
EUROINFORMAZIONI
Lettera informativa che
STEFANO ZAPPALA’
Deputato al Parlamento Europeo
Le invia per tenerLa informata sulle opportunità offerte dall'Unione
Europea nei vari settori.
"Euroinformazioni"
vuole infatti contribuire a colmare la carenza
d'informazione in
materia con particolare riferimento a
Piccola e Media Impresa, Industria, Commercio, Artigianato, Servizi ed Enti
Locali.
Via
Tucci, 4 - 04100 LATINA
Tel.
0773/ 489367 - Fax 0773/ 417779
è a disposizione di chiunque chieda informazioni
per dare alla propria attività una dimensione realmente europea

EUROINFORMAZIONI
PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI
LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
29 Aprile 2008
n° 159
Lettera informativa della
Delegazione del POPOLO DELLA LIBERTÁ
del Gruppo PPE/DE
____________________________________________________________________________
BREVI
DALL'EUROPA
SEMPLIFICARE LE REGOLE
PER LE IMPRESE
Niente traduzioni ufficiali richieste
per l'apertura di filiali all'estero, dichiarazioni sul fatturato semplificate,
introduzione sul mercato più facile per le apparecchiature radio e delle
telecomunicazioni, regole più semplici per le confezioni dei prodotti
farmaceutici, ma anche per le pile e le batterie o per alcuni prodotti agricoli
trasformati, obblighi statistici e di informazione commerciale ridotti. Sono
undici le azioni rapide di semplificazione per le imprese presentate dalla
Commissione europea nel quadro della sua forte azione che prevede la riduzione
del 25% degli oneri amministrativi per gli imprenditori entro il 2012. Il
vantaggio previsto di queste misure immediate è calcolato sul miliardo di euro.
Tra le nuove proposte sulla semplificazione vi è innanzitutto la riduzione
delle traduzioni certificate necessarie per l'apertura di filiali in altri
Stati europei: la conseguente riduzione dei costi per le imprese, soprattutto
quelle medie e piccole, è immediata. Inoltre, per restare alle norme introdotte
specificamente per le PMI, si propone l'abolizione dell'obbligo di fornire
dettagliate note spese e di suddividere il fatturato netto per attività e
mercati geografici, e la riduzione degli obblighi di segnalazione statistica
sul commercio interno. Quest'ultima misura da sola semplificherà la vita di
circa 200.000 aziende in tutta Europa.
Infine, viene abolito l'obbligo di doppio pagamento per la divulgazione
delle informazioni commerciali. Le aziende dovranno fornire gli stessi dettagli
nei registri commerciali elettronici disponibili e nelle gazzette ufficiali,
nazionali ed europea, pagando una sola volta.
Alcune novità sono settoriali. Nelle telecomunicazioni, i produttori
dovranno notificare solo una volta i nuovi prodotti da mettere sul mercato in
tutti gli Stati europei. Anche qui, costi e complicazioni dovuti ad eventuali
norme nazionali discordanti vengono eliminate.
Per i prodotti farmaceutici, e in particolare i nuovi farmaci immessi sul
mercato, che assorbono oltre il 60% delle risorse dei dipartimenti di
regolamentazione delle società farmaceutiche, viene semplificato il processo di
modifica delle norme per l'imballaggio o il processo di produzione, senza che
ciò comprometta la sicurezza del consumatore.
Altro esempio: per le imprese di vernici le differenze nelle definizioni di
"composti organici volatili" creano confusione. Queste differenze
vengono eliminate, e con esse importanti pesantezze amministrative.
Per le batterie, le nuove norme di etichettatura prevedono che quelle
legalmente immesse sul mercato prima del 26 settembre 2008 non dovranno essere
ritirate per essere nuovamente etichettate. Altre semplificazioni riguardano
alcuni prodotti agricoli trasformati, in particolare quelli contenenti amido.
Le azioni di questo tipo introdotte nel 2007, il primo anno d'applicazione
del piano europeo di semplificazione burocratica per le imprese, hanno già
prodotto un risparmio di 1,3 miliardi di euro. Per questo il pacchetto odierno
non è il primo e non sarà nemmeno l'ultimo di qui al 2012.
10 MILIONI DI VISITE
PER EUROPASS
Tre anni
dopo il lancio ufficiale, il sito Europass ha appena superato il capo di 10
milioni di visite con più di 2,5 milioni di curriculum vitae riempiti in linea,
afferma il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale
(Cedefop) in un comunicato. Sviluppato dalla Commissione europea e dal Cedefop,
Europass mira a rendere le competenze e le qualifiche dei cittadini più
visibili sul mercato del lavoro e nell’insegnamento e nella formazione in tutta
Europa. Quadro comunitario unico per la trasparenza delle qualificazioni e
delle competenze, concepito in una prospettiva d’apprendistato nel corso della
vita, Europass si compone di cinque documenti. Il curriculum vitae e il
passaporto delle lingue sono riempiti dai cittadini stessi mentre gli altri
documenti (Europass mobilità, supplemento descrittivo del certificato e
supplemento al diploma) sono consegnati dalle organizzazioni competenti. Il
sito internet Europass (http://europass.cedefop.europa.eu) è accessibile in 26 lingue e si rivolge a mezzo miliardo
di cittadini di 32 paesi europei, grazie ad una collaborazione tra
11 AZIONI RAPIDE PER
RIDURRE GLI ONERI DELLE PMI NEL 2008
La
Commissione europea ha presentato, lunedì 10 marzo, un elenco di undici nuove
azioni rapide destinate a ridurre gli oneri amministrativi che pesano sulle
imprese, allo scopo di stimolare la crescita economica. È la seconda volta che
tali azioni rapide sono proposte e fanno parte integrante del programma globale
che mira a ridurre del 25% gli oneri amministrativi imposti agli imprenditori
entro il 2012. Queste misure immediate dovrebbero permettere di fare economie
importanti (circa un miliardo di euro), grazie a modifiche tecniche delle
disposizioni esistenti.
Avallate
il 26 febbraio scorso dal gruppo di alto livello delle parti aderenti
indipendenti sugli oneri amministrativi, queste azioni rapide vertono in
particolare su :
·
la riduzione del numero delle traduzioni obbligatorie all'apertura di
succursali in altri Stati membri;
·
l'esenzione nel caso di PMI dall'obbligo di chiarire le spese di
insediamento e di suddivisione dell'importo netto del fatturato per categoria
di attività e per mercato geografico;
·
la facilitazione della messa sul mercato di nuove attrezzature erziane e di
attrezzature di telecomunicazioni;
·
lo snellimento delle procedure amministrative per le aziende che immettono
sul mercato comunitario dei medicinali;
·
la riduzione degli obblighi di dichiarazione statistica delle PMI
(Intrastat);
·
l'allineamento delle definizioni dei "composti organici volatici"
attualmente divergenti, creando certa confusione e compromettendo il rispetto
della normativa;
·
il ritiro dal mercato per rietichettatura oggi obbligatoria delle pile
legalmente immesse sul mercato prima del 26 settembre 2008;
·
lo snellimento delle formalità amministrative per le operazioni di
ritrasformazione di prodotti agrari a base di amidi e di fecola;
·
la soppressione del doppio pagamento dei diritti per la pubblicazione dei
dati sull'azienda.
LAVORATORI ALL'ESTERO:
MIGLIORA LA LEGISLAZIONE EUROPEA
Le
imprese dell'Unione europea mandano circa un milione di dipendenti a lavorare
in sedi distaccate o stabilimenti operanti in un altro Paese dell'Unione
europea. A volte si tratta semplicemente di dipendenti inviati nell'ambito di
una prestazione di servizi all'estero. E' un numero in crescita che interessa
molte imprese delle nostre regioni settentrionali che, nel corso degli anni,
hanno delocalizzato soprattutto verso i paesi dell'Europa orientale, molti dei
quali sono entrati a far parte dell'UE dal 2004 al 2007, e altri (quelli dei
Balcani e l'ex Jugoslavia in particolare) lo faranno nei prossimi anni.
Secondo
la definizione dell'Unione europea, un lavoratore è distaccato quando è
occupato in uno Stato membro dell'UE ma è inviato dal proprio datore di lavoro,
su base temporanea, in un altro Stato membro per svolgere il suo lavoro. Ad
esempio, un fornitore di servizi può vincere un contratto in un altro paese e
inviarvi i propri dipendenti per l'esecuzione del contratto.
La
legislazione che riguarda questi lavoratori non è omogenea nell'Unione e questo
provoca problemi sia ai singoli lavoratori distaccati, che spesso sono anche
molto qualificati, sia alle imprese in termini di concorrenza e di opportunità.
Per questo
Vladimír
Špidla, commissario europeo responsabile in materia, ha affermato: "Il
milione circa di lavoratori distaccati attivi nell'UE svolge un ruolo vitale
per ovviare alle carenze di manodopera sul mercato del lavoro europeo. La
direttiva sul distacco dei lavoratori vuole andare a vantaggio sia dei
fornitori di servizi sia dei lavoratori, ma gli Stati membri devono migliorare
la cooperazione se si vogliono tutelare in modo efficace le condizioni di
lavoro ed evitare una corsa alle retribuzioni più basse su tutto il territorio
dell'UE."
L'iniziativa
completa un processo iniziato nel giugno 2007, quando fu identificata una serie
di carenze nell'attuazione, nell'applicazione e nel rispetto transfrontaliero
della direttiva europea esistente sul distacco dei lavoratori. In diversi Paesi
dell'UE la legislazione nazionale non tutela i lavoratori distaccati né i
fornitori di servizi, in aperto contrasto con le norme europee.
La
raccomandazione di oggi introduce un sistema di informazione del mercato
interno (IMI) che sarà operativo in tutti i Paesi e permetterà un coordinamento
amministrativo coerente e semplificato. I fornitori di servizi e i lavoratori
distaccati avranno un accesso agevolato ai canali amministrativi e di
informazione sui termini e le condizioni occupazionali che si applicano nello
Stato ospitante.
EUROSTAT - IMPRESE: IN
ITALIA DOMINA LA DIMENSIONE MICRO
L'Italia è il paese europeo con
il più alto numero di micro imprese e di addetti che vi lavorano. Le
microimprese sono il 47% del totale in Italia, una percentuale superata solo
dalla Grecia, dove le imprese piccolissime sono il 56%. In Germania, tanto per
fare un raffronto con un Paese importante, le microimprese sono solo il 19%,
dato importante visto che quello tedesco è il paese che esporta di più nel
mondo. I dati sono ancora più rilevanti se si guarda al numero di imprese di
medie dimensioni, cioè tra i 50 i 250 addetti: in questa categoria l'Italia è
all'ultimo posto, con il 12% sul totale delle imprese. Ancora più evidenti le
differenze tra il nostro Paese e i principali concorrenti per quanto riguarda
le grandi imprese, cioè quelle che impiegano più di 250 lavoratori. Soltanto
tre piccoli stati come Cipro, Grecia e Portogallo hanno una percentuale di
imprese di grandi dimensioni inferiore a quella italiana (18,7%), mentre Gran
Bretagna (46%), Germania (39,8%), Francia (38,6) vanno ben oltre il doppio del
dato italiano.
Nel 2005 c'erano quasi venti
milioni di imprese private attive nell'Unione europea, ad esclusione di
agricoltura e servizi finanziari. La quasi totalità di queste imprese, il 99,8
% del totale, sono piccole e medie imprese, cioè, secondo la definizione
europea, con meno di 250 addetti. Questo tipo di imprese costituiscono il 67%
dell'occupazione e il 58% del valore aggiunto dell'economia europea.
Questi dati emergono dall'ultimo
rapporto di Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione. Ben il 92% delle
imprese hanno una dimensione micro, cioè impiegano meno di dieci persone. Sono
ben 38 milioni i lavoratori occupati in queste imprese, pari al 30% del totale,
e creano una ricchezza di mille e cento miliardi di euro, cioè il 21% del
prodotto del totale delle imprese. In alcuni settori le imprese a dimensione
micro rappresentano la maggioranza del totale: il 56% nell'immobiliare, 45% tra
hotel e ristoranti e il 43% delle imprese di commercio dei veicoli.
In totale, le imprese italiane,
esclusi il settore agricolo, la pubblica amministrazione e i servizi
finanziari, sono 3.822.000, che producono una ricchezza di 592 miliardi di euro
e impiegano circa 15 milioni di persone. La Germania ha meno della metà delle
nostre imprese e produce il doppio del nostro fatturato, impiegando circa 20
milioni di addetti. E per citare un paese con il quale i confronti si sono
sprecati recentemente, la Spagna registra circa due milioni e mezzo di imprese
con un fatturato di 495 miliardi e 13 milioni di addetti.
Il rapporto di Eurostat (http://ec.europa.eu/eurostat/europeanbusiness), insomma, la dice lunga sulla
struttura economica italiana, basata sulle piccole e medie imprese, ma anche
sulla difficoltà ad accrescere le dimensioni d'impresa che sembra oggi essere
un presupposto essenziale per poter competere in un mercato aperto ed esportare
di più.
IL 2009 COME ANNO
EUROPEO DELLA CREATIVITÀ E DELL'INNOVAZIONE
La
Commissione europea ha adottato una proposta da esaminare in codecisione che
mira a proclamare l’anno 2009 Anno europeo della creatività e dell’innovazione.
Se propone solo un bilancio specifico per tale iniziativa, la Commissione
prevede che gli Stati membri designino coordinatori nazionali che potranno
collaborare tramite un comitato direttivo realizzato a livello comunitario.
Secondo la proposta, le attività di questa iniziativa devono soprattutto mirare
ad instaurare un ambiente propizio alla creatività ed all’innovazione e
suscitare un forte movimento a favore della trasformazione di questi temi in
priorità politiche durature. A tale scopo, occorre a suo parere, privilegiare
l’insegnamento di un’ampia gamma di materie, tra cui la matematica, le scienze
e l’informatica. Occorre anche prestare un’attenzione particolare alla creazione
artistica ed all’innovazione culturale. L’Anno europeo della creatività e
dell’innovazione vuole essere una iniziativa trasversale che includa
l’istruzione e la cultura ma anche i settori d’attività dell’impresa, dei mass
media, della ricerca, delle politiche sociali e regionali e dello sviluppo
rurale. Dovrebbero comprendere campagne d’informazione e di sensibilizzazione,
lo scambio di buone pratiche, dibattiti, e sostenere una vasta gamma di
progetti sul piano regionale, nazionale ed europeo.
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
BRUXELLES -
MINISESSIONE 09 - 10 APRILE 2008
RELAZIONI ESTERNE
TIBET/CINA: SENZA DIALOGO L'UE BOICOTTI L'APERTURA DELLE
OLIMPIADI
Doc. B6-0133, 0134,
0135, 0136, 0137, 0138/2008
Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 26.3.2008 - Votazione: 10.4.2008
Il Parlamento condanna
la brutale repressione delle manifestazioni dei tibetani, chiede un'indagine
ONU e il rilascio delle persone arrestate. Sollecita poi una posizione comune
UE sulla partecipazione all'inaugurazione dei Giochi olimpici, disertando
l'evento se non riprende il dialogo con il Dalai Lama. La Cina deve anche
aprire il Tibet alla stampa estera e rispettare gli impegni sui diritti umani e
delle minoranze. I deputati attendono con interesse la visita del Dalai Lama al
Parlamento.
Approvando con 580 voti favorevoli, 24 contrari e 45 astensioni una
risoluzione sostenuta da tutti i gruppi i politici eccetto l'IND/DEM, il
Parlamento europeo condanna fermamente «la brutale repressione dei dimostranti
tibetani» da parte delle forze di sicurezza cinesi e «tutti gli atti di
violenza» avvenuti in Tibet, e chiede «un'indagine aperta e indipendente» da
svolgere sotto gli auspici delle Nazioni Unite.
Esprimendo le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime, inoltre, il
Parlamento rivolge un appello alle autorità affinché presentino un elenco delle
persone detenute, trattino queste ultime conformemente al diritto
internazionale in materia di diritti umani e «non ricorrano in nessuna
circostanza alla tortura». Invita poi il governo cinese a garantire assistenza
legale agli arrestati e chiede l'immediato rilascio di tutti coloro che hanno
manifestato pacificamente esercitando il loro legittimo diritto alla libertà di
espressione.
Nel ricordare che il Dalai Lama ha definito “genocidio culturale” questa
«reazione sproporzionata della Cina», il Parlamento rende omaggio al capo
spirituale dei tibetani per averli
sollecitati «"a praticare la non violenza"» e per aver respinto le
richieste di indipendenza proponendo invece una soluzione che persegue
un’autentica autonomia culturale e politica e la libertà religiosa. Un
approccio, questo, sostenuto dai deputati. L'Aula ha peraltro approvato un
emendamento che conferma l'impegno del Parlamento «per l'integrità territoriale
della Cina» ma - con 204 voti favorevoli, 404 contrari e 34 astensioni - ha
respinto la parte che asseriva «il rispetto del principio "una sola
Cina"».
Il Parlamento appoggia la dichiarazione del Dalai Lama secondo il quale i Giochi olimpici rappresentano «una
grande opportunità per la libertà di tutto il popolo cinese». E' convinto,
infatti che, con l'organizzazione dei Giochi, la Cina possa «aprirsi al mondo e
viceversa». In tale contesto, invita la Presidenza in carica dell'UE a
adoperarsi per trovare una posizione comune dell'UE in merito alla
partecipazione dei capi di Stato e di governo e dell'Alto rappresentante
dell'UE alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimpici, «con un eventuale
rifiuto a partecipare qualora le autorità cinesi non riavviassero il dialogo»
con il Dalai Lama.
Nel deplorare infatti che i negoziati
tra le autorità cinesi e il Dalai Lama «non abbiano condotto ad alcun
risultato», chiede l'apertura di un «dialogo costruttivo senza precondizioni,
mirante a giungere ad un accordo politico globale». Il Parlamento rinnova anche
l'invito a designare un inviato speciale per le questioni tibetane, allo scopo
di promuovere il dialogo tra le parti e seguire da vicino i negoziati una volta
che saranno ripresi. Ha peraltro respinto un emendamento di Verdi e ALDE che
vedeva con favore l'invito del Dalai Lama alla cerimonia d'apertura dei Giochi
«come segno di buona volontà».
Criticando il trattamento spesso discriminatorio contro le minoranze
etniche cinesi, il Parlamento sollecita la Cina «a non strumentalizzare» i
Giochi olimpici 2008 per arrestare dissidenti, giornalisti e attivisti nel
campo dei diritti umani «al fine di impedire manifestazioni e la diffusione di
notizie giudicate imbarazzanti per le autorità». Sollecita inoltre le autorità
cinesi ad aprire il Tibet alla stampa
estera e ai diplomatici, a cessare immediatamente la censura e il blocco
dei siti web esteri e chiede il rilascio di tutti i giornalisti, utenti
Internet e cyberdissidenti detenuti in Cina.
In tale contesto, il Parlamento chiede anche l'immediata liberazione di Hu
Jia, l'attivista dei diritti umani condannato a tre anni e mezzo di prigione.
D'altra parte, i deputati, invitano la Cina a porre termine alla politica di
indagare sulle convinzioni politiche degli atleti olimpici e a non escluderli
dai Giochi olimpici qualora dissentano dalla posizione ufficiale del governo
cinese.
Più in generale, il Parlamento invita la Cina a rispettare i propri impegni
pubblici nei confronti dei diritti umani
e delle minoranze, della democrazia e dello Stato di diritto come
annunciato nella decisione del comitato olimpico internazionale che ha
consentito a Pechino di organizzare i Giochi. Dovrebbe inoltre ratificare senza
indugio - «e comunque prima dei Giochi olimpici» - la Convenzione
internazionale sui diritti politici e civili, nonché adottare una moratoria
sulla pena di morte come chiesto dalla risoluzione ONU del 18 dicembre 2007.
I deputati attendono con interesse che il Dalai Lama giunga in visita al
Parlamento europeo per pronunciarsi in seduta plenaria nel corso del 2008 e
chiedono di vagliare la possibilità di anticipare tale visita.
Al termine della
votazione, il Presidente HANS-GERT PÖTTERING
ha auspicato che il messaggio del Parlamento venga recepito da chi di dovere.
Si ricorda che, in occasione del dibattito tenutosi lo scorso 26 marzo, il
Presidente aveva dichiarato che «ogni politico responsabile si deve chiedere se
può partecipare alla cerimonia di apertura qualora i leader cinesi non
cercheranno un dialogo e un compromesso». Nell'esprimere poi la sua solidarietà
al Dalai Lama aveva sottolineato che non si deve permettere di collegare al
terrorismo il capo spirituale dei tibetani e demonizzarlo. Aveva poi invitato
le autorità di Pechino a «negoziare con il Dalai Lama - nel rispetto
dell'integrità territoriale della Cina - per raggiungere un'intesa che rispetti
e garantisca l'identità culturale e religiosa del popolo tibetano».
CROAZIA:
ULTERIORI RIFORME PER POTER ADERIRE ALL'UE
Doc. A6-0048/2008
Relazione sulla
relazione concernente i progressi compiuti dalla Croazia nel 2007
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 9.4.2008 - Votazione: 10.4.2008
La Croazia ha compiuto lodevoli progressi verso l'adesione all'UE ma deve
proseguire le riforme dell'amministrazione pubblica e della giustizia, e
continuare la lotta alla corruzione. E' quanto afferma il Parlamento
compiacendosi della soluzione sulla zona di pesca nell'Adriatico e chiedendo
vigilanza sui processi per crimini di guerra. La richiesta alla Croazia di ammettere
la responsabilità del massacro di 20.000 italiani, di restituire i beni agli
esuli o di risarcirli, è stata respinta.
Approvando la relazione con 588 voti favorevoli, 39
contrari e 22 astensioni, il Parlamento rileva che negli scorsi due anni di negoziazioni
la Croazia ha compiuto «sostanziali e lodevoli progressi» nella maggior parte
dei settori coperti dalla legislazione comunitaria e che i buoni risultati
ottenuti sono di «buon auspicio per il processo di integrazione nell'UE». La
Croazia, inoltre, continua a rispettare i criteri di adesione e ad applicare
con successo l'Accordo di associazione.
Congratulandosi con le autorità croate per i risultati positivi finora raggiunti, il
Parlamento ritiene che, con un maggiore impegno da parte della Croazia e un
maggior sostegno da parte delle istituzioni dell'UE, i negoziati di adesione
dovrebbero concludersi nel 2009. In tale contesto, chiede alla Commissione di
intensificare i propri sforzi e insiste sulla necessità di attuare nuove norme
legislative quale parametro per valutare lo stato di preparazione del paese per
l'adesione. Una valutazione, è precisato, che «deve essere basata sui fatti e
non soltanto sulla legislazione adottata».
Il Parlamento sottolinea infatti che sono necessari
maggiori sforzi e un rinnovato impegno politico per affrontare alcuni dei
settori più problematici in cui sono necessarie riforme, «prima che la Croazia possa aderire all'Unione europea».
Più in particolare, lieto di osservare che buona parte della legislazione
croata è stata allineata agli standard dell'UE, ricorda che è adesso
«fondamentale» accelerare il processo di riforma dell'amministrazione pubblica
e lo sviluppo della capacità amministrativa necessaria per eseguire la nuova
legislazione.
Sottolinea inoltre la necessità di «ulteriori
miglioramenti» nel settore giudiziario:
riduzione del cumulo dei processi, promozione dell'indipendenza, imparzialità e
professionalità della magistratura e razionalizzazione del funzionamento dei
tribunali. Occorre inoltre proseguire gli sforzi allo scopo di eradicare la corruzione, «in alcuni casi
inaccettabilmente diffusa», che pregiudica lo sviluppo economico del paese. Il
Parlamento, peraltro, approva il programma economico di preadesione della
Croazia.
Nel ricordare poi a tutte le parti interessate il
principio "pacta sunt servanda", per quanto riguarda le questioni
bilaterali tuttora irrisolte, il Parlamento si compiace della decisione croata
del 13 marzo 2008 di non applicare la della Zona di protezione ecologica e di pesca
(ZERP) nell'Adriatico agli Stati membri dell'Unione fino a che non sarà
raggiunto un accordo comune e confida che, quando la questione sarà risolta
definitivamente, potranno essere prese in tempi rapidi decisioni sull'apertura
di nuovi capitoli.
Congratulandosi per gli sforzi compiuti a favore di
un imparziale svolgimento dei processi per i crimini di guerra, il Parlamento invita la Croazia ad esercitare
una continua vigilanza allo scopo di evitare «il rischio della pronuncia di
sentenze etnicamente motivate» e sollecita quindi misure integrative urgenti
per la protezione dei testimoni per assicurare l'integrità del processo
giudiziario.
D'altra parte, accogliendo favorevolmente la
cooperazione della Croazia con il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia
(ICTY), il Parlamento si dice preoccupato circa l'impatto negativo che le sue
sentenze sui crimini di Vukovar hanno avuto sull'opinione pubblicar croata.
Nel rilevare poi che la Croazia ha compiuto «sforzi
sostanziali e coronati da successo che hanno prodotto risultati visibili» per
realizzare la riconciliazione tra i
popoli, il Parlamento sollecita il reintegro sostenibile dei rifugiati di
guerra. A tale riguardo nota la necessità di sviluppare e attuare
tempestivamente misure sociali in materia di alloggi e di lavoro.
RICERCA E INNOVAZIONE
PMI: 100 MILIONI PER LO SVILUPPO DI
PRODOTTI E SERVIZI INNOVATIVI
Doc. A6-0064/2008
Relazione sulla proposta
di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla
partecipazione della Comunità a un programma di ricerca e di sviluppo avviato
da vari Stati membri a sostegno di PMI che effettuano attività di ricerca e
sviluppo
Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito:
9.4.20085 - Votazione: 10.4.2008
Il Parlamento ha
approvato la partecipazione finanziaria della Comunità al programma Eurostars
che mira a sostenere le PMI con un quadro di cooperazione europea per la
ricerca nell'ambito di progetti transnazionali. Si tratta, in particolare, di
portare sul mercato nuovi prodotti, processi e servizi e di promuovere
l'internazionalizzazione delle imprese. Per l'intero programma potranno essere
mobilitati fino a 800 milioni di euro, di cui 100 UE, 300 dagli Stati membri e
il resto dai privati.
Approvando la relazione con 626 voti favorevoli, 14 contrari e 6
astensioni, il Parlamento ha sottoscritto un pacchetto di emendamenti di
compromesso negoziati dal relatore con il Consiglio, permettendo l'adozione
definitiva della decisione sulla partecipazione della Comunità al programma
comune di ricerca e sviluppo "Eurostars". La decisione potrà quindi
entrare in vigore tre giorni dopo la sulla pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale.
Avviato da 23 Stati membri (tra cui l'Italia) e altri cinque paesi Eureka
(un programma intergovernativo istituito nel 1985 nel campo della R&S), il
programma comune Eurostars mira a sostenere le PMI nell'attività di R&S
mettendo a disposizione, in qualsiasi campo tecnologico o industriale, il
quadro giuridico e organizzativo necessario per una cooperazione europea su
larga scala in materia di ricerca applicata e innovazione. Più in particolare,
Eurostars intende creare un meccanismo europeo sostenibile e di facile accesso
a supporto della ricerca a favore delle PMI che effettuano attività di R&S.
Ha inoltre lo scopo di incoraggiare queste ultime a creare nuove attività
economiche basate sui risultati delle attività di R&S e portare sul mercato
nuovi prodotti, processi e servizi «più rapidamente di quanto sarebbe
altrimenti possibile». Mira anche a promuovere lo sviluppo tecnologico e
imprenditoriale e l'internazionalizzazione di tali imprese. Eurostars
completerà programmi nazionali ed europei esistenti volti a sostenere le PMI
nei loro processi innovativi.
Come è spiegato nell'allegato della decisione, le PMI che effettuano attività
di ricerca e sviluppo «svolgono un ruolo fondamentale nel processo di
innovazione e sono caratterizzate da un marcato orientamento al mercato o ai
clienti, finalizzato ad acquisire una forte posizione internazionale mediante
progetti orientati al mercato fortemente innovativi». Grazie alla loro capacità
di R&S, «sono in grado di sviluppare prodotti, processi o servizi che
presentano evidenti vantaggi in termini di innovazione o tecnologia».
Attività
innovative e transnazionali, orientate al mercato
L'attività principale del programma comune Eurostars consisterà in attività
di R&S guidate da una o più PMI stabilite negli Stati partecipanti che
effettuano attività di R&S. Anche enti di ricerca, Università, altre PMI o
grandi imprese potranno prendere parte al Programma. Le attività di R&S,
che potranno essere realizzate in qualsiasi ambito scientifico e tecnologico,
dovranno essere attuate mediante progetti transnazionali con più partner, che
coinvolgono almeno due partecipanti indipendenti di Stati partecipanti diversi
e che riguardano attività di ricerca, sviluppo tecnologico, dimostrazione,
formazione e diffusione.
Le attività dovranno essere eseguite per la parte fondamentale da PMI che
effettuano attività di R&S, che dovrebbero contribuire per almeno il 50%
dei costi connessi alla R&S nel progetto. Le attività, inoltre, dovranno
essere mirate alla ricerca e allo sviluppo orientati al mercato, avere breve o
media durata e prefiggersi obiettivi ambiziosi. Le PMI saranno tenute a
dimostrare la capacità di sfruttare i risultati dei progetti in un arco di
tempo realistico.
Al fine di promuovere il programma comune Eurostars e rafforzarne
l'impatto, saranno inoltre sostenute in misura limitata attività di
intermediazione, promozione dei programmi e collegamento in rete. In tale
ambito verranno organizzati seminari e si stabiliranno contatti con altri
soggetti interessati, come investitori e fornitori di servizi di gestione delle
conoscenze.
Mobilitare
fino a 800 milioni di euro
Gli Stati partecipanti si sono impegnati in linea di principio a
contribuire finanziariamente a Eurostars con un importo di 300 milioni di euro
per i sei anni di durata del programma, mentre l'UE parteciperà con altri 100
milioni di euro attraverso il Settimo programma quadro. Si attende inoltre un
intervento del settore privato fino a 400 milioni che porterebbe così l'importo
totale del finanziamento a 800 milioni di euro. D'altra parte, un emendamento
di compromesso recita che, per ogni progetto selezionato, le PMI devono contribuire
collettivamente alla maggior parte dei costi totali delle attività di ricerca
di tutti i partecipanti.
Il contributo finanziario della Comunità, viene precisato dalla decisione,
è soggetto alla definizione di un piano di finanziamento che prevede l'impegno
formale delle competenti autorità nazionali di attuare congiuntamente i
programmi e le attività di ricerca e sviluppo avviati a livello nazionale e di
contribuire al finanziamento dell'attuazione congiunta del programma comune
Eurostars. L'attuazione congiunta dei programmi nazionali di ricerca, inoltre,
presuppone l'esistenza o la costituzione di una struttura di esecuzione
propria, come previsto dal programma specifico "Capacità", con la
quale la Commissione dovrà concludere un accordo generale contenente le
modalità dettagliate per l'utilizzo del contributo UE.
Un emendamento di compromesso chiede di rendere visibile il contributo UE
sia al programma Eurostars nel suo complesso sia ai singoli progetti, in
particolare ricorrendo al logo comunitario in tutte le pubblicazioni.
Valutazione
intermedia e finale
Due anni dopo l'inizio del programma, la Commissione dovrà effettuare una
valutazione intermedia del programma e i progressi compiuti rispetto agli
obiettivi prestabiliti. La valutazione dovrà comprendere inoltre
raccomandazioni sul modo migliore di rafforzare la gestione scientifica e
l'integrazione finanziaria e vagliare l'accessibilità delle PMI al programma,
nonché la qualità e l'efficacia della sua attuazione. Tale valutazione non
dovrà imporre oneri inutili ai partecipanti, in particolare alle PMI. Al
termine del programma, la Commissione effettuerà una valutazione finale,
presentandone i risultati a Parlamento e Consiglio.
L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:
- Doc. A6-0039/2008 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che stabilisce gli
orientamenti tecnici pluriennali per il programma di ricerca del fondo di
ricerca carbone e acciaio
SANITÀ PUBBLICA
CANCRO: PROMUOVERE LA PREVENZIONE E GARANTIRE L'ACCESSO
AI FARMACI
Doc. B6-0132/2008
Risoluzione sulla lotta
al cancro in una Unione europea allargata
Procedura: Risoluzione-
Dibattito: 9.4.2008
Il cancro provoca 1
milione di morti l'anno. Il Parlamento sollecita quindi l'adozione di
provvedimenti, anche di natura finanziaria, per accrescere la prevenzione e la
diagnosi precoce, come screening e campagne di informazione. Occorre poi
sostenere politiche contro il fumo e bandire l'esposizione a sostanze
cancerogene sul luogo di lavoro. Bisogna anche promuovere l'accesso uniforme ai
farmaci, un trattamento individuale ottimale, la formazione continua degli
oncologi e la ricerca.
Nel 2006 sono stati diagnosticati circa 2,3 milioni di nuovi casi di cancro
mentre nell'UE ci sono più di 1 milione di morti, soprattutto a causa di tumori
del polmone, del colon e del seno. Di fatto, secondo stime dell'Agenzia
internazionale per la ricerca sul cancro (AIRC), un europeo su tre ha nella
vita una diagnosi di cancro e uno su quattro muore di tale malattia.
Il Parlamento europeo - con 621 voti favorevoli, 10 contrari e 6 astensioni
- ha quindi adottato una risoluzione che invita la Commissione, il Consiglio e
gli Stati membri a prendere «i provvedimenti necessari» sulla prevenzione, la
diagnosi precoce e la diagnosi e il trattamento, comprese le cure palliative
per ridurre l'aumento «altrimenti troppo significativo» dell'incidenza del
cancro. E chiede loro di prevedere anche il necessario sostegno finanziario per
le azioni coordinate e per l'opportuno rafforzamento delle capacità. Il
Parlamento sollecita inoltre iniziative che forniscano sostegno alle persone
direttamente o indirettamente colpite dal cancro, in particolare mediante
l'avvio e lo sviluppo in tutta l'UE di azioni di supporto e di assistenza
psicologica loro rivolte.
Il Parlamento chiede poi di creare, a livello interistituzionale, una Task Force europea contro il cancro con
il compito di raccogliere e diffondere le migliori prassi in materia di
prevenzione, screening e trattamento, nonché di indirizzare e coordinare il
miglioramento della lotta contro il cancro in Europa. Accanto agli attuali
progetti in materia di diagnosi precoce, la task force dovrebbe in particolare
sostenere nuove misure volte ad aumentare almeno del 50%, entro il 2018, la
quota di popolazione partecipante alle campagne di screening nei vari Stati
membri.
La
prevenzione innanzitutto, promuovere lo screening dei tumori
I deputati notano che, secondo stime della OMS, almeno un terzo di tutti i
casi di cancro può essere anticipato e che un altro terzo potrebbe essere
curato se diagnosticato ad uno stadio precoce e trattato adeguatamente. La prevenzione, per i deputati, «offre
la strategia a lungo termine più efficace da un punto di vista dei costi per il
controllo del cancro». Per tale ragione, osservando che in media solo il 3% del
bilancio complessivo dei paesi OCSE per la sanità viene destinato alla
prevenzione contro il 97% speso per l'assistenza e le cure, ritengono
necessario rettificare tale «grosso squilibrio».
Per il Parlamento è anche necessario attuare programmi di screening su scala nazionale, conformi agli eventuali
orientamenti europei, per migliorare la qualità dei servizi diagnostici e
terapeutici, contribuendo a un più efficace controllo della malattia. Questi
programmi, infatti, se correttamente impostati e gestiti, permettono di ridurre
l'incidenza del cancro e la mortalità, «indipendentemente dai vincoli di
bilancio che pesano sullo Stato». E' anche necessario sostenere lo sviluppo di
programmi europei di accreditamento/certificazione per lo screening, la
diagnosi e la cura del cancro, basati su orientamenti europei di quality assurance.
I deputati chiedono inoltre di promuovere campagne d'informazione sullo screening dei tumori rivolte al
grande pubblico e a tutti i prestatori di servizi di assistenza sanitaria e di
incoraggiare il ricorso a misure preventive efficaci in rapporto ai costi, come
idonei test HPV e PSA per la diagnosi precoce del cancro della cervice uterina
e della prostata. Sollecitano poi iniziative volte a prevenire il cancro
attraverso la riduzione dell'esposizione professionale e ambientale agli agenti
cancerogeni e la promozione di stili di vita sani, in particolare per quanto
riguarda i principali fattori di rischio (come l'alcol, il tabacco, l'obesità, un'alimentazione
poco sana e la scarsa attività fisica), attribuendo «un'attenzione particolare»
ai bambini e agli adolescenti.
Cancro ai
polmoni: ambienti senza fumo e disassuefazione
Il 25% di tutti i decessi per cancro nell'Unione europea è riconducibile al
fumo. Quest'ultimo, inoltre, è responsabile dell'80-90% dei decessi per cancro
ai polmoni nel mondo. Il Parlamento, pertanto, esorta Italia e Repubblica Ceca a ratificare la Convenzione quadro sul
controllo del tabagismo, entrata in vigore nel febbraio 2005. Chiede poi di
sostenere e dare attuazione a politiche
organiche di controllo del tabacco che includano la creazione di ambienti
liberi da fumo e interventi per la disassuefazione dal fumo, «in quanto metodi
efficaci per ridurre l'incidenza del fumo e prevenire un elevato numero di
decessi per cancro».
Bandire le
sostanze cancerogene dai luoghi di lavoro
Secondo fonti sindacali, almeno l'8% dei decessi per cancro registrati ogni
anno sono provocati dall'esposizione ad agenti cancerogeni sul luogo di lavoro.
Per il Parlamento tale esposizione potrebbe essere prevenuta «sostituendo i
cancerogeni con sostanze meno dannose», ma osserva che l'obbligo in tale senso
imposto ai datori di lavoro non è sempre rispettato. Invita quindi la
Commissione ad intentare rapidamente ricorso contro tutti gli Stati membri che
non hanno recepito pienamente la pertinente Direttiva sulla protezione dei
lavoratori (2004/37/CE).
Agevolare
la disponibilità uniforme di farmaci
Il Parlamento sottolinea le differenze «inconcepibili e inaccettabili»
esistenti in Europa in termini di qualità
delle strutture per il trattamento dei tumori, di programmi di screening,
di orientamenti in materia di migliori prassi, di apparecchiature per la
radioterapia e di accesso ai farmaci antitumorali, che incidono sui tassi di
sopravvivenza nei vari Stati membri. Altrettanto «inaccettabili», notano i
deputati, sono le differenze qualitative per quanto riguarda la
prevenzione/diagnosi precoce dei tumori e il loro follow-up, in particolare per
le procedure diagnostiche applicate e la loro integrazione nei servizi sanitari
nazionali degli Stati membri.
Sollecitano quindi una norma UE per la valutazione di approcci diagnostici
e terapeutici innovativi e l'identificazione delle migliori prassi mediche e cliniche,
e chiedono di garantire in tutti gli Stati membri «la disponibilità uniforme dei farmaci anti-cancro per tutti i malati
che ne hanno necessità». Occorre inoltre accelerare le procedure semplificate
di immissione in commercio a livello UE per rendere più rapidamente disponibili
ai malati di cancro farmaci innovativi salvavita e ricorrere a un sistema di
prezzi provvisori e di rimborsi soggetti a condizioni in attesa di determinare
la validità del farmaco.
Il Parlamento invita poi la Commissione a presentare entro giugno 2008 una
proposta intesa a garantire un'informazione «di qualità, obiettiva, affidabile
e non promozionale» sui farmaci, proveniente
da una pluralità di fonti. Mediante reti di professionisti sanitari, dovrebbe
inoltre migliorare le informazioni disponibili per i pazienti sulle varie
opzioni di cura e sui modi per ricorrervi per far sì che abbiano accesso «al
migliore trattamento disponibile».
A livello nazionale è anche necessario prevedere équipes oncologiche
multidisciplinari incaricate di garantire
un trattamento individuale ottimale per tutti i pazienti. Occorre inoltre
migliorare la formazione degli oncologi e dei professionisti della sanità,
riconoscere la specializzazione in oncologia medica e garantire
"l'apprendimento permanente" degli oncologi conformemente ad
orientamenti concordati.
I deputati esortano inoltre gli Stati membri a rendere obbligatoria la registrazione dei tumori con una
terminologia europea standardizzata, in modo da rendere possibile la
valutazione dei programmi di prevenzione, screening, trattamento e i tassi di
sopravvivenza e la comparabilità dei dati fra gli Stati membri. Occorre poi
sostenere reti di registri nazionali per il cancro per eseguire uno studio a
livello europeo sulle ineguaglianze nell'incidenza del cancro e sul tasso di
sopravvivenza.
Vietare le
importazioni di prodotti chimici cancerogeni e attuare REACH
Il Parlamento chiede di vietare l'importazione di articoli contenenti prodotti chimici cancerogeni e di adottare
entro il 1° giugno 2008 l'elenco preliminare delle sostanze ad altissimo
rischio nel quadro della "REACH", che comprendono le sostanze
cancerogene. Ciò consentirà ai consumatori di richiedere informazioni sulla
presenza di agenti cancerogeni negli articoli di consumo e di evitare pertanto
l'acquisto di tali articoli. Ritiene infine necessario intervenire a livello
europeo «per rafforzare i controlli volti a rilevare negli alimenti l'eventuale
presenza di prodotti chimici, inclusi i pesticidi».
Promuovere
la ricerca e il suo finanziamento
Il Parlamento sollecita una normativa UE che preveda incentivi,
all'industria e ai ricercatori, per garantire
una ricerca costante e nuove generazioni di farmaci e trattamenti di
provata efficacia per combattere e controllare il cancro. E' anche necessario
rendere disponibili fondi comunitari (strutturali e di ricerca) per creare «una
rete di referenze finanziaria» per i cancri rari e i cancri difficili da
trattare, mettere insieme risorse e specializzazioni e migliorare la diagnosi e
il trattamento. Più in particolare, il Settimo programma quadro dovrebbe
incoraggiare la ricerca e l'innovazione nell'area della prevenzione primaria,
dello screening e della diagnosi precoce, e di nuovi medicinali e trattamenti
contro il cancro. Dovrebbe inoltre incentivare la ricerca sulle varie forme di
cancro che colpiscono i bambini.
I deputati chiedono poi una revisione della direttiva sulla sperimentazione
clinica per promuovere l'intensificazione della ricerca sul cancro nelle università e migliorare la disponibilità
delle informazioni sulle sperimentazioni cliniche in corso o già concluse per i
pazienti e il grande pubblico.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
- Doc. A6-0051/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n.
998/2003 relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di
animali da compagnia per quanto riguarda l'estensione del periodo transitorio
CULTURA
SOTTOTITOLI PER TUTTI I PROGRAMMI
DELLE TV PUBBLICHE
Tutti i cittadini devono
avere pari accesso all'informazione, all'istruzione e alla cultura e, in tale
contesto, la televisione pubblica ha un ruolo da svolgere. Il Parlamento
sollecita quindi la Commissione a presentare una proposta legislativa che
richieda alle emittenti pubbliche di sottotitolare tutti i loro programmi. Ciò
garantirebbe il pieno accesso alle trasmissioni da parte degli spettatori con
problemi d'udito e, allo stesso tempo, favorirebbe l'apprendimento delle
lingue.
All'apertura della seduta, il Presidente ha annunciato l'iscrizione al
processo verbale - e quindi l'adozione formale da parte del Parlamento - di una
dichiarazione sottoscritta da 427 deputati che sollecita la Commissione a
presentare una proposta legislativa volta a richiedere «alle emittenti
televisive del servizio pubblico nell'Unione europea di sottotitolare tutti i
loro programmi».
Per il Parlamento, infatti, l'Unione europea deve assicurare la parità di
accesso all'informazione, all'istruzione e alla cultura per tutti i cittadini,
mentre la televisione pubblica svolge una funzione di servizio pubblico che
consiste, tra l'altro, «nell'informare ed istruire gli spettatori». In tale
contesto, ritiene che la sottotitolazione di tutti i programmi televisivi del
servizio pubblico europeo sia «essenziale» per garantire a tutti gli
spettatori, comprese le persone non udenti o con problemi di udito, «il pieno
accesso a tali programmi».
D'altra parte, il Parlamento sottolinea che nell'UE più di 83 milioni di
persone sono affette da una perdita parziale o totale dell'udito e che, con il
progressivo invecchiamento della popolazione europea, «il problema continuerà
ad aumentare». Osserva inoltre che la tecnologia moderna consente di
«sottotitolare i programmi televisivi, compresi quelli dal vivo, al momento
stesso della loro diffusione», tanto che la BBC «ha deciso di sottotitolare
tutti i suoi programmi a partire dall'aprile 2008».
La sottotitolazione dei programmi televisivi del servizio pubblico dell'UE,
notano infine i deputati, «favorirebbe anche l'apprendimento delle lingue
straniere».
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
- Doc. A6-0075/2008 - Relazione su una agenda europea per la cultura in un
mondo in via di globalizzazione
Una
strategia europea, più finanziamenti e un fisco favorevole per la cultura. E'
quanto chiede il Parlamento sollecitando la tutela dei diritti d'autore e la
lotta alla pirateria, ma senza criminalizzare i consumatori senza fini commerciali.
Occorre poi promuovere il turismo culturale, tutelare il patrimonio dal
commercio illegale e incentivare la circolazione degli artisti e delle opere
nell'UE. Il 2011 dovrebbe essere proclamato "Anno europeo dei classici
greci e latini".
- Doc. A6-0063/2008 - Risoluzione sulle industrie culturali in
Europa
AMBIENTE
UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO PER
MITIGARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI
Doc. B6-0131/2008
Risoluzione sul Libro
verde della Commissione "L'adattamento ai cambiamenti climatici in Europa
- quali possibilità di intervento per l'UE"
Procedura: Risoluzione - Dibattito: 10.4.2008 -
Votazione: 10.4.2008
Anche l’Europa,
soprattutto quella meridionale, subirà gli effetti negativi dei cambiamenti
climatici causati dall’attività umana. Il Parlamento chiede quindi all’UE di
adottare misure per l’adattamento e la mitigazione di questo fenomeno,
sviluppando un nuovo modello di crescita economica che tenga conto delle
regioni più vulnerabili. Occorre poi rendere l’agricoltura più sostenibile e
promuovere l’uso razionale dell’acqua, nonché investire nelle infrastrutture di
trasporto e nelle tecnologie.
Approvando con 516 voti favorevoli e 47 contrari una risoluzione proposta a
nome della commissione temporanea sui cambiamenti climatici, il Parlamento
europeo rileva che quasi tutte le regioni europee subiranno gli effetti
negativi dei futuri impatti dei cambiamenti climatici. Sottolinea inoltre che
«la natura sta subendo gli effetti dei cambiamenti climatici» a causa
soprattutto dell’aumento della temperatura generato «dall’attività umana» e che
l'Europa meridionale e il bacino del Mediterraneo stanno già affrontando
problemi di carenza idrica, siccità e incendi boschivi. I deputati ricordano
poi che, secondo stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, già
attualmente «le calamità naturali legate al clima sono responsabili di 60.000
decessi l'anno».
Il Parlamento sottolinea quindi l’importanza «di una forte
interconnessione» tra gli sforzi di adattamento
e di mitigazione per sfruttare le sinergie al fine di «limitare le
conseguenze dei cambiamenti climatici». L'UE dovrebbe inoltre «valutare
attentamente» in che misura tale adattamento «può aprire la strada a un nuovo
modello di crescita economica e di sviluppo che protegga l'ambiente, faccia
crescere l'occupazione e dia una nuova dimensione alle politiche sociali». Tale
adattamento, per i deputati, richiede «un vero approccio trasversale e
l’inclusione di aspetti sociali, economici e ambientali in senso ampio».
La Commissione dovrebbe inoltre condurre uno studio sull’economia dell’adattamento, al fine di
sviluppare scenari che ne definiscano un bilancio dei costi e dei benefici, ma
anche stimolare e anticipare l'azione in campo economico. In tale ambito, è
importante utilizzare un'impostazione settoriale «che tenga conto delle
differenze degli habitat naturali europei, quali le aree montuose o le regioni
insulari». Occorre poi elaborare una base dati comune europea sulle
vulnerabilità, per comprendere in che modo sarebbero colpite le varie
componenti della società e il patrimonio culturale e nazionale europeo. Ma sono
anche necessari ulteriori modelli e studi scientifici per poter meglio
analizzare, comprendere e prevedere gli impatti umani e sociali dei cambiamenti
climatici.
Nel rilevare che occorre di tenere debitamente presente il principio di sussidiarietà nel far
fronte alle conseguenze del cambiamento climatico, il Parlamento sottolinea il
ruolo chiave svolto dalle comunità locali nella lotta contro questo fenomeno,
ma evidenzia la necessità di una coerenza e di coordinamento a livello UE. Nota
anche la necessità di un approccio differenziato per quanto riguarda zone e regioni particolarmente vulnerabili,
quali le zone montuose o costiere e le isole, invitando la Commissione a
estendere l'elenco delle zone più vulnerabili. Chiede poi una più stretta
cooperazione tra le autorità regionali e locali nello sviluppo di costruzioni e
servizi pubblici volti a raggiungere la neutralità carbonica nei rispettivi
settori: sistemi di teleriscaldamento, miglioramento dei servizi di
riciclaggio, trasporti pubblici integrati, edifici ad elevata efficienza
energetica ed idrica, maggiore produzione ed uso di energie alternative e
informazione del pubblico sul consumo di energia.
Sottolineando che il settore
agricolo è uno dei più vulnerabili ai cambiamenti climatici ma è nel
contempo accusato di provocare danni all'ambiente, i deputati rilevano la
necessità che gli Stati membri utilizzino i fondi per lo sviluppo rurale per
rafforzare l’adattamento ai cambiamenti climatici. Le misure di adattamento in
questo settore - che andrebbero esaminate nel quadro del “controllo dello stato
di salute” - devono «puntare ad una riduzione della vulnerabilità e a un
aumento della sostenibilità dal punto di vista sia ambientale che economico».
Per i deputati, inoltre, il settore agricolo può adattarsi ai cambiamenti
climatici e mitigarne gli effetti «applicando una legislazione che rafforzi la
sostenibilità e promuova nuove modalità di utilizzo e gestione dell'acqua e
delle altre risorse naturali».
Il Parlamento sottolinea poi la necessità di un uso razionale dell'acqua attraverso la "gestione della domanda
idrica", «poiché l'acqua sta diventando una risorsa scarsa». Commissione e
Stati membri dovrebbero quindi adottare misure integrative per assicurare
disponibilità, accessibilità, uso e conservazione dell'acqua, e promuovere
tecnologie e pratiche innovative che contribuiscano a ridurre i danni da
siccità e i rischi di inondazione. In tale contesto, è importante adottare un
approccio ecosistemico nella prevenzione e nell'assorbimento degli impatti
dell'erosione del suolo, delle inondazioni, della desertificazione,
dell'innalzamento del livello dei mari e dell'invasione di specie aliene,
nonché nel rafforzamento della resistenza agli incendi boschivi.
Gli Stati membri e la Commissione, secondo i deputati, hanno anche un
importante ruolo da svolgere nell’identificare le infrastrutture di trasporto che potrebbero essere maggiormente
colpite dal cambiamento climatico e che «necessitano di sforzi e investimenti
supplementari per assicurare la continuità e la sicurezza del funzionamento».
Occorre poi assicurare che tutte le licenze edilizie e i piani urbanistici
tengano conto, quale parte della valutazione d'impatto ambientale, di diversi
scenari di adattamento, «così da impedire investimenti in infrastrutture
incompatibili». In molti casi, peraltro, «sarebbe più opportuno rinunciare allo
sviluppo urbanistico di aree vulnerabili, o ripristinare lo stato naturale di
aree già sviluppate, anziché costruire difese per prepararsi ad effetti
climatici avversi».
La Commissione è poi invitata a condurre un’analisi esaustiva degli strumenti finanziari europei esistenti
e del loro utilizzo per misure di adattamento ai cambiamenti climatici e ad
indicare dove sarebbero necessari ulteriori finanziamenti. Accogliendo un
emendamento proposto dai Verdi, l'Aula chiede inoltre l'elaborazione di
strumenti finanziari «di ampia portata e prevedibili» nel quadro delle
politiche dell'UE, come il Sistema comunitario per lo scambio di quote di
emissioni (ETS) e di prevedere il finanziamento di politiche di adattamento
negli Stati membri. Il Consiglio, invece, dovrebbe giungere senza ulteriori
ritardi a una decisione sulla proposta di regolamento per il Fondo di
solidarietà dell'UE (FSUE), soprattutto perché si prevede un aumento in futuro
delle calamità naturali causate anche dai cambiamenti climatici. Il Fondo, per
i deputati, consentirà di agire con maggiore efficacia, flessibilità e
tempestività per porre rimedio «ai danni causati da calamità naturali o
disastri provocati dall'uomo».
Il Parlamento ritiene peraltro che la messa a punto di tecnologie efficaci, sicure e poco costose «sia un elemento chiave
dell'adattamento ai cambiamenti climatici» e che la prossima conferenza/riunione
delle parti a Poznan (COP 14) dovrebbe concentrarsi su questo argomento. In
tale ambito l'UE deve intraprendere «sforzi sostanziali» per potenziare lo
sviluppo tecnologico in materia di adattamento, al fine di sostenere l’economia
e il trasferimento di queste tecnologie al mondo in via di sviluppo.
Nell’accogliere con favore la decisione presa a Bali di rendere operativo
il Fondo di adattamento, il Parlamento si rammarica che il Libro verde non
dedichi sufficiente attenzione alla necessità della cooperazione in materia di
adattamento fra l'UE e i paesi in via di
sviluppo (PVS). Riconosce poi che i problemi del cambiamento climatico
devono essere integrati in tutta la cooperazione allo sviluppo dell'UE e rileva
l’importanza di rafforzare i partenariati con i PVS per evitare la
deforestazione.
Infine, ritenendo che, per avere successo, le strategie di adattamento
volte a far fronte agli inevitabili cambiamenti climatici richiederanno il
sostegno dei settori dell'educazione e della comunicazione, il Parlamento
sottolinea l’importanza di coinvolgere i
mass media e di promuovere la partecipazione dei cittadini sui temi
ambientali.
L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:
- Doc. A6-0074/2008 - Risoluzione sulla revisione interlocutoria
del sesto programma comunitario d'azione in materia di ambiente
BILANCI
BILANCIO 2009 DEL PARLAMENTO, ANNO
DEL TRATTATO E DELLE ELEZIONI
Doc. A6-0082/2008
Relazione sugli
orientamenti per la procedura di bilancio 2009, Sezione I - Parlamento europeo,
Sezione II - Consiglio, Sezione IV - Corte di giustizia, Sezione V - Corte dei
conti, Sezione VI - Comitato economico e sociale europeo, Sezione VII -
Comitato delle regioni, Sezione VIII - Mediatore europeo, Sezione IX - Garante
europeo della protezione dei dati
Procedura: Bilancio - Dibattito: 9.4.2008 - Votazione: 10.4.2008
Il Parlamento sottolinea
che le nuove competenze del Parlamento derivanti dal Trattato di Lisbona non
dovranno necessariamente richiedere un aumento delle risorse, ma piuttosto un
migliore uso di quelle esistenti. In vista delle elezioni europee, occorrerà
inoltre informare adeguatamente i cittadini, soprattutto via i media locali. Il
bilancio 2009 dovrà poi tenere conto dell'applicazione dello Statuto dei
deputati, ma occorrerà anche definirne uno per i loro assistenti.
Approvando la relazione con 539 voti favorevoli, 39 contrari e 61
astensioni, il Parlamento ricorda che il suo bilancio per il 2008 ammonta a
1.452.517.167 euro e sottolinea che il 2009 sarà un anno di «profondi
cambiamenti», in particolare per l'entrata in vigore del trattato di Lisbona,
per le elezioni europee che si svolgeranno a giugno e per l'entrata in vigore,
all'inizio della prossima legislatura, del nuovo statuto dei deputati europei.
Queste sfide, per i deputati, rappresentano anche una nuova opportunità per
fare in modo che le priorità politiche del Parlamento europeo «siano
adeguatamente finanziate» e, nel contempo, «controllate» per individuare le
potenziali economie «ovunque siano possibili» e per garantire la sostenibilità
del bilancio». D'altra parte ritengono che «la tendenza alla moderazione sia
una virtù in sede di redazione del bilancio, anche se ciò non è necessariamente
vero in altre circostanze». Tale approccio, peraltro, «manderà un giusto
segnale ai contribuenti dell'Unione europea», mentre l'evoluzione del massimale
finanziario «deve continuare a essere sorvegliato con attenzione».
Trattato di Lisbona: tenere conto dei nuovi compiti legislativi
Le accresciute responsabilità del Parlamento a seguito della ratifica del
trattato di Lisbona, secondo i deputati, dovrebbero costituire uno dei
principali aspetti da considerare in sede di formulazione del bilancio 2009.
Anche perché il prossimo rafforzamento dei poteri di codecisione «non ha
precedenti». Per il Parlamento, non si tratta tanto di una questione di risorse
finanziarie quanto, piuttosto, della necessità di ricercare modalità di
organizzazione del lavoro pertinenti ed efficaci sotto il profilo dei costi.
Tra queste cita una maggiore focalizzazione sulle attività essenziali, la
ridistribuzione di personale ove possibile, la ristrutturazione dei servizi per
adattarsi alle nuove circostanze, un migliore uso delle moderne tecnologie ed
anche una maggiore cooperazione interistituzionale.
Esprimendo sorpresa per il fatto che solo il 6% del personale lavora presso
le commissioni parlamentari, il Parlamento chiede una valutazione dei
fabbisogni di risorse umane, comprese informazioni più precise sulle esigenze
delle varie commissioni, nonché un organigramma dettagliato della totalità del
personale (funzionari ed altri agenti) in servizio presso l’amministrazione.
Occorrerà poi proporre soluzioni appropriate, compresa la ridistribuzione del
personale, «al fine di rafforzare l'attività essenziale, vale a dire il lavoro
legislativo».
Elezioni 2009: informare i cittadini
Nel sottolineare che il 2009 sarà l'anno delle elezioni europee, i deputati
considerano questo «un aspetto essenziale del bilancio da concordare». Al
riguardo ribadiscono che i cittadini europei «devono essere adeguatamente
informati del lavoro svolto dai loro rappresentanti eletti e del ruolo politico
e legislativo del Parlamento». In tale contesto, è sottolineata l'importanza
delle azioni di comunicazione decentrata che coinvolgono anche i media regionali
e locali. Questo, per il Parlamento, è infatti un modo efficace sotto il
profilo dei costi di realizzare la necessaria informazione mirata e insiste
inoltre affinché i deputati partecipino attivamente a tali iniziative.
Il Parlamento, inoltre, intende vigilare sul finanziamento di tre grandi
progetti inerenti all'informazione dei cittadini: il centro visitatori e il
centro audiovisivo, che s'intende rendere pienamente operativi entro il 2009, e
il progetto Web-TV, che dovrebbe essere operativo entro il 1° luglio 2008.
Quest'ultimo progetto, a suo parere, «ricaverà valore aggiunto dagli
investimenti nella politica di comunicazione, in quanto offrirà a tutti i
cittadini dell'Unione un agevole accesso ai lavori del Parlamento». D'altra
parte, il Parlamento auspica che l'importante progetto di una "Casa della
storia europea" riceva anche il sostegno della Commissione.
Nuovo Statuto dei deputati ma anche per i loro assistenti
Il Parlamento attribuisce grande importanza allo statuto unificato per i
suoi deputati, che sarà introdotto con la nuova legislatura. Osserva poi che
l'ammontare della spesa aggiuntiva, tenuto conto delle modalità transitorie che
potranno essere impiegate per un periodo fino a dieci anni, «è finora
approssimativo» e, pertanto, chiede una stima di bilancio aggiornata relativa a
tali spese. Anche perché «è probabile che un numero maggiore di deputati
rispetto a quanto inizialmente previsto opterà per il nuovo sistema». Va
inoltre aggiornato l'impatto finanziario della nuova regolamentazione relativa
alle indennità, che dovrebbero essere riformate contestualmente al nuovo
Statuto.
Il Parlamento appoggia le raccomandazioni della Conferenza dei presidenti e
dell’Ufficio di presidenza volte ad assicurare «l'applicazione coerente delle
norme interne del Parlamento relative al rimborso delle spese di assistenza
parlamentare» e ad incaricare il gruppo di lavoro dell’Ufficio di presidenza
«di valutare in dettaglio e con urgenza il funzionamento delle norme
attualmente in vigore e, data l'importanza della questione, di presentare
proposte di modifica di tali norme». Invita quindi il gruppo di lavoro
costituito in seno all'Ufficio di presidenza a presentare, unitamente ai
servizi competenti della Commissione, «proposte relative a uno statuto degli assistenti
dei deputati», da trasmettere in via d’urgenza al Consiglio, in modo che detto
statuto «possa entrare in vigore alla stessa data dello Statuto dei deputati».
Ritiene infatti che lo statuto proposto «garantirebbe la parità e la
trasparenza del trattamento degli assistenti e contribuirebbe ad assicurare
l'assolvimento degli obblighi fiscali e sociali, quali quelli retributivi e
previdenziali».
Edifici: valutare i costi di manutenzione inutilmente elevati e come
risparmiare
La relazione riconosce che sono state realizzate «notevoli economie» grazie
ai pagamenti anticipati effettuati per edifici nel corso degli ultimi dieci
anni. La politica di acquisizioni del Parlamento a più lungo termine dovrà
peraltro essere valutata alla luce dei limiti del massimale finanziario e delle
specifiche esigenze nei suoi tre luoghi di lavoro.
I deputati chiedono infine lumi sui vincoli, sia regolamentari che pratici,
eventualmente responsabili di costi di manutenzione «inutilmente elevati» per
gli edifici dell'UE, compresi quelli del Parlamento. Si tratta, in particolare,
di stabilire se le cause profonde di questa situazione sono legate in qualche
modo alla ristrettezza del mercato, agli oneri imposti dal regolamento
finanziario e dagli appalti pubblici o a qualsiasi altro fattore pertinente.
Nell'auspicare poi l'inserimento in una lista nera delle imprese che hanno
presentato costi inutilmente elevati, il Parlamento ritiene che dovrebbero
essere esplorate modalità per realizzare risparmi nel bilancio destinato agli edifici.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
- Doc. A6-0083/2008 - Risoluzione sulla proposta di decisione del
Parlamento europeo e del Consiglio sulla mobilitazione del Fondo europeo di
adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dell'accordo
interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e
la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria
- Doc. A6-0069/2008 - Risoluzione sul progetto di regolamento
(CE, Euratom) della Commissione recante modifica del regolamento (CE, Euratom)
n. 2343/2002 della Commissione che reca regolamento finanziario quadro degli
organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002
del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio
generale delle Comunità europee
- Doc. A6-0068/2008 - Risoluzione sul progetto di regolamento
(CE) della Commissione che modifica il regolamento (CE) n. 1653/2004 della
Commissione, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in
applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, che definisce
lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla
gestione di programmi comunitari
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
DIRITTI UMANI
- Dichiarazione del Parlamento europeo sull'assassinio dell'attivista per i
diritti umani Munir Said Thalib
Il
Parlamento chiede sia fatta luce sull'assassinio dell'attivista indonesiano
Munir Said Thalib e che i veri responsabili della sua uccisione siano
processati il più presto possibile. Anche perché il suo omicidio mirava a
intimidire e minacciare tutti gli altri difensori dei diritti umani e i
giornalisti indonesiani.
POLITICA SOCIALE
- Dichiarazione del Parlamento europeo sulla soluzione del
problema dei senzatetto
L'accesso
ad un alloggio decoroso è uno dei diritti umani fondamentali. Il Parlamento
chiede quindi di porre fine al fenomeno dei senzatetto entro il 2015. Sollecita
gli Stati membri a creare piani invernali d'emergenza nel quadro di una più
ampia strategia volta ad affrontare tale questione, visto che ogni anno molte
persone muoiono ancora di freddo in Europa.
PESCA
- Doc. A6-0072/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alle
autorizzazioni delle attività di pesca dei pescherecci comunitari al di fuori
delle acque comunitarie e all'accesso delle navi di paesi terzi alle acque
comunitarie
- A6-0060/2008 - Risoluzione sugli strumenti di gestione basati sui diritti di pesca
LIBERTÁ, GIUSTIZIA E
AFFARI INTERNI
- A6-0066/2008 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che istituisce
una rete europea sulle migrazioni
VARIE
- Doc. B6-0139/2008 - Decisione del Parlamento europeo del 9 aprile
2008 sull'approvazione della nomina di Androula Vassiliou a membro della
Commissione
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO -
SESSIONE 21 - 24 APRILE 2008
AMBIENTE
BIODIVERSITÀ: STOP A DISBOSCAMENTO
ILLEGALE E TECNOLOGIE TERMINATOR
Doc. B6-0143/2008
Procedura: Risoluzione - Dibattito: 23.4.2008 - Votazione: 24.4.2008
L'Unione europea deve dar prova di leadership alle prossime riunioni
internazionali agevolando un accordo su misure concrete di protezione della
biodiversità. E' quanto sostiene il Parlamento chiedendo un meccanismo globale
di lotta al disboscamento illegale e di affrontare gli effetti negativi della
produzione di biomassa a fini energetici. Occorre poi bandire le tecnologie
"terminator" e concordare una moratoria sulla ricerca in campo e
sull'uso commerciale di alberi geneticamente modificati.
In vista della Nona Conferenza delle Parti (COP9)
della Convenzione ONU sulla diversità biologica (CDB) e della Quarta riunione
delle Parti (MOP4) del Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza che si
terranno, rispettivamente, dal 19 al 31 maggio 2008 e dal 12 al 16 maggio 2008
a Bonn (Germania), il Parlamento ha adottato - con 546 voti favorevoli, 7 contrari
e 11 astensioni - una risoluzione che esprime profonda preoccupazione «per la
continua perdita di biodiversità». Invita quindi la Commissione e gli Stati
membri «a dar prova di leadership e di convinzione» accordandosi su misure
concrete di protezione della biodiversità, sia a livello interno che
internazionale, e agevolandone l'applicazione.
Il Parlamento sollecita inoltre la Commissione e
gli Stati membri a garantire che le decisioni prese dalla COP9 siano orientate
verso l’applicazione del programma della CDB sulle aree protette e il rafforzamento dell’attuazione per raggiungere
gli obiettivi del 2010, in particolare per quanto riguarda la diversità
biologica forestale. Dovrebbero poi svolgere un ruolo di primo piano nei
negoziati ai fini dell'adozione di un regime internazionale di accesso e di
ripartizione dei benefici (ABS) delle risorse genetiche «che sia giusto, equo e
giuridicamente vincolante». Chiede loro inoltre di rafforzare le sinergie e i
collegamenti fra la Convenzione quadro ONU sui cambiamenti climatici e la CDB
al fine di massimizzare i benefici comuni in termini di attenuazione del
cambiamento climatico, di protezione della biodiversità e di sviluppo umano
sostenibile.
Commissione e Stati membri dovrebbero inoltre
garantire che la COP9 definisca principi e criteri comuni di buona gestione forestale, e giunga a un
accordo su un meccanismo mondiale di regolamentazione della raccolta e del
commercio di legname «al fine di combattere il disboscamento illegale e
promuovere l'uso sostenibile delle risorse forestali». La COP9 dovrebbe inoltre
invitare le parti a adottare una normativa nazionale «che impedisca la vendita
sul mercato di legname e di prodotti del legno provenienti dall'abbattimento
illegale e distruttivo».
Il Parlamento auspica poi che la COP9 adotti una
decisione finale che metta al bando tutte le tecnologie "terminator" e concordi una moratoria
sull'emissione nell'ambiente, incluse le sperimentazioni in campo, e l'uso
commerciale di alberi geneticamente modificati. Commissione e Stati membri
dovrebbero anche svolgere un ruolo di spicco nel quadro della riunione delle
parti del Protocollo di Cartagena, «così da garantire l'attuazione di un regime
di responsabilità giuridicamente vincolante dotato di un ampio campo di applicazione».
Sono inoltre sollecitati a garantire che la COP9
affronti con urgenza gli effetti negativi della produzione di biomassa a fini energetici, in particolare della
produzione di agrocombustibili, sulla biodiversità e sulle comunità indigene e
locali. Allo stesso tempo, tuttavia, dovrebbero incoraggiare e sostenere
sistemi di certificazione per una silvicoltura sostenibile e altre colture, fra
cui i biocombustibili, e l'impianto di alberi in zone destinate
all'allevamento.
Il Parlamento li invita infine a garantire una più
rapida attuazione degli impegni esistenti a favore di una migliore
conservazione e gestione sostenibile della biodiversità
marina proteggendola da «pratiche distruttive». La COP9 dovrebbe pertanto
adottare l'insieme dei criteri scientifici proposti per l'identificazione delle
aree marine da proteggere e per la creazione di reti rappresentative di aree
marine protette.
PROMUOVERE
UN FISCO PIÙ “VERDE”
Doc. A6-0040/2008
Relazione sul Libro verde sugli strumenti di mercato utilizzati a fini di
politica ambientale e ad altri fini connessi
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 22.4.2008 - Votazione:
24.4.2008
Gli strumenti di mercato sono
uno dei mezzi più efficaci per tutelare l'ambiente. E’ quanto sostiene il
Parlamento chiedendo di internalizzare i costi ambientali nei prodotti e
servizi, senza però danneggiare i meno abbienti. Occorre innalzare le tasse nel
settore dei trasporti e differenziarle in funzione delle emissioni di CO2,
rivedere l’Eurobollo, detassare il lavoro, consentire crediti fiscali o la
riduzione dell'IVA per i prodotti ecologici e adottare norme per tassare i
rifiuti. Va anche rivisto il sistema di scambio di emissioni. L'Aula non ha accolto l'idea
di chiedere alla Commissione di presentare una proposta legislativa relativa ad
una tassa comunitaria minima in materia di CO2.
Approvando la relazione con 479 voti favorevoli, 53
contrari e 5 astensioni, il Parlamento sottolinea anzitutto che è necessaria «un'azione energica» volta a limitare gli effetti
del cambiamento climatico e, in tale ambito, gli strumenti di mercato (MBI) utilizzati ai fini della politica
ambientale sono uno dei mezzi «più efficaci» per raggiungere gli obiettivi
ambientali ad un costo ragionevole, oltre ad essere importanti ai fini
dell'applicazione del principio «chi inquina paga».
Per il Parlamento, il principio “chi inquina paga”
è uno dei pilastri della politica ambientale UE, poiché consente di includere
nel prezzo di un prodotto il costo dell'eliminazione dell'inquinamento e
l'indennizzo dei danni causati col processo produttivo. Ma «la prevenzione è
meno costosa di qualsiasi ripristino e indennizzo». D'altronde, l'internalizzazione totale dei costi
ambientali «è un requisito indispensabile» per creare una concorrenza equa
fra le varie imprese, aumentare gli incentivi economici alla produzione e al
consumo più puliti e stimolare l'innovazione di tecnologie meno inquinanti.
L'incapacità a procedere in tal senso, invece, «equivale a sovvenzionare
attività dannose per l'ambiente». Gli strumenti di mercato, pertanto, sono un
metodo «adeguato ed efficace per internalizzare gli effetti esterni» e
dovrebbero «venire utilizzati con maggiore frequenza, senza tuttavia
sostituirsi agli strumenti regolamentari, ma piuttosto integrandoli».
Il Parlamento sollecita quindi la Commissione a
mettere a punto una «chiara strategia»
sull'uso degli strumenti di mercato «per determinare il prezzo dei danni
ambientali e correggere le carenze di mercato riscontrate». Una strategia che
includa la fiscalità, la revisione del sistema comunitario di scambio delle
emissioni e la politica in materia di scambi commerciali e tecnologica. Gli strumenti di mercato, rammenta il
Parlamento, comprendono ad esempio, i permessi negoziabili ideati per ridurre
l'inquinamento, le imposte ambientali che incidono sui prezzi influenzando il
comportamento di produttori e consumatori, le tasse destinate a coprire i costi
dei servizi ambientali e le sovvenzioni intese a sostenere lo sviluppo di
tecnologie più pulite.
Il Parlamento, tuttavia, ritiene che le conseguenze sociali dell'attuazione
degli MBI «devono essere compensate da specifiche misure», quali prezzi soglia,
riduzione dei tassi e sovvenzioni per le famiglie a basso reddito. Sostiene
inoltre la necessità di adottare misure volte a penalizzare i consumi
eccessivi. Con 300 voti contrari e 213 favorevoli, l'Aula ha però soppresso il
paragrafo che chiedeva di reinvestire le entrate degli MBI in programmi a
sostegno di obiettivi ambientali e volti a mitigare gli impatti sociali e sulla
concorrenza.
Fiscalità ambientale dissuasiva e incitativa
Le tasse legate all'ambiente, secondo i deputati,
dovrebbero essere considerate soprattutto come «uno strumento per prevenire
l'inquinamento pregiudizievole e il degrado ambientale» e, così, accrescere il
benessere della società a «costi ragionevoli». Tali tasse consentono inoltre di
raggiungere gli obiettivi ambientali. D’altra parte, il Parlamento osserva che
in materia di fiscalità ambientale, esistono forti disparità tra i diversi
paesi dell'UE (che oscillano tra il 2 e 5% del PIL). Nel sottolineare che gli
Stati membri dovrebbero decidere da soli cosa sia opportuno per i propri
sistemi fiscali, li invita tuttavia a progredire in materia di fiscalità
ambientale a livello europeo «per impedire qualsiasi dumping fiscale».
Per realizzare gli obiettivi ambientali è peraltro
necessario «disporre di strumenti tanto incitativi quanto dissuasivi».
L'imposizione di tasse su fattori negativi come l'inquinamento, secondo i
deputati, dovrebbe quindi «essere compensata attraverso una riduzione di quelle
sui fattori positivi come il lavoro» o da una diminuzione delle sovvenzioni
alle energie fossili che danneggiano l’ambiente. Appoggiano pertanto la riduzione della fiscalità sul lavoro al
livello nazionale, sottolineando però che essa «non è connessa alla sola
riforma della fiscalità ambientale». L'Aula ha tuttavia respinto - 196 voti
favorevoli, 333 contrari e 4 astensioni - l'invito rivolto alla Commissione a
presentare entro la fine del 2008 una proposta legislativa relativa ad una tassa comunitaria minima in materia di CO2.
I deputati sostengono inoltre le proposte volte a
consentire agli Stati membri di ridurre
le aliquote IVA o di offrire crediti fiscali per prodotti ad efficienza
energetica e materiali a risparmio energetico. Ma l'introduzione di un'aliquota IVA ridotta sui prodotti
ecologici, a loro parere, deve essere «rigorosamente inquadrata» affinché ne
possano realmente beneficiare i consumatori e deve essere accompagnata da
dispositivi complementari come l'Ecolabel per creare un sistema di facile
comparazione dei prodotti.
Il Parlamento ritiene che, con la riforma delle
sovvenzioni dannose per l'ambiente, è necessaria un'azione «tempestiva e
determinata» nel settore dei trasporti, in particolare quelli stradali.
Nell'ambito della revisione della legislazione sulla tassazione dei prodotti energetici, il livello minimo di tasse nel
settore dei trasporti per uso industriale o commerciale dovrebbe essere
innalzato e occorre procedere alla differenziazione della tassazione sulla base
del livello di emissione di CO2. E’ inoltre necessario rendere obbligatoria in
tutti gli Stati membri la direttiva sull'Eurobollo
per i mezzi di trasporto pesanti ed estenderla all'intera rete stradale. La
direttiva dovrebbe inoltre essere modificata «per consentire
l'internalizzazione dei costi esterni grazie alla tariffazione delle infrastrutture, in particolare del trasporto
stradale».
Nel deplorare che la normativa comunitaria non
abbia affrontato il problema del volume dei rifiuti nell'UE, il Parlamento
invita la Commissione e gli Stati membri a riflettere su un quadro legislativo
in materia di tassazione dei rifiuti
al fine di prevenire e ridurre a medio termine la loro produzione.
D’altra parte, si compiace del fatto che, in aggiunta alla tassazione e ai sistemi di scambio
delle emissioni, stiano emergendo anche altri strumenti finanziari tra cui la
crescente disponibilità di investimenti
verdi/etici, ad esempio le obbligazioni verdi, «che assicurano una maggiore
consapevolezza e offrono una scelta di mercato agli investitori».
Rivedere il sistema comunitario di scambio delle
emissioni
Secondo i deputati esiste «l'urgente necessità» di
rivedere il sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dell'UE per colmare
in modo efficace le lacune riscontrate nel periodo di prova. D’altra parte, ritengono che
attualmente l'ETS abbia un campo di applicazione «troppo ristretto» rispetto
alle molteplici fonti di gas a effetto serra (GHG) e dei settori implicati.
Esortano quindi la Commissione a rafforzare il sistema fissando una soglia sempre più rigorosa ed
estendendola ai maggiori emittenti.
Con la Strategia UE per lo sviluppo sostenibile,
inoltre, l'ETS dell'UE deve concentrarsi soprattutto sulla messa all'asta delle
licenze di emissione e su un tetto massimo di emissioni coerente con
l'obiettivo UE di riduzione del 30% previsto per il 2020, includendo limiti
quantitativi e criteri qualitativi per l'uso degli stanziamenti ai progetti del
meccanismo per lo sviluppo pulito/attuazione comune. La tassazione dell'energia, peraltro, «dovrebbe rimanere uno
strumento secondario e complementare ai fini della riduzione delle emissioni»,
da usare esclusivamente laddove il sistema comunitario di scambio delle quote
non può incidere direttamente o indirettamente.
Il Parlamento sostiene infine il processo
legislativo volto ad includere il settore
dell'aviazione nel sistema ETS e chiede con insistenza alla Commissione di
presentare, prima del 2009, un progetto legislativo per la riduzione dei GHG
nel settore dei trasporti marittimi. Ricorda poi che i settori dei trasporti e
dell'edilizia «rappresentano gran parte della domanda di energia e
dell'emissione di CO2, non coperte dall'ETS dell'UE».
GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI
LOTTA
ALLA DROGA: INFORMAZIONE, PREVENZIONE E RICONVERSIONE
Doc. A6-0073/2008
Relazione sul Libro verde sul ruolo della società civile nella politica in
materia di droga dell'Unione europea
Procedura: Iniziativa - Votazione: 23.4.2008
Nel rilevare il ruolo della società civile e delle comunità religiose nella
lotta alla droga, il Parlamento sollecita campagne d'informazione sui rischi
per la salute avvalendosi di uno stretto partenariato con i media, soprattutto
Internet. Chiedendo un mandato chiaro per il Forum della società civile e più
fondi pubblici per le associazioni, auspica politiche che rispettino i diritti
fondamentali. Occorre anche vagliare le potenzialità della riconversione delle
colture per usi terapeutici.
In risposta al Libro Verde della Commissione, il
Parlamento ha adottato la relazione con 600 voti favorevoli, 35 contrari e 32
astensioni che riconosce il ruolo fondamentale svolto dalla società civile a
sostegno dello sviluppo, della definizione, dell'attuazione, della valutazione
e del monitoraggio delle politiche in materia di droga. Riconosce peraltro che
le chiese e le comunità religiose
hanno svolto un ruolo molto attivo nella lotta contro la droga e, pertanto, «la
loro esperienza dovrebbe essere tenuta presente nella formulazione,
nell'attuazione e nella valutazione delle politiche in materia di droga».
I deputati invitano inoltre i governi di tutti gli
Stati membri, le associazioni non governative, la società civile e le
associazioni di genitori e di professionisti a condurre campagne d'informazione esaustive, soprattutto nelle scuole, sui
rischi e i danni alla salute fisica e mentale causati dall'uso di droga. Tali
campagne dovrebbero anche vertere sulla salute delle madri e la trasmissione
maternofetale delle sostanze stupefacenti, sul trattamento disponibile per i
minori e i delinquenti tossicodipendenti e sul sostegno ai genitori con figli
tossicodipendenti. In tale contesto, insistono «sul fondamentale partenariato
con i media» nella diffusione di informazioni scientifiche circa i rischi che
l'uso di droghe implica sulla salute mentale e fisica.
Il Parlamento sottolinea poi l'importante ruolo che
deve essere svolto da Internet nel
garantire «un modo trasparente e coerente» di scambio di informazioni
sull'attuazione e sullo sviluppo della strategia 2005-2012 dell'UE in materia
di droga. Così come nel facilitare il coinvolgimento della società civile e
garantire la sua partecipazione all'attuazione del piano d'azione e nel
migliorare l'accesso ai programmi di prevenzione e la loro efficacia
rafforzando, al tempo stesso, la sensibilizzazione. Esorta quindi i media
elettronici «a divenire partner privilegiati della lotta antidroga», grazie
alla loro influenza presso le giovani generazioni.
Un mandato chiaro per il Forum della società civile sulla
droga
Il Parlamento sottolinea l'importanza della
costituzione del Forum della società
civile sulla droga come primo passo verso il coinvolgimento più concreto e
costruttivo delle associazioni UE nelle dinamiche comunitarie sulla politica di
prevenzione e lotta contro la droga. Nel ritenere che il Forum dovrebbe
rappresentare «un ampio spettro e un equilibrio delle opinioni», ricorda che il
suo obiettivo dev'essere il dialogo e il confronto diretto con le associazioni
in prima linea nella lotta alla droga - che si tratti di prevenzione o di
riabilitazione - e di avere uno strumento pratico per sostenere le politiche in
materia di droga.
Per i deputati, il Forum dovrebbe disporre di un
mandato chiaro, di agende ben definite, procedure trasparenti e programmi di
lavoro realizzabili «che abbiano un'incidenza reale sul processo decisionale».
A tal fine, è necessario coinvolgere maggiormente il Forum nelle varie attività
realizzate a livello comunitario, come ad esempio attraverso la partecipazione
alla valutazione del piano d'azione dell'UE in materia di droga (2005-2012).
Occorre anche un'intensa sinergia tra i lavori del Forum e quelli
dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT).
Il Parlamento chiede un impegno finanziario da parte dell'UE nel sostegno alle attività
della società civile europea per i progetti in corso e per le future iniziative
nel settore. Invita inoltre gli Stati membri ad estendere, ove possibile, le
disposizioni concernenti i finanziamenti statali ai servizi prestati da
organizzazioni professionali civili. Ritiene infatti importante che la società
destini risorse economiche al sostegno delle organizzazioni di volontariato e
delle associazioni di genitori impegnate nella lotta contro l'abuso di droghe,
in particolare presso i giovani.
Garantire una politica antidroga che rispetti i diritti
fondamentali
La Commissione e gli Stati membri sono invitati a
promuovere la parità di accesso ai programmi, la copertura delle popolazioni
nascoste e dei gruppi emarginati e le attività dirette allo sviluppo delle
capacità. Dovrebbero inoltre promuovere le iniziative della società civile
volte a rafforzare, nei luoghi di lavoro e presso i giovani, la prevenzione e
l'informazione sui rischi legati all'uso di stupefacenti e di sostanze
psicotrope. Allo stesso tempo, occorre sottoporre a trattamento le persone
tossicodipendenti incarcerate e istituire programmi dettagliati di prevenzione
per lottare contro l'uso di droghe nei quartieri a rischio delle città. E'
anche necessario attuare progetti speciali di reinserimento per i bambini della
strada e per le famiglie socialmente svantaggiate.
Il Parlamento, d'altra parte, invita l'Agenzia
europea per i diritti fondamentali a realizzare uno studio degli effetti delle
politiche antidroga, a valutarne l'efficacia e a stabilire se, e in che misura,
tali politiche «abbiano oltrepassato il limite e costituiscano una violazione
dei diritti individuali». A tale proposito, sottolinea la necessità di basare
le politiche in materia di droga «su prove scientifiche solide». Invita inoltre
gli Stati membri a potenziare le attività comuni e i servizi esecutivi comuni
tra i servizi di polizia e le organizzazioni della società civile, in
particolare a livello di comunità locali.
Riconversione delle colture per fini terapeutici o
distruzione
Nel sostenere una strategia UE per le regioni del
mondo interessate dalla produzione di materie prime da cui derivano le sostanze
stupefacenti, il Parlamento sottolinea l'esperienza delle organizzazioni
europee che si occupano di promuovere la riconversione delle colture locali per
fini terapeutici e medici. Ma ribadisce che tali colture «vanno tenute
costantemente sotto strettissimo controllo». Commissione e Stati membri sono
inoltre invitati a esplorare formule di collaborazione con le organizzazioni
della società civile europea impegnate nella promozione di sostanze derivate
dalla foglia di coca destinate esclusivamente a usi legali. Sarebbe così
possibile «contribuire efficacemente, sottraendo materia prima, alla lotta
internazionale contro il narcotraffico, garantendo allo stesso tempo l'uso
sicuro di tali sostanze».
Nel chiedere di dare seguito alla raccomandazione
del Parlamento sulla produzione di oppio a fini terapeutici in Afghanistan, i
deputati sottolineano poi l'importanza di promuovere progetti pilota - quali ad
esempio "Il papavero per la medicina" - volti alla conversione di
alcune coltivazioni illegali di papavero esistenti in produzioni industriali di
antidolorifici. Come anche a quei progetti intesi ad indagare su quali benefici
possa apportare la concessione di licenze per l'utilizzo a fini medici della
coltura del papavero, sul modo in cui ciò possa avvenire e su quali controlli
devono essere svolti sotto la responsabilità dell'ONU.
Il Parlamento, d'altra parte, esorta la Commissione
a esaminare, di concerto con la società civile, le possibilità di lotta contro
le coltivazioni illegali di papavero mediante irrorazione di sostanze che non
siano nocive per gli esseri umani, gli animali o l’ambiente.
L'Assemblea ha inoltre approvato
le seguenti relazioni:
- Doc. A6-0148/2008 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del
Consiglio che modifica la direttiva 2003/109/CE per estenderne il campo di
applicazione ai beneficiari di protezione internazionale
-
Doc.
A6-0099/2008 - Risoluzione
sull'iniziativa della Repubblica federale di Germania in vista dell'adozione
della decisione del Consiglio relativa all'attuazione della decisione
2008/.../GAI sul rafforzamento della cooperazione transfrontaliera soprattutto
nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera
SVILIPPO E COOPERAZIONE
LA CINA
PROMUOVA LO SVILUPPO SOSTENIBILE DELL'AFRICA
Doc. A6-0080/2008
Relazione sulla politica della Cina e le sue conseguenze per l'Africa
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 22.4.2008 - Votazione:
23.4.2008
Notando i forti interessi e investimenti cinesi in Africa, soprattutto in
campo energetico, il Parlamento chiede una strategia europea coerente per il
continente che includa la cooperazione con la Cina ma senza ricalcarne il
metodo. La Cina deve svincolare i propri aiuti che penalizzano le iniziative
UE, aprire il mercato ai prodotti africani e garantire il rispetto dei diritti
umani e dei lavoratori. Va mantenuto l'embargo UE sulle armi finché la Cina ne
rifornisce i paesi africani in guerra.
Gli interessi della Cina in Africa «stanno
crescendo». E' quanto osserva il Parlamento che - adottando con 618 voti
favorevoli, 16 contrari e 17 astensioni la relazione - sottolinea come il paese
asiatico si sia impegnato a costituire un fondo di 5 miliardi di dollari per
incoraggiare le sue imprese ad investire in Africa. Nota inoltre che il 50% dei
progetti di lavori pubblici in Africa è realizzato da appaltatori cinesi e
ricorda che la banca cinese Exim ha annunciato l'intenzione di mettere a disposizione
20 miliardi di dollari per finanziare gli scambi commerciali e le
infrastrutture in Africa nei prossimi tre anni. Osserva poi che la Cina si è
impegnata a fornire all'Africa 3 miliardi di dollari in prestiti agevolati e 2
miliardi sotto forma di credito agevolato nei prossimi tre anni e sottolinea
che tale paese potrebbe diventare il maggior partner commerciale dell'Africa
entro il 2010.
Per i deputati, questa presenza ha, di per sé, «un
impatto reale, anche politico», per i paesi ospitanti. Ma l'UE dovrebbe
«evitare le generalizzazioni» in merito al ruolo della Cina e dovrebbe
considerarla «con un atteggiamento aperto e costruttivo senza cercare di
imporle modelli e punti di vista europei». D'altra parte, esortano l'UE a
sviluppare una strategia coerente
«per rispondere alle nuove sfide sollevate dai donatori emergenti in Africa,
quali la Cina». Questa risposta, ammonisce però il Parlamento, «non deve
tentare di emulare i metodi e gli obiettivi della Cina», dal momento che ciò
«non sarebbe necessariamente compatibile con i valori, i principi e gli
interessi a lungo termine dell'UE».
Il Parlamento, peraltro, si compiace della volontà
della Cina di offrire una cooperazione pratica ai paesi africani senza
imposizioni ma, rammaricandosi della cooperazione avviata «con regimi
repressivi in Africa», sottolinea che sarebbe auspicabile accompagnarla da
condizioni politiche, attribuendo un ruolo maggiore ai criteri in materia di
diritti dell'uomo. Invita quindi l'Unione europea e la Cina a discutere, sviluppare
e formulare le loro strategie africane in vista di un «impegno responsabile»
volto a promuovere lo sviluppo sostenibile.
Dialogo
permanente e aiuti non vincolati per lo sviluppo sostenibile
I deputati invitano l'Unione europea a perseguire
un dialogo con l'Africa e la Cina al fine di rafforzare l'efficienza e la
coerenza della cooperazione allo sviluppo, di esplorare concrete possibilità di
cooperazione e di promuovere i partenariati, evitando la frammentazione
dell'azione. Propongono quindi che l'UE, l'Unione Africana e la Cina
costituiscano un organo permanente di
consultazione attraverso il quale promuovere la coerenza e l'efficacia
delle diverse attività di cooperazione allo sviluppo.
Il Parlamento invita poi l'UE a rafforzare gli
impegni per gli aiuti non vincolati e ad incoraggiare la Cina a intraprendere
la medesima strada. D'altra parte osserva che gli investimenti economici
europei in Africa patiscono svantaggi
competitivi «a causa del sovvenzionamento aperto e dissimulato dei progetti
cinesi». Scontano inoltre i più elevati costi indotti da standard sociali ed
economici non applicati dai concorrenti cinesi, gli aiuti vincolati della Cina
che impediscono alle imprese europee di partecipare a progetti finanziati da
aiuti cinesi e il limitato accesso delle aziende europee agli strumenti di
copertura del rischio finanziario e di investimento.
Migliorare
trasparenza e gestione dei proventi energetici
Per i deputati, la sua crescente domanda di energia
e il desiderio di ampliare le sue importazioni di energia hanno indotto la Cina
a cercare fornitori di petrolio negli Stati africani. Negli ultimi quattro
anni, osservano, la Cina ha contribuito per circa il 40% alla crescita
complessiva della domanda mondiale di petrolio e il 30% delle sue importazioni
di greggio provengono dall'Africa. Notano inoltre che la CNPC (una società
petrolifera cinese di proprietà dello Stato) controlla il 60-70% della
produzione petrolifera del Sudan, mentre nel 2006 l'Angola era il maggior
fornitore di petrolio della Cina.
Visto l'impegno della Cina in Africa, il Parlamento
chiede all'UE di dare maggiore importanza alla cooperazione con l'Africa nel
settore della politica energetica. L'UE dovrebbe inoltre incoraggiare i paesi
africani ricchi di risorse a aderire all'Iniziativa per la trasparenza
dell'industria estrattiva (EITI), fornendole un maggiore supporto politico,
finanziario e tecnico. Per quanto concerne il gettito generato dalle risorse
naturali, l'UE dovrebbe anche promuovere il principio del "prestito responsabile"
presso tutti i donatori, chiedendo ai paesi beneficiari ricchi di risorse con
precedenti di malgoverno e corruzione, di adottare misure concrete per
migliorare la trasparenza della gestione
delle entrate quale condizione per la concessione di qualsiasi assistenza
non umanitaria.
Aprire i
mercati ai prodotti africani
In materia commerciale, il Parlamento osserva che
la Cina potrebbe diventare il maggior partner commerciale dell'Africa entro il
2010, anche perchè i loro scambi sono passati da 4 miliardi di dollari nel 1995
a 55 miliardi nel 2006, con l'obiettivo della Cina di raddoppiarli entro il
2010. Ammonisce pertanto che le esportazioni di prodotti cinesi in Africa «non
devono ostacolare lo sviluppo dell'industria africana o minarne la
competitività». Esorta poi l'UE ad incoraggiare tutte le parti interessate,
compresa la Cina, a diversificare le
proprie attività commerciali e di investimento, a trasferire tecnologie
agli africani e a rafforzare le norme internazionali in materia di commercio
equo. Dovrebbero inoltre estendere l'accesso dei prodotti africani al mercato
mondiale, ridurre le tasse sui prodotti trasformati provenienti dall'Africa,
promuovere lo sviluppo del settore privato e il suo accesso al finanziamento
nonché l'agevolazione del commercio ed incoraggiare l'integrazione regionale in
Africa.
D'altra parte, i deputati sottolineano l'interesse
dell'Africa «a sviluppare una strategia
autonoma verso la Cina», anche per conferire un accentuato carattere di
reciprocità alle loro relazioni commerciali. La strategia deve puntare a una
maggiore disponibilità della Cina a un migliore accesso al mercato cinese per i
prodotti tipici africani destinati all'esportazione, come il caffè, il cacao e
le pelletterie. Dovrebbe inoltre mirare a una maggiore partecipazione - a
condizioni eque - dei lavoratori africani ai progetti cinesi in Africa. In tale
contesto, il Parlamento chiede all'UE di coinvolgere la Cina nell'espansione
del mercato del lavoro locale africano «invece di immettervi migliaia di
lavoratori cinesi» e raccomanda un maggiore impegno nella formazione
professionale dei lavoratori mediante borse di studio e migrazione circolare.
I deputati invitano poi UE e Cina a tener
maggiormente conto delle possibilità di sviluppo del settore agricolo africano nelle riforme delle proprie politiche
agricole, ad agevolare le importazioni di prodotti agricoli dall'Africa e a
verificare con maggior rigore che le esportazioni non compromettano lo sviluppo
della produzione agricola africana. La esortano infine a sostenere controlli
internazionali più rigorosi sul commercio illegale di legname e avorio e
chiedono di vietare tutte le importazioni di legnami e prodotti del legno di
provenienza illegale nell'UE, «così da scoraggiare la Cina dal ricorrere
illegalmente al legname africano per le proprie esportazioni di mobili».
Garantire
il rispetto dei diritti umani e dei lavoratori in Africa
Il Parlamento rivolge un pressante appello alle
autorità cinesi affinché rispettino i principi della democrazia, della buona
governance e dei diritti dell'uomo nelle relazioni con l'Africa. Invita inoltre
l'UE a chiedere agli altri donatori - quali la Cina - vincolati da strumenti
internazionali relativi ai diritti dell'uomo, di fornire l'assistenza
attraverso organizzazioni locali della società civile in quei paesi che violano
i diritti umani. Sottolinea peraltro che gli investimenti svincolati da
qualsiasi condizione realizzati dalla Cina nei paesi africani sottoposti al
malgoverno di regimi oppressivi, «contribuiscono a perpetuare le violazioni dei
diritti dell'uomo e non fanno che ritardare il progresso democratico e impedire
il riconoscimento del buon governo».
I deputati invitano quindi l'UE a chiedere a tutti
i donatori e a tutti i paesi beneficiari di rispettare gli orientamenti e le
norme in materia di trasparenza stabiliti dagli istituti finanziari
internazionali. La Cina dovrebbe inoltre incoraggiare le proprie banche
nazionali a adottare i "principi dell'Equatore" relativi a norme
sociali e ambientali, adottare volontariamente le disposizioni della
Convenzione dell'OCSE sulla lotta alla corruzione, ratificare le Convenzioni
OIL - che non ha ancora adottato - e garantirne l'applicazione nei paesi in via
di sviluppo in cui siano presenti investimenti, società, esperti o lavoratori
cinesi, soprattutto in Africa.
Non
fornire armi ai paesi africani in guerra
Il Parlamento invita l'UE a rendere il suo codice
di condotta sulle esportazioni di armi uno strumento giuridicamente vincolante.
Dovrebbe inoltre mantenere l'embargo sulla vendita di armi alla Cina fino a
quando «continuerà a fornire armi a forze e gruppi armati di paesi, spesso
africani, che alimentano e protraggono i conflitti e commettono gravi
violazioni dei diritti dell'uomo». In tale ambito, dovrebbe incoraggiare la Cina
a sospendere gli accordi commerciali nel settore delle armi con governi
colpevoli di violazioni dei diritti dell'uomo e coinvolti in conflitti o in
procinto di entrare in guerra, quali i governi di Kenia, Zimbabwe, Sudan, Ciad,
Repubblica democratica del Congo, Etiopia, Eritrea e Somalia.
I deputati invitano poi l'UE e la Cina a
sospendere, prevenire e vietare trasferimenti di armamenti a soggetti armati
non statali che minacciano i diritti umani, la stabilità politica e lo sviluppo
sostenibile nel continente africano. Nel chiedere loro di sostenere la
creazione di una forza di pronto intervento africana, invitano l'UE ad
incoraggiare la Cina a continuare ad aumentare la propria partecipazione alle
missioni di mantenimento della pace dell'ONU e dell'UA in Africa, e a
rafforzare il proprio contributo inviando truppe da combattimento, se del caso
e in conformità con i mandati dell'ONU.
L'Assemblea ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
- Doc. B6-00191, 0192, 0199, 0203, 0204/2008 - Risoluzione comune sulla
situazione in Birmania/Myanmar
Il Parlamento denuncia la legittimità del referendum
sulla nuova costituzione birmana criticandone il contenuto. Sollecita elezioni
libere, il rilascio dei dissidenti, inclusa Aung San Suu Kyi, e di rendere
conto dei monaci e delle suore scomparsi. Sostenendo le iniziative di Piero
Fassino nel paese, chiede di ampliare le sanzioni UE e di rivederle in funzione
del rispetto dei diritti umani. Condanna poi l'uso di bambini soldato e auspica
un embargo mondiale sulla vendita di armi alla Birmania.
- Doc. A6-0042/2008 - Risoluzione sull'applicazione del 10° Fondo
europeo di sviluppo
COMMERCIO ESTERO/INTERNAZIONALE
RIFORMARE
L'OMC E CHIUDERE I NEGOZIATI
Doc. A6-0104/2008
Relazione verso una riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 23.4.2008 -
Votazione: 24.4.2008
Il commercio favorisce la riduzione della povertà. E' quanto sostiene il
Parlamento chiedendo la rapida chiusura dei negoziati e una riforma sostanziale
dell'OMC. Anche per avere più coerenza con le altre organizzazioni
internazionali e includere i temi ambientali e sociali. Occorre poi
differenziare gli impegni dei PVS in base al livello di sviluppo, migliorare il
sistema di composizione delle controversie, prevedendo anche sanzioni per le
violazioni delle norme OMC, rendere più democratico il processo decisionale e
sviluppare la dimensione parlamentare.
Approvando la relazione con 495 voti favorevoli, 15
contrari e 53 astensioni, il Parlamento sottolinea che l'Organizzazione
Mondiale del Commercio (OMC) svolge un «ruolo essenziale» nel governo economico
internazionale e ribadisce l'importanza del commercio «come meccanismo efficace
a favore dello sviluppo e della riduzione della povertà».
Rileva poi l'importanza del multilateralismo in
qualità di strumento inteso a promuovere un commercio libero ed equo e a
conseguire gli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite. I vari
negoziati commerciali bilaterali e regionali recentemente avviati dall'UE
devono pertanto essere complementari e non possono costituire un'alternativa
alla conclusione del ciclo di Doha per lo sviluppo.
I deputati ribadiscono quindi l'appello a tutte le
parti interessate affinché dimostrino flessibilità per sbloccare i negoziati e
trovare un accordo completo e equilibrato che, al contempo, sia favorevole al
rilancio del commercio internazionale e della crescita mondiale, nonché allo
sviluppo dei paesi meno sviluppati del pianeta. D'altro canto, ritengono
necessario riprendere la riflessione sul processo decisionale, sul mandato, sul
funzionamento e sul futuro dell'OMC in vista di una sua riforma sostanziale. Chiedono quindi alla Commissione di presentare
non appena possibile a Ginevra «un'iniziativa forte» in vista del rilancio del
dibattito.
In tale ambito, invitano a riflettere sui limiti
dell'approccio dei negoziati commerciali
per "cicli" di lunga durata che coinvolgono tutti i membri
dell'OMC nella discussione di un'ampia gamma di temi sulla base di un
"impegno unico". Pur riconoscendone i meriti storici, i deputati
ritengono infatti che nei settori in cui sono stati compiuti sufficienti
progressi si potrebbe far ricorso «ad altre formule più flessibili ed
efficaci». Invitano inoltre a ridefinire il ruolo e il formato della Conferenza
ministeriale, notando già la tendenza dei membri dell'OMC a privilegiare metodi
più informali di coordinamento e decisione a tale livello.
Il Parlamento ricorda peraltro che l'OMC non fa
parte della famiglia delle organizzazioni delle Nazioni Unite. Per rendere il sistema commerciale coerente con
l'azione condotta dalle altre organizzazioni internazionali propone quindi di
rafforzare il coordinamento delle attività dell'OMC con quelle
dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), del Fondo delle Nazioni
Unite per l'alimentazione (FAO), del Programma delle Nazioni Unite per
l'ambiente (UNEP), del programma delle Nazioni Unite sullo sviluppo (PNUD),
dell'Organizzazione mondiale per la Salute (OMS), della Conferenza delle
Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD) e del Protocollo di Kyoto
sulle energie rinnovabili. Ciò peraltro garantirebbe anche una maggiore
coerenza nel processo decisionale di tali organizzazioni.
I deputati chiedono inoltre di esaminare in modo
approfondito il problema di affrontare meglio le preoccupazioni extracommerciali (non trade concerns) nell'ambito delle norme dell'OMC, «allo scopo
di permettere ai suoi membri di perseguire obiettivi politici legittimi, pur
salvaguardando l'accesso al mercato». Ritengono poi che il requisito più
difficile per la coerenza tra il sistema ONU e l'OMC sia la necessità che
quest'ultima adotti norme commerciali che rispettino pienamente i diritti
dell'uomo e le norme sociali e ambientali. Dicendosi favorevoli a istituire un
Comitato "commercio e lavoro decoroso", sostengono un'impostazione
basata sugli incentivi per l'osservanza delle norme ambientali e sociali da
parte dei membri dell'OMC, ma chiedono anche di affrontare il dumping sociale e
ambientale.
I deputati si dicono poi convinti che l'assenza di
una sufficiente differenziazione tra i
paesi in via di sviluppo (PVS) possa costituire un ostacolo all'adozione di
misure efficaci a favore di tali paesi e possa addirittura nuocere quelli che
ne hanno più bisogno. Sollecitano quindi i più avanzati ad assumersi la loro
parte di responsabilità e ad assicurare che il loro contributo sia
proporzionato al loro livello di sviluppo e alla loro competitività
(settoriale). Ritengono, inoltre, che la rifusione del trattamento speciale e
differenziato rivesta «un'importanza cruciale» per l'OMC sotto il profilo dello
sviluppo e, in tale ambito, raccomandano il ricorso a criteri di
differenziazione efficaci che tengano conto non solo della crescita del PIL, ma
anche di indicatori quali l'indice di vulnerabilità economica e l'indice di
commercio e sviluppo.
Nel deplorare l'assenza prolungata di risultati dei
negoziati destinati a chiarirne talune regole e a migliorare l'applicazione del
memorandum sulla composizione delle
controversie, il Parlamento sostiene la proposta UE per un aumento
dell'autonomia degli organismi che operano in questo campo. Chiede peraltro che
le riunioni di organi si svolgano pubblicamente - così come avviene per le
udienze di una corte - e che i documenti, in particolare le memorie delle parti
o degli esperti, siano messi a disposizione del pubblico, salvo rare eccezioni
giustificate. Sarebbero inoltre necessari taluni aggiustamenti, in particolare
a livello di attuazione delle raccomandazioni o delle decisioni dell'organo per
la composizione delle controversie. In proposito, propone di introdurre la
possibilità di infliggere sanzioni nei confronti dei paesi che si rifiutano di
conformare le proprie legislazioni o misure ai rispettivi obblighi.
Nel chiedere l'introduzione in seno all'OMC di un sistema decisionale più democratico che
prenda in considerazione le opinioni di tutti i membri, la relazione non reputa
però realistico né tanto meno auspicabile rimettere in questione il principio
del consenso nel processo decisionale dell'OMC. Questo, infatti, contrariamente
alla votazione a maggioranza (o ponderata), garantisce «la parità di tutti i
membri». D'altro canto, nota che varie soluzioni potrebbero essere studiate per
facilitare, caso per caso, l'emergere di tale consenso. Allo stesso tempo ritiene
fondamentale rafforzare la partecipazione attiva dei paesi in via di sviluppo
facendo in modo che si sentano pienamente rappresentati nel processo negoziale
e siano in grado di identificare, esprimere e difendere i propri interessi
commerciali.
La relazione, infine, ribadisce l'importanza della dimensione parlamentare dell'OMC ai
fini di un rafforzamento della legittimità democratica e della trasparenza dei
negoziati e sottolinea la necessità di creare un'assemblea parlamentare
dell'OMC dotata di poteri consultivi.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
- Doc. B6-0142/2008 - Risoluzione sull'accordo di libero scambio
fra l'Unione europea e il Consiglio di cooperazione del Golfo
POLITICA REGIONALE
FONDI
SUFFICIENTI E SCONTI FISCALI PER IL VOLONTARIATO
Doc. A6-0070/2008
Relazione sul contributo del
volontariato alla coesione economica e sociale
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 21.4.2008 - Votazione: 22.4.2008
Le organizzazioni di
volontariato dovrebbero accedere a finanziamenti sufficienti e sostenibili
senza eccessivi adempimenti burocratici e formalità di documentazione. E'
quanto sostiene il Parlamento chiedendo di prendere in considerazione
l'introduzione di esenzioni dall'IVA sugli acquisti delle organizzazioni di
volontariato destinati allo svolgimento dei loro compiti e sui beni e servizi
ad esse donati. Occorre inoltre accrescere la mobilità dei volontari e
promuovere progetti transfrontalieri.
Sono oltre 100 milioni i cittadini dell'UE che
svolgono attività di volontariato e il contributo economico degli enti senza
scopo di lucro (NPI) è pari, in media, al 5% del PIL e oltre un quarto di tale
cifra è dovuto al tempo impiegato in attività di volontariato. Inoltre, un
recente studio sulle organizzazioni che si avvalgono di volontari in tutta
Europa ha dimostrato che, per ogni euro speso per sostenere l'attività dei
volontari, le organizzazioni hanno ricavato, in media, un rendimento compreso
tra 3 e 8 euro.
Approvando la relazione con 639 voti favorevoli, 23
contrari e 21 astensioni, il Parlamento incoraggia gli Stati membri e le
autorità regionali e locali a riconoscere il valore del volontariato per la
«promozione della coesione sociale ed economica». Li esorta inoltre ad operare
in partenariato con le organizzazioni del volontariato e a consultare
adeguatamente il settore per sviluppare piani e strategie finalizzati al
«riconoscimento, all'apprezzamento, al sostegno, all'agevolazione e
all'incoraggiamento del volontariato». Anche perché, il volontariato «non ha
solo un valore economico misurabile, ma può anche consentire risparmi
significativi per i servizi pubblici» che, peraltro, non deve andare a
sostituire. L'attività di volontariato, inoltre, non deve prendere il posto del
lavoro retribuito.
I deputati sollecitano, inoltre, gli Stati membri a
creare un quadro stabile e istituzionale per la partecipazione delle
organizzazioni non governative (ONG) ai dibattiti pubblici. E' necessario, però, distinguere in modo più chiaro le
organizzazioni di volontariato dalle ONG, le cui attività non sono organizzate
sulle stesse basi. Stati membri e autorità regionali e locali dovrebbero
inoltre compiere «veri sforzi» per aiutare le organizzazioni del volontariato
ad accedere a finanziamenti sufficienti
e sostenibili a fini amministrativi e per progetti. Ma, ammoniscono i deputati,
«senza eccessivi adempimenti burocratici e formalità di documentazione», pur
mantenendo i necessari controlli sull'esborso di fondi pubblici.
Nella prospettiva della revisione prevista per il
2010 delle disposizioni sull'IVA, il Parlamento invita la Commissione a
prendere in considerazione - insieme agli Stati membri - «i validi argomenti
sociali» in favore dell'introduzione di esenzioni
dall'IVA per le organizzazioni di volontariato, registrate a livello nazionale,
su acquisti intesi all'esecuzione dei loro compiti. Dovrebbe inoltre prendere
in considerazione gli argomenti a favore dell'esenzione, «in casi specifici»,
dal pagamento dell'IVA su beni e servizi donati alle organizzazioni di
volontariato. Inoltre, le imprese e gli altri operatori del settore privato,
nell'ambito della loro strategia di responsabilità sociale, dovrebbero
sostenere finanziariamente iniziative volte a promuovere e potenziare il
volontariato, e ricevere incentivi dagli Stati membri affinché supportino tale
settore.
I deputati invitano poi la
Commissione a lavorare all'instaurazione, per tutti i fondi comunitari, di un sistema in base al quale l'attività di
volontariato possa essere riconosciuta quale contributo ai progetti
cofinanziati e a studiare meccanismi che consentano di valutare adeguatamente
il valore economico del lavoro di volontariato.
Devono poi essere messe in atto misure nazionali e locali per accrescere la
mobilità dei volontari e promuovere
progetti transfrontalieri di volontariato rivedendo anche la politica in
materia di visti per i partecipanti di paesi terzi a programmi di volontariato
riconosciuti che si svolgono nell'UE. I deputati raccomandano di dichiarare il
2011 come «Anno europeo del volontariato».
Assieme agli Stati membri,
infine, la Commissione dovrebbe indagare sulle ragioni del ritardo
dell'adozione della "Carta Europea
del volontariato" che dovrebbe definire il ruolo delle organizzazioni
di volontariato e stabilire i loro diritti e le loro responsabilità.
Background: il volontariato in Italia
Nel corso del biennio 2004-2005, l'Istat ha svolto la quinta rilevazione
sulle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e
provinciali. Rispetto alla prima rilevazione, riferita al 1995, esse sono
aumentate del 152,0%, passando da 8.343 a 21.021 unità. Secondo l'Istat,
l’analisi dei dati permette di confermare alcune delle caratteristiche delle
organizzazioni di volontariato: il forte radicamento nelle regioni
settentrionali (il 28,5% delle organizzazioni di volontariato è localizzato nel
Nord-ovest, il 31,5% nel Nord-est, il 19,3% nel Centro e il 20,7% nel Sud ed
Isole), la prevalenza relativa di piccole dimensioni organizzative, la
concentrazione relativa di unità nei settori della sanità (28%) e dell’assistenza
sociale (27,8%), anche se cresce nel tempo il numero di quelle che operano in
altri settori (ricreazione e cultura, protezione civile, istruzione, tutela e
protezione dei diritti e attività sportive).
Il Servizio Civile Nazionale contava 45.890 volontari nel 2006 (di cui 439
operanti al di fuori dell'Italia). Il 21,34% era nel Nord Italia, il 21,98% al
Centro e il 55,75% al Sud e nelle Isole. Tra i settori d'impiego, il 50,57% dei
volontari operava nell'assistenza, il 37,58% nella cultura ed educazione e
l'11,85% nell'ambiente e protezione civile. Il 66% dei volontari ha un'età
compresa tra 21 e 26 anni.
RELAZIONI ESTERNE
VERSO UNA
ZONA EURO-LATINOAMERICANA INTEGRATA, NEL 2012
Doc. B6-0147,0148,0149,0150,0172,0173/2008
Risoluzione comune sul quinto Vertice UE-ALC di Lima
Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 23.4.2008 - Votazione: 24.4.2008
Il Parlamento chiede un partenariato strategico con l'America latina e i
Caraibi che culmini, nel 2012, in un'area in cui beni, servizi, capitali e
persone possano circolare liberamente. La cooperazione dovrà includere le sfide
comuni quali i cambiamenti climatici, la crisi alimentare mondiale e la lotta
al terrorismo. Al riguardo chiede la liberazione di tutti i prigionieri delle
FARC in Colombia. Nella lotta alla povertà occorrerà avere particolare riguardo
per le popolazioni indigene.
Con 542 voti favorevoli, 12 contrari e 12
astensioni, il Parlamento ha adottato una risoluzione sostenuta da tutti i
gruppi politici (eccetto l'IND/DEM) con la quale ribadisce l'impegno ad
appoggiare i lavori dei diversi organi di integrazione regionale in Europa e in
America latina e a fare tutto quanto in suo potere affinché il Vertice UE-
America Latina e Caraibi, che avrà luogo a Lima il 16 maggio prossimo,
«rappresenti un effettivo passo avanti per il partenariato strategico».
In proposito, il Parlamento propone «una visione
strategica d'insieme per il partenariato» con l'obiettivo ultimo di creare,
intorno al 2012, una zona euro
latinoamericana di associazione interregionale globale «che comprenda un
vero partenariato strategico in ambito politico, economico, sociale e
culturale, nonché la ricerca comune di uno sviluppo sostenibile». Tale
partenariato, dovrebbe basarsi «su obiettivi realistici e su programmi comuni
ispirati alla comune scelta a favore del multilateralismo». I deputati
sottolineano infatti che l'impostazione multilaterale «è quella più idonea per
affrontare le minacce e le sfide comuni che riguardano i partner
euro-latinoamericani». E, in proposito, citano, il cambiamento climatico, la
sicurezza energetica e la lotta contro il traffico di stupefacenti, la
criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro, il traffico
di esseri umani (comprese le organizzazioni mafiose che sfruttano
l'immigrazione illegale) e il terrorismo.
Nel ribadire che la lotta contro il terrorismo deve svolgersi «nell'ambito del più
rigoroso rispetto dei diritti umani, delle libertà civili e dello Stato di
diritto», il Parlamento chiede la liberazione «incondizionata e immediata di
tutte le persone sequestrate in Colombia, e in primo luogo degli ammalati».
Ritiene peraltro che tale liberazione «debba avvenire mediante una decisione
unilaterale delle FARC ... o, in mancanza di una simile decisione, nel contesto
di un accordo di scambio umanitario d'urgenza».
In ambito economico e commerciale, il Parlamento propone
la creazione di una zona euro latinoamericana fondata su un modello compatibile
con l'OMC e il regionalismo. In una prima fase, spiegano i deputati, sarà
caratterizzata dalla conclusione dei negoziati dell'accordo di partenariato
interregionale UE-Mercosur, UE-Comunità andina e UE-Centroamerica nei termini
più brevi possibili, così come dall'approfondimento degli accordi già esistenti
tra UE e Messico e tra UE e Cile. Nella seconda fase, che dovrebbe culminare
nel 2012, andrebbe concluso un accordo che preveda la libera circolazione delle
persone e scambi commerciali biregionali, mediante l'approfondimento degli
accordi di integrazione in America latina e del processo di associazione
dell'Unione con tutti i paesi e gruppi regionali.
Riguardo alle politiche
migratorie, il Parlamento propone di definire, entro il 2012, disposizioni
e norme comuni di portata generale volte ad agevolare la circolazione delle
persone, oltre che di merci, servizi e capitali. Raccomanda inoltre la
creazione, già proposta in precedenza, di un "Osservatorio delle
migrazioni" incaricato di seguire in modo permanente e da vicino tutte le
questioni connesse con i flussi migratori nell'area euro-latinoamericana.
Per quanto concerne una delle grandi aree tematiche
che saranno affrontate nel corso del Vertice di Lima, la lotta alla povertà, il Parlamento raccomanda di prestare una
particolare attenzione alla riduzione delle disuguaglianze sociali e
all'integrazione dei gruppi che attualmente si trovano ai margini della società
e difettano di opportunità, «in primo luogo le popolazioni indigene». A
quest'ultimo proposito, peraltro, sollecita i partecipanti al Vertice a
includere sistematicamente negli accordi biregionali la Dichiarazione dei
diritti dei popoli indigeni delle Nazioni Unite. Inoltre, reputa indispensabile
andare al di là di un approccio puramente assistenziale nella cooperazione allo
sviluppo con l'America latina, privilegiando la cooperazione nel settore
tecnologico, dell'istruzione superiore e dell'innovazione.
Il Parlamento, infine, chiede al Vertice di Lima di
elaborare iniziative congiunte in settori quali il cambiamento climatico, la desertificazione, l'energia (in particolare
le energie rinnovabili e i biocarburanti), l'acqua, la biodiversità, le foreste
e la gestione dei prodotti chimici sulla base dell'Accordo di Bali. Ma anche di
affrontare e analizzare la crisi
alimentare mondiale e di apportarvi possibili soluzioni.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
- Doc. A6-0059/2008 - Relazione sulla relazione 2007 sui progressi compiuti
dall'ex Repubblica iugoslava di Macedonia
Accogliendo con favore i progressi realizzati dall'ex
Repubblica iugoslava di Macedonia, il Parlamento auspica l'avvio dei negoziati
d'adesione entro la fine del 2008. Sollecita quindi la Repubblica balcanica a
proseguire le riforme e identifica i principali problemi da risolvere. Invita
poi la Grecia e la FYROM a riprendere presto i negoziati sul nome del paese e a
trovare un compromesso affinché la questione non sia più un ostacolo
all'adesione della FYROM alle organizzazioni internazionali.
ISTITUZIONI
PRIORITÀ
POLITICHE PER IL 2009
Doc.
B6-0144,0174,0175/2008
Risoluzione comune sulla strategia politica annuale 2009
Procedura: Risoluzione comune
- Dibattito: 11.3.2008 - Votazione: 24.4.2008
Favorire le PMI, completare il mercato unico, vigilare sui mercati
finanziari e incentivare la formazione continua. Sono queste alcune delle
priorità individuate dal Parlamento per il 2009, che sollecita anche soluzioni
comuni sulla flessicurezza e nuove misure per proteggere i passeggeri. Chiede
poi lo sviluppo di politiche comuni in materia energetica, dell'immigrazione e
di lotta al terrorismo. In vista delle elezioni europee del 2009, occorre una
politica di comunicazione efficace.
A seguito del dibattito in Aula tenutosi nella
sessione di marzo, con 304 voti favorevoli, 240 contrari e 23 astensioni, il
Parlamento ha adottato una risoluzione sostenuta da PPE/DE, ALDE e UEN sulla
strategia politica annuale della Commissione per il 2009. Al riguardo,
sottolinea nuovamente l'importanza di «una vigorosa attuazione della Strategia
di Lisbona», ponendo l'accento sull'interdipendenza del progresso economico,
sociale e ambientale ai fini della creazione di un'economia sostenibile
dinamica e innovativa.
Il Parlamento ritiene che la legge europea sulle piccole imprese costituisca una
strategia «importantissima» a sostegno delle PMI e che sono anche necessari un
quadro finanziario e atti legislativi che sostengano nel modo più opportuno le
PMI. Mette tuttavia in guardia da un uso indebito di tali strumenti per
chiudere i mercati nazionali, riducendo in tal modo la competitività europea e
la scelta per i consumatori. Inoltre, sollecita nuovamente la Commissione a
presentare una proposta legislativa sullo statuto della società privata
europea. Appoggia poi l'obiettivo della riduzione del 25% degli oneri
amministrativi entro il 2012 ed esorta a conseguire quanto prima risultati
tangibili poiché la ritiene una priorità fondamentale, in particolare per le
PMI.
Nel chiedere di prestare una costante attenzione al
recepimento delle più importanti direttive relative al mercato interno, in
particolare la direttiva sui servizi, e all'ulteriore sviluppo degli strumenti
del mercato interno, il Parlamento appoggia le proposte di modifica di diverse
direttive al fine di ammodernare il mercato unico dei beni. In proposito, sottolinea l'importanza del reciproco riconoscimento
abbinato a un'armonizzazione mirata allo scopo di completare il mercato interno per beni e servizi. In proposito,
reitera inoltre la sua richiesta di riesaminare le otto direttive settoriali
che stabiliscono i principi del mercato interno. Incoraggiando poi
Evidenziando «l'assoluta importanza» di preservare
la stabilità dei mercati finanziari
e rassicurare i consumatori alla luce dell'attuale crisi finanziaria, il
Parlamento osserva che la crisi attuale dimostra la necessità che l'Unione
europea metta a punto misure di vigilanza, al fine di accrescere la trasparenza
degli investitori, istituire migliori norme di valutazione, migliorare la
vigilanza prudenziale nonché il ruolo delle agenzie di rating. Occorre inoltre
migliorare la concorrenza in taluni settori dei servizi finanziari «per offrire
vantaggi concreti ai consumatori» e invita
Il Parlamento attende
la proposta della Commissione sulla salute
transfrontaliera pur sottolineando che devono essere rispettate le
competenze degli Stati membri in questo settore. Deplora peraltro, «la
persistente vaghezza della strategia politica nel settore della sanità
pubblica» e incoraggia
I deputati sottolineano inoltre la necessità di
accordare maggiore centralità alla protezione
dei passeggeri che viaggiano su lunghe distanze in autobus, in pullman e in
aereo nonché ai passeggeri di treni e di navi. In tale ambito, ritiene
importante portare a buon fine lo sviluppo dei sistemi di gestione del traffico
e lavorare allo sviluppo del sistema europeo di nuova generazione per la
gestione del traffico aereo (SESAR) e del sistema europeo di gestione del
traffico ferroviario (ERTMS).
Il Parlamento incoraggia poi
Nel ritenere che la politica di coesione debba rimanere una politica comunitaria, il
Parlamento rileva che in futuro dovranno essere garantite le necessarie risorse
finanziarie per affrontare le nuove sfide previste che hanno un importante
impatto territoriale. Riguardo alla PAC, accoglie con favore le future proposte
volte a ridurre la burocrazia e auspica che esse si applicheranno anche agli
agricoltori, in particolare per quanto riguarda la condizionalità. Si compiace
inoltre dell'intenzione della Commissione di promuovere una produzione agricola
di qualità.
Il Parlamento sostiene fermamente l'ulteriore
sviluppo della politica energetica dell'UE in vista della sua indipendenza
energetica e per rafforzare la solidarietà fra Stati membri. Invita
Il Parlamento accoglie con favore l'impegno della
Commissione di sviluppare una politica
comune in materia di immigrazione. Sottolinea inoltre che un Patto europeo
sulla politica di migrazione dovrebbe riguardare le problematiche legate alla
lotta all'immigrazione clandestina e alla gestione di quella legale, così come
a una politica d'integrazione più ambiziosa. Ma anche l'avvio di una politica
europea di asilo. Ritiene poi della massima importanza accelerare la piena
applicazione di SIS II e VIS e rileva l'esigenza di rafforzare Frontex, «che
dipende dall'impegno degli Stati membri di fornire personale e strutture».
I deputati invitano
Il Parlamento sottolinea l'importanza di
preparativi adeguati per l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, in
particolare per quanto riguarda la creazione del servizio europeo per l'azione esterna. Rileva poi
l'importanza di difendere e promuovere i diritti umani e il rispetto dello
stato di diritto in tutto il mondo. Nell'evidenziare l'importanza di concludere
al più presto i negoziati di adesione con
Il Parlamento, infine, invita
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
SANITÀ PUBBLICA
- Doc. A6-0090/2008 - Relazione sulla donazione e il trapianto di organi:
azioni politiche a livello UE
INDUSTRIA
- Doc. A6-0144/2008 - Relazione sulla proposta modificata di regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio concernente il proseguimento dell'attuazione
dei programmi europei di navigazione satellitare (EGNOS e GALILEO)
COOPERAZIONE
GIUDIZIARIA
- Doc. A6-0150/2008 - Relazione relativa alla posizione comune del Consiglio in
vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale
CONTROLLO DEI BILANCI
- Relazione sul discarico per
l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2006
(Sezione III - Commissione)
- Relazione sulla concessione
del discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per
l'esercizio 2006 (Sezione I - Parlamento europeo)
- Doc. A6-0084/2008 - Risoluzione sul quadro di bilancio e
le priorità per il 2009
- Doc. A6-0157/2008 - Risoluzione sulla di decisione del
Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica dell'accordo
interistituzionale del 17 maggio 2006 sulla disciplina di bilancio e la sana
gestione finanziaria con riguardo al quadro finanziario pluriennale
- Doc. A6-0079/2008 - Risoluzione sulla relazione annuale 2006
della Banca europea per gli investimenti
DITITTI UMANI
- Doc. B6-0181, 0190, 0201, 0202, 0205/2008 - Risoluzione sulla
situazione nel Ciad
- Doc. B6-0179, 0182, 0184, 0194, 0200, 0206/2008
- Risoluzione sull'Iran
- Doc. B6-0185, 0187, 0189, 0193, 0207, 0208/2008
- Risoluzione sullo Zimbabwe
- Dichiarazione del Parlamento europeo sulla soluzione del problema dei
senzatetto
PROBLEMI ECONOMICI E
MONETARI
- Doc. A6-0032/2008 - Risoluzione sui principi internazionali di
informativa finanziaria (IFRS) e la governance dell'Organismo internazionale di
normalizzazione contabile
GIURIDICA
- Doc. A6-0089/2008 - Risoluzione sulla proposta di regolamento
del Consiglio relativo all'applicazione dell'articolo 81, paragrafo 3, del
trattato a talune categorie di accordi, di decisioni e di pratiche concordate
tra compagnie di trasporto marittimo di linea ("consorzi")
AFFARI ESTERI
- Doc. A6-0078/2008 - Risoluzione sulla proposta di decisione del
Consiglio e della Commissione relativa alla conclusione del protocollo
dell'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i
loro Stati membri, da una parte, e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia,
dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Bulgaria e della
Romania all'Unione europea
AFFARI COSTITUZIONALI
- Doc. A6-0076/2008 - Progetto di decisione del Parlamento
europeo adottato il 22 aprile 2008, che modifica la sua decisione 94/262/CECA,
CE, Euratom, del 9 marzo 1994, concernente lo statuto e le condizioni generali
per l'esercizio delle funzioni del mediatore
VARIE
- Doc. B6-0180, 0153, 0195, 0196, 0197, 0198/2008
- Risoluzione sul naufragio della New
Flame e le sue conseguenze nella baia di Algeciras
DALLE
ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE
AMBIENTE
·
Strategia
per il cambiamento climatico (http://consilium.europa.eu)
MERCATO INTERNO
·
Strategia
del mercato interno (http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/08/st06/st06922.en08.pdf)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Pacchetto
IVA (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/ecofin/98879.pdf)
·
Tassazione
indiretta sulle società di capitali (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/press
Data/it/ecofin/98879.pdf)
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Fondi
sovrani e stabilità finanziaria (http://ec.europa.eu/commission_barroso/president/index_en.htm)
POLITICA SOCIALE
·
Riforme
in campo sociale (COM 2008/42)
·
Protezione
ed inclusione sociale (http://ec.europa.eu/employment_social.spsi/joint_reports_fr.htm)
·
Relazione
occupazione (http://ec.europa.eu/employment_social/employment_strategy/employ_en.htm)
AMBIENTE
·
Sistema
Comune di Informazione Ambientale (SEIS) (http://ec.europa.eu)
MERCATO INTERNO
·
Partnership pubbliche-private (http://ec.europa.eu/internal_market/publicprocurement/ppp_en.htm#gu
idance
·
Semplificazione
delle statistiche sugli scambi di beni tra gli Stati membri (COM 2008/141)
·
Protezione
dei servizi che utlizzano sistemi di accesso condizionato (http://ec.europa.eu/internal_mar
ket/media/elecpay/index_en.htm)
·
Quadro
di valutazione del mercato interno (http://ec.europa.eu/internal_market/score/index_en.htm)
POLITICA REGIONALE
·
Importi
record per la politica di coesione nel 2007 (http://ec.europa.eu/regional_policy/index_it.htm)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Lotta
contro le frodi (http://ec.europa.eu/anti_fraud/reports/index_en.html)
·
Revisione
del sistema delle accise (COM 2008/78)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Manifestazione
d'avvio dell'Enterprise Europe Network (http://ec.europa.eu/enterprise-europe-network)
·
"Sostenere
l'internazionalizzazaione delle PMI" (http://ec.europa.eu/enterprise/entrepreneurship/supp
ort_mesaures/internationalisation/index.htm)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Etichetta
di avvertimento "giocattoli magnetici" (http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?refer
ence=IP/08/345&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en)
VARIE
·
Legami
tra criminalità e corruzione (http://ec.europa.eu/justice_home/news/intro/news_intro_en.htm)
·
Pacchetto
per la sicurezza alle frontiere (http://ec.europa.eu)
·
"Forum
sulla giustizia" (http://ec.europa.eu/commission_barroso/frattini/index_en.htm)
·
Nuove
richieste dagli USA in materia di sicurezzá (http://ec.europa.eu)
·
Attività
dell'UE: rapporto generale (http://ec.europa.eu/generalreport/fr/welcome.htm)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"Nell'ambito di un'unione
solidale, un partner dello stesso sesso può aver diritto ad una pensione di
vedovo concessa da un regime previdenziale di categoria"
Sentenza della Corte nella Causa C-267/06
Il giudice
nazionale deve verificare se, nell'ambito di un'unione solidale, il partner
superstite sia in una posizione analoga a quella di un coniuge beneficiario
della pensione per superstiti controversa.
·
"L'Avvocato generale
Ruiz-Jarabo sostiene che un'impresa farmaceutica in posizione dominante che rifiuti
di soddisfare gli ordinativi di grossisti allo scopo di ridurre il commercio
parallelo incorre in un comportamento abusivo"
Conclusione dell'Avvocato generale nelle Cause riunite da
C-468/06 a C-478/06
Nel caso di specie
non sussistono ragini oggettive connesse all'intervento delle pubbliche
autorità nel mercato ed idonee a giustificare il comportamento di tale impresa.
·
"La direttiva comunitaria
relativa al distacco dei lavoratori può ostare al fatto che un appalto pubblico
sia subordinato al rispetto delle retribuzioni di un contratto collettivo
vigente nel luogo dell'esecuzione della prestazione"
Sentenza della Corte nella Causa C-346/06
La tariffa
salariale fissata da un contratto collettivo che non sia stato dichiarato di
applicazione generale, quando invece nello Stato membro è presente un tale
sistema, non può essere imposta, da un provvedimento legislativo di detto Stato
membro applicabile ai pubblici appalti, ai prestatori di servizi transnazionali
che distacchino lavoratori nel territorio di tale Stato membro.
·
"L'Italia è condannata per
l'acquisto degli elicotteri «Agusta» e «Agusta Bell» effettuato al di fuori di
qualsiasi procedura di gara d'appalto"
Sentenza della Corte nella Causa C-337/05
L'acquisto di
attrezzature la cui destinazione a fini militari sia dubbia deve
necessariamente rispettare le procedure di aggiudicazione degli appalti
pubblici.
·
"La tassazione differenziata
della birra e del vino in Svezia non viola il diritto comunitario"
Sentenza della Corte nella Causa C-167/05
Tenuto conto della
differenza tra i prezzi di vendita di un litro di vino e di un litro di birra,
la differenza delle accise non è idonea a influire sul comportamento del
consumatore.
·
"L'Avvocato generale
Sharpston propone di dichiarare inesistente il regolamento di attuazione per la
sicurezza dell'aviazione
Conclusioni dell'avvocato generale nella Causa C-345/06
La persistente e
deliberata assenza di pubblicazione dell'allegato di detto regolamento, contenente
l'elenco degli articoli proibiti come bagaglio a mano, costituisce una
violazione di tale gravità che non può essere tollerata dall'ordinamento
giuridico comunitario.
Per ulteriori
informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 -
Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352)
43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm
DALLA
GAZZETTA UFFICIALE
AFFARI ECONOMICI E
FINANZIARI
·
Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla mobilitazione del Fondo
europeo di adeguamento alla globalizzazione COM(2008) 94 definitivo
·
Relazione della Commissione all’autorità di bilancio sulle
garanzie che impegnano il bilancio generale Situazione al 30
giugno 2007{SEC(2008) 18} COM(2008) 2 definitivo
·
Libro Verde L’esecuzione effettiva delle
decisioni giudiziarie nell’Unione europea: la
trasparenza del patrimonio del debitore (presentato dalla Commissione) COM(2008)
128 definitivo
AGRICOLTURA
·
Regolamento (CE) n. 319/2008 della Commissione del 7 aprile
2008 che modifica il regolamento (CE) n. 795/2004 recante modalità di
applicazione del regime di pagamento unico di cui al regolamento (CE)
n. 1782/2003 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di
sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni
regimi di sostegno a favore degli agricoltori e il regolamento (CE) n. 796/2004
recante modalità di applicazione della condizionalità, della modulazione e del
sistema integrato di gestione e di controllo di cui al regolamento (CE) n.
1782/2003 del Consiglio (GUUE L 95/2008)
·
Regolamento (CE) n. 318/2008 della Commissione del 31 marzo
2008 che modifica il regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio relativo alla protezione
di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo
del loro commercio (GUUE L 95/2008)
MERCATO INTERNO
·
Regolamento (CE) n. 213/2008 della Commissione del 28 novembre
2007 recante modifica del regolamento (CE) n. 2195/2002 del Parlamento europeo
e del Consiglio relativo al vocabolario comune per gli appalti pubblici
(CPV) e delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio relative alle procedure per gli appalti pubblici, per quanto
riguarda la revisione del CPV (Testo rilevante ai fini del SEE) (GUUE L 74/2008)
POLITICA REGIONALE
·
Decisione del
Consiglio, del 18 febbraio 2008, che adotta il regolamento interno del comitato del Fondo europeo di sviluppo (GUUE L 78/2008)
·
Regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio del 18 febbraio 2008
recante il regolamento finanziario per il 10° Fondo europeo di
sviluppo (GUUE L 78/2008)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Decisione della Commissione del 17 marzo 2008 che modifica la
decisione 2007/76/CE recante attuazione del regolamento (CE) n. 2006/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio sulla cooperazione tra le autorità nazionali
responsabili dell’esecuzione della normativa che tutela i consumatori per
quanto concerne l’assistenza reciproca [notificata con il numero C(2008)
987] (Testo rilevante ai fini del SEE) (2008/282/CE) (GUUE L 89/2006)
·
Regolamento (CE) n. 273/2008 della
Commissione del 5 marzo 2008 che stabilisce modalità di applicazione del
regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio per quanto riguarda i metodi
di analisi e la valutazione qualitativa del latte e dei prodotti
lattiero-caseari (GUUE L 88/2008)
BANDI
- INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni
bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono
consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.europa.eu
sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl
ANTIFRODE
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA "HERCULE II" PER
ASSISTENZA TECNICA ALLE FORZE DELL'ORDINE CHE SI OCCUPANO DI ANTIFRODE.
http://ec.europa.eu/anti_fraud/programmes/techn-assist/2008/
Scadenza: 30/05/2008
AUDIOVISIVI
MEDIA
2007 INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE TELEVISIVA DI OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE IN GUUE C
265/10 DEL 07/11/2007.
CODICE:
EACEA 19/07
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_265/c_
Scadenza: 13/06/2008
MEDIA
2007 INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER TESTARE LE ATTIVITA' DI COOPERAZIONE TRA
I PROFESSIONISTI DEL CINEMA EUROPEI E I PROFESSIONISTI DEI PAESI TERZI, IN PARTICOLARE IN MATERIA DI:
SOSTEGNO ALLA FORMAZIONE, SOSTEGNO ALLA PROMOZIONE E SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DI
RETI DI SALE CINEMATOGRAFICHE IN GUUE C 85/06 DEL 04/04/2008.
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2
Scadenza: 13/06/2008
MEDIA
2007 - INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - EACEA/28/07 - SOSTEGNO ALLA DISTRIBUZIONE TRANSNAZIONALE DEI FILM EUROPEI E ALLA
MESSA IN RETE DEI DISTRIBUTORI EUROPEI - SISTEMA DI SOSTEGNO «SELETTIVO», IN
GUUE C 311/14 DEL 21/12/2007.
CODICE:
EACEA 28/07
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_311/c_
Scadenza: 1/07/2008
EACEA
29/07 - OBIETTIVO DI SOSTEGNO "I21 AUDIOVISIVO" PER FACILITARE
L'ACCESSO AI FINANZIAMENTI BANCARI E
FINANZIARI, IN GUUE C 277/08 DEL 20/11/2007.
CODICE: EACEA 29/07
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_277/c_
Scadenza: 7/07/2008
ENERGIA
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE PER AZIONI NEL SETTORE DELL'ENERGIA NELL'AMBITO DEL
PROGRAMMA «ENERGIA INTELLIGENTE - EUROPA», IN GUUE C 68/08 DEL 13/03/08.
http://ec.europa.eu/energy/intelligent/call_for_proposals/ca
Scadenza: 26/06/2008
IMPRESA E INDUSTRIA
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE PER AZIONI CHE INCORAGGINO LA RESPONSABILITÀ SOCIALE
D'IMPRESA NEL SETTORE INDUSTRIALE EUROPEO.
CODICE: ENT/CIP/08/C/N04S00
http://ec.europa.eu/enterprise/funding/files/themes_2008/cal
Scadenza:23/05/2008
ISTRUZIONE
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA CULTURA (2007-2013) AZIONI
SPECIALI DI COOPERAZIONE CULTURALE PER FAVORIRE GLI SCAMBI CULTURALI TRA I
PAESI PARTECIPANTI AL PROGRAMMA E IL PAESE TERZO SELEZIONATO: IL BRASILE, IN
GUUE C 71/02 DEL 18/03/08.
CODICE:
EACEA/05/08
http://eacea.ec.europa.eu/culture/calls2008/strand_1_3/index
Scadenza: 1/06/2008
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI COOPERAZIONE NEL CAMPO
DELL'ISTRUZIONE ICI - COOPERAZIONE NEL CAMPO DELL'ISTRUZIONE TERZIARIA E DELLA
FORMAZIONE TRA L'UE E L'AUSTRALIA, IL GIAPPONE, LA NUOVA ZELANDA, LA REPUBBLICA
DI COREA, IN GUUE C 86/04 DEL 05/04/2008.
http://eur-lex.europa.eu/lexuriserv/lexuriserv.do?uri=oj:c:2
Scadenza:6/06/2008
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI
COOPERAZIONE NEL
SETTORE DELL'ISTRUZIONE SUPERIORE E DELLA FORMAZIONE TRA L'UNIONE EUROPEA E
AUSTRALIA, GIAPPONE, NUOVA ZELANDA E REPUBBLICA DI KOREA.
http://ec.europa.eu/education/programmes/calls/1408/short_en
Scadenza:6/06/2008
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA - EUROPA PER I CITTADINI - MISURA
1.1 TOWN TWINNING. LE SCADENZE SONO DIVERSE: 01/04/08-
01/06/08-01/09/08-01/12/08. http://eacea.ec.europa.eu/citizenship/action1/towntwinning/f
Scadenza:01/12/2008
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA
PARTNERS
Azienda bulgara sta cercando partner commerciali in Italia per vendere
i suoi distillati alcolici.
BG 666
Azienda del Montenegro sta cercando produttori di legname in Italia. MO 665
Azienda israeliana produttrice di sistemi di illuminazione per il settore
aereo sta creando intermediari commerciali, contratti di joint
venture e subcontratti. IL 669
Agente spagnolo specializzato nella distribuzione di prodotti alimentari
sta cercando distributori e importatori. SP 667
Azienda spagnola produttrice di pubblicazioni per l’apprendimento
dell’inglese sta cercando distributori e di stipulare contratti
di joint venture. SP 668
Azienda lituana produttrice di pallet sta cercando
distributori, rappresentanti e agenti. LT 670
Azienda tunisina sta cercando produttori italiani di serre per la coltivazione di
pomodori. TU 664
Azienda russa specializzata nella vendita di fonti
alternative di energia sta cerando cooperazioni finanziarie,
accordi di joint venture e attività di ricerca e sviluppo in tutta Europa. RU 646
Azienda russa produttrice di prodotti farmaceutici sta
cercando servizi intermediari, cooperazione finanziaria e di ricerca e sviluppo
al fine di realizzare un progetto per la diffusione e la brevettazione di uno
spazzolino da denti di nuova concezione. RU 647
Azienda russa specializzata nel taglio e trattamento del legno
sta cercando sevizi intermediari per i propri prodotti in tutta Europa. RU 655
Azienda turca sta cercando produttori europei di statue per
stanze di ricevimento di centri di bellezza e scaffali a norma per uso medico.
TR
656
Azienda francese sta cercando urgentemente produttori di packaging in carta,
polietilene e carta cerata. FR 652
Azienda turistica svedese specializzata nell’organizzazione di viaggi
naturalistici su misura nel nord della Svezia sta cercando
agenzie italiane per instaurare collaborazioni. SE 661
Per ulteriori
informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto
tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati
Delegazione italiana POPOLO DELLA LIBERTÁ
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax
+39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06
·
Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.: +32
2 284 2111 - www.europarl.europa.eu
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.europa.eu/roma/
·
Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: +32 2 2991111 -
www.ec.europa.eu
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - www.ec.europa.eu/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.ec.europa.eu/italia/
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: +32 2 285 6111 - www.ue.eu.int
·
Corte
di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - www.curia.europa.eu/
·
Comitato
economico e sociale - Rue
Ravenstein, 2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: +32 2 546 9011 - www.eesc.europa.eu
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: +32 2 282 2211 - www.cor.europa.eu/
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.eur-lex.europa.eu/it/index.htm
serie S (Bandi): www.ted.europa.eu/
·
Euro
Info Centres (informano e
forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee:
normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza,
concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.ec.europa.eu/enterprise-europe-network
Partito Popolare Europeo - Rue de Commerce, 10 - 1000
Bruxelles
Tel.: +32 2 285
4140 - www.epp-eu
EUROINFORMAZIONI
E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org