GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI
LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
14 Settembre 2007
n° 152
Lettera informativa della
Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
____________________________________________________________________________
GRUPPO
PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio
di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni
ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI
E’ ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.
BREVI
DALL'EUROPA
SICUREZZA DEGLI
ALIMENTI: RAFFORZATA LA COOPERAZIONE UE-USA
L’Autorità europea per la
sicurezza alimentare (EFSA) e
“La sicurezza alimentare non
segue i confini nazionali e la catena alimentare è diventata veramente una
catena mondiale. Dobbiamo lavorare con le migliori menti scientifiche del mondo
intero ed estendere la cooperazione scientifica per valutare i rischi che
presentano gli alimenti e tutelare ancora meglio i consumatori” ha
dichiarato Catherine Gestlain-Lanéelle,
direttrice dell’EFSA.
Andrei C. von Ezchenbar,
commissario della US FDA ha aggiunto:”
La cooperazione e il dialogo
informali tra l’EFSA e
L’EFSA ha intenzione di mettere a
punto accordi simili con altre autorità analoghe nel mondo.
DISEGNI E MODELLI
INDUSTRIALI UE PROTETTI UN TUTTO IL MONDO
La Commissione
europea ha adottato il 24 luglio 2007 due regolamenti necessari per dare
effetto all’adesione della CE all’atto di Ginevra riguardante la registrazione
internazionale dei disegni e dei modelli industriali. L’adesione da parte della
CE permetterà alle imprese dell’UE di ottenere, tramite una richiesta unica, la
protezione di un disegno o modello non solo in tutta l’Unione grazie al disegno
o modello comunitario, bensì anche negli altri paesi dell’atto di Ginevra.
Secondo il Commissario europeo al Mercato interno “il nuovo sistema potrebbe
diventare operativo nell’UE per
Il primo
testo modifica il regolamento 2245/2002 relativo alle modalità d’applicazione
del regolamento CE n.6/2002 del Consiglio sui disegni e modelli comunitari. Le
modifiche riguardano le domande di registrazione e di rinnovo, i mezzi di
comunicazione con l’ufficio internazionale e la pubblicità riguardante le
registrazioni internazionali che designano
Il
secondo testo modifica il regolamento 2246/2002 riguardante le imposte da
pagare all’OHMI. Le modifiche vertono sull’amministrazione delle diverse tasse
richieste per le registrazioni internazionali che designano
I testi
dei due regolamenti sono disponibili ai seguenti indirizzi:
http://ec.europa.eu/internal_market/indpropt/docs/design/2007-10577-1-1_en.pdf
http://ec.europa.eu/internal_market/indpropt/docs/design/2007-10577-1-0_en.pdf
INFORMAZIONI SUI
RISCHI PER LA SALUTE UMANA E ANIMALE
Le
informazioni contenute sono divise in tre categorie: patologie, bioterrorismo,
varie (OMS, vaccinazioni, malattie animali). Lo strumento ha dimostrato la sua
utilità durante la comparsa dell’afta epizootica nel Regno Unito. Vedi: http://medusa.jrc.it .
LINEE GUIDA PER LA
RICERCA E L'INNOVAZIONE
La
Commissione europea ha elaborato delle linee guida per le autorità nazionali e
regionali sul modo di combinare i programmi della politica di coesione con il
finanziamento dell’innovazione e della ricerca nell’ambito del settimo programma
quadro di ricerca e del programma quadro per la competitività e l’innovazione.
Il documento invita gli Stati membri e le regioni a svolgere un ruolo di primo
piano utilizzando al meglio i fondi europei messi a disposizione. La
Commissione propone diverse azioni per migliorare l’utilizzo dei finanziamenti
europei:
- una
guida pratica, da pubblicare entro la fine dell’anno, per aiutare gli istituti
di ricerca e le imprese a determinare la fonte di finanziamento più
appropriata;
- il
miglioramento degli scambi di informazione con le autorità nazionali e
regionali, nella prospettiva di un aiuto complementare proveniente da fondi
nazionali, regionali ed europei;
-
incontri regolari tra gli attori della ricerca, dell’innovazione e dello
sviluppo regionale per condividere idee, scambiare le migliori pratiche e
ottenere consigli.
"L’innovazione
può rafforzare lo sviluppo regionale, e un approccio regionale può favorire una
innovazione di qualità", ha dichiarato Danuta Hübner, Commissiaria europea
per la politica regionale. "L’attitudine dei responsabili regionali a
trasformare la conoscenza in crescita avrà un impatto decisivo sull’avvenire.
Dobbiamo operare per favorire questa interazione positiva tra le regioni e la
ricerca".
Le
regioni che vogliono utilizzare il proprio potenziale di ricerca e innovazione
per svilupparsi economicamente, possono usufruire di diversi programmi di
finanziamento:
- gli
strumenti della politica di coesione, in particolare il Fondo europeo di
sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo, che permettono investimenti
nella ricerca e nell’innovazione sulla base di quadri di riferimento nazionali
strategici. Questi investimenti sono attuati mediante programmi operativi
settoriali e regionali e contribuiscono alla realizzazione dell’agenda di
Lisbona;
- il
settimo programma quadro di ricerca, in particolare le azioni per il
rafforzamento delle capacità in certe regioni ("Potenziale di
ricerca") e il finanziamento dei raggruppamenti (cluster) a livello
europeo ("Regioni della conoscenza");
- il
programma quadro per la competitività e l’innovazione, che sostiene le imprese
e l’imprenditorialità.
PREMIO SACHAROV PER LA
LIBERTÀ DI PENSIERO: I CANDIDATI
Dal 1988
il Parlamento europeo assegna il Premio Sacharov per la libertà di pensiero,
riconoscimento per coloro che si sono distinti nella lotta contro l’ingiustizia
e l’oppressione in qualunque parte della terra. Oggi scopriamo chi sono i
candidati per l’edizione 2007. I gruppi politici o una loro coalizione hanno
proposto ieri in una riunione congiunta delle commissioni parlamentari
sviluppo, affari esteri e la sottocommissione per i diritti dell’uomo, i
finalisti di quest’anno. Il 24 settembre verranno selezionati tre finalisti che
si contenderanno il titolo il 25 ottobre, su decisione dei leader dei gruppi
politici. La cerimonia ufficiale di consegna avverrà l’11 dicembre durante la
sessione plenaria. Al vincitore, oltre al premio, andrà una somma di 50.000
euro. Ecco i nomi dei candidati:
Bartolomeo I. Il Patriarca di Costantinopoli è
il difensore della libertà di religione in Turchia e promotore del dialogo
interreligioso. La sua candidatura è stata presentata dal deputato Philip
Claeys a nome del Gruppo ITS.
Zeng Jinyan e Hu Jia: i bambini
di Tiananmen. Zeng
Jinyan è un dissidente politico che usa internet come mezzo di denuncia degli
abusi sui diritti dell’uomo in Cina. Suo marito Hu Jia è un ambientalista e
attivista nella lotta all’AIDS. Le loro candidature sono state presentate dalla
deputata italiana Monica Frassoni e dal deputato Daniel Cohn-Bendit a nome del
Gruppo dei verdi.
Joya Malalai. La deputata afgana continua il
suo lavoro in ambito sociale in difesa dei diritti delle donne al Parlamento.
La sua candidatura è stata presentata dal deputato italiano Vittorio Agnoletto
assieme a Andre Brie e Tobias Pflueger a nome del Gruppo GUE.
Salih Mahmoud Osman. Procuratore e collaboratore
dell’organizzazione sudanese contro la tortura, Osman è il punto di riferimento
per le vittime della guerra civile e dei suoi abusi. Candidatura presentata dal
deputato del Gruppo socialista Josep Borrell Fontelles, dal collega Thierry
Cornillet del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa
(ALDE), da José Ribeiro e Castro del Gruppo del Partito Popolare Europeo, da
Frithjof Schmidt del Gruppo dei Verdi, da Jurgen Schröder del Gruppo del Partito
Popopolare Europo e da altri 177 eurodeputati di vari gruppi politici, così
come da Annemie Neyts-Uyttebroeck e Marco Cappato a nome del Gruppo ALDE.
Anna Politkovskaya. Giornalista russa assassinata lo
scorso ottobre durante le sue investigazioni su presunti abusi dei diritti
dell’uomo e torture in Cecenia. Candidata da Joseph Daul, Presidente del Gruppo
del Partito Popolare Europeo, a nome del Gruppo.
UN WEBSITE PER
PROMUOVERE LO SVILUPPO ECONOMICO LOCALE
Attori
locali in rete è il sito web della Commissione europea dove è possibile
attingere informazioni sulle migliori pratiche nell’ambito dell’occupazione
locale, trovare partners per lo scambio di informazioni, avviare collaborazioni
per lo sviluppo dell’occupazione locale. Il sito intende inoltre fornire gli
strumenti per favorire la collaborazione tra la Commissione europea e gli
attori dello sviluppo economico ed occupazionale locale. Il sito, finanziato
dalla DG per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità della
Commissione europea, è disponibile nelle lingue inglese, francese e tedesco.
Sito
Internet: http://ec.europa.eu/employment_social/local_employment/lla/fo/index.do
L'EUROPA È DEI
GIOVANI?
Poiché
la popolazione europea invecchia rapidamente e la fascia dei lavoratori giovani
si restringe, l’Unione europea deve impegnare le sue risorse sulla generazione
dei giovani. È questo il risultato di uno studio presentato dalla Commissione
europea, secondo il quale i giovani non sempre sono pronti ad assumersi però
questa responsabilità. In Europa 1 giovane su 6 abbandona la scuola troppo
presto e 4,6 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono
disoccupati. Il documento evidenzia la necessità, a livello UE e nazionale, di
investire per tempo e di più nell’istruzione e nella salute della gioventù e di
migliorare la transizione dall’istruzione al lavoro. Dal rapporto si evince
anche che le sfide fronteggiate dai giovani durante la loro crescita sono oggi
più complesse di quelli affrontate dalla generazione dei loro genitori. La
transizione dalla scuola al mondo del lavoro, infatti, è complicata. Metà dei
posti di lavoro odierni richiede qualifiche ad alto livello; altri
presuppongono abilità molto più varie che in passato. Un quarto circa degli
europei più giovani non sono idonei né capaci di accedere al mercato del
lavoro. In molti Stati membri, 1 giovane su 3 è ancora senza lavoro un anno
dopo aver lasciato la scuola. Per la Commissione occorre che le prospettive
d’istruzione e di lavoro siano migliorate. Allo tempo stesso, occorrerà
stimolare le attività di volontariato che si rivelano importanti per
incoraggiare i giovani a sostenere un ruolo attivo nella società. Un recente
sondaggio di Eurobarometro dimostra infatti che il 74% dei giovani crede che il
volontariato sia un buon sistema di farli partecipare alla vita sociale. Per la
Commissione è quindi tempo di investire di più e con maggiore vigore in questa
categoria, non solo in termini finanziari ma anche in termini politici e
sociali, attraverso famiglie, ONG, insegnanti e datori di lavoro.
ADOTTATA LA TERZA
RELAZIONE ANNUALE SU MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE
La
Commissione europea ha adottato la terza relazione annuale su migrazione e
integrazione che analizza le misure prese, a livello UE e nazionale, per
ammettere ed integrare i cittadini di paesi terzi, fornisce una panoramica
degli sviluppi politici e contribuisce a valutare e rafforzare le misure di
integrazione. La relazione contiene informazioni sulla creazione del quadro
normativo UE per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi fino al giugno
2007. Inoltre annuncia l’impegno della Commissione ad elaborare nuove
iniziative per sviluppare tale quadro, esaminando per esempio in che modo la
partecipazione e la cittadinanza possono favorire il processo di integrazione,
e promuovendo la definizione di indicatori ed indici comuni utilizzabili dagli
Stati membri su base volontaria per valutare i risultati della politica di
integrazione. La relazione è in discussione in questi giorni nel corso della
conferenza ad alto livello sull’immigrazione legale, organizzata dalla
presidenza portoghese.
UE: NUOVO IMPULSO A
POLITICA DI VICINATO
L’Unione
europea e i paesi vicini hanno concordato a Bruxelles, nella loro prima
conferenza ad alto livello, di rafforzare le relazioni nei settori chiave
dell’energia, del commercio estero e della sicurezza, registrando però punti di
vista diversi su come sviluppare la politica di vicinato (Pev), a tre anni dal
suo lancio.
I rappresentanti
a livello ministeriale dei 27 paesi dell'UE e dei 16 paesi che rappresentano
"l’anello di amici", dall’Ucraina, al Caucaso ai paesi del nord
Africa, più Libia, Bielorussia e Siria, in qualità di "osservatori",
hanno dato nuovo impulso ad una politica che può contare su 12 miliardi di euro
di programmi economici più altri aiuti in cambio di riforme e sviluppo
democratico. Restano però differenze sostanziali sulla direzione da
privilegiare: puntare di più ai paesi della cintura dell’Est o a quelli
dell’area del sud che, secondo il presidente francese Nicolas Sarzoky, dovrebbe
formare il nucleo dell’Unione mediterranea? E ancora: la Pev va considerata
anticamera per un futuro allargamento dell'UE? Secondo l’Italia, che la
sostiene "con grande determinazione e convinzione", la politica di
vicinato dell'UE deve "comportarsi in modo uguale verso i Paesi dell’est e
del sud".
Il Presidente
della Commissione UE José Manuel Durao Barroso e il ministro degli esteri
portoghese Luis Amado, presidente di turno del Consiglio, hanno suggerito di
rafforzare la politica di vicinato seguendo il criterio della "differenziazione".
D’accordo il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos purchè - ha
precisato - "non rappresenti una discriminazione". Il ministro degli
esteri polacco Anna Fotyga ha insistito sulla necessità di mantenere lo sguardo
ben puntato ad est, evocando anche la possibilità di uno sbocco nella famiglia
europea per "l’Ucraina e probabilmente la Moldovia". Il ministro
britannico agli affari europei, Jim Murphy, ha sponsorizzato l’ipotesi di una
Pev anticamera dell’allargamento. "Per quei paesi che cercano una
prospettiva più ampia, le porte dell'UE devono restare aperta", ha detto.
Nettamente contrario il suo collega tedesco Guenter Gloser, per il quale la
politica di vicinato "è un enorme contributo" alla promozione di
sicurezza e prosperità in Europa, ma "non ha assolutamente nulla a che
fare con una futura prospettiva di ingresso nell'UE". I rappresentanti dei
paesi vicini hanno applaudito l’iniziativa e da questo primo forum (che si
ripeterà con cadenze probabilmente semestrali) hanno lanciato proposte e
suggerimenti per aumentare il libero scambio e rafforzare la cooperazione
energetica. Un settore che potrebbe avvalersi delle risorse dei paesi dell’est
come del sole e del vento di cui sono ricchi i paesi dell’area del sud.
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO -
SESSIONE 03 - 06 SETTEMBRE 2007
ISTITUZIONI
Il Presidente ha ricordato Gaston Thorn e Raymond Barre, scomparsi durante
la pausa estiva, e reso omaggio ad Altiero Spinelli in occasione del centenario
della sua nascita. Ha poi espresso solidarietà alle vittime degli incendi in
Grecia e del terremoto in Perù. Ha anche rivolto un pensiero ai morti in Iraq e
ai rifugiati che cercano salvezza in Europa. Il processo ad Agrigento a 7
pescatori tunisini e i vantaggi fiscali alla Chiesa cattolica sono stati
oggetto di due dichiarazioni in Aula.
Il Presidente
HANS-GERT PÖTTERING ha voluto ricordare i «due
grandi europei» Gaston Thorn e Raymond Barre scomparsi durante la pausa estiva.
Entrambi, ha detto, si sono distinti sia come commissari europei sia come primi
ministri. Il primo è anche stato deputato europeo dal 1959 al 1969. Nel corso
della loro vita, ha aggiunto, si sono impegnati a favore della causa per
l'integrazione europea e hanno contribuito concretamente a questo processo, «in
tempi in cui le condizioni erano spesso difficili».
Il Presidente ha poi reso omaggio ad Altiero
Spinelli, cui ricorreva il centenario della nascita in questi giorni.
Definendolo uno degli architetti delle odierne istituzioni europee, ha
ricordato che, nel corso dei dieci anni in cui è stato membro del Parlamento
europeo, Spinelli ha svolto un ruolo fondamentale nel processo di riforma
dell'Unione. Il suo progetto di trattato, redatto quando era presidente della
commissione per gli affari costituzionali e approvato dal Parlamento a larga
maggioranza nel 1984, è stato alla base di numerosi cambiamenti introdotti dai
successivi trattati, compreso l'ampliamento dei poteri legislativi del
Parlamento europeo.
Pöttering ha poi voluto esprimere la solidarietà
del Parlamento a tutte le vittime delle catastrofi naturali avvenute questa
estate, come le inondazioni nel Regno Unito, la siccità nel Mediterraneo o gli
incendi in Grecia che hanno causato la morte di 60 persone. Ha quindi reso
omaggio alle vittime del terremoto in Perù e della violenza «senza senso» in
Iraq, ed ha rivolto un pensiero ai rifugiati che cercano la salvezza in Europa
affrontando «viaggi della morte».
Ha quindi invitato l'Aula a osservare un minuto di
silenzio.
FISCO-UE: L'ATTACCO
DEI RADICALI ALLA CHIESA CATTOLICA
Nella conferenza stampa
titolata "Kroes e Radicali contro la Chiesa italiana: ingerenze della
Commissione europea e responsabilità del governo italiano", tenutasi in
risposta alle dichiarazioni fatte in Aula da Marco Cappato sui persunti
"vantaggi fiscali alla Chiesa Cattolica", alcuni rappresentanti
autorevoli degli eurodeputati della Cdl hanno accusato, a Strasburgo, il
commissario UE alla concorrenza, Neelie Kroes, di voler agire contro le
esenzioni fiscali alla Chiesa Cattolica in Italia in base a denunce definite
"pretestuose e strumentali"; ma l'azione della Commissione, hanno
puntualizzato, è stata resa possibile solo grazie alla "sponda
attiva" offerta a Bruxelles, secondo loro, dal governo Prodi e in
particolare dalla Presidenza del Consiglio. Al governo di centrosinistra gli
europarlamentari dell'opposizione rimproverano, fra l'altro, di non aver
consultato la Conferenza episcopale italiana (Cei) per cercare di concordare
una riposta ai rilievi di Bruxelles. Una consultazione, hanno precisato, che
non è vincolante ma che è sempre stata effettuata negli altri casi in cui erano
entrate nel mirino dell'Antitrust comunitario importanti soggetti nazionali
"come Fiat, Telecom, Mediaset o anche la
Regione Lombardia", ha ricordato MARIO
MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo. Lo stesso Mauro ha
sottolineato la coincidenza temporale per cui la prima delle due richieste di
informazioni da parte della Commissione al governo italiano è stata inviata
solo nel maggio 2006, poco dopo la vittoria elettorale del centro sinistra,
nonostante il fatto che i radicali avessero sollevato la questione già da tre
anni: "Perché la Commissione non se li è filati prima? perché
evidentemente ha trovato una sponda attiva nel nuovo governo Prodi", e in
particolare "nella Presidenza del Consiglio", a cui spetta il compito
di rispondere a Bruxelles, ha detto Mauro.
A definire "pretestuose, strumentali e
infondate" le motivazioni delle denunce radicali all'origine
dell'iniziativa della Kroes è stato GIUSEPPE
GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica, secondo il quale
l'Esecutivo UE ha "responsabilità molto gravi" per avervi dato
seguito. "Questa è un'aggressione alla Chiesa da parte del laicismo, e
dimostra quanto sia lontana l'UE dalla realtà, quando immagina che sia
possibile una concorrenza fra la mensa dei poveri e il ristorante di lusso",
ha osservato Gargani, auspicando con il collega Mauro che possa esservi un
dibattito in Aula con la Commissione su questa vicenda.
ANTONIO
TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del
PPE/DE ha puntualizzato, da parte
sua, che l'iniziativa della Commissione "è stata sollecitata da
rappresentanti di partiti della maggioranza, ricordando che a essere preso di
mira è un provvedimento preso a suo tempo da un governo di centrosinistra con
Giuliano Amato e poi confermato da Berlusconi. Per Tajani, Kroes non ha
compreso il riconoscimento che viene dato così a tutte le iniziative no-profit,
che rendono servizi in sostituzione dello Stato. Ma un'interferenza in questo
campo da parte di Bruxelles, sarebbe "una violazione del principio di
sussidiarietà" ha concluso il capodelegazione di Fi, il quale ha aggiunto
come "le parole del Presidente del Parlamento europeo Poettering in difesa
del principio di sussidiarietà rappresentano un monito a coloro che cercano di
utilizzare l'Europa per modesti fini di politica interna. Ne prenda atto chi ha
cercato di colpire la Chiesa cattolica e le sue iniziative sociali attraverso
pretestuosi attacchi in materia fiscale"
PER IL PRESIDENTE PORTOGHESE LA SOLIDARIETÀ
È ALLA BASE DELL'INTEGRAZIONE EUROPEA
Seduta solenne - Allocuzione di Aníbal António Cavaco Silva, Presidente
della Repubblica portoghese - 3.9.2007
Il Parlamento ha accolto in seduta solenne il Presidente del Portogallo,
paese che avrà la Presidenza dell'Unione fino al prossimo dicembre e che
guiderà il Vertice che dovrà adottare la riforma dei trattati. Il Presidente ha
sottolineato il valore del principio della solidarietà come condizione sine qua
non della costruzione europea. Aprendo a soluzioni innovative per quanto riguarda
la protezione sociale, ha definito inaccettabile una crescita economica basata
sulla distruzione sociale.
Aníbal António Cavaco Silva,
Presidente della Repubblica portoghese, ha anzitutto sottolineato il ruolo
decisivo svolto dal Parlamento nel processo di integrazione europea, in
particolare nella costruzione del mercato unico e nella riforma dei trattati.
Ha poi aggiunto che, a suo parere, è giunta l'ora di concentrarsi su cosa è
realmente essenziale per rendere l'Europa più forte e coesa. Ricordando che una
delle priorità della Presidenza portoghese è di finalizzare la riforma del
Trattato sulla base del compromesso raggiunto dal Consiglio europeo di giugno,
ha rivolto un appello affinché i necessari sforzi siano profusi al fine di
giungere a questa riforma entro la fine dell'anno.
Chiuso il capitolo istituzionale, ha poi aggiunto,
l'Unione europea dovrà affrontare «le sfide che preoccupano i cittadini»:
crescita economica, occupazione, sicurezza, ambiente, energia e
globalizzazione. In tale contesto, il Presidente ha sottolineato il valore
della solidarietà come un pilastro fondamentale dell'integrazione europea. A
suo parere in fatti, la solidarietà, combinata con la sussidiarietà, «è una
condizione sine qua non per il futuro
della costruzione europea». Una solidarietà che deve essere tangibile e
espressa con azioni comuni e politiche, non solo retorica o "à la
carte".
Il Presidente ha poi affrontato il tema della
povertà e dell'esclusione sociale, che è uno degli obiettivi dell'Unione
europea. Questa sfida, a suo parere, deve essere vinta grazie a soluzioni
flessibili e innovative, anche perché la situazione in Europa è molto seria. Si
è quindi chiesto se «le tradizionali
politiche di protezione sociale non abbiano raggiunto i limiti della loro efficacia».
Pur riconoscendo loro l'importante ruolo svolto a seguito della seconda guerra
mondiale, ha sottolineato che per difendere il modello sociale occorre
adattarlo alle nuove sfide e al nuovo contesto mondiale.
Sostenendo poi che non vi è progresso sociale senza
crescita economica, il Presidente ha però ammonito che sarebbe insostenibile e
inaccettabile che quest'ultima fosse basata sulla distruzione sociale. A suo
parere, peraltro, la migliore protezione contro la povertà e l'esclusione
sociale è quella di agevolare la partecipazione dei cittadini al mercato del
lavoro, anche attraverso il miglioramento dell'istruzione e della formazione.
La solidarietà deve anche essere rivolta all'esterno delle frontiere europee e,
in proposito, il Presidente ha voluto attirare l'attenzione sul Continente
africano. E' giunto il momento, ha detto, «di parlare con l'Africa invece di
parlare semplicemente dell'Africa e dei suoi problemi».
Ha poi sottolineato l'importanza dell'energia e
dell'ambiente, come nuove forze trainanti dell'integrazione europea. E, anche
in questo campo, occorre dimostrare la propria solidarietà. Ha infine affermato
che, per la sostenibilità del processo d'integrazione, è «cruciale» garantire
le condizioni affinché l'Europa sia un attore centrale e influente nel mondo.
UNA
NORMATIVA EUROPEA PIÙ SEMPLICE E COMPRENSIBILE
- Doc. A6-0271/2007 - Relazione di Giuseppe
Gargani (PPE/DE, IT) sulla
Strategia per la semplificazione del contesto normativo
- Doc. A6-0273/2007 - Relazione su
"Legiferare meglio nell'Unione europea"
- Doc. A6-0280/2007 - Relazione su
"Legiferare meglio 2005": applicazione dei principi di sussidiarietà
e proporzionalità - 13a relazione annuale
- Doc. A6-0259 - Relazione sulle
implicazioni istituzionali e giuridiche dell'impiego di strumenti normativi non
vincolanti
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 3.9.2007 -
Votazione: 4.9.2007
Appoggiando le iniziative volte a semplificare la legislazione UE, il
Parlamento chiede un più ampio ricorso alla rifusione dei testi ed a un linguaggio
più chiaro per rendere la legislazione europea più comprensibile. Nel
sollecitare la consultazione delle parti interessate e il potenziamento delle
analisi settoriali, ritiene valido ricorrere a forme di autoregolamentazione e
auspica la riduzione degli oneri amministrativi che gravano sulle PMI.
Approvando la relazione d'iniziativa di Giuseppe Gargani (PPE/DE, IT), il
Parlamento europeo ricorda anzitutto che la semplificazione del contesto
legislativo a garanzia della chiarezza, dell'efficacia e della qualità della
legislazione «è una condizione imprescindibile in vista del conseguimento
dell'obiettivo di "Legiferare meglio"», che costituisce a sua volta
un’azione prioritaria dell'Unione europea finalizzata ad assicurare alti
livelli di crescita e di occupazione.
Nel rallegrarsi quindi che, per la prima volta, le
iniziative sulla semplificazione siano state inserite nel programma legislativo
e di lavoro della Commissione per il 2007, i deputati esortano la Commissione
ad accordare maggiore importanza all'attuazione, all'applicazione e alla
valutazione della legislazione comunitaria, «quale parte essenziale del
processo verso una migliore regolamentazione».
La relazione suggerisce poi che il Parlamento, la
Commissione e il Consiglio concludano un accordo
interistituzionale su un metodo di lavoro accelerato ai fini della
semplificazione delle misure nel loro complesso. Invita inoltre la Commissione
ad impegnarsi affinché il processo di semplificazione, e in generale di
miglioramento della qualità della legislazione, «non sia compromesso a livello
nazionale da norme interne o da ostacoli di natura tecnica».
I deputati propongono inoltre alla Commissione di
adottare la rifusione come tecnica
legislativa ordinaria al fine di permettere di disporre, per ciascuna
iniziativa, del testo nella sua interezza anche in presenza di modifiche
puntuali, con la chiara indicazione delle parti nuove e di quelle rimaste
invariate, «consentendo così una maggiore leggibilità e una maggiore
trasparenza della legislazione comunitaria». Laddove la rifusione non sia
possibile, la codificazione dell'ambito legislativo interessato dovrebbe
costituire la tecnica legislativa ordinaria in un termine di sei mesi.
A tale proposito, il Parlamento accoglie inoltre
con favore gli sforzi della Commissione diretti ad intensificare l'attività di codificazione dell'acquis comunitario come forma primaria e basilare di
semplificazione del contesto normativo. Invita tuttavia la Commissione a fare
fronte al più presto alle difficoltà legate alla traduzione e ad evitare che la
presentazione di nuove proposte legislative abbia un impatto negativo sulle
iniziative di codificazione, «nocendo all'intero processo di semplificazione».
Insiste inoltre affinché la Commissione si astenga dal proporre progetti di
codificazione nelle medesime materie per le quali intende avanzare proposte
legislative di merito.
Nell'invitare poi la Commissione ad insistere sulla
via della consultazione delle parti
interessate, per esempio estendendola ad altri settori, il Parlamento la
incoraggia a potenziare le analisi settoriali e la misurazione degli oneri
amministrativi generati dalla legislazione comunitaria in vigore. Per i
deputati, d'altra parte, valutazioni di impatto regolari e complete «rivestono
un ruolo fondamentale nel processo di semplificazione» e, pertanto, Consiglio e
Parlamento dovrebbero tenerne conto al momento della presentazione di
emendamenti.
Ribadendo, infine, che gli strumenti legislativi
tradizionali devono continuare ad essere normalmente utilizzati per raggiungere
gli obiettivi fissati dal Trattato, il Parlamento ritiene che la coregolamentazione e
l'autoregolamentazione «possano utilmente integrare o sostituire le misure
legislative, allorché tali metodi forniscono migliorie di portata equivalente o
superiore a quelle che la legislazione permette di realizzare». A patto però
che la Commissione definisca le condizioni e i limiti che le parti devono
osservare nell’esercizio di tali pratiche e che queste ultime siano soggette al
suo controllo.
La seconda relazione appoggia vivamente il processo
di miglioramento della normativa «al fine di rafforzare l'efficacia,
l'efficienza, la coerenza, la controllabilità e la trasparenza del diritto
dell'Unione europea». La semplificazione, per i deputati, deve anche operarsi
nell'interazione fra la Commissione e i cittadini, ad esempio per quanto
riguarda gli appalti, i servizi finanziari, i programmi di ricerca, le norme
sugli aiuti di Stato e le domande di sovvenzioni. D'altra parte insistono sulla
necessità che, nel presentare proposte legislative, la Commissione utilizzi un linguaggio semplice e chiaro,
abbandonando «l'utilizzo di acronimi incomprensibili e l'eccessivo ricorso a
inutili considerando».
Il Parlamento accoglie poi con favore la decisione
di ridurre del 25%, entro il 2012, gli
oneri amministrativi a carico delle piccole e medie imprese (PMI) derivanti
dalla legislazione comunitaria. Per i deputati tale obiettivo «dovrebbe
sfociare in una legislazione più intelligente, più efficace e maggiormente
incentrata sull'utente, riducendo gli oneri inutili che gravano sulle PMI senza
abbassare il livello della normativa attuale». Plaude, infine, alla decisione
della Commissione di ritirare 68 proposte reputate non conformi agli obiettivi
della strategia di Lisbona e ai principi di una migliore regolamentazione.
Tuttavia si rammarica del ritiro della proposta di direttiva sullo statuto della mutua europea, chiedendo
di adottare entro la fine del 2007 un'iniziativa che consenta l'elaborazione di
un siffatto statuto.
Data l'importanza del
tema e la qualità della relazione, si riporta l'intervento di presentazione
della stessa pronunciato dal relatore GIUSEPPE
GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, nel novembre 2006 la Commissione europea ha
adottato un documento di lavoro, una prima relazione sullo stato di avanzamento
della strategia per la semplificazione del contesto normativo, anticipata da
una comunicazione dell'ottobre 2005. Un fatto importante il quale, come Doorn
ha giustamente detto, segue un processo da noi portato avanti per ottenere una
semplificazione che è trasparenza, che è un modo di legiferare trasparente e
comprensibile.
Il documento di lavoro è stato approvato dalla
commissione giuridica la quale ha fatto il punto sui progressi conseguiti
nell'attuazione del programma di semplificazione inaugurato, come ho detto, nel
2005. In particolare, si annunciano 43 rifusioni e vorrei dare al Parlamento
queste notizie, questi numeri: 12 codificazioni, 8 abrogazioni e 46 altre
misure di semplificazione sostanziali, cui vanno aggiunte 500 nuove iniziative
legislative contenute in un altro programma modulato specificamente e dedicato
alle codificazioni, mentre se ne annunciano già 200 per il 2007.
Vorrei, quindi, a questo punto enunciare alcune
riflessioni, che sono la sostanza della mia relazione, naturalmente molto
sintetiche, per segnalare al Parlamento una situazione effettiva e concreta
nonché la riflessione approfondita complessivamente dalla commissione giuridica
nella sua interezza.
Rivolgo tre segnalazioni forti alla Commissione -
ritengo importante dire e sottolineare proprio questo - occorre: 1. inserire
d'ora in poi sistematicamente le iniziative di semplificazione in un'apposita
parte del programma legislativo e di lavoro in modo da individuarle
specificamente; 2. indicare nella stessa sede la priorità che essa intende dare
alle singole iniziative di semplificazione; 3. evitare la proliferazione di
documenti contenenti liste di iniziative di semplificazioni in modo da avere un
quadro di riferimento il più preciso possibile.
Ancora una volta, quindi, si impone l'esigenza che
la Commissione - lo devo sottolineare di nuovo - sia coerente con se stessa e
con le finalità della semplificazione da essa evidenziata e avviata. In
particolare va segnalata l'opportunità che la rifusione diventi finalmente la
tecnica legislativa ordinaria. Nel complesso sono queste le quattro
regolamentazioni - posso dirlo in veste di presidente della commissione di
Lévai, di Doorn e di Medina - che fanno complessivamente il punto della
situazione e la Commissione non può non essere riflessiva su questi termini.
In questo modo è sempre possibile disporre del
testo normativo nella sua interezza, anche in presenza di modifiche puntuali,
con la chiara indicazione delle parti nuove e di quelle rimaste invariate.
Questo è un canovaccio molto importante per il Parlamento. Il risultato sarebbe
quello di una maggiore leggibilità e di una maggiore trasparenza, da tutti
invocata, della legislazione comunitaria.
Il documento di lavoro della Commissione propone
in definitiva di sfruttare le sintesi iniziali delle proposte da essa formulate
per spiegare meglio gli obiettivi perseguiti dalla semplificazione. Tuttavia,
l'iniziativa può anche rivelarsi controproducente, mentre una sintesi può
essere giustificata per un testo discorsivo come una comunicazione, così non è
per un testo normativo, il quale nella sua sintesi iniziale potrebbe trovare
anche delle incertezze e quindi su questo bisogna essere molto attenti e molto
precisi.
In definitiva, la relazione vuole evidenziare il
forte segnale dato dalla modifica del regolamento del Parlamento europeo per
quanto riguarda il miglioramento e l'introduzione della procedura
prevista per le codificazioni dall'articolo 80 e di una nuova
procedura ad hoc per le
rifusioni, l'articolo 80 bis. Queste sono le questioni che il Parlamento deve
considerare, spero unitariamente e complessivamente senza modifiche, cosicché
questo possa diventare un punto importante per l'approvazione di domani dello
stesso Parlamento."
VERSO UN
MERCATO UNICO A VANTAGGIO DI CITTADINI E IMPRESE
Doc. A6-0295/2007
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 settembre
2007 sulla revisione dl mercato unico: superare gli ostacoli e le inefficienze
attraverso una migliore attuazione e applicazione (2007/2024(INI))
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 4.9.2007 -
Votazione: 4.9.2007
Adottando con 534 voti favorevoli, 119 contrari e
27 astensioni la relazione, il Parlamento accoglie positivamente «il ruolo attivo
della Commissione, la sua visione lungimirante del mercato unico e il suo
lavoro di riesame dello stesso» e auspica che la revisione del mercato unico
sia l'occasione per dimostrare ai cittadini europei tutti i vantaggi che essi
possono trarre dal suo completamento. In proposito, ritiene che le nuove
iniziative politiche dovrebbero poggiare maggiormente su un'analisi
dell'impatto sui diversi mercati e settori economici, sull'ambiente e in campo
sociale.
Ricorda quindi l'importanza di accrescere la fiducia dei cittadini promuovendo obiettivi sociali e
ambientali comuni «nel rispetto della diversità culturale europea». A suo
parere, inoltre, la coesione sociale, unita ad un'adeguata tutela dei
consumatori, «potrà consentire ai cittadini di rendersi conto meglio dei
vantaggi del mercato unico». E' anche evidenziata la necessità di rafforzare l'efficacia del diritto dei consumatori per il
mercato unico.
Il Parlamento sottolinea poi l'importanza di incoraggiare la libera circolazione dei
lavoratori nell'ambito del mercato unico, ritenendo che ciò favorisce la
competitività delle imprese europee e stimola l'innovazione attraverso lo
scambio di competenze e una maggiore concorrenza. Occorre inoltre promuovere
l'innovazione attraverso il rafforzamento della concorrenza e per creare un
contesto favorevole alle imprese, in particolare per le PMI.
Per i deputati, inoltre, un'efficace politica in
materia di concorrenza contribuirà a costruire la fiducia dei consumatori,
assicurando che i cittadini beneficino di una scelta più ampia, prezzi più
bassi e una qualità più elevata. D'altra parte, invitano la Commissione a
adottare iniziative «per superare l'incertezza giuridica» concernente lo status
dei servizi di interesse generale,
in particolare gli aiuti di Stato e le norme relative agli appalti pubblici. Al
riguardo, approvano le iniziative volte «a dissipare le ambiguità relative ai
settori dei servizi sanitari e sociali di interesse generale nel mercato
unico». Anche perché ritengono necessari servizi d'interesse generale «forti e
moderni» al fine di conseguire obiettivi di pubblico interesse quali la
coesione sociale e territoriale, la
protezione dell'ambiente e la diversità culturale.
Sempre in tema di servizi, il Parlamento ritiene
necessario completare la liberalizzazione delle industrie di rete quali i
trasporti, le telecomunicazioni, i servizi postali e la trasmissione di energia
agevolati da efficaci meccanismi di regolazione. In proposito sottolinea
l'importanza di continuare a
liberalizzare i mercati postali «assicurando, al contempo, il finanziamento
di un servizio universale efficace».
Ma anche di eliminare gli ostacoli alla creazione
di una zona unica di pagamento, nonché la necessità di un'ulteriore integrazione finanziaria nell'Unione
europea al fine di contribuire ad una crescita sostenibile, in particolare
grazie alla riduzione dei costi di transazione e all'ampliamento delle
possibilità di condivisione del rischio. D'altra parte, la Commissione è
invitata a fugare ogni dubbio in merito a quando si applichino la legislazione
o le regolamentazioni del paese d'origine o del paese ospitante e non lasciare
lacune nel regime di responsabilità applicabile ai prestatori di servizi.
Per i deputati, inoltre, è necessaria una maggiore
armonizzazione del funzionamento del sistema tributario, anche perché ritengono
che gli attuali sistemi dell’IVA e delle
accise «costituiscano un ostacolo al completamento del mercato unico», in
particolare per quanto riguarda il commercio transfrontaliero. La Commissione è
quindi invitata ad esaminare i problemi fiscali legati agli ordini personali
per corrispondenza e agli acquisti su Internet e a presentare proposte affinché
i cittadini europei possano beneficiare pienamente della libera circolazione
delle merci.
La libera
circolazione delle merci, per i deputati, è infatti fondamentale ai fini
dell'efficacia del mercato unico e, in proposito, ricordano che il 25% dei beni
fabbricati nell'Unione europea «non sono ancora coperti da misure in materia di
armonizzazione». Accolgono pertanto positivamente l'iniziativa della
Commissione volta a migliorare il funzionamento del mercato unico in tale campo
e invitano gli Stati membri ad «avvalersi pienamente» del riconoscimento
reciproco «per assicurare l'esercizio di questa libertà fondamentale
nell'interesse dei consumatori e delle imprese».
Nell'accogliere positivamente il Libro verde della
Commissione sulla revisione dell'acquis relativo ai consumatori, il Parlamento
ricorda che solo il 6% dei consumatori ricorre al commercio elettronico
transfrontaliero delle merci. Esorta quindi la Commissione ad assicurare il
proprio sostegno ad un quadro idoneo per lo sviluppo del commercio elettronico, a creare un contesto economico più
favorevole, a migliorare la qualità della legislazione e a rafforzare i diritti
dei consumatori e la posizione delle PMI nei mercati.
La Commissione è poi esortata a adottare una
strategia globale in materia di diritti
della proprietà intellettuale e a rafforzare ulteriormente la protezione di
tali diritti al fine di sostenere l'innovazione, promuovere la capacità
industriale dell'Europa e favorirne la crescita. In proposito, i deputati
sottolineano l'importanza di istituire un brevetto comunitario e un sistema
giurisdizionale di elevata qualità ed efficacia sotto il profilo dei costi.
Mettono inoltre in luce l'importanza di lottare contro le frodi e le contraffazioni nel mercato unico.
Il Parlamento chiede che sia rivolta una
particolare attenzione alle preoccupazioni delle PMI per quanto riguarda il
mercato unico, in particolare mediante miglioramenti in termini di costi e
rapidità delle procedure di start-up, disponibilità di capitale di rischio,
costi e rapidità dei servizi di pagamento, e mobilità di persone, beni e
servizi. Accoglie quindi favorevolmente le iniziative della Commissione volte a
ridurre gli oneri amministrativi delle
imprese e sollecita ulteriori sforzi per migliorare l'accesso al mercato
unico «senza ridurre la protezione necessaria per i cittadini, i consumatori e
i lavoratori dipendenti».
I deputati ritengono che affrontare il cambiamento
climatico e garantire uno sviluppo sostenibile «siano obiettivi di importanza
assoluta», raggiungibili solo con un mix energetico equilibrato. A tale fine è
fondamentale una politica del mercato unico che promuova un'energia sostenibile
e competitiva. Accolgono quindi positivamente le conclusioni del Consiglio
europeo di Bruxelles ma deplorano ciò nondimeno «l'insufficiente accento posto
sul potenziale contributo dell'energia
nucleare».
I deputati considerano che il deficit in termini di recepimento costituisca uno dei maggiori
ostacoli al completamento del mercato unico e che gli Stati membri «siano
responsabili di migliorare il recepimento e l'applicazione degli atti
legislativi comunitari». Deplorano, inoltre, che taluni Stati membri prendano
misure per proteggere il proprio mercato
nazionale e, al riguardo, sottolineano l'importanza di conseguire
condizioni di concorrenza eque nel mercato unico.
Per quanto riguarda gli aspetti internazionali,
infine, il Parlamento prende atto dell'iniziativa della Commissione volta ad
avviare una revisione integrale degli strumenti
commerciali comunitari di difesa dell'Unione. In proposito, sottolinea che
efficienti strumenti commerciali di difesa «sono essenziali per la concorrenza,
la crescita e l'occupazione in un'economia mondiale in rapida evoluzione».
RELAZIONI ESTERNE
LOTTA AL
TERRORISMO: PIÙ COLLABORAZIONE IN EUROPA
Interrogazione orale - Lotta contro il terrorismo
Procedura: Interrogazione orale - Dibattito: 5.9.2007 - Votazione:
11.10.2007
Sulla base di un'interrogazione orale, si è svolto in Aula un ampio
dibattito sulla lotta al terrorismo. La Presidenza ha illustrato in dettaglio
le azioni realizzate in questo campo, mentre il Vicepresidente Frattini ha
annunciato nuove iniziative per questo autunno, sulla sicurezza degli esplosivi
e sul monitoraggio di Internet. Molti deputati hanno chiesto un'azione più
incisiva dell'Unione europea, sottolineando però l'esigenza di rispettare le
libertà fondamentali e i diritti umani.
Dichiarazione della Commissione
Franco Frattini ha
anzitutto ricordato che la Commissione si è fortemente impegnata a favore
dell'applicazione della strategia europea contro il terrorismo, il cui
obiettivo è di assicurare l'equilibrio tra il diritto alla sicurezza e gli
altri diritti, come quello alla privacy. Ma la minaccia rimane alta e «non vi è
margine per abbassare la guardia». Lo dimostrano i tentativi di attentati
sventati in Spagna, Italia e Regno Unito e quelli di questi ultimi giorni in Germania
e Danimarca. In proposito, peraltro, il Vicepresidente ha sottolineato che la
scoperta di questi tentativi rappresenta un successo della strategia UE.
Ha poi annunciato che, quest'autunno, la
Commissione presenterà un pacchetto di misure incentrate sulla prevenzione e il
perseguimento dei crimini. Si tratta, più in particolare, di un piano d'azione
sulla sicurezza degli esplosivi che prevede tra l'altro la creazione di una
banca dati di Europol che fungerà da sistema di allerta rapido, ad esempio, in
caso di furti di esplosivi. Sarà inoltre avanzata una proposta di modifica
della decisione quadro sul terrorismo per tenere conto del ricorso a Internet
da parte dei terroristi. Si intende così evitare la diffusione di strategie
terroristiche o di istruzioni su come confezionare ordigni, ma anche consentire
di perseguire in tutta Europa chi si avvale di Internet a questi fini. Verrà
poi proposta una politica europea in materia di registrazione dei nomi dei
passeggeri aerei (PNR), che consentirà lo scambio di informazioni tra gli Stati
membri. Infine, sarà realizzata una valutazione complessiva delle misure
adottate dagli Stati membri nel quadro della strategia europea, con l'obiettivo
di rafforzarle e renderle più efficaci.
Ribadendo l'importanza della collaborazione tra gli
Stati membri, il Vicepresidente si è detto fiducioso che, nonostante le
difficoltà incontrate finora, sarà possibile giungere ad un accordo sulla
protezione dei dati entro dicembre. In proposito, ha sottolineato che occorre
un quadro giuridico che garantisca i cittadini sul trattamento corretto dei
dati. In merito al SITCEN, anche il commissario ha posto in luce che tale
organismo non ha nessun ruolo di coordinamento o nelle indagini sugli
individui. Su quest'ultimo aspetto, peraltro, ha affermato che tale compito
dovrebbe spettare a Europol e a Eurojust.
Nel dibattito è
intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente
della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la lotta al terrorismo deve rimanere una delle
grandi priorità dell'Unione europea. Certamente occorre un'efficace, continua e
coordinata azione di prevenzione e di contrasto e ben vengano dunque le
proposte formulate dal vicepresidente Frattini in quest'Aula.
Non dobbiamo innanzitutto commettere l'errore di
abbassare la guardia quando l'internazionale del terrore colpisce lontano
dall'Europa. Purtroppo, la minaccia del fondamentalismo islamico non è
diminuita, neanche quando l'attacco viene portato lontano dai nostri confini.
Azione coordinata significa innanzitutto
cooperazione all'interno dell'Unione, ma anche un forte collegamento con gli
Stati Uniti: rompere i legami con gli Stati Uniti in quest'azione contro il
terrorismo rappresenterebbe un gravissimo errore, porterebbe un gravissimo
danno alla popolazione intera dell'Unione europea, ma il collegamento deve
essere anche con i paesi arabi moderati, anch'essi nel mirino di Al Qaida.
L'Europa deve essere in prima fila in quest'azione
di prevenzione e contrasto, facendo però prevalere le azioni sostanziali su
quelle burocratiche. Purtroppo, è più facile che ci siano controlli severi su
flaconi di deodorante perché non trasportati in busta di plastica regolare
piuttosto che su terroristi infiltrati fra immigrati clandestini. Ben venga,
dunque, ripeto, un'azione forte della Commissione europea e del Consiglio.
Ma la lotta al terrorismo va condotta anche con
iniziative politiche che portino finalmente alla soluzione della crisi
israelo-palestinese con la nascita di uno Stato palestinese e la garanzia di
sicurezza per quello ebraico e senza però nulla concedere ad organizzazioni
fondamentaliste camuffate da forze politiche - mi riferisco ad Hamas e
Hezbollah.
Ma nella lotta al terrorismo non va dimenticato
che in Europa, accanto al pericolo di quello di matrice islamica, esiste una
pericolosa rete di partiti armati, legati a fenomeni politici interni e
indipendentisti. Anche su questo fronte, e concludo, l'Europa non deve
abbassare la linea di guardia. I fatti di Spagna ci dimostrano che
ogniqualvolta si abbassa la guardia o si sceglie la via della trattativa i
terroristi tornano all'attacco."
TRASPORTI
ABROGARE
LE NORME SUI LIQUIDI A BORDO DEGLI AEREI
Doc. B6-0267/2007
Restrizione sul regolamento (CE) n. 1546/2006 della Commissione recante
modifica del regolamento (CE) n. 622/2003 che stabilisce talune misure di
applicazione delle norme di base comuni sulla sicurezza dell'aviazione
(introduzione di liquidi negli aeromobili)
Procedura: Proposta di risoluzione - Dibattito:
12.2.2007 - Votazione: 5.9.2007
Il Parlamento chiede alla Commissione di rivedere e - se non vengono
presentati ulteriori fatti irrefutabili - di abrogare il regolamento che impone
misure restrittive sui liquidi nei bagagli a mano dei passeggeri aerei. Nell'evidenziare
la sua applicazione non uniforme in tutti gli aeroporti, teme infatti che i
suoi costi siano sproporzionati rispetto all'aumento effettivo della sicurezza.
Chiede poi la pubblicazione integrale dei divieti e delle restrizioni.
Con 464 voti favorevoli, 158 contrari e 70
astensioni, il Parlamento ha adottato una risoluzione che afferma anzitutto il
sostegno a tutte le misure di sicurezza contro i rischi di attacchi
terroristici nel settore aereo «che siano concepite realisticamente per ridurre
al minimo il rischio e non siano sproporzionate». Sottolinea tuttavia che il
controllo dei bagagli a mano attraverso i raggi X «non è in grado di rilevare
la presenza di esplosivi liquidi» e chiede alla Commissione e agli Stati membri
di intensificare i loro sforzi a sostegno della ricerca volta a trovare
strumenti efficaci per tale rilevazione.
I deputati notano poi che le disposizioni di
sicurezza fissate dal regolamento n. 1546/2006 non sono state attuate in modo
uniforme e coerente in tutti gli aeroporti dell'Unione europea e chiedono
quindi di procedere in tal senso. Pur condividendo la necessità di un sistema
di sicurezza di qualità, osservano inoltre che l'attuazione del regolamento ha
portato a un aumento dei costi per gli aeroporti e per gli operatori, ma anche
per i passeggeri attraverso la confisca degli oggetti personali.
Riconoscendo inoltre «i
considerevoli disagi» e le difficoltà che i passeggeri, specialmente quelli in
transito, e gli operatori devono sopportare, i deputati temono che i costi
generati dal regolamento «possano essere sproporzionati rispetto al valore
aggiunto che la sua applicazione comporta in termini di sicurezza». Il
Parlamento - con 382 voti favorevoli, 298 contrari e 15 astensioni - chiede quindi alla Commissione di procedere
con urgenza «alla revisione e - se non vengono presentati ulteriori fatti
irrefutabili - ad abrogare il regolamento».
L'Aula invita inoltre la Commissione a pubblicare e
a mettere a disposizione dei cittadini «il testo integrale dei divieti e delle restrizioni
che possono essere loro imposti nonché un elenco delle eccezioni e le ragioni
della misura». Non sono invece stati accolti gli emendamenti che invitavano la
Commissione a garantire il diritto dei passeggeri ad essere informati sui loro
diritti, compresa la possibilità di ricorrere in caso di abuso di potere
nell'applicazione delle norme di sicurezza.
L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:
-
Doc. A6-0286/2007 - Risoluzione sulla logistica delle merci in Europa - la chiave per una
mobilità sostenibile (2006/2228(INI))
UN TESTO
UNICO PER IL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE
Doc.
A6-0253/2007
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio relativa al trasporto interno di merci pericolose
Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito:
4.9.2007 - Votazione: 5.9.2007
Il Parlamento ha approvato una nuova direttiva che - recependo le norme
internazionali in materia - semplifica e armonizza la legislazione europea sul
trasporto di merci pericolose su strada, ferrovia e vie navigabili interne. Ma
gli Stati membri, come richiesto dai deputati, saranno liberi di stabilire
norme speciali per il trasporto di merci pericolose nei treni passeggeri.
Il trasporto internazionale di merci pericolose è
disciplinato da accordi internazionali. Le Nazioni Unite hanno adottato alcune
raccomandazioni specifiche per le diverse modalità di trasporto (strada-ADR,
ferrovia-RID, vie di navigazione interne-ADN). La maggioranza degli Stati
membri sono firmatari degli accordi ADR e RID. L'entrata in vigore dell'accordo
ADN è prevista a breve.
Quattro direttive regolano il trasporto delle merci
pericolose all'interno dell'UE, ovvero le direttive 94/55/CE (ADR) e 96/49/CE
(RID), nonché le direttive 96/35/CE e 2000/18/CE sui consulenti per la
sicurezza. Altre quattro decisioni della Commissione concedono deroghe
nazionali dalle direttive quadro (2005/263/CE, 2005/903/CE, 2005/180/CE e
2005/777/CE). La legislazione europea regolamenta solo il trasporto ferroviario
e su strada delle merci pericolose. Non esistono ancora norme europee che
regolano il trasporto delle merci pericolose sulle vie di navigazione interna
(ADN).
Lo scopo dell'attuale proposta è l'introduzione
degli obiettivi internazionali degli accordi ADR, RID e ADN nel trasporto
nazionale da parte degli Stati membri dell'UE. Alcune soluzioni basate sulle
raccomandazioni delle Nazioni Unite verranno aggiornate nella proposta. Tutte e
tre le modalità di trasporto (strada, ferrovia e vie di navigazione interna),
inoltre, verranno regolamentate da un unico atto.
Il volume totale delle merci pericolose trasportate
nell'Unione europea si aggira sui 110 miliardi di t/km l’anno, di cui 58% su
strada, 25% per ferrovia e il 17% per vie navigabili interne. Si registra una
tendenza all‘aumento per i trasporti su strada e per quelli fluviali mentre
sono in calo i trasporti ferroviari.
Approvando la relazione il Parlamento accoglie con
favore la proposta della Commissione, ma propone alcune modifiche che
dovrebbero essere accettate dal Consiglio, consentendo così di chiudere la
procedura in prima lettura. Più in particolare, un emendamento stabilisce che
gli Stati membri possono stabilire specifici requisiti di sicurezza per il
trasporto nazionale e internazionale di merci pericolose nel territorio
effettuato mediante veicoli, carri e navi della navigazione interna non
contemplati dalla direttiva stessa. Se del caso, inoltre, possono fissare dei
requisiti in materia di uso di rotte prescritte, incluso l'impiego di modi di
trasporto prescritti e norme speciali per il trasporto di merci pericolose nei
treni passeggeri.
I deputati inoltre chiedono di prorogare di un anno
(da 5 a 6) il periodo di validità delle deroghe previste dalla direttiva e
rinviano di sei mesi (al 30 giugno 2009) il termine concesso agli Stati membri
per mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva.
AMBIENTE
INCENDI
BOSCHIVI: SANZIONI PENALI PIÙ SEVERE CONTRO I PIROMANI
Docc. B6-0323,0324,0325,0327/2007
Risoluzione comune sulle catastrofi naturali
Procedura: Risoluzione
comune - Dibattito: 3.9.2007 - Votazione: 4.9.2007
A seguito degli incendi e delle inondazioni che hanno colpito in
particolare Grecia e Regno Unito, ma anche l'Italia, il Parlamento chiede la
rapida mobilitazione del Fondo di solidarietà e la creazione di una forza
europea di reazione rapida. Sollecita poi l'inasprimento delle sanzioni contro
i piromani, invita gli Stati membri a garantire la riforestazione dei terreni
bruciati assicurando che la loro destinazione non sia modificata per evitare
speculazioni e condanna i condoni edilizi.
Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione
sostenuta da tutti i gruppi politici, eccetto quelli dei Verdi/ALE e dell'ITS,
con la quale esprime anzitutto la propria solidarietà alle vittime delle
catastrofi naturali succedutesi questa estate. Rende inoltre omaggio ai vigili
del fuoco, ai professionisti e ai volontari «che hanno lavorato
incessantemente, rischiando la propria vita per spegnere gli incendi, salvare
le persone e limitare i danni provocati dalle catastrofi naturali». Plaudendo
alla solidarietà dimostrata dall'Unione europea, dai suoi Stati membri e da
altri paesi che hanno aiutato le regioni colpite durante gli incendi forestali,
il Parlamento riconosce il contributo del Centro di monitoraggio e Informazione
nel sostenere e agevolare la mobilitazione e il coordinamento dell'assistenza
della protezione civile durante l'emergenza.
I deputati chiedono poi alla Commissione europea di
mobilitare l'attuale Fondo di
solidarietà dell'UE «con la massima flessibilità e senza indugio, evitando
le lungaggini procedurali e gli ostacoli amministrativi». Precisano inoltre che
le risorse necessarie «devono essere rese disponibili immediatamente». La
Commissione è poi esortata a introdurre misure straordinarie di aiuto
comunitario, soprattutto di natura finanziaria, in modo da «ripristinare il
potenziale produttivo delle zone colpite, tentare di rilanciare la creazione di
posti di lavoro e adottare le idonee misure per compensare i costi sociali
inerenti alla perdita di posti di lavoro e di altre fonti di reddito».
Ritenendo «inaccettabile» il ritardo sul nuovo
regolamento UE per il Fondo di solidarietà, il Parlamento invita vivamente
il Consiglio a giungere «senza indugio» a una decisione. Il nuovo regolamento,
è sottolineato, riduce la soglia necessaria per mobilitare il Fondo di
solidarietà UE e sarà in grado di riparare i danni in modo «più effettivo,
flessibile e tempestivo».
Ritenendo che le dimensioni del fenomeno degli
incendi e le sue conseguenze esigano un impegno europeo, i deputati chiedono
pertanto che venga creata una forza
europea «che possa reagire immediatamente in caso di emergenza» e
sottolineano la necessità di sviluppare ulteriormente la capacità di risposta
rapida basata sui moduli di protezione civile degli Stati membri. La
Commissione europea dovrebbe quindi elaborare una proposta concreta a tale
riguardo. Ritengono inoltre necessario rafforzare lo stato di preparazione preventiva
e la capacità di risposta della Protezione civile comunitaria in materia di
incendi forestali. Invitano quindi la Commissione a studiare la possibilità di
prevedere in anticipo l'accesso a capacità supplementari in grado di assicurare
una risposta rapida alle emergenze di grave entità, «che possano provenire da
altre fonti, tra cui il mercato commerciale». Il costo di una tale forza in
stato di allerta, è precisato, dovrebbe essere finanziato dallo Strumento
finanziario di protezione civile.
Il Parlamento invita gli Stati membri ad
intervenire fermamente per migliorare e attuare il loro quadro legislativo di
protezione forestale e «ad astenersi da attività di commercializzazione,
riclassificazione e privatizzazione, limitando quindi le ingerenze e la
speculazione». Chiede che tutto il know-how disponibile dell'UE, compresi i
sistemi satellitari, sia utilizzato a tal fine. Deplorando il fatto che
moltissimi incendi boschivi sembrano imputabili ad atti dolosi e preoccupato
dal fatto che sempre più spesso gli incendi boschivi in Europa sono dovuti ad
atti criminali, il Parlamento invita gli Stati membri ad inasprire le sanzioni penali per gli atti dolosi che danneggiano
l'ambiente, in particolare per quelli che provocano incendi boschivi. A suo
parere, inoltre, lo svolgimento tempestivo di indagini efficaci per la
determinazione delle responsabilità, cui facciano seguito sanzioni
proporzionate, può scoraggiare comportamenti negligenti e fraudolenti.
Gli Stati membri sono inoltre invitati a garantire
che tutte le zone boschive incendiate continuino ad essere foreste, che siano
contemplate da programmi di riforestazione imponendo condizioni vincolanti e
che non venga consentito alcun
cambiamento della destinazione dei terreni. Accogliendo due emendamenti proposti
dai Verdi/ALE, il Parlamento chiede che gli aiuti comunitari utilizzati in modo
scorretto, ad esempio se i programmi di riforestazione e l'aggiornamento dei
catasti non sono effettuati, dovrebbero essere restituiti e condanna la prassi
di condonare le costruzioni edificate illegalmente.
Gli Stati membri dovrebbero inoltre attuare adeguate norme
legislative sulla conservazione e il buon uso dei terreni, come le pratiche
agricole e forestali sostenibili, la gestione delle acque e la gestione
efficace dei rischi. Per i deputati, d'altra parte, una condizione fondamentale
per la protezione a lungo termine e la cura territoriale delle foreste è la
programmazione sostenibile e l'applicazione di piani di sviluppo regionali e
rurali allo scopo di ridurre lo spopolamento rurale, di creare nuovi redditi
rurali diversificati e di stabilire le necessarie infrastrutture moderne per
attrarre nelle zone rurali il turismo sostenibile e i servizi.
Nell'esprimere preoccupazione per il crescente
numero di calamità provocate da fenomeni climatici estremi per lo più
imputabili ai cambiamenti climatici,
il Parlamento invita pertanto gli Stati membri a adottare i provvedimenti
necessari per conformarsi agli obiettivi di Kyoto. Suggerisce, infine, che una
delegazione del Parlamento europeo venga inviata nei paesi maggiormente colpiti
dalle recenti catastrofi naturali allo scopo di esprimere la sua solidarietà
alla popolazione e trarre conclusioni utili per una più efficace prevenzione e
reazione a situazioni estreme di questo tipo nell'UE in avvenire.
SANITÀ PUBBLICA
SANZIONI
PIÙ SEVERE PER CHI GUIDA UBRIACO E STOP AGLI ALCOPOP
Doc. A6-0303/2007
Relazione su una strategia comunitaria volta ad affiancare gli Stati membri
nei loro sforzi per ridurre i danni derivanti dal consumo di alcol
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 4.9.2007 -
Votazione: 5.9.2007
Il Parlamento chiede misure volte a prevenire il consumo nocivo e
pericoloso di alcol da parte di minori, donne in gravidanza e guidatori.
Propone campagne di sensibilizzazione, limiti d'accesso severi agli alcolici
per i giovani e zero alcol per i neopatentati. Vanno imposti requisiti di
etichettatura più rigorosi e tasse più elevate sugli alcopop e una loro più
netta separazione dagli analcolici. A chi guida in stato di ebbrezza va
inflitta una sospensione prolungata della patente.
Approvando la relazione il Parlamento nota
anzitutto che il problema del consumo pericoloso di alcol, soprattutto tra i
giovani, «è evidente a livello europeo» e che fattori economici e sociali
(stress sul lavoro, disoccupazione e precarietà) possono avere un ruolo
essenziale nel consumo eccessivo e nel determinare la dipendenza. Tuttavia, i
deputati ritengono che, sebbene si possano riscontrare gli stessi preoccupanti
vizi del bere tra giovani di diversi Stati membri, «sarebbe impossibile varare
un'unica politica uniforme in materia di alcol». Ritengono nondimeno necessaria
«un’azione concertata a livello UE», mentre la Commissione europea dovrebbe
sollecitare gli Stati membri a perseguire una politica efficace e ambiziosa
contro il consumo nocivo e pericoloso di alcol fornendo agli Stati membri il
massimo sostegno.
Compiacendosi dell’impostazione adottata nella
comunicazione dalla Commissione in merito al consumo nocivo e pericoloso di
alcol e alle sue dannose conseguenze per la salute, il Parlamento riconosce
d'altra parte che il consumo di alcol «può essere considerato parte del
patrimonio culturale e dello stile di vita dell'Europa». Riconosce inoltre che,
a determinate condizioni, un moderato consumo di alcol, cioè 10 grammi al
giorno, può aiutare «a prevenire le malattie cardiovascolari e l’ischemia in
alcuni soggetti di mezza età». Allo stesso tempo, però, pur osservando che i
consumatori moderati rappresentano la maggioranza dei consumatori di alcol,
sostiene che «il consumo nocivo e pericoloso di alcol costituisce un modello di
comportamento secondario non trascurabile».
Rivolgere particolare attenzione ai giovani
Sottolineando poi che il problema del consumo
nocivo e pericoloso di alcol riguarda tutte le categorie sociali ed è
imputabile a fattori molto diversi, i deputati sostengono che è necessario
affrontarlo «con un approccio globale». D'altra parte, rilevano che i problemi
più urgenti connessi al consumo nocivo e pericoloso di alcol riguardano gli
effetti dell’alcol sui giovani, «che sono più vulnerabili alle sofferenze
fisiche ed emotive». Esprimono pertanto preoccupazione per l'aumento del consumo di alcol tra minorenni e giovani. Prendono
poi atto della loro allarmante tendenza «a iniziare a bere in sempre più
giovane età e ad assumere abitudini pericolose». Anche a causa della loro
maggiore disponibilità al rischio, «quali il bere fino ad ubriacarsi e altre
forme di consumo pericoloso di alcol finalizzate all’ubriacatura, il consumo di
una miscela di alcol e droghe e la guida sotto l'effetto di alcol e droghe».
Il Parlamento chiede quindi alla Commissione
europea di indicare e quantificare i concreti effetti nocivi del consumo di
alcol tra i giovani negli Stati membri per poi procedere alla formulazione di
obiettivi europei destinati agli Stati membri. Commissione e Stati membri sono
inoltre invitati a lanciare campagne di
sensibilizzazione sui rischi connessi al consumo nocivo e pericoloso di
alcol, in particolare attraverso programmi educativi scolastici destinati ai
bambini e agli adolescenti, incoraggiandoli soprattutto a praticare una
regolare attività sportiva. Ma occorre agire anche sui genitori, al fine di
prepararli a parlare dei problemi legati all'alcol in ambito familiare, e sugli
insegnanti. Propone inoltre di istituire un premio europeo per la migliore
campagna contro il consumo nocivo e pericoloso di alcol destinata alle scuole e
ai giovani.
Per i deputati è poi necessario adottare misure
volte a limitare l'accesso dei giovani
alle bevande alcoliche e la loro disponibilità, ad esempio applicando
rigorosamente la legislazione in vigore che proibisce la vendita di alcol ai
giovani, intensificando i controlli sui rivenditori e i distributori, come bar
e ristoranti, supermercati e punti di mescita. Particolare attenzione deve
essere attribuita alle bevande alcoliche premiscelate (alcopop) che sono specificamente destinate ai giovani. Occorre
quindi imporre requisiti di etichettatura più rigorosi per tali bevande e
l'obbligo di una più netta separazione degli alcopop dalle bibite analcoliche
nei negozi, e vietarne la vendita ai giovani, promuovendo inoltre
l'applicazione di tasse più elevate su tali bevande.
Stop ai guidatori ubriachi
Per i deputati la riduzione del numero di incidenti
stradali e dei danni correlati provocati dall'alcol (17.000 vittime ogni anno)
è una priorità dell'Unione europea. E' quindi necessario prendere ogni misura
necessaria per aumentare al massimo i controlli sulla guida in stato di
ebbrezza e inasprire le sanzioni
imposte dagli Stati membri per la guida in stato di ebbrezza, «quali la
sospensione prolungata della patente di guida». Occorre poi incoraggiare gli
Stati membri a garantire la disponibilità di mezzi di trasporto pubblici
alternativi per i conducenti che hanno consumato alcolici e l'estensione dei
"programmi sul conducente designato" ("chi guida non beve")
attraverso canali educativi.
Il Parlamento chiede anche di promuovere a livello
europeo un tasso massimo di alcolemia
per quanto possibile pari allo zero per mille per i nuovi conducenti, per i
conducenti di un mezzo di trasporto che richieda una patente di guida di
categoria A e B, per i conducenti di un mezzo di trasporto che richieda una
patente di guida di categoria superiore e per tutti gli autisti professionisti,
tenendo presente che alcuni cibi preparati possono contenere tracce di alcol.
Sarebbe inoltre opportuno prevedere maggiori possibilità per verificare il
proprio tasso di alcolemia rendendo disponibili etilometri presso discoteche,
pub e stadi, e lungo le autostrade e le strade in generale. E' anche vivamente
sollecitato l’ulteriore sviluppo di sistemi alcolock e di altri strumenti che
impediscano meccanicamente alle persone in stato di ebbrezza di guidare.
Donne in gravidanza
I deputati ritengono che donne e uomini dovrebbero
essere meglio informati in merito ai rischi legati al consumo di alcol durante
la gravidanza e, in particolare, sui disturbi dello spettro fetale alcolico
(FASD) «allo scopo di evitare le malattie e i ritardi dello sviluppo di
neonati, bambini e adolescenti dovuti al consumo di alcol durante la
gravidanza». Opportune comunicazioni sulla confezione delle bevande alcoliche,
a loro parere possono prevenire il consumo di alcol da parte delle donne prima
e durante la gravidanza. Propongono inoltre che i ginecologi e le cliniche
prenatali siano formati a individuare quanto prima i casi potenziali di consumo
nocivo e pericoloso di alcol e a incoraggiare tali donne a rinunciare
completamente all'alcol durante la gravidanza.
Avvertenze sanitarie e individuazione precoce degli
alcolizzati
Accogliendo un emendamento, il Parlamento rileva
che gli Stati membri possono attualmente introdurre avvertenze sanitarie per le
bevande alcoliche. Al contempo però rileva che l'esistenza di requisiti
nazionali diversi in materia di etichettatura ha chiare implicazioni per il
mercato interno dell'UE. Invita quindi la Commissione a iniziare uno studio
comparato sull'impatto e l'efficacia dei vari sistemi d'informazione e di
comunicazione, come l'etichettatura e la pubblicità, applicati a livello
nazionale per ridurre il consumo pericoloso di alcol e a pubblicarne i
risultati entro il 31 dicembre 2009. E' quindi soppressa la richiesta di una
normativa europea armonizzata concernente l'introduzione di avvertenze
sanitarie sull'alcol.
Nel contempo, il Parlamento sollecita la
Commissione a promuovere la diffusione di strumenti quali l'AUDIT (test d'identificazione dei disturbi dovuti
al consumo di alcol) messo a punto dall'OMS, che consente di individuare
rapidamente le persone a rischio ancor prima che si rendano conto di avere un
problema legato all'alcol. Al riguardo, evidenzia che un dialogo informale
tempestivo tra medico generico e paziente «costituisce uno degli strumenti più
efficaci per informare i pazienti in merito ai rischi legati al consumo nocivo
e pericoloso di alcol e promuovere i necessari cambiamenti di comportamento tra
i bevitori incalliti». Gli Stati membri sono quindi invitati a sostenere la
specializzazione dei medici generici in materia di problemi connessi all'alcol
nonché ai disturbi e agli opportuni interventi.
I deputati, inoltre, ritengono che la Commissione e
gli Stati membri debbano prendere le necessarie misure per affrontare le
negative ripercussioni sociali dell'alcol, quali il bullismo e la violenza domestica. Chiedono anche un
maggiore sostegno sociale e psicologico per le famiglie che soffrono di un
consumo nocivo e pericoloso di alcol e un'assistenza sociale specifica per i
bambini che vivono in famiglie con problemi legati all'alcol. Propongono infine
l'istituzione di un numero d'emergenza per denunciare gli abusi legati
all'alcol in ambito familiare.
L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:
-
Doc. A6-0263/2007 - Risoluzione sul regolamento sanitario internazionale (2007/2079(INI))
GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI
DROGHE:
VIA LIBERA AL PROGRAMMA DI PREVENZIONE E INFORMAZIONE
Doc. A6-0308/2007
Raccomandazione per la seconda lettura relativa al programma specifico
"Prevenzione e informazione in materia di droga" nell'ambito del
programma generale "Diritti fondamentali e giustizia"
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Relazione
senza dibattito ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento del Parlamento - Votazione:
6.9.2007
Il Parlamento ha approvato il programma di prevenzione e informazione in
materia di droga. Dotato di 21,3 milioni di euro, finanzierà studi della
Commissione e progetti transnazionali presentati da organizzazioni pubbliche e
private che operano nel settore dell'informazione e della prevenzione del
consumo di droga. Principali destinatari del programma saranno giovani e gruppi
svantaggiati, educatori e assistenti sociali, personale medico e giudiziario,
ONG, sindacati e comunità religiose.
Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato
la posizione comune del Consiglio sul programma specifico "Prevenzione e
informazione in materia di droga".
Questa, infatti, riprende in larga misura i suggerimenti avanzati dal Parlamento
in prima lettura il 14 dicembre 2006. Allo stesso tempo, il Parlamento richiama
l'attenzione sulla dichiarazione rilasciata dalla Commissione con la quale
«ribadisce il suo impegno a trasmettere direttamente alla presidenza della
commissione parlamentare competente (LIBE) il progetto di programma annuale e
ad informare il Parlamento europeo senza indugio in merito a qualsiasi modifica
apportata». Il programma sarà dotato di 21.350.000 euro per il periodo gennaio
2007 - dicembre 2013.
Il programma persegue gli obiettivi generali di prevenire e ridurre il consumo di droga, la
tossicodipendenza e gli effetti nocivi connessi, contribuire a migliorare
l'informazione sul consumo di droga e sostenere l'attuazione della strategia
antidroga dell'UE. Più in particolare, il programma intende promuovere azioni
transnazionali per costituire reti multidisciplinari, sviluppare le conoscenze
e lo scambio di informazioni e di buone pratiche, (compresi la formazione, le
visite di studio e gli scambi di personale), sensibilizzare il pubblico ai
problemi sanitari e sociali provocati dal consumo di droghe e incoraggiare un
dialogo aperto per migliorare la comprensione di tale fenomeno e, infine, per
sostenere misure volte a prevenire il consumo di droga. Il Programma, inoltre,
mira a coinvolgere la società civile nell’attuazione e nello sviluppo della
strategia antidroga dell’UE e dei piani d’azione dell'UE ed a controllare,
attuare e valutare la realizzazione di specifiche azioni nell’ambito dei piani
d’azione sulla droga 2005-2008 e 2009-2012.
Per conseguire tali obiettivi il programma sostiene
azioni specifiche della Commissione,
quali studi e ricerche, sondaggi e inchieste, elaborazione di indicatori e
metodologie comuni, raccolta, sviluppo e diffusione di dati e statistiche,
seminari, conferenze e riunioni di esperti, organizzazione di campagne ed
eventi pubblici, sviluppo ed aggiornamento di siti web, preparazione e
diffusione di materiale informativo, supporto e gestione di reti di esperti
nazionali, attività di analisi, di monitoraggio e di valutazione. Ma anche
progetti transnazionali specifici di interesse comunitario presentati da almeno
due Stati membri o da almeno uno Stato membro ed un altro Stato, oppure
attività di organizzazioni non governative o di altri enti che perseguono un
obiettivo di interesse europeo generale.
I destinatari
del programma sono tutti i gruppi direttamente o indirettamente interessati dal
fenomeno della droga. Per quanto
riguarda la droga, i gruppi a rischio da considerarsi gruppi destinatari sono i
giovani, le donne, i gruppi vulnerabili e le persone che vivono in aree
socialmente svantaggiate. Altri gruppi destinatari includono gli insegnanti e
gli educatori, i genitori, gli assistenti sociali, le autorità locali e
nazionali, il personale medico e paramedico, il personale giudiziario, le
autorità incaricate dell'applicazione della legge e le autorità penitenziarie,
le organizzazioni non governative, i sindacati e le comunità religiose.
Il programma è aperto alla partecipazione di organizzazioni e istituzioni pubbliche o private
(autorità locali al livello pertinente, dipartimenti universitari e centri di
ricerca) che operano nel settore dell'informazione e della prevenzione del
consumo di droga, ivi compreso il settore della riduzione della domanda e del
trattamento dei danni causati dalla droga. Gli organismi e le organizzazioni a
scopo di lucro accedono alle sovvenzioni previste dal programma soltanto in
associazione con organizzazioni senza scopo di lucro o statali.
Il finanziamento
comunitario può assumere la forma di sovvenzioni o di contratti di appalto
pubblico. Le sovvenzioni comunitarie sono concesse in seguito ad inviti a
presentare proposte e hanno la forma di sovvenzioni di funzionamento e
sovvenzioni alle azioni. Il programma di lavoro annuale - che deve essere stabilito
dalla Commissione - dovrà fissare il tasso minimo della spesa annuale da
destinare alle sovvenzioni e il tasso massimo di cofinanziamento. Nel caso di
contratti di appalto pubblico, i fondi comunitari finanzieranno l'acquisto di
beni e servizi. In particolare saranno finanziate le spese di informazione e
comunicazione, preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e valutazione
dei progetti, delle politiche, dei programmi e della legislazione.
Ogni anno la Commissione pubblicherà l'elenco dei progetti finanziati
nell'ambito del programma, corredato di una breve descrizione di ciascun
progetto. Dovrà inoltre elaborare orientamenti intesi ad assicurare la
visibilità del finanziamento concesso.
RICERCA E INNOVAZIONE
STOP ALLE
SPERIMENTAZIONI SCIENTIFICHE SULLE GRANDI SCIMMIE
Approvando una dichiarazione sottoscritta da 433 deputati, il Parlamento
sollecita la cessazione dell'impiego di primati e scimmie catturati allo stato
selvatico negli esperimenti scientifici e la definizione di uno scadenziario
relativo alla sostituzione di tutti i primati impiegati negli esperimenti
scientifici con metodi alternativi.
Aprendo la seduta, il Presidente ha annunciato
all'Aula che, avendo raccolto 433 adesioni da parte dei deputati, la
dichiarazione scritta sull'impiego di primati negli esperimenti scientifici è
diventata una posizione ufficiale del Parlamento.
Con essa, i deputati esortano «vivamente» la
Commissione, il Consiglio dei ministri e il Parlamento europeo a cogliere
l'opportunità offerta dalla procedura di revisione prevista dalla direttiva
86/609/CE per accordare urgente priorità alla cessazione dell'impiego negli
esperimenti scientifici di primati e scimmie catturati allo stato selvatico e
definire uno scadenziario relativo alla sostituzione di tutti i primati
impiegati negli esperimenti scientifici con metodi alternativi.
Il Parlamento nota, infatti, che l'80% degli
intervistati nell'ambito di un sondaggio pubblico effettuato dalla Commissione
nel 2006 sulla sperimentazione animale ha ritenuto inaccettabile l'impiego di
primati negli esperimenti. Osserva inoltre che nei laboratori dell'UE sono
utilizzati ogni anno oltre 10.000 primati in esperimenti e che il 26% delle
specie dei primati sono a rischio di estinzione. Sottolinea poi che può essere
difficile proteggere i primati da minacce quali il consumo umano «se è noto che
tali specie sono impiegate liberamente dagli istituti accademici occidentali».
D'altra parte, il Parlamento ritiene che le
tecnologie e le tecniche avanzate «offrono attualmente metodi alternativi che
si dimostrano più efficaci ed affidabili» rispetto alla sperimentazione sui
primati, quali la risonanza magnetica funzionale (FMRI), i microdosaggi, i
modelli computerizzati o la coltura di tessuti o cellule. Rileva infine che, nonostante
le similitudini genetiche (90% del DNA in comune), «esistono differenze
importanti tra gli esseri umani e altri primati e che la sperimentazione sui
primati non può uguagliare la precisione degli studi condotti su esseri umani».
Senza dimenticare che le specie di primati «patiscono grandi sofferenze in
cattività».
PROTEZIONE CIVILE
RENDERE
EFFICACE IL NUMERO DI EMERGENZA EUROPEO 112
Il Parlamento europeo ha approvato una dichiarazione che chiede alla
Commissione di mettere a disposizione le risorse necessarie per garantire un
servizio 112 efficace in tutta l'UE, al fine di ridurre le sofferenze e le
perdite di vite umane negli incidenti quotidiani e nelle catastrofi.
Aprendo il turno di votazioni, il Presidente ha
annunciato all'Aula che, avendo raccolto 530 adesioni da parte dei deputati, la
dichiarazione scritta sul numero di emergenza europeo 112 è diventata una
posizione ufficiale del Parlamento.
Riconoscendo l'importanza del numero d'emergenza
europeo creato nel 1991 per tutti i cittadini che circolano liberamente
nell'Unione europea, il Parlamento invita gli Stati membri e la Commissione «ad
avviare le procedure e mettere a disposizione le risorse necessarie per
garantire un servizio 112 efficace in tutta l'UE». A loro parere infatti, l'Unione
europea deve dotarsi di telecomunicazioni di emergenza interoperabili di alta
qualità «al fine di ridurre le sofferenze e le perdite di vite umane negli
incidenti quotidiani e nelle catastrofi».
Il Parlamento chiede poi alla Commissione di far
valutare da organi indipendenti «l'effettivo stato di attuazione del 112 in
tutta l'Unione europea». La invita, inoltre, a trattare la questione delle
telecomunicazioni di emergenza coinvolgendo tutte le politiche interessate
(telecomunicazioni, sanità, sicurezza interna, protezione civile, trasporti e
turismo), «seguendo l'esempio dei paesi che affrontano la questione in modo
nuovo e innovativo».
AGRICOLTURA
CONFEZIONI
DEL LATTE CON ETICHETTE PIÙ CHIARE
- Doc. A6-0282/2007 - Relazione sulla
proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2001/114/CE
relativa a taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente
disidratato destinato all’alimentazione umana
- Doc. A6-0283/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento
del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1255/1999 relativo
all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti
lattiero-caseari
- Doc. A6-0284/2007 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n.
2597/97 che fissa le disposizioni complementari dell’organizzazione comune dei
mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari per quanto
riguarda il latte alimentare
Procedura: Consultazione legislativa - Dibattito:
4.9.2007 - Voto 5.9.2007
Il Parlamento accoglie con favore la possibilità di correggere il contenuto
proteico del latte prevista tra una serie di proposte tese a semplificare la
normativa sui prodotti lattiero-caseari. Chiede però che i risparmi generati
dalla riduzione del prezzo d'intervento restino al settore. Contrario
all'abolizione del regime d'ammasso privato per crema e latte in polvere,
propone l'aumento dell'aiuto alla distribuzione del latte nelle scuole. Auspica
poi maggiore chiarezza nell'etichettatura.
Attualmente non è consentito correggere il
contenuto proteico del latte portandolo a un livello standard. Il contenuto
proteico naturale del latte raccolto deve essere mantenuto nel latte
conservato. Al momento il contenuto proteico naturale del latte in polvere è compreso
fra il 31% e il 37%. L’industria lattiero-casearia europea e gli esportatori di
latte in polvere e di latte condensato (entrambi indicati con il termine “latte
conservato”) chiedono da tempo che la normativa comunitaria sul tenore proteico
di tali prodotti venga adeguata agli standard internazionali (Codex).
Secondo la Commissione, la proposta di autorizzare
la standardizzazione del tenore proteico minimo al 34% espresso in materia
secca sgrassata consente ai produttori europei di entrare in concorrenza con i
produttori extracomunitari alle stesse condizioni. Questi, infatti, possono già
ora produrre secondo le norme del Codex, godendo pertanto di un vantaggio
economico. La relazione approva senza modifiche la proposta della Commissione.
Un'altra proposta recante modifica del regolamento
(CE) n. 1255/1999 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore
del latte e dei prodotti lattiero-caseari contiene numerose proposte
specifiche. Più in particolare, la Commissione propone la riduzione del prezzo
di intervento del latte scremato in polvere (sulla base di una
standardizzazione del tenore proteico al 34%), l'introduzione di un unico tasso
di aiuto per il latte distribuito nelle scuole e l'abolizione della soglia di
attivazione dell’intervento per il burro. Ma anche la soppressione dell’obbligo
dei titoli di importazione, l'armonizzazione dei criteri di qualità del burro
con l’introduzione di una classe di qualità unica a livello europeo al posto
delle 27 “classi nazionali di qualità” attualmente in vigore, l'abolizione
degli aiuti all’ammasso privato per la crema e il latte scremato in polvere e
l'abolizione dell’aiuto allo smercio in favore delle forze armate.
Approvando con 641 voti favorevoli, 35 contrari e
10 astensioni una seconda relazione, il Parlamento avanza una serie di
emendamenti alla proposta della Commissione. Uno di questi, ad esempio, precisa
che le economie di bilancio realizzate con queste modifiche «dovrebbero
rimanere nel settore lattiero caseario» e, a tal fine, chiede l'istituzione di
un programma di ristrutturazione del fondo lattiero-caseario «per accompagnare
e sostenere le misure di riforma». Un altro emendamento ne precisa anche gli
obiettivi. Inoltre, i deputati respingono l'abolizione dell'ammasso privato per
la crema e per il latte scremato in polvere e chiedono che il nuovo tasso unico
di aiuto per la distribuzione del latte nelle scuole sia aumentato da 16,11 a
18,15 euro/100 kg.
L'ultima proposta della Commissione prevede una
definizione più flessibile di "latte alimentare". Così facendo si
liberalizza il mercato in questione autorizzando la produzione e la
commercializzazione nell'Unione europea di latte alimentare che non può essere
classificato in una delle tre categorie vigenti: latte scremato, contenente al massimo
lo 0,5% di materia grassa, latte parzialmente scremato (da 1,5% a 1,8%) e latte
intero (contenente almeno il 3,5% di materia grassa). La proposta rende
superflue diverse disposizioni (nazionali) transitorie e deroghe all'attuale
limitazione a tre categorie di latte.
Un emendamento presentato nella terza relazione, sostiene
che tenore di grasso e denominazione del prodotto devono essere collegati tra
loro e, assieme al tenore specifico di grasso, vanno indicati sulla confezione.
Fa inoltre riferimento alla direttiva 2000/13/CE, relativa alle disposizioni
generali in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, per definire con
maggiore esattezza il campo di applicazione. Per i deputati, inoltre, non è
necessario introdurre un margine di tolleranza del "+ 0,2%" in quanto
non comporterebbe vantaggi pratici. Anzi, porterebbe a notevoli incertezze e
renderebbe più difficile un'attuazione omogenea.
INDUSTRIA
COSA FRENA LO STATUTO
DELLA SOCIETÁ PRIVATA EUROPEA?
Interrogazione orale di Giuseppe
Gargani (PPE-DE)
Doc.: O-0042/2007
Stato di avanzamento dei lavori legislativi in merito allo "statuto
della società privata europea" e alla "quattordicesima direttiva in
materia di diritto societario"
Procedura: Interrogazione orale - Dibattito:
4.9.2007
Sulla base di un'interrogazione orale, presentata
da Giuseppe Gargani (PPE-DE) in
qualità di Presidente della commissione giuridica, la Commissione è stata
invitata ad illustrare all'Aula lo stato di avanzamento delle proposte relative
allo statuto della società privata europea e alla quattordicesima direttiva in
materia di diritto societario. I deputati chiedono anche di spiegare quali sono
i problemi sostanziali che inducono la Commissione a rallentare tali procedure
e di chiarire se ve ne sono anche di altra natura.
Data l'importanza del
tema e la qualità dell'interrogazione, si riporta l'intervento di presentazione
della stessa pronunciato dal relatore Giuseppe
Gargani (PPE-DE):
"Signor
Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, il dibattito su questa
interrogazione è molto importante, sia sul piano istituzionale che sul piano
politico, in quanto assume un grande valore politico e istituzionale.
Lo devo dire con molta chiarezza, sotto la mia
responsabilità: la Commissione europea è molto, è gravemente inadempiente nei
confronti del Parlamento europeo perché non ha dato seguito alle richieste
formali del Parlamento e non ha presentato proposte legislative in materia di
società private europee e di trasferimento di sede delle società di capitali.
La proposta legislativa in materia di statuto
della società era stata richiesta formalmente nel febbraio 2007, sulla base
dell'articolo 192 del trattato, e - voglio sottolinearlo e chiedo che il
Commissario ascolti perché è un'interrogazione orale molto importante,
presidente, cui dovrà essere data una risposta - dopo un approfondito
dibattito, integrato pure da un'audizione con esperti qualificati e
rappresentativi, i quali ci hanno dimostrato quanto sia necessario e utile un
simile strumento per avvantaggiare le piccole imprese che vogliono operare in
maniera efficace nel mercato interno.
La Commissione aveva il dovere, signor
Commissario, di dare immediatamente avvio alla procedura per adottare la
proposta legislativa, a cominciare da una valutazione d'impatto. D'altra parte,
la Commissione disponeva già di uno studio di fattibilità del dicembre del
2005, ma non ha fatto niente, anzi ha preso tempo e nel mese di luglio ha dato
un avvio ad una consultazione sulla necessità - quindi ancora una discussione
solo ipotetica - di una società privata europea, come se il Parlamento, il
quale rappresenta in maniera universale tutta l'Unione, non fosse legittimato a
fondare la richiesta su un atto legislativo di merito.
Non entro nel merito della legislazione europea,
fra poco Klaus Lehne, un grande esperto della commissione e un leader in
materia, parlerà della questione nel merito della legge. Vorrei approfondire il
problema e ricordare al Commissario, affinché possa prendere atto di tutte le
cose che dico, il rapporto che esiste sul piano istituzionale e che deve
caratterizzare la necessaria collaborazione tra Commissione e Parlamento.
A mio parere il Commissario, lei personalmente, ha
fatto uno sgarbo, ha dato uno schiaffo al Parlamento. Quando Lei ignora le
richieste del Parlamento adottate in base all'articolo 192 e soprattutto
l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", nonché le tante
inadempienze - sono stato presidente di quella commissione e conosco bene le
questioni in sospeso - come quando la Commissione aveva assunto formalmente
l'impegno non solo di tener conto delle richieste ma anche di fornire risposte
rapide e appropriate alle commissioni parlamentari. Niente di tutto questo è
stato fatto!
Il mancato rispetto di questi obblighi porta
proprio ad una responsabilità, che non ho difficoltà a definire giuridica,
della Commissione nei confronti del Parlamento europeo. Infatti il collega
Lehne nella conferenza sul diritto societario organizzato dalla Presidenza
tedesca ha detto giustamente che la Commissione europea potrebbe essere citata
per inadempienza davanti alla Corte di giustizia.
Allora il Parlamento, lo dico con molta chiarezza,
deve sapere che nel suo sito Internet la Commissione ha già confermato che le
consultazioni effettuate nel 1997 e nel 2002 hanno evidenziato una domanda
importante e precisa da parte degli operatori economici. Quindi sa quanto questo
sia importante ed è consapevole che rispondere alle richieste del Parlamento è
un dovere e un obbligo.
Eppure non solo non ha approvato la proposta
legislativa, alla conferenza di Berlino il Commissario ha perfino affermato che
occorre ancora discutere se la proposta serve o non serve. Tutto questo crea
grande perplessità da parte nostra, perché bisogna riflettere - lo dice il
Commissario - se il Parlamento europeo abbia ancora la possibilità di poter
effettivamente dimostrare la validità di questa proposta legislativa.
Una direttiva in proposito - sto concludendo -
serve per dare certezza giuridica alla libertà delle prestazioni dei servizi e
la libertà di stabilimento della società. Aspettiamo dal Commissario una
proposta precisa, il che significa rispettare non le varie lobby, credo sia da
parte dell'Inghilterra, del Regno Unito, dell'Irlanda, ma affrontare una
situazione negativa. Non bisogna fare gli interessi dei singoli paesi, signor
Commissario, lei lo sa bene, bisogna fare gli interessi degli europei! Il
Parlamento non è una lobby e noi esprimiamo effettivamente e concretamente
questa esigenza e questa necessità!"
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
DIRITTI UMANI
- Docc. B6-0332, 0334, 0336, 0340, 0342, 0348/2007 - Risoluzione sul finanziamento del Tribunale speciale per la Sierra Leone
- Docc. B6-0333, 0335, 0338, 0341, 0344, 0346/2007 - Risoluzione sul Bangladesh
- Docc. B6-0330, 0331, 0337, 0339, 0343,
0347,/2007 - Risoluzione sulla Birmania
(Myanmar)
- Doc. A6-0302/2007 - Risoluzione sul funzionamento dei dialoghi
e delle consultazioni con i paesi terzi in materia di diritti dell'uomo
(2007/2001(INI))
- Doc. B6-0329/2007 - Risoluzione sugli obiettivi dell'UE per l'8
a riunione della Conferenza delle Parti (COP 8) alla Convenzione dell'ONU per
la lotta contro la desertificazione, svoltasi dal 3 al 14 settembre 2007 a
Madrid
MERCATO INTERNO E
CONSUMATORI
- Doc. A6-0251/2007 - Risoluzione sul Libro verde concernente la
revisione dell'acquis relativo ai consumatori (2007/2010(INI))
- Doc. B6-0322/2007 - Risoluzione sulla relazione di attività
EURES 2004-2005: Verso un mercato europeo del lavoro
PESCA
- Doc. A6-0298/2007 - Risoluzione sul conseguimento della
sostenibilità della pesca nell'UE tramite l'applicazione del rendimento massimo
sostenibile (2006/2224(INI))
- Doc. A6-0297/2007 - Risoluzione sugli sforzi compiuti dagli
Stati membri nel 2005 per il raggiungimento di un equilibrio sostenibile tra la
capacità e le possibilità di pesca (2007/2108(INI))
BILANCIO
- Doc. A6-0300/2007 - Risoluzione
sul progetto di bilancio rettificativo n. 5/2007 dell'Unione europea per
l'esercizio 2007, Sezione III - Commissione (11707/2007 – C6-0232/2007 –
2007/2162(BUD))
VARIE
- Doc. A6/0288/2007 - Risoluzione legislativa sull'iniziativa della
Repubblica di Finlandia finalizzata all'adozione di una decisione del Consiglio
recante modifica dell'atto del Consiglio di adozione delle norme applicabili
agli archivi di analisi dell'Europol (16336/2006 – C6-0048/2007 –
2007/0802(CNS))
- Doc. A6-0285/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento
(CE) n. 1059/2003 relativo all'istituzione di una classificazione comune delle
unità territoriali per la statistica (NUTS) a seguito dell'adesione della
Bulgaria e della Romania all'Unione europea (COM(2007)0095 – C6-0091/2007 –
2007/0038(COD))
DALLE
ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE
AGRICOLTURA / PESCA
·
Riforma
della PAC (http://consilium.europa.eu)
·
Alimenti
biologici (http://consilium.europa.eu)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
Roaming (http://consilium.europa.eu)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Frode
fiscale e regime IVA per le imprese (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressDa
ta/it/ecofin/94844.pdf)
TRASPORTI
·
RTE
vicinato (http://consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/trans/94530.pdf)
·
Terzo
pacchetto sulla sicurezza marittima (http://consilium.europa.eu)
·
Specchietti
retrovisori (http://consilium.europa.eu)
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
RELAZIONI ESTERNE
·
UE/America
centrale (http//ec.europa.eu/external_relations/ca/index.htm)
·
Futuro
strategico UE/Africa (http//ec.europa.eu)
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Patto
di stabilità e crescita (http//ec.europa.eu/economy_finance/news/hotissues/2007/public-finance-re
port/main_en.htm)
CONCORRENZA
·
Rapporto
annuale sulla politica di concorrenza (http//ec.europa.eu/comm/competition/annual_reports)
·
Quadro
di valutazione degli aiuti di Stato (http//ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/studies_rep
orts/studies_reports.html)
POLITICA SOCIALE
·
Distacco
dei lavoratori nell'ambito della prestazione dei servizi (COM 2007/304)
AMBIENTE
·
Libro
verde sul cambiamento climatico (http://ec.europa.eu/environment/climate/future_action.htm)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
"Invecchiare
bene nella società dell'informazione" (COM 2007/332)
RICERCA E SVILUPPO
·
Stato
degli investimenti in ricerca e sviluppo nell'UE (http//ec.europa.eu/invest-in-research/monitorin
g/statistical01_en.htm)
MERCATO INTERNO
·
Diritti
delle società quotate in borsa (http//ec.europa.eu)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Acque
di balneazione (http//ec.europa.eu/water/water-bathing/index_en.html)
·
Dati
statistici sul turismo europeo (http://epp.eurostat.ec.europa.eu)
·
Protezione
consolare (http//ec.europa.eu)
VARIE
·
Immigrazione
e asilo: cooperazione con i paesi terzi (http//ec.europa.eu/europeaid/projects/migrations
/projects_en.htm)
·
Futuro
regime comune europeo in materia di asilo (COM 2007/301)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"L'imposizione
agli avvocati degli obblighi di informazione e di collaborazione con le autorità
responsabili della lotta contro il riciclaggio di capitali quando essi
partecipano a talune transizioni di natura finanziaria non collegate ad un
procedimento giudiziario non viola il diritto a un equo processo"
Sentenza della Corte nella
Causa C-305/05
Tali obblighi sono giustificati dalla necessità di lottare efficacemente
contro il riciclaggio.
·
"L'assegnazione
da parte dello Stato di licenze di telecomunicazione mobile 3G mediante asta
non costituisce attività economica"
Sentenza della Corte nelle
Cause C-284/04 e C-369/04
Pertanto tale attività non rientra nell'ambito di applicazione della sesta
direttiva IVA.
·
"Il
Tribunale annulla la direttiva che autorizza il paraquat come sostanza attiva
fitosanitaria"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nella Causa T-229/04
La gestione della pratica da parte della Commissione non rispetta i
requisiti procedurali in vigore e la direttiva viola l'obbligo di tutela della
salute umana e degli animali.
·
"Il
danno subito da Schneider a causa dell'illegittimo divieto di fusione con
Legrand deve essere parzialmente risarcito"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nella Causa T-351/03
La lesione grave e manifesta dei diritti della difesa di Schneider da parte
della Commissione configura una violazione del diritto comunitario
sufficientemente qualificata da far sorgere il diritto a risarcimento.
·
"Il diritto comunitario osta
all'applicazione del principio dell'autorità di cosa giudicata quando essa
impedisce il recupero di un aiuto di Stato erogato in contrasto con il diritto
comunitario"
Sentenza della Corte nella Causa C-119/05
I giudici nazionali
devono garantire la piena efficacia delle norme comunitarie.
Per ulteriori
informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet:
http://www.curia.eu.int/it/index.htm
DALLA
GAZZETTA UFFICIALE
RELAZIONI ESTERNE
·
Decisione del
Consiglio, del 16 luglio 2007, che modifica l’accordo interno del 17 luglio
2006 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di
Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti
nell’ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-
AFFARI ECONOMICI E
FINANZIARI
·
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del
regolamento (CE) n. 2004/2003 che stabilisce le norme relative allo statuto
e al finanziamento dei partiti politici
a livello europeo (presentata dalla Commissione) COM(2007)
364 definitivo
·
Comunicazione della Commissione su una semplificazione del
contesto in cui operano le imprese in materia di diritto societario,
contabilità e revisione contabile COM(2007)
394 definitivo
·
Decisione n. 878/2007/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2007, che modifica e
proroga la decisione n. 804/2004/CE che istituisce un programma d'azione
comunitaria per la promozione di azioni nel settore della tutela degli interessi finanziari
della Comunità («Programma
Hercule II») (GUUE L 193/2007)
·
Decisione n. 930/2007/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 giugno 2007, sulla mobilizzazione
del Fondo di solidarietà
dell'Unione europea in conformità del punto 26 dell'accordo interistituzionale
del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione
sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (GUUE L 202/2007)
·
Regolamento (CE) n.
958/2007 della Banca Centrale Europea del 27 luglio 2007 relativo alle statistiche
sulle attività e sulle passività dei fondi di investimento (BCE/2007/8) (GUUE L 211/2007)
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento
europeo, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla
Banca centrale europea - Quinta relazione sui preparativi pratici per il futuro allargamento
dell'area dell'euro COM(2007)
434 definitivo
POLITICA SOCIALE
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento
europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Distacco
di lavoratori nell’ambito della prestazione di servizi - Massimizzarne i
vantaggi e le potenzialità garantendo la tutela dei lavoratori {SEC(2007) 747} COM(2007)
304 definitivo
·
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni
- Esame intermedio della politica industriale - Un contributo alla
strategia dell’Unione europea per la crescita e l’occupazione
{SEC(2007) 917} COM(2007)
374 definitivo
·
Decisione del
Consiglio, del 10 luglio 2007, sugli orientamenti per le politiche
degli Stati membri a favore dell’occupazione (GUUE L 183/2007)
·
Regolamento (CE) n. 862/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 luglio 2007,
relativo alle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di
protezione internazionale e
che abroga il regolamento (CEE) n. 311/76 del Consiglio relativo
all'elaborazione di statistiche riguardanti i lavoratori stranieri (GUUE L 199/2007)
AGRICOLTURA/PESCA
·
Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'organizzazione comune del
mercato vitivinicolo e recante modifica di alcuni regolamenti (presentata
dalla Commissione) {SEC(2007) 893} {SEC(2007) 894} COM(2007)
372 definitivo
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio - Possibilità
di pesca per il 2008 - Dichiarazione politica della Commissione europea COM(2007)
295 definitivo
·
Regolamento (CE) n. 865/2007 del Consiglio, del 10 luglio 2007, che modifica il
regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio relativo alla conservazione e allo sfruttamento
sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca (GUUE L 192/2007)
·
Regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione, del 24 luglio 2007, relativo
all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti de minimis
nel settore della pesca e recante modifica del regolamento (CE) n. 1860/2004 (GUUE L
193/2007)
·
Regolamento (CE) n. 923/2007 della Commissione, del 1 agosto 2007, che modifica il
regolamento (CE) n. 1623/2000 per quanto riguarda alcune date limite
nell'ambito della distillazione dei sottoprodotti della vinificazione (GUUE L 201/2007)
·
Regolamento (CE) n.
972/2007 della Commissione del 20 agosto 2007 recante modifica del regolamento
(CE) n. 796/2004 recante modalità di applicazione della condizionalità, della
modulazione e del sistema integrato di gestione e di controllo di cui al
regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio che stabilisce norme comuni
relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola
comune e istituisce taluni regimi di sostegno a
favore degli agricoltori (GUUE L 216/2007)
·
Decisione della Commissione del 7 agosto 2007 relativa a una
partecipazione finanziaria della Comunità alle spese sostenute dagli Stati
membri per l'attuazione dei sistemi di controllo e monitoraggio
applicabili nell'ambito della politica comune della pesca nel 2007 [notificata con il numero C(2007)
3747](2007/567/CE)
(GUUE
L 217/2007)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni
sull'analisi dei mercati a norma del quadro normativo comunitario (Seconda
relazione) Consolidamento del mercato interno delle comunicazioni
elettroniche {SEC(2007) 962} COM(2007)
401 def.
MERCATO INTERNO
·
Decisione della
Banca centrale europea, del 3 luglio 2007, recante la disciplina sugli appalti (BCE/2007/5) (GUUE L 184/2007)
POLITICA REGIONALE
·
Proposta di regolamento del Consiglio recante il regolamento finanziario per il
10° Fondo europeo di sviluppo (presentata dalla Commissione) COM(2007)
410 definitivo
·
Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n.
1782/2003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto
nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di
sostegno a favore degli agricoltori e del regolamento (CE) n. 1698/2005
sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo
sviluppo rurale (FEASR) (presentata dalla Commissione) COM(2007)
484 definitivo
BANDI
- INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni
bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono
consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.europa.eu
sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl
AMBIENTE
INVITO A MANIFESTARE
INTERESSE PER ENTRARE A FAR PARTE DELLE LISTE PER CONTRATTI I CUI IMPORTI SIANO
INFERIORI ALLE SOGLIE PREVISTE DALLE DIRETTIVE EUROPEE SUGLI APPALTI PUBBLICI,
NEL SETTORE DELL'AMBIENTE.
CODICE: 2005/S
230-226565
http://ted.europa.eu/Exec?DataFlow=ShowPage.dfl&Template=TED
SCADENZA: 31/10/2008
AUDIOVISIVI
INVITO A PRESENTARE
PROPOSTE PER IL SOSTEGNO ALLA DISTRIBUZIONE TRANSNAZIONALE DEI FILM EUROPEI E
ALLA MESSA IN RETE DEI DISTRIBUTORI EUROPEI. SISTEMA DI SOSTEGNO SELETTIVO.
CODICE: EACEA 04/07
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_050/c_
SCADENZA: 1/12/2007
ISTRUZIONE,
FORMAZIONE E CULTURA
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE
NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA ERASMUS MUNDUS,
ANNO ACCADEMICO 2008/2009, AZIONE 2.
http://eacea.ec.europa.eu/static/en/mundus/call2007/document
SCADENZA: 28/2/2008
PAESI TERZI -
EUROPEAID
GAZA. INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL
PROGRAMMA EURO-MED PER LA GIOVENTÙ
III, PER I TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI.
CODICE: EuropeAid/125496/M/ACT/PS
http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl
SCADENZA: 1/2/2008
TUTTI GLI STATI ACP. INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGRAMMI MIRATI AL MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA EDUCATIVO
CODICE:
EuropeAid/125565/D/ACT/Multi
http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl
SCADENZA: 2/10/2007
ZAMBIA. INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE DI PROGRAMMA IN SUPPORTO ALLA DIVERSIFICAZIONE AGRICOLA E
ALLA SICUREZZA ALIMENTARE NELLE PROVINCE NORD-OVEST DEL PAESE.
CODICE:
EuropeAid/125837/M/ACT/ZM http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl
SCADENZA: 15/10/2007
RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO
INVITO A PRESENTARE
PROPOSTE NELL'AMBITO DELLE SCIENZE SOCIO-ECONOMICHE E UMANITARIE. L'INIZIATIVA
RIENTRA NEL 7° PROGRAMMA QUADRO.
CODICE: FP7-SSH-2007-1
http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite
SCADENZA: 29/11/2007
INVITO A PRESENTARE
PROPOSTE DI PROGETTO RIGUARDANTE IL TEMA DELLE TECNOLOGIE DELL'INFORMAZIONE E
DELLA COMUNICAZIONE.
CODICE:
FP7-ICT-SEC-2007-1
http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite
SCADENZA: 29/11/2007
INVITO A PRESENTARE
DOMANDA PER L'EROGAZIONE DI BORSE INTRA-EUROPEE PER LE CONCESSIONI DI
REINTEGRAZIONE EUROPEE. L'INIZIATIVA RIENTRA NEL 7° PROGRAMMA QUADRO.
CODICE:
FP7-PEOPLE-2007-2-2-ERG
http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite
SCADENZA: 17/10/2007
INVITI A PRESENTARE
PROPOSTE DI PROGETTO NELL'AMBITO DEI PROGRAMMI DI LAVORO PROVVISORI DEL V7°
PROGRAMMA QUADRO CE DI AZIONI COMUNITARIE DI RICERCA E DI ADDESTRAMENTO
NELL'AMBITO NUCLEARE.
CODICE: FP7-Fusion-2007
http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite
SCADENZA: 23/10/2007
SALUTE E CONSUMATORI
INVITO A PRESENTARE
PROPOSTE PER LO SVILUPPO DI CORSI INTEGRATI DI SPECIALIZZAZIONE POST-LAUREAM SU
MATERIE RIGUARDANTI LA POLITICA DEI CONSUMATORI.
CODICE: SANCO/2007/B/007
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2006/c_241/c_
SCADENZA: 5/11/2007
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA
PARTNERS
Azienda bulgara produttrice di mappe, mappe stradali e materiale
didattico sta cercando distributori in tutta Europa. BG 581
Azienda bulgara produttrice di frutta e verdura disidratate
sta cercando contatti con aziende italiane. BG 601
Azienda bulgara produttrice di prugne secche sta
cercando partner commerciali in Italia. BG 605
Azienda polacca specializzata nella produzione di installazioni
elettriche sta cercando accordi commerciali e tecnici. PL 584
Azienda polacca specializzata nell’assistenza contabile e legale
sta cercando opportunità di sub-contratto. PL 585
Azienda polacca produttrice di gioielli in argento e ambra
sta cercando cooperazioni commerciali in tutta Europa. PL 594
Rivenditore ungherese di mobili sta cercando produttori in tutta
Europa e principalmente in Romania. HU 596
Azienda belga specializzata nella fabbricazione di fornaci di
pirolisi e a combustione sta cercando intermediari commerciali
in tutta Europa. BE
590
Azienda belga sta cercando distributori, magazzini, designer di materiale tessile
quali tende e altri prodotti tessili da interno. BE 599
Azienda rumena (Bucarest) produttrice di candele da chiesa e da altare, ceroni
votivi, liturgici e lumini sta
cercando aziende italiane per importare accessori per candele quali tappi di
metallo e contenitori di plastica. RO 571
Azienda francese produttrice di dispositivi di pulizia per esterni
(facciate di costruzioni, marciapiedi pubblici) sta cercando distributori dei
propri prodotti. FR
573
Azienda lituana operante nel settore delle consulenze aziendali,
project manager, servizi legali, marketing e direzione aziendale è interessata
a sviluppare cooperazioni
a livello europeo di tipo commerciale, finanziario e tecnico. LT 583
Azienda slovena cerca distributori/venditori di pellet di
legno e legna confezionata per stufe in Italia. SL 576
Azienda slovena sta cercando produttori di parti di macchine per caffé espresso o
di macchine complete per caffé espresso. SL 597
Azienda ittica argentina sta cercando di stipulare contratti di joint-venture in Italia
per la lavorazione e la distribuzione del prodotto finito. AR 598
Azienda rumena attiva nel campo delle costruzioni civili, di strade e
autostrade offre cooperazione logistica e servizi intermediari. GR 574
Azienda croata specializzata nella produzione di aceto di
miele naturale sta cercando di distribuire i propri prodotti in
tutta Europa. CR 579
Azienda croata produttrice di spazzolini da denti e dentifricio
sta cercando distributori, contratti di joint-venture per investire in ricerca
e sviluppo. CR
592
Azienda croata cerca fornitori di macchinari per effettuare test e
bilanciamento di turbo compressori. CR 603
Azienda svedese produttrice di prodotti sinterizzati sta
cercando sub-contratti e cooperazioni in tutta Europa. SE 582
Azienda svedese specializzata nella produzione di attrezzature di controllo
e misurazione per automobili e per l’industria aerospaziale sta
cercando distributori in tutta Europa. SE 586
Azienda svedese produttrice di cuscinetti su misura sta
cercando clienti in tutta Europa. SE 591
Azienda bosniaca produttrice di alimenti e bevande,
inclusa la conservazione di frutta e vegetali, sta cercando intermediari
commerciali e cooperazione nelle attività di ricerca e sviluppo. BA 577
Catena di Hotel a Sarajevo e in
Bosnia Herzegovina sta cercando servizi
intermediari (agenti e rappresentanti) al fine di collaborare
con agenzie turistiche in tutta Europa. BA 580
Azienda bosniaca produttrice di nastri adesivi stampati in PVC, PPA,
PPR, PPH, e prodotti per la mascheratura elettrica di tutte le
dimensioni sta cercando servizi intermediari (agenti, rappresentanti,
distributori). BA
600
Azienda turca produttrice di dispositivi a gas ed elettrici
per la casa sta cercando cooperazioni di tipo finanziario, commerciale,
tecnico-produttivo in tutta Europa. TR 593
Azienda spagnola specializzata nella costruzione e ristrutturazione di
costruzioni offre la gestione di edifici nel centro di
Barcellona in partnership con investitori oltre che la possibilità di
acquistare o affittare appartamenti. ES 578
Azienda spagnola produttrice di mobili sta cercando
produttori e fornitori di mobili in tutta Europa. SP 588
Azienda spagnola specializzata nella produzione di fibre di cotone
sta cercando intermediari e rappresentanti in tutta Europa. SP 589
Azienda spagnola specializzata in ricerche di mercato e consulenze
legislative offre i suoi servizi per le aziende che desiderano
stabilirsi in Spagna. L’azienda offre inoltre la possibilità di agire come
agente di vendita per quelle aziende che cercano un intermediario commerciale. ES 602
Per ulteriori
informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto
tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati
Delegazione italiana FORZA ITALIA - P
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles -
Tel. +32 2 284.25.96 -
Fax +32 2 284.69.06
·
Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.:
0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it
·
Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -
http://europa.eu.int/comm
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int
·
Corte
di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int
·
Comitato
economico e sociale - Rue
Ravenstein, 2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S
(Bandi): http://ted.publications.eu.int
·
Euro
Info Centres (informano e
forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee:
normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza,
concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html
Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67
1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 4140
- http://www.epp-eu.org/
EUROINFORMAZIONI
E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org