GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI
LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
14 Settembre 2007
n° 152
Lettera informativa della
Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
____________________________________________________________________________
GRUPPO
PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio
di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni
ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI
E’ ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.
BREVI
DALL'EUROPA
SICUREZZA DEGLI
ALIMENTI: RAFFORZATA LA COOPERAZIONE UE-USA
L’Autorità europea per la
sicurezza alimentare (EFSA) e
“La sicurezza alimentare non
segue i confini nazionali e la catena alimentare è diventata veramente una
catena mondiale. Dobbiamo lavorare con le migliori menti scientifiche del mondo
intero ed estendere la cooperazione scientifica per valutare i rischi che
presentano gli alimenti e tutelare ancora meglio i consumatori” ha
dichiarato Catherine Gestlain-Lanéelle,
direttrice dell’EFSA.
Andrei C. von Ezchenbar,
commissario della US FDA ha aggiunto:”
La cooperazione e il dialogo
informali tra l’EFSA e
L’EFSA ha intenzione di mettere a
punto accordi simili con altre autorità analoghe nel mondo.
DISEGNI E MODELLI
INDUSTRIALI UE PROTETTI UN TUTTO IL MONDO
La Commissione
europea ha adottato il 24 luglio 2007 due regolamenti necessari per dare
effetto all’adesione della CE all’atto di Ginevra riguardante la registrazione
internazionale dei disegni e dei modelli industriali. L’adesione da parte della
CE permetterà alle imprese dell’UE di ottenere, tramite una richiesta unica, la
protezione di un disegno o modello non solo in tutta l’Unione grazie al disegno
o modello comunitario, bensì anche negli altri paesi dell’atto di Ginevra.
Secondo il Commissario europeo al Mercato interno “il nuovo sistema potrebbe
diventare operativo nell’UE per
Il primo
testo modifica il regolamento 2245/2002 relativo alle modalità d’applicazione
del regolamento CE n.6/2002 del Consiglio sui disegni e modelli comunitari. Le
modifiche riguardano le domande di registrazione e di rinnovo, i mezzi di
comunicazione con l’ufficio internazionale e la pubblicità riguardante le
registrazioni internazionali che designano
Il
secondo testo modifica il regolamento 2246/2002 riguardante le imposte da
pagare all’OHMI. Le modifiche vertono sull’amministrazione delle diverse tasse
richieste per le registrazioni internazionali che designano
I testi
dei due regolamenti sono disponibili ai seguenti indirizzi:
http://ec.europa.eu/internal_market/indpropt/docs/design/2007-10577-1-1_en.pdf
http://ec.europa.eu/internal_market/indpropt/docs/design/2007-10577-1-0_en.pdf
INFORMAZIONI SUI
RISCHI PER LA SALUTE UMANA E ANIMALE
Le
informazioni contenute sono divise in tre categorie: patologie, bioterrorismo,
varie (OMS, vaccinazioni, malattie animali). Lo strumento ha dimostrato la sua
utilità durante la comparsa dell’afta epizootica nel Regno Unito. Vedi: http://medusa.jrc.it .
LINEE GUIDA PER LA
RICERCA E L'INNOVAZIONE
La
Commissione europea ha elaborato delle linee guida per le autorità nazionali e
regionali sul modo di combinare i programmi della politica di coesione con il
finanziamento dell’innovazione e della ricerca nell’ambito del settimo programma
quadro di ricerca e del programma quadro per la competitività e l’innovazione.
Il documento invita gli Stati membri e le regioni a svolgere un ruolo di primo
piano utilizzando al meglio i fondi europei messi a disposizione. La
Commissione propone diverse azioni per migliorare l’utilizzo dei finanziamenti
europei:
- una
guida pratica, da pubblicare entro la fine dell’anno, per aiutare gli istituti
di ricerca e le imprese a determinare la fonte di finanziamento più
appropriata;
- il
miglioramento degli scambi di informazione con le autorità nazionali e
regionali, nella prospettiva di un aiuto complementare proveniente da fondi
nazionali, regionali ed europei;
-
incontri regolari tra gli attori della ricerca, dell’innovazione e dello
sviluppo regionale per condividere idee, scambiare le migliori pratiche e
ottenere consigli.
"L’innovazione
può rafforzare lo sviluppo regionale, e un approccio regionale può favorire una
innovazione di qualità", ha dichiarato Danuta Hübner, Commissiaria europea
per la politica regionale. "L’attitudine dei responsabili regionali a
trasformare la conoscenza in crescita avrà un impatto decisivo sull’avvenire.
Dobbiamo operare per favorire questa interazione positiva tra le regioni e la
ricerca".
Le
regioni che vogliono utilizzare il proprio potenziale di ricerca e innovazione
per svilupparsi economicamente, possono usufruire di diversi programmi di
finanziamento:
- gli
strumenti della politica di coesione, in particolare il Fondo europeo di
sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo, che permettono investimenti
nella ricerca e nell’innovazione sulla base di quadri di riferimento nazionali
strategici. Questi investimenti sono attuati mediante programmi operativi
settoriali e regionali e contribuiscono alla realizzazione dell’agenda di
Lisbona;
- il
settimo programma quadro di ricerca, in particolare le azioni per il
rafforzamento delle capacità in certe regioni ("Potenziale di
ricerca") e il finanziamento dei raggruppamenti (cluster) a livello
europeo ("Regioni della conoscenza");
- il
programma quadro per la competitività e l’innovazione, che sostiene le imprese
e l’imprenditorialità.
PREMIO SACHAROV PER LA
LIBERTÀ DI PENSIERO: I CANDIDATI
Dal 1988
il Parlamento europeo assegna il Premio Sacharov per la libertà di pensiero,
riconoscimento per coloro che si sono distinti nella lotta contro l’ingiustizia
e l’oppressione in qualunque parte della terra. Oggi scopriamo chi sono i
candidati per l’edizione 2007. I gruppi politici o una loro coalizione hanno
proposto ieri in una riunione congiunta delle commissioni parlamentari
sviluppo, affari esteri e la sottocommissione per i diritti dell’uomo, i
finalisti di quest’anno. Il 24 settembre verranno selezionati tre finalisti che
si contenderanno il titolo il 25 ottobre, su decisione dei leader dei gruppi
politici. La cerimonia ufficiale di consegna avverrà l’11 dicembre durante la
sessione plenaria. Al vincitore, oltre al premio, andrà una somma di 50.000
euro. Ecco i nomi dei candidati:
Bartolomeo I. Il Patriarca di Costantinopoli è
il difensore della libertà di religione in Turchia e promotore del dialogo
interreligioso. La sua candidatura è stata presentata dal deputato Philip
Claeys a nome del Gruppo ITS.
Zeng Jinyan e Hu Jia: i bambini
di Tiananmen. Zeng
Jinyan è un dissidente politico che usa internet come mezzo di denuncia degli
abusi sui diritti dell’uomo in Cina. Suo marito Hu Jia è un ambientalista e
attivista nella lotta all’AIDS. Le loro candidature sono state presentate dalla
deputata italiana Monica Frassoni e dal deputato Daniel Cohn-Bendit a nome del
Gruppo dei verdi.
Joya Malalai. La deputata afgana continua il
suo lavoro in ambito sociale in difesa dei diritti delle donne al Parlamento.
La sua candidatura è stata presentata dal deputato italiano Vittorio Agnoletto
assieme a Andre Brie e Tobias Pflueger a nome del Gruppo GUE.
Salih Mahmoud Osman. Procuratore e collaboratore
dell’organizzazione sudanese contro la tortura, Osman è il punto di riferimento
per le vittime della guerra civile e dei suoi abusi. Candidatura presentata dal
deputato del Gruppo socialista Josep Borrell Fontelles, dal collega Thierry
Cornillet del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa
(ALDE), da José Ribeiro e Castro del Gruppo del Partito Popolare Europeo, da
Frithjof Schmidt del Gruppo dei Verdi, da Jurgen Schröder del Gruppo del Partito
Popopolare Europo e da altri 177 eurodeputati di vari gruppi politici, così
come da Annemie Neyts-Uyttebroeck e Marco Cappato a nome del Gruppo ALDE.
Anna Politkovskaya. Giornalista russa assassinata lo
scorso ottobre durante le sue investigazioni su presunti abusi dei diritti
dell’uomo e torture in Cecenia. Candidata da Joseph Daul, Presidente del Gruppo
del Partito Popolare Europeo, a nome del Gruppo.
UN WEBSITE PER
PROMUOVERE LO SVILUPPO ECONOMICO LOCALE
Attori
locali in rete è il sito web della Commissione europea dove è possibile
attingere informazioni sulle migliori pratiche nell’ambito dell’occupazione
locale, trovare partners per lo scambio di informazioni, avviare collaborazioni
per lo sviluppo dell’occupazione locale. Il sito intende inoltre fornire gli
strumenti per favorire la collaborazione tra la Commissione europea e gli
attori dello sviluppo economico ed occupazionale locale. Il sito, finanziato
dalla DG per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità della
Commissione europea, è disponibile nelle lingue inglese, francese e tedesco.
Sito
Internet: http://ec.europa.eu/employment_social/local_employment/lla/fo/index.do
L'EUROPA È DEI
GIOVANI?
Poiché
la popolazione europea invecchia rapidamente e la fascia dei lavoratori giovani
si restringe, l’Unione europea deve impegnare le sue risorse sulla generazione
dei giovani. È questo il risultato di uno studio presentato dalla Commissione
europea, secondo il quale i giovani non sempre sono pronti ad assumersi però
questa responsabilità. In Europa 1 giovane su 6 abbandona la scuola troppo
presto e 4,6 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono
disoccupati. Il documento evidenzia la necessità, a livello UE e nazionale, di
investire per tempo e di più nell’istruzione e nella salute della gioventù e di
migliorare la transizione dall’istruzione al lavoro. Dal rapporto si evince
anche che le sfide fronteggiate dai giovani durante la loro crescita sono oggi
più complesse di quelli affrontate dalla generazione dei loro genitori. La
transizione dalla scuola al mondo del lavoro, infatti, è complicata. Metà dei
posti di lavoro odierni richiede qualifiche ad alto livello; altri
presuppongono abilità molto più varie che in passato. Un quarto circa degli
europei più giovani non sono idonei né capaci di accedere al mercato del
lavoro. In molti Stati membri, 1 giovane su 3 è ancora senza lavoro un anno
dopo aver lasciato la scuola. Per la Commissione occorre che le prospettive
d’istruzione e di lavoro siano migliorate. Allo tempo stesso, occorrerà
stimolare le attività di volontariato che si rivelano importanti per
incoraggiare i giovani a sostenere un ruolo attivo nella società. Un recente
sondaggio di Eurobarometro dimostra infatti che il 74% dei giovani crede che il
volontariato sia un buon sistema di farli partecipare alla vita sociale. Per la
Commissione è quindi tempo di investire di più e con maggiore vigore in questa
categoria, non solo in termini finanziari ma anche in termini politici e
sociali, attraverso famiglie, ONG, insegnanti e datori di lavoro.
ADOTTATA LA TERZA
RELAZIONE ANNUALE SU MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE
La
Commissione europea ha adottato la terza relazione annuale su migrazione e
integrazione che analizza le misure prese, a livello UE e nazionale, per
ammettere ed integrare i cittadini di paesi terzi, fornisce una panoramica
degli sviluppi politici e contribuisce a valutare e rafforzare le misure di
integrazione. La relazione contiene informazioni sulla creazione del quadro
normativo UE per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi fino al giugno
2007. Inoltre annuncia l’impegno della Commissione ad elaborare nuove
iniziative per sviluppare tale quadro, esaminando per esempio in che modo la
partecipazione e la cittadinanza possono favorire il processo di integrazione,
e promuovendo la definizione di indicatori ed indici comuni utilizzabili dagli
Stati membri su base volontaria per valutare i risultati della politica di
integrazione. La relazione è in discussione in questi giorni nel corso della
conferenza ad alto livello sull’immigrazione legale, organizzata dalla
presidenza portoghese.
UE: NUOVO IMPULSO A
POLITICA DI VICINATO
L’Unione
europea e i paesi vicini hanno concordato a Bruxelles, nella loro prima
conferenza ad alto livello, di rafforzare le relazioni nei settori chiave
dell’energia, del commercio estero e della sicurezza, registrando però punti di
vista diversi su come sviluppare la politica di vicinato (Pev), a tre anni dal
suo lancio.
I rappresentanti
a livello ministeriale dei 27 paesi dell'UE e dei 16 paesi che rappresentano
"l’anello di amici", dall’Ucraina, al Caucaso ai paesi del nord
Africa, più Libia, Bielorussia e Siria, in qualità di "osservatori",
hanno dato nuovo impulso ad una politica che può contare su 12 miliardi di euro
di programmi economici più altri aiuti in cambio di riforme e sviluppo
democratico. Restano però differenze sostanziali sulla direzione da
privilegiare: puntare di più ai paesi della cintura dell’Est o a quelli
dell’area del sud che, secondo il presidente francese Nicolas Sarzoky, dovrebbe
formare il nucleo dell’Unione mediterranea? E ancora: la Pev va considerata
anticamera per un futuro allargamento dell'UE? Secondo l’Italia, che la
sostiene "con grande determinazione e convinzione", la politica di
vicinato dell'UE deve "comportarsi in modo uguale verso i Paesi dell’est e
del sud".
Il Presidente
della Commissione UE José Manuel Durao Barroso e il ministro degli esteri
portoghese Luis Amado, presidente di turno del Consiglio, hanno suggerito di
rafforzare la politica di vicinato seguendo il criterio della "differenziazione".
D’accordo il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos purchè - ha
precisato - "non rappresenti una discriminazione". Il ministro degli
esteri polacco Anna Fotyga ha insistito sulla necessità di mantenere lo sguardo
ben puntato ad est, evocando anche la possibilità di uno sbocco nella famiglia
europea per "l’Ucraina e probabilmente la Moldovia". Il ministro
britannico agli affari europei, Jim Murphy, ha sponsorizzato l’ipotesi di una
Pev anticamera dell’allargamento. "Per quei paesi che cercano una
prospettiva più ampia, le porte dell'UE devono restare aperta", ha detto.
Nettamente contrario il suo collega tedesco Guenter Gloser, per il quale la
politica di vicinato "è un enorme contributo" alla promozione di
sicurezza e prosperità in Europa, ma "non ha assolutamente nulla a che
fare con una futura prospettiva di ingresso nell'UE". I rappresentanti dei
paesi vicini hanno applaudito l’iniziativa e da questo primo forum (che si
ripeterà con cadenze probabilmente semestrali) hanno lanciato proposte e
suggerimenti per aumentare il libero scambio e rafforzare la cooperazione
energetica. Un settore che potrebbe avvalersi delle risorse dei paesi dell’est
come del sole e del vento di cui sono ricchi i paesi dell’area del sud.
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO -
SESSIONE 03 - 06 SETTEMBRE 2007
ISTITUZIONI
Il Presidente ha ricordato Gaston Thorn e Raymond Barre, scomparsi durante
la pausa estiva, e reso omaggio ad Altiero Spinelli in occasione del centenario
della sua nascita. Ha poi espresso solidarietà alle vittime degli incendi in
Grecia e del terremoto in Perù. Ha anche rivolto un pensiero ai morti in Iraq e
ai rifugiati che cercano salvezza in Europa. Il processo ad Agrigento a 7
pescatori tunisini e i vantaggi fiscali alla Chiesa cattolica sono stati
oggetto di due dichiarazioni in Aula.
Il Presidente
HANS-GERT PÖTTERING ha voluto ricordare i «due
grandi europei» Gaston Thorn e Raymond Barre scomparsi durante la pausa estiva.
Entrambi, ha detto, si sono distinti sia come commissari europei sia come primi
ministri. Il primo è anche stato deputato europeo dal 1959 al 1969. Nel corso
della loro vita, ha aggiunto, si sono impegnati a favore della causa per
l'integrazione europea e hanno contribuito concretamente a questo processo, «in
tempi in cui le condizioni erano spesso difficili».
Il Presidente ha poi reso omaggio ad Altiero
Spinelli, cui ricorreva il centenario della nascita in questi giorni.
Definendolo uno degli architetti delle odierne istituzioni europee, ha
ricordato che, nel corso dei dieci anni in cui è stato membro del Parlamento
europeo, Spinelli ha svolto un ruolo fondamentale nel processo di riforma
dell'Unione. Il suo progetto di trattato, redatto quando era presidente della
commissione per gli affari costituzionali e approvato dal Parlamento a larga
maggioranza nel 1984, è stato alla base di numerosi cambiamenti introdotti dai
successivi trattati, compreso l'ampliamento dei poteri legislativi del
Parlamento europeo.
Pöttering ha poi voluto esprimere la solidarietà
del Parlamento a tutte le vittime delle catastrofi naturali avvenute questa
estate, come le inondazioni nel Regno Unito, la siccità nel Mediterraneo o gli
incendi in Grecia che hanno causato la morte di 60 persone. Ha quindi reso
omaggio alle vittime del terremoto in Perù e della violenza «senza senso» in
Iraq, ed ha rivolto un pensiero ai rifugiati che cercano la salvezza in Europa
affrontando «viaggi della morte».
Ha quindi invitato l'Aula a osservare un minuto di
silenzio.
FISCO-UE: L'ATTACCO
DEI RADICALI ALLA CHIESA CATTOLICA
Nella conferenza stampa
titolata "Kroes e Radicali contro la Chiesa italiana: ingerenze della
Commissione europea e responsabilità del governo italiano", tenutasi in
risposta alle dichiarazioni fatte in Aula da Marco Cappato sui persunti
"vantaggi fiscali alla Chiesa Cattolica", alcuni rappresentanti
autorevoli degli eurodeputati della Cdl hanno accusato, a Strasburgo, il
commissario UE alla concorrenza, Neelie Kroes, di voler agire contro le
esenzioni fiscali alla Chiesa Cattolica in Italia in base a denunce definite
"pretestuose e strumentali"; ma l'azione della Commissione, hanno
puntualizzato, è stata resa possibile solo grazie alla "sponda
attiva" offerta a Bruxelles, secondo loro, dal governo Prodi e in
particolare dalla Presidenza del Consiglio. Al governo di centrosinistra gli
europarlamentari dell'opposizione rimproverano, fra l'altro, di non aver
consultato la Conferenza episcopale italiana (Cei) per cercare di concordare
una riposta ai rilievi di Bruxelles. Una consultazione, hanno precisato, che
non è vincolante ma che è sempre stata effettuata negli altri casi in cui erano
entrate nel mirino dell'Antitrust comunitario importanti soggetti nazionali
"come Fiat, Telecom, Mediaset o anche la
Regione Lombardia", ha ricordato MARIO
MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo. Lo stesso Mauro ha
sottolineato la coincidenza temporale per cui la prima delle due richieste di
informazioni da parte della Commissione al governo italiano è stata inviata
solo nel maggio 2006, poco dopo la vittoria elettorale del centro sinistra,
nonostante il fatto che i radicali avessero sollevato la questione già da tre
anni: "Perché la Commissione non se li è filati prima? perché
evidentemente ha trovato una sponda attiva nel nuovo governo Prodi", e in
particolare "nella Presidenza del Consiglio", a cui spetta il compito
di rispondere a Bruxelles, ha detto Mauro.
A definire "pretestuose, strumentali e
infondate" le motivazioni delle denunce radicali all'origine
dell'iniziativa della Kroes è stato GIUSEPPE
GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica, secondo il quale
l'Esecutivo UE ha "responsabilità molto gravi" per avervi dato
seguito. "Questa è un'aggressione alla Chiesa da parte del laicismo, e
dimostra quanto sia lontana l'UE dalla realtà, quando immagina che sia
possibile una concorrenza fra la mensa dei poveri e il ristorante di lusso",
ha osservato Gargani, auspicando con il collega Mauro che possa esservi un
dibattito in Aula con la Commissione su questa vicenda.
ANTONIO
TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del
PPE/DE ha puntualizzato, da parte
sua, che l'iniziativa della Commissione "è stata sollecitata da
rappresentanti di partiti della maggioranza, ricordando che a essere preso di
mira è un provvedimento preso a suo tempo da un governo di centrosinistra con
Giuliano Amato e poi confermato da Berlusconi. Per Tajani, Kroes non ha
compreso il riconoscimento che viene dato così a tutte le iniziative no-profit,
che rendono servizi in sostituzione dello Stato. Ma un'interferenza in questo
campo da parte di Bruxelles, sarebbe "una violazione del principio di
sussidiarietà" ha concluso il capodelegazione di Fi, il quale ha aggiunto
come "le parole del Presidente del Parlamento europeo Poettering in difesa
del principio di sussidiarietà rappresentano un monito a coloro che cercano di
utilizzare l'Europa per modesti fini di politica interna. Ne prenda atto chi ha
cercato di colpire la Chiesa cattolica e le sue iniziative sociali attraverso
pretestuosi attacchi in materia fiscale"
PER IL PRESIDENTE PORTOGHESE LA SOLIDARIETÀ
È ALLA BASE DELL'INTEGRAZIONE EUROPEA
Seduta solenne - Allocuzione di Aníbal António Cavaco Silva, Presidente
della Repubblica portoghese - 3.9.2007
Il Parlamento ha accolto in seduta solenne il Presidente del Portogallo,
paese che avrà la Presidenza dell'Unione fino al prossimo dicembre e che
guiderà il Vertice che dovrà adottare la riforma dei trattati. Il Presidente ha
sottolineato il valore del principio della solidarietà come condizione sine qua
non della costruzione europea. Aprendo a soluzioni innovative per quanto riguarda
la protezione sociale, ha definito inaccettabile una crescita economica basata
sulla distruzione sociale.
Aníbal António Cavaco Silva,
Presidente della Repubblica portoghese, ha anzitutto sottolineato il ruolo
decisivo svolto dal Parlamento nel processo di integrazione europea, in
particolare nella costruzione del mercato unico e nella riforma dei trattati.
Ha poi aggiunto che, a suo parere, è giunta l'ora di concentrarsi su cosa è
realmente essenziale per rendere l'Europa più forte e coesa. Ricordando che una
delle priorità della Presidenza portoghese è di finalizzare la riforma del
Trattato sulla base del compromesso raggiunto dal Consiglio europeo di giugno,
ha rivolto un appello affinché i necessari sforzi siano profusi al fine di
giungere a questa riforma entro la fine dell'anno.
Chiuso il capitolo istituzionale, ha poi aggiunto,
l'Unione europea dovrà affrontare «le sfide che preoccupano i cittadini»:
crescita economica, occupazione, sicurezza, ambiente, energia e
globalizzazione. In tale contesto, il Presidente ha sottolineato il valore
della solidarietà come un pilastro fondamentale dell'integrazione europea. A
suo parere in fatti, la solidarietà, combinata con la sussidiarietà, «è una
condizione sine qua non per il futuro
della costruzione europea». Una solidarietà che deve essere tangibile e
espressa con azioni comuni e politiche, non solo retorica o "à la
carte".
Il Presidente ha poi affrontato il tema della
povertà e dell'esclusione sociale, che è uno degli obiettivi dell'Unione
europea. Questa sfida, a suo parere, deve essere vinta grazie a soluzioni
flessibili e innovative, anche perché la situazione in Europa è molto seria. Si
è quindi chiesto se «le tradizionali
politiche di protezione sociale non abbiano raggiunto i limiti della loro efficacia».
Pur riconoscendo loro l'importante ruolo svolto a seguito della seconda guerra
mondiale, ha sottolineato che per difendere il modello sociale occorre
adattarlo alle nuove sfide e al nuovo contesto mondiale.
Sostenendo poi che non vi è progresso sociale senza
crescita economica, il Presidente ha però ammonito che sarebbe insostenibile e
inaccettabile che quest'ultima fosse basata sulla distruzione sociale. A suo
parere, peraltro, la migliore protezione contro la povertà e l'esclusione
sociale è quella di agevolare la partecipazione dei cittadini al mercato del
lavoro, anche attraverso il miglioramento dell'istruzione e della formazione.
La solidarietà deve anche essere rivolta all'esterno delle frontiere europee e,
in proposito, il Presidente ha voluto attirare l'attenzione sul Continente
africano. E' giunto il momento, ha detto, «di parlare con l'Africa invece di
parlare semplicemente dell'Africa e dei suoi problemi».
Ha poi sottolineato l'importanza dell'energia e
dell'ambiente, come nuove forze trainanti dell'integrazione europea. E, anche
in questo campo, occorre dimostrare la propria solidarietà. Ha infine affermato
che, per la sostenibilità del processo d'integrazione, è «cruciale» garantire
le condizioni affinché l'Europa sia un attore centrale e influente nel mondo.
UNA
NORMATIVA EUROPEA PIÙ SEMPLICE E COMPRENSIBILE
- Doc. A6-0271/2007 - Relazione di Giuseppe
Gargani (PPE/DE, IT) sulla
Strategia per la semplificazione del contesto normativo
- Doc. A6-0273/2007 - Relazione su
"Legiferare meglio nell'Unione europea"
- Doc. A6-0280/2007 - Relazione su
"Legiferare meglio 2005": applicazione dei principi di sussidiarietà
e proporzionalità - 13a relazione annuale
- Doc. A6-0259 - Relazione sulle
implicazioni istituzionali e giuridiche dell'impiego di strumenti normativi non
vincolanti
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 3.9.2007 -
Votazione: 4.9.2007
Appoggiando le iniziative volte a semplificare la legislazione UE, il
Parlamento chiede un più ampio ricorso alla rifusione dei testi ed a un linguaggio
più chiaro per rendere la legislazione europea più comprensibile. Nel
sollecitare la consultazione delle parti interessate e il potenziamento delle
analisi settoriali, ritiene valido ricorrere a forme di autoregolamentazione e
auspica la riduzione degli oneri amministrativi che gravano sulle PMI.
Approvando la relazione d'iniziativa di Giuseppe Gargani (PPE/DE, IT), il
Parlamento europeo ricorda anzitutto che la semplificazione del contesto
legislativo a garanzia della chiarezza, dell'efficacia e della qualità della
legislazione «è una condizione imprescindibile in vista del conseguimento
dell'obiettivo di "Legiferare meglio"», che costituisce a sua volta
un’azione prioritaria dell'Unione europea finalizzata ad assicurare alti
livelli di crescita e di occupazione.
Nel rallegrarsi quindi che, per la prima volta, le
iniziative sulla semplificazione siano state inserite nel programma legislativo
e di lavoro della Commissione per il 2007, i deputati esortano la Commissione
ad accordare maggiore importanza all'attuazione, all'applicazione e alla
valutazione della legislazione comunitaria, «quale parte essenziale del
processo verso una migliore regolamentazione».
La relazione suggerisce poi che il Parlamento, la
Commissione e il Consiglio concludano un accordo
interistituzionale su un metodo di lavoro accelerato ai fini della
semplificazione delle misure nel loro complesso. Invita inoltre la Commissione
ad impegnarsi affinché il processo di semplificazione, e in generale di
miglioramento della qualità della legislazione, «non sia compromesso a livello
nazionale da norme interne o da ostacoli di natura tecnica».
I deputati propongono inoltre alla Commissione di
adottare la rifusione come tecnica
legislativa ordinaria al fine di permettere di disporre, per ciascuna
iniziativa, del testo nella sua interezza anche in presenza di modifiche
puntuali, con la chiara indicazione delle parti nuove e di quelle rimaste
invariate, «consentendo così una maggiore leggibilità e una maggiore
trasparenza della legislazione comunitaria». Laddove la rifusione non sia
possibile, la codificazione dell'ambito legislativo interessato dovrebbe
costituire la tecnica legislativa ordinaria in un termine di sei mesi.
A tale proposito, il Parlamento accoglie inoltre
con favore gli sforzi della Commissione diretti ad intensificare l'attività di codificazione dell'acquis comunitario come forma primaria e basilare di
semplificazione del contesto normativo. Invita tuttavia la Commissione a fare
fronte al più presto alle difficoltà legate alla traduzione e ad evitare che la
presentazione di nuove proposte legislative abbia un impatto negativo sulle
iniziative di codificazione, «nocendo all'intero processo di semplificazione».
Insiste inoltre affinché la Commissione si astenga dal proporre progetti di
codificazione nelle medesime materie per le quali intende avanzare proposte
legislative di merito.
Nell'invitare poi la Commissione ad insistere sulla
via della consultazione delle parti
interessate, per esempio estendendola ad altri settori, il Parlamento la
incoraggia a potenziare le analisi settoriali e la misurazione degli oneri
amministrativi generati dalla legislazione comunitaria in vigore. Per i
deputati, d'altra parte, valutazioni di impatto regolari e complete «rivestono
un ruolo fondamentale nel processo di semplificazione» e, pertanto, Consiglio e
Parlamento dovrebbero tenerne conto al momento della presentazione di
emendamenti.
Ribadendo, infine, che gli strumenti legislativi
tradizionali devono continuare ad essere normalmente utilizzati per raggiungere
gli obiettivi fissati dal Trattato, il Parlamento ritiene che la coregolamentazione e
l'autoregolamentazione «possano utilmente integrare o sostituire le misure
legislative, allorché tali metodi forniscono migliorie di portata equivalente o
superiore a quelle che la legislazione permette di realizzare». A patto però
che la Commissione definisca le condizioni e i limiti che le parti devono
osservare nell’esercizio di tali pratiche e che queste ultime siano soggette al
suo controllo.
La seconda relazione appoggia vivamente il processo
di miglioramento della normativa «al fine di rafforzare l'efficacia,
l'efficienza, la coerenza, la controllabilità e la trasparenza del diritto
dell'Unione europea». La semplificazione, per i deputati, deve anche operarsi
nell'interazione fra la Commissione e i cittadini, ad esempio per quanto
riguarda gli appalti, i servizi finanziari, i programmi di ricerca, le norme
sugli aiuti di Stato e le domande di sovvenzioni. D'altra parte insistono sulla
necessità che, nel presentare proposte legislative, la Commissione utilizzi un linguaggio semplice e chiaro,
abbandonando «l'utilizzo di acronimi incomprensibili e l'eccessivo ricorso a
inutili considerando».
Il Parlamento accoglie poi con favore la decisione
di ridurre del 25%, entro il 2012, gli
oneri amministrativi a carico delle piccole e medie imprese (PMI) derivanti
dalla legislazione comunitaria. Per i deputati tale obiettivo «dovrebbe
sfociare in una legislazione più intelligente, più efficace e maggiormente
incentrata sull'utente, riducendo gli oneri inutili che gravano sulle PMI senza
abbassare il livello della normativa attuale». Plaude, infine, alla decisione
della Commissione di ritirare 68 proposte reputate non conformi agli obiettivi
della strategia di Lisbona e ai principi di una migliore regolamentazione.
Tuttavia si rammarica del ritiro della proposta di direttiva sullo statuto della mutua europea, chiedendo
di adottare entro la fine del 2007 un'iniziativa che consenta l'elaborazione di
un siffatto statuto.
Data l'importanza del
tema e la qualità della relazione, si riporta l'intervento di presentazione
della stessa pronunciato dal relatore GIUSEPPE
GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, nel novembre 2006 la Commissione europea ha
adottato un documento di lavoro, una prima relazione sullo stato di avanzamento
della strategia per la semplificazione del contesto normativo, anticipata da
una comunicazione dell'ottobre 2005. Un fatto importante il quale, come Doorn
ha giustamente detto, segue un processo da noi portato avanti per ottenere una
semplificazione che è trasparenza, che è un modo di legiferare trasparente e
comprensibile.
Il documento di lavoro è stato approvato dalla
commissione giuridica la quale ha fatto il punto sui progressi conseguiti
nell'attuazione del programma di semplificazione inaugurato, come ho detto, nel
2005. In particolare, si annunciano 43 rifusioni e vorrei dare al Parlamento
queste notizie, questi numeri: 12 codificazioni, 8 abrogazioni e 46 altre
misure di semplificazione sostanziali, cui vanno aggiunte 500 nuove iniziative
legislative contenute in un altro programma modulato specificamente e dedicato
alle codificazioni, mentre se ne annunciano già 200 per il 2007.
Vorrei, quindi, a questo punto enunciare alcune
riflessioni, che sono la sostanza della mia relazione, naturalmente molto
sintetiche, per segnalare al Parlamento una situazione effettiva e concreta
nonché la riflessione approfondita complessivamente dalla commissione giuridica
nella sua interezza.
Rivolgo tre segnalazioni forti alla Commissione -
ritengo importante dire e sottolineare proprio questo - occorre: 1. inserire
d'ora in poi sistematicamente le iniziative di semplificazione in un'apposita
parte del programma legislativo e di lavoro in modo da individuarle
specificamente; 2. indicare nella stessa sede la priorità che essa intende dare
alle singole iniziative di semplificazione; 3. evitare la proliferazione di
documenti contenenti liste di iniziative di semplificazioni in modo da avere un
quadro di riferimento il più preciso possibile.
Ancora una volta, quindi, si impone l'esigenza che
la Commissione - lo devo sottolineare di nuovo - sia coerente con se stessa e
con le finalità della semplificazione da essa evidenziata e avviata. In
particolare va segnalata l'opportunità che la rifusione diventi finalmente la
tecnica legislativa ordinaria. Nel complesso sono queste le quattro
regolamentazioni - posso dirlo in veste di presidente della commissione di
Lévai, di Doorn e di Medina - che fanno complessivamente il punto della
situazione e la Commissione non può non essere riflessiva su questi termini.
In questo modo è sempre possibile disporre del
testo normativo nella sua interezza, anche in presenza di modifiche puntuali,
con la chiara indicazione delle parti nuove e di quelle rimaste invariate.
Questo è un canovaccio molto importante per il Parlamento. Il risultato sarebbe
quello di una maggiore leggibilità e di una maggiore trasparenza, da tutti
invocata, della legislazione comunitaria.
Il documento di lavoro della Commissione propone
in definitiva di sfruttare le sintesi iniziali delle proposte da essa formulate
per spiegare meglio gli obiettivi perseguiti dalla semplificazione. Tuttavia,
l'iniziativa può anche rivelarsi controproducente, mentre una sintesi può
essere giustificata per un testo discorsivo come una comunicazione, così non è
per un testo normativo, il quale nella sua sintesi iniziale potrebbe trovare
anche delle incertezze e quindi su questo bisogna essere molto attenti e molto
precisi.
In definitiva, la relazione vuole evidenziare il
forte segnale dato dalla modifica del regolamento del Parlamento europeo per
quanto riguarda il miglioramento e l'introduzione della procedura
prevista per le codificazioni dall'articolo 80 e di una nuova
procedura ad hoc per le
rifusioni, l'articolo 80 bis. Queste sono le questioni che il Parlamento deve
considerare, spero unitariamente e complessivamente senza modifiche, cosicché
questo possa diventare un punto importante per l'approvazione di domani dello
stesso Parlamento."
VERSO UN
MERCATO UNICO A VANTAGGIO DI CITTADINI E IMPRESE
Doc. A6-0295/2007
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 settembre
2007 sulla revisione dl mercato unico: superare gli ostacoli e le inefficienze
attraverso una migliore attuazione e applicazione (2007/2024(INI))
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 4.9.2007 -
Votazione: 4.9.2007
Adottando con 534 voti favorevoli, 119 contrari e
27 astensioni la relazione, il Parlamento accoglie positivamente «il ruolo attivo
della Commissione, la sua visione lungimirante del mercato unico e il suo
lavoro di riesame dello stesso» e auspica che la revisione del mercato unico
sia l'occasione per dimostrare ai cittadini europei tutti i vantaggi che essi
possono trarre dal suo completamento. In proposito, ritiene che le nuove
iniziative politiche dovrebbero poggiare maggiormente su un'analisi
dell'impatto sui diversi mercati e settori economici, sull'ambiente e in campo
sociale.
Ricorda quindi l'importanza di accrescere la fiducia dei cittadini promuovendo obiettivi sociali e
ambientali comuni «nel rispetto della diversità culturale europea». A suo
parere, inoltre, la coesione sociale, unita ad un'adeguata tutela dei
consumatori, «potrà consentire ai cittadini di rendersi conto meglio dei
vantaggi del mercato unico». E' anche evidenziata la necessità di rafforzare l'efficacia del diritto dei consumatori per il
mercato unico.
Il Parlamento sottolinea poi l'importanza di incoraggiare la libera circolazione dei
lavoratori nell'ambito del mercato unico, ritenendo che ciò favorisce la
competitività delle imprese europee e stimola l'innovazione attraverso lo
scambio di competenze e una maggiore concorrenza. Occorre inoltre promuovere
l'innovazione attraverso il rafforzamento della concorrenza e per creare un
contesto favorevole alle imprese, in particolare per le PMI.
Per i deputati, inoltre, un'efficace politica in
materia di concorrenza contribuirà a costruire la fiducia dei consumatori,
assicurando che i cittadini beneficino di una scelta più ampia, prezzi più
bassi e una qualità più elevata. D'altra parte, invitano la Commissione a
adottare iniziative «per superare l'incertezza giuridica» concernente lo status
dei servizi di interesse generale,
in particolare gli aiuti di Stato e le norme relative agli appalti pubblici. Al
riguardo, approvano le iniziative volte «a dissipare le ambiguità relative ai
settori dei servizi sanitari e sociali di interesse generale nel mercato
unico». Anche perché ritengono necessari servizi d'interesse generale «forti e
moderni» al fine di conseguire obiettivi di pubblico interesse quali la
coesione sociale e territoriale, la
protezione dell'ambiente e la diversità culturale.
Sempre in tema di servizi, il Parlamento ritiene
necessario completare la liberalizzazione delle industrie di rete quali i
trasporti, le telecomunicazioni, i servizi postali e la trasmissione di energia
agevolati da efficaci meccanismi di regolazione. In proposito sottolinea
l'importanza di continuare a
liberalizzare i mercati postali «assicurando, al contempo, il finanziamento
di un servizio universale efficace».
Ma anche di eliminare gli ostacoli alla creazione
di una zona unica di pagamento, nonché la necessità di un'ulteriore integrazione finanziaria nell'Unione
europea al fine di contribuire ad una crescita sostenibile, in particolare
grazie alla riduzione dei costi di transazione e all'ampliamento delle
possibilità di condivisione del rischio. D'altra parte, la Commissione è
invitata a fugare ogni dubbio in merito a quando si applichino la legislazione
o le regolamentazioni del paese d'origine o del paese ospitante e non lasciare
lacune nel regime di responsabilità applicabile ai prestatori di servizi.
Per i deputati, inoltre, è necessaria una maggiore
armonizzazione del funzionamento del sistema tributario, anche perché ritengono
che gli attuali sistemi dell’IVA e delle
accise «costituiscano un ostacolo al completamento del mercato unico», in
particolare per quanto riguarda il commercio transfrontaliero. La Commissione è
quindi invitata ad esaminare i problemi fiscali legati agli ordini personali
per corrispondenza e agli acquisti su Internet e a presentare proposte affinché
i cittadini europei possano beneficiare pienamente della libera circolazione
delle merci.
La libera
circolazione delle merci, per i deputati, è infatti fondamentale ai fini
dell'efficacia del mercato unico e, in proposito, ricordano che il 25% dei beni
fabbricati nell'Unione europea «non sono ancora coperti da misure in materia di
armonizzazione». Accolgono pertanto positivamente l'iniziativa della
Commissione volta a migliorare il funzionamento del mercato unico in tale campo
e invitano gli Stati membri ad «avvalersi pienamente» del riconoscimento
reciproco «per assicurare l'esercizio di questa libertà fondamentale
nell'interesse dei consumatori e delle imprese».
Nell'accogliere positivamente il Libro verde della
Commissione sulla revisione dell'acquis relativo ai consumatori, il Parlamento
ricorda che solo il 6% dei consumatori ricorre al commercio elettronico
transfrontaliero delle merci. Esorta quindi la Commissione ad assicurare il
proprio sostegno ad un quadro idoneo per lo sviluppo del commercio elettronico, a creare un contesto economico più
favorevole, a migliorare la qualità della legislazione e a rafforzare i diritti
dei consumatori e la posizione delle PMI nei mercati.
La Commissione è poi esortata a adottare una
strategia globale in materia di diritti
della proprietà intellettuale e a rafforzare ulteriormente la protezione di
tali diritti al fine di sostenere l'innovazione, promuovere la capacità
industriale dell'Europa e favorirne la crescita. In proposito, i deputati
sottolineano l'importanza di istituire un brevetto comunitario e un sistema
giurisdizionale di elevata qualità ed efficacia sotto il profilo dei costi.
Mettono inoltre in luce l'importanza di lottare contro le frodi e le contraffazioni nel mercato unico.
Il Parlamento chiede che sia rivolta una
particolare attenzione alle preoccupazioni delle PMI per quanto riguarda il
mercato unico, in particolare mediante miglioramenti in termini di costi e
rapidità delle procedure di start-up, disponibilità di capitale di rischio,
costi e rapidità dei servizi di pagamento, e mobilità di persone, beni e
servizi. Accoglie quindi favorevolmente le iniziative della Commissione volte a
ridurre gli oneri amministrativi delle
imprese e sollecita ulteriori sforzi per migliorare l'accesso al mercato
unico «senza ridurre la protezione necessaria per i cittadini, i consumatori e
i lavoratori dipendenti».
I deputati ritengono che affrontare il cambiamento
climatico e garantire uno sviluppo sostenibile «siano obiettivi di importanza
assoluta», raggiungibili solo con un mix energetico equilibrato. A tale fine è
fondamentale una politica del mercato unico che promuova un'energia sostenibile
e competitiva. Accolgono quindi positivamente le conclusioni del Consiglio
europeo di Bruxelles ma deplorano ciò nondimeno «l'insufficiente accento posto
sul potenziale contributo dell'energia
nucleare».
I deputati considerano che il deficit in termini di recepimento costituisca uno dei maggiori
ostacoli al completamento del mercato unico e che gli Stati membri «siano
responsabili di migliorare il recepimento e l'applicazione degli atti
legislativi comunitari». Deplorano, inoltre, che taluni Stati membri prendano
misure per proteggere il proprio mercato
nazionale e, al riguardo, sottolineano l'importanza di conseguire
condizioni di concorrenza eque nel mercato unico.
Per quanto riguarda gli aspetti internazionali,
infine, il Parlamento prende atto dell'iniziativa della Commissione volta ad
avviare una revisione integrale degli strumenti
commerciali comunitari di difesa dell'Unione. In proposito, sottolinea che
efficienti strumenti commerciali di difesa «sono essenziali per la concorrenza,
la crescita e l'occupazione in un'economia mondiale in rapida evoluzione».
RELAZIONI ESTERNE
LOTTA AL
TERRORISMO: PIÙ COLLABORAZIONE IN EUROPA
Interrogazione orale - Lotta contro il terrorismo
Procedura: Interrogazione orale - Dibattito: 5.9.2007 - Votazione:
11.10.2007
Sulla base di un'interrogazione orale, si è svolto in Aula un ampio
dibattito sulla lotta al terrorismo. La Presidenza ha illustrato in dettaglio
le azioni realizzate in questo campo, mentre il Vicepresidente Frattini ha
annunciato nuove iniziative per questo autunno, sulla sicurezza degli esplosivi
e sul monitoraggio di Internet. Molti deputati hanno chiesto un'azione più
incisiva dell'Unione europea, sottolineando però l'esigenza di rispettare le
libertà fondamentali e i diritti umani.
Dichiarazione della Commissione
Franco Frattini ha
anzitutto ricordato che la Commissione si è fortemente impegnata a favore
dell'applicazione della strategia europea contro il terrorismo, il cui
obiettivo è di assicurare l'equilibrio tra il diritto alla sicurezza e gli
altri diritti, come quello alla privacy. Ma la minaccia rimane alta e «non vi è
margine per abbassare la guardia». Lo dimostrano i tentativi di attentati
sventati in Spagna, Italia e Regno Unito e quelli di questi ultimi giorni in Germania
e Danimarca. In proposito, peraltro, il Vicepresidente ha sottolineato che la
scoperta di questi tentativi rappresenta un successo della strategia UE.
Ha poi annunciato che, quest'autunno, la
Commissione presenterà un pacchetto di misure incentrate sulla prevenzione e il
perseguimento dei crimini. Si tratta, più in particolare, di un piano d'azione
sulla sicurezza degli esplosivi che prevede tra l'altro la creazione di una
banca dati di Europol che fungerà da sistema di allerta rapido, ad esempio, in
caso di furti di esplosivi. Sarà inoltre avanzata una proposta di modifica
della decisione quadro sul terrorismo per tenere conto del ricorso a Internet
da parte dei terroristi. Si intende così evitare la diffusione di strategie
terroristiche o di istruzioni su come confezionare ordigni, ma anche consentire
di perseguire in tutta Europa chi si avvale di Internet a questi fini. Verrà
poi proposta una politica europea in materia di registrazione dei nomi dei
passeggeri aerei (PNR), che consentirà lo scambio di informazioni tra gli Stati
membri. Infine, sarà realizzata una valutazione complessiva delle misure
adottate dagli Stati membri nel quadro della strategia europea, con l'obiettivo
di rafforzarle e renderle più efficaci.
Ribadendo l'importanza della collaborazione tra gli
Stati membri, il Vicepresidente si è detto fiducioso che, nonostante le
difficoltà incontrate finora, sarà possibile giungere ad un accordo sulla
protezione dei dati entro dicembre. In proposito, ha sottolineato che occorre
un quadro giuridico che garantisca i cittadini sul trattamento corretto dei
dati. In merito al SITCEN, anche il commissario ha posto in luce che tale
organismo non ha nessun ruolo di coordinamento o nelle indagini sugli
individui. Su quest'ultimo aspetto, peraltro, ha affermato che tale compito
dovrebbe spettare a Europol e a Eurojust.
Nel dibattito è
intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente
della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la lotta al terrorismo deve rimanere una delle
grandi priorità dell'Unione europea. Certamente occorre un'efficace, continua e
coordinata azione di prevenzione e di contrasto e ben vengano dunque le
proposte formulate dal vicepresidente Frattini in quest'Aula.
Non dobbiamo innanzitutto commettere l'errore di
abbassare la guardia quando l'internazionale del terrore colpisce lontano
dall'Europa. Purtroppo, la minaccia del fondamentalismo islamico non è
diminuita, neanche quando l'attacco viene portato lontano dai nostri confini.
Azione coordinata significa innanzitutto
cooperazione all'interno dell'Unione, ma anche un forte collegamento con gli
Stati Uniti: rompere i legami con gli Stati Uniti in quest'azione contro il
terrorismo rappresenterebbe un gravissimo errore, porterebbe un gravissimo
danno alla popolazione intera dell'Unione europea, ma il collegamento deve
essere anche con i paesi arabi moderati, anch'essi nel mirino di Al Qaida.
L'Europa deve essere in prima fila in quest'azione
di prevenzione e contrasto, facendo però prevalere le azioni sostanziali su
quelle burocratiche. Purtroppo, è più facile che ci siano controlli severi su
flaconi di deodorante perché non trasportati in busta di plastica regolare
piuttosto che su terroristi infiltrati fra immigrati clandestini. Ben venga,
dunque, ripeto, un'azione forte della Commissione europea e del Consiglio.
Ma la lotta al terrorismo va condotta anche con
iniziative politiche che portino finalmente alla soluzione della crisi
israelo-palestinese con la nascita di uno Stato palestinese e la garanzia di
sicurezza per quello ebraico e senza però nulla concedere ad organizzazioni
fondamentaliste camuffate da forze politiche - mi riferisco ad Hamas e
Hezbollah.
Ma nella lotta al terrorismo non va dimenticato
che in Europa, accanto al pericolo di quello di matrice islamica, esiste una
pericolosa rete di partiti armati, legati a fenomeni politici interni e
indipendentisti. Anche su questo fronte, e concludo, l'Europa non deve
abbassare la linea di guardia. I fatti di Spagna ci dimostrano che
ogniqualvolta si abbassa la guardia o si sceglie la via della trattativa i
terroristi tornano all'attacco."
TRASPORTI
ABROGARE
LE NORME SUI LIQUIDI A BORDO DEGLI AEREI
Doc. B6-0267/2007
Restrizione sul regolamento (CE) n. 1546/2006 della Commissione recante
modifica del regolamento (CE) n. 622/2003 che stabilisce talune misure di
applicazione delle norme di base comuni sulla sicurezza dell'aviazione
(introduzione di liquidi negli aeromobili)
Procedura: Proposta di risoluzione - Dibattito:
12.2.2007 - Votazione: 5.9.2007
Il Parlamento chiede alla Commissione di rivedere e - se non vengono
presentati ulteriori fatti irrefutabili - di abrogare il regolamento che impone
misure restrittive sui liquidi nei bagagli a mano dei passeggeri aerei. Nell'evidenziare
la sua applicazione non uniforme in tutti gli aeroporti, teme infatti che i
suoi costi siano sproporzionati rispetto all'aumento effettivo della sicurezza.
Chiede poi la pubblicazione integrale dei divieti e delle restrizioni.
Con 464 voti favorevoli, 158 contrari e 70 astensioni, il Parlamento ha adottato una risoluzione che afferma anzitutto il sostegno a tutte le misure di sicurezza contro i rischi di attacchi terroristici nel settore aereo «che siano concepite realisticamente per ridurre al minimo il rischio e non siano sproporzionate». Sottolinea tuttavia che il controllo dei bagagli a mano attraverso i raggi X «non è in grado di rilevare la presenza di esplosivi liquidi» e chiede alla Commissione e agli Stati membri di intensificare i loro sforzi a sostegno della rice