GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI
LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
28 Giugno 2007
n° 150
Lettera informativa della
Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
____________________________________________________________________________
GRUPPO
PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio
di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni
ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI
E’ ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto
per la preziosa e diretta collaborazione.
BREVI
DALL'EUROPA
PROGRAMMA DI
ISTRUZIONE E FORMAZIONE 2007-2013
In una
conferenza organizzata dal ministero dell’istruzione e della ricerca tedesca
con il sostegno della Commissione tenutasi a Berlino è stato dato l’avvio al
programma per istruzione e formazione per tutta la vita.
Il
programma per il 2007-
-
Comenius (13% del bilancio, 906 milioni di euro) per i bisogni per
l’insegnamento e l’acquisizione di conoscenze nell’insegnamento pre scolastico
e scolastico fino alla fine del secondo ciclo di insegnamento secondario;
-
Erasmus ( 40% del bilancio, 2,788 miliari) per studenti e professori di
insegnamento superiore;
-
Leonardo ( 25% del bilancio, 1,743 miliardi) per insegnamento e formazione
professionale;
-
Grundtvig ( 4% del bilancio, 279 milioni) per i partecipanti a ogni forma
di istruzione per adulti.
I 4
sottoprogrammi si basano su un programma trasversale basato su 4 settori:
-
cooperazione e innovazione politica per istruzione e formazione per tutta
la vita;
-
promozione dello studio delle lingue;
-
sviluppo di un contenuto, di servizi, pedagogie e pratiche innovative
fondate sui TIC;
-
diffusione dei risultati sostenuti ai sensi del programma.
Il nuovo
programma Jean Monnet che agevola l’insegnamento universitario e la ricerca per
l’integrazione europea nel mondo completa tali programmi. Borse di studio e
sovvenzioni saranno date con l’obiettivo di sostenere la mobilità
transnazionale dei cittadini, promuovere partnership bilaterali e multilaterali
e migliorare la qualità degli istituti e dei sistemi di istruzione e formazione
per farne un riferimento mondiale.
Nella
conferenza su istruzione e formazione per tutta la vita saranno premiati i tre migliori progetti realizzati
nell’ambito dei vecchi programmi Comenius, Erasmus, Leonardo, Grundtvig, Jean
Monnet, e Lingua.
NUOVO PROGRAMMA LIFE+
L’obiettivo
generale del Programma Life+ è di contribuire all’attuazione, all’aggiornamento
e allo sviluppo della politica e della normativa comunitaria in materia di
ambiente, compresa l’integrazione dell’ambiente in altre politiche, contribuendo
in tal modo allo sviluppo sostenibile. LIFE+ consta di tre componenti, per ognuna
delle quali è stabilito un programma strategico pluriennale che indica i
settori prioritari di azione per il finanziamento comunitario: “Natura e
biodiversità”, “Politica e governance ambientali”, “Informazione e comunicazione”.
Al fine
di assicurare un valore aggiunto europeo, i progetti dovranno riguardare le
migliori pratiche o essere progetti di dimostrazione destinati a dare
attuazione alla direttiva sulla conservazione degli uccelli selvatici o a
quella sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora
e della fauna selvatiche.
Dovranno
essere progetti innovativi o di dimostrazione attinenti a obiettivi comunitari
in materia di ambiente, compresi lo sviluppo o la diffusione di tecniche, know
how o tecnologie finalizzati alle migliori pratiche.
Potranno
essere realizzate campagne di sensibilizzazione e formazione specifica per gli
agenti implicati nella prevenzione degli incendi boschivi. Infine, potranno
essere realizzati progetti finalizzati alla definizione e alla realizzazione di
obiettivi comunitari connessi con il monitoraggio a lungo termine e su larga
scala delle foreste e delle interazioni ambientali.
Tra le
misure che potranno essere finanziate da LIFE+, figurano:
•
attività operative di ONG ambientali a livello europeo;
•
sviluppo e manutenzione di reti, di banche dati e di sistemi informatici
direttamente collegati
all’attuazione
della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente;
• studi,
indagini, elaborazione di modelli e di scenari;
•
monitoraggio, incluso quello delle foreste;
•
assistenza allo sviluppo di capacità;
•
formazione, workshop e riunioni, compresa la formazione degli agenti implicati
in iniziative di prevenzione degli incendi boschivi;
•
collegamenti in rete e piattaforme per le migliori pratiche;
• azioni
di informazione e comunicazione, comprese campagne di sensibilizzazione (in
particolare rivolte al pubblico sugli incendi boschivi);
•
dimostrazione di approcci strategici, tecnologie, metodi e strumenti
innovativi.
Il
finanziamento comunitario potrà assumere la forma di convenzione o di
sovvenzione o di contratti di appalto pubblico. Potranno ricevere finanziamenti
tramite LIFE+ organismi, soggetti e istituzioni pubblici e/o privati.
La
dotazione finanziaria per l’esecuzione di LIFE+ per il periodo compreso tra il
1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2013 è pari a 2.143.409.000 euro, di cui
almeno il 78% dovrà essere usato per sovvenzioni di azioni per progetti.
TRASFERIMENTO
DI CONOSCENZE TRA RICERCA ED IMPRESA
La
globalizzazione dell'economia, sempre più fondata sulla conoscenza e lo scambio
di informazioni, attribuisce un ruolo crescente alla dimensione internazionale
della scienza e della ricerca. Pertanto la mobilità dei ricercatori costituisce
un elemento fondamentale per l'acquisizione ed il trasferimento delle
conoscenze.
Tale
circostanza, come ha ribadito la recente comunicazione pubblicata dalla
Commissione europea su "La promozione del trasferimento di conoscenze tra
organizzazioni di ricerca ed imprese” è uno degli obiettivi fondamentali del
Piano per l’Innovazione nonché un elemento essenziale dello Spazio europeo della
ricerca (SER).
Da
un’indagine specifica condotta sulla questione del “trasferimento di
conoscenze”, tra gli ostacoli di maggiore rilievo, figurano: differenze
culturali tra la comunità scientifica ed il mondo imprenditoriale, la mancanza
di incentivi alla ricerca ed all’innovazione, barriere giuridiche e mercati
obsoleti e frammentati.
La
Commissione europea sottolinea l’importanza di creare una “forza lavoro”
composta da personale altamente qualificato in materia di trasferimento delle
conoscenze all’interno delle università e dei centri di ricerca. Ma è
necessario anche esortare tutti i ricercatori ad acquisire una mentalità più
imprenditoriale, al fine di rafforzare l’interazione ed i legami con
l’industria.
L’Istituto
Europeo di Tecnologia (IET) si è posto come obiettivo la promozione di
iniziative mirate a sviluppare una maggiore interazione tra le istituzioni di
ricerca e l’industria e per questo è fondamentale incoraggiare tra di essi gli
scambi di personale qualificato. Per finanziare questi progetti, la Commissione
Europea ha creato, oltre ai programmi quadro, una serie di fondi europei: il
Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il
Fondo di coesione ed il programma Marie Curie per la collaborazione strategica
tra industria e mondo accademico (quest’ultimo è integrato all’interno del
programma “Persone” del 7° PQ).
Questi
finanziamenti sono stati creati con obiettivi specifici quali: il rafforzamento
delle attività di ricerca attraverso l’accesso alla attrezzature, la capacità
di richiamare personale qualificato (anche dai paesi terzi) e di garantire
l’importanza dei contributi economici alla ricerca, nonché la gestione della
proprietà intellettuale e gli incentivi a favore dei ricercatori per
incoraggiare la partecipazione ad attività di trasferimento delle conoscenze.
DAL PARLAMENTO
EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
BRUXELLES -
MINISESSIONE 06 - 07 GIUGNO 2007
ISTITUZIONI
Il Presidente del Parlamento ha dato il benvenuto ai nuovi deputati bulgari
eletti lo scorso 20 maggio. In riferimento all'annuncio dell'ETA di non intendere
più rispettare il cessate il fuoco, ha poi espresso la solidarietà del
Parlamento alla Spagna, chiedendo a tutti gli Stati membri di assisterla nella
lotta al terrorismo
HANS-GERT Pöttering
ha dato il benvenuto ai 18 deputati bulgari eletti lo scorso 20 maggio affermando
che «dopo aver superato il Comunismo, queste elezioni segnano l'integrazione
della Bulgaria nella famiglia europea». Dopo aver sottolineato che il Paese, un
crocevia tra Est e Ovest, porti con sé un patrimonio culturale molto ricco, il
Presidente ha rilevato che molte riforme sono state realizzate in Bulgaria e
che occorre ora proseguire su questa strada con la stessa determinazione
dimostrata prima dell'adesione, con il contributo dei nuovi deputati. Ha quindi
concluso affermando che «lavoreremo assieme per sviluppare ulteriormente la
nostra casa comune europea».
Accennando all'annuncio dell'ETA riguardo alla sua
intenzione di non rispettare il cessate il fuoco, il Presidente ha voluto
esprimere la solidarietà del Parlamento al popolo e alle istituzioni spagnole,
condannando il ricorso alla violenza per fini politici. Ha anche rivolto un
appello agli Stati membri affinché aiutino la Spagna nella lotta al terrorismo.
Ha infine reso omaggio a tutte le vittime del terrorismo.
CONSIGLIO EUROPEO
CONSIGLIO EUROPEO DI GIUGNO: REALISMO
E OTTIMISMO SULLE RIFORME
Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione -
Preparazione del Consiglio europeo (21 e 22 giugno 2007) e stato di revisione
dei trattati
Dibattito: 7.6.2007
Le dichiarazioni del Ministro degli esteri tedesco e della Vicepresidente
della Commissione hanno aperto un ampio dibattito in Aula sul prossimo Vertice
di giugno. Sebbene i punti in agenda saranno numerosi, gli interventi si sono
concentrati sulla questione istituzionale. La stessa Presidenza ha riconosciuto
che il successo dell'incontro sarà misurato soprattutto dai risultati in questo
campo. Molti deputati hanno rivendicato un ruolo maggiore per il Parlamento
nell'ambito della CIG.
Dichiarazione del Consiglio
Frank-Walter Steinmeier
ha premesso che i colloqui in vista del Vertice sono ancora in corso ed ha
sottolineato che si tratterà di una riunione decisiva per l'Europa. Dopo aver
ricordato che il modello europeo è un modello di successo che molti invidiano,
ha sottolineato come ciò non garantisce che potrà proseguire in futuro. Per
tale ragione, «ci aspettano nuovi compiti» e la posta in gioco è importante, in
quanto occorre definire una nuova base di lavoro che permetta all'UE di
mantenere la capacità di agire. Il Ministro degli esteri ha poi sottolineato
che le aspettative sono notevoli, ma ha ammonito che non bisogna commettere
l'errore di renderle ancora più ambiziose. Occorre però essere realisti e
ottimisti, in quanto l'UE può agire solo se gli Stati membri collaborano.
Il Ministro ha poi affrontato alcuni degli altri
temi che saranno all'ordine del giorno del Vertice: immigrazione, libera
circolazione, relazioni di buon vicinato, le nuove sfide globali e la strategia
europea nei confronti del continente asiatico (compreso il Medio Oriente). Ma
ha ammesso che il successo dell'incontro sarà misurato soprattutto sulla
questione istituzionale. In tale contesto, ha sottolineato l'importanza di
ascoltare i cittadini, sostenendo che la maggior parte di essi vogliono un'Europa
efficace, efficiente e attiva che si concentri sulle cose essenziali. Convinto
che la riforma sia giustificata, il Ministro si è detto lieto di osservare che
tutti i suoi interlocutori sono dello stesso parere.
Si tratterà, ha spiegato, di rafforzare alcune
politiche (Giustizia e affari interni, relazioni esterne, ambiente e energia) e
di valutare l'opportunità di affrontare anche le nuove sfide come i cambiamenti
climatici e la solidarietà energetica. Il Ministro ha poi posto in luce il
fatto che la maggioranza degli Stati membri concorda con il Parlamento europeo
sul mantenimento del carattere vincolante della Carta dei Diritti Fondamentali.
Dovrà inoltre essere rafforzata la sussidiarietà conferendo un maggiore ruolo
ai parlamenti nazionali, ma sena aggiungere altri poteri di veto. L'obiettivo,
infine, dovrebbe essere di disporre delle nuove regole prima delle elezioni del
2009. Le consultazioni, ha concluso, proseguiranno nelle prossime due settimane
e ha ammonito che se non si coglie questa occasione, non vi saranno altre
possibilità in futuro.
Dichiarazione della Commissione
Per Margot
Wallström il prossimo Vertice sarà
un test importante per l'UE che dovrà essere dotata della capacità di far
fronte alle nuove sfide. Prima di affrontare la questione istituzionale, la
Vicepresidente della Commissione ha sottolineato che l'Unione deve dare ai
cittadini politiche giuste e, in proposito, ha fatto cenno a altri punti che
saranno trattati in occasione del Vertice: la politica di immigrazione, la
lotta all'AIDS e i cambiamenti climatici. Sulla prima ha sottolineato
l'esigenza di un miglior coordinamento tra gli Stati membri per far fronte al
flusso migratorio crescente ma anche quella di cogliere le opportunità per
portare benefici al mercato del lavoro. In merito all'AIDS ha posto in luce la
necessità di rafforzare la prevenzione, la ricerca, e l'assistenza. I
cambiamenti climatici dovranno essere affrontati anche alla luce dei dibattiti
avuti dal G8.
In merito alla questione istituzionale, la
commissaria non ha nascosto ottimismo, raccogliendo l'invito della Presidenza a
non avanzare nuove pretese. Ha poi spiegato che, per la Commissione,
l'importante è servire i cittadini europei realizzando obiettivi politici. Ma
per ottenere ciò, ha aggiunto, sono necessari strumenti adeguati e bisogna
trovare quindi una soluzione equilibrata per ottenere il consenso. Un minimo
comune denominatore, ha proseguito, può portare a benefici solo nel breve
termine. E' nel trattato costituzionale
che va cercata la soluzione, visto che la sua sostanza resta valida: mantenere
il metodo comunitario e il potere d'iniziativa della Commissione, eliminare il
sistema che poggia su tre pilastri, rafforzare le prerogative del Parlamento
europeo e estendere le decisioni a maggioranza qualificata. La Costituzione
contempla inoltre «eccellenti soluzioni» per quanto riguarda il ruolo dei
parlamenti nazionali. La Commissione, infine, sostiene il carattere vincolante
della Carta dei Diritti Fondamentali.
Per la commissaria, dovranno essere apportati dei
cambiamenti, potrà essere cambiata la forma e si potrà discutere dei simboli e
di altri punti controversi, ma «il testo dovrà essere leggibile e accessibile».
E' anche necessario trovare un nuovo metodo per spiegare ai cittadini i motivi
per i quali vi è il bisogno di un nuovo trattato e convincerli del legame
esistente tra l'efficacia nell'affrontare le nuove sfide politiche e l'assetto
istituzionale.
Nel dibattito è intervenuto JOSEPH DAUL (PPE/DE, FR), per il quale
il 22 giugno sarà necessario raggiungere un accordo che permetta all'Europa di
decidere e di agire «in campi ove l'Unione s'impone»: il clima, l'energia,
l'immigrazione, la sicurezza e gli affari esteri. Di fronte alla
mondializzazione, ha aggiunto, «i nostri paesi e i nostri cittadini devono
essere attori e non spettatori». E se si vuole che il mondo cambi in linea con
i valori europei, «occorre darsene i mezzi». L'accordo globale dovrà dare
quindi all'UE un nuovo trattato che le permetta di essere «più efficace, più
democratica, più leggibile e, soprattutto, più trasparente». Quale che sia il
suo nome, ha aggiunto, la sua ratifica dovrà avvenire prima delle elezioni del
2009.
Il trattato, ha proseguito, dovrà rispondere alle
attese di tutti i paesi. Ma non potrà essere un mini trattato né un trattato
per difetto, «dovrà essere ambizioso, realista e all'altezza della posta in
gioco, ma anche rispettoso degli imperativi della sussidiarietà e della
proporzionalità». Dovrà inoltre dare il debito spazio alla dimensione
parlamentare. L'Unione dovrà essere dotata della personalità giuridica e
poggiare su un unico pilastro. Dovranno anche essere risolte le questioni della
Presidenza stabile e del Ministro degli Esteri. Il trattato, ha proseguito,
dovrà anche estendere le decisioni a maggioranza «per evitare che l'UE sia
paralizzata dai diritti di veto», anche perché «i reticenti non devono
ostacolare chi vuole progredire». La Carta dei diritti fondamentali dovrà
essere vincolante. In merito alla CIG, il leader popolare ha infine rivendicato
un ruolo sia per il Parlamento europeo sia per i parlamenti nazionali.
Nel dibattito è inoltre
intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente
della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, alla fine di questo semestre la Presidenza
tedesca ha una responsabilità certamente molto rilevante, perché tutti
confidiamo nella vostra guida, affinché si arrivi finalmente ad una soluzione
positiva della questione del trattato costituzionale europeo.
Il Parlamento è
fortemente impegnato a sostenere un'Europa che possa diventare protagonista
della politica. Sappiamo bene che si dovrà arrivare ad un compromesso, sappiamo
bene che non tutto il lavoro della Convenzione e non tutto il testo del
trattato approvato da tanti paesi potrà entrare in vigore.
Ma su alcune questioni
il Parlamento non può fare marcia indietro: mi riferisco a questioni come il
voto a maggioranza, la personalità giuridica, la politica estera, anche la
bandiera e l'inno.
Avremo molto da
discutere, il Parlamento dovrà assumere un ruolo importante, perciò chiediamo
formalmente, signor Presidente del Consiglio, che il Parlamento attraverso il
suo Presidente e i suoi delegati, possa partecipare attivamente alla conferenza
intergovernativa, insomma possa giocare veramente un ruolo da protagonista
insieme ai governi e alla Commissione.
Devo lanciare ancora
un appello perché non ci si dimentichi mai della nostra identità, perché non ci
si dimentichi delle nostre radici giudaico-cristiane. L'ultimo tema che voglio
affrontare riguarda il Consiglio prossimo venturo, precisamente la questione
dell'immigrazione. In Europa, e lo dice un parlamentare che viene dal fronte
meridionale dell'Unione europea - il mio paese, l'Italia, ha 7.000 chilometri
di costa -, viviamo emergenze preoccupanti ogni giorno, a Malta, in Spagna, in
Francia. Chiediamo all'Unione europea di impegnarsi sul serio rinforzando il
progetto Frontex e rinforzando tutte le
iniziative che permettano di frenare l'immigrazione clandestina all'interno dell'Unione
europea."
COSTITUZIONE
UN NUOVO TRATTATO PRIMA DELLE
ELEZIONI EUROPEE
Doc. A6 - 0197/2007
Relazione sul tracciato per il processo costituzionale dell'Unione
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 6.6.2007 - Votazione
7.6.2007
Nel ribadire il proprio sostegno alla Costituzione e ricordando la
responsabilità politica degli Stati membri che l'hanno firmata, ma non
ratificata, il Parlamento chiede di concludere il processo in tempo per le
prossime elezioni europee. Se apre a una forma diversa dalla Costituzione,
insiste sul mantenimento di tutti i principi basilari in essa contenuta e
ammonisce che non accetterà qualsiasi compromesso. Chiede poi di essere pienamente coinvolto
nella Conferenza intergovernativa.
Adottando con 469 voti favorevoli, 141 contrari e
32 astensioni la relazione il Parlamento ribadisce anzitutto il sostegno al contenuto del trattato
costituzionale. I deputati sottolineano infatti che esso conferisce
formalmente all'Unione europea «la sua intrinseca dimensione politica e rafforza
l'efficacia del suo operato», incrementa inoltre il controllo democratico sui
processi decisionali, contribuisce alla trasparenza e rafforza i diritti dei
cittadini dell'Unione.
Sottolineando che i due terzi degli Stati membri lo
hanno già ratificato e che altri quattro Stati membri si sono impegnati
chiaramente a favore delle disposizioni in esso contenute, e prendendo atto
delle preoccupazioni manifestate dai cittadini francesi e olandesi nonché dei
timori espressi in altri Stati membri, i deputati ricordano «la responsabilità politica di quegli Stati
membri che hanno sottoscritto il trattato costituzionale ma che non lo hanno
ratificato». Ribadiscono quindi l'impegno a concludere l'attuale processo
costituzionale dell'Unione europea sulla base del contenuto del trattato
costituzionale, «eventualmente con una presentazione diversa», e «tenendo conto
delle difficoltà sorte in taluni Stati membri».
E, al riguardo, appoggiano gli sforzi della
Presidenza tedesca per impegnare il Consiglio europeo di giugno a convocare una
conferenza intergovernativa (CIG) e a definire una tabella di marcia, una
procedura, un chiaro mandato e l'obiettivo di raggiungere un accordo prima
della fine dell'anno in corso. La relazione invita infatti a ultimare il
processo di ratifica del nuovo trattato
entro la fine del 2008, affinché il prossimo Parlamento, che sarà eletto
nel 2009, «inizi il proprio mandato conformemente alle disposizioni del nuovo
trattato». Chiede poi a tutti gli Stati membri di coordinare le proprie
procedure di ratifica «affinché il processo si concluda simultaneamente».
Il Parlamento insiste sulla conservazione di tutti i principi basilari dell'Unione europea
contenuti nella prima parte del trattato costituzionale. In particolare, cita
la duplice natura dell'Unione europea quale unione di Stati e di cittadini, il
primato del diritto europeo, la nuova tipologia di atti e procedure, la
gerarchia delle norme e la personalità giuridica dell'Unione. Rileva inoltre
che il trattato costituzionale comporta «altri miglioramenti importanti» quali
il consolidamento dei trattati esistenti e la fusione dei pilastri, il chiaro
riconoscimento dei valori fondanti dell'Unione europea e della forza
giuridicamente vincolante della Carta dei diritti fondamentali e l'incremento della
partecipazione dei cittadini alla vita politica dell'Unione europea. Ma anche
la chiarificazione delle competenze dell'Unione europea e degli Stati membri,
il rispetto del principio di sussidiarietà e il ruolo specifico dei parlamenti
nazionali al riguardo - «senza compromettere l'equilibrio istituzionale
dell'Unione europea sancito dal protocollo sulla sussidiarietà» - e il rispetto
del ruolo delle autorità regionali e locali.
Nel sottolineare quindi che qualsiasi proposta di
modifica del trattato costituzionale «dovrà ottenere lo stesso appoggio
ottenuto a suo tempo dalla disposizione che si intende sostituire», i deputati
ribadiscono l'intenzione di respingere
la conclusione dei negoziati che, rispetto al trattato costituzionale,
dovesse comportare una minore protezione dei diritti dei cittadini (al riguardo
insistono sul mantenimento della Carta dei diritti fondamentali e della sua
natura vincolante) e una riduzione della democrazia, della trasparenza e
dell'efficienza del funzionamento dell'Unione.
D'altra parte, il Parlamento riconosce la necessità
di tener conto di altre importanti
questioni emerse durante il periodo di riflessione e di chiarirne altre che
sono già state affrontate nel trattato costituzionale, «che possono essere
affrontate solo da un'Europa più forte». E, al riguardo, cita gli esempi dello
sviluppo sostenibile, della solidarietà nel settore energetico, della coerenza
della politica migratoria, del modello sociale europeo nel contesto del
cambiamento demografico e della globalizzazione, del terrorismo, del dialogo
fra civiltà e dei meccanismi comuni efficaci per il coordinamento delle
politiche economiche nella zona dell'euro, «salvaguardando al contempo il ruolo
della Banca centrale europea in materia di politica monetaria», nonché dei
criteri e delle procedure dell'Unione per l'allargamento.
Infine, nel rammentare che il Parlamento, in quanto unica istituzione comunitaria eletta
direttamente dai cittadini, «deve
partecipare pienamente alla CIG», i deputati chiedono la convocazione parallela
di una conferenza interistituzionale allo scopo di tenere aggiornato il
Parlamento europeo e «contribuire in maniera sostanziale alla creazione di un
consenso transpartitico e transnazionale alla CIG». Sottolineano poi
l'importanza del dialogo fra i parlamenti nazionali e i rispettivi governi
attraverso la CIG ed esprimono la volontà di rimanere, nel corso delle prossime
trattative, in stretto rapporto con i parlamenti nazionali, nonché con il
Comitato delle regioni, il Comitato economico e sociale europeo, le parti
sociali europee, le comunità religiose e la società civile.
CULTURA
MIGLIORARE
LA TUTELA DEGLI ARTISTI
Doc.
A6-0199/2007
Relazione sullo statuto sociale degli artisti
Procedura: Iniziativa - Dibattito:6.6.2007 - Votazione:
7.6.2007
Migliorare la sicurezza sociale degli artisti e la consapevolezza sui loro
diritti, sviluppare l'educazione artistica e il riconoscimento dei diplomi
nonché agevolare la mobilità degli artisti all'interno dell'UE. E' quanto
chiede il Parlamento sollecitando una politica dei visti e garanzie specifiche
per gli artisti non europei che lavorano nell'Unione. Per i deputati occorre
anche un'analisi degli strumenti per finanziare la protezione degli artisti
viventi europei.
La relazione sottolinea anzitutto che «nessun
artista è totalmente al riparo dalla precarietà in nessuna fase della sua
carriera» e che occorre facilitare l'accesso degli artisti alle informazioni
concernenti le loro condizioni di lavoro, mobilità, disoccupazione, salute e
pensione. Rileva inoltre che in numerosi Stati membri taluni professionisti del
settore artistico non hanno uno statuto legale.
Protezione sociale degli artisti
I deputati invitano gli Stati membri a sviluppare o applicare un quadro giuridico e istituzionale al
fine di sostenere la creazione artistica «mediante l'adozione o l’attuazione di
una serie di misure coerenti e globali» che riguardino la situazione
contrattuale, la sicurezza sociale, l'assicurazione malattia, la tassazione
diretta e indiretta e la conformità alle norme europee.
Sollecitano inoltre la Commissione ad elaborare un manuale pratico «uniforme e
comprensibile» destinato agli artisti europei che contenga tutte le
disposizioni in materia di assicurazione malattia, disoccupazione e
pensionamento in vigore a livello nazionale ed europeo. La incoraggiano poi a
varare un progetto pilota al fine di sperimentare l'introduzione di una carta elettronica europea di sicurezza
sociale specificamente destinata all'artista europeo.
La Commissione è poi invitata a adottare una "carta europea per la creazione artistica e
le condizioni del suo esercizio", per affermare l'importanza delle
attività dei professionisti della creazione artistica e favorire l'integrazione
europea. Assieme agli Stati membri dovrebbe anche creare un "registro professionale europeo"
del tipo EUROPASS per gli artisti, nel quale potrebbero figurare il loro
statuto, la natura e la durata dei successivi contratti nonché le coordinate
dei loro datori di lavoro o dei prestatori di servizi che li ingaggiano.
Educazione e formazione artistica, dalla più tenera età e
per tutto l'arco della vita
Il Parlamento sollecita gli Stati membri a promuovere studi artistici formali che
offrano una buona formazione personale e professionale e consentano agli
studenti «di sviluppare il proprio talento artistico nonché competenze generali
per operare in altri ambiti professionali». Dovrebbero inoltre creare strutture
specializzate di formazione e tirocinio destinate ai professionisti del settore
culturale, «in modo da sviluppare un'autentica politica dell'occupazione in
questo ambito».
La Commissione è poi invitata a effettuare uno studio sull'educazione artistica
nell'Unione europea (i suoi contenuti, la natura della formazione offerta - se
formale o meno - nonché i risultati e gli sbocchi professionali) e a
comunicarne i risultati al Parlamento entro due anni. Dovrebbe inoltre
prevedere il finanziamento di misure e progetti pilota che consentano in
particolare di definire i modelli adeguati in materia di educazione artistica
nell'ambiente scolastico «attraverso un sistema europeo di scambio di
informazioni e di esperienze destinato agli insegnanti di discipline
artistiche».
I deputati invitano poi la Commissione ad
incoraggiare e favorire la mobilità
degli studenti europei delle discipline artistiche, attraverso
l'intensificazione dei programmi di scambio fra gli studenti dei conservatori e
delle scuole artistiche nazionali sia su scala europea che su scala
extra-europea. Andrebbe inoltre esaminata la possibilità di creare un fondo di
mobilità europea di tipo Erasmus destinato agli scambi di insegnanti e di
giovani artisti.
Il Parlamento incoraggia gli Stati membri a
sviluppare la definizione di contratti di formazione o di qualificazione nelle
professioni artistiche e propone quindi di «agevolare il riconoscimento
dell'esperienza professionale degli artisti». Più in particolare, chiede agli
Stati membri di prestare un'attenzione particolare al riconoscimento a livello comunitario di diplomi e altri certificati
rilasciati dai conservatori e dalle scuole artistiche nazionali europee e da
altre scuole ufficiali delle arti dello spettacolo, «in modo da consentire ai
loro titolari di lavorare e studiare in tutti gli Stati membri».
Agevolare la mobilità interna e internazionale
Sottolineando poi la necessità di distinguere con
precisione la mobilità specifica
degli artisti da quella dei lavoratori dell'Unione europea in generale, i
deputati chiedono alla Commissione di individuare formalmente i settori
culturali in cui «risulta evidente» il rischio di una fuga di creatività e di talenti e sollecitano gli Stati membri
a fornire incentivi per incoraggiare gli artisti a rimanere o a rientrare nel
territorio degli Stati membri dell'Unione europea.
A loro parere, inoltre, occorre tener conto delle
difficoltà che alcuni artisti europei ed extracomunitari incontrano attualmente
per ottenere un visto ai fini del
rilascio di un permesso di lavoro, nonché delle incertezze legate a tale
situazione. La Commissione è quindi invitata a riflettere sugli attuali sistemi
per la concessione di visti e permessi di soggiorno agli artisti e a mettere a
punto una regolamentazione comunitaria in questo settore che possa portare
all'introduzione di un visto temporaneo specificamente destinato agli artisti europei
ed extracomunitari, come già avviene in taluni Stati membri.
Nel porre in luce poi l'importanza di iniziative su
scala europea per facilitare il riconoscimento di diplomi e altri certificati
rilasciati dai conservatori e dalle scuole artistiche nazionali di paesi terzi all'Unione europea, al fine di
favorire la mobilità degli artisti verso gli stati membri dell'Unione europea,
il Parlamento invita la Commissione e gli Stati membri ad esaminare la
possibilità di iniziative per assicurare il trasferimento dei diritti
pensionistici e di sicurezza sociale degli artisti
provenienti da paesi terzi dell'Unione europea quando ritornano nei loro
paesi d'origine.
Diritti d'autore e finanziamento della protezione degli
artisti viventi
Il Parlamento, invita gli Stati membri che non
l'applicano ancora, ad organizzare in modo efficace il pagamento di tutti gli
equi compensi relativi ai diritti di riproduzione e delle eque remunerazioni
dovute ai titolari dei diritti d’autore e dei diritti connessi.
Chiede anche alla Commissione di procedere ad uno
studio che analizzi le disposizioni prese dagli Stati membri affinché una parte
delle entrate generate dal pagamento dell’equo compenso dovuto ai titolari dei
diritti d’autore e dei diritti connessi «sia destinata al sostegno
dell’attività creativa e alla protezione sociale e finanziaria degli artisti».
Tale studio dovrebbe anche analizzare gli strumenti giuridici e i dispositivi
che potrebbero essere utilizzati «per contribuire al finanziamento della
protezione degli artisti viventi europei».
Facendo proprio un emendamento proposto dalla
relatrice e dal suo gruppo, il Parlamento ritiene infine auspicabile che gli
Stati membri studino la possibilità di concedere agli artisti un aiuto
supplementare a quelli già in vigore, prevedendo per esempio un prelievo sullo
sfruttamento commerciale delle creazioni originali e dello loro interpretazioni libere da diritti.
BILANCIO
BILANCIO
DI PREVISIONE 2008 DEL PARLAMENTO
Doc.
A6-0202/2007
Relazione sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del
Parlamento europeo per l'esercizio finanziario 2008
Procedura: Bilancio - Dibattito: 7.6.2007 - Votazione:
7.6.2007
Il Parlamento individua le priorità politiche per il 2008 e sottolinea la
necessità di mantenere il suo bilancio in linea con quello del 2007, tenendo
conto dell'inflazione. A tal fine propone una serie di modifiche al progetto
preliminare proposto dall'Ufficio di Presidenza, accantonando alcune spese che,
al momento, non appaiono sufficientemente giustificate. L'accento è posto sulla
politica di informazione e comunicazione, sul multilinguismo e sulla politica
immobiliare.
La relazione ricorda anzitutto che le priorità
politiche per il 2008 sono la fornitura di servizi efficaci ai deputati «per
consentire di legiferare meglio», il rafforzamento dell'efficacia degli
strumenti di comunicazione del Parlamento europeo e dei suoi gruppi politici e
il miglioramento dell'allocazione dei fondi di bilancio.
I deputati, inoltre, sottolineano la necessità di
mantenere il bilancio 2008 a livello di quello dell'anno precedente, aumentato
del tasso d'inflazione del 2%, «salvo specifiche ragioni contrarie». Ricordano
infatti che quello del 2008 dovrebbe essere «un bilancio per il contribuente
dell'Unione europea», volto a un responsabile comportamento di bilancio di
tutti i soggetti che partecipano al processo, «con decisioni sulle risorse
finanziarie fondate su un'argomentazione solida».
Nel ricordare poi che tutte le richieste di
bilancio «dovrebbero riflettere bisogni giustificati», il Parlamento osserva
che la proposta di bilancio per il 2008 prevede 65,3 milioni di euro per
progetti prioritari in corso di sviluppo e per la campagna preelettorale «senza
fornire alcuna giustificazione dettagliata al riguardo». Il progetto di bilancio
comporta così un aumento del 6,7% rispetto al 2007, nonostante i risparmi
realizzati, pertanto, i deputati ritengono opportuno, in questa fase,
accantonare queste spese, consentendo di definire il bilancio a 1.427.400.000 euro, riducendone al 2,1%
l'aumento rispetto all'esercizio precedente.
Politica d'informazione e comunicazione
I deputati prendono atto delle proposte volte a
destinare una dotazione totale di 41.800.000 euro alla politica
dell'informazione, ossia 10.300.000 euro per una campagna di sensibilizzazione
in prospettiva delle elezioni europee del 2009, 9.000.000 di euro per
l'attuazione del canale televisivo parlamentare (WebTV), 15.700.000 euro per il
centro audiovisivo e 6.800.000 per completare la costruzione del Centro
visitatori.
Più in particolare, plaudono all'iniziativa
adottata dall'Ufficio di Presidenza di proporre una campagna di informazione in relazione alle prossime elezioni europee
ma, in attesa che vengano fornite informazioni più dettagliate sull'utilizzo di
questi fondi, propongono di accantonare l'importo corrispondente e di ridurre di conseguenza le
relative linee di bilancio. D'altra parte, la relazione chiede lo sviluppo di
un programma specifico imperniato sui mezzi
di informazione di piccole dimensioni e locali, ritenendolo uno degli
strumenti più efficaci «per sensibilizzare meglio i cittadini dell'Unione alle
attività del Parlamento europeo». E' quindi rivolto un invito affinché venga
studiata la possibilità di fornire a ciascun deputato gli strumenti adeguati che
consentano di invitare giornalisti locali a visitare il Parlamento europeo.
I deputati, visto che il progetto è di fatto
rinviato all'autunno, propongono di mettere in riserva i fondi richiesti per il
2008 per la WebTV del Parlamento
europeo, in attesa di stime più precise
circa il costo del progetto, se approvato, e di ulteriori informazioni in
merito alla capacità di assorbimento di un tale importo.
Multilinguismo
I deputati si dicono disposti ad esaminare una
proposta di ristrutturazione del servizio di interpretazione, insistendo al
contempo affinché l’amministrazione applichi più attivamente il codice di
condotta sul multilinguismo, «per garantire ai deputati un supporto linguistico
adeguato ed efficiente». Chiedono poi di esaminare la possibilità di estendere
questo servizio ai fini di un'assistenza linguistica più personalizzata. Si
dicono infine fortemente preoccupati per il fatto che le traduzioni dei
documenti «spesso non sono disponibili in tutte le lingue per i dibattiti in
commissione» e, in proposito, sottolineano che è essenziale prendere le misure
necessarie in vista di un sistema di traduzione efficiente, «al fine di
garantire un trattamento equo a tutti i deputati e uno sviluppo ordinato dei
lavori parlamentari».
Politica immobiliare e sedi di lavoro
La relazione sottolinea anzitutto che il processo
di acquisto degli immobili del
Parlamento europeo nei tre luoghi di lavoro «dovrebbe, a lungo termine,
comportare sostanziali risparmi per il contribuente europeo». I deputati si
dicono poi assolutamente convinti che occorra adottare una strategia globale
allorché si tratti di decidere di prendere in locazione, acquistare o riattare
edifici. Ritengono infatti che qualsiasi decisione concernente la politica
immobiliare «debba tener conto delle ripercussioni finanziarie a lungo
termine».
In merito all'esistenza delle tre sedi di lavoro del Parlamento europeo, i deputati ritengono che
«ci si possa impegnare per limitare il numero di missioni del personale a
Strasburgo e, laddove è possibile, utilizzare meglio le nuove tecnologie, come
le videoconferenze». La relazione chiede pertanto di limitare gli stanziamenti
destinati alle "Spese di missione del personale" al livello del
bilancio 2007 e di accantonare l'aumento di 1.490.000 euro, richiesto per il
2008.
L'assemblea ha inoltre approvato le seguenti
relazioni:
-
Doc.
B6-0196/2007 - Risoluzione
sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2007 dell'Unione europea per
l'esercizio 2007, Sezione III - Commissione
-
Doc.
A6-0189/2007 - Risoluzione sul progetto
di bilancio rettificativo n. 2/2007 dell'Unione europea per l'esercizio
2007, Sezione III - Commissione
-
Doc.
A6-0175/2007 - Risoluzione sulla
proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla
mobilizzazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea in conformità del
punto 26 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento
europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana
gestione finanziaria
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
DIRITTI UMANI
-
Doc. B6-0234/2007
- Risoluzione
sulla quinta sessione del Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite
(UNHRC)
Il Parlamento si rammarica che il Consiglio per i diritti
dell'uomo dell'ONU abbia omesso di agire in talune crisi urgenti come in Darfur
e che i suoi membri adempiano a volte solo formalmente al rispetto dei diritti
umani. Chiede poi criteri chiari per il riesame periodico e che le procedure
speciali non siano influenzate dalla politica. L'UE dovrebbe quindi respingere
qualsiasi compromesso che metta in pericolo la capacità del Consiglio di
svolgere pienamente il proprio ruolo.
GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI
-
Doc.
A6-0207/2007 - Relazione sull'iniziativa del Regno del Belgio, della Repubblica di
Bulgaria, della Repubblica federale di Germania, del Regno di Spagna, della
Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo, del Regno dei Paesi Bassi,
della Repubblica d'Austria, della Repubblica di Slovenia, della Repubblica
slovacca, della Repubblica italiana, della Repubblica di Finlandia, della Repubblica
portoghese, della Romania e del Regno di Svezia sul rafforzamento della
cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo ed alla
criminalità transfrontaliera
Consultato su una proposta
relativa all'approfondimento della cooperazione transfrontaliera al fine di
lottare contro il terrorismo, la criminalità transfrontaliera e l'immigrazione
illegale, il Parlamento chiede di restringere il campo d'azione di tale
assistenza e propone una serie di emendamenti volti a garantire i diritti
fondamentali e la protezione dei dati. A determinate condizioni, potranno
essere trasmessi profili DNA, dati dattiloscopici e taluni dati nazionali di
immatricolazione dei veicoli.
-
Doc. A6-0194/2007
- Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il
sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui
visti per soggiorni di breve durata
-
Doc. A6-0195/2007 - Relazione sulla proposta di decisione del
Consiglio relativa all’accesso per la consultazione al sistema di informazione
visti (VIS) da parte delle autorità degli Stati membri competenti in materia di
sicurezza interna e di Europol ai fini della prevenzione, dell’individuazione e
dell’investigazione di atti terroristici e di altre gravi forme di criminalità
Confermando l'accordo con il Consiglio, il Parlamento ha adottato il
regolamento che istituisce un sistema d'informazione sui visti e lo scambio di
dati tra gli Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata. I deputati
sono riusciti a rafforzare le disposizioni volte a garantire la protezione e la
sicurezza dei dati nonché ad assicurare il rispetto della dignità umana e
dell'integrità delle persone.
AGRICOLTURA
-
Doc.
A6-0183/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio recante norme
specifiche per il settore ortofrutticolo e recante modifica di taluni
regolamenti
Indicazione dell'origine di frutta e ortaggi freschi
utilizzati nei prodotti trasformati, aiuto alla superficie per il pomodoro, i
funghi, l'aglio e le ciliegie da industria, nuovi obiettivi e più fondi UE ai
programmi operativi. E' quanto chiede il Parlamento sulla riforma dell'OCM
ortofrutta, proponendo l'istituzione di un nuovo Fondo di sicurezza per far
fronte alle gravi crisi e di un osservatorio dei prezzi. Oltre alle piante
aromatiche, anche lo zafferano nel campo d'applicazione.
SVILUPPO
-
Doc.
B6-0236/2007 - Risoluzione
sui progetti di decisione della Commissione che stabiliscono i documenti di
strategia regionali e i programmi indicativi regionali per il Mercosur e
l'America latina
PESCA
-
Doc.
A6-0163/2007 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un piano pluriennale
per gli stock di merluzzo bianco del Mar Baltico e le attività di pesca che
sfruttano questi stock
-
Doc.
A-0162/2007 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce le misure di
conservazione e di esecuzione da applicare nella zona di regolamentazione
dell'Organizzazione della pesca nell'Atlantico nordoccidentale
LIBERTÁ
-
Doc. B6-0205/2007
- Risoluzione
legislativa sulla proposta di decisione quadro del Consiglio sulla protezione
dei dati personali trattati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di
polizia in materia penale (consultazione ripetuta)
- Doc. A6-0204/2007 - Risoluzione legislativa sul progetto di decisione del Consiglio sulla messa in applicazione delle disposizioni dell