GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI
LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
19 Luglio 2007
n° 151
Lettera informativa della
Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
____________________________________________________________________________
GRUPPO
PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio
di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni
ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI
E’ ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.
BREVI
DALL'EUROPA
LIBERA CIRCOLAZIONE
DELLE MERCI: COMPLETA ENTRO IL 2007
La
misura più importante del pacchetto legislativo sarà una proposta di
regolamento che mira a migliorare la libera circolazione delle merci, fondandosi
maggiormente sul principio di riconoscimento reciproco. In base a questo
principio, una merce commercializzata legalmente in uno Stato membro dovrà
poter circolare liberamente nel mercato interno dell’Unione europea. Il
regolamento suggerisce di affidare allo Stato membro di destinazione della
merce la responsabilità di dimostrare perché una merce dovrebbe essere ritirata
dal proprio mercato in virtù delle regole nazionali. Attualmente, spetta alle
imprese esportatrici dimostrare perché la loro merce può essere
commercializzata nello Stato membro di destinazione.
LE NUOVE REGOLE IN
AGRICOLTURA BIOLOGICA
I ministri dell’agricoltura hanno trovato un accordo
politico a maggioranza il 12 giugno sulle nuove regole di produzione e
etichettatura di alimenti biologici. Ungheria, Italia, Grecia, Belgio sono
contrari perché il testo è troppo lassista per gli OGM.
Secondo il regolamento l’uso del logo biologico UE sarà obbligatorio,
ma potrà comportare anche marchi nazionali o privati. Sarà dato agli alimenti
con il 95% almeno degli ingredienti provenienti dall’agricoltura biologica. Per
i prodotti non biologici gli operatori sulla confezione potranno indicare la
lista degli ingredienti bio. Il settore ristoranti e mense non entra nel
regolamento. L’uso di OGM sarà proibito nel biologico. L’industria
agroalimentare potrà utilizzare ausiliari tecnologici (additivi, enzimi)
prodotti partendo da OGM ma se non vi sono equivalenti non transgenici nel
mercato. Gli alimenti come richiesto dalla Commissione potranno essere
contaminati accidentalmente da OGM con un limite di 0,9% di OGM valido anche
per gli alimenti convenzionali.
PRODOTTI CHIMICI:
ALLINEAMENTO AGLI STANDARD ONU
La Commissione europea ha proposto di allineare il sistema corrente europeo
della classificazione delle sostanze e delle miscele chimiche al sistema
globalmente armonizzato delle Nazioni Unite.
I criteri di classificazione accettati internazionalmente e gli elementi
identificanti saranno integrati nella nuova legislazione dell’Unione europea,
che andrà a sostituire la legge corrente sulla classificazione,
l’identificazione e l'imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche.
La proposta è un passo importante da parte della Comunità europea verso gli
sforzi globali tesi ad aumentare la protezione per la salute umana e per
l'ambiente dagli effetti nocivi dei prodotti chimici pericolosi.
L'armonizzazione dei requisiti a livello globale rimuoverà le barriere
commerciali e faciliterà il commercio globale, la comunicazione e lo scambio di
informazioni sui pericoli dei prodotti chimici tra le aziende che operano in
questo mercato.
Ciò comporterà una spinta economica notevole sia al commercio che alla
competitività del mercato ed includerà i nuovi simboli di distinzione per i
prodotti chimici.
Le proposte avanzate completeranno la nuova regolamentazione di estensione
sul registro, sulla valutazione, sull'autorizzazione e sulla limitazione dei
prodotti chimici.
La proposta sarà ora discussa in sede di Parlamento europeo e di Consiglio.
Link utili:
http://ec.europa.eu/enterprise/reach/ghs_en.htm
http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/itemlongdetail.cfm?item_id=703
COME MIGLIORARE IL SISTEMA DEI
BREVETTI IN EUROPA
La Commissione
europea ritorna a parlare di brevetti e vuole rilanciare il dibattito sulla
materia. Dalla consultazione delle parti interessate che ha realizzato nel
2006, è emerso che l'Unione europea deve concretizzare la sua azione, in
particolare per quanto riguarda il brevetto comunitario e le modalità di risoluzione
delle controversie, perché nell'attuale economia globale, sempre più
competitiva, l'Europa non può permettersi di perdere terreno in un settore
cruciale come quello dei brevetti. Per questo motivo viene proposto di
riconsiderare le varie alternative e di lavorare insieme al Consiglio e al
Parlamento per raggiungere un consenso politico su un effettivo miglioramento
del sistema dei brevetti.
Secondo la
comunicazione, il sistema attuale dei brevetti in Europa è molto più costoso
dei sistemi statunitense e giapponese. Un brevetto comunitario eserciterebbe
un'attrattiva molto maggiore rispetto ai modelli previsti nell'ambito del
sistema esistente, costituito da un complesso eterogeneo di brevetti nazionali.
Un brevetto europeo
che designa 13 paesi è 11 volte più costoso di un brevetto statunitense e 13
volte più costoso di uno giapponese. L'attuale sistema di risoluzione delle
controversie, che implica il rischio di più controversie sullo stesso brevetto
in diversi paesi, comporta inutili costi per tutte le parti interessate e mina
la certezza del diritto.
Nel 2008 è prevista
la pubblicazione di una specifica comunicazione sui diritti di proprietà
intellettuale, che completerà la comunicazione sui brevetti trattando i
problemi di carattere non legislativo e le questioni orizzontali ancora in
sospeso in tutti i settori della proprietà intellettuale.
Molte parti interessate
sono favorevoli al brevetto comunitario quale soluzione in grado di apportare
il maggior valore aggiunto all'industria europea nell'ambito della strategia di
Lisbona, ma criticano l'approccio politico comune adottato dal Consiglio nel
2003, a causa degli elevati costi di traduzione e dell'eccessiva centralizzazione
del sistema giurisdizionale proposto. La Commissione ritiene che sia possibile
dar vita a un brevetto comunitario realmente competitivo e interessante a
condizione che esista una volontà politica in tal senso. Ai fini
dell'istituzione di una giurisdizione integrata a livello comunitario in
materia di brevetti, occorre tener conto delle preoccupazioni riguardanti
l'eccessiva centralizzazione della giurisdizione. Per quanto riguarda i costi di
traduzione, la Commissione studierà insieme agli Stati membri come migliorare
il regime linguistico al fine di ridurre i costi rafforzando nel contempo la
certezza del diritto.
Da recenti
discussioni con gli Stati membri è emersa una polarizzazione delle posizioni
riguardo alla tutela giurisdizionale dei brevetti: se alcuni Stati membri sono
favorevoli al progetto di accordo sulla risoluzione delle controversie in
materia di brevetti europei (EPLA) nell'ambito della convenzione sul brevetto
europeo, altri sono invece favorevoli all'istituzione di una giurisdizione
comunitaria specializzata nella risoluzione delle controversie riguardanti i
brevetti europei e comunitari sulla base del trattato CE.
In tale situazione,
la Commissione ritiene che sia possibile giungere ad un consenso su un
approccio integrato che comprenda elementi sia dell'EPLA che di una
giurisdizione comunitaria. Un modo per avanzare potrebbe essere quello di
riflettere sulla possibilità di istituire una giurisdizione unica
specializzata, competente a risolvere le controversie riguardanti i brevetti
europei e i futuri brevetti comunitari. Tale sistema potrebbe ispirarsi al
modello dell'EPLA ma consentire l'integrazione nella giurisdizione comunitaria.
In un primo tempo, i lavori dovrebbero puntare essenzialmente a costruire un
consenso tra gli Stati membri a partire dai principi sui quali tutti sembrano
concordare.
Per maggiori
approfondimenti: http://ec.eurooa.eu/internal_market/indprop/patent/index_en.htm
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
BRUXELLES - SESSIONE STRAORDINARIA 27 GIUGNO 2007
CONSIGLIO EUROPEO
RIFORMA DEI TRATTATI:
UN SUCCESSO, MA QUALCHE RIMPIANTO
Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione
della Commissione - Riunione del Consiglio europeo del 21 e 22 giugno 2007
Dichiarazione della Presidenza in carica del
Consiglio - Semestre di attività della Presidenza tedesca
Dibattito: 27.6.2007
Angela Merkel ha illustrato all'Aula l'esito del
Vertice e il bilancio della sua Presidenza. La maggioranza dei deputati ha
salutato con molto favore l'accordo sulla riforma del Trattato e ha reso
omaggio all'operato della Cancelliera, anche riservandole una standing ovation.
Taluni hanno colto l'occasione per criticare gli egoismi nazionali che sono
emersi nel corso dei negoziati e il fatto che la Carta dei diritti fondamentali
non si applicherà in tutta l'Unione.
Il Presidente
HANS-GERT PÖTTERING ha aperto il dibattito sottolineando che la Cancelliera
Merkel si presenta per la quarta volta al Parlamento europeo e ciò dovrebbe
essere d'esempio per le Presidenze future. L'ha quindi ringraziata «per la sua
buona volontà, pazienza e, soprattutto, per la sua determinazione europeista»,
senza la quale il Vertice non avrebbe ottenuto il successo che ha poi avuto.
Dichiarazione della Presidenza
A pochi giorni dal
«memorabile» Vertice, Angela Merkel ha voluto ricordare che con la
dichiarazione di Berlino sul cinquantenario della firma dei Trattati sono stati
riconosciuti 50 anni di pace, democrazia, libertà e Stato di diritto, ma si è
anche affermato che questi non sono acquisiti per sempre. La stasi, ha
aggiunto, significa regresso e occorre avere fiducia per fare progressi. Si è
quindi rallegrata che al Consiglio europeo si siano poste le basi per nuova
fondamenta dell'UE e che siano state superate le divisioni, permettendo
all'Europa di ritrovare «una nuova forza comune». Riconoscendo la difficoltà
dei negoziati e il pericolo incombente che la paralisi si protraesse, la
Cancelliera ha sottolineato che l'Accordo cui si è giunti mantiene la sostanza
della Costituzione e che tutti hanno convenuto che ciò sia stato un successo,
anche per il Parlamento, poiché permetterà di affrontare le elezioni del 2009
su queste nuove basi.
La Cancelliera ha poi
illustrato i contenuti dell'accordo, evidenziando come, pur dovendo rinunciare
ai simboli per tener conto di chi temeva un Superstato, in taluni casi segna
notevoli passi avanti, anche al di là di quanto previsto dalla Costituzione.
Personalità giuridica, estensione della maggioranza qualificata, doppia
maggioranza sono le principali conclusioni a livello istituzionale. E' stata
poi rafforzata l'azione esterna consentendo all'UE di parlare con una sola voce
ed è stata comunitarizzata la politica in materia di giustizia e affari
interni. I cittadini avranno il diritto d'iniziativa e di petizione e la Carta
dei diritti fondamentali avrà carattere vincolante, salvo per il Regno Unito la
cui scelta «va rispettata», mentre un protocollo lascerà ampio margine di
manovra agli Stati membri per quanto riguarda i servizi d'interesse generale.
Il Parlamento europeo, infine, vedrà aumentati i suoi poteri (anche eleggendo
il Presidente della Commissione) e il ruolo dei parlamenti nazionali sarà
rafforzato, ma non avranno il potere di veto.
Ci saranno deroghe e
eccezioni, ha proseguito la Cancelliera, ma ciò non significa che vi sarà
un'Europa a due velocità. Questa eventualità, ha spiegato, non sarebbe una
soluzione valida poiché indebolirebbe l'Europa e il Parlamento europeo. Solo se
si agisce insieme e in modo mirato, ha insistito, è possibile mantenere gli
ideali europei che hanno garantito pace, libertà e Stato di diritto, rafforzare
i diritti dei cittadini, promuovere la competitività e proteggere l''ambiente.
L'Europa «è un obbligo», ha insistito, augurandosi una rapida convocazione
della CIG per consentire al Trattato riformato di entrare in vigore prima delle
elezioni del 2009. Ha quindi concluso citando un passo della dichiarazione di
Berlino - «noi europei, per nostra fortuna, siamo uniti» - e esprimendo l'auspicio
che tra 50 anni si dirà che la scelta di oggi sia stata quella giusta.
I deputati, in piedi, le
hanno quindi tributato un lungo applauso.
Dichiarazione della Commissione
JOSÉ MANUEL BARROSO ha anzitutto espresso
il suo apprezzamento per l'operato della Cancelliera che partendo da un
contesto difficile è riuscita ad ottenere un successo per l'Europa, visto che
ora dispone degli strumenti per affrontare le sfide del XXI secolo.
Complimentandosi poi per tutti gli altri successi ottenuti dalla Presidenza tedesca,
ha affermato che l'Europa «è di nuovo in pista».
Il Presidente della
Commissione ha quindi sottolineato come la sua proposta del "doppio
binario" sia stata giusta: ha permesso di migliorare alcuni elementi sulla
base dei trattati esistenti (in particolare con il pacchetto sui cambiamenti
climatici e con la sburocratizzazione), portando avanti parallelamente le
discussioni sulle riforme e suggerendo la dichiarazione di Berlino. Barroso ha
poi evidenziato la correttezza dell'approccio seguito, volto a concentrarsi sui
risultati concreti che interessano i cittadini (crescita, occupazione,
sicurezza, energia e cambiamenti climatici), senza discutere unicamente di
istituzioni.
Enfatizzando quindi come
l'ultimo sondaggio di Eurobarometro abbia indicato una crescita della fiducia
dei cittadini europei nei confronti dell'Europa, ha sottolineato la necessità
di non perdere questa occasione favorevole per rafforzare l'integrazione
europea. Il Vertice, ha poi ribadito, ha dato risultati eccellenti e ha consentito
di superare le divisioni, definendo un mandato per le riforme che consentirà di
aumentare la capacità di agire dell'UE.
Il Presidente della
Commissione ha quindi elencato quelli che, a suo parere, sono i principali
vantaggi che derivano dall'accordo. Il consolidamento dell'UE, attraverso
l'eliminazione dei pilastri, la comunitarizzazione della politica in materia di
giustizia e affari interni, la clausola di solidarietà in materia energetica e
la maggiore coesione negli affari esterni. Ma anche il rafforzamento della
responsabilità e della legittimità democratica dell'UE, con l'aumento delle
competenze legislative del Parlamento europeo, il maggior coinvolgimento dei
parlamenti nazionali e l'attribuzione del carattere vincolante alla Carta dei
diritti fondamentali.
Nell'evidenziare poi
l'importanza del protocollo sui servizi di interesse generale, Barroso ha
lanciato un monito: «senza potere politico non si può affrontare la
globalizzazione» e, al contempo, «si può ottenere un'unione politica più forte
solo rafforzando l'integrazione economica». Ha quindi concluso sostenendo la
necessità di spiegare ai cittadini perché questa riforma è indispensabile.
JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito
sostenendo che da qualche mese, grazie alla
Presidenza tedesca, «vi è una tigre nel motore dell'Europa», e ha quindi reso
omaggio alla Cancelliera Merkel e al suo governo. Il bilancio della Presidenza,
ha proseguito, è eloquente e i suoi successi «hanno cambiato l'atmosfera
nell'Unione europea», permettendo il ritorno alla fiducia e alla speranza. Il
primo segnale significativo, a suo parere, è stato il pacchetto sull'energia e
il clima, anche perché al G8 si è dimostrato che «quando l'Europa è unita, ha
un reale potere di persuasione». La Presidenza, ha proseguito, ha avuto
successo anche nelle relazioni con gli USA, sia trattandoli come partner
prioritari sia accelerando l'istituzione di un mercato transatlantico o
concretizzando l'accordo "cieli aperti". Nelle relazioni con la
Russia, inoltre, la Cancelliera ha indicato a Putin su quali basi è possibile
cooperare.
Per il leader dei
popolari, la Presidenza ha svolto un importante ruolo anche nell'ambito della
politica della giustizia e degli affari interni ed ha ottenuto successi in
altri campi su questioni concrete per i cittadini, come i casi del roaming,
della modulazione volontaria in agricoltura, così come nei settori della pesca
e dell'ambiente. Riguardo al Vertice, il deputato ha anzitutto deplorato talune
affermazioni che, a suo parere, «non sono degne dei sacrifici patiti dagli
europei negli ultimi cinquanta anni per garantire la pace e la riconciliazione
tra di noi». Sottolineando poi la speranza che suscita l'accordo raggiunto, ha
però sottolineato che il suo gruppo - in particolare la componente PPE - non è
pienamente soddisfatta. Si è in particolare rammaricato dell'insuccesso
ottenuto sui simboli europei, il titolo di Ministro degli Affari esteri e il
voto con doppia maggioranza in tempi rapidi.
Ma tutto sommato, ha affermato, si tratta di un buon accordo che il suo
gruppo sosterrà.
FIRMATO IL NUOVO
REGOLAMENTO "ROAMING"
Il Presidente Pöttering e la Cancelliera Merkel
hanno firmato il regolamento sul roaming che consentirà, sin da questa estate,
di beneficiare di tariffe più basse per le chiamate "mobili"
effettuate e ricevute in un altro Stato membro dell'Unione europea.
Il Presidente HANS-GERT PÖTTERING si è rallegrato di firmare assieme alla Cancelliera Angela Merkel una nuova e importante normativa europea sul roaming. Questo
atto, ha aggiunto, sancisce la cooperazione fruttuosa e gli sforzi perpetrati
nell'interesse dei cittadini.
Oggi, ha proseguito, è
«un bellissimo giorno per i 140 milioni di clienti roaming dell'Unione
europea». Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione «hanno agito
rapidamente, risolutamente ed efficacemente nell'interesse dei cittadini»: in
un tempo record di soli 11 mesi dalla presentazione della proposta, Il
regolamento entrerà in vigore il prossimo 30 giugno. Ha quindi ringraziato la commissaria
Reding per l'iniziativa «coraggiosa», la Presidenza del Consiglio che ha
operato a favore di una soluzione rapida, il relatore e la presidente della
commissione industria.
Già da quest'estate, ha
poi spiegato, «gli utenti della telefonia mobile potranno beneficiare di costi
sostanzialmente ridotti per il roaming». E' stata inoltre rafforzata la
trasparenza dei prezzi e un'informazione rapida e personalizzata sulle tariffe
sin dall'attraversamento di una frontiera, e ciò costituisce «un netto progresso
in termini di convivialità e di entità dei prezzi». Oggi, ha poi sottolineato
il Presidente, «l'Unione europea elimina un grande ostacolo alla piena
concretizzazione della libera circolazione delle persone in seno all'UE».
Abbiamo anche soppresso, ha aggiunto, «un freno alla competitività del nostro
mercato interno». Si tratta di un «buon esempio di un'Europa che produce
risultati, di un'Unione la cui azione porta benefici concreti ai cittadini».
In base all'accordo tra
Parlamento e Consiglio, la tariffa al dettaglio, IVA esclusa, per il roaming
regolamentato sarà limitata a 0,49 euro al minuto per le chiamate effettuate e
a 0,24 euro al minuto per quelle ricevute. Le tariffe massime per le chiamate
uscenti saranno poi ridotte automaticamente di 3 centesimi l'anno, mentre
quelle delle chiamate entranti saranno ridotte di 2 centesimi il primo anno e
di 3 centesimi a partire dal secondo anno. Come richiesto dai deputati, gli
operatori d'origine dovranno offrire queste eurotariffe a tutti i loro clienti,
in maniera chiara e trasparente.
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO -
SESSIONE 09 - 12 LUGLIO 2007
ISTITUZIONI
Dando inizio alla sessione, il Presidente ha condannato i recenti attentati
terroristici di Glasgow e, esprimendo la solidarietà alle vittime, ha
sottolineato che occorre combattere il terrorismo con decisione, ma nel
rispetto dei valori che l'UE difende. L'Aula è stata informata che Francesco
Ferrari è subentrato al seggio lasciato vacante da Marta Vincenzi a seguito della
sua elezione a Sindaco di Genova. Il Presidente ha espresso la solidarietà del
Parlamento alle infermiere bulgare condannate a morte in Libia.
Dichiarazione del Presidente sul terrorismo
Nel ricordare gli attentati di Madrid del 2004 e di Londra del 2005, il
Presidente HANS-GERT Pöttering ha condannato quello più recente
perpetrato a Glasgow e quello compiuto nello Yemen che ha causato la morte di 7
turisti spagnoli e di due yemeniti. Questi attacchi, ha sottolineato, sono
indirizzati alla libertà, alla democrazia e ai diritti fondamentali, ossia ai
valori «che ci legano tutti». Il terrorismo, ha proseguito, «è un crimine» che
va combattuto con decisione. Ha però insistito che nell'adozione di ogni
provvedimento volto a lottare contro il terrorismo devono essere «i principi
dello Stato di diritto a guidarci, in linea con i valori che difendiamo». Dopo
aver espresso la solidarietà e il sostegno alle vittime e ai loro familiari, il
Presidente ha chiesto all'Aula di osservare un minuto di silenzio.
No alla pena di morte. Rilasciare le
infermiere bulgare
Il Presidente Pöttering si è
detto sconvolto dalla conferma della pena di morte delle cinque infermiere e
del medico bulgari accusati di aver deliberatamente contaminato con il virus
dell'HIV dei bambini di un ospedale. Nell'esprimere solidarietà e sostegno a
queste persone, ha lanciato un appello alle autorità libiche affinché rivedano
la sentenza, mostrino clemenza e rilascino gli accusati. Ha infine ribadito
l'opposizione del Parlamento alla pena capitale.
DIBATTITO
SULLE PRIORITÀ DELLA PRESIDENZA PORTOGHESE
Dichiarazione del Consiglio - Illustrazione del programma della Presidenza
portoghese
Dibattito: 11.7.2007
Il Primo ministro portoghese ha illustrato all'Aula le priorità della nuova
Presidenza: riforma dei trattati, modernizzazione dell'economia e della società
europea e rafforzamento del ruolo dell'Europa nel mondo. La maggioranza dei
deputati ha accolto con favore il programma, senza rinunciare a esprimere
qualche critica su temi specifici. Tre membri del Parlamento saranno pienamente
coinvolti nella CIG.
Dichiarazione del Consiglio
Per José
Sócrates, Presidente in carica del
Consiglio, «non solo gli europei hanno bisogno di un'Europa più forte, ma è il
mondo intero ad averne bisogno». Si è quindi soffermato sulle tre priorità
della Presidenza portoghese: riforma dei trattati, modernizzazione economica e
sociale e ruolo più forte per l'Europa nel mondo.
Il Primo ministro ha sottolineato che uno dei
principali compiti della sua Presidenza riguarda la riforma dei trattati. Nel corso della Conferenza intergovernativa
del 23 luglio sarà presentata una prima bozza e, in proposito, ha voluto
precisare che «il nostro mandato non è quello di cambiare il mandato, ma ti
trasformare il mandato in un trattato» e che la Presidenza intende ottenere un
accordo durante il Consiglio europeo informale del 18 e 19 ottobre a Lisbona.
Ha poi sottolineato di essersi battuto affinché il Parlamento avesse tre
rappresenti in seno alla CIG (rispetto ai due delle CIG precedenti) e che è sua
intenzione invitare il Presidente del Parlamento «ogniqualvolta la CIG avrà
incontri a livello di Capi di Stato e di governo».
Passando alla seconda priorità, Sócrates ha
ricordato all'Aula che sette anni orsono si è adottata la Strategia di Lisbona, una «roadmap per la modernizzazione
dell'economia e della società europea». Una nuova fase della strategia sarà
approntata in tempo per essere approvata durante il semestre sloveno all'inizio
del 2008. I punti focali saranno il mercato interno, il ruolo delle industrie
della cultura nella creazione di posti di lavoro e le politiche energetiche e
di protezione dell'ambiente. Ha quindi ricordato che «in Europa dobbiamo avere
un solo scopo: mantenere la leadership nel campo ambientale e, in particolare,
nella lotta contro i cambiamenti climatici».
La Presidenza portoghese intende inoltre
«attribuire alla dimensione sociale della Strategia di Lisbona l'importanza e
la visibilità che le competono», focalizzandosi sulla creazione di impieghi stabili
nel contesto della competizione globale, la sostenibilità degli schemi
pensionistici e la flessicurezza (riforme del mercato del lavoro combinate con
la protezione dei lavoratori). Un altro punto importante è il rafforzamento
della cooperazione di polizia e giudiziaria nella lotta contro il terrorismo e
le organizzazioni criminali. In proposito, il Presidente in carica del
Consiglio ha affermato che «la democrazia non teme il terrorismo e sa come
essere risoluta contro questa minaccia». La lotta al terrorismo, ha insistito,
dovrebbe rimanere un obiettivo comune a tutti gli Stati membri perché solo la
cooperazione europea ci permette di prevenire, proteggere e perseguire il
terrorismo.
Il Primo ministro ha informato l'Aula che, nel
corso del secondo semestre del 2007 dovranno essere prese decisioni
inderogabili circa questioni delicate nell'agenda
globale, incluso il Kossovo, la questione del nucleare iraniano ed il
Darfur. In agenda sono anche previsti incontri bilaterali con India, Cina,
Russia ed Ucraina e le relazioni UE-USA resteranno cruciali. Tre appuntamenti
meritano, a suo parere, un'enfasi speciale: le relazioni con il Brasile, le
prossime conferenze euromediterranee su temi quali migrazione, energia, affari
esteri e ECOFIN/commercio e il secondo vertice UE-Africa. In conclusione, il
Primo ministro ha ammonito che «in un mondo in movimento non si deve restare
fermi e la nostra intenzione è di assicurarsi che l'Europa non resti immobile,
ma prosegua il suo cammino per un mondo migliore».
Dichiarazione della Commissione
JOSÉ MANUEL BARROSO ha sottolineato il carattere «ambizioso ed esigente» del
programma della Presidenza portoghese dove la CIG occupa un posto centrale. In
proposito, ha sottolineato come non si sia mai convocata una CIG con un mandato
così specifico e la Commissione lo difenderà pienamente, ritenendo che esso non
dovrebbe essere rinegoziato, visto che tutti lo hanno sostenuto dopo trattative
difficili. Dando il suo pieno appoggio all'intenzione della Presidenza
portoghese di proseguire velocemente e in modo concentrato con i lavori della
CIG, ha ammonito che la Commissione resterà vigilante nell'assicurare che il
mandato sia rispettato e porti ad una decisione per ottobre.
Per quanto attiene la strategia di Lisbona, il
Presidente dell'Esecutivo ha affermato che i risultati positivi di questa
strategia sono già tangibili e, in proposito, ha sottolineato l'importanza di
promuovere l'innovazione per stimolare la crescita economica. Si è quindi
rallegrato della priorità data all'Istituto europeo per la tecnologia.
Per Barroso, «un trattato riformato aumenterà la
capacità dell'Unione nelle relazioni esterne» e «il commercio internazionale
deve essere basato su regole e deve essere condotto da agenti multilaterali» in
quanto è il motore dello sviluppo che combatte la povertà. Ha quindi ricordato
che «è necessario un partenariato strategico tra l'UE e l'Africa che comprenda
l'energia, l'immigrazione, i cambiamenti climatici la democrazia ed i diritti
umani». Poiché l'UE «deve e può essere una forza di stabilità nel mondo che non
può chiudere gli occhi al dramma africano in atto». Concludendo, ha affermato
che «possiamo avere piena fiducia nel Portogallo e nelle sue credenziali
pro-europee». Desideriamo un'Europa forte per un mondo migliore ed insieme
potremo lavorare per raggiungere tali obiettivi.
JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito
salutando la «volontà di costruire» della Presidenza portoghese che segue
il piano «ambizioso ma realistico» della Presidenza tedesca. Il successo nella
riforma del trattato, nella lotta al terrorismo e nel consolidamento della
crescita dipenderà in parte dal sostegno dell'UE e c'è bisogno di progredire in
tutti questi campi. «Come in un castello di carte, se ne manca solo una, l'intero
edificio crolla», ha aggiunto.
Augurandosi che la riforma del trattato possa
completarsi per il vertice d'autunno, ha poi invitato gli Stati membri a
cooperare con il Regno Unito per combattere il terrorismo e l'immigrazione
illegale. Passando poi al mercato interno, ha ricordato che ci vuole coraggio
per diventare una potenza mondiale leader e ha sottolineato la necessità che i
cittadini comprendano i benefici tangibili della libertà di movimento di
persone, merci, capitali e servizi. Auspicando «pace, sicurezza, coraggio e
responsabilità, il capogruppo dei popolari si è rallegrato per il rinnovato
interesse per l'Africa ed il Brasile e per la determinazione di proseguire il
dialogo con l'Ucraina e la Russia.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti
relazioni:
- Doc. A6-0257/2007 - Relazione sul
progetto comune, approvato dal Comitato di conciliazione, di regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio sulla legge applicabile alle obbligazioni
extracontrattuali ("Roma II")
Il Parlamento ha approvato in via definitiva il
regolamento in materia di legge applicabile alle obbligazioni
extracontrattuali, noto anche come "Roma II". Il compromesso
raggiunto con il Consiglio prevede l'inclusione di norme riguardo agli
incidenti stradali, ai danni ambientali o a quelli causati da un prodotto,
nonché alle violazioni dei diritti della proprietà intellettuale, ma non
comprende le controverse disposizioni sulla diffamazione a mezzo stampa.
-
Calendario delle tornate del
Parlamento europeo - 2008
Il Parlamento ha approvato il calendario delle sue
sessioni plenarie per il 2008. Accogliendo un emendamento proposto dal PPE/DE,
l'Aula ha respinto la proposta di riservare talune date per sedute
straordinarie dedicate a dibattiti su questioni di notevole rilevanza. Sono
quindi previste le usuali dodici sedute "alsaziane" e sei sessioni
supplementari di Bruxelles.
CONFERENZA INTERGOVERNATIVA
VIA
LIBERA ALLA CIG PER LA RIFORMA DEI TRATTATI
Doc. A6-0279/2007
Relazione sulla convocazione della Conferenza intergovernativa (CIG):
parere del Parlamento europeo (articolo 48 del trattato sull'Unione europea)
Procedura: Consultazione legislativa - Dibattito:
11.7.2007 - Votazione: 11.7.2007
Il Parlamento è favorevole alla convocazione della Conferenza
intergovernativa e, chiedendo agli Stati membri di non recedere dagli impegni
presi, auspica che il nuovo trattato entri in vigore prima delle elezioni del
2009. Apprezzando che la sostanza della Costituzione sia mantenuta nel mandato,
deplora la perdita di taluni elementi importanti ed esprime preoccupazione per
talune deroghe offerte agli Stati membri, in particolare circa il carattere
vincolante della Carta dei diritti fondamentali.
Con 526 voti favorevoli, 138 contrari e 26
astensioni, il Parlamento europeo ha adottato la relazione che sottolinea
anzitutto come due anni di riflessione sul futuro dell'Europa abbiano
«confermato la necessità di salvaguardare e migliorare il contenuto delle
innovazioni del trattato costituzionale in termini di democrazia, efficienza e
trasparenza, al fine di garantire l'adeguato funzionamento dell'Unione europea
e promuovere i diritti dei suoi cittadini nonché il suo ruolo nel mondo».
Nell'accogliere con favore gli sforzi compiuti
dalla Presidenza tedesca in vista del raggiungimento di un accordo unanime al
Consiglio europeo di giugno, il Parlamento prende atto del mandato della CIG
deciso in quella sede. Compiacendosi quindi dell'estrema precisione del mandato
e del calendario rigoroso adottati per la conclusione della CIG, invita gli
Stati membri «a non recedere dagli impegni contratti in occasione del Consiglio
europeo» ed esprime parere favorevole sulla convocazione della CIG. Un
emendamento che chiedeva di estendere il mandato della CIG in modo da
comprendere il trasferimento della sede del Parlamento da Strasburgo a
Bruxelles, spostando i vertici dalla capitale belga alla città alsaziana, è
stato respinto dalla Plenaria con 280 voti favorevoli, 370 contrari e 33
astensioni.
Il Parlamento accoglie inoltre con favore il fatto che
il mandato preveda l'introduzione di taluni nuovi elementi nei trattati, quali la menzione esplicita del
cambiamento climatico e della solidarietà nel settore energetico, e salvaguardi
in ampia misura la sostanza del trattato
costituzionale. In particolare la personalità giuridica unica dell'Unione e
la soppressione della struttura a pilastri, l'estensione del voto a maggioranza
qualificata in seno al Consiglio e della codecisione, gli elementi della
democrazia partecipativa, la promozione della coerenza dell'azione esterna
dell'Unione, un pacchetto istituzionale equilibrato e lo status giuridicamente
vincolante della Carta dei diritti fondamentali.
A quest'ultimo proposito, peraltro, ritiene che la
richiesta di "opting-out" dalla Carta
dei diritti fondamentali di uno o più Stati membri «rappresenterebbe un
drammatico fallimento e un grave pregiudizio per il senso di identità più
profondo dell'Unione europea». Per tale motivo si appella con insistenza a
tutti gli Stati membri affinché facciano ancora una volta tutto il possibile
per superare questa divisione interna e raggiungere comunque un consenso sulla
validità incondizionata della Carta.
Le lacune del mandato
Il Parlamento tuttavia, deplora che il mandato
implichi la perdita di alcuni elementi importanti concordati nell'ambito della
CIG del 2004, come il concetto di trattato costituzionale, i simboli
dell'Unione, una denominazione comprensibile degli atti giuridici europei, una
chiara affermazione del primato del diritto UE e la definizione dell'Unione
europea quale Unione dei cittadini e degli Stati d'Europa, come pure i forti
ritardi nell'introduzione di altri elementi. Esprime inoltre la propria
preoccupazione per la possibilità lasciata a taluni Stati membri di derogare
all'attuazione di importanti disposizioni, rischiando «un indebolimento della
coesione dell'Unione».
Il Parlamento si rammarica poi del fatto che «la
buona volontà europea e il coraggio politico dei rappresentanti degli Stati
membri stiano venendo meno» ed esprime la propria preoccupazione dinanzi
all'evoluzione di «comportamenti ostili alle idee europee di solidarietà e
integrazione». Sottolinea inoltre che il mandato prevede la modifica della
denominazione di atti giuridici, «senza però apportare modifiche sostanziali
alla loro struttura e alla loro gerarchia».
Piena partecipazione del Parlamento alla CIG
Invitando la CIG a concludere i suoi lavori entro
la fine del 2007, in modo da consentire l'entrata in vigore del nuovo trattato
ben prima delle elezioni europee del 2009, il Parlamento accoglie con favore il
rafforzamento delle modalità della sua partecipazione alla CIG a tutti i
livelli quale stabilito dal Consiglio europeo. D'altra parte, si riserva il
diritto di presentare alla CIG proposte concrete su questioni specifiche
nell'ambito del mandato e sottolinea l'intenzione di «controllare attentamente»
i risultati della CIG, «al fine di valutare se le riforme decise nel corso dei
negoziati soddisfano adeguatamente la sua interpretazione del mandato».
Nell'invitare gli Stati membri e i loro
rappresentanti a garantire la piena trasparenza
dei lavori in seno alla CIG, in particolare mediante la pubblicazione di
tutti i documenti presentati per la discussione, il Parlamento ribadisce la sua
intenzione di mantenere una relazione molto intensa con i parlamenti nazionali
e la società civile durante il processo di revisione dei trattati.
Il Palamento, infine, annuncia la propria ferma
intenzione di presentare, dopo le elezioni del 2009, nuove proposte per un ulteriore assetto costituzionale dell'Unione
e, invitando le istituzioni a formulare proposte concrete per coinvolgere
nuovamente i cittadini europei in un dialogo nel proseguimento del processo
costituzionale, chiede alla sua commissione competente di studiare una
soluzione volta a conferire carattere ufficiale, nelle sue attività e nelle sue
sedi, alla bandiera e all'inno dell'Unione previsti dalla Costituzione europea.
POLITICA DELL'OCCUPAZIONE
PIÙ GARANZIE AI LAVORATORI PRECARI
Doc. A6-0247/2007
Relazione su: modernizzare il diritto del lavoro per rispondere alle sfide
del XXI secolo
Procedura: Iniziativa - Dibattito:
10.7.2007 - Votazione: 11.7.2007
Il contratto tipo di lavoro dovrebbe essere a tempo indeterminato, ma il
Parlamento riconosce il contributo alla competitività economica dell'UE delle
nuove forme di contratti atipici. A condizione però che sia garantito un nucleo
di diritti ai lavoratori. Pone poi l'accento sul ruolo di un'istruzione in
linea con il mercato del lavoro e sulla necessità di distinguere i lavoratori
autonomi dai dipendenti, di lottare contro il lavoro nero e garantire pari
opportunità per le donne.
Approvando la relazione con 479 voti favorevoli, 61
contrari e 54 astensioni, il Parlamento accoglie favorevolmente un nuovo
approccio in materia di diritto del lavoro mirante a comprendere tutti i
lavoratori, a prescindere dalla loro situazione contrattuale. Si compiace
inoltre del dibattito sulla necessità di rafforzare il diritto del lavoro per
rispondere alle sfide del XXI secolo, che implicano la richiesta, sia da parte
dei datori che dei lavoratori, di una maggiore flessibilità, e la necessità di
fornire una sicurezza maggiore rispetto a quella che può attualmente essere
associata al lavoro precario nonché di migliorare la protezione dei lavoratori
vulnerabili, per creare un maggior numero di posti di lavoro di migliore
qualità e una maggiore coesione sociale. A suo parere, inoltre, il
miglioramento del diritto del lavoro deve essere coerente con i principi della
Carta dei diritti fondamentali e deve rispettare e salvaguardare i valori del modello
sociale europeo e i diritti sociali consolidati.
Per il Parlamento, tra le priorità per una riforma del
diritto del lavoro negli Stati membri devono figurare l'estensione
della protezione ai lavoratori in forme atipiche di occupazione, la garanzia di
un'idonea protezione per i lavoratori in forme di lavoro non standard, il
chiarimento dell'ambito del lavoro dipendente e della zona grigia esistente tra
lavoratori autonomi e lavoratori con rapporto di lavoro dipendente e la lotta
contro il lavoro sommerso. Affinché il diritto del lavoro risponda alle sfide
del XXI secolo, per i deputati, occorre che esso si concentri, in larga misura,
«sulla sicurezza del lavoro per tutta la vita del lavoratore piuttosto che
sulla protezione di determinati lavori».
Rilevando il fatto che la Commissione si concentri
sul diritto del lavoro individuale, il Parlamento la esorta a promuovere il
diritto del lavoro collettivo «come uno dei mezzi per incrementare sia la
flessibilità sia la sicurezza per lavoratori e datori di lavoro. Ricorda,
peraltro, che la flessicurezza «è
definita come una combinazione di flessibilità e sicurezza nel mercato del
lavoro atta a contribuire ad innalzare la produttività e la qualità del lavoro
garantendo la sicurezza e nel contempo concedendo alle imprese la flessibilità
necessaria per continuare a creare occupazione in risposta alle mutevoli
esigenze del mercato».
Essendo del parere che le esigenze di flessibilità
e di sicurezza «non siano in contraddizione e che si rafforzino
reciprocamente», i deputati sottolineano che la flessicurezza può essere
soltanto realizzata «con una legislazione sul lavoro efficace e moderna che
rifletta le mutevoli realtà del mondo del lavoro». In tale ambito, osservano
che contrattazione collettiva e parti sociali forti siano una parte importante
dell'approccio sulla flessicurezza. Ritengono poi che ampie disposizioni in
materia di welfare e l'accesso a servizi quali strutture per l'infanzia e per
altre persone non indipendenti rappresentino un contributo positivo.
Contratto tipo: tempo pieno e
indeterminato
Il Parlamento, d’altra parte, sottolinea che il
contratto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato è la forma comune del
rapporto di lavoro e come tale «deve essere considerato il punto di riferimento
per una coerente applicazione del principio di non discriminazione». Il diritto
europeo del lavoro, pertanto, deve riconoscere i contratti di lavoro a tempo
indeterminato quale forma comune dei rapporti di lavoro, «prevedendo
un'adeguata protezione sociale e sanitaria e assicurando il rispetto dei
diritti fondamentali». I deputati, quindi, non condividono affatto il quadro
analitico presentato nel Libro verde, secondo cui il contratto standard a tempo
indeterminato «è superato» e rappresenta un ostacolo alla crescita dell'occupazione
e al miglioramento del dinamismo economico.
Maggiore protezione per i lavoratori atipici
Il Parlamento sottolinea che recenti studi
dell'OCSE e di altre organizzazioni hanno dimostrato che «non vi sono prove del
fatto che riducendo la protezione contro il licenziamento e indebolendo i
contratti di lavoro standard si possa agevolare la crescita dell'occupazione».
D'altra parte, osserva che nuove forme di contratti
atipici e di contratti standard flessibili (come, ad esempio, i contratti a
tempo parziale, i contratti a tempo determinato, i contratti temporanei tramite
agenzie interinali, i contratti ricorrenti proposti a lavoratori autonomi, i
contratti a progetto), «alcuni dei quali sono per loro natura precari»,
costituiscono oggi una parte sempre maggiore del mercato europeo del lavoro.
Si dice peraltro convinto «che la creazione di
posti di lavoro precari e mal pagati non sia una risposta adeguata alle
tendenze di delocalizzazione che interessano un numero crescente di
settori». Prende però atto che talune
forme di contratti non standard, se integrate dalle necessarie garanzie di
sicurezza per i lavoratori, possono contribuire al duplice obiettivo di incrementare la competitività economica
dell'UE e di venire incontro alle diverse esigenze dei lavoratori. In ogni
caso, «crede fermamente» che qualsiasi forma di lavoro, sia non standard o di
altro tipo, «debba essere associata ad un nucleo di diritti, indipendentemente
dalla posizione lavorativa», e tenendo conto delle varie tradizioni e circostanze
socio-economiche di ciascun paese.
Questo nucleo
di diritti, è precisato, dovrebbe comprendere: la parità di trattamento, la
protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori e norme sul tempo di
lavoro e di riposo, la libertà di associazione e rappresentazione, il diritto
alla contrattazione e all'azione collettive e l'accesso alla formazione. Al
riguardo, il Parlamento chiede che tutti i lavoratori - compresi i lavoratori
marittimi o del trasporto stradale - «abbiano accesso al medesimo livello di
protezione».
Osserva inoltre che, a causa della frammentazione
del mercato del lavoro, dove la sicurezza del lavoro è molto bassa e
l'occupazione più instabile, in un gran numero di contratti atipici «non è
previsto quasi alcun accesso all'istruzione e alla formazione, ai regimi
pensionistici professionali e allo sviluppo professionale e in generale vi è
una notevole carenza di investimenti nel capitale umano». E tali aspetti
«contribuiscono ad incrementare l'incertezza economica e creano opposizione ai
cambiamenti e alla globalizzazione in generale».
Distinzione tra lavoratori dipendenti e autonomi
I deputati ritengono che l'obiettivo di adottare una definizione unica di lavoratore
dipendente e lavoratore autonomo nell'ambito del diritto comunitario sia
estremamente complesso a causa delle diverse realtà e tradizioni
socioeconomiche nei singoli Stati membri. Nello stesso tempo giudicano
opportuna un'iniziativa mirata ad elevare il livello di convergenza necessario
a garantire coerenza e maggiore efficacia alla implementazione dell'acquis
comunitario, fermo restando il diritto degli Stati membri di determinare
l'esistenza di un rapporto di lavoro. In proposito, ribadiscono che qualsiasi
definizione di lavoratore deve basarsi sull'effettiva situazione del luogo e
dell'orario di lavoro.
Formazione e istruzione in linea con le esigenze dei
datori di lavoro
I deputati ritengono che una combinazione di
motivazione individuale, sostegno dei datori di lavoro, accessibilità e
disponibilità di strutture «sia il fattore più importante per quanto riguarda
la partecipazione al processo di formazione permanente». Chiedono inoltre lo
sviluppo di un settore dell'istruzione e di scuole che soddisfino i requisiti
del mercato del lavoro e le aspettative individuali dei lavoratori e degli
imprenditori. Insistono poi sul necessario collegamento tra carriera
professionale e programmi di studio. Commissione, Stati membri e parti sociali
sono quindi invitati a investire nella formazione permanente e nello sviluppo
del capitale umano «visto che è considerato il metodo più efficace per superare
la disoccupazione a lungo termine».
Oneri amministrativi e lavoro nero
Il Parlamento ritiene che gli eccessivi oneri
amministrativi «possono scoraggiare i datori di lavoro dall'assumere nuovi
dipendenti anche in periodi di crescita economica», peggiorando così le
prospettive di lavoro e impedendo ai lavoratori di entrare nel mercato del
lavoro. Nel sottolineare inoltre il ruolo importante delle piccole e medie
imprese (PMI) per la creazione e la crescita dell'occupazione in Europa,
ritiene che sia fondamentale assegnare loro un ruolo più importante nella
creazione di posti di lavoro supplementari attraverso il miglioramento del
diritto del lavoro.
Prendendo poi atto della crescita dell'economia sommersa e in particolare dello sfruttamento
dei lavoratori clandestini, il Parlamento ritiene che il modo migliore per
combattere tale fenomeno «sia di concentrarsi su strumenti e meccanismi per
contrastare lo sfruttamento, ivi compreso un maggiore rispetto del diritto del
lavoro e delle norme afferenti, e di agevolare l'occupazione legale
concentrandosi sui diritti umani fondamentali dei lavoratori». Invita quindi
gli Stati membri a presentare proposte di legge volte a prevenire lo
sfruttamento dei lavoratori vulnerabili da parte della criminalità, a firmare e
ratificare le pertinenti convenzioni internazionali.
Il Parlamento inoltre accoglie con favore la strategia per contrastare il lavoro in nero
e l'economia sommersa che, pur essendo fenomeni che assumono dimensioni diverse
nei vari Stati membri, «danneggiano comunque l'economia, lasciano senza
protezione i lavoratori, pregiudicano i consumatori, riducono il gettito
fiscale e generano concorrenza sleale tra le imprese». Condivide quindi l'approccio
della Commissione, volto a combattere tale fenomeno attraverso un forte
coordinamento tra le istanze amministrative di controllo a livello nazionale,
gli ispettorati del lavoro e/o i sindacati, gli enti previdenziali e le
autorità fiscali.
D'altra parte, invita gli Stati membri e la
Commissione a lanciare una campagna di
informazione destinata ai datori di lavoro e ai lavoratori e volta ad
attirare l'attenzione sulle norme minime e i regolamenti UE applicabili, nonché
sugli effetti negativi che il lavoro clandestino può avere sui sistemi
nazionali di sicurezza sociale, sulle finanze pubbliche, su una concorrenza
equa, sui risultati economici e sui lavoratori stessi. Sottolineando il ruolo
positivo delle contrattazioni collettive, chiede alla Commissione di
consultare, oltre alle parti sociali prescritte, anche la le organizzazioni
interessate dalla normativa, in particolare le PMI, e i lavoratori non iscritti
al sindacato.
Garantire pari opportunità per le
donne
Il Parlamento nota che oggi le donne si trovano ad
affrontare un triplice problema, «ovvero aumentare la loro partecipazione al
mercato del lavoro, partorire più figli e assumere compiti sempre più
impegnativi in seno alle loro famiglie». Inoltre, è quasi sempre alla donna
«che si richiede di accettare i compromessi necessari per adattare la sua
attività lavorativa alle esigenze della famiglia». Sottolinea poi che centinaia
di migliaia di donne «sono costrette ad accettare condizioni irregolari di
occupazione, perché sono lavoratrici domestiche presso altre famiglie oppure
assistono familiari anziani».
Pertanto, osserva con profonda preoccupazione che
il Libro verde della Commissione, pur riconoscendo che le attuali condizioni
del mercato del lavoro creano una disparità di genere, «ignora completamente»
gli obblighi e le responsabilità previsti nella Tabella di marcia per la parità
tra le donne e gli uomini, nonché «l'urgente esigenza di un'azione volta a
riconciliare la vita professionale e la vita privata con le sfide
demografiche». Invita poi gli Stati membri a potenziare i diritti in materia di
congedo parentale e i servizi di custodia per l'infanzia, sia per gli uomini
sia per le donne.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc.
B6-0266/2007 - Risoluzione sulla comunicazione della Commissione "Distacco dei
lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi: massimizzare i vantaggi e
il potenziale garantendo al contempo la protezione dei lavoratori"
Il Parlamento chiede di garantire la piena applicazione
della direttiva sul distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di
servizi, soprattutto per proteggere i lavoratori dal dumping sociale. La
Commissione dovrebbe fornire orientamenti più precisi sulle verifiche e lo
Stato membro ospitante dovrebbe poter richiedere al prestatore di servizi una
dichiarazione preventiva per verificare il rispetto delle condizioni
occupazionali. Va anche migliorato lo scambio di informazioni.
TRASPORTI
LA POLITICA MARITTIMA PRENDE UNA ROTTA AMBIENTALISTA
Doc. A6-0235/2007
Relazione su "Verso una politica marittima dell’Unione: una visione
europea degli oceani e dei mari"
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 10.7.2007 - Votazione:
12.7.2007
Il Parlamento chiede di ridurre le emissioni dei trasporti marittimi al
fine di lottare contro i cambiamenti climatici e una politica di prevenzione
dell'inquinamento dei mari. Sollecita la protezione dei cantieri europei dalla
concorrenza asiatica e il miglioramento della politica costiera e portuale.
Occorre poi aumentare gli investimenti infrastrutturali, promuovere una
politica turistica e della pesca sostenibili e sviluppare la ricerca, la
biotecnologia blu e l'energia eolica offshore.
Approvando la relazione con 530 voti favorevoli, 25
contrari e 6 astensioni, il Parlamento si compiace anzitutto della
presentazione del Libro verde della Commissione europea e sostiene "l'approccio
integrato" alla politica marittima, con il quale si descrivono per la
prima volta i settori strategici marittimi come la cantieristica, la
navigazione, la sicurezza marittima, il turismo, la pesca, la politica
portuale, l'ambiente marino, la ricerca, l'industria, la pianificazione
territoriale e altri settori, citandone la reciproca dipendenza.
A suo parere, infatti, l'UE e i suoi Stati membri
hanno l'opportunità di elaborare una politica marittima orientata al futuro che
consiste nella protezione dell'ambiente marino e in un intelligente e
innovativo sfruttamento dei mari, pur facendo sì che la sostenibilità rimanga
l’elemento cardine della politica marittima. Accogliendo un emendamento
proposto da Francesco Musotto e
Luigi Cocilovo, inoltre, invita la Commissione a far proprie le varie
raccomandazioni contenute nella sua relazione sulle isole e le limitazioni
naturali ed economiche nel contesto della politica regionale.
Il cambiamento climatico è la maggiore sfida della
politica marittima
Il Parlamento osserva «che è ormai scoccata da
tempo l'ora di agire» e che alla Comunità rimangono altri 13 anni «per impedire
la catastrofe climatica attraverso l'impiego di nuove tecnologie». In
proposito, rileva che fra gli scenari specifici rientrano l'aumento del livello
dei mari, ondate di caldo, inondazioni, tempeste, incendi boschivi e siccità a
livello mondiale. Ma anche la potenziale problematica inerente ai profughi per
motivi climatici e altri problemi di sicurezza internazionale risultanti da
eventuali conflitti per risorse comuni. In tale contesto, i deputati ritengono
che l'UE debba assumere una posizione di guida e orientamento e sottolineano
che la politica marittima europea deve svolgere un ruolo di rilievo nella lotta
al cambiamento climatico.
Anche perché il trasporto marittimo è responsabile
del 4% circa delle emissioni globali di CO2 (pari a quasi 1.000 milioni di
tonnellate) e secondo uno studio OMI le emissioni di gas a effetto serra
provocate dal traffico marittimo aumenteranno entro il 2020 di oltre il 70%.
Per il Parlamento, pertanto, si tratta, in primo luogo, di ridurre drasticamente le emissioni di sostanze come la CO2
(anidride carbonica), la SO2 (ossido di zolfo) e gli NOx (ossidi di azoto)
provenienti dalle navi. In seguito occorre introdurre
il sistema dello scambio di
emissioni per il trasporto marittimo e, infine, è necessario introdurre e
promuovere per il trasporto marittimo le fonti rinnovabili come l'energia
eolica e solare.
Prevenire l'inquinamento
Nel riconoscere che le emissioni di sostanze che
inquinano l'atmosfera originate dalle navi supereranno in un prossimo futuro
quelle provenienti da fonti terrestri, il Parlamento chiede quindi di fissare norme per le emissioni di NOx per le
navi che approdano nei porti dell'UE, designare il Mediterraneo e l'Atlantico
nord-orientale quali zone di controllo delle emissioni di zolfo e ridurre
dall'1,5 allo 0,5% il tenore massimo di zolfo consentito nei carburanti delle
navi passeggeri. E' anche necessario introdurre misure fiscali quali imposte sulle emissioni di SO2 e di NOx
provenienti dalle navi, promuovere l'introduzione di dazi portuali e di accesso
alle zone navigabili differenziati a favore delle navi con basse emissioni ed
elaborare una direttiva UE sulla qualità dei carburanti navali. Occorrono poi
incentivi fiscali all'impiego di biocarburanti e maggiori sostegni alla
ricerca, nonché l'intensificazione dell'uso dell'energia eolica per la
propulsione delle navi.
Il Parlamento ritiene che gli sforzi nella
prevenzione e nella lotta contro l'inquinamento provocato da navi non debbano
limitarsi all'inquinamento da petrolio, ma interessare tutti i tipi di
inquinamento. Plaude al sistema operativo CleanSeaNet per la sorveglianza e il
rilevamento di inquinamento, che aiuterà gli Stati costieri a localizzare e
individuare chi inquina e sollecita la Commissione a rafforzare tutte le misure
relative alla responsabilità civile e
penale in caso di incidente o inconveniente. La Commissione dovrebbe
inoltre esplorare tutte le possibilità offerte dalla Corte di giustizia in
campo penale, applicando nel settore marittimo, come avviene in altri, il principio "chi inquina paga".
Dovrebbe anche elaborare un "passaporto verde" che dovrebbe essere
conservato con i documenti di bordo ed indicare tutte le sostanze tossiche
contenute a bordo della nave.
Alla Commissione è poi chiesto di presentare al più
presto una proposta per far sì che, nelle nuove navi, il combustibile di stiva
sia contenuto in serbatoi a doppio scafo
e di rafforzare la vigilanza sull'applicazione delle normative in questo campo.
Occorre poi limitare a zone ben definite, soggette a sorveglianza, il trasbordo
via mare di petrolio e altri carichi tossici, in modo da facilitare
l'individuazione delle responsabilità in caso di scarico in mare di sostanze
inquinanti.
Il Parlamento, peraltro, chiede l'introduzione di
un marchio di qualità europeo per le
navi rispondenti ai più recenti standard di sicurezza e sociali, che
assicuri un trattamento preferenziale nell'ambito dei controlli da parte dello
Stato di approdo. Nel rilevare poi che gran parte dell'inquinamento
dell'ambiente marino è originato da fonti
terrestri - inclusi, tra l'altro, gli scoli agricoli e le emissioni
industriali - sottolinea che l'UE deve adottare misure volte a limitare e
prevenire un ulteriore inquinamento, anche attraverso la nuova tecnologia GMES.
Migliorare la politica costiera europea
Nel sottolineare la fondamentale importanza dei porti
e il ruolo che essi svolgono come punti di snodo del commercio internazionale,
motori economici e macchine occupazionali per le regioni costiere, luoghi di
trasbordo della pesca e strutture essenziali per i controlli di sicurezza, i
deputati chiedono una revisione della direttiva sugli impianti portuali di raccolta dei rifiuti delle navi e i residui di
carico, in modo che tutte le navi che attraccano nei porti di uno Stato
membro possano smaltire al 100% i propri rifiuti solidi e liquidi. Ritengono,
inoltre che occorra predisporre il migliore collegamento al retroterra dei
porti europei.
Il Parlamento ritiene necessari «sforzi
particolari» per rafforzare la sensibilizzazione in campo marittimo. Incoraggia
poi le regioni marittime a investire
nelle infrastrutture delle loro marine e in altre strutture correlate alla
nautica da diporto, al turismo da crociera e agli sport subacquei, assicurando
la protezione degli habitat, delle specie e degli ecosistemi marini in
generale. Ricordando però che «esiste un limite naturale all'attività umana ...
che le zone costiere possono assorbire senza un degrado ambientale grave e
forse irreversibile», invita la Commissione a presentare una strategia europea
sostenibile per il turismo marittimo incentrata su un approccio politico
integrato. Occorre infine valorizzare il patrimonio archeologico marittimo.
Chiedendo poi l'elaborazione delle misure
necessarie per prevenire e gestire i rischi di danni alle zone costiere causati
da catastrofi naturali, il Parlamento ritiene che la costruzione di difese
costiere per garantire una protezione
contro l'innalzamento del livello dei mari possa condurre a una perdita di
habitat, mentre l'innalzamento stesso causa un "arretramento
costiero" delle paludi salmastre e dei banchi sabbiosi e l'erosione delle
dune di sabbia. Sollecitano quindi una strategia a lungo termine volta a
preservare le difese costiere, garantire una protezione contro l'innalzamento
del livello dei mari e ridurre al minimo la perdita di habitat.
Politica integrata della pesca
I deputati ritengono che l'attività di pesca debba
contribuire a mantenere comunità costiere vitali. Rilevano tuttavia che la
pesca dovrà essere limitata in futuro attraverso misure precauzionali che
garantiscano il mantenimento di
ecosistemi sani e la protezione di specie e habitat rari, vulnerabili o
preziosi, e che ciò comporterà inevitabilmente maggiori livelli di protezione
ambientale rispetto al passato, con una rete di zone marine protette e un
sistema di gestione integrata delle zone costiere.
Il Parlamento chiede poi che si compiano maggiori
sforzi per porre fine «al problema deplorevole» delle catture accidentali - ritenuta «un'aberrazione che va fermata» - e
dei rigetti in mare, migliorando la selettività della pesca, modificando gli
attrezzi e le tecniche di pesca. Nel sottolineare la crescente importanza
socioeconomica dell'acquicoltura,
sollecita l'istituzione di zone chiaramente definite dove si possano
raggruppare le aziende di allevamento. Ma richiama l'attenzione sul fatto che
talune pratiche di acquicoltura - come la cattura in ambiente marino di
novellame di determinate specie per l'ingrasso - stanno contribuendo
all'esaurimento di talune specie.
Promuovere la competitività dei cantieri europei
Nel sottolineare che il trasporto marittimo «è una
componente irrinunciabile del sistema economico mondiale», il Parlamento
ritiene che l'incentivazione del trasporto marittimo come modalità di trasporto
sostenibile postula anche lo sviluppo e l'ampliamento dei porti e delle zone
portuali. Evidenzia poi che la politica marittima europea dovrebbe cercare di
preservare e rafforzare la posizione delle industrie
marittime e delle attività specializzate europee. La Commissione dovrebbe
quindi sostenere, a livello dell'OMC, i cantieri navali europei che sono
continuamente esposti alla concorrenza sleale praticata dai costruttori navali
asiatici. Occorre inoltre promuovere maggiormente la ricerca e lo sviluppo di
tecnologie più efficienti e pulite in materia marittima e portuale.
Ricerca marina, energia, tecnologia e innovazione
Il Parlamento invita la Commissione a presentare
una strategia per una ricerca marittima
europea, un miglior coordinamento e la creazione di una rete tra gli
istituti europei di ricerca marina. A tal fine, sollecita l’istituzione di una
"rete europea delle scienze marine" con la partecipazione di tutti i
competenti istituti europei di ricerca marina e il sostegno dell'UE. Le
conoscenze acquisite andrebbero inserite e conservate in una banca dati europea
sul mare messa a disposizione di tutti gli istituti di ricerca marittima.
Inoltre dovrebbe essere sviluppato un Atlante marino europeo.
I deputati sottolineano che l'energia eolica offshore possiede un enorme potenziale di sviluppo
e può contribuire sensibilmente all'indipendenza dell'Europa dalle importazioni
di energia nonché alla protezione del clima. Invitano quindi la Commissione a
elaborare un piano d'azione che promuova una maggiore messa in rete e indichi
le possibilità di giungere, entro il 2020, a una capacità di produzione di
energia di almeno 50 GW. Ritenendo la biotecnologia blu «una delle tecnologie
più promettenti per i prossimi decenni», con numerose possibili applicazioni in
campo medico, cosmetico, nell'industria alimentare e nel risanamento
ambientale, il Parlamento chiede il rafforzamento delle attività di ricerca in
questo settore, suggerendo agli Stati membri di sfruttare la creazione di un
Fondo azzurro per gli investimenti.
Il Parlamento, infine, rileva che i sedimenti del fondale oceanico
contengono notevoli quantità di idrati di gas che potrebbero integrare o
sostituire gli idrocarburi tradizionali. Fa quindi presente che garantire
l’accesso a queste risorse, valutarle e mettere a punto metodi per sfruttarle
«costituisce una sfida di ampia portata che l'Europa dovrebbe esaminare
attentamente». I deputati, inoltre, ritengono che l’estensione della
piattaforma continentale degli Stati membri dell’UE oltre le 200 miglia
nautiche «costituisca un’opportunità per preservare l’accesso a potenziali
risorse supplementari».
Nel dibattito è
intervenuto FRANCESCO MUSOTTO
(PPE/DE-I):
"Signora
Presidente, Signor Commissario, onorevoli colleghi, il Parlamento affronta per
la prima volta con una visione d'insieme il sistema del mare, degli oceani,
delle zone costiere e delle isole europee. Una ricchezza straordinaria per
l'Europa che nel suo territorio ha circa 68.000 km di coste, il doppio di
quelle degli Stati Uniti e il triplo di quelle della Russia. Una dimensione e
delle problematiche che in passato sono state trascurate. La redazione del
Libro verde costituisce una svolta per costruire una nuova politica marittima
fondata su questo enorme patrimonio, che possiede potenzialità uniche ed
inesplorate.
In tal senso la relazione Piecyk - per la quale mi
complimento con il collega - dà un contributo importante: in particolar modo ne
condivido l'attenzione posta sugli aspetti ambientali. Le coste sono infatti
territori particolarmente vulnerabili, dove l'effetto del cambiamento climatico
e dello sfruttamento intensivo delle risorse è più evidente. Di fronte a tale
emergenza occorre adottare atteggiamenti di tutela e rispetto, per far sì che
il mare possa continuare a rappresentare una risorsa per le popolazioni che
abitano le zone costiere. La relazione Piecyk, a mio avviso, deve essere
corredata di ulteriori proposte, presentate sotto forma di emendamenti, che
chiariscano la portata di questa importante iniziativa.
Innanzitutto una politica europea per il mare
dovrebbe essere dotata, al pari delle altre, di appropriate risorse. Per questo
il negoziato sul prossimo quadro finanziario deve tenere conto degli obiettivi
individuati dal Libro verde sul mare. Allo stesso modo è opportuno che il
Commissario per gli affari marittimi rimanga tale e il suo portafoglio non sia
limitato alle sole questioni della pesca.
Un'attenzione speciale infine va dedicata alle
isole, che per la loro attrattiva e le loro caratteristiche naturali,
costituiscono una risorsa preziosa in termini di sostenibilità e competitività
per la politica marittima europea."
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
A6-0178/2007
- Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme
comuni per la prestazione di servizi di trasporto aereo nella Comunità
(rifusione)
Il Parlamento chiede di rendere molto più espliciti i
doveri di informazione nei confronti dei passeggeri aerei sul costo totale del
biglietto, che dovrà indicare tutte le imposte applicabili, gli oneri non
evitabili, le sovrattasse e le tasse. Anche i costi della sicurezza devono
essere comunicati ai viaggiatori. Chiede poi che nessun aeroporto si escluso
dalla possibilità di beneficiare di un minimo di servizi aerei obbligatori e
sollecita la definizione di norme sociali nel settore aereo.
LIBERA CIRCOLAZIONE DEI SERVIZI
SERVIZI
POSTALI "LIBERI" DAL 2011
Doc. A6-0246/2007
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio che modifica la direttiva 97/67/CE relativa al pieno completamento
del mercato interno dei servizi postali comunitari
Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito:
10.7.2007 - Votazione: 11.7.2007
Il Parlamento chiede che l'ultima fase della liberalizzazione dei servizi
postali - l'apertura alla concorrenza degli invii di plichi di meno di 50
grammi - prenda avvio il 1° gennaio 2011, due anni dopo quanto previsto dalla
Commissione. Chiede inoltre prezzi ragionevoli a prescindere dalla situazione
geografica e la gratuità dei servizi postali per i non vedenti, e garanzie di
indennizzo per danneggiamenti o smarrimenti della posta. Va infine garantito il
rispetto della legislazione sociale.
La proposta nasce dalla precisa indicazione
contenuta nell'attuale normativa europea in materia di servizi postali che
stabilisce un calendario per l’adozione di decisioni sulla prosecuzione del
processo di apertura dei mercati postali alla concorrenza avviata con una
direttiva del 1997. La proposta conferma la liberalizzazione, a partire dal 1°
gennaio 2009, degli invii di plichi di peso a inferiore a 50 grammi che, in
forza alla direttiva vigente, possono essere riservati dagli Stati membri ai
fornitori del servizio universale (in pratica, ai monopoli statali).
Approvando la relazione con 512 voti favorevoli,
155 contrari e 13 astensioni, il Parlamento sottolinea anzitutto che
«dall'ulteriore apertura del mercato continueranno a trarre vantaggio i
consumatori e le piccole e medie imprese in particolare, sia come speditori che
come destinatari di invii postali, grazie a un miglioramento della qualità, a
una scelta più ampia, a riduzioni di prezzo trasferite sugli utenti, a servizi
innovativi e a modelli commerciali». Nel corso del dibattito in Aula il
relatore ha affermato: «Abbiamo avuto monopoli per più di 200 anni. I monopoli
non sono in grado di risolvere i problemi che i servizi postali stanno
affrontando e che possono essere risolti unicamente attraverso una concorrenza
leale che tiene conto delle condizioni di lavoro e dei lavoratori».
Servizio universale, almeno cinque giorni a settimana
In base alla direttiva vigente gli Stati membri
devono garantire «che gli utilizzatori godano del diritto a un servizio
universale corrispondente ad un'offerta di servizi postali di qualità
determinata forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi
accessibili a tutti gli utenti». A tal fine, devono provvedere affinché la densità dei punti di contatto e di
accesso tenga conto delle esigenze degli utenti. Ciascuno Stato membro deve
adottare le misure necessarie affinché il servizio universale comprenda almeno
la raccolta, lo smistamento, il trasporto e la distribuzione degli invii
postali fino a 2 kg e dei pacchi postali fino a 10 kg, nonché i servizi
relativi agli invii raccomandati e agli invii con valore dichiarato.
I deputati, peraltro, accolgono la proposta della
Commissione di aggiungere il principio secondo cui gli Stati membri devono
attivarsi «per assicurare che il servizio universale sia garantito tutti i
giorni lavorativi, e come minimo cinque
giorni a settimana, salvo circostanze o condizioni geografiche
eccezionali». Tale servizio - nazionale e transfrontaliero - deve includere
almeno una raccolta e una distribuzione al domicilio di ogni persona fisica o
giuridica.
Gli Stati membri, inoltre, possono decidere di
nominare una o più imprese come fornitori del servizio universale per una parte
o per la totalità del territorio nazionale e per vari elementi del servizio
universale stesso. In tal caso, devono definire gli obblighi e i diritti
attribuiti ad essi e pubblicare queste informazioni. In particolare, devono
adottare misure volte a garantire che le condizioni a cui viene affidato il
servizio universale «si basino su principi di obiettività, non discriminazione,
proporzionalità e minima distorsione del mercato» e che la nomina delle imprese
come fornitori del servizio universale sia limitata nel tempo.
Liberalizzazione a partire dal 1° gennaio 2011
In considerazione della situazione negli Stati
membri, un emendamento proroga dal 1° gennaio 2009 al 1° gennaio 2011 il termine per la liberalizzazione dei servizi
postali. Più in particolare, a partire da tale data, gli Stati membri non
potranno più concedere né mantenere in vigore diritti esclusivi o speciali per
l'instaurazione o la fornitura di servizi postali. Un emendamento chiede agli
Stati membri di assicurare che il finanziamento del servizio universale «sia
garantito in ogni momento in un mercato postale completamente liberalizzato».
Potranno peraltro finanziare la fornitura del servizio universale nel rispetto
del Trattato, oppure garantirne la fornitura appaltando tali servizi in
conformità delle norme e dei regolamenti applicabili in materia di appalti
pubblici, inclusa - aggiungono i deputati - la possibilità di negoziare e di
concludere direttamente contratti di servizi con i fornitori di servizi.
Se uno Stato membro stabilisce che gli obblighi del
servizio universale comportano un costo netto e rappresentano un onere
finanziario eccessivo per il prestatore del servizio universale, potrà attivare
- come precisato da un emendamento - uno dei meccanismi dettagliati nel suo
piano nazionale notificato alla Commissione entro il 1° gennaio 2010. I piani nazionali, più in particolare,
possono introdurre un meccanismo
volto a compensare l'impresa interessata a partire da fondi pubblici o
ripartire il costo netto degli obblighi del servizio universale fra i fornitori
di servizi e/o gli utenti. In quest'ultimo caso, gli Stati membri potranno
istituire un fondo di compensazione
che può essere finanziato mediante diritti a carico dei fornitori e/o degli
utenti dei servizi e amministrato da un organismo indipendente dal beneficiario
o dai beneficiari.
Queste prescrizioni, precisa il Parlamento,
lasciano impregiudicato il diritto degli Stati membri di incorporare nella loro
legislazione nazionale disposizioni specifiche
applicabili ai fornitori del servizio universale, «secondo criteri oggettivi,
proporzionati e non discriminatori, in funzione delle esigenze operative del
servizio universale». Come anche di provvedere, conformemente alla loro
legislazione nazionale, al collocamento di cassette postali sulla via pubblica,
all'emissione di francobolli e al servizio di invii raccomandati utilizzato
nelle procedure amministrative e giudiziarie, in funzione delle esigenze
operative del servizio universale.
D'altra parte, i deputati ritengono opportuno
concedere la possibilità di beneficiare - entro i limiti e le condizioni
stabiliti dalla direttiva - di un periodo transitorio supplementare di due anni
(31 dicembre 2012) per l'abolizione dei diritti esistenti e speciali ai nuovi Stati membri o agli Stati membri
«scarsamente popolati e di limitata superficie geografica ... ovvero con una
topografia particolarmente difficile, specialmente quelli con un elevato numero
di isole». Il Parlamento, peraltro, introduce una clausola di reciprocità secondo cui agli Stati membri che hanno
completato l'apertura dei loro mercati è permesso di non concedere ai monopoli
che operano in un altro Stato membro l'autorizzazione di operare sul loro
territorio.
Condizioni per la fornitura dei servizi non riservati e
condizioni di accesso alla rete
Per i servizi che esulano dal campo di applicazione
del servizio universale, gli Stati membri possono introdurre autorizzazioni generali nella misura
necessaria per garantire la conformità con le "esigenze essenziali".
D'altra parte, per i servizi che rientrano nel campo di applicazione del
servizio universale e - aggiungono i deputati - «per i servizi considerati
sostitutivi rispetto al servizio universale», gli Stati membri possono
introdurre procedure di autorizzazione, comprese licenze individuali, nella
misura necessaria per garantire la conformità alle esigenze essenziali e per
salvaguardare il servizio universale.
La concessione di autorizzazioni può, se opportuno,
essere subordinata agli obblighi di servizio universale, prevedere
l'imposizione di obblighi in merito alla qualità, alla disponibilità e
all'esecuzione dei servizi, o essere subordinata all'obbligo di contribuire
finanziariamente ai meccanismi di condivisione dei costi qualora, precisa un
emendamento, la fornitura del servizio universale comporti un costo netto per
il fornitore.
Il Parlamento, inoltre, chiede che la concessione
di autorizzazioni a soggetti diversi dai fornitori designati del servizio
universale possa essere condizionata all'obbligo di effettuare un contributo
finanziario al meccanismo di condivisione dei costi, a meno che tali soggetti
si conformino all'obbligo di servizio universale.
La proposta di direttiva prevede che i fornitori
del servizio universale tengano conti
separati nell'ambito dei rispettivi sistemi di contabilità interna per
distinguere chiaramente, nella versione emendata dai deputati, «fra i servizi e
i prodotti che rientrano nel servizio universale e che ricevono una
compensazione finanziaria per i costi netti del servizio universale o
contribuiscono ad essa, da un lato, e gli altri servizi e prodotti,
dall'altro». Il Parlamento precisa inoltre che i costi comuni necessari alla
prestazione di servizi universali e non universali non possono essere imputati
interamente ai primi.
Prezzi ragionevoli, a prescindere dal luogo
La direttiva definisce i criteri in base ai quali
devono essere fissate le tariffe di ciascuno dei servizi che fanno parte della
fornitura del servizio universale. Anzitutto, i prezzi «devono essere
ragionevoli e permettere servizi accessibili all'insieme degli utenti». Il
Parlamento, con un emendamento, precisa che ciò deve valere «a prescindere
dalla situazione geografica e tenendo conto delle condizioni nazionali
specifiche». Chiede inoltre agli Stati membri di pubblicare le norme e i
criteri volti a garantire che a livello nazionale i prezzi siano ragionevoli, mentre le autorità nazionali di
regolamentazione devono controllare l'evoluzione dei prezzi e pubblicare
relazioni periodiche. Inoltre, mentre la proposta della Commissione dà solo la
facoltà agli Stati membri di mantenere o introdurre la fornitura di un servizio
postale gratuito «per gli utenti non
vedenti o ipovedenti», i deputati chiedono che questa gratuità sia
garantita.
Un altro emendamento, inoltre, sopprime la
disposizione secondo cui i prezzi devono essere «correlati ai costi e stimolare
guadagni in termini di efficienza», mantenendo unicamente la possibilità
offerta agli Stati membri di fissare una tariffa unica per tutto il loro
territorio, ma solo per i servizi forniti a tariffa unitaria. Le tariffe,
inoltre, debbono essere «trasparenti e non discriminatorie». Qualora i
fornitori del servizio universale applichino tariffe speciali, ad esempio per servizi prestati a utenti che
esercitano attività commerciali o utenti all'ingrosso, queste tariffe
dovrebbero essere disponibili anche a tutti gli altri clienti in condizioni
simili. In particolare, aggiungono i deputati, ai clienti individuali e alle
PMI.
Controllo di qualità e reclami
Resta fermo l'obbligo imposto agli Stati membri
dall'attuale normativa di assicurare che in relazione al servizio universale
siano fissati e pubblicati obiettivi in materia di qualità. Tali norme di
qualità - che devono riguardare in particolare i tempi di instradamento, la regolarità e l'affidabilità dei servizi
- sono fissate dagli Stati membri. Per quanto riguarda i servizi
transfrontalieri intracomunitari, l'allegato della direttiva prevede che l'85%
degli invii sia recapitato nei tre giorni lavorativi successivi al deposito e
il 97% in cinque giorni. Qualora specifiche situazioni infrastrutturali e
geografiche lo rendano necessario, tuttavia, le autorità di regolamentazione
nazionali possono stabilire deroghe a tali obiettivi.
Gli Stati membri devono assicurare che tutte le
imprese fornitrici di servizi postali stabiliscano procedure trasparenti,
semplici e poco onerose per la gestione
dei reclami degli utenti, in particolare in caso di smarrimento, furto,
danneggiamento o mancato rispetto delle norme di qualità del servizio (comprese
procedure per determinare di chi sia la responsabilità nei casi in cui sono
coinvolti più operatori). Devono inoltre adottare misure volte a garantire che
queste procedure consentano di risolvere le controversie in maniera equa e
celere. Per i deputati ciò deve prevedere anche un sistema di rimborso e/o compensazione.
Condizioni di lavoro e relazioni tra le parti sociali
Con un emendamento, il Parlamento precisa che la
direttiva in esame non incide sulle condizioni di lavoro e di occupazione,
compresi i periodi massimi di lavoro e i periodi minimi di riposo, la durata
minima delle ferie annuali retribuite, i salari minimi, nonché la salute, la
sicurezza e l’igiene sul lavoro, che gli Stati membri applicano in conformità
del diritto comunitario. Inoltre, specifica che la direttiva non incide sulle
relazioni tra le parti sociali, compresi i diritti di negoziare e di concludere
accordi collettivi, di scioperare e di intraprendere azioni sindacali in
conformità del diritto e delle prassi nazionali che rispettano il diritto
comunitario, né si applica ai servizi forniti dalle agenzie di lavoro
interinale.
Facendo propria una modifica proposta dai Verdi, il
Parlamento chiede inoltre agli Stati membri di esigere che tutti gli operatori
rispettino pienamente la loro legislazione
in materia di lavoro, «vale a dire ogni disposizione giuridica o
contrattuale concernente le condizioni di occupazione e di lavoro, compresa la
salute e la sicurezza sul luogo di lavoro e i rapporti tra lavoratori e datori
di lavoro». Parimenti, gli Stati membri devono esigere che l'operatore
selezionato rispetti pienamente la legislazione in materia di sicurezza sociale
a cui è soggetto e gli accordi collettivi conclusi tra le parti sociali.
Osservando infine come il settore postale occupi
attualmente 5 milioni di addetti, i deputati chiedono a tutti gli operatori di
ciascuno Stato membro di presentare, entro tre anni dalla data di apertura del
mercato alla concorrenza, una relazione separata sull'evoluzione globale
dell'occupazione nel settore e sulle condizioni di lavoro applicate. La
relazione dovrà anche stilare un bilancio delle misure adottate per via
regolamentare o mediante trattativa sociale.
SICUREZZA ALIMENTARE
CONSUMATORI
PIÙ INFORMATI SUI LORO ALIMENTI
- Doc. A6-0153/2007 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce
una procedura uniforme di autorizzazione per gli additivi, gli enzimi e gli
aromi alimentari
- Doc. A6-0154/2007 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli
additivi alimentari
- Doc. A6-0177/2007 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli
enzimi alimentari e che modifica la direttiva 83/417/CEE del Consiglio, il
regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, la direttiva 2000/13/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2001/112/CE del Consiglio
- Doc. A6-0185/2007 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativa agli
aromi e ad alcuni ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti destinati
a essere utilizzati nei e sui prodotti alimentari e che modifica il regolamento
(CEE) n. 1576/89 del Consiglio, il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio,
il regolamento (CE) n. 2232/96 e la direttiva 2000/13/CE
Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito:
9.7.2007 - Votazione: 10.7.2007
L'Aula si è pronunciata su un pacchetto di misure riguardanti additivi,
aromi e enzimi presenti negli alimenti. Sollecitando più garanzie per i
consumatori, specie in materia di trasparenza, i deputati chiedono che se
queste sostanze sono derivate da OGM vi sia una chiara indicazione in
etichetta. Il ricorso a tali sostanze, come i coloranti, dovrebbe poi essere
consentito solo se non comporta rischi per la salute e non inganna i
consumatori in merito agli ingredienti presenti in un alimento.
Un primo regolamento istituisce una procedura di
autorizzazione uniforme e centralizzata degli additivi, degli enzimi e degli
aromi destinati a essere utilizzati nei prodotti alimentari. Questa procedura è
basata su una valutazione dei rischi effettuata dall’Autorità europea per la
sicurezza alimentare e su una gestione dei rischi. Vi sono poi altre tre proposte
specifiche per le diverse sostanze. Per gli enzimi si tratta di norme
totalmente nuove, per le altre si tratta di un aggiornamento e di una
semplificazione di quelle vigenti. Per tutte queste sostanze è prevista la
definizione di un elenco positivo di quelle autorizzate e dei criteri per
essere tali, delle condizioni di utilizzo e delle norme in materia di
etichettatura.
Il Consiglio esaminerà questo pacchetto in autunno
e, successivamente, la palla tornerà nel campo del Parlamento.
Una procedura uniforme di autorizzazione
Approvando la prima relazione, il Parlamento
precisa che il regolamento sulla procedura di autorizzazione uniforme deve
contribuire anzitutto «al miglioramento
della protezione dei consumatori e della salute pubblica», oltre che alla
libera circolazione dei prodotti alimentari nella Comunità.
Il regolamento prevede la definizione di un elenco comunitario delle sostanze
autorizzate nel quadro di ciascuna legislazione settoriale, che deve essere
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Per procedere all'aggiornamento
dell'elenco (mediante l'aggiunta o il ritiro di una sostanza oppure con
l'aggiunta o la modifica delle condizioni, delle caratteristiche o delle
restrizioni) la Commissione dovrà adottare un regolamento con la procedura del
comitato di esperti governativi. In proposito, il Parlamento, rinunciando a
chiedere il potere di codecisione per questo compito, ha adottato un
emendamento che impone all'Esecutivo di motivare la sua proposta e di spiegare
le considerazioni su cui si basa.
La procedura uniforme che porta all'aggiornamento
dell'elenco comunitario può essere avviata o su iniziativa della Commissione
oppure a seguito di una domanda presentata da uno Stato membro o da una persona
interessata. La Commissione, in tale ambito, è tenuta a richiedere
preliminarmente il parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare
(AESA), ma per il ritiro di una sostanza o la modifica delle condizioni, il suo
parere è richiesto unicamente se l'aggiornamento può avere effetto sulla salute
dell'uomo.
Il Parlamento sottolinea che nella produzione e nel
trattamento degli alimenti «la trasparenza è determinante ai fini della
credibilità nei confronti dei consumatori» e della fiducia che essi ripongono
nel modo in cui l'UE affronta le questioni relative agli alimenti. D'altra
parte riconosce che in taluni casi è necessario mantenere un certo grado di
riservatezza, ma soltanto qualora la divulgazione di informazioni possa nuocere
gravemente alla posizione del richiedente nei confronti della concorrenza.
Al fine di garantire un vantaggio ai richiedenti
che si sono accollati ingenti oneri finanziari per realizzare gli studi
tossicologici in materia di sicurezza in vista dell'inserimento di una sostanza
nell'elenco, il Parlamento propone di riservare loro l'esclusiva dei dati scientifici e delle altre informazioni per un
periodo di cinque anni. Queste informazioni, a determinate condizioni, non
possono quindi essere usate a beneficio di un richiedente successivo alla data
dell'autorizzazione, a meno che questo non abbia concordato con il richiedente
precedente la possibilità di usare tali dati e informazioni.
Etichette chiare per gli additivi
Gli additivi sono sostanze - non consumate come
alimenti a sé - con funzioni dolcificanti, coloranti, conservanti,
antiossidanti, coadiuvanti, antiagglomeranti ed emulsionanti. In questa
categoria rientrano inoltre gli agenti antischiumogeni o schiumogeni,
gelificanti, umidificanti, lievitanti, addensanti e lubrificanti, e i gas di
imballaggio. Approvando la seconda relazione, il Parlamento precisa anzitutto
che la proposta di regolamento deve assicurare un elevato livello di tutela dell'ambiente, oltre che della
salute umana e dei consumatori. I deputati ritengono infatti che quanto
ingerito diviene poi parte del ciclo naturale ed è possibile che una sostanza,
pur non comportando rischi per la salute umana, possa avere effetti negativi
per l'ambiente in un secondo momento.
La proposta di regolamento stabilisce gli elenchi comunitari degli additivi
alimentari autorizzati, le condizioni d'uso degli additivi nei prodotti
alimentari, negli additivi alimentari e negli enzimi alimentari e le norme
relative all’etichettatura degli additivi alimentari commercializzati come
tali. In particolare, un additivo alimentare può essere incluso negli elenchi
soltanto se, sulla base dei dati scientifici disponibili, il tipo d’impiego
proposto non pone problemi di sicurezza per la salute dei consumatori, il suo
impiego può essere ragionevolmente considerato una necessità tecnica che non
può essere soddisfatta con altri mezzi economicamente e tecnologicamente
praticabili, e se il suo impiego non
induce in errore i consumatori. Il Parlamento specifica che un additivo
alimentare e/o un alimento contenente tale additivo non può essere commercializzato
qualora l'impiego dell'additivo non sia conforme a quanto prescritto dal
regolamento e chiede che una tale sostanza, sulla base delle prove scientifiche
disponibili, non comporti alcun effetto ambientale negativo «in nessun momento
del suo ciclo di vita».
La proposta di regolamento stabilisce inoltre che
un additivo alimentare deve presentare vantaggi
e benefici per i consumatori e quindi contribuire a conservare la qualità
nutrizionale degli alimenti, a fornire gli ingredienti o i costituenti necessari
per la fabbricazione di alimenti destinati a consumatori con esigenze
dietetiche particolari e ad accrescere la capacità di conservazione o la
stabilità di un alimento o migliorarne le proprietà organolettiche, a
condizione di non alterare la natura, la sostanza o la qualità dell’alimento in
modo da indurre in errore i consumatori. A quest'ultimo proposito, i deputati
precisano che ciò include, ad esempio, la qualità degli ingredienti utilizzati,
la naturalezza di un prodotto e il contenuto di frutta e verdura.
Un emendamento prevede che, ad eccezione delle
informazioni e dei dati esclusivi che è opportuno mantenere confidenziali,
l'autorizzazione di un additivo alimentare deve menzionare in modo esplicito e
trasparente l'esame dei criteri descritti
e motivarne la decisione definitiva. Delle condizioni specifiche sono previste
per gli edulcoranti e i coloranti, mentre i deputati precisano che l'aggiunta
di un colorante è possibile se non sussiste il rischio che la sua presenza
«induca il consumatore a credere che l'alimento contenga ingredienti diversi da
quelli effettivamente presenti». A grande maggioranza - 426 voti favorevoli,
251 contrari e 13 astensioni - il Parlamento ha confermato l'emendamento volto
a imporre che un additivo alimentare prodotto
a partire da OGM o mediante OGM oppure derivato da OGM, sia etichettato «in
modo chiaro» e che l'etichetta riporti la menzione "prodotto derivato da
OGM" o "prodotto da OGM" accanto al nome.
In forza alla proposta di regolamento, è poi
vietato l’impiego di additivi nei prodotti
alimentari non trasformati e negli alimenti
per lattanti e per la prima infanzia, compresi gli alimenti dietetici per
scopi medici speciali, tranne che nei casi specificati nell'allegato del
regolamento. Alcuni Stati membri potranno inoltre continuare a vietare
l’impiego di determinate categorie di additivi nelle derrate alimentari
tradizionali prodotte sul loro territorio ed elencate in detto allegato. Così
per la produzione di Mortadella,
Cotechino e Zampone tradizionale, l'Italia potrà vietare il ricorso a tutti
gli additivi, tranne i conservanti, gli antiossidanti, i regolatori
dell’acidità, gli esaltatori di sapidità, gli stabilizzanti e i gas
d’imballaggio.
Un emendamento chiede che gli additivi alimentari
esistenti sul mercato alla data dell'entrata in vigore del regolamento (circa
300) ma che non siano stati esaminati e non abbiano ricevuto un parere positivo
da parte del Comitato scientifico per i prodotti alimentari o dall'Autorità
dovranno essere sottoposti a una nuova valutazione dei rischi da parte
dell’Autorità. Tale esame, precisa il Parlamento, dovrà essere effettuato sulla
base delle condizioni di autorizzazione stabilite dal regolamento e di una
valutazione del consumo e della gestione dei rischi. Questi additivi potranno
tuttavia rimanere sul mercato fino a quando l'Autorità non avrà completato la
nuova valutazione dei rischi.
Enzimi e aromi: principio di precauzione e etichettatura
degli OGM
Anche per enzimi e aromi è prevista la compilazione
- tramite la procedura uniforme - di un elenco
comunitario delle sostanze che possono essere immesse sul mercato in quanto
tali e utilizzate negli alimenti, conformemente alle specifiche e alle
condizioni d'uso fissate dai rispettivi regolamenti. La Commissione stima 300
enzimi e 2.600 sostanze aromatizzanti da inserire nell'elenco, e 100 domande di
autorizzazione l’anno per gli aromi. Gli enzimi svolgono un ruolo di crescente
importanza nella produzione di derrate alimentari e possono essere utilizzati
al posto di sostanze chimiche per migliorare la consistenza, l'aspetto, il
valore nutrizionale e l'aroma degli alimenti, nonché per agevolare taluni
processi di produzione alimentare (per esempio per aiutare il pane a
lievitare).
Un emendamento proposto sia dalla relazione sugli
enzimi alimentari (A6-0177/2007), sia da quella sugli aromi (A6-0185/2007)
precisa che la sicurezza di tali sostanze deve essere valutata anche alla luce
del principio di precauzione, oltre
che in base ai dati scientifici disponibili. Per entrambe le sostanze, inoltre,
due altri emendamenti introducono il criterio secondo cui il loro impiego deve
comportare un chiaro vantaggio per i
consumatori. Il loro uso non deve inoltre indurre in errore i consumatori
e, per gli enzimi, i deputati precisano che ciò riguarda, ad esempio, «la
natura, la freschezza, la qualità degli ingredienti utilizzati, la genuinità di
un prodotto o il carattere naturale del processo di fabbricazione, le qualità
nutrizionali del prodotto stesso o il contenuto di frutta e verdura».
I deputati subordinano poi l'utilizzo di aromi alla
«ragionevole necessità tecnologica» e chiedono poi che sia prestata attenzione
alle eventuali conseguenze negative per i gruppi vulnerabili, compresa
l'acquisizione di preferenze alimentari nei bambini. Inoltre, sia per gli
enzimi sia per gli aromi, due emendamenti impongono di segnalare sull'etichetta
se tali sostanze sono geneticamente modificate o sono state ottenute da un OGM. Inoltre, devono
essere messe a disposizione del consumatore informazioni su tutti gli enzimi
utilizzati nel processo di produzione, «se non sull'etichetta quantomeno
mediante altri canali informativi, privilegiando i punti vendita». Per il
Parlamento deve anche essere prevista la possibilità che i consumatori accedano
a tali informazioni da casa, ad esempio via Internet o hotline telefoniche.
Il regolamento sugli aromi si applica agli aromi utilizzati
o destinati a essere utilizzati nei o sui prodotti alimentari, ad eccezione
degli aromatizzanti di affumicatura, agli ingredienti alimentari con proprietà
aromatizzanti e ai prodotti alimentari contenenti aromi e/o agli ingredienti
alimentari con proprietà aromatizzanti, nonché ai materiali di base per la
preparazione di aromi e ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti. Non
si applica, invece, alle sostanze aventi esclusivamente un sapore dolce, amaro
o salato, né agli alimenti crudi o non composti. Un emendamento, peraltro,
precisa che tra questi ultimi vanno incluse le erbe e le spezie fresche,
essiccate o congelate, o le infusioni di tè o erbe in quanto tali.
Il Parlamento precisa anche che con "sostanza
aromatizzante" si intende una sostanza chimicamente definita con proprietà
aromatizzanti «ottenuta mediante appropriati processi "naturali"
oppure con sintesi chimica». Inoltre, chiede che il termine "naturale" possa essere utilizzato per un
alimento, una categoria di alimenti o una fonte di aroma vegetale o animale
solo se almeno il 95% (p/p) del componente aromatizzante - contro il 90%
proposto dalla Commissione - è stato ottenuto dal materiale di base a cui fa
riferimento. Il Parlamento, infine, sopprime la tabella proposta dalla
Commissione riguardo ai tenori massimi di aromi negli alimenti composti.
Preferisce infatti prevedere la possibilità di fissare tali tenori solo qualora
esista una giustificata preoccupazione scientifica quanto a eventuali problemi
per la salute dei consumatori.
SANITÀ PUBBLICA
PARTE NEL 2008 IL PROGRAMMA UE SULLA SALUTE
Doc. A6-0184/2007
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce un secondo programma d'azione comunitaria in materia
di salute (2007-2013)
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
9.7.2007 - Votazione: 10.7.2007
Il Parlamento ha approvato il compromesso raggiunto col Consiglio riguardo
al secondo programma d'azione comunitaria in materia di salute. Nel corso dei
negoziati i deputati hanno accettato la dotazione finanziaria proposta dal Consiglio
per consentire l'avvio del programma il 1° gennaio 2008.
Inizialmente il programma era previsto per il
periodo 2007-2013. In prima lettura, il Parlamento proponeva una dotazione
finanziaria di 1,5 miliardi ma, tenuto conto delle prospettive finanziarie
adottate nel 2005, l'aveva poi ridotta a 365,6 milioni di euro. Nel quadro del
compromesso raggiunto con il Consiglio il Parlamento ha accettato quest'ultimo
importo. Tuttavia, visto che il programma sarà avviato il 1° gennaio 2008 e che
parte della dotazione è già stata utilizzata quest'anno nel quadro del primo
programma, la dotazione finale sarà ridotta di conseguenza (321,5 milioni di
euro). D'altro canto, le due istituzioni hanno anche siglato una dichiarazione
con la quale si impegnano, ogni anno, a trovare dei mezzi finanziari
supplementari.
A prescindere dalla questione finanziaria, il testo
include diverse richieste avanzate dai deputati. Così, tra gli obiettivi del
programma, sono inclusi la riduzione delle disparità sanitarie e la cooperazione
transfrontaliera in materia di trattamento e mobilità dei pazienti. Su proposta
dei deputati, inoltre, il testo fa riferimento alla medicina complementare e
alternativa e alla prevenzione, la diagnosi e la sorveglianza delle grandi
malattie, incluso il cancro.
L'azione europea in materia di salute
Il sistema sanitario resta di competenza degli
Stati membri ma, in alcuni campi, l'azione comunitaria è giustificata. E' per
esempio il caso delle epidemie, dell'esposizione ai prodotti chimici, della
prevenzione degli incidenti sul lavoro. In queste situazioni, delle norme
europee consentono di risolvere meglio i problemi grazie alla cooperazione tra
le autorità nazionali, alla promozione delle migliori pratiche e allo scambio
di dati, nonché alla promozione di stili di vita sani.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc.
B6-0277/2007 - Risoluzione sulle iniziative per contrastare le malattie cardiovascolari
Il Parlamento, invitando la Commissione a presentare una
raccomandazione sulle malattie cardiovascolari, chiede di promuovere la
prevenzione e programmi di educazione pubblica. Sollecita anche un costante
sostegno finanziario alla ricerca, sfruttando anche le possibilità esistenti, e
auspica la creazione di una banca dati europea per il monitoraggio delle
malattie cardiovascolari.
RELAZIONI ESTERNE
MEDIO ORIENTE: FORZA DI PACE E CONFERENZA
INTERNAZIONALE
Docc. B6-0268, 0270, 0272, 0273, 0274, 0275/2007
Risoluzione comune sulla situazione in Medio Oriente
Procedura: Risoluzione comune
- Dibattito: 11.7.2007 - Votazione: 12.7.2007
Preoccupato per la crisi in Medio Oriente, il Parlamento ipotizza l'impiego
di una forza internazionale sotto egida ONU e appoggia l'organizzazione di una
conferenza internazionale di pace. Nel condannare la prese di potere di Hamas a
Gaza, sostiene il Presidente Abbas e chiede a Israele di fermare le operazioni
militari e liberare i detenuti palestinesi. Sostenendo la forza UNIFIL in
Libano, chiede poi di trovare una soluzione equa e globale al problema dei profughi
palestinesi.
Con una risoluzione comune
sostenuta da tutti i gruppi politici eccetto IND/DEM e ITS, il Parlamento
europeo esprime anzitutto la sua profonda preoccupazione per le possibili gravi
conseguenze dell'attuale crisi in Medio Oriente, «compresi ulteriori attacchi
militari e terroristici, e una crescente radicalizzazione, che compromette la
fragile situazione politica nella regione». I deputati, in proposito,
considerano la dimensione e l'approccio regionale «il fondamento di tutti gli
sforzi volti a trovare una soluzione pacifica durevole nel Medio Oriente» e
ricordano che «né pregiudiziali, né unilateralismo sono d'aiuto in tale
contesto». Ritengono peraltro che il ruolo e il dialogo con la Siria sia uno
dei fattori chiave.
Nel ricordare «il prezioso
contributo» dell'iniziativa di pace araba, il Parlamento invita il governo
israeliano a riconoscere l'opportunità che detta iniziativa rappresenta e
chiede maggiore cooperazione tra il Quartetto e il Gruppo di contatto della
Lega araba. Ritiene inoltre che si possa valutare la possibilità di impiegare
una forza internazionale civile,
militare e di polizia, sotto l'egida dell'ONU, basata su un piano di pace
concordato, le cui parti comprendano israeliani e palestinesi. Esortando il
Consiglio a garantire che l'Unione europea faccia sentire la propria voce nel
quadro del Quartetto per rilanciare il processo di pace nel Medio Oriente,
afferma poi che l'organizzazione di una conferenza
internazionale di pace per il Medio Oriente dovrebbe diventare una
prospettiva concreta.
Processo di pace israelo-palestinese
Estremamente preoccupato
dinanzi agli ultimi avvenimenti che hanno interessato la Striscia di Gaza,
«condanna la presa di controllo militare della Striscia di Gaza da parte di
Hamas» e chiede la ripresa del dialogo
politico interno tra i palestinesi, «in uno spirito di riconciliazione e di
unità nazionale», al fine di impedire la divisione geografica e politica della
Cisgiordania e di Gaza. Nell'esprimere poi «comprensione e sostegno» per le
decisioni straordinarie prese dal Presidente Abbas, sottolinea che l'appoggio
della comunità internazionale al Presidente Abbas «deve essere accompagnato da
un piano politico concreto e realistico che porti ad un accordo su uno status
permanente».
Per i deputati, l'attuale
crisi non deve essere una scusa per compromettere la prospettiva di pace «che potrebbe offrire una nuova piattaforma per
il rilancio di un chiaro programma inteso a raggiungere un accordo globale tra
Israele e l'Autorità palestinese, basato sull'esistenza di due Stati sovrani
democratici e vitali, che vivano pacificamente l'uno accanto all'altro,
all'interno di frontiere sicure e riconosciute a livello internazionale,
conformemente alle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU».
Il Parlamento accoglie
positivamente la decisione del Consiglio di riprendere immediatamente le
normali relazioni con l'Autorità palestinese e di prevedere, a tal fine, le
condizioni per un'assistenza finanziaria
e pratica d'urgenza, tra cui un sostegno finanziario diretto al nuovo governo,
nonché di assicurare la fornitura di aiuti d'urgenza e umanitari alla
popolazione di Gaza. Si compiace inoltre della decisione del governo israeliano
di riprendere a trasferire parzialmente le entrate fiscali e doganali bloccate
e chiede «il trasferimento completo e regolare di tali entrate».
Nel condannare i molteplici
attacchi con missili Qassam lanciati indiscriminatamente dalla Striscia di Gaza
contro il territorio israeliano e invitando il governo palestinese a porre fine
a tali attacchi rivolti contro civili,
i deputati chiedono la liberazione del caporale israeliano Gilad Shalit e si
compiacciono della liberazione del giornalista della BBC Alan Johnston. Il
Parlamento condanna anche l'ultimo intervento dell'esercito israeliano
chiedendo a Israele «di porre immediatamente termine a tutte le operazioni
militari rivolte contro il popolo palestinese». Compiacendosi della decisione
del governo israeliano di liberare 250 detenuti
palestinesi, il Parlamento chiede il rilascio di migliaia di palestinesi
tuttora detenuti, compresi, in particolare i minorenni, e gli ex ministri,
legislatori e sindaci palestinesi incarcerati.
Al governo israeliano è poi
chiesto di togliere i blocchi stradali predisposti dal settembre 2000 e di
porre termine all'espansione degli insediamenti nella Cisgiordania e a
Gerusalemme Est, nonché alla costruzione del muro oltre i confini del 1967.
Inoltre, l'Unione europea, Israele e l'Egitto dovrebbero prendere tutte le
misure immediate, necessarie per la riapertura del valico di Rafah e agevolare la circolazione delle persone e delle
merci tra Gaza e Israele.
Libano
Per quanto riguarda il Libano,
nell'accogliere positivamente l'istituzione di un tribunale internazionale per giudicare i responsabili dell'assassinio
dell'ex Primo Ministro Rafic Hariri e di altri assassinii a sfondo politico in
Libano, il Parlamento chiede al Consiglio e alla Commissione di predisporre
tutti i mezzi necessari per consentire a questo tribunale di operare con
efficacia ed espletare il proprio mandato. Sollecita inoltre tutte le parti libanesi ad appoggiare detto
tribunale e la Siria a collaborare pienamente alla sua attività.
Nel condannare duramente
l'attacco terroristico subito dal contingente spagnolo dell'UNIFIL in cui sono
stati uccisi 6 soldati, il Parlamento chiede alle autorità libanesi di fare
quanto in loro potere per avviare indagini rapide e accurate onde assicurare i
responsabili alla giustizia. In proposito, sottolinea che la stabilità politica
in Libano «non può essere costruita né sulla violenza, né sugli influssi
esterni» e chiede quindi il rilancio del dialogo per l'unità nazionale «al fine
di eliminare le divergenze ed evitare un vuoto di governo nel periodo
precedente le elezioni presidenziali previste per l'autunno di quest'anno». In
tale contesto, ribadisce peraltro «l'importante ruolo dell'UNIFIL».
Il Parlamento, infine,
sollecita il governo libanese a compiere ogni sforzo possibile per porre fine a
tutte le forme di discriminazione nei confronti dei profughi palestinesi e accoglie positivamente la rapida reazione
della Commissione, che ha deciso di stanziare 370.000 euro per il sostegno
umanitario quale contributo alla copertura delle loro necessità vitali.
Sottolinea che questa situazione di emergenza «non fa che ribadire la necessità
di trovare una soluzione equa e globale al problema dei profughi palestinesi».
SOSTENERE LA PROSPETTIVA EUROPEA
DELL'UCRAINA
Doc. A6-0217/2007
Relazione recante una proposta di raccomandazione del Parlamento europeo
destinata al Consiglio su un mandato negoziale per un nuovo accordo rafforzato
tra la Comunità europea e i suoi Stati membri da un lato e l'Ucraina dall'altro
Procedura: Iniziativa -
Dibattito: 12.7.2007 - Votazione: 12.7.2007
Compiacendosi dell'apertura dei negoziati per un nuovo accordo di
partenariato, il Parlamento sottolinea che questo potrebbe preparare l'Ucraina
a aderire all'UE. Ma prima sono comunque necessarie delle riforme tese a
stabilizzare il quadro istituzionale ed economico del Paese e a garantire il
rispetto dei diritti umani. Nel frattempo, propone l'istituzione di una zona di
libero scambio, il rafforzamento della cooperazione in campo energetico e la
costituzione di una comunità UE-Mar Nero.
Approvando la relazione, il
Parlamento si compiace anzitutto per la decisione del Consiglio di aprire i
negoziati su un nuovo accordo volto ad approfondire la cooperazione politica e
a conseguire la graduale integrazione economica dell'Ucraina nel mercato
interno dell'UE. Tuttavia, ritiene che prima che i negoziati siano conclusi e
sia stata stabilita una nuova e stretta relazione tra l'UE e l'Ucraina, debba
essere risolta pacificamente l'attuale crisi, ripristinato il quadro
regolamentare e operativo e garantito lo Stato di diritto.
D'altra parte, il Parlamento
sottolinea che i negoziati dovrebbero condurre alla conclusione di un Accordo
di associazione che contribuisca in modo efficiente e credibile a offrire una
prospettiva europea all'Ucraina e avvii il relativo processo, compresa la possibilità di adesione. Ritiene, però
che la rapidità e la profondità di questo processo europeo debbano essere
strettamente legate alla capacità di attuare riforme in Ucraina e nell'Unione
europea. Pertanto sollecita «un'energica attuazione delle riforme» ed esorta
poi i leader ucraini a rimanere fedeli al loro impegno a favore dei principi di
libertà, democrazia, Stato di diritto e rispetto
dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Occorre inoltre
intensificare la lotta contro la corruzione e continuare la riforma del
servizio civile sulla base degli standard europei, «al fine di promuovere la
trasparenza e rafforzare la responsabilità degli organi dell'amministrazione
statale».
Nel chiedere un aumento
dell'assistenza finanziaria dell'Unione europea a favore dell'Ucraina, i
deputati sottolineano l'importanza di una cooperazione multilaterale nella
regione del Mar Nero e sollecitano la costituzione
di una comunità UE-Mar Nero, «al fine di instaurare un vicinato più
stabile, sicuro e democratico». In proposito, pongono in luce il ruolo
fondamentale che l'Ucraina dovrebbe svolgere nell'ambito di siffatte
iniziative, soprattutto nei settori della cooperazione economica, della
sicurezza energetica, della migrazione e dell'ambiente.
Il Parlamento sottopone in
seguito una serie di dettagliate raccomandazioni al Consiglio che dovrebbero
poi essere prese in considerazione dalla Commissione nella fase del negoziato.
Esse riguardano l'assetto istituzionale dell'Ucraina, il rispetto dei diritti umani, della parità di genere e il ripudio
della discriminazione, la lotta alla corruzione, l'indipendenza del potere
giudiziario e la riforma amministrativa.
Ma anche l'approfondimento del
dialogo politico, il sostegno alla libertà d'impresa e il consolidamento
dell'economia di mercato, così come il ravvicinamento della legislazione verso
l'acquis comunitario al fine di migliorare il suo clima di investimenti. I
deputati propongono, inoltre, di definire un piano concreto per la graduale
istituzione di una vasta area di libero
scambio, fondata su una base normativa comune e destinata a coprire quasi
tutti gli scambi commerciali in beni, servizi e capitali tra l'Unione europea e
l'Ucraina, includendo quanto più possibile i prodotti agricoli.
Raccomandano, inoltre, di
tenere pienamente conto del ruolo critico dell'Ucraina nel garantire la sicurezza energetica dell'UE. A loro
parere, occorre quindi appoggiare una rapida integrazione dell'Ucraina nella
comunità energetica europea e sollecitare l'accelerazione della procedura per
la valutazione e la sicurezza nucleare di tutti gli impianti nucleari operativi
in Ucraina.
E' anche necessario potenziare
il suo ruolo strategico come paese di transito per la fornitura di petrolio e
gas nell'UE, ad esempio favorendo l'inversione del gasdotto Odessa-Brody e la
sua estensione nell'UE, e sottolineare la necessità di coinvolgere l'Ucraina
nello sviluppo del progetto del gasdotto, completare il corridoio energetico
Mar Caspio-Mar Nero-UE e collegare la rete per l'elettricità dell'Ucraina alla
rete UCTE.
Il Parlamento ritiene infine
che occorra rafforzare il potenziale dell'Ucraina come partner fondamentale
nella gestione dei flussi migratori
e delle frontiere, prevedere ulteriori provvedimenti congiunti nella lotta alla
criminalità organizzata e garantire una effettiva applicazione delle
agevolazioni per il rilascio dei visti e gli accordi di riammissione, con
l'obiettivo di introdurre un regime di viaggio senza necessità di visto.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
- Docc. B6-0279, 0282, 0283, 0284, 0286, 0289/2007 - Risoluzione comune sul Pakistan
Il Parlamento chiede elezioni libere e democratiche entro
fine anno e, nel sollecitare Musharraf a lasciare la testa dell'esercito, preme
affinché sia limitata l'influenza dei militari sui processi politici.
Condannando poi il ricorso alla violenza a fini politici, ammonisce il governo
pachistano dal tentativo di limitare la libertà dei media e dei giornalisti.
Preoccupato per le repressioni sulle minoranze religiose, chiede di impedire la
formazione di basi per operazioni in Afghanistan.
INDUSTRIA
FUSIONI E
SCISSIONI PIÙ AGEVOLI PER LE SOCIETÀ PER AZIONI
Doc. A6-0252/2007
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio che modifica la direttiva 78/855/CEE del Consiglio relativa alle
fusioni delle società per azioni e la direttiva 82/891/CEE del Consiglio
relativa alle scissioni delle società per azioni, per quanto riguarda l’obbligo
di far elaborare ad un esperto indipendente una relazione in occasione di una
fusione o di una scissione
Procedura: Codecisione, prima lettura - Votazione:
11.7.2007
Il Parlamento concorda sulla necessità di sopprimere gli oneri
amministrativi superflui che gravano sulle imprese, dando agli azionisti la
possibilità diretta di rinunciare, se così desiderano, alla relazione scritta
di esperti sul progetto di fusione o di scissione. Chiede però maggiori
garanzie per i creditori e propone di posticipare di sei mesi l'applicazione
delle nuove disposizioni.
La direttiva sulle fusioni (78/855/CEE) e quella
sulle scissioni (82/891/CEE) delle società di capitali prevedono che uno o più
esperti (che agiscono in maniera indipendente, ma per conto di ciascuna delle
società di capitali coinvolte nella fusione), nominati o approvati da
un'autorità giudiziaria o amministrativa, prendano in esame il progetto di
fusione o di scissione ed elaborino una relazione scritta per gli azionisti.
La relazione deve illustrare il progetto di fusione
o di divisione e il suo fondamento giuridico ed economico, in particolare il
metodo o i metodi utilizzati per calcolare il rapporto di cambio proposto per
le azioni. In caso di fusione, la relazione è obbligatoria. La direttiva
82/891/CEE sulle scissioni prevede invece che la relazione sia obbligatoria
qualora lo Stato membro in questione non si sia avvalso dell'opzione di
consentire la non applicazione della relazione nel caso in cui tutti gli
azionisti e i titolari di altri titoli con diritto di voto delle società
coinvolte nella divisione abbiano dato il loro assenso.
Approvando la relazione, il Parlamento accoglie con
favore la proposta della Commissione di sopprimere questi oneri amministrativi
superflui, ma chiede di precisare che qualunque modifica delle direttive che
consente agli azionisti di concordare la rinuncia dell'esame di un esperto «non
dovrebbe pregiudicare i sistemi di protezione degli interessi dei creditori
delle società interessate, che gli Stati membri devono stabilire conformemente
a tali direttive, né qualsiasi disposizione intesa a garantire la fornitura di
informazioni ai dipendenti delle società interessate». Un altro emendamento
posticipa dal 31 luglio 2008 al 31 dicembre dello stesso anno la data entro la
quale gli Stati membri devono applicare queste nuove disposizioni.
Secondo la relatrice, il costo di tali relazioni si
stima in circa 3.500 euro per fusione o scissione, sulla base delle cifre
contenute nella stima danese. A suo parere inoltre, quando si tratta di PMI con
un numero limitato di azionisti coinvolti nella gestione, la relazione non
fornisce informazioni aggiuntive.
CONTROLLO BILANCI
IL MULTILINGUISMO COSTA SOLO L’1% DEL BILANCIO UE
Doc. A6-0215/2007
Relazione sulla relazione speciale n. 9/2006 della Corte dei conti europea
sulle spese per la traduzione sostenute dalla Commissione, dal Parlamento e dal
Consiglio
Procedura: Iniziativa - Votazione:
10.7.2007
Ponendo in luce l’importanza del multilinguismo per
garantire un trattamento paritario dei cittadini, l’esercizio del controllo
democratico e la trasparenza delle istituzioni, il Parlamento osserva che il
costo per traduzioni e interpretazioni incide soltanto per l’1% sul bilancio
totale dell’Unione. Evidenziando quanto già realizzato per ridurre tali spese,
avanza ulteriori proposte per risparmiare e, al contempo, sollecita un
miglioramento delle traduzioni, in particolare delle nuove lingue UE.
In risposta alla relazione speciale della Corte dei
conti europea sulle spese per la traduzione sostenute dalla Commissione, dal
Parlamento e dal Consiglio, la relazione afferma anzitutto che il
multilinguismo è un elemento chiave dell'UE, «che mette in evidenza la
diversità culturale e linguistica e assicura un trattamento paritario dei
cittadini europei». I deputati sono del parere inoltre che esso «garantisca il
diritto dei cittadini di comunicare con le istituzioni dell'UE in tutte le
lingue ufficiali, consentendo loro di esercitare il proprio diritto di
controllo democratico». Al contempo, rilevano che i servizi linguistici
«consentono alle istituzioni comunitarie di restare aperte e trasparenti per i
cittadini d'Europa».
Per i deputati, il concetto di "multilinguismo
integrale controllato", sancito dal codice di condotta del Parlamento,
rappresenta «il solo mezzo per contenere le spese entro limiti finanziari
accettabili, rispettando al contempo l'uguaglianza dei deputati e dei
cittadini». D’altra parte, deplorano il fatto che un numero sempre maggiore di
documenti o comunicazioni, in particolare gli emendamenti di compromesso al
momento della loro votazione in commissione o, ad esempio, gli allegati alle
relazioni, siano presentati in un'unica lingua.
Costo del multilinguismo
Il Parlamento sottolinea che il costo complessivo
di tutti i servizi linguistici delle istituzioni dell'UE (di traduzione e
interpretazione) «rappresenta soltanto l'1% del bilancio totale dell'UE».
Rileva, peraltro che, nel 2005, il volume delle traduzioni è ammontato a
1.324.000 pagine alla Commissione (1.450 traduttori), a 1.080.000 al Parlamento
(550 traduttori) e a 475.000 pagine al Consiglio (660 traduttori).
I deputati si dicono tuttavia sorpresi che le
istituzioni non abbiano, ad oggi, calcolato né i costi complessivi della
traduzione (comprensivi dei costi riferiti a traduttori, segretari, dirigenti,
personale di servizio, planning, costi immobiliari, informatici e i costi
connessi alla gestione delle risorse umane), né i costi per pagina. Invitano
quindi le tre istituzioni a fissare parametri chiari e comparabili per i costi,
al fine di determinare sia il costo totale della traduzione, sia il prezzo per
pagina. Sottolineano peraltro che gli importi ottenuti «andrebbero usati non
soltanto a fini di bilancio, ma anche per sensibilizzare gli utenti sulla
questione del costo».
D’altra parte, rilevano che la Corte dei conti
europea ha stimato che il costo complessivo per la traduzione nel 2005 era pari
a 257 milioni per la Commissione, 128 milioni di euro per il Parlamento e 126
milioni per il Consiglio. Lo stesso anno i costi medi per pagina sono
ammontati a 194 euro per la Commissione, 119 euro per il Parlamento e 276 euro
per il Consiglio. Al riguardo, i deputati accolgono con favore il fatto che il
Parlamento, nonostante l’allargamento, sia riuscito a ridurre i costi di
traduzione per pagina rispetto al 2003 (149,7 euro).
Il Parlamento conviene poi sul principio di
pubblicare il resoconto integrale delle discussioni in plenaria come
documento multilingue (pubblicato soltanto nella lingua originale
dell'oratore), fermo restando che le versioni delle discussioni su supporto
video, insieme all'interpretazione in diretta in tutte le lingue ufficiali,
saranno messe a disposizione del pubblico gratuitamente e che, comunque, farà
fede soltanto il testo originale. D’altra parte, sottolinea che i deputati
dovrebbero poter avere accesso, con la possibilità di telescaricarli e in modo
immediato, agli estratti delle discussioni tradotte nella loro lingua e che
occorra tenere un archivio digitale e consultabile.
Idee per risparmiare
Il Parlamento abbozza taluni suggerimenti in merito
a misure che potrebbero portare a risparmi. Ad esempio, raccomanda un maggiore
ricorso a documenti di lunghezza limitata e a riassunti scritti, incoraggia le
commissioni e le delegazioni parlamentari a fornire, ove possibile, testi
soltanto nelle lingue dei membri della commissione o della delegazione e dei
loro sostituti, mentre le ulteriori versioni linguistiche andrebbero fornite su
richiesta.
Per una migliore efficienza del processo di
traduzione, la relazione invita il Parlamento, il Consiglio e la Commissione ad
utilizzare in maniera efficiente ed efficace le risorse interne ed esterne,
quali le banche dati, le traduzioni informatizzate, il telelavoro e
l'esternalizzazione. Accoglie inoltre con favore il miglioramento della
cooperazione interistituzionale tra i servizi di traduzione delle varie
istituzioni, in particolare la creazione di una banca dati terminologica
comune, lo sviluppo di memorie di traduzione comuni e la condivisione delle
risorse grazie al regime di equilibrio del carico di lavoro
(workload-balancing).
Qualità delle traduzioni: migliorare
quella delle nuove lingue
I deputati sono del parere che le istituzioni
debbano prendere le misure necessarie per garantire un elevato livello
qualitativo delle traduzioni e, pertanto, invitano il Consiglio,
l'amministrazione del Parlamento e la Commissione a riferire sulle misure
intraprese per monitorare e migliorare la qualità delle traduzioni. Si dicono
peraltro preoccupati per la qualità generalmente meno elevata delle traduzioni
nelle lingue dei nuovi Stati membri rispetto ai vecchi e chiedono di analizzare
l'insuccesso nell'assunzione del personale necessario dai paesi UE-10.
Background
Nel 2006 erano ventuno le lingue con lo status di
lingue ufficiali e di lavoro delle istituzioni europee. Ogni istituzione dell'UE
dispone del proprio servizio di traduzione. Le istituzioni che, in
considerazione delle loro attività, devono fornire il maggior volume di
traduzioni sono la Commissione, il Parlamento e il Consiglio (circa il 70%).
Nel 2007, con l'adesione di Bulgaria e Romania, le lingue ufficiali sono salite
a ventitre.
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
- Doc. A6-0264/2007 - Relazione sulla
relazione annuale 2007 sulla zona euro
- Doc. A6-0266/2007 - Relazione sul
rapporto annuale della BCE per il 2006
Il Parlamento chiede che l'espansione economica sia utilizzata per ridurre
il debito e, chiedendo un'esecuzione rigorosa del Patto di stabilità, sollecita
una maggiore integrazione dei mercati europei. Rivolge poi un invito a moderare
i premi dati ai top manager. Mettendo in guardia dall'impatto sulla crescita
degli aumenti dei tassi d'interesse, sollecita investimenti e crescita dei
salari. Preoccupato per il cambio dell'euro, chiede anche di monitorare il
mercato immobiliare e gli hedge funds.
-
Doc.
A6-0148/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della
direttiva 92/84/CEE relativa al ravvicinamento delle aliquote di accisa
sull'alcole e sulle bevande alcoliche
Seguendo le indicazioni della relatrice, il Parlamento ha
respinto tutti gli emendamenti avanzati dalla commissione economica che
proponevano l'aumento del 4,5% delle aliquote minime d'accisa per birra e
alcolici, contro il 31% proposto dalla Commissione. Con il voto finale ha poi
respinto la proposta della Commissione nella sua totalità, chiedendole di
ritirarla.
ENERGIA
-
Doc.
A6-0249/2007 - Relazione sulle prospettive del mercato interno del gas e dell'elettricità
Il Parlamento chiede agli Stati membri la rapida
attuazione delle norme UE sulla liberalizzazione dei mercati di elettricità e
gas e di non promuovere i campioni nazionali. Ritenendo poi che la proprietà
pubblica riduce il gioco della concorrenza in tali mercati e la trasparenza per
i potenziali investitori, sollecita la separazione della trasmissione e
l'aumento degli investimenti sulle infrastrutture, nonché l'eliminazione delle
tariffe regolamentate e degli aiuti alle fonti non rinnovabili. Occorre poi
istituire una Carta dell'utente dell'energia e garantire maggiore trasparenza
ai consumatori. Per i deputati, è anche necessario un livello di
interconnessione del 10% negli Stati membri, diversificare gli itinerari delle
reti del gas e gestire solidalmente lo stoccaggio. Infine devono essere
aumentate le competenze delle autorità di regolamentazione nazionali.
AMBIENTE
-
Doc. A6-0218/2007 - Raccomandazione per la seconda lettura
relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva
76/769/CEE del Consiglio per quanto riguarda le restrizioni alla
commercializzazione di alcune apparecchiature di misura contenenti mercurio
Il Parlamento ha approvato una direttiva che vieta, a
partire dal 2009, la produzione di termometri e altri apparecchi di misurazione
destinati alla vendita al grande pubblico (manometri, barometri e
sfigmomanometri) che contengono mercurio. Gli apparecchi d'antiquariato, con
più di 50 anni, potranno però continuare ad essere venduti e quelli già in uso
continuare a circolare. Il divieto intende impedire al mercurio di entrare nel
flusso dei rifiuti evitando così l'inquinamento dell'ambiente.
COMMERCIO ESTERO/INTERNAZIONALE
-
Doc.
B6-0288/2007 - Risoluzione sull'Accordo TRIPS e l'accesso ai farmaci
Il Parlamento chiede all'Unione europea di promuovere il
trasferimento di tecnologie e la ricerca, e finanziare la produzione di
prodotti farmaceutici nei Paesi in Via di Sviluppo. Occorre anche sostenere il
ricorso alle flessibilità contemplate dall'accordo TRIPS e lasciare liberi gli
Stati membri di utilizzare tutte le deroghe previste. Esorta poi le imprese
farmaceutiche a ricercare soluzioni tariffarie alternative e sottolinea che la
contraffazione va combattuta con misure penali.
GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI
-
Docc.
B6-0278, 0280, 0281, 0285/2007 - Risoluzione comune sull'accordo PNR con gli Stati Uniti
Rammaricandosi di non essere stato coinvolto nella
definizione dell'accordo PNR con gli USA, il Parlamento lamenta l'insufficiente
chiarezza delle disposizioni che lasciano un ampio margine di manovra alle
autorità statunitensi. Particolare preoccupazione è espressa sul trattamento
dei dati sensibili (razza, opinioni politiche, religione, ecc.) e sulla
vaghezza circa i soggetti che hanno accesso al sistema. Chiede infine alla
Commissione di chiarire l'ipotizzato sistema PNR europeo.
IMMUNITÀ E STATUTO DEI DEPUTATI
-
Doc.
A6-0251/2007 - Relazione sulla richiesta di consultazione sui privilegi e le immunità di
Alessandra Mussolini
Il Parlamento ha deciso di difendere l'immunità di
Alessandra Mussolini nell'ambito di una causa per diffamazione avviata da
Giuseppe Pisanu dinanzi al tribunale di Roma. A suo parere, sono interamente
coperte dall'immunità parlamentare le dichiarazioni dell'eurodeputata secondo
cui l'allora Ministro degli interni aveva ordito un complotto, assieme a
Francesco Storace, per portare all'esclusione della lista Alternativa sociale
dalle elezioni regionali del 2005.
DALLE
ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE
RELAZIONI ESTERNE
·
Conferenza
ministeriale FEMIP (http://consilium.europa.eu)
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Servizi
fianziari (http://consilium.europa.eu)
MERCATO INTERNO
·
Canoni
sui marchi comunitari (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/intm/94
521.pdf)
·
Libera
circolazione delle merci (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/intm/9
4521)
·
Protezione
dei dati (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/jha/94634.pdf)
POLITICA REGIONALE
·
Carta
di Lipsia ed agenda territoriale dell'UE (http://consilium.europa.eu)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Ambiente
privo di supporti cartacei per le dogane e il commercio (http://consilium.europa.eu)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Iniziative
per una futura politica marittima dell'UE (http://consilium.europa.eu)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Il
benessere degli animali (http://consilium.europa.eu)
·
Credito
al consumo (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/intm/94163.pdf)
·
Strategia
2007-2013 per la politica dei consumatori (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/doc
s/pressData/en/lsa/94394.pdf)
TRASPORTI
·
Reti
transeuropee (GUUE C 103 dell'8/5/2007
·
Doppio
scafo per le navi (GUUE L 113 del
30/4/2007)
·
Accordo
aereo UE-USA (GUUE L 134 del 25/5/2007)
DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
POLITICA SOCIALE
·
Modernizzare
il diritto del lavoro (http://eesc.europa.eu)
MERCATO INTERNO
·
Mercato
interno dei servizi (http://eesc.europa.eu)
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Previsioni
economiche di primavera per il 2007-2008 (http://ec.europa.eu/economy_finance/publicatio
ns/european_economy/forecasts_en.htm)
POLITICA SOCIALE
·
Occupazione
di cittadini di paesi terzi in posizione irregolare: sanzioni (COM 2007/249)
·
"Promuovere
la solidarietà tra le generazioni (COM
2007/244)
CULTURA
·
Strategia
europea della cultura (http://ec.europa.eu/culture/eac/index_en.html)
AMBIENTE
·
Quote
di emissione (CO2): Italia 2008-2012 (http://ec.europa.eu/environment/climat/emision.htm)
·
Acque
di balneazione (http://ec.europa.eu/water/water-bathing/index_en.html)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
Studio
sulla diffusione dei servizi di telecomunicazioni (http://ec.europa.eu/information_society/polic
y/ecomm/info_centre/documentation/studies_ext_consult/index_en.htm#2007)
·
Spettro
radioelettrico (http://ec.europa.eu)
POLITICA REGIONALE
·
Sviluppo
urbano (http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/guides/urban/index_en.htm)
·
Quarta
relazione sulla coesione economica e sociale (http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/doco
ffic/official/reports/cohesion4/index_en.htm
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Fiscalità:
nuovo strumento on-line (http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/gen_info/info_docs/t
ax_inventory/index_fr.htm)
·
Tassazione
delle società: base imponibile consolidata (http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/c
ompany_tax/common_tax_base/index_fr.htm)
·
Merci
contraffatte alle frontiere esterne dell'UE (http://ec.europa.eu/taxation_customs/customs/custo
ms_controls/counterfeit_piracy/statistics/index_en.htm)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Nuove
regole per la raccolta di dati statistici sul turismo (http://ec.europa.eu)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Nutrizione:
Libro bianco (http://ec.europa.eu/dgs/health_consumer/index_en.htm)
·
Derrate
alimentari più sicure (http://ec.europa.eu/food/training/ann-report2006_en.htm)
TRASPORTI
·
Galileo (http://ec.europa.eu/dgs/energy_transport/galileo/index_fr.htm)
·
Cabotaggio (http://ec.europa.eu/transport/road/legislation/index_en.htm)
VARIE
·
Lotta
contro la cibercriminalità (http://ec.europa.eu/commission_barroso/frattini/index_en.htm)
·
Comunicazioni
in materia di immigrazione (COM 2007/248, 249)
·
Programma
Europa per i cittadini (http://ec.europa.eu/citizenship/index_en.html)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"Il
Tribunale respinge il ricorso della Budejovický nei procedimenti che la oppongono
alla Anheuser-Busch riguardanti la registrazione di marchi denominativi
comunitari «Budweiser» e «Bud»"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nelle Cause riunite da T-53/04
a T-56/04, T-58/04 e T-59/04, nele Cause riunite T-57/04 e T-71/04 e nelle cause riunite da T-60/04 a T-64/04
La Budejovický Budvar non ha dimostrato che le denominazioni d'origine
«Budweiser» e «Bud», registrate ai sensi dell'Accordo di Lisbona, con efficacia
particolare in Francia, le consentivano di opporsi alle domande di registrazione
di marchi comunitari depositate dalla Anheuser-Busch per prodotti diversi dalla
birra.
·
"La
Corte respinge il ricorso della Commissione contro la clausola «per quanto
ragionevolmente praticabile» contenuta nella legislazione britannica in tema di
salute e sicurezza dei lavoratori.
Sentenza della Corte nella
Causa C-127/05
La Commissione nno ha dimostrato adeguatamente che la detta clausola
limita, in violazione delle disposizioni della direttiva sulla sicurezza e la
salute dei lavoratori, la responsabilità dei datori di lavoro e l'obbligo a cui
sono tenuti di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori.
·
"L'imposizione
agli avvocati degli obblighi di informazione e di collaborazione con le
autorità responsabili della lotta contro il riciclaggio di capitali quando essi
partecipano a talune transizioni di natura finanziaria non collegate ad un
procedimento giudiziario non viola il diritto a un equo processo"
Sentenza della Corte nella
Causa C-305/05
Tali obblighi sono giustificati dalla necessità di lottare efficacemente
contro il riciclaggio.
·
"L'assegnazione
da parte dello Stato di licenze di telecomunicazione mobile 3G mediante asta
non costituisce attività economica"
Sentenza della Corte nelle
Cause C-284/04 e C-369/04
Pertanto tale attività non rientra nell'ambito di applicazione della sesta
direttiva IVA.
·
"Il
Tribunale annulla la direttiva che autorizza il paraquat come sostanza attiva
fitosanitaria"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nella Causa T-229/04
La gestione della pratica da parte della Commissione non rispetta i
requisiti procedurali in vigore e la direttiva viola l'obbligo di tutela della
salute umana e degli animali.
·
"Il
danno subito da Schneider a causa dell'illegittimo divieto di fusione con
Legrand deve essere parzialmente risarcito"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nella Causa T-351/03
La lesione grave e manifesta dei diritti della difesa di Schneider da parte
della Commissione configura una violazione del diritto comunitario
sufficientemente qualificata da far sorgere il diritto a risarcimento.
Per ulteriori
informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 -
Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352)
43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm
DALLA
GAZZETTA UFFICIALE
RELAZIONI ESTERNE
·
Decisione n. 1/2007
del Consiglio dei ministri ACP-CE, del 25 maggio 2007, che riattribuisce parte
della riserva della dotazione del nono Fondo europeo di sviluppo (FES) per lo
sviluppo a lungo termine all’assegnazione per la cooperazione intra-ACP
nell’ambito della dotazione del nono FES per la cooperazione e l’integrazione
regionale (GUUE L 175/2007)
AFFARI ECONOMICI E
FINANZIARI
·
Decisione dell'Autorità
di vigilanza dell'EFTA n. 365/06/COL, del 29 novembre 2006, che modifica per la
sessantesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato (GUUE L
166/2007)
POLITICA SOCIALE
·
Relazione della Commissione sulla direttiva 2001/23/CE del
Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori
in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di
stabilimenti [SEC(2007)
812] COM(2007) 334 definitivo
·
Decisione del
Consiglio, del 7 giugno 2007, che autorizza gli Stati membri a ratificare,
nell’interesse della Comunità europea, la convenzione sul lavoro marittimo
del 2006 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (GUUE L
161/2007)
·
Decisione del
Consiglio, del 25 giugno 2007, che istituisce il Fondo europeo per l’integrazione
di cittadini di paesi terzi per il periodo 2007-2013 nell'ambito del programma generale «Solidarietà e gestione dei flussi
migratori» (GUUE L 168/2007)
·
Decisione n. 779/2007/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2007, che istituisce per
il periodo 2007-2013 un programma specifico per prevenire e combattere la
violenza contro i bambini, i giovani e le donne e per proteggere le vittime e i gruppi a rischio (programma Daphne III)
nell’ambito del programma generale «Diritti fondamentali e giustizia» (GUUE L 173/2007)
·
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica gli
allegati del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale (presentata dalla Commissione) COM(2007) 376 definitivo
AGRICOLTURA / PESCA
·
Regolamento (CE) n. 734/2007 del Consiglio, dell'11 giugno 2007, che modifica il
regolamento (CEE) n. 1883/78 relativo alle norme generali per il finanziamento
degli interventi da parte del Fondo europeo agricolo di
orientamento e di garanzia,
sezione Garanzia (GUUE L
169/2007)
·
Proposta di regolamento del Consiglio relativo alle autorizzazioni delle
attività di pesca dei pescherecci comunitari al di fuori delle acque comunitarie
e all’accesso delle navi di paesi terzi alle acque comunitarie (presentata
dalla Commissione) COM(2007)
330 definitivo
AMBIENTE
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento
europeo e al Comitato economico e sociale europeo "Valutazione
intermedia del piano d'azione europeo per l'ambiente e la salute
2004-2010" {SEC(2007) 777} COM(2007) 314 definitivo
·
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo ai sensi
dell'articolo 251, paragrafo 2, secondo comma, del trattato CE in merito alla
posizione comune definita dal Consiglio in vista dell'adozione della direttiva
del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla qualità dell'aria
ambiente e per un'aria più pulita in Europa COM(2007) 320 definitivo
·
Regolamento (CE) n. 708/2007 del Consiglio, dell’11 giugno 2007, relativo all’impiego
in acquacoltura di specie esotiche e di specie localmente assenti (GUUE L 168/2007)
·
Libro verde della Commissione al Consiglio, al Parlamento
europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni. L'adattamento
ai cambiamenti climatici in Europa - quali possibilità di intervento per l'UE
{SEC(2007) 849} COM(2007) 354 definitivo
RICERCA E SVILUPPO
·
Decisione
della Commissione, del 14 giugno 2007, recante costituzione del gruppo ad alto
livello sulla competitività dell’industria chimica nell’Unione europea (GUUE L
156/2007)
MERCATO INTERNO
·
Decisione della
Commissione, del 21 giugno 2007, recante modifica delle decisioni 2001/689/CE,
2002/739/CE, 2002/740/CE, 2002/741/CE e 2002/747/CE al fine di prorogare la
validità dei criteri ecologici per l’assegnazione del marchio
comunitario di qualità ecologica a taluni prodotti [notificata con il numero C(2007) 3128] (GUUE L 173/2007)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela dei
consumatori per quanto riguarda alcuni aspetti della multiproprietà,
dei prodotti per le vacanze di lungo termine, della rivendita e dello scambio (presentata
dalla Commissione) {SEC(2007) 743}{SEC(2007) 744} COM(2007) 303 definitivo
·
Regolamento (CE) n. 717/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno
2007, relativo al roaming sulle reti pubbliche di telefonia mobile all'interno della Comunità e che modifica la direttiva 2002/21/CE (GUUE L 171/2007)
TRASPORTI
·
Regolamento (CE) n. 680/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2007,
che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo
finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e
dell'energia (GUUE L
162/2007)
VARIE
·
Comunicazione della Commissione - Donazione e trapianto
di organi: azioni politiche a livello UE {SEC(2007) 704} {SEC(2007) 705} COM(2007) 275 definitivo
BANDI
- INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni
bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono
consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.europa.eu
sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl
ESPERTI ASSUNZIONI
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE DI ADESIONE AL PROGETTO "DENIDIA" PER IL
TRASFERIMENTO DELLA CONOSCENZA, ATTUATO DAL "DEPARTMENT OF COMPUTER
ENGINEERING OF THE TECHNICAL UNIVERSITY OF LODZ" (POLONIA). TALE
DIPARTIMENTO E' ALLA RICERCA DI UN RICERCATORE ESPERTO (4-10 ANNI DI ESPERIENZA) NEL DESIGN E SVILUPPO DEI SENSORI PER
L'ELECTRICAL CAPACITANCE TOMOGRAPHY (ECT). LA DATA DI INIZIO E' PREVISTA
PER IL 1/10/2007
http://www.kis.p.lodz.pl/katedra/
SCADENZA:
1/9/2007
INVITO
A PRESENTARE DOMANDE DI ASSUNZIONE PER POSTO DI SPECIALISTA AVENTE UN'ESPERIENZA PLURIDISCIPLINARE NELLA
RICERCA IN IPERTROFIA CARDIACA. IL POSTO SARA' DISPONIBILE PER UN PERIODO DI
DUE ANNI (INIZIO 1/9/2007) PRESSO UN LABORATORIO DI PATOFISIOLOGIA E
SEGNALAZIONE CARDIACA DELL'INSERM (FRENCH INSTITUTE OF HEALTH AND MEDICAL
RESEARCH) DI PARIGI. IL CANDIDATO DOVRÀ
POSSEDERE UN SPECIALIZZAZIONE DI LIVELLO MASTER PREFERIBILMENTE NEL SETTORE
DELLA RICERCA CARDIOVASCOLARE.
SCADENZA:
1/9/2007
POSTO
END. DG AMMINISTRAZIONE E PERSONALE, B5. DATA INIZIO: 1/11/2007. IL CANDIDATO
SI OCCUPERA' DELL'ANALISI DELLE PROPOSTE E DELLE ATTIVITA' DI CONSULENZA PER
QUANTO RIGUARDA LA CANDIDATURA DA PARTE DEI CANDIDATI POTENZIALI. SI RICHIEDE
UN'ATTITUDINE AL LAVORO IN TEAM E DI UNA CONOSCENZA
APPROFONDITA DEL FUNZIONAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA. SI
RICHIEDE INOLTRE LA CONOSCENZA DELLA LINGUA INGLESE E FRANCESE.
http://www.esteri.it/ita/3_25_51_349.asp
SCADENZA:
24/8/2007
POSTO
END. DG SALUTE E TUTELA DEI CONSUMATORI, C2. DATA INIZIO: 01/10/2007. IL
CANDIDATO SI OCCUPERÀ DELLO SVILUPPO DI PROGRAMMI NEL SETTORE DELLA SALUTE.
PARTICOLARE ATTENZIONE SARA' PRESTATA ALL'ATTIVITÀ INFORMATIVA DI SUPPORTO AL PERSONALE SENIOR DELLA DIREZIONE,
RIGUARDANTE LE DELIBERAZIONI DELLA COMMISSIONE SUL TEMA DELLA SALUTE. SI
RICHIEDE UNA LAUREA UNIVERSITARIA IN SCIENZE SOCIALI, STATISTICA ED
UN'ESPERIENZA LAVORATIVA DI ALMENO TRE ANNI A LIVELLO A. SI RICHIEDERÀ INOLTRE
LA CONOSCENZA DELLA LINGUA INGLESE E FRANCESE.
http://www.esteri.it/ita/3_25_51_349.asp
SCADENZA:
24/8/2007
POSTO
END. DG RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO, K1. DATA INIZIO: IL PRIMA POSSIBILE. IL
CANDIDATO SI OCCUPERÀ DELLO SVILUPPO E DELL'IMPLEMENTAZIONE DI PROGRAMMI RTD
ENERGIA E POLITICHE IN CONTESTO ERA
FOCALIZZATE SUL SETTORE ECONOMICO, SOCIALE E AMBIENTALE. PARTICOLARE ATTENZIONE
SARÀ PRESTATA ALL'ATTIVITÀ D'INTEGRAZIONE DEI PROGRAMMI RTD CON LE
RISPETTIVE POLITICHE A LIVELLO COMUNITARIO E AL SUPPORTO ALLA DG SOTTO
L'ASPETTO DIRETTIVO. SI RICHIEDE UNA LAUREA UNIVERSITARIA IN GIURISPRUDENZA O
ECONOMIA ED UN'ESPERIENZA PROFESSIONALE DI ALMENO CINQUE ANNI. SI RICHIEDERÀ
INOLTRE LA CONOSCENZA DELLA LINGUA INGLESE E FRANCESE.
http://www.esteri.it/ita/3_25_51_349.asp
SCADENZA:
24/8/2007
RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO
INVITI A
PRESENTARE PROPOSTE DI PROGETTO NELL'AMBITO DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
BILATERALE
http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite
SCADENZA: 11/09/2007
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE DI PROGETTO DI COOPERAZIONE NELL'AMBITO DEL SETTORE
SANITARIO. L'INIZIATIVA RIENTRA NEL 7° PROGRAMMA QUADERO
CODICE:
FP7-HEALTH-2007-B http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite
SCADENZA: 18/09/2007
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE DI PROGETTO NELL'AMBITO DELLA RICERCA, DELLO SVILUPPO
TECNOLOGICO E DELLE DIMOSTRAZIONI ATTIVE. L'INIZIATIVA RIENTRA NEL 7° PROGRAMMA
QUADRO
CODICE:
FP7-INFRASTRUCTURES-2007-2
http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite
SCADENZA: 20/09/2007
TRASPORTI
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE DI PROGRAMMI NEL SETTORE DEI TRASPORTI RELATIVE ALLE
ATTIVITÀ DI RICERCA E DISSEMINAZIONE DI BUONE PRATICHE E AL COORDINAMENTO E ALL'ARMONIZZAZIONE DEGLI STANDARD
E DELLE PROCEDURE DELLA RETE TRANSNAZIONALE DEI TRASPORTI EUROPEI.
CODICE:
2007/C133/08
http://ec.europa.eu/dgs/energy_transport/grants/proposal_en.
SCADENZA: 31/08/2007
ALTRO
INVITO
A PRESENTARE DOMANDA PER L'EROGAZIONE DI BORSE DI STUDIO NELL'AMBITO DEL
"PROGRAMMA UNESCO/L'OREAL CO-SPONSORED FELLOWSHIP FOR YOUNG WOMEN IN LIFE
SCIENCES". LE CANDIDATE DOVRANNO ESSERE DI ETÀ INFERIORE AI 35 ANNI E DI NAZIONALITÀ
DEGLI STATI MEMBRI DELL'UNESCO, IMPEGNATE IN AMBITO SCIENTIFICO A LIVELLO DI
DOTTORATO O POST-DOTTORATO (BIOLOGIA, BIOCHIMICA, BIOTECNOLOGIE, AGRARIA,
MEDICINA, FARMACIA E FISIOLOGIA).
http://www.unesco.it/opportunity/premi/oreal2008Fellowship_y
SCADENZA: 14/08/2007
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA
PARTNERS
Azienda svedese specializzata nei test e nelle verifiche di prodotti
complessi sta cercando aziende in tutta Europa che necessitano
di testare i propri prodotti. SE
537
Azienda spagnola produttrice di macchinari iniettori sta
cercando agenti distributori in tutta Europa. ES 533
Azienda lettone produttrice di granuli in legno sta cercando
distributori in Italia.
Azienda metalmeccanica lettone sta cercando di stipulare subcontratti in tutta
Europa.
Azienda rumena sta cercando investitori per azienda zootecnica o per
azienda produttrice di vegetali. RO
559
Azienda rumena sta cercando azienda italiana intenzionata ad avviare
una attività rappresentativa o produttiva in Romania - Brasov. RO 561
Azienda ungherese sta cercando sistemi di produzione o macchinari per la
lavorazione di blocchi e tavole di polystirene espanso. HU 556
Azienda bosniaca specializzata nella produzione di latte e
formaggio di capra sta cercando investitori o joint venture. BA 550
Azienda giordana specializzata nella produzione di scarpe di
sicurezza sta cercando distributori in Italia. JO 558
Azienda iraniana è interessata a contattare aziende italiane produttrici di oggetti
in vetro, in particolare bicchieri, piatti, decanter, vasi,
barattoli per importarli in Iran. IR
560
Azienda peruviana sta cercando ditte italiane interessate all’importazione di polvere di
tara per il trattamento del cuoio. La ditta peruviana è
interessata ad avere contatti con ditte italiane che si dedicano alla vendita
di prodotti come della stessa conciatura. PE 557
Azienda bulgara sta cercando in Italia produttori di succhi di frutta
naturali, prodotti di pasticceria, cioccolata e farina. BG 566
Azienda inglese produttrice di dispositivi innovativi
per presentazioni e segnaletica sta cercando partner in tutta Europa. UK 562
Compagnia di spedizioni ucraina offre i propri servizi di spedizione e trasporto
in tutta Europa.
EE 534
Per ulteriori
informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto
tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati
Delegazione italiana FORZA ITALIA - P
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles -
Tel. +32 2 284.25.96 -
Fax +32 2 284.69.06
·
Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.:
0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it
·
Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -
http://europa.eu.int/comm
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int
·
Corte
di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int
·
Comitato
economico e sociale - Rue
Ravenstein, 2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S
(Bandi): http://ted.publications.eu.int
·
Euro
Info Centres (informano e
forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee:
normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza,
concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html
Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67
1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 4140
- http://www.epp-eu.org/
EUROINFORMAZIONI
E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org