GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

  

                                                                                                                                

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

14 Settembre 2007

n° 152

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

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GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.

 


 

 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

SICUREZZA DEGLI ALIMENTI: RAFFORZATA LA COOPERAZIONE UE-USA

 

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e la Food and Drug Administration (FDA) americana hanno deciso di rafforzare la loro cooperazione nel campo della valutazione della sicurezza degli alimenti. Per formalizzare questa decisione il 2 luglio a Bruxelles è stato firmato un accordo di cooperazione tra le due agenzie.

“La sicurezza alimentare non segue i confini nazionali e la catena alimentare è diventata veramente una catena mondiale. Dobbiamo lavorare con le migliori menti scientifiche del mondo intero ed estendere la cooperazione scientifica per valutare i rischi che presentano gli alimenti e tutelare ancora meglio i consumatori” ha dichiarato  Catherine Gestlain-Lanéelle, direttrice dell’EFSA.

Andrei C. von Ezchenbar, commissario della US FDA ha aggiunto:”La FDA, agenzia fondata sulla scienza e diretta dalla scienza riconosce che la cooperazione scientifica è vitale per il successo della sua missione che consiste nel fornire al pubblico la migliore protezione sanitaria”.

La cooperazione e il dialogo informali tra l’EFSA e la FDA non sono recenti. L’accordo di cooperazione, il primo firmato dall’EFSA, dovrebbe intensificare le relazioni e agevolare gli scambi di informazioni scientifiche tra le due entità, in particolare sulle metodologie utilizzate per garantire la sicurezza degli alimenti. Questo accordo formale permetterà inoltre di garantire la protezione adeguata di questo tipo di informazioni riservate, rispettando le normative vigenti, tanto negli Stati Uniti, quanto nell’Unione europea.

L’EFSA ha intenzione di mettere a punto accordi simili con altre autorità analoghe nel mondo.

 

 

 

DISEGNI E MODELLI INDUSTRIALI UE PROTETTI UN TUTTO IL MONDO

 

La Commissione europea ha adottato il 24 luglio 2007 due regolamenti necessari per dare effetto all’adesione della CE all’atto di Ginevra riguardante la registrazione internazionale dei disegni e dei modelli industriali. L’adesione da parte della CE permetterà alle imprese dell’UE di ottenere, tramite una richiesta unica, la protezione di un disegno o modello non solo in tutta l’Unione grazie al disegno o modello comunitario, bensì anche negli altri paesi dell’atto di Ginevra. Secondo il Commissario europeo al Mercato interno “il nuovo sistema potrebbe diventare operativo nell’UE per il 1° gennaio 2008”.

Il primo testo modifica il regolamento 2245/2002 relativo alle modalità d’applicazione del regolamento CE n.6/2002 del Consiglio sui disegni e modelli comunitari. Le modifiche riguardano le domande di registrazione e di rinnovo, i mezzi di comunicazione con l’ufficio internazionale e la pubblicità riguardante le registrazioni internazionali che designano la CE. Inoltre, alcune modifiche sono state incluse per semplificare l’amministrazione delle procedure legate ai disegni e modelli comunitari registrati.

Il secondo testo modifica il regolamento 2246/2002 riguardante le imposte da pagare all’OHMI. Le modifiche vertono sull’amministrazione delle diverse tasse richieste per le registrazioni internazionali che designano la CE.

I testi dei due regolamenti sono disponibili ai seguenti indirizzi:

http://ec.europa.eu/internal_market/indpropt/docs/design/2007-10577-1-1_en.pdf

http://ec.europa.eu/internal_market/indpropt/docs/design/2007-10577-1-0_en.pdf

 

 

 

 

 

 

 

 

INFORMAZIONI SUI RISCHI PER LA SALUTE UMANA E ANIMALE

 

La Commissione europea ha predisposto in linea Medisys, un portale di informazione in tempo reale sui rischi connessi alla salute umana e animale. Aperto al pubblico gratuitamente, il sito Internet raccoglie e smista costantemente le informazioni (20000 articoli al giorno in 25 lingue) provenienti da 800 siti elettronici di attualità generale o specializzati. Il portale è anche destinato ad allertare le autorità sanitarie della comparsa sul pianeta di nuovi focolai di patologia umana o animale onde favorire una reazione rapida dei poteri pubblici.

Le informazioni contenute sono divise in tre categorie: patologie, bioterrorismo, varie (OMS, vaccinazioni, malattie animali). Lo strumento ha dimostrato la sua utilità durante la comparsa dell’afta epizootica nel Regno Unito. Vedi: http://medusa.jrc.it .

 

 

 

LINEE GUIDA PER LA RICERCA E L'INNOVAZIONE

 

La Commissione europea ha elaborato delle linee guida per le autorità nazionali e regionali sul modo di combinare i programmi della politica di coesione con il finanziamento dell’innovazione e della ricerca nell’ambito del settimo programma quadro di ricerca e del programma quadro per la competitività e l’innovazione. Il documento invita gli Stati membri e le regioni a svolgere un ruolo di primo piano utilizzando al meglio i fondi europei messi a disposizione. La Commissione propone diverse azioni per migliorare l’utilizzo dei finanziamenti europei:

- una guida pratica, da pubblicare entro la fine dell’anno, per aiutare gli istituti di ricerca e le imprese a determinare la fonte di finanziamento più appropriata;

- il miglioramento degli scambi di informazione con le autorità nazionali e regionali, nella prospettiva di un aiuto complementare proveniente da fondi nazionali, regionali ed europei;

- incontri regolari tra gli attori della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo regionale per condividere idee, scambiare le migliori pratiche e ottenere consigli.

"L’innovazione può rafforzare lo sviluppo regionale, e un approccio regionale può favorire una innovazione di qualità", ha dichiarato Danuta Hübner, Commissiaria europea per la politica regionale. "L’attitudine dei responsabili regionali a trasformare la conoscenza in crescita avrà un impatto decisivo sull’avvenire. Dobbiamo operare per favorire questa interazione positiva tra le regioni e la ricerca".

Le regioni che vogliono utilizzare il proprio potenziale di ricerca e innovazione per svilupparsi economicamente, possono usufruire di diversi programmi di finanziamento:

- gli strumenti della politica di coesione, in particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo, che permettono investimenti nella ricerca e nell’innovazione sulla base di quadri di riferimento nazionali strategici. Questi investimenti sono attuati mediante programmi operativi settoriali e regionali e contribuiscono alla realizzazione dell’agenda di Lisbona;

- il settimo programma quadro di ricerca, in particolare le azioni per il rafforzamento delle capacità in certe regioni ("Potenziale di ricerca") e il finanziamento dei raggruppamenti (cluster) a livello europeo ("Regioni della conoscenza");

- il programma quadro per la competitività e l’innovazione, che sostiene le imprese e l’imprenditorialità.

 

 

 

PREMIO SACHAROV PER LA LIBERTÀ DI PENSIERO: I CANDIDATI

 

Dal 1988 il Parlamento europeo assegna il Premio Sacharov per la libertà di pensiero, riconoscimento per coloro che si sono distinti nella lotta contro l’ingiustizia e l’oppressione in qualunque parte della terra. Oggi scopriamo chi sono i candidati per l’edizione 2007. I gruppi politici o una loro coalizione hanno proposto ieri in una riunione congiunta delle commissioni parlamentari sviluppo, affari esteri e la sottocommissione per i diritti dell’uomo, i finalisti di quest’anno. Il 24 settembre verranno selezionati tre finalisti che si contenderanno il titolo il 25 ottobre, su decisione dei leader dei gruppi politici. La cerimonia ufficiale di consegna avverrà l’11 dicembre durante la sessione plenaria. Al vincitore, oltre al premio, andrà una somma di 50.000 euro. Ecco i nomi dei candidati:

Bartolomeo I. Il Patriarca di Costantinopoli è il difensore della libertà di religione in Turchia e promotore del dialogo interreligioso. La sua candidatura è stata presentata dal deputato Philip Claeys a nome del Gruppo ITS.

Zeng Jinyan e Hu Jia: i bambini di Tiananmen. Zeng Jinyan è un dissidente politico che usa internet come mezzo di denuncia degli abusi sui diritti dell’uomo in Cina. Suo marito Hu Jia è un ambientalista e attivista nella lotta all’AIDS. Le loro candidature sono state presentate dalla deputata italiana Monica Frassoni e dal deputato Daniel Cohn-Bendit a nome del Gruppo dei verdi.

Joya Malalai. La deputata afgana continua il suo lavoro in ambito sociale in difesa dei diritti delle donne al Parlamento. La sua candidatura è stata presentata dal deputato italiano Vittorio Agnoletto assieme a Andre Brie e Tobias Pflueger a nome del Gruppo GUE.

Salih Mahmoud Osman. Procuratore e collaboratore dell’organizzazione sudanese contro la tortura, Osman è il punto di riferimento per le vittime della guerra civile e dei suoi abusi. Candidatura presentata dal deputato del Gruppo socialista Josep Borrell Fontelles, dal collega Thierry Cornillet del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE), da José Ribeiro e Castro del Gruppo del Partito Popolare Europeo, da Frithjof Schmidt del Gruppo dei Verdi, da Jurgen Schröder del Gruppo del Partito Popopolare Europo e da altri 177 eurodeputati di vari gruppi politici, così come da Annemie Neyts-Uyttebroeck e Marco Cappato a nome del Gruppo ALDE.

Anna Politkovskaya. Giornalista russa assassinata lo scorso ottobre durante le sue investigazioni su presunti abusi dei diritti dell’uomo e torture in Cecenia. Candidata da Joseph Daul, Presidente del Gruppo del Partito Popolare Europeo, a nome del Gruppo.

 

 

 

UN WEBSITE PER PROMUOVERE LO SVILUPPO ECONOMICO LOCALE

 

Attori locali in rete è il sito web della Commissione europea dove è possibile attingere informazioni sulle migliori pratiche nell’ambito dell’occupazione locale, trovare partners per lo scambio di informazioni, avviare collaborazioni per lo sviluppo dell’occupazione locale. Il sito intende inoltre fornire gli strumenti per favorire la collaborazione tra la Commissione europea e gli attori dello sviluppo economico ed occupazionale locale. Il sito, finanziato dalla DG per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità della Commissione europea, è disponibile nelle lingue inglese, francese e tedesco.

Sito Internet: http://ec.europa.eu/employment_social/local_employment/lla/fo/index.do

 

 

 

L'EUROPA È DEI GIOVANI?

 

Poiché la popolazione europea invecchia rapidamente e la fascia dei lavoratori giovani si restringe, l’Unione europea deve impegnare le sue risorse sulla generazione dei giovani. È questo il risultato di uno studio presentato dalla Commissione europea, secondo il quale i giovani non sempre sono pronti ad assumersi però questa responsabilità. In Europa 1 giovane su 6 abbandona la scuola troppo presto e 4,6 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati. Il documento evidenzia la necessità, a livello UE e nazionale, di investire per tempo e di più nell’istruzione e nella salute della gioventù e di migliorare la transizione dall’istruzione al lavoro. Dal rapporto si evince anche che le sfide fronteggiate dai giovani durante la loro crescita sono oggi più complesse di quelli affrontate dalla generazione dei loro genitori. La transizione dalla scuola al mondo del lavoro, infatti, è complicata. Metà dei posti di lavoro odierni richiede qualifiche ad alto livello; altri presuppongono abilità molto più varie che in passato. Un quarto circa degli europei più giovani non sono idonei né capaci di accedere al mercato del lavoro. In molti Stati membri, 1 giovane su 3 è ancora senza lavoro un anno dopo aver lasciato la scuola. Per la Commissione occorre che le prospettive d’istruzione e di lavoro siano migliorate. Allo tempo stesso, occorrerà stimolare le attività di volontariato che si rivelano importanti per incoraggiare i giovani a sostenere un ruolo attivo nella società. Un recente sondaggio di Eurobarometro dimostra infatti che il 74% dei giovani crede che il volontariato sia un buon sistema di farli partecipare alla vita sociale. Per la Commissione è quindi tempo di investire di più e con maggiore vigore in questa categoria, non solo in termini finanziari ma anche in termini politici e sociali, attraverso famiglie, ONG, insegnanti e datori di lavoro.

 

 

ADOTTATA LA TERZA RELAZIONE ANNUALE SU MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE

 

La Commissione europea ha adottato la terza relazione annuale su migrazione e integrazione che analizza le misure prese, a livello UE e nazionale, per ammettere ed integrare i cittadini di paesi terzi, fornisce una panoramica degli sviluppi politici e contribuisce a valutare e rafforzare le misure di integrazione. La relazione contiene informazioni sulla creazione del quadro normativo UE per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi fino al giugno 2007. Inoltre annuncia l’impegno della Commissione ad elaborare nuove iniziative per sviluppare tale quadro, esaminando per esempio in che modo la partecipazione e la cittadinanza possono favorire il processo di integrazione, e promuovendo la definizione di indicatori ed indici comuni utilizzabili dagli Stati membri su base volontaria per valutare i risultati della politica di integrazione. La relazione è in discussione in questi giorni nel corso della conferenza ad alto livello sull’immigrazione legale, organizzata dalla presidenza portoghese.

 

 

 

UE: NUOVO IMPULSO A POLITICA DI VICINATO

 

L’Unione europea e i paesi vicini hanno concordato a Bruxelles, nella loro prima conferenza ad alto livello, di rafforzare le relazioni nei settori chiave dell’energia, del commercio estero e della sicurezza, registrando però punti di vista diversi su come sviluppare la politica di vicinato (Pev), a tre anni dal suo lancio.

I rappresentanti a livello ministeriale dei 27 paesi dell'UE e dei 16 paesi che rappresentano "l’anello di amici", dall’Ucraina, al Caucaso ai paesi del nord Africa, più Libia, Bielorussia e Siria, in qualità di "osservatori", hanno dato nuovo impulso ad una politica che può contare su 12 miliardi di euro di programmi economici più altri aiuti in cambio di riforme e sviluppo democratico. Restano però differenze sostanziali sulla direzione da privilegiare: puntare di più ai paesi della cintura dell’Est o a quelli dell’area del sud che, secondo il presidente francese Nicolas Sarzoky, dovrebbe formare il nucleo dell’Unione mediterranea? E ancora: la Pev va considerata anticamera per un futuro allargamento dell'UE? Secondo l’Italia, che la sostiene "con grande determinazione e convinzione", la politica di vicinato dell'UE deve "comportarsi in modo uguale verso i Paesi dell’est e del sud".

Il Presidente della Commissione UE José Manuel Durao Barroso e il ministro degli esteri portoghese Luis Amado, presidente di turno del Consiglio, hanno suggerito di rafforzare la politica di vicinato seguendo il criterio della "differenziazione". D’accordo il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos purchè - ha precisato - "non rappresenti una discriminazione". Il ministro degli esteri polacco Anna Fotyga ha insistito sulla necessità di mantenere lo sguardo ben puntato ad est, evocando anche la possibilità di uno sbocco nella famiglia europea per "l’Ucraina e probabilmente la Moldovia". Il ministro britannico agli affari europei, Jim Murphy, ha sponsorizzato l’ipotesi di una Pev anticamera dell’allargamento. "Per quei paesi che cercano una prospettiva più ampia, le porte dell'UE devono restare aperta", ha detto. Nettamente contrario il suo collega tedesco Guenter Gloser, per il quale la politica di vicinato "è un enorme contributo" alla promozione di sicurezza e prosperità in Europa, ma "non ha assolutamente nulla a che fare con una futura prospettiva di ingresso nell'UE". I rappresentanti dei paesi vicini hanno applaudito l’iniziativa e da questo primo forum (che si ripeterà con cadenze probabilmente semestrali) hanno lanciato proposte e suggerimenti per aumentare il libero scambio e rafforzare la cooperazione energetica. Un settore che potrebbe avvalersi delle risorse dei paesi dell’est come del sole e del vento di cui sono ricchi i paesi dell’area del sud.

 

 

 

 

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  03 - 06 SETTEMBRE 2007

 

 

ISTITUZIONI

 

 

APERTURA DELLA SESSIONE

 

Il Presidente ha ricordato Gaston Thorn e Raymond Barre, scomparsi durante la pausa estiva, e reso omaggio ad Altiero Spinelli in occasione del centenario della sua nascita. Ha poi espresso solidarietà alle vittime degli incendi in Grecia e del terremoto in Perù. Ha anche rivolto un pensiero ai morti in Iraq e ai rifugiati che cercano salvezza in Europa. Il processo ad Agrigento a 7 pescatori tunisini e i vantaggi fiscali alla Chiesa cattolica sono stati oggetto di due dichiarazioni in Aula.

 

 

Il Presidente HANS-GERT PÖTTERING ha voluto ricordare i «due grandi europei» Gaston Thorn e Raymond Barre scomparsi durante la pausa estiva. Entrambi, ha detto, si sono distinti sia come commissari europei sia come primi ministri. Il primo è anche stato deputato europeo dal 1959 al 1969. Nel corso della loro vita, ha aggiunto, si sono impegnati a favore della causa per l'integrazione europea e hanno contribuito concretamente a questo processo, «in tempi in cui le condizioni erano spesso difficili».

 

 

Il Presidente ha poi reso omaggio ad Altiero Spinelli, cui ricorreva il centenario della nascita in questi giorni. Definendolo uno degli architetti delle odierne istituzioni europee, ha ricordato che, nel corso dei dieci anni in cui è stato membro del Parlamento europeo, Spinelli ha svolto un ruolo fondamentale nel processo di riforma dell'Unione. Il suo progetto di trattato, redatto quando era presidente della commissione per gli affari costituzionali e approvato dal Parlamento a larga maggioranza nel 1984, è stato alla base di numerosi cambiamenti introdotti dai successivi trattati, compreso l'ampliamento dei poteri legislativi del Parlamento europeo.

Pöttering ha poi voluto esprimere la solidarietà del Parlamento a tutte le vittime delle catastrofi naturali avvenute questa estate, come le inondazioni nel Regno Unito, la siccità nel Mediterraneo o gli incendi in Grecia che hanno causato la morte di 60 persone. Ha quindi reso omaggio alle vittime del terremoto in Perù e della violenza «senza senso» in Iraq, ed ha rivolto un pensiero ai rifugiati che cercano la salvezza in Europa affrontando «viaggi della morte».

Ha quindi invitato l'Aula a osservare un minuto di silenzio.

 

 

 

 

FISCO-UE: L'ATTACCO DEI RADICALI ALLA CHIESA CATTOLICA

 

Nella conferenza stampa titolata "Kroes e Radicali contro la Chiesa italiana: ingerenze della Commissione europea e responsabilità del governo italiano", tenutasi in risposta alle dichiarazioni fatte in Aula da Marco Cappato sui persunti "vantaggi fiscali alla Chiesa Cattolica", alcuni rappresentanti autorevoli degli eurodeputati della Cdl hanno accusato, a Strasburgo, il commissario UE alla concorrenza, Neelie Kroes, di voler agire contro le esenzioni fiscali alla Chiesa Cattolica in Italia in base a denunce definite "pretestuose e strumentali"; ma l'azione della Commissione, hanno puntualizzato, è stata resa possibile solo grazie alla "sponda attiva" offerta a Bruxelles, secondo loro, dal governo Prodi e in particolare dalla Presidenza del Consiglio. Al governo di centrosinistra gli europarlamentari dell'opposizione rimproverano, fra l'altro, di non aver consultato la Conferenza episcopale italiana (Cei) per cercare di concordare una riposta ai rilievi di Bruxelles. Una consultazione, hanno precisato, che non è vincolante ma che è sempre stata effettuata negli altri casi in cui erano entrate nel mirino dell'Antitrust comunitario importanti soggetti nazionali

 

"come Fiat, Telecom, Mediaset o anche la Regione Lombardia", ha ricordato MARIO MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo. Lo stesso Mauro ha sottolineato la coincidenza temporale per cui la prima delle due richieste di informazioni da parte della Commissione al governo italiano è stata inviata solo nel maggio 2006, poco dopo la vittoria elettorale del centro sinistra, nonostante il fatto che i radicali avessero sollevato la questione già da tre anni: "Perché la Commissione non se li è filati prima? perché evidentemente ha trovato una sponda attiva nel nuovo governo Prodi", e in particolare "nella Presidenza del Consiglio", a cui spetta il compito di rispondere a Bruxelles, ha detto Mauro.

 

A definire "pretestuose, strumentali e infondate" le motivazioni delle denunce radicali all'origine dell'iniziativa della Kroes è stato GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica, secondo il quale l'Esecutivo UE ha "responsabilità molto gravi" per avervi dato seguito. "Questa è un'aggressione alla Chiesa da parte del laicismo, e dimostra quanto sia lontana l'UE dalla realtà, quando immagina che sia possibile una concorrenza fra la mensa dei poveri e il ristorante di lusso", ha osservato Gargani, auspicando con il collega Mauro che possa esservi un dibattito in Aula con la Commissione su questa vicenda.

 

ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE ha puntualizzato, da parte sua, che l'iniziativa della Commissione "è stata sollecitata da rappresentanti di partiti della maggioranza, ricordando che a essere preso di mira è un provvedimento preso a suo tempo da un governo di centrosinistra con Giuliano Amato e poi confermato da Berlusconi. Per Tajani, Kroes non ha compreso il riconoscimento che viene dato così a tutte le iniziative no-profit, che rendono servizi in sostituzione dello Stato. Ma un'interferenza in questo campo da parte di Bruxelles, sarebbe "una violazione del principio di sussidiarietà" ha concluso il capodelegazione di Fi, il quale ha aggiunto come "le parole del Presidente del Parlamento europeo Poettering in difesa del principio di sussidiarietà rappresentano un monito a coloro che cercano di utilizzare l'Europa per modesti fini di politica interna. Ne prenda atto chi ha cercato di colpire la Chiesa cattolica e le sue iniziative sociali attraverso pretestuosi attacchi in materia fiscale"

 

 

 

 

 

PER IL PRESIDENTE PORTOGHESE LA SOLIDARIETÀ È ALLA BASE DELL'INTEGRAZIONE EUROPEA

 

Seduta solenne - Allocuzione di Aníbal António Cavaco Silva, Presidente della Repubblica portoghese - 3.9.2007

 

Il Parlamento ha accolto in seduta solenne il Presidente del Portogallo, paese che avrà la Presidenza dell'Unione fino al prossimo dicembre e che guiderà il Vertice che dovrà adottare la riforma dei trattati. Il Presidente ha sottolineato il valore del principio della solidarietà come condizione sine qua non della costruzione europea. Aprendo a soluzioni innovative per quanto riguarda la protezione sociale, ha definito inaccettabile una crescita economica basata sulla distruzione sociale.

 

Aníbal António Cavaco Silva, Presidente della Repubblica portoghese, ha anzitutto sottolineato il ruolo decisivo svolto dal Parlamento nel processo di integrazione europea, in particolare nella costruzione del mercato unico e nella riforma dei trattati. Ha poi aggiunto che, a suo parere, è giunta l'ora di concentrarsi su cosa è realmente essenziale per rendere l'Europa più forte e coesa. Ricordando che una delle priorità della Presidenza portoghese è di finalizzare la riforma del Trattato sulla base del compromesso raggiunto dal Consiglio europeo di giugno, ha rivolto un appello affinché i necessari sforzi siano profusi al fine di giungere a questa riforma entro la fine dell'anno.

Chiuso il capitolo istituzionale, ha poi aggiunto, l'Unione europea dovrà affrontare «le sfide che preoccupano i cittadini»: crescita economica, occupazione, sicurezza, ambiente, energia e globalizzazione. In tale contesto, il Presidente ha sottolineato il valore della solidarietà come un pilastro fondamentale dell'integrazione europea. A suo parere in fatti, la solidarietà, combinata con la sussidiarietà, «è una condizione sine qua non per il futuro della costruzione europea». Una solidarietà che deve essere tangibile e espressa con azioni comuni e politiche, non solo retorica o "à la carte".

 

Il Presidente ha poi affrontato il tema della povertà e dell'esclusione sociale, che è uno degli obiettivi dell'Unione europea. Questa sfida, a suo parere, deve essere vinta grazie a soluzioni flessibili e innovative, anche perché la situazione in Europa è molto seria. Si è quindi chiesto se  «le tradizionali politiche di protezione sociale non abbiano raggiunto i limiti della loro efficacia». Pur riconoscendo loro l'importante ruolo svolto a seguito della seconda guerra mondiale, ha sottolineato che per difendere il modello sociale occorre adattarlo alle nuove sfide e al nuovo contesto mondiale.

Sostenendo poi che non vi è progresso sociale senza crescita economica, il Presidente ha però ammonito che sarebbe insostenibile e inaccettabile che quest'ultima fosse basata sulla distruzione sociale. A suo parere, peraltro, la migliore protezione contro la povertà e l'esclusione sociale è quella di agevolare la partecipazione dei cittadini al mercato del lavoro, anche attraverso il miglioramento dell'istruzione e della formazione. La solidarietà deve anche essere rivolta all'esterno delle frontiere europee e, in proposito, il Presidente ha voluto attirare l'attenzione sul Continente africano. E' giunto il momento, ha detto, «di parlare con l'Africa invece di parlare semplicemente dell'Africa e dei suoi problemi». 

 

Ha poi sottolineato l'importanza dell'energia e dell'ambiente, come nuove forze trainanti dell'integrazione europea. E, anche in questo campo, occorre dimostrare la propria solidarietà. Ha infine affermato che, per la sostenibilità del processo d'integrazione, è «cruciale» garantire le condizioni affinché l'Europa sia un attore centrale e influente nel mondo.

 

 

 

 

 

UNA NORMATIVA EUROPEA PIÙ SEMPLICE E COMPRENSIBILE

 

-       Doc. A6-0271/2007 - Relazione di Giuseppe Gargani (PPE/DE, IT) sulla Strategia per la semplificazione del contesto normativo

-       Doc. A6-0273/2007 - Relazione su "Legiferare meglio nell'Unione europea"

-       Doc. A6-0280/2007 - Relazione su "Legiferare meglio 2005": applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità - 13a relazione annuale

-       Doc. A6-0259 - Relazione sulle implicazioni istituzionali e giuridiche dell'impiego di strumenti normativi non vincolanti

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 3.9.2007 - Votazione: 4.9.2007

 

Appoggiando le iniziative volte a semplificare la legislazione UE, il Parlamento chiede un più ampio ricorso alla rifusione dei testi ed a un linguaggio più chiaro per rendere la legislazione europea più comprensibile. Nel sollecitare la consultazione delle parti interessate e il potenziamento delle analisi settoriali, ritiene valido ricorrere a forme di autoregolamentazione e auspica la riduzione degli oneri amministrativi che gravano sulle PMI.

 

Approvando la relazione d'iniziativa di Giuseppe Gargani (PPE/DE, IT), il Parlamento europeo ricorda anzitutto che la semplificazione del contesto legislativo a garanzia della chiarezza, dell'efficacia e della qualità della legislazione «è una condizione imprescindibile in vista del conseguimento dell'obiettivo di "Legiferare meglio"», che costituisce a sua volta un’azione prioritaria dell'Unione europea finalizzata ad assicurare alti livelli di crescita e di occupazione.

Nel rallegrarsi quindi che, per la prima volta, le iniziative sulla semplificazione siano state inserite nel programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2007, i deputati esortano la Commissione ad accordare maggiore importanza all'attuazione, all'applicazione e alla valutazione della legislazione comunitaria, «quale parte essenziale del processo verso una migliore regolamentazione».

La relazione suggerisce poi che il Parlamento, la Commissione e il Consiglio concludano un accordo interistituzionale su un metodo di lavoro accelerato ai fini della semplificazione delle misure nel loro complesso. Invita inoltre la Commissione ad impegnarsi affinché il processo di semplificazione, e in generale di miglioramento della qualità della legislazione, «non sia compromesso a livello nazionale da norme interne o da ostacoli di natura tecnica».

I deputati propongono inoltre alla Commissione di adottare la rifusione come tecnica legislativa ordinaria al fine di permettere di disporre, per ciascuna iniziativa, del testo nella sua interezza anche in presenza di modifiche puntuali, con la chiara indicazione delle parti nuove e di quelle rimaste invariate, «consentendo così una maggiore leggibilità e una maggiore trasparenza della legislazione comunitaria». Laddove la rifusione non sia possibile, la codificazione dell'ambito legislativo interessato dovrebbe costituire la tecnica legislativa ordinaria in un termine di sei mesi.

A tale proposito, il Parlamento accoglie inoltre con favore gli sforzi della Commissione diretti ad intensificare l'attività di codificazione dell'acquis comunitario come forma primaria e basilare di semplificazione del contesto normativo. Invita tuttavia la Commissione a fare fronte al più presto alle difficoltà legate alla traduzione e ad evitare che la presentazione di nuove proposte legislative abbia un impatto negativo sulle iniziative di codificazione, «nocendo all'intero processo di semplificazione». Insiste inoltre affinché la Commissione si astenga dal proporre progetti di codificazione nelle medesime materie per le quali intende avanzare proposte legislative di merito.

Nell'invitare poi la Commissione ad insistere sulla via della consultazione delle parti interessate, per esempio estendendola ad altri settori, il Parlamento la incoraggia a potenziare le analisi settoriali e la misurazione degli oneri amministrativi generati dalla legislazione comunitaria in vigore. Per i deputati, d'altra parte, valutazioni di impatto regolari e complete «rivestono un ruolo fondamentale nel processo di semplificazione» e, pertanto, Consiglio e Parlamento dovrebbero tenerne conto al momento della presentazione di emendamenti.

Ribadendo, infine, che gli strumenti legislativi tradizionali devono continuare ad essere normalmente utilizzati per raggiungere gli obiettivi fissati dal Trattato, il Parlamento ritiene che la coregolamentazione e l'autoregolamentazione «possano utilmente integrare o sostituire le misure legislative, allorché tali metodi forniscono migliorie di portata equivalente o superiore a quelle che la legislazione permette di realizzare». A patto però che la Commissione definisca le condizioni e i limiti che le parti devono osservare nell’esercizio di tali pratiche e che queste ultime siano soggette al suo controllo.

La seconda relazione appoggia vivamente il processo di miglioramento della normativa «al fine di rafforzare l'efficacia, l'efficienza, la coerenza, la controllabilità e la trasparenza del diritto dell'Unione europea». La semplificazione, per i deputati, deve anche operarsi nell'interazione fra la Commissione e i cittadini, ad esempio per quanto riguarda gli appalti, i servizi finanziari, i programmi di ricerca, le norme sugli aiuti di Stato e le domande di sovvenzioni. D'altra parte insistono sulla necessità che, nel presentare proposte legislative, la Commissione utilizzi un linguaggio semplice e chiaro, abbandonando «l'utilizzo di acronimi incomprensibili e l'eccessivo ricorso a inutili considerando».

Il Parlamento accoglie poi con favore la decisione di ridurre del 25%, entro il 2012, gli oneri amministrativi a carico delle piccole e medie imprese (PMI) derivanti dalla legislazione comunitaria. Per i deputati tale obiettivo «dovrebbe sfociare in una legislazione più intelligente, più efficace e maggiormente incentrata sull'utente, riducendo gli oneri inutili che gravano sulle PMI senza abbassare il livello della normativa attuale». Plaude, infine, alla decisione della Commissione di ritirare 68 proposte reputate non conformi agli obiettivi della strategia di Lisbona e ai principi di una migliore regolamentazione. Tuttavia si rammarica del ritiro della proposta di direttiva sullo statuto della mutua europea, chiedendo di adottare entro la fine del 2007 un'iniziativa che consenta l'elaborazione di un siffatto statuto.

 

Data l'importanza del tema e la qualità della relazione, si riporta l'intervento di presentazione della stessa pronunciato dal relatore GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel novembre 2006 la Commissione europea ha adottato un documento di lavoro, una prima relazione sullo stato di avanzamento della strategia per la semplificazione del contesto normativo, anticipata da una comunicazione dell'ottobre 2005. Un fatto importante il quale, come Doorn ha giustamente detto, segue un processo da noi portato avanti per ottenere una semplificazione che è trasparenza, che è un modo di legiferare trasparente e comprensibile.

Il documento di lavoro è stato approvato dalla commissione giuridica la quale ha fatto il punto sui progressi conseguiti nell'attuazione del programma di semplificazione inaugurato, come ho detto, nel 2005. In particolare, si annunciano 43 rifusioni e vorrei dare al Parlamento queste notizie, questi numeri: 12 codificazioni, 8 abrogazioni e 46 altre misure di semplificazione sostanziali, cui vanno aggiunte 500 nuove iniziative legislative contenute in un altro programma modulato specificamente e dedicato alle codificazioni, mentre se ne annunciano già 200 per il 2007.

Vorrei, quindi, a questo punto enunciare alcune riflessioni, che sono la sostanza della mia relazione, naturalmente molto sintetiche, per segnalare al Parlamento una situazione effettiva e concreta nonché la riflessione approfondita complessivamente dalla commissione giuridica nella sua interezza.

Rivolgo tre segnalazioni forti alla Commissione - ritengo importante dire e sottolineare proprio questo - occorre: 1. inserire d'ora in poi sistematicamente le iniziative di semplificazione in un'apposita parte del programma legislativo e di lavoro in modo da individuarle specificamente; 2. indicare nella stessa sede la priorità che essa intende dare alle singole iniziative di semplificazione; 3. evitare la proliferazione di documenti contenenti liste di iniziative di semplificazioni in modo da avere un quadro di riferimento il più preciso possibile.

Ancora una volta, quindi, si impone l'esigenza che la Commissione - lo devo sottolineare di nuovo - sia coerente con se stessa e con le finalità della semplificazione da essa evidenziata e avviata. In particolare va segnalata l'opportunità che la rifusione diventi finalmente la tecnica legislativa ordinaria. Nel complesso sono queste le quattro regolamentazioni - posso dirlo in veste di presidente della commissione di Lévai, di Doorn e di Medina - che fanno complessivamente il punto della situazione e la Commissione non può non essere riflessiva su questi termini.

In questo modo è sempre possibile disporre del testo normativo nella sua interezza, anche in presenza di modifiche puntuali, con la chiara indicazione delle parti nuove e di quelle rimaste invariate. Questo è un canovaccio molto importante per il Parlamento. Il risultato sarebbe quello di una maggiore leggibilità e di una maggiore trasparenza, da tutti invocata, della legislazione comunitaria.

Il documento di lavoro della Commissione propone in definitiva di sfruttare le sintesi iniziali delle proposte da essa formulate per spiegare meglio gli obiettivi perseguiti dalla semplificazione. Tuttavia, l'iniziativa può anche rivelarsi controproducente, mentre una sintesi può essere giustificata per un testo discorsivo come una comunicazione, così non è per un testo normativo, il quale nella sua sintesi iniziale potrebbe trovare anche delle incertezze e quindi su questo bisogna essere molto attenti e molto precisi.

In definitiva, la relazione vuole evidenziare il forte segnale dato dalla modifica del regolamento del Parlamento europeo per quanto riguarda il miglioramento e l'introduzione della procedura prevista per le codificazioni dall'articolo 80 e di una nuova procedura ad hoc per le rifusioni, l'articolo 80 bis. Queste sono le questioni che il Parlamento deve considerare, spero unitariamente e complessivamente senza modifiche, cosicché questo possa diventare un punto importante per l'approvazione di domani dello stesso Parlamento."

 

 

VERSO UN MERCATO UNICO A VANTAGGIO DI CITTADINI E IMPRESE

Doc. A6-0295/2007

 

Risoluzione del Parlamento europeo del 4 settembre 2007 sulla revisione dl mercato unico: superare gli ostacoli e le inefficienze attraverso una migliore attuazione e applicazione (2007/2024(INI))

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 4.9.2007 - Votazione: 4.9.2007

 

Il Parlamento sottolinea l'importanza di una revisione del mercato unico che dimostri ai cittadini i vantaggi che possono trarne. Occorre quindi sviluppare l'innovazione, la concorrenza e la libera circolazione di lavoratori, merci e servizi. Bisogna anche liberalizzare i mercati postali, i trasporti e le telecomunicazioni, integrare il settore finanziario e armonizzare il funzionamento del sistema tributario, lottare contro le contraffazioni e ridurre gli oneri amministrativi delle imprese.

 

Adottando con 534 voti favorevoli, 119 contrari e 27 astensioni la relazione, il Parlamento accoglie positivamente «il ruolo attivo della Commissione, la sua visione lungimirante del mercato unico e il suo lavoro di riesame dello stesso» e auspica che la revisione del mercato unico sia l'occasione per dimostrare ai cittadini europei tutti i vantaggi che essi possono trarre dal suo completamento. In proposito, ritiene che le nuove iniziative politiche dovrebbero poggiare maggiormente su un'analisi dell'impatto sui diversi mercati e settori economici, sull'ambiente e in campo sociale.

Ricorda quindi l'importanza di accrescere la fiducia dei cittadini promuovendo obiettivi sociali e ambientali comuni «nel rispetto della diversità culturale europea». A suo parere, inoltre, la coesione sociale, unita ad un'adeguata tutela dei consumatori, «potrà consentire ai cittadini di rendersi conto meglio dei vantaggi del mercato unico». E' anche evidenziata la necessità di rafforzare l'efficacia del diritto dei consumatori per il mercato unico.

Il Parlamento sottolinea poi l'importanza di incoraggiare la libera circolazione dei lavoratori nell'ambito del mercato unico, ritenendo che ciò favorisce la competitività delle imprese europee e stimola l'innovazione attraverso lo scambio di competenze e una maggiore concorrenza. Occorre inoltre promuovere l'innovazione attraverso il rafforzamento della concorrenza e per creare un contesto favorevole alle imprese, in particolare per le PMI.

Per i deputati, inoltre, un'efficace politica in materia di concorrenza contribuirà a costruire la fiducia dei consumatori, assicurando che i cittadini beneficino di una scelta più ampia, prezzi più bassi e una qualità più elevata. D'altra parte, invitano la Commissione a adottare iniziative «per superare l'incertezza giuridica» concernente lo status dei servizi di interesse generale, in particolare gli aiuti di Stato e le norme relative agli appalti pubblici. Al riguardo, approvano le iniziative volte «a dissipare le ambiguità relative ai settori dei servizi sanitari e sociali di interesse generale nel mercato unico». Anche perché ritengono necessari servizi d'interesse generale «forti e moderni» al fine di conseguire obiettivi di pubblico interesse quali la coesione sociale e  territoriale, la protezione dell'ambiente e la diversità culturale.

Sempre in tema di servizi, il Parlamento ritiene necessario completare la liberalizzazione delle industrie di rete quali i trasporti, le telecomunicazioni, i servizi postali e la trasmissione di energia agevolati da efficaci meccanismi di regolazione. In proposito sottolinea l'importanza di continuare a liberalizzare i mercati postali «assicurando, al contempo, il finanziamento di un servizio universale efficace».

Ma anche di eliminare gli ostacoli alla creazione di una zona unica di pagamento, nonché la necessità di un'ulteriore integrazione finanziaria nell'Unione europea al fine di contribuire ad una crescita sostenibile, in particolare grazie alla riduzione dei costi di transazione e all'ampliamento delle possibilità di condivisione del rischio. D'altra parte, la Commissione è invitata a fugare ogni dubbio in merito a quando si applichino la legislazione o le regolamentazioni del paese d'origine o del paese ospitante e non lasciare lacune nel regime di responsabilità applicabile ai prestatori di servizi.

Per i deputati, inoltre, è necessaria una maggiore armonizzazione del funzionamento del sistema tributario, anche perché ritengono che gli attuali sistemi dell’IVA e delle accise «costituiscano un ostacolo al completamento del mercato unico», in particolare per quanto riguarda il commercio transfrontaliero. La Commissione è quindi invitata ad esaminare i problemi fiscali legati agli ordini personali per corrispondenza e agli acquisti su Internet e a presentare proposte affinché i cittadini europei possano beneficiare pienamente della libera circolazione delle merci.

La libera circolazione delle merci, per i deputati, è infatti fondamentale ai fini dell'efficacia del mercato unico e, in proposito, ricordano che il 25% dei beni fabbricati nell'Unione europea «non sono ancora coperti da misure in materia di armonizzazione». Accolgono pertanto positivamente l'iniziativa della Commissione volta a migliorare il funzionamento del mercato unico in tale campo e invitano gli Stati membri ad «avvalersi pienamente» del riconoscimento reciproco «per assicurare l'esercizio di questa libertà fondamentale nell'interesse dei consumatori e delle imprese».

Nell'accogliere positivamente il Libro verde della Commissione sulla revisione dell'acquis relativo ai consumatori, il Parlamento ricorda che solo il 6% dei consumatori ricorre al commercio elettronico transfrontaliero delle merci. Esorta quindi la Commissione ad assicurare il proprio sostegno ad un quadro idoneo per lo sviluppo del commercio elettronico, a creare un contesto economico più favorevole, a migliorare la qualità della legislazione e a rafforzare i diritti dei consumatori e la posizione delle PMI nei mercati.

La Commissione è poi esortata a adottare una strategia globale in materia di diritti della proprietà intellettuale e a rafforzare ulteriormente la protezione di tali diritti al fine di sostenere l'innovazione, promuovere la capacità industriale dell'Europa e favorirne la crescita. In proposito, i deputati sottolineano l'importanza di istituire un brevetto comunitario e un sistema giurisdizionale di elevata qualità ed efficacia sotto il profilo dei costi. Mettono inoltre in luce l'importanza di lottare contro le frodi e le contraffazioni nel mercato unico.

Il Parlamento chiede che sia rivolta una particolare attenzione alle preoccupazioni delle PMI per quanto riguarda il mercato unico, in particolare mediante miglioramenti in termini di costi e rapidità delle procedure di start-up, disponibilità di capitale di rischio, costi e rapidità dei servizi di pagamento, e mobilità di persone, beni e servizi. Accoglie quindi favorevolmente le iniziative della Commissione volte a ridurre gli oneri amministrativi delle imprese e sollecita ulteriori sforzi per migliorare l'accesso al mercato unico «senza ridurre la protezione necessaria per i cittadini, i consumatori e i lavoratori dipendenti».

I deputati ritengono che affrontare il cambiamento climatico e garantire uno sviluppo sostenibile «siano obiettivi di importanza assoluta», raggiungibili solo con un mix energetico equilibrato. A tale fine è fondamentale una politica del mercato unico che promuova un'energia sostenibile e competitiva. Accolgono quindi positivamente le conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles ma deplorano ciò nondimeno «l'insufficiente accento posto sul potenziale contributo dell'energia nucleare».

I deputati considerano che il deficit in termini di recepimento costituisca uno dei maggiori ostacoli al completamento del mercato unico e che gli Stati membri «siano responsabili di migliorare il recepimento e l'applicazione degli atti legislativi comunitari». Deplorano, inoltre, che taluni Stati membri prendano misure per proteggere il proprio mercato nazionale e, al riguardo, sottolineano l'importanza di conseguire condizioni di concorrenza eque nel mercato unico.

Per quanto riguarda gli aspetti internazionali, infine, il Parlamento prende atto dell'iniziativa della Commissione volta ad avviare una revisione integrale degli strumenti commerciali comunitari di difesa dell'Unione. In proposito, sottolinea che efficienti strumenti commerciali di difesa «sono essenziali per la concorrenza, la crescita e l'occupazione in un'economia mondiale in rapida evoluzione».

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

 

 

LOTTA AL TERRORISMO: PIÙ COLLABORAZIONE IN EUROPA

 

Interrogazione orale - Lotta contro il terrorismo

Procedura: Interrogazione orale - Dibattito: 5.9.2007 - Votazione: 11.10.2007

 

Sulla base di un'interrogazione orale, si è svolto in Aula un ampio dibattito sulla lotta al terrorismo. La Presidenza ha illustrato in dettaglio le azioni realizzate in questo campo, mentre il Vicepresidente Frattini ha annunciato nuove iniziative per questo autunno, sulla sicurezza degli esplosivi e sul monitoraggio di Internet. Molti deputati hanno chiesto un'azione più incisiva dell'Unione europea, sottolineando però l'esigenza di rispettare le libertà fondamentali e i diritti umani.

 

Dichiarazione della Commissione

Franco Frattini ha anzitutto ricordato che la Commissione si è fortemente impegnata a favore dell'applicazione della strategia europea contro il terrorismo, il cui obiettivo è di assicurare l'equilibrio tra il diritto alla sicurezza e gli altri diritti, come quello alla privacy. Ma la minaccia rimane alta e «non vi è margine per abbassare la guardia». Lo dimostrano i tentativi di attentati sventati in Spagna, Italia e Regno Unito e quelli di questi ultimi giorni in Germania e Danimarca. In proposito, peraltro, il Vicepresidente ha sottolineato che la scoperta di questi tentativi rappresenta un successo della strategia UE.

Ha poi annunciato che, quest'autunno, la Commissione presenterà un pacchetto di misure incentrate sulla prevenzione e il perseguimento dei crimini. Si tratta, più in particolare, di un piano d'azione sulla sicurezza degli esplosivi che prevede tra l'altro la creazione di una banca dati di Europol che fungerà da sistema di allerta rapido, ad esempio, in caso di furti di esplosivi. Sarà inoltre avanzata una proposta di modifica della decisione quadro sul terrorismo per tenere conto del ricorso a Internet da parte dei terroristi. Si intende così evitare la diffusione di strategie terroristiche o di istruzioni su come confezionare ordigni, ma anche consentire di perseguire in tutta Europa chi si avvale di Internet a questi fini. Verrà poi proposta una politica europea in materia di registrazione dei nomi dei passeggeri aerei (PNR), che consentirà lo scambio di informazioni tra gli Stati membri. Infine, sarà realizzata una valutazione complessiva delle misure adottate dagli Stati membri nel quadro della strategia europea, con l'obiettivo di rafforzarle e renderle più efficaci.

Ribadendo l'importanza della collaborazione tra gli Stati membri, il Vicepresidente si è detto fiducioso che, nonostante le difficoltà incontrate finora, sarà possibile giungere ad un accordo sulla protezione dei dati entro dicembre. In proposito, ha sottolineato che occorre un quadro giuridico che garantisca i cittadini sul trattamento corretto dei dati. In merito al SITCEN, anche il commissario ha posto in luce che tale organismo non ha nessun ruolo di coordinamento o nelle indagini sugli individui. Su quest'ultimo aspetto, peraltro, ha affermato che tale compito dovrebbe spettare a Europol e a Eurojust.

 

Nel dibattito è intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, la lotta al terrorismo deve rimanere una delle grandi priorità dell'Unione europea. Certamente occorre un'efficace, continua e coordinata azione di prevenzione e di contrasto e ben vengano dunque le proposte formulate dal vicepresidente Frattini in quest'Aula.

Non dobbiamo innanzitutto commettere l'errore di abbassare la guardia quando l'internazionale del terrore colpisce lontano dall'Europa. Purtroppo, la minaccia del fondamentalismo islamico non è diminuita, neanche quando l'attacco viene portato lontano dai nostri confini.

Azione coordinata significa innanzitutto cooperazione all'interno dell'Unione, ma anche un forte collegamento con gli Stati Uniti: rompere i legami con gli Stati Uniti in quest'azione contro il terrorismo rappresenterebbe un gravissimo errore, porterebbe un gravissimo danno alla popolazione intera dell'Unione europea, ma il collegamento deve essere anche con i paesi arabi moderati, anch'essi nel mirino di Al Qaida.

L'Europa deve essere in prima fila in quest'azione di prevenzione e contrasto, facendo però prevalere le azioni sostanziali su quelle burocratiche. Purtroppo, è più facile che ci siano controlli severi su flaconi di deodorante perché non trasportati in busta di plastica regolare piuttosto che su terroristi infiltrati fra immigrati clandestini. Ben venga, dunque, ripeto, un'azione forte della Commissione europea e del Consiglio.

Ma la lotta al terrorismo va condotta anche con iniziative politiche che portino finalmente alla soluzione della crisi israelo-palestinese con la nascita di uno Stato palestinese e la garanzia di sicurezza per quello ebraico e senza però nulla concedere ad organizzazioni fondamentaliste camuffate da forze politiche - mi riferisco ad Hamas e Hezbollah.

Ma nella lotta al terrorismo non va dimenticato che in Europa, accanto al pericolo di quello di matrice islamica, esiste una pericolosa rete di partiti armati, legati a fenomeni politici interni e indipendentisti. Anche su questo fronte, e concludo, l'Europa non deve abbassare la linea di guardia. I fatti di Spagna ci dimostrano che ogniqualvolta si abbassa la guardia o si sceglie la via della trattativa i terroristi tornano all'attacco."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRASPORTI

 

 

ABROGARE LE NORME SUI LIQUIDI A BORDO DEGLI AEREI

Doc. B6-0267/2007

 

Restrizione sul regolamento (CE) n. 1546/2006 della Commissione recante modifica del regolamento (CE) n. 622/2003 che stabilisce talune misure di applicazione delle norme di base comuni sulla sicurezza dell'aviazione (introduzione di liquidi negli aeromobili)

Procedura: Proposta di risoluzione - Dibattito: 12.2.2007 - Votazione: 5.9.2007

 

Il Parlamento chiede alla Commissione di rivedere e - se non vengono presentati ulteriori fatti irrefutabili - di abrogare il regolamento che impone misure restrittive sui liquidi nei bagagli a mano dei passeggeri aerei. Nell'evidenziare la sua applicazione non uniforme in tutti gli aeroporti, teme infatti che i suoi costi siano sproporzionati rispetto all'aumento effettivo della sicurezza. Chiede poi la pubblicazione integrale dei divieti e delle restrizioni.

 

Con 464 voti favorevoli, 158 contrari e 70 astensioni, il Parlamento ha adottato una risoluzione che afferma anzitutto il sostegno a tutte le misure di sicurezza contro i rischi di attacchi terroristici nel settore aereo «che siano concepite realisticamente per ridurre al minimo il rischio e non siano sproporzionate». Sottolinea tuttavia che il controllo dei bagagli a mano attraverso i raggi X «non è in grado di rilevare la presenza di esplosivi liquidi» e chiede alla Commissione e agli Stati membri di intensificare i loro sforzi a sostegno della rice