GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  del POPOLO DELLA LIBERTÁ

Ufficio di Roma

 

  

                                                                                                                                

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

29 Maggio 2008

n° 160

 

Lettera informativa della Delegazione del POPOLO DELLA LIBERTÁ del Gruppo PPE/DE

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GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana del POPOLO DELLA LIBERTÁ

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.

 


 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

ECVET: SISTEMA EUROPEO DI CREDITI PER L'ISTRUZIONE

 

La Commissione europea ha presentato un progetto di sistema europeo di crediti per l’insegnamento e la formazione professionale. Questo sistema, denominato ECVET, dovrebbe permettere ai cittadini europei di ottenere più facilmente il riconoscimento delle loro formazioni, delle loro competenze e delle loro conoscenze in un altro paese. La Commissione incoraggia gli Stati membri ad adottare questo dispositivo volontario che non intende sostituire i sistemi nazionali bensì facilitare i trasferimenti tra questi sistemi.

Questa nuova iniziativa si basa sul successo ottenuto dal sistema europeo di trasferimento e di accumulo di crediti (ECTS), in vigore, su base volontaristica, nell’insegnamento superiore. Introdotto nel 1989, questo sistema ha permesso di ottenere più trasparenza e ha facilitato il riconoscimento dei periodi di studi effettuati all’estero. Realizzato in modo volontario, dispone ormai di una base legale quasi ovunque e si applica generalmente ai programmi di tipo licenza e master, secondo l’ultima indagine Eurydice, la rete di informazioni sull’istruzione. Il sistema ECVET sarà totalmente compatibile con il sistema ECTS e segue la stessa logica: facilitare la mobilità dei cittadini europei nell’insegnamento e la formazione professionale. In Europa, i sistemi d’istruzione sono molto frammentati e spesso complessi, e l’insegnamento e la formazione professionale non fanno eccezione alla norma, spiega la Commissione. Il numero di rilascio di attestati e di procedure, persino all’interno di ciascun paese, può rendere difficile il trasferimento delle acquisizioni di apprendimento di un sistema o di un contesto di formazione verso un altro. Il sistema ECVET definisce “unità d’acquisizione di apprendimento” a cui associa punti di credito. Le autorità competenti per la sorveglianza dei rilasci di attestati dagli Stati membri possono, grazie a questo sistema di rilascio di attestati professionali le acquisizioni che provengono dagli altri paesi in base ai punti che venegono associati loro, facilitando così il trasferimento degli acquis. La proposta della Commissione si presenta sotto forma di raccomandazione attualmente sottoposta all’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio. Gli Stati membri saranno in seguito liberi di adottarla su base volontaristica e attuarla secondo le loro modalità. La Commissione, allo stesso tempo, ha presentato un progetto per un nuovo punto di riferimento che dovrebbe aiutare gli Stati membri a scambiare le loro migliori pratiche nel settore delle politiche d’insegnamento e di formazione professionale. Si tratta del quadro europeo di garanzia della qualità (CERAQ) che è oggetto di una raccomandazione distinta, e il cui obiettivo è rafforzare la concorrenza e la coerenza delle misure politiche adottate in questo settore. Gli Stati membri sono invitati a migliorare le loro pratiche di gestione della qualità applicando un insieme di criteri e di descrittori indicativi comuni e valutando le loro politiche in base a questo quadro comune.

 

 

 

UE-CINA: CONTROLLI SUI PRODOTTI PERICOLOSI

 

Nel 2007 il numero di prodotti pericolosi ritirati dal mercato nell'Unione europea è aumentato del 53% rispetto al 2006: più di milleseicento prodotti sono stati segnalati alle autorità di controllo europee, e circa metà provenienti dalla Cina. L'intensificazione dei controlli ha dato risultati importanti per la sicurezza dei consumatori, come mostrano i dati contenuti nella relazione appena pubblicata sul "sistema RAPEX", lo strumento europeo di allerta sulla sicurezza dei prodotti:

http://ec.europa.eu/consumers/safety/rapex/index_en.htm

La commissaria europea per i consumatori Meglena Kuneva, presentando i risultati dell'attività di rafforzamento sui controlli, ha affermato: "L’estate dei richiami (legata alla crisi dei giocattoli cinesi a metà 2007, ndr) ha dato il via a un inverno di valutazioni che ha preparato la strada per una primavera e un'estate all'insegna del cambiamento. L’odierna relazione su RAPEX indica che un numero sempre crescente di prodotti viene individuato e distrutto prima che possano nuocere ai consumatori dell’UE. Le autorità pubbliche si stanno dimostrando chiaramente all’altezza delle loro responsabilità in materia di protezione dei consumatori. Lo scopo è assicurare che i cittadini dell'UE possano fare tranquillamente i loro acquisti senza doversi arrovellare la testa per capire se un prodotto è pericoloso o no."

Il numero di notifiche RAPEX è aumentato significativamente, passando dai 468 del 2004, quando entrò in vigore la nuova normativa in materia di sicurezza dei prodotti, ai 1605 del 2007. Il risultato si deve a una più efficace attuazione della normativa sulla sicurezza dei prodotti da parte delle autorità nazionali, a una maggiore consapevolezza tra le aziende dei loro obblighi, e a una più stretta cooperazione con i paesi extraeuropei (tra cui la Cina).

 

 

 

UE-IMPRESE: REGISTRAZIONE DELLE SOSTANZE CHIMICHE (1/12/2008

 

Circa 30.000 sostanze chimiche attualmente utilizzate (ad esempio degli acidi, dei metalli, dei solventi, dei tensioattivi e degli adesivi) dovranno essere oggetto di una registrazione preliminare presso l'agenzia europea dei prodotti chimici (ECHA) tra il 1° giugno e il 1° dicembre 2008. Il nuovo regolamento REACH sulle sostanze chimiche (registrazione, valutazione ed autorizzazione delle sostanze chimiche, e restrizioni applicabili a queste sostanze) entra in applicazione il 1° giugno, e la Commissione europea e l'ECHA, hanno richiamato l'attenzione delle imprese sugli obblighi che incombono loro a titolo di questo regolamento.

Decine di migliaia di fabbricanti o di importatori di sostanze chimiche dovranno procedere alla registrazione preliminare delle loro sostanze nel 2008 se vogliono proseguire la produzione o l'importazione senza interruzione. Secondo le stime, più di 180.000 dossier di registrazione preliminare saranno introdotti. Il processo di registrazione preliminare permetterà alle imprese di condividere i loro dati sui prodotti chimici ed apre la via ad una migliore conoscenza di queste sostanze. Si tratta di una condizione chiave del rafforzamento della sicurezza nei prossimi anni.

In un comunicato, Geert Dancet, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dei prodotti chimici, sottolinea che "il conto alla rovescia verso la registrazione preliminare delle sostanze chimiche è cominciato". E afferma che l'ECHA ha fatto il massimo sforzo per mettere a disposizione operatori delle linee direttive e degli strumenti facili da comprendere. Il suo sito web in molte lingue ed i servizi d'assistenza REACH aiuteranno le imprese in occasione della registrazione preliminare in linea.

Questo richiamo della Commissione e dell‘ECHA alle imprese è motivato dal timore che alcune fra esse non siano ancora coscienti dei loro obblighi, sia perché non conoscono il campo d'applicazione o le disposizioni specifiche della regolamentazione, sia perché credono che REACH non le riguardi, soprattutto quando non appartengono al settore chimico. La Commissione ha di conseguenza invitato le autorità degli Stati membri, l'industria, i paesi terzi e gli altri operatori ad informare meglio tutte le imprese interessate degli obblighi ai quali devono soddisfare. Per maggiori informazioni e chiarimenti: www.helpdesk-reach.it

 

 

 

LOTTA EUROPEA CONTRO LA CONTRAFFAZIONE

 

Sono due gli effetti negativi della contraffazione che l'Unione europea decide di combattere in prima linea: i pericoli sulla salute e la sicurezza, e i danni inflitti alle imprese e ai consumatori che producono secondo le regole. Il Commissario responsabile per la corretta applicazione delle regole del mercato interno ha annunciato questa settimana che è in preparazione un piano d'azione per contrastere un fenomeno sempre più in aumento.

Nel 2005 le dogane europee hanno sequestrato 75 milioni di oggetti contraffatti, e nel 2007 il numero era praticamente raddoppiato, avvicinando i 130 milioni. E si tratta solo degli oggetti sequestrati: il numero reale di prodotti immessi sul mercato illegale è sconosciuto, ma certamente enorme. Circa l'80% dei prodotti sequestrati in Europa è "Made in China".

Sono molti gli aspetti della questione. La pirateria, ad esempio, è un fenomeno che ha perso qualsiasi aspetto romantico. Artisti, musicisti e interpreti sono i più danneggiati da questo tipo di attività illegale, ma è ormai appurato che in molti casi il danno della contraffazione va oltre l'aspetto economico e incide direttamente sulla sicurezza dei cittadini. Ad esempio nel caso di parti e accessori nell'industria aeronautica o delle automobili, di componenti elettrici, prodotti chimici o farmaceutici falsificati, ma anche del cibo e delle bevande.

La protezione dei diritti (d'autore o sui prodotti industriali) è anche una parte essenziale di un'economia efficiente e competitiva. Innovazione, qualità, design e marchi sono considerati ormai unanimemente l'unica via a disposizione dell'industria europea per reggere la concorrenza internazionale, e se non vengono difese perdono tutta la loro efficacia. Purtroppo, rubare questi elementi è oggi più redditizio che rubare i prodotti stessi. Si tratta di un crimine organizzato su vasta scala come qualsiasi altro, e quindi deve essere combattuto come tutti gli altri. Esso mina non solo le entrate dirette delle imprese, ma anche la fiducia dei consumatori e la loro capacità d'innovazione. 

La stessa Cina oggi sta iniziando a riflettere sul fatto che la contraffazione è un danno anche per il suo proprio sviluppo. Il contraffattore di oggi, nel momento in cui inizia a sviluppare la sua ricerca, è la vittima potenziale di domani. E questa nomea ormai diffusa di "pirata mondiale" inizia a dare fastidio agli stessi cinesi. La Commissione europea, che come si sa rappresenta tutta l'industria europea nei negoziati all'Organizzazione Mondiale del Commercio, è da tempo attiva per lottare contro la contraffazione attraverso accordi bilaterali con i principali Paesi partner o concorrenti, ma anche a livello multilaterale.

Risale al 2004 una direttiva che per la prima volta ha introdotto strumenti a disposizione soprattutto delle autorità doganali dei diversi Paesi europei. Essa prevede sanzioni e rimedi comuni per i delitti di pirateria e contraffazione, ma queste misure sono di ordine semplicemente civile e amministrativo e non penale. Una proposta per introdurre sanzioni penali sul mancato rispetto della proprietà intellettuale è all'esame del Consiglio dei Ministri europeo.

Ma la sua applicazione è ancora limitata sia in termini di scambio di dati, sia di risorse. La cooperazione tra gli organi preposti di ciascuna nazione, poi, è ancora insufficiente. Autorità doganali, polizia, ispettorati e uffici brevetti devono agire insieme non solo dentro le frontiere del loro paese ma, in presenza come siamo oggi di un mercato ormai aperto a livello europeo, anche insieme ai loro omologhi degli altri Stati.

Il processo in corso per arrivare al "brevetto europeo" e unificare la legislazione sui brevetti è una delle strade che l'UE sta percorrendo per lottare contro la contraffazione. Una totale protezione in tutta l'Europa dei prodotti coperti dal brevetto continentale rinforzerà certamente la tutela del prodotto, facilitandone inoltre la commerciabilità sul mercato interno. Un altro obiettivo dell'UE è la creazione di strumenti comuni per lo scambio immediato di informazioni. Le agenzie nazionali contro la contraffazione saranno messe in network, e da parte di alcuni stati membri si richiede addirittura la creazione di un'agenzia europea di lotta alla contraffazione (anche se la Commissione non ha ancora preso ufficialmente in considerazione quest'ipotesi). Il contributo dei diversi settori, al loro interno ma anche attraverso forme di collaborazione intersettoriale, potrebbe rivelarsi decisivo.

 

 

 

PAESI IN VIA DI SVILUPPO: RELAZIONE SULLA CRESCITA

 

I paesi in via di sviluppo possono raggiungere un livello di crescita sostenibile ed equo se riescono a trarre pienamente profitto dall’economia mondiale e se hanno dei dirigenti impegnati. Ciò fa parte delle conclusioni della "relazione sulla crescita", pubblicata dalla Commissione sulla “crescita e lo sviluppo" creata sotto gli auspici della Banca mondiale. Il premio Nobel per l’Economia Michael Spence, in qualità di Presidente di questa commissione e Danuta Hübner, che ha anche partecipato ai lavori, hanno presentato di recente la relazione a Bruxelles. Il documento analizza 13 economie a crescita elevata dalla seconda guerra mondiale e spiega quali sono gli elementi che possono spiegare il loro successo.

 

 

 

 

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

BRUXELLES  -  MINISESSIONE  07 - 08 MAGGIO 2008

 

 

ISTITUZIONI

 

 

CICLONE NARGIS, SOLIDARIETÀ AL POPOLO BIRMANO

 

Dando inizio ai lavori, il Presidente ha espresso la solidarietà al popolo birmano colpito dal ciclone che ha causato migliaia di morti e di senzatetto e danni materiali ingentissimi. Per Pöttering, la giunta militare birmana non è riuscita ad affrontare la situazione, né con misure preventive né, in seguito all'uragano, per aiutare la popolazione. Ha quindi auspicato che il governo agevoli la distribuzione di aiuti umanitari e ha chiesto la liberazione del Premio Sacharov Aung San Suu Kyi.

 

 

Siamo tutti coscienti delle terribili conseguenze del ciclone che ha colpito la Birmania la scorsa domenica, ha esordito il Presidente HANS-GERT PÖTTERING aprendo la seduta: «una tragedia che ha ucciso decine di migliaia di persone, causato centinaia di migliaia di senzatetto e distrutto le infrastrutture nelle aree più popolate del paese».

Sottolineando che si tratta di un «disastro senza precedenti» per il paese, il Presidente ha dichiarato che la giunta militare che lo guida non ha affrontato la situazione in modo appropriato: «non ha né previsto misure preventive né assistito a sufficienza la popolazione». Inoltre, ha deciso di indire comunque il referendum costituzionale il 10 maggio, dimostrando così «una mancanza di legittimità».

 

Ha tuttavia giudicato positivamente la decisione della giunta di non opporsi all'aiuto umanitario internazionale ed ha ricordato che l'Unione europea ha già sbloccato un aiuto d'urgenza. Il Presidente ha poi sottolineato che, nel corso della prossima sessione, la Commissione illustrerà all'Aula quanto realizzato per fornire l'assistenza e quali sono le condizioni per la fornitura dell'aiuto al paese.

 

Dopo aver espresso la solidarietà del Parlamento europeo al popolo birmano, il Presidente ha concluso sollecitando la liberazione del Premio Sacharov Aung San Suu Kyi di modo ché possa lavorare per la libertà e la democrazia del suo popolo.

 

 

 

 

 

 

DIRITTI UMANI

 

 

DIRITTI UMANI: IL 2010 SIA L'ANNO EUROPEO DELLA NONVIOLENZA

Doc. A6-0153/2008

 

Relazione sulla relazione annuale sui diritti umani nel mondo nel 2007 e sulla politica dell'Unione europea in materia

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 7.5.2008 - Votazione: 8.5.2008

 

Rafforzare la politica estera, sostenere i tribunali internazionali e creare una rete di democrazie su scala mondiale. E' quanto chiede il Parlamento per promuovere la difesa non violenta dei diritti umani nel mondo. Occorre attuare la moratoria sulla pena di morte e combattere la discriminazione razziale, religiosa, di genere (mutilazioni genitali) e sull'orientamento sessuale. Il 2010 andrebbe proclamato "Anno europeo della nonviolenza". Cina, Iran e Russia sono severamente criticati.

 

Approvando con 533 voti favorevoli, 63 contrari e 41 astensioni la relazione, il Parlamento europeo riafferma anzitutto che i diritti dell'uomo sono diritti universali e indivisibili, «il cui concreto ed effettivo rispetto è garanzia indispensabile per l'attuazione e il rispetto della legalità e dell'ordinamento internazionale, per la promozione della pace, della libertà, della giustizia e della democrazia».

Il Parlamento deplora quindi che l'UE «sia ancora lontana dal realizzare una politica coerente e di grande impatto in materia di affermazione e promozione dei diritti dell'uomo nel mondo». Ritiene inoltre che, «per compiere un salto di qualità», sia necessario rafforzare la politica estera e di sicurezza comune (PESC), «spesso ostacolata dal prevalere degli interessi nazionali degli Stati membri». Occorre inoltre assicurare che la PESC persegua «rigorosamente» l'obiettivo della promozione dei diritti umani e compiere maggiori sforzi per migliorare la capacità dell’UE di rispondere rapidamente alle violazioni dei diritti umani da parte di paesi terzi, in particolare con l’integrazione dei diritti umani in tutte le sue politiche esterne.  Il Parlamento deplora peraltro che le clausole sui diritti umani e la democrazia, «un elemento essenziale di tutti gli accordi di cooperazione e partenariato con paesi terzi», non siano ancora attuate in modo concreto.

I deputati ritengono inoltre che uno dei principali obiettivi politici dell'UE per assicurare l’effettivo rispetto dei diritti umani deve essere il sostegno ai tribunali internazionali. Chiedono quindi di continuare a promuovere la ratifica dello Statuto di Roma e l’adozione della necessaria legislazione attuativa nazionale sul Tribunale penale internazionale. A tale riguardo esortano gli 87 paesi che non vi hanno ancora provveduto a ratificare quanto prima lo Statuto (tra questi figurano: Arabia Saudita, Cina, Corea, Emirati Arabi, India, Iran, Iraq, Israele, Monaco, Pakistan, Repubblica ceca, Russia, Tailandia, Turchia e USA). Più in generale, sollecitano la piena collaborazione ai meccanismi internazionali di giustizia penale, in particolare consegnando i latitanti alla giustizia, e il loro rafforzamento.

Il Parlamento ritiene peraltro che le istituzioni internazionali, l'UE e tutti gli Stati membri abbiano il dovere di agire per la rimozione degli ostacoli al pieno godimento in tutto il mondo del diritto alla democrazia, «un diritto umano universale storicamente acquisito e riconosciuto». Chiede quindi di creare un'autentica rete di democrazie su scala mondiale trasformando e rafforzando le organizzazioni esistenti.

Per i deputati, d'altronde, «la difesa non violenta dei diritti umani» è lo strumento più adeguato «per il pieno godimento, l'affermazione, la promozione e il rispetto dei diritti dell'uomo fondamentali». E' pertanto necessario che la sua diffusione divenga obiettivo prioritario per l’Unione europea. Propongono poi che nel 2009 sia convocata una Conferenza europea sulla nonviolenza e che l'anno 2010 sia dichiarato "anno europeo della nonviolenza", chiedendo agli Stati membri di adoperarsi, sotto l'egida delle Nazioni Unite, affinché si proclami il "decennio della nonviolenza 2010-2020".

Il Parlamento rileva che l’UNHRC «ha le potenzialità per diventare un prezioso quadro di riferimento per le iniziative multilaterali dell’Unione europea nel campo dei diritti umani». Insistendo inoltre sulla trasparenza del processo di rinnovo dei titolari di mandato e sulla necessità di adoperarsi per la nomina di candidati indipendenti, invita l'UE a premere per la definizione di criteri per l’elezione a membro dell’UNHCR. L'UE dovrebbe poi impegnarsi con i governi democratici ad avviare una cooperazione in seno all’UNHRC al fine di garantire il successo di iniziative mirate, poiché solo con l'azione concertata di un’alleanza interregionale di Stati democratici gli sforzi nel campo dei diritti umani possono risultare efficaci nelle sedi ONU.

Il Parlamento si compiace della risoluzione 62/149 adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 2007, che chiede una moratoria universale sulla pena di morte. Esorta pertanto il Consiglio ad aggiornare gli orientamenti sulla pena di morte al fine di sostenere tutte le attività volte alla piena applicazione della risoluzione ONU. Inoltre, esprimendo apprezzamento per l'abolizione della pena di morte in taluni paesi, si dice preoccupato per la possibilità che la pena capitale possa essere ripristinata in Guatemala. Pur plaudendo alla decisione della Cina di far riesaminare dalla Corte suprema tutte le condanne alla pena capitale, i deputati sottolineano che la Cina «è lo Stato che effettua più esecuzioni al mondo». Condannano poi l'applicazione della pena di morte in Bielorussia e il crescente ricorso del regime iraniano alle esecuzioni capitali, anche di minorenni.

I deputati reiterano poi il loro appello affinché tutte le discussioni con i paesi terzi in materia di diritti umani e democrazia affrontino in modo esplicito i temi relativi alla discriminazione, tra cui le questioni riguardanti le minoranze etniche, nazionali e linguistiche, la libertà religiosa, «comprese l’intolleranza nei confronti di qualunque religione e le pratiche discriminatorie ai danni delle minoranze religiose». Sollecitano inoltre l'UE a svolgere un ruolo di primo piano in occasione della Conferenza di aggiornamento di Durban nel promuovere un testo equilibrato che punti alla lotta al razzismo «anziché a delegittimare Stati democratici e attizzare l’odio», come avvenuto nel 2001. Chiedono anche di rafforzare la cooperazione tra il Consiglio d’Europa e l’UE nel campo della difesa dei diritti delle minoranze e delle lingue regionali e minoritarie ed esortano lo sviluppo di una strategia europea quadro per i Rom.

I deputati condannano «senza riserve» tutte le forme di sfruttamento di minori, che si tratti di forme di sfruttamento sessuale, compresa la pornografia infantile e il turismo pedofilo, o di lavoro forzato, oltre a tutte le forme di tratta di esseri umani. Invitano poi la Commissione e gli Stati membri a riconoscere come grave problema afferente ai diritti umani - ed ad intervenire per risolverlo - quello delle migliaia di "bambini di strada" e dei bambini costretti «alla degradante pratica dell'accattonaggio», chiedendo agli Stati membri di introdurre sanzioni nei confronti dei responsabili.

Il Parlamento insiste inoltre affinché la questione dei diritti delle donne sia affrontata esplicitamente nell'ambito di tutti i dialoghi sui diritti umani, e in particolare la questione della lotta e dell'eliminazione di tutte le forme di discriminazione e di violenza contro le donne e le ragazze. Fra queste cita «l’aborto selettivo dei feti femminili» e tutte le «pratiche tradizionali nocive», ad esempio la mutilazione genitale femminile o il matrimonio in età precoce o forzato, tutte le forme di tratta di esseri umani, la violenza domestica e l'uccisione di donne, lo sfruttamento sul lavoro e lo sfruttamento economico. Insiste inoltre affinché sia respinta la posizione degli Stati che invocano costumi, tradizioni o considerazioni religiose di qualsiasi tipo «per evitare di assolvere l’obbligo di eliminare tali pratiche brutali» e ogni altra pratica che possa mettere in pericolo le donne. Chiede inoltre all'UE di utilizzare la clausola sui diritti umani per fare della lotta a tutte le forme di mutilazione genitale femminile «una questione prioritaria nelle relazioni con i paesi terzi».

I deputati sollecitano poi iniziative UE a livello internazionale volte a combattere le persecuzioni e le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere. Ad esempio, occorre promuovere una risoluzione ONU su tale questione e appoggiare le ONG e gli attori che promuovono l'uguaglianza e la non discriminazione. In proposito, il Parlamento condanna il fatto che molti paesi abbiano criminalizzato il comportamento omosessuale.

Ricorda inoltre che l'Iran, l'Arabia Saudita, lo Yemen, il Sudan, la Mauritania, gli Emirati Arabi e parti della Nigeria «impongono la pena di morte per atti omosessuali» e che 77 paesi (quali il Pakistan, il Bangladesh, l'Uganda, il Kenya, la Tanzania, lo Zambia, il Malawi, il Niger, il Burkina Faso, la Malaysia e l'India) hanno leggi che consentono di infliggere pene detentive, che vanno da 10 anni all'ergastolo, per atti omosessuali. Chiede inoltre agli Stati membri di concedere l'asilo alle persone che rischiano di subire persecuzioni nei loro paesi di origine a causa del loro orientamento sessuale.

Il Parlamento chiede al Consiglio di adoperarsi al massimo per attuare il diritto fondamentale alla salute per quanto riguarda il trattamento del dolore e l'accesso agli analgesici oppiacei. In proposito rileva che l'Organo internazionale per il controllo degli stupefacenti ha chiesto alla comunità internazionale di promuovere la prescrizione di analgesici sotto il rigoroso controllo di supervisori riconosciuti, dato che in oltre 150 paesi si denunciano gravi carenze nelle cure. Chiede poi a Commissione e Consiglio di verificare che i finanziamenti forniti per la lotta contro le droghe illegali ad agenzie internazionali «non siano mai utilizzati, direttamente o indirettamente, per sostenere apparati di sicurezza di paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti dell'uomo o che applicano la pena di morte per reati connessi alle droghe».

Il Parlamento chiede un'attuazione più trasparente e sistematica degli orientamenti dell'Unione europea sui difensori dei diritti umani, ritenendo che un approccio coerente dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento delle capacità tra gli attivisti. Sollecita inoltre a promuovere attivamente presso i difensori dei diritti umani la diffusione di informazioni sulle teorie e pratiche di azione non violenta e ad occuparsi con urgenza della questione dei visti d'emergenza per i difensori dei diritti umani. In proposito, rileva l'assenza di iniziative comuni dell'UE in difesa degli attivisti di taluni paesi che sembra riflettere una mancanza di consenso tra gli Stati membri laddove questi ultimi «danno la priorità a interessi diversi in materia di politica estera» e, di conseguenza, «rendono impossibile un'azione collettiva».

Nonostante le significative riforme economiche, i deputati rilevano che in Cina permangono «violazioni sistematiche» dei diritti umani e politici. Tra questi citano l'incarcerazione per motivi politici, gli attacchi e le intimidazioni ai danni di avvocati, difensori dei diritti umani e giornalisti, la mancanza di una magistratura indipendente, il lavoro forzato, la soppressione della libertà di espressione e di religione e dei diritti delle minoranze religiose ed etniche, le detenzioni arbitrarie, il sistema dei campi del Laogai e il presunto espianto coatto di organi. Esprimono poi preoccupazione per le liste di proscrizione di giornalisti e attivisti per i diritti umani, del Dalai Lama e dei suoi seguaci e di quanti praticano il Falun Gong.

Il Parlamento sottolinea quindi la necessità di una «radicale intensificazione del dialogo» tra l’Unione europea e la Cina in materia di diritti umani e rileva che, malgrado le promesse fatte dal regime in vista dei prossimi Giochi olimpici, la situazione dei diritti umani «non è migliorata». Osserva poi che occorre porre l’accento su tali aspetti allarmanti in vista della preparazione dei Giochi olimpici, «che costituiscono un'opportunità di importanza storica per il miglioramento dei diritti umani in Cina». Nel sollecitare l’immediato rilascio di Hu Jia, chiede con insistenza all'UE di subordinare le sue relazioni commerciali con la Cina alle riforme in materia di diritti umani, di sostenere attivamente un dialogo trasparente tra il governo cinese e gli emissari tibetani in esilio e di prendere in considerazione le implicazioni sui diritti umani derivanti dalle politiche cinesi in Africa.

Per quanto riguarda l'Iran, i deputati osservano con grande preoccupazione che nel 2007 le autorità «hanno intensificato le azioni vessatorie» ai danni di militanti ed avvocati indipendenti impegnati nella difesa dei diritti umani, «nel tentativo di impedire loro di rendere pubblici e perseguire le violazioni di tali diritti». Si rammaricano inoltre per la chiusura delle ONG che promuovono la partecipazione della società civile, incluse quelle che prestano assistenza legale e sociale alle donne vittime di violenze. Invitano poi le autorità iraniane a riprendere il dialogo con l'UE sui diritti umani e a rafforzare, in modo pacifico e non violento, gli attuali processi volti a favorire le riforme democratiche, istituzionali e costituzionali, garantendo la sostenibilità di tali riforme. Condannano peraltro la nuova campagna di moralizzazione che ha portato all'arresto di migliaia di uomini e donne e denunciano il crescente ricorso del regime iraniano alle esecuzioni capitali.

I deputati deplorano che l'UE abbia ottenuto finora «scarsi risultati» nel favorire cambiamenti politici in Russia, in particolare per quanto riguarda «questioni delicate» quali la situazione in Cecenia e in altre repubbliche caucasiche, l'impunità e l'indipendenza della magistratura, il trattamento dei difensori dei diritti umani e dei prigionieri politici, l'indipendenza di mezzi di informazione e la libertà di espressione, il trattamento delle minoranze etniche e religiose, il rispetto dello Stato di diritto e le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale. Deplorano in particolare «le perduranti persecuzioni» di giornalisti, difensori dei diritti umani, prigionieri politici e ONG, ad esempio le recenti aggressioni ai danni della Novaya Gazeta e della Fondazione per la promozione della tolleranza di Nizhny Novgorod, e il rifiuto di somministrare cure mediche salvavita a Vasily Alexanyan, ex vicepresidente della Yukos. Si rammaricano poi per l'indisponibilità della Russia a invitare osservatori internazionali in numero adeguato e con sufficiente anticipo per permettere loro di monitorare correttamente le elezioni.

Il Parlamento prende atto del deterioramento della situazione dei diritti umani in Pakistan durante tutto il 2007, in particolare le minacce all'indipendenza della magistratura e alla libertà dei mezzi di informazione. Invita quindi il Consiglio e la Commissione a sostenere il movimento per la democrazia promosso dalla magistratura e dall’avvocatura, in particolare invitando alcuni loro rappresentanti, fra cui l'ex presidente della Corte suprema Choudry, e chiede la reintegrazione di tutti i giudici destituiti. Auspica inoltre che i responsabili dell'assassinio di Benazir Bhutto «siano individuati e consegnati alla giustizia quanto prima possibile».

Il Parlamento deplora anche le perduranti violazioni dei diritti umani e della democrazia da parte della giunta militare in Birmania e appoggia l'impegno dell'UE per un autentico "dialogo tripartito" a favore della riconciliazione nazionale e all'istituzione di un governo legittimo, democratico e civile che rispetti i diritti umani. Compiacendosi delle misure restrittive decise dal Consiglio, deplora tuttavia l'esclusione da tali misure di settori cruciali quali l'energia e la mancata previsione di sanzioni finanziarie e bancarie contro il regime militare. Condanna poi «la risposta brutale» delle autorità birmane alle dimostrazioni dei monaci buddisti e deplora i continui arresti e provvedimenti di carcerazione a carico di attivisti democratici e giornalisti. D'altra parte, esprime apprezzamento per la nomina di Piero Fassino a Inviato speciale dell'Unione europea per la Birmania e chiede alla Commissione di appoggiare attivamente il movimento birmano per la democrazia.

I deputati chiedono alla Presidenza del Consiglio di intervenire in merito all'inerzia dell'Unione europea nel Darfur. Plaudendo all'operazione ibrida dell'Unione africana/Nazioni Unite nel Darfur (UNAMID), insistono sul fatto che i mandati di arresto emessi dal Tribunale Penale Internazionale in relazione al Darfur «devono essere eseguiti quanto prima possibile». Esprimono poi preoccupazione «per gli evidenti brogli» verificatisi nelle elezioni presidenziali del dicembre 2007 in Kenya, a cui hanno fatto seguito manifestazioni di violenza, e chiedono che siano garantiti i diritti umani, fra cui la libertà di espressione, di riunione e di associazione nonché elezioni libere ed eque.

Approvando un emendamento proposto dal PPE/DE, l'Aula respinge con fermezza «la violenza sistematica e le ricorrenti vessazioni» di cui sono vittime le “Damas de Blanco” nel momento in cui manifestano pacificamente e chiedono il rilascio dei propri familiari incarcerati a Cuba ormai da più di cinque anni. Riafferma inoltre la determinazione del Parlamento ad accogliere nelle prossime settimane le "Damas de Blanco” in uno dei luoghi di lavoro del Parlamento europeo affinché venga loro consegnato ufficialmente il premio Sacharov 2005. I deputati invitano poi il Presidente a domandare nuovamente alle autorità cubane che a Oswaldo Payá, insignito del premio Sacharov nel 2002, sia concesso di rispondere all’invito rivoltogli dalle istituzioni europee di illustrare dinanzi ad esse di persona l’attuale situazione politica a Cuba.

Per quanto riguarda gli interventi del Parlamento europeo nei casi relativi ai diritti umani, i deputati si rammaricano profondamente per il rifiuto opposto dalle autorità birmane e cubane alla richiesta del Parlamento di autorizzare l'invio di una delegazione in visita ai precedenti vincitori del Premio Sacharov. Ritiengono che il Parlamento dovrebbe facilitare la creazione di una rete dei vincitori del Premio Sacharov mediante lo svolgimento di riunioni periodiche presso il Parlamento. Si compiacciono inoltre della presentazione pubblica della relazione per il 2007 effettuata dal Consiglio e dalla Commissione in occasione della plenaria di dicembre 2007, contestualmente all'assegnazione da parte del Parlamento del premio annuale Sacharov per la libertà di pensiero al sudanese Salih Mahmoud Mohamed Osman. Affermano quindi di avere ora instaurato una prassi regolare che fa della sessione di dicembre un riferimento annuale per le attività dell'UE in materia di diritti umani.

Infine, il Parlamento riconosce il lavoro svolto dalla sua commissione temporanea sul presunto utilizzo da parte della CIA di paesi europei per il trasporto e la detenzione illegali di persone nonché la relazione di tale commissione. In proposito chiede all'Unione europea e agli Stati membri «di collaborare a tutti i livelli per svelare e denunciare ora e in futuro la pratica delle consegne straordinarie».

 

 

UNA STRATEGIA UE PER PROMUOVERE LA DEMOCRAZIA NEL MONDO

Doc. A6-0138/2008

 

Relazione sulle missioni di osservazione elettorale dell'UE: obiettivi, prassi e sfide future

Procedura: Inizitiva - Dibattito: 7.5.2008 - Votazione: 8.5.2008

 

L’UE ha svolto 50 missioni di osservazione elettorale in 32 paesi negli ultimi 8 anni, ma non ha una strategia globale a favore della democrazia. E’ quanto afferma il Parlamento sollecitando un «Consenso europeo per la democrazia» e misure post-elettorali adeguatamente finanziate. Occorre poi cooperare con le organizzazioni locali, coordinare meglio l’azione UE, promuovere l’attuazione delle raccomandazioni delle missioni elettorali e sostenere i parlamenti neoeletti.

 

Approvando con 605 voti favorevoli, 11 contrari e 16 astensioni la relazione, il Parlamento sottolinea anzitutto che, dall’aprile 2000, più di 50 missioni di osservazione elettorale dell'UE sono state effettuate in 32 paesi dell'Africa, dell'Asia e dell'America latina e che, attraverso lo strumento finanziario per la promozione della democrazia e dei diritti umani nel mondo (EIDHR), più di 30 milioni di euro vengono messi a disposizione ogni anno per tali missioni.

L'osservazione elettorale internazionale, ricordano poi i deputati, «mira a rafforzare la legittimità del processo elettorale, ad accrescere la fiducia del pubblico nelle elezioni, a scoraggiare ed eventualmente a denunciare le frodi elettorali». Questa attività è inoltre volta a fornire analisi e relazioni e a formulare raccomandazioni per il miglioramento di tutti gli aspetti del processo elettorale, in piena collaborazione con il paese ospite, per la risoluzione di possibili conflitti e per la protezione dei diritti umani e della democrazia in generale.

I deputati confermano quindi la determinazione del Parlamento europeo a contribuire al rafforzamento dei processi democratici accrescendo il suo coinvolgimento nell'osservazione elettorale. Anche perché lo svolgimento di elezioni, pur non essendo l'unico indicatore di democrazia, ha comunque un effetto positivo sul processo di democratizzazione in termini di miglioramento delle libertà civili. A condizione, però «che vengano assicurati il pluralismo politico, la libertà di riunione e associazione, la libertà di espressione, la parità di accesso ai media, elezioni segrete e rispetto dei diritti umani».

Tuttavia, il Parlamento deplora che l'UE «sia ancora priva di una strategia comune e globale per la promozione della democrazia». Esorta quindi tutte le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a continuare negli sforzi volti a rendere possibile l'adozione di tale strategia e, in proposito, li sollecita a instaurare un Consenso europeo sulla democrazia. Anche perché deplora che in alcuni casi si sia avuta una grave mancanza di coesione tra le istituzioni dell'UE.

I deputati ritengono inoltre che l'osservazione elettorale rappresenti solo un primo passo verso la democrazia e che debba quindi essere integrata da altre attività adeguatamente finanziate e da misure post-elettorali per la promozione della democrazia. Si tratta, in particolare, di sviluppare le capacità a livello di parlamenti nazionali, partiti politici, amministrazione pubblica, attori non statali e società civile, nonché di promuovere i diritti umani e il buon governo. Chiedono pertanto il mantenimento del massimale di bilancio del 25% dell'EIDHR e di riservare una parte di tale finanziamento ad attività preparatorie pre-elettorali, tra cui la formazione di osservatori locali, l'educazione degli elettori e «altre attività che sono essenziali per l'organizzazione a lungo termine di elezioni libere ed eque».

Per motivi di metodologia, identità e visibilità, le missioni di osservazione elettorale dell’UE «devono continuare ad operare indipendentemente da altri osservatori internazionali e nazionali». Tuttavia i deputati ritengono che ciò non precluda «una cooperazione regolare e stretta con altre organizzazioni di osservatori in loco». Nel sottolineare poi che i successi ottenuti hanno fatto dell'UE «l'organizzazione guida» nel settore dell'osservazione elettorale internazionale, rilevano l'importanza che gli osservatori UE «si astengano da comportamenti che potrebbero essere percepiti dalle popolazioni locali come condiscendenti, altezzosi o irrispettosi della cultura locale». 

Sottolineando poi che nei paesi del sud del Mediterraneo è stato effettuato «un numero ben inferiore di missioni di osservazione elettorale», il Parlamento invita la Commissione a valutare, durante la negoziazione degli accordi di associazione o dei partenariati strategici, in che modo includere la fattibilità dell'osservazione dei processi elettorali nei paesi del sud del Mediterraneo e del Medio Oriente.

Il Parlamento suggerisce che la messa in atto delle raccomandazioni formulate dalle missioni di osservazione elettorale dell'UE sia seguita da vicino. Condanna peraltro l’atteggiamento lassista riscontrato in passato nei confronti di paesi severamente criticati dalle missioni. Chiede pertanto al Consiglio e ai governi degli Stati membri di includere i risultati e le raccomandazioni delle missioni di osservazione elettorale dell'UE nei loro dialoghi politici con i paesi interessati, nonché nelle loro iniziative, dichiarazioni, risoluzioni, prese di posizione e ulteriori azioni. Invita poi la Commissione ad includere tali raccomandazioni in tutti i piani d'azione relativi ai paesi della politica europea di vicinato e di utilizzarle appieno nell’elaborazione dei Programmi d'azione annuali/Documenti strategici per paese nell'ambito del Fondo europeo di sviluppo e degli strumenti finanziari esterni dell'UE.

I deputati chiedono poi l'avvio di un dialogo politico nei casi in cui le raccomandazioni delle missioni di osservazione elettorale dell'UE non sono poste in atto. Suggeriscono peraltro l'attuazione di una strategia specifica di sostegno ai parlamenti neoeletti in modo democratico e, in tale ambito, auspicano che il Parlamento europeo sia presente in occasione dell'apertura di un nuovo parlamento la cui elezione è stata sottoposta a osservazione e che la cooperazione con esso sia rafforzata. Il Parlamento europeo, infine, dovrebbe anche assistere i parlamenti neoeletti nello svolgimento del loro lavoro, con particolare riferimento ai paesi in via di sviluppo.

 

 

 

AFFARI COSTITUZIONALI

 

 

UN REGISTRO E UN CODICE DI CONDOTTA PER I LOBBISTI

Doc. A6-0105/2008

 

Relazione sull'elaborazione di un quadro per le attività dei rappresentanti di interessi (lobbisti) presso le istituzioni europee

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 8.5.2008 - Votazione: 8.5.200

 

Sono circa 15.000 i lobbisti che, a Bruxelles, cercano di influenzare le decisioni delle istituzioni UE. Il Parlamento rileva che questi svolgono un ruolo essenziale per la democrazia ma, per garantire decisioni indipendenti, occorre un registro obbligatorio valido per tutte le istituzioni e consultabile su Internet che preveda un codice etico e sanzioni in caso di scorrettezze. Va inoltre garantita la divulgazione delle informative finanziarie da parte dei lobbisti iscritti nel registro.

 

Si calcola che a Bruxelles vi siano circa 15.000 lobbisti (di cui 5.000 operano presso il Parlamento europeo) e 2.500 gruppi di pressione. Approvando con 547 voti favorevoli, 24 contrari e 59 astensioni la relazione, i deputati sottolineano peraltro che i lobbisti hanno «aumentato notevolmente» le loro attività di pari passo con l'espansione delle competenze del Parlamento. Con il trattato di Lisbona, inoltre, queste competenze si amplieranno ulteriormente alla quasi totalità della legislazione «richiamando quindi l'attenzione di un numero ancora maggiore di gruppi d'interesse». D'altro canto, il Parlamento riconosce che i rappresentanti di interessi «svolgono un ruolo essenziale nel dialogo aperto e pluralistico su cui si basa ogni sistema democratico» e rappresentano «un'importante fonte d'informazione» per i deputati nell'esercizio del loro mandato.

 

Chi sono i lobbisti?

Il lobbismo, spiega il Parlamento, comprende «attività svolte al fine di influenzare l'elaborazione delle politiche e il processo decisionale delle istituzioni europee», questa attività «è intesa a esercitare un'influenza non solo sulle decisioni politiche e legislative, ma anche sull'attribuzione dei fondi comunitari e sul controllo e l'applicazione della legislazione».

In proposito, sottolinea che tutti i soggetti esterni alle istituzioni dell'UE corrispondenti a tale definizione che le influenzano regolarmente «dovrebbero essere considerati lobbisti e trattati nello stesso modo»: i lobbisti professionisti, i lobbisti aziendali "interni", le ONG, i centri di studi e le associazioni di categoria, i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro, le organizzazioni aventi scopo di lucro e le organizzazioni non-profit nonché gli studi legali, «qualora il loro scopo sia di influenzare gli orientamenti politici anziché fornire assistenza legale e patrocinio in giudizio o prestare assistenza legale». Con 177 voti favorevoli, 316 contrari e 122 astensioni, l'Aula ha respinto un emendamento dell'ALDE che chiedeva di aggiungere a questo elenco le chiese e le organizzazioni filosofiche e non confessionali. Le regioni e i comuni degli Stati membri, come pure i partiti politici a livello nazionale ed europeo, d'altra parte, «non rientrano nell'ambito di queste norme quando operano conformemente al ruolo previsto dai trattati ed eseguono compiti loro attribuiti dagli stessi».

 

Un Parlamento "aperto" ma indipendente

Il Parlamento riconosce l'influenza esercitata dai gruppi d'interesse sul processo decisionale dell'UE e ritiene pertanto essenziale che i deputati conoscano l'identità delle organizzazioni rappresentate. D'altro canto, sottolinea che un accesso «trasparente e paritario» a tutte le istituzioni europee «rappresenta una condizione sine qua non per la legittimità dell'Unione e per la fiducia da parte di cittadini». Ritiene tuttavia che i deputati europei «devono essere ritenuti in grado di operare scelte politiche indipendenti rispetto ai lobbisti» e che sia loro «specifica responsabilità ... assicurarsi di essere informati in modo equilibrato». Il Parlamento deve infatti decidere in «assoluta indipendenza» in quale misura tenere conto delle opinioni provenienti dalla società civile.

I deputati ritengono inoltre opportuno permettere a un relatore di utilizzare una "impronta legislativa", vale a dire di allegare un elenco indicativo dei lobbisti consultati che hanno fornito un contributo significativo nella fase di preparazione della propria relazione, a maggior ragione se si tratta di una relazione legislativa. Reputano peraltro altrettanto importante che la Commissione alleghi una tale "impronta legislativa" alle sue iniziative legislative.

 

Verso un registro comune dei lobbisti

I deputati ricordano anzitutto che il Parlamento dispone, sin dal 1996, di un proprio registro dei lobbisti, nonché di un codice di condotta che impone ai rappresentati di interessi di operare «nel rispetto di rigorosi criteri etici». Pertanto, approvano «in linea di principio» la proposta della Commissione concernente uno "sportello unico" dove i lobbisti possano registrarsi presso la Commissione e il Parlamento. Chiedono però un accordo interistituzionale tra il Consiglio, la Commissione e il Parlamento relativo a un registro comune obbligatorio, «che sarebbe applicabile in tutte le istituzioni e comporterebbe un obbligo di totale trasparenza finanziaria, un meccanismo comune di esclusione dal registro e un codice comune di comportamento etico». Il registro dovrà prevedere diverse categorie con le quali distinguere i lobbisti a seconda del tipo di interessi che rappresentano (associazioni professionali, rappresentanti di società, associazioni sindacali, organizzazioni dei datori di lavoro, studi legali, ONG, ecc.).

Il Parlamento propone quindi di istituire in tempi brevi un gruppo di lavoro congiunto delle tre istituzioni allo scopo di esaminare, entro la fine del 2008, le implicazioni di un registro comune per tutti i lobbisti. Sottolinea peraltro la necessità di un registro «di agevole consultazione e facilmente accessibile su internet» al pubblico che comprenda i nomi dei gruppi di interessi e i nominativi dei lobbisti stessi. Per limitare il numero degli accessi, suggerisce di adottare un sistema in base al quale i gruppi d'interesse debbono registrarsi un'unica volta presso tutte le istituzioni, lasciando a ciascuna di esse il compito di decidere se accordare l'accesso ai propri locali.

I deputati prendono atto della decisione della Commissione di introdurre inizialmente un registro volontario e di valutare il sistema dopo un anno, ma temono che un sistema di questo genere «permetterà ai lobbisti meno responsabili di evitare di rispettare le regole». D'altro canto, in caso di mancata elaborazione di un registro comune, è sollecitato il riconoscimento reciproco dei rispettivi registri da parte del Consiglio, della Commissione e del Parlamento. I rispettivi registri in linea, inoltre, dovrebbero essere collegati fra loro per consentire un raffronto delle iscrizioni dei gruppi d'interesse.

 

... e un codice di condotta

Vista la continua evoluzione delle pratiche di lobbismo, «le regole che disciplinano queste ultime debbono essere sufficientemente flessibili per adattarsi rapidamente ai cambiamenti». Nel prendere atto del progetto di codice di condotta per i rappresentanti di interessi elaborato dalla Commissione, il Parlamento la invita a negoziare l'introduzione di regole comuni. Sottolinea inoltre la necessità di infliggere sanzioni ai lobbisti che violano il codice di condotta che, come previsto dal proprio, potrebbero comprendere la sospensione dal registro e, in casi più gravi, l'esclusione dallo stesso, ossia il divieto di accesso ai locali delle istituzioni.

Il Parlamento accoglie positivamente la decisione della Commissione di chiedere la divulgazione delle informative finanziarie da parte dei lobbisti iscritti nel registro. Così, le società di consulenza e gli studi legali dovrebbero fornire informazioni circa il fatturato realizzato grazie alla rappresentanza di interessi presso le istituzioni europee, oltre al peso relativo dei loro principali clienti. Le associazioni di categoria dovrebbero divulgare una stima dei costi associati all'attività diretta presso le istituzioni UE. Mentre le ONG e i centri studi dovrebbero render conto del loro bilancio complessivo e della ripartizione delle principali fonti di finanziamento. Chiede infine al gruppo di lavoro di proporre anche criteri specifici, ad esempio un'indicazione delle spese sostenute per la rappresentanza di interessi entro parametri significativi (senza necessità di precisare gli importi esatti).

 

In merito al testo della relazione è intervenuto MARIO MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di un emendamento soppressivo delle seguenti parole "quando operano conformemente al ruolo previsto dai trattati ed eseguono compiti loro attribuiti dagli stessi". È in relazione al fatto che le regioni e gli enti locali, diversamente dai lobbisti privati, rappresentano interessi generali, sarebbe quindi riduttivo assimilare regioni ed enti locali ai lobbisti privati. Infatti, molte regioni ed enti locali europei possono, secondo i loro statuti, intervenire in modo più ampio di quanto prevedono i trattati per difendere il territorio comunitario, sul territorio comunitario, gli interessi pubblici in questione. Chiedevo quindi di sopprimere le ultime parole dell'emendamento."

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-       Doc. A6-0108/2008 - Decisione sulla modifica dell'articolo 81 del regolamento del Parlamento europeo sulle misure di attuazione

-       Doc. A6-0107/2008 - Decisione sulla conclusione di un accordo interistituzionale fra il Parlamento europeo e la Commissione relativo alle modalità di applicazione della decisione 1999/468/CE del Consiglio, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione, quale modificata dalla decisione 2006/512/CE

 

 

 

SPORT

 

 

NORME UE PER TUTELARE LO SPORT DALLE NUOVE MINACCE

Doc. A6-0149/2008

 

Relazione sul Libro bianco sullo sport

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 8.5.2008 - Votazione: 8.5.2008

 

Lo sport è importante nelle società europee, specie per l’inclusione sociale. Ma è insidiato da pressioni commerciali, doping, partite truccate, frodi nelle scommesse, sfruttamento dei minori e violenza. E’ quanto sostiene il Parlamento sollecitando misure per garantire la trasparenza finanziaria e il controllo dei costi dei club, nonché il sostegno finanziario dello sport non professionistico e la riduzione dell'IVA sulle attività sportive. Chiede poi norme UE sulle scommesse e maggiore impegno nella lotta contro il doping. Auspicando la libera circolazione degli atleti in Europa, rileva il diritto dei telespettatori di assistere ai grandi eventi. Chiede poi una direttiva sui procuratori e il potenziamento dell'educazione fisica nelle scuole.

 

Nel 2004, lo sport ha generato un valore aggiunto di 407 miliardi di euro, ossia il 3,7% del PIL dell'UE, dando lavoro a 15 milioni di persone e garantendo un'occupazione pari al 5,4% della forza lavoro. Il 60% circa dei cittadini europei partecipa in modo regolare ad attività sportive, in modo autonomo o inquadrato in una delle 700.000 società sportive esistenti. E' quanto ricorda il Libro Bianco della Commissione sullo sport, il cui obiettivo è dare un orientamento strategico sul ruolo dello sport in Europa e migliorarne la visibilità nel processo decisionale europeo. Tratta inoltre dell’applicazione del diritto UE allo sport ed esamina possibili ulteriori azioni a livello europeo.

Approvando con 518 voti favorevoli, 49 contrari a 9 astensioni la relazione in risposta al Libro Bianco, il Parlamento sottolinea che lo sport europeo «è parte inalienabile» dell'identità, della cultura e della cittadinanza europee. Esso svolge inoltre «un ruolo molto importante nelle società europee», in particolare per l’inclusione sociale e per la promozione del dialogo interculturale. Ma ammonisce che alcuni settori dello sport di competizione «devono far fronte a nuove minacce e sfide come le pressioni commerciali, lo sfruttamento dei giocatori e degli sportivi minorenni, il doping, il razzismo, la violenza, le partite truccate, la corruzione, le frodi nelle scommesse e il riciclaggio di denaro sporco».

Il Parlamento chiede poi di garantire «chiarezza, coerenza e visibilità pubblica» alle disposizioni UE e a chiarire lo status dello sport nel diritto comunitario, in determinati aspetti, come la composizione delle squadre, lo status degli agenti dei giocatori, i diritti audiovisivi, ecc.. D’altro canto, ritiene che «la maggior parte dei problemi possono essere risolti mediante l'autoregolamentazione». Sollecita inoltre che nel bilancio del 2009 sia iscritta una linea speciale per le azioni preparatorie nel settore dello sport poiché il trattato di Lisbona, se ratificato, prevede misure per incitare in questo settore. Auspica anche il finanziamento di infrastrutture e di progetti legati allo sport con il Fondo di sviluppo regionale. La dimensione sportiva, a suo parere, andrebbe adeguatamente integrata nelle politiche e nei programmi di finanziamento UE.

Il Parlamento sottolinea anche l'importanza di rendere disponibile un maggiore sostegno finanziario allo sport non professionistico e, proprio per assicurare fondi permanenti di finanziamento, chiede il mantenimento dell'attuale sistema di finanziamento pubblico attraverso i contributi delle lotterie statali e degli organismi autorizzati dell'industria del gioco d'azzardo «a favore dell'interesse generale».

 

Trasparenza finanziaria e controllo dei costi

Per i deputati, l'applicazione delle norme di concorrenza allo sport comporta un divario crescente tra i club sportivi a beneficio di quelli più ricchi o più prestigiosi e pregiudica lo svolgimento equo delle competizioni sportive, contraddicendo così le disposizioni del trattato intese a promuovere l'equità e l'apertura nelle competizioni sportive. A causa della grande massa di capitali investita nei trasferimenti di giocatori, raccomandano inoltre l'adozione di misure volte a conseguire la trasparenza finanziaria e il controllo dei costi nello sport europeo, per assicurare la stabilità, ma anche «una situazione paritaria» fra i concorrenti europei nel settore dello sport.

 

IVA ridotta alle attività sportive, lotta alla pirateria e norme comuni per le scommesse

Il Parlamento rileva che i regimi fiscali discriminatori applicati negli Stati membri a favore degli sportivi «possono avere effetti distortivi sulla concorrenza». Sottolinea poi la necessità di continuare a prevedere la possibilità di applicare tassi di IVA ridotta alle attività sportive, «a motivo del loro importante ruolo sociale e del loro stretto legame con la comunità locale».

Inoltre, per proteggere l'economia dello sport professionistico, il Parlamento sollecita nuove norme legislative e/o il rafforzamento di quelle esistenti sul rispetto dei diritti della proprietà intellettuale relativi alle comunicazioni commerciali, ai brevetti e alle immagini, ai nomi, ai diritti dei media e agli altri diritti derivati delle manifestazioni sportive organizzate. Per i deputati, peraltro, dovrebbero essere affrontati in via prioritaria i problemi della commercializzazione "imboscata", la pirateria Internet e le scommesse sportive illegali.

Per i deputati, infatti, le scommesse sportive «si sono sviluppate in modo incontrollato», in particolare quelle transfrontaliere su Internet. I recenti casi esplosi nell'UE di partite truccate e di scandali legati alle scommesse, a loro parere, compromettono «l'integrità dello sport e delle competizioni sportive». Preoccupati per una possibile deregolamentazione del mercato dei giochi d'azzardo e delle lotterie, sollecitano misure «che assicurino la protezione dello sport da qualsiasi influenza indebita connessa al mondo delle scommesse» e norme che garantiscano la trasparenza del settore delle scommesse sportive nell'UE, «impedendo l'abuso e la corruzione».

 

Diritti TV e dei telespettatori

I diritti dei mezzi d'informazione sono divenuti «una delle principali fonti di reddito dello sport professionistico in Europa». Il Parlamento riconosce il diritto di tutti i mezzi di comunicazione di accedere a manifestazioni sportive «di estremo interesse per il pubblico», ma anche quello degli Stati membri di poter adottare misure per garantire un ampio accesso del pubblico alla copertura televisiva di eventi sportivi «di particolare rilevanza», come le Olimpiadi, la Coppa del mondo e il Campionato europeo di calcio. Ribadisce quindi il sostegno agli Stati membri che individuano gli eventi da trasmettere "in chiaro" e condanna le azioni penali della FIFA a tale riguardo.

Raccomandando la vendita collettiva dei diritti audiovisivi, sottolinea inoltre che occorre «un'equa ridistribuzione del reddito» tra le società sportive, comprese quelle più piccole, nell'ambito delle leghe e tra di esse e tra sport professionistico e dilettantistico, «in modo da evitare una situazione in cui soltanto le grandi società beneficiano dei diritti audiovisivi».

 

Libera circolazione degli atleti e tutela dei giovani talenti

I deputati reputano necessario che gli atleti professionisti «dispongano di un ampio e trasparente spettro di diritti come gli altri lavoratori». Ricordando poi che la legislazione antidiscriminatoria UE è applicabile allo sport, reputano che vi siano casi in cui «restrizioni limitate e proporzionate alla libera circolazione» possono essere utili e necessarie per favorire lo sport negli Stati membri. D’altro canto, chiedono di «non introdurre nuove norme che creino discriminazioni dirette fondate sulla nazionalità (come la norma 6+5 proposta dalla FIFA)». Allo stesso tempo, ritengono opportuno sostenere le squadre nazionali visto il loro ruolo essenziale dal punto di vista dell'identità.

Il Parlamento, d’altro canto, chiede alla Commissione di riconoscere la legalità di misure atte a favorire la promozione dei giocatori provenienti da programmi di formazione, come per esempio, un numero minimo di giocatori formati localmente nelle squadre professionistiche a prescindere dalla loro nazionalità. Ma occorre combattere lo sfruttamento dei ragazzi applicando rigorosamente le leggi esistenti e applicando rigorosamente il divieto di trasferimento all'interno dell'UE di giocatori di età inferiore ai 16 anni. Raccomanda inoltre di fornire ai giovani una formazione per una doppia carriera, sportiva e accademica, per garantire il reinserimento degli sportivi professionisti nel mercato del lavoro al termine della loro carriera.

Condanna inoltre le pratiche illegali di alcuni procuratori di giocatori professionisti e i conseguenti casi di corruzione, riciclaggio di denaro e sfruttamento di giocatori minorenni, e invita la Commissione a sostenere gli sforzi delle associazioni sportive per regolamentare le attività dei procuratori sportivi, se necessario presentando una proposta di direttiva a tale riguardo.  Insiste poi sull'esigenza di rispettare la normativa in materia di immigrazione allorché si reclutano giovani talenti stranieri e chiede di affrontare il problema della tratta di esseri umani, in particolare di bambini.

 

Norme comuni per lottare contro il doping

Il doping «mina il principio della competizione trasparente e leale sottoponendo gli atleti e le atlete a pressioni ingiustificabili». Il Parlamento chiede di concordare un'impostazione legislativa comune sul doping per assicurare un trattamento giuridico equivalente in tutti gli Stati membri e definire posizioni comuni in seno agli organismi internazionali. Esortando gli Stati membri a trattare il traffico di sostanze dopanti illegali «alla stessa stregua del traffico di droghe», chiede misure per prevenire e contrastare il doping, evitando «programmi sovraccarichi che mettano gli atleti sotto pressione».

Per i deputati, occorre in primo luogo rafforzare le reti esistenti e, in seguito, stabilire nuove forme di cooperazione tra le forze dell'ordine, i laboratori accreditati, Europol e Interpol per uno scambio di informazioni tempestivo e sicuro sulle nuove sostanze dopanti e sulle nuove pratiche. Occorre poi lottare contro le irregolarità tramite controlli e monitoraggi a lungo termine da parte di medici indipendenti, l'istruzione, la prevenzione e la formazione. Chiedono inoltre di rendere disponibili stanziamenti per la ricerca sul doping attraverso il Settimo programma quadro e il Programma di sanità pubblica.

 

Lotta alla violenza e al razzismo e ruolo dei tifosi

La violenza durante le manifestazioni sportive «permane un problema irrisolto». Il Parlamento chiede quindi agli Stati membri e agli organi di governo del settore sportivo di promuovere attivamente il ruolo sociale e democratico dei tifosi, incoraggiando la creazione e lo sviluppo di federazioni di tifosi e incitando il loro coinvolgimento nella gestione e nell’amministrazione del gioco. Sollecita inoltre «immediate e più rigorose sanzioni contro il razzismo e la violenza», in campo o sugli spalti e chiede ai club sportivi di avviare campagne contro il razzismo e la xenofobia esercitati prima, durante e dopo gli incontri sportivi, all'interno e all'esterno degli stadi. D'altro canto, invita gli Stati membri a instaurare un sistema operativo tra forze dell'ordine, iniziative di tifosi, gruppi ed esperti locali antiviolenza e autorità sportive per controllare i gruppi di tifosi a rischio, al fine di prevenire e contrastare i casi di violenza, il razzismo e la xenofobia.

 

 

 

Lo sport a scuola e come fattore di inclusione sociale

La mancanza di attività fisica favorisce l'obesità e le patologie croniche come le malattie cardiovascolari e il diabete, gravando sui bilanci sanitari nazionali, mentre negli ultimi dieci anni è diminuito il numero di lezioni di educazione fisica nelle scuole. Il Parlamento chiede quindi di promuovere lo sport e l'educazione fisica quali elementi importanti di un'educazione di qualità e per rendere le scuole più attrattive. Anche perché lo sport insegna ai giovani «i valori della tolleranza e del reciproco rispetto, dell'onestà e del rispetto delle regole del fair play».

I deputati appoggiano inoltre lo sviluppo di strategie nazionali volte ad ampliare e a potenziare l'attività fisica degli alunni fin da un'età molto precoce e sottolinea l'importanza di finanziare nelle scuole l'attività motoria. Plaudono poi all'intenzione della Commissione di introdurre l'assegnazione di un distintivo europeo alle scuole che sostengono e promuovono attivamente l'esercizio fisico nell'ambito dei programmi scolastici. Invitano inoltre gli Stati membri a predisporre il quadro per organizzare i campionati scolastici europei e i campionati universitari europei, al fine di preparare i giovani alla prestazione e incoraggiare il dialogo interculturale.

Il Parlamento, infine, sottolinea che lo sport è uno degli strumenti più efficaci per l'integrazione sociale di persone provenienti da ambienti non privilegiati e dei migranti. Invita quindi gli Stati membri ad inserire attività sportive e programmi nelle azioni finanziate dal Fondo sociale europeo allo scopo di conseguire l'integrazione sociale e l'inclusione dei gruppi svantaggiati. Sollecita inoltre la Commissione e gli Stati membri a sostenere azioni e iniziative concrete per promuovere una maggiore integrazione dei soggetti disabili nelle discipline sportive tradizionali.

 

 

 

SVILUPPO E COOPERAZIONE

 

 

PROMUOVERE IL MICROCREDITO PER LOTTARE CONTRO LA POVERTÀ

 

Dichiarazione del Parlamento europeo sul microcredito

 

Il microcredito è essenziale nella lotta contro la povertà consentendo lo sviluppo di progetti autonomi di occupazione. Il Parlamento chiede quindi di riconoscerne l'importanza sostenendo maggiormente i progetti di microfinanziamento, in particolare quelli a favore delle donne. Suggerisce poi la creazione di un'Associazione congiunta del microcredito incaricata della certificazione di credibilità dei progetti e sollecita maggiori risorse per i progetti di microcredito nei PVS.

 

All'apertura della seduta, il Presidente ha annunciato l'iscrizione al processo verbale - e quindi l'adozione formale da parte del Parlamento - di una dichiarazione sottoscritta da 421 deputati che invita la Commissione e il Consiglio a riconoscere l'importanza del microcredito «nel quadro del processo di Barcellona e delle politiche di vicinato e di sviluppo».

Il Parlamento sottolinea che il microcredito ha per oggetto la concessione di piccoli prestiti ed è, quindi, «accessibile alle persone indigenti». E', pertanto, essenziale nella lotta contro la povertà ed è uno strumento degli Obiettivi del Millennio. Secondo i deputati, il microcredito ha consentito, con grande successo, lo sviluppo di progetti autonomi di occupazione ed ha contribuito così al miglioramento delle condizioni di vita, rappresentando anche un importante vettore di emancipazione delle donne.

A loro parere, il Consiglio e la Commissione dovrebbero sostenere maggiormente i progetti di microfinanziamento e rafforzare i programmi esistenti a favore delle donne in questo ambito. Suggeriscono poi la creazione di un'Associazione congiunta del microcredito, incaricata della certificazione di credibilità dei progetti. Infine, chiedono la messa a disposizione di risorse umane ed economiche per i progetti legati al microcredito nei PVS e nei paesi del Mediterraneo

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

RELAZIONI ESTERNE

-       Docc. B6-0209, 0210, 0211, 0212, 0214/2008 - Risoluzione sul Consiglio economico transatlantico

Uno stretto partenariato UE/USA è uno strumento cruciale per forgiare la globalizzazione. E' quanto afferma il Parlamento chiedendo una road map verso il Mercato transatlantico. Sollecita poi il mutuo riconoscimento dei mercati dei titoli, norme comuni sulla sicurezza delle auto, una procedura unica di autorizzazione per derrate con OGM e la tutela di DOP e IGP. Va rafforzata la cooperazione sulla sicurezza dei prodotti importati, specie dei giocattoli, e quella regolamentare sui biocarburanti.

 

COMMERCIO ESTERO/INTERNAZIONALE

-       Doc. A6-0151/2008 - Relazione sulle relazioni economiche e commerciali con l'Associazione dei paesi del Sud Est Asiatico (ASEAN)

Un ambizioso accordo di libero scambio con l'ASEAN potrebbe rivelarsi ampiamente vantaggioso. E' quanto sostiene il Parlamento chiedendo di smantellare tutte le barriere agli scambi di beni e servizi, ma prevedendo clausole sociali, ambientali e sui diritti umani vincolanti per proteggere l'industria UE dal dumping. Occorre poi tutelare la proprietà intellettuale e lottare contro la contraffazione di medicine. La Birmania, per ora, non può prendere parte all'accordo.

 

PESCA

-       Doc. A6-0103/2008 - Risoluzione sulla gestione degli stock ittici di acque profonde

-       Doc. A6-0088/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo in forma di scambio di lettere relativo alle modifiche del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica delle Seicelle per il periodo 18 gennaio 2005 - 17 gennaio 2011

 

AGRICOLTURA

-       Doc. A6-0166/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1782/2003, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, per quanto riguarda il regime di sostegno per il cotone

 

POLITICA REGIONALE

-       Doc. A6-0146/2008 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che autorizza il Portogallo ad applicare un'aliquota di accisa ridotta alla birra prodotta localmente nella regione autonoma di Madera

 

 

 

 

 

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  19 - 22 MAGGIO 2008

 

 

ISTITUZIONI

 

 

Dando inizio ai lavori il Presidente ha condannato l'attentato dell'ETA che, lo scorso 14 maggio, è costato la vita a un membro della Guardia civil spagnola ed ha espresso le condoglianze del Parlamento alla famiglia della vittima. L'Aula ha anche deciso di introdurre all'ordine del giorno un dibattito "sulla situazione dei rom in Italia e in Europa".

 

Nell'aprire i lavori della sessione il Presidente Hans-Gert PÖTTERING ha ricordato che lo scorso 14 maggio un'autobomba dell'ETA ha provocato la morte di un membro della Guardia civil spagnola e il ferimento di altri 4 agenti. In nome del Parlamento europeo, ha quindi condannato «l'atroce omicidio», esprimendo le condoglianze alla famiglia della vittima e la solidarietà al popolo, alle forze dell'ordine e al governo spagnoli. L'Aula ha osservato un minuto di silenzio.

 

 

 

 

AIUTI UMANITARI

 

 

BIRMANIA: IL REGIME AIUTI LA POPOLAZIONE O SIA PROCESSATO PER CRIMINI CONTRO L'UMANITÀ

Docc. B6-0244, 0245, 0246, 0247, 0248, 02149/2008

 

Risoluzione comune sulla tragica situazione in Birmania

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 21.5.2008 - Votazione: 22.5.2008

 

Il Parlamento condanna la risposta inaccettabilmente lenta del regime birmano al ciclone Nargis e ritiene che, se questo continua a impedire gli aiuti, dovrà essere processato dal tribunale internazionale per crimini contro l'umanità. Rivolge quindi un appello affinché gli aiuti internazionali possano giungere alle popolazioni colpite e chiede di valutare la possibilità di farlo anche senza il permesso della Birmania. Il Parlamento respinge inoltre il risultato del referendum costituzionale.

 

Approvando con 524 voti favorevoli, 3 contrari e 13 astensioni una risoluzione sostenuta da tutti gruppi (eccetto l'IND/DEM), il Parlamento condanna fermamente la risposta «inaccettabilmente lenta» data alla grave crisi umanitaria causata dal ciclone Nargis dalle autorità birmane, «le quali attribuiscono un'importanza maggiore al proprio potere che alla sopravvivenza dei cittadini». Ritiene inoltre che, se le autorità birmane continuano ad impedire che gli aiuti raggiungano quanti sono in pericolo, «devono essere ritenute responsabili di crimini contro l'umanità dinanzi al TPI».

Esprimendo la solidarietà e le condoglianze alla popolazione colpita, il Parlamento rivolge quindi un fervente appello al governo birmano, affinché dia la precedenza alla vita dei cittadini. Deve quindi consentire che le operazioni di aiuto umanitario internazionale raggiungano le aree colpite dal ciclone, rilasciare immediatamente i visti ai cooperatori, consentire alle agenzie dell'ONU e umanitarie internazionali di distribuire gli aiuti direttamente a quanti ne hanno bisogno e permettere ai paesi vicini di consegnare gli aiuti per via aerea e marittima alle vittime non facilmente raggiungibili in altro modo. I deputati deplorano inoltre «le priorità deformate» del regime, «che attribuisce la precedenza al cosiddetto referendum sulla costituzione fittizia» di cui respingono «i risultati evidenti».

 

Per il Parlamento il disastro naturale si è trasformato «in una catastrofe causata dall'uomo». Ribadisce poi che i diritti umani dei cittadini di quel paese «non possono essere calpestati» e invita il Consiglio ad esaminare la possibilità di autorizzare l'invio di aiuti alla Birmania, «anche senza l'autorizzazione della giunta militare». Allo stesso tempo si compiace dell'accordo che affida all'ASEAN il compito di coordinare gli sforzi internazionali per far fronte alla crisi, nonché della decisione di organizzare una conferenza internazionale dei donatori, in cooperazione con l'ONU, a Rangoon, il 25 maggio. A tal riguardo chiede che sia urgentemente costituito un fondo speciale, sotto l'egida dell'ONU, per agevolare un'efficace distribuzione degli aiuti nel paese. Esorta poi i governi di Cina ed India ad utilizzare la propria influenza presso le autorità birmane, affinché il paese consenta l'accesso immediato di tutti gli aiuti umanitari possibili.

 

Il Parlamento, infine, manifesta il proprio sostegno agli sforzi compiuti dall'UE, dall'ONU, da singoli paesi e da altre organizzazioni internazionali e non governative per ottenere l'accesso degli operatori umanitari e sottolinea che senza la piena cooperazione delle autorità birmane, «esiste una reale minaccia che la tragedia assuma dimensioni ancora più vaste». Auspica inoltre fermamente che l'imminente missione del Segretario generale dell'ONU, Ban-Ki-moon, sia coronata da successo e lo esorta a far uso di tutta la sua influenza presso le autorità birmane, affinché aprano immediatamente il paese a tutti gli aiuti umanitari possibili.

 

Nel dibattito è intervenuto MARIO MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio il fallimento della missione descritta dal Commissario Michel, che ringrazio comunque per la spietata sincerità, ci fa capire come in questo momento è utile concentrarsi sulla dottrina dell'ingerenza umanitaria per favorire non tanto le relazioni con l'amministrazione birmana, quanto piuttosto con quella cinese, che in questo momento sta dimostrando ben diversa sensibilità alla luce dei gravi lutti e dei disastri avvenuti anche nel loro paese.

Concentrarsi nel rapporto con i cinesi può servire per aprire spazi di interventi umanitari che possono passare dal fatto di paracadutare direttamente nella zona dell'Irrawaddy direttamente gli aiuti creando una non fly zone, al fatto di aprire un vero e proprio corridoio umanitario.

Una domanda anche al Consiglio: l'Unione europea si era dotata di un rappresentante per la Birmania, sempre ringraziando il Commissario Michel per la dedizione e per essersi recato, come lui ha detto, in una zona di frustrazione, chi fine ha fatto quel rappresentante? A cosa serve?"

 

 

 

 

 

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

 

 

DIBATTITO SULLA SITUAZIONE DEI ROM IN ITALIA E IN EUROPA

 

Dichiarazione della Commissione - Situazione dei rom in Italia

Dibattito: 20.5.2008

 

Si è tenuto in Aula un acceso dibattito - cui ha partecipato una maggioranza di deputati italiani - sulla situazione dei rom in Italia e in Europa. In molti hanno sottolineato la necessità di garantire l'integrazione nelle società europee, ma anche di assicurare la legalità e la sicurezza dei cittadini. Alcuni deputati hanno polemizzato nei confronti del nuovo governo italiano che, invece, è stato difeso da altri.

 

Dichiarazione della Commissione

La Commissione condanna ogni violenza nei confronti dei rom. Ha esordito così Vladimír Špidla chiedendo di garantire loro la sicurezza personale. Gli eventi di Napoli, ha aggiunto, non sono un caso isolato di violenza razzista che è un fenomeno presente in tutti gli Stati membri. La Commissione, ha proseguito, respinge anche ogni assimilazione dei rom con i criminali, mentre le autorità degli Stati membri devono dare l'esempio nella lotta al razzismo, indagare e punire gli attacchi xenofobi e i loro istigatori.

Facendo riferimento ai pogrom e all'odio razziale, ha poi sostenuto che tutti gli uomini hanno il diritto di vivere in pace e di non subire discriminazioni fondate sulla razza o la religione. Non bisogna quindi «fare gli struzzi» con i problemi reali dei rom: «tutti ne vedono l'indigenza e la disoccupazione che porta sofferenza umana e tensioni sociali, spingendo i rom ai margini della società». I rom, a suo parere, «non sono meno intelligenti o criminali nati» e l'UE deve fare tutto il possibile per migliorare la loro inclusione. La libera circolazione dei rom, ha aggiunto, si basa su principi consacrati - anche sanciti dalla Corte di giustizia - e i rumeni possono quindi muoversi nell'UE, senza discriminazioni, poiché ne sono cittadini. La Commissione, ha poi precisato, vuole che tale diritto sia rispettato.

Il commissario ha poi puntualizzato che la direttiva permette di rifiutare l'ingresso in uno Stato membro ai cittadini che non dispongono di risorse e che pesano sulla previdenza sociale. Questa valutazione, come quella sulla loro pericolosità, deve essere realizzata caso per caso, rispettando le procedure e motivando le decisioni, poiché si tratta di «una misura estrema che limita una libertà fondamentale dei cittadini dell'UE».

Se l'inclusione è una competenza degli Stati membri, ha proseguito, anche la Commissione ha un ruolo da svolgere, ad esempio coordinando e agevolando le politiche nazionali. Può anche assicurare che sia rispettato il diritto UE nei campi in cui è competente, e la direttiva deve essere completata con misure di sensibilizzazione sui diritti e sugli obblighi. Gli eventi di Napoli, ha proseguito, richiedono uno sforzo congiunto «per assicurare la nostra solidarietà ai nostri concittadini, spezzare il circolo vizioso di violenza e disperazione e offrire delle prospettive». Il Commissario ha anche sottolineato che il Fondo sociale europeo può contribuire a migliorare le condizioni di vita dei rom.

 

Nel dibattito è intervenuto STEFANO ZAPPALA' (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo un minuto non è un tempo adeguato su questo argomento. Ci è stato detto che non è sotto accusa il governo italiano, ma in realtà negli interventi che ho sentito è stato citato abbondantemente, è stata citata la politica di destra populista.

La collega Mohácsi ha detto che non è vero il fatto del bambino di sei mesi di Napoli. La collega Frassoni se l'è presa con il ministro per le pari opportunità. Un governo che ha giurato da appena sei giorni è sotto accusa feroce da parte dei ministri del governo spagnolo per fatti certamente che, se visti a casa loro, sono molto più gravi ed è sotto accusa oggi per un problema.

Io credo che avrei creduto molto di più, anzi non credo, sono convinto, se il Commissario avesse parlato di solidarietà anche per i cittadini in genere e non solo per una parte di essi. Noi siamo, io sono favorevole al problema della solidarietà per tutti, però io credo che un governo abbia il dovere di garantire la sicurezza a tutti i cittadini e non a qualcuno in particolare; abbia il dovere di garantire a tutti i bambini di poter vivere nelle stesse condizioni non a qualcuno in particolare; abbia il dovere di assicurare l'integrazione con l'operosità e non offrendo e offrendosi come ricettacolo, in alcuni casi, di problemi di delinquenza e quindi difendere nel complesso tutti.

Presidente, lei è stata così generosa, mi faccia completare il concetto. Io credo che non può e non deve essere messo sotto accusa un governo, un governo che peraltro ha avuto una larga maggioranza come mai era successo nella storia d'Italia. Io credo che questo tema, che è molto delicato, molto importante, tutto da condividere, vada affrontato non in chiave politica, ma in chiave seria, molto seria, e il sottoscritto ha sempre sostenuto la tesi in base alla quale questo Parlamento, l'Unione europea, una volta per tutte, dovrebbero smettere di fare manfrina, ma dovrebbero fare una politica europea dell'integrazione seria non attaccando di singoli governi."

 

Nel dibattito è intervenuto, inoltre, MARIO MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio dare fiducia a Martin Schulz quando dice che vuole affrontare con intento costruttivo il problema dell'accoglienza, ma anche delle regole imprescindibili che i rom, come tutti, devono osservare per partecipare di quel progetto di convivenza che chiamiamo Unione europea.

Lo stillicidio dei diritti e della dignità di queste persone, ma anche di inermi cittadini italiani coinvolti in una spirale di violenza negli ultimi diciotto mesi, rappresentano un esempio della contraddizione di quei governi e di quelle istituzioni che da un lato predicano comprensione e dall'altro tollerano che esseri umani vivano tra vermi e topi, che si rubi, che si violenti, che si uccida, che la folla provi a farsi giustizia da sola!

Se veramente abbiamo a cuore di trovare una soluzione, cari amici e caro Schulz, riconosciamo non solo e non tanto che anche il governo Prodi in Italia ha fallito, ma che la gente di sinistra, come quella di destra, fa fatica ad accettare l'altro! In questo modo sarà più facile farci carico di un problema, che altrimenti ridurremo a ostaggio di un vecchio modo di fare politica e che avrà bisogno di evocare il mostro Berlusconi per sentirsi assolto dai propri errori, grazie."

 

Nel dibattito è intervenuto, inoltre, VITO BONSIGNORE (PPE/DE-I) Vicepresidente del Gruppo PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, la difficile situazione in materia di ordine pubblico e la naturale reazione popolare in seguito ai numerosi episodi di violenza che hanno allarmato l'opinione pubblica del mio paese hanno indotto il governo italiano ad adottare nuove misure di sicurezza. Ritengo che sia da respingere con fermezza il tentativo di coloro che definiscono discriminatorie, razziste e fuori delle direttive comunitarie le norme contenute nel pacchetto di sicurezza in via di approvazione dal Consiglio dei ministri italiano.

Provvedimenti rigorosi in materia di affitto in assenza di regolare contratto, di espulsione degli immigrati senza permesso, di aggravamento delle pene previste per chi commette reati ritenuti d'allarme sociale rientrano a pieno titolo nelle norme europee. L'Italia è e resterà un paese accogliente, che si sta dando una nuova politica dell'integrazione, ma non è più disposta a tollerare la presenza degli immigrati clandestini.

Tutti i cittadini comunitari ed extracomunitari sono i benvenuti purché rispettino le regole e le norme della convivenza civile. L'Unione europea e i 27 paesi membri dovranno perciò fare ciascuno la propria parte e anche noi dobbiamo sorvegliare perché i diritti civili siano rispettati in tutta Europa."

 

Nel dibattito è intervenuto, inoltre, GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo ascoltato con attenzione tutto il dibattito, mi permetto di dare un giudizio conclusivo.

Il dibattito per gran parte non è stato all'altezza della relazione del Commissario e dell'invito che l'onorevole Schulz aveva fatto di non tener conto di problemi specifici né di strumentalizzazioni che si riferiscono ad un paese - in particolare all'Italia - ma di tener conto di un problema generale sul quale, credo, possiamo essere tutti d'accordo, cioè da un lato l'accoglienza e solidarietà a coloro che entrano nei vari paesi, come i rom che hanno certamente una problematica particolare, dall'altro la sicurezza e la legalità di ogni Stato perché queste confermano l'accoglienza e la solidarietà che bisogna dare.

Noi avremmo dovuto rispondere al Commissario, il quale si chiede: che può fare la Commissione? Credo che l'onorevole Barón Crespo per ultimo lo abbia detto, la Commissione con la solidarietà del Parlamento deve dare delle indicazioni. Come per il problema dei rifiuti, allo stesso modo per il problema degli extracomunitari e dei comunitari,  una direttiva può portare alla soluzione, purchè il Parlamento, la Commissione e il Consiglio nella loro solidarietà non strumentalizzano, né approfittano di un problema per fare una polemica che è tutta italiana e che è proprio strumentale, essendo il governo italiano in funzione da poche ore, da pochi giorni.

Se invece la solidarietà sul piano complessivo - come è venuta fuori dalle parole del Commissario - trova l'attenzione di tutto il Parlamento, io credo che forse qualche soluzione e qualche risultato lo possiamo avere."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. B6-0233/2008 - Risoluzione del Parlamento europeo sui negoziati tra l'Unione europea e gli Stati Uniti concernenti le esenzioni dall'obbligo del visto (visa waiver)

 

 

 

SICUREZZA E DIFESA

 

 

UNA MORATORIA SULL'USO DELLE ARMI ALL'URANIO IMPOVERITO

Doc. B6-0219,0220,0224,0227,0230/2008

 

Risoluzione sulle armi all'uranio (impoverito) e sul loro effetto sulla salute umana e sull'ambiente - verso un divieto globale dell'uso di queste armi

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 21.5.2008 - Votazione: 22.5.2008

 

L'uso di uranio impoverito a fini bellici è contrario al diritto internazionale ed esistono testimonianze sulla sua tossicità. Il Parlamento rinnova quindi il suo appello per una moratoria sull'uso di armi all'uranio. Chiede inoltre di non utilizzarle nelle operazioni PESD, di non inviare personale militare e civile nelle regioni in cui non vi è garanzia che l'uranio non sia stato utilizzato, informando su questa eventualità. Sollecita poi studi scientifici e l'inventario delle aree contaminate.

 

L'uso dell'uranio impoverito nei conflitti bellici «è contrario alle norme e ai principi basilari sanciti dal diritto internazionale, umanitario e ambientale scritto e consuetudinario». E' quanto sostiene il Parlamento in una risoluzione - sostenuta da PSE, ALDE, UEN, Verdi/ALE e GUE/NGL - adottata con 491 voti favorevoli, 18 contrari e 12 astensioni sottolineando che l'uranio (impoverito) «è stato ampiamente utilizzato nelle guerre moderne», sia come munizione sia come protezione blindata contro attacchi missilistici e di artiglieria.

I deputati osservano che, sebbene la ricerca scientifica non sia stata finora in grado di fornire prove conclusive sulla sua nocività, «esistono numerose testimonianze sugli effetti dannosi e spesso letali» sia per il personale militare che per i civili. Ricordano inoltre che, fin da quando l'uranio impoverito è stato utilizzato dalle forze alleate nella prima guerra contro l'Iraq, sono emerse gravi preoccupazioni circa la «tossicità radiologica e chimica» delle fini particelle di uranio rilasciate in seguito all'impatto di tali armi contro bersagli corazzati.

Il Parlamento, pertanto, rinnova fermamente il suo appello agli Stati membri dell'UE e della NATO ad imporre una moratoria sull'uso di armi all'uranio impoverito e a raddoppiare gli sforzi tesi ad un divieto globale, nonché a cessare sistematicamente la produzione e l'acquisto di questo tipo di armi. Invita poi gli Stati membri e il Consiglio ad assumere un ruolo guida per giungere all'elaborazione di un trattato internazionale - tramite le Nazioni Unite o attraverso una "coalizione delle persone di buona volontà" - al fine di introdurre un divieto sullo sviluppo, la produzione, lo stoccaggio, il trasferimento, la sperimentazione e l'uso di armi all'uranio, nonché la distruzione o il riciclaggio delle riserve esistenti, nel caso in cui esistano prove scientifiche conclusive del danno causato da tali armi.

Esorta inoltre gli Stati membri, nell'ambito delle operazioni future, a non utilizzare tali armi nelle operazioni PESD e a non dispiegare personale militare e civile nelle regioni in cui non può esservi alcuna garanzia che l'uranio impoverito non sia stato o non sarà utilizzato. D'altra parte, sollecita gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione a fornire al loro personale militare e civile in missione, come pure alle loro organizzazioni professionali, informazioni complete sulla probabilità che l'uranio impoverito sia stato o possa essere utilizzato nella regione in cui operano, nonché a adottare sufficienti misure di protezione.

Il Consiglio e la Commissione dovrebbero quindi far eseguire studi scientifici sull'uso dell'uranio impoverito in tutte le regioni in cui è stato dispiegato personale militare e civile europeo ed internazionale e gli Stati membri dovrebbero aderire alla risoluzione delle Nazioni Unite approvata il 5 dicembre 2007, nonché presentare una relazione con le loro opinioni sugli effetti dell'uso di armi e di munizioni contenenti uranio impoverito.

Il Parlamento raccomanda poi che l'Alto rappresentante UE includa, nella prossima versione rivista della strategia europea in materia di sicurezza, l'esigenza di studiare in modo appropriato l'utilità futura delle munizioni non guidate nonché delle bombe a grappolo, delle mine e di altre armi ad effetto indiscriminato quali le armi all'uranio impoverito. Chiede poi a Stati membri, Consiglio e Commissione di redigere un inventario ambientale delle zone contaminate dall'uranio impoverito (inclusi i poligoni per i test) e di fornire tutto l'appoggio possibile - incluso quello finanziario - a progetti che potrebbero assistere le vittime e i loro familiari. Sarebbe anche necessario provvedere ad operazioni di pulizia delle zone interessate qualora sia confermato l'effetto negativo sulla salute umana e sull'ambiente.

 

Nel dibattito è intervenuto STEFANO ZAPPALA' (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questa materia molto è stato detto in passato e purtroppo ritengo che molto dovrà ancora essere detto prima che si trovi una soluzione definitiva, lo hanno detto prima i colleghi e lo hanno chiarito molto bene.

Esistono provvedimenti di qualche Stato membro che proibiscono la realizzazione e qualunque uso a scopo commerciale o bellico di questo tipo di munizionamento. Esistono varie sollecitazioni fatte da questo Parlamento, esistono documenti fotografici e testimonianze, esistono fondati motivi per ritenere che militari italiani sono morti per l'esposizione a tali tipi di armi.

Esiste una risoluzione dell'ONU che dimostra una generale preoccupazione, esistono varie richieste di studi approfonditi sulla materia. Esiste il principio di precauzione che conformemente al diritto dell'Unione europea dovrebbe indurre una moratoria generalizzata quanto meno fino a quando non si hanno dati certi di natura scientifica.

Tuttavia, nulla di tutto questo fino ad oggi ha ottenuto un risultato sperato. L'uranio impoverito continua ad essere usato nei teatri di guerra, sia in zone rurali che urbane. È indubbio che il materiale chimico, in genere, penetra attraverso il suolo sia nelle falde acquifere che nei prodotti dell'agricoltura e quindi è indubbio che le particelle di uranio impoverito al contatto con il suolo si disperdono nel sottosuolo inquinando acque sotterranee e prodotti agricoli, con l'ovvia conseguenza della diffusione di malattie indotte nelle popolazioni che vi sono esposte e - anche se in forma ridotta - su tutto il pianeta attraverso il ciclo delle acque e gli elementi, specie in un sistema di mercato globale sempre più ampio.

È vero che non esistono ancora studi certi a dimostrazione di tale pericolosità, ma è innegabile che i parametri oggi a nostra conoscenza non escludono l'esistenza del rischio. Già solo questa considerazione deve impegnare i paesi a democrazia avanzata ad approfondire e decidere.

L'Unione europea in particolare non può, a mio avviso, continuare a non fare. L'Unione ha doveri precisi verso i propri Stati membri, ha doveri precisi nei confronti del resto del mondo, ha doveri precisi nei confronti dei propri cittadini. L'Unione ha risorse economiche da poter utilizzare e nessuna limitazione in termini di scienza e laboratori disponibili. Il non fare certamente è un fatto di volontà e non di carenza di disponibilità di risorse e mezzi.

Da tutto quanto sopra, emerge che il Consiglio e la Commissione non possono esimersi dall'impegnarsi affinché i propri cittadini, siano essi civili o militari, non vengano inviati in aree del mondo dove sono utilizzate e sono state utilizzate tali tipi di munizione, ma non possono nemmeno esimersi dall'avviare ogni possibile iniziativa che in una prima fase ne concili la fabbricazione e l'uso e a seguito dei risultati scientifici si prepari la loro messa al bando totale e distruzione definitiva.

Questo è quanto si chiede sperando che il senso di responsabilità del Consiglio e della Commissione venga dimostrato concretamente, visto che non si tratta di fumosa questione politica, ma di salute pubblica."

 

 

 

PARI OPPORTUNITÁ

 

 

UNA SOLA DIRETTIVA CONTRO TUTTE LE DISCRIMINAZIONI, SENZA GERARCHIE

Doc. A6-0159/2008

 

Relazione sui progressi realizzati in materia di pari opportunità e non discriminazione nell'Unione europea (trasposizione delle direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE)

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 20.05.2008 - Votazione: 20.05.2008

 

Il Parlamento sollecita una direttiva di ampia portata che difenda contro tutti i tipi di discriminazione senza fare nessuna gerarchia. Nel chiedere anche la piena attuazione delle direttive esistenti, auspica una definizione UE per la disabilità e una maggiore tutela nelle procedure di assunzione, e si rammarica delle eccezioni che limitano la tutela dalle discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale nel campo dello stato civile. Per i rom occorre una protezione sociale specifica.

 

Approvando la relazione con 362 voti favorevoli, 262 contrari e 56 astensioni, il Parlamento sottolinea l'importanza dell'applicazione della clausola che impegna l'UE, nella definizione e attuazione delle proprie politiche e attività, a combattere la discriminazione basata sul sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o la fede, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale.

 

Prendendo atto che la Commissione intende presentare ora soltanto una legislazione intesa a bandire la discriminazione nell'accesso ai beni e ai servizi fondata su «alcuni motivi, ma non su tutti», il Parlamento ricorda invece che essa si era impegnata a presentare una direttiva esaustiva «che copra gli handicap, l'età, la religione o le convinzioni personali e le tendenze sessuali, allo scopo di completare il pacchetto di norme antidiscriminazione ai sensi dell'articolo 13 del trattato CE». Tale proposta deve inoltre «porre fine alla gerarchia di protezione in funzione dei diversi motivi di discriminazione», anche perchè non è «logico considerare illegittima una discriminazione in un settore e consentirla in un altro». Nel corso del dibattito in Aula, la relatrice ha infatti sottolineato che occorre allontanarsi «da un approccio frammentario». Il Parlamento chiede quindi un «approccio unificato» nella lotta alla discriminazione che inglobi e tenga presenti allo stesso momento «tutti i motivi di discriminazione».

 

Nel dibattito è intervenuto CARLO FATUZZO (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanto tempo, Presidente, spero di utilizzarlo al meglio abituato come sono a parlare solamente un minuto. Ho sentito il carissimo amico Philip Bushill-Matthews esprimere la sua abitudine ad essere sempre d'accordo con l'onorevole Elisabeth Lynn e che questa volta è un'eccezione che conferma la regola, invece ha una posizione completamente contraria.

Io devo dire al caro amico Philip che anche noi due siamo sempre d'accordo, ma questa volta, senza tradire la tradizionale nostra convergenza in tutte le decisioni, debbo dirti che ti trovi davanti ad un'eccezione, perché sono assolutamente favorevole a questa proposta di direttiva orizzontale, che c'è rivolta alla Commissione dall'onorevole Lynn, e come potrei essere di diverso avviso quando sono oramai quarant'annni che vedo in Italia, dove abito e dove vivo, discriminazioni nei confronti dei cittadini a causa dell'età per cui gli anziani sono privi di diritti solo perché sono anziani.

Mi riferisco soprattutto al fatto che in Italia esiste una legge che gli inabili, se sono giovani hanno diritto a una pensione, se sono anziani con le stesse malattie, non hanno diritto a quelle pensioni. Io non vedo come si possa attendere ancora anni ed anni perché ci sia possibilità legale, come ha ben spiegato l'onorevole in't Veld, di agire presso i tribunali per il rispetto dei diritti che l'articolo 13 del trattato di Amsterdam riconosce a tutti i cittadini dell'Unione europea."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. A6-0165/2008 - Relazione su donne e scienza

Nell'UE le donne sono una minoranza rispetto ai ricercatori impegnati nel settore pubblico e privato e dell'istruzione superiore. Il Parlamento chiede quindi di promuovere la scienza come settore d'interesse per i due generi, affrontando la questione dell'abbandono della carriera per motivi familiari e incoraggiando la carriera scientifica delle donne. Ricorda che la parità di genere implica una rappresentanza di donne di almeno il 40% nelle posizioni di responsabilità nella ricerca pubblica.

 

 

 

 

 

 

OCCUPAZIONE

 

 

ORIENTAMENTI PER LE POLITICHE DEGLI STATI MEMBRI A FAVORE DELL'OCCUPAZIONE

Doc. A6-0172/2008

 

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione

Procedura: Consultazione - Dibattito: 20.05.2008 - Votazione: 21.05.2008

 

Nella sua relazione strategica sulla strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l’occupazione dell’11 dicembre 2007, la Commissione afferma che la strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione funziona. Essa propone inoltre al Consiglio di primavera del 2008 di confermare gli attuali orientamenti per la crescita e l’occupazione, tra cui gli orientamenti per le politiche a favore dell’occupazione, per il prossimo ciclo 2008-2010 e di concentrarsi sul rafforzamento della loro attuazione nei programmi nazionali di riforma degli Stati membri

 

Il Parlamento ha approvato la relazione sugli orientamenti per le politiche degli stati membri a favore dell'occupazione con 584 voti favorevoli, 72 contrari e 11 astenuti.

Secondo le proiezioni economiche più recenti della Commissione europea, la crescita del PIL nell’UE è aumentata dall’1,8% del 2005 e, secondo le previsioni, dovrebbe raggiungere il 2,9% nel 2007 e il 2,4% nel 2008. Nel 2007 sono stati creati nell’UE 3,6 milioni di nuovi posti di lavoro e altri 4,5 milioni dovrebbero essere creati nel periodo 2008-2009. L’attuale tasso di occupazione è pari a circa il 65% della popolazione totale attiva e nel 2009 dovrebbe superare il 66%, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe passare dall’8,9% del 2005 al 7,3% del 2007 e al 7,1% del 2008. Tuttavia, a seguito delle recenti turbolenze abbattutesi sui mercati finanziari degli USA e, in misura inferiore, sull’UE, le cifre di crescita dell’UE potrebbero essere leggermente prudenziali. Pertanto, all’Unione occorre intensificare i propri sforzi al fine di consolidare il cosiddetto triangolo della conoscenza (ricerca, istruzione e innovazione) al centro della strategia di Lisbona nella prospettiva di creare una propria crescita dinamica.

Gli attuali orientamenti in materia di occupazione non richiedono di essere rivisti globalmente, ma piuttosto modificati in alcuni punti molto specifici. Sebbene la relatrice sia a favore degli emendamenti presentati dalla Commissione riguardo alle motivazioni degli orientamenti in materia di occupazione, chiede però anche la revisione degli orientamenti in questione al fine di rafforzare la visibilità dei cambiamenti necessari. L’elenco proposto di emendamenti a detti orientamenti riguarda in particolare il consolidamento della dimensione sociale della strategia di Lisbona (e la rispettiva visibilità), la qualità dell’occupazione negli orientamenti grazie all’introduzione di un approccio equilibrato alla “flessicurezza” e l’aggiunta di una clausola relativa all’inclusione attiva.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-       Doc. A6-0131/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce una Fondazione europea per la formazione professionale (rifusione)

-       Doc. A6-0167/2008 - Risoluzione sull'esame intermedio della politica industriale - Un contributo alla strategia dell'Unione europea per la crescita e l'occupazione

-       Doc. A6-0132/2008 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che abroga la decisione 85/368/CEE del Consiglio relativa alla corrispondenza delle qualifiche di formazione professionale tra gli Stati membri delle Comunità europee

 

 

 

CONSUMATORI

 

 

UNA STRATEGIA GLOBALE CONTRO L'AUMENTO DEI PREZZI ALIMENTARI

Docc. B6-0217, 0221, 0222, 0225, 0229, 0232/2008

 

Risoluzione sull'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari nell'Unione europea e nei paesi in via di sviluppo

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 22.4.2008 - Votazione: 22.5.2008

 

A fronte della forte crescita dei prezzi alimentari in Europa e nel mondo, il Parlamento sollecita una strategia globale per garantire il diritto fondamentale all'alimentazione: misure contro la speculazione sui prodotti di base, analisi dei prezzi praticati dalla grande distribuzione, aumento delle riserve, esame del ruolo delle biotecnologie, produzione sostenibile di biocarburanti e conversione dei rifiuti in gas. Occorre poi promuovere la produzione alimentare nei PVS e il commercio equo.

 

Approvando con 485 voti favorevoli, 52 contrari e 7 astensioni una risoluzione sostenuta da tutti i gruppi politici (eccetto l'IND/DEM), il Parlamento sottolinea anzitutto che negli ultimi tre anni i prezzi mondiali del grano hanno subito un aumento del 181%, mentre dall'inizio del 2008 i prezzi del riso sono aumentati del 141% e i prezzi dei prodotti alimentari a livello globale hanno registrato complessivamente un aumento dell'83%. Osserva inoltre che un rincaro incontrollato dei generi alimentari potrebbe acuire le condizioni di povertà di oltre 100 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo.

Il Parlamento sottolinea «la natura fondamentale» del diritto all'alimentazione e la necessità di migliorare l'accesso, per tutte le persone e in ogni momento, a prodotti alimentari sufficienti. Rileva inoltre che gli Stati «hanno l'obbligo di proteggere, di rispettare e di far rispettare tale diritto umano fondamentale» che viene «sistematicamente violato» poiché due miliardi di persone vivono ancora in condizioni di povertà estrema e 850 milioni di esseri umani soffrano quotidianamente la fame. Ritenendo che l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari «accentua la necessità di una risposta politica integrata e di una strategia globale per risolvere il problema alimentare», sollecita quindi il Consiglio a garantire la coerenza di tutte le politiche nazionali e internazionali in materia.

Il Parlamento rileva inoltre che la domanda di prodotti alimentari sta crescendo, in particolare nei paesi emergenti quali la Cina e l'India, ma ricorda che, secondo la FAO, «non vi è mancanza di cibo a livello globale nel pianeta». Rileva tuttavia che «una quota importante» della produzione cerealicola mondiale del 2007 «sarà utilizzata per l'alimentazione animale (760 milioni di tonnellate) e circa 100 milioni di tonnellate per la produzione di biocarburanti». Sottolinea inoltre la necessità di politiche sociali adeguate per conferire maggiore autonomia ai poveri e alle popolazioni svantaggiate, e per mitigare gli effetti della crisi alimentare.

Per i deputati, la crisi alimentare attuale è anche conseguenza di un aumento della speculazione sulle materie prime agricole e alimentari. Preoccupati degli effetti che può avere sulla fame e sulla povertà la speculazione sui prodotti alimentari di base, compresi gli hedge fund sui prodotti di base, invitano la Commissione ad analizzare le ripercussioni di tale speculazione e proporre misure adeguate. Accogliendo con 272 voti favorevoli, 258 contrari e 6 astensioni un emendamento proposto dal PSE, evidenziano peraltro che questa crisi alimentare è «strettamente correlata» con la crisi finanziaria nell'ambito della quale «le iniezioni di liquidità effettuate dalle banche centrali per impedire i fallimenti potrebbero aver rafforzato gli investimenti speculativi nei prodotti di base».

Il Parlamento sottolinea poi che il costo delle materie prime è una componente relativamente secondaria del costo totale di molti prodotti alimentari e invita Commissione e Stati membri ad analizzare le discrepanze tra i prezzi agricoli alla produzione e quelli applicati dalla grande distribuzione al dettaglio. Chiede inoltre di effettuare una valutazione d'impatto sul ruolo dei dettaglianti nella catena alimentare, «dal momento che i prezzi degli alimentari al dettaglio sono aumentati in modo sproporzionato rispetto al costo della vita». In tale contesto, invita i dettaglianti «ad offrire un prezzo equo ai produttori, fornendo ai consumatori prodotti alimentari a prezzi ragionevoli».

I deputati ricordano poi la necessità di garantire una regolamentazione interna e globale dei mercati agricoli nell'interesse dei consumatori, dei redditi degli agricoltori, delle industrie di trasformazione e di una politica alimentare sostenibile dell'Unione europea. Rilevano inoltre la necessità di aumentare sensibilmente il reddito degli agricoltori e chiedono che gli operatori dei paesi terzi siano assoggettati allo stesso livello di controlli dei produttori UE. Accogliendo un suggerimento del PPE/DE, si dicono preoccupati per l'aumento del costo dei mangimi. Chiedono inoltre alla Commissione di elaborare strategie volte a costituire riserve alimentari, per prevenire crisi future e plaudono alla decisione dei ministri dell'agricoltura UE di sospendere gli obblighi di ritiro della produzione per il 2008 che, si stima, farà crescere il raccolto di circa 10 milioni di tonnellate.

Con 391 voti favorevoli, 104 contrari e 23 astensioni, l'Aula ha accolto un emendamento del PPE/DE che richiede un'immediata e profonda discussione sul ruolo che possono svolgere le moderne biotecnologie «nell'assicurare la continua produzione di generi alimentari a prezzi ragionevoli». Con 426 voti favorevoli, 95 contrari e 11 astensioni, inoltre, ha sottoscritto un emendamento dell'ALDE che chiede di seguire con attenzione qualsiasi sviluppo sugli OGM e i dibattiti in materia.

I deputati sottolineano peraltro la necessità di attribuire la priorità agli alimenti, rispetto ai carburanti e di sottoporre la produzione di biocarburante a rigorosi criteri di sostenibilità, ma hanno respinto la proposta della GUE/NGL di attuare una moratoria di cinque anni sull'obiettivo di accrescere la proporzione di biocarburanti nei trasporti. Il Parlamento ha invece accolto un emendamento del PPE/DE con cui ammette che «non è più giustificato sovvenzionare le colture destinate alla produzione di biocarburanti». Sottolinea però la superficie ridotta utilizzata a tal fine nell'UE (2-3%) e giudica pertanto «esagerate» le accuse secondo cui i biocarburanti sarebbero all'origine dell'attuale crisi alimentare. Concorda invece sul fatto che la strategia di taluni paesi, tra cui gli Stati Uniti, di utilizzare sempre più superfici alla produzione di bioetanolo «ha avuto ripercussioni» sul prezzo e sulla disponibilità di cereali sul mercato mondiale.

D'altro canto, su suggerimento del PPE/DE, i deputati invitano la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi maggiormente per promuovere l'impiego e la produzione di bioenergia di seconda generazione, che trasforma i concimi naturali e i rifiuti agricoli piuttosto che le materie prime agricole. Inoltre, facendo proprio un emendamento dell'ALDE, sottolineano che occorrere riservare elevata priorità alla raccolta dei rifiuti urbani e dei residui agricoli e forestali nonché alla loro conversione in gas, anche perché ciò permetterebbe di mettere a punto adeguate tecnologie e darebbe il tempo di studiare la compatibilità tra produzione alimentare e produzione energetica.

Il Parlamento ritiene che per lottare veramente contro la fame sia necessaria una politica di sviluppo sostenibile a livello mondiale, per consentire ai paesi in via di sviluppo di produrre acqua e cibo sufficienti per approvvigionare la loro popolazione. Osserva infatti che numerosi PVS «non stanno realizzando il loro potenziale di produzione alimentare». Chiede quindi un aumento urgente e sostanziale degli investimenti nell'agricoltura, nell'acquacoltura, nello sviluppo rurale e nell'agrobusiness nei paesi in via di sviluppo, concentrato sugli agricoltori poveri e sulle aziende di piccola scala. Anche i risultati del round di Doha dovrebbero dare incentivi positivi affinché i PVS investano nella propria produzione agricola e alimentare.

Il Parlamento sottolinea inoltre la necessità di dare ai piccoli agricoltori dei paesi poveri l'accesso alle terre, ai servizi finanziari e al credito, a sementi ad alto rendimento, a sistemi di irrigazione e a fertilizzanti. La Commissione dovrebbe inoltre rafforzare la sua azione a favore degli investimenti sull'irrigazione, sulle strade rurali, sulla ricerca e la conoscenza locale, sulla formazione e sullo scambio di pratiche migliori al fine di mettere a punto sistemi di raccolti sostenibili ed efficaci, di creare disponibilità di acqua potabile, di istruzione e di promuovere la produzione locale e gli scambi di mercato. Assieme alla BEI, dovrebbe inoltre sostenere il microcredito ed altri programmi di servizi finanziari e maggiori investimenti nell'agricoltura.

I deputati rilevano poi la necessità di trasferimenti di tecnologia e di costruzione delle capacità e chiedono alla comunità internazionale di intensificare gli sforzi nella lotta contro la desertificazione, il degrado dei suoli e le siccità. Invitano poi gli Stati membri dell'UE e la comunità internazionale a reagire senza indugio all'urgente appello straordinario del PAM, aiutandolo a raccogliere le nuove sfide della lotta contro la fame, anche perché ha segnalato che solo 260 dei 750 milioni di dollari USA necessari per coprire i bisogni 2008 sono già stati impegnati stabilmente. Ritengono tuttavia che la dipendenza dalle operazioni di aiuto alimentare «vada ridotta».

In materia di commercio internazionale, il Parlamento auspica un'apertura dei mercati agricoli «progressiva», conformemente al progressivo sviluppo di ogni singolo paese in via di sviluppo, basata su norme commerciali «socialmente eque e rispettose dell'ambiente». I prodotti sensibili fondamentali per i PVS, inoltre, dovrebbero essere esclusi da una liberalizzazione totale «per impedire danni irreversibili ai produttori locali». Accogliendo un emendamento della GUE/NGL, inoltre ritiene che i paesi in via di sviluppo debbano avere il diritto di proteggere il loro mercato dall'importazione di prodotti sovvenzionati.  L'UE deve anche promuovere un sistema preferenziale e asimmetrico nei negoziati commerciali con i PVS e scambi equi, nonché sostenere le proposte volte a includere un'iniziativa sui prezzi dei generi alimentari di base nell'attuale round di negoziati OMC.

Infine, il Parlamento sottolinea che l'attuale crisi dei generi alimentari «dimostra la necessità di promuovere la stabilità politica, l'integrazione regionale, la democrazia e i diritti dell'uomo, non solo all'interno dell'UE, ma in tutto il mondo». Chiede pertanto a tutte le parti interessate di promuovere i valori umani e democratici e lo Stato di diritto nella gestione dell'attuale crisi alimentare e nella soluzione dei problemi di sicurezza alimentare di lungo termine.

 

 

CLASS ACTION EUROPEA PER LE CONTROVERSIE TRANSFRONTALIERE

Doc. A6-0155/2008

 

Relazione sulla strategia per la politica dei consumatori dell'UE 2007-2013

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 19.5.2008 Votazione: 20.5.2008

 

Migliorare la legislazione e renderla più coerente e semplice. E' quanto chiede il Parlamento per tutelare meglio i consumatori, migliorando anche il loro accesso al risarcimento e offrendo loro l'accesso a meccanismi di ricorso collettivo nei litigi transfrontalieri. Occorre poi garantire la loro informazione e sostenerne le organizzazioni. Vanno anche rimossi tutti gli ostacoli alle transazioni intra-UE, specie quelle finanziarie, garantendo l'applicazione uniforme delle norme esistenti.

 

Adottando la relazione con 438 voti favorevoli, 84 contrari e 166 astensioni, il Parlamento accoglie con favore la comunicazione della Commissione sulla strategia per la politica dei consumatori dell’UE ed apprezza gli sforzi fatti per inserirvi una «cultura del consumatore». Sottolinea tuttavia la necessità di un quadro giuridico più coerente e di una legislazione migliore e più semplice per quanto riguarda i diritti dei consumatori. In proposito, ritiene necessario un approccio orizzontale alla politica dei consumatori che tenga conto degli interessi dei consumatori in tutti gli ambiti politici pertinenti. Occorre quindi uno strumento orizzontale che abbia come obiettivo primario la coerenza della legislazione vigente e consenta «di chiudere qualsiasi scappatoia» raggruppando le questioni transettoriali comuni all'insieme delle direttive.

Anche perché un solido sistema di protezione dei consumatori, efficace in tutta Europa, «andrà a vantaggio sia dei consumatori che dei produttori e venditori competitivi» e incentiverà le imprese a produrre e vendere prodotti più durevoli, promuovendo una crescita più sostenibile. Questa protezione è anche necessaria per conseguire un miglior funzionamento del mercato interno e, pertanto, i deputati chiedono di adottare misure per assicurare che «i 27 piccoli mercati nazionali all’interno dell’UE siano di fatto trasformati nel più ampio mercato al dettaglio del mondo». A tal fine è necessario che i cittadini «si sentano ugualmente sicuri ad acquistare tanto via Internet che presso il negozio di quartiere» e che le piccole e medie imprese (PMI) «possano contare su regole semplici e identiche in tutto il mercato interno».

Creare la fiducia del consumatore, per il Parlamento, è il fattore più importante per il completamento del mercato interno. Accoglie quindi con favore il fatto che la strategia ponga l’accento sul miglioramento dell’applicazione della normativa e della riparazione. A suo parere, inoltre, le controversie tra consumatori e operatori economici dovrebbero essere innanzitutto risolte in sede extragiudiziaria, per la maggiore rapidità e i minori costi che ciò comporta. Chiede poi alla Commissione di valutare l’opportunità di creare uno speciale Mediatore europeo per i consumatori per i casi transfrontalieri.

La sollecita anche a valutare se la direttiva UE (98/27) che mira alla protezione degli interessi collettivi dei consumatori - dando alle loro organizzazioni il potere di avviare provvedimenti inibitori - abbia apportato o no i miglioramenti previsti. Dovrebbe inoltre esaminare la questione del risarcimento dei consumatori negli Stati membri, tenendo presente che gli eventuali sistemi di ricorso collettivo nelle cause transfrontaliere dovrebbero essere oggetto di ricerche approfondite, «concentrandosi in particolare sulle preoccupazioni destate dagli eccessi e gli inconvenienti del modello statunitense» e affrontando la questione di una base giuridica adeguata a livello europeo per tale strumento. Chiede dunque alla Commissione di presentare, ove opportuno, una soluzione coerente a livello europeo, che offra a tutti i consumatori l'accesso a meccanismi di ricorso collettivo per la composizione delle controversie transfrontaliere. Ricorda peraltro che in alcuni Stati membri vi sono dei vincoli costituzionali di cui tenere conto in sede di elaborazione di un modello europeo di ricorso per i consumatori.

Riconoscendo il ruolo positivo svolto dall'euro nel ridurre i costi delle transazioni, nel facilitare i confronti transfrontalieri dei prezzi, nonché nell'aumentare il potenziale del mercato interno al dettaglio, il Parlamento sottolinea l'importanza di promuovere le transazioni transfrontaliere al fine di aumentare la libertà di scelta. Sarebbero garantite così ai consumatori le migliori opzioni in termini di prezzi, qualità e varietà, in particolare per quanto riguarda i beni e i servizi di base, quali i generi alimentari, gli alloggi, l'istruzione, la sanità, l'energia, i trasporti e le telecomunicazioni. Chiede quindi «la rimozione di tutte le barriere e di tutti gli ostacoli esistenti», anche per garantire la fiducia dei consumatori negli acquisti e nei contratti transfrontalieri, in particolare nel settore dei servizi per il quale, peraltro, è necessaria «una maggiore liberalizzazione».

Relativamente ai mercati finanziari, il Parlamento ritiene che il problema fondamentale sia costituito dal recepimento e dalla piena attuazione di tutta la legislazione UE nonché dall'armonizzazione in tutti gli Stati membri. Chiede quindi di rafforzare l'applicazione uniforme delle norme esistenti prima di proporne di supplementari, le quali dovranno comunque evitare ingiustificati oneri addizionali per i consumatori e l'industria. Vista la complessità dei prodotti finanziari, bancari e assicurativi, tuttavia, le politiche vincolanti volte a favorire l'informazione dei consumatori «dovrebbero garantire loro la conoscenza di tutte le opzioni esistenti». I deputati sottolineano inoltre che la protezione dei consumatori «non può essere un pretesto per il protezionismo» e che un mercato pienamente integrato dei servizi finanziari al dettaglio «deve essere sostenuto dalle forze di mercato».

Nel sottolineare il ruolo importante che canali di vendita nuovi e sempre più utilizzati, come il commercio elettronico, hanno nel rafforzamento della capacità di consumo, il Parlamento ritiene che i principi ormai consolidati dei diritti dei consumatori dovrebbero essere applicati anche nel mondo digitale. Pertanto esorta l'adozione di ulteriori misure per garantire la protezione dei consumatori in tale campo «senza tuttavia porre un onere supplementare ingiustificato sull'industria». Al riguardo, ritiene che le norme sulla protezione dei dati e sulla privacy dovrebbero essere incluse in qualsiasi strategia relativa ai consumatori e sottolinea l'urgente necessità che i legislatori elaborino norme globali in materia di protezione di dati, in cooperazione con l'industria e le organizzazioni dei consumatori.

Il Parlamento incoraggia poi la Commissione a continuare a sostenere con vigore i diritti dei consumatori in relazione alla sicurezza dei prodotti, garantendo l'integrità del marchio CE e migliorando la sorveglianza del mercato a tutti i livelli nazionali appropriati, utilizzando il RAPEX (sistema di allarme rapido) e potenziando la cooperazione internazionale (in particolare con la Cina). Deve inoltre garantire che la legislazione in vigore sia adeguatamente attuata e pienamente applicata dagli Stati membri, anche valutando la possibilità di rivedere la direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti. Ricorda peraltro che il marchio CE può essere interpretato erroneamente come indicazione generale di test indipendenti o marchio di origine, mentre la Commissione è già stata invitata a presentare un'analisi approfondita in materia di marchi per la sicurezza dei consumatori seguita, se necessario, da proposte legislative.

Nel sottolineare l'importante ruolo svolto dalle organizzazioni dei consumatori nel miglioramento della cultura del consumatore, il Parlamento invita infine la Commissione a sostenerle finanziariamente e si dice favorevole ad iniziative volte ad incentivare la partecipazione degli interessati alla politica dei consumatori, alle consultazioni e allo sviluppo di tale politica. Rileva poi che per sviluppare una cultura dei consumatori, l’UE e gli Stati membri dovrebbero investire maggiormente in campagne di informazione e di educazione dei consumatori «che veicolino i giusti messaggi ai giusti segmenti di consumatori».

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

RELAZIONI ESTERNE

-       Doc. A6-0168/2008 - Relazione sulla relazione 2007 relativa ai progressi compiuti dalla Turchia

La Turchia deve realizzare le riforme promesse per avanzare nei negoziati d’adesione all’UE. E’ quanto afferma il Parlamento sollecitando il governo a garantire la libertà di espressione, di associazione e di culto e a difendere le minoranze religiose. Deve anche assicurare il controllo civile sull’esercito, l’indipendenza dei giudici e la tutela delle donne dalle violenze, migliorare la gestione dei migranti, cessare le azioni militari in Iraq e riconciliarsi con l'Armenia.

-       Docc. B6-0271, 0272, 0273, 0274, 0275, 0276/2008 - Risoluzione comune sulla situazione in Libano

Il Parlamento accoglie con favore l'accordo che pone fine alla crisi politica, ma rivolge un appello affinché sia attuato pienamente. Insistendo sull'importanza della stabilità, della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano, chiede il disarmo di Hezbollah e il controllo del traffico di armi. Rilevando l'importante ruolo dell'UNIFIL, esorta la Siria a non interferire nelle vicende interne libanesi e a cooperare col tribunale incaricato di processare gli assasini di Rafik Hariri.

-       Docc. B6-0242, 0250, 0251, 0252, 0253, 0270/2008 - Risoluzione comune sulla catastrofe naturale in Cina

Il Parlamento esprime le sue condoglianze per le vittime del terremoto in Cina e, plaudendo alla risposta rapida delle autorità per venire in aiuto delle vittime, chiede di agevolare il lavoro delle ONG. Esorta inoltre l'UE a fornire aiuti d'emergenza, l'assistenza tecnica necessaria e aiuti alla ricostruzione.

 

COMMERCIO ESTERO/INTERNAZIONALE

-       Doc. A6-0134/2008 - Relazione sul commercio di materie prime e prodotti di base

L’accesso alle materie prime è di importanza vitale per l'economia dell'UE. E' quanto sostiene il Parlamento rilevando che il recente rialzo dei loro prezzi ha danneggiato la crescita. Chiede quindi una strategia in materia di accesso alle materie prime, la lotta alle speculazioni, la rimozione delle misure che distorcono la concorrenza e una nuova politica energetica.

 

 

 

AMBIENTE

-       Doc. A6-0154/2008 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela penale dell'ambiente

Il Parlamento ha approvato definitivamente una direttiva sui reati ambientali gravi da considerare penalmente rilevanti in tutta l’UE se commessi intenzionalmente o per grave negligenza, inclusi l'istigazione e il favoreggiamento a compierli. Tali reati riguardano i rifiuti, le attività pericolose e le specie protette. Gli Stati potranno fissare norme penali più severe e saranno tenuti a stabilire la tipologia e l’entità delle sanzioni, che dovranno essere effettive, proporzionate e dissuasive.

-       Doc. A6-0102/2008 - Relazione relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al divieto di esportazione e allo stoccaggio in sicurezza del mercurio metallico

Il Parlamento ha adottato definitivamente un regolamento che stabilisce il divieto di esportazione di mercurio e dei suoi composti a partire dal marzo 2011 per ridurre l'offerta mondiale e contrastare così la minaccia che rappresenta per la salute e l'ambiente. Il regolamento definisce anche le condizioni di stoccaggio del mercurio e prevede che, nel 2010, sarà valutata l'opportunità di bandirne anche l'importazione nell'UE. I PVS saranno assistiti nel passaggio a tecnologie alternative.

-       Doc. A6-0136/2008 - Relazione sui dati scientifici relativi al cambiamento climatico: conclusioni e raccomandazioni in vista dell'adozione di decisioni

Le origini umane del riscaldamento della terra sono appurate. E’ quanto sostiene la relazione interlocutoria sui cambiamenti climatici approvata dal Parlamento non condividendo chi mette in dubbio i risultati degli studi su cause e effetti dei cambiamenti climatici. Sollecita poi immediate e più ambiziose misure di mitigazione, essendo insufficienti le attuali azioni, la promozione della ricerca sugli effetti della produzione di biocarburanti e la sensibilizzare del pubblico.

-       Doc. B6-0237/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento (CE) della Commissione che stabilisce metodi di prova a norma del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH)

Il Parlamento ha adottato una risoluzione relativa ai metodi di prova alternativi alla sperimentazione animale nel quadro del regolamento REACH. Alla luce delle rassicurazioni trasmesse dalla Commissione, i deputati annunciano che non si opporranno alla proposta legislativa, ma hanno mantenuto ferma la richiesta di procedere rapidamente alla modifica del regolamento per includere i test alternativi nel frattempo convalidati.

-       Doc. B6-0238/2008 - Risoluzione sulla strategia dell'UE per la terza riunione delle Parti che aderiscono alla Convenzione di Århus che si terrà a Riga, in Lettonia

A giugno si svolgerà la terza riunione delle Parti alla Convenzione di Århus. Il Parlamento invita l'UE a svolgere un ruolo determinante, trasparente e costruttivo nei negoziati. Chiede poi progressi in materia di accesso alla giustizia e l'adozione di una normativa UE in materia, nonché una maggiore sensibilizzazione dei cittadini.

-       Doc. A6-0156/2008 - Risoluzione del Parlamento europeo sul Libro verde su una migliore demolizione delle navi

 

TRASPORTI

-       Doc. A6-0087/2008 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme comuni sulle condizioni da osservare per esercitare l'attività di trasportatore su strada

-       Doc. A6-0037/2008 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che fissa norme comuni per l’accesso al mercato di servizi di trasporto effettuati con autobus (rifusione)

-       Doc. A6-0038/2008 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che fissa norme comuni per l'accesso al mercato del trasporto internazionale di merci su strada (rifusione)

-       Doc. A6-0163/2008 -Relazione su una politica marittima integrata per l'Unione europea

 

INDUSTRIA

-       Doc. A6-0077/2008 - Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla selezione e l'autorizzazione dei sistemi che forniscono servizi mobili via satellite (MSS)

Il Parlamento ha adottato una decisione che armonizza i criteri di selezione degli operatori di sistemi mobili via satellite e le disposizioni sull'autorizzazione a utilizzare le radiofrequenze. Come richiesto dei deputati, i servizi dovranno essere forniti come minimo al 50% della popolazione e su almeno il 60% della superficie dell'UE e, in caso di grandi catastrofi, potranno essere messi a disposizione dei servizi di soccorso d'emergenza.

-       Doc. A6-0077/2008 - Relazione sull'esame intermedio della politica industriale - un contributo alla strategia dell'Unione europea per la crescita e l'occupazione

La politica industriale UE dovrebbe creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle imprese, specie delle PMI. E' quanto sostiene il Parlamento sollecitando la riduzione degli oneri amministrativi e un più agevole accesso al capitale di rischio. Occorre poi promuovere la ricerca, introdurre un brevetto europeo e lottare contro la contraffazione, assicurando anche infrastrutture di trasporto efficienti.

-       Doc. A6-0145/2008 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce l'Impresa Comune “Celle a combustibile e idrogeno”

Il Parlamento si è pronunciato sulla proposta di regolamento che istituisce, a Bruxelles, un'impresa comune "cellule a combustibile e idrogeno" che ha lo scopo di sostenere la ricerca volta a promuovere lo sviluppo commerciale di convertitori di energia praticamente non inquinanti. I deputati suggeriscono modifiche al contributo comunitario all'impresa comune e pongono l'accento sul coinvolgimento delle PMI.

 

COOPERAZIONE GIUDIZIARIA

-       Doc. A6-0101/2008 - Relazione su una semplificazione del contesto in cui operano le imprese in materia di diritto societario, contabilità e revisione contabile

Il Parlamento sottolinea la necessità di semplificare l'ambiente in cui operano le imprese in materia di diritto societario, contabilità e revisione contabile, specie per le PMI e le piccolissime imprese. Tuttavia respinge l'idea di abrogare le pertinenti direttive UE temendo un ritorno a 27 sistemi giuridici diversi. Chiedendo di concentrare la semplificazione su misure concrete, sollecita uno statuto delle SpA europee e nuove condizioni giuridiche quadro per le imprese.

 

SANITÁ PUBBLICA

-       Doc. A6-0101/2008 - Dichiarazione scritta sulle malattie reumatiche

In Europa oltre 100 milioni di persone sono colpite da sintomi di disturbi muscolo-scheletrici. Il Parlamento chiede quindi di attribuire maggiore rilievo alle malattie reumatiche nella nuova strategia comunitaria in materia di salute e incoraggia gli Stati membri ad attuare piani nazionali per lottare contro tali malattie. L'adozione di politiche sociali e sanitarie a favore di persone che soffrono di malattie reumatiche ridurrebbe i costi socioeconomici correlati a tali patologie.

 

AGRICOLTURA

-       Doc. A6-0164/2008 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1782/2003 per quanto riguarda il trasferimento dell'aiuto al tabacco al Fondo comunitario del tabacco per gli anni 2008 e 2009 e del regolamento (CE) n. 1234/2007 per quanto riguarda il finanziamento del Fondo comunitario del tabacco

Il Parlamento chiede di estendere il finanziamento del Fondo comunitario del tabacco dal 2009 al 2012 e, parallelamente, di prorogare il regime di aiuto ai produttori di tabacco fino alla stessa data. Suggerisce inoltre di finanziare il Fondo, che promuove azioni di informazione e sensibilizzazione sugli effetti nocivi del consumo di tabacco, trasferendo il 6% degli aiuti, anziché il 5%, ossia 81 milioni di euro.

-       Doc. A6-0147/2008 - Relazione su una nuova strategia per la salute degli animali nell'Unione europea (2007-2013)

I rischi sanitari per gli animali sono cresciuti, ma la produzione UE è più sicura che mai. E' quanto sostiene il Parlamento chiedendo la tutela degli allevatori UE dalla produzione estera meno cara e sicura. Rileva l'utilità dei sistemi di tracciabilità e che la qualità del trasporto è più rilevante della sua durata, mentre la clonazione degli animali andrebbe vietata. Auspica una strategia di vaccinazione, il libero flusso dei prodotti di animali vaccinati e incentivi alla prevenzione.

-       Doc. A6-0061/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle indagini sulla struttura delle aziende agricole e all'indagine sui metodi di produzione agricola e che abroga il regolamento (CEE) n. 571/88 del Consiglio

-       Doc. A6-0130/2008 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche sulle carni e sul bestiame

-       Doc. A6-0160/2008 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio che semplifica le procedure di redazione degli elenchi e di diffusione dell'informazione in campo veterinario e zootecnico

 

DIRITTI UMANI

-       Doc. B6-0241, 0265, 0266, 0267, 0268, 0269/2008 - Risoluzione sulla crescente tensione in Burundi

-       Doc. B6-0239, 0259, 0260, 0261, 0263, 0264/2008 - Risoluzione sull'arresto degli oppositori politici in Bielorussia

-       Doc. B6-0240, 0254, 0255, 0256, 0257, 0258/2008 - Risoluzione sul Sudan e il Tribunale penale internazionale (TPI)

 

SVILUPPO

-       Doc. A6-0171/2008 - Risoluzione sul seguito dato alla Dichiarazione di Parigi del 2005 sull'efficacia degli aiuti

-       Doc. A6-0158/2008 - Risoluzione sulla strategia per le regioni ultraperiferiche: realizzazioni e prospettive

-       Doc. A6-0133/2008 - Risoluzione sulla valutazione del programma PEACE e strategie per il futuro

 

BILANCIO

-       Doc. A6-0188/2008 - Risoluzione sul progetto di bilancio rettificativo n. 2/2008 dell'Unione europea per l'esercizio 2008, Sezione III - Commissione

-       Doc. A6-0181-2008 - Risoluzione sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2009

 

GIURIDICA

-       Doc. A6-0152-2008 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE

 

AMBIENTE

·         Pacchetto clima / energia (http://consilium.europa.eu)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Credito al consumo (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/misc/99795.pdf)

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

CONCORRENZA

·         Libro bianco sulle azioni di risarcimento danni per violazione delle regole sulle intese e abusi di posizione dominante (http://ec.europa.eu/comm/competition/antitrust/actionsdamages/index.html)

POLITICA SOCIALE

·         Roadmap 2008 pari opportunità tra uomini e donne (SEC 2008/338)

AMBIENTE

·         Inquinamento marittimo (http://ec.europa.eu/transport/maritime/index_en.htm)

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         Inaugurazione del progetto SENIOR (http://ec.europa.eu//information_society/newsroom/cf/document

.cfm?action=display&doc_id=442)

MERCATO INTERNO

·         Statuto europeo della società privata (http://ec.europa.eu/internal_market/company/epc/index_en?htm)

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Intensificazione della lotta contro le frodi sull'IVA (COM 2008/147)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         11 azioni rapide destinate a ridurre gli oneri amministrativi nel 2008 (COM 2008/141)

·         Norme per stimolare innovazione e competitività (http://ec.europa.eu/enterprise/standards_policy/inde

x_en.htm)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Pagella dei mercati dei beni al consumo (http://ec.europa.eu)

TRASPORTI

·         Accise uguali per gasolio e benzina verde nel 2015 (http://ec.europa.eu)

VARIE

·         Debate Europe - Dar voce ai cittadini (http://europa.eu/debateeurope/)

·         Programma di lavoro 2008 in tema di sovvenzioni per la comunicazione (http://ec.europa.eu/dgs/co

mmunication/pdf/prog2008_fr.pdf)

·         Immigrazione e allargamento dello spazio Schengen (http://ec.europa.eu)

 

DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Negoziati APE (http://eesc.europa.eu)

POLITICA SOCIALE

·         Sistemi di cura di lunga durata per gli anziani (http://eesc.europa.eu)

·         Le donne di fronte al part-time (http://eesc.europa.eu)

·         I giovani sul mercato del lavoro (http://eesc.europa.eu)

VARIE

·         Futuro regime comune europeo in materia di asilo (http://eesc.europa.eu)

·         Applicazione della strategia di Lisbona (http://eesc.europa.eu)


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

 

·         "L'Avvocato generale Sharpston propone di dichiarare inesistente il regolamento di attuazione per la sicurezza dell'aviazione

Conclusioni dell'avvocato generale nella Causa C-345/06

 

La persistente e deliberata assenza di pubblicazione dell'allegato di detto regolamento, contenente l'elenco degli articoli proibiti come bagaglio a mano, costituisce una violazione di tale gravità che non può essere tollerata dall'ordinamento giuridico comunitario.

 

·         "La Corte annulla talune disposizioni della direttiva riguardante la procedura di riconoscimento e di revoca dello status di rifugiato"

Sentenza della Corte nella Causa C-133/06

 

Assoggettando la futura adozione degli elenchi comuni dei paesi sicuri alla mera consultazione del Parlamento e non alla procedura di codecisione, il Consiglio eccede le competenze conferitegli dal Trattato in materia di asilo.

 

·         "La Corte si pronuncia sull'interpretazione delle disposizioni comunitarie sul trasporto degli animali"

Sentenza della Corte nella Causa C-491/06

 

In sede di trasposizione di tale legislazione gli Stati membri dispongono di un margine di discrezionalità, a condizione che la normativa nazionale non ostacoli gli scambi di animali.

 

·         "La Corte annulla la decisione del Consiglio di sostegno alla moratoria sulle armi leggere e di piccolo calibro dei paesi dell'Africa occidentale"

Sentenza della Corte nella Causa C-91/05

 

La decisione, che persegue obiettivi riconducibili non solo alla politica estera e di sicurezza comune, ma anche alla politica comunitaria di cooperazione allo sviluppo, avrebbe dovuto essere adottata sul fondamento del Trattato CE e non del Trattato UE.

 

·         "L'Avvocato generale Poiares Maduro ritiene che una società registrata in uno Stato membro possa trasferire la sua sede operativa in un altro Stato membro"

Conclusioni dell'Avvocato generale nella Causa C-210/06

 

Inoltre, esaminando questioni connesse al procedimento di rinvio pregiudiziale, l'Avvocato generale sostiene che i giudici nazionali dell'impugnazione non possono imporre agli organi giurisdizionali di grado inferiore di ritirare una domanda di pronuncia pregiudiziale.

 

·         "Il versamento di una pensione di invalidità concessa da uno Stato membro alle vittime civili della guerra o della repressione non può essere negato per la sola ragione che l'avente diritto risieda in un altro Stato membro"

Sentenza della Corte nella Causa C-499/06

 

Il requisito di residenza nel territorio nazionale previsto dalla disciplina polacca è sproporzionato.

 

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca Centrale Europea - L’introduzione dell’euro a Cipro e a Malta COM (2008) 204 definitivo

·         Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 aprile 2008 sulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dellaccordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (2008/370/CE) (GUUE L 128/2008)

·         Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2008 recante modifica dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria con riguardo al quadro finanziario pluriennale (2008/371/CE) (GUUE L 128/2008)

 

AGRICOLTURA

·         Regolamento (CE) n. 319/2008 della Commissione del 7 aprile 2008 che modifica il regolamento (CE) n. 795/2004 recante modalità di applicazione del regime di pagamento unico di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori e il regolamento (CE) n. 796/2004 recante modalità di applicazione della condizionalità, della modulazione e del sistema integrato di gestione e di controllo di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio (GUUE L 95/2008)

·         Regolamento (CE) n. 318/2008 della Commissione del 31 marzo 2008 che modifica il regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio (GUUE L 95/2008)

 

MERCATO INTERNO

·         Regolamento (CE) n. 213/2008 della Commissione del 28 novembre 2007 recante modifica del regolamento (CE) n. 2195/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV) e delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relative alle procedure per gli appalti pubblici, per quanto riguarda la revisione del CPV (Testo rilevante ai fini del SEE) (GUUE L 74/2008)

 

POLITICA REGIONALE

·         Decisione della Commissione dell'8 aprile 2008 che esclude dal finanziamento comunitario alcune spese effettuate dagli Stati membri a titolo del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG), sezione «garanzia», e del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) [notificata con il numero C(2008) 1283] (I testi in lingua ceca, danese, francese, inglese, italiana, neerlandese, portoghese, spagnola e tedesca sono i soli facenti fede) (2008/321/CE) (GUUE L 109/2008)

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Regolamento (CE) n. 273/2008 della Commissione del 5 marzo 2008 che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio per quanto riguarda i metodi di analisi e la valutazione qualitativa del latte e dei prodotti lattiero-caseari (GUUE L 88/2008)

 

VARIE

·         Decisione della Commissione del 25 marzo 2008 che istituisce il gruppo di esperti «Piattaforma per la conservazione di dati elettronici a fini di indagine, accertamento e perseguimento di reati gravi» (2008/324/CE) (GUUE L 111/2008)

 

 


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.europa.eu

sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl

 

 

ENERGIA

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA "TEN-E" RETI TRANS-EUROPEE DELL'ENERGIA, IN GUUE C 106/12 DEL 26/04/2008.

http://ec.europa.eu/dgs/energy_transport/grants/proposal_en.

Scadenza: 30/06/2008

 

ESPERTI NAZIONALI DISTACCATI

1 POSTO END C/O DG SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE E MEZZI DI COMUNICAZIONE - UNITÀ B5 http://www.esteri.it/MAE/IT/Candidature/2008/20080424_DG_Soc

Scadenza: 06/06/06

 

1 POSTO END C/O EUROSTAT - UNITÀ G4

http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Oppor

Scadenza: 06/06/06

 

1 POSTO END C/O EUROSTAT - UNITÀ F4

http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Oppor

Scadenza: 06/06/06

 

1 POSTO END C/O EUROSTAT - UNITÀ F2

 http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Oppor

Scadenza: 06/06/06

 

1 POSTO END C/O DG CENTRO COMUNE DI RICERCA - UNITÀ I04 http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Oppor

Scadenza: 06/06/06

 

ESPERTI, ASSUNZIONI

CONCORSO EPSO PER INFERMIERE (AST3) RELATIVAMENTE A SERVIZIO MEDICO O IN ASILO NIDO, IN GUUE C 108/12 DEL 29/04/2008. NOTA: IL TESTO DEL BANDO E' DISPONIBILE IN LINGUA INGLESE.

Codice: EPSO/AST/56/08

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2

Scadenza: 03/06/2008

 

INVITO A MANIFESTARE INTERESSE 2008 PER LA NOMINA DI ESPERTI IN QUALITÀ DI MEMBRI DEL COMITATO SCIENTIFICO DELL'AGENZIA EUROPEA DELL'AMBIENTE (AEA), IN GUUE C 111/15 DEL 06/05/2008.

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2

Scadenza: 30/06/2008

 

INVITO A PRESENTARE CANDIDATURE DI ESPERTI ASSUNTI SINGOLARMENTE PER PRESTARE ASSISTENZA TECNICA A FAVORE DEI PAESI TERZI NEL SETTORE DEGLI AIUTI UMANITARI, IN GUUE C 112/13 DEL 07/05/2008. NOTA: L'ESAME DELLA CONFORMITÀ DELLE CANDIDATURE CON I CRITERI DI AMMISSIONE E L'ISCRIZIONE DEI CANDIDATI NELL'ELENCO AVRANNO LUOGO OGNI QUATTRO MESI A DECORRERE DA LUGLIO 2008.

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2

Scadenza: 31/12/2008

ISTRUZIONE, FORMAZIONE E CULTURA

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA "BEST IDEA OF THE YEAR" PER FARE CONOSCERE GLI ASPETTI DELL'INNOVAZIONE SVILUPPANDO LA FANTASIA E AFFRONTANDO PROBLEMI PER SVILUPPARE L'IDEA. ELEGGIBILI STUDENTI TRA I 15 E I 20 ANNI.

http://www.innovationandcreativity.eu/

Scadenza: 30/06/2008

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA "YOUTH IN ACTION" IL CUI FINE È SUPPORTARE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE PER I GIOVANI E NUOVE LEVE IN CAMPO LAVORATIVO, IN GUUE C 109/06 DEL 30/04/2008.

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2

Scadenza: 30/06/2008

 

OCCUPAZIONE E POLITICA SOCIALE

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA "PROGRESS" PER INCENTIVARE LA MOBILITÀ DEI LAVORATORI ALL'INTERNO DELL'EUROPA. http://ec.europa.eu/employment_social/calls/2008/vp_2008_014

Scadenza: 24/06/2008

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA "PROGRESS" RELATIVO ALL'ACCORDARSI TRA LA MODERNIZZAZIONE DEI BISOGNI E IL RAFFORZAMENTO DELLE ISTITUZIONI DEL MERCATO DEL LAVORO.

http://ec.europa.eu/employment_social/calls/2008/vp_2008_013

Scadenza: 24/06/2008

RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI SOSTEGNO ALLE TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE ED INFORMAZIONE COME PARTE DEL PROGRAMMA QUADRO (2007-2013) SPECIFICO «COMPETITIVITÀ E INNOVAZIONE» (CIP), IN GUUE C 108/11) DEL 29/04/2008.

Codice: CIP-ICT PSP-2008-2 http://ec.europa.eu/information_society/activities/ict_psp/i

Scadenza: 09/09/2008

 

 

 

 

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

 

Azienda bulgara sta cercando partner commerciali in Italia per vendere i suoi distillati alcolici. BG 666

 

Azienda del Montenegro sta cercando produttori di legname in Italia. MO 665

 

Azienda israeliana produttrice di sistemi di illuminazione per il settore aereo sta creando intermediari commerciali, contratti di joint venture e subcontratti. IL 669

 

Agente spagnolo specializzato nella distribuzione di prodotti alimentari sta cercando distributori e importatori. SP 667

 

Azienda spagnola produttrice di pubblicazioni per l’apprendimento dell’inglese sta cercando distributori e di stipulare contratti di joint venture. SP 668

 

Azienda lituana produttrice di pallet sta cercando distributori, rappresentanti e agenti. LT 670

 

Azienda tunisina sta cercando produttori italiani di serre per la coltivazione di pomodori. TU 664

 

Azienda albanese sta cercando urgentemente di acquistare due macchinari per la trivellazione di tunnel. AL 678

 

Azienda portoghese produttrice di macchinari per la costruzione di pavimentazioni industriali sta cercando intermediari commerciali quali agenti, rappresentanti e distributori. PT 676

 

Azienda siriana produttrice di biancheria per il letto, tovaglie e ricami sta cercando distributori ed agenti esclusivi per i propri prodotti in Italia. SY 672

 

Azienda siriana produttrice di pistacchi freschi o tostati sta cercando spedizionieri, ditte specializzate nella lavorazione e nell’imballaggio dei pistacchi e ditte specializzate nella fertilizzazione del pistacchio in tutta Europa. SY 673

 

Azienda tedesca specializzata nella produzione di prodotti alimentari dietetici sta cercando distributori dei propri prodotti. DE 671

 

Azienda tedesca specializzata nella produzione di letti e sedie motorizzati per persone inferme sta cercando intermediari commerciali in tutta Europa. DE 674

 

Azienda del Montenegro sta cercando produttori di legname in Italia. MO 665

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it

 

 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana POPOLO DELLA LIBERTÁ

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: +32 2 284 2111 - www.europarl.europa.eu

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.europa.eu/roma/ 

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: +32 2 2991111 -  www.ec.europa.eu  

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - www.ec.europa.eu/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.ec.europa.eu/italia/

 

·        Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: +32 2 285 6111 - www.ue.eu.int

 

·        Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - www.curia.europa.eu/

 

·        Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: +32 2 546 9011 - www.eesc.europa.eu

 

·        Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: +32 2 282 2211 - www.cor.europa.eu/ 

 

·        Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.eur-lex.europa.eu/it/index.htm

serie S (Bandi): www.ted.europa.eu/

 

·        Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.ec.europa.eu/enterprise-europe-network

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue de Commerce, 10 - 1000 Bruxelles

Tel.: +32 2 285 4140 - www.epp-eu

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org