare le istituzioni vocate al controllo della concorrenza leale. Sul piano esterno, d'altro canto, è necessario assumere un ruolo guida nello stabilire norme eque per la globalizzazione, aumentare la trasparenza e l'apertura dei mercati, sostenendo i partner extra europei nel contesto di una concorrenza equa. Uno sforzo «speciale», ha precisato, va realizzato nel campo dell'innovazione e della ricerca.

Allo stesso tempo, ha insistito il Primo Ministro, occorre il progresso «per estendere il benessere sociale». La nostra Europa, ha spiegato, è fondata sui valori sociali, è un'Europa dei diritti sociali. «Il nostro modello economico è inconcepibile senza equità», ha aggiunto, e «l'equità non può essere raggiunta senza protezione». Pertanto, «il nostro successo dovrebbe essere misurato in base alla nostra capacità di continuare la crescita, assicurando la solidarietà e la coesione». Occorre poi promuovere un'occupazione «stabile e decente» e aiutare i lavoratori a adattarsi ai cambiamenti del sistema produttivo: «dobbiamo essere i campioni delle politiche a favore dell'inclusione sociale, delle pari opportunità, della sicurezza sul posto del lavoro e delle salvaguardie per la salute dei nostri cittadini».

Accennando allo sviluppo dell'area Schengen, il Primo Ministro ha sottolineato che il sistema di frontiere comuni dimostra la fiducia reciproca tra gli Stati membri. Ha quindi insistito sulla necessità di rafforzare la politica europea dell'immigrazione. Si tratta di riconoscere «inequivocabilmente» il potenziale positivo dell'immigrazione e di promuovere politiche a favore dell'integrazione «che rispettino i diritti e richiedano obblighi». Ma occorre anche sviluppare il dialogo e cooperare con i paesi d'origine e di transito.  Allo stesso tempo, è necessario rafforzare la solidarietà tra gli Stati membri e dotarsi di strumenti adeguati «per l'effettivo controllo delle frontiere». Va quindi rafforzata l'Agenzia europea per le frontiere, bisogna attivare la cooperazione sul campo e «neutralizzare le mafie» che approfittano della miseria della gente.

Per il Primo Ministro, l'Europa deve avere maggiori ambizioni nella cooperazione giudiziaria e di polizia, per combattere il terrorismo e la criminalità organizzata. Deve poi dare l'esempio nella lotta ai cambiamenti climatici e dotarsi di una vera politica energetica, con un mercato unico trasparente, approvvigionamenti sicuri e minori costi ambientali. Affinché tale politica sia «credibile», inoltre, bisogna promuovere un sistema di interconnessioni ben articolato.

Sullo scenario mondiale, ha proseguito Zapatero, l'Europa deve difendere i suoi valori e diventare un fattore di pace, stabilità e solidarietà: «il futuro ha bisogno più che mai dell'Europa». Dopo aver ricordato i progressi ottenuti in materia di politica estera con l'accordo sul nuovo trattato, ha sottolineato che solo la condivisione dello sviluppo e dell'equità «può garantire la sicurezza». L'Europa non può quindi isolarsi dai suoi vicini dell'Est e del Sud. Sottolineando il divario di sviluppo tra le due sponde del Mediterraneo, ha affermato la necessità di un dialogo e di un'alleanza con il mondo islamico. L'Europa deve anche offrire il suo sostegno al processo di pace in Medio Oriente, alla lotta al terrorismo e alla non proliferazione nucleare. Occorre anche sviluppare le relazioni con la Russia, l'Asia e l'America latina. Va poi rafforzato «il ruolo centrale» dell'ONU ed è «fondamentale» progredire verso una politica di difesa europea che agisca a favore della pace nel quadro di un mandato ONU.

Dopo aver illustrato le riforme realizzate in Spagna dal suo governo tenendo presente le priorità europee in campo economico, di finanze pubbliche e diritti sociali, il Primo Ministro ha concluso ribadendo che, superata la recente crisi, occorre adesso far fronte alle nuove sfide, guardando al futuro e lavorando assieme per raggiungere presto l'Europa di cui si ha bisogno e, soprattutto, di cui ha bisogno il mondo.

I deputati, in piedi, hanno tributato un lungo applauso al primo Ministro spagnolo.

 

 

 

ISTITUZIONI

 

 

Nello spazio di tempo dedicato a questioni politiche importanti, è intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, mi rivolgo anche al signor Commissario per quanto riguarda l'uso distorto dei Fondi strutturali, che purtroppo è un fenomeno che si moltiplica nell'Unione europea.

È un caso clamoroso quello che è avvenuto in Ungheria per quanto riguarda il programma LEADER. Infatti, i gruppi d'azione LEADER - i GAL - che devono unire entità locali e comuni per utilizzare e sviluppare sul territorio il programma LEADER in Ungheria sono stati organizzati soltanto con amministrazioni facenti parte di una parte politica, cioè della parte politica del governo nazionale, escludendo amministrazioni locali dei partiti non di governo.

Questo è veramente uno scandalo e credo che la Commissione europea debba intervenire nei confronti del governo ungherese, magari aprendo una procedura d'infrazione, perché non vengono utilizzati in maniera corretta i Fondi strutturali e vengono danneggiate le popolazioni locali soltanto perché c'è un'amministrazione non in sintonia con il governo."

 

 

MANDATI PARLAMENTARI DI ACHILLE OCCHETTO E BENIAMINO DONNICI

 

Il Presidente di seduta ha informato l'Aula dell'ordinanza del giudice per i provvedimenti provvisori (Tribunale di primo grado dell'UE) secondo cui il mandato di Achille Occhetto deve essere revocato a favore di Beniamino Donnici, rovesciando così la decisione assunta dal Parlamento lo scorso mese di maggio. L'ordinanza ha effetto a partire dal 15 novembre 2007. Ma il Parlamento presenterà un ricorso presso la Corte di giustizia.

 

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazionae:

-       Doc. A6-0412/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 2004/ 2003 che stabilisce le norme relative allo statuto e al finanziamento dei partiti politici a livello europeo

Il Parlamento ha approvato la modifica del regolamento sulle attività e sul finanziamento dei partiti politici a livello europeo. Frutto di un compromesso con il Consiglio, consentirà il ricorso a fondi UE per finanziare attività legate alla campagna per le elezioni europee e l'erogazione di contributi alle fondazioni politiche europee. Gli importi versati a ogni partito politico e fondazione politica a livello europeo dovranno essere pubblicati sul sito internet del Parlamento.

 

 

 

CULTURA

 

 

ADOTTATA LA NUOVA DIRETTIVA SU TV E MEDIA AUDIOVISIVI

Doc. A6-0442/2007

 

Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito: 28.11.2007 - Votazione: 29.11.2007

 

Il Parlamento ha approvato la nuova direttiva sulle attività televisive (ex direttiva TV senza frontiere) che attualizza o introduce nuove norme su interruzioni pubblicitarie, televendite sponsoring e "product placement". La pubblicità non potrà superare 12 minuti per ogni ora di trasmissione, mentre l'inserimento dei prodotti sarà in principio vietato, salvo alcune deroghe. Particolare attenzione è rivolta ai minori, ai prodotti dannosi per la salute, ai notiziari e ai programmi religiosi.

 

Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato definitivamente la direttiva relativa "ai servizi di media audiovisivi" che attualizza la direttiva "TV senza frontiere" del 1997 agli sviluppi tecnologici e della pubblicità audiovisiva. La relazione accoglie un compromesso negoziato con il Consiglio che contempla numerosi suggerimenti proposti dai deputati nel corso della prima lettura. Il provvedimento sarà applicabile entro due anni dalla sua entrata in vigore (giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE), ossia verso la fine del 2009.

 

LINK UTILI

 

Posizione comune del Consiglio:

http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/07/st10/st10076-re06.it07.pdf

 

 

 

MERCATO INTERNO E PROTEZIONE DEI CONSUMATORI

 

 

ARMI DA FUOCO: UN ARCHIVIO INFORMATICO PER IDENTIFICARNE I PROPRIETARI

Doc. A6-0270/2007

 

Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 29.11.2007 - Votazione: 29.11.2007

 

Il Parlamento ha approvato una direttiva che, nel fissare rigorose condizioni per acquistare e detenere armi da fuoco, introduce un rigido regime di marcatura delle armi e delle loro parti e un archivio informatico che permetteranno di rintracciare tutte le armi e i loro proprietari. Gli Stati membri dovranno poi vigilare attentamente sui rivenditori e sulle compravendite on line, procedere a un migliore scambio di informazioni e stabilire le sanzioni appropriate in caso di violazioni.

Sulla base di un compromesso negoziato per diciotto mesi dalla relatrice con il Consiglio, il Parlamento ha approvato - con 588 voti favorevoli, 14 contrari e 11 astensioni - una modifica della direttiva relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi. Ha infatti adottato - con 567 voti favorevoli, 12 contrari e 11 astensioni - un maxiemendamento che riprende gran parte dei suggerimenti formulati dai deputati. La direttiva dovrebbe quindi entrare in vigore nel 2008 ed essere d’applicazione partire dal 2010. Come accade attualmente, gli Stati membri potranno adottare nelle rispettive legislazioni disposizioni più rigorose di quelle previste dalla direttiva.

Scopo della modifica è di recepire nella direttiva vigente le disposizioni contenute nel protocollo dell'ONU contro la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, firmato nel dicembre del 2001. Ma un emendamento precisa che è necessario «cogliere l'opportunità» della revisione per apportare miglioramenti alla direttiva al fine di risolvere alcuni problemi e, in particolare, quelli identificati nel rapporto stilato nel 2000 dalla Commissione sull'attuazione della direttiva stessa.

Il compromesso raggiunto estende anzitutto il campo d'applicazione della direttiva anche alle parti e alle munizioni delle armi di fuoco, comprese quelle importate da paesi terzi. Sono quindi introdotte nuove definizioni per, tra l'altro, "arma da fuoco", "parti" di armi e "munizione". Notando poi il «comprovato aumento» del loro uso nell'UE, le armi “trasformate” vengono inserite nella definizione di "armi da fuoco". E’ anche modificata la definizione di "armaioli" sui quali, peraltro, vista la natura speciale della loro attività, «è necessario che gli Stati membri esercitino un rigoroso controllo», in particolare per verificarne l’integrità e le competenze professionali.

Va precisato, peraltro che la direttiva non si applica all'acquisizione e alla detenzione, conformemente alla legislazione nazionale, di armi e di munizioni da parte delle forze armate, della polizia o dei servizi pubblici, dei collezionisti e degli organismi a carattere culturale e storico in materia di armi e riconosciuti come tali dallo Stato membro nel quale sono stabiliti. Essa non si applica neppure ai trasferimenti commerciali di armi e munizioni da guerra e non pregiudica l'applicazione delle disposizioni nazionali relative al porto d'armi o relative alla regolamentazione della caccia e del tiro sportivo.

Gli Stati membri dovranno istituire, entro fine dicembre 2014, un archivio di dati «computerizzato» - centralizzato o decentrato - in cui ogni informazione necessaria relativa a ciascuna arma vi sia menzionata e sia accessibile alle autorità competenti. Tale archivio, è inoltre precisato, registra e conserva «per non meno di 20 anni» (invece dei dieci anni proposti dalla Commissione), per ciascuna arma da fuoco, il tipo, la marca, il modello, il calibro, il numero di serie, nonché i nomi e gli indirizzi del fornitore e dell'acquirente o del possessore dell'arma.

Durante tutto il loro periodo di attività, inoltre, gli armaioli sono tenuti a conservare un registro delle armi da fuoco da loro acquistate o vendute, con i dati che consentono di identificare e rintracciare tali armi (gli stessi previsti per l'archivio). Cessata l'attività, gli armaioli debbono consegnare il registro all'autorità nazionale competente.

E proprio ai fini dell'identificazione e della rintracciabilità di qualsiasi arma da fuoco assemblata, gli Stati membri dovranno esigere una marcatura unica che comprenda il nome del fabbricante, il paese o il luogo di fabbricazione, il numero di serie e l'anno di fabbricazione (se non fa parte del numero di serie). Ciò, è precisato, non pregiudica l'apposizione del marchio di fabbrica. Come richiesto dai deputati, la marcatura dovrà essere apposta su una parte essenziale o strutturale dell'arma da fuoco, la cui distruzione renderebbe l'arma inutilizzabile. Inoltre, gli Stati membri dovranno imporre la marcatura di ogni unità elementare di imballaggio di munizione complete. A tal fine, gli Stati membri potranno decidere di applicare le disposizioni stabilite dalla Convenzione sul reciproco riconoscimento delle punzonature di prova delle armi da fuoco portatili (CIP). Saranno poi tenuti a garantire che le armi o le loro parti presenti sul proprio territorio siano marcate e registrate o, in caso contrario, siano «disattivate». Dovranno, infine, assicurare che tutte le armi possano essere collegate ai loro attuali proprietari.

Al fine di agevolare la tracciabilità delle armi da fuoco, delle loro parti e delle munizioni, e combattere efficacemente contro il loro traffico e la loro produzione illegale, dovrà essere migliorato anche lo scambio di informazioni tra gli Stati membri. A tal fine, la Commissione dovrà istituire, al più tardi entro un anno dall'entrata in vigore della direttiva, un gruppo di contatto per lo scambio di informazioni.

Gli Stati membri potranno consentire l'acquisizione e la detenzione di armi da fuoco «solo alle persone in possesso della licenza o del permesso corrispondente ai sensi della legislazione nazionale». Come richiesto dai deputati è specificato che queste persone devono avere «un motivo valido». Devono inoltre aver compiuto 18 anni d'età, salvo per la pratica della caccia e del tiro al bersaglio, ma purché abbiano il permesso dei genitori o siano accompagnate da un genitore o da un adulto titolare di porto d'armi. Queste persone, poi, non possono «costituire un pericolo per se stesse, per l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza». La condanna «per un reato volontario grave», è precisato, considerata indicativa di un tale pericolo.

Come richiesto dai deputati, gli Stati membri dovranno assicurare che l'acquisizione di armi da fuoco, di loro parti e munizioni per il tramite di «tecniche di comunicazione a distanza» (in pratica via Internet), salvo che per gli armaioli, sia soggetta, se autorizzata, «a rigorosi controlli». D'altra parte, gli Stati membri potranno vietare a persone residenti nel loro territorio la detenzione di un'arma acquisita in un altro Stato membro «soltanto se vietano l'acquisizione della stessa arma nel proprio territorio».

I cacciatori e i tiratori sportivi, come suggerito dai deputati, potranno detenere senza autorizzazione preventiva una o più armi da fuoco durante un viaggio effettuato attraverso due o più Stati membri per praticare le loro attività. A condizione, però, che siano in possesso della "carta europea d'arma da fuoco" su cui figura l'indicazione di detta o dette armi e possano dimostrare i motivi del loro viaggio presentando, per esempio, un invito o un’altra prova della loro attività di caccia o di tiro sportivo nello Stato membro di destinazione. Quest’ultimo, è anche precisato, non può subordinare l'accettazione di una "carta europea d'arma da fuoco" al pagamento di tasse o diritti. Tale carta, cui è conferita maggiore importanza, dovrà avere un periodo di validità di massimo 5 anni, estendibili, e dovrà essere sempre in possesso di una persona che usa un'arma da fuoco.

Gli Stati membri dovranno stabilire le sanzioni da infliggere in caso di infrazione delle disposizioni nazionali adottate in attuazione della direttiva e adottare ogni misura necessaria per assicurarne l'esecuzione. Le sanzioni previste dovranno essere «effettive, proporzionate e dissuasive».

Infine, la Commissione dovrà presentare una relazione sull'applicazione della direttiva entro cinque anni dalla sua trasposizione nel diritto nazionale e, entro due anni dalla sua entrata in vigore, uno studio sulla commercializzazione di repliche di armi, per determinare se è opportuno includerle nel campo d'applicazione del provvedimento. Uno studio dovrà poi valutare l’opportunità di semplificare la classificazione delle armi riducendo da quattro a due le categorie previste: proibite e soggette a autorizzazione.

 

Nel dibattito è intervenuto, a nome del Gruppo PPE-DE, GUIDO PODESTA' (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la relatrice, la signora Kallenbach, e i relatori ombra degli altri gruppi, per aver voluto garantire la propria costante disponibilità a confrontarsi, al fine di arrivare a un compromesso innovativo, ma devo dire anche equilibrato.

La proposta di modifica della direttiva è finalizzata a recepire il protocollo ONU per la lotta contro il crimine organizzato riguardo all'acquisto e al commercio legale di armi destinate al solo uso civile. La direttiva tratta tematiche che toccano la sensibilità di tutti, quali la sicurezza dei cittadini, ma anche tradizioni sportive e consuetudini di vita per milioni di europei che praticano la caccia.

Anche attraverso confronti serrati con il Consiglio si è giunti a un testo che trova il giusto compromesso tra il desiderio di poter disporre di una normativa armonizzata e il rispetto delle specificità culturali di ogni paese, in sintonia con il principio di sussidiarietà.

Per il primo aspetto vorrei sottolineare il sistema di marcatura delle armi e delle loro parti essenziali, anche al fine di assicurare una possibile tracciabilità, l'obbligo di mantenere i dati non meno di 20 anni, una più rigorosa vigilanza sulle compravendite on line e quanto sappiamo del rischio che queste comportano, la limitazione dell'uso delle armi a minori e a persone che possano essere considerate pericolose per la sicurezza pubblica e l'introduzione di principi generali di neutralizzazione delle armi.

Per il secondo aspetto ricordo il mantenimento dell'attuale classificazione fino a quattro categorie, nel rispetto delle già citate specificità culturali e di costume, prevedendo una nuova valutazione di vantaggi e svantaggi derivanti da un'eventuale riduzione a due sole categorie, da farsi entro il 2012.

La scarsa disponibilità del Consiglio ha impedito però di avere il passaporto quale unico documento necessario per il trasporto delle armi e credo che questa sia un'occasione mancata."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-       Doc. A6-0430/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 80/181/CEE del Consiglio sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri riguardo alle unità di misura

-       Doc. A6-0431/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che abroga la direttiva 84/539/CEE del Consiglio, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli apparecchi elettrici utilizzati in medicina umana e veterinaria

 

 

 

CONTROLLO DEI BILANCI

 

 

RELAZIONE 2006 DELLA CORTE DEI CONTI

 

-       Illustrazione della relazione annuale della Corte dei conti - 2006 - Hubert Weber, Presidente della Corte dei conti, illustra la relazione annuale dell'istituzione

-       Docc.: A6-0439, 0438, 0437, 0436, 0435, 0434, 0433/2007 - Relazioni sulla nomina di un membro della Corte dei conti (David Bostock, Michel Cretin, Maarten B. Engwirda, Henri Grethen, Harald Noack, Ioannis Sarmas e Hubert Weber)

Procedura: Consultazione legislativa - Dibattito: 29.11.2007 -  Votazione: 29.11.2007

 

Il Presidente della Corte dei conti ha presentato al Parlamento la relazione annuale, avviando la procedura per il discarico del bilancio 2006. La relazione individua alcuni miglioramenti, in particolare nella spesa agricola, sebbene permangano errori per quanto riguarda la legittimità e regolarità della maggior parte delle spese dell'UE, dovuti a carenze dei sistemi di controllo interno sia presso la Commissione che negli Stati membri. L'Aula ha anche approvato la nomina di sette giudici.

 

Dalla relazione della Corte dei conti emerge che la Commissione «ha compiuto sforzi notevoli per ovviare alle carenze nella gestione dei rischi per i fondi comunitari». Alcuni cambiamenti stanno già sortendo un effetto positivo, come la notevole riduzione del livello totale di errore stimato dalla Corte per le operazioni agricole, che resta tuttavia leggermente al di sopra della soglia di rilevanza. Per la tredicesima volta consecutiva, la Corte non rende una dichiarazione positiva di affidabilità dei conti.

Nel 2006 i pagamenti eseguiti dall'UE sono ammontati complessivamente a 106,6 miliardi di euro. L'Italia ha ottenuto 10,804 miliardi di euro (10,8% del totale), di cui 5,486 per l'agricoltura, 4,531 per le azioni strutturali, 758,8 milioni per le politiche interne, 25,6 milioni per le azioni esterne e 3 milioni nell'ambito della strategia di preadesione. La Corte esprime nuovamente un giudizio senza riserva per le operazioni riguardanti le entrate dell'UE, gli impegni, le spese amministrative e la strategia di preadesione, ad eccezione di Sapard. Inoltre, i pagamenti per le azioni esterne gestiti direttamente dalle delegazioni della Commissione hanno mostrato solo un modesto livello di errori.

La Corte, tuttavia, formula nuovamente un giudizio negativo sulla legittimità e regolarità della maggior parte dei settori di spesa dell'UE: l'agricoltura, principalmente per le componenti non soggette al sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC), le politiche strutturali, le politiche interne ed una quota significativa delle azioni esterne. In tali settori, si riscontra ancora un significativo livello di errori nei pagamenti ai beneficiari finali, sia pur a livelli diversi. Inoltre, la Corte è del parere che, nel complesso, le operazioni su cui sono basati i conti dei Fondi europei di sviluppo siano legittime e regolari, eccetto che per i pagamenti autorizzati dalle delegazioni della Commissione negli Stati beneficiari.

 

 

Nel dibattito è intervenuto FRANCESCO MUSOTTO (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto rilevare l'estrema positività e il prezioso lavoro svolto dalla Corte dei conti e sottolineare soprattutto i dati che abbiamo ricevuto per quanto riguarda la relazione annuale del 2006.

Riscontriamo un miglioramento nell'impiego dei fondi comunitari. Infatti, quest'anno la Corte ha espresso un giudizio positivo su come è stato speso il 40% dei finanziamenti, rispetto al 30% dell'anno scorso. Quindi siamo certi che, lontani da una piena utilizzazione dei fondi, il dato positivo è che ogni anno si riscontra un progresso in avanti. Anni fa la Corte addirittura dava il nullaosta soltanto al 6% della spesa totale.

È interessante quindi notare che la maggior parte delle difficoltà riscontrate sono costituite essenzialmente da irregolarità piuttosto che da frodi. Le tipologie di errori più frequenti sono documenti mancanti, criteri di eleggibilità non rispettati, dichiarazioni imprecise e mancato rispetto delle procedure. Si tratta chiaramente di difficoltà nell'adempimento degli obblighi burocratici.

Il nuovo regolamento finanziario costituisce un passo avanti verso la semplificazione e la trasparenza della governance. Di particolare importanza è la pubblicazione obbligatoria per i fondi amministrati direttamente dalle autorità nazionali e regionali, che costituiscono circa l'80% del budget comunitario.

Molto resta da fare al fine di snellire la burocrazia, al fine di ridurre la complessità delle norme previste per l'erogazione dei fondi. Questo permetterebbe di ridurre notevolmente le irregolarità, soprattutto da parte di piccoli beneficiari, i quali molto spesso non dispongono di strutture adeguate allo svolgimento delle pratiche necessarie.

Infine, un punto cruciale del sistema di controllo finanziario europeo rimane la materia dei recuperi. Per agevolare l'attività di recupero è necessario rendere disponibili informazioni e dati più dettagliati per la Corte dei conti, per il Parlamento e per la Commissione, e anche introdurre strumenti legislativi più vincolanti, come i sistemi di garanzie e fideiussioni.

In conclusione ritengo che, nonostante i risultati forniti dalla relazione annuale della Corte dei conti segnalino qualche miglioramento, rimangano aperte importanti sfide in tema di semplificazione delle procedure e di maggiore cooperazione da parte degli Stati nella fase di controllo."

 

 

 

 

 

 

 

 

IMMUNITÁ E STATUTO DEI DEPUTATI

 

 

IMMUNITÀ DI RENATO BRUNETTA

Doc. A6-0449/2007

 

Decisione del Parlamento europeo sulla richiesta di difesa dei privilegi e dell'immunità di Renato Brunetta

Procedura: Immunità - Votazione: 29.11.2007

 

Il Parlamento ha deciso di difendere l'immunità di Renato Brunetta nell'ambito di un procedimento per diffamazione avviato dalla Hera S.p.A. per quanto asserito nell'introduzione al libro "Il capitalismo in Rosso - Indagini Coop dei valori alle speculazioni". Per i deputati, nel descrivere e criticare le deviazioni del sistema delle cooperative, egli stava assolvendo al suo dovere di spiegare agli elettori la sua opinione in merito a una questione di interesse pubblico.

 

Approvando la relazione, il Parlamento ha deciso di difendere i privilegi e l’immunità di Renato Brunetta (PPE/DE, IT) nella causa intentata per diffamazione dalla società di holding italiana Hera S.p.A. presso il Tribunale civile di Milano. Quest'ultima è una società di holding italiana - a capitale misto pubblico-privato - operante nel settore dei servizi pubblici nella regione dell'Emilia-Romagna, il cui 59% è detenuto da un gruppo di municipalità locali e il restante 41% appartiene a un gruppo di fondazioni bancarie (pubbliche) e di cooperative.

Hera S.p.A ha chiamato in giudizio Renato Brunetta ed altri convenuti per quanto pubblicato nel libro facente parte della collana "I documenti di Panorama" dal titolo "Il capitalismo in rosso - Indagine sulle Coop dai valori alle speculazioni". Tale libro - pubblicato da Mondadori congiuntamente con FREE (Foundation for Research on European Economy) e allegato in supplemento al settimanale Panorama n. 7 del 10.2.2006 - è stato ritenuto presumibilmente diffamatorio nei confronti di Hera, che ha chiesto al Tribunale di condannare i convenuti, in solido, al risarcimento di tutti i danni materiali e morali subìti, da liquidarsi nella misura di € 550 000, oltre a interessi e rivalutazione.

I deputati hanno deciso di difendere l'immunità del collega, poiché ritengono che egli abbia «semplicemente commentato fatti di dominio pubblico che rivestivano una dimensione politica europea in quanto erano direttamente collegati all'offerta pubblica di acquisto di Unipol per il controllo della Banca Nazionale del Lavoro (BNL) e la Commissione europea stava effettuando i controlli previsti dal diritto comunitario in ordine alla legalità dell'offerta pubblica di acquisto».

La relatrice sottolinea inoltre che, in veste di deputato del Parlamento europeo e professore ordinario di economia, Brunetta «si è limitato a sottolineare il fallimento del mercato risultante dai legami esistenti tra società pubbliche e private, cooperative e partiti politici che creano, de facto, un monopolio e possono pertanto mettere a repentaglio il funzionamento del mercato interno per quanto riguarda la protezione dei consumatori e la concorrenza leale». Il caso di Hera S.p.A., è spiegato, «non era che un esempio paradigmatico del modo in cui tale paradosso economico esiste e funziona».

Definire tale situazione un "mostro economico" «non è affatto diffamatorio» per i deputati, dato che la parola "mostro" proviene dall'espressione latina "monstrum" che significa semplicemente "straordinario", "qualcosa contro natura". Il messaggio che si voleva trasmettere ai lettori, è precisato, «non era altro che la descrizione, da un punto di vista puramente economico, delle anomalie esistenti nel mercato italiano che, a quanto pare, impediscono all'Italia di conseguire pienamente gli obiettivi del mercato interno».

Quindi, nel descrivere e criticare le deviazioni del sistema delle cooperative, «egli stava assolvendo al suo dovere di deputato di spiegare agli elettori la sua opinione in merito a una questione di interesse pubblico». La relatrice conclude affermando che «cercare di impedire ai membri del Parlamento di esprimere le loro opinioni su questioni di legittimo interesse pubblico ricorrendo in giudizio è inaccettabile in una società democratica e viola palesemente ..... [il] Protocollo inteso a difendere la libertà di espressione dei deputati nell'esercizio delle loro funzioni nell'interesse del Parlamento come istituzione».

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

TRASPORTI E TURISMO

-       Doc. A6-0432/2007 - Relazione su una nuova politica comunitaria per il turismo

Procedure di visto più semplici e un marchio CE di qualità dei servizi alberghieri. E' quanto propone il Parlamento per promuovere il turismo in Europa, chiedendo di favorire un assetto territoriale che prevenga il turismo di massa. Occorre poi fissare nuove norme a tutela dei viaggiatori e un codice deontologico per le imprese, valorizzare il turismo termale e il patrimonio culturale e favorire il turismo dei disabili e degli anziani. E sviluppare i trasporti verso le zone insulari e montuose.

-       Doc. A6-0350/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 881/2004 che istituisce un'Agenzia ferroviaria europea

-       Doc. A6-0346/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie

 

POLITICA DELL'OCCUPAZIONE

-       Doc. A6-0446/2007 - Relazione sui principi comuni di flessicurezza

Il Parlamento riconosce l’esigenza di una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, compatibilmente con un rinnovato modello sociale europeo. Proponendo principi comuni di flessicurezza, insiste sulla garanzia della parità di genere e chiede di dare priorità a istruzione e formazione e promuovere i contratti a tempo indeterminato. Occorre poi sostenere le contrattazioni collettive e giungere a nuovi accordi sull'orario di lavoro. Va limitato il ricorso ai pensionamenti anticipati.

 

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

-       Doc. A6-0444/2007 - Relazione sulla proposta di decisione quadro del Consiglio sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale

Nuovamente consultato sulla proposta di decisione riguardo alla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, il Parlamento auspica che non siano indebolite le norme nazionali esistenti in materia. Precisa inoltre che il rispetto della libertà di religione non deve ostacolare l'efficacia del provvedimento. Chiede poi che, in ambito professionale, sia considerata circostanza aggravante anche la perpetrazione di un reato «da parte di chi ricopre una carica».

-       Doc. A6-0428/2007 - Risoluzione sulla proposta di decisione quadro del Consiglio sull'ordinanza cautelare europea nel corso delle indagini preliminari tra gli Stati membri dell'Unione europea

 

 

 

 

DIRITTI FONDAMENTALI

-       Doc. A6-0445/2007 - Relazione sull'approvazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea da parte del Parlamento europeo

Il Parlamento approva la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione e dà mandato al suo Presidente di proclamarla solennemente, prima della firma del trattato di riforma, congiuntamente al Presidente del Consiglio europeo e al Presidente della Commissione. Tale cerimonia dovrebbe aver luogo il 12 dicembre, a Strasburgo.

 

SVILUPPO E COOPERAZIONE

-       Doc. A6-0432/2007 - Relazione su dare slancio all'agricoltura africana - Proposta per lo sviluppo agricolo e la sicurezza alimentare in Africa

I programmi di aiuto alimentare non devono impedire lo sviluppo della produzione locale, né favorire la dipendenza, la distorsione dei mercati locali, la corruzione e l'utilizzazione di alimenti nocivi per la salute, come gli OGM. E' quanto afferma il Parlamento, chiedendo di finanziare le infrastrutture di base in Africa. L'UE deve poi incoraggiare le importazioni agricole, eliminare gli aiuti all'esportazione e trasferire il know how. I paesi africani devono però procedere a riforme agrarie. 

 

COMMERCIO INTERNAZIONALE

-       Doc. A6-0409/2007 - Risoluzione sul commercio e il cambiamento climatico

-       Doc. A6-0452/2007 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 29 novembre 2007 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla concessione di un'assistenza macrofinanziaria al Libano

 

DIRITTI UMANI

-       Docc. B6-0481, 0482, 0485, 0487, 0492, 0493/2007 - Risoluzione sulla situazione in Georgia

-       Doc. B6-0484 - Risoluzione sulla proclamazione di un consenso europeo in materia di aiuto umanitario

 

AMBIENTE, SICUREZZA ALIMENTARE, SANITÁ PUBBLICA

-       Doc. A6-0342/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 396/2005 concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6-0299/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003 relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

-       Doc. A6-0277/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2001/83/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione

 

GIURIDICA

-       Doc. A6-0450/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I)

-       Doc. A6-0451/2007 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia relativo al trattamento delle questioni pregiudiziali concernenti lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia

 

 

 

AFFARI COSTITUZIONALI

-       Doc. A6-0465/2007 - Risoluzione sul progetto di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee

 

INDUSTRIA, RICERCA

-       Doc. A6-0429/2007 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra la Comunità europea e la Repubblica araba di Egitto

-       Doc. A6-0440/2007 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2003/54/CE per quanto riguarda l'applicazione di talune disposizioni all'Estonia

 

 


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Fondo di adeguamento alla globalizzazione (http://consilium.europa.eu)

POLITICA SOCIALE

·         Flessicurezza (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/ecofin/96635.pdf)

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         Televisione senza frontiere (http://consilium.europa.eu)

MERCATO INTERNO

·         Servizi di pagamento (http://consilium.europa.eu)

·         Consolidamento della stabilità finanziaria (http://consilium.europa.eu)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Ampliamento dello spazio Schengen (http://consilium.europa.eu)

VARIE

·         e-Justice (http://consilium.europa.eu)

·         Accordo sul nuovo Trattato di Lisbona (http://consilium.europa.eu)

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

POLITICA SOCIALE

·         10 anni della Strategia europea per l'occupazione (http://ec.europa.eu/employment_social/employmen

t_strategy/develop_en.htm)

·         Trasferibilità dei diritti alla pensione complementare (COM 2007/603)

·         Lotta contro l'esclusione sociale (COM 2007/620)

·         Risultati sulla consultazione pubblica sulla normativa del lavoro (http://ec.europa.eu/employment_so

cial/news/2007/oct/labour_law_en.pdf)

·         Lavoro sommerso (COM 2007/628)

AMBIENTE

·         Nuova iniziativa per PMI più ecologiche (http://ec.europa.eu/environment/sme/index_it.htm)

POLITICA REGIONALE

·         Prima valutazione sui quadri di riferimento strategici (http://ec.europa.eu)

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Accise sui tabacchi manufatti (COM 2007/587)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         "Superare la stigmatizzazione del fallimento aziendale - Per una politica della seconda possibilità" (COM 2007/584)

·         "Incoraggiare l'innovazione nel settore dei servizi" (http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/iteml

ongdetail.cfm?item_id=1038)

·         Agenda per un turismo europeo competitivo e sostenibile (COM 2007/621)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         "Insieme per la sanità: un approccio strategico per l'UE 2008/2013" (COM 2007/630)

·         Programma d'azione comunitario nel campo della sanità pubblica (2008-2013) (http://ec.europa.eu/

health/ph_overview/strategy/health_strategy_en.htm)

TRASPORTI

·         Piano d'azione sulla logistica (http://ec.europa.eu/transport/logistics/index_en.htm)

VARIE

·         Una politica di comunicazione europea (http://ec.europa.eu)

·         Programma di lavoro 2008 (http://ec.europa.eu/atwork/programmes/docs/clwp2008_en.pdf)


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

 

·        "La Corte respinge il ricorso proposto dalla Polonia contro l'estensione del meccanismo di introduzione graduale dei pagamenti diretti agli agricoltori dei nuovi Stati membri"

Sentenza della Corte nella Causa C-273/04

 

La decisione impugnata costituisce un adattamento necessario dell'Atto di decisione in seguito alla riforma della politica agricola comune e non viola i principi di parità di trattamento e di buona fede.

 

·        "La Comunità europea è competente ad obbligare gli Stati membri a prevedere sanzioni penali comuni al fine di lottare contro l'inquinamento provocato dalle navi"

Sentenza della Corte nella Causa C-440/05

 

La Corte di giustizia annulla la decisione quadro del Consiglio intesa a rafforzare la cornice penale per la repressione dell'inquinamento provocato dalle navi a causa della sua adozione al di fuori dell'ambito normativo comunitario"

 

·        "Il Tribunale di primo grado annulla le ammende inflitte dalla Commissione alle imprese produttrici di tondi per cemento armato"

Sentenza del Tribunale di primo grado nella Cause riunite T-27/03, T-80/03, T-46/03, T-58/03, T-79/03, T-97/03 e T-98/03 nonché nelle Cause riunite T-45/03, T-77/03 e T-94/03

 

Dopo la scadenza dela Trattato CECA la Commissione non è più competente ad adottare una decisione fondata esclusivamente su una disposizione di tale Trattato.

 

·        "Il Tribunale annulla la decisione della Commissione sull'incompatibilità degli «adeguamenti a posteriori» di quote di emissioni di gas a effetto serra previsti in Germania"

Sentenza del Tribunale di primo grado nella Causa T-374/04

 

La Commissione non ha dimostrato che i successivi adeguamenti verso il basso previsti nel piano nazionale di assegnazione tedesco violino i criteri stabiliti dalla direttiva introducendo un sistema di scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra nella Comunità.

 

·        "Il Tribunale annulla la decisione della Commissione che rifiuta la divulgazione dei nominativi di tutti i partecipanti ad una riunione svoltasi nell'ambito di un procedimento per inadempimento"

Sentenza del Tribunale di primo grado nella Causa T-194/04

 

Il diritto di accesso ai documenti contenenti dati personali deve essere garantito se la comunicazione di tali dati non pregiudica la tutela della vita privata e dell'integrità della persona interessata.

 

·        "Il Tribunale annulla parzialmente il regolamento della Commissione diretto a rafforzare i criteri per l'acquisto del mais in regime di intervento"

Sentenza del Tribunale di primo grado nella Causa T-310/06

 

Non avendo tempestivamente comunicato ai produttori interessati la prevista introduzione di un nuovo criterio relativo al peso specifico del mais, la Commissione ha violato il legittimo affidamento di tali agricoltori.

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm

 


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·        Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Strumento di Assistenza Preadesione (Ipa) Quadro Finanziario Indicativo Pluriennale 2009-2011 COM(2007) 689 definitivo

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·        Direttiva 2007/63/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 novembre 2007 che modifica le direttive 78/855/CEE e 82/891/CEE del Consiglio per quanto riguarda lobbligo di far elaborare ad un esperto indipendente una relazione in occasione di una fusione o di una scissione di società per azioni (GUUE L 3000/2007)

 

POLITICA SOCIALE

·        Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo che presenta l'accordo quadro europeo sulle molestie e la violenza sul luogo di lavoro COM(2007) 686 definitivo

 

AGRICOLTURA

·        Regolamento (CE) N. 1300/2007 della Commissione del 6 novembre 2007 recante modifica del regolamento (CE) n. 1622/2000 che fissa talune modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario delle pratiche e dei trattamenti enologici (GUUE L 289/2007)

·        Decisione della Commissione del 6 novembre 2007 che fissa, per la campagna 2007/2008, le dotazioni finanziarie indicative assegnate agli Stati membri, per un determinato numero di ettari, ai fini della ristrutturazione e della riconversione dei vigneti ai sensi del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio [notificata con il numero C(2007) 5293] (GUUE L 289/2007)

 

AMBIENTE

·        Direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007 relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni (Testo rilevante ai fini del SEE) (GUUE L 288/2007)

 

POLITICA REGIONALE

·        Relazione della Commissione 18a relazione annuale sull'esecuzione dei Fondi strutturali (2006) {SEC(2007) 1456} COM(2007) 676 definitivo

·        Relazione della Commissione - Relazione annuale sul Fondo di Coesione (2006) COM(2007) 678 definitivo

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·        Regolamento (CE) n. 1376/2007 della Commissione del 23 novembre 2007 recante modifica dell’allegato I del regolamento (CE) n. 304/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’esportazione ed importazione di prodotti chimici pericolosi (Testo rilevante ai fini del SEE) (GUUE L 307/2007)

 

VARIE

·        Decisione della Commissione dell'8 novembre 2007 recante modifica della decisione 2007/102/CE che adotta il programma di lavoro per il 2007 per l’attuazione del programma d’azione comunitario nel campo della sanità pubblica (2003-2008), compreso il programma di lavoro annuale in materia di sovvenzioni (Testo rilevante ai fini del SEE) (2007/741/CE) (GUUE L 300/2007)

·        Decisione n. 1350/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007 che istituisce un secondo programma d’azione comunitaria in materia di salute (2008-2013) (Testo rilevante ai fini del SEE) (GUUE L 301/2007)

 


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.europa.eu

sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl

 

AUDIOVISIVI

MEDIA 2007 INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE TELEVISIVA DI OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE IN GUUE C 265/15 DEL 07/11/2007.

CODICE: EACEA 19/07

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_265/c_

SCADENZA: 22/2/2008

 

RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DELL'AUTORITÀ EUROPEA DI VIGILANZA GNSS NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI LAVORO «COOPERAZIONE» DEL 7° PROGRAMMA QUADRO, IN GUUE C 272/21 DEL 15/11/2007.

CODICE: FP7-GALILEO-2007-GSA-1

http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite

SCADENZA: 29/2/2008

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI LAVORO "CAPACITÀ" DEL 7° PROGRAMMA QUADRO CE DI AZIONI COMUNITARIE DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE IN GUUE C 245/20 DEL 19/10/2007

CODICE: FP7-COH-2007-2-2-OMC-NET

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_245/c_

6/3/2008

 

PAESI TERZI - EUROPEAID

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI VICINATO ROMANIA - SERBIA 2006 - PRIORITÀ 1 SVILUPPO LOCALE ECONOMICO E SOCIALE - PRIORITÀ 2 AZIONI PEOPLE TO PEOPLE.

CODICE: EuropeAid/126219/D/ACT/Multi

http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl

SCADENZA: 23/1/2008

 

CIPRO INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER MIGLIORARE L'IGIENE E LA PRODUZIONE DEI PRODOTTI CASEARI IN FATTORIE OVINE E CAPRINE.

CODICE: EuropeAid/126260/C/ACT/CY

http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl

SCADENZA: 28/1/2008

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

 

Azienda bosniaca specializzata nella produzione di mobili imbottiti cerca agenti, distributori e rappresentanti in Italia. BA 636

 

Azienda danese sta cercando industrie italiane che producono pitture, vernici per metalli e legno per instaurare collaborazioni economiche. DK 626

 

Azienda danese specializzata nella produzione di componenti, stampi e macchinari per l’iniezione della plastica sta cercando distributori in tutta Europa. DK 631

 

Azienda inglese che commercializza prodotti tessili (vestiti per signore e bambini) sta cercando intermediari commerciali per i propri prodotti in tutta Europa. UK 630

 

Azienda polacca sta cercando distributori/venditori di macchine usate per la produzione di vassoi di cartone. PL 637

 

Azienda svedese specializzata nei settori tessile, abbigliamento e arredamento da interno sta cercando di stipulare sub-contratti in Europa. SE 618

 

Azienda francese specializzata nel campo delle traduzioni in varie lingue sta cercando cooperazioni tecniche e sub-contratti con altre aziende europee. FR 617

 

Azienda bulgara produttrice di bottoni per indumenti e per incisioni laser sta cercando importatori e distributori di questi prodotti in tutta Europa. BG 620

 

Azienda greca importatrice di prodotti per bambini sta cercando aziende italiane produttrici di prodotti per bambini. GR 621

 

Azienda slovena sta cercando contatti commerciali in Veneto con grossisti distributori per prodotti cosmetici e profumi delle marche più famose. SI 632

 

Azienda cipriota sta cercando aziende italiane specializzate nella produzione di accessori per alberghi per importare questi prodotti a Cipro. CY 622

 

Azienda tedesca specializzata nella produzione di essenze naturali e spezie sta cercando distributori in Italia per vendere i propri prodotti. DE 638

 

Azienda israeliana specializzata nei servizi connessi agli impianti elettrici di alto livello tecnologico sta cercando di stipulare contratti di joint venture e offre attività di sviluppo e ricerca in tutta Europa. IL 633

 

Azienda spagnola specializzata nella pubblicazione di libri per bambini sta cercando distributori per i propri prodotti in tutta Europa. SP 635

 

 

Per ulteriori informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it

 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana FORZA ITALIA - P

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: 0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -  http://europa.eu.int/comm

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it

 

·         Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int

 

·         Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int

 

·         Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int

 

·         Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int

 

·         Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S (Bandi): http://ted.publications.eu.int

 

·         Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67  1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 4140 - http://www.epp-eu.org/

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org