GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI
LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
19 Luglio 2007
n° 151
Lettera informativa della
Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
____________________________________________________________________________
GRUPPO
PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio
di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni
ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI
E’ ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.
BREVI
DALL'EUROPA
LIBERA CIRCOLAZIONE
DELLE MERCI: COMPLETA ENTRO IL 2007
La
misura più importante del pacchetto legislativo sarà una proposta di
regolamento che mira a migliorare la libera circolazione delle merci, fondandosi
maggiormente sul principio di riconoscimento reciproco. In base a questo
principio, una merce commercializzata legalmente in uno Stato membro dovrà
poter circolare liberamente nel mercato interno dell’Unione europea. Il
regolamento suggerisce di affidare allo Stato membro di destinazione della
merce la responsabilità di dimostrare perché una merce dovrebbe essere ritirata
dal proprio mercato in virtù delle regole nazionali. Attualmente, spetta alle
imprese esportatrici dimostrare perché la loro merce può essere
commercializzata nello Stato membro di destinazione.
LE NUOVE REGOLE IN
AGRICOLTURA BIOLOGICA
I ministri dell’agricoltura hanno trovato un accordo
politico a maggioranza il 12 giugno sulle nuove regole di produzione e
etichettatura di alimenti biologici. Ungheria, Italia, Grecia, Belgio sono
contrari perché il testo è troppo lassista per gli OGM.
Secondo il regolamento l’uso del logo biologico UE sarà obbligatorio,
ma potrà comportare anche marchi nazionali o privati. Sarà dato agli alimenti
con il 95% almeno degli ingredienti provenienti dall’agricoltura biologica. Per
i prodotti non biologici gli operatori sulla confezione potranno indicare la
lista degli ingredienti bio. Il settore ristoranti e mense non entra nel
regolamento. L’uso di OGM sarà proibito nel biologico. L’industria
agroalimentare potrà utilizzare ausiliari tecnologici (additivi, enzimi)
prodotti partendo da OGM ma se non vi sono equivalenti non transgenici nel
mercato. Gli alimenti come richiesto dalla Commissione potranno essere
contaminati accidentalmente da OGM con un limite di 0,9% di OGM valido anche
per gli alimenti convenzionali.
PRODOTTI CHIMICI:
ALLINEAMENTO AGLI STANDARD ONU
La Commissione europea ha proposto di allineare il sistema corrente europeo
della classificazione delle sostanze e delle miscele chimiche al sistema
globalmente armonizzato delle Nazioni Unite.
I criteri di classificazione accettati internazionalmente e gli elementi
identificanti saranno integrati nella nuova legislazione dell’Unione europea,
che andrà a sostituire la legge corrente sulla classificazione,
l’identificazione e l'imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche.
La proposta è un passo importante da parte della Comunità europea verso gli
sforzi globali tesi ad aumentare la protezione per la salute umana e per
l'ambiente dagli effetti nocivi dei prodotti chimici pericolosi.
L'armonizzazione dei requisiti a livello globale rimuoverà le barriere
commerciali e faciliterà il commercio globale, la comunicazione e lo scambio di
informazioni sui pericoli dei prodotti chimici tra le aziende che operano in
questo mercato.
Ciò comporterà una spinta economica notevole sia al commercio che alla
competitività del mercato ed includerà i nuovi simboli di distinzione per i
prodotti chimici.
Le proposte avanzate completeranno la nuova regolamentazione di estensione
sul registro, sulla valutazione, sull'autorizzazione e sulla limitazione dei
prodotti chimici.
La proposta sarà ora discussa in sede di Parlamento europeo e di Consiglio.
Link utili:
http://ec.europa.eu/enterprise/reach/ghs_en.htm
http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/itemlongdetail.cfm?item_id=703
COME MIGLIORARE IL SISTEMA DEI
BREVETTI IN EUROPA
La Commissione
europea ritorna a parlare di brevetti e vuole rilanciare il dibattito sulla
materia. Dalla consultazione delle parti interessate che ha realizzato nel
2006, è emerso che l'Unione europea deve concretizzare la sua azione, in
particolare per quanto riguarda il brevetto comunitario e le modalità di risoluzione
delle controversie, perché nell'attuale economia globale, sempre più
competitiva, l'Europa non può permettersi di perdere terreno in un settore
cruciale come quello dei brevetti. Per questo motivo viene proposto di
riconsiderare le varie alternative e di lavorare insieme al Consiglio e al
Parlamento per raggiungere un consenso politico su un effettivo miglioramento
del sistema dei brevetti.
Secondo la
comunicazione, il sistema attuale dei brevetti in Europa è molto più costoso
dei sistemi statunitense e giapponese. Un brevetto comunitario eserciterebbe
un'attrattiva molto maggiore rispetto ai modelli previsti nell'ambito del
sistema esistente, costituito da un complesso eterogeneo di brevetti nazionali.
Un brevetto europeo
che designa 13 paesi è 11 volte più costoso di un brevetto statunitense e 13
volte più costoso di uno giapponese. L'attuale sistema di risoluzione delle
controversie, che implica il rischio di più controversie sullo stesso brevetto
in diversi paesi, comporta inutili costi per tutte le parti interessate e mina
la certezza del diritto.
Nel 2008 è prevista
la pubblicazione di una specifica comunicazione sui diritti di proprietà
intellettuale, che completerà la comunicazione sui brevetti trattando i
problemi di carattere non legislativo e le questioni orizzontali ancora in
sospeso in tutti i settori della proprietà intellettuale.
Molte parti interessate
sono favorevoli al brevetto comunitario quale soluzione in grado di apportare
il maggior valore aggiunto all'industria europea nell'ambito della strategia di
Lisbona, ma criticano l'approccio politico comune adottato dal Consiglio nel
2003, a causa degli elevati costi di traduzione e dell'eccessiva centralizzazione
del sistema giurisdizionale proposto. La Commissione ritiene che sia possibile
dar vita a un brevetto comunitario realmente competitivo e interessante a
condizione che esista una volontà politica in tal senso. Ai fini
dell'istituzione di una giurisdizione integrata a livello comunitario in
materia di brevetti, occorre tener conto delle preoccupazioni riguardanti
l'eccessiva centralizzazione della giurisdizione. Per quanto riguarda i costi di
traduzione, la Commissione studierà insieme agli Stati membri come migliorare
il regime linguistico al fine di ridurre i costi rafforzando nel contempo la
certezza del diritto.
Da recenti
discussioni con gli Stati membri è emersa una polarizzazione delle posizioni
riguardo alla tutela giurisdizionale dei brevetti: se alcuni Stati membri sono
favorevoli al progetto di accordo sulla risoluzione delle controversie in
materia di brevetti europei (EPLA) nell'ambito della convenzione sul brevetto
europeo, altri sono invece favorevoli all'istituzione di una giurisdizione
comunitaria specializzata nella risoluzione delle controversie riguardanti i
brevetti europei e comunitari sulla base del trattato CE.
In tale situazione,
la Commissione ritiene che sia possibile giungere ad un consenso su un
approccio integrato che comprenda elementi sia dell'EPLA che di una
giurisdizione comunitaria. Un modo per avanzare potrebbe essere quello di
riflettere sulla possibilità di istituire una giurisdizione unica
specializzata, competente a risolvere le controversie riguardanti i brevetti
europei e i futuri brevetti comunitari. Tale sistema potrebbe ispirarsi al
modello dell'EPLA ma consentire l'integrazione nella giurisdizione comunitaria.
In un primo tempo, i lavori dovrebbero puntare essenzialmente a costruire un
consenso tra gli Stati membri a partire dai principi sui quali tutti sembrano
concordare.
Per maggiori
approfondimenti: http://ec.eurooa.eu/internal_market/indprop/patent/index_en.htm
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
BRUXELLES - SESSIONE STRAORDINARIA 27 GIUGNO 2007
CONSIGLIO EUROPEO
RIFORMA DEI TRATTATI:
UN SUCCESSO, MA QUALCHE RIMPIANTO
Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione
della Commissione - Riunione del Consiglio europeo del 21 e 22 giugno 2007
Dichiarazione della Presidenza in carica del
Consiglio - Semestre di attività della Presidenza tedesca
Dibattito: 27.6.2007
Angela Merkel ha illustrato all'Aula l'esito del
Vertice e il bilancio della sua Presidenza. La maggioranza dei deputati ha
salutato con molto favore l'accordo sulla riforma del Trattato e ha reso
omaggio all'operato della Cancelliera, anche riservandole una standing ovation.
Taluni hanno colto l'occasione per criticare gli egoismi nazionali che sono
emersi nel corso dei negoziati e il fatto che la Carta dei diritti fondamentali
non si applicherà in tutta l'Unione.
Il Presidente
HANS-GERT PÖTTERING ha aperto il dibattito sottolineando che la Cancelliera
Merkel si presenta per la quarta volta al Parlamento europeo e ciò dovrebbe
essere d'esempio per le Presidenze future. L'ha quindi ringraziata «per la sua
buona volontà, pazienza e, soprattutto, per la sua determinazione europeista»,
senza la quale il Vertice non avrebbe ottenuto il successo che ha poi avuto.
Dichiarazione della Presidenza
A pochi giorni dal
«memorabile» Vertice, Angela Merkel ha voluto ricordare che con la
dichiarazione di Berlino sul cinquantenario della firma dei Trattati sono stati
riconosciuti 50 anni di pace, democrazia, libertà e Stato di diritto, ma si è
anche affermato che questi non sono acquisiti per sempre. La stasi, ha
aggiunto, significa regresso e occorre avere fiducia per fare progressi. Si è
quindi rallegrata che al Consiglio europeo si siano poste le basi per nuova
fondamenta dell'UE e che siano state superate le divisioni, permettendo
all'Europa di ritrovare «una nuova forza comune». Riconoscendo la difficoltà
dei negoziati e il pericolo incombente che la paralisi si protraesse, la
Cancelliera ha sottolineato che l'Accordo cui si è giunti mantiene la sostanza
della Costituzione e che tutti hanno convenuto che ciò sia stato un successo,
anche per il Parlamento, poiché permetterà di affrontare le elezioni del 2009
su queste nuove basi.
La Cancelliera ha poi
illustrato i contenuti dell'accordo, evidenziando come, pur dovendo rinunciare
ai simboli per tener conto di chi temeva un Superstato, in taluni casi segna
notevoli passi avanti, anche al di là di quanto previsto dalla Costituzione.
Personalità giuridica, estensione della maggioranza qualificata, doppia
maggioranza sono le principali conclusioni a livello istituzionale. E' stata
poi rafforzata l'azione esterna consentendo all'UE di parlare con una sola voce
ed è stata comunitarizzata la politica in materia di giustizia e affari
interni. I cittadini avranno il diritto d'iniziativa e di petizione e la Carta
dei diritti fondamentali avrà carattere vincolante, salvo per il Regno Unito la
cui scelta «va rispettata», mentre un protocollo lascerà ampio margine di
manovra agli Stati membri per quanto riguarda i servizi d'interesse generale.
Il Parlamento europeo, infine, vedrà aumentati i suoi poteri (anche eleggendo
il Presidente della Commissione) e il ruolo dei parlamenti nazionali sarà
rafforzato, ma non avranno il potere di veto.
Ci saranno deroghe e
eccezioni, ha proseguito la Cancelliera, ma ciò non significa che vi sarà
un'Europa a due velocità. Questa eventualità, ha spiegato, non sarebbe una
soluzione valida poiché indebolirebbe l'Europa e il Parlamento europeo. Solo se
si agisce insieme e in modo mirato, ha insistito, è possibile mantenere gli
ideali europei che hanno garantito pace, libertà e Stato di diritto, rafforzare
i diritti dei cittadini, promuovere la competitività e proteggere l''ambiente.
L'Europa «è un obbligo», ha insistito, augurandosi una rapida convocazione
della CIG per consentire al Trattato riformato di entrare in vigore prima delle
elezioni del 2009. Ha quindi concluso citando un passo della dichiarazione di
Berlino - «noi europei, per nostra fortuna, siamo uniti» - e esprimendo l'auspicio
che tra 50 anni si dirà che la scelta di oggi sia stata quella giusta.
I deputati, in piedi, le
hanno quindi tributato un lungo applauso.
Dichiarazione della Commissione
JOSÉ MANUEL BARROSO ha anzitutto espresso
il suo apprezzamento per l'operato della Cancelliera che partendo da un
contesto difficile è riuscita ad ottenere un successo per l'Europa, visto che
ora dispone degli strumenti per affrontare le sfide del XXI secolo.
Complimentandosi poi per tutti gli altri successi ottenuti dalla Presidenza tedesca,
ha affermato che l'Europa «è di nuovo in pista».
Il Presidente della
Commissione ha quindi sottolineato come la sua proposta del "doppio
binario" sia stata giusta: ha permesso di migliorare alcuni elementi sulla
base dei trattati esistenti (in particolare con il pacchetto sui cambiamenti
climatici e con la sburocratizzazione), portando avanti parallelamente le
discussioni sulle riforme e suggerendo la dichiarazione di Berlino. Barroso ha
poi evidenziato la correttezza dell'approccio seguito, volto a concentrarsi sui
risultati concreti che interessano i cittadini (crescita, occupazione,
sicurezza, energia e cambiamenti climatici), senza discutere unicamente di
istituzioni.
Enfatizzando quindi come
l'ultimo sondaggio di Eurobarometro abbia indicato una crescita della fiducia
dei cittadini europei nei confronti dell'Europa, ha sottolineato la necessità
di non perdere questa occasione favorevole per rafforzare l'integrazione
europea. Il Vertice, ha poi ribadito, ha dato risultati eccellenti e ha consentito
di superare le divisioni, definendo un mandato per le riforme che consentirà di
aumentare la capacità di agire dell'UE.
Il Presidente della
Commissione ha quindi elencato quelli che, a suo parere, sono i principali
vantaggi che derivano dall'accordo. Il consolidamento dell'UE, attraverso
l'eliminazione dei pilastri, la comunitarizzazione della politica in materia di
giustizia e affari interni, la clausola di solidarietà in materia energetica e
la maggiore coesione negli affari esterni. Ma anche il rafforzamento della
responsabilità e della legittimità democratica dell'UE, con l'aumento delle
competenze legislative del Parlamento europeo, il maggior coinvolgimento dei
parlamenti nazionali e l'attribuzione del carattere vincolante alla Carta dei
diritti fondamentali.
Nell'evidenziare poi
l'importanza del protocollo sui servizi di interesse generale, Barroso ha
lanciato un monito: «senza potere politico non si può affrontare la
globalizzazione» e, al contempo, «si può ottenere un'unione politica più forte
solo rafforzando l'integrazione economica». Ha quindi concluso sostenendo la
necessità di spiegare ai cittadini perché questa riforma è indispensabile.
JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito
sostenendo che da qualche mese, grazie alla
Presidenza tedesca, «vi è una tigre nel motore dell'Europa», e ha quindi reso
omaggio alla Cancelliera Merkel e al suo governo. Il bilancio della Presidenza,
ha proseguito, è eloquente e i suoi successi «hanno cambiato l'atmosfera
nell'Unione europea», permettendo il ritorno alla fiducia e alla speranza. Il
primo segnale significativo, a suo parere, è stato il pacchetto sull'energia e
il clima, anche perché al G8 si è dimostrato che «quando l'Europa è unita, ha
un reale potere di persuasione». La Presidenza, ha proseguito, ha avuto
successo anche nelle relazioni con gli USA, sia trattandoli come partner
prioritari sia accelerando l'istituzione di un mercato transatlantico o
concretizzando l'accordo "cieli aperti". Nelle relazioni con la
Russia, inoltre, la Cancelliera ha indicato a Putin su quali basi è possibile
cooperare.
Per il leader dei
popolari, la Presidenza ha svolto un importante ruolo anche nell'ambito della
politica della giustizia e degli affari interni ed ha ottenuto successi in
altri campi su questioni concrete per i cittadini, come i casi del roaming,
della modulazione volontaria in agricoltura, così come nei settori della pesca
e dell'ambiente. Riguardo al Vertice, il deputato ha anzitutto deplorato talune
affermazioni che, a suo parere, «non sono degne dei sacrifici patiti dagli
europei negli ultimi cinquanta anni per garantire la pace e la riconciliazione
tra di noi». Sottolineando poi la speranza che suscita l'accordo raggiunto, ha
però sottolineato che il suo gruppo - in particolare la componente PPE - non è
pienamente soddisfatta. Si è in particolare rammaricato dell'insuccesso
ottenuto sui simboli europei, il titolo di Ministro degli Affari esteri e il
voto con doppia maggioranza in tempi rapidi.
Ma tutto sommato, ha affermato, si tratta di un buon accordo che il suo
gruppo sosterrà.
FIRMATO IL NUOVO
REGOLAMENTO "ROAMING"
Il Presidente Pöttering e la Cancelliera Merkel
hanno firmato il regolamento sul roaming che consentirà, sin da questa estate,
di beneficiare di tariffe più basse per le chiamate "mobili"
effettuate e ricevute in un altro Stato membro dell'Unione europea.
Il Presidente HANS-GERT PÖTTERING si è rallegrato di firmare assieme alla Cancelliera Angela Merkel una nuova e importante normativa europea sul roaming. Questo
atto, ha aggiunto, sancisce la cooperazione fruttuosa e gli sforzi perpetrati
nell'interesse dei cittadini.
Oggi, ha proseguito, è
«un bellissimo giorno per i 140 milioni di clienti roaming dell'Unione
europea». Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione «hanno agito
rapidamente, risolutamente ed efficacemente nell'interesse dei cittadini»: in
un tempo record di soli 11 mesi dalla presentazione della proposta, Il
regolamento entrerà in vigore il prossimo 30 giugno. Ha quindi ringraziato la commissaria
Reding per l'iniziativa «coraggiosa», la Presidenza del Consiglio che ha
operato a favore di una soluzione rapida, il relatore e la presidente della
commissione industria.
Già da quest'estate, ha
poi spiegato, «gli utenti della telefonia mobile potranno beneficiare di costi
sostanzialmente ridotti per il roaming». E' stata inoltre rafforzata la
trasparenza dei prezzi e un'informazione rapida e personalizzata sulle tariffe
sin dall'attraversamento di una frontiera, e ciò costituisce «un netto progresso
in termini di convivialità e di entità dei prezzi». Oggi, ha poi sottolineato
il Presidente, «l'Unione europea elimina un grande ostacolo alla piena
concretizzazione della libera circolazione delle persone in seno all'UE».
Abbiamo anche soppresso, ha aggiunto, «un freno alla competitività del nostro
mercato interno». Si tratta di un «buon esempio di un'Europa che produce
risultati, di un'Unione la cui azione porta benefici concreti ai cittadini».
In base all'accordo tra
Parlamento e Consiglio, la tariffa al dettaglio, IVA esclusa, per il roaming
regolamentato sarà limitata a 0,49 euro al minuto per le chiamate effettuate e
a 0,24 euro al minuto per quelle ricevute. Le tariffe massime per le chiamate
uscenti saranno poi ridotte automaticamente di 3 centesimi l'anno, mentre
quelle delle chiamate entranti saranno ridotte di 2 centesimi il primo anno e
di 3 centesimi a partire dal secondo anno. Come richiesto dai deputati, gli
operatori d'origine dovranno offrire queste eurotariffe a tutti i loro clienti,
in maniera chiara e trasparente.
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO -
SESSIONE 09 - 12 LUGLIO 2007
ISTITUZIONI
Dando inizio alla sessione, il Presidente ha condannato i recenti attentati
terroristici di Glasgow e, esprimendo la solidarietà alle vittime, ha
sottolineato che occorre combattere il terrorismo con decisione, ma nel
rispetto dei valori che l'UE difende. L'Aula è stata informata che Francesco
Ferrari è subentrato al seggio lasciato vacante da Marta Vincenzi a seguito della
sua elezione a Sindaco di Genova. Il Presidente ha espresso la solidarietà del
Parlamento alle infermiere bulgare condannate a morte in Libia.
Dichiarazione del Presidente sul terrorismo
Nel ricordare gli attentati di Madrid del 2004 e di Londra del 2005, il
Presidente HANS-GERT Pöttering ha condannato quello più recente
perpetrato a Glasgow e quello compiuto nello Yemen che ha causato la morte di 7
turisti spagnoli e di due yemeniti. Questi attacchi, ha sottolineato, sono
indirizzati alla libertà, alla democrazia e ai diritti fondamentali, ossia ai
valori «che ci legano tutti». Il terrorismo, ha proseguito, «è un crimine» che
va combattuto con decisione. Ha però insistito che nell'adozione di ogni
provvedimento volto a lottare contro il terrorismo devono essere «i principi
dello Stato di diritto a guidarci, in linea con i valori che difendiamo». Dopo
aver espresso la solidarietà e il sostegno alle vittime e ai loro familiari, il
Presidente ha chiesto all'Aula di osservare un minuto di silenzio.
No alla pena di morte. Rilasciare le
infermiere bulgare
Il Presidente Pöttering si è
detto sconvolto dalla conferma della pena di morte delle cinque infermiere e
del medico bulgari accusati di aver deliberatamente contaminato con il virus
dell'HIV dei bambini di un ospedale. Nell'esprimere solidarietà e sostegno a
queste persone, ha lanciato un appello alle autorità libiche affinché rivedano
la sentenza, mostrino clemenza e rilascino gli accusati. Ha infine ribadito
l'opposizione del Parlamento alla pena capitale.
DIBATTITO
SULLE PRIORITÀ DELLA PRESIDENZA PORTOGHESE
Dichiarazione del Consiglio - Illustrazione del programma della Presidenza
portoghese
Dibattito: 11.7.2007
Il Primo ministro portoghese ha illustrato all'Aula le priorità della nuova
Presidenza: riforma dei trattati, modernizzazione dell'economia e della società
europea e rafforzamento del ruolo dell'Europa nel mondo. La maggioranza dei
deputati ha accolto con favore il programma, senza rinunciare a esprimere
qualche critica su temi specifici. Tre membri del Parlamento saranno pienamente
coinvolti nella CIG.
Dichiarazione del Consiglio
Per José
Sócrates, Presidente in carica del
Consiglio, «non solo gli europei hanno bisogno di un'Europa più forte, ma è il
mondo intero ad averne bisogno». Si è quindi soffermato sulle tre priorità
della Presidenza portoghese: riforma dei trattati, modernizzazione economica e
sociale e ruolo più forte per l'Europa nel mondo.
Il Primo ministro ha sottolineato che uno dei
principali compiti della sua Presidenza riguarda la riforma dei trattati. Nel corso della Conferenza intergovernativa
del 23 luglio sarà presentata una prima bozza e, in proposito, ha voluto
precisare che «il nostro mandato non è quello di cambiare il mandato, ma ti
trasformare il mandato in un trattato» e che la Presidenza intende ottenere un
accordo durante il Consiglio europeo informale del 18 e 19 ottobre a Lisbona.
Ha poi sottolineato di essersi battuto affinché il Parlamento avesse tre
rappresenti in seno alla CIG (rispetto ai due delle CIG precedenti) e che è sua
intenzione invitare il Presidente del Parlamento «ogniqualvolta la CIG avrà
incontri a livello di Capi di Stato e di governo».
Passando alla seconda priorità, Sócrates ha
ricordato all'Aula che sette anni orsono si è adottata la Strategia di Lisbona, una «roadmap per la modernizzazione
dell'economia e della società europea». Una nuova fase della strategia sarà
approntata in tempo per essere approvata durante il semestre sloveno all'inizio
del 2008. I punti focali saranno il mercato interno, il ruolo delle industrie
della cultura nella creazione di posti di lavoro e le politiche energetiche e
di protezione dell'ambiente. Ha quindi ricordato che «in Europa dobbiamo avere
un solo scopo: mantenere la leadership nel campo ambientale e, in particolare,
nella lotta contro i cambiamenti climatici».
La Presidenza portoghese intende inoltre
«attribuire alla dimensione sociale della Strategia di Lisbona l'importanza e
la visibilità che le competono», focalizzandosi sulla creazione di impieghi stabili
nel contesto della competizione globale, la sostenibilità degli schemi
pensionistici e la flessicurezza (riforme del mercato del lavoro combinate con
la protezione dei lavoratori). Un altro punto importante è il rafforzamento
della cooperazione di polizia e giudiziaria nella lotta contro il terrorismo e
le organizzazioni criminali. In proposito, il Presidente in carica del
Consiglio ha affermato che «la democrazia non teme il terrorismo e sa come
essere risoluta contro questa minaccia». La lotta al terrorismo, ha insistito,
dovrebbe rimanere un obiettivo comune a tutti gli Stati membri perché solo la
cooperazione europea ci permette di prevenire, proteggere e perseguire il
terrorismo.
Il Primo ministro ha informato l'Aula che, nel
corso del secondo semestre del 2007 dovranno essere prese decisioni
inderogabili circa questioni delicate nell'agenda
globale, incluso il Kossovo, la questione del nucleare iraniano ed il
Darfur. In agenda sono anche previsti incontri bilaterali con India, Cina,
Russia ed Ucraina e le relazioni UE-USA resteranno cruciali. Tre appuntamenti
meritano, a suo parere, un'enfasi speciale: le relazioni con il Brasile, le
prossime conferenze euromediterranee su temi quali migrazione, energia, affari
esteri e ECOFIN/commercio e il secondo vertice UE-Africa. In conclusione, il
Primo ministro ha ammonito che «in un mondo in movimento non si deve restare
fermi e la nostra intenzione è di assicurarsi che l'Europa non resti immobile,
ma prosegua il suo cammino per un mondo migliore».
Dichiarazione della Commissione
JOSÉ MANUEL BARROSO ha sottolineato il carattere «ambizioso ed esigente» del
programma della Presidenza portoghese dove la CIG occupa un posto centrale. In
proposito, ha sottolineato come non si sia mai convocata una CIG con un mandato
così specifico e la Commissione lo difenderà pienamente, ritenendo che esso non
dovrebbe essere rinegoziato, visto che tutti lo hanno sostenuto dopo trattative
difficili. Dando il suo pieno appoggio all'intenzione della Presidenza
portoghese di proseguire velocemente e in modo concentrato con i lavori della
CIG, ha ammonito che la Commissione resterà vigilante nell'assicurare che il
mandato sia rispettato e porti ad una decisione per ottobre.
Per quanto attiene la strategia di Lisbona, il
Presidente dell'Esecutivo ha affermato che i risultati positivi di questa
strategia sono già tangibili e, in proposito, ha sottolineato l'importanza di
promuovere l'innovazione per stimolare la crescita economica. Si è quindi
rallegrato della priorità data all'Istituto europeo per la tecnologia.
Per Barroso, «un trattato riformato aumenterà la
capacità dell'Unione nelle relazioni esterne» e «il commercio internazionale
deve essere basato su regole e deve essere condotto da agenti multilaterali» in
quanto è il motore dello sviluppo che combatte la povertà. Ha quindi ricordato
che «è necessario un partenariato strategico tra l'UE e l'Africa che comprenda
l'energia, l'immigrazione, i cambiamenti climatici la democrazia ed i diritti
umani». Poiché l'UE «deve e può essere una forza di stabilità nel mondo che non
può chiudere gli occhi al dramma africano in atto». Concludendo, ha affermato
che «possiamo avere piena fiducia nel Portogallo e nelle sue credenziali
pro-europee». Desideriamo un'Europa forte per un mondo migliore ed insieme
potremo lavorare per raggiungere tali obiettivi.
JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito
salutando la «volontà di costruire» della Presidenza portoghese che segue
il piano «ambizioso ma realistico» della Presidenza tedesca. Il successo nella
riforma del trattato, nella lotta al terrorismo e nel consolidamento della
crescita dipenderà in parte dal sostegno dell'UE e c'è bisogno di progredire in
tutti questi campi. «Come in un castello di carte, se ne manca solo una, l'intero
edificio crolla», ha aggiunto.
Augurandosi che la riforma del trattato possa
completarsi per il vertice d'autunno, ha poi invitato gli Stati membri a
cooperare con il Regno Unito per combattere il terrorismo e l'immigrazione
illegale. Passando poi al mercato interno, ha ricordato che ci vuole coraggio
per diventare una potenza mondiale leader e ha sottolineato la necessità che i
cittadini comprendano i benefici tangibili della libertà di movimento di
persone, merci, capitali e servizi. Auspicando «pace, sicurezza, coraggio e
responsabilità, il capogruppo dei popolari si è rallegrato per il rinnovato
interesse per l'Africa ed il Brasile e per la determinazione di proseguire il
dialogo con l'Ucraina e la Russia.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti
relazioni:
- Doc. A6-0257/2007 - Relazione sul
progetto comune, approvato dal Comitato di conciliazione, di regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio sulla legge applicabile alle obbligazioni
extracontrattuali ("Roma II")
Il Parlamento ha approvato in via definitiva il
regolamento in materia di legge applicabile alle obbligazioni
extracontrattuali, noto anche come "Roma II". Il compromesso
raggiunto con il Consiglio prevede l'inclusione di norme riguardo agli
incidenti stradali, ai danni ambientali o a quelli causati da un prodotto,
nonché alle violazioni dei diritti della proprietà intellettuale, ma non
comprende le controverse disposizioni sulla diffamazione a mezzo stampa.
-
Calendario delle tornate del
Parlamento europeo - 2008
Il Parlamento ha approvato il calendario delle sue
sessioni plenarie per il 2008. Accogliendo un emendamento proposto dal PPE/DE,
l'Aula ha respinto la proposta di riservare talune date per sedute
straordinarie dedicate a dibattiti su questioni di notevole rilevanza. Sono
quindi previste le usuali dodici sedute "alsaziane" e sei sessioni
supplementari di Bruxelles.
CONFERENZA INTERGOVERNATIVA
VIA
LIBERA ALLA CIG PER LA RIFORMA DEI TRATTATI
Doc. A6-0279/2007
Relazione sulla convocazione della Conferenza intergovernativa (CIG):
parere del Parlamento europeo (articolo 48 del trattato sull'Unione europea)
Procedura: Consultazione legislativa - Dibattito:
11.7.2007 - Votazione: 11.7.2007
Il Parlamento è favorevole alla convocazione della Conferenza
intergovernativa e, chiedendo agli Stati membri di non recedere dagli impegni
presi, auspica che il nuovo trattato entri in vigore prima delle elezioni del
2009. Apprezzando che la sostanza della Costituzione sia mantenuta nel mandato,
deplora la perdita di taluni elementi importanti ed esprime preoccupazione per
talune deroghe offerte agli Stati membri, in particolare circa il carattere
vincolante della Carta dei diritti fondamentali.
Con 526 voti favorevoli, 138 contrari e 26
astensioni, il Parlamento europeo ha adottato la relazione che sottolinea
anzitutto come due anni di riflessione sul futuro dell'Europa abbiano
«confermato la necessità di salvaguardare e migliorare il contenuto delle
innovazioni del trattato costituzionale in termini di democrazia, efficienza e
trasparenza, al fine di garantire l'adeguato funzionamento dell'Unione europea
e promuovere i diritti dei suoi cittadini nonché il suo ruolo nel mondo».
Nell'accogliere con favore gli sforzi compiuti
dalla Presidenza tedesca in vista del raggiungimento di un accordo unanime al
Consiglio europeo di giugno, il Parlamento prende atto del mandato della CIG
deciso in quella sede. Compiacendosi quindi dell'estrema precisione del mandato
e del calendario rigoroso adottati per la conclusione della CIG, invita gli
Stati membri «a non recedere dagli impegni contratti in occasione del Consiglio
europeo» ed esprime parere favorevole sulla convocazione della CIG. Un
emendamento che chiedeva di estendere il mandato della CIG in modo da
comprendere il trasferimento della sede del Parlamento da Strasburgo a
Bruxelles, spostando i vertici dalla capitale belga alla città alsaziana, è
stato respinto dalla Plenaria con 280 voti favorevoli, 370 contrari e 33
astensioni.
Il Parlamento accoglie inoltre con favore il fatto che
il mandato preveda l'introduzione di taluni nuovi elementi nei trattati, quali la menzione esplicita del
cambiamento climatico e della solidarietà nel settore energetico, e salvaguardi
in ampia misura la sostanza del trattato
costituzionale. In particolare la personalità giuridica unica dell'Unione e
la soppressione della struttura a pilastri, l'estensione del voto a maggioranza
qualificata in seno al Consiglio e della codecisione, gli elementi della
democrazia partecipativa, la promozione della coerenza dell'azione esterna
dell'Unione, un pacchetto istituzionale equilibrato e lo status giuridicamente
vincolante della Carta dei diritti fondamentali.
A quest'ultimo proposito, peraltro, ritiene che la
richiesta di "opting-out" dalla Carta
dei diritti fondamentali di uno o più Stati membri «rappresenterebbe un
drammatico fallimento e un grave pregiudizio per il senso di identità più
profondo dell'Unione europea». Per tale motivo si appella con insistenza a
tutti gli Stati membri affinché facciano ancora una volta tutto il possibile
per superare questa divisione interna e raggiungere comunque un consenso sulla
validità incondizionata della Carta.
Le lacune del mandato
Il Parlamento tuttavia, deplora che il mandato
implichi la perdita di alcuni elementi importanti concordati nell'ambito della
CIG del 2004, come il concetto di trattato costituzionale, i simboli
dell'Unione, una denominazione comprensibile degli atti giuridici europei, una
chiara affermazione del primato del diritto UE e la definizione dell'Unione
europea quale Unione dei cittadini e degli Stati d'Europa, come pure i forti
ritardi nell'introduzione di altri elementi. Esprime inoltre la propria
preoccupazione per la possibilità lasciata a taluni Stati membri di derogare
all'attuazione di importanti disposizioni, rischiando «un indebolimento della
coesione dell'Unione».
Il Parlamento si rammarica poi del fatto che «la
buona volontà europea e il coraggio politico dei rappresentanti degli Stati
membri stiano venendo meno» ed esprime la propria preoccupazione dinanzi
all'evoluzione di «comportamenti ostili alle idee europee di solidarietà e
integrazione». Sottolinea inoltre che il mandato prevede la modifica della
denominazione di atti giuridici, «senza però apportare modifiche sostanziali
alla loro struttura e alla loro gerarchia».
Piena partecipazione del Parlamento alla CIG
Invitando la CIG a concludere i suoi lavori entro
la fine del 2007, in modo da consentire l'entrata in vigore del nuovo trattato
ben prima delle elezioni europee del 2009, il Parlamento accoglie con favore il
rafforzamento delle modalità della sua partecipazione alla CIG a tutti i
livelli quale stabilito dal Consiglio europeo. D'altra parte, si riserva il
diritto di presentare alla CIG proposte concrete su questioni specifiche
nell'ambito del mandato e sottolinea l'intenzione di «controllare attentamente»
i risultati della CIG, «al fine di valutare se le riforme decise nel corso dei
negoziati soddisfano adeguatamente la sua interpretazione del mandato».
Nell'invitare gli Stati membri e i loro
rappresentanti a garantire la piena trasparenza
dei lavori in seno alla CIG, in particolare mediante la pubblicazione di
tutti i documenti presentati per la discussione, il Parlamento ribadisce la sua
intenzione di mantenere una relazione molto intensa con i parlamenti nazionali
e la società civile durante il processo di revisione dei trattati.
Il Palamento, infine, annuncia la propria ferma
intenzione di presentare, dopo le elezioni del 2009, nuove proposte per un ulteriore assetto costituzionale dell'Unione
e, invitando le istituzioni a formulare proposte concrete per coinvolgere
nuovamente i cittadini europei in un dialogo nel proseguimento del processo
costituzionale, chiede alla sua commissione competente di studiare una
soluzione volta a conferire carattere ufficiale, nelle sue attività e nelle sue
sedi, alla bandiera e all'inno dell'Unione previsti dalla Costituzione europea.
POLITICA DELL'OCCUPAZIONE
PIÙ GARANZIE AI LAVORATORI PRECARI
Doc. A6-0247/2007
Relazione su: modernizzare il diritto del lavoro per rispondere alle sfide
del XXI secolo
Procedura: Iniziativa - Dibattito:
10.7.2007 - Votazione: 11.7.2007
Il contratto tipo di lavoro dovrebbe essere a tempo indeterminato, ma il
Parlamento riconosce il contributo alla competitività economica dell'UE delle
nuove forme di contratti atipici. A condizione però che sia garantito un nucleo
di diritti ai lavoratori. Pone poi l'accento sul ruolo di un'istruzione in
linea con il mercato del lavoro e sulla necessità di distinguere i lavoratori
autonomi dai dipendenti, di lottare contro il lavoro nero e garantire pari
opportunità per le donne.
Approvando la relazione con 479 voti favorevoli, 61
contrari e 54 astensioni, il Parlamento accoglie favorevolmente un nuovo
approccio in materia di diritto del lavoro mirante a comprendere tutti i
lavoratori, a prescindere dalla loro situazione contrattuale. Si compiace
inoltre del dibattito sulla necessità di rafforzare il diritto del lavoro per
rispondere alle sfide del XXI secolo, che implicano la richiesta, sia da parte
dei datori che dei lavoratori, di una maggiore flessibilità, e la necessità di
fornire una sicurezza maggiore rispetto a quella che può attualmente essere
associata al lavoro precario nonché di migliorare la protezione dei lavoratori
vulnerabili, per creare un maggior numero di posti di lavoro di migliore
qualità e una maggiore coesione sociale. A suo parere, inoltre, il
miglioramento del diritto del lavoro deve essere coerente con i principi della
Carta dei diritti fondamentali e deve rispettare e salvaguardare i valori del modello
sociale europeo e i diritti sociali consolidati.
Per il Parlamento, tra le priorità per una riforma del
diritto del lavoro negli Stati membri devono figurare l'estensione
della protezione ai lavoratori in forme atipiche di occupazione, la garanzia di
un'idonea protezione per i lavoratori in forme di lavoro non standard, il
chiarimento dell'ambito del lavoro dipendente e della zona grigia esistente tra
lavoratori autonomi e lavoratori con rapporto di lavoro dipendente e la lotta
contro il lavoro sommerso. Affinché il diritto del lavoro risponda alle sfide
del XXI secolo, per i deputati, occorre che esso si concentri, in larga misura,
«sulla sicurezza del lavoro per tutta la vita del lavoratore piuttosto che
sulla protezione di determinati lavori».
Rilevando il fatto che la Commissione si concentri
sul diritto del lavoro individuale, il Parlamento la esorta a promuovere il
diritto del lavoro collettivo «come uno dei mezzi per incrementare sia la
flessibilità sia la sicurezza per lavoratori e datori di lavoro. Ricorda,
peraltro, che la flessicurezza «è
definita come una combinazione di flessibilità e sicurezza nel mercato del
lavoro atta a contribuire ad innalzare la produttività e la qualità del lavoro
garantendo la sicurezza e nel contempo concedendo alle imprese la flessibilità
necessaria per continuare a creare occupazione in risposta alle mutevoli
esigenze del mercato».
Essendo del parere che le esigenze di flessibilità
e di sicurezza «non siano in contraddizione e che si rafforzino
reciprocamente», i deputati sottolineano che la flessicurezza può essere
soltanto realizzata «con una legislazione sul lavoro efficace e moderna che
rifletta le mutevoli realtà del mondo del lavoro». In tale ambito, osservano
che contrattazione collettiva e parti sociali forti siano una parte importante
dell'approccio sulla flessicurezza. Ritengono poi che ampie disposizioni in
materia di welfare e l'accesso a servizi quali strutture per l'infanzia e per
altre persone non indipendenti rappresentino un contributo positivo.
Contratto tipo: tempo pieno e
indeterminato
Il Parlamento, d’altra parte, sottolinea che il
contratto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato è la forma comune del
rapporto di lavoro e come tale «deve essere considerato il punto di riferimento
per una coerente applicazione del principio di non discriminazione». Il diritto
europeo del lavoro, pertanto, deve riconoscere i contratti di lavoro a tempo
indeterminato quale forma comune dei rapporti di lavoro, «prevedendo
un'adeguata protezione sociale e sanitaria e assicurando il rispetto dei
diritti fondamentali». I deputati, quindi, non condividono affatto il quadro
analitico presentato nel Libro verde, secondo cui il contratto standard a tempo
indeterminato «è superato» e rappresenta un ostacolo alla crescita dell'occupazione
e al miglioramento del dinamismo economico.
Maggiore protezione per i lavoratori atipici
Il Parlamento sottolinea che recenti studi
dell'OCSE e di altre organizzazioni hanno dimostrato che «non vi sono prove del
fatto che riducendo la protezione contro il licenziamento e indebolendo i
contratti di lavoro standard si possa agevolare la crescita dell'occupazione».
D'altra parte, osserva che nuove forme di contratti
atipici e di contratti standard flessibili (come, ad esempio, i contratti a
tempo parziale, i contratti a tempo determinato, i contratti temporanei tramite
agenzie interinali, i contratti ricorrenti proposti a lavoratori autonomi, i
contratti a progetto), «alcuni dei quali sono per loro natura precari»,
costituiscono oggi una parte sempre maggiore del mercato europeo del lavoro.
Si dice peraltro convinto «che la creazione di
posti di lavoro precari e mal pagati non sia una risposta adeguata alle
tendenze di delocalizzazione che interessano un numero crescente di
settori». Prende però atto che talune
forme di contratti non standard, se integrate dalle necessarie garanzie di
sicurezza per i lavoratori, possono contribuire al duplice obiettivo di incrementare la competitività economica
dell'UE e di venire incontro alle diverse esigenze dei lavoratori. In ogni
caso, «crede fermamente» che qualsiasi forma di lavoro, sia non standard o di
altro tipo, «debba essere associata ad un nucleo di diritti, indipendentemente
dalla posizione lavorativa», e tenendo conto delle varie tradizioni e circostanze
socio-economiche di ciascun paese.
Questo nucleo
di diritti, è precisato, dovrebbe comprendere: la parità di trattamento, la
protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori e norme sul tempo di
lavoro e di riposo, la libertà di associazione e rappresentazione, il diritto
alla contrattazione e all'azione collettive e l'accesso alla formazione. Al
riguardo, il Parlamento chiede che tutti i lavoratori - compresi i lavoratori
marittimi o del trasporto stradale - «abbiano accesso al medesimo livello di
protezione».
Osserva inoltre che, a causa della frammentazione
del mercato del lavoro, dove la sicurezza del lavoro è molto bassa e
l'occupazione più instabile, in un gran numero di contratti atipici «non è
previsto quasi alcun accesso all'istruzione e alla formazione, ai regimi
pensionistici professionali e allo sviluppo professionale e in generale vi è
una notevole carenza di investimenti nel capitale umano». E tali aspetti
«contribuiscono ad incrementare l'incertezza economica e creano opposizione ai
cambiamenti e alla globalizzazione in generale».
Distinzione tra lavoratori dipendenti e autonomi
I deputati ritengono che l'obiettivo di adottare una definizione unica di lavoratore
dipendente e lavoratore autonomo nell'ambito del diritto comunitario sia
estremamente complesso a causa delle diverse realtà e tradizioni
socioeconomiche nei singoli Stati membri. Nello stesso tempo giudicano
opportuna un'iniziativa mirata ad elevare il livello di convergenza necessario
a garantire coerenza e maggiore efficacia alla implementazione dell'acquis
comunitario, fermo restando il diritto degli Stati membri di determinare
l'esistenza di un rapporto di lavoro. In proposito, ribadiscono che qualsiasi
definizione di lavoratore deve basarsi sull'effettiva situazione del luogo e
dell'orario di lavoro.
Formazione e istruzione in linea con le esigenze dei
datori di lavoro
I deputati ritengono che una combinazione di
motivazione individuale, sostegno dei datori di lavoro, accessibilità e
disponibilità di strutture «sia il fattore più importante per quanto riguarda
la partecipazione al processo di formazione permanente». Chiedono inoltre lo
sviluppo di un settore dell'istruzione e di scuole che soddisfino i requisiti
del mercato del lavoro e le aspettative individuali dei lavoratori e degli
imprenditori. Insistono poi sul necessario collegamento tra carriera
professionale e programmi di studio. Commissione, Stati membri e parti sociali
sono quindi invitati a investire nella formazione permanente e nello sviluppo
del capitale umano «visto che è considerato il metodo più efficace per superare
la disoccupazione a lungo termine».
Oneri amministrativi e lavoro nero
Il Parlamento ritiene che gli eccessivi oneri
amministrativi «possono scoraggiare i datori di lavoro dall'assumere nuovi
dipendenti anche in periodi di crescita economica», peggiorando così le
prospettive di lavoro e impedendo ai lavoratori di entrare nel mercato del
lavoro. Nel sottolineare inoltre il ruolo importante delle piccole e medie
imprese (PMI) per la creazione e la crescita dell'occupazione in Europa,
ritiene che sia fondamentale assegnare loro un ruolo più importante nella
creazione di posti di lavoro supplementari attraverso il miglioramento del
diritto del lavoro.
Prendendo poi atto della crescita dell'economia sommersa e in particolare dello sfruttamento
dei lavoratori clandestini, il Parlamento ritiene che il modo migliore per
combattere tale fenomeno «sia di concentrarsi su strumenti e meccanismi per
contrastare lo sfruttamento, ivi compreso un maggiore rispetto del diritto del
lavoro e delle norme afferenti, e di agevolare l'occupazione legale
concentrandosi sui diritti umani fondamentali dei lavoratori». Invita quindi
gli Stati membri a presentare proposte di legge volte a prevenire lo
sfruttamento dei lavoratori vulnerabili da parte della criminalità, a firmare e
ratificare le pertinenti convenzioni internazionali.
Il Parlamento inoltre accoglie con favore la strategia per contrastare il lavoro in nero
e l'economia sommersa che, pur essendo fenomeni che assumono dimensioni diverse
nei vari Stati membri, «danneggiano comunque l'economia, lasciano senza
protezione i lavoratori, pregiudicano i consumatori, riducono il gettito
fiscale e generano concorrenza sleale tra le imprese». Condivide quindi l'approccio
della Commissione, volto a combattere tale fenomeno attraverso un forte
coordinamento tra le istanze amministrative di controllo a livello nazionale,
gli ispettorati del lavoro e/o i sindacati, gli enti previdenziali e le
autorità fiscali.
D'altra parte, invita gli Stati membri e la
Commissione a lanciare una campagna di
informazione destinata ai datori di lavoro e ai lavoratori e volta ad
attirare l'attenzione sulle norme minime e i regolamenti UE applicabili, nonché
sugli effetti negativi che il lavoro clandestino può avere sui sistemi
nazionali di sicurezza sociale, sulle finanze pubbliche, su una concorrenza
equa, sui risultati economici e sui lavoratori stessi. Sottolineando il ruolo
positivo delle contrattazioni collettive, chiede alla Commissione di
consultare, oltre alle parti sociali prescritte, anche la le organizzazioni
interessate dalla normativa, in particolare le PMI, e i lavoratori non iscritti
al sindacato.
Garantire pari opportunità per le
donne
Il Parlamento nota che oggi le donne si trovano ad
affrontare un triplice problema, «ovvero aumentare la loro partecipazione al
mercato del lavoro, partorire più figli e assumere compiti sempre più
impegnativi in seno alle loro famiglie». Inoltre, è quasi sempre alla donna
«che si richiede di accettare i compromessi necessari per adattare la sua
attività lavorativa alle esigenze della famiglia». Sottolinea poi che centinaia
di migliaia di donne «sono costrette ad accettare condizioni irregolari di
occupazione, perché sono lavoratrici domestiche presso altre famiglie oppure
assistono familiari anziani».
Pertanto, osserva con profonda preoccupazione che
il Libro verde della Commissione, pur riconoscendo che le attuali condizioni
del mercato del lavoro creano una disparità di genere, «ignora completamente»
gli obblighi e le responsabilità previsti nella Tabella di marcia per la parità
tra le donne e gli uomini, nonché «l'urgente esigenza di un'azione volta a
riconciliare la vita professionale e la vita privata con le sfide
demografiche». Invita poi gli Stati membri a potenziare i diritti in materia di
congedo parentale e i servizi di custodia per l'infanzia, sia per gli uomini
sia per le donne.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc.
B6-0266/2007 - Risoluzione sulla comunicazione della Commissione "Distacco dei
lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi: massimizzare i vantaggi e
il potenziale garantendo al contempo la protezione dei lavoratori"
Il Parlamento chiede di garantire la piena applicazione
della direttiva sul distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di
servizi, soprattutto per proteggere i lavoratori dal dumping sociale. La
Commissione dovrebbe fornire orientamenti più precisi sulle verifiche e lo
Stato membro ospitante dovrebbe poter richiedere al prestatore di servizi una
dichiarazione preventiva per verificare il rispetto delle condizioni
occupazionali. Va anche migliorato lo scambio di informazioni.
TRASPORTI
LA POLITICA MARITTIMA PRENDE UNA ROTTA AMBIENTALISTA
Doc. A6-0235/2007
Relazione su "Verso una politica marittima dell’Unione: una visione
europea degli oceani e dei mari"
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 10.7.2007 - Votazione:
12.7.2007
Il Parlamento chiede di ridurre le emissioni dei trasporti marittimi al
fine di lottare contro i cambiamenti climatici e una politica di prevenzione
dell'inquinamento dei mari. Sollecita la protezione dei cantieri europei dalla
concorrenza asiatica e il miglioramento della politica costiera e portuale.
Occorre poi aumentare gli investimenti infrastrutturali, promuovere una
politica turistica e della pesca sostenibili e sviluppare la ricerca, la
biotecnologia blu e l'energia eolica offshore.
Approvando la relazione con 530 voti favorevoli, 25
contrari e 6 astensioni, il Parlamento si compiace anzitutto della
presentazione del Libro verde della Commissione europea e sostiene "l'approccio
integrato" alla politica marittima, con il quale si descrivono per la
prima volta i settori strategici marittimi come la cantieristica, la
navigazione, la sicurezza marittima, il turismo, la pesca, la politica
portuale, l'ambiente marino, la ricerca, l'industria, la pianificazione
territoriale e altri settori, citandone la reciproca dipendenza.
A suo parere, infatti, l'UE e i suoi Stati membri hanno l'opportunità di elaborare una politica marittima orientata al futuro che consiste nella protezione dell'ambiente marino e in un intelligente e innovativo sfruttamento dei mari, pur facendo sì che la sostenibilità rimanga l’elemento cardine della politica marittima. Accogliendo un emendamento proposto da Francesco Musotto e Luigi Cocilovo, inoltre, invita la Commissione a far proprie le varie raccomandazioni contenute nella sua relazione sulle isole e le limitazioni naturali ed economiche nel contesto della politica r