GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana del POPOLO DELLA LIBERTÁ
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI
LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
29 Maggio 2008
n° 160
Lettera informativa della
Delegazione del POPOLO DELLA LIBERTÁ
del Gruppo PPE/DE
____________________________________________________________________________
GRUPPO
PPE/DE - Delegazione Italiana del POPOLO DELLA LIBERTÁ
Ufficio
di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commercio
- Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni
ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI
E’ ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.
BREVI
DALL'EUROPA
ECVET: SISTEMA EUROPEO
DI CREDITI PER L'ISTRUZIONE
Questa nuova iniziativa si basa
sul successo ottenuto dal sistema europeo di trasferimento e di accumulo di
crediti (ECTS), in vigore, su base volontaristica, nell’insegnamento superiore.
Introdotto nel 1989, questo sistema ha permesso di ottenere più trasparenza e
ha facilitato il riconoscimento dei periodi di studi effettuati all’estero.
Realizzato in modo volontario, dispone ormai di una base legale quasi ovunque e
si applica generalmente ai programmi di tipo licenza e master, secondo l’ultima
indagine Eurydice, la rete di informazioni sull’istruzione. Il sistema ECVET
sarà totalmente compatibile con il sistema ECTS e segue la stessa logica:
facilitare la mobilità dei cittadini europei nell’insegnamento e la formazione
professionale. In Europa, i sistemi d’istruzione sono molto frammentati e spesso
complessi, e l’insegnamento e la formazione professionale non fanno eccezione
alla norma, spiega
UE-CINA: CONTROLLI SUI
PRODOTTI PERICOLOSI
Nel 2007 il numero di prodotti
pericolosi ritirati dal mercato nell'Unione europea è aumentato del 53%
rispetto al 2006: più di milleseicento prodotti sono stati segnalati alle
autorità di controllo europee, e circa metà provenienti dalla Cina.
L'intensificazione dei controlli ha dato risultati importanti per la sicurezza
dei consumatori, come mostrano i dati contenuti nella relazione appena
pubblicata sul "sistema RAPEX", lo strumento europeo di allerta sulla
sicurezza dei prodotti:
http://ec.europa.eu/consumers/safety/rapex/index_en.htm
La commissaria europea per i
consumatori Meglena Kuneva, presentando i risultati dell'attività di
rafforzamento sui controlli, ha affermato: "L’estate dei richiami (legata
alla crisi dei giocattoli cinesi a metà 2007, ndr) ha dato il via a un inverno
di valutazioni che ha preparato la strada per una primavera e un'estate
all'insegna del cambiamento. L’odierna relazione su RAPEX indica che un numero
sempre crescente di prodotti viene individuato e distrutto prima che possano
nuocere ai consumatori dell’UE. Le autorità pubbliche si stanno dimostrando
chiaramente all’altezza delle loro responsabilità in materia di protezione dei
consumatori. Lo scopo è assicurare che i cittadini dell'UE possano fare tranquillamente
i loro acquisti senza doversi arrovellare la testa per capire se un prodotto è
pericoloso o no."
Il numero di notifiche RAPEX è
aumentato significativamente, passando dai 468 del 2004, quando entrò in vigore
la nuova normativa in materia di sicurezza dei prodotti, ai 1605 del 2007. Il
risultato si deve a una più efficace attuazione della normativa sulla sicurezza
dei prodotti da parte delle autorità nazionali, a una maggiore consapevolezza
tra le aziende dei loro obblighi, e a una più stretta cooperazione con i paesi
extraeuropei (tra cui
UE-IMPRESE: REGISTRAZIONE
DELLE SOSTANZE CHIMICHE (1/12/2008
Circa
30.000 sostanze chimiche attualmente utilizzate (ad esempio degli acidi, dei
metalli, dei solventi, dei tensioattivi e degli adesivi) dovranno essere
oggetto di una registrazione preliminare presso l'agenzia europea dei prodotti
chimici (ECHA) tra
Decine
di migliaia di fabbricanti o di importatori di sostanze chimiche dovranno
procedere alla registrazione preliminare delle loro sostanze nel 2008 se
vogliono proseguire la produzione o l'importazione senza interruzione. Secondo
le stime, più di 180.000 dossier di registrazione preliminare saranno
introdotti. Il processo di registrazione preliminare permetterà alle imprese di
condividere i loro dati sui prodotti chimici ed apre la via ad una migliore
conoscenza di queste sostanze. Si tratta di una condizione chiave del
rafforzamento della sicurezza nei prossimi anni.
In un
comunicato, Geert Dancet, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dei prodotti
chimici, sottolinea che "il conto alla rovescia verso la registrazione
preliminare delle sostanze chimiche è cominciato". E afferma che l'ECHA ha
fatto il massimo sforzo per mettere a disposizione operatori delle linee
direttive e degli strumenti facili da comprendere. Il suo sito web in molte
lingue ed i servizi d'assistenza REACH aiuteranno le imprese in occasione della
registrazione preliminare in linea.
Questo
richiamo della Commissione e dell‘ECHA alle imprese è motivato dal timore che
alcune fra esse non siano ancora coscienti dei loro obblighi, sia perché non
conoscono il campo d'applicazione o le disposizioni specifiche della
regolamentazione, sia perché credono che REACH non le riguardi, soprattutto
quando non appartengono al settore chimico.
LOTTA EUROPEA CONTRO
LA CONTRAFFAZIONE
Sono due
gli effetti negativi della contraffazione che l'Unione europea decide di
combattere in prima linea: i pericoli sulla salute e la sicurezza, e i danni
inflitti alle imprese e ai consumatori che producono secondo le regole. Il
Commissario responsabile per la corretta applicazione delle regole del mercato
interno ha annunciato questa settimana che è in preparazione un piano d'azione
per contrastere un fenomeno sempre più in aumento.
Nel 2005
le dogane europee hanno sequestrato 75 milioni di oggetti contraffatti, e nel
2007 il numero era praticamente raddoppiato, avvicinando i 130 milioni. E si
tratta solo degli oggetti sequestrati: il numero reale di prodotti immessi sul
mercato illegale è sconosciuto, ma certamente enorme. Circa l'80% dei prodotti
sequestrati in Europa è "Made in China".
Sono
molti gli aspetti della questione. La pirateria, ad esempio, è un fenomeno che
ha perso qualsiasi aspetto romantico. Artisti, musicisti e interpreti sono i
più danneggiati da questo tipo di attività illegale, ma è ormai appurato che in
molti casi il danno della contraffazione va oltre l'aspetto economico e incide
direttamente sulla sicurezza dei cittadini. Ad esempio nel caso di parti e
accessori nell'industria aeronautica o delle automobili, di componenti
elettrici, prodotti chimici o farmaceutici falsificati, ma anche del cibo e
delle bevande.
La
protezione dei diritti (d'autore o sui prodotti industriali) è anche una parte
essenziale di un'economia efficiente e competitiva. Innovazione, qualità,
design e marchi sono considerati ormai unanimemente l'unica via a disposizione
dell'industria europea per reggere la concorrenza internazionale, e se non
vengono difese perdono tutta la loro efficacia. Purtroppo, rubare questi
elementi è oggi più redditizio che rubare i prodotti stessi. Si tratta di un
crimine organizzato su vasta scala come qualsiasi altro, e quindi deve essere
combattuto come tutti gli altri. Esso mina non solo le entrate dirette delle
imprese, ma anche la fiducia dei consumatori e la loro capacità d'innovazione.
Risale
al 2004 una direttiva che per la prima volta ha introdotto strumenti a
disposizione soprattutto delle autorità doganali dei diversi Paesi europei.
Essa prevede sanzioni e rimedi comuni per i delitti di pirateria e
contraffazione, ma queste misure sono di ordine semplicemente civile e
amministrativo e non penale. Una proposta per introdurre sanzioni penali sul
mancato rispetto della proprietà intellettuale è all'esame del Consiglio dei
Ministri europeo.
Ma la
sua applicazione è ancora limitata sia in termini di scambio di dati, sia di
risorse. La cooperazione tra gli organi preposti di ciascuna nazione, poi, è
ancora insufficiente. Autorità doganali, polizia, ispettorati e uffici brevetti
devono agire insieme non solo dentro le frontiere del loro paese ma, in
presenza come siamo oggi di un mercato ormai aperto a livello europeo, anche
insieme ai loro omologhi degli altri Stati.
Il
processo in corso per arrivare al "brevetto europeo" e unificare la
legislazione sui brevetti è una delle strade che l'UE sta percorrendo per
lottare contro
PAESI IN VIA DI
SVILUPPO: RELAZIONE SULLA CRESCITA
I paesi in via di
sviluppo possono raggiungere un livello di crescita sostenibile ed equo se
riescono a trarre pienamente profitto dall’economia mondiale e se hanno dei
dirigenti impegnati. Ciò fa parte delle conclusioni della "relazione sulla
crescita", pubblicata dalla Commissione sulla “crescita e lo
sviluppo" creata sotto gli auspici della Banca mondiale. Il premio Nobel
per l’Economia Michael Spence, in qualità di Presidente di questa commissione e
Danuta Hübner, che ha anche partecipato ai lavori, hanno presentato di recente
la relazione a Bruxelles. Il documento analizza 13 economie a crescita elevata
dalla seconda guerra mondiale e spiega quali sono gli elementi che possono
spiegare il loro successo.
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
BRUXELLES -
MINISESSIONE 07 - 08 MAGGIO 2008
ISTITUZIONI
CICLONE
NARGIS, SOLIDARIETÀ AL POPOLO BIRMANO
Dando inizio ai lavori, il Presidente ha espresso la solidarietà al popolo
birmano colpito dal ciclone che ha causato migliaia di morti e di senzatetto e
danni materiali ingentissimi. Per Pöttering, la giunta militare birmana non è
riuscita ad affrontare la situazione, né con misure preventive né, in seguito
all'uragano, per aiutare la popolazione. Ha quindi auspicato che il governo
agevoli la distribuzione di aiuti umanitari e ha chiesto la liberazione del
Premio Sacharov Aung San Suu Kyi.
Siamo tutti coscienti delle terribili conseguenze del ciclone che ha
colpito
Sottolineando che si tratta di un «disastro senza
precedenti» per il paese, il Presidente ha dichiarato che la giunta militare
che lo guida non ha affrontato la situazione in modo appropriato: «non ha né
previsto misure preventive né assistito a sufficienza la popolazione». Inoltre,
ha deciso di indire comunque il referendum costituzionale il 10 maggio,
dimostrando così «una mancanza di legittimità».
Ha tuttavia giudicato positivamente la decisione
della giunta di non opporsi all'aiuto umanitario internazionale ed ha ricordato
che l'Unione europea ha già sbloccato un aiuto d'urgenza. Il Presidente ha poi
sottolineato che, nel corso della prossima sessione,
Dopo aver espresso la solidarietà del Parlamento
europeo al popolo birmano, il Presidente ha concluso sollecitando la
liberazione del Premio Sacharov Aung San Suu Kyi di modo ché possa lavorare per
la libertà e la democrazia del suo popolo.
DIRITTI UMANI
DIRITTI UMANI: IL 2010 SIA L'ANNO EUROPEO
DELLA NONVIOLENZA
Doc. A6-0153/2008
Relazione sulla relazione annuale sui diritti umani nel mondo nel 2007 e
sulla politica dell'Unione europea in materia
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 7.5.2008 -
Votazione: 8.5.2008
Rafforzare la politica estera, sostenere i tribunali internazionali e
creare una rete di democrazie su scala mondiale. E' quanto chiede il Parlamento
per promuovere la difesa non violenta dei diritti umani nel mondo. Occorre
attuare la moratoria sulla pena di morte e combattere la discriminazione
razziale, religiosa, di genere (mutilazioni genitali) e sull'orientamento
sessuale. Il 2010 andrebbe proclamato "Anno europeo della
nonviolenza". Cina, Iran e Russia sono severamente criticati.
Approvando con 533 voti
favorevoli, 63 contrari e 41 astensioni la relazione, il Parlamento europeo
riafferma anzitutto che i diritti dell'uomo sono diritti universali e
indivisibili, «il cui concreto ed effettivo rispetto è garanzia indispensabile
per l'attuazione e il rispetto della legalità e dell'ordinamento
internazionale, per la promozione della pace, della libertà, della giustizia e
della democrazia».
Il Parlamento deplora quindi
che l'UE «sia ancora lontana dal realizzare una politica coerente e di grande
impatto in materia di affermazione e promozione dei diritti dell'uomo nel
mondo». Ritiene inoltre che, «per compiere un salto di qualità», sia necessario
rafforzare la politica estera e di
sicurezza comune (PESC), «spesso ostacolata dal prevalere degli interessi
nazionali degli Stati membri». Occorre inoltre assicurare che
I deputati ritengono inoltre
che uno dei principali obiettivi politici dell'UE per assicurare l’effettivo
rispetto dei diritti umani deve essere il sostegno ai tribunali internazionali.
Chiedono quindi di continuare a promuovere la ratifica dello Statuto di Roma e
l’adozione della necessaria legislazione attuativa nazionale sul Tribunale penale internazionale. A tale
riguardo esortano gli 87 paesi che non vi hanno ancora provveduto a ratificare
quanto prima lo Statuto (tra questi figurano: Arabia Saudita, Cina, Corea,
Emirati Arabi, India, Iran, Iraq, Israele, Monaco, Pakistan, Repubblica ceca,
Russia, Tailandia, Turchia e USA). Più in generale, sollecitano la piena
collaborazione ai meccanismi internazionali di giustizia penale, in particolare
consegnando i latitanti alla giustizia, e il loro rafforzamento.
Il Parlamento ritiene peraltro
che le istituzioni internazionali, l'UE e tutti gli Stati membri abbiano il
dovere di agire per la rimozione degli ostacoli al pieno godimento in tutto il
mondo del diritto alla democrazia, «un diritto umano universale storicamente
acquisito e riconosciuto». Chiede quindi di creare un'autentica rete di
democrazie su scala mondiale trasformando e rafforzando le organizzazioni
esistenti.
Per i deputati, d'altronde,
«la difesa non violenta dei diritti umani» è lo strumento più adeguato «per il
pieno godimento, l'affermazione, la promozione e il rispetto dei diritti
dell'uomo fondamentali». E' pertanto necessario che la sua diffusione divenga
obiettivo prioritario per l’Unione europea. Propongono poi che nel 2009 sia
convocata una Conferenza europea sulla nonviolenza e che l'anno 2010 sia
dichiarato "anno europeo della nonviolenza", chiedendo agli Stati
membri di adoperarsi, sotto l'egida delle Nazioni Unite, affinché si proclami
il "decennio della nonviolenza 2010-2020".
Il Parlamento rileva che l’UNHRC «ha le potenzialità per
diventare un prezioso quadro di riferimento per le iniziative multilaterali
dell’Unione europea nel campo dei diritti umani». Insistendo inoltre sulla
trasparenza del processo di rinnovo dei titolari di mandato e sulla necessità
di adoperarsi per la nomina di candidati indipendenti, invita l'UE a premere
per la definizione di criteri per l’elezione a membro dell’UNHCR. L'UE dovrebbe
poi impegnarsi con i governi democratici ad avviare una cooperazione in seno
all’UNHRC al fine di garantire il successo di iniziative mirate, poiché solo
con l'azione concertata di un’alleanza interregionale di Stati democratici gli
sforzi nel campo dei diritti umani possono risultare efficaci nelle sedi ONU.
Il Parlamento si compiace della risoluzione 62/149 adottata dall’Assemblea generale delle
Nazioni Unite il 18 dicembre 2007, che chiede una moratoria universale sulla pena di morte. Esorta pertanto il
Consiglio ad aggiornare gli orientamenti sulla pena di morte al fine di
sostenere tutte le attività volte alla piena applicazione della risoluzione
ONU. Inoltre, esprimendo apprezzamento per l'abolizione della pena di morte in
taluni paesi, si dice preoccupato per la possibilità che la pena capitale possa
essere ripristinata in Guatemala. Pur plaudendo alla decisione della Cina di
far riesaminare dalla Corte suprema tutte le condanne alla pena capitale, i
deputati sottolineano che
I deputati reiterano poi il
loro appello affinché tutte le discussioni con i paesi terzi in materia di
diritti umani e democrazia affrontino in modo esplicito i temi relativi alla
discriminazione, tra cui le questioni riguardanti le minoranze etniche,
nazionali e linguistiche, la libertà
religiosa, «comprese l’intolleranza nei confronti di qualunque religione e
le pratiche discriminatorie ai danni delle minoranze religiose». Sollecitano
inoltre l'UE a svolgere un ruolo di primo piano in occasione della Conferenza
di aggiornamento di Durban nel promuovere un testo equilibrato che punti alla lotta al razzismo «anziché a
delegittimare Stati democratici e attizzare l’odio», come avvenuto nel 2001. Chiedono anche di
rafforzare la cooperazione tra il Consiglio d’Europa e l’UE nel campo della
difesa dei diritti delle minoranze e
delle lingue regionali e minoritarie ed esortano lo sviluppo di una strategia
europea quadro per i Rom.
I deputati condannano «senza
riserve» tutte le forme di sfruttamento
di minori, che si tratti di forme di sfruttamento sessuale, compresa la
pornografia infantile e il turismo pedofilo, o di lavoro forzato, oltre a tutte
le forme di tratta di esseri umani. Invitano poi
Il Parlamento insiste inoltre
affinché la questione dei diritti delle donne sia affrontata esplicitamente
nell'ambito di tutti i dialoghi sui diritti umani, e in particolare la
questione della lotta e dell'eliminazione di tutte le forme di discriminazione
e di violenza contro le donne e le ragazze. Fra queste cita «l’aborto selettivo
dei feti femminili» e tutte le «pratiche tradizionali nocive», ad esempio la mutilazione genitale femminile o il
matrimonio in età precoce o forzato, tutte le forme di tratta di esseri umani,
la violenza domestica e l'uccisione di donne, lo sfruttamento sul lavoro e lo
sfruttamento economico. Insiste inoltre affinché sia respinta la posizione
degli Stati che invocano costumi, tradizioni o considerazioni religiose di
qualsiasi tipo «per evitare di assolvere l’obbligo di eliminare tali pratiche
brutali» e ogni altra pratica che possa mettere in pericolo le donne. Chiede
inoltre all'UE di utilizzare la clausola sui diritti umani per fare della lotta
a tutte le forme di mutilazione genitale femminile «una questione prioritaria
nelle relazioni con i paesi terzi».
I deputati sollecitano poi
iniziative UE a livello internazionale volte a combattere le persecuzioni e le discriminazioni basate sull'orientamento
sessuale e l'identità di genere. Ad esempio, occorre promuovere una
risoluzione ONU su tale questione e appoggiare le ONG e gli attori che
promuovono l'uguaglianza e la non discriminazione. In proposito, il Parlamento
condanna il fatto che molti paesi abbiano criminalizzato il comportamento
omosessuale.
Ricorda inoltre che l'Iran,
l'Arabia Saudita, lo Yemen, il Sudan,
Il Parlamento chiede al
Consiglio di adoperarsi al massimo per attuare il diritto fondamentale alla
salute per quanto riguarda il trattamento del dolore e l'accesso agli analgesici oppiacei. In proposito rileva che
l'Organo internazionale per il controllo degli stupefacenti ha chiesto alla
comunità internazionale di promuovere la prescrizione di analgesici sotto il
rigoroso controllo di supervisori riconosciuti, dato che in oltre 150 paesi si
denunciano gravi carenze nelle cure. Chiede poi a Commissione e Consiglio di
verificare che i finanziamenti forniti per la lotta contro le droghe illegali ad agenzie internazionali «non
siano mai utilizzati, direttamente o indirettamente, per sostenere apparati di
sicurezza di paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti dell'uomo
o che applicano la pena di morte per reati connessi alle droghe».
Il Parlamento chiede
un'attuazione più trasparente e sistematica degli orientamenti dell'Unione
europea sui difensori dei diritti umani,
ritenendo che un approccio coerente dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento
delle capacità tra gli attivisti. Sollecita inoltre a promuovere
attivamente presso i difensori dei diritti umani la diffusione di informazioni
sulle teorie e pratiche di azione non violenta e ad occuparsi con urgenza della
questione dei visti d'emergenza per i difensori dei diritti umani. In
proposito, rileva l'assenza di iniziative comuni dell'UE in difesa degli
attivisti di taluni paesi che sembra riflettere una mancanza di consenso tra
gli Stati membri laddove questi ultimi «danno la priorità a interessi diversi
in materia di politica estera» e, di conseguenza, «rendono impossibile
un'azione collettiva».
Nonostante le significative
riforme economiche, i deputati rilevano che in Cina permangono «violazioni sistematiche» dei diritti umani e
politici. Tra questi citano l'incarcerazione per motivi politici, gli attacchi
e le intimidazioni ai danni di avvocati, difensori dei diritti umani e
giornalisti, la mancanza di una magistratura indipendente, il lavoro forzato,
la soppressione della libertà di espressione e di religione e dei diritti delle
minoranze religiose ed etniche, le detenzioni arbitrarie, il sistema dei campi
del Laogai e il presunto espianto coatto di organi. Esprimono poi preoccupazione
per le liste di proscrizione di giornalisti e attivisti per i diritti umani,
del Dalai Lama e dei suoi seguaci e di quanti praticano il Falun Gong.
Il Parlamento sottolinea
quindi la necessità di una «radicale intensificazione del dialogo» tra l’Unione
europea e
Per quanto riguarda l'Iran, i deputati osservano con grande
preoccupazione che nel 2007 le autorità «hanno intensificato le azioni
vessatorie» ai danni di militanti ed avvocati indipendenti impegnati nella
difesa dei diritti umani, «nel tentativo di impedire loro di rendere pubblici e
perseguire le violazioni di tali diritti». Si rammaricano inoltre per la
chiusura delle ONG che promuovono la partecipazione della società civile,
incluse quelle che prestano assistenza legale e sociale alle donne vittime di
violenze. Invitano poi le autorità iraniane a riprendere il dialogo con l'UE
sui diritti umani e a rafforzare, in modo pacifico e non violento, gli attuali
processi volti a favorire le riforme democratiche, istituzionali e
costituzionali, garantendo la sostenibilità di tali riforme. Condannano
peraltro la nuova campagna di moralizzazione che ha portato all'arresto di
migliaia di uomini e donne e denunciano il crescente ricorso del regime
iraniano alle esecuzioni capitali.
I deputati deplorano che l'UE
abbia ottenuto finora «scarsi risultati» nel favorire cambiamenti politici in Russia, in particolare per quanto
riguarda «questioni delicate» quali la situazione in Cecenia e in altre
repubbliche caucasiche, l'impunità e l'indipendenza della magistratura, il
trattamento dei difensori dei diritti umani e dei prigionieri politici,
l'indipendenza di mezzi di informazione e la libertà di espressione, il
trattamento delle minoranze etniche e religiose, il rispetto dello Stato di
diritto e le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale. Deplorano in
particolare «le perduranti persecuzioni» di giornalisti, difensori dei diritti
umani, prigionieri politici e ONG, ad esempio le recenti aggressioni ai danni
della Novaya Gazeta e della Fondazione per la promozione della tolleranza di
Nizhny Novgorod, e il rifiuto di somministrare cure mediche salvavita a Vasily
Alexanyan, ex vicepresidente della Yukos. Si rammaricano poi per
l'indisponibilità della Russia a invitare osservatori internazionali in numero
adeguato e con sufficiente anticipo per permettere loro di monitorare
correttamente le elezioni.
Il Parlamento prende atto del
deterioramento della situazione dei diritti umani in Pakistan durante tutto il
Il Parlamento deplora anche le perduranti violazioni dei diritti umani e della democrazia
da parte della giunta militare in Birmania
e appoggia l'impegno dell'UE per un autentico "dialogo tripartito" a
favore della riconciliazione nazionale e all'istituzione di un governo
legittimo, democratico e civile che rispetti i diritti umani. Compiacendosi
delle misure restrittive decise dal Consiglio, deplora tuttavia l'esclusione da
tali misure di settori cruciali quali l'energia e la mancata previsione di
sanzioni finanziarie e bancarie contro il regime militare. Condanna poi «la
risposta brutale» delle autorità birmane alle dimostrazioni dei monaci buddisti
e deplora i continui arresti e provvedimenti di carcerazione a carico di
attivisti democratici e giornalisti. D'altra parte, esprime apprezzamento per
la nomina di Piero Fassino a Inviato speciale dell'Unione europea per
I deputati chiedono alla Presidenza
del Consiglio di intervenire in merito all'inerzia dell'Unione europea nel Darfur. Plaudendo all'operazione ibrida dell'Unione africana/Nazioni Unite
nel Darfur (UNAMID), insistono sul fatto che i mandati di arresto emessi dal
Tribunale Penale Internazionale in relazione al Darfur «devono essere eseguiti
quanto prima possibile». Esprimono poi preoccupazione «per gli evidenti brogli»
verificatisi nelle elezioni presidenziali del dicembre
Approvando un emendamento
proposto dal PPE/DE, l'Aula respinge con fermezza «la violenza sistematica e le
ricorrenti vessazioni» di cui sono vittime le “Damas de Blanco” nel momento in
cui manifestano pacificamente e chiedono il rilascio dei propri familiari
incarcerati a Cuba ormai da più di
cinque anni. Riafferma inoltre la determinazione del Parlamento ad accogliere
nelle prossime settimane le "Damas de Blanco” in uno dei luoghi di lavoro
del Parlamento europeo affinché venga loro consegnato ufficialmente il premio
Sacharov 2005. I deputati invitano poi il Presidente a domandare nuovamente
alle autorità cubane che a Oswaldo Payá, insignito del premio Sacharov nel
2002, sia concesso di rispondere all’invito rivoltogli dalle istituzioni
europee di illustrare dinanzi ad esse di persona l’attuale situazione politica
a Cuba.
Per quanto riguarda gli interventi del Parlamento
europeo nei casi relativi ai diritti umani, i deputati si rammaricano profondamente per il rifiuto opposto dalle autorità birmane
e cubane alla richiesta del Parlamento di autorizzare l'invio di una
delegazione in visita ai precedenti vincitori del Premio Sacharov. Ritiengono che il Parlamento dovrebbe facilitare
la creazione di una rete dei vincitori del Premio Sacharov mediante lo
svolgimento di riunioni periodiche presso il Parlamento. Si compiacciono
inoltre della presentazione pubblica della relazione per il 2007 effettuata dal
Consiglio e dalla Commissione in occasione della plenaria di dicembre 2007,
contestualmente all'assegnazione da parte del Parlamento del premio annuale
Sacharov per la libertà di pensiero al sudanese Salih Mahmoud Mohamed Osman.
Affermano quindi di avere ora instaurato una prassi regolare che fa della
sessione di dicembre un riferimento annuale per le attività dell'UE in materia
di diritti umani.
Infine, il Parlamento
riconosce il lavoro svolto dalla sua commissione temporanea sul presunto
utilizzo da parte della CIA di paesi
europei per il trasporto e la detenzione illegali di persone nonché la
relazione di tale commissione. In proposito chiede all'Unione europea e agli
Stati membri «di collaborare a tutti i livelli per svelare e denunciare ora e
in futuro la pratica delle consegne straordinarie».
UNA STRATEGIA UE PER PROMUOVERE LA
DEMOCRAZIA NEL MONDO
Doc. A6-0138/2008
Relazione sulle missioni di osservazione elettorale dell'UE: obiettivi,
prassi e sfide future
Procedura: Inizitiva - Dibattito: 7.5.2008 -
Votazione: 8.5.2008
L’UE ha svolto 50 missioni di osservazione elettorale in 32 paesi negli
ultimi 8 anni, ma non ha una strategia globale a favore della democrazia. E’
quanto afferma il Parlamento sollecitando un «Consenso europeo per la
democrazia» e misure post-elettorali adeguatamente finanziate. Occorre poi
cooperare con le organizzazioni locali, coordinare meglio l’azione UE,
promuovere l’attuazione delle raccomandazioni delle missioni elettorali e
sostenere i parlamenti neoeletti.
Approvando con 605 voti favorevoli, 11 contrari e
16 astensioni la relazione, il Parlamento sottolinea anzitutto che, dall’aprile
2000, più di 50 missioni di osservazione elettorale dell'UE sono state
effettuate in 32 paesi dell'Africa, dell'Asia e dell'America latina e che,
attraverso lo strumento finanziario per la promozione della democrazia e dei
diritti umani nel mondo (EIDHR), più di 30 milioni di euro
vengono messi a disposizione ogni anno per tali missioni.
L'osservazione elettorale internazionale, ricordano
poi i deputati, «mira a rafforzare la legittimità del processo elettorale, ad
accrescere la fiducia del pubblico nelle elezioni, a scoraggiare ed
eventualmente a denunciare le frodi elettorali». Questa attività è inoltre
volta a fornire analisi e relazioni e a formulare raccomandazioni per il
miglioramento di tutti gli aspetti del processo elettorale, in piena
collaborazione con il paese ospite, per la risoluzione di possibili conflitti e
per la protezione dei diritti umani e della democrazia in generale.
I deputati confermano quindi la determinazione del
Parlamento europeo a contribuire al rafforzamento dei processi democratici
accrescendo il suo coinvolgimento nell'osservazione elettorale. Anche perché lo
svolgimento di elezioni, pur non essendo l'unico indicatore di democrazia, ha
comunque un effetto positivo sul processo di democratizzazione in termini di
miglioramento delle libertà civili. A condizione, però «che vengano assicurati
il pluralismo politico, la libertà di riunione e associazione, la libertà di
espressione, la parità di accesso ai media, elezioni segrete e rispetto dei
diritti umani».
Tuttavia, il Parlamento deplora che l'UE «sia
ancora priva di una strategia comune e globale per la promozione della democrazia».
Esorta quindi tutte le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a continuare
negli sforzi volti a rendere possibile l'adozione di tale strategia e, in
proposito, li sollecita a instaurare un Consenso
europeo sulla democrazia. Anche perché deplora che in alcuni casi si sia
avuta una grave mancanza di coesione tra le istituzioni dell'UE.
I deputati ritengono inoltre che l'osservazione
elettorale rappresenti solo un primo passo verso la democrazia e che debba
quindi essere integrata da altre
attività adeguatamente finanziate e da misure post-elettorali per la
promozione della democrazia. Si tratta, in particolare, di sviluppare le
capacità a livello di parlamenti nazionali, partiti politici, amministrazione
pubblica, attori non statali e società civile, nonché di promuovere i diritti
umani e il buon governo. Chiedono pertanto il mantenimento del massimale di
bilancio del 25% dell'EIDHR e di riservare una parte di tale finanziamento ad
attività preparatorie pre-elettorali, tra cui la formazione di osservatori
locali, l'educazione degli elettori e «altre attività che sono essenziali per
l'organizzazione a lungo termine di elezioni libere ed eque».
Per motivi di metodologia, identità e visibilità,
le missioni di osservazione elettorale dell’UE «devono continuare ad operare
indipendentemente da altri osservatori internazionali e nazionali». Tuttavia i
deputati ritengono che ciò non precluda «una cooperazione regolare e stretta
con altre organizzazioni di osservatori
in loco». Nel sottolineare poi che i successi ottenuti hanno fatto dell'UE
«l'organizzazione guida» nel settore dell'osservazione elettorale
internazionale, rilevano l'importanza che gli osservatori UE «si astengano da
comportamenti che potrebbero essere percepiti dalle popolazioni locali come condiscendenti,
altezzosi o irrispettosi della cultura locale».
Sottolineando poi che nei paesi del sud del Mediterraneo è stato effettuato «un numero ben
inferiore di missioni di osservazione elettorale», il Parlamento invita
Il Parlamento suggerisce che la messa in atto delle raccomandazioni formulate dalle
missioni di osservazione elettorale dell'UE sia seguita da vicino. Condanna
peraltro l’atteggiamento lassista riscontrato in passato nei confronti di paesi
severamente criticati dalle missioni. Chiede pertanto al Consiglio e ai governi
degli Stati membri di includere i risultati e le raccomandazioni delle missioni
di osservazione elettorale dell'UE nei loro dialoghi politici con i paesi
interessati, nonché nelle loro iniziative, dichiarazioni, risoluzioni, prese di
posizione e ulteriori azioni. Invita poi
I deputati chiedono poi l'avvio di un dialogo
politico nei casi in cui le raccomandazioni delle missioni di osservazione
elettorale dell'UE non sono poste in atto. Suggeriscono peraltro l'attuazione
di una strategia specifica di sostegno
ai parlamenti neoeletti in modo democratico e, in tale ambito, auspicano
che il Parlamento europeo sia presente in occasione dell'apertura di un nuovo
parlamento la cui elezione è stata sottoposta a osservazione e che la
cooperazione con esso sia rafforzata. Il Parlamento europeo, infine, dovrebbe
anche assistere i parlamenti neoeletti nello svolgimento del loro lavoro, con
particolare riferimento ai paesi in via di sviluppo.
AFFARI COSTITUZIONALI
UN REGISTRO E UN CODICE DI CONDOTTA PER I
LOBBISTI
Doc. A6-0105/2008
Relazione sull'elaborazione di un quadro per le attività dei rappresentanti
di interessi (lobbisti) presso le istituzioni europee
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 8.5.2008 -
Votazione: 8.5.200
Sono circa 15.000 i lobbisti che, a Bruxelles, cercano di influenzare le
decisioni delle istituzioni UE. Il Parlamento rileva che questi svolgono un
ruolo essenziale per la democrazia ma, per garantire decisioni indipendenti,
occorre un registro obbligatorio valido per tutte le istituzioni e consultabile
su Internet che preveda un codice etico e sanzioni in caso di scorrettezze. Va
inoltre garantita la divulgazione delle informative finanziarie da parte dei lobbisti
iscritti nel registro.
Si calcola che a Bruxelles vi siano circa 15.000
lobbisti (di cui 5.000 operano presso il Parlamento europeo) e 2.500 gruppi di
pressione. Approvando con 547 voti favorevoli, 24 contrari e 59 astensioni la
relazione, i deputati sottolineano peraltro che i lobbisti hanno «aumentato
notevolmente» le loro attività di pari passo con l'espansione delle competenze
del Parlamento. Con il trattato di Lisbona, inoltre, queste competenze si
amplieranno ulteriormente alla quasi totalità della legislazione «richiamando
quindi l'attenzione di un numero ancora maggiore di gruppi d'interesse».
D'altro canto, il Parlamento riconosce che i rappresentanti di interessi
«svolgono un ruolo essenziale nel
dialogo aperto e pluralistico su cui si basa ogni sistema democratico» e
rappresentano «un'importante fonte d'informazione» per i deputati
nell'esercizio del loro mandato.
Chi sono i lobbisti?
Il lobbismo, spiega il Parlamento, comprende
«attività svolte al fine di influenzare l'elaborazione delle politiche e il
processo decisionale delle istituzioni europee», questa attività «è intesa a
esercitare un'influenza non solo sulle decisioni politiche e legislative, ma
anche sull'attribuzione dei fondi comunitari e sul controllo e l'applicazione
della legislazione».
In proposito, sottolinea che tutti i soggetti esterni alle istituzioni dell'UE corrispondenti a
tale definizione che le influenzano regolarmente «dovrebbero essere considerati
lobbisti e trattati nello stesso modo»: i lobbisti professionisti, i lobbisti
aziendali "interni", le ONG, i centri di studi e le associazioni di
categoria, i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro, le
organizzazioni aventi scopo di lucro e le organizzazioni non-profit nonché gli
studi legali, «qualora il loro scopo sia di influenzare gli orientamenti
politici anziché fornire assistenza legale e patrocinio in giudizio o prestare
assistenza legale». Con 177 voti favorevoli, 316 contrari e 122 astensioni,
l'Aula ha respinto un emendamento dell'ALDE che chiedeva di aggiungere a questo
elenco le chiese e le organizzazioni filosofiche e non confessionali. Le
regioni e i comuni degli Stati membri, come pure i partiti politici a livello
nazionale ed europeo, d'altra parte, «non rientrano nell'ambito di queste norme
quando operano conformemente al ruolo previsto dai trattati ed eseguono compiti
loro attribuiti dagli stessi».
Un Parlamento "aperto" ma indipendente
Il Parlamento riconosce l'influenza esercitata dai
gruppi d'interesse sul processo decisionale dell'UE e ritiene pertanto
essenziale che i deputati conoscano l'identità delle organizzazioni
rappresentate. D'altro canto, sottolinea che un accesso «trasparente e
paritario» a tutte le istituzioni europee «rappresenta una condizione sine qua non per la legittimità dell'Unione
e per la fiducia da parte di cittadini». Ritiene tuttavia che i deputati
europei «devono essere ritenuti in grado di operare scelte politiche
indipendenti rispetto ai lobbisti» e che sia loro «specifica responsabilità ...
assicurarsi di essere informati in modo equilibrato». Il Parlamento deve
infatti decidere in «assoluta
indipendenza» in quale misura tenere conto delle opinioni provenienti dalla
società civile.
I deputati ritengono inoltre opportuno permettere a
un relatore di utilizzare una "impronta
legislativa", vale a dire di allegare un elenco indicativo dei
lobbisti consultati che hanno fornito un contributo significativo nella fase di
preparazione della propria relazione, a maggior ragione se si tratta di una
relazione legislativa. Reputano peraltro altrettanto importante che
Verso un registro comune dei lobbisti
I deputati ricordano anzitutto che il Parlamento
dispone, sin dal 1996, di un proprio registro dei lobbisti, nonché di un codice
di condotta che impone ai rappresentati di interessi di operare «nel rispetto
di rigorosi criteri etici». Pertanto, approvano «in linea di principio» la
proposta della Commissione concernente uno "sportello
unico" dove i lobbisti possano registrarsi presso
Il Parlamento propone quindi di istituire in tempi
brevi un gruppo di lavoro congiunto delle tre istituzioni allo scopo di
esaminare, entro la fine del 2008, le implicazioni di un registro comune per
tutti i lobbisti. Sottolinea peraltro la necessità di un registro «di agevole
consultazione e facilmente accessibile
su internet» al pubblico che comprenda i nomi dei gruppi di interessi e i
nominativi dei lobbisti stessi. Per limitare il numero degli accessi,
suggerisce di adottare un sistema in base al quale i gruppi d'interesse debbono
registrarsi un'unica volta presso tutte le istituzioni, lasciando a ciascuna di
esse il compito di decidere se accordare l'accesso ai propri locali.
I deputati prendono atto della decisione della
Commissione di introdurre inizialmente un registro volontario e di valutare il
sistema dopo un anno, ma temono che un sistema di questo genere «permetterà ai
lobbisti meno responsabili di evitare di rispettare le regole». D'altro canto,
in caso di mancata elaborazione di un registro comune, è sollecitato il riconoscimento reciproco dei rispettivi
registri da parte del Consiglio, della Commissione e del Parlamento. I
rispettivi registri in linea, inoltre, dovrebbero essere collegati fra loro per
consentire un raffronto delle iscrizioni dei gruppi d'interesse.
... e un codice di condotta
Vista la continua evoluzione delle pratiche di
lobbismo, «le regole che disciplinano queste ultime debbono essere
sufficientemente flessibili per adattarsi rapidamente ai cambiamenti». Nel
prendere atto del progetto di codice di
condotta per i rappresentanti di interessi elaborato dalla Commissione, il
Parlamento la invita a negoziare l'introduzione di regole comuni. Sottolinea
inoltre la necessità di infliggere sanzioni ai lobbisti che violano il codice
di condotta che, come previsto dal proprio, potrebbero comprendere la sospensione
dal registro e, in casi più gravi, l'esclusione dallo stesso, ossia il divieto
di accesso ai locali delle istituzioni.
Il Parlamento accoglie positivamente la decisione
della Commissione di chiedere la divulgazione
delle informative finanziarie da parte dei lobbisti iscritti nel registro.
Così, le società di consulenza e gli studi legali dovrebbero fornire
informazioni circa il fatturato realizzato grazie alla rappresentanza di
interessi presso le istituzioni europee, oltre al peso relativo dei loro principali
clienti. Le associazioni di categoria dovrebbero divulgare una stima dei costi
associati all'attività diretta presso le istituzioni UE. Mentre le ONG e i
centri studi dovrebbero render conto del loro bilancio complessivo e della
ripartizione delle principali fonti di finanziamento. Chiede infine al gruppo
di lavoro di proporre anche criteri specifici, ad esempio un'indicazione delle
spese sostenute per la rappresentanza di interessi entro parametri
significativi (senza necessità di precisare gli importi esatti).
In merito al testo della
relazione è intervenuto MARIO MAURO
(PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di un emendamento soppressivo delle
seguenti parole "quando operano conformemente al ruolo previsto dai
trattati ed eseguono compiti loro attribuiti dagli stessi". È in relazione
al fatto che le regioni e gli enti locali, diversamente dai lobbisti privati,
rappresentano interessi generali, sarebbe quindi riduttivo assimilare regioni
ed enti locali ai lobbisti privati. Infatti, molte regioni ed enti locali
europei possono, secondo i loro statuti, intervenire in modo più ampio di
quanto prevedono i trattati per difendere il territorio comunitario, sul
territorio comunitario, gli interessi pubblici in questione. Chiedevo quindi di
sopprimere le ultime parole dell'emendamento."
L'Assemblea ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
-
Doc.
A6-0108/2008 - Decisione sulla modifica
dell'articolo 81 del regolamento del Parlamento europeo sulle misure di
attuazione
-
Doc.
A6-0107/2008 - Decisione
sulla conclusione di un accordo interistituzionale fra il Parlamento europeo e
la Commissione relativo alle modalità di applicazione della decisione
1999/468/CE del Consiglio, recante modalità per l'esercizio delle competenze di
esecuzione conferite alla Commissione, quale modificata dalla decisione
2006/512/CE
SPORT
NORME UE PER TUTELARE LO SPORT DALLE NUOVE
MINACCE
Doc. A6-0149/2008
Relazione sul Libro bianco sullo sport
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 8.5.2008 - Votazione:
8.5.2008
Lo sport è importante nelle società europee, specie per l’inclusione
sociale. Ma è insidiato da pressioni commerciali, doping, partite truccate,
frodi nelle scommesse, sfruttamento dei minori e violenza. E’ quanto sostiene
il Parlamento sollecitando misure per garantire la trasparenza finanziaria e il
controllo dei costi dei club, nonché il sostegno finanziario dello sport non
professionistico e la riduzione dell'IVA sulle attività sportive. Chiede poi
norme UE sulle scommesse e maggiore impegno nella lotta contro il doping.
Auspicando la libera circolazione degli atleti in Europa, rileva il diritto dei
telespettatori di assistere ai grandi eventi. Chiede poi una direttiva sui
procuratori e il potenziamento dell'educazione fisica nelle scuole.
Nel 2004, lo sport ha generato un valore aggiunto
di 407 miliardi di euro, ossia il 3,7% del PIL dell'UE, dando lavoro a 15
milioni di persone e garantendo un'occupazione pari al 5,4% della forza lavoro.
Il 60% circa dei cittadini europei partecipa in modo regolare ad attività
sportive, in modo autonomo o inquadrato in una delle 700.000 società sportive
esistenti. E' quanto ricorda il Libro Bianco della Commissione sullo sport, il
cui obiettivo è dare un orientamento strategico sul ruolo dello sport in Europa
e migliorarne la visibilità nel processo decisionale europeo. Tratta inoltre
dell’applicazione del diritto UE allo sport ed esamina possibili ulteriori
azioni a livello europeo.
Approvando con 518 voti favorevoli, 49 contrari a 9
astensioni la relazione in risposta al Libro Bianco, il Parlamento sottolinea
che lo sport europeo «è parte inalienabile» dell'identità, della cultura e
della cittadinanza europee. Esso svolge inoltre «un ruolo molto importante
nelle società europee», in particolare per l’inclusione sociale e per la
promozione del dialogo interculturale. Ma ammonisce che alcuni settori dello
sport di competizione «devono far fronte a nuove minacce e sfide come le
pressioni commerciali, lo sfruttamento dei giocatori e degli sportivi
minorenni, il doping, il razzismo, la violenza, le partite truccate, la
corruzione, le frodi nelle scommesse e il riciclaggio di denaro sporco».
Il Parlamento chiede poi di garantire «chiarezza,
coerenza e visibilità pubblica» alle disposizioni UE e a chiarire lo status dello sport nel diritto comunitario, in
determinati aspetti, come la composizione delle squadre, lo status degli agenti
dei giocatori, i diritti audiovisivi, ecc.. D’altro canto, ritiene che «la
maggior parte dei problemi possono essere risolti mediante
l'autoregolamentazione». Sollecita inoltre che nel bilancio del 2009 sia
iscritta una linea speciale per le azioni preparatorie nel settore dello sport
poiché il trattato di Lisbona, se ratificato, prevede misure per incitare in questo
settore. Auspica anche il finanziamento
di infrastrutture e di progetti legati allo sport con il Fondo di sviluppo
regionale. La dimensione sportiva, a suo parere, andrebbe adeguatamente
integrata nelle politiche e nei programmi di finanziamento UE.
Il Parlamento sottolinea anche l'importanza di
rendere disponibile un maggiore sostegno finanziario allo sport non professionistico e, proprio per assicurare fondi permanenti di
finanziamento, chiede il mantenimento dell'attuale sistema di finanziamento pubblico
attraverso i contributi delle lotterie statali e degli organismi autorizzati
dell'industria del gioco d'azzardo «a favore dell'interesse generale».
Trasparenza finanziaria e controllo dei costi
Per i deputati, l'applicazione delle norme di
concorrenza allo sport comporta un divario
crescente tra i club sportivi a beneficio di quelli più ricchi o più
prestigiosi e pregiudica lo svolgimento equo delle competizioni sportive,
contraddicendo così le disposizioni del trattato intese a promuovere l'equità e
l'apertura nelle competizioni sportive. A causa della grande massa di capitali
investita nei trasferimenti di giocatori, raccomandano inoltre l'adozione di
misure volte a conseguire la trasparenza finanziaria e il controllo dei costi nello sport europeo, per assicurare la
stabilità, ma anche «una situazione paritaria» fra i concorrenti europei nel
settore dello sport.
IVA ridotta alle attività sportive, lotta alla pirateria
e norme comuni per le scommesse
Il Parlamento rileva che i regimi fiscali discriminatori
applicati negli Stati membri a favore degli sportivi «possono avere effetti
distortivi sulla concorrenza». Sottolinea poi la necessità di continuare a
prevedere la possibilità di applicare tassi
di IVA ridotta alle attività sportive, «a motivo del loro importante ruolo
sociale e del loro stretto legame con la comunità locale».
Inoltre, per proteggere
l'economia dello sport professionistico, il Parlamento sollecita nuove
norme legislative e/o il rafforzamento di quelle esistenti sul rispetto dei
diritti della proprietà intellettuale relativi alle comunicazioni commerciali,
ai brevetti e alle immagini, ai nomi, ai diritti dei media e agli altri diritti
derivati delle manifestazioni sportive organizzate. Per i deputati, peraltro,
dovrebbero essere affrontati in via prioritaria i problemi della
commercializzazione "imboscata", la pirateria Internet e le scommesse
sportive illegali.
Per i deputati, infatti, le scommesse sportive «si
sono sviluppate in modo incontrollato», in particolare quelle transfrontaliere
su Internet. I recenti casi esplosi nell'UE di partite truccate e di scandali
legati alle scommesse, a loro parere, compromettono «l'integrità dello sport e
delle competizioni sportive». Preoccupati per una possibile deregolamentazione del mercato dei
giochi d'azzardo e delle lotterie, sollecitano misure «che assicurino la
protezione dello sport da qualsiasi influenza indebita connessa al mondo delle
scommesse» e norme che garantiscano la trasparenza del settore delle scommesse
sportive nell'UE, «impedendo l'abuso e la corruzione».
Diritti TV e dei telespettatori
I diritti
dei mezzi d'informazione sono divenuti «una delle principali fonti di
reddito dello sport professionistico in Europa». Il Parlamento riconosce il
diritto di tutti i mezzi di comunicazione di accedere a manifestazioni sportive
«di estremo interesse per il pubblico», ma anche quello degli Stati membri di
poter adottare misure per garantire un ampio accesso del pubblico alla
copertura televisiva di eventi sportivi «di particolare rilevanza», come le
Olimpiadi,
Raccomandando la vendita collettiva dei diritti audiovisivi, sottolinea inoltre che
occorre «un'equa ridistribuzione del reddito» tra le società sportive, comprese
quelle più piccole, nell'ambito delle leghe e tra di esse e tra sport
professionistico e dilettantistico, «in modo da evitare una situazione in cui
soltanto le grandi società beneficiano dei diritti audiovisivi».
Libera circolazione degli atleti e tutela dei giovani
talenti
I deputati reputano necessario che gli atleti
professionisti «dispongano di un ampio e trasparente spettro di diritti come
gli altri lavoratori». Ricordando poi che la legislazione antidiscriminatoria UE è applicabile allo sport,
reputano che vi siano casi in cui «restrizioni limitate e proporzionate alla
libera circolazione» possono essere utili e necessarie per favorire lo sport
negli Stati membri. D’altro canto, chiedono di «non introdurre nuove norme che
creino discriminazioni dirette fondate sulla nazionalità (come la norma 6+5
proposta dalla FIFA)». Allo stesso tempo, ritengono opportuno sostenere le
squadre nazionali visto il loro ruolo essenziale dal punto di vista
dell'identità.
Il Parlamento, d’altro canto, chiede alla
Commissione di riconoscere la legalità di misure atte a favorire la promozione
dei giocatori provenienti da programmi di formazione, come per esempio, un
numero minimo di giocatori formati
localmente nelle squadre professionistiche a prescindere dalla loro
nazionalità. Ma occorre combattere lo sfruttamento dei ragazzi applicando
rigorosamente le leggi esistenti e applicando rigorosamente il divieto di
trasferimento all'interno dell'UE di giocatori di età inferiore ai 16 anni.
Raccomanda inoltre di fornire ai giovani una formazione per una doppia
carriera, sportiva e accademica, per garantire il reinserimento degli sportivi
professionisti nel mercato del lavoro al termine della loro carriera.
Condanna inoltre le pratiche illegali di alcuni procuratori di giocatori professionisti
e i conseguenti casi di corruzione, riciclaggio di denaro e sfruttamento di
giocatori minorenni, e invita
Norme comuni per lottare contro il doping
Il doping «mina il principio della competizione
trasparente e leale sottoponendo gli atleti e le atlete a pressioni
ingiustificabili». Il Parlamento chiede di concordare un'impostazione legislativa comune sul doping per assicurare un
trattamento giuridico equivalente in tutti gli Stati membri e definire
posizioni comuni in seno agli organismi internazionali. Esortando gli Stati
membri a trattare il traffico di sostanze dopanti illegali «alla stessa stregua
del traffico di droghe», chiede misure per prevenire e contrastare il doping,
evitando «programmi sovraccarichi che mettano gli atleti sotto pressione».
Per i deputati, occorre in primo luogo rafforzare
le reti esistenti e, in seguito, stabilire nuove
forme di cooperazione tra le forze dell'ordine, i laboratori accreditati,
Europol e Interpol per uno scambio di informazioni tempestivo e sicuro sulle
nuove sostanze dopanti e sulle nuove pratiche. Occorre poi lottare contro le
irregolarità tramite controlli e monitoraggi a lungo termine da parte di medici
indipendenti, l'istruzione, la prevenzione e la formazione. Chiedono inoltre di
rendere disponibili stanziamenti per la ricerca sul doping attraverso il
Settimo programma quadro e il Programma di sanità pubblica.
Lotta alla violenza e al razzismo e ruolo dei tifosi
La violenza durante le manifestazioni sportive
«permane un problema irrisolto». Il Parlamento chiede quindi agli Stati membri
e agli organi di governo del settore sportivo di promuovere attivamente il ruolo sociale e democratico dei tifosi,
incoraggiando la creazione e lo sviluppo di federazioni di tifosi e incitando
il loro coinvolgimento nella gestione e nell’amministrazione del gioco.
Sollecita inoltre «immediate e più rigorose sanzioni contro il razzismo e la
violenza», in campo o sugli spalti e chiede ai club sportivi di avviare
campagne contro il razzismo e la xenofobia esercitati prima, durante e dopo gli
incontri sportivi, all'interno e all'esterno degli stadi. D'altro canto, invita
gli Stati membri a instaurare un sistema operativo tra forze dell'ordine,
iniziative di tifosi, gruppi ed esperti locali antiviolenza e autorità sportive
per controllare i gruppi di tifosi a
rischio, al fine di prevenire e contrastare i casi di violenza, il razzismo
e la xenofobia.
Lo sport a scuola e come fattore di inclusione sociale
La mancanza di attività fisica favorisce l'obesità
e le patologie croniche come le malattie cardiovascolari e il diabete, gravando
sui bilanci sanitari nazionali, mentre negli ultimi dieci anni è diminuito il
numero di lezioni di educazione fisica nelle scuole. Il Parlamento chiede
quindi di promuovere lo sport e l'educazione fisica quali elementi importanti
di un'educazione di qualità e per
rendere le scuole più attrattive. Anche perché lo sport insegna ai giovani «i
valori della tolleranza e del reciproco rispetto, dell'onestà e del rispetto
delle regole del fair play».
I deputati appoggiano inoltre lo sviluppo di
strategie nazionali volte ad ampliare e a potenziare l'attività fisica degli
alunni fin da un'età molto precoce e sottolinea l'importanza di finanziare
nelle scuole l'attività motoria. Plaudono poi all'intenzione della Commissione
di introdurre l'assegnazione di un distintivo europeo alle scuole che
sostengono e promuovono attivamente l'esercizio fisico nell'ambito dei
programmi scolastici. Invitano inoltre gli Stati membri a predisporre il quadro
per organizzare i campionati scolastici europei e i campionati universitari
europei, al fine di preparare i giovani alla prestazione e incoraggiare il
dialogo interculturale.
Il Parlamento, infine, sottolinea che lo sport è
uno degli strumenti più efficaci per
l'integrazione sociale di persone provenienti da ambienti non privilegiati
e dei migranti. Invita quindi gli Stati membri ad inserire attività sportive e
programmi nelle azioni finanziate dal Fondo sociale europeo allo scopo di
conseguire l'integrazione sociale e l'inclusione dei gruppi svantaggiati.
Sollecita inoltre
SVILUPPO E COOPERAZIONE
PROMUOVERE IL MICROCREDITO PER LOTTARE
CONTRO LA POVERTÀ
Dichiarazione del Parlamento europeo sul microcredito
Il microcredito è essenziale
nella lotta contro la povertà consentendo lo sviluppo di progetti autonomi di
occupazione. Il Parlamento chiede quindi di riconoscerne l'importanza
sostenendo maggiormente i progetti di microfinanziamento, in particolare quelli
a favore delle donne. Suggerisce poi la creazione di un'Associazione congiunta
del microcredito incaricata della certificazione di credibilità dei progetti e
sollecita maggiori risorse per i progetti di microcredito nei PVS.
All'apertura della seduta, il Presidente ha
annunciato l'iscrizione al processo verbale - e quindi l'adozione formale da
parte del Parlamento - di una dichiarazione sottoscritta da 421 deputati che
invita
Il Parlamento sottolinea che il microcredito ha per
oggetto la concessione di piccoli prestiti ed è, quindi, «accessibile alle
persone indigenti». E', pertanto, essenziale nella lotta contro la povertà ed è
uno strumento degli Obiettivi del Millennio. Secondo i deputati, il
microcredito ha consentito, con grande successo, lo sviluppo di progetti
autonomi di occupazione ed ha contribuito così al miglioramento delle
condizioni di vita, rappresentando anche un importante vettore di emancipazione
delle donne.
A loro parere, il
Consiglio e
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
RELAZIONI ESTERNE
- Docc. B6-0209, 0210, 0211, 0212, 0214/2008 - Risoluzione sul Consiglio economico
transatlantico
Uno stretto partenariato
UE/USA è uno strumento cruciale per forgiare la globalizzazione. E' quanto
afferma il Parlamento chiedendo una road map verso il Mercato transatlantico.
Sollecita poi il mutuo riconoscimento dei mercati dei titoli, norme comuni
sulla sicurezza delle auto, una procedura unica di autorizzazione per derrate
con OGM e la tutela di DOP e IGP. Va rafforzata la cooperazione sulla sicurezza
dei prodotti importati, specie dei giocattoli, e quella regolamentare sui
biocarburanti.
COMMERCIO
ESTERO/INTERNAZIONALE
- Doc. A6-0151/2008 - Relazione sulle relazioni economiche e commerciali con l'Associazione
dei paesi del Sud Est Asiatico (ASEAN)
Un ambizioso accordo di libero
scambio con l'ASEAN potrebbe rivelarsi ampiamente vantaggioso. E' quanto
sostiene il Parlamento chiedendo di smantellare tutte le barriere agli scambi
di beni e servizi, ma prevedendo clausole sociali, ambientali e sui diritti
umani vincolanti per proteggere l'industria UE dal dumping. Occorre poi
tutelare la proprietà intellettuale e lottare contro la contraffazione di
medicine.
PESCA
- Doc. A6-0103/2008 - Risoluzione sulla gestione degli stock ittici di acque profonde
- Doc. A6-0088/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del
Consiglio concernente la conclusione dell'accordo in forma di scambio di
lettere relativo alle modifiche del protocollo che fissa le possibilità di
pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo tra la Comunità
economica europea e la Repubblica delle Seicelle per il periodo 18 gennaio 2005
- 17 gennaio 2011
AGRICOLTURA
- Doc. A6-0166/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del
Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1782/2003, che stabilisce
norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica
agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli
agricoltori, per quanto riguarda il regime di sostegno per il cotone
POLITICA REGIONALE
- Doc. A6-0146/2008 - Risoluzione sulla proposta di decisione del
Consiglio che autorizza il Portogallo ad applicare un'aliquota di accisa
ridotta alla birra prodotta localmente nella regione autonoma di Madera
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO -
SESSIONE 19 - 22 MAGGIO 2008
ISTITUZIONI
Dando inizio ai lavori il Presidente ha condannato l'attentato dell'ETA
che, lo scorso 14 maggio, è costato la vita a un membro della Guardia civil
spagnola ed ha espresso le condoglianze del Parlamento alla famiglia della
vittima. L'Aula ha anche deciso di introdurre all'ordine del giorno un
dibattito "sulla situazione dei rom in Italia e in Europa".
Nell'aprire i lavori della sessione il Presidente Hans-Gert PÖTTERING ha
ricordato che lo scorso 14 maggio un'autobomba dell'ETA ha provocato la morte
di un membro della Guardia civil spagnola e il ferimento di altri 4 agenti. In
nome del Parlamento europeo, ha quindi condannato «l'atroce omicidio»,
esprimendo le condoglianze alla famiglia della vittima e la solidarietà al
popolo, alle forze dell'ordine e al governo spagnoli. L'Aula ha osservato un
minuto di silenzio.
AIUTI UMANITARI
BIRMANIA: IL REGIME AIUTI LA
POPOLAZIONE O SIA PROCESSATO PER CRIMINI CONTRO L'UMANITÀ
Docc. B6-0244, 0245, 0246, 0247, 0248, 02149/2008
Risoluzione comune sulla tragica situazione in Birmania
Procedura: Risoluzione comune
- Dibattito: 21.5.2008 - Votazione: 22.5.2008
Il Parlamento condanna la risposta inaccettabilmente lenta del regime
birmano al ciclone Nargis e ritiene che, se questo continua a impedire gli
aiuti, dovrà essere processato dal tribunale internazionale per crimini contro
l'umanità. Rivolge quindi un appello affinché gli aiuti internazionali possano
giungere alle popolazioni colpite e chiede di valutare la possibilità di farlo
anche senza il permesso della Birmania. Il Parlamento respinge inoltre il
risultato del referendum costituzionale.
Approvando con 524 voti favorevoli, 3 contrari e 13
astensioni una risoluzione sostenuta da tutti gruppi (eccetto l'IND/DEM), il
Parlamento condanna fermamente la risposta «inaccettabilmente lenta» data alla
grave crisi umanitaria causata dal ciclone Nargis dalle autorità birmane, «le
quali attribuiscono un'importanza maggiore al proprio potere che alla
sopravvivenza dei cittadini». Ritiene inoltre che, se le autorità birmane
continuano ad impedire che gli aiuti raggiungano quanti sono in pericolo,
«devono essere ritenute responsabili di crimini contro l'umanità dinanzi al
TPI».
Esprimendo la solidarietà e le condoglianze alla
popolazione colpita, il Parlamento rivolge quindi un fervente appello al
governo birmano, affinché dia la precedenza alla vita dei cittadini. Deve
quindi consentire che le operazioni di aiuto umanitario internazionale
raggiungano le aree colpite dal ciclone, rilasciare immediatamente i visti ai
cooperatori, consentire alle agenzie dell'ONU e umanitarie internazionali di
distribuire gli aiuti direttamente a quanti ne hanno bisogno e permettere ai
paesi vicini di consegnare gli aiuti per via aerea e marittima alle vittime non
facilmente raggiungibili in altro modo. I deputati deplorano inoltre «le
priorità deformate» del regime, «che attribuisce la precedenza al cosiddetto
referendum sulla costituzione fittizia» di cui respingono «i risultati
evidenti».
Per il Parlamento il disastro naturale si è
trasformato «in una catastrofe causata dall'uomo». Ribadisce poi che i diritti
umani dei cittadini di quel paese «non possono essere calpestati» e invita il
Consiglio ad esaminare la possibilità di autorizzare l'invio di aiuti alla
Birmania, «anche senza l'autorizzazione della giunta militare». Allo stesso
tempo si compiace dell'accordo che affida all'ASEAN il compito di coordinare
gli sforzi internazionali per far fronte alla crisi, nonché della decisione di
organizzare una conferenza internazionale dei donatori, in cooperazione con
l'ONU, a Rangoon, il 25 maggio. A tal riguardo chiede che sia urgentemente
costituito un fondo speciale, sotto l'egida dell'ONU, per agevolare un'efficace
distribuzione degli aiuti nel paese. Esorta poi i governi di Cina ed India ad
utilizzare la propria influenza presso le autorità birmane, affinché il paese
consenta l'accesso immediato di tutti gli aiuti umanitari possibili.
Il Parlamento, infine, manifesta il proprio
sostegno agli sforzi compiuti dall'UE, dall'ONU, da singoli paesi e da altre
organizzazioni internazionali e non governative per ottenere l'accesso degli
operatori umanitari e sottolinea che senza la piena cooperazione delle autorità
birmane, «esiste una reale minaccia che la tragedia assuma dimensioni ancora
più vaste». Auspica inoltre fermamente che l'imminente missione del Segretario
generale dell'ONU, Ban-Ki-moon, sia coronata da successo e lo esorta a far uso
di tutta la sua influenza presso le autorità birmane, affinché aprano
immediatamente il paese a tutti gli aiuti umanitari possibili.
Nel dibattito è
intervenuto MARIO MAURO (PPE/DE-I)
Vicepresidente del Parlamento Europeo:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, proprio il fallimento della missione descritta
dal Commissario Michel, che ringrazio comunque per la spietata sincerità, ci fa
capire come in questo momento è utile concentrarsi sulla dottrina
dell'ingerenza umanitaria per favorire non tanto le relazioni con l'amministrazione
birmana, quanto piuttosto con quella cinese, che in questo momento sta
dimostrando ben diversa sensibilità alla luce dei gravi lutti e dei disastri
avvenuti anche nel loro paese.
Concentrarsi nel rapporto con i cinesi può servire
per aprire spazi di interventi umanitari che possono passare dal fatto di
paracadutare direttamente nella zona dell'Irrawaddy direttamente gli aiuti
creando una non fly zone, al
fatto di aprire un vero e proprio corridoio umanitario.
Una domanda anche al Consiglio: l'Unione europea
si era dotata di un rappresentante per la Birmania, sempre ringraziando il
Commissario Michel per la dedizione e per essersi recato, come lui ha detto, in
una zona di frustrazione, chi fine ha fatto quel rappresentante? A cosa serve?"
GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI
DIBATTITO SULLA SITUAZIONE DEI ROM IN
ITALIA E IN EUROPA
Dichiarazione della Commissione - Situazione dei rom in
Italia
Dibattito: 20.5.2008
Si è tenuto in Aula un acceso dibattito - cui ha partecipato una
maggioranza di deputati italiani - sulla situazione dei rom in Italia e in
Europa. In molti hanno sottolineato la necessità di garantire l'integrazione
nelle società europee, ma anche di assicurare la legalità e la sicurezza dei
cittadini. Alcuni deputati hanno polemizzato nei confronti del nuovo governo
italiano che, invece, è stato difeso da altri.
Dichiarazione della Commissione
La Commissione condanna ogni violenza nei confronti
dei rom. Ha esordito così Vladimír Špidla chiedendo di garantire loro la
sicurezza personale. Gli eventi di Napoli, ha aggiunto, non sono un caso
isolato di violenza razzista che è un fenomeno presente in tutti gli Stati
membri. La Commissione, ha proseguito, respinge anche ogni assimilazione dei
rom con i criminali, mentre le autorità degli Stati membri devono dare
l'esempio nella lotta al razzismo, indagare e punire gli attacchi xenofobi e i
loro istigatori.
Facendo riferimento ai pogrom e all'odio razziale,
ha poi sostenuto che tutti gli uomini hanno il diritto di vivere in pace e di
non subire discriminazioni fondate sulla razza o la religione. Non bisogna
quindi «fare gli struzzi» con i problemi reali dei rom: «tutti ne vedono
l'indigenza e la disoccupazione che porta sofferenza umana e tensioni sociali,
spingendo i rom ai margini della società». I rom, a suo parere, «non sono meno
intelligenti o criminali nati» e l'UE deve fare tutto il possibile per
migliorare la loro inclusione. La libera circolazione dei rom, ha aggiunto, si
basa su principi consacrati - anche sanciti dalla Corte di giustizia - e i
rumeni possono quindi muoversi nell'UE, senza discriminazioni, poiché ne sono
cittadini. La Commissione, ha poi precisato, vuole che tale diritto sia
rispettato.
Il commissario ha poi puntualizzato che la
direttiva permette di rifiutare l'ingresso in uno Stato membro ai cittadini che
non dispongono di risorse e che pesano sulla previdenza sociale. Questa
valutazione, come quella sulla loro pericolosità, deve essere realizzata caso
per caso, rispettando le procedure e motivando le decisioni, poiché si tratta
di «una misura estrema che limita una libertà fondamentale dei cittadini
dell'UE».
Se l'inclusione è una competenza degli Stati
membri, ha proseguito, anche la Commissione ha un ruolo da svolgere, ad esempio
coordinando e agevolando le politiche nazionali. Può anche assicurare che sia
rispettato il diritto UE nei campi in cui è competente, e la direttiva deve
essere completata con misure di sensibilizzazione sui diritti e sugli obblighi.
Gli eventi di Napoli, ha proseguito, richiedono uno sforzo congiunto «per
assicurare la nostra solidarietà ai nostri concittadini, spezzare il circolo
vizioso di violenza e disperazione e offrire delle prospettive». Il Commissario
ha anche sottolineato che il Fondo sociale europeo può contribuire a migliorare
le condizioni di vita dei rom.
Nel dibattito è
intervenuto STEFANO ZAPPALA' (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, certo un minuto non è un tempo adeguato su
questo argomento. Ci è stato detto che non è sotto accusa il governo italiano,
ma in realtà negli interventi che ho sentito è stato citato abbondantemente, è
stata citata la politica di destra populista.
La collega Mohácsi ha detto che non è vero il
fatto del bambino di sei mesi di Napoli. La collega Frassoni se l'è presa con
il ministro per le pari opportunità. Un governo che ha giurato da appena sei
giorni è sotto accusa feroce da parte dei ministri del governo spagnolo per
fatti certamente che, se visti a casa loro, sono molto più gravi ed è sotto
accusa oggi per un problema.
Io credo che avrei creduto molto di più, anzi non
credo, sono convinto, se il Commissario avesse parlato di solidarietà anche per
i cittadini in genere e non solo per una parte di essi. Noi siamo, io sono
favorevole al problema della solidarietà per tutti, però io credo che un
governo abbia il dovere di garantire la sicurezza a tutti i cittadini e non a
qualcuno in particolare; abbia il dovere di garantire a tutti i bambini di
poter vivere nelle stesse condizioni non a qualcuno in particolare; abbia il
dovere di assicurare l'integrazione con l'operosità e non offrendo e offrendosi
come ricettacolo, in alcuni casi, di problemi di delinquenza e quindi difendere
nel complesso tutti.
Presidente, lei è stata così generosa, mi faccia
completare il concetto. Io credo che non può e non deve essere messo sotto
accusa un governo, un governo che peraltro ha avuto una larga maggioranza come
mai era successo nella storia d'Italia. Io credo che questo tema, che è molto
delicato, molto importante, tutto da condividere, vada affrontato non in chiave
politica, ma in chiave seria, molto seria, e il sottoscritto ha sempre
sostenuto la tesi in base alla quale questo Parlamento, l'Unione europea, una
volta per tutte, dovrebbero smettere di fare manfrina, ma dovrebbero fare una
politica europea dell'integrazione seria non attaccando di singoli governi."
Nel dibattito è
intervenuto, inoltre, MARIO MAURO
(PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, voglio dare fiducia a Martin Schulz quando dice
che vuole affrontare con intento costruttivo il problema dell'accoglienza, ma
anche delle regole imprescindibili che i rom, come tutti, devono osservare per
partecipare di quel progetto di convivenza che chiamiamo Unione europea.
Lo stillicidio dei diritti e della dignità di
queste persone, ma anche di inermi cittadini italiani coinvolti in una spirale
di violenza negli ultimi diciotto mesi, rappresentano un esempio della
contraddizione di quei governi e di quelle istituzioni che da un lato predicano
comprensione e dall'altro tollerano che esseri umani vivano tra vermi e topi,
che si rubi, che si violenti, che si uccida, che la folla provi a farsi
giustizia da sola!
Se veramente abbiamo a cuore di trovare una
soluzione, cari amici e caro Schulz, riconosciamo non solo e non tanto che
anche il governo Prodi in Italia ha fallito, ma che la gente di sinistra, come
quella di destra, fa fatica ad accettare l'altro! In questo modo sarà più
facile farci carico di un problema, che altrimenti ridurremo a ostaggio di un
vecchio modo di fare politica e che avrà bisogno di evocare il mostro
Berlusconi per sentirsi assolto dai propri errori, grazie."
Nel dibattito è
intervenuto, inoltre, VITO BONSIGNORE
(PPE/DE-I) Vicepresidente del Gruppo
PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la difficile situazione in materia di ordine
pubblico e la naturale reazione popolare in seguito ai numerosi episodi di
violenza che hanno allarmato l'opinione pubblica del mio paese hanno indotto il
governo italiano ad adottare nuove misure di sicurezza. Ritengo che sia da
respingere con fermezza il tentativo di coloro che definiscono discriminatorie,
razziste e fuori delle direttive comunitarie le norme contenute nel pacchetto
di sicurezza in via di approvazione dal Consiglio dei ministri italiano.
Provvedimenti rigorosi in materia di affitto in
assenza di regolare contratto, di espulsione degli immigrati senza permesso, di
aggravamento delle pene previste per chi commette reati ritenuti d'allarme
sociale rientrano a pieno titolo nelle norme europee. L'Italia è e resterà un
paese accogliente, che si sta dando una nuova politica dell'integrazione, ma
non è più disposta a tollerare la presenza degli immigrati clandestini.
Tutti i cittadini comunitari ed extracomunitari
sono i benvenuti purché rispettino le regole e le norme della convivenza
civile. L'Unione europea e i 27 paesi membri dovranno perciò fare ciascuno la
propria parte e anche noi dobbiamo sorvegliare perché i diritti civili siano
rispettati in tutta Europa."
Nel dibattito è intervenuto,
inoltre, GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-I)
Presidente della Commissione Giuridica:
"Signor Presidente, onorevoli colleghi,
avendo ascoltato con attenzione tutto il dibattito, mi permetto di dare un
giudizio conclusivo.
Il dibattito per gran
parte non è stato all'altezza della relazione del Commissario e dell'invito che
l'onorevole Schulz aveva fatto di non tener conto di problemi specifici né di
strumentalizzazioni che si riferiscono ad un paese - in particolare all'Italia -
ma di tener conto di un problema generale sul quale, credo, possiamo essere
tutti d'accordo, cioè da un lato l'accoglienza e solidarietà a coloro che
entrano nei vari paesi, come i rom che hanno certamente una problematica
particolare, dall'altro la sicurezza e la legalità di ogni Stato perché queste
confermano l'accoglienza e la solidarietà che bisogna dare.
Noi avremmo dovuto rispondere al Commissario, il
quale si chiede: che può fare la Commissione? Credo che l'onorevole Barón
Crespo per ultimo lo abbia detto, la Commissione con la solidarietà del
Parlamento deve dare delle indicazioni. Come per il problema dei rifiuti, allo
stesso modo per il problema degli extracomunitari e dei comunitari, una direttiva può portare alla soluzione,
purchè il Parlamento, la Commissione e il Consiglio nella loro solidarietà non
strumentalizzano, né approfittano di un problema per fare una polemica che è
tutta italiana e che è proprio strumentale, essendo il governo italiano in
funzione da poche ore, da pochi giorni.
Se invece la solidarietà sul piano complessivo -
come è venuta fuori dalle parole del Commissario - trova l'attenzione di tutto
il Parlamento, io credo che forse qualche soluzione e qualche risultato lo
possiamo avere."
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
- Doc. B6-0233/2008 - Risoluzione del Parlamento europeo sui negoziati tra l'Unione europea e gli
Stati Uniti concernenti le esenzioni dall'obbligo del visto (visa waiver)
SICUREZZA E DIFESA
UNA
MORATORIA SULL'USO DELLE ARMI ALL'URANIO IMPOVERITO
Doc. B6-0219,0220,0224,0227,0230/2008
Risoluzione sulle armi all'uranio (impoverito) e sul loro effetto sulla
salute umana e sull'ambiente - verso un divieto globale dell'uso di queste armi
Procedura: Risoluzione comune - Dibattito:
21.5.2008 - Votazione: 22.5.2008
L'uso di uranio impoverito a fini bellici è contrario al diritto
internazionale ed esistono testimonianze sulla sua tossicità. Il Parlamento
rinnova quindi il suo appello per una moratoria sull'uso di armi all'uranio.
Chiede inoltre di non utilizzarle nelle operazioni PESD, di non inviare
personale militare e civile nelle regioni in cui non vi è garanzia che l'uranio
non sia stato utilizzato, informando su questa eventualità. Sollecita poi studi
scientifici e l'inventario delle aree contaminate.
L'uso dell'uranio impoverito nei conflitti bellici
«è contrario alle norme e ai principi basilari sanciti dal diritto
internazionale, umanitario e ambientale scritto e consuetudinario». E' quanto
sostiene il Parlamento in una risoluzione - sostenuta da PSE, ALDE, UEN,
Verdi/ALE e GUE/NGL - adottata con 491 voti favorevoli, 18 contrari e 12
astensioni sottolineando che l'uranio (impoverito) «è stato ampiamente
utilizzato nelle guerre moderne», sia come munizione sia come protezione
blindata contro attacchi missilistici e di artiglieria.
I deputati osservano che, sebbene la ricerca
scientifica non sia stata finora in grado di fornire prove conclusive sulla sua
nocività, «esistono numerose testimonianze sugli effetti dannosi e spesso letali» sia per il personale militare che
per i civili. Ricordano inoltre che, fin
da quando l'uranio impoverito è stato utilizzato dalle forze alleate nella
prima guerra contro l'Iraq, sono emerse gravi preoccupazioni circa la
«tossicità radiologica e chimica» delle fini particelle di uranio rilasciate in
seguito all'impatto di tali armi contro bersagli corazzati.
Il Parlamento, pertanto, rinnova fermamente il suo
appello agli Stati membri dell'UE e della NATO ad imporre una moratoria sull'uso di armi all'uranio impoverito e a
raddoppiare gli sforzi tesi ad un divieto globale, nonché a cessare
sistematicamente la produzione e l'acquisto di questo tipo di armi. Invita poi
gli Stati membri e il Consiglio ad assumere un ruolo guida per giungere
all'elaborazione di un trattato
internazionale - tramite le Nazioni Unite o attraverso una "coalizione
delle persone di buona volontà" - al fine di introdurre un divieto sullo
sviluppo, la produzione, lo stoccaggio, il trasferimento, la sperimentazione e
l'uso di armi all'uranio, nonché la distruzione o il riciclaggio delle riserve
esistenti, nel caso in cui esistano prove scientifiche conclusive del danno
causato da tali armi.
Esorta inoltre gli Stati membri, nell'ambito delle
operazioni future, a non utilizzare tali armi nelle operazioni PESD e a non
dispiegare personale militare e civile nelle regioni in cui non può esservi
alcuna garanzia che l'uranio impoverito non sia stato o non sarà utilizzato.
D'altra parte, sollecita gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione a
fornire al loro personale militare e civile in missione, come pure alle loro
organizzazioni professionali, informazioni
complete sulla probabilità che l'uranio impoverito sia stato o possa essere
utilizzato nella regione in cui operano, nonché a adottare sufficienti misure
di protezione.
Il Consiglio e la Commissione dovrebbero quindi far
eseguire studi scientifici sull'uso
dell'uranio impoverito in tutte le regioni in cui è stato dispiegato personale
militare e civile europeo ed internazionale e gli Stati membri dovrebbero
aderire alla risoluzione delle Nazioni Unite approvata il 5 dicembre 2007,
nonché presentare una relazione con le loro opinioni sugli effetti dell'uso di
armi e di munizioni contenenti uranio impoverito.
Il Parlamento raccomanda poi che l'Alto
rappresentante UE includa, nella prossima versione rivista della strategia
europea in materia di sicurezza, l'esigenza di studiare in modo appropriato
l'utilità futura delle munizioni non guidate nonché delle bombe a grappolo,
delle mine e di altre armi ad effetto indiscriminato quali le armi all'uranio
impoverito. Chiede poi a Stati membri, Consiglio e Commissione di redigere un inventario ambientale delle zone
contaminate dall'uranio impoverito (inclusi i poligoni per i test) e di fornire
tutto l'appoggio possibile - incluso quello finanziario - a progetti che
potrebbero assistere le vittime e i loro familiari. Sarebbe anche necessario
provvedere ad operazioni di pulizia delle zone interessate qualora sia
confermato l'effetto negativo sulla salute umana e sull'ambiente.
Nel dibattito è
intervenuto STEFANO ZAPPALA' (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, su questa materia molto è stato detto in
passato e purtroppo ritengo che molto dovrà ancora essere detto prima che si
trovi una soluzione definitiva, lo hanno detto prima i colleghi e lo hanno
chiarito molto bene.
Esistono provvedimenti
di qualche Stato membro che proibiscono la realizzazione e qualunque uso a
scopo commerciale o bellico di questo tipo di munizionamento. Esistono varie
sollecitazioni fatte da questo Parlamento, esistono documenti fotografici e
testimonianze, esistono fondati motivi per ritenere che militari italiani sono
morti per l'esposizione a tali tipi di armi.
Esiste una risoluzione
dell'ONU che dimostra una generale preoccupazione, esistono varie richieste di
studi approfonditi sulla materia. Esiste il principio di precauzione che
conformemente al diritto dell'Unione europea dovrebbe indurre una moratoria
generalizzata quanto meno fino a quando non si hanno dati certi di natura
scientifica.
Tuttavia, nulla di
tutto questo fino ad oggi ha ottenuto un risultato sperato. L'uranio impoverito
continua ad essere usato nei teatri di guerra, sia in zone rurali che urbane. È
indubbio che il materiale chimico, in genere, penetra attraverso il suolo sia
nelle falde acquifere che nei prodotti dell'agricoltura e quindi è indubbio che
le particelle di uranio impoverito al contatto con il suolo si disperdono nel
sottosuolo inquinando acque sotterranee e prodotti agricoli, con l'ovvia
conseguenza della diffusione di malattie indotte nelle popolazioni che vi sono
esposte e - anche se in forma ridotta - su tutto il pianeta attraverso il ciclo
delle acque e gli elementi, specie in un sistema di mercato globale sempre più
ampio.
È vero che non
esistono ancora studi certi a dimostrazione di tale pericolosità, ma è
innegabile che i parametri oggi a nostra conoscenza non escludono l'esistenza
del rischio. Già solo questa considerazione deve impegnare i paesi a democrazia
avanzata ad approfondire e decidere.
L'Unione europea in
particolare non può, a mio avviso, continuare a non fare. L'Unione ha doveri
precisi verso i propri Stati membri, ha doveri precisi nei confronti del resto
del mondo, ha doveri precisi nei confronti dei propri cittadini. L'Unione ha
risorse economiche da poter utilizzare e nessuna limitazione in termini di
scienza e laboratori disponibili. Il non fare certamente è un fatto di volontà
e non di carenza di disponibilità di risorse e mezzi.
Da tutto quanto sopra,
emerge che il Consiglio e la Commissione non possono esimersi dall'impegnarsi
affinché i propri cittadini, siano essi civili o militari, non vengano inviati
in aree del mondo dove sono utilizzate e sono state utilizzate tali tipi di
munizione, ma non possono nemmeno esimersi dall'avviare ogni possibile
iniziativa che in una prima fase ne concili la fabbricazione e l'uso e a
seguito dei risultati scientifici si prepari la loro messa al bando totale e
distruzione definitiva.
Questo è quanto si
chiede sperando che il senso di responsabilità del Consiglio e della
Commissione venga dimostrato concretamente, visto che non si tratta di fumosa
questione politica, ma di salute pubblica."
PARI OPPORTUNITÁ
UNA SOLA DIRETTIVA CONTRO TUTTE LE
DISCRIMINAZIONI, SENZA GERARCHIE
Doc. A6-0159/2008
Relazione sui progressi realizzati in materia di
pari opportunità e non discriminazione nell'Unione europea (trasposizione delle
direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE)
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 20.05.2008 - Votazione: 20.05.2008
Il Parlamento sollecita
una direttiva di ampia portata che difenda contro tutti i tipi di
discriminazione senza fare nessuna gerarchia. Nel chiedere anche la piena
attuazione delle direttive esistenti, auspica una definizione UE per la
disabilità e una maggiore tutela nelle procedure di assunzione, e si rammarica
delle eccezioni che limitano la tutela dalle discriminazioni fondate
sull'orientamento sessuale nel campo dello stato civile. Per i rom occorre una
protezione sociale specifica.
Approvando la relazione con 362 voti favorevoli, 262 contrari e 56
astensioni, il Parlamento sottolinea l'importanza dell'applicazione della
clausola che impegna l'UE, nella definizione e attuazione delle proprie
politiche e attività, a combattere la discriminazione basata sul sesso,
l'origine razziale o etnica, la religione o la fede, la disabilità, l'età o
l'orientamento sessuale.
Prendendo atto che la Commissione intende presentare ora soltanto una
legislazione intesa a bandire la discriminazione nell'accesso ai beni e ai
servizi fondata su «alcuni motivi, ma non su tutti», il Parlamento ricorda
invece che essa si era impegnata a presentare una direttiva esaustiva «che copra gli handicap, l'età, la
religione o le convinzioni personali e le tendenze sessuali, allo scopo di
completare il pacchetto di norme antidiscriminazione ai sensi dell'articolo 13
del trattato CE». Tale proposta deve inoltre «porre fine alla gerarchia di
protezione in funzione dei diversi motivi di discriminazione», anche perchè non
è «logico considerare illegittima una discriminazione in un settore e
consentirla in un altro». Nel corso del dibattito in Aula, la relatrice ha
infatti sottolineato che occorre allontanarsi «da un approccio frammentario».
Il Parlamento chiede quindi un «approccio unificato» nella lotta alla
discriminazione che inglobi e tenga presenti allo stesso momento «tutti i
motivi di discriminazione».
Nel dibattito è
intervenuto CARLO FATUZZO (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, quanto tempo, Presidente, spero di utilizzarlo
al meglio abituato come sono a parlare solamente un minuto. Ho sentito il
carissimo amico Philip Bushill-Matthews esprimere la sua abitudine ad essere
sempre d'accordo con l'onorevole Elisabeth Lynn e che questa volta è
un'eccezione che conferma la regola, invece ha una posizione completamente
contraria.
Io devo dire al caro
amico Philip che anche noi due siamo sempre d'accordo, ma questa volta, senza
tradire la tradizionale nostra convergenza in tutte le decisioni, debbo dirti
che ti trovi davanti ad un'eccezione, perché sono assolutamente favorevole a
questa proposta di direttiva orizzontale, che c'è rivolta alla Commissione
dall'onorevole Lynn, e come potrei essere di diverso avviso quando sono oramai
quarant'annni che vedo in Italia, dove abito e dove vivo, discriminazioni nei confronti
dei cittadini a causa dell'età per cui gli anziani sono privi di diritti solo
perché sono anziani.
Mi riferisco
soprattutto al fatto che in Italia esiste una legge che gli inabili, se sono
giovani hanno diritto a una pensione, se sono anziani con le stesse malattie,
non hanno diritto a quelle pensioni. Io non vedo come si possa attendere ancora
anni ed anni perché ci sia possibilità legale, come ha ben spiegato l'onorevole
in't Veld, di agire presso i tribunali per il rispetto dei diritti che l'articolo
13 del trattato di Amsterdam riconosce a tutti i cittadini dell'Unione
europea."
L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:
- Doc. A6-0165/2008 - Relazione su
donne e scienza
Nell'UE le donne sono una minoranza rispetto ai
ricercatori impegnati nel settore pubblico e privato e dell'istruzione
superiore. Il Parlamento chiede quindi di promuovere la scienza come settore
d'interesse per i due generi, affrontando la questione dell'abbandono della
carriera per motivi familiari e incoraggiando la carriera scientifica delle
donne. Ricorda che la parità di genere implica una rappresentanza di donne di
almeno il 40% nelle posizioni di responsabilità nella ricerca pubblica.
OCCUPAZIONE
ORIENTAMENTI PER LE POLITICHE DEGLI STATI MEMBRI A FAVORE
DELL'OCCUPAZIONE
Doc. A6-0172/2008
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione
del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore
dell'occupazione
Procedura: Consultazione - Dibattito: 20.05.2008 - Votazione: 21.05.2008
Nella sua relazione strategica sulla
strategia di Lisbona rinnovata per la
Il Parlamento ha approvato la relazione sugli orientamenti per le politiche
degli stati membri a favore dell'occupazione con 584 voti favorevoli, 72
contrari e 11 astenuti.
Secondo le proiezioni
economiche più recenti della Commissione europea, la
Gli attuali orientamenti in materia di occupazione non richiedono di essere
rivisti globalmente, ma piuttosto modificati in alcuni punti molto specifici.
Sebbene la relatrice sia a favore degli emendamenti presentati dalla
Commissione riguardo alle motivazioni degli orientamenti in materia di
occupazione, chiede però anche la revisione degli orientamenti in questione al
fine di rafforzare la visibilità dei cambiamenti necessari. L’elenco proposto
di emendamenti a detti orientamenti riguarda in particolare il consolidamento
della dimensione sociale della strategia di Lisbona (e la rispettiva
visibilità), la qualità dell’occupazione negli orientamenti grazie
all’introduzione di un approccio equilibrato alla “flessicurezza” e l’aggiunta
di una clausola relativa all’inclusione attiva.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
- Doc. A6-0131/2008 - Risoluzione sulla proposta di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce una
Fondazione europea per la formazione professionale (rifusione)
- Doc. A6-0167/2008 - Risoluzione sull'esame intermedio della
politica industriale - Un contributo alla strategia dell'Unione europea per la
crescita e l'occupazione
- Doc. A6-0132/2008 - Risoluzione sulla proposta di decisione del
Parlamento europeo e del Consiglio che abroga la decisione 85/368/CEE del
Consiglio relativa alla corrispondenza delle qualifiche di formazione
professionale tra gli Stati membri delle Comunità europee
CONSUMATORI
UNA STRATEGIA GLOBALE CONTRO
L'AUMENTO DEI PREZZI ALIMENTARI
Docc. B6-0217, 0221, 0222, 0225, 0229, 0232/2008
Risoluzione sull'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari nell'Unione
europea e nei paesi in via di sviluppo
Procedura: Risoluzione comune - Dibattito:
22.4.2008 - Votazione: 22.5.2008
A fronte della forte crescita dei prezzi alimentari in Europa e nel mondo,
il Parlamento sollecita una strategia globale per garantire il diritto
fondamentale all'alimentazione: misure contro la speculazione sui prodotti di
base, analisi dei prezzi praticati dalla grande distribuzione, aumento delle
riserve, esame del ruolo delle biotecnologie, produzione sostenibile di
biocarburanti e conversione dei rifiuti in gas. Occorre poi promuovere la
produzione alimentare nei PVS e il commercio equo.
Approvando con 485 voti favorevoli, 52 contrari e 7
astensioni una risoluzione sostenuta da tutti i gruppi politici (eccetto
l'IND/DEM), il Parlamento sottolinea anzitutto che negli ultimi tre anni i
prezzi mondiali del grano hanno subito un aumento del 181%, mentre dall'inizio
del 2008 i prezzi del riso sono aumentati del 141% e i prezzi dei prodotti
alimentari a livello globale hanno registrato complessivamente un aumento
dell'83%. Osserva inoltre che un rincaro incontrollato dei generi alimentari
potrebbe acuire le condizioni di povertà di oltre 100 milioni di persone nei
paesi in via di sviluppo.
Il Parlamento sottolinea «la natura fondamentale» del diritto all'alimentazione e la
necessità di migliorare l'accesso, per tutte le persone e in ogni momento, a
prodotti alimentari sufficienti. Rileva inoltre che gli Stati «hanno l'obbligo
di proteggere, di rispettare e di far rispettare tale diritto umano
fondamentale» che viene «sistematicamente violato» poiché due miliardi di
persone vivono ancora in condizioni di povertà estrema e 850 milioni di esseri
umani soffrano quotidianamente la fame. Ritenendo che l'aumento dei prezzi dei
prodotti alimentari «accentua la necessità di una risposta politica integrata e
di una strategia globale per risolvere il problema alimentare», sollecita quindi
il Consiglio a garantire la coerenza di tutte le politiche nazionali e
internazionali in materia.
Il Parlamento rileva inoltre che la domanda di
prodotti alimentari sta crescendo, in particolare nei paesi emergenti quali la
Cina e l'India, ma ricorda che, secondo la FAO, «non vi è mancanza di cibo a livello globale nel pianeta». Rileva
tuttavia che «una quota importante» della produzione cerealicola mondiale del
2007 «sarà utilizzata per l'alimentazione animale (760 milioni di tonnellate) e
circa 100 milioni di tonnellate per la produzione di biocarburanti». Sottolinea
inoltre la necessità di politiche sociali adeguate per conferire maggiore
autonomia ai poveri e alle popolazioni svantaggiate, e per mitigare gli effetti
della crisi alimentare.
Per i deputati, la crisi alimentare attuale è anche
conseguenza di un aumento della
speculazione sulle materie prime agricole e alimentari. Preoccupati degli
effetti che può avere sulla fame e sulla povertà la speculazione sui prodotti
alimentari di base, compresi gli hedge fund sui prodotti di base, invitano la
Commissione ad analizzare le ripercussioni di tale speculazione e proporre
misure adeguate. Accogliendo con 272 voti favorevoli, 258 contrari e 6
astensioni un emendamento proposto dal PSE, evidenziano peraltro che questa
crisi alimentare è «strettamente correlata» con la crisi finanziaria
nell'ambito della quale «le iniezioni di liquidità effettuate dalle banche
centrali per impedire i fallimenti potrebbero aver rafforzato gli investimenti
speculativi nei prodotti di base».
Il Parlamento sottolinea poi che il costo delle
materie prime è una componente relativamente secondaria del costo totale di
molti prodotti alimentari e invita Commissione e Stati membri ad analizzare le
discrepanze tra i prezzi agricoli alla produzione e quelli applicati dalla grande distribuzione al dettaglio.
Chiede inoltre di effettuare una valutazione d'impatto sul ruolo dei
dettaglianti nella catena alimentare, «dal momento che i prezzi degli
alimentari al dettaglio sono aumentati in modo sproporzionato rispetto al costo
della vita». In tale contesto, invita i dettaglianti «ad offrire un prezzo equo
ai produttori, fornendo ai consumatori prodotti alimentari a prezzi
ragionevoli».
I deputati ricordano poi la necessità di garantire
una regolamentazione interna e globale dei mercati
agricoli nell'interesse dei consumatori, dei redditi degli agricoltori,
delle industrie di trasformazione e di una politica alimentare sostenibile
dell'Unione europea. Rilevano inoltre la necessità di aumentare sensibilmente
il reddito degli agricoltori e chiedono che gli operatori dei paesi terzi siano
assoggettati allo stesso livello di controlli dei produttori UE. Accogliendo un
suggerimento del PPE/DE, si dicono preoccupati per l'aumento del costo dei
mangimi. Chiedono inoltre alla Commissione di elaborare strategie volte a
costituire riserve alimentari, per
prevenire crisi future e plaudono alla decisione dei ministri dell'agricoltura
UE di sospendere gli obblighi di ritiro della produzione per il 2008 che, si
stima, farà crescere il raccolto di circa 10 milioni di tonnellate.
Con 391 voti favorevoli, 104 contrari e 23
astensioni, l'Aula ha accolto un emendamento del PPE/DE che richiede un'immediata e profonda discussione
sul ruolo che possono svolgere le moderne
biotecnologie «nell'assicurare la continua produzione di generi alimentari
a prezzi ragionevoli». Con 426 voti favorevoli, 95 contrari e 11 astensioni,
inoltre, ha sottoscritto un emendamento dell'ALDE che chiede di seguire con
attenzione qualsiasi sviluppo sugli OGM e i dibattiti in materia.
I deputati sottolineano peraltro la necessità di
attribuire la priorità agli alimenti, rispetto ai carburanti e di sottoporre la
produzione di biocarburante a
rigorosi criteri di sostenibilità, ma hanno respinto la proposta della GUE/NGL
di attuare una moratoria di cinque anni sull'obiettivo di accrescere la
proporzione di biocarburanti nei trasporti. Il Parlamento ha invece accolto un
emendamento del PPE/DE con cui ammette che «non è più giustificato sovvenzionare
le colture destinate alla produzione di biocarburanti». Sottolinea però la
superficie ridotta utilizzata a tal fine nell'UE (2-3%) e giudica pertanto
«esagerate» le accuse secondo cui i biocarburanti sarebbero all'origine
dell'attuale crisi alimentare. Concorda invece sul fatto che la strategia di
taluni paesi, tra cui gli Stati Uniti, di utilizzare sempre più superfici alla
produzione di bioetanolo «ha avuto ripercussioni» sul prezzo e sulla
disponibilità di cereali sul mercato mondiale.
D'altro canto, su suggerimento del PPE/DE, i
deputati invitano la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi maggiormente
per promuovere l'impiego e la produzione di bioenergia di seconda generazione,
che trasforma i concimi naturali e i rifiuti agricoli piuttosto che le materie
prime agricole. Inoltre, facendo proprio un emendamento dell'ALDE, sottolineano
che occorrere riservare elevata priorità alla raccolta dei rifiuti urbani e dei residui agricoli e forestali nonché alla loro
conversione in gas, anche perché ciò permetterebbe di mettere a punto adeguate
tecnologie e darebbe il tempo di studiare la compatibilità tra produzione
alimentare e produzione energetica.
Il Parlamento ritiene che per lottare veramente
contro la fame sia necessaria una politica di sviluppo sostenibile a livello mondiale, per consentire ai paesi
in via di sviluppo di produrre acqua e
cibo sufficienti per approvvigionare la loro popolazione. Osserva infatti
che numerosi PVS «non stanno realizzando il loro potenziale di produzione
alimentare». Chiede quindi un aumento urgente e sostanziale degli investimenti
nell'agricoltura, nell'acquacoltura, nello sviluppo rurale e nell'agrobusiness
nei paesi in via di sviluppo, concentrato sugli agricoltori poveri e sulle
aziende di piccola scala. Anche i risultati del round di Doha dovrebbero dare
incentivi positivi affinché i PVS investano nella propria produzione agricola e
alimentare.
Il Parlamento sottolinea inoltre la necessità di
dare ai piccoli agricoltori dei paesi poveri l'accesso alle terre, ai servizi finanziari e al credito, a
sementi ad alto rendimento, a sistemi di irrigazione e a fertilizzanti. La
Commissione dovrebbe inoltre rafforzare la sua azione a favore degli
investimenti sull'irrigazione, sulle strade rurali, sulla ricerca e la
conoscenza locale, sulla formazione e sullo scambio di pratiche migliori al
fine di mettere a punto sistemi di raccolti sostenibili ed efficaci, di creare
disponibilità di acqua potabile, di istruzione e di promuovere la produzione
locale e gli scambi di mercato. Assieme alla BEI, dovrebbe inoltre sostenere il
microcredito ed altri programmi di servizi finanziari e maggiori investimenti
nell'agricoltura.
I deputati rilevano poi la necessità di trasferimenti di tecnologia e di
costruzione delle capacità e chiedono alla comunità internazionale di
intensificare gli sforzi nella lotta contro la desertificazione, il degrado dei
suoli e le siccità. Invitano poi gli Stati membri dell'UE e la comunità
internazionale a reagire senza indugio all'urgente appello straordinario del PAM,
aiutandolo a raccogliere le nuove sfide della lotta contro la fame, anche
perché ha segnalato che solo 260 dei 750 milioni di dollari USA necessari per
coprire i bisogni 2008 sono già stati impegnati stabilmente. Ritengono tuttavia
che la dipendenza dalle operazioni di aiuto alimentare «vada ridotta».
In materia di
commercio internazionale, il Parlamento auspica un'apertura dei mercati
agricoli «progressiva», conformemente al progressivo sviluppo di ogni singolo
paese in via di sviluppo, basata su norme commerciali «socialmente eque e
rispettose dell'ambiente». I prodotti sensibili fondamentali per i PVS,
inoltre, dovrebbero essere esclusi da una liberalizzazione totale «per impedire
danni irreversibili ai produttori locali». Accogliendo un emendamento della
GUE/NGL, inoltre ritiene che i paesi in via di sviluppo debbano avere il
diritto di proteggere il loro mercato dall'importazione di prodotti
sovvenzionati. L'UE deve anche
promuovere un sistema preferenziale e asimmetrico nei negoziati commerciali con
i PVS e scambi equi, nonché sostenere le proposte volte a includere
un'iniziativa sui prezzi dei generi alimentari di base nell'attuale round di
negoziati OMC.
Infine, il Parlamento sottolinea che l'attuale
crisi dei generi alimentari «dimostra la necessità di promuovere la stabilità
politica, l'integrazione regionale, la
democrazia e i diritti dell'uomo, non solo all'interno dell'UE, ma in tutto
il mondo». Chiede pertanto a tutte le parti interessate di promuovere i valori
umani e democratici e lo Stato di diritto nella gestione dell'attuale crisi
alimentare e nella soluzione dei problemi di sicurezza alimentare di lungo
termine.
CLASS ACTION EUROPEA PER LE
CONTROVERSIE TRANSFRONTALIERE
Doc. A6-0155/2008
Relazione sulla strategia per la politica dei consumatori dell'UE 2007-2013
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 19.5.2008 Votazione:
20.5.2008
Migliorare la legislazione e renderla più coerente e semplice. E' quanto
chiede il Parlamento per tutelare meglio i consumatori, migliorando anche il
loro accesso al risarcimento e offrendo loro l'accesso a meccanismi di ricorso
collettivo nei litigi transfrontalieri. Occorre poi garantire la loro
informazione e sostenerne le organizzazioni. Vanno anche rimossi tutti gli
ostacoli alle transazioni intra-UE, specie quelle finanziarie, garantendo
l'applicazione uniforme delle norme esistenti.
Adottando la relazione con 438 voti favorevoli, 84
contrari e 166 astensioni, il Parlamento accoglie con favore la comunicazione
della Commissione sulla strategia per la politica dei consumatori dell’UE ed
apprezza gli sforzi fatti per inserirvi una «cultura del consumatore». Sottolinea tuttavia la necessità di un
quadro giuridico più coerente e di
una legislazione migliore e più semplice per quanto riguarda i diritti dei
consumatori. In proposito, ritiene necessario un approccio orizzontale alla
politica dei consumatori che tenga conto degli interessi dei consumatori in
tutti gli ambiti politici pertinenti. Occorre quindi uno strumento orizzontale
che abbia come obiettivo primario la coerenza della legislazione vigente e
consenta «di chiudere qualsiasi scappatoia» raggruppando le questioni
transettoriali comuni all'insieme delle direttive.
Anche perché un solido sistema di protezione dei
consumatori, efficace in tutta Europa, «andrà a vantaggio sia dei consumatori
che dei produttori e venditori competitivi» e incentiverà le imprese a produrre
e vendere prodotti più durevoli, promuovendo una crescita più sostenibile.
Questa protezione è anche necessaria per conseguire
un miglior funzionamento del mercato interno e, pertanto, i deputati
chiedono di adottare misure per assicurare che «i 27 piccoli mercati nazionali
all’interno dell’UE siano di fatto trasformati nel più ampio mercato al
dettaglio del mondo». A tal fine è necessario che i cittadini «si sentano
ugualmente sicuri ad acquistare tanto via Internet che presso il negozio di
quartiere» e che le piccole e medie imprese (PMI) «possano contare su regole
semplici e identiche in tutto il mercato interno».
Creare la fiducia del consumatore, per il
Parlamento, è il fattore più importante per il completamento del mercato
interno. Accoglie quindi con favore il fatto che la strategia ponga l’accento
sul miglioramento dell’applicazione della normativa e della riparazione. A suo
parere, inoltre, le controversie tra consumatori e operatori economici
dovrebbero essere innanzitutto risolte in sede extragiudiziaria, per la
maggiore rapidità e i minori costi che ciò comporta. Chiede poi alla
Commissione di valutare l’opportunità di creare uno speciale Mediatore europeo per i consumatori per
i casi transfrontalieri.
La sollecita anche a valutare se la direttiva UE
(98/27) che mira alla protezione degli
interessi collettivi dei consumatori - dando alle loro organizzazioni il
potere di avviare provvedimenti inibitori - abbia apportato o no i
miglioramenti previsti. Dovrebbe inoltre esaminare la questione del
risarcimento dei consumatori negli Stati membri, tenendo presente che gli
eventuali sistemi di ricorso collettivo nelle cause transfrontaliere dovrebbero
essere oggetto di ricerche approfondite, «concentrandosi in particolare sulle
preoccupazioni destate dagli eccessi e gli inconvenienti del modello
statunitense» e affrontando la questione di una base giuridica adeguata a
livello europeo per tale strumento. Chiede dunque alla Commissione di
presentare, ove opportuno, una soluzione coerente a livello europeo, che offra
a tutti i consumatori l'accesso a meccanismi di ricorso collettivo per la
composizione delle controversie transfrontaliere. Ricorda peraltro che in
alcuni Stati membri vi sono dei vincoli costituzionali di cui tenere conto in
sede di elaborazione di un modello europeo di ricorso per i consumatori.
Riconoscendo il ruolo positivo svolto dall'euro nel
ridurre i costi delle transazioni, nel facilitare i confronti transfrontalieri
dei prezzi, nonché nell'aumentare il potenziale del mercato interno al
dettaglio, il Parlamento sottolinea l'importanza di promuovere le transazioni transfrontaliere al fine di aumentare la
libertà di scelta. Sarebbero garantite così ai consumatori le migliori opzioni
in termini di prezzi, qualità e varietà, in particolare per quanto riguarda i
beni e i servizi di base, quali i generi alimentari, gli alloggi, l'istruzione,
la sanità, l'energia, i trasporti e le telecomunicazioni. Chiede quindi «la
rimozione di tutte le barriere e di tutti gli ostacoli esistenti», anche per
garantire la fiducia dei consumatori negli acquisti e nei contratti
transfrontalieri, in particolare nel settore dei servizi per il quale, peraltro,
è necessaria «una maggiore liberalizzazione».
Relativamente ai mercati finanziari, il Parlamento ritiene che il problema
fondamentale sia costituito dal recepimento e dalla piena attuazione di tutta
la legislazione UE nonché dall'armonizzazione in tutti gli Stati membri. Chiede
quindi di rafforzare l'applicazione uniforme delle norme esistenti prima di
proporne di supplementari, le quali dovranno comunque evitare ingiustificati
oneri addizionali per i consumatori e l'industria. Vista la
complessità dei prodotti finanziari, bancari e assicurativi, tuttavia, le
politiche vincolanti volte a favorire l'informazione dei
consumatori «dovrebbero garantire loro la conoscenza di tutte le opzioni
esistenti». I deputati sottolineano inoltre che la protezione dei consumatori
«non può essere un pretesto per il protezionismo» e che un mercato pienamente
integrato dei servizi finanziari al dettaglio «deve essere sostenuto dalle
forze di mercato».
Nel sottolineare il ruolo importante che canali di
vendita nuovi e sempre più utilizzati, come il commercio elettronico, hanno nel rafforzamento della capacità di
consumo, il Parlamento ritiene che i principi ormai consolidati dei diritti dei
consumatori dovrebbero essere applicati anche nel mondo digitale. Pertanto
esorta l'adozione di ulteriori
misure per garantire la protezione dei consumatori in tale campo «senza
tuttavia porre un onere supplementare ingiustificato sull'industria». Al
riguardo, ritiene che le norme sulla protezione dei dati e sulla privacy
dovrebbero essere incluse in qualsiasi strategia relativa ai consumatori e
sottolinea l'urgente necessità che i legislatori elaborino norme globali in
materia di protezione di dati, in cooperazione con l'industria e le
organizzazioni dei consumatori.
Il Parlamento incoraggia poi la Commissione a
continuare a sostenere con vigore i diritti dei consumatori in relazione alla sicurezza dei prodotti, garantendo
l'integrità del marchio CE e migliorando la sorveglianza del mercato a tutti i
livelli nazionali appropriati, utilizzando il RAPEX (sistema di allarme rapido)
e potenziando la cooperazione internazionale (in particolare con la Cina). Deve
inoltre garantire che la legislazione in vigore sia adeguatamente attuata e
pienamente applicata dagli Stati membri, anche valutando la possibilità di
rivedere la direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti. Ricorda peraltro
che il marchio CE può essere interpretato erroneamente come indicazione
generale di test indipendenti o marchio di origine, mentre la Commissione è già
stata invitata a presentare un'analisi approfondita in materia di marchi per la
sicurezza dei consumatori seguita, se necessario, da proposte legislative.
Nel sottolineare l'importante ruolo svolto dalle organizzazioni dei consumatori nel
miglioramento della cultura del consumatore, il Parlamento invita infine la
Commissione a sostenerle finanziariamente e si dice favorevole ad iniziative
volte ad incentivare la partecipazione degli interessati alla politica dei
consumatori, alle consultazioni e allo sviluppo di tale politica. Rileva poi
che per sviluppare una cultura dei consumatori, l’UE e gli Stati membri
dovrebbero investire maggiormente in
campagne di informazione e di educazione dei consumatori «che veicolino i
giusti messaggi ai giusti segmenti di consumatori».
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
RELAZIONI ESTERNE
- Doc. A6-0168/2008 - Relazione sulla
relazione 2007 relativa ai progressi compiuti dalla Turchia
La Turchia deve realizzare le riforme promesse per
avanzare nei negoziati d’adesione all’UE. E’ quanto afferma il Parlamento
sollecitando il governo a garantire la libertà di espressione, di associazione
e di culto e a difendere le minoranze religiose. Deve anche assicurare il
controllo civile sull’esercito, l’indipendenza dei giudici e la tutela delle
donne dalle violenze, migliorare la gestione dei migranti, cessare le azioni
militari in Iraq e riconciliarsi con l'Armenia.
- Docc. B6-0271, 0272, 0273, 0274, 0275, 0276/2008 - Risoluzione comune sulla situazione in Libano
Il Parlamento accoglie con favore l'accordo che pone fine
alla crisi politica, ma rivolge un appello affinché sia attuato pienamente.
Insistendo sull'importanza della stabilità, della sovranità e dell'integrità
territoriale del Libano, chiede il disarmo di Hezbollah e il controllo del
traffico di armi. Rilevando l'importante ruolo dell'UNIFIL, esorta la Siria a
non interferire nelle vicende interne libanesi e a cooperare col tribunale
incaricato di processare gli assasini di Rafik Hariri.
- Docc. B6-0242, 0250, 0251, 0252, 0253, 0270/2008 - Risoluzione comune sulla catastrofe naturale in Cina
Il Parlamento esprime le sue
condoglianze per le vittime del terremoto in Cina e, plaudendo alla risposta
rapida delle autorità per venire in aiuto delle vittime, chiede di agevolare il
lavoro delle ONG. Esorta inoltre l'UE a fornire aiuti d'emergenza, l'assistenza
tecnica necessaria e aiuti alla ricostruzione.
COMMERCIO
ESTERO/INTERNAZIONALE
- Doc. A6-0134/2008 - Relazione sul
commercio di materie prime e prodotti di base
L’accesso alle materie prime è di importanza vitale per
l'economia dell'UE. E' quanto sostiene il Parlamento rilevando che il recente
rialzo dei loro prezzi ha danneggiato la crescita. Chiede quindi una strategia
in materia di accesso alle materie prime, la lotta alle speculazioni, la rimozione delle misure che
distorcono la concorrenza e una nuova politica energetica.
AMBIENTE
- Doc. A6-0154/2008 - Relazione sulla
proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela
penale dell'ambiente
Il Parlamento ha approvato
definitivamente una direttiva sui reati ambientali gravi da considerare
penalmente rilevanti in tutta l’UE se commessi intenzionalmente o per grave
negligenza, inclusi l'istigazione e il favoreggiamento a compierli. Tali reati
riguardano i rifiuti, le attività pericolose e le specie protette. Gli Stati
potranno fissare norme penali più severe e saranno tenuti a stabilire la
tipologia e l’entità delle sanzioni, che dovranno essere effettive,
proporzionate e dissuasive.
- Doc. A6-0102/2008 - Relazione
relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al divieto di
esportazione e allo stoccaggio in sicurezza del mercurio metallico
Il Parlamento ha adottato definitivamente un regolamento
che stabilisce il divieto di esportazione di mercurio e dei suoi composti a
partire dal marzo 2011 per ridurre l'offerta mondiale e contrastare così la
minaccia che rappresenta per la salute e l'ambiente. Il regolamento definisce
anche le condizioni di stoccaggio del mercurio e prevede che, nel 2010, sarà
valutata l'opportunità di bandirne anche l'importazione nell'UE. I PVS saranno
assistiti nel passaggio a tecnologie alternative.
- Doc. A6-0136/2008 - Relazione sui
dati scientifici relativi al cambiamento climatico: conclusioni e
raccomandazioni in vista dell'adozione di decisioni
Le origini umane del
riscaldamento della terra sono appurate. E’ quanto sostiene la relazione
interlocutoria sui cambiamenti climatici approvata dal Parlamento non
condividendo chi mette in dubbio i risultati degli studi su cause e effetti dei
cambiamenti climatici. Sollecita poi immediate e più ambiziose misure di
mitigazione, essendo insufficienti le attuali azioni, la promozione della
ricerca sugli effetti della produzione di biocarburanti e la sensibilizzare del
pubblico.
- Doc. B6-0237/2008 - Risoluzione
sulla proposta di regolamento (CE) della Commissione che stabilisce metodi di
prova a norma del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la
restrizione delle sostanze chimiche (REACH)
Il Parlamento ha adottato una
risoluzione relativa ai metodi di prova alternativi alla sperimentazione
animale nel quadro del regolamento REACH. Alla luce delle rassicurazioni
trasmesse dalla Commissione, i deputati annunciano che non si opporranno alla
proposta legislativa, ma hanno mantenuto ferma la richiesta di procedere
rapidamente alla modifica del regolamento per includere i test alternativi nel
frattempo convalidati.
- Doc. B6-0238/2008 - Risoluzione
sulla strategia dell'UE per la terza riunione delle Parti che aderiscono alla
Convenzione di Århus che si terrà a Riga, in Lettonia
A giugno si svolgerà la terza
riunione delle Parti alla Convenzione di Århus. Il Parlamento invita l'UE a
svolgere un ruolo determinante, trasparente e costruttivo nei negoziati. Chiede
poi progressi in materia di accesso alla giustizia e l'adozione di una
normativa UE in materia, nonché una maggiore sensibilizzazione dei cittadini.
- Doc. A6-0156/2008 - Risoluzione del Parlamento europeo sul
Libro verde su una migliore demolizione delle navi
TRASPORTI
- Doc. A6-0087/2008 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce
norme comuni sulle condizioni da osservare per esercitare l'attività di
trasportatore su strada
- Doc. A6-0037/2008 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che fissa norme
comuni per l’accesso al mercato di servizi di trasporto effettuati con autobus
(rifusione)
- Doc. A6-0038/2008 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che fissa norme
comuni per l'accesso al mercato del trasporto internazionale di merci su strada
(rifusione)
- Doc. A6-0163/2008 -Relazione su una
politica marittima integrata per l'Unione europea
INDUSTRIA
- Doc. A6-0077/2008 - Relazione sulla
proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla selezione e
l'autorizzazione dei sistemi che forniscono servizi mobili via satellite (MSS)
Il Parlamento ha adottato una decisione che armonizza i
criteri di selezione degli operatori di sistemi mobili via satellite e le
disposizioni sull'autorizzazione a utilizzare le radiofrequenze. Come richiesto
dei deputati, i servizi dovranno essere forniti come minimo al 50% della
popolazione e su almeno il 60% della superficie dell'UE e, in caso di grandi
catastrofi, potranno essere messi a disposizione dei servizi di soccorso
d'emergenza.
- Doc. A6-0077/2008 - Relazione
sull'esame intermedio della politica industriale - un contributo alla strategia
dell'Unione europea per la crescita e l'occupazione
La politica industriale UE dovrebbe creare un ambiente
favorevole allo sviluppo delle imprese, specie delle PMI. E' quanto sostiene il
Parlamento sollecitando la riduzione degli oneri amministrativi e un più
agevole accesso al capitale di rischio. Occorre poi promuovere la ricerca,
introdurre un brevetto europeo e lottare contro la contraffazione, assicurando
anche infrastrutture di trasporto efficienti.
- Doc. A6-0145/2008 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Consiglio che istituisce l'Impresa Comune “Celle a
combustibile e idrogeno”
Il Parlamento si è pronunciato sulla proposta di
regolamento che istituisce, a Bruxelles, un'impresa comune "cellule a
combustibile e idrogeno" che ha lo scopo di sostenere la ricerca volta a
promuovere lo sviluppo commerciale di convertitori di energia praticamente non
inquinanti. I deputati suggeriscono modifiche al contributo comunitario
all'impresa comune e pongono l'accento sul coinvolgimento delle PMI.
COOPERAZIONE
GIUDIZIARIA
- Doc. A6-0101/2008 - Relazione su una
semplificazione del contesto in cui operano le imprese in materia di diritto
societario, contabilità e revisione contabile
Il Parlamento sottolinea la necessità di semplificare
l'ambiente in cui operano le imprese in materia di diritto societario,
contabilità e revisione contabile, specie per le PMI e le piccolissime imprese.
Tuttavia respinge l'idea di abrogare le pertinenti direttive UE temendo un
ritorno a 27 sistemi giuridici diversi. Chiedendo di concentrare la
semplificazione su misure concrete, sollecita uno statuto delle SpA europee e
nuove condizioni giuridiche quadro per le imprese.
SANITÁ PUBBLICA
- Doc. A6-0101/2008 - Dichiarazione
scritta sulle malattie reumatiche
In Europa oltre 100 milioni di persone sono colpite da
sintomi di disturbi muscolo-scheletrici. Il Parlamento chiede quindi di
attribuire maggiore rilievo alle malattie reumatiche nella nuova strategia
comunitaria in materia di salute e incoraggia gli Stati membri ad attuare piani
nazionali per lottare contro tali malattie. L'adozione di politiche sociali e
sanitarie a favore di persone che soffrono di malattie reumatiche ridurrebbe i
costi socioeconomici correlati a tali patologie.
AGRICOLTURA
- Doc. A6-0164/2008 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n.
1782/2003 per quanto riguarda il trasferimento dell'aiuto al tabacco al Fondo
comunitario del tabacco per gli anni 2008 e 2009 e del regolamento (CE) n.
1234/2007 per quanto riguarda il finanziamento del Fondo comunitario del
tabacco
Il Parlamento chiede di estendere il finanziamento del
Fondo comunitario del tabacco dal 2009 al 2012 e, parallelamente, di prorogare
il regime di aiuto ai produttori di tabacco fino alla stessa data. Suggerisce
inoltre di finanziare il Fondo, che promuove azioni di informazione e
sensibilizzazione sugli effetti nocivi del consumo di tabacco, trasferendo il
6% degli aiuti, anziché il 5%, ossia 81 milioni di euro.
- Doc. A6-0147/2008 - Relazione su una
nuova strategia per la salute degli animali nell'Unione europea (2007-2013)
I rischi sanitari per gli animali sono cresciuti, ma la
produzione UE è più sicura che mai. E' quanto sostiene il Parlamento chiedendo
la tutela degli allevatori UE dalla produzione estera meno cara e sicura.
Rileva l'utilità dei sistemi di tracciabilità e che la qualità del trasporto è
più rilevante della sua durata, mentre la clonazione degli animali andrebbe
vietata. Auspica una strategia di vaccinazione, il libero flusso dei prodotti
di animali vaccinati e incentivi alla prevenzione.
- Doc. A6-0061/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio relativo alle indagini sulla struttura delle aziende agricole e
all'indagine sui metodi di produzione agricola e che abroga il regolamento
(CEE) n. 571/88 del Consiglio
- Doc. A6-0130/2008 - Risoluzione legislativa del Parlamento
europeo sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
relativo alle statistiche sulle carni e sul bestiame
- Doc. A6-0160/2008 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Consiglio che semplifica le procedure di redazione degli elenchi e di
diffusione dell'informazione in campo veterinario e zootecnico
DIRITTI UMANI
- Doc. B6-0241, 0265, 0266, 0267, 0268, 0269/2008 - Risoluzione sulla crescente tensione
in Burundi
- Doc. B6-0239, 0259, 0260, 0261, 0263, 0264/2008
- Risoluzione sull'arresto degli
oppositori politici in Bielorussia
- Doc. B6-0240, 0254, 0255, 0256, 0257, 0258/2008 - Risoluzione sul
Sudan e il Tribunale penale internazionale (TPI)
SVILUPPO
- Doc. A6-0171/2008 - Risoluzione sul seguito dato alla
Dichiarazione di Parigi del 2005 sull'efficacia degli aiuti
- Doc. A6-0158/2008 - Risoluzione sulla strategia per le regioni
ultraperiferiche: realizzazioni e prospettive
- Doc. A6-0133/2008 - Risoluzione sulla valutazione del programma
PEACE e strategie per il futuro
BILANCIO
- Doc. A6-0188/2008 - Risoluzione sul progetto di bilancio
rettificativo n. 2/2008 dell'Unione europea per l'esercizio 2008, Sezione III -
Commissione
- Doc. A6-0181-2008 - Risoluzione sullo stato di previsione delle
entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2009
GIURIDICA
- Doc. A6-0152-2008 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla restituzione dei beni
culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro
DALLE
ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE
AMBIENTE
·
Pacchetto
clima / energia (http://consilium.europa.eu)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Credito
al consumo (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/misc/99795.pdf)
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
CONCORRENZA
·
Libro
bianco sulle azioni di risarcimento danni per violazione delle regole sulle intese
e abusi di posizione dominante (http://ec.europa.eu/comm/competition/antitrust/actionsdamages/index.html)
POLITICA SOCIALE
·
Roadmap
2008 pari opportunità tra uomini e donne (SEC
2008/338)
AMBIENTE
·
Inquinamento
marittimo (http://ec.europa.eu/transport/maritime/index_en.htm)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
Inaugurazione
del progetto SENIOR (http://ec.europa.eu//information_society/newsroom/cf/document
.cfm?action=display&doc_id=442)
MERCATO INTERNO
·
Statuto
europeo della società privata (http://ec.europa.eu/internal_market/company/epc/index_en?htm)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Intensificazione
della lotta contro le frodi sull'IVA (COM
2008/147)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
11
azioni rapide destinate a ridurre gli oneri amministrativi nel 2008 (COM 2008/141)
·
Norme
per stimolare innovazione e competitività (http://ec.europa.eu/enterprise/standards_policy/inde
x_en.htm)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Pagella
dei mercati dei beni al consumo (http://ec.europa.eu)
TRASPORTI
·
Accise
uguali per gasolio e benzina verde nel 2015 (http://ec.europa.eu)
VARIE
·
Debate
Europe - Dar voce ai cittadini (http://europa.eu/debateeurope/)
·
Programma
di lavoro 2008 in tema di sovvenzioni per la comunicazione (http://ec.europa.eu/dgs/co
mmunication/pdf/prog2008_fr.pdf)
·
Immigrazione
e allargamento dello spazio Schengen (http://ec.europa.eu)
DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
RELAZIONI ESTERNE
·
Negoziati
APE (http://eesc.europa.eu)
POLITICA SOCIALE
·
Sistemi
di cura di lunga durata per gli anziani (http://eesc.europa.eu)
·
Le
donne di fronte al part-time (http://eesc.europa.eu)
·
I
giovani sul mercato del lavoro (http://eesc.europa.eu)
VARIE
·
Futuro
regime comune europeo in materia di asilo (http://eesc.europa.eu)
·
Applicazione
della strategia di Lisbona (http://eesc.europa.eu)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"L'Avvocato generale
Sharpston propone di dichiarare inesistente il regolamento di attuazione per la
sicurezza dell'aviazione
Conclusioni dell'avvocato generale nella Causa C-345/06
La persistente e
deliberata assenza di pubblicazione dell'allegato di detto regolamento,
contenente l'elenco degli articoli proibiti come bagaglio a mano, costituisce
una violazione di tale gravità che non può essere tollerata dall'ordinamento
giuridico comunitario.
·
"La Corte annulla talune
disposizioni della direttiva riguardante la procedura di riconoscimento e di
revoca dello status di rifugiato"
Sentenza della Corte nella Causa C-133/06
Assoggettando la
futura adozione degli elenchi comuni dei paesi sicuri alla mera consultazione
del Parlamento e non alla procedura di codecisione, il Consiglio eccede le
competenze conferitegli dal Trattato in materia di asilo.
·
"La Corte si pronuncia
sull'interpretazione delle disposizioni comunitarie sul trasporto degli
animali"
Sentenza della Corte nella Causa C-491/06
In sede di trasposizione
di tale legislazione gli Stati membri dispongono di un margine di
discrezionalità, a condizione che la normativa nazionale non ostacoli gli
scambi di animali.
·
"La Corte annulla la
decisione del Consiglio di sostegno alla moratoria sulle armi leggere e di
piccolo calibro dei paesi dell'Africa occidentale"
Sentenza della Corte nella Causa C-91/05
La decisione, che
persegue obiettivi riconducibili non solo alla politica estera e di sicurezza
comune, ma anche alla politica comunitaria di cooperazione allo sviluppo,
avrebbe dovuto essere adottata sul fondamento del Trattato CE e non del
Trattato UE.
·
"L'Avvocato generale Poiares
Maduro ritiene che una società registrata in uno Stato membro possa trasferire
la sua sede operativa in un altro Stato membro"
Conclusioni dell'Avvocato generale nella Causa C-210/06
Inoltre, esaminando
questioni connesse al procedimento di rinvio pregiudiziale, l'Avvocato generale
sostiene che i giudici nazionali dell'impugnazione non possono imporre agli
organi giurisdizionali di grado inferiore di ritirare una domanda di pronuncia
pregiudiziale.
·
"Il versamento di una
pensione di invalidità concessa da uno Stato membro alle vittime civili della
guerra o della repressione non può essere negato per la sola ragione che l'avente
diritto risieda in un altro Stato membro"
Sentenza della Corte nella Causa C-499/06
Il requisito di
residenza nel territorio nazionale previsto dalla disciplina polacca è
sproporzionato.
Per ulteriori
informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 -
Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352)
43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm
DALLA
GAZZETTA UFFICIALE
AFFARI ECONOMICI E
FINANZIARI
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento
europeo, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e
alla Banca Centrale Europea - L’introduzione dell’euro a Cipro e a Malta
COM (2008) 204 definitivo
·
Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio del 10
aprile 2008 sulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla
globalizzazione, in conformità del punto 28 dell’accordo
interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e
la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione
finanziaria (2008/370/CE) (GUUE L 128/2008)
·
Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio del 29
aprile 2008 recante modifica dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006
sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria con
riguardo al quadro finanziario pluriennale (2008/371/CE) (GUUE L 128/2008)
AGRICOLTURA
·
Regolamento (CE) n. 319/2008 della Commissione del 7 aprile
2008 che modifica il regolamento (CE) n. 795/2004 recante modalità di
applicazione del regime di pagamento unico di cui al regolamento (CE)
n. 1782/2003 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di
sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni
regimi di sostegno a favore degli agricoltori e il regolamento (CE) n. 796/2004
recante modalità di applicazione della condizionalità, della modulazione e del
sistema integrato di gestione e di controllo di cui al regolamento (CE) n.
1782/2003 del Consiglio (GUUE L 95/2008)
·
Regolamento (CE) n. 318/2008 della Commissione del 31 marzo
2008 che modifica il regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio relativo alla protezione
di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo
del loro commercio (GUUE L 95/2008)
MERCATO INTERNO
·
Regolamento (CE) n. 213/2008 della Commissione del 28 novembre
2007 recante modifica del regolamento (CE) n. 2195/2002 del Parlamento europeo
e del Consiglio relativo al vocabolario comune per gli appalti pubblici
(CPV) e delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio relative alle procedure per gli appalti pubblici, per quanto
riguarda la revisione del CPV (Testo rilevante ai fini del SEE) (GUUE L 74/2008)
POLITICA REGIONALE
·
Decisione della Commissione dell'8 aprile 2008 che esclude dal
finanziamento comunitario alcune spese effettuate dagli Stati membri a titolo
del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG),
sezione «garanzia», e del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) [notificata con il numero C(2008)
1283] (I testi in lingua ceca, danese, francese, inglese, italiana,
neerlandese, portoghese, spagnola e tedesca sono i soli facenti fede) (2008/321/CE) (GUUE L 109/2008)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Regolamento (CE) n. 273/2008 della
Commissione del 5 marzo 2008 che stabilisce modalità di applicazione del
regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio per quanto riguarda i metodi
di analisi e la valutazione qualitativa del latte e dei prodotti
lattiero-caseari (GUUE L 88/2008)
VARIE
·
Decisione della Commissione del 25 marzo 2008 che istituisce
il gruppo di esperti «Piattaforma per la conservazione di dati
elettronici a fini di indagine, accertamento e perseguimento di reati gravi»
(2008/324/CE) (GUUE L 111/2008)
BANDI
- INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni
bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono
consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.europa.eu
sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl
ENERGIA
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA
"TEN-E" RETI TRANS-EUROPEE DELL'ENERGIA, IN GUUE C 106/12 DEL 26/04/2008.
http://ec.europa.eu/dgs/energy_transport/grants/proposal_en.
Scadenza: 30/06/2008
ESPERTI NAZIONALI
DISTACCATI
1 POSTO
END C/O DG SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE E MEZZI DI COMUNICAZIONE - UNITÀ B5 http://www.esteri.it/MAE/IT/Candidature/2008/20080424_DG_Soc
Scadenza: 06/06/06
1 POSTO END C/O EUROSTAT - UNITÀ G4
http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Oppor
Scadenza: 06/06/06
1 POSTO
END C/O EUROSTAT - UNITÀ F4
http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Oppor
Scadenza: 06/06/06
1 POSTO
END C/O EUROSTAT - UNITÀ F2
http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Oppor
Scadenza: 06/06/06
1 POSTO END C/O DG CENTRO
COMUNE DI RICERCA - UNITÀ I04 http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Oppor
Scadenza: 06/06/06
ESPERTI, ASSUNZIONI
CONCORSO EPSO PER INFERMIERE (AST3) RELATIVAMENTE A
SERVIZIO MEDICO O IN ASILO NIDO, IN GUUE C 108/12 DEL 29/04/2008. NOTA: IL
TESTO DEL BANDO E' DISPONIBILE
IN LINGUA INGLESE.
Codice:
EPSO/AST/56/08
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2
Scadenza: 03/06/2008
INVITO A MANIFESTARE INTERESSE 2008 PER LA NOMINA DI
ESPERTI IN QUALITÀ DI MEMBRI DEL COMITATO SCIENTIFICO DELL'AGENZIA EUROPEA
DELL'AMBIENTE (AEA), IN GUUE C 111/15 DEL 06/05/2008.
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2
Scadenza: 30/06/2008
INVITO A
PRESENTARE CANDIDATURE DI ESPERTI ASSUNTI SINGOLARMENTE PER PRESTARE ASSISTENZA
TECNICA A FAVORE DEI PAESI TERZI NEL SETTORE DEGLI AIUTI UMANITARI, IN GUUE C
112/13 DEL 07/05/2008. NOTA: L'ESAME DELLA CONFORMITÀ DELLE CANDIDATURE CON I
CRITERI DI AMMISSIONE E L'ISCRIZIONE DEI CANDIDATI
NELL'ELENCO AVRANNO LUOGO OGNI QUATTRO MESI A DECORRERE DA LUGLIO 2008.
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2
Scadenza: 31/12/2008
ISTRUZIONE, FORMAZIONE E CULTURA
INVITO
A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA "BEST IDEA OF THE
YEAR" PER FARE CONOSCERE GLI ASPETTI DELL'INNOVAZIONE SVILUPPANDO LA
FANTASIA E AFFRONTANDO PROBLEMI PER SVILUPPARE L'IDEA. ELEGGIBILI STUDENTI TRA
I 15 E I 20 ANNI.
http://www.innovationandcreativity.eu/
Scadenza: 30/06/2008
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA
"YOUTH IN ACTION" IL CUI FINE È SUPPORTARE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE
PER I GIOVANI E NUOVE LEVE IN CAMPO LAVORATIVO, IN GUUE C 109/06 DEL 30/04/2008.
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2
Scadenza: 30/06/2008
OCCUPAZIONE E
POLITICA SOCIALE
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA
"PROGRESS" PER INCENTIVARE LA MOBILITÀ DEI LAVORATORI ALL'INTERNO DELL'EUROPA. http://ec.europa.eu/employment_social/calls/2008/vp_2008_014
Scadenza: 24/06/2008
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA "PROGRESS" RELATIVO ALL'ACCORDARSI TRA LA MODERNIZZAZIONE
DEI BISOGNI E IL RAFFORZAMENTO DELLE ISTITUZIONI DEL MERCATO DEL LAVORO.
http://ec.europa.eu/employment_social/calls/2008/vp_2008_013
Scadenza: 24/06/2008
RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI
SOSTEGNO ALLE TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE ED INFORMAZIONE COME PARTE DEL
PROGRAMMA QUADRO
(2007-2013) SPECIFICO «COMPETITIVITÀ E INNOVAZIONE» (CIP), IN GUUE C 108/11)
DEL 29/04/2008.
Codice:
CIP-ICT PSP-2008-2 http://ec.europa.eu/information_society/activities/ict_psp/i
Scadenza: 09/09/2008
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA
PARTNERS
Azienda bulgara sta cercando partner commerciali in Italia per
vendere i suoi distillati alcolici. BG 666
Azienda del Montenegro sta cercando produttori di legname in Italia. MO 665
Azienda israeliana produttrice di sistemi di illuminazione per il settore
aereo sta creando intermediari commerciali, contratti di joint
venture e subcontratti. IL 669
Agente spagnolo specializzato nella distribuzione di prodotti alimentari
sta cercando distributori e importatori. SP 667
Azienda spagnola produttrice di pubblicazioni per l’apprendimento
dell’inglese sta cercando distributori e di stipulare contratti
di joint venture. SP 668
Azienda lituana produttrice di pallet sta cercando
distributori, rappresentanti e agenti. LT 670
Azienda tunisina sta cercando produttori italiani di serre per la
coltivazione di pomodori. TU 664
Azienda albanese sta cercando urgentemente di acquistare due
macchinari per la trivellazione di tunnel. AL 678
Azienda portoghese produttrice di macchinari per la costruzione di
pavimentazioni industriali sta cercando intermediari commerciali
quali agenti, rappresentanti e distributori. PT 676
Azienda siriana produttrice di biancheria per il letto, tovaglie e
ricami sta cercando distributori ed agenti esclusivi per i
propri prodotti in Italia. SY 672
Azienda siriana produttrice di pistacchi freschi o tostati
sta cercando spedizionieri, ditte specializzate nella lavorazione e
nell’imballaggio dei pistacchi e ditte specializzate nella fertilizzazione del
pistacchio in tutta Europa. SY 673
Azienda tedesca specializzata nella produzione di prodotti
alimentari dietetici sta cercando distributori dei propri
prodotti. DE
671
Azienda tedesca specializzata nella produzione di letti e sedie motorizzati
per persone inferme sta cercando intermediari commerciali in
tutta Europa. DE 674
Azienda del Montenegro sta cercando produttori di legname in Italia. MO 665
Per ulteriori
informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto
tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati
Delegazione italiana POPOLO DELLA LIBERTÁ
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06
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Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.: +32
2 284 2111 - www.europarl.europa.eu
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.europa.eu/roma/
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Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: +32 2 2991111 -
www.ec.europa.eu
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - www.ec.europa.eu/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.ec.europa.eu/italia/
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: +32 2 285 6111 - www.ue.eu.int
·
Corte
di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - www.curia.europa.eu/
·
Comitato
economico e sociale - Rue Ravenstein,
2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: +32 2 546 9011 - www.eesc.europa.eu
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: +32 2 282 2211 - www.cor.europa.eu/
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.eur-lex.europa.eu/it/index.htm
serie S (Bandi): www.ted.europa.eu/
·
Euro
Info Centres (informano e
forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee:
normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza,
concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.ec.europa.eu/enterprise-europe-network
Partito Popolare Europeo - Rue de Commerce, 10 - 1000
Bruxelles
Tel.: +32 2 285
4140 - www.epp-eu
EUROINFORMAZIONI
E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org