GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

  

                                                                                                                                

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

14 Settembre 2007

n° 152

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

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GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.

 


 

 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

SICUREZZA DEGLI ALIMENTI: RAFFORZATA LA COOPERAZIONE UE-USA

 

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e la Food and Drug Administration (FDA) americana hanno deciso di rafforzare la loro cooperazione nel campo della valutazione della sicurezza degli alimenti. Per formalizzare questa decisione il 2 luglio a Bruxelles è stato firmato un accordo di cooperazione tra le due agenzie.

“La sicurezza alimentare non segue i confini nazionali e la catena alimentare è diventata veramente una catena mondiale. Dobbiamo lavorare con le migliori menti scientifiche del mondo intero ed estendere la cooperazione scientifica per valutare i rischi che presentano gli alimenti e tutelare ancora meglio i consumatori” ha dichiarato  Catherine Gestlain-Lanéelle, direttrice dell’EFSA.

Andrei C. von Ezchenbar, commissario della US FDA ha aggiunto:”La FDA, agenzia fondata sulla scienza e diretta dalla scienza riconosce che la cooperazione scientifica è vitale per il successo della sua missione che consiste nel fornire al pubblico la migliore protezione sanitaria”.

La cooperazione e il dialogo informali tra l’EFSA e la FDA non sono recenti. L’accordo di cooperazione, il primo firmato dall’EFSA, dovrebbe intensificare le relazioni e agevolare gli scambi di informazioni scientifiche tra le due entità, in particolare sulle metodologie utilizzate per garantire la sicurezza degli alimenti. Questo accordo formale permetterà inoltre di garantire la protezione adeguata di questo tipo di informazioni riservate, rispettando le normative vigenti, tanto negli Stati Uniti, quanto nell’Unione europea.

L’EFSA ha intenzione di mettere a punto accordi simili con altre autorità analoghe nel mondo.

 

 

 

DISEGNI E MODELLI INDUSTRIALI UE PROTETTI UN TUTTO IL MONDO

 

La Commissione europea ha adottato il 24 luglio 2007 due regolamenti necessari per dare effetto all’adesione della CE all’atto di Ginevra riguardante la registrazione internazionale dei disegni e dei modelli industriali. L’adesione da parte della CE permetterà alle imprese dell’UE di ottenere, tramite una richiesta unica, la protezione di un disegno o modello non solo in tutta l’Unione grazie al disegno o modello comunitario, bensì anche negli altri paesi dell’atto di Ginevra. Secondo il Commissario europeo al Mercato interno “il nuovo sistema potrebbe diventare operativo nell’UE per il 1° gennaio 2008”.

Il primo testo modifica il regolamento 2245/2002 relativo alle modalità d’applicazione del regolamento CE n.6/2002 del Consiglio sui disegni e modelli comunitari. Le modifiche riguardano le domande di registrazione e di rinnovo, i mezzi di comunicazione con l’ufficio internazionale e la pubblicità riguardante le registrazioni internazionali che designano la CE. Inoltre, alcune modifiche sono state incluse per semplificare l’amministrazione delle procedure legate ai disegni e modelli comunitari registrati.

Il secondo testo modifica il regolamento 2246/2002 riguardante le imposte da pagare all’OHMI. Le modifiche vertono sull’amministrazione delle diverse tasse richieste per le registrazioni internazionali che designano la CE.

I testi dei due regolamenti sono disponibili ai seguenti indirizzi:

http://ec.europa.eu/internal_market/indpropt/docs/design/2007-10577-1-1_en.pdf

http://ec.europa.eu/internal_market/indpropt/docs/design/2007-10577-1-0_en.pdf

 

 

 

 

 

 

 

 

INFORMAZIONI SUI RISCHI PER LA SALUTE UMANA E ANIMALE

 

La Commissione europea ha predisposto in linea Medisys, un portale di informazione in tempo reale sui rischi connessi alla salute umana e animale. Aperto al pubblico gratuitamente, il sito Internet raccoglie e smista costantemente le informazioni (20000 articoli al giorno in 25 lingue) provenienti da 800 siti elettronici di attualità generale o specializzati. Il portale è anche destinato ad allertare le autorità sanitarie della comparsa sul pianeta di nuovi focolai di patologia umana o animale onde favorire una reazione rapida dei poteri pubblici.

Le informazioni contenute sono divise in tre categorie: patologie, bioterrorismo, varie (OMS, vaccinazioni, malattie animali). Lo strumento ha dimostrato la sua utilità durante la comparsa dell’afta epizootica nel Regno Unito. Vedi: http://medusa.jrc.it .

 

 

 

LINEE GUIDA PER LA RICERCA E L'INNOVAZIONE

 

La Commissione europea ha elaborato delle linee guida per le autorità nazionali e regionali sul modo di combinare i programmi della politica di coesione con il finanziamento dell’innovazione e della ricerca nell’ambito del settimo programma quadro di ricerca e del programma quadro per la competitività e l’innovazione. Il documento invita gli Stati membri e le regioni a svolgere un ruolo di primo piano utilizzando al meglio i fondi europei messi a disposizione. La Commissione propone diverse azioni per migliorare l’utilizzo dei finanziamenti europei:

- una guida pratica, da pubblicare entro la fine dell’anno, per aiutare gli istituti di ricerca e le imprese a determinare la fonte di finanziamento più appropriata;

- il miglioramento degli scambi di informazione con le autorità nazionali e regionali, nella prospettiva di un aiuto complementare proveniente da fondi nazionali, regionali ed europei;

- incontri regolari tra gli attori della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo regionale per condividere idee, scambiare le migliori pratiche e ottenere consigli.

"L’innovazione può rafforzare lo sviluppo regionale, e un approccio regionale può favorire una innovazione di qualità", ha dichiarato Danuta Hübner, Commissiaria europea per la politica regionale. "L’attitudine dei responsabili regionali a trasformare la conoscenza in crescita avrà un impatto decisivo sull’avvenire. Dobbiamo operare per favorire questa interazione positiva tra le regioni e la ricerca".

Le regioni che vogliono utilizzare il proprio potenziale di ricerca e innovazione per svilupparsi economicamente, possono usufruire di diversi programmi di finanziamento:

- gli strumenti della politica di coesione, in particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo, che permettono investimenti nella ricerca e nell’innovazione sulla base di quadri di riferimento nazionali strategici. Questi investimenti sono attuati mediante programmi operativi settoriali e regionali e contribuiscono alla realizzazione dell’agenda di Lisbona;

- il settimo programma quadro di ricerca, in particolare le azioni per il rafforzamento delle capacità in certe regioni ("Potenziale di ricerca") e il finanziamento dei raggruppamenti (cluster) a livello europeo ("Regioni della conoscenza");

- il programma quadro per la competitività e l’innovazione, che sostiene le imprese e l’imprenditorialità.

 

 

 

PREMIO SACHAROV PER LA LIBERTÀ DI PENSIERO: I CANDIDATI

 

Dal 1988 il Parlamento europeo assegna il Premio Sacharov per la libertà di pensiero, riconoscimento per coloro che si sono distinti nella lotta contro l’ingiustizia e l’oppressione in qualunque parte della terra. Oggi scopriamo chi sono i candidati per l’edizione 2007. I gruppi politici o una loro coalizione hanno proposto ieri in una riunione congiunta delle commissioni parlamentari sviluppo, affari esteri e la sottocommissione per i diritti dell’uomo, i finalisti di quest’anno. Il 24 settembre verranno selezionati tre finalisti che si contenderanno il titolo il 25 ottobre, su decisione dei leader dei gruppi politici. La cerimonia ufficiale di consegna avverrà l’11 dicembre durante la sessione plenaria. Al vincitore, oltre al premio, andrà una somma di 50.000 euro. Ecco i nomi dei candidati:

Bartolomeo I. Il Patriarca di Costantinopoli è il difensore della libertà di religione in Turchia e promotore del dialogo interreligioso. La sua candidatura è stata presentata dal deputato Philip Claeys a nome del Gruppo ITS.

Zeng Jinyan e Hu Jia: i bambini di Tiananmen. Zeng Jinyan è un dissidente politico che usa internet come mezzo di denuncia degli abusi sui diritti dell’uomo in Cina. Suo marito Hu Jia è un ambientalista e attivista nella lotta all’AIDS. Le loro candidature sono state presentate dalla deputata italiana Monica Frassoni e dal deputato Daniel Cohn-Bendit a nome del Gruppo dei verdi.

Joya Malalai. La deputata afgana continua il suo lavoro in ambito sociale in difesa dei diritti delle donne al Parlamento. La sua candidatura è stata presentata dal deputato italiano Vittorio Agnoletto assieme a Andre Brie e Tobias Pflueger a nome del Gruppo GUE.

Salih Mahmoud Osman. Procuratore e collaboratore dell’organizzazione sudanese contro la tortura, Osman è il punto di riferimento per le vittime della guerra civile e dei suoi abusi. Candidatura presentata dal deputato del Gruppo socialista Josep Borrell Fontelles, dal collega Thierry Cornillet del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE), da José Ribeiro e Castro del Gruppo del Partito Popolare Europeo, da Frithjof Schmidt del Gruppo dei Verdi, da Jurgen Schröder del Gruppo del Partito Popopolare Europo e da altri 177 eurodeputati di vari gruppi politici, così come da Annemie Neyts-Uyttebroeck e Marco Cappato a nome del Gruppo ALDE.

Anna Politkovskaya. Giornalista russa assassinata lo scorso ottobre durante le sue investigazioni su presunti abusi dei diritti dell’uomo e torture in Cecenia. Candidata da Joseph Daul, Presidente del Gruppo del Partito Popolare Europeo, a nome del Gruppo.

 

 

 

UN WEBSITE PER PROMUOVERE LO SVILUPPO ECONOMICO LOCALE

 

Attori locali in rete è il sito web della Commissione europea dove è possibile attingere informazioni sulle migliori pratiche nell’ambito dell’occupazione locale, trovare partners per lo scambio di informazioni, avviare collaborazioni per lo sviluppo dell’occupazione locale. Il sito intende inoltre fornire gli strumenti per favorire la collaborazione tra la Commissione europea e gli attori dello sviluppo economico ed occupazionale locale. Il sito, finanziato dalla DG per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità della Commissione europea, è disponibile nelle lingue inglese, francese e tedesco.

Sito Internet: http://ec.europa.eu/employment_social/local_employment/lla/fo/index.do

 

 

 

L'EUROPA È DEI GIOVANI?

 

Poiché la popolazione europea invecchia rapidamente e la fascia dei lavoratori giovani si restringe, l’Unione europea deve impegnare le sue risorse sulla generazione dei giovani. È questo il risultato di uno studio presentato dalla Commissione europea, secondo il quale i giovani non sempre sono pronti ad assumersi però questa responsabilità. In Europa 1 giovane su 6 abbandona la scuola troppo presto e 4,6 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati. Il documento evidenzia la necessità, a livello UE e nazionale, di investire per tempo e di più nell’istruzione e nella salute della gioventù e di migliorare la transizione dall’istruzione al lavoro. Dal rapporto si evince anche che le sfide fronteggiate dai giovani durante la loro crescita sono oggi più complesse di quelli affrontate dalla generazione dei loro genitori. La transizione dalla scuola al mondo del lavoro, infatti, è complicata. Metà dei posti di lavoro odierni richiede qualifiche ad alto livello; altri presuppongono abilità molto più varie che in passato. Un quarto circa degli europei più giovani non sono idonei né capaci di accedere al mercato del lavoro. In molti Stati membri, 1 giovane su 3 è ancora senza lavoro un anno dopo aver lasciato la scuola. Per la Commissione occorre che le prospettive d’istruzione e di lavoro siano migliorate. Allo tempo stesso, occorrerà stimolare le attività di volontariato che si rivelano importanti per incoraggiare i giovani a sostenere un ruolo attivo nella società. Un recente sondaggio di Eurobarometro dimostra infatti che il 74% dei giovani crede che il volontariato sia un buon sistema di farli partecipare alla vita sociale. Per la Commissione è quindi tempo di investire di più e con maggiore vigore in questa categoria, non solo in termini finanziari ma anche in termini politici e sociali, attraverso famiglie, ONG, insegnanti e datori di lavoro.

 

 

ADOTTATA LA TERZA RELAZIONE ANNUALE SU MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE

 

La Commissione europea ha adottato la terza relazione annuale su migrazione e integrazione che analizza le misure prese, a livello UE e nazionale, per ammettere ed integrare i cittadini di paesi terzi, fornisce una panoramica degli sviluppi politici e contribuisce a valutare e rafforzare le misure di integrazione. La relazione contiene informazioni sulla creazione del quadro normativo UE per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi fino al giugno 2007. Inoltre annuncia l’impegno della Commissione ad elaborare nuove iniziative per sviluppare tale quadro, esaminando per esempio in che modo la partecipazione e la cittadinanza possono favorire il processo di integrazione, e promuovendo la definizione di indicatori ed indici comuni utilizzabili dagli Stati membri su base volontaria per valutare i risultati della politica di integrazione. La relazione è in discussione in questi giorni nel corso della conferenza ad alto livello sull’immigrazione legale, organizzata dalla presidenza portoghese.

 

 

 

UE: NUOVO IMPULSO A POLITICA DI VICINATO

 

L’Unione europea e i paesi vicini hanno concordato a Bruxelles, nella loro prima conferenza ad alto livello, di rafforzare le relazioni nei settori chiave dell’energia, del commercio estero e della sicurezza, registrando però punti di vista diversi su come sviluppare la politica di vicinato (Pev), a tre anni dal suo lancio.

I rappresentanti a livello ministeriale dei 27 paesi dell'UE e dei 16 paesi che rappresentano "l’anello di amici", dall’Ucraina, al Caucaso ai paesi del nord Africa, più Libia, Bielorussia e Siria, in qualità di "osservatori", hanno dato nuovo impulso ad una politica che può contare su 12 miliardi di euro di programmi economici più altri aiuti in cambio di riforme e sviluppo democratico. Restano però differenze sostanziali sulla direzione da privilegiare: puntare di più ai paesi della cintura dell’Est o a quelli dell’area del sud che, secondo il presidente francese Nicolas Sarzoky, dovrebbe formare il nucleo dell’Unione mediterranea? E ancora: la Pev va considerata anticamera per un futuro allargamento dell'UE? Secondo l’Italia, che la sostiene "con grande determinazione e convinzione", la politica di vicinato dell'UE deve "comportarsi in modo uguale verso i Paesi dell’est e del sud".

Il Presidente della Commissione UE José Manuel Durao Barroso e il ministro degli esteri portoghese Luis Amado, presidente di turno del Consiglio, hanno suggerito di rafforzare la politica di vicinato seguendo il criterio della "differenziazione". D’accordo il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos purchè - ha precisato - "non rappresenti una discriminazione". Il ministro degli esteri polacco Anna Fotyga ha insistito sulla necessità di mantenere lo sguardo ben puntato ad est, evocando anche la possibilità di uno sbocco nella famiglia europea per "l’Ucraina e probabilmente la Moldovia". Il ministro britannico agli affari europei, Jim Murphy, ha sponsorizzato l’ipotesi di una Pev anticamera dell’allargamento. "Per quei paesi che cercano una prospettiva più ampia, le porte dell'UE devono restare aperta", ha detto. Nettamente contrario il suo collega tedesco Guenter Gloser, per il quale la politica di vicinato "è un enorme contributo" alla promozione di sicurezza e prosperità in Europa, ma "non ha assolutamente nulla a che fare con una futura prospettiva di ingresso nell'UE". I rappresentanti dei paesi vicini hanno applaudito l’iniziativa e da questo primo forum (che si ripeterà con cadenze probabilmente semestrali) hanno lanciato proposte e suggerimenti per aumentare il libero scambio e rafforzare la cooperazione energetica. Un settore che potrebbe avvalersi delle risorse dei paesi dell’est come del sole e del vento di cui sono ricchi i paesi dell’area del sud.

 

 

 

 

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  03 - 06 SETTEMBRE 2007

 

 

ISTITUZIONI

 

 

APERTURA DELLA SESSIONE

 

Il Presidente ha ricordato Gaston Thorn e Raymond Barre, scomparsi durante la pausa estiva, e reso omaggio ad Altiero Spinelli in occasione del centenario della sua nascita. Ha poi espresso solidarietà alle vittime degli incendi in Grecia e del terremoto in Perù. Ha anche rivolto un pensiero ai morti in Iraq e ai rifugiati che cercano salvezza in Europa. Il processo ad Agrigento a 7 pescatori tunisini e i vantaggi fiscali alla Chiesa cattolica sono stati oggetto di due dichiarazioni in Aula.

 

 

Il Presidente HANS-GERT PÖTTERING ha voluto ricordare i «due grandi europei» Gaston Thorn e Raymond Barre scomparsi durante la pausa estiva. Entrambi, ha detto, si sono distinti sia come commissari europei sia come primi ministri. Il primo è anche stato deputato europeo dal 1959 al 1969. Nel corso della loro vita, ha aggiunto, si sono impegnati a favore della causa per l'integrazione europea e hanno contribuito concretamente a questo processo, «in tempi in cui le condizioni erano spesso difficili».

 

 

Il Presidente ha poi reso omaggio ad Altiero Spinelli, cui ricorreva il centenario della nascita in questi giorni. Definendolo uno degli architetti delle odierne istituzioni europee, ha ricordato che, nel corso dei dieci anni in cui è stato membro del Parlamento europeo, Spinelli ha svolto un ruolo fondamentale nel processo di riforma dell'Unione. Il suo progetto di trattato, redatto quando era presidente della commissione per gli affari costituzionali e approvato dal Parlamento a larga maggioranza nel 1984, è stato alla base di numerosi cambiamenti introdotti dai successivi trattati, compreso l'ampliamento dei poteri legislativi del Parlamento europeo.

Pöttering ha poi voluto esprimere la solidarietà del Parlamento a tutte le vittime delle catastrofi naturali avvenute questa estate, come le inondazioni nel Regno Unito, la siccità nel Mediterraneo o gli incendi in Grecia che hanno causato la morte di 60 persone. Ha quindi reso omaggio alle vittime del terremoto in Perù e della violenza «senza senso» in Iraq, ed ha rivolto un pensiero ai rifugiati che cercano la salvezza in Europa affrontando «viaggi della morte».

Ha quindi invitato l'Aula a osservare un minuto di silenzio.

 

 

 

 

FISCO-UE: L'ATTACCO DEI RADICALI ALLA CHIESA CATTOLICA

 

Nella conferenza stampa titolata "Kroes e Radicali contro la Chiesa italiana: ingerenze della Commissione europea e responsabilità del governo italiano", tenutasi in risposta alle dichiarazioni fatte in Aula da Marco Cappato sui persunti "vantaggi fiscali alla Chiesa Cattolica", alcuni rappresentanti autorevoli degli eurodeputati della Cdl hanno accusato, a Strasburgo, il commissario UE alla concorrenza, Neelie Kroes, di voler agire contro le esenzioni fiscali alla Chiesa Cattolica in Italia in base a denunce definite "pretestuose e strumentali"; ma l'azione della Commissione, hanno puntualizzato, è stata resa possibile solo grazie alla "sponda attiva" offerta a Bruxelles, secondo loro, dal governo Prodi e in particolare dalla Presidenza del Consiglio. Al governo di centrosinistra gli europarlamentari dell'opposizione rimproverano, fra l'altro, di non aver consultato la Conferenza episcopale italiana (Cei) per cercare di concordare una riposta ai rilievi di Bruxelles. Una consultazione, hanno precisato, che non è vincolante ma che è sempre stata effettuata negli altri casi in cui erano entrate nel mirino dell'Antitrust comunitario importanti soggetti nazionali

 

"come Fiat, Telecom, Mediaset o anche la Regione Lombardia", ha ricordato MARIO MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo. Lo stesso Mauro ha sottolineato la coincidenza temporale per cui la prima delle due richieste di informazioni da parte della Commissione al governo italiano è stata inviata solo nel maggio 2006, poco dopo la vittoria elettorale del centro sinistra, nonostante il fatto che i radicali avessero sollevato la questione già da tre anni: "Perché la Commissione non se li è filati prima? perché evidentemente ha trovato una sponda attiva nel nuovo governo Prodi", e in particolare "nella Presidenza del Consiglio", a cui spetta il compito di rispondere a Bruxelles, ha detto Mauro.

 

A definire "pretestuose, strumentali e infondate" le motivazioni delle denunce radicali all'origine dell'iniziativa della Kroes è stato GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica, secondo il quale l'Esecutivo UE ha "responsabilità molto gravi" per avervi dato seguito. "Questa è un'aggressione alla Chiesa da parte del laicismo, e dimostra quanto sia lontana l'UE dalla realtà, quando immagina che sia possibile una concorrenza fra la mensa dei poveri e il ristorante di lusso", ha osservato Gargani, auspicando con il collega Mauro che possa esservi un dibattito in Aula con la Commissione su questa vicenda.

 

ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE ha puntualizzato, da parte sua, che l'iniziativa della Commissione "è stata sollecitata da rappresentanti di partiti della maggioranza, ricordando che a essere preso di mira è un provvedimento preso a suo tempo da un governo di centrosinistra con Giuliano Amato e poi confermato da Berlusconi. Per Tajani, Kroes non ha compreso il riconoscimento che viene dato così a tutte le iniziative no-profit, che rendono servizi in sostituzione dello Stato. Ma un'interferenza in questo campo da parte di Bruxelles, sarebbe "una violazione del principio di sussidiarietà" ha concluso il capodelegazione di Fi, il quale ha aggiunto come "le parole del Presidente del Parlamento europeo Poettering in difesa del principio di sussidiarietà rappresentano un monito a coloro che cercano di utilizzare l'Europa per modesti fini di politica interna. Ne prenda atto chi ha cercato di colpire la Chiesa cattolica e le sue iniziative sociali attraverso pretestuosi attacchi in materia fiscale"

 

 

 

 

 

PER IL PRESIDENTE PORTOGHESE LA SOLIDARIETÀ È ALLA BASE DELL'INTEGRAZIONE EUROPEA

 

Seduta solenne - Allocuzione di Aníbal António Cavaco Silva, Presidente della Repubblica portoghese - 3.9.2007

 

Il Parlamento ha accolto in seduta solenne il Presidente del Portogallo, paese che avrà la Presidenza dell'Unione fino al prossimo dicembre e che guiderà il Vertice che dovrà adottare la riforma dei trattati. Il Presidente ha sottolineato il valore del principio della solidarietà come condizione sine qua non della costruzione europea. Aprendo a soluzioni innovative per quanto riguarda la protezione sociale, ha definito inaccettabile una crescita economica basata sulla distruzione sociale.

 

Aníbal António Cavaco Silva, Presidente della Repubblica portoghese, ha anzitutto sottolineato il ruolo decisivo svolto dal Parlamento nel processo di integrazione europea, in particolare nella costruzione del mercato unico e nella riforma dei trattati. Ha poi aggiunto che, a suo parere, è giunta l'ora di concentrarsi su cosa è realmente essenziale per rendere l'Europa più forte e coesa. Ricordando che una delle priorità della Presidenza portoghese è di finalizzare la riforma del Trattato sulla base del compromesso raggiunto dal Consiglio europeo di giugno, ha rivolto un appello affinché i necessari sforzi siano profusi al fine di giungere a questa riforma entro la fine dell'anno.

Chiuso il capitolo istituzionale, ha poi aggiunto, l'Unione europea dovrà affrontare «le sfide che preoccupano i cittadini»: crescita economica, occupazione, sicurezza, ambiente, energia e globalizzazione. In tale contesto, il Presidente ha sottolineato il valore della solidarietà come un pilastro fondamentale dell'integrazione europea. A suo parere in fatti, la solidarietà, combinata con la sussidiarietà, «è una condizione sine qua non per il futuro della costruzione europea». Una solidarietà che deve essere tangibile e espressa con azioni comuni e politiche, non solo retorica o "à la carte".

 

Il Presidente ha poi affrontato il tema della povertà e dell'esclusione sociale, che è uno degli obiettivi dell'Unione europea. Questa sfida, a suo parere, deve essere vinta grazie a soluzioni flessibili e innovative, anche perché la situazione in Europa è molto seria. Si è quindi chiesto se  «le tradizionali politiche di protezione sociale non abbiano raggiunto i limiti della loro efficacia». Pur riconoscendo loro l'importante ruolo svolto a seguito della seconda guerra mondiale, ha sottolineato che per difendere il modello sociale occorre adattarlo alle nuove sfide e al nuovo contesto mondiale.

Sostenendo poi che non vi è progresso sociale senza crescita economica, il Presidente ha però ammonito che sarebbe insostenibile e inaccettabile che quest'ultima fosse basata sulla distruzione sociale. A suo parere, peraltro, la migliore protezione contro la povertà e l'esclusione sociale è quella di agevolare la partecipazione dei cittadini al mercato del lavoro, anche attraverso il miglioramento dell'istruzione e della formazione. La solidarietà deve anche essere rivolta all'esterno delle frontiere europee e, in proposito, il Presidente ha voluto attirare l'attenzione sul Continente africano. E' giunto il momento, ha detto, «di parlare con l'Africa invece di parlare semplicemente dell'Africa e dei suoi problemi». 

 

Ha poi sottolineato l'importanza dell'energia e dell'ambiente, come nuove forze trainanti dell'integrazione europea. E, anche in questo campo, occorre dimostrare la propria solidarietà. Ha infine affermato che, per la sostenibilità del processo d'integrazione, è «cruciale» garantire le condizioni affinché l'Europa sia un attore centrale e influente nel mondo.

 

 

 

 

 

UNA NORMATIVA EUROPEA PIÙ SEMPLICE E COMPRENSIBILE

 

-       Doc. A6-0271/2007 - Relazione di Giuseppe Gargani (PPE/DE, IT) sulla Strategia per la semplificazione del contesto normativo

-       Doc. A6-0273/2007 - Relazione su "Legiferare meglio nell'Unione europea"

-       Doc. A6-0280/2007 - Relazione su "Legiferare meglio 2005": applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità - 13a relazione annuale

-       Doc. A6-0259 - Relazione sulle implicazioni istituzionali e giuridiche dell'impiego di strumenti normativi non vincolanti

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 3.9.2007 - Votazione: 4.9.2007

 

Appoggiando le iniziative volte a semplificare la legislazione UE, il Parlamento chiede un più ampio ricorso alla rifusione dei testi ed a un linguaggio più chiaro per rendere la legislazione europea più comprensibile. Nel sollecitare la consultazione delle parti interessate e il potenziamento delle analisi settoriali, ritiene valido ricorrere a forme di autoregolamentazione e auspica la riduzione degli oneri amministrativi che gravano sulle PMI.

 

Approvando la relazione d'iniziativa di Giuseppe Gargani (PPE/DE, IT), il Parlamento europeo ricorda anzitutto che la semplificazione del contesto legislativo a garanzia della chiarezza, dell'efficacia e della qualità della legislazione «è una condizione imprescindibile in vista del conseguimento dell'obiettivo di "Legiferare meglio"», che costituisce a sua volta un’azione prioritaria dell'Unione europea finalizzata ad assicurare alti livelli di crescita e di occupazione.

Nel rallegrarsi quindi che, per la prima volta, le iniziative sulla semplificazione siano state inserite nel programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2007, i deputati esortano la Commissione ad accordare maggiore importanza all'attuazione, all'applicazione e alla valutazione della legislazione comunitaria, «quale parte essenziale del processo verso una migliore regolamentazione».

La relazione suggerisce poi che il Parlamento, la Commissione e il Consiglio concludano un accordo interistituzionale su un metodo di lavoro accelerato ai fini della semplificazione delle misure nel loro complesso. Invita inoltre la Commissione ad impegnarsi affinché il processo di semplificazione, e in generale di miglioramento della qualità della legislazione, «non sia compromesso a livello nazionale da norme interne o da ostacoli di natura tecnica».

I deputati propongono inoltre alla Commissione di adottare la rifusione come tecnica legislativa ordinaria al fine di permettere di disporre, per ciascuna iniziativa, del testo nella sua interezza anche in presenza di modifiche puntuali, con la chiara indicazione delle parti nuove e di quelle rimaste invariate, «consentendo così una maggiore leggibilità e una maggiore trasparenza della legislazione comunitaria». Laddove la rifusione non sia possibile, la codificazione dell'ambito legislativo interessato dovrebbe costituire la tecnica legislativa ordinaria in un termine di sei mesi.

A tale proposito, il Parlamento accoglie inoltre con favore gli sforzi della Commissione diretti ad intensificare l'attività di codificazione dell'acquis comunitario come forma primaria e basilare di semplificazione del contesto normativo. Invita tuttavia la Commissione a fare fronte al più presto alle difficoltà legate alla traduzione e ad evitare che la presentazione di nuove proposte legislative abbia un impatto negativo sulle iniziative di codificazione, «nocendo all'intero processo di semplificazione». Insiste inoltre affinché la Commissione si astenga dal proporre progetti di codificazione nelle medesime materie per le quali intende avanzare proposte legislative di merito.

Nell'invitare poi la Commissione ad insistere sulla via della consultazione delle parti interessate, per esempio estendendola ad altri settori, il Parlamento la incoraggia a potenziare le analisi settoriali e la misurazione degli oneri amministrativi generati dalla legislazione comunitaria in vigore. Per i deputati, d'altra parte, valutazioni di impatto regolari e complete «rivestono un ruolo fondamentale nel processo di semplificazione» e, pertanto, Consiglio e Parlamento dovrebbero tenerne conto al momento della presentazione di emendamenti.

Ribadendo, infine, che gli strumenti legislativi tradizionali devono continuare ad essere normalmente utilizzati per raggiungere gli obiettivi fissati dal Trattato, il Parlamento ritiene che la coregolamentazione e l'autoregolamentazione «possano utilmente integrare o sostituire le misure legislative, allorché tali metodi forniscono migliorie di portata equivalente o superiore a quelle che la legislazione permette di realizzare». A patto però che la Commissione definisca le condizioni e i limiti che le parti devono osservare nell’esercizio di tali pratiche e che queste ultime siano soggette al suo controllo.

La seconda relazione appoggia vivamente il processo di miglioramento della normativa «al fine di rafforzare l'efficacia, l'efficienza, la coerenza, la controllabilità e la trasparenza del diritto dell'Unione europea». La semplificazione, per i deputati, deve anche operarsi nell'interazione fra la Commissione e i cittadini, ad esempio per quanto riguarda gli appalti, i servizi finanziari, i programmi di ricerca, le norme sugli aiuti di Stato e le domande di sovvenzioni. D'altra parte insistono sulla necessità che, nel presentare proposte legislative, la Commissione utilizzi un linguaggio semplice e chiaro, abbandonando «l'utilizzo di acronimi incomprensibili e l'eccessivo ricorso a inutili considerando».

Il Parlamento accoglie poi con favore la decisione di ridurre del 25%, entro il 2012, gli oneri amministrativi a carico delle piccole e medie imprese (PMI) derivanti dalla legislazione comunitaria. Per i deputati tale obiettivo «dovrebbe sfociare in una legislazione più intelligente, più efficace e maggiormente incentrata sull'utente, riducendo gli oneri inutili che gravano sulle PMI senza abbassare il livello della normativa attuale». Plaude, infine, alla decisione della Commissione di ritirare 68 proposte reputate non conformi agli obiettivi della strategia di Lisbona e ai principi di una migliore regolamentazione. Tuttavia si rammarica del ritiro della proposta di direttiva sullo statuto della mutua europea, chiedendo di adottare entro la fine del 2007 un'iniziativa che consenta l'elaborazione di un siffatto statuto.

 

Data l'importanza del tema e la qualità della relazione, si riporta l'intervento di presentazione della stessa pronunciato dal relatore GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel novembre 2006 la Commissione europea ha adottato un documento di lavoro, una prima relazione sullo stato di avanzamento della strategia per la semplificazione del contesto normativo, anticipata da una comunicazione dell'ottobre 2005. Un fatto importante il quale, come Doorn ha giustamente detto, segue un processo da noi portato avanti per ottenere una semplificazione che è trasparenza, che è un modo di legiferare trasparente e comprensibile.

Il documento di lavoro è stato approvato dalla commissione giuridica la quale ha fatto il punto sui progressi conseguiti nell'attuazione del programma di semplificazione inaugurato, come ho detto, nel 2005. In particolare, si annunciano 43 rifusioni e vorrei dare al Parlamento queste notizie, questi numeri: 12 codificazioni, 8 abrogazioni e 46 altre misure di semplificazione sostanziali, cui vanno aggiunte 500 nuove iniziative legislative contenute in un altro programma modulato specificamente e dedicato alle codificazioni, mentre se ne annunciano già 200 per il 2007.

Vorrei, quindi, a questo punto enunciare alcune riflessioni, che sono la sostanza della mia relazione, naturalmente molto sintetiche, per segnalare al Parlamento una situazione effettiva e concreta nonché la riflessione approfondita complessivamente dalla commissione giuridica nella sua interezza.

Rivolgo tre segnalazioni forti alla Commissione - ritengo importante dire e sottolineare proprio questo - occorre: 1. inserire d'ora in poi sistematicamente le iniziative di semplificazione in un'apposita parte del programma legislativo e di lavoro in modo da individuarle specificamente; 2. indicare nella stessa sede la priorità che essa intende dare alle singole iniziative di semplificazione; 3. evitare la proliferazione di documenti contenenti liste di iniziative di semplificazioni in modo da avere un quadro di riferimento il più preciso possibile.

Ancora una volta, quindi, si impone l'esigenza che la Commissione - lo devo sottolineare di nuovo - sia coerente con se stessa e con le finalità della semplificazione da essa evidenziata e avviata. In particolare va segnalata l'opportunità che la rifusione diventi finalmente la tecnica legislativa ordinaria. Nel complesso sono queste le quattro regolamentazioni - posso dirlo in veste di presidente della commissione di Lévai, di Doorn e di Medina - che fanno complessivamente il punto della situazione e la Commissione non può non essere riflessiva su questi termini.

In questo modo è sempre possibile disporre del testo normativo nella sua interezza, anche in presenza di modifiche puntuali, con la chiara indicazione delle parti nuove e di quelle rimaste invariate. Questo è un canovaccio molto importante per il Parlamento. Il risultato sarebbe quello di una maggiore leggibilità e di una maggiore trasparenza, da tutti invocata, della legislazione comunitaria.

Il documento di lavoro della Commissione propone in definitiva di sfruttare le sintesi iniziali delle proposte da essa formulate per spiegare meglio gli obiettivi perseguiti dalla semplificazione. Tuttavia, l'iniziativa può anche rivelarsi controproducente, mentre una sintesi può essere giustificata per un testo discorsivo come una comunicazione, così non è per un testo normativo, il quale nella sua sintesi iniziale potrebbe trovare anche delle incertezze e quindi su questo bisogna essere molto attenti e molto precisi.

In definitiva, la relazione vuole evidenziare il forte segnale dato dalla modifica del regolamento del Parlamento europeo per quanto riguarda il miglioramento e l'introduzione della procedura prevista per le codificazioni dall'articolo 80 e di una nuova procedura ad hoc per le rifusioni, l'articolo 80 bis. Queste sono le questioni che il Parlamento deve considerare, spero unitariamente e complessivamente senza modifiche, cosicché questo possa diventare un punto importante per l'approvazione di domani dello stesso Parlamento."

 

 

VERSO UN MERCATO UNICO A VANTAGGIO DI CITTADINI E IMPRESE

Doc. A6-0295/2007

 

Risoluzione del Parlamento europeo del 4 settembre 2007 sulla revisione dl mercato unico: superare gli ostacoli e le inefficienze attraverso una migliore attuazione e applicazione (2007/2024(INI))

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 4.9.2007 - Votazione: 4.9.2007

 

Il Parlamento sottolinea l'importanza di una revisione del mercato unico che dimostri ai cittadini i vantaggi che possono trarne. Occorre quindi sviluppare l'innovazione, la concorrenza e la libera circolazione di lavoratori, merci e servizi. Bisogna anche liberalizzare i mercati postali, i trasporti e le telecomunicazioni, integrare il settore finanziario e armonizzare il funzionamento del sistema tributario, lottare contro le contraffazioni e ridurre gli oneri amministrativi delle imprese.

 

Adottando con 534 voti favorevoli, 119 contrari e 27 astensioni la relazione, il Parlamento accoglie positivamente «il ruolo attivo della Commissione, la sua visione lungimirante del mercato unico e il suo lavoro di riesame dello stesso» e auspica che la revisione del mercato unico sia l'occasione per dimostrare ai cittadini europei tutti i vantaggi che essi possono trarre dal suo completamento. In proposito, ritiene che le nuove iniziative politiche dovrebbero poggiare maggiormente su un'analisi dell'impatto sui diversi mercati e settori economici, sull'ambiente e in campo sociale.

Ricorda quindi l'importanza di accrescere la fiducia dei cittadini promuovendo obiettivi sociali e ambientali comuni «nel rispetto della diversità culturale europea». A suo parere, inoltre, la coesione sociale, unita ad un'adeguata tutela dei consumatori, «potrà consentire ai cittadini di rendersi conto meglio dei vantaggi del mercato unico». E' anche evidenziata la necessità di rafforzare l'efficacia del diritto dei consumatori per il mercato unico.

Il Parlamento sottolinea poi l'importanza di incoraggiare la libera circolazione dei lavoratori nell'ambito del mercato unico, ritenendo che ciò favorisce la competitività delle imprese europee e stimola l'innovazione attraverso lo scambio di competenze e una maggiore concorrenza. Occorre inoltre promuovere l'innovazione attraverso il rafforzamento della concorrenza e per creare un contesto favorevole alle imprese, in particolare per le PMI.

Per i deputati, inoltre, un'efficace politica in materia di concorrenza contribuirà a costruire la fiducia dei consumatori, assicurando che i cittadini beneficino di una scelta più ampia, prezzi più bassi e una qualità più elevata. D'altra parte, invitano la Commissione a adottare iniziative «per superare l'incertezza giuridica» concernente lo status dei servizi di interesse generale, in particolare gli aiuti di Stato e le norme relative agli appalti pubblici. Al riguardo, approvano le iniziative volte «a dissipare le ambiguità relative ai settori dei servizi sanitari e sociali di interesse generale nel mercato unico». Anche perché ritengono necessari servizi d'interesse generale «forti e moderni» al fine di conseguire obiettivi di pubblico interesse quali la coesione sociale e  territoriale, la protezione dell'ambiente e la diversità culturale.

Sempre in tema di servizi, il Parlamento ritiene necessario completare la liberalizzazione delle industrie di rete quali i trasporti, le telecomunicazioni, i servizi postali e la trasmissione di energia agevolati da efficaci meccanismi di regolazione. In proposito sottolinea l'importanza di continuare a liberalizzare i mercati postali «assicurando, al contempo, il finanziamento di un servizio universale efficace».

Ma anche di eliminare gli ostacoli alla creazione di una zona unica di pagamento, nonché la necessità di un'ulteriore integrazione finanziaria nell'Unione europea al fine di contribuire ad una crescita sostenibile, in particolare grazie alla riduzione dei costi di transazione e all'ampliamento delle possibilità di condivisione del rischio. D'altra parte, la Commissione è invitata a fugare ogni dubbio in merito a quando si applichino la legislazione o le regolamentazioni del paese d'origine o del paese ospitante e non lasciare lacune nel regime di responsabilità applicabile ai prestatori di servizi.

Per i deputati, inoltre, è necessaria una maggiore armonizzazione del funzionamento del sistema tributario, anche perché ritengono che gli attuali sistemi dell’IVA e delle accise «costituiscano un ostacolo al completamento del mercato unico», in particolare per quanto riguarda il commercio transfrontaliero. La Commissione è quindi invitata ad esaminare i problemi fiscali legati agli ordini personali per corrispondenza e agli acquisti su Internet e a presentare proposte affinché i cittadini europei possano beneficiare pienamente della libera circolazione delle merci.

La libera circolazione delle merci, per i deputati, è infatti fondamentale ai fini dell'efficacia del mercato unico e, in proposito, ricordano che il 25% dei beni fabbricati nell'Unione europea «non sono ancora coperti da misure in materia di armonizzazione». Accolgono pertanto positivamente l'iniziativa della Commissione volta a migliorare il funzionamento del mercato unico in tale campo e invitano gli Stati membri ad «avvalersi pienamente» del riconoscimento reciproco «per assicurare l'esercizio di questa libertà fondamentale nell'interesse dei consumatori e delle imprese».

Nell'accogliere positivamente il Libro verde della Commissione sulla revisione dell'acquis relativo ai consumatori, il Parlamento ricorda che solo il 6% dei consumatori ricorre al commercio elettronico transfrontaliero delle merci. Esorta quindi la Commissione ad assicurare il proprio sostegno ad un quadro idoneo per lo sviluppo del commercio elettronico, a creare un contesto economico più favorevole, a migliorare la qualità della legislazione e a rafforzare i diritti dei consumatori e la posizione delle PMI nei mercati.

La Commissione è poi esortata a adottare una strategia globale in materia di diritti della proprietà intellettuale e a rafforzare ulteriormente la protezione di tali diritti al fine di sostenere l'innovazione, promuovere la capacità industriale dell'Europa e favorirne la crescita. In proposito, i deputati sottolineano l'importanza di istituire un brevetto comunitario e un sistema giurisdizionale di elevata qualità ed efficacia sotto il profilo dei costi. Mettono inoltre in luce l'importanza di lottare contro le frodi e le contraffazioni nel mercato unico.

Il Parlamento chiede che sia rivolta una particolare attenzione alle preoccupazioni delle PMI per quanto riguarda il mercato unico, in particolare mediante miglioramenti in termini di costi e rapidità delle procedure di start-up, disponibilità di capitale di rischio, costi e rapidità dei servizi di pagamento, e mobilità di persone, beni e servizi. Accoglie quindi favorevolmente le iniziative della Commissione volte a ridurre gli oneri amministrativi delle imprese e sollecita ulteriori sforzi per migliorare l'accesso al mercato unico «senza ridurre la protezione necessaria per i cittadini, i consumatori e i lavoratori dipendenti».

I deputati ritengono che affrontare il cambiamento climatico e garantire uno sviluppo sostenibile «siano obiettivi di importanza assoluta», raggiungibili solo con un mix energetico equilibrato. A tale fine è fondamentale una politica del mercato unico che promuova un'energia sostenibile e competitiva. Accolgono quindi positivamente le conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles ma deplorano ciò nondimeno «l'insufficiente accento posto sul potenziale contributo dell'energia nucleare».

I deputati considerano che il deficit in termini di recepimento costituisca uno dei maggiori ostacoli al completamento del mercato unico e che gli Stati membri «siano responsabili di migliorare il recepimento e l'applicazione degli atti legislativi comunitari». Deplorano, inoltre, che taluni Stati membri prendano misure per proteggere il proprio mercato nazionale e, al riguardo, sottolineano l'importanza di conseguire condizioni di concorrenza eque nel mercato unico.

Per quanto riguarda gli aspetti internazionali, infine, il Parlamento prende atto dell'iniziativa della Commissione volta ad avviare una revisione integrale degli strumenti commerciali comunitari di difesa dell'Unione. In proposito, sottolinea che efficienti strumenti commerciali di difesa «sono essenziali per la concorrenza, la crescita e l'occupazione in un'economia mondiale in rapida evoluzione».

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

 

 

LOTTA AL TERRORISMO: PIÙ COLLABORAZIONE IN EUROPA

 

Interrogazione orale - Lotta contro il terrorismo

Procedura: Interrogazione orale - Dibattito: 5.9.2007 - Votazione: 11.10.2007

 

Sulla base di un'interrogazione orale, si è svolto in Aula un ampio dibattito sulla lotta al terrorismo. La Presidenza ha illustrato in dettaglio le azioni realizzate in questo campo, mentre il Vicepresidente Frattini ha annunciato nuove iniziative per questo autunno, sulla sicurezza degli esplosivi e sul monitoraggio di Internet. Molti deputati hanno chiesto un'azione più incisiva dell'Unione europea, sottolineando però l'esigenza di rispettare le libertà fondamentali e i diritti umani.

 

Dichiarazione della Commissione

Franco Frattini ha anzitutto ricordato che la Commissione si è fortemente impegnata a favore dell'applicazione della strategia europea contro il terrorismo, il cui obiettivo è di assicurare l'equilibrio tra il diritto alla sicurezza e gli altri diritti, come quello alla privacy. Ma la minaccia rimane alta e «non vi è margine per abbassare la guardia». Lo dimostrano i tentativi di attentati sventati in Spagna, Italia e Regno Unito e quelli di questi ultimi giorni in Germania e Danimarca. In proposito, peraltro, il Vicepresidente ha sottolineato che la scoperta di questi tentativi rappresenta un successo della strategia UE.

Ha poi annunciato che, quest'autunno, la Commissione presenterà un pacchetto di misure incentrate sulla prevenzione e il perseguimento dei crimini. Si tratta, più in particolare, di un piano d'azione sulla sicurezza degli esplosivi che prevede tra l'altro la creazione di una banca dati di Europol che fungerà da sistema di allerta rapido, ad esempio, in caso di furti di esplosivi. Sarà inoltre avanzata una proposta di modifica della decisione quadro sul terrorismo per tenere conto del ricorso a Internet da parte dei terroristi. Si intende così evitare la diffusione di strategie terroristiche o di istruzioni su come confezionare ordigni, ma anche consentire di perseguire in tutta Europa chi si avvale di Internet a questi fini. Verrà poi proposta una politica europea in materia di registrazione dei nomi dei passeggeri aerei (PNR), che consentirà lo scambio di informazioni tra gli Stati membri. Infine, sarà realizzata una valutazione complessiva delle misure adottate dagli Stati membri nel quadro della strategia europea, con l'obiettivo di rafforzarle e renderle più efficaci.

Ribadendo l'importanza della collaborazione tra gli Stati membri, il Vicepresidente si è detto fiducioso che, nonostante le difficoltà incontrate finora, sarà possibile giungere ad un accordo sulla protezione dei dati entro dicembre. In proposito, ha sottolineato che occorre un quadro giuridico che garantisca i cittadini sul trattamento corretto dei dati. In merito al SITCEN, anche il commissario ha posto in luce che tale organismo non ha nessun ruolo di coordinamento o nelle indagini sugli individui. Su quest'ultimo aspetto, peraltro, ha affermato che tale compito dovrebbe spettare a Europol e a Eurojust.

 

Nel dibattito è intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, la lotta al terrorismo deve rimanere una delle grandi priorità dell'Unione europea. Certamente occorre un'efficace, continua e coordinata azione di prevenzione e di contrasto e ben vengano dunque le proposte formulate dal vicepresidente Frattini in quest'Aula.

Non dobbiamo innanzitutto commettere l'errore di abbassare la guardia quando l'internazionale del terrore colpisce lontano dall'Europa. Purtroppo, la minaccia del fondamentalismo islamico non è diminuita, neanche quando l'attacco viene portato lontano dai nostri confini.

Azione coordinata significa innanzitutto cooperazione all'interno dell'Unione, ma anche un forte collegamento con gli Stati Uniti: rompere i legami con gli Stati Uniti in quest'azione contro il terrorismo rappresenterebbe un gravissimo errore, porterebbe un gravissimo danno alla popolazione intera dell'Unione europea, ma il collegamento deve essere anche con i paesi arabi moderati, anch'essi nel mirino di Al Qaida.

L'Europa deve essere in prima fila in quest'azione di prevenzione e contrasto, facendo però prevalere le azioni sostanziali su quelle burocratiche. Purtroppo, è più facile che ci siano controlli severi su flaconi di deodorante perché non trasportati in busta di plastica regolare piuttosto che su terroristi infiltrati fra immigrati clandestini. Ben venga, dunque, ripeto, un'azione forte della Commissione europea e del Consiglio.

Ma la lotta al terrorismo va condotta anche con iniziative politiche che portino finalmente alla soluzione della crisi israelo-palestinese con la nascita di uno Stato palestinese e la garanzia di sicurezza per quello ebraico e senza però nulla concedere ad organizzazioni fondamentaliste camuffate da forze politiche - mi riferisco ad Hamas e Hezbollah.

Ma nella lotta al terrorismo non va dimenticato che in Europa, accanto al pericolo di quello di matrice islamica, esiste una pericolosa rete di partiti armati, legati a fenomeni politici interni e indipendentisti. Anche su questo fronte, e concludo, l'Europa non deve abbassare la linea di guardia. I fatti di Spagna ci dimostrano che ogniqualvolta si abbassa la guardia o si sceglie la via della trattativa i terroristi tornano all'attacco."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRASPORTI

 

 

ABROGARE LE NORME SUI LIQUIDI A BORDO DEGLI AEREI

Doc. B6-0267/2007

 

Restrizione sul regolamento (CE) n. 1546/2006 della Commissione recante modifica del regolamento (CE) n. 622/2003 che stabilisce talune misure di applicazione delle norme di base comuni sulla sicurezza dell'aviazione (introduzione di liquidi negli aeromobili)

Procedura: Proposta di risoluzione - Dibattito: 12.2.2007 - Votazione: 5.9.2007

 

Il Parlamento chiede alla Commissione di rivedere e - se non vengono presentati ulteriori fatti irrefutabili - di abrogare il regolamento che impone misure restrittive sui liquidi nei bagagli a mano dei passeggeri aerei. Nell'evidenziare la sua applicazione non uniforme in tutti gli aeroporti, teme infatti che i suoi costi siano sproporzionati rispetto all'aumento effettivo della sicurezza. Chiede poi la pubblicazione integrale dei divieti e delle restrizioni.

 

Con 464 voti favorevoli, 158 contrari e 70 astensioni, il Parlamento ha adottato una risoluzione che afferma anzitutto il sostegno a tutte le misure di sicurezza contro i rischi di attacchi terroristici nel settore aereo «che siano concepite realisticamente per ridurre al minimo il rischio e non siano sproporzionate». Sottolinea tuttavia che il controllo dei bagagli a mano attraverso i raggi X «non è in grado di rilevare la presenza di esplosivi liquidi» e chiede alla Commissione e agli Stati membri di intensificare i loro sforzi a sostegno della ricerca volta a trovare strumenti efficaci per tale rilevazione.

I deputati notano poi che le disposizioni di sicurezza fissate dal regolamento n. 1546/2006 non sono state attuate in modo uniforme e coerente in tutti gli aeroporti dell'Unione europea e chiedono quindi di procedere in tal senso. Pur condividendo la necessità di un sistema di sicurezza di qualità, osservano inoltre che l'attuazione del regolamento ha portato a un aumento dei costi per gli aeroporti e per gli operatori, ma anche per i passeggeri attraverso la confisca degli oggetti personali.

Riconoscendo inoltre «i considerevoli disagi» e le difficoltà che i passeggeri, specialmente quelli in transito, e gli operatori devono sopportare, i deputati temono che i costi generati dal regolamento «possano essere sproporzionati rispetto al valore aggiunto che la sua applicazione comporta in termini di sicurezza». Il Parlamento - con 382 voti favorevoli, 298 contrari e 15 astensioni -  chiede quindi alla Commissione di procedere con urgenza «alla revisione e - se non vengono presentati ulteriori fatti irrefutabili - ad abrogare il regolamento».

L'Aula invita inoltre la Commissione a pubblicare e a mettere a disposizione dei cittadini «il testo integrale dei divieti e delle restrizioni che possono essere loro imposti nonché un elenco delle eccezioni e le ragioni della misura». Non sono invece stati accolti gli emendamenti che invitavano la Commissione a garantire il diritto dei passeggeri ad essere informati sui loro diritti, compresa la possibilità di ricorrere in caso di abuso di potere nell'applicazione delle norme di sicurezza.

 

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. A6-0286/2007 - Risoluzione sulla logistica delle merci in Europa - la chiave per una mobilità sostenibile (2006/2228(INI))

 

 

 

 

 

 

 

UN TESTO UNICO PER IL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE

Doc. A6-0253/2007

 

Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al trasporto interno di merci pericolose

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 4.9.2007 - Votazione: 5.9.2007

 

Il Parlamento ha approvato una nuova direttiva che - recependo le norme internazionali in materia - semplifica e armonizza la legislazione europea sul trasporto di merci pericolose su strada, ferrovia e vie navigabili interne. Ma gli Stati membri, come richiesto dai deputati, saranno liberi di stabilire norme speciali per il trasporto di merci pericolose nei treni passeggeri.

 

Il trasporto internazionale di merci pericolose è disciplinato da accordi internazionali. Le Nazioni Unite hanno adottato alcune raccomandazioni specifiche per le diverse modalità di trasporto (strada-ADR, ferrovia-RID, vie di navigazione interne-ADN). La maggioranza degli Stati membri sono firmatari degli accordi ADR e RID. L'entrata in vigore dell'accordo ADN è prevista a breve.

Quattro direttive regolano il trasporto delle merci pericolose all'interno dell'UE, ovvero le direttive 94/55/CE (ADR) e 96/49/CE (RID), nonché le direttive 96/35/CE e 2000/18/CE sui consulenti per la sicurezza. Altre quattro decisioni della Commissione concedono deroghe nazionali dalle direttive quadro (2005/263/CE, 2005/903/CE, 2005/180/CE e 2005/777/CE). La legislazione europea regolamenta solo il trasporto ferroviario e su strada delle merci pericolose. Non esistono ancora norme europee che regolano il trasporto delle merci pericolose sulle vie di navigazione interna (ADN).

Lo scopo dell'attuale proposta è l'introduzione degli obiettivi internazionali degli accordi ADR, RID e ADN nel trasporto nazionale da parte degli Stati membri dell'UE. Alcune soluzioni basate sulle raccomandazioni delle Nazioni Unite verranno aggiornate nella proposta. Tutte e tre le modalità di trasporto (strada, ferrovia e vie di navigazione interna), inoltre, verranno regolamentate da un unico atto.

Il volume totale delle merci pericolose trasportate nell'Unione europea si aggira sui 110 miliardi di t/km l’anno, di cui 58% su strada, 25% per ferrovia e il 17% per vie navigabili interne. Si registra una tendenza all‘aumento per i trasporti su strada e per quelli fluviali mentre sono in calo i trasporti ferroviari.

Approvando la relazione il Parlamento accoglie con favore la proposta della Commissione, ma propone alcune modifiche che dovrebbero essere accettate dal Consiglio, consentendo così di chiudere la procedura in prima lettura. Più in particolare, un emendamento stabilisce che gli Stati membri possono stabilire specifici requisiti di sicurezza per il trasporto nazionale e internazionale di merci pericolose nel territorio effettuato mediante veicoli, carri e navi della navigazione interna non contemplati dalla direttiva stessa. Se del caso, inoltre, possono fissare dei requisiti in materia di uso di rotte prescritte, incluso l'impiego di modi di trasporto prescritti e norme speciali per il trasporto di merci pericolose nei treni passeggeri.

I deputati inoltre chiedono di prorogare di un anno (da 5 a 6) il periodo di validità delle deroghe previste dalla direttiva e rinviano di sei mesi (al 30 giugno 2009) il termine concesso agli Stati membri per mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva.

 

 

 

 

 

 

 

AMBIENTE

 

 

INCENDI BOSCHIVI: SANZIONI PENALI PIÙ SEVERE CONTRO I PIROMANI

Docc. B6-0323,0324,0325,0327/2007

 

Risoluzione comune sulle catastrofi naturali

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 3.9.2007 - Votazione: 4.9.2007

 

A seguito degli incendi e delle inondazioni che hanno colpito in particolare Grecia e Regno Unito, ma anche l'Italia, il Parlamento chiede la rapida mobilitazione del Fondo di solidarietà e la creazione di una forza europea di reazione rapida. Sollecita poi l'inasprimento delle sanzioni contro i piromani, invita gli Stati membri a garantire la riforestazione dei terreni bruciati assicurando che la loro destinazione non sia modificata per evitare speculazioni e condanna i condoni edilizi.

 

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sostenuta da tutti i gruppi politici, eccetto quelli dei Verdi/ALE e dell'ITS, con la quale esprime anzitutto la propria solidarietà alle vittime delle catastrofi naturali succedutesi questa estate. Rende inoltre omaggio ai vigili del fuoco, ai professionisti e ai volontari «che hanno lavorato incessantemente, rischiando la propria vita per spegnere gli incendi, salvare le persone e limitare i danni provocati dalle catastrofi naturali». Plaudendo alla solidarietà dimostrata dall'Unione europea, dai suoi Stati membri e da altri paesi che hanno aiutato le regioni colpite durante gli incendi forestali, il Parlamento riconosce il contributo del Centro di monitoraggio e Informazione nel sostenere e agevolare la mobilitazione e il coordinamento dell'assistenza della protezione civile durante l'emergenza.

I deputati chiedono poi alla Commissione europea di mobilitare l'attuale Fondo di solidarietà dell'UE «con la massima flessibilità e senza indugio, evitando le lungaggini procedurali e gli ostacoli amministrativi». Precisano inoltre che le risorse necessarie «devono essere rese disponibili immediatamente». La Commissione è poi esortata a introdurre misure straordinarie di aiuto comunitario, soprattutto di natura finanziaria, in modo da «ripristinare il potenziale produttivo delle zone colpite, tentare di rilanciare la creazione di posti di lavoro e adottare le idonee misure per compensare i costi sociali inerenti alla perdita di posti di lavoro e di altre fonti di reddito». Ritenendo «inaccettabile» il ritardo sul nuovo regolamento UE per il Fondo di solidarietà, il Parlamento invita vivamente il Consiglio a giungere «senza indugio» a una decisione. Il nuovo regolamento, è sottolineato, riduce la soglia necessaria per mobilitare il Fondo di solidarietà UE e sarà in grado di riparare i danni in modo «più effettivo, flessibile e tempestivo».

Ritenendo che le dimensioni del fenomeno degli incendi e le sue conseguenze esigano un impegno europeo, i deputati chiedono pertanto che venga creata una forza europea «che possa reagire immediatamente in caso di emergenza» e sottolineano la necessità di sviluppare ulteriormente la capacità di risposta rapida basata sui moduli di protezione civile degli Stati membri. La Commissione europea dovrebbe quindi elaborare una proposta concreta a tale riguardo. Ritengono inoltre necessario rafforzare lo stato di preparazione preventiva e la capacità di risposta della Protezione civile comunitaria in materia di incendi forestali. Invitano quindi la Commissione a studiare la possibilità di prevedere in anticipo l'accesso a capacità supplementari in grado di assicurare una risposta rapida alle emergenze di grave entità, «che possano provenire da altre fonti, tra cui il mercato commerciale». Il costo di una tale forza in stato di allerta, è precisato, dovrebbe essere finanziato dallo Strumento finanziario di protezione civile.

Il Parlamento invita gli Stati membri ad intervenire fermamente per migliorare e attuare il loro quadro legislativo di protezione forestale e «ad astenersi da attività di commercializzazione, riclassificazione e privatizzazione, limitando quindi le ingerenze e la speculazione». Chiede che tutto il know-how disponibile dell'UE, compresi i sistemi satellitari, sia utilizzato a tal fine. Deplorando il fatto che moltissimi incendi boschivi sembrano imputabili ad atti dolosi e preoccupato dal fatto che sempre più spesso gli incendi boschivi in Europa sono dovuti ad atti criminali, il Parlamento invita gli Stati membri ad inasprire le sanzioni penali per gli atti dolosi che danneggiano l'ambiente, in particolare per quelli che provocano incendi boschivi. A suo parere, inoltre, lo svolgimento tempestivo di indagini efficaci per la determinazione delle responsabilità, cui facciano seguito sanzioni proporzionate, può scoraggiare comportamenti negligenti e fraudolenti.

Gli Stati membri sono inoltre invitati a garantire che tutte le zone boschive incendiate continuino ad essere foreste, che siano contemplate da programmi di riforestazione imponendo condizioni vincolanti e che non venga consentito alcun cambiamento della destinazione dei terreni. Accogliendo due emendamenti proposti dai Verdi/ALE, il Parlamento chiede che gli aiuti comunitari utilizzati in modo scorretto, ad esempio se i programmi di riforestazione e l'aggiornamento dei catasti non sono effettuati, dovrebbero essere restituiti e condanna la prassi di condonare le costruzioni edificate illegalmente.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre attuare adeguate norme legislative sulla conservazione e il buon uso dei terreni, come le pratiche agricole e forestali sostenibili, la gestione delle acque e la gestione efficace dei rischi. Per i deputati, d'altra parte, una condizione fondamentale per la protezione a lungo termine e la cura territoriale delle foreste è la programmazione sostenibile e l'applicazione di piani di sviluppo regionali e rurali allo scopo di ridurre lo spopolamento rurale, di creare nuovi redditi rurali diversificati e di stabilire le necessarie infrastrutture moderne per attrarre nelle zone rurali il turismo sostenibile e i servizi.

Nell'esprimere preoccupazione per il crescente numero di calamità provocate da fenomeni climatici estremi per lo più imputabili ai cambiamenti climatici, il Parlamento invita pertanto gli Stati membri a adottare i provvedimenti necessari per conformarsi agli obiettivi di Kyoto. Suggerisce, infine, che una delegazione del Parlamento europeo venga inviata nei paesi maggiormente colpiti dalle recenti catastrofi naturali allo scopo di esprimere la sua solidarietà alla popolazione e trarre conclusioni utili per una più efficace prevenzione e reazione a situazioni estreme di questo tipo nell'UE in avvenire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SANITÀ PUBBLICA

 

 

SANZIONI PIÙ SEVERE PER CHI GUIDA UBRIACO E STOP AGLI ALCOPOP

Doc. A6-0303/2007

 

Relazione su una strategia comunitaria volta ad affiancare gli Stati membri nei loro sforzi per ridurre i danni derivanti dal consumo di alcol

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 4.9.2007 - Votazione: 5.9.2007

 

Il Parlamento chiede misure volte a prevenire il consumo nocivo e pericoloso di alcol da parte di minori, donne in gravidanza e guidatori. Propone campagne di sensibilizzazione, limiti d'accesso severi agli alcolici per i giovani e zero alcol per i neopatentati. Vanno imposti requisiti di etichettatura più rigorosi e tasse più elevate sugli alcopop e una loro più netta separazione dagli analcolici. A chi guida in stato di ebbrezza va inflitta una sospensione prolungata della patente.

 

Approvando la relazione il Parlamento nota anzitutto che il problema del consumo pericoloso di alcol, soprattutto tra i giovani, «è evidente a livello europeo» e che fattori economici e sociali (stress sul lavoro, disoccupazione e precarietà) possono avere un ruolo essenziale nel consumo eccessivo e nel determinare la dipendenza. Tuttavia, i deputati ritengono che, sebbene si possano riscontrare gli stessi preoccupanti vizi del bere tra giovani di diversi Stati membri, «sarebbe impossibile varare un'unica politica uniforme in materia di alcol». Ritengono nondimeno necessaria «un’azione concertata a livello UE», mentre la Commissione europea dovrebbe sollecitare gli Stati membri a perseguire una politica efficace e ambiziosa contro il consumo nocivo e pericoloso di alcol fornendo agli Stati membri il massimo sostegno.

Compiacendosi dell’impostazione adottata nella comunicazione dalla Commissione in merito al consumo nocivo e pericoloso di alcol e alle sue dannose conseguenze per la salute, il Parlamento riconosce d'altra parte che il consumo di alcol «può essere considerato parte del patrimonio culturale e dello stile di vita dell'Europa». Riconosce inoltre che, a determinate condizioni, un moderato consumo di alcol, cioè 10 grammi al giorno, può aiutare «a prevenire le malattie cardiovascolari e l’ischemia in alcuni soggetti di mezza età». Allo stesso tempo, però, pur osservando che i consumatori moderati rappresentano la maggioranza dei consumatori di alcol, sostiene che «il consumo nocivo e pericoloso di alcol costituisce un modello di comportamento secondario non trascurabile».

 

Rivolgere particolare attenzione ai giovani

Sottolineando poi che il problema del consumo nocivo e pericoloso di alcol riguarda tutte le categorie sociali ed è imputabile a fattori molto diversi, i deputati sostengono che è necessario affrontarlo «con un approccio globale». D'altra parte, rilevano che i problemi più urgenti connessi al consumo nocivo e pericoloso di alcol riguardano gli effetti dell’alcol sui giovani, «che sono più vulnerabili alle sofferenze fisiche ed emotive». Esprimono pertanto preoccupazione per l'aumento del consumo di alcol tra minorenni e giovani. Prendono poi atto della loro allarmante tendenza «a iniziare a bere in sempre più giovane età e ad assumere abitudini pericolose». Anche a causa della loro maggiore disponibilità al rischio, «quali il bere fino ad ubriacarsi e altre forme di consumo pericoloso di alcol finalizzate all’ubriacatura, il consumo di una miscela di alcol e droghe e la guida sotto l'effetto di alcol e droghe».

Il Parlamento chiede quindi alla Commissione europea di indicare e quantificare i concreti effetti nocivi del consumo di alcol tra i giovani negli Stati membri per poi procedere alla formulazione di obiettivi europei destinati agli Stati membri. Commissione e Stati membri sono inoltre invitati a lanciare campagne di sensibilizzazione sui rischi connessi al consumo nocivo e pericoloso di alcol, in particolare attraverso programmi educativi scolastici destinati ai bambini e agli adolescenti, incoraggiandoli soprattutto a praticare una regolare attività sportiva. Ma occorre agire anche sui genitori, al fine di prepararli a parlare dei problemi legati all'alcol in ambito familiare, e sugli insegnanti. Propone inoltre di istituire un premio europeo per la migliore campagna contro il consumo nocivo e pericoloso di alcol destinata alle scuole e ai giovani.

Per i deputati è poi necessario adottare misure volte a limitare l'accesso dei giovani alle bevande alcoliche e la loro disponibilità, ad esempio applicando rigorosamente la legislazione in vigore che proibisce la vendita di alcol ai giovani, intensificando i controlli sui rivenditori e i distributori, come bar e ristoranti, supermercati e punti di mescita. Particolare attenzione deve essere attribuita alle bevande alcoliche premiscelate (alcopop) che sono specificamente destinate ai giovani. Occorre quindi imporre requisiti di etichettatura più rigorosi per tali bevande e l'obbligo di una più netta separazione degli alcopop dalle bibite analcoliche nei negozi, e vietarne la vendita ai giovani, promuovendo inoltre l'applicazione di tasse più elevate su tali bevande.

 

Stop ai guidatori ubriachi

Per i deputati la riduzione del numero di incidenti stradali e dei danni correlati provocati dall'alcol (17.000 vittime ogni anno) è una priorità dell'Unione europea. E' quindi necessario prendere ogni misura necessaria per aumentare al massimo i controlli sulla guida in stato di ebbrezza e inasprire le sanzioni imposte dagli Stati membri per la guida in stato di ebbrezza, «quali la sospensione prolungata della patente di guida». Occorre poi incoraggiare gli Stati membri a garantire la disponibilità di mezzi di trasporto pubblici alternativi per i conducenti che hanno consumato alcolici e l'estensione dei "programmi sul conducente designato" ("chi guida non beve") attraverso canali educativi.

Il Parlamento chiede anche di promuovere a livello europeo un tasso massimo di alcolemia per quanto possibile pari allo zero per mille per i nuovi conducenti, per i conducenti di un mezzo di trasporto che richieda una patente di guida di categoria A e B, per i conducenti di un mezzo di trasporto che richieda una patente di guida di categoria superiore e per tutti gli autisti professionisti, tenendo presente che alcuni cibi preparati possono contenere tracce di alcol. Sarebbe inoltre opportuno prevedere maggiori possibilità per verificare il proprio tasso di alcolemia rendendo disponibili etilometri presso discoteche, pub e stadi, e lungo le autostrade e le strade in generale. E' anche vivamente sollecitato l’ulteriore sviluppo di sistemi alcolock e di altri strumenti che impediscano meccanicamente alle persone in stato di ebbrezza di guidare.

 

Donne in gravidanza

I deputati ritengono che donne e uomini dovrebbero essere meglio informati in merito ai rischi legati al consumo di alcol durante la gravidanza e, in particolare, sui disturbi dello spettro fetale alcolico (FASD) «allo scopo di evitare le malattie e i ritardi dello sviluppo di neonati, bambini e adolescenti dovuti al consumo di alcol durante la gravidanza». Opportune comunicazioni sulla confezione delle bevande alcoliche, a loro parere possono prevenire il consumo di alcol da parte delle donne prima e durante la gravidanza. Propongono inoltre che i ginecologi e le cliniche prenatali siano formati a individuare quanto prima i casi potenziali di consumo nocivo e pericoloso di alcol e a incoraggiare tali donne a rinunciare completamente all'alcol durante la gravidanza.

 

Avvertenze sanitarie e individuazione precoce degli alcolizzati

Accogliendo un emendamento, il Parlamento rileva che gli Stati membri possono attualmente introdurre avvertenze sanitarie per le bevande alcoliche. Al contempo però rileva che l'esistenza di requisiti nazionali diversi in materia di etichettatura ha chiare implicazioni per il mercato interno dell'UE. Invita quindi la Commissione a iniziare uno studio comparato sull'impatto e l'efficacia dei vari sistemi d'informazione e di comunicazione, come l'etichettatura e la pubblicità, applicati a livello nazionale per ridurre il consumo pericoloso di alcol e a pubblicarne i risultati entro il 31 dicembre 2009. E' quindi soppressa la richiesta di una normativa europea armonizzata concernente l'introduzione di avvertenze sanitarie sull'alcol.

Nel contempo, il Parlamento sollecita la Commissione a promuovere la diffusione di strumenti quali l'AUDIT (test d'identificazione dei disturbi dovuti al consumo di alcol) messo a punto dall'OMS, che consente di individuare rapidamente le persone a rischio ancor prima che si rendano conto di avere un problema legato all'alcol. Al riguardo, evidenzia che un dialogo informale tempestivo tra medico generico e paziente «costituisce uno degli strumenti più efficaci per informare i pazienti in merito ai rischi legati al consumo nocivo e pericoloso di alcol e promuovere i necessari cambiamenti di comportamento tra i bevitori incalliti». Gli Stati membri sono quindi invitati a sostenere la specializzazione dei medici generici in materia di problemi connessi all'alcol nonché ai disturbi e agli opportuni interventi.

I deputati, inoltre, ritengono che la Commissione e gli Stati membri debbano prendere le necessarie misure per affrontare le negative ripercussioni sociali dell'alcol, quali il bullismo e la violenza domestica. Chiedono anche un maggiore sostegno sociale e psicologico per le famiglie che soffrono di un consumo nocivo e pericoloso di alcol e un'assistenza sociale specifica per i bambini che vivono in famiglie con problemi legati all'alcol. Propongono infine l'istituzione di un numero d'emergenza per denunciare gli abusi legati all'alcol in ambito familiare.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. A6-0263/2007 - Risoluzione sul regolamento sanitario internazionale (2007/2079(INI))

 

 

 

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

 

 

DROGHE: VIA LIBERA AL PROGRAMMA DI PREVENZIONE E INFORMAZIONE

Doc. A6-0308/2007

 

Raccomandazione per la seconda lettura relativa al programma specifico "Prevenzione e informazione in materia di droga" nell'ambito del programma generale "Diritti fondamentali e giustizia"

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Relazione senza dibattito ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento del Parlamento - Votazione: 6.9.2007

 

Il Parlamento ha approvato il programma di prevenzione e informazione in materia di droga. Dotato di 21,3 milioni di euro, finanzierà studi della Commissione e progetti transnazionali presentati da organizzazioni pubbliche e private che operano nel settore dell'informazione e della prevenzione del consumo di droga. Principali destinatari del programma saranno giovani e gruppi svantaggiati, educatori e assistenti sociali, personale medico e giudiziario, ONG, sindacati e comunità religiose.

 

Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato la posizione comune del Consiglio sul programma specifico "Prevenzione e informazione in materia di droga".  Questa, infatti, riprende in larga misura i suggerimenti avanzati dal Parlamento in prima lettura il 14 dicembre 2006. Allo stesso tempo, il Parlamento richiama l'attenzione sulla dichiarazione rilasciata dalla Commissione con la quale «ribadisce il suo impegno a trasmettere direttamente alla presidenza della commissione parlamentare competente (LIBE) il progetto di programma annuale e ad informare il Parlamento europeo senza indugio in merito a qualsiasi modifica apportata». Il programma sarà dotato di 21.350.000 euro per il periodo gennaio 2007 - dicembre 2013.

Il programma persegue gli obiettivi generali di prevenire e ridurre il consumo di droga, la tossicodipendenza e gli effetti nocivi connessi, contribuire a migliorare l'informazione sul consumo di droga e sostenere l'attuazione della strategia antidroga dell'UE. Più in particolare, il programma intende promuovere azioni transnazionali per costituire reti multidisciplinari, sviluppare le conoscenze e lo scambio di informazioni e di buone pratiche, (compresi la formazione, le visite di studio e gli scambi di personale), sensibilizzare il pubblico ai problemi sanitari e sociali provocati dal consumo di droghe e incoraggiare un dialogo aperto per migliorare la comprensione di tale fenomeno e, infine, per sostenere misure volte a prevenire il consumo di droga. Il Programma, inoltre, mira a coinvolgere la società civile nell’attuazione e nello sviluppo della strategia antidroga dell’UE e dei piani d’azione dell'UE ed a controllare, attuare e valutare la realizzazione di specifiche azioni nell’ambito dei piani d’azione sulla droga 2005-2008 e 2009-2012.

Per conseguire tali obiettivi il programma sostiene azioni specifiche della Commissione, quali studi e ricerche, sondaggi e inchieste, elaborazione di indicatori e metodologie comuni, raccolta, sviluppo e diffusione di dati e statistiche, seminari, conferenze e riunioni di esperti, organizzazione di campagne ed eventi pubblici, sviluppo ed aggiornamento di siti web, preparazione e diffusione di materiale informativo, supporto e gestione di reti di esperti nazionali, attività di analisi, di monitoraggio e di valutazione. Ma anche progetti transnazionali specifici di interesse comunitario presentati da almeno due Stati membri o da almeno uno Stato membro ed un altro Stato, oppure attività di organizzazioni non governative o di altri enti che perseguono un obiettivo di interesse europeo generale.

I destinatari del programma sono tutti i gruppi direttamente o indirettamente interessati dal fenomeno della droga.  Per quanto riguarda la droga, i gruppi a rischio da considerarsi gruppi destinatari sono i giovani, le donne, i gruppi vulnerabili e le persone che vivono in aree socialmente svantaggiate. Altri gruppi destinatari includono gli insegnanti e gli educatori, i genitori, gli assistenti sociali, le autorità locali e nazionali, il personale medico e paramedico, il personale giudiziario, le autorità incaricate dell'applicazione della legge e le autorità penitenziarie, le organizzazioni non governative, i sindacati e le comunità religiose.

Il programma è aperto alla partecipazione di organizzazioni e istituzioni pubbliche o private (autorità locali al livello pertinente, dipartimenti universitari e centri di ricerca) che operano nel settore dell'informazione e della prevenzione del consumo di droga, ivi compreso il settore della riduzione della domanda e del trattamento dei danni causati dalla droga. Gli organismi e le organizzazioni a scopo di lucro accedono alle sovvenzioni previste dal programma soltanto in associazione con organizzazioni senza scopo di lucro o statali.

Il finanziamento comunitario può assumere la forma di sovvenzioni o di contratti di appalto pubblico. Le sovvenzioni comunitarie sono concesse in seguito ad inviti a presentare proposte e hanno la forma di sovvenzioni di funzionamento e sovvenzioni alle azioni. Il programma di lavoro annuale - che deve essere stabilito dalla Commissione - dovrà fissare il tasso minimo della spesa annuale da destinare alle sovvenzioni e il tasso massimo di cofinanziamento. Nel caso di contratti di appalto pubblico, i fondi comunitari finanzieranno l'acquisto di beni e servizi. In particolare saranno finanziate le spese di informazione e comunicazione, preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e valutazione dei progetti, delle politiche, dei programmi e della legislazione.

Ogni anno la Commissione pubblicherà l'elenco dei progetti finanziati nell'ambito del programma, corredato di una breve descrizione di ciascun progetto. Dovrà inoltre elaborare orientamenti intesi ad assicurare la visibilità del finanziamento concesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RICERCA E INNOVAZIONE

 

 

STOP ALLE SPERIMENTAZIONI SCIENTIFICHE SULLE GRANDI SCIMMIE

 

Approvando una dichiarazione sottoscritta da 433 deputati, il Parlamento sollecita la cessazione dell'impiego di primati e scimmie catturati allo stato selvatico negli esperimenti scientifici e la definizione di uno scadenziario relativo alla sostituzione di tutti i primati impiegati negli esperimenti scientifici con metodi alternativi.

 

Aprendo la seduta, il Presidente ha annunciato all'Aula che, avendo raccolto 433 adesioni da parte dei deputati, la dichiarazione scritta sull'impiego di primati negli esperimenti scientifici è diventata una posizione ufficiale del Parlamento.

Con essa, i deputati esortano «vivamente» la Commissione, il Consiglio dei ministri e il Parlamento europeo a cogliere l'opportunità offerta dalla procedura di revisione prevista dalla direttiva 86/609/CE per accordare urgente priorità alla cessazione dell'impiego negli esperimenti scientifici di primati e scimmie catturati allo stato selvatico e definire uno scadenziario relativo alla sostituzione di tutti i primati impiegati negli esperimenti scientifici con metodi alternativi.

Il Parlamento nota, infatti, che l'80% degli intervistati nell'ambito di un sondaggio pubblico effettuato dalla Commissione nel 2006 sulla sperimentazione animale ha ritenuto inaccettabile l'impiego di primati negli esperimenti. Osserva inoltre che nei laboratori dell'UE sono utilizzati ogni anno oltre 10.000 primati in esperimenti e che il 26% delle specie dei primati sono a rischio di estinzione. Sottolinea poi che può essere difficile proteggere i primati da minacce quali il consumo umano «se è noto che tali specie sono impiegate liberamente dagli istituti accademici occidentali».

D'altra parte, il Parlamento ritiene che le tecnologie e le tecniche avanzate «offrono attualmente metodi alternativi che si dimostrano più efficaci ed affidabili» rispetto alla sperimentazione sui primati, quali la risonanza magnetica funzionale (FMRI), i microdosaggi, i modelli computerizzati o la coltura di tessuti o cellule. Rileva infine che, nonostante le similitudini genetiche (90% del DNA in comune), «esistono differenze importanti tra gli esseri umani e altri primati e che la sperimentazione sui primati non può uguagliare la precisione degli studi condotti su esseri umani». Senza dimenticare che le specie di primati «patiscono grandi sofferenze in cattività».

 

 

 

PROTEZIONE CIVILE

 

 

RENDERE EFFICACE IL NUMERO DI EMERGENZA EUROPEO 112

 

Il Parlamento europeo ha approvato una dichiarazione che chiede alla Commissione di mettere a disposizione le risorse necessarie per garantire un servizio 112 efficace in tutta l'UE, al fine di ridurre le sofferenze e le perdite di vite umane negli incidenti quotidiani e nelle catastrofi.

 

Aprendo il turno di votazioni, il Presidente ha annunciato all'Aula che, avendo raccolto 530 adesioni da parte dei deputati, la dichiarazione scritta sul numero di emergenza europeo 112 è diventata una posizione ufficiale del Parlamento.

Riconoscendo l'importanza del numero d'emergenza europeo creato nel 1991 per tutti i cittadini che circolano liberamente nell'Unione europea, il Parlamento invita gli Stati membri e la Commissione «ad avviare le procedure e mettere a disposizione le risorse necessarie per garantire un servizio 112 efficace in tutta l'UE». A loro parere infatti, l'Unione europea deve dotarsi di telecomunicazioni di emergenza interoperabili di alta qualità «al fine di ridurre le sofferenze e le perdite di vite umane negli incidenti quotidiani e nelle catastrofi».

Il Parlamento chiede poi alla Commissione di far valutare da organi indipendenti «l'effettivo stato di attuazione del 112 in tutta l'Unione europea». La invita, inoltre, a trattare la questione delle telecomunicazioni di emergenza coinvolgendo tutte le politiche interessate (telecomunicazioni, sanità, sicurezza interna, protezione civile, trasporti e turismo), «seguendo l'esempio dei paesi che affrontano la questione in modo nuovo e innovativo».

 

 

 

AGRICOLTURA

 

 

CONFEZIONI DEL LATTE CON ETICHETTE PIÙ CHIARE

 

-       Doc. A6-0282/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2001/114/CE relativa a taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato destinato all’alimentazione umana

-       Doc. A6-0283/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1255/1999 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari

-       Doc. A6-0284/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 2597/97 che fissa le disposizioni complementari dell’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari per quanto riguarda il latte alimentare

Procedura: Consultazione legislativa - Dibattito: 4.9.2007 - Voto 5.9.2007

 

Il Parlamento accoglie con favore la possibilità di correggere il contenuto proteico del latte prevista tra una serie di proposte tese a semplificare la normativa sui prodotti lattiero-caseari. Chiede però che i risparmi generati dalla riduzione del prezzo d'intervento restino al settore. Contrario all'abolizione del regime d'ammasso privato per crema e latte in polvere, propone l'aumento dell'aiuto alla distribuzione del latte nelle scuole. Auspica poi maggiore chiarezza nell'etichettatura.

 

Attualmente non è consentito correggere il contenuto proteico del latte portandolo a un livello standard. Il contenuto proteico naturale del latte raccolto deve essere mantenuto nel latte conservato. Al momento il contenuto proteico naturale del latte in polvere è compreso fra il 31% e il 37%. L’industria lattiero-casearia europea e gli esportatori di latte in polvere e di latte condensato (entrambi indicati con il termine “latte conservato”) chiedono da tempo che la normativa comunitaria sul tenore proteico di tali prodotti venga adeguata agli standard internazionali (Codex).

Secondo la Commissione, la proposta di autorizzare la standardizzazione del tenore proteico minimo al 34% espresso in materia secca sgrassata consente ai produttori europei di entrare in concorrenza con i produttori extracomunitari alle stesse condizioni. Questi, infatti, possono già ora produrre secondo le norme del Codex, godendo pertanto di un vantaggio economico. La relazione approva senza modifiche la proposta della Commissione.

Un'altra proposta recante modifica del regolamento (CE) n. 1255/1999 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari contiene numerose proposte specifiche. Più in particolare, la Commissione propone la riduzione del prezzo di intervento del latte scremato in polvere (sulla base di una standardizzazione del tenore proteico al 34%), l'introduzione di un unico tasso di aiuto per il latte distribuito nelle scuole e l'abolizione della soglia di attivazione dell’intervento per il burro. Ma anche la soppressione dell’obbligo dei titoli di importazione, l'armonizzazione dei criteri di qualità del burro con l’introduzione di una classe di qualità unica a livello europeo al posto delle 27 “classi nazionali di qualità” attualmente in vigore, l'abolizione degli aiuti all’ammasso privato per la crema e il latte scremato in polvere e l'abolizione dell’aiuto allo smercio in favore delle forze armate.

Approvando con 641 voti favorevoli, 35 contrari e 10 astensioni una seconda relazione, il Parlamento avanza una serie di emendamenti alla proposta della Commissione. Uno di questi, ad esempio, precisa che le economie di bilancio realizzate con queste modifiche «dovrebbero rimanere nel settore lattiero caseario» e, a tal fine, chiede l'istituzione di un programma di ristrutturazione del fondo lattiero-caseario «per accompagnare e sostenere le misure di riforma». Un altro emendamento ne precisa anche gli obiettivi. Inoltre, i deputati respingono l'abolizione dell'ammasso privato per la crema e per il latte scremato in polvere e chiedono che il nuovo tasso unico di aiuto per la distribuzione del latte nelle scuole sia aumentato da 16,11 a 18,15 euro/100 kg.

L'ultima proposta della Commissione prevede una definizione più flessibile di "latte alimentare". Così facendo si liberalizza il mercato in questione autorizzando la produzione e la commercializzazione nell'Unione europea di latte alimentare che non può essere classificato in una delle tre categorie vigenti: latte scremato, contenente al massimo lo 0,5% di materia grassa, latte parzialmente scremato (da 1,5% a 1,8%) e latte intero (contenente almeno il 3,5% di materia grassa). La proposta rende superflue diverse disposizioni (nazionali) transitorie e deroghe all'attuale limitazione a tre categorie di latte.

Un emendamento presentato nella terza relazione, sostiene che tenore di grasso e denominazione del prodotto devono essere collegati tra loro e, assieme al tenore specifico di grasso, vanno indicati sulla confezione. Fa inoltre riferimento alla direttiva 2000/13/CE, relativa alle disposizioni generali in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, per definire con maggiore esattezza il campo di applicazione. Per i deputati, inoltre, non è necessario introdurre un margine di tolleranza del "+ 0,2%" in quanto non comporterebbe vantaggi pratici. Anzi, porterebbe a notevoli incertezze e renderebbe più difficile un'attuazione omogenea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INDUSTRIA

 

 

COSA FRENA LO STATUTO DELLA SOCIETÁ PRIVATA EUROPEA?

Interrogazione orale di Giuseppe Gargani (PPE-DE)

Doc.: O-0042/2007

 

Stato di avanzamento dei lavori legislativi in merito allo "statuto della società privata europea" e alla "quattordicesima direttiva in materia di diritto societario"

Procedura: Interrogazione orale - Dibattito: 4.9.2007

 

Sulla base di un'interrogazione orale, presentata da Giuseppe Gargani (PPE-DE) in qualità di Presidente della commissione giuridica, la Commissione è stata invitata ad illustrare all'Aula lo stato di avanzamento delle proposte relative allo statuto della società privata europea e alla quattordicesima direttiva in materia di diritto societario. I deputati chiedono anche di spiegare quali sono i problemi sostanziali che inducono la Commissione a rallentare tali procedure e di chiarire se ve ne sono anche di altra natura.

 

Data l'importanza del tema e la qualità dell'interrogazione, si riporta l'intervento di presentazione della stessa pronunciato dal relatore Giuseppe Gargani (PPE-DE):

 

"Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, il dibattito su questa interrogazione è molto importante, sia sul piano istituzionale che sul piano politico, in quanto assume un grande valore politico e istituzionale.

Lo devo dire con molta chiarezza, sotto la mia responsabilità: la Commissione europea è molto, è gravemente inadempiente nei confronti del Parlamento europeo perché non ha dato seguito alle richieste formali del Parlamento e non ha presentato proposte legislative in materia di società private europee e di trasferimento di sede delle società di capitali.

La proposta legislativa in materia di statuto della società era stata richiesta formalmente nel febbraio 2007, sulla base dell'articolo 192 del trattato, e - voglio sottolinearlo e chiedo che il Commissario ascolti perché è un'interrogazione orale molto importante, presidente, cui dovrà essere data una risposta - dopo un approfondito dibattito, integrato pure da un'audizione con esperti qualificati e rappresentativi, i quali ci hanno dimostrato quanto sia necessario e utile un simile strumento per avvantaggiare le piccole imprese che vogliono operare in maniera efficace nel mercato interno.

La Commissione aveva il dovere, signor Commissario, di dare immediatamente avvio alla procedura per adottare la proposta legislativa, a cominciare da una valutazione d'impatto. D'altra parte, la Commissione disponeva già di uno studio di fattibilità del dicembre del 2005, ma non ha fatto niente, anzi ha preso tempo e nel mese di luglio ha dato un avvio ad una consultazione sulla necessità - quindi ancora una discussione solo ipotetica - di una società privata europea, come se il Parlamento, il quale rappresenta in maniera universale tutta l'Unione, non fosse legittimato a fondare la richiesta su un atto legislativo di merito.

Non entro nel merito della legislazione europea, fra poco Klaus Lehne, un grande esperto della commissione e un leader in materia, parlerà della questione nel merito della legge. Vorrei approfondire il problema e ricordare al Commissario, affinché possa prendere atto di tutte le cose che dico, il rapporto che esiste sul piano istituzionale e che deve caratterizzare la necessaria collaborazione tra Commissione e Parlamento.

A mio parere il Commissario, lei personalmente, ha fatto uno sgarbo, ha dato uno schiaffo al Parlamento. Quando Lei ignora le richieste del Parlamento adottate in base all'articolo 192 e soprattutto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", nonché le tante inadempienze - sono stato presidente di quella commissione e conosco bene le questioni in sospeso - come quando la Commissione aveva assunto formalmente l'impegno non solo di tener conto delle richieste ma anche di fornire risposte rapide e appropriate alle commissioni parlamentari. Niente di tutto questo è stato fatto!

Il mancato rispetto di questi obblighi porta proprio ad una responsabilità, che non ho difficoltà a definire giuridica, della Commissione nei confronti del Parlamento europeo. Infatti il collega Lehne nella conferenza sul diritto societario organizzato dalla Presidenza tedesca ha detto giustamente che la Commissione europea potrebbe essere citata per inadempienza davanti alla Corte di giustizia.

Allora il Parlamento, lo dico con molta chiarezza, deve sapere che nel suo sito Internet la Commissione ha già confermato che le consultazioni effettuate nel 1997 e nel 2002 hanno evidenziato una domanda importante e precisa da parte degli operatori economici. Quindi sa quanto questo sia importante ed è consapevole che rispondere alle richieste del Parlamento è un dovere e un obbligo.

Eppure non solo non ha approvato la proposta legislativa, alla conferenza di Berlino il Commissario ha perfino affermato che occorre ancora discutere se la proposta serve o non serve. Tutto questo crea grande perplessità da parte nostra, perché bisogna riflettere - lo dice il Commissario - se il Parlamento europeo abbia ancora la possibilità di poter effettivamente dimostrare la validità di questa proposta legislativa.

Una direttiva in proposito - sto concludendo - serve per dare certezza giuridica alla libertà delle prestazioni dei servizi e la libertà di stabilimento della società. Aspettiamo dal Commissario una proposta precisa, il che significa rispettare non le varie lobby, credo sia da parte dell'Inghilterra, del Regno Unito, dell'Irlanda, ma affrontare una situazione negativa. Non bisogna fare gli interessi dei singoli paesi, signor Commissario, lei lo sa bene, bisogna fare gli interessi degli europei! Il Parlamento non è una lobby e noi esprimiamo effettivamente e concretamente questa esigenza e questa necessità!"

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

DIRITTI UMANI

-       Docc. B6-0332, 0334, 0336, 0340, 0342, 0348/2007 - Risoluzione sul finanziamento del Tribunale speciale per la Sierra Leone

-        Docc. B6-0333, 0335, 0338, 0341, 0344, 0346/2007 - Risoluzione sul Bangladesh

-       Docc. B6-0330, 0331, 0337, 0339, 0343, 0347,/2007 - Risoluzione sulla Birmania (Myanmar)

-       Doc. A6-0302/2007 - Risoluzione sul funzionamento dei dialoghi e delle consultazioni con i paesi terzi in materia di diritti dell'uomo (2007/2001(INI))

-       Doc. B6-0329/2007 - Risoluzione sugli obiettivi dell'UE per l'8 a riunione della Conferenza delle Parti (COP 8) alla Convenzione dell'ONU per la lotta contro la desertificazione, svoltasi dal 3 al 14 settembre 2007 a Madrid

 

MERCATO INTERNO E CONSUMATORI

-       Doc. A6-0251/2007 - Risoluzione sul Libro verde concernente la revisione dell'acquis relativo ai consumatori (2007/2010(INI))

-       Doc. B6-0322/2007 - Risoluzione sulla relazione di attività EURES 2004-2005: Verso un mercato europeo del lavoro

 

PESCA

-       Doc. A6-0298/2007 - Risoluzione sul conseguimento della sostenibilità della pesca nell'UE tramite l'applicazione del rendimento massimo sostenibile (2006/2224(INI))

-       Doc. A6-0297/2007 - Risoluzione sugli sforzi compiuti dagli Stati membri nel 2005 per il raggiungimento di un equilibrio sostenibile tra la capacità e le possibilità di pesca (2007/2108(INI))

 

BILANCIO

-       Doc. A6-0300/2007 - Risoluzione  sul progetto di bilancio rettificativo n. 5/2007 dell'Unione europea per l'esercizio 2007, Sezione III - Commissione (11707/2007 – C6-0232/2007 – 2007/2162(BUD))

 

VARIE

-       Doc. A6/0288/2007 - Risoluzione legislativa sull'iniziativa della Repubblica di Finlandia finalizzata all'adozione di una decisione del Consiglio recante modifica dell'atto del Consiglio di adozione delle norme applicabili agli archivi di analisi dell'Europol (16336/2006 – C6-0048/2007 – 2007/0802(CNS))

-       Doc. A6-0285/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1059/2003 relativo all'istituzione di una classificazione comune delle unità territoriali per la statistica (NUTS) a seguito dell'adesione della Bulgaria e della Romania all'Unione europea (COM(2007)0095 – C6-0091/2007 – 2007/0038(COD))

 


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

 

DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE

 

AGRICOLTURA / PESCA

·         Riforma della PAC (http://consilium.europa.eu)

·         Alimenti biologici (http://consilium.europa.eu)

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         Roaming (http://consilium.europa.eu)

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Frode fiscale e regime IVA per le imprese (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressDa

ta/it/ecofin/94844.pdf)

TRASPORTI

·         RTE vicinato (http://consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/trans/94530.pdf)

·         Terzo pacchetto sulla sicurezza marittima (http://consilium.europa.eu)

·         Specchietti retrovisori (http://consilium.europa.eu)

 

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

RELAZIONI ESTERNE

·         UE/America centrale (http//ec.europa.eu/external_relations/ca/index.htm)

·         Futuro strategico UE/Africa (http//ec.europa.eu)

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Patto di stabilità e crescita (http//ec.europa.eu/economy_finance/news/hotissues/2007/public-finance-re

port/main_en.htm)

CONCORRENZA

·         Rapporto annuale sulla politica di concorrenza (http//ec.europa.eu/comm/competition/annual_reports)

·         Quadro di valutazione degli aiuti di Stato (http//ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/studies_rep

orts/studies_reports.html)

POLITICA SOCIALE

·         Distacco dei lavoratori nell'ambito della prestazione dei servizi (COM 2007/304)

AMBIENTE

·         Libro verde sul cambiamento climatico (http://ec.europa.eu/environment/climate/future_action.htm)

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         "Invecchiare bene nella società dell'informazione" (COM 2007/332)

RICERCA E SVILUPPO

·         Stato degli investimenti in ricerca e sviluppo nell'UE (http//ec.europa.eu/invest-in-research/monitorin

g/statistical01_en.htm)

MERCATO INTERNO

·         Diritti delle società quotate in borsa (http//ec.europa.eu)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Acque di balneazione (http//ec.europa.eu/water/water-bathing/index_en.html)

·         Dati statistici sul turismo europeo (http://epp.eurostat.ec.europa.eu)

·         Protezione consolare (http//ec.europa.eu)

VARIE

·         Immigrazione e asilo: cooperazione con i paesi terzi (http//ec.europa.eu/europeaid/projects/migrations

/projects_en.htm)

·         Futuro regime comune europeo in materia di asilo (COM 2007/301)


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

 

·         "L'imposizione agli avvocati degli obblighi di informazione e di collaborazione con le autorità responsabili della lotta contro il riciclaggio di capitali quando essi partecipano a talune transizioni di natura finanziaria non collegate ad un procedimento giudiziario non viola il diritto a un equo processo"

Sentenza della Corte nella Causa C-305/05

 

Tali obblighi sono giustificati dalla necessità di lottare efficacemente contro il riciclaggio.

 

·         "L'assegnazione da parte dello Stato di licenze di telecomunicazione mobile 3G mediante asta non costituisce attività economica"

Sentenza della Corte nelle Cause C-284/04 e C-369/04

 

Pertanto tale attività non rientra nell'ambito di applicazione della sesta direttiva IVA.

 

·         "Il Tribunale annulla la direttiva che autorizza il paraquat come sostanza attiva fitosanitaria"

Sentenza del Tribunale di primo grado nella Causa T-229/04

 

La gestione della pratica da parte della Commissione non rispetta i requisiti procedurali in vigore e la direttiva viola l'obbligo di tutela della salute umana e degli animali.

 

·         "Il danno subito da Schneider a causa dell'illegittimo divieto di fusione con Legrand deve essere parzialmente risarcito"

Sentenza del Tribunale di primo grado nella Causa T-351/03

 

La lesione grave e manifesta dei diritti della difesa di Schneider da parte della Commissione configura una violazione del diritto comunitario sufficientemente qualificata da far sorgere il diritto a risarcimento.

 

·         "Il diritto comunitario osta all'applicazione del principio dell'autorità di cosa giudicata quando essa impedisce il recupero di un aiuto di Stato erogato in contrasto con il diritto comunitario"

Sentenza della Corte nella Causa C-119/05

 

I giudici nazionali devono garantire la piena efficacia delle norme comunitarie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm

 


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Decisione del Consiglio, del 16 luglio 2007, che modifica l’accordo interno del 17 luglio 2006 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti nell’ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-2013 in applicazione dell’accordo di partenariato ACP-CE e lo stanziamento degli aiuti finanziari ai paesi e territori d’oltremare ai quali si applica la parte quarta del Trattato CE (GUUE L 202/2007)

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 2004/2003 che stabilisce le norme relative allo statuto e al  finanziamento dei partiti politici a livello europeo (presentata dalla Commissione) COM(2007) 364 definitivo

·         Comunicazione della Commissione su una semplificazione del contesto in cui operano le imprese in materia di diritto societario, contabilità e revisione contabile COM(2007) 394 definitivo

·         Decisione n. 878/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2007, che modifica e proroga la decisione n. 804/2004/CE che istituisce un programma d'azione comunitaria per la promozione di azioni nel settore della tutela degli interessi finanziari della Comunità («Programma Hercule II») (GUUE L 193/2007)

·         Decisione n. 930/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 giugno 2007, sulla mobilizzazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea in conformità del punto 26 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (GUUE L 202/2007)

·         Regolamento (CE) n. 958/2007 della Banca Centrale Europea del 27 luglio 2007 relativo alle statistiche sulle attività e sulle passività dei fondi di investimento (BCE/2007/8) (GUUE L 211/2007)

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca centrale europea - Quinta relazione sui  preparativi pratici per il futuro allargamento dell'area dell'euro COM(2007) 434 definitivo

 

POLITICA SOCIALE

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Distacco di lavoratori nell’ambito della prestazione di servizi - Massimizzarne i vantaggi e le potenzialità garantendo la tutela dei lavoratori {SEC(2007) 747} COM(2007) 304 definitivo

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Esame intermedio della politica industriale - Un contributo alla strategia dell’Unione europea per la crescita e l’occupazione {SEC(2007) 917} COM(2007) 374 definitivo

·         Decisione del Consiglio, del 10 luglio 2007, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (GUUE L 183/2007)

·         Regolamento (CE) n. 862/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 luglio 2007, relativo alle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale e che abroga il regolamento (CEE) n. 311/76 del Consiglio relativo all'elaborazione di statistiche riguardanti i lavoratori stranieri (GUUE L 199/2007)

 

AGRICOLTURA/PESCA

·         Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo e recante modifica di alcuni regolamenti (presentata dalla Commissione) {SEC(2007) 893} {SEC(2007) 894} COM(2007) 372 definitivo

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio - Possibilità di pesca per il 2008 - Dichiarazione politica della Commissione europea COM(2007) 295 definitivo

·         Regolamento (CE) n. 865/2007 del Consiglio, del 10 luglio 2007, che modifica il regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca (GUUE L 192/2007)

·         Regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione, del 24 luglio 2007, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti de minimis nel settore della pesca e recante modifica del regolamento (CE) n. 1860/2004 (GUUE L 193/2007)

·         Regolamento (CE) n. 923/2007 della Commissione, del 1 agosto 2007, che modifica il regolamento (CE) n. 1623/2000 per quanto riguarda alcune date limite nell'ambito della distillazione dei sottoprodotti della vinificazione (GUUE L 201/2007)

·         Regolamento (CE) n. 972/2007 della Commissione del 20 agosto 2007 recante modifica del regolamento (CE) n. 796/2004 recante modalità di applicazione della condizionalità, della modulazione e del sistema integrato di gestione e di controllo di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori (GUUE L 216/2007)

·         Decisione della Commissione del 7 agosto 2007 relativa a una partecipazione finanziaria della Comunità alle spese sostenute dagli Stati membri per l'attuazione dei sistemi di controllo e monitoraggio applicabili nell'ambito della politica comune della pesca nel 2007 [notificata con il numero C(2007) 3747](2007/567/CE) (GUUE L 217/2007)

 

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'analisi dei mercati a norma del quadro normativo comunitario (Seconda relazione) Consolidamento del mercato interno delle comunicazioni elettroniche {SEC(2007) 962} COM(2007) 401 def.

 

MERCATO INTERNO

·         Decisione della Banca centrale europea, del 3 luglio 2007, recante la disciplina sugli appalti (BCE/2007/5) (GUUE L 184/2007)

 

POLITICA REGIONALE

·         Proposta di regolamento del Consiglio recante il regolamento finanziario per il 10° Fondo europeo di sviluppo (presentata dalla Commissione) COM(2007) 410 definitivo

·         Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1782/2003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori e del regolamento (CE) n. 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) (presentata dalla Commissione) COM(2007) 484 definitivo

 

 

 


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.europa.eu

sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl

 

 

 

AMBIENTE

INVITO A MANIFESTARE INTERESSE PER ENTRARE A FAR PARTE DELLE LISTE PER CONTRATTI I CUI IMPORTI SIANO INFERIORI ALLE SOGLIE PREVISTE DALLE DIRETTIVE EUROPEE SUGLI APPALTI PUBBLICI, NEL SETTORE DELL'AMBIENTE.

CODICE: 2005/S 230-226565

http://ted.europa.eu/Exec?DataFlow=ShowPage.dfl&Template=TED

SCADENZA: 31/10/2008

 

AUDIOVISIVI

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL SOSTEGNO ALLA DISTRIBUZIONE TRANSNAZIONALE DEI FILM EUROPEI E ALLA MESSA IN RETE DEI DISTRIBUTORI EUROPEI. SISTEMA DI SOSTEGNO SELETTIVO.

CODICE: EACEA 04/07

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_050/c_

SCADENZA: 1/12/2007

 

ISTRUZIONE, FORMAZIONE E CULTURA

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA ERASMUS MUNDUS, ANNO ACCADEMICO 2008/2009, AZIONE 2.

http://eacea.ec.europa.eu/static/en/mundus/call2007/document

SCADENZA: 28/2/2008

PAESI TERZI - EUROPEAID

GAZA. INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA EURO-MED PER LA GIOVENTÙ III, PER I TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI.

CODICE: EuropeAid/125496/M/ACT/PS

http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl

SCADENZA: 1/2/2008

 

TUTTI GLI STATI ACP. INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGRAMMI MIRATI AL MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA EDUCATIVO

CODICE: EuropeAid/125565/D/ACT/Multi

http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl

SCADENZA: 2/10/2007

 

ZAMBIA. INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGRAMMA IN SUPPORTO ALLA DIVERSIFICAZIONE AGRICOLA E ALLA SICUREZZA ALIMENTARE NELLE PROVINCE NORD-OVEST DEL PAESE.

CODICE: EuropeAid/125837/M/ACT/ZM http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl

SCADENZA: 15/10/2007

RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DELLE SCIENZE SOCIO-ECONOMICHE E UMANITARIE. L'INIZIATIVA RIENTRA NEL 7° PROGRAMMA QUADRO.

CODICE: FP7-SSH-2007-1

http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite

SCADENZA: 29/11/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGETTO RIGUARDANTE IL TEMA DELLE TECNOLOGIE DELL'INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE.

CODICE: FP7-ICT-SEC-2007-1

http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite

SCADENZA: 29/11/2007

 

INVITO A PRESENTARE DOMANDA PER L'EROGAZIONE DI BORSE INTRA-EUROPEE PER LE CONCESSIONI DI REINTEGRAZIONE EUROPEE. L'INIZIATIVA RIENTRA NEL 7° PROGRAMMA QUADRO.

CODICE: FP7-PEOPLE-2007-2-2-ERG

http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite

SCADENZA: 17/10/2007

 

INVITI A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGETTO NELL'AMBITO DEI PROGRAMMI DI LAVORO PROVVISORI DEL V7° PROGRAMMA QUADRO CE DI AZIONI COMUNITARIE DI RICERCA E DI ADDESTRAMENTO NELL'AMBITO NUCLEARE.

CODICE: FP7-Fusion-2007

http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite

SCADENZA: 23/10/2007

SALUTE E CONSUMATORI

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER LO SVILUPPO DI CORSI INTEGRATI DI SPECIALIZZAZIONE POST-LAUREAM SU MATERIE RIGUARDANTI LA POLITICA DEI CONSUMATORI.

CODICE: SANCO/2007/B/007

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2006/c_241/c_

SCADENZA: 5/11/2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

 

Azienda bulgara produttrice di mappe, mappe stradali e materiale didattico sta cercando distributori in tutta Europa. BG 581

 

Azienda bulgara produttrice di frutta e verdura disidratate sta cercando contatti con aziende italiane. BG 601

 

Azienda bulgara produttrice di prugne secche sta cercando partner commerciali in Italia. BG 605

 

Azienda polacca specializzata nella produzione di installazioni elettriche sta cercando accordi commerciali e tecnici. PL 584

 

Azienda polacca specializzata nell’assistenza contabile e legale sta cercando opportunità di sub-contratto. PL 585

 

Azienda polacca produttrice di gioielli in argento e ambra sta cercando cooperazioni commerciali in tutta Europa. PL 594

 

Rivenditore ungherese di mobili sta cercando produttori in tutta Europa e principalmente in Romania. HU 596

 

Azienda belga specializzata nella fabbricazione di fornaci di pirolisi e a combustione sta cercando intermediari commerciali in tutta Europa. BE 590

 

Azienda belga sta cercando distributori, magazzini, designer di materiale tessile quali tende e altri prodotti tessili da interno. BE 599

 

Azienda rumena (Bucarest) produttrice di candele da chiesa e da altare, ceroni votivi, liturgici e lumini sta cercando aziende italiane per importare accessori per candele quali tappi di metallo e contenitori di plastica. RO 571

 

Azienda francese produttrice di dispositivi di pulizia per esterni (facciate di costruzioni, marciapiedi pubblici) sta cercando distributori dei propri prodotti. FR 573

 

Azienda lituana operante nel settore delle consulenze aziendali, project manager, servizi legali, marketing e direzione aziendale è interessata a sviluppare cooperazioni a livello europeo di tipo commerciale, finanziario e tecnico. LT 583

 

Azienda slovena cerca distributori/venditori di pellet di legno e legna confezionata per stufe in Italia. SL 576

 

Azienda slovena sta cercando produttori di parti di macchine per caffé espresso o di macchine complete per caffé espresso. SL 597

 

Azienda ittica argentina sta cercando di stipulare contratti di joint-venture in Italia per la lavorazione e la distribuzione del prodotto finito. AR 598

 

 

Azienda rumena attiva nel campo delle costruzioni civili, di strade e autostrade offre cooperazione logistica e servizi intermediari. GR 574

 

Azienda croata specializzata nella produzione di aceto di miele naturale sta cercando di distribuire i propri prodotti in tutta Europa. CR 579

 

Azienda croata produttrice di spazzolini da denti e dentifricio sta cercando distributori, contratti di joint-venture per investire in ricerca e sviluppo. CR 592

 

Azienda croata cerca fornitori di macchinari per effettuare test e bilanciamento di turbo compressori. CR 603

 

Azienda svedese produttrice di prodotti sinterizzati sta cercando sub-contratti e cooperazioni in tutta Europa. SE 582

 

Azienda svedese specializzata nella produzione di attrezzature di controllo e misurazione per automobili e per l’industria aerospaziale sta cercando distributori in tutta Europa. SE 586

 

Azienda svedese produttrice di cuscinetti su misura sta cercando clienti in tutta Europa. SE 591

 

Azienda bosniaca produttrice di alimenti e bevande, inclusa la conservazione di frutta e vegetali, sta cercando intermediari commerciali e cooperazione nelle attività di ricerca e sviluppo. BA 577

 

Catena di Hotel a Sarajevo e in Bosnia Herzegovina sta cercando servizi intermediari (agenti e rappresentanti) al fine di collaborare con agenzie turistiche in tutta Europa. BA 580

 

Azienda bosniaca produttrice di nastri adesivi stampati in PVC, PPA, PPR, PPH, e prodotti per la mascheratura elettrica di tutte le dimensioni sta cercando servizi intermediari (agenti, rappresentanti, distributori). BA 600

 

Azienda turca produttrice di dispositivi a gas ed elettrici per la casa sta cercando cooperazioni di tipo finanziario, commerciale, tecnico-produttivo in tutta Europa. TR 593

 

Azienda spagnola specializzata nella costruzione e ristrutturazione di costruzioni offre la gestione di edifici nel centro di Barcellona in partnership con investitori oltre che la possibilità di acquistare o affittare appartamenti. ES 578

 

Azienda spagnola produttrice di mobili sta cercando produttori e fornitori di mobili in tutta Europa. SP 588

 

Azienda spagnola specializzata nella produzione di fibre di cotone sta cercando intermediari e rappresentanti in tutta Europa. SP 589

 

Azienda spagnola specializzata in ricerche di mercato e consulenze legislative offre i suoi servizi per le aziende che desiderano stabilirsi in Spagna. L’azienda offre inoltre la possibilità di agire come agente di vendita per quelle aziende che cercano un intermediario commerciale. ES 602

 

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it

 

 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana FORZA ITALIA - P

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: 0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -  http://europa.eu.int/comm

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it

 

·        Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int

 

·        Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int

 

·        Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int

 

·        Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int

 

·        Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S (Bandi): http://ted.publications.eu.int

 

·        Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67  1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 4140 - http://www.epp-eu.org/

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org