GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

  

                                                                                                                                

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

28 Giugno 2007

n° 150

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

            ____________________________________________________________________________


GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.

 

 

 

 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

PROGRAMMA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE 2007-2013

 

In una conferenza organizzata dal ministero dell’istruzione e della ricerca tedesca con il sostegno della Commissione tenutasi a Berlino è stato dato l’avvio al programma per istruzione e formazione per tutta la vita.

Il programma per il 2007-2013 ha un bilancio di 6,790 miliardi di euro e si divide in 4 sottoprogrammi:

-          Comenius (13% del bilancio, 906 milioni di euro) per i bisogni per l’insegnamento e l’acquisizione di conoscenze nell’insegnamento pre scolastico e scolastico fino alla fine del secondo ciclo di insegnamento  secondario;

-          Erasmus ( 40% del bilancio, 2,788 miliari) per studenti e professori di insegnamento superiore;

-          Leonardo ( 25% del bilancio, 1,743 miliardi) per insegnamento e formazione professionale;

-          Grundtvig ( 4% del bilancio, 279 milioni) per i partecipanti a ogni forma di istruzione per adulti.

I 4 sottoprogrammi si basano su un programma trasversale basato su 4 settori:

-          cooperazione e innovazione politica per istruzione e formazione per tutta la vita;

-          promozione dello studio delle lingue;

-          sviluppo di un contenuto, di servizi, pedagogie e pratiche innovative fondate sui TIC;

-          diffusione dei risultati sostenuti ai sensi del programma.

Il nuovo programma Jean Monnet che agevola l’insegnamento universitario e la ricerca per l’integrazione europea nel mondo completa tali programmi. Borse di studio e sovvenzioni saranno date con l’obiettivo di sostenere la mobilità transnazionale dei cittadini, promuovere partnership bilaterali e multilaterali e migliorare la qualità degli istituti e dei sistemi di istruzione e formazione per farne un riferimento mondiale.

Nella conferenza su istruzione e formazione per tutta la vita saranno premiati  i tre migliori progetti realizzati nell’ambito dei vecchi programmi Comenius, Erasmus, Leonardo, Grundtvig, Jean Monnet, e Lingua.

 

 

 

NUOVO PROGRAMMA LIFE+

 

L’obiettivo generale del Programma Life+ è di contribuire all’attuazione, all’aggiornamento e allo sviluppo della politica e della normativa comunitaria in materia di ambiente, compresa l’integrazione dell’ambiente in altre politiche, contribuendo in tal modo allo sviluppo sostenibile. LIFE+ consta di tre componenti, per ognuna delle quali è stabilito un programma strategico pluriennale che indica i settori prioritari di azione per il finanziamento comunitario: “Natura e biodiversità”, “Politica e governance ambientali”, “Informazione e comunicazione”.

Al fine di assicurare un valore aggiunto europeo, i progetti dovranno riguardare le migliori pratiche o essere progetti di dimostrazione destinati a dare attuazione alla direttiva sulla conservazione degli uccelli selvatici o a quella sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.

Dovranno essere progetti innovativi o di dimostrazione attinenti a obiettivi comunitari in materia di ambiente, compresi lo sviluppo o la diffusione di tecniche, know how o tecnologie finalizzati alle migliori pratiche.

Potranno essere realizzate campagne di sensibilizzazione e formazione specifica per gli agenti implicati nella prevenzione degli incendi boschivi. Infine, potranno essere realizzati progetti finalizzati alla definizione e alla realizzazione di obiettivi comunitari connessi con il monitoraggio a lungo termine e su larga scala delle foreste e delle interazioni ambientali.

Tra le misure che potranno essere finanziate da LIFE+, figurano:

• attività operative di ONG ambientali a livello europeo;

• sviluppo e manutenzione di reti, di banche dati e di sistemi informatici direttamente collegati

all’attuazione della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente;

• studi, indagini, elaborazione di modelli e di scenari;

• monitoraggio, incluso quello delle foreste;

• assistenza allo sviluppo di capacità;

• formazione, workshop e riunioni, compresa la formazione degli agenti implicati in iniziative di prevenzione degli incendi boschivi;

• collegamenti in rete e piattaforme per le migliori pratiche;

• azioni di informazione e comunicazione, comprese campagne di sensibilizzazione (in particolare rivolte al pubblico sugli incendi boschivi);

• dimostrazione di approcci strategici, tecnologie, metodi e strumenti innovativi.

Il finanziamento comunitario potrà assumere la forma di convenzione o di sovvenzione o di contratti di appalto pubblico. Potranno ricevere finanziamenti tramite LIFE+ organismi, soggetti e istituzioni pubblici e/o privati.

La dotazione finanziaria per l’esecuzione di LIFE+ per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2013 è pari a 2.143.409.000 euro, di cui almeno il 78% dovrà essere usato per sovvenzioni di azioni per progetti.

 

 

 

TRASFERIMENTO DI CONOSCENZE TRA RICERCA ED IMPRESA

 

La globalizzazione dell'economia, sempre più fondata sulla conoscenza e lo scambio di informazioni, attribuisce un ruolo crescente alla dimensione internazionale della scienza e della ricerca. Pertanto la mobilità dei ricercatori costituisce un elemento fondamentale per l'acquisizione ed il trasferimento delle conoscenze.

Tale circostanza, come ha ribadito la recente comunicazione pubblicata dalla Commissione europea su "La promozione del trasferimento di conoscenze tra organizzazioni di ricerca ed imprese” è uno degli obiettivi fondamentali del Piano per l’Innovazione nonché un elemento essenziale dello Spazio europeo della ricerca (SER).

Da un’indagine specifica condotta sulla questione del “trasferimento di conoscenze”, tra gli ostacoli di maggiore rilievo, figurano: differenze culturali tra la comunità scientifica ed il mondo imprenditoriale, la mancanza di incentivi alla ricerca ed all’innovazione, barriere giuridiche e mercati obsoleti e frammentati.

La Commissione europea sottolinea l’importanza di creare una “forza lavoro” composta da personale altamente qualificato in materia di trasferimento delle conoscenze all’interno delle università e dei centri di ricerca. Ma è necessario anche esortare tutti i ricercatori ad acquisire una mentalità più imprenditoriale, al fine di rafforzare l’interazione ed i legami con l’industria.

L’Istituto Europeo di Tecnologia (IET) si è posto come obiettivo la promozione di iniziative mirate a sviluppare una maggiore interazione tra le istituzioni di ricerca e l’industria e per questo è fondamentale incoraggiare tra di essi gli scambi di personale qualificato. Per finanziare questi progetti, la Commissione Europea ha creato, oltre ai programmi quadro, una serie di fondi europei: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo di coesione ed il programma Marie Curie per la collaborazione strategica tra industria e mondo accademico (quest’ultimo è integrato all’interno del programma “Persone” del 7° PQ).

Questi finanziamenti sono stati creati con obiettivi specifici quali: il rafforzamento delle attività di ricerca attraverso l’accesso alla attrezzature, la capacità di richiamare personale qualificato (anche dai paesi terzi) e di garantire l’importanza dei contributi economici alla ricerca, nonché la gestione della proprietà intellettuale e gli incentivi a favore dei ricercatori per incoraggiare la partecipazione ad attività di trasferimento delle conoscenze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

BRUXELLES  -  MINISESSIONE  06 - 07 GIUGNO 2007

 

 

ISTITUZIONI

 

 

DICHIARAZIONI

 

Il Presidente del Parlamento ha dato il benvenuto ai nuovi deputati bulgari eletti lo scorso 20 maggio. In riferimento all'annuncio dell'ETA di non intendere più rispettare il cessate il fuoco, ha poi espresso la solidarietà del Parlamento alla Spagna, chiedendo a tutti gli Stati membri di assisterla nella lotta al terrorismo

 

HANS-GERT Pöttering ha dato il benvenuto ai 18 deputati bulgari eletti lo scorso 20 maggio affermando che «dopo aver superato il Comunismo, queste elezioni segnano l'integrazione della Bulgaria nella famiglia europea». Dopo aver sottolineato che il Paese, un crocevia tra Est e Ovest, porti con sé un patrimonio culturale molto ricco, il Presidente ha rilevato che molte riforme sono state realizzate in Bulgaria e che occorre ora proseguire su questa strada con la stessa determinazione dimostrata prima dell'adesione, con il contributo dei nuovi deputati. Ha quindi concluso affermando che «lavoreremo assieme per sviluppare ulteriormente la nostra casa comune europea».

Accennando all'annuncio dell'ETA riguardo alla sua intenzione di non rispettare il cessate il fuoco, il Presidente ha voluto esprimere la solidarietà del Parlamento al popolo e alle istituzioni spagnole, condannando il ricorso alla violenza per fini politici. Ha anche rivolto un appello agli Stati membri affinché aiutino la Spagna nella lotta al terrorismo. Ha infine reso omaggio a tutte le vittime del terrorismo.

 

 

 

CONSIGLIO EUROPEO

 

 

CONSIGLIO EUROPEO DI GIUGNO: REALISMO E OTTIMISMO SULLE RIFORME

 

Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione - Preparazione del Consiglio europeo (21 e 22 giugno 2007) e stato di revisione dei trattati

Dibattito: 7.6.2007

 

Le dichiarazioni del Ministro degli esteri tedesco e della Vicepresidente della Commissione hanno aperto un ampio dibattito in Aula sul prossimo Vertice di giugno. Sebbene i punti in agenda saranno numerosi, gli interventi si sono concentrati sulla questione istituzionale. La stessa Presidenza ha riconosciuto che il successo dell'incontro sarà misurato soprattutto dai risultati in questo campo. Molti deputati hanno rivendicato un ruolo maggiore per il Parlamento nell'ambito della CIG.

 

Dichiarazione del Consiglio

Frank-Walter Steinmeier ha premesso che i colloqui in vista del Vertice sono ancora in corso ed ha sottolineato che si tratterà di una riunione decisiva per l'Europa. Dopo aver ricordato che il modello europeo è un modello di successo che molti invidiano, ha sottolineato come ciò non garantisce che potrà proseguire in futuro. Per tale ragione, «ci aspettano nuovi compiti» e la posta in gioco è importante, in quanto occorre definire una nuova base di lavoro che permetta all'UE di mantenere la capacità di agire. Il Ministro degli esteri ha poi sottolineato che le aspettative sono notevoli, ma ha ammonito che non bisogna commettere l'errore di renderle ancora più ambiziose. Occorre però essere realisti e ottimisti, in quanto l'UE può agire solo se gli Stati membri collaborano.

Il Ministro ha poi affrontato alcuni degli altri temi che saranno all'ordine del giorno del Vertice: immigrazione, libera circolazione, relazioni di buon vicinato, le nuove sfide globali e la strategia europea nei confronti del continente asiatico (compreso il Medio Oriente). Ma ha ammesso che il successo dell'incontro sarà misurato soprattutto sulla questione istituzionale. In tale contesto, ha sottolineato l'importanza di ascoltare i cittadini, sostenendo che la maggior parte di essi vogliono un'Europa efficace, efficiente e attiva che si concentri sulle cose essenziali. Convinto che la riforma sia giustificata, il Ministro si è detto lieto di osservare che tutti i suoi interlocutori sono dello stesso parere.

Si tratterà, ha spiegato, di rafforzare alcune politiche (Giustizia e affari interni, relazioni esterne, ambiente e energia) e di valutare l'opportunità di affrontare anche le nuove sfide come i cambiamenti climatici e la solidarietà energetica. Il Ministro ha poi posto in luce il fatto che la maggioranza degli Stati membri concorda con il Parlamento europeo sul mantenimento del carattere vincolante della Carta dei Diritti Fondamentali. Dovrà inoltre essere rafforzata la sussidiarietà conferendo un maggiore ruolo ai parlamenti nazionali, ma sena aggiungere altri poteri di veto. L'obiettivo, infine, dovrebbe essere di disporre delle nuove regole prima delle elezioni del 2009. Le consultazioni, ha concluso, proseguiranno nelle prossime due settimane e ha ammonito che se non si coglie questa occasione, non vi saranno altre possibilità in futuro.

 

Dichiarazione della Commissione

Per Margot Wallström il prossimo Vertice sarà un test importante per l'UE che dovrà essere dotata della capacità di far fronte alle nuove sfide. Prima di affrontare la questione istituzionale, la Vicepresidente della Commissione ha sottolineato che l'Unione deve dare ai cittadini politiche giuste e, in proposito, ha fatto cenno a altri punti che saranno trattati in occasione del Vertice: la politica di immigrazione, la lotta all'AIDS e i cambiamenti climatici. Sulla prima ha sottolineato l'esigenza di un miglior coordinamento tra gli Stati membri per far fronte al flusso migratorio crescente ma anche quella di cogliere le opportunità per portare benefici al mercato del lavoro. In merito all'AIDS ha posto in luce la necessità di rafforzare la prevenzione, la ricerca, e l'assistenza. I cambiamenti climatici dovranno essere affrontati anche alla luce dei dibattiti avuti dal G8.

In merito alla questione istituzionale, la commissaria non ha nascosto ottimismo, raccogliendo l'invito della Presidenza a non avanzare nuove pretese. Ha poi spiegato che, per la Commissione, l'importante è servire i cittadini europei realizzando obiettivi politici. Ma per ottenere ciò, ha aggiunto, sono necessari strumenti adeguati e bisogna trovare quindi una soluzione equilibrata per ottenere il consenso. Un minimo comune denominatore, ha proseguito, può portare a benefici solo nel breve termine.  E' nel trattato costituzionale che va cercata la soluzione, visto che la sua sostanza resta valida: mantenere il metodo comunitario e il potere d'iniziativa della Commissione, eliminare il sistema che poggia su tre pilastri, rafforzare le prerogative del Parlamento europeo e estendere le decisioni a maggioranza qualificata. La Costituzione contempla inoltre «eccellenti soluzioni» per quanto riguarda il ruolo dei parlamenti nazionali. La Commissione, infine, sostiene il carattere vincolante della Carta dei Diritti Fondamentali.

Per la commissaria, dovranno essere apportati dei cambiamenti, potrà essere cambiata la forma e si potrà discutere dei simboli e di altri punti controversi, ma «il testo dovrà essere leggibile e accessibile». E' anche necessario trovare un nuovo metodo per spiegare ai cittadini i motivi per i quali vi è il bisogno di un nuovo trattato e convincerli del legame esistente tra l'efficacia nell'affrontare le nuove sfide politiche e l'assetto istituzionale.

 

Nel dibattito è intervenuto JOSEPH DAUL (PPE/DE, FR), per il quale il 22 giugno sarà necessario raggiungere un accordo che permetta all'Europa di decidere e di agire «in campi ove l'Unione s'impone»: il clima, l'energia, l'immigrazione, la sicurezza e gli affari esteri. Di fronte alla mondializzazione, ha aggiunto, «i nostri paesi e i nostri cittadini devono essere attori e non spettatori». E se si vuole che il mondo cambi in linea con i valori europei, «occorre darsene i mezzi». L'accordo globale dovrà dare quindi all'UE un nuovo trattato che le permetta di essere «più efficace, più democratica, più leggibile e, soprattutto, più trasparente». Quale che sia il suo nome, ha aggiunto, la sua ratifica dovrà avvenire prima delle elezioni del 2009.

Il trattato, ha proseguito, dovrà rispondere alle attese di tutti i paesi. Ma non potrà essere un mini trattato né un trattato per difetto, «dovrà essere ambizioso, realista e all'altezza della posta in gioco, ma anche rispettoso degli imperativi della sussidiarietà e della proporzionalità». Dovrà inoltre dare il debito spazio alla dimensione parlamentare. L'Unione dovrà essere dotata della personalità giuridica e poggiare su un unico pilastro. Dovranno anche essere risolte le questioni della Presidenza stabile e del Ministro degli Esteri. Il trattato, ha proseguito, dovrà anche estendere le decisioni a maggioranza «per evitare che l'UE sia paralizzata dai diritti di veto», anche perché «i reticenti non devono ostacolare chi vuole progredire». La Carta dei diritti fondamentali dovrà essere vincolante. In merito alla CIG, il leader popolare ha infine rivendicato un ruolo sia per il Parlamento europeo sia per i parlamenti nazionali.

 

Nel dibattito è inoltre intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla fine di questo semestre la Presidenza tedesca ha una responsabilità certamente molto rilevante, perché tutti confidiamo nella vostra guida, affinché si arrivi finalmente ad una soluzione positiva della questione del trattato costituzionale europeo.

Il Parlamento è fortemente impegnato a sostenere un'Europa che possa diventare protagonista della politica. Sappiamo bene che si dovrà arrivare ad un compromesso, sappiamo bene che non tutto il lavoro della Convenzione e non tutto il testo del trattato approvato da tanti paesi potrà entrare in vigore.

Ma su alcune questioni il Parlamento non può fare marcia indietro: mi riferisco a questioni come il voto a maggioranza, la personalità giuridica, la politica estera, anche la bandiera e l'inno.

Avremo molto da discutere, il Parlamento dovrà assumere un ruolo importante, perciò chiediamo formalmente, signor Presidente del Consiglio, che il Parlamento attraverso il suo Presidente e i suoi delegati, possa partecipare attivamente alla conferenza intergovernativa, insomma possa giocare veramente un ruolo da protagonista insieme ai governi e alla Commissione.

Devo lanciare ancora un appello perché non ci si dimentichi mai della nostra identità, perché non ci si dimentichi delle nostre radici giudaico-cristiane. L'ultimo tema che voglio affrontare riguarda il Consiglio prossimo venturo, precisamente la questione dell'immigrazione. In Europa, e lo dice un parlamentare che viene dal fronte meridionale dell'Unione europea - il mio paese, l'Italia, ha 7.000 chilometri di costa -, viviamo emergenze preoccupanti ogni giorno, a Malta, in Spagna, in Francia. Chiediamo all'Unione europea di impegnarsi sul serio rinforzando il progetto Frontex e rinforzando tutte le iniziative che permettano di frenare l'immigrazione clandestina all'interno dell'Unione europea."

 

 

 

COSTITUZIONE

 

 

UN NUOVO TRATTATO PRIMA DELLE ELEZIONI EUROPEE

Doc. A6 - 0197/2007

 

Relazione sul tracciato per il processo costituzionale dell'Unione

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 6.6.2007 - Votazione 7.6.2007

 

 

Nel ribadire il proprio sostegno alla Costituzione e ricordando la responsabilità politica degli Stati membri che l'hanno firmata, ma non ratificata, il Parlamento chiede di concludere il processo in tempo per le prossime elezioni europee. Se apre a una forma diversa dalla Costituzione, insiste sul mantenimento di tutti i principi basilari in essa contenuta e ammonisce che non accetterà qualsiasi compromesso. Chiede poi di essere pienamente coinvolto nella Conferenza intergovernativa.

 

Adottando con 469 voti favorevoli, 141 contrari e 32 astensioni la relazione il Parlamento ribadisce anzitutto il sostegno al contenuto del trattato costituzionale. I deputati sottolineano infatti che esso conferisce formalmente all'Unione europea «la sua intrinseca dimensione politica e rafforza l'efficacia del suo operato», incrementa inoltre il controllo democratico sui processi decisionali, contribuisce alla trasparenza e rafforza i diritti dei cittadini dell'Unione.

Sottolineando che i due terzi degli Stati membri lo hanno già ratificato e che altri quattro Stati membri si sono impegnati chiaramente a favore delle disposizioni in esso contenute, e prendendo atto delle preoccupazioni manifestate dai cittadini francesi e olandesi nonché dei timori espressi in altri Stati membri, i deputati ricordano «la responsabilità politica di quegli Stati membri che hanno sottoscritto il trattato costituzionale ma che non lo hanno ratificato». Ribadiscono quindi l'impegno a concludere l'attuale processo costituzionale dell'Unione europea sulla base del contenuto del trattato costituzionale, «eventualmente con una presentazione diversa», e «tenendo conto delle difficoltà sorte in taluni Stati membri».

E, al riguardo, appoggiano gli sforzi della Presidenza tedesca per impegnare il Consiglio europeo di giugno a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) e a definire una tabella di marcia, una procedura, un chiaro mandato e l'obiettivo di raggiungere un accordo prima della fine dell'anno in corso. La relazione invita infatti a ultimare il processo di ratifica del nuovo trattato entro la fine del 2008, affinché il prossimo Parlamento, che sarà eletto nel 2009, «inizi il proprio mandato conformemente alle disposizioni del nuovo trattato». Chiede poi a tutti gli Stati membri di coordinare le proprie procedure di ratifica «affinché il processo si concluda simultaneamente».

Il Parlamento insiste sulla conservazione di tutti i principi basilari dell'Unione europea contenuti nella prima parte del trattato costituzionale. In particolare, cita la duplice natura dell'Unione europea quale unione di Stati e di cittadini, il primato del diritto europeo, la nuova tipologia di atti e procedure, la gerarchia delle norme e la personalità giuridica dell'Unione. Rileva inoltre che il trattato costituzionale comporta «altri miglioramenti importanti» quali il consolidamento dei trattati esistenti e la fusione dei pilastri, il chiaro riconoscimento dei valori fondanti dell'Unione europea e della forza giuridicamente vincolante della Carta dei diritti fondamentali e l'incremento della partecipazione dei cittadini alla vita politica dell'Unione europea. Ma anche la chiarificazione delle competenze dell'Unione europea e degli Stati membri, il rispetto del principio di sussidiarietà e il ruolo specifico dei parlamenti nazionali al riguardo - «senza compromettere l'equilibrio istituzionale dell'Unione europea sancito dal protocollo sulla sussidiarietà» - e il rispetto del ruolo delle autorità regionali e locali.

Nel sottolineare quindi che qualsiasi proposta di modifica del trattato costituzionale «dovrà ottenere lo stesso appoggio ottenuto a suo tempo dalla disposizione che si intende sostituire», i deputati ribadiscono l'intenzione di respingere la conclusione dei negoziati che, rispetto al trattato costituzionale, dovesse comportare una minore protezione dei diritti dei cittadini (al riguardo insistono sul mantenimento della Carta dei diritti fondamentali e della sua natura vincolante) e una riduzione della democrazia, della trasparenza e dell'efficienza del funzionamento dell'Unione.

D'altra parte, il Parlamento riconosce la necessità di tener conto di altre importanti questioni emerse durante il periodo di riflessione e di chiarirne altre che sono già state affrontate nel trattato costituzionale, «che possono essere affrontate solo da un'Europa più forte». E, al riguardo, cita gli esempi dello sviluppo sostenibile, della solidarietà nel settore energetico, della coerenza della politica migratoria, del modello sociale europeo nel contesto del cambiamento demografico e della globalizzazione, del terrorismo, del dialogo fra civiltà e dei meccanismi comuni efficaci per il coordinamento delle politiche economiche nella zona dell'euro, «salvaguardando al contempo il ruolo della Banca centrale europea in materia di politica monetaria», nonché dei criteri e delle procedure dell'Unione per l'allargamento.

Infine, nel rammentare che il Parlamento, in quanto unica istituzione comunitaria eletta direttamente dai cittadini, «deve partecipare pienamente alla CIG», i deputati chiedono la convocazione parallela di una conferenza interistituzionale allo scopo di tenere aggiornato il Parlamento europeo e «contribuire in maniera sostanziale alla creazione di un consenso transpartitico e transnazionale alla CIG». Sottolineano poi l'importanza del dialogo fra i parlamenti nazionali e i rispettivi governi attraverso la CIG ed esprimono la volontà di rimanere, nel corso delle prossime trattative, in stretto rapporto con i parlamenti nazionali, nonché con il Comitato delle regioni, il Comitato economico e sociale europeo, le parti sociali europee, le comunità religiose e la società civile.

 

 

 

CULTURA

 

 

MIGLIORARE LA TUTELA DEGLI ARTISTI

Doc. A6-0199/2007

 

Relazione sullo statuto sociale degli artisti

Procedura: Iniziativa - Dibattito:6.6.2007 - Votazione: 7.6.2007

 

Migliorare la sicurezza sociale degli artisti e la consapevolezza sui loro diritti, sviluppare l'educazione artistica e il riconoscimento dei diplomi nonché agevolare la mobilità degli artisti all'interno dell'UE. E' quanto chiede il Parlamento sollecitando una politica dei visti e garanzie specifiche per gli artisti non europei che lavorano nell'Unione. Per i deputati occorre anche un'analisi degli strumenti per finanziare la protezione degli artisti viventi europei.

 

La relazione sottolinea anzitutto che «nessun artista è totalmente al riparo dalla precarietà in nessuna fase della sua carriera» e che occorre facilitare l'accesso degli artisti alle informazioni concernenti le loro condizioni di lavoro, mobilità, disoccupazione, salute e pensione. Rileva inoltre che in numerosi Stati membri taluni professionisti del settore artistico non hanno uno statuto legale.

 

Protezione sociale degli artisti

I deputati invitano gli Stati membri a sviluppare o applicare un quadro giuridico e istituzionale al fine di sostenere la creazione artistica «mediante l'adozione o l’attuazione di una serie di misure coerenti e globali» che riguardino la situazione contrattuale, la sicurezza sociale, l'assicurazione malattia, la tassazione diretta e indiretta e la conformità alle norme europee. 

Sollecitano inoltre la Commissione ad elaborare un manuale pratico «uniforme e comprensibile» destinato agli artisti europei che contenga tutte le disposizioni in materia di assicurazione malattia, disoccupazione e pensionamento in vigore a livello nazionale ed europeo. La incoraggiano poi a varare un progetto pilota al fine di sperimentare l'introduzione di una carta elettronica europea di sicurezza sociale specificamente destinata all'artista europeo.

La Commissione è poi invitata a adottare una "carta europea per la creazione artistica e le condizioni del suo esercizio", per affermare l'importanza delle attività dei professionisti della creazione artistica e favorire l'integrazione europea. Assieme agli Stati membri dovrebbe anche creare un "registro professionale europeo" del tipo EUROPASS per gli artisti, nel quale potrebbero figurare il loro statuto, la natura e la durata dei successivi contratti nonché le coordinate dei loro datori di lavoro o dei prestatori di servizi che li ingaggiano.

 

Educazione e formazione artistica, dalla più tenera età e per tutto l'arco della vita

Il Parlamento sollecita gli Stati membri a promuovere studi artistici formali che offrano una buona formazione personale e professionale e consentano agli studenti «di sviluppare il proprio talento artistico nonché competenze generali per operare in altri ambiti professionali». Dovrebbero inoltre creare strutture specializzate di formazione e tirocinio destinate ai professionisti del settore culturale, «in modo da sviluppare un'autentica politica dell'occupazione in questo ambito».

La Commissione è poi invitata a effettuare uno studio sull'educazione artistica nell'Unione europea (i suoi contenuti, la natura della formazione offerta - se formale o meno - nonché i risultati e gli sbocchi professionali) e a comunicarne i risultati al Parlamento entro due anni. Dovrebbe inoltre prevedere il finanziamento di misure e progetti pilota che consentano in particolare di definire i modelli adeguati in materia di educazione artistica nell'ambiente scolastico «attraverso un sistema europeo di scambio di informazioni e di esperienze destinato agli insegnanti di discipline artistiche».

I deputati invitano poi la Commissione ad incoraggiare e favorire la mobilità degli studenti europei delle discipline artistiche, attraverso l'intensificazione dei programmi di scambio fra gli studenti dei conservatori e delle scuole artistiche nazionali sia su scala europea che su scala extra-europea. Andrebbe inoltre esaminata la possibilità di creare un fondo di mobilità europea di tipo Erasmus destinato agli scambi di insegnanti e di giovani artisti.

Il Parlamento incoraggia gli Stati membri a sviluppare la definizione di contratti di formazione o di qualificazione nelle professioni artistiche e propone quindi di «agevolare il riconoscimento dell'esperienza professionale degli artisti». Più in particolare, chiede agli Stati membri di prestare un'attenzione particolare al riconoscimento a livello comunitario di diplomi e altri certificati rilasciati dai conservatori e dalle scuole artistiche nazionali europee e da altre scuole ufficiali delle arti dello spettacolo, «in modo da consentire ai loro titolari di lavorare e studiare in tutti gli Stati membri».

 

Agevolare la mobilità interna e internazionale

Sottolineando poi la necessità di distinguere con precisione la mobilità specifica degli artisti da quella dei lavoratori dell'Unione europea in generale, i deputati chiedono alla Commissione di individuare formalmente i settori culturali in cui «risulta evidente» il rischio di una fuga di creatività e di talenti e sollecitano gli Stati membri a fornire incentivi per incoraggiare gli artisti a rimanere o a rientrare nel territorio degli Stati membri dell'Unione europea.

A loro parere, inoltre, occorre tener conto delle difficoltà che alcuni artisti europei ed extracomunitari incontrano attualmente per ottenere un visto ai fini del rilascio di un permesso di lavoro, nonché delle incertezze legate a tale situazione. La Commissione è quindi invitata a riflettere sugli attuali sistemi per la concessione di visti e permessi di soggiorno agli artisti e a mettere a punto una regolamentazione comunitaria in questo settore che possa portare all'introduzione di un visto temporaneo specificamente destinato agli artisti europei ed extracomunitari, come già avviene in taluni Stati membri.

Nel porre in luce poi l'importanza di iniziative su scala europea per facilitare il riconoscimento di diplomi e altri certificati rilasciati dai conservatori e dalle scuole artistiche nazionali di paesi terzi all'Unione europea, al fine di favorire la mobilità degli artisti verso gli stati membri dell'Unione europea, il Parlamento invita la Commissione e gli Stati membri ad esaminare la possibilità di iniziative per assicurare il trasferimento dei diritti pensionistici e di sicurezza sociale degli artisti provenienti da paesi terzi dell'Unione europea quando ritornano nei loro paesi d'origine.

 

Diritti d'autore e finanziamento della protezione degli artisti viventi

Il Parlamento, invita gli Stati membri che non l'applicano ancora, ad organizzare in modo efficace il pagamento di tutti gli equi compensi relativi ai diritti di riproduzione e delle eque remunerazioni dovute ai titolari dei diritti d’autore e dei diritti connessi.

Chiede anche alla Commissione di procedere ad uno studio che analizzi le disposizioni prese dagli Stati membri affinché una parte delle entrate generate dal pagamento dell’equo compenso dovuto ai titolari dei diritti d’autore e dei diritti connessi «sia destinata al sostegno dell’attività creativa e alla protezione sociale e finanziaria degli artisti». Tale studio dovrebbe anche analizzare gli strumenti giuridici e i dispositivi che potrebbero essere utilizzati «per contribuire al finanziamento della protezione degli artisti viventi europei».

Facendo proprio un emendamento proposto dalla relatrice e dal suo gruppo, il Parlamento ritiene infine auspicabile che gli Stati membri studino la possibilità di concedere agli artisti un aiuto supplementare a quelli già in vigore, prevedendo per esempio un prelievo sullo sfruttamento commerciale delle creazioni originali e dello loro  interpretazioni libere da diritti.

 

 

 

BILANCIO

 

 

BILANCIO DI PREVISIONE 2008 DEL PARLAMENTO

Doc. A6-0202/2007

 

Relazione sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio finanziario 2008

Procedura: Bilancio - Dibattito: 7.6.2007 - Votazione: 7.6.2007

 

Il Parlamento individua le priorità politiche per il 2008 e sottolinea la necessità di mantenere il suo bilancio in linea con quello del 2007, tenendo conto dell'inflazione. A tal fine propone una serie di modifiche al progetto preliminare proposto dall'Ufficio di Presidenza, accantonando alcune spese che, al momento, non appaiono sufficientemente giustificate. L'accento è posto sulla politica di informazione e comunicazione, sul multilinguismo e sulla politica immobiliare.

 

La relazione ricorda anzitutto che le priorità politiche per il 2008 sono la fornitura di servizi efficaci ai deputati «per consentire di legiferare meglio», il rafforzamento dell'efficacia degli strumenti di comunicazione del Parlamento europeo e dei suoi gruppi politici e il miglioramento dell'allocazione dei fondi di bilancio.

I deputati, inoltre, sottolineano la necessità di mantenere il bilancio 2008 a livello di quello dell'anno precedente, aumentato del tasso d'inflazione del 2%, «salvo specifiche ragioni contrarie». Ricordano infatti che quello del 2008 dovrebbe essere «un bilancio per il contribuente dell'Unione europea», volto a un responsabile comportamento di bilancio di tutti i soggetti che partecipano al processo, «con decisioni sulle risorse finanziarie fondate su un'argomentazione solida».

Nel ricordare poi che tutte le richieste di bilancio «dovrebbero riflettere bisogni giustificati», il Parlamento osserva che la proposta di bilancio per il 2008 prevede 65,3 milioni di euro per progetti prioritari in corso di sviluppo e per la campagna preelettorale «senza fornire alcuna giustificazione dettagliata al riguardo». Il progetto di bilancio comporta così un aumento del 6,7% rispetto al 2007, nonostante i risparmi realizzati, pertanto, i deputati ritengono opportuno, in questa fase, accantonare queste spese, consentendo di definire il bilancio a 1.427.400.000 euro, riducendone al 2,1% l'aumento rispetto all'esercizio precedente.

 

Politica d'informazione e comunicazione

I deputati prendono atto delle proposte volte a destinare una dotazione totale di 41.800.000 euro alla politica dell'informazione, ossia 10.300.000 euro per una campagna di sensibilizzazione in prospettiva delle elezioni europee del 2009, 9.000.000 di euro per l'attuazione del canale televisivo parlamentare (WebTV), 15.700.000 euro per il centro audiovisivo e 6.800.000 per completare la costruzione del Centro visitatori. 

Più in particolare, plaudono all'iniziativa adottata dall'Ufficio di Presidenza di proporre una campagna di informazione in relazione alle prossime elezioni europee ma, in attesa che vengano fornite informazioni più dettagliate sull'utilizzo di questi fondi, propongono di accantonare l'importo  corrispondente e di ridurre di conseguenza le relative linee di bilancio. D'altra parte, la relazione chiede lo sviluppo di un programma specifico imperniato sui mezzi di informazione di piccole dimensioni e locali, ritenendolo uno degli strumenti più efficaci «per sensibilizzare meglio i cittadini dell'Unione alle attività del Parlamento europeo». E' quindi rivolto un invito affinché venga studiata la possibilità di fornire a ciascun deputato gli strumenti adeguati che consentano di invitare giornalisti locali a visitare il Parlamento europeo.

I deputati, visto che il progetto è di fatto rinviato all'autunno, propongono di mettere in riserva i fondi richiesti per il 2008 per la WebTV del Parlamento europeo, in attesa di stime più  precise circa il costo del progetto, se approvato, e di ulteriori informazioni in merito alla capacità di assorbimento di un tale importo.

 

Multilinguismo

I deputati si dicono disposti ad esaminare una proposta di ristrutturazione del servizio di interpretazione, insistendo al contempo affinché l’amministrazione applichi più attivamente il codice di condotta sul multilinguismo, «per garantire ai deputati un supporto linguistico adeguato ed efficiente». Chiedono poi di esaminare la possibilità di estendere questo servizio ai fini di un'assistenza linguistica più personalizzata. Si dicono infine fortemente preoccupati per il fatto che le traduzioni dei documenti «spesso non sono disponibili in tutte le lingue per i dibattiti in commissione» e, in proposito, sottolineano che è essenziale prendere le misure necessarie in vista di un sistema di traduzione efficiente, «al fine di garantire un trattamento equo a tutti i deputati e uno sviluppo ordinato dei lavori parlamentari».

 

Politica immobiliare e sedi di lavoro

La relazione sottolinea anzitutto che il processo di acquisto degli immobili del Parlamento europeo nei tre luoghi di lavoro «dovrebbe, a lungo termine, comportare sostanziali risparmi per il contribuente europeo». I deputati si dicono poi assolutamente convinti che occorra adottare una strategia globale allorché si tratti di decidere di prendere in locazione, acquistare o riattare edifici. Ritengono infatti che qualsiasi decisione concernente la politica immobiliare «debba tener conto delle ripercussioni finanziarie a lungo termine».

In merito all'esistenza delle tre sedi di lavoro del Parlamento europeo, i deputati ritengono che «ci si possa impegnare per limitare il numero di missioni del personale a Strasburgo e, laddove è possibile, utilizzare meglio le nuove tecnologie, come le videoconferenze». La relazione chiede pertanto di limitare gli stanziamenti destinati alle "Spese di missione del personale" al livello del bilancio 2007 e di accantonare l'aumento di 1.490.000 euro, richiesto per il 2008.

 

L'assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Doc. B6-0196/2007 - Risoluzione sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2007 dell'Unione europea per l'esercizio 2007, Sezione III - Commissione

-        Doc. A6-0189/2007 - Risoluzione sul progetto di bilancio rettificativo n. 2/2007 dell'Unione europea per l'esercizio 2007, Sezione III - Commissione

-        Doc. A6-0175/2007 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla mobilizzazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea in conformità del punto 26 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

DIRITTI UMANI

-        Doc. B6-0234/2007 - Risoluzione sulla quinta sessione del Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite (UNHRC)

Il Parlamento si rammarica che il Consiglio per i diritti dell'uomo dell'ONU abbia omesso di agire in talune crisi urgenti come in Darfur e che i suoi membri adempiano a volte solo formalmente al rispetto dei diritti umani. Chiede poi criteri chiari per il riesame periodico e che le procedure speciali non siano influenzate dalla politica. L'UE dovrebbe quindi respingere qualsiasi compromesso che metta in pericolo la capacità del Consiglio di svolgere pienamente il proprio ruolo.

 

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

-        Doc. A6-0207/2007 - Relazione sull'iniziativa del Regno del Belgio, della Repubblica di Bulgaria, della Repubblica federale di Germania, del Regno di Spagna, della Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo, del Regno dei Paesi Bassi, della Repubblica d'Austria, della Repubblica di Slovenia, della Repubblica slovacca, della Repubblica italiana, della Repubblica di Finlandia, della Repubblica portoghese, della Romania e del Regno di Svezia sul rafforzamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo ed alla criminalità transfrontaliera

Consultato su una proposta relativa all'approfondimento della cooperazione transfrontaliera al fine di lottare contro il terrorismo, la criminalità transfrontaliera e l'immigrazione illegale, il Parlamento chiede di restringere il campo d'azione di tale assistenza e propone una serie di emendamenti volti a garantire i diritti fondamentali e la protezione dei dati. A determinate condizioni, potranno essere trasmessi profili DNA, dati dattiloscopici e taluni dati nazionali di immatricolazione dei veicoli.

-        Doc. A6-0194/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata

-        Doc. A6-0195/2007 - Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all’accesso per la consultazione al sistema di informazione visti (VIS) da parte delle autorità degli Stati membri competenti in materia di sicurezza interna e di Europol ai fini della prevenzione, dell’individuazione e dell’investigazione di atti terroristici e di altre gravi forme di criminalità

Confermando l'accordo con il Consiglio, il Parlamento ha adottato il regolamento che istituisce un sistema d'informazione sui visti e lo scambio di dati tra gli Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata. I deputati sono riusciti a rafforzare le disposizioni volte a garantire la protezione e la sicurezza dei dati nonché ad assicurare il rispetto della dignità umana e dell'integrità delle persone.

AGRICOLTURA

-        Doc. A6-0183/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio recante norme specifiche per il settore ortofrutticolo e recante modifica di taluni regolamenti

Indicazione dell'origine di frutta e ortaggi freschi utilizzati nei prodotti trasformati, aiuto alla superficie per il pomodoro, i funghi, l'aglio e le ciliegie da industria, nuovi obiettivi e più fondi UE ai programmi operativi. E' quanto chiede il Parlamento sulla riforma dell'OCM ortofrutta, proponendo l'istituzione di un nuovo Fondo di sicurezza per far fronte alle gravi crisi e di un osservatorio dei prezzi. Oltre alle piante aromatiche, anche lo zafferano nel campo d'applicazione.

 

SVILUPPO

-        Doc. B6-0236/2007 - Risoluzione sui progetti di decisione della Commissione che stabiliscono i documenti di strategia regionali e i programmi indicativi regionali per il Mercosur e l'America latina

 

PESCA

-        Doc. A6-0163/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un piano pluriennale per gli stock di merluzzo bianco del Mar Baltico e le attività di pesca che sfruttano questi stock

-        Doc. A-0162/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce le misure di conservazione e di esecuzione da applicare nella zona di regolamentazione dell'Organizzazione della pesca nell'Atlantico nordoccidentale

 

LIBERTÁ

-        Doc. B6-0205/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione quadro del Consiglio sulla protezione dei dati personali trattati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale (consultazione ripetuta)

-        Doc. A6-0204/2007 - Risoluzione legislativa sul progetto di decisione del Consiglio sulla messa in applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen relative al Sistema d'Informazione Schengen nella Repubblica ceca, nella Repubblica di Estonia, nella Repubblica di Lettonia, nella Repubblica di Lituania, nella Repubblica di Ungheria, nella Repubblica di Malta, nella Repubblica di Polonia, nella Repubblica di Slovenia e nella Repubblica slovacca

 

AMBIENTE

-        Doc. B6-0404/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari

-        Doc. A6-0403/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1925/2006 concernente l'aggiunta di vitamine e minerali nonché di alcune altre sostanze agli alimenti

 

AFFARI ESTERI

-        Doc. A6-0192/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio e della Commissione relativa alla conclusione del protocollo all'accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da un a parte, e la Federazione russa, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all'Unione europea

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  18 - 21 GIUGNO 2007

 

 

RELAZIONI ESTERNE

 

 

DIBATTITO SULLA CRISI IN PALESTINA

 

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo - Situazione in Palestina

Dibattito: 19.6.2007

 

Alla luce dei recenti eventi nei territori palestinesi, l'Aula ha tenuto un breve dibattito in cui si sono affrontati i temi del ruolo e delle responsabilità dell'UE, della fornitura degli aiuti umanitari e del processo politico verso la pace.

 

In apertura del dibattito HANS-GERT PÖTTERING, sottolineando come la sua prima visita ufficiale al di fuori dell'Unione sia avvenuta per precisa scelta in Medio Oriente, ha evidenziato la «terribile situazione» e gli «sviluppi spaventosi» nella striscia di Gaza nel corso degli ultimi giorni. Ha quindi ricordato che il suo incontro con il Presidente dell'Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, avrebbe dovuto aver luogo a Ramallah ma, in considerazione dell'aumento dei combattimenti tra Al Fatah e Hamas, si è svolto nei quartieri generali di Gaza. Si è poi detto impressionato dalla risolutezza con la quale il Presidente Abbas gli ha espresso le sue preoccupazioni, ed ha ricordato che sentiva la tensione nell'aria all'esterno degli uffici.

Enfatizzando la sua ferma condanna ai violenti attacchi delle milizie di Hamas contro le legittime forze di sicurezza delle istituzioni dell'Autorità palestinese, il Presidente ha chiesto all'Aula pieno appoggio e solidarietà al Presidente Abbas. «Sosteniamo la decisione del Presidente palestinese di rispondere alla situazione straordinaria con la creazione di un governo di emergenza», in modo che la crisi politica nei territori palestinesi possa cessare il più velocemente possibile. Ha poi voluto riaffermare la grande fiducia nel nuovo Primo ministro Salam Fayyad e la sua indiscussa leadership.

Poiché il nuovo governo deve far fronte ad una difficile sfida ed avrà bisogno dell'appoggio dell'Unione europea e della comunità internazionale, il Presidente ha affermato che il Parlamento appoggia pienamente tutti gli sforzi volti a riportare la pace in Medio Oriente e continuerà a lavorare per raggiungere il suo obiettivo in modo convincente, sia con le parole sia con i fatti. All'apertura della sessione plenaria di ieri è stato deciso di tenere un ampio dibattito sulla politica UE-Medio Oriente nel corso della tornata di luglio, seguito da una risoluzione e questa è la giusta decisione, ha ricordato. Tuttavia, ciò non significa che staremo a guardare passivamente gli sviluppi, poiché l'UE, incluso il Parlamento europeo, devono porsi alla guida del rinnovato impegno con il popolo palestinese ed i suoi rappresentanti.

Dopo aver sottolineato che occorre «far fronte alle nostre responsabilità», ha quindi aggiunto che «bisogna fare tutto quanto in nostro potere per assicurare che le condizioni umanitarie siano ristabilite nei Territori palestinesi» e fornire il nostro appoggio al popolo palestinese affinché possa far fronte alle più urgenti necessità, ma «si deve anche lavorare per sviluppare una prospettiva politica a lungo termine». Si è quindi rallegrato della decisione presa ieri dal Consiglio di riattivare i normali canali con l'Autorità palestinese che prevede di prendere le misure necessarie per ricominciare un'assistenza finanziaria diretta, trasparente ed efficiente, incluso l'aiuto per costruire istituzioni funzionanti. Gli obiettivi della Politica di difesa e di sicurezza comune dell'UE, inclusa la cooperazione di polizia, saranno portati avanti ed il Parlamento europeo, che ha un ruolo decisionale nel bilancio UE, darà tutto il suo appoggio.

Oltre a questi provvedimenti, ha proseguito il Presidente, dobbiamo chiedere ai palestinesi di rinnovare il loro impegno sulla via del dialogo, in modo da raggiungere la necessaria riconciliazione nella prospettiva di uno Stato palestinese che unificherà i Territori palestinesi, poiché non è nell'interesse di nessuno che si prosegua o si intensifichi la guerra civile. Ma non ci può essere pace senza il coinvolgimento di Israele, che ha una grande responsabilità. In proposito ha citato la sua visita in questo Paese, segnatamente il suo discorso dinanzi al Knesset, dove aveva ribadito fermamente che il Parlamento europeo aveva fatto appello ad Israele per esercitare la sua responsabilità politica e appoggiare inequivocabilmente il Presidente Abbas.

Concludendo il suo intervento il Presidente ha quindi esortato Israele a trasferire rapidamente i circa 800 milioni di dollari di entrate doganali direttamente al Presidente Abbas. L'Unione europea, inoltre, dovrebbe svolgere un ruolo di «mediatore onesto» e, in tale contesto, il Parlamento europeo può fornire il suo contributo. Dopo aver ricordato che israeliani e palestinesi hanno pari diritti, particolarmente il diritto di vivere entro confini sicuri, ha auspicato che arrivi presto il giorno in cui entrambi i popoli potranno vivere insieme in pace, «anche se oggi ciò sembra una prospettiva molto remota».

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni

-       Doc. A6-0210/2007 - Relazione su MEDA e l'aiuto finanziario alla Palestina - valutazione, attuazione e controllo

Pur rilevando i recenti progressi, il Parlamento chiede di migliorare l'efficienza e l'efficacia dello strumento finanziario MEDA che affianca il partenariato dell'UE con i paesi del Mediterraneo. Evidenziando poi il ruolo del meccanismo internazionale temporaneo (TIM), i deputati ritengono che debba anche essere finanziato l'addestramento e l'equipaggiamento delle forze di sicurezza. Israele potrebbe restituire gli introiti doganali tramite il TIM.

-       Doc. B6-0265/2007 - Risoluzione sul progetto di decisione della Commissione che stabilisce un documento di strategia regionale 2007-2013 e un programma indicativo pluriennale per l'Asia

-       Doc. A6-0208/2007 - Risoluzione sui lavori dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE nel 2006

 

 

 

COMMERCIO ESTERO/INTERNAZIONALE

 

 

UE-RUSSIA: ULTERIORI RIFORME E ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO

Doc. A6-0206/2007

 

Relazione sulle relazioni economiche e commerciali tra l'UE e la Russia

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 18.6.2007 - Votazione: 19.6.2007

 

La Russia deve completare le necessarie riforme politiche e economiche e garantire il rispetto dei diritti umani. E’ quanto afferma il Parlamento europeo, chiedendo alla Russia di non politicizzare l’economia. Dovrebbe anche migliorare il clima economico, aprendo maggiormente agli investimenti esteri, soprattutto, nel settore energetico e finanziario, nonché lottando più efficacemente contro le contraffazioni. Va poi valutata l’opportunità di negoziare un accordo di libero scambio.

 

Con l'approvazione della relazione, il Parlamento rileva anzitutto che le relazioni economiche e commerciali tra l'UE e la Federazioni russa «dovrebbero essere regolate in base ai principi di reciprocità, continuità, trasparenza, prevedibilità, affidabilità, non discriminazione e buon governo». Nota in seguito che, nel 2005, il volume totale degli scambi tra l'UE e la Russia ammontava a più di 166 miliardi di euro, con un'eccedenza commerciale della Russia pari all'8% circa del suo PIL, vale a dire approssimativamente 50 miliardi di euro. La Russia, inoltre, rappresenta il 7,3% degli scambi comunitari, è il terzo partner commerciale dell'UE che, a sua volta, è il principale partner commerciale della Russia. Infine, l'UE importa dalla Federazione russa, in media, circa il 28% dell'energia di cui ha bisogno, che corrisponde a circa il 65% delle sue importazioni totali dalla Russia.

 

Rispetto dei diritti umani e non politicizzazione dell’economia

I deputati, nel ricordare che la situazione dei diritti umani in Russia dovrebbe essere parte integrante dell'agenda politica UE-Russia, osservano che le relazioni con tale paese «sono in una fase critica» e si rammaricano che l'UE e la Russia «non siano riuscite a superare la mancanza di fiducia reciproca». Richiamano inoltre l'attenzione sull'elevato numero di procedimenti avviati contro la Russia dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Notando che il contesto macroeconomico russo è nel complesso positivo, il Parlamento ricorda tuttavia che tale crescita è stata determinata principalmente «dall'elevato aumento dei prezzi energetici mondiali». Prendendo poi atto delle riforme economiche e politiche realizzate in Russia negli ultimi anni, si dice persuaso che siano necessarie ulteriori riforme strutturali, segnatamente nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione e del gas, nel sistema bancario e, più in generale, nel campo dell'attuazione dello Stato di diritto.

Nel ritenere inoltre che una cooperazione economica efficace ed estesa tra la Russia e l'UE si debba basare su standard elevati di democrazia e sui principi del libero mercato, invita la Russia a portare avanti le riforme in questo senso, «astenendosi dal politicizzare l'economia e rispettando l'indipendenza delle istituzioni pubbliche e private». Al riguardo, prende atto con rammarico del fatto che la Russia «utilizza strumenti politici commerciali ai fini della politica estera in un modo che risulta incompatibile con le norme dell’OMC».

Le autorità russe sono quindi invitate a garantire un'applicazione corretta ed efficace delle leggi e delle norme, a lottare più attivamente contro la corruzione e a focalizzarsi in particolare sulla lotta contro le cause alla base di tale fenomeno. Dovrebbero inoltre provvedere all'attuazione effettiva delle convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) e adottare tutte le misure necessarie per lottare in modo efficace contro il dumping sociale e, nel quadro del rispetto del protocollo di Kyoto, contro ogni forma di dumping ambientale.

 

Verso un accordo di libero scambio? Migliorare il clima economico in Russia

Nel sottolineare l'importanza dell'adesione della Russia all'OMC, il Parlamento invita la Commissione a valutare la negoziazione di un possibile accordo di libero scambio in seguito all'adesione della Russia all'OMC. Sottolinea peraltro la necessità di un dialogo costruttivo tra l'UE e la Russia e ribadisce l'importanza dello Spazio economico comune e di sviluppare ulteriormente gli obiettivi concordati nella relativa tabella di marcia, specie per quanto riguarda la creazione di un mercato aperto e integrato tra l'UE e la Russia. A suo parere, inoltre, i progressi nell'attuazione della tabella di marcia devono procedere parallelamente ai negoziati sul nuovo accordo di partenariato e di cooperazione (APC).

Il Parlamento sottolinea poi l'importanza di migliorare il clima degli investimenti in Russia, «promuovendo e favorendo condizioni commerciali non discriminatorie e prevedibili, fondate su forti valori democratici», riducendo la burocrazia e incoraggiando gli investimenti nei due sensi. Per tale ragione si interroga sulla recente proposta d legge che vieta le partecipazioni estere superiori al 49% in società attive in 39 settori strategici che, oltre a non migliorare il clima degli investimenti, solleva «questioni fondamentali concernenti il ruolo dello Stato nell'economia di mercato e la concorrenza in settori chiave dell'economia».

Nel rilevare poi che l'UE è aperta a investimenti provenienti dalla Russia, visto l'aumento del numero di imprese russe presenti nell'Unione europea, in particolare nei settori dell'energia e dell'acciaio, i deputati sollecitano che le imprese straniere operanti nel settore delle risorse naturali in Russia possano beneficiare dello stesso grado di apertura accordato alle imprese nazionali. Il Parlamento fa notare poi che in Russia il commercio di Stato «continua a prosperare in certi settori dell’economia». Prendendo quindi atto dell'istituzione delle cosiddette zone economiche speciali, che offrono particolari incentivi agli investimenti, incoraggia la Federazione russa «a garantirvi condizioni di lavoro decorose e il rispetto dei diritti sindacali dei lavoratori», nonché degli standard ambientali.

Sottolinea poi la necessità di migliorare la legislazione e la sua applicazione in materia di protezione dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale «al fine di accrescere la competitività e rendere il clima degli investimenti più favorevole» e per far si che la lotta contro la contraffazione e la pirateria sia efficace. Occorre inoltre adeguare l'attuale sistema giudiziario al fine di proteggere efficacemente i diritti di proprietà intellettuale e garantire procedimenti più rapidi e, al riguardo, i deputati esprimono seria preoccupazione per la mancata applicazione delle sentenze.

Altrettanta preoccupazione è espressa riguardo alla produzione e alla vendita di prodotti contraffatti, in particolare dei medicinali. Le autorità russe sono quindi invitate a adottare tutte le misure necessarie ed efficaci per individuare le fonti di attività illegali e neutralizzare i siti produttivi o gli operatori che agiscono via Internet.

 

Energia: più opportunità agli investitori europei

Nel ribadire la necessità di una politica europea coerente in materia di energia, il Parlamento sottolinea che gli accordi bilaterali tra gli Stati membri dell'UE e la Russia dovrebbero «contribuire al perseguimento di interessi globali in tema di sicurezza energetica dell'UE». Tuttavia, sottolinea che l'obiettivo primario della politica energetica dell'UE «non può consistere semplicemente nell'evitare la dipendenza energetica permanente dalla Russia». L'UE e la Russia sono quindi invitate a cooperare più strettamente, ponendo l'accento in particolare sulla risoluzione di questioni concernenti la sostenibilità e l'affidabilità costante della produzione, del trasporto e dell'uso dell'energia nonché sull'efficienza energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti. Occorre poi che siano promossi gli investimenti nelle fonti rinnovabili, la condivisione delle tecnologie e la convergenza in materia di regolamentazione.

La Federazione russa, d‘altra parte, dovrebbe offrire «un trattamento equo e non discriminatorio» a tutti i suoi partner, favorire l'accesso al mercato russo per gli investitori europei e tenere conto della protezione dell'ambiente. Nel compiacersi quindi della ratifica del protocollo di Kyoto da parte della Russia, il Parlamento si dice persuaso che, oltre alla necessità che tale paese ratifichi la Carta europea dell'energia, l'UE dovrebbe prendere in esame la possibilità di un documento quadro formale sulle relazioni energetiche con la Russia nell'ambito del nuovo APC. Esprime tuttavia preoccupazione per le tendenze verso «una concezione nazionalistica e monopolistica nella gestione delle risorse energetiche russe», nonché per le difficoltà che le imprese private straniere incontrano quando investono in un futuro sviluppo sul territorio russo. La Russia è quindi invitata a incorporare quanto prima nel proprio sistema legislativo le migliori pratiche internazionali in materia di trasparenza e di responsabilità pubblica.

Sostenendo poi i programmi di valorizzazione delle infrastrutture energetiche che collegano la Russia con gli Stati membri dell'UE, i deputati chiedono nuovamente alla Commissione e agli Stati membri di considerare seriamente il pericolo di un deficit nelle forniture di gas dalla Russia dopo il 2010 «dovuto alla mancanza di investimenti nell'infrastruttura energetica di questo paese». Rilevano inoltre necessario stabilire meccanismi di comunicazione di crisi «efficaci e tempestivi» tra l'UE e la Russia e ribadiscono la necessità che l'UE attui una strategia parallela per migliorare la sicurezza e la diversificazione del suo approvvigionamento energetico. Si compiacciono, peraltro, delle firma dell'accordo sull'oleodotto Burgas-Alexandroupolis che, a loro parere, «costituisce un'evoluzione importante per l'UE e attesta le buone relazioni» con la Russia.

Esortando la Russia a non applicare il duplice sistema di prezzi nel campo delle risorse energetiche, il Parlamento la invita a procedere a investimenti per la modernizzazione delle centrali nucleari, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture, le nuove tecnologie e le fonti energetiche rinnovabili. Ribadisce inoltre il sostegno all'apertura del mercato dell'UE alle esportazioni di energia elettrica dalla Russia, «a condizione che le pertinenti norme di sicurezza russe, in particolare in relazione agli impianti nucleari e al trattamento e smaltimento sicuri delle scorie nucleari, siano allineate a quelle comunitarie in modo da evitare il rischio di dumping ambientale».

Considerando che la produzione e il trasporto di energia, nella regione del Mar Nero, rivestono un'importanza strategica per l'approvvigionamento energetico dell'UE, i deputati si compiacciono dell'iniziativa "Sinergia del Mar Nero" nel quadro della Politica europea di vicinato «nell'ottica di favorire una migliore cooperazione regionale» tra i paesi interessati della regione del Mar Nero, la Federazione russa e l'UE in settori come l'energia, i trasporti e l'ambiente e di «rafforzare il dialogo in materia di rispetto dei diritti dell'uomo, democrazia e buongoverno».

 

Aprire i servizi finanziari russi

Il Parlamento ritiene che lo scambio di servizi sia un elemento essenziale delle future relazioni commerciali UE-Russia. Auspica quindi un riavvicinamento delle leggi comunitarie e quelle russe, specie nei settori dei servizi finanziari, delle telecomunicazioni e dei trasporti, «rispettando le disposizioni specifiche che disciplinano i servizi pubblici». Più in particolare, riguardo al sistema finanziario, chiede un miglioramento della legislazione, un controllo efficace e l'applicazione di misure conformi agli standard più elevati applicabili ai prestatori di servizi finanziari per creare un clima favorevole agli investimenti. Nel sottolineare poi l'importanza della concorrenza e dell'apertura del settore dei servizi finanziari, esprime preoccupazione quanto agli ostacoli esistenti per la concessione di licenze alle filiali di banche estere.

Infine, il Parlamento pone in luce i benefici che avrebbe l'ulteriore rafforzamento delle relazioni UE-Russia nel settore dell'economia turistica, «in quanto molte zone degli Stati membri sono considerate mete tradizionali dei turisti russi». Si dichiara poi preoccupato per le misure restrittive che la Russia ha adottato in materia sanitaria nei confronti di talune importazioni di prodotti alimentarie e chiede all'UE di sostenere gli Stati membri interessati da questi provvedimenti.

 

 

 

DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÀ

 

 

UNA STRATEGIA CONTRO LA DELINQUENZA GIOVANILE

Doc. A6-0212/2007

 

Relazione sulla delinquenza giovanile: il ruolo delle donne, della famiglia e della società

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 20.6.2007 - Votazione: 21.6.2007

 

Allarmato dall'aumento della violenza giovanile, in particolare nelle scuole, il Parlamento sollecita la definizione di una strategia integrata a livello nazionale e europeo, che combini prevenzione, misure giudiziarie e extragiudiziarie e inclusione sociale. Sottolineando il ruolo della famiglia, della scuola e dei mezzi di comunicazione, chiede di agire sulle cause della delinquenza (disagio sociale, droga e mass media), ma insiste sulla necessità di limitare il ricorso a pene detentive. Chiede poi agli Stati membri di ricorrere ai programmi europei esistenti e di adottare norme minime europee e sottolinea l'esigenza di creare una rete tra tutte le autorità di polizia a livello nazionale e comunitario che tratti dei casi di bambini scomparsi. Sollecita inoltre l'istituzione di un numero verde per giovani con problemi e la definizione di un programma quadro comunitario.

 

Approvando con 440 voti favorevoli, 64 contrari e 71 astensioni la relazione, il Parlamento europeo nota anzitutto che la delinquenza giovanile rappresenta di per sé un problema più pericoloso rispetto alla criminalità adulta, poiché interessa una parte della popolazione particolarmente vulnerabile ed espone molto presto i giovani al rischio di esclusione e di stigmatizzazione sociale. I deputati sottolineano poi che la delinquenza giovanile è aumentata in modo allarmante e la questione diventa preoccupante per via delle considerevoli proporzioni che assume oggi, «essendosi abbassata l'età dell'entrata nella delinquenza ed essendo aumentato il numero dei reati commessi da ragazzi di età inferiore ai tredici anni, e per via del fatto che i loro atti sono sempre più crudeli».

 

Origini della violenza giovanile: disagio sociale, droga e televisione

Per i deputati tra i principali fattori che alimentano la delinquenza giovanile vi sono la descolarizzazione, la mancanza di punti di riferimento, la mancanza di comunicazione e di valorizzazione di modelli adeguati all'interno della famiglia, spesso a causa dell'assenza dei genitori. Ma anche problemi psicopatologici legati a violenze fisiche o abusi sessuali da parte di persone dell'ambiente familiare, le carenze dei sistemi educativi nella trasmissione di valori sociali, la povertà, la disoccupazione, l'esclusione sociale e il razzismo. Altri fattori decisivi sono inoltre la marcata tendenza all'imitazione presente nei giovani, i disturbi della personalità legati al consumo di alcol e stupefacenti. Per i deputati, infatti, l'aumento del consumo di cannabis e di altre droghe e/o di alcol da parte degli adolescenti «va messo in relazione con l'aumento della delinquenza giovanile».

Ma a loro parere, alla delinquenza giovanile concorre anche l'offerta, da parte dei mezzi di comunicazione, di taluni siti Internet e dei videogiochi, «di modelli che esaltano una violenza gratuita, eccessiva e ingiustificata». «L'enorme quantità di scene di una violenza estrema e di materiale pornografico che viene diffusa da mezzi di comunicazione e da mezzi audiovisivi», come i giochi, la televisione e Internet, come anche lo sfruttamento, da parte dei mass media, dell'immagine di minori delinquenti e vittime, per i deputati, «sfiorano spesso la violazione dei diritti fondamentali del bambino e contribuiscono a diffondere una banalizzazione della violenza».

 

Coesione sociale e ruolo della famiglia

Per il Parlamento è fondamentale che tutte le parti interessate della società partecipino direttamente alla programmazione e all'attuazione di una strategia nazionale integrata, in ambito scolastico, sociale, familiare e educativo, che contribuisca alla trasmissione dei valori sociali e civici, e alla socializzazione precoce dei giovani. A suo parere occorre anche che  «la famiglia, gli educatori e la società trasmettano ai giovani determinati valori fin dall'infanzia». Per porre in atto azioni intese a lottare in modo radicale contro la delinquenza giovanile, è inoltre indispensabile poter disporre di risorse finanziarie sufficienti.

E' poi necessario definire una politica incentrata su una migliore coesione politica e sociale, volta a ridurre le disparità sociali e a lottare contro l'esclusione sociale e la povertà. La prevenzione della delinquenza giovanile richiede quindi politiche pubbliche in settori come l'alloggio, l'occupazione, la formazione professionale, le attività del tempo libero e gli scambi di giovani. Occorre poi rafforzare il ruolo e valorizzare sotto il profilo qualitativo i centri giovanili quali luoghi di scambio tra giovani.

Il Parlamento sottolinea il ruolo specifico che è assegnato alla famiglia in ogni fase della lotta contro la delinquenza giovanile. Chiede quindi gli Stati membri di predisporre un sostegno adeguato per i genitori (che in taluni casi dovrebbero essere maggiormente responsabilizzati), e li incoraggia a prevedere l'istituzione di un congedo parentale di un anno, che consenta di privilegiare la prima educazione dei figli. Dovrebbero inoltre fornire particolare sostegno alle famiglie che devono far fronte a problemi economici e sociali, ad esempio con l'adozione di provvedimenti volti a soddisfare esigenze essenziali e con azioni volte a garantire un accesso equo al mercato del lavoro e alla vita sociale.  Gli Stati membri sono anche invitati a mettere a disposizione le risorse necessarie per ampliare in modo efficace l'offerta di consulenza psicosociale, prevedendo fra l'altro punti di contatto per le famiglie che sono interessate dalla delinquenza giovanile.

 

Il ruolo della scuola

I deputati sottolineano poi il ruolo particolare della scuola nella formazione della personalità dei bambini e degli adolescenti. Al riguardo, rilevano che due caratteristiche fondamentali della scuola di oggi - il multiculturalismo e l'accentuazione delle differenze fra classi sociali - possono portare a fenomeni di violenza all'interno delle scuole, soprattutto in mancanza di adeguate strutture di intervento, sostegno e approccio degli allievi al sistema educativo. In tale contesto, la relazione invita gli Stati membri a impartire alle autorità scolastiche le opportune direttive per introdurre in ambito scolastico organi di mediazione cui parteciperanno alunni, genitori, insegnanti e servizi competenti degli enti locali.

Il Parlamento ritiene poi assolutamente necessario fornire un'adeguata formazione agli insegnanti affinché possano essere in grado di gestire l'eterogeneità delle classi, sviluppare un'attività pedagogica «basata non sul moralismo, bensì sulla prevenzione e sulla solidarietà». Nella politica in materia di istruzione gli Stati membri dovrebbero introdurre la prestazione di un particolare sostegno psicologico e di consulenza ai minori che denotano problemi di socializzazione. Ma occorre anche prevedere la possibilità di fornire assistenza medica in ogni scuola, la nomina di un assistente sociale, di un sociologo-criminologo, di un pedopsichiatra e di esperti in materia di delinquenza giovanile.

Vanno poi garantiti rigorosi controlli per quanto riguarda il consumo di alcol e l'uso di sostanze stupefacenti da parte degli alunni, ed è necessario lottare contro ogni forma di discriminazione nei confronti di membri della comunità scolastica. In proposito, i deputati osservano che «persino i cortili delle scuole, anche nei quartieri favoriti, sono divenuti zone di non diritto», dove è offerta droga e si procede a violenze, anche con armi bianche, e a racket di diverso tipo, si svolgono giochi pericolosi come l'happy slapping, «ossia il trasferimento su siti Internet di foto di scene di violenza riprese con i telefoni cellulari». Si dovrebbe anche procedere alla nomina di un mediatore che faccia da collegamento tra la scuola e la comunità, e promuovere la cooperazione tra le varie comunità scolastiche per quanto riguarda l'ideazione e l'attuazione di programmi contro la violenza.

 

Mass media: rischi e opportunità

Il Parlamento sottolinea inoltre che i mezzi di comunicazione di massa possono svolgere un ruolo importante per quanto riguarda la prevenzione del fenomeno della delinquenza giovanile. In particolare, assumendo iniziative di informazione e di sensibilizzazione del pubblico, come pure fornendo trasmissioni di elevata qualità, che promuovano il contributo positivo dei giovani alla società.

I media dovrebbero però limitare la diffusione dell'uso della violenza, della pornografia e del consumo di sostanze stupefacenti, e ciò sulla base di accordi da inserire in una "guida" per la tutela dei diritti dei minori. A tale proposito, i deputati invitano gli Stati membri e le competenti autorità di regolamentazione «a dare un'attuazione rigorosa e assoluta» alla legislazione comunitaria e nazionale relativa alla segnalazione del contenuto delle trasmissioni televisive e di altri programmi che possono contenere scene di particolare violenza o inadatte ai minori.

 

Limitare il ricorso a pene detentive

In materia giudiziaria, il Parlamento sottolinea l'importanza di sviluppare negli Stati membri misure che prevedano pene alternative alla reclusione e di carattere pedagogico e dando ampia scelta al giudice nazionale, come ad esempio l'offerta di un lavoro socialmente utile, il risarcimento e l'intermediazione con la vittima nonché corsi di formazione professionale, in funzione della gravità del delitto, dell'età del delinquente, della sua personalità e maturità. L'incarcerazione, cui si deve ricorrere solo in ultima istanza, dovrebbe inoltre aver luogo «in infrastrutture adeguate ai minori delinquenti».

Gli Stati membri sono inoltre invitati a adottare nuovi provvedimenti innovativi di approccio giudiziale, «come la diretta partecipazione dei genitori o dei tutori del minore al procedimento penale», accompagnata da un approccio pedagogico o da un sostegno psicologico intensivo, la possibilità di scegliere una famiglia di adozione e l'assistenza e l'informazione ai genitori, agli insegnanti e agli alunni in caso di comportamento violento manifestato in ambito scolastico. I deputati ricordano d'altra parte che lo svolgimento della procedura giudiziaria e la sua durata, la scelta della misura da adottare nonché la sua esecuzione ulteriore «devono essere guidati dal principio dell'interesse superiore del bambino».

 

Verso una strategia europea

Il Parlamento raccomanda agli Stati membri di procedere con urgenza, in cooperazione con la Commissione, all'elaborazione e all'adozione di una serie di norme minime e di principi guida comuni a tutti gli Stati membri in materia di delinquenza giovanile, incentrate su tre pilastri fondamentali: prevenzione, provvedimenti giudiziari e extragiudiziari, nonché riabilitazione, integrazione e reinserimento sociale. L'obiettivo di un approccio europeo comune deve consistere nel definire modelli di intervento volti a fronteggiare e a gestire la delinquenza giovanile, mentre il ricorso a misure detentive e a sanzioni penali dovrebbe avvenire solo in ultima istanza e quando ciò sia giudicato assolutamente necessario.

La Commissione e gli Stati membri sono invitati ad attivare, in una prima fase, gli strumenti e i programmi europei già esistenti, inserendovi azioni per il contenimento e la prevenzione del fenomeno della delinquenza giovanile e prevedendo anche il regolare reinserimento sociale degli autori e delle vittime. In proposito, i deputati citano, fra gli altri, il programma speciale "Prevenzione e lotta contro la delinquenza" (2007-2013), che si pone gli obiettivi fondamentali di prevenire la criminalità e proteggere le vittime, il programma speciale "Giustizia penale" (2007-2013), per la promozione della cooperazione giudiziaria in materia penale, il programma DAPHNE ΙΙΙ per combattere la violenza contro i bambini e i giovani, il programma "Gioventù in azione" (2007-2013), nonché le azioni del Fondo sociale europeo e del programma Equal in materia di potenziamento dell'inserimento sociale e di lotta contro le discriminazioni.

Il Parlamento ribadisce poi l'importanza dell'eliminazione della violenza dai mezzi di comunicazione e nella promozione dei mezzi audiovisivi la cui programmazione non sia incentrata esclusivamente su programmi violenti. E, pertanto, chiede che vengano fissate norme europee intese a limitare la diffusione della violenza sia nei mezzi di comunicazione audiovisivi che nella stampa scritta. Inoltre, invita la Commissione ad estendere le norme pertinenti della direttiva "Televisione senza frontiere" al settore della telefonia mobile e di Internet. Sottolinea poi che l'informazione e l'avvertenza in merito ad una navigazione sicura su Internet e ad un utilizzo sicuro dei telefoni cellulari «dovrà in futuro formare oggetto di proposte concrete della Commissione che siano vincolanti su scala europea».

Il Parlamento ha respinto la proposta di istituire un Osservatorio europeo sulla delinquenza giovanile. D'altra parte, chiede alla Commissione di incoraggiare l'istituzione di un numero verde gratuito a livello europeo per i bambini e gli adolescenti con problemi, «in quanto questi sistemi possono apportare un importante contributo alla prevenzione della delinquenza giovanile». Sottolinea, inoltre, l'esigenza di una stretta cooperazione e della creazione di una rete tra tutte le autorità di polizia a livello nazionale e comunitario relativamente alle indagini e alla soluzione di casi di bambini scomparsi vittime delle delinquenza giovanile.

I deputati invitano infine la Commissione a presentare un programma quadro comunitario integrato, che preveda misure preventive a livello dell'UE, un sostegno alle iniziative delle ONG e alla cooperazione transnazionale, il finanziamento di programmi pilota a livello regionale e locale che si fondino sulle migliori prassi nazionali e si propongano di diffonderle in tutta Europa, e rispondano nel contempo alle necessità in materia di infrastrutture sociali e pedagogiche.

 

 

Nel dibattito è intervenuta AMALIA SARTORI (PPE/DE-I) Vicepresidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la collega Batzeli per il lavoro svolto e la Commissione per la proposta che ci è pervenuta.

Io credo che di fronte a un fenomeno che sta dilagando in tutto il mondo e che, anche a livello europeo, si presenta sotto forme pesanti, sia da un punto di vista di qualità della criminalità giovanile sia da un punto di vista numerico, sia giusto chiedersi che cosa possiamo fare. Sicuramente l'idea di stabilire norme minime idonee per tutti i paesi dell'Unione e la diffusione delle buone pratiche sono una politica utile di fronte a un problema dilagante. Condivido pertanto il parere che sia necessario che la Commissione si occupi di questo problema.

Per quanto riguarda strettamente i contenuti, io credo che sia importante sottolineare alcuni passaggi. Il primo punto è che dobbiamo continuare a ripetere a noi stessi e a tutti che i nuovi nati sono un valore per tutta la Comunità e rappresentano il nostro futuro. Per questo motivo, è d'interesse generale che i bambini, fin dalla loro nascita, siano messi nelle condizioni di avere a disposizione tutto quanto serve loro per diventare cittadini di questa Unione europea, vale a dire politiche che accompagnino la crescita del bambino nella famiglia, nella scuola e nel lavoro, lotta alla povertà, politiche per la casa e per il lavoro, servizi alle persone, rigoroso rispetto del diritto e del dovere alla formazione scolastica e culturale fino all'inserimento lavorativo, lotta alla diffusione della violenza e tolleranza zero nei confronti dello sfruttamento e della violenza sui minori, anche se questo avviene in famiglia. E' necessaria una certezza dei diritti, ma anche dei doveri e delle pene."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Doc. A6-0209/2007 - Relazione su un quadro regolamentare per misure di conciliazione della vita familiare e degli studi per le giovani donne nell'Unione europea

Assicurazioni specifiche, prestiti agevolati, riduzioni fiscali, alloggi adeguati e servizi di custodia di bambini, organizzazione flessibile degli studi, borse di studio e tasse scolastiche ridotte. E' quanto sollecita il Parlamento per conciliare la vita familiare e gli studi delle giovani donne europee. Sottolineando anche l'importanza dei nonni, chiede di valorizzare la vita familiare e il ruolo dei padri. La responsabilità genitoriale dovrebbe anche valere per le coppie di fatto.

 

 

 

DIRITTO D'ASILO

 

 

VERSO UN VERO REGIME COMUNE D'ASILO

Doc. A6-0182/2007

 

Relazione sull'asilo: cooperazione pratica, qualità del processo decisionale del regime europeo comune in materia di asilo

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 20.6.2007 - Votazione: 21.6.2007

 

Nel sostenere l'esigenza di una politica comune in materia di asilo basata sul principio di non respingimento, il Parlamento chiede una procedura unica, equa ed efficace per le domande di asilo. Auspicando poi maggiore solidarietà per gli Stati membri di frontiera, sottolinea l'esigenza di realizzare centri di accoglienza adeguatamente strutturati e valutati e di definire un regime UE di rimpatrio. Occorrono anche campagne d'informazione sui rischi dell'immigrazione illegale.

Con l'adozione dei quattro strumenti previsti dal trattato CE si è conclusa la prima fase dell'introduzione del regime comune in materia d'asilo. Esistono tuttavia difficoltà, sia politiche sia tecniche, da superare per pervenire alla seconda fase del regime che ha l'obiettivo di instaurare, entro il 2010, una procedura comune in materia d'asilo e uno status uniforme per le persone che hanno diritto all'asilo o ad una protezione sussidiaria. Approvando con 460 voti favorevoli, 63 contrari e 5 astensioni la relazione, il Parlamento ribadisce anzitutto la necessità di una politica UE comune in questo campo che sia proattiva e basata «sull'obbligo di ammettere i richiedenti asilo e sul rispetto del principio del non respingimento».

I deputati si compiacciono quindi degli sforzi compiuti per migliorare la cooperazione pratica nel quadro del regime comune europeo in materia di asilo, ma ritengono tuttavia che «un miglioramento della qualità delle procedure e delle decisioni sia nell'interesse tanto degli Stati membri che dei richiedenti asilo». Sottolineano inoltre che l'obiettivo ultimo dell'instaurazione di un regime comune in materia d'asilo deve essere quello di garantire un'alta qualità di protezione, di valutazione delle richieste individuali di asilo e delle procedure che portino a decisioni debitamente documentate ed eque.

E' per tale ragione che condannano «l'evidente carenza di risorse» a disposizione della Commissione per controllare l'attuazione delle diverse direttive in materia di asilo e invitano il Consiglio e la Commissione a adoperarsi per l'introduzione in tutti gli Stati membri di una procedura unica per un processo decisionale equo ed efficace, «al fine di garantire che lo status di rifugiato sia concesso con la massima rapidità a tutti coloro che ne hanno diritto». Rilevano, inoltre, che la realtà dell'"asyl-shopping" «resterà un problema fino a quando le disposizioni nel settore del diritto d'asilo si fonderanno su norme minime e sul minimo comune denominatore».

Per limitare i movimenti detti "secondari", il Parlamento esorta gli Stati membri a adoperarsi ora concretamente al fine di realizzare «il massimo livello di convergenza tra le loro rispettive politiche in materia di asilo». Occorre inoltre migliorare il regime UE attraverso una ripartizione più equa dell'onere sostenuto in particolare dagli Stati membri alle frontiere esterne dell'Unione europea. Al contempo, si compiace delle misure previste dalla Commissione per aiutare quegli Stati membri che sono soggetti a notevoli pressioni a far fronte ai problemi di accoglienza dei richiedenti asilo e di trattamento delle domande di asilo, in particolare della proposta di inviare gruppi di esperti comprendenti membri di diversi Stati membri.

Ritenendo «inaccettabile» che i richiedenti asilo siano trattenuti in condizioni di privazione della libertà individuale, il Parlamento sottolinea la necessità di realizzare centri di accoglienza con strutture separate per le famiglie, le donne e i bambini nonché strutture adeguate per gli anziani e i portatori di handicap richiedenti asilo. Chiede, peraltro, che si proceda a una valutazione delle condizioni di accoglienza e, in proposito, promuove il ricorso alle possibilità offerte dal nuovo Fondo europeo per i rifugiati. La Commissione è pertanto incoraggiata a facilitare l'accesso agli strumenti finanziari quali il Fondo europeo per i rifugiati e il programma ARGO «per permettere agli Stati membri di ottenere rapidamente finanziamenti in caso di situazioni d'emergenza».

Il Parlamento chiede inoltre che, una volta esperite tutte le possibilità giudiziarie, le misure applicabili alle persone cui non è stato concesso lo status di rifugiato o il cui status di rifugiato è stato revocato, vengano attuate rapidamente ed equamente, «nel pieno rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali delle persone che vanno rimpatriate». Sollecita peraltro la messa a punto, quanto più rapida possibile, di una procedura UE di rimpatrio. D'altra parte, chiede di effettuare nei paesi di origine e di transito campagne di informazione che illustrino ai potenziali migranti i rischi dell'immigrazione illegale e le conseguenze in caso di rifiuto dello status di rifugiato nonché le caratteristiche dell'immigrazione legale e la possibilità di chiedere asilo in casi giustificati, come pure i pericoli del traffico di esseri umani, in particolare di donne e  minori non accompagnati.

Prendendo nota degli sforzi finora compiuti dalla Commissione per elaborare un elenco dei paesi d'origine sicuri, i deputati rilevano tuttavia che il concetto di paese terzo sicuro «non esime gli Stati membri dai loro obblighi a norma del diritto internazionale, in particolare le disposizioni della Convenzione di Ginevra concernenti il principio di non respingimento e la valutazione individuale di ogni singola domanda di asilo». Inoltre, ricordano che la direttiva su cui si basa la proposta è all'esame della Corte di giustizia in seguito a un ricorso d'annullamento, per cui la redazione di un simile elenco è attualmente sospesa. La Commissione è poi invitata a risolvere quanto più rapidamente possibile i problemi tecnici e politici inerenti all'introduzione di una base dati comune contenente informazioni sui paesi di origine.

D'altra parte, il Parlamento sottolinea che occorre un’attuazione rapida ed equa delle misure da applicare alle persone che hanno ottenuto lo status di rifugiato o la protezione umanitaria «al fine di favorire condizioni di vita decorose, un’integrazione effettiva nella vita sociale e politica e la partecipazione attiva e condivisa alle scelte della comunità di accoglienza».

I deputati ritengono che le attività di coordinamento connesse alla cooperazione concreta in materia di asilo debbano restare di competenza della Commissione, la quale deve poter disporre di risorse adeguare a tal fine. Insistendo poi sul fatto che spetta alla Commissione controllare l'applicazione delle direttive adottate in materia di asilo, rilevano che le risorse a sua disposizione a tal fine «risultano attualmente del tutto insufficienti per realizzare efficacemente un compito di tale portata», minando la credibilità dell'Unione in questo settore e il futuro della politica comune in materia di asilo.

Il Parlamento, infine, richiama l'attenzione sul fatto che il corpus del diritto comunitario nel settore della politica in materia di asilo necessita di un'interpretazione e di un'applicazione uniformi in tutta l'Unione. Osserva, in proposito, che il processo di armonizzazione in materia di asilo «sarà agevolato e accelerato» se la Corte di giustizia «potrà essere adita anche da tribunali diversi da quelli nazionali di ultima istanza, come avviene attualmente». Occorre quindi che il Consiglio restituisca alla Corte di giustizia «tutte le sue competenze pregiudiziali» concernenti lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

 

 

 

SICUREZZA ALIMENTARE

 

 

BEVANDE ALCOLICHE: NUOVE INDICAZIONI GEOGRAFICHE ITALIANE

Doc. A6-0325/2007

 

Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla definizione, alla designazione, alla presentazione e all’etichettatura delle alcoliche

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 18.6.2007 - Votazione: 19.6.2007

 

In base a un compromesso con il Consiglio, l'Aula ha approvato un regolamento sulla definizione, designazione, presentazione e etichettatura degli alcolici. Oltre ad attualizzare le norme sulle indicazioni geografiche, è anche integrato l'elenco di quelle già registrate che salgono a 329, di cui 39 italiane: esordio per due limoncelli campani (Sorrento e Costa d'Amalfi), il Mirto di Sardegna, il Nocino di Modena e due grappe siciliane, nonché per il Genepì del Piemonte e della Val d'Aosta.

 

La proposta della Commissione è stata dettata principalmente dall'esigenza di migliorare l’applicabilità, la leggibilità e la chiarezza del regolamento sulla base della vigente normativa in materia di bevande spiritose. Ma ha anche l'obiettivo di fondere i due attuali regolamenti in materia, istituire una politica chiara per le bevande spiritose, adeguare i regolamenti ai nuovi requisiti tecnici e alle disposizioni dell’OMC, compreso l’accordo TRIPS sulle proprietà intellettuali, e definire criteri per il riconoscimento di nuove indicazioni geografiche.

Adottando un maxiemendamento di compromesso con il Consiglio, sostenuto dal relatore e dai principali gruppi politici, il Parlamento ha dato il via libera alla nuova normativa. Sono stati respinti gli emendamenti presentati dai numerosi deputati nordici (deputati baltici, finlandesi e polacchi) che intendevano limitare a cereali e patate le materie prime da utilizzare nella produzione di vodka. Con 522 voti favorevoli, 148 contrari e 15 astensioni, i deputati hanno deciso infatti di sottoscrivere l'emendamento di compromesso che distingue tale bevanda in due categorie: quella ottenuta dalla fermentazione di patate e/o cereali e quella ricavata d altre materie prime agricole. Nel secondo caso, l'etichetta dovrà specificare di quali derrate si tratta. Il regolamento entrerà in vigore sette giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

 

Definizione

Accogliendo la richiesta dei deputati, il compromesso intende con “bevanda spiritosa” il liquido alcolico destinato al consumo umano, avente caratteristiche organolettiche particolari e avente un titolo alcolometrico minimo di 15% vol. Tali bevande devono essere prodotte o direttamente mediante distillazione, in presenza o meno di aromi, di prodotti fermentati naturalmente. Oppure tramite macerazione o trattamento simile di materiali vegetali in alcole etilico e/o distillati di origine agricola e/o bevande spiritose definite dallo stesso regolamento. Ma anche con l'aggiunta di aromi, zuccheri o altri prodotti edulcoranti elencati da un allegato del regolamento e/o di altri prodotti agricoli e/o alimentari all’alcole etilico di origine agricola e/o a distillati di origine agricola e/o a bevande spiritose definite dal regolamento. Possono inoltre essere il frutto di una miscelazione di una bevanda spiritosa con una o più altre bevande spiritose e/o alcole etilico di origine agricola o distillati (di origine agricola), e/o altre bevande alcoliche, e/o con bevande. E' anche precisato che l'alcole etilico deve essere esclusivamente di origine agricola e un allegato ne precisa le caratteristiche.

 

Niente aromatizzanti né alcole etilico, ma tutela dei metodi tradizionali

Come richiesto dai deputati, un emendamento sopprime la proposta dalla Commissione di distinguere le bevande alcoliche in tre categorie: "acquaviti", "bevande spiritose specifiche", e "altre bevande spiritose". Le prime due sono infatti unificate, mentre l'ultima riguarda solo un prodotto tedesco e uno ceco. Viene così meno il timore espresso dai deputati di lasciare intendere che i prodotti inclusi nella prima categoria fossero di migliore qualità rispetto a quelli delle altre. Tuttavia, non è stata accolta la proposta dei deputati di trasferire dall'allegato all'articolato le definizioni delle varie bevande imponendo così la procedura di codecisione per ogni loro modifica, che quindi potrà avvenire tramite il comitato di esperti governativi.

L'allegato II del regolamento distingue più di quaranta tipologie di bevande spiritose e, per ognuna di esse, indica il metodo di produzione e le condizioni alle quali tali bevande possono fregiarsi del nome corrispondente, come ad esempio Rum, Whisky, Brandy, Acquavite (di vino, di vinaccia, di frutta o di genziana), Sidro, Vodka, Gin, Bitter, Liquore, Sambuca, Maraschino e Nocino.

In forza al compromesso, e fatte salve le norme specifiche dei singoli prodotti, la maggioranza delle acquaviti deve essere prodotta mediante fermentazione alcolica e distillazione esclusivamente di materie prime previste dalle disposizioni stabilite per le singole tipologie di prodotti. E' inoltre posto il divieto generale di addizionare alcole etilico o distillati di origine agricola, diluiti o meno, così come il divieto di ricorrere ad aromatizzanti. Il caramello può essere utilizzato solo come colorante. Tali bevande possono essere edulcorate esclusivamente per «arrotondare il sapore finale», nel rispetto delle disposizioni fissate per i singoli prodotti e della normativa specifica degli Stati membri.

Per le acquaviti di vino e di vinaccia (Grappe) e per i brandy, tuttavia, è precisato che il divieto di aromatizzare «non esclude i metodi di produzione tradizionali». Per quanto attiene ai metodi di produzione delle acquaviti, come richiesto dai deputati, quelle di uve secche potranno essere ottenute anche dalla distillazione del prodotto risultante dalla fermentazione alcolica di uve secche dei vitigni di Moscato di Alessandria (chiamato anche "zibibbo" a Pantelleria), oltre che dal "nero di Corinto".

In linea generale, senza pregiudizio delle disposizioni specifiche, le altre bevande alcoliche (le ex "bevande spiritose specifiche"), tra cui il bitter e i liquori a base di uova, possono essere ottenute da qualsiasi materia prima agricola, comportano l'aggiunta di alcole etilico o distillati di origine agricola e possono contenere aromi naturali o sostanze aromatizzanti identiche a quelle naturali. Possono inoltre contenere coloranti ed essere edulcorate «per rispondere alle particolari caratteristiche di un prodotto», nel rispetto dei requisiti tecnici definiti dal regolamento e della normativa specifica degli Stati membri.

Tuttavia, le acquaviti di frutta ottenute da macerazione e distillazione e la genziana non possono però essere aromatizzate. D'altra parte, nella preparazione di taluni liquori di frutta o di piante, come quelli a base di mirtilli, agrumi, ciliegie, menta, genziana e genepì, possono essere utilizzate solo sostanze aromatizzanti e preparazioni aromatiche naturali. Lo stesso vale per la Sambuca, il Maraschino e il Nocino.

 

Denominazioni di vendita, presentazione e etichettatura

Le bevande spiritose che soddisfano i requisiti definiti dal regolamento, nella loro designazione, presentazione ed etichettatura, dovranno recare la denominazione indicata dall'allegato. Le denominazioni di vendita potranno essere completate o sostituite da una indicazione geografica, purché ciò non induca in errore i consumatori. Un emendamento di compromesso prevede che, con la procedura del comitato, potranno essere adottate disposizioni intese a risolvere problemi pratici specifici, ad esempio «rendendo obbligatoria in alcuni casi l'indicazione del luogo di produzione sull'etichetta», per evitare che i consumatori siano indotti in errore.

Invece, gli alcolici che non soddisfano i requisiti, non potranno essere designati, presentati o etichettati associando espressioni quali “genere”, “tipo”, “modo, “stile”, “marca”, “gusto” o altri termini simili. Le denominazioni di vendita non possono inoltre essere sostituite da marche o marchi commerciali né da nomi di fantasia, ma possono essere inserite in un elenco di ingredienti per prodotti alimentari, «purché tale elenco sia utilizzato in conformità alla direttiva concernente l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari (2000/13).

Inoltre, sarà vietato l’uso dei termini utilizzati per gli alcolici descritti dal regolamento o di un’indicazione geografica registrata in un termine composto, o l’allusione a un siffatto termine o indicazione, nella presentazione di un alimento, «tranne se l’alcole proviene esclusivamente dalla bevanda spiritosa cui è fatto riferimento». Anche in questo caso restano salve le disposizioni stabilite dalla direttiva 2000/13. Resta inoltre impregiudicata la possibilità di usare i termini o “amaro” o “bitter” per prodotti non contemplati dal regolamento. Infine, le bevande che non soddisfano i requisiti del regolamento potranno continuare ad essere prodotte per un anno a partire dalla sua entrata in vigore e continuare ad essere commercializzate fino a esaurimento delle scorte. Delle disposizioni particolari sono previste per le miscele di bevande alcoliche o per gli assemblaggi, nonché per la lingua da utilizzare nella descrizione, presentazione e etichettatura.

 

Politica di qualità e indicazioni geografiche

Un emendamento di compromesso precisa che, nell'applicare la politica di qualità per le bevande spiritose prodotte nei rispettivi territori (in particolare riguardo alle indicazioni geografiche registrate o che si intende registrare), gli Stati membri possono stabilire norme più severe di quelle indicate nell'allegato del regolamento per quanto riguarda la produzione, la designazione, la presentazione e l'etichettatura, purché ciò sia compatibile con la legislazione UE. Tuttavia, gli Stati membri non potranno vietare o restringere l'importazione, la vendita e il consumo di bevande che rispettano le disposizioni del regolamento.

Per “indicazione geografica” si intende un’indicazione «che identifichi una bevanda spiritosa come originaria del territorio di un paese, o di una regione o località di detto territorio, quando una determinata qualità, la rinomanza o altra caratteristica della bevanda spiritosa sia essenzialmente attribuibile alla sua origine geografica». Il regolamento prevede anche la futura adozione di un simbolo comunitario per le indicazioni geografiche e dispone tutta la procedura per portare a termine la registrazione di una nuova indicazione geografica (molto simile a quella delle indicazioni geografiche alimentari). Nel suo allegato III contempla tutte le indicazioni geografiche europee da considerare già registrate per le quali, tuttavia, gli Stati membri dovranno presentare alla Commissione una scheda tecnica (disciplinare di produzione), accessibile al pubblico, non oltre sette anni dopo l'entrata in vigore del regolamento, pena la cancellazione dal registro. Il rispetto del disciplinare dovrà essere verificato da un'autorità di controllo delegata a questo compito.

Le indicazioni geografiche elencate nell’allegato sono protette «da qualsiasi impiego commerciale diretto o indiretto per prodotti che non sono oggetto di registrazione, nella misura in cui questi ultimi siano comparabili alla bevanda spiritosa registrata con tale indicazione geografica o nella misura in cui l’uso di tale indicazione consenta di sfruttare indebitamente la rinomanza dell’indicazione geografica registrata». Sono anche protette da «qualsiasi usurpazione, imitazione o evocazione, anche se la vera origine dei prodotti è indicata o se l’indicazione geografica è usata in forma tradotta o è accompagnata da espressioni quali “genere”, “tipo”, “modo”, “stile”, “marca”, “gusto” o altri termini simili». Così come da «qualsiasi altra indicazione falsa o ingannevole in relazione alla provenienza, all’origine, alla natura o alle qualità essenziali dei prodotti nella designazione, nella presentazione e nell’etichettatura dei medesimi, tale da indurre in errore sull’origine», nonché da «qualsiasi altra pratica che possa indurre in errore il consumatore sulla vera origine dei prodotti».

Le indicazioni geografiche registrate nell’allegato non potranno "diventare generiche" e quelle già ritenute tali non potranno invece essere registrate. Per “denominazione divenuta generica” si intende il nome di una bevanda spiritosa che, pur collegato al luogo o alla regione in cui il prodotto è stato inizialmente ottenuto o commercializzato, è diventato il nome comune di un prodotto nella Comunità. Il regolamento contempla inoltre le disposizioni applicabili in caso di omonimia e le relazioni tra indicazioni geografiche e marchi registrati. A quest'ultimo proposito è indicato che la registrazione di un marchio deve essere rifiutata o invalidata se contiene o consiste in un'indicazione geografica già registrata. D'altra parte, non potrà registrarsi un'indicazione geografica se, alla luce della reputazione e rinomanza di un marchio registrato usato da lungo tempo nell'UE, vi è il rischio di indurre in errore il consumatore in merito alla vera identità del prodotto. I marchi registrati prima di un'indicazione geografica omonima o prima del 1° gennaio 1996, potranno  continuare ad essere usati nonostante la registrazione dell'indicazione geografica.

 

Le 39 denominazioni italiane che figurano nell'allegato III sono le seguenti (con l'asterisco sono indicate le nuove):

- Brandy: Brandy italiano

- Acquaviti di vinaccia o marc: Grappa*, Grappa di Barolo, Grappa piemontese / Grappa del Piemonte, Grappa lombarda / Grappa di Lombardia, Grappa trentina / Grappa del Trentino, Grappa friulana / Grappa del Friuli, Grappa veneta / Grappa del Veneto, Südtiroler Grappa / Grappa dell’Alto Adige, Grappa siciliana*, Grappa di Marsala*.

- Acquaviti di frutta: Südtiroler Williams / Williams dell’Alto Adige, Südtiroler Aprikot / Aprikot dell’Alto Adige, Südtiroler Marille / Marille dell’Alto Adige, Südtiroler Kirsch / Kirsch dell’Alto Adige, Südtiroler Zwetschgeler / Zwetschgeler dell’Alto Adige, Südtiroler Obstler / Obstler dell’Alto Adige, Südtiroler Gravensteiner / Gravensteiner dell’Alto Adige, Südtiroler Golden Delicious / Golden Delicious dell’Alto Adige, Williams friulano / Williams del Friuli, Sliwovitz del Veneto, Sliwovitz del Friuli-Venezia Giulia, Sliwovitz del Trentino-Alto Adige, Distillato di mele trentino / Distillato di mele del Trentino, Williams trentino / Williams del Trentino, Sliwovitz trentino / Sliwovitz del Trentino, Aprikot trentino / Aprikot del Trentino, Kirsch Friulano / Kirschwasser Friulano, Kirsch Trentino / Kirschwasser Trentino, Kirsch Veneto / Kirschwasser Veneto

- Acquaviti di genziana: Südtiroler Enzian / Genziana dell’Alto Adige, Genziana trentina / Genziana del Trentino

- Liquori: Mirto di Sardegna*, Liquore di Limone di Sorrento*, Liquore di Limone della Costa d'Amalfi*, Genepi del Piemonte*, Genepì della Valle d'Aosta* e Genepì delle Alpi* (nome condiviso con la Francia)

- Nocini: Nocino di Modena*

 

 

POLITICA DELL'OCCUPAZIONE

 

 

NORME MINIME SUI DIRITTI A PENSIONE COMPLEMENTARE

Doc. A6-0080/2007

 

Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al miglioramento della trasferibilità dei diritti a pensione complementare

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 20.6.2007 - Votazione: 20.6.2007

 

Il Parlamento si è pronunciato in prima lettura sulla direttiva volta a migliorare la trasferibilità dei diritti a pensione complementare. I deputati chiariscono il campo d'applicazione e le condizioni di acquisizione dei diritti e chiedono di garantire un trattamento equo ai lavoratori che cessino un lavoro prima di aver maturato il diritto alla pensione complementare. Nel respingere l'esplicito riferimento al diritto di trasferibilità, ne chiedono un miglioramento graduale.

 

Scopo della proposta è ridurre gli ostacoli - sia alla libera circolazione tra Stati membri che alla mobilità all'interno di uno Stato membro - dovuti a certe disposizioni dei regimi pensionistici complementari. Tali ostacoli riguardano: le condizioni d'acquisizione dei diritti a pensione, le condizioni di salvaguardia dei diritti a pensione in sospeso e la trasferibilità dei diritti acquisiti. La proposta mira inoltre a migliorare le informazioni fornite ai lavoratori sulle conseguenze della mobilità sui loro diritti a pensione complementare.

Approvando la relazione, il Parlamento sottolinea anzitutto che, dal momento che le pensioni complementari «assumono un'importanza sempre crescente», in tutti gli Stati membri dell'Unione europea, «ai fini della garanzia di un tenore di vita adeguato nella vecchiaia, è opportuno migliorare le condizioni relative all'acquisizione di diritti nonché alla salvaguardia e al trasferimento degli stessi». Precisa, inoltre, che la direttiva non obbliga gli Stati membri che non dispongono di regimi pensionistici complementari a adottare le disposizioni legislative per l'introduzione di tali regimi. Con 48 voti favorevoli, 643 contrari e 7 astensioni, il Parlamento non ha accolto la proposta del gruppo IND/DEM di respingere in toto la proposta legislativa.

 

Campo d'applicazione

La proposta della Commissione indica che la direttiva si applica ai regimi pensionistici complementari ad eccezione di quelli disciplinati dal regolamento sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. I deputati, propongono inoltre di escludere dal campo d'applicazione i regimi pensionistici complementari per i quali le adesioni di nuovi iscritti attivi sono cessate all'atto dell'entrata in vigore della direttiva e che restano preclusi ai nuovi iscritti, nonché quelli soggetti a misure comprendenti l'intervento di un'autorità insediata in base al diritto nazionale o di un tribunale con l'obiettivo di consolidare o ripristinare la loro situazione finanziaria, ivi compresa la procedura di liquidazione. La direttiva, infine, non si applica alle disposizioni in materia di tutela a fronte di insolvenza, adeguamenti compensativi e fondi nazionali di riserva per le pensioni.

Un emendamento chiarisce peraltro che la direttiva «concerne tutti i regimi pensionistici complementari», istituiti in base alla legislazione e alle prassi nazionali, che offrono prestazioni pensionistiche complementari ai lavoratori, «ad esempio i contratti di assicurazione di gruppo o i regimi a ripartizione convenuti da uno o più rami o settori, i regimi a capitalizzazione o le promesse di pensione garantite da riserve contabili delle imprese, o qualsiasi altro dispositivo collettivo o analogo».

La direttiva, spiega un altro emendamento, deve applicarsi unicamente alle pensioni complementari che, a seconda delle disposizioni del relativo regime pensionistico o del diritto nazionale, sono subordinate al raggiungimento dell'età pensionabile o all'adempimento di altre condizioni. Non si applica, invece, «né ai regimi previdenziali individuali, ai quali non partecipi il datore di lavoro, né alle pensioni d'invalidità e superstiti».

 

Condizioni di acquisizione dei diritti

I deputati propongono una serie di emendamenti in merito alle misure che devono essere adottate dagli Stati membri riguardo all'acquisizione dei diritti. Così, un emendamento stabilisce che se alla cessazione del rapporto di lavoro un lavoratore in uscita non ha ancora maturato diritti acquisiti a pensione, «il regime pensionistico complementare rimborsa i contributi versati da detto lavoratore, o versati a suo nome dal datore di lavoro in conformità di disposizioni di legge o di accordi o contratti collettivi, oppure, se il lavoratore in uscita sostiene il rischio di investimento, il valore derivante da tali contributi».

Inoltre se il regime pensionistico complementare prevede un periodo di contribuzione minima, il Parlamento chiede che tale periodo non sia superiore ai cinque anni. In nessun caso, è precisato, si applicano condizioni di contribuzione minima a un membro di un regime pensionistico complementare che abbia compiuto i 25 anni. Precisa poi che in casi oggettivamente motivati, gli Stati membri possono consentire alle parti sociali di inserire nei contratti collettivi regole non discriminatorie in deroga a quanto appena indicato, «nella misura in cui tali regole assicurino agli interessati almeno una protezione equivalente».

 

Mantenimento di diritti a pensione in sospeso

Con un emendamento il Parlamento chiede agli Stati membri di adottare le misure che ritengono necessarie «per garantire che i lavoratori in uscita possano conservare i diritti pensionistici acquisiti nel regime pensionistico complementare nel quale sono stati maturati». E' anche precisato che devono adottare delle misure volte a «garantire un trattamento equo del valore dei diritti a pensione in sospeso» dei lavoratori in uscita in funzione del regime pensionistico, «avendo cura di tutelare tali diritti in caso di insolvenza dell'impresa». Un "lavoratore in uscita", secondo la definizione dei deputati, è «un iscritto attivo il cui attuale rapporto di lavoro cessi prima che egli abbia maturato una pensione complementare».

Il Parlamento chiarisce inoltre che un trattamento equo è garantito allorquando il valore dei diritti a pensione in sospeso «evolve per lo più nello stesso modo del valore dei diritti a pensione degli iscritti attivi», o nel regime complementare i diritti a pensione «sono definiti come un importo minimo», o il lavoratore in uscita «continua ad usufruire di un tasso di interesse integrato nel regime pensionistico». Oppure se il valore dei diritti a pensione in sospeso è adattato in funzione del tasso d'inflazione, del livello delle retribuzioni, delle prestazioni pensionistiche in corso di pagamento o del tasso di rendimento degli attivi del loro regime pensionistico complementare.

Tuttavia, gli Stati membri possono consentire ai regimi pensionistici complementari di non conservare i diritti acquisiti, ma di procedere al pagamento, al lavoratore in uscita, di un capitale equivalente ai diritti acquisiti, qualora essi non superino il limite stabilito dallo Stato membro interessato. Nel qual caso, lo Stato deve informare la Commissione del limite applicato. Inoltre, è possibile consentire alle parti sociali di inserire nei contratti collettivi regole che deroghino a quanto sopra indicato, «nella misura in cui tali regole assicurino agli interessati almeno una protezione equivalente».

 

Migliorare gradualmente la trasferibilità

Per il Parlamento, la direttiva non deve proporsi di limitare le possibilità di trasferire i diritti pensionistici acquisiti dai lavoratori in uscita. Al fine di promuovere la libera circolazione dei lavoratori, pertanto, gli Stati membri dovrebbero adoperarsi per «migliorare gradualmente», per quanto possibile, «la trasferibilità dei diritti pensionistici acquisiti, in particolare all'atto della costituzione di nuovi regimi pensionistici complementari». Propone quindi un approccio più prudente rispetto alle intenzioni della Commissione, opponendosi all'idea di includere nella direttiva il diritto alla trasferibilità della pensione presso un altro datore di lavoro di un diverso Stato membro.

Diritto all'informazione

Gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per garantire ai lavoratori attivi la facoltà di richiedere informazioni in merito alle conseguenze sui loro diritti a pensione complementare in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Entro un termine ragionevole, e per iscritto, devono quindi poter disporre di informazioni sufficienti riguardo alle condizioni di acquisizione dei diritti a pensione complementare e le conseguenze della loro applicazione in caso di cessazione del rapporto di lavoro, alle prestazioni pensionistiche previste in caso di cessazione del rapporto di lavoro nonché all'importo e alla salvaguardia dei diritti a pensione in sospeso.

 

Nel dibattito è intervenuto CARLO FATUZZO (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, i soldi versati dai lavoratori per una pensione complementare sono soldi dei lavoratori. Anche i soldi versati dai datori di lavoro, affinché i loro dipendenti vivano meglio da pensionati, sono soldi dei lavoratori. Non dovrebbe pertanto esserci alcun problema nell'approvare una direttiva sulla trasferibilità di diritti che sono già dei lavoratori.

Caro collega Mann, lei dice che questa direttiva, come l'ha coraggiosamente presentata la Commissione, comporta considerevoli costi per i fondi assicurativi, per cui va respinta. Io dico invece che più elevati sono i costi per i fondi pensione, maggiori sono i benefici per i lavoratori e maggiore sarà il numero dei lavoratori che si iscriveranno ai fondi pensione volontari.

In conclusione, ancora una volta constato purtroppo che il Consiglio agisce da freno nell'Unione europea. Essendo necessario l'accordo di tutti i 27 Stati membri dell'Unione europea, in sede di Consiglio è sufficiente un voto contrario per bloccare una proposta. Mi chiedo allora perché ci continuiamo a lamentare del fatto che in Francia e in Olanda si è votato contro la Costituzione. Tutti noi vorremmo che l'Europa facesse passi avanti, ma quando si tratta di affrontare concretamente le aspettative dei cittadini nei nostri confronti, assumiamo sempre la posizione peggiore per i cittadini e per i lavoratori. E' chiaro che agendo in questo modo non potremo andare avanti."

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

SVILUPPO E COOPERAZIONE

-       Doc. A6-0220/2007 - Relazione sugli obiettivi di sviluppo del Millennio - bilancio intermedio

Nello stilare un bilancio intermedio degli obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM), il Parlamento esprime un rammarico generale nei confronti degli Stati membri che hanno mancato l'obiettivo posto sull'entità degli aiuti corrisposti. Ma l'Aula ha bocciato un'esplicita critica all'Italia per il suo livello di aiuti. E' inoltre chiesto che le misure di cancellazione del debito non siano utilizzate per gonfiare gli importi dell'aiuto pubblico allo sviluppo.

 

CONSUMATORI

-       Doc. A6-0157/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che vieta la commercializzazione, l’importazione nella Comunità e l’esportazione fuori della Comunità di pellicce di cane e di gatto e di prodotti che le contengono

Sulla base di un compromesso negoziato con il Consiglio, il Parlamento ha approvato il regolamento che vieta la commercializzazione, l'importazione e l'esportazione di pellicce di cani e gatti e di prodotti che le contengono. Se i deputati inizialmente volevano escludere qualsiasi deroga, hanno infine accettato una formulazione più restrittiva che ne limita l'applicazione ai soli scopi educativi e per gli animali impagliati. Il regolamento sarà d'applicazione a partire dal 31 dicembre 2008.

-       Doc. A6-0191/2007 - Relazione sulla fiducia dei consumatori nell'ambiente digitale

Il Parlamento chiede di aumentare la fiducia dei consumatori negli acquisti on line, con ad esempio campagne d’informazione, protezione dei dati nell'Internet banking e sistema di allerta rapido. Occorre anche definire norme volontarie, un marchio di fiducia europeo e una Carta europea dei diritti degli utenti. Va poi rafforzata la tutela giuridica dei consumatori ed è necessario chiarire quanto i consumatori possono e non possono fare per rispettare i diritti della proprietà intellettuale.

-       Doc. A6-0227/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al divieto di esportazione e allo stoccaggio in sicurezza del mercurio metallico

 

INDUSTRIA

-       Doc. A6-0193/2007 - Relazione sulla messa a punto di una politica europea in materia di banda larga

Il Parlamento europeo chiede lo sviluppo delle reti a banda larga per stimolare il progresso economico e l'inclusione sociale, soprattutto nelle zone rurali, insulari e di montagna. Non escludendo finanziamenti pubblici alle infrastrutture, ritiene necessario garantire la concorrenza e fornire collegamenti a Internet a prezzi accessibili. Sollecita poi la digitalizzazione della pubblica amministrazione e chiede collegamenti via banda larga in ogni scuola, università e centro formativo dell'UE.

 

ISTITUZIONI

-       Doc. A6-0172/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici

Sulla base di un compromesso raggiunto con il Consiglio, il Parlamento ha approvato la modifica di due direttive relative agli appalti pubblici finalizzata a salvaguardare le possibilità di ricorso dei candidati, con la sospensione in tempo utile della firma del contratto, e a proporre misure che consentano di lottare contro le aggiudicazioni illegittime mediante trattativa privata.

-       Doc. A6-0226/2007 - Risoluzione sui problemi specifici relativi al recepimento e all'applicazione della legislazione sugli appalti pubblici e al suo rapporto con l'agenda di Lisbona

 

PETIZIONI

-       A6-0203/2007 - Relazione sulla crisi finanziaria della Equitable Life Assurance Society

-       Doc. B6-0176/2007 - Raccomandazione sulla relazione della Commissione d'inchiesta sulla crisi finanziaria della Equitable Life Assurance Society

Prendendo spunto dai risultati delle indagini della commissione d'inchiesta condotte nell'ambito del crack della società Equitable Life, il Parlamento formula delle raccomandazioni riguardo alla vigilanza prudenziale, alla cooperazione tra le autorità di regolamentazione e alle loro responsabilità. Se la protezione e l'informazione dei consumatori deve essere la priorità, i deputati chiedono anche maggiore attenzione alla qualità delle norme e ai meccanismi per attuarle.

-       Doc. B6-0251/2007 - Risoluzione sui risultati della missione di accertamento dei fatti condotta nelle regioni spagnole di Andalisia, Valencia e Madrid a nome della commissione per le petizioni

 

 

 

BILANCIO

-       B6-0238/2007 - Risoluzione sul finanziamento del programma europeo di radionavigazione via satellite (Galileo) in conformità all'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 e al quadro finanziario pluriennale 2007-2013

Il Parlamento ha approvato una risoluzione in merito al finanziamento del sistema europeo di radionavigazione satellitare GALILEO. I problemi emersi riguardo al contratto di concessione hanno spinto la Commissione a proporre un finanziamento esclusivamente pubblico del sistema e i deputati esigono che i fondi provengano esclusivamente dal Bilancio UE, senza fondi intergovernativi aggiuntivi.

 

EURO

-       B6-0264/2007 - Risoluzione sul miglioramento delle modalità di consultazione del Parlamento europeo nelle procedure relative all'allargamento della zona dell'euro

-       A6-0244/2007 - Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio a norma dell'articolo 122, paragrafo 2 del trattato CE relativo all'adozione della moneta unica da parte di Cipro il 1° gennaio 2008

-       A6-0243/2007 - Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio a norma dell'articolo 122, paragrafo 2 del trattato CE relativo all'adozione della moneta unica da parte di Malta il 1° gennaio 2008

Il Parlamento ha approvato due relazioni che esprimono parere favorevole all'adozione dell'euro da parte di Malta e Cipro a partire dal 1° gennaio 2008. Coglie anche l'occasione per proporre un accordo interistituzionale volto a migliorare il coinvolgimento del Parlamento nelle decisioni riguardo all'adesione all'euro di nuovi Stati membri.

 

IMMUNITÀ E STATUTO DEI DEPUTATI

-       Doc. A6-0233/2007 - Relazione sulla richiesta di difesa dell'immunità e dei privilegi di Mario Borghezio

Il Parlamento europeo ha deciso di difendere l'immunità invocata da Mario Borghezio a fronte di una citazione per risarcimento avanzata da un magistrato civile dell'Aquila in relazione ad alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa dal deputato a seguito di un'ordinanza riguardante la rimozione del crocifisso dalle aule delle scuole materne e elementari.

 

DIRITTI UMANI

-       Docc. B6-0248, 0253, 0255, 0256, 0258, 0262/2007 - Risoluzione sulla Birmania

-       Docc. B6-0246, 0247, 0252, 0254, 0257, 0259/2007  Risoluzione sulla situazione in Etiopia

-       Docc. B6-0250, 0260, 0261/2007 - Risoluzione su Cuba

-       Doc. A6-0157/2007 - Raccomandazione destinata al Consiglio sull'evoluzione dei negoziati relativi alla decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia

 

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

-       Doc. A6-0223/2007 - Relazione sullo spazio di libertà, sicurezza e giustizia: strategia relativa alla dimensione esterna, piano d'azione per l'attuazione del programma dell'Aia

-       Doc. B6-0249/2007 - Risoluzione su un trattato sul commercio delle armi: fissazione di criteri internazionali comuni per l'importazione, l'esportazione e il trasferimento di armi convenzionali

-       Doc. A6-0170/2007 - Risoluzione sulla proposta di decisione quadro del Consiglio relativa all'organizzazione e al contenuto degli scambi fra gli Stati membri di informazioni estratte dal casellario giudiziario

-       Doc. A6-0211/2007 - Risoluzione  sulla proposta modificata di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1030/2002 che istituisce un modello uniforme per i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di paesi terzi

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

-       Doc. A6-0117/2007 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma comunitario inteso a migliorare il funzionamento dei sistemi di imposizione nel mercato interno (Fiscalis 2013)

-       Doc. A6-0176/2007 - Risoluzione concernente la relazione sulla politica di concorrenza 2005

 

PESCA

-       Doc. A6-0228/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione dell'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea, da un lato, e la Repubblica di Kiribati, dall'altro

-       Doc. A6-0231/2007 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione di un accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Repubblica democratica di São Tomé e Príncipe e la Comunità europea

 

 

 


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

 

DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Accordi bilaterali di libero scambio con i paesi ASEAN (http://consilium.europa.eu)

 

POLITICA REGIONALE

·         Sviluppo urbano e agenda territoriale UE (http://www.eu2007.de)

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Programma Dogane 2013 (http://consilium.europa.eu)

 

TRASPORTI

·         Infrastrutture critiche (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/jha/93741.pdf)

 

 

 

DAL COMITATATO ECONOMICO E SOCIALE

 

POLITICA SOCIALE

·         Orientamenti per le politiche a favore dell'occupazione (http://eesc.europa.eu)

 

POLITICA REGIONALE

·         Le aree metropolitane (http://eesc.europa.eu)

·         Agenda territoriale (http://eesc.europa.eu)

 

TRASPORTI

·         La sfida energetica dei datori di lavoro dell'Unione europea (http://eesc.europa.eu)

·         Aree metropolitane e trasporti (http://eesc.europa.eu)

·         Politica portuale comune nell'UE (http://eesc.europa.eu)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

RELAZIONI ESTERNE

·         "Europa Globale: un partenariato rafforzato per assicurare l'accesso ai mercati per gli esportatori europei" (COM 2007/183)

 

CONCORRENZA

·         Vademecum sugli aiuti di Stato (http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/studies_reports/vade

mecum_on_rules_2007_en.pdf)

 

POLITICA SOCIALE

·         Protezione dei lavoratori dal rischio d'esposizione sul luogo di lavoro (http:ec.europa.eu)

 

CULTURA

·         Competenze linguistiche (COM 2007/184)

 

AMBIENTE

·         Strumenti di mercato utilizzati a fini di politica ambientale e ad altri fini connessi (COM 2007/140)

 

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         Reti di telecomunicazioni ed i servizi ad esse connesse (http:ec.europa.eu)

·         Iniziativa i2010 (http:ec.europa.eu/information_society/eeurope/i2010/annual_report/index_en.htm)

 

RICERCA E SVILUPPO

·         Il futuro spazio europeo della ricerca (http://ec.europa.eu/research/era/index_en.html)

 

MERCATO INTERNO

·         Rapporto sull'indennità professionale per gli intermediari finanziari (http:ec.europa.eu)

·         Sistema dei brevetti (http:ec.europa.eu/internal_market/indprop/patent/index_fr.htm)

·         Servizi finanziari al dettaglio (http:ec.europa.eu/internal_market/finservices-retail/policy_en.htm)

 

POLITICA REGIONALE

·         Politica di coesione 2007-2013 (http:ec.europa.eu)

 

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Diritti dei passeggeri (http:ec.europa.eu)

·         Dimensioni del bagaglio a mano (http:ec.europa.eu)

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         RAPEX: relazione annuale per il 2006 (http://ec.europa.eu/rapex)

 

TRASPORTI

·         Sicurezza stradale (http:ec.europa.eu/transport/roadsafety/road_safety_observatory/rspi_en.htm)

·         Verso una politica marittima dell'Unione europea (http:ec.europa.eu)

 

 

 

 

 

 


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

 

·         "La decisione quadro relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri è valida"

Sentenza della Corte nella Causa C-303/05

 

La soppressione del controllo della doppia incriminazione è conforme al principio di legalità e al principio di uguaglianza e non discriminazione.

 

·         "Secondo l'Avvocato generale Paolo Mengozzi i sindacati possono, con azioni collettive motivate da obiettivi di interesse generale e proporzionate, indurre un prestatore di servizi di un altro Stato membro ad accettare un livello salariale previsto da un contratto collettivo"

Conclusioni dell'Avvocato generale nella Causa C-341/05

 

·         "L'Avvocato generale Luis Miguel Poiares Maduro propone di dichiarare che i sindacati possono intraprendere azioni collettive per dissuadere una società dal trasferire la propria sede in un altro Stato membro all'interno della Comunità"

Conclusioni dell'Avvocato generale nella Causa C-438/05

 

Tuttavia, azioni collettive che abbiano l'effetto di compartimentare il mercato del lavoro su base nazionale o di impedire ad una società che si è trasferita di fornire servizi in un altro Stato membro sono incompatibili con il diritto comunitario.

 

·         "Il divieto di importazione delle bevande alcoliche da parte dei privati in Svezia costituisce un ingiustificata restrizione quantitativa della libera circolazione delle merci"

Sentenza della Corte nella causa C-170/04

 

Questa misura è inidonea a conseguire l'obiettivo di limitare in via generale il consumo di alcol e non è proporzionata al conseguimento dell'obiettivo di proteggere i più giovani contro le sue conseguenze nocive.

 

·         "Il Tribunale respinge il ricorso della Budejovický nei procedimenti che la oppo,gono alla Anheuser-Busch riguardanti la registrazione di marchi denominativi comunitari «Budweiser» e «Bud»"

Sentenza del Tribunale di primo grado nelle Cause riunite da T-53/04 a T-56/04, T-58/04 e T-59/04, nele Cause riunite T-57/04 e T-71/04 e nelle cause riunite da T-60/04 a T-64/04

 

La Budejovický Budvar non ha dimostrato che le denominazioni d'origine «Budweiser» e «Bud», registrate ai sensi dell'Accordo di Lisbona, con efficacia particolare in Francia, le consentivano di opporsi alle domande di registrazione di marchi comunitari depositate dalla Anheuser-Busch per prodotti diversi dalla birra.

 

·         "La Corte respinge il ricorso della Commissione contro la clausola «per quanto ragionevolmente praticabile» contenuta nella legislazione britannica in tema di salute e sicurezza dei lavoratori.

Sentenza della Corte nella Causa C-127/05

 

La Commissione nno ha dimostrato adeguatamente che la detta clausola limita, in violazione delle disposizioni della direttiva sulla sicurezza e la salute dei lavoratori, la responsabilità dei datori di lavoro e l'obbligo a cui sono tenuti di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori.

 

 

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Regolamento (CE) n. 617/2007 del Consiglio, del 14 maggio 2007, relativo all'applicazione del 10° Fondo europeo di sviluppo nell'ambito dell'accordo di partenariato ACP-CE (GUCE L 152/2007)

 

CONCORRENZA

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo - Attuazione del programma comunitario per l’aumento della crescita e dell’occupazione e il miglioramento della competitività delle imprese europee: Ulteriori progressi compiuti nel 2006 e prossimi passi verso una proposta in materia di base imponibile consolidata comune per le società (CCCTB) COM(2007) 223 definitivo

 

POLITICA SOCIALE

·         Decisione n. 573/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 maggio 2007, che istituisce il Fondo europeo per i rifugiati per il periodo 2008-2013, nell'ambito del programma generale «Solidarietà e gestione dei flussi migratori» e che abroga la decisione 2004/904/CE del Consiglio (GUCE L 144/2007)

·         Decisione n. 574/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 maggio 2007, che istituisce il Fondo per le frontiere esterne per il periodo 2007-2013, nell’ambito del programma generale «Solidarietà e gestione dei flussi migratori» (GUCE L 144/2007)

·         Decisione n. 575/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 maggio 2007, che istituisce il Fondo europeo per i rimpatri per il periodo 2008-2013 nell’ambito del programma generale «Solidarietà e gestione dei flussi migratori» (GUCE L 144/2007)

 

AGRICOLTURA

·         Regolamento (CE) n. 608/2007 della Commissione, del 1 giugno 2007, che modifica il regolamento (CE) n. 795/2004 recante modalità di applicazione del regime di pagamento unico di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori (GUCE L 141/2007)

 

AMBIENTE

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Relazione sul piano d'azione per le tecnologie ambientali (2005-2006) [SEC(2007) 413] COM(2007) 162 definitivo

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Riesame della politica ambientale 2006 {SEC(2007) 487} COM(2007) 195 definitivo

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni concernente la revisione intermedia del Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente {SEC(2007) 546}{SEC(2007) 547} COM(2007) 225 definitivo

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Riesame della politica ambientale 2006 {SEC(2007) 487} COM(2007) 195 definitivo

·         Regolamento (CE) n. 614/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 maggio 2007, riguardante lo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE+) (GUCE L 149/2007)

 

 

 

 

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Rettifica del regolamento (CE) n. 1472/2006 del Consiglio, del 5 ottobre 2006, che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di alcuni tipi di calzature con tomaie di cuoio originarie della Repubblica popolare cinese e del Vietnam (GUCE L 130/2007)

·         Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Repubblica italiana ad applicare misure di deroga agli articoli 26, paragrafo 1, lettera a), e 168 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede) (presentata dalla Commissione) COM(2007) 238 definitivo

·         Libro Verde sui servizi finanziari al dettaglio nel mercato unico COM(2007) 226 Definitivo

 

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Decisione della Commissione, del 21 marzo 2007, relativa al regime di aiuti di Stato C 18/2006 (ex N 524/2005) cui l’Italia intendeva dare esecuzione a favore delle microimprese e delle piccole imprese (GUCE L 128/2007)

·         Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sugli strumenti finanziari previsti dal programma pluriennale a favore dell'impresa e dell'imprenditorialità, in particolare delle piccole e medie imprese (PMI) (2001-2006) (conformemente all'articolo 5, paragrafo 1, della decisone 2000/819/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2000, modificata dalla decisione 593/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 luglio 2004) COM(2007) 235 definitivo

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Direttiva 2007/29/CE della Commissione, del 30 maggio 2007, che modifica la direttiva 96/8/CE per quanto riguarda l’etichettatura, la pubblicità o la presentazione di alimenti destinati a diete ipocaloriche volte alla riduzione del peso (GUCE L 139/2007)

 

TRASPORTI

·         Decisione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri dell’Unione europea, riuniti in sede di Consiglio, del 25 aprile 2007, concernente la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo sui trasporti aerei tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e gli Stati Uniti d’America, dall’altro (GUCE L 134/2007)

·         Direttiva 2007/32/CE della Commissione, del 1 giugno 2007, che modifica l’allegato VI della direttiva 96/48/CE del Consiglio relativa all’interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocità e l’allegato VI della direttiva 2001/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale (GUCE L 141/2007)

 

 

 


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.europa.eu

sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl

 

 

GIUSTIZIA, LIBERTÀ E SICUREZZA

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE RELATIVE AL PROGRAMMA SPECIFICO "PREVENZIONE E LOTTA CONTRO LA CRIMINALITA'" AVENTE COME OBBIETTIVO PRIMARIO LA GARANZIA DI UN ELEVATO LIVELLO DI SICUREZZA PER I CITTADINI DELL'U.E.

CODICE: 2007/125/JHA

http://ec.europa.eu/justice_home/funding/isec/doc/ag_call_20 

SCADENZA : 16/7/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE RELATIVE AL PROGRAMMA SPECIFICO "GIUSTIZIA PENALE" AVENTE COME OBBIETTIVO LA PROMOZIONE DELLA COOPERAZIONE GIUDIZIARIA, AL FINE DI CONTRIBUIRE ALLA CREAZIONE DI UNO SPAZIO EUROPEO IN TEMA DI GIUSTIZIA PENALE.

CODICE: 2007/126/JHA

http://ec.europa.eu/justice_home/funding/jpen/doc/og_call_20

SCADENZA : 16/7/2007

 

IMPRESA E INDUSTRIA

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DELLA CREAZIONE DI UNA PIATTAFORMA INNOVATIVA EUROPEA CHE PERMETTI LA GESTIONE INTEGRATA DELLE DIFFERENTI ATTIVITÀ (RICERCA, RISORSE, FINANZA, IMPRENDITORIALITÀ).

CODICE: ENT2/07/COM N.R./5.1.1

http://ec.europa.eu/enterprise/funding/grants/themes_2007/ca

SCADENZA : 7/9/2007

 

INVITI A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGETTO NELL'AMBITO DEI PROGRAMMI DI LAVORO PROVVISORI DEL 7° PROGRAMMA QUADRO CE DI AZIONI COMUNITARIE DI RICERCA E DI ADDESTRAMENTO NELL'AMBITO NUCLEARE.

CODICE: FP7-Fusion-2007

http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite

SCADENZA : 23/10/2007

 

OCCUPAZIONE E POLITICA SOCIALE

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE RELATIVE ALLA PROMOZIONE DELLA MOBILITA' DEI LAVORATORI, ALL'INTERNO DELL'U.E.

CODICE: VP/2007/014

http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender

SCADENZA : 31/7/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI SVILUPPO DI UN PROGRAMMA DI PARTENARIATO CON GLI ENTI DELL'U.E. AVENTE COME OBBIETTIVI PRIMARI LA LOTTA CONTRO L'ESCLUSIONE SOCIALE E LA DISCRIMINAZIONE, LA PROMOZIONE DELLE PARI OPPORTUNITÀ E DELL'INTEGRAZIONE DEI DISABILI.

CODICE: VP/2007/013

http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender

SCADENZA : 30/7/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI SVILUPPO DEL PROGRAMMA ENEA AVENTE COME OBBIETTIVO PRIMARIO L'INCENTIVAZIONE ALLA MOBILITÀ DEI DIPENDENTI CHE HANNO DI GIÀ MATURATO UN'ESPERIENZA PROFESSIONALE DURATURA.

CODICE: VP/2007/009

http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender

SCADENZA : 13/7/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGRAMMI RIGUARDANTI I TEMI DELL'INTEGRAZIONE E DELLA PROTEZIONE SOCIALE

CODICE: VP/2007/012

http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender

SCADENZA : 13/7/2007

 

RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO

INVITI A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGETTO NELL'AMBITO DEI PROGRAMMI DI LAVORO PROVVISORI DEL 7° PROGRAMMA QUADRO CE DI AZIONI COMUNITARIE DI RICERCA MIRATE ALLO SVILUPPO TECNOLOGICO E ALLE ATTIVITÀ DI DIMOSTRAZIONE. CODICE: FP7-SCIENCE-IN-SOCIETY-2007-2

http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite

SCADENZA : 17/7/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGETTO NELL'AMBITO DELLE SCIENZE SOCIO-ECONOMICHE E UMANITARIE. L'INIZIATIVA RIENTRA NEL 7° PROGRAMMA QUADRO.

CODICE: FP7-SSH-2007-1

http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite

SCADENZA : 29/11/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGETTO RIGUARDANTI LA COLLABORAZIONE NEI SEGUENTI SETTORI: ENERGIA, AMBIENTE, SALUTE, ALIMENTARE, AGRICOLTURA, BIOTECNOLOGIA, NANOSCIENZE, NANOTECNOLOGIE, TRASPORTI, SCIENZE SOCIO-ECONOMICHE ED UMANISTICHE

CODICE: FP7-ERANET-2007-RTD http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite

SCADENZA : 31/7/2007

 

INVITI A PRESENTARE PROPOSTE DI PROGETTO NELL'AMBITO DEI PROGRAMMI DI LAVORO PROVVISORI DEL 7° PROGRAMMA QUADRO CE DI AZIONI COMUNITARIE DI RICERCA MIRATE ALLO STUDIO DELL'EFFETTO ECONOMICO DELL'INTEROPERABILITÀ ECONOMICA IN TERMINI DI SALUTE.

CODICE: 2007/S 100-122426 http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite

SCADENZA : 13/8/2007

 

 

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

 

Azienda belga produttrice di pitture, vernici per esterni, lacche e mastici sta cercando intermediari commerciali in tutta Europa. BR 535

 

Azienda greca produttrice di statue in bronzo e alluminio è interessata a cooperazioni commerciali e tecnologiche. GR 536

 

Azienda svedese specializzata nei test e nelle verifiche di prodotti complessi sta cercando aziende in tutta Europa che necessitano di testare i propri prodotti. SE 537

 

Azienda svedese produttrice di scarpe e borse sta cercando cooperazioni commerciali, agenti e subcontratti in tutta Europa. SE 547

 

Azienda svedese distributrice di biancheria per la notte in lana merino, cashmere, camel e alpaka sta cercando aziende italiane produttrici di capi in lana. SE 549

 

Azienda portoghese importatrice e distributrice di macchinari ed attrezzature è interessata ad importare dall’Italia macchine aspirapolvere per hotel e ristoranti. PT 548

 

Compagnia tunisina affitta capannone industriale nella zona industriale di Mghira a 10 km dal centro di Tunisi e a 5 km dal porto di Rades. TN 538

 

Azienda tunisina specializzata nella produzione di indumenti professionali per la caccia e di jeans non attiva dal 2006 cede la propria attività, senza personale senza passivo, composta da 1000 mc2 e 60 macchinari. Regime off-shore totalmente esportatrice. TN 539

 

Azienda tunisina cerca partner internazionali per avviare una officina meccanica per automobili. TN 540

 

Azienda tunisina cerca partner per avviare un centro di benessere nel sud della Tunisia. TN 541

 

Azienda tunisina sta cercando partner per sviluppare un progetto con lo scopo di esportare l’argilla di Matmata (sud Tunisia) a fini cosmetici. TN 542

 

Azienda danese produttrice di valvole speciali e di miscelatori per emulsioni e oli sta cercando nuovi agenti e distributori in Italia nei settori delle pulizie, dei garage per automobili, navale e metalmeccanico. DK 546

 

Azienda spagnola specializzata nella commercializzazione e distribuzione di alberi e piante sta cercando accordi commerciali. ES 531

 

Azienda lettone specializzata nella produzione di biancheria e indumenti da lavoro sta cercando servizi intermediari; offre e richiede cooperazione nella produzione e sub-contratti. LV 543

 

 

Per ulteriori informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it

 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana FORZA ITALIA - P

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: 0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -  http://europa.eu.int/comm

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it

 

·        Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int

 

·        Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int

 

·        Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int

 

·        Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int

 

·        Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S (Bandi): http://ted.publications.eu.int

 

·        Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67  1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 4140 - http://www.epp-eu.org/

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org