GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

  

                                                                                                                                

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

30 Maggio 2007

n° 149

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

            ____________________________________________________________________________


GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.

 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

NUOVE REGOLE DI UTILIZZO DEI FONDI UE

 

Nell’ambito del quadro finanziario 2007-2013 l’Unione europea dispone di nuove regole finanziarie che hanno l’obiettivo di favorire un uso più efficiente ed efficace dei fondi europei. Uno dei punti centrali del regolamento e delle modalità di esecuzione è la semplificazione delle procedure.

Ecco alcune delle semplificazioni introdotte:

·         Per le sovvenzioni fino a 25 mila euro sono necessari meno documenti giustificativi.

·         In caso di sovvenzioni, il co-finanziamento in denaro potrà essere sostituito dal lavoro svolto dal personale.

·         Per sovvenzioni di importo inferiore a 60 mila euro, le garanzie finanziarie richieste nell’ambito del pre-finanziamento potranno essere eliminate, previa valutazione del rischio finanziario.

·         Acquisti di importo non superiore a 60 mila euro potranno essere effettuati utilizzando le sovvenzioni e rispettando soltanto un minimo indispensabile di regole, quali il principio di buona gestione finanziaria e l’assenza di conflitti d’interessi.

·         E’ prevista una soglia più alta (60 mila anziché 50 mila euro) per l’aggiudicazione di appalti pubblici con procedure semplificate.

·         E’ prevista una soglia più alta per le gare di appalto di valore limitato, che permette agli enti partecipanti di produrre semplicemente una dichiarazione sull’onore al posto di complesse certificazioni attestanti l’assenza di condanne per illeciti professionali.

·         Semplificazioni nell’aggiudicazione di appalti pubblici nell’ambito degli aiuti esterni con soglie molto più elevate (fino a 5 milioni di euro per lavori).

A partire dal 2008 gli Stati membri dovranno rendere noti i nomi dei beneficiari dei fondi strutturali e degli aiuti esterni, mentre per quanto riguarda i sussidi agricoli ciò avverrà a partire dal 2009. Nel frattempo, la Commissione ha l’intenzione di rafforzare ulteriormente gli strumenti di lotta alle frodi e alla corruzione in suo possesso: la banca dati centrale degli enti e delle organizzazioni esclusi da finanziamenti europei sarà condivisa tra le stesse istituzioni dell’UE e le competenti autorità dei paesi membri. Nuove regole sono previste anche per migliorare la rendicontazione dei 27 per quanto riguarda l’uso dei fondi del bilancio comunitario da loro gestiti (circa ¾ del totale).

Sarà a tal proposito introdotto l’obbligo di presentazione alla Commissione di sintesi dei rapporti di audit che vengono elaborati annualmente.

 

 

 

IL SISTEMA DI ALLARME RAPIDO PER I PRODOTTI PERICOLOSI NON ALIMENTARI FUNZIONA

 

Caschi moto con capacità limitata di assorbimento urto, mattoncini che somigliano a giochi, anatra in plastica con prodotti chimici pericolosi, yo yo con rischio di strangolamento per i bambini, apparecchi elettrici non conformi alla sicurezza. I prodotti pericolosi per la sicurezza identificati sul mercato non mancano. Sono sempre più numerosi ad essere ritirati dal mercato nell’Unione europea grazie a RAPEX, sistema UE di allarme rapido per i prodotti di consumo pericolosi non alimentari. Creato in base alla direttiva 2001/95/CE sulla sicurezza dei prodotti, permette alle autorità nazionali di segnalare alla Commissione i prodotti di consumo identificati come pericolosi, informazioni che la Commissione diffonde preso le autorità di sorveglianza di 30 Paesi UE per proibire o limitare la vendita o l’uso di prodotti con seri rischi per la salute e sicurezza dei consumatori.

La relazione annuale sui prodotti di consumo pericolosi pubblicata il 19 aprile dalla Commissione per il terzo anno consecutivo rivela che lo scorso anno le notifiche dei Paesi UE sono aumentate di oltre il 32% rispetto all’anno prima (1000 notifiche per 924 prodotti pericolosi contro 701 nel 2005) e quasi raddoppiate rispetto al 2004. Il miglioramento della cooperazione tra autorità di dogana dei Paesi UE è alla base del ritiro di un numero crescente di tali prodotti dal mercato. I giochi sono al primo posto (24%) dopo gli apparecchi elettrici (19%)  e poi i veicoli a motore (14%) , le luci (11%) e i cosmetici (5%).

Tra le maggiori preoccupazioni la metà delle notifiche riguardano prodotti cinesi con 440 notifiche pari al 48% del totale. Ma il 40% delle notifiche riguardano misure volontarie prese dalle imprese, in forte aumento che prova la sensibilizzazione maggiore degli operatori economici europei agli aspetti legati al consumo afferma la Commissione.

Ma la partecipazione dei Paesi UE è disuguale e il 60% del totale delle notifiche sono di 5 paesi, Germania con il 16%, Ungheria con il 15%, Grecia con l’11%, Regno Unito con il 10% e Spagna con il 9%. La Commissione chiede ai Paesi UE di partecipare attivamente, di attuare azioni congiunte e cooperare con i paesi terzi per aumentare l’efficacia di RAPEX.

Con un campione dei prodotti pericolosi presentati, la signora Kuneva, Commissario alla politica dei consumatori ha accolto i dati della relazione come positivi.

Più notifiche non vuol dire più rischi. L’aumento costante del numero di notifiche è positivo e vuol dire vigilanza dei Paesi UE maggiore. La relazione annuale dimostra che nel 2006 il sistema ha funzionato al meglio.

RAPEX non è solo un problema di prodotti ma di solidarietà. Il sistema si basa sui diritti civili e i valori europei ha detto rallegrandosi per il ruolo attivo della società civile e per l’efficace immissione in rete delle amministrazioni dei 30 paesi del sistema. Ha detto che lo strumento, prova dell’Europa che funziona e fa risultati, è vicino a una politica orientata alla responsabilità di produttori e distributori, invitati ad operare in via preventiva senza aspettare una ingiunzione.

Ma l’efficacia del sistema frutto di un miglioramento del coordinamento tra Paesi UE non deve occultare le disparità nelle prestazioni disuguali tra Paesi UE.

Alcuni sono campioni e altri no, ha detto, e auspica che RAPEX possa svilupparsi pienamente. L’alto numero di prodotti cinesi pericolosi nell’UE ha bisogno di un aumento della cooperazione con la Cina.

Andrà in Cina in autunno per aumentare il dialogo in base all’accordo e alla tabella di marcia del settembre 2006 tra Commissione e Cina per migliorare la sicurezza dei prodotti cinesi, dei giochi in particolare, per il mercato UE.

 

 

 

L'IMPORTANZA DELLA RICERCA NELL'AGENDA POLITICA COMUNITARIA

 

Nel trattato che istituiva la Comunità europea dell'energia atomica, si faceva già menzione del termine “ricerca europea” e già si prevedeva l'istituzione del Centro Comune di Ricerca (CCR): in questo senso, l'UE ha sempre sostenuto la ricerca scientifica.

La ricerca europea ha assunto, nel tempo, un’importanza sempre maggiore, tanto che tutte le presidenze che si susseguono all'Unione la stanno ora inserendo tra le loro priorità. Anche i discorsi pronunciati dai capi di Stato e di governo sulle sfide globali che attendono l'Europa fanno spesso riferimento alla necessità di competere grazie a ricerca, innovazione e conoscenza.

Nonostante il CCR sia stato inaugurato nel 1958, bisogna aspettare il 1967 perché venga istituita la Direzione generale per la Scienza, la ricerca e lo sviluppo. I primi programmi di ricerca e i primi inviti a presentare proposte sono stati ideati e pubblicati proprio a partire da quella data.

In seguito, Étienne Davignon, ex vicepresidente della Commissione europea, fece pressione affinché si introducesse un Programma strategico europeo di ricerca e sviluppo nelle tecnologie dell'informazione (ESPRIT). Il programma, approvato nel 1983, riuniva i principali produttori, piccole imprese, università e istituti di ricerca attorno a progetti di ricerca “pre-competitivi”.

Oltre al programma ESPRIT, sono state attuate altre iniziative di ricerca, come RACE (tecnologie delle comunicazioni avanzate), BRITE/EURAM (tecnologie industriali e materiali avanzati) e BAP (biotecnologia).

Nel 1985 la CE diveniva membro fondatore di EUREKA, una rete per la ricerca e sviluppo industriale europea orientata al mercato. Sono attualmente in corso discussioni sul rafforzamento dei legami tra i programmi quadro comunitari per la ricerca ed EUREKA.

Nell’ Atto unico europeo (AUE) del 1986, viene indicato per la prima volta un chiaro riferimento ad una politica europea per la R&S e sono menzionati i programmi quadro pluriennali. Il Parlamento europeo aumenta contestualmente i suoi poteri, ottenendo la procedura di co-decisione sui programmi in materia di ricerca. Nel 1997, con il trattato di Amsterdam, arriva l'obbligo di ricorrere all'unanimità del Consiglio per le decisioni concernenti i programmi quadro.

Nel contempo, il bilancio destinato ai programmi quadro aumenta esponenzialmente, passando da 13 Mrd EUR nel Quarto programma quadro (4PQ) a 14 Mrd EUR (5PQ) e poi a 19 Mrd EUR (6PQ). Nel corso del 6PQ si è tenuto un dibattito sull'importanza della ricerca per la competitività europea, che ha determinato un incremento dei finanziamenti a oltre 53 Mrd EUR per il Settimo programma quadro (7PQ).

Il nuovo slancio volto a mantenere l'Europa in una posizione di avanguardia è iniziato con l'avvio della strategia di Lisbona nel 2000, che si proponeva di rendere l'Europa l'economia più competitiva del mondo entro il 2010. La strategia era tesa a preparare il terreno per il passaggio dell'economia europea a una più competitiva, dinamica e basata sulla conoscenza. Altre disposizioni contenute nella strategia erano volte a evitare che il progresso economico avvenisse a spese del modello sociale europeo o dell'ambiente.

In una successiva riunione del Consiglio nel 2002 i capi di Stato e di governo dell'Unione si sono impegnati ad aumentare la spesa per la ricerca europea portandola al 3% del PIL entro il 2010. L'obiettivo è ancora molto lontano (il dato attuale è dell'1,93%, a fronte del 2,6% degli USA e del 3,2% del Giappone), ma ha richiamato l'attenzione sugli investimenti. Con l'adesione di Romania e Bulgaria, la spesa si è attestata all'1,84% del PIL del 2005.

In occasione dell'avvio del 6PQ nel 2002, un gruppo di paesi candidati all'adesione all'UE ha partecipato al programma alle medesime condizioni garantite ai paesi membri dell'Unione, vale a dire che nel campo della ricerca l'allargamento dell'UE è avvenuto con due anni di anticipo rispetto alle altre aree della politica.

A seguito della sua adozione, il 7PQ ha introdotto nuovi strumenti, che vanno dal Consiglio europeo della ricerca (CER), che finanzierà per la prima volta la ricerca di frontiera valutando le proposte esclusivamente sulla base dell'eccellenza, alle iniziative tecnologiche congiunte (ITC), nuovi partenariati pubblico-privati con status di entità giuridica.

Una volta avviato il 7PQ, il commissario Potocnik ha rivolto nuovamente la sua attenzione al SER. In aprile ha pubblicato un Libro verde che ambisce a rendere la conoscenza la quinta libertà comunitaria insieme a merci, servizi, capitale e manodopera.

 

 

 

PRESENTATA LA QUARTA RELAZIONE SULLA COESIONE

 

Per la prima volta, la Quarta relazione sulla coesione presentata dalla Commissione europea descrive la situazione economica, sociale e territoriale dell’Unione allargata e delle sue 268 regioni. Il documento contiene un'analisi approfondita della posizione delle regioni in termini di prodotto interno lordo (PIL), produttività e posti di lavoro ed individua una serie di sfide che gli Stati membri e le regioni saranno chiamati ad affrontare nei prossimi anni.La Quarta relazione sulla coesione fornisce inoltre una prima valutazione dell'incidenza della politica di coesione comunitaria nel periodo di programmazione 2000-2006 e dei lavori preparatori in vista del nuovo periodo 2007-2013. La relazione comprende 10 domande per avviare il dibattito all'interno e all'esterno delle istituzioni europee sul futuro di questa grande area di intervento.

Per ulteriori informazioni: http://ec.europa.eu/regional_policy/newsroom/index_it.htm

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

BRUXELLES  -  MINISESSIONE  09 - 10 MAGGIO 2007

 

 

ISTITUZIONI

 

 

I PREMI NOBEL CHIEDONO PIÙ EUROPA

 

Cinquantesimo anniversario del Trattato di Roma con la partecipazione dei Premi Nobel europei 

9.5.2007

 

Per festeggiare il Cinquantenario della firma dei Trattati di Roma, numerosi Premi Nobel europei - tra cui Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia - sono stati invitati prendere la parola in una seduta solenne speciale. I premi Nobel hanno tutti riconosciuto i successi dell'integrazione europea, soprattutto per la pace del Continente, ma non hanno esitato a chiedere all'UE maggiore impegno a favore delle sfide future.

 

Dopo aver salutato uno per uno i Premi Nobel presenti in Aula e descritto le motivazioni del riconoscimento ottenuto, il Presidente HANS-GERT PÖTTERING ha affermato che il loro lavoro e i loro successi sono fondati su «una visione lungimirante». Pertanto, anche il Cinquantenario della firma dei Trattati di Roma deve essere l'occasione per guardare al futuro del progetto d'integrazione europea. L'Unione, ha aggiunto, ha di fronte a sé delle sfide che richiedono uno sforzo comune e «idee creative», con il contributo di tutti. Il Presidente, facendo riferimento alle categorie dei Nobel presenti, ha poi sottolineato l'importanza dell'istruzione e della formazione e la necessità di promuovere un'area di ricerca europea e di tutelare i brevetti per far fronte alla concorrenza mondiale.

Ha quindi sottolineato la sfida posta dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione - «un'opportunità, non una minaccia». Ma soprattutto il ruolo che deve avere l'Unione europea nel promuovere la pace e la democrazia nel mondo, tutelando i diritti umani e la dignità delle persone. Al riguardo ha posto in luce l'esigenza di promuovere la tolleranza e il dialogo tra le culture e le religioni in tutto il mondo. Sfide che, ha insistito, possono essere affrontate solo da un'Unione forte e unita. Il Presidente ha poi ribadito che il Parlamento appoggia la Presidenza tedesca nella ricerca di un consenso «sulla sostanza del Trattato costituzionale» da applicare prima delle elezioni del 2009. Ha quindi affermato che la Francia, vista l'affluenza alle urne per le elezioni presidenziali, ha dato prova di «forza democratica» e ha colto l'occasione per rivolgere i suoi auguri a Nicolas Sarchozy ed esprimere il suo rispetto a Segolène Royal. Ha quindi concluso esortando a ispirarsi ai padri fondatori per imprimere nuovo slancio alla costruzione europea.

 

 

 

RELAZIONI ESTONIA- RUSSIA

 

Il Presidente PÖTTERING ha garantito il sostegno e la solidarietà del Parlamento europeo al popolo estone in merito all'atteggiamento assunto dalle autorità russe nei confronti dell'Estonia. Ha poi ricordato che una risoluzione del Parlamento afferma che la fine della seconda guerra mondiale ha significato per alcuni Stati membri l'inizio di una nuova tirannia sotto l'occupazione sovietica. Nel condannare la violenza e sottolineare la necessità di tutelare le minoranze, ha affermato che «non è normale richiedere le dimissioni di un governo democraticamente eletto» di un altro paese e l'UE è chiamata a reagire di fronte alle pressioni esercitate su uno dei suoi Stati membri.

A seguito della dichiarazione, sono intervenuti diversi deputati in nome di tutti i gruppi politici del Parlamento.

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

 

 

UN NUOVO SLANCIO ALLE RELAZIONI CON IL MONDO ARABO

Doc. A6- 0127/2007

 

Relazione sulle riforme nel mondo arabo: quale strategia per l'Unione europea?

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 9.5.2007 - Votazione: 10.5.2007

 

 

Il Parlamento chiede un rafforzamento del partenariato con i paesi arabi, nel rispetto delle tradizioni e delle culture, ma anche dei diritti umani e dello Stato di diritto. Se all'UE è chiesto maggiore impegno nel favorire le riforme politiche, i paesi arabi devono garantire libertà di culto e di espressione e riconoscere i diritti delle donne. Auspicando il rilancio del dialogo interculturale, sollecita il sostegno ai settori moderati della società civile araba, escludendo i fondamentalisti.

 

L'identità araba non è affatto incompatibile «né con il concetto di modernità né con l'impegno per riforme serie». E' quanto sostiene il Parlamento con la relazione sottolineando come l'impotenza - «che è il fondamento stesso del sentimento di "malessere arabo"» - possa essere sormontata nell'ambito di un partenariato rinnovato «basato sulla comprensione, la fiducia reciproca e il rispetto delle prassi sociali e culturali e la credibilità dell'altro». In proposito, i deputati ricordano che «l'occidentalizzazione delle società arabe non è la via più idonea a condurre a tale risultato», mentre i concetti di democrazia, diritti umani e Stato di diritto «sono valori universali che innumerevoli autorità e governi musulmani hanno dichiarato compatibili con l'Islam».

A loro parere, pertanto, occorre ridare nuovo slancio al partenariato dell'UE e degli Stati membri con il mondo arabo nella sua globalità, avendo cura di individuare settori di cooperazione ben specifici e agendo di concerto con le strutture politiche esistenti. In proposito, sebbene sia sottolineata l'estrema importanza che le relazioni euro-arabe includano la necessità «vitale» di combattere il terrorismo, i deputati ritengono fondamentale che ciò non oscuri o freni «tutta una serie di altre tematiche di interesse comune», al fine di pervenire alla creazione di un'autentica zona di pace e di prosperità condivisa. Tra queste tematiche citano, in particolare, lo sviluppo economico e sociale, la buona gestione degli affari pubblici e la lotta alla corruzione, nonché lo sviluppo e il consolidamento di una società civile «forte e autentica».

 

 

Riforme politiche e rispetto dei diritti umani

 

Il Parlamento constata anzitutto che nelle varie regioni del mondo arabo esistono realtà molto diverse per quanto riguarda le riforme politiche e l'affermarsi della democrazia, per cui «non è opportuno imporre un modello unico». Anzi, qualsiasi tentativo di allineamento sui canoni europei «può rivelarsi controproducente». Al fine di esercitare un’influenza concreta, inoltre, l’UE «non dovrebbe manifestare alcun senso di superiorità o dare l’impressione di impartire lezioni, bensì fare del dialogo euro-arabo un vero e proprio dialogo tra eguali». Occorre poi accompagnare le evoluzioni della regione «rispettando la volontà dei popoli e tenendo conto delle differenze culturali, storiche e politiche». Per poter essere legittimi, spiegano infatti i deputati, i cambiamenti devono essere adottati ed espressi dai popoli interessati.

Il Parlamento ricorda però che il rafforzamento della democrazia e dello Stato di diritto nonché il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali «è uno degli obiettivi propri della politica estera dell'Unione». A tale titolo è quindi «giusto e coerente» voler condurre una politica dei diritti umani ambiziosa, basata anche su un dialogo politico strutturato e approfondito in tale settore, oltre che sulla clausola sui diritti umani contenuta negli accordi. Il sostegno allo sviluppo della società civile e al rispetto dei diritti fondamentali, in particolare la libertà di espressione e di religione, avvertono peraltro i deputati, «non può confondersi con la scelta dei regimi né con le modalità di selezione dei dirigenti».

Allo stesso tempo, sostengono che «le vie contemporanee dell'Islam politico non sembrano fornire risposte adeguate ai problemi della riforma politica». Pertanto, preoccupati del fatto che lo stallo della riforma politica «alimenti l'islamismo radicale e il suo discorso di odio verso gli ebrei», sottolineano che la moderazione dell'islamismo «dipende sia dalla solidità del quadro istituzionale in cui tali forze operano sia dalle opportunità da esso offerte da quest’ultimo di influenzare il processo decisionale».

I paesi arabi dovrebbero quindi «combattere ogni impunità» e rendere giustizia alle vittime di gravi violazioni dei diritti umani nonché giudicare i responsabili di tali crimini. Nello stesso spirito, la relazione chiede ai paesi arabi di ratificare lo Statuto di Roma istitutivo del Tribunale penale internazionale e di firmare la Convenzione internazionale contro le scomparse forzate.

La Commissione dovrebbe invece favorire maggiormente nel mondo arabo il rispetto del principio dello Stato di diritto nonché il movimento per la riforma del diritto che dovrebbe portare a legalizzare l'azione dell'opposizione. I deputati, esprimono poi l'auspicio che i paesi arabi che non l'hanno ancora fatto diano prova di un maggiore impegno a favore della libertà di culto o del diritto delle persone e delle comunità a professare liberamente il loro credo e la loro fede, «anche garantendo l'indipendenza e la separazione delle istituzioni e del potere politico dalle autorità religiose». E, a tale riguardo, ritengono che le testimonianze di milioni di musulmani che vivono in Europa dovrebbero aiutare i paesi arabi a dare attuazione a tale principio costante delle relazioni internazionali che è la reciprocità. I deputati auspicano poi che cresca la consapevolezza del ruolo della donna e della sua emancipazione nella società civile e politica.

In merito al conflitto israelo-arabo, il Parlamento sottolinea che qualsiasi approfondimento della relazione euro-araba dipende «dall'energia e dal talento con cui l'Europa riuscirà a conciliare il proprio dovere e la propria responsabilità storica nei confronti dello Stato d'Israele e del popolo ebreo con la propria responsabilità di svolgere un ruolo più attivo ed efficace». Ruolo che dovrà svolgere garantendo maggiormente il rispetto del diritto internazionale e umanitario in modo da pervenire a una soluzione durevole del conflitto, in particolare attraverso la creazione di uno Stato democratico palestinese che coesista fianco a fianco con lo Stato d'Israele, nella pace e nella sicurezza. In proposito, compiacendosi dell'iniziativa di pace saudita, che i deputati ritengono un importante contributo del mondo arabo, il Consiglio è invitato a compiere ogni sforzo necessario per esaminare tale proposta alla prossima riunione del Quartetto e per individuare le modalità per coinvolgere maggiormente la Lega araba.

 

 

Un dialogo rafforzato e sostegno ai moderati

 

Nel sottolineare il ruolo svolto dall'Assemblea parlamentare euromediterranea (APEM) in quanto organismo democratico che riunisce parlamentari delle due sponde del Mediterraneo, il Parlamento considera necessario promuovere ulteriormente la cooperazione umanitaria e sociale, al fine di «superare gli stereotipi e i malintesi» che «impediscono un ravvicinamento franco e profondo tra i popoli delle due sponde del Mediterraneo». I governi dovrebbero quindi sostenere il lavoro della Fondazione euromediterranea Anna Lindh per il dialogo tra le culture, dotandola di «congrue risorse» per consentire il consolidamento della sua rete che raggruppa oltre 1.200 organismi ed associazioni operanti a favore del dialogo in seno alle rispettive società.

I deputati, peraltro, ritengono che il rilancio del dialogo interculturale «passi attraverso l'affermazione di un denominatore umanistico comune e universale che trascende dai dogmi e dai comunitarismi». Sostengono pertanto con decisione la necessità che l'Unione europea conduca un ampio dialogo culturale promuovendo presso i suoi interlocutori arabi i valori di riferimento dell'Unione (Stato di diritto, diritti dell'uomo, democrazia, ecc.) e tenendo conto delle differenti percezioni culturali e politiche. Gli Stati membri, inoltre, sono incoraggiati a istituire dei Centri di studio finalizzati allo scambio e al confronto culturale tra i paesi arabi e europei.

 

I deputati sottolineano che l’impegno con le organizzazioni della società civile e i movimenti di riforma dovrebbe formare parte degli sforzi intrapresi a livello regionale, e che andrebbe sviluppata una cooperazione specifica in particolare con le organizzazioni politiche che promuovono la democrazia della non violenza. La società civile, è precisato, dovrebbe farsi promotrice dei valori democratici e della tolleranza, del rifiuto dell'intolleranza e del fondamentalismo e, quindi, della libertà di coscienza (comprese la libertà religiosa, di espressione e associazione), della parità tra donne e uomini, del pieno rispetto e non discriminazione dei diversi orientamenti sessuali, della messa al bando della tortura e dell’abolizione della pena di morte.

Nella ricerca di nuovi interlocutori nel mondo arabo, ammoniscono inoltre i deputati, si dovrebbero escludere le persone, le organizzazioni e gli Stati che approvano le azioni terroristiche e non riconoscono l'esistenza legittima dello Stato di Israele. La relazione chiede pertanto che l'Europa accordi un sostegno politico visibile agli attori civili, associativi e religiosi, in particolare alle organizzazioni politiche che promuovono la democrazia attraverso la non violenza, «escludendo le forze settarie, fondamentaliste e di estremismo nazionalista» e includendo, se del caso, i laici e gli islamisti moderati, compresi i laici islamisti.

 

 

Integrazione economica interaraba

 

Insistendo sul fatto che la debolezza del processo di riforma nel mondo arabo è anche dovuta alle difficoltà e alle controversie esistenti tra alcuni dei paesi arabi, i deputati ritengono che l’UE «dovrebbe adoperarsi al massimo per agevolare l'integrazione politica ed economica dei paesi arabi». In proposito, nel constatare, i limitati progressi realizzati in termini di liberalizzazione degli scambi commerciali interarabi, chiedono alla Commissione e al Consiglio di raddoppiare gli sforzi per incoraggiare lo sviluppo equo e sostenibile dei paesi arabi.

L'integrazione economica dei paesi arabi, dovrebbe riguardare soprattutto i mercati dell'energia e delle telecomunicazioni, allo scopo di generare una dinamica di sviluppo favorevole ad altri settori. Al riguardo, peraltro, la relazione sottolinea gli sforzi compiuti per creare uno spazio di libero scambio euromediterraneo e l’accordo di Agadir, che incoraggia il commercio intraregionale. I deputati, inoltre, attendono la conclusione dell’accordo di libero scambio UE-Consiglio di cooperazione del Golfo.

 

 

Nel dibattito è intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, i rapporti tra l'Europa e il mondo arabo rappresentano la chiave per costruire la pace nell'area del Mediterraneo e in Medio Oriente. Il dialogo interculturale e interreligioso dovrà vederci tutti impegnati nei prossimi anni, nella convinzione che i rapporti di amicizia si basano sulla sincerità, sulla lealtà e sul tentativo di comprendere gli altri, senza tuttavia rinunciare alla propria identità. Nel ribadire la fondamentale importanza di dare una strategia all'Unione europea di fronte alla riforma del mondo arabo, la relazione Rocard fissa alcuni principi irrinunciabili che dovranno caratterizzare i rapporti futuri.

Sarà impegno del Parlamento europeo incoraggiare tutte le scelte che rafforzeranno la democrazia, il rispetto dei diritti umani e del ruolo della donna, la creazione di una zona di libero scambio, la presenza di un'informazione libera, gli aiuti finanziari e il rispetto della libertà religiosa.

La relazione Rocard - e annuncio il voto favorevole del Gruppo del Partito popolare europeo e dei Democratici europei - fissa un principio fondamentale che è quello della reciprocità: così come è diritto di ogni persona in Europa professare la propria religione lo stesso deve essere in ogni paese arabo. E su tale aspetto la relazione Rocard chiama a testimoniare proprio gli arabi che vivono nell'Unione europea. Su questo tema però, come su altri, si è ancora lontani dal raggiungere gli obiettivi che si pone l'Unione europea.

Sostenendo tali principi e aiutando i paesi arabi nelle riforme, sia pure nel rispetto della loro autonomia, daremo un contributo per impedire che il fondamentalismo raccolga nuovi consensi. La minaccia del fanatismo non riguarda infatti solo l'Europa ma tutto il mondo arabo. Il terrorismo è figlio del fondamentalismo, ragion per cui è indispensabile che Europa e Paesi arabi lavorino insieme per sconfiggere questa piaga del XX secolo. I recenti attentati dimostrano che l'attuale priorità di Al-Qaeda è quella di colpire i Paesi arabi moderati, che cercano il dialogo e agevolano le riforme. L'Europa non può rimanere in silenzio, non può restare ferma."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Doc. B6-0190, 0191, 0194, 0195, 0196/2007 - Risoluzione comune sul vertice UE-Russia che si terrà a Samara il 18 maggio 2007

La Russia è e sarà un partner strategico dell'Unione europea, sul piano bilaterale e nello scacchiere internazionale. Il Parlamento tuttavia esprime profonda preoccupazione per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, della democrazia, della libertà di espressione e del diritto di contestare le autorità e sollecita quindi la Russia a porre rimedio a tale situazione. I deputati chiedono anche di rafforzare l'integrazione economica e la cooperazione in campo energetico e sull'immigrazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRASPORTI

 

 

NORME EUROPEE PER GARANTIRE I SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO

Doc. A6 - 0131/2007

 

Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai servizi pubblici di trasporto passeggeri su strada e per ferrovia e che abroga i regolamenti (CEE) del Consiglio n. 1191/69 e n. 1107/70

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito: 9.5.2007 - Votazione: 10.5.2007

 

Il Parlamento si è pronunciato sul regolamento che definisce le modalità e le condizioni cui devono attenersi le autorità pubbliche nell'aggiudicare contratti di servizio volti a garantire il trasporto pubblico su strada e su rotaia. I deputati hanno adottato una serie di emendamenti compromesso che dovrebbero agevolare l'accordo del Consiglio.

 

Lo scopo della proposta di regolamento è di definire con quali modalità le autorità competenti possono intervenire nel settore dei trasporti pubblici di passeggeri per garantire la fornitura di servizi di interesse generale che siano, tra l'altro, «più numerosi, più sicuri, di migliore qualità o offerti a prezzi inferiori a quelli che il semplice gioco delle forze del mercato consentirebbe di fornire». A tal fine, stabilisce le condizioni alle quali le autorità competenti, allorché impongono o stipulano obblighi di servizio pubblico, compensano gli operatori di servizio pubblico per i costi sostenuti e/o conferiscono loro diritti di esclusiva in cambio dell'assolvimento degli obblighi di servizio pubblico.

Il Parlamento, approvando la relazione, propone una serie di emendamenti di compromesso sostenuti da PPE/DE, PSE, UEN, Verdi/ALE e GUE/NGL, tesi a giungere a un accordo con il Consiglio senza dover ricorrere alla procedura di conciliazione. Se così avvenisse, l'aggiudicazione dei contratti di servizio pubblico dovranno essere conformi alle disposizioni del regolamento dopo un periodo transitorio di 10 anni dalla sua entrata in vigore (invece dei 12 chiesti dal Consiglio e degli 8 suggeriti dai deputati), ossia due anni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (al posto dei tre anni chiesti dal Consiglio e dell'anno e mezzo voluto dai deputati).

Il provvedimento si applica all'esercizio di servizi nazionali e internazionali di trasporto pubblico di passeggeri per ferrovia ed altri modi di trasporto su rotaia e su strada, ad eccezione dei servizi di trasporto prestati prevalentemente in ragione del loro interesse storico o del loro valore turistico. Gli Stati membri, tuttavia, possono applicarlo anche al trasporto pubblico di passeggeri per vie d'acqua interne e, aggiungono i deputati, in acque marine nazionali «nella misura in cui non sono disciplinati da una specifica legislazione comunitaria». Il regolamento stabilisce che l’autorità competente che decide di concedere all’operatore che ha scelto un diritto di esclusiva e/o una compensazione di qualsivoglia natura a fronte dell’assolvimento di obblighi di servizio pubblico deve farlo nell'ambito di un contratto di servizio pubblico.

 

Sì a tariffe massime se compensate adeguatamente

Il provvedimento prevede una deroga secondo cui gli obblighi di servizio pubblico finalizzati a stabilire tariffe massime per tutti i passeggeri o per alcune categorie di passeggeri possono anch'essi essere disciplinati da norme generali. In questi casi, l’autorità competente dovrà compensare gli operatori per l'effetto finanziario netto, positivo o negativo, sui costi sostenuti e sui ricavi originati dall'assolvimento degli obblighi tariffari stabiliti da norme generali.

Ciò andrà peraltro realizzato secondo modalità che impediscano una compensazione eccessiva. Resta fermo però il diritto delle autorità competenti di integrare gli obblighi di servizio pubblico stabilendo tariffe massime nei contratti di servizio pubblico. Gli Stati membri possono tuttavia escludere dall'ambito di applicazione del regolamento le norme generali relative alla compensazione finanziaria per gli obblighi di servizio pubblico che fissano le tariffe massime per scolari, studenti, apprendisti e persone a mobilità ridotta.

 

Contenuto dei contratti di servizio pubblico

I contratti di servizio pubblico dovranno stabilire «con chiarezza» gli obblighi inerenti al servizio pubblico che l'operatore deve assolvere e le zone geografiche interessate. Inoltre, dovranno stabilire - «in anticipo e in modo obiettivo e trasparente» - i parametri in base ai quali deve essere calcolata l'eventuale compensazione nonché la natura e la portata degli eventuali diritti di esclusiva concessi, «in modo da impedire una compensazione eccessiva».

Dovranno anche definire le modalità di ripartizione dei costi connessi alla fornitura di servizi, come le spese per il personale, per l’energia, gli oneri per le infrastrutture, la manutenzione e la riparazione dei veicoli, del materiale rotabile e delle installazioni necessarie per l'esercizio dei servizi di trasporto di passeggeri, i costi fissi e un rendimento adeguato del capitale. I contratti di servizio pubblico e le norme generali dovranno inoltre definire le modalità di ripartizione dei ricavi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio che possono essere trattenuti dall'operatore del servizio pubblico, riversati all'autorità competente o ripartiti fra di loro.

Inoltre, i documenti di gara e i contratti di servizio pubblico dovranno essere trasparenti quanto alla possibilità e all'estensione del subappalto. In tali casi, precisa un emendamento di compromesso, l'operatore al quale è affidata la gestione e la prestazione di un servizio è tenuto a fornire direttamente «la maggior parte» del servizio di trasporto pubblico. Tuttavia, un contratto di servizio pubblico comprendente allo stesso tempo progettazione, costruzione e gestione di un servizio pubblico di trasporto di passeggeri «può prevedere il subappalto integrale per la gestione di tali servizi».

Riguardo alla durata dei contratti, in prima lettura il Parlamento suggeriva che essi dovessero valere al massimo otto anni per i trasporti su strada e non più di 15 anni per quelli su rotaia. Nella posizione comune, il Consiglio è andato oltre stabilendo che i contratti di servizio pubblico dovranno essere conclusi per una durata non superiore a dieci anni per i servizi di trasporto con autobus e a quindici anni per i servizi di trasporto di passeggeri per ferrovia o altri modi di trasporto su rotaia.

La durata dei contratti relativi a più modi di trasporto, è poi precisato, dovrà essere al massimo di quindici anni se i trasporti per ferrovia o altri modi di trasporto su rotaia rappresentano oltre il 50% del valore dei servizi oggetto dei contratti. A determinate condizioni è prevista la possibilità di prorogare la durata del contratto di un massimo pari al 50%.

Qualora le autorità competenti imponessero a un operatore di servizio pubblico di conformarsi a taluni standard sociali, i documenti di gara e i contratti di servizio pubblico dovranno individuare il personale interessato e precisarne in modo trasparente i diritti contrattuali e le condizioni alle quali si ritiene che i dipendenti siano vincolati ai servizi. Tali standard, inoltre, dovranno essere inclusi nei documenti di gara e nei contratti. 

 

Aggiudicazione di contratti di servizio pubblico

Il regolamento stabilisce una serie di regole riguardo all'aggiudicazione dei contratti per servizi offerti tramite autobus o tram (salvo alcuni casi trattati da altre direttive), distinguendo i casi in cui si rivolga a prestatori terzi o a "operatori interni", ossia a soggetti giuridicamente distinti dall'autorità che domanda il servizio, sui quali però l'autorità esercita un controllo completo. Nel primo caso, l’autorità competente dovrà aggiudicare i contratti mediante una procedura di gara «equa, aperta a tutti gli operatori e che rispetta i principi di trasparenza e di non discriminazione». Dopo la presentazione delle offerte e un'eventuale preselezione, inoltre, il procedimento potrà dar luogo a negoziati allo scopo di determinare il modo migliore per soddisfare requisiti elementari o complessi.

Nella misura in cui la legislazione nazionale lo consenta, le autorità competenti avranno facoltà di aggiudicare direttamente i contratti di servizio pubblico il cui valore annuo medio stimato è inferiore a 1 milione di euro oppure che riguardano la fornitura di servizi di trasporto pubblico di passeggeri inferiore a 300.000 chilometri l’anno.

Qualora un contratto di servizio pubblico fosse aggiudicato direttamente a una piccola o media impresa che opera con non più di 23 veicoli, dette soglie potranno essere aumentate o a un valore annuo medio stimato inferiore a 2 milioni di euro (contro 1,7 milioni proposti dal Consiglio) oppure qualora il contratto riguardi la fornitura di servizi di trasporto pubblico di passeggeri inferiore a 600.000 di chilometri l'anno (contro i 500.000 chiesti dal Consiglio). A meno che non sia vietato dalla legislazione nazionale, le autorità competenti avranno la facoltà di aggiudicare direttamente i contratti di servizio pubblico di trasporto per ferrovia, fatta eccezione per altri modi di trasporto su rotaia quali metropolitana o tram. La durata di tali contratti non potrà però essere superiore a dieci anni.

 

Diritto di verifica e trasparenza

In base a un emendamento di compromesso, gli Stati membri dovranno prendere le misure necessarie per garantire che le decisioni adottate nell'ambito delle procedure di appalto «possano essere verificate con efficacia e rapidità», su richiesta di una persona interessata ad ottenere un contratto e che è stata danneggiata (o rischia di esserlo) da una presunta infrazione.

Ciascuna autorità competente dovrà rendere pubblica una volta all’anno una relazione esaustiva sugli obblighi di servizio pubblico di sua competenza, sugli operatori del servizio pubblico prescelti e sulle compensazioni e i diritti di esclusiva ad essi concessi a titolo di rimborso. La relazione - come richiesto dai deputati - dovrà distinguere i trasporti mediante autobus da quelli su rotaia. Essa consentirà il controllo e la valutazione delle prestazioni di servizi, della qualità e del finanziamento della rete dei trasporti pubblici e, ove opportuno, informerà in merito al tipo e alla portata dell'esclusiva concessa.

Ciascuna autorità competente dovrà infine prendere i provvedimenti necessari affinché, almeno un anno prima dell’inizio della procedura di gara o un anno prima dell’aggiudicazione diretta del contratto, siano pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea un elenco minimo di informazioni, quali il tipo di aggiudicazione previsto e i servizi e territori potenzialmente interessati dall’aggiudicazione. In caso di un'aggiudicazione diretta di contratti, come richiesto dai deputati, dovranno essere pubblicati anche gli obiettivi di qualità in relazione alla puntualità e affidabilità nonché i premi e le penalità applicabili.

 

Nel dibattito è intervenuto GABRIELE ALBERTINI (PPE/DE-I) Vicepresidente Commissione Trasporti e Turismo:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, il regolamento sui servizi pubblici di trasporto su strada e per ferrovia, che ci accingiamo a votare, interessa l'80% del trasporto ferroviario dei passeggeri e riveste un'estrema importanza per lo sviluppo del trasporto ferroviario europeo, caratterizzato da situazioni nazionali molto diversificate.

Dopo essere rimasto bloccato in Consiglio per quasi sette anni, capisco la volontà di molti colleghi di chiudere in seconda lettura, evitando la procedura di conciliazione e i negoziati informali con il Consiglio sviluppati con determinazione in questo senso.

Mi congratulo con il collega Grosch e con il nostro coordinatore Jarzembowski per i notevoli risultati ottenuti. Tuttavia, mi rammarico del fatto che il principio di reciprocità, che già il nostro gruppo aveva sostenuto con fermezza in occasione del terzo pacchetto ferroviario, non sia stato inserito tra i compromessi. Infatti, nel mio paese, in Italia, i servizi pubblici di trasporto per ferrovia sono liberalizzati e aggiudicati con procedura di gara d'appalto. In diversi paesi europei il trasporto nazionale e regionale opera invece in regime di monopolio legale, una situazione che potrà proseguire anche dopo l'approvazione dell'attuale regolamento.

Vi saranno pertanto asimmetrie di mercato e vantaggi indebiti per le imprese che operano in mercati chiusi alla concorrenza ma che potranno competere in quelli aperti. A tale riguardo ho presentato, con il collega de Grandes e altri colleghi spagnoli e italiani del nostro gruppo, due emendamenti, il 43 e il 45, che inseriscono clausole sulla reciprocità nei confronti delle imprese che operano in regime di monopolio nazionale. Vi sarà quindi impossibile non sostenere gli emendamenti che modificano la proposta in questo senso. Tuttavia, a prescindere dall'esito dei voti sui singoli emendamenti, non mancherò di garantire il mio sostegno a favore della relazione nella votazione finale."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Doc. A6 - 0124/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'installazione a posteriori di specchi sui veicoli commerciali pesanti immatricolati nella Comunità

Il Parlamento ha approvato definitivamente la direttiva che impone a tutti i veicoli commerciali pesanti, esclusi quelli di interesse storico, di dotarsi entro la primavera 2009 di specchi grandangolari e di accostamento. Ciò, evitando numerosi incidenti, permetterà di risparmiare centinaia di vite umane, con un costo stimato di soli 100/150 euro per l'installazione. Sarà poi studiata l'opportunità di estendere tale obbligo ad altri automezzi.

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

SVILUPPO E COOPERAZIONE

-        Doc. A6-0146/2007 - Risoluzione legislativa sul Corno d'Africa: un partenariato politico regionale dell'UE per la pace, la sicurezza e lo sviluppo

L'UE deve impegnarsi di più a favore della pacificazione e dello sviluppo socio-economico del Corno d’Africa. E' quanto chiede il Parlamento, proponendo la convocazione di una conferenza globale per la sicurezza, la pace e lo sviluppo nella regione. I deputati sollecitano poi ogni sforzo possibile per tutelare la popolazione del Darfur dal disastro umanitario e condannano gli interventi stranieri in Somalia. Etiopia e Eritrea devono liberare i prigionieri politici.

 

MERCATO INTERNO E CONSUMATORI

-        Doc. A6-0144/2007 - Risoluzione legislativa relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che reca disposizioni sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive 75/106/CEE e 80/232/CEE del Consiglio e modifica la direttiva 76/211/CEE del Consiglio

Il Parlamento ha adottato definitivamente la direttiva volta a liberalizzare i formati degli imballaggi di numerosi prodotti di largo consumo preconfezionati. Per zucchero, latte, burro, caffè, pasta secca e riso sono previsti dei periodi transitori in cui sarà possibile mantenere i formati obbligatori imposti a livello nazionale. Come richiesto dai deputati, tali periodi potranno essere prolungati in caso di perturbazioni di mercato o destabilizzazione del comportamento di consumatori.

-         Doc. A6-0145/2007 - Risoluzione legislativa relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli ("Direttiva quadro")

 

POLITICA REGIONALE

-        Doc. A6-0090/2007 - Relazione sulla politica degli alloggi e la politica regionale

Il Parlamento chiede di rendere effettivo il diritto a un alloggio adeguato, di buona qualità e a prezzo abbordabile. Insiste quindi sulla necessità di rafforzare il diritto ai sussidi per gli alloggi e chiede aiuti per l'acquisto della prima casa. Invita poi gli Stati membri a utilizzare pienamente i fondi UE per gli alloggi al fine di aiutare le persone più svantaggiate e rinnovare le case popolari. Occorrono anche incentivi mirati a favore delle zone rurali e delle città minori.

-        Doc. A6-0096/2007 - Risoluzione sul contributo della futura politica regionale alla capacità di innovazione dell'Unione europea

 

ENERGIA

-        Doc. A6-0129/2007 - Risoluzione sulla valutazione dell'Euratom - 50 anni di politica europea in materia di energia nucleare

Nel rilevare l'importante ruolo del nucleare a favore dell'approvvigionamento energetico dell'UE e il suo basso impatto ambientale, il Parlamento chiede una riforma generalizzata del Trattato Euratom. Se la scelta nucleare spetta agli Stati membri, è necessario porre la sicurezza al centro delle attività Euratom e implicare il Parlamento nel processo decisionale. Occorre poi sviluppare la ricerca e la formazione, e aumentare gli investimenti per affrontare la concorrenza internazionale.

 

AMBIENTE

-        Doc. B6-0158/2007 - Proposte della Conferenza dei Presidenti - Composizione della commissione temporanea sul cambiamento climatico

Su proposta della Conferenza dei Presidenti, l'Aula ha approvato la composizione della commissione temporanea sul cambiamento climatico. Vi sono otto eurodeputati italiani membri titolari e cinque supplenti. La riunione costitutiva della commissione, forte di 60 membri, si terrà a Strasburgo il 21 maggio prossimo. In quella sede, Guido Sacconi potrebbe essere chiamato alla presidenza.

 

OCCUPAZIONE

-        Doc. B6-0189, 0193, 0197/2007 - Risoluzione comune sul rafforzamento della legislazione europea nel settore dell'informazione e della consultazione dei lavoratori

Nel sottolineare l'importanza della consultazione dei lavoratori nell'ambito delle ristrutturazioni delle imprese e di licenziamenti collettivi, il Parlamento chiede un riesame e un aggiornamento della legislazione europea in materia, secondo un calendario ben definito. Sollecita anche la Commissione a vigilare affinché gli Stati membri applichino in maniera adeguata e uniforme le relative norme UE e, in particolare, quelle sui comitati aziendali.

 

PETIZIONI

-        Doc. A6-0156/2007 - Risoluzione sulle conseguenze per la salute pubblica dell'incidente di Thule del 1968

 

AFFARI COSTITUZIONALI

-        Doc. A6-0143/2007 - Decisione sulle modifiche da apportare al regolamento del Parlamento europeo per adeguare le procedure interne alle esigenze di semplificazione della legislazione comunitaria

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  21 - 24 MAGGIO 2007

 

 

FUTURO DELL'EUROPA/INTEGRAZIONE EUROPEA

 

 

PRODI AL PARLAMENTO: NO A COMPROMESSI AL RIBASSO SULLA COSTITUZIONE

 

Discussione sull'avvenire dell'Europa, con la partecipazione del Primo Ministro italiano, membro del Consiglio europeo

Dibattito: 22.5.2007

 

Rivolgendosi all'Aula, Romano Prodi ha difeso le riforme ambiziose del Trattato costituzionale che permettono di far fronte alle sfide interne, esterne e istituzionali dell'UE. Sostenendo la necessità di definire nuove regole prima delle elezioni europee del 2009, non ha escluso la formazione di un'avanguardia di paesi che procedano a un'Unione più stretta. L'Italia, ha ammonito, non accetterà uno stravolgimento del pacchetto istituzionale esistente e non sottoscriverà compromessi al ribasso.

 

Introduzione del Presidente del Parlamento europeo

 

HANS-GERT PÖTTERING, esprimendosi in italiano, ha espresso grande piacere nell'accogliere Romano Prodi al Parlamento europeo per discutere assieme del Futuro dell'Europa. Ha quindi proseguito sostenendo che l'Italia, uno dei Paesi fondatori, «è sempre stata all'avanguardia nel guidare il processo di integrazione europea». E anche in questo periodo in cui stiamo cercando di trovare una soluzione all'impasse in cui versa il processo di integrazione europea, «l'Italia gioca un ruolo determinante» nella ricerca di una soluzione che possa essere da tutti accolta.

 Ha quindi rivolto un particolare ringraziamento al Presidente della Repubblica italiana, «l'amico Giorgio Napolitano», per la fruttuosa collaborazione instaurata al fine di fare della riforma dei Trattati un successo. Il Presidente del Parlamento, ha aggiunto, «sa che quando parla non ha solo il supporto del Parlamento ma anche quello dell'Italia, e questo gli da più forza». Parlando in tedesco, ha poi ricordato le celebrazioni di Roma per il cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati: 50 anni di pace, di stabilità e di benessere. Tuttavia, ha proseguito, occorre guardare al futuro.

L'UE deve affrontare delle sfide e occorre quindi dimostrare la volontà a favore delle riforme necessarie. Nel rammentare il ruolo svolto da Romano Prodi - quando era Presidente della Commissione - nella definizione della costituzione, ha sottolineato il lavoro della Presidenza tedesca nella ricerca di una soluzione soddisfacente per tutti gli Stati membri, compresi i 18 che hanno ratificato il trattato costituzionale, che rappresentano la maggioranza della popolazione europea. Il Presidente ha quindi concluso sostenendo che il Parlamento europeo non si accontenterà di risultati che non siano nell'interesse dei cittadini.

 

Intervento del Presidente del Consiglio della Repubblica italiana

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha anzitutto sottolineato che si sta vivendo un «momento cruciale per il futuro dell’Europa e della costruzione europea» e che, al termine della Conferenza Intergovernativa il cui avvio sarà deciso a giugno, «dovremo poter dire di essere stati all’altezza degli impegni che ci siamo assunti, tutti insieme, il 25 marzo scorso a Berlino». Si tratta, ha spiegato, di decidere di cosa ha bisogno l’Europa «per poter affrontare le sfide che il mondo ci impone», poiché «ormai dovremmo aver capito che la capacità di noi europei di interpretare il mondo globale e coglierne le opportunità dipende da come sapremo far funzionare le nostre istituzioni comuni».

Al riguardo, ha subito aggiunto, «con molta franchezza», di non condividere quanti continuano a contrapporre la necessità di produrre risultati alla necessità di rafforzare le istituzioni europee, visto che è proprio per avere più risultati che sono necessarie «istituzioni comuni più forti ed efficaci!». Tuttavia, «questa volta non partiamo da zero». Nell’ottobre del 2004, ha infatti spiegato, i paesi europei hanno tutti sottoscritto un Trattato e 18 paesi lo hanno addirittura ratificato. Osservando poi come in questi ultimi due anni sono state ascoltate soprattutto «le ragioni di chi esita», ha sottolineato che «è venuto il momento di ascoltare chi quel trattato del 2004 lo ha ratificato, chi si è impegnato, anche di fronte ai propri cittadini, a continuare quel percorso».

Ritenendo ancora valido l'assunto - «fondamentale e ineccepibile» che ha portato al Trattato costituzionale - secondo cui l’Europa non può avere risultati ambiziosi senza riforme altrettanto ambiziose, il Presidente del Consiglio ha sostenuto che occorre archiviare «i lutti e le pause di riflessione degli ultimi due anni» e pensare «con serietà e responsabilità al nostro futuro e a quello dei nostri figli». Ha inoltre spiegato che non si tratta solo di definire nuove regole ma anche di affrontare altre esigenze egualmente prioritarie, «senza cui l’Europa non potrà funzionare»: un bilancio degno di questo nome e delle vere politiche sulle grandi sfide imposte dalla contemporaneità: energia, cambiamenti climatici, divario nord-sud…

Riguardo alla questione «più urgente», ossia l'esigenza di superare l’impasse costituzionale e riformare le istituzioni, il Presidente del Consiglio ha affermato che è indispensabile tener fede a un principio che è alla base del nostro stare nell’Unione europea, «un principio talmente fondamentale che definisce l’etica stessa del nostro stare assieme». Ossia che nello sviluppo della costruzione europea «occorre sempre fare uno sforzo per comprendere le ragioni degli altri, farsene in qualche modo carico». Sottolineando che «noi questo sforzo lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo», ha quindi affermato di aspettarsi che gli “altri” «si facciano egualmente carico delle nostre aspirazioni», ossia di una unione «sempre più forte e più stretta».

In riferimento al Consiglio europeo di giugno, il Presidente del Consiglio ha posto in luce il fatto che, questa volta, «il rispetto dei tempi è direttamente collegato a una questione di democrazia». Nel 2009, infatti, gli elettori europei dovranno «sapere su quale tipo di Europa sono chiamati a pronunciarsi». Il mandato della Conferenza Intergovernativa, ha quindi affermato, dovrà «essere preciso e selettivo», «indicando puntualmente i pochi nodi negoziali significativi e, soprattutto, come scioglierli». Solo così, ha spiegato, «riusciremo a onorare la promessa di definire le nuove regole entro il 2009». Viceversa, con un mandato aperto, la Conferenza difficilmente si chiuderebbe per la fine del 2007 e i tempi per i passaggi a livello nazionale del nuovo accordo non permetterebbero di completare il processo per i primi mesi del 2009: «l’impasse sarebbe insomma automatica».

Invitando tutti a rileggere il Trattato costituzionale del 2004, il Presidente del Consiglio ha affermato che si tratta di «un testo bello, importante e con un grande respiro europeo», e che, soprattutto nella prima parte, «trasmette in modo chiaro e comprensibile il senso e la visione della grande impresa comune che abbiamo intrapreso». Ha quindi esortato a pensare bene «prima di archiviarlo e imboccare la via degli innesti a pettine, totali o parziali che siano, nei trattati esistenti».

Oltretutto, ha insistito, si perderebbe «un patrimonio di semplicità e leggibilità a scapito della comprensione dei cittadini e, quindi, della loro adesione al progetto europeo!». Si perderebbe soprattutto «un testo che corrisponde a una coerente concezione dell’Europa, che sa coniugare le aspirazioni ideali di molti di noi con l’esigenza di dare alla nostra Unione regole più solide e mezzi adeguati per far fronte alle nuove sfide».

Il Presidente del Consiglio ha poi osservato con rammarico che lo svolgimento dei negoziati sino a questo momento induce a ritenere che, «purtroppo», si dovrà rimettere mano al testo del 2004, anche se, così facendo, «ci priveremmo di qualcosa di molto importante!». Si tratterebbe, ha insistito, «di un sacrificio enorme, di un prezzo molto alto da pagare per quanti hanno ratificato e investito democraticamente nella ratifica». Per tale motivo, «non potremo accettare uno stravolgimento del pacchetto istituzionale esistente». Il rafforzamento della politica estera e di sicurezza comune attraverso un Ministro degli Esteri, una Presidenza stabile del Consiglio, l’estensione del voto a maggioranza qualificata, il superamento della struttura su tre pilastri e la personalità giuridica dell’Unione, ha spiegato, «sono tutti aspetti per noi essenziali, che vanno quindi salvaguardati».

A suo parere, il trattato costituzionale del 2004 «fornisce risposte convincenti» in merito alla difesa del modello sociale europeo e alla realizzazione di un autentico spazio di libertà, sicurezza e giustizia, alla lotta al terrorismo e alle sfide globali dell’energia e del cambiamento climatico, nonché alla struttura dell'Unione europea. Vogliamo veramente sacrificarle in nome di un approccio al ribasso, di una corsa al minimo comune denominatore, vogliamo davvero rischiare di aumentare la complessità del sistema limitandoci a qualche ritocco di superficie, vogliamo davvero continuare ad avanzare “col volto mascherato" per il timore di mostrare l’Europa vera ai nostri cittadini, ha quindi chiesto il Presidente, esortando i deputati a «non assecondare la retorica negativa sull’Europa». 

«Mostriamola invece questa Europa. Con orgoglio. Facciamo vedere a tutti cosa ha saputo darci in termini di pace e benessere, spieghiamo quanto è fondamentale per le nostre esistenze. Diciamo una volta per tutte ai nostri concittadini che in un mondo che è oramai sistema di continenti non ha senso per uno Stato e per i suoi cittadini vivere al di fuori di un aggregato politico ed economico forte al suo interno e autorevole all’esterno». Il Presidente ha quindi affermato che l’Italia dunque lavorerà in questo negoziato per giungere a un compromesso alto.  Ma, ha spiegato, se un’intesa a 27 dovesse rivelarsi impossibile, sarà necessario immaginare «come permettere ai Paesi che lo desiderino di andare avanti davvero nella costruzione dell’unità dell’Europa».

Pur auspicando che ciò non avvenga, il Presidente del Consiglio ha quindi affermato come «non si debba necessariamente procedere tutti insieme, alla stessa velocità». Già oggi, ha ricordato, alcune delle scelte politiche più significative dell’Europa, come l’Euro e la creazione dello spazio Schengen, sono state realizzate solo da alcuni Stati membri. Non contro qualcuno, senza escludere gli altri e mantenendo anzi la porta aperta, e in futuro dovrà quindi prevalere questo stesso approccio costruttivo «su ogni tentazione di veto». Sostenendo che l’Italia ha sempre ritenuto che essere europeisti fosse il miglior modo di essere lungimiranti, ha spiegato che, oggi, «lungimiranza ... significa anche porsi il problema di permettere ai popoli che lo desiderano di realizzare le loro ambizioni di unione nei tempi e nei modi a essi più congeniali». Altrimenti si rischia l’insabbiamento del progetto europeo.

L’Italia, ha affermato il Presidente del Consiglio, «darà il massimo appoggio alla Presidenza tedesca e poi a quella portoghese perché il Consiglio europeo del 21 e 22 giugno e la Conferenza intergovernativa che seguirà, siano un successo in cui tutti i Paesi membri possano riconoscersi. Allo stesso tempo, ha precisato che se il compromesso non dovesse essere convincente, l’Italia non lo sottoscriverebbe e un’avanguardia di Paesi «potrebbe a quel punto rivelarsi il modo migliore per proseguire il percorso verso una unione sempre più stretta». A condizione, però, «che sia sempre lasciata la porta aperta a chi volesse entrare a farne parte in un momento successivo».

Ha quindi lanciato «un appello forte» ai parlamentari e, soprattutto, ai parlamentari europei, il cui ruolo «è insostituibile per far comprendere ai cittadini qual è la posta in gioco»: solo se al lavoro dei governi si affiancherà il vostro lavoro, potremo creare le condizioni per il successo del negoziato costituzionale. Dobbiamo essere consapevoli, ha concluso, che «non possiamo fallire, pena il declino di un’idea avanzata di Europa che sa essere attore nel mondo grazie ai valori che ne costituiscono le fondamenta». Rischieremmo, insomma, «di tornare ad essere la piccola appendice occidentale del continente asiatico a cui la Storia fatalmente ci condannerebbe».

 

JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito sottolineando che «l'Europa avanza» e dimostra che costituisce il livello di decisione necessario, efficace e legittimo. Ha quindi reso omaggio all'impegno storico, e più che mai d'attualità, del popolo italiano a favore del progetto europeo. Dopo una lunga fase di incertezza, ha proseguito, il rilancio istituzionale si delinea e la Presidenza tedesca ha fatto bene a farne una priorità. «Andare veloci e permettere all'Europa di avanzare», è questo il mandato ricevuto dal nuovo Presidente francese Nicolas Sarkozy e questa dinamica, ha insistito, «è già sostenuta da diversi Stati membri».

Ciò che occorre adesso, ha proseguito, è «azione e flessibilità», poiché mancano solo quattro settimane al Consiglio europeo. Si dovrà giungere alla redazione di un nuovo trattato entro la fine dell'anno e la sua ratifica dovrà aver luogo prima delle elezioni del 2009. «Dovrà essere gettato un ponte tra i 18 paesi che hanno detto sì, i due che hanno detto no e quelli che non si sono ancora pronunciati», e ogni Stato membro dovrà sforzarsi di riavvicinare le opinioni pubbliche. Il leader dei popolari ha quindi ammonito che si potrà avere successo unicamente se ci si concentra sulle cose essenziali: il voto a doppia maggioranza e l'estensione del voto a maggioranza qualificata, il principio di sussidiarietà e la ripartizione delle competenze tra l'UE e gli Stati membri, la Presidenza stabile, la rappresentanza comune internazionale e la Carta dei diritti fondamentali.

L'Europa, ha aggiunto, ha bisogno di un'identità sul piano economico e commerciale per garantire che i partner internazionali rispettino le norme europee in campo ambientale e sociale. Dovrà inoltre vigilare affinché non emerga una concorrenza fiscale all'interno dell'UE. Il pragmatismo, insomma, «deve prevalere sul dogmatismo» e «la buona volontà deve essere più forte della malafede». Facendo poi riferimento al recente Vertice UE-Russia, il deputato ha sottolineato la vittoria dell'Europa nell'affermare le sue convinzioni e i suoi ideali. Ha infine sottolineato l'importanza fondamentale della dimensione euromediterranea.

 

Nel dibattito è inoltre intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo mesi di difficoltà, l'iniziativa del Cancelliere Merkel e le elezioni di Nicolas Sarkozy alla presidenza della Repubblica francese hanno offerto nuove speranze all'Europa. Malgrado ulteriori resistenze, ora c'è la reale possibilità di dar vita ad un nuovo trattato che sancisca le regole di un'istituzione assolutamente originale quale l'Unione europea! E' evidente, purtroppo, che il testo frutto del lavoro così ben diretto dalla presidenza italiana, guidata da Silvio Berlusconi e firmato a Roma, non potrà più entrare in vigore.

Se però si vuole che l'Europa svolga il ruolo che le compete sul palcoscenico internazionale, si dovrà salvare la sostanza del trattato. Penso al principio delle decisioni prese a maggioranza su alcune importanti questioni, penso all'unica voce in politica estera, penso alla durata della Presidenza. Approvare un testo ridotto rappresenta soltanto un primo passo in avanti. Certo, l'ottimo è il nemico del bene, però è importante continuare a percorrere la strada intrapresa e decidere prima delle europee del 2009. Magari, pensando al domani, alla nuova legislatura di questo Parlamento che potrebbe avere anche un ruolo costituente come suggerito da molti, a cominciare dal presidente della commissione giuridica on. Gargani e dall'on. Brunetta.

Ma l'Europa a 27 non ha solo bisogno di regole istituzionali per meglio funzionare. Ha bisogno di riconoscersi nei valori che ne costituiscono la vera base, le fondamenta sulle quali costruire un'Unione che in futuro non si dissolva di fronte alle difficoltà. Sarebbe un errore non fare della libertà, della solidarietà, della sussidiarietà, della centralità della persona i cardini delle istituzioni comunitarie. Sarebbe un grave errore rinunciare alla nostra identità, alle nostre radici giudaico-cristiane e ad un modello sociale fondato sulla famiglia, quella composta dal padre, dalla madre e dai figli."

 

 

BALKENENDE: NO ALLA COSTITUZIONE E PIÙ POTERI AI PARLAMENTI NAZIONALI

 

Discussione sull'avvenire dell'Europa, con la partecipazione del Primo Ministro olandese, membro del Consiglio europeo

Dibattito: 23.5.2007

 

Procedere alla modifica dei trattati attuali, rafforzare la sussidiarietà prevedendo un ruolo maggiore ai parlamenti nazionali, ampliare la decisioni a maggioranza qualificata in un quadro ben definito e introdurre i criteri di adesione nel Trattato. E' quanto propone il Primo Ministro olandese per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e uscire dall'impasse istituzionale, cui ha contribuito proprio il no alla Costituzione espresso dai Paesi Bassi.

 

Introduzione del Presidente del Parlamento

 

Hans-Gert Pöttering ha anzitutto ricordato che i Paesi Bassi sono uno Stato membro fondatore dell'UE e che negli ultimi 50 anni si è sempre battuto a favore dell'integrazione europea. Ha poi sottolineato che vi sono due trattati europei che portano nomi di città olandesi - Maastricht e Amsterdam - ed è per questo che è ancora più triste il fatto che i cittadini dei Paesi Bassi abbiano detto no al trattato costituzionale. Si è detto però convinto che non è stato un no all'Europa e ai suoi valori.

Il Presidente ha poi sottolineato che è necessaria una forte collaborazione tra i 27 Stati membri per fornire delle fondamenta solide all'UE ed ha quindi ribadito il proprio sostegno all'impegno della Presidenza tedesca in quest'opera volta a trovare una soluzione che soddisfi tutti, i due Stati membri che hanno bocciato il Trattato e i 18 che lo hanno ratificato, ossia la maggioranza della popolazione europea. Ha poi ribadito che il Parlamento è favorevole al Trattato costituzionale, auspicando che diventi realtà, in particolare per quanto riguarda le riforme e i valori. Ha inoltre riaffermato che il Parlamento non sarà soddisfatto di un risultato nocivo per l'UE e per i suoi cittadini. Ha quindi concluso affermando che, con la buona volontà, nei prossimi mesi sarà trovato un risultato che permetterà all'UE di essere più trasparente, democratica e in grado di agire.

 

Dichiarazione del Primo ministro olandese

Jan Peter Balkenende ha subito precisato che i Paesi Bassi sono «pro-europei», come dimostra un sondaggio del 2006 secondo cui il 75% degli olandesi sosteneva l'appartenenza all'UE. I Paesi Bassi, ha aggiunto, devono molto della sua prosperità al mercato interno europeo e intendono avere un ruolo attivo nel mondo. Ma i cittadini olandesi hanno anche detto no alla Costituzione a grande maggioranza ed è quindi necessario trovare delle soluzioni che rispondano chiaramente alle loro preoccupazioni, come a quelle dei cittadini francesi e di altri Stati membri che hanno ratificato la Costituzione. Si è quindi detto certo che è possibile avere successo poiché le convergenze sul futuro prevalgono sulle divergenze.

Dopo aver sottolineato che l'Europa rappresenta un modello di cooperazione e d'integrazione unico al mondo ed è un attore rispettato sulla scena internazionale, il Primo Ministro ha osservato anche che l'Europa di oggi non è solo più grande ma ha anche ampliato notevolmente le sue competenze. E ciò, anche se giudicato positivamente dal Primo Ministro, ha sollevato importanti preoccupazioni nei cittadini olandesi. Il referendum sulla Costituzione, ha poi spiegato, è stato interpretato da molti come la richiesta di approvare un Europa-Stato che sostituisca il governo nazionale. Lo stesso termine "Costituzione", ha proseguito, ha forti connotazioni nazionali nei Paesi Bassi.

Il Governo olandese, ha quindi spiegato, nell'ambito dei negoziati intende agire sui temi che preoccupano i cittadini, migliorando il funzionamento democratico dell'Europa e accrescendone l'efficacia. Ha quindi illustrato i quattro punti sui quali i Paesi Bassi intendono pervenire a una soluzione: rinunciare alla Costituzione e modificare i trattati attuali, rafforzare la sussidiarietà prevedendo un ruolo maggiore ai parlamenti nazionali, ampliare le decisioni a maggioranza qualificata in un quadro ben definito e introdurre i criteri di adesione nel Trattato.

Ha quindi precisato che, sebbene la Costituzione prevedesse importanti miglioramenti riguardo al funzionamento democratico dell'UE, è possibile fare di più. Per esempio, si dovrebbe stabilire che se la maggioranza dei parlamenti nazionali esprime un parere negativo, bisognerà tenerne conto, senza nulla togliere al ruolo legislativo del Parlamento europeo e al potere di iniziativa della Commissione. Per molte politiche, ha proseguito, «dobbiamo osare introdurre il voto a maggioranza qualificata», ma solo ove fosse necessario e «a condizione che il trasferimento di sovranità derivi da una scelta volontaria, corredata da garanzie appropriate». Occorre quindi «delimitare chiaramente le competenze dell'UE», lasciando agli Stati il potere di definire i propri regimi previdenziali e di sicurezza sociale, nonché i propri sistemi di istruzione, e fissando dei criteri per i servizi di interesse generale.

Il Primo ministro ha quindi sottolineato che, assieme, è possibile dare l'esempio nella lotta ai cambiamenti climatici, alla povertà e all'insicurezza nel mondo, ed è possibile valorizzare il potenziale dell'Europa nell'economia globalizzata. Occorre anche unire gli sforzi per garantire l'approvvigionamento in energia e materie prime, lottare insieme contro le conseguenze dell'immigrazione illegale. E per fare ciò «abbiamo bisogno di un'Unione forte e efficace, che abbia la fiducia dei suoi cittadini». Ha quindi concluso sostenendo l'attualità delle parole pronunciate da Robert Schuman nel 1950 « L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto».

 

JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito affermando che il suo gruppo politico condivide ampiamente la visione dell'Europa illustrata dal Primo Ministro. Un'Europa, ha proseguito, che rappresenta anzitutto degli ideali «che il mondo intero ci invidia». L'Europa non è solo  moneta, grande mercato e apertura delle frontiere, ma anche «tradizioni e una civiltà che si adatta alle nuove realtà, una certa idea della globalizzazione, delle riforme per una società più giusta». L'Europa «non è immobilismo, è movimento e progresso». Osservando poi come i Paesi Bassi sono forse i più aperti allo spirito europeo, ha sostenuto che il no alla Costituzione indica chiaramente che agli occhi della grande maggioranza dei cittadini olandesi «l'Europa non è sufficientemente legittima, credibile e efficace». Significa, inoltre, che giudicano l'azione dell'UE «troppo lontana dalla loro realtà quotidiana».

Di conseguenza, ha esortato il leader dei popolari, occorre «persuadere gli europei che il nostro progetto comune non è soltanto benefico ma anche assolutamente indispensabile». Il Progetto di trattato prevedeva la maggior parte delle risposte alle insoddisfazioni dei cittadini, ha proseguito, e bisogna quindi riprendere «le sue parti migliori», ossia la prima e la seconda. Mettendoci in condizione di decidere in maniera democratica e efficace, ha infatti spiegato, «potremo affrontare i veri problemi di fondo che preoccupano i cittadini». A suo parere, inoltre, occorre uscire dalla paralisi prima delle elezioni del 2009. In merito al ruolo dei parlamenti nazionali, il deputato ha detto di condividere l'approccio del Primo Ministro, a condizione che si chiarisca all'opinione pubblica «chi fa cosa e chi è responsabile di cosa, per evitare che i ministri diano la colpa a Bruxelles e per privarci di un alibi nazionale». Riguardo all'ampliamento dell'UE ha affermato con chiarezza che «l'Europa non potrà accogliere nuovi membri finché non avrà risolto i suoi problemi interni.

 

 

BILANCIO

 

 

PIÙ FONDI UE PER LE RETI TRANSEUROPEE DEI TRASPORTI E DELL'ENERGIA

Doc. A6 - 0169/2007

Relatore MARIO MAURO (PPE-DE/IT)

 

Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee di trasporto e dell'energia

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito: 22.5.2007 - Votazione: 23.5.2007

 

Il Parlamento ha approvato un regolamento che intende rafforzare e adattare gli strumenti finanziari esistenti nel settore delle reti transeuropee di trasporto e dell'energia. Prevede infatti la possibilità di attribuire un’aliquota di cofinanziamento comunitario più elevata soprattutto ai progetti che si distinguono per il carattere transfrontaliero, la funzione di transito o per il superamento di barriere naturali.

 

Adottando la relazione di MARIO MAURO (PPE/DE, IT), il Parlamento approva la posizione comune del Consiglio sul regolamento che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee di trasporto e dell'energia. La posizione comune, infatti, è stata convenuta sulla base di negoziati informali tra la Presidenza di turno, il relatore e i rappresentanti della Commissione. Il regolamento, pertanto, potrà presto entrare in vigore. La dotazione finanziaria per l’attuazione del regolamento per il periodo 2007-2013 è di 8,168 miliardi di euro, di cui 8,013 miliardi per la rete trasporti e 155 milioni per l'energia.

 

Ammissibilità dei progetti

Unicamente i progetti di interesse comune possono beneficiare di un contributo finanziario della Comunità in base al regolamento in esame. Nel settore dei trasporti, l’ammissibilità è inoltre subordinata all’impegno, da parte del richiedente e, ove opportuno, degli Stati membri interessati, di contribuire finanziariamente al progetto candidato al contributo finanziario della Comunità, mobilitando eventualmente fondi privati. I progetti relativi ai trasporti riguardanti una sezione transfrontaliera o una parte di tale sezione possono beneficiare di un contributo finanziario della Comunità se esiste un accordo scritto fra gli Stati membri interessati o fra gli Stati membri e i paesi terzi interessati concernente il completamento della sezione transfrontaliera.

 

Selezione dei progetti

I progetti di interesse comune beneficiano di un contributo finanziario della Comunità in funzione del grado in cui contribuiscono agli obiettivi e alle priorità definite dagli orientamenti comunitari per le reti di trasporto e nel settore dell'energia.

Nel settore dei trasporti è rivolta particolare attenzione ai progetti prioritari, a quelli volti ad eliminare le strozzature, a quelli presentati o sostenuti congiuntamente da almeno due Stati membri, in particolare quelli che riguardano sezioni transfrontaliere, e ai progetti che contribuiscono alla continuità della rete e all’ottimizzazione della sua capacità.  Ma anche a quelli che contribuiscono al miglioramento della qualità del servizio offerto e che favoriscono la sicurezza e la protezione degli utenti e assicurano l’interoperabilità tra le reti nazionali e a quelli riguardanti lo sviluppo e la realizzazione dei sistemi di gestione del traffico nell'ambito del trasporto ferroviario, stradale, aereo, marittimo, fluviale e costiero che garantiscono l’interoperabilità fra le reti nazionali.

Nel settore dell’energia, invece, è rivolta particolare attenzione ai progetti di interesse europeo che contribuiscono allo sviluppo della rete al fine di rafforzare la coesione economica e sociale riducendo l'isolamento delle regioni svantaggiate e insulari della Comunità Ma anche quelli che concorrono all'ottimizzazione della capacità della rete e al completamento del mercato interno dell'energia, in particolare i progetti che concernono la sezione transfrontaliera. Così come quelli che promuovono la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, la diversificazione delle fonti dell'approvvigionamento energetico e, in particolare, i progetti concernenti le interconnessioni con i paesi terzi. La priorità sarà infine attribuita a quei progetti che contribuiscono alla connessione delle fonti di energia rinnovabili nonché alla sicurezza, all'affidabilità e all'interoperabilità delle reti interconnesse.

 

Forme e modalità del cofinanziamento comunitario

Il contributo finanziario della Comunità relativo ai progetti d'interesse comune, può assumere una o più delle forme seguenti: sovvenzioni per studi o lavori nel settore dei trasporti; sovvenzioni per lavori nel quadro dei meccanismi di remunerazione per la disponibilità dell'opera; abbuoni di interessi sui prestiti concessi dalla BEI o da altri organismi finanziari pubblici o privati. Oppure può consistere nella partecipazione al capitale di rischio per quanto riguarda i fondi d’investimento o gli istituti finanziari analoghi o nel contributo finanziario alle attività delle imprese comuni connesse a progetti. Nel limite complessivo di 500 milioni di euro a carico del bilancio comunitario fino al 2013, può anche prendere la forma di un contributo finanziario all'accantonamento e all'allocazione dei capitali per garanzie che la BEI dovrà emettere sulle risorse proprie a titolo dello strumento di garanzia dei prestiti.

 

Contributo finanziario

Per gli studi l'importo del contributo finanziario della Comunità non può superare il 50% del costo ammissibile. Per i lavori riguardanti i progetti prioritari nel settore dei trasporti il tasso di cofinanziamento, come richiesto dal Parlamento, è al massimo del 20% del costo ammissibile, ma può salire fino al 30% del costo ammissibile per le sezioni transfrontaliere se gli Stati membri interessati presentano alla Commissione tutte le garanzie necessarie sulla solidità finanziaria e sul calendario per la realizzazione del progetto. Per i progetti nel settore dell’energia e per quelli non prioritari nel settore dei trasporti l'importo può essere al massimo il 10% del costo ammissibile.

A seguito di ogni invito a presentare proposte in base ai programmi di lavoro pluriennali o annuali, la Commissione dovrà fissare l'ammontare del contributo finanziario concesso ai progetti o alle parti di progetti selezionati, precisandone le condizioni e le modalità di applicazione.

 

Data l'importanza del tema e la qualità della relazione, si riporta l'intervento di presentazione della stessa pronunciato dal relatore MARIO MAURO (PPE-DE/IT) Vicepresidente del Parlamento Europeo:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel contesto europeo è difficile immaginare una crescita economica forte e creatrice di occupazione e di ricchezza in assenza di una rete di trasporto efficiente e moderna.

La rete transeuropea di trasporto assume un ruolo determinante nel consentire il libero movimento di persone e merci nel territorio dell'Unione europea e rappresenta uno dei fattori decisivi per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo economico occupazionale dell'Unione europea individuati dall'Agenda di Lisbona, tanto più in un'Europa che con l'allargamento ha approfondito due dimensioni: quella centrorientale e quella meridionale.

Per questa ragione con le reti TEN l'Unione europea pone tra i suoi obiettivi l'eliminazione delle strozzature nella rete ferroviaria e l'adattamento degli itinerari prioritari, al fine di assorbire nuovi flussi generati dall'allargamento, soprattutto nelle zone frontaliere, e migliorare l'accessibilità delle regioni periferiche. In questo modo, le reti TEN possono rappresentare un punto di riferimento per la legislazione comunitaria, finalizzata a promuovere lo sviluppo economico e sociale e la coesione del territorio per i paesi dell'Unione.

Come tutti sappiamo il finanziamento delle reti TEN ha subito una notevole riduzione rispetto a quelle che erano le previsioni iniziali: la programmazione 2007-2013 ha fissato a 8 miliardi di euro i fondi per le reti TEN, con una forte riduzione rispetto ai 20 miliardi richiesti inizialmente dalla Commissione, pur raddoppiando la disponibilità nel periodo 2000-2006.

Abbiamo accettato tale penalizzazione e siamo andati avanti con le forze che ci sono state rese disponibili, perseguendo per tutta la durata del lungo negoziato, quattro obiettivi fondamentali: 1) la semplificazione, per snellire l'iter procedurale; 2) la condizionalità, per privilegiare le modalità di trasporto a minore impatto ambientale; 3) la selettività e la concentrazione, per favorire la concentrazione delle risorse sui progetti ad elevato valore aggiunto comunitario; 4) la proporzionalità, al fine di diversificare l'entità massima delle risorse comunitarie erogabili a seconda della tipologia di progetto da finanziare.

Ho citato solo alcuni degli obiettivi da noi raggiunti allo scopo di stabilire una precisa identificazione degli impegni finanziari: l'aumento dei tassi di cofinanziamento al 20% per i progetti prioritari e al 30% per la sezione transfrontaliera. Un chiaro aumento, quindi, del sostegno finanziario comunitario ai progetti che mirano ad eliminare i colli di bottiglia sulle reti delle regioni più svantaggiate, come peraltro già nelle intenzioni della Commissione, in vista del processo di revisione delle TEN.

L'impiego fino all'85% delle risorse di bilancio per i progetti prioritari, una più chiara definizione di strettoia per consentire il superamento delle barriere naturali, una nuova articolazione per European Rail Management Traffic System , che adesso può beneficiare di tassi di cofinanziamento al 50%. Nuovi e innovativi parametri per gli "strumenti di garanzia dei prestiti" emessi dalla Banca europea e nuove misure che consentano di fornire la partecipazione al capitale di rischio, con la possibilità di coinvolgere anche il settore privato degli investimenti.

Vorrei da ultimo chiarire la questione relativa alla comitatologia, precisando il contenuto del compromesso raggiunto: la procedura concordata segue l'articolo 5 e non l'articolo 5 bis, che da un lato avrebbe rappresentato l'optimum per il Parlamento, dall'altro avrebbe però causato un ulteriore slittamento dei lavori, tali da impedire lo stanziamento dei finanziamenti comunitari entro il 2007, con gravissime conseguenze per la realizzazione del programma. Anche se si applica l'articolo 5, è previsto un forte coinvolgimento del Parlamento. Tutte le proposte saranno inviate parallelamente sia al comitato normativo sia al Parlamento, consentendo così al Parlamento di poter effettuare le proprie valutazioni con largo anticipo, prima che le proposte siano adottate. Ciò soddisfa pienamente la necessità di mantenere costantemente informate sia la commissione per i bilanci che la commissione per i trasporti.

In aggiunta, il Commissario Barrot, nella lettera dello scorso novembre, ha garantito un impegno personale volto a tenere informati su ogni cambiamento i presidenti delle due commissioni parlamentari interessate. La lettera è stata inserita nel testo finale del regolamento, a garanzia dell'impegno assunto dalla Commissione nei confronti del Parlamento.

Personalmente, sono fortemente convinto che la questione relativa alla comitatologia debba essere approfondita e analizzata al fine di evitare future situazioni di blocco. Tale compromesso rappresenta un singolo caso isolato dettato dalla necessità di accelerare la procedura al fine di evitare il blocco dello stanziamento dei fondi comunitari destinati alle TEN.

Alla luce di questo chiarimento, signor Presidente, chiedo a tutti gli onorevoli colleghi presenti in Aula di votare contro gli emendamenti presentati. Dal momento che l'accordo è stato raggiunto sul testo nella sua totalità, votare a favore di questi emendamenti, significherebbe venir meno a questo accordo, riaprire nuovamente il negoziato con il Consiglio e vanificare tutti gli sforzi compiuti durante il negoziato, il quale è stato avviato proprio con l'intenzione di sbloccare in modo celere i fondi destinati alle TEN.

Concludo ringraziando tutti colleghi e soprattutto i relatori ombra anche degli altri gruppi che hanno contribuito alla realizzazione della relazione."

 

 

 

AMBIENTE

 

 

LIFE+: 300 MILIONI DI EURO L’ANNO A FAVORE DELL’AMBIENTE

Doc. A6 - 0180/2007

 

Relazione sul progetto comune, approvato dal comitato di conciliazione, di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante lo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE+)

Procedura: Codecisione, terza lettura - Dibattito: 21.5.2007 - Votazione: 22.5.2007

 

Il Parlamento ha approvato il nuovo strumento finanziario che, con più di 2,1 miliardi di euro per sette anni, dovrà favorire l'attuazione del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente e finanziare misure e progetti con valore aggiunto europeo negli Stati membri. Frutto della conciliazione con il Consiglio, il provvedimento entrerà presto in vigore.

 

Adottando la relazione, l'Aula ha approvato il regolamento che istituisce uno strumento finanziario per l'ambiente ("LIFE+") nella forma delineata dal comitato di conciliazione al termine del quarto round negoziale tra le delegazioni del Parlamento e del Consiglio. Il testo, secondo la delegazione parlamentare, tiene in debito conto le principali richieste formulate nel corso della seconda lettura. 

LIFE+ raggrupperà tutti i programmi ambientali trattati fino ad oggi da strumenti diversi e sottoposti a procedure e modalità di finanziamento propri: il vecchio programma Life, Forest Focus, il programma per lo sviluppo urbano sostenibile e il programma di sostegno alle ONG ambientali. Questo nuovo quadro complessivo mira a garantire una gestione più efficace, più flessibile e meno burocratica. Il Programma tratta le priorità ambientali che non sono contemplate da altri strumenti comunitari, come i fondi regionali e agricoli, il programma per la competitività e l'innovazione e il programma di ricerca e sviluppo tecnologico.

Più in particolare, l’obiettivo generale del Programma è di contribuire all'attuazione, all'aggiornamento e allo sviluppo della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente, compresa l'integrazione dell'ambiente in altre politiche, contribuendo in tal modo allo sviluppo sostenibile. LIFE+ dovrà quindi favorire l'attuazione del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente (6° PAA), comprese le strategie tematiche, e finanziare misure e progetti con valore aggiunto europeo negli Stati membri. LIFE+, come fortemente voluto dai deputati, consta di tre componenti, per ognuna delle quali è stabilito un programma strategico pluriennale che indica i settori prioritari di azione per il finanziamento comunitario: "Natura e biodiversità" (che non figurava nella proposta originaria), "Politica e governanza ambientali", "Informazione e comunicazione".

 

Tipi di progetti finanziabili da LIFE+

I progetti che potranno essere finanziati da LIFE+ dovranno essere di interesse comunitario, apportando un contributo significativo al conseguimento dell'obiettivo generale di LIFE+, essere coerenti e fattibili sotto il profilo tecnico e finanziario e presentare un rapporto costi-benefici soddisfacente. Ove possibile, dovranno promuovere sinergie tra diverse priorità nell'ambito del 6° PAA. Inoltre, al fine di assicurare un valore aggiunto europeo, i progetti dovranno riguardare le migliori pratiche o essere progetti di dimostrazione destinati a dare attuazione alla direttiva sulla conservazione degli uccelli selvatici o a quella sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.

Oppure dovranno essere progetti innovativi o di dimostrazione attinenti a obiettivi comunitari in materia di ambiente, compresi lo sviluppo o la diffusione di tecniche, know how o tecnologie finalizzati alle migliori pratiche. O ancora dovrà trattarsi di campagne di sensibilizzazione e formazione specifica per gli agenti implicati nella prevenzione degli incendi boschivi. Potranno essere, infine, progetti finalizzati alla definizione e alla realizzazione di obiettivi comunitari connessi con il monitoraggio a lungo termine e su larga base, armonizzato e completo, delle foreste e delle interazioni ambientali.

Più in particolare, tra le misure che potranno essere finanziate da LIFE+, figurano le seguenti:

 

·        attività operative di ONG ambientali a livello europeo e che partecipano allo sviluppo e all'attuazione della politica e della legislazione comunitarie;

·        sviluppo e manutenzione di reti, di banche dati e di sistemi informatici direttamente collegati all'attuazione della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente, in particolare se migliorano l'accesso del pubblico all'informazione;

·        studi, indagini, elaborazione di modelli e di scenari;

·        monitoraggio, incluso quello delle foreste;

·        assistenza allo sviluppo di capacità;

·        formazione, workshop e riunioni, compresa la formazione degli agenti implicati in iniziative di prevenzione degli incendi boschivi;

·        collegamenti in rete e piattaforme per le migliori pratiche;

·        azioni di informazione e comunicazione, comprese campagne di sensibilizzazione e, in particolare, campagne di sensibilizzazione del pubblico sugli incendi boschivi;

·        dimostrazione di approcci strategici, tecnologie, metodi e strumenti innovativi.

 

Specificatamente per la componente "Natura e biodiversità" potranno ottenere un finanziamento le misure di:

 

·        gestione del sito e delle specie e pianificazione del sito, incluso il miglioramento della coerenza ecologica della rete "Natura 2000";

·        monitoraggio dello stato di conservazione, compresa la definizione di procedure e la creazione di strutture per detto monitoraggio;

·        sviluppo e attuazione di piani d'azione per la conservazione delle specie e degli habitat;

·        estensione della rete "Natura 2000" alle aree marine.

 

Tipi di finanziamento comunitario: sovvenzioni o appalti

Il finanziamento comunitario potrà assumere la forma di convenzioni di sovvenzione o di contratti di appalto pubblico. Potranno ricevere finanziamenti tramite LIFE+ organismi, soggetti e istituzioni pubblici e/o privati.

Per le sovvenzioni per azioni, la percentuale massima di cofinanziamento sarà del 50% delle spese ammissibili. Tuttavia, eccezionalmente, la percentuale massima di cofinanziamento per LIFE + Natura e biodiversità potrà salire fino al 75% delle spese ammissibili per i progetti riguardanti habitat o specie prioritari ai fini dell'applicazione della direttiva sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche o specie di uccelli considerate prioritarie.

Nel caso di contratti di appalto pubblico, i fondi comunitari potranno coprire i costi per l'acquisto di beni e servizi. Tali costi potranno comprendere le spese di informazione e comunicazione, preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e valutazione dei progetti, delle politiche, dei programmi e della legislazione.

 

Dotazione finanziaria globale e ripartizione nazionale indicativa

La dotazione finanziaria per l'esecuzione di LIFE+ per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2013 è pari a 2.143.409.000 euro, di cui almeno il 78% dovrà essere usato per sovvenzioni di azioni per progetti. Il 2% dovrà permettere alla Commissione di coprire i costi amministrativi legati al ruolo centrale che, su richiesta dei deputati, le è attribuito nella selezione dei progetti. Inoltre, come richiesto dal Parlamento, almeno il 50% delle risorse di bilancio per LIFE+ destinate alle sovvenzioni di azioni per progetti dovrà essere assegnato a misure a sostegno della conservazione della natura e della biodiversità.

Alla Commissione spetterà il compito di assicurare un'equilibrata distribuzione dei progetti per mezzo di una ripartizione nazionale annuale indicativa per i periodi 2007-2010 e 2011-2013, tenendo conto di diversi criteri, come la popolazione complessiva (applicando un fattore di ponderazione del 50%) e la densità demografica di ciascuno Stato membro (fino ad un limite pari al doppio della densità demografica media dell'Unione europea e applicando un fattore di ponderazione del 5%). Inoltre dovrà tenere conto della superficie totale dei siti di importanza comunitaria per ciascuno Stato membro, espressa in percentuale della superficie totale dei siti di importanza comunitaria (applicando un fattore di ponderazione del 25%) e della percentuale del territorio di uno Stato membro coperta da siti di importanza comunitaria in relazione alla percentuale del territorio comunitario coperta da siti di importanza comunitaria (fattore di ponderazione del 20%).

Nel compilare l'elenco dei progetti presi in considerazione per il riconoscimento di un sostegno finanziario, la Commissione dovrà prestare particolare riguardo ai progetti transnazionali ove la cooperazione transnazionale si riveli essenziale per garantire la tutela dell'ambiente, in particolar modo la conservazione delle specie. Come richiesto dal Parlamento, dovrà inoltre assicurare che almeno il 15% delle risorse di bilancio per sovvenzioni di azioni per progetti sia assegnato a progetti di questo genere. Gli elenchi dei progetti finanziati tramite LIFE+, dovranno essere pubblicati - anche su Internet - con una breve descrizione degli obiettivi e dei risultati conseguiti e un prospetto sintetico dei fondi erogati.

 

Valutazione intermedia e finale

La Commissione provvederà affinché sia attuato un monitoraggio periodico dei programmi pluriennali per valutarne l'impatto. Entro il 30 settembre 2010 dovrà trasmettere al Parlamento europeo una revisione intermedia di LIFE+ che valuti l'attuazione del regolamento nel periodo compreso tra il 2007 e il 2009, proponendo se del caso delle modifiche alle decisioni di attuazione.

Entro il 31 dicembre 2012, la Commissione dovrà predisporre una valutazione finale dell'attuazione del regolamento, intesa a determinare il contributo prestato dalle azioni e dai progetti finanziati in base ad esso, sia in termini specifici sia in termini generali, all'attuazione, all'aggiornamento ed allo sviluppo della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente, nonché l'uso che si è fatto degli stanziamenti. Se del caso, tale valutazione potrà essere corredata di una proposta relativa all'ulteriore sviluppo di uno strumento finanziario destinato esclusivamente al settore ambientale, da applicare a decorrere dal 2014.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Doc. A6-0125/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e recante modifica della direttiva 2000/60/CE

Il Parlamento chiede il rafforzamento delle misure previste dalla proposta di direttiva che fissa degli standard di qualità per le acque di superficie. I deputati propongono una riclassificazione delle sostanze inquinanti da tenere sotto controllo e uno scadenzario preciso per la riduzione di emissioni, scarichi e perdite di sostanze pericolose. Altri emendamenti prevedono la possibilità di procedere a controlli più stringenti e di adottare ulteriori misure più restrittive.

-        Dichiarazione del Parlamento europeo sull'instaurazione di un'economia verde all'idrogeno e una terza rivoluzione industriale in Europa attraverso il partenariato con le regioni e le città, le PMI e le organizzazioni della società civile interessate

La dichiarazione scritta "sull'instaurazione di un'economia verde all'idrogeno e una terza rivoluzione industriale in Europa" ha raccolto la firma della maggioranza dei deputati e sarà quindi trasmessa a Commissione e Stati membri come posizione ufficiale del Parlamento. Chiede l'aumento dell'efficienza energetica, la riduzione dei gas a effetto serra, lo sviluppo di fonti alternative e la messa a punto, entro il 2025, in tutti i paesi membri di un'infrastruttura a idrogeno decentralizzata.

-        Doc. A6-0089/2007 - Risoluzione su "Arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010"

 

 

 

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

 

 

PIÙ IMPEGNO NELLA LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Doc. A6 - 0152/2007

 

Relazione recante una proposta di raccomandazione del Parlamento europeo destinata al Consiglio sull'elaborazione di un'impostazione strategica della lotta contro la criminalità organizzata

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 23.5.2007 - Votazione: 24.5.2007

 

Il Parlamento raccomanda al Consiglio l'armonizzazione delle disposizioni di diritto penale e il rafforzamento di Europol e Eurojust. Suggerisce inoltre massima vigilanza sulle risorse economiche illegali e l'avvio di un dibattito sullo status dei pentiti. Chiedendo campagne educative nelle aree più soggette all'influenza mafiosa, sollecita il monitoraggio delle attività delle istituzioni elette che abbiano esponenti politici accusati di rapporti con la criminalità organizzata o con la mafia.

 

Oggigiorno la lotta contro la criminalità organizzata continuerà a compiere progressi solamente mediante un cambiamento di ottica radicale che consenta di risolvere le problematiche interne sempre più complesse e nel contempo di raccogliere la sfida crescente delle limitazioni esterne che aumentano in misura esponenziale. E' quanto sostiene il Parlamento con l'adozione della relazione che formula una lunga serie di raccomandazioni al Consiglio in merito a un'impostazione strategica della lotta contro la criminalità organizzata.

Anzitutto, il Parlamento invita il Consiglio a chiedere a tutti gli Stati membri di ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (Convenzione di Palermo) nonché i Protocolli sulla tratta di esseri umani e sul traffico di migranti e di applicare tali strumenti giuridici. Gli chiede inoltre di sollecitare tutti i paesi che non l’abbiamo ancora fatto a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.

Al fine di rendere più efficaci le azioni a livello europeo, i deputati chiedono al Consiglio di garantire che gli Stati membri armonizzino le rispettive disposizioni di diritto penale, con particolare riferimento alle definizioni di concetti e reati nel campo della criminalità organizzata e del terrorismo, come pure le rispettive procedure penali, «mantenendo intatte le garanzie procedurali». Gli Stati membri poi dovrebbero estendere, non appena possibile, il ricorso alle tecniche speciali d'indagine e promuovere la costituzione di squadre investigative comuni. Il Consiglio dovrebbe inoltre concedere la necessaria autonomia a Europol e Eurojust attribuendo a questi ultimi «pieni poteri d'iniziativa» nei loro rispettivi settori di competenza, «affinché possano passare da un ruolo di coordinamento a un ruolo motore nella lotta contro la criminalità organizzata a livello europeo», garantendo tuttavia «un vero e proprio controllo parlamentare».

Al Consiglio è poi chiesto di richiamare l'attenzione degli Stati membri sulla necessità di rafforzare le strategie investigative e di adottare misure efficaci di lotta contro la criminalità organizzata, prendendo sistematicamente come obiettivo le risorse economiche e finanziarie illegalmente acquisite. Il Parlamento sollecita inoltre gli Stati membri a mantenere «la massima vigilanza» sulle possibili connessioni tra le organizzazioni terroristiche e i gruppi criminali organizzati, soprattutto in relazione al riciclaggio di capitali e al finanziamento del terrorismo. Invita poi il Consiglio ad adottare misure volte in via prioritaria all’intercettazione dei movimenti di capitali provenienti da operazioni di riciclaggio e alla confisca dei beni ottenuti con attività criminali e di stampo mafioso.

I deputati auspicano poi l'avvio di iniziative volte a proteggere efficacemente non solo le vittime, ma anche i testimoni e, in proposito, propongono di tenere un ampio dibattito sull'opportunità di uno status ufficiale di collaboratore di giustizia. Il Parlamento ribadisce inoltre la necessità di una maggiore fluidità dei canali d'informazione tra gli attori nella lotta contro la criminalità per la quale sono necessari progressi legislativi significativi e, a tal fine, sollecita il Consiglio ad adottare con urgenza la decisione quadro sulla protezione dei dati, «tenendo debitamente conto del parere adottato alla quasi unanimità dal Parlamento».

Il Parlamento, sottolinea inoltre la necessità di «uno sforzo considerevole» da parte degli Stati membri per informare i cittadini del valore aggiunto dell'azione UE. Ma chiede anche l'elaborazione di una reale strategia di comunicazione e di programmi per sensibilizzare l'opinione pubblica in merito al traffico di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale o lavorativo, essenzialmente di donne e bambini. Suggerisce inoltre di promuovere negli Stati membri, «in particolare in quelle aree in cui l’influenza culturale e sociale della criminalità organizzata è più forte», progetti di educazione alla legalità nelle scuole e nei quartieri a rischio, contrastando in tal modo la criminalità organizzata tramite un'importante campagna educativa.

Infine, il Parlamento chiede al Consiglio di monitorare le attività amministrative e governative delle istituzioni elette a livello nazionale, regionale e locale che abbiano esponenti politici accusati di rapporti con la criminalità organizzata o di stampo mafioso.

 

Nel dibattito è intervenuto, a nome del Gruppo PPE-DE, GIUSEPPE CASTIGLIONE (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto ringraziare il relatore per l'ottimo lavoro svolto e anche il Commissario per i passi avanti compiuti in maniera concreta e per le informazioni che ha voluto rendere stasera al Parlamento.

Questa relazione costituisce certamente un segnale importante della volontà politica di combattere energicamente il fenomeno, purtroppo sempre più diffuso, della criminalità organizzata. Una criminalità che ha saputo, nostro malgrado, sviluppare una rete del crimine oltre i confini nazionali. Non siamo riusciti oggi ad apporre i servizi di polizia dotati degli strumenti necessari per combatterla.

Dobbiamo quindi offrire una risposta forte, autorevole, credibile, rafforzando tutti gli strumenti della cooperazione, come diceva il Commissario, dalla conoscenza del fenomeno criminale all'acquisizione dei dati statistici, dal miglioramento e semplificazione dello scambio di informazione, al perfezionamento dei metodi di indagine, al potenziamento del coordinamento delle attività investigative e repressive.

Personalmente ritengo che la creazione di strumenti più incisivi di collaborazione e di collegamento a livello europeo, quale potrà essere Europol, sia la chiave per rafforzare la fiducia tra gli Stati membri, per creare le necessarie sinergie tra autorità nazionali di polizia e per avviare una vera e propria politica europea in questo campo. Negli ultimi anni, i sodalizi di stampo criminale hanno assunto sempre più la vera forma di un'impresa, trovano nei mercati economico-finanziari il luogo preferenziale per il riciclaggio di proventi illeciti e il danno che ne consegue per le economie nazionali e comunitarie è facilmente immaginabile. Dobbiamo combattere la criminalità organizzata anche sul versante economico e aggredire con sistematicità le risorse finanziarie, i beni mobili e immobili lecitamente acquisiti. Tra l'altro privare la criminalità delle sue risorse significa anche ledere i rapporti e i legami tra queste e le organizzazioni terroristiche.

Auspico inoltre, e prendo atto della comunicazione del Commissario, la pronta ratifica e soprattutto l'applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità transnazionale organizzata e dei due protocolli sulla tratta di esseri umani e sul traffico di immigranti.

Sono sicuro che sulla base di queste indicazioni arriveranno a breve proposte concrete dalla Commissione e ne prendo atto con grande piacere stasera e auguro buon lavoro al Commissario che si è dimostrato, non solo sensibile a questi temi ma concretamente ha applicato alcune iniziative che stasera ha illustrato."

 

 

 

IMMUNITÁ E STATUTO DEI DEPUTATI

 

 

IL PARLAMENTO CONFERMA LA VALIDITÀ DEL MANDATO DI

ACHILLE OCCHETTO

Doc A6 - 0198/2007

Relatore GIUSEPPE GARGANI (PPE-DE/IT)

 

Relazione sulla verifica dei poteri dell'on. Beniamino Donnici

Procedura: Regolamento - Dibattito: 23.5.2007 - Votazione: 24.5.2007

 

Ribaltando la sentenza del Consiglio di Stato italiano, il Parlamento dichiara non valido il mandato europeo di Beniamino Donnici e conferma la validità di quello di Achille Occhetto. Per i deputati, infatti, l'accordo siglato da quest'ultimo e la lista elettorale con la quale si è presentato alle elezioni europee del 2004 deve ritenersi nullo per vizio di forma e in quanto formulato prima della proclamazione degli eletti.

 

Il Parlamento ha adottato con 406 voti favorevoli, 125 contrari e 36 astensioni la relazione di GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE, IT) che dichiara non valido il mandato di Beniamino Donnici e conferma la validità di quello di Achille Occhetto. Il capogruppo dell'ALDE/ADLE Graham Watson, che prima di procedere alla votazione ne aveva sottolineato l'illegalità chiedendo di soprassedere, dopo l'adozione della relazione ha dichiarato che il suo gruppo accettava «il verdetto del Parlamento» ma ha ammonito: «ci vedremo in Tribunale».

Il Parlamento osserva anzitutto che l'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale (Atto del 1976) «deve estendere la sua applicazione anche ai candidati che, pur non essendo eletti, figurino in una graduatoria di votati». Ciò, infatti, sarebbe nell'interesse del Parlamento europeo, «poiché tali candidati sono potenzialmente componenti del Parlamento stesso». Facendo proprio un emendamento proposto dal PSE, i deputati sottolineano poi che spetta solo al Parlamento europeo verificare i poteri dei suoi membri e che tale prerogativa non può essere inficiata, «o ancora meno vanificata», da un provvedimento nazionale «emesso in palese contrasto con le pertinenti norme e principi del diritto comunitario», e ciò anche nel caso in cui tale provvedimento sia stato adottato in via definitiva da un organo giurisdizionale supremo di detto Stato.

I deputati, inoltre, osservano che lo stesso Atto sancisce che i membri del Parlamento europeo non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere mandato imperativo. Sottolineano poi che lo Statuto dei deputati, anche se entrerà in vigore nel 2009, «è allo stato attuale un atto legislativo di diritto primario» ed esso prevede che i deputati «sono liberi e indipendenti» nonché che «qualsiasi accordo sulle dimissioni del mandato prima della scadenza o al termine della legislatura è nullo». Per il Parlamento, d'altra parte, la rinuncia all'elezione di Achille Occhetto «è il risultato di una volontà condizionata, precedente alla proclamazione degli eletti nelle elezioni europee del 12 e 13 giugno 2004», con la lista Società civile DI PIETRO-OCCHETTO. Pertanto tale rinuncia deve ritenersi «incompatibile con la lettera e lo spirito dell'Atto del 1976 e, quindi, nulla». La nullità della rinuncia, peraltro, «fa venir meno l'elemento di fatto e di diritto presupposto alla sussistenza e validità del mandato del suo successore».

I deputati ritengono, inoltre, che la rinuncia al mandato presenta anche un vizio di forma in quanto, secondo il regolamento del Parlamento europeo, la comunicazione delle dimissioni deve assumere la veste di un verbale redatto in presenza del Segretario generale e nessun altro documento è quindi ritenuto valido. Con 400 voti favorevoli, 121 contrari e 31 astensioni, pertanto, il Parlamento dichiara non valido il mandato di Beniamino Donnici e - con 406 voti favorevoli, 121 contrari e 32 astensioni - conferma la validità di quello di Achille Occhetto.

 

Durante il dibattito in aula è intervenuto, in qualità di relatore, GIUSEPPE GARGANI (PPE-DE/IT) Presidente della Commissione Giuridica:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, riferisco in Aula sul lavoro svolto in commissione, la quale ha discusso in modo approfondito sulle credenziali dell'on. Donnici, arrivando a un risultato in larga maggioranza favorevole alla relazione.

Difendo la commissione, di cui ho il grande onore di essere presidente, e rispondo a chi fa meschine insinuazioni - le quali ovviamente non fanno onore neppure a questo Parlamento dato che la commissione ha nel suo interno fior di giuristi - secondo cui essa non sarebbe stata serena e non sarebbe stata obiettiva. Abbiamo persone e giuristi come Lehne, Medina, Wallis, Frassoni, solo per citare i cordinatori, e anche tante altre personalità in tutta la commissione. Abbiamo discusso sempre ad alto livello, con grande approfondimento e con grande sincerità. Abbiamo sempre più di tutto approfondito il ruolo di questo Parlamento, che è un gigante per tante cose che fa e per il ruolo che ha in Europa, ma è un nano alcune volte quando lo si vuol costringere in un angolo burocratico.

La questione di cui discutiamo rientra in questa grande questione: i fatti sono noti, la rinunzia dell'on. Occhetto è in contrasto con l'Atto europeo e Donnici non può avere una valutazione positiva.

La disciplina della procedura elettorale europea è materia di competenza comunitaria e pertanto il rinvio alle disposizioni nazionali disposto dall'Atto europeo del '76 ha solo carattere suppletivo. Le disposizioni nazionali devono essere comunque conformi ai principi fondamentali dell'ordinamento comunitario, alle sue regole di carattere primario nonché allo spirito della lettera dell'Atto del '76. Per queste ragioni, le autorità nazionali competenti legislative e amministrative come quelle anche giurisdizionali, non possono non tenere conto del complesso giuridico comunitario in materia elettorale.

La conformità della rinunzia dell'on. Occhetto deve essere valutata in primo luogo alla luce dell'articolo 4 dell'Atto del '76, in base al quale i membri del Parlamento non possono essere vincolati da istruzioni nel ricevere il mandato imperativo e la libertà e l'indipendenza dei deputati costituiscono il pilastro fondamentale della libertà del cittadino.

Questo è stabilito nell'Atto del '76, ma il nuovo Statuto dei deputati europei che ora cito, anche se entra in vigore nella prossima legislatura, è allo stato attuale dell'ordinamento comunitario un atto legislativo di diritto primario, adottato dal Parlamento europeo con l'approvazione del Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale. E' più che evidente che la rinunzia all'elezione formulata dall'on. Occhetto è il risultato di un'espressione di volontà condizionata e viziata da un accordo precedente alla proclamazione degli eletti nelle elezioni europee del 2004, concluso con l'altra componente della lista Società civile Di Pietro-Occhetto, e che questa rinunzia deve ritenersi incompatibile con la lettera e lo spirito dell'Atto del '76, in particolare con l'articolo 6. Non poteva in nessun caso essere validamente revocata, come è stata revocata. Nel motivare la sentenza contraria il Consiglio di Stato - voglio ribadirlo in quest'Aula da italiano - non ha menzionato né tenuto conto in nessuna parte dei citati principi di diritto comunitario, con ciò disattendendo non solo lo spirito e la lettera dell'Atto ma anche l'articolo 4 e l'articolo 6 del testo.

Conformemente ad una consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, la violazione del diritto comunitario da parte delle autorità di uno Stato membro, anche quando sia stata commessa da un organo giurisdizionale di ultimo grado, mediante una sentenza passato in giudicato, non impedisce alla Corte di giustizia di poter constatare la suddetta violazione del diritto comunitario da parte del Giudice nazionale supremo. Ma non sottrae lo Stato, in questo caso l'Italia cui detto giudice appartiene, alla sua responsabilità patrimoniale, così come stabilito. Credo che tutto questo dimostri chiaramente la situazione nella quale ci troviamo.

Rapidamente voglio dire due cose che appartengono al diritto italiano. L'atto di rinunzia può avere validamente per oggetto diritti presenti e in tal caso è pienamente operativo sotto il profilo dell'esplicazione ed efficacia la rinunzia che l'on. Occhetto fece nei confronti dell'on. Chiesa. La rinunzia è valida anche per i diritti futuri, ma naturalmente questa rinunzia può essere certamente revocata prima che l'evento si determini, prima che il rinunciatario si trovi nella condizione effettiva di poter rinunziare.

La rinunzia espressa dell'on. Occhetto dopo la proclamazione dei risultati elettorali non ha modificato la graduatoria dei candidati della lista Di Pietro-Occhetto. L'argomento definitivo, onorevole Presidente, è proprio che per un principio elementare di diritto bisogna riconoscere che la rinunzia non può esplicare i suoi effetti se non al momento in cui si realizzano i necessari presupposti perché il diritto possa essere realizzato.

Proprio per questa ragione, nella decisione del 3 luglio del 2006 che si invoca per dimostrare una contraddittorietà rispetto a quello che noi abbiamo fatto - proprio per quella decisione della commissione giuridica - abbiamo dato parere positivo all'elezione di Occhetto, perché all'epoca la proclamazione era conforme all'Atto europeo, perché riconoscevamo la sua rinunzia non valida, irrituale e nulla. E le eccezioni dell'on. Donnici allora erano irrilevanti. Proprio per questo non c'è contraddizione.

Abbiamo deciso lo scorso anno in questo modo, e oggi possiamo confermare quella stessa decisione perché è coerente, meditata da una commissione giuridica che naturalmente non ha nessuna partigianeria, ma fa l'interesse per promuovere e per garantire l'autonomia di questo Parlamento."

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

SOCIETÁ DELL'INFORMAZIONE

-        Doc. A6-0155/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al roaming sulle reti mobili pubbliche all'interno della Comunità e che modifica la direttiva 2002/21/CE che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica

Il Parlamento ha approvato il compromesso negoziato con il Consiglio riguardo al roaming sulle reti pubbliche europee. I deputati hanno peraltro ottenuto che le nuove disposizioni entrino in vigore al più presto per permettere di sfruttare il ribasso dei prezzi previsto dall'eurotariffa già a partire dalle prossime vacanze estive. 

 

AFFARI ECONOMICI E MONETARI

-        Doc. A6-0084/2007 - Risoluzione sugli accordi di partenariato economico

-        Doc. A6-0138/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un secondo protocollo aggiuntivo dell'accordo di partenariato economico, coordinamento politico e cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e gli Stati uniti del Messico, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all'Unione europea

 

DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÁ

-        Doc. A6-0147/2007 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce per il periodo 2007-2013 un programma specifico per prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e per proteggere le vittime e i gruppi a rischio (programma Daphne III) nell'ambito del programma generale "Diritti fondamentali e giustizia"

Il Parlamento ha approvato il Programma inteso a prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e a proteggere le vittime e i gruppi a rischio. Il Programma entrerà quindi presto in vigore e finanzierà azioni volte a promuovere l'adozione di una politica di tolleranza zero nei confronti della violenza - da quella domestica fino alle mutilazioni genitali e ai delitti d'onore - nonché a incoraggiare l'assistenza alle vittime e la denuncia degli episodi di violenza.

 

LIBERA CIRCOLAZIONE DEI SERVIZI

-        Doc. A6-0173/2007 - Relazione sull'impatto e sulle conseguenze dell'esclusione dei servizi sanitari dalla direttiva sui servizi nel mercato interno

L'Aula avanza raccomandazioni riguardo alla mobilità e all'informazione dei pazienti, ai rimborsi delle prestazioni, alla mobilità e alla responsabilità del personale sanitario, nonché ai meccanismi di risarcimento. Chiede di garantire ai pazienti il più ampio accesso ai servizi sanitari in Europa e, ai medici, la libertà di stabilimento, ma respinge la proposta di includere le prestazioni sanitarie nella direttiva servizi. Propone invece l'adozione di una Carta europea dei diritti dei pazienti.

 

RELAZIONI ESTERNE

-        Doc. A6-0130/2007 - Relazione sulla relazione annuale del Consiglio al Parlamento europeo sugli aspetti principali e le scelte di base della PESC, comprese le implicazioni finanziarie per il bilancio generale delle Comunità europee (sezione H, punto 40 dell'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999) - 2005

Il Parlamento chiede l'adozione della Costituzione entro il 2008 e la nomina di un Ministro degli esteri per dare maggiore efficacia e coerenza alla Politica estera e di sicurezza comune (PESC). Sollecita poi il coordinamento con gli Stati membri che fanno parte del Consiglio di Sicurezza ONU e una decisione sul seggio unico. Occorre dare priorità ai settori che rispondono alle aspettative dei cittadini, garantire un maggiore controllo parlamentare e modificare il sistema di finanziamento della PESC.

-        Doc. B6-0205, 0214,0215/2007 - Risoluzione del Parlamento europeo del 24 maggio 2007 sull'Estonia

-        Doc. B6-0204/2007 - Decisione del Parlamento europeo del 22 maggio 2007 sulla costituzione e la composizione numerica della delegazione permanente all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana

 

AGRICOLTURA

-        Doc. A6-0061/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici

Il Parlamento chiede una normativa più stringente riguardo alla produzione e all'etichettatura dei prodotti biologici, in particolare per evitare le contaminazioni da OGM, la cui presenza accidentale e inevitabile non dovrebbe superare lo 0,1%. I deputati auspicano anche obiettivi più ambiziosi e un campo d'applicazione che comprenda catering e ristoranti. Sono anche sollecitate maggiore attenzione alle varietà locali, l'indicazione del luogo d'origine in etichetta e una vigilanza rafforzata.

-        Doc. A6-0131/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli

Il Parlamento accetta la proposta di riunire in un unico regolamento le OCM vigenti, ma chiede di escludere i settori degli ortofrutticoli, del vino e delle banane finché non sarà conclusa la riforma del loro mercato. I deputati sono anche favorevoli al trasferimento di talune competenze alla Commissione, a condizione però che la definizione delle disposizioni politiche restino al Consiglio. Indicano poi delle disposizioni specifiche per le barbabietole e per l'apicoltura.

-        Doc. A6-0141/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1784/2003 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali

 

DIRITTI UMANI

-        Doc. B6-0208, 0210, 0211, 0221, 0225, 0228/2007 - Risoluzione sui diritti umani in Sudan

-        Doc. B6-0206, 0223, 0231/2007 - Risoluzione  sulla Siria

-        Doc. B6-0206, 0223, 0231/2007 - Risoluzione sull'emittente "Radio Caracas TV" in Venezuela

-        Doc. A6-0158/2007 - Risoluzione sul Kashmir: situazione attuale e prospettive future

-        Doc. B6-0201/2007 - Risoluzione sulle recenti elezioni in Nigeria

 

COMMERCIO

-        Doc. B6-0200/2007 - Risoluzione legislativa sugli obiettivi strategici dell'UE per la quattordicesima riunione della Conferenza delle parti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES), che si terrà all'Aia dal 13 al 15 giugno 2007

-        Doc. A6-0088/2007 - Risoluzione sugli aiuti al commercio dell'Unione europea

-        Doc. A6-0149/2007 - Risoluzione sull'Europa globale - aspetti esterni della competitività

 

INDUSTRIA

-        Doc. A6-0159/2007 - Risoluzione su "Mettere in pratica la conoscenza: un'ampia strategia dell'innovazione per l'Europa"

 

POLITICA SOCIALE

-        Doc. A6-0068/2007 - Risoluzione sulla promozione di un lavoro dignitoso per tutti

 

POLITICA REGIONALE

-        Doc. A6-0150/2007 - Risoluzione sull'impatto e sulle conseguenze dell'esclusione dei servizi sanitari dalla direttiva sui servizi nel mercato interno

 

AFFARI COSTITUZIONALI

-        Doc. A6-0142/2007 - Decisione sulla conclusione della dichiarazione comune sulle modalità pratiche della procedura di codecisione

-        Doc. A6-0139/2007 - Decisione sulla modifica dell'articolo 47 del regolamento del Parlamento europeo "Cooperazione tra commissioni"

 

PESCA

-         Doc. A6-0161/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione dell'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea, da un lato, e il governo della Danimarca e il governo locale della Groenlandia, dall'altro

-        Doc. A6-0160/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e il governo della Federazione russa in materia di cooperazione nel settore della pesca e di conservazione delle risorse biologiche marine nel Mar Baltico

 

 


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

 

DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE

 

MERCATO INTERNO

·         Servizi di pagamento (http://consilium.europa.eu)

·          Nuove regole per le fusioni bancarie transfrontaliere (http://consilium.europa.eu)

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Coordinamento dei sistemi di tassazione diretta (http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/07/st07/st0

7245.en07.pdf)

TRASPORTI

·         Progetti Reti transeuropee (COM 2007/135)

 

DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE

 

POLITICA SOCIALE

·         Impatto invecchiamento della popolazione in termini economici e di bilancio (http://eesc.europa.eu)

MERCATO INTERNO

·         Servizi finanziari (http://eesc.europa.eu)

VARIE

·         Protezione diplomatica e consolare dei cittadini UE nei paesi terzi (http://eesc.europa.eu)

·         Risoluzione per il 50° anniversario dei Trattati di Roma (http://eesc.europa.eu)

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Calendario cooperazione tra UE e Egitto (http://ec.europa.eu/external_relations/egypt/intro/index.htm)

POLITICA SOCIALE

·         Occupazione e crescita a livello locale: nuovo sito internet (http://ec.europa.eu/local_actors)

AGRICOLTURA / PESCA

·         Fondo europeo per la pesca (http://ec.europa.eu)

AMBIENTE

·         Strumenti basati sul mercato a favore dell'ambiente (http://ec.europa.eu/tenvironment/index_fr.htm)

·         Politica delle acque (http://ec.europa.eu/environment/water/water-framework/index_en.html)

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         "Strategia europea per le etichette intelligenti a radiofrequenza (RFID)" (www.rfidconvocation.eu)

·         Nuova proposta per l'audiovisivo senza frontiere (http://ec.europa.eu/comm/avpolicy/reg/tvwf/moder

nisation/proposal_2005/index_en.htm)

·         Mercati delle comunicazioni elettroniche (COM 2007/155)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Legiferare meglio (http://ec.europa.eu/enterprise/regulation/better_regulation/index_en.htm)

·         Il turismo farà parte della futura politica marittima UE (http://cordis.europa.eu/fp7/home_en.html)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Strategia per i consumatori (http://ec.europa.eu/consumers/overview/cons_policy/EN%2099.pdf)

·         Accendini: dispositivi di sicurezza per i bambini (http://ec.europa.eu)

VARIE

·         Registro pubblico per i Gruppi di interesse (COM 2007/127)

 


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

 

·         "La normativa tedesca sulla deducibilità delle perdite subite per ammortamenti realizzati sul valore di partecipazione possedute in società controllate limita la libertà di stabilimento"

Sentenza della Corte nella Causa C-347/04

 

La restrizione non è compatibile con il diritto comunitario in quanto non è giustificata.

 

·         "La pubblicità comparativa tra prodotti privi e prodotti provvisti di denominazione d'origine è in certi casi possibile"

Sentenza della Corte nella Causa C-381/05

 

Il riferimento in un messaggio pubblicitario ad un tipo di prodotto, e non ad un'impresa o ad un prodotto determinati, può essere considerato una pubblicità comparativa.

 

·         "L'esclusione assoluta del rimborso delle spese di ricovero all'estero è contraria al diritto  comunitario"

Sentenza della Corte nella Causa C-444/05

 

Un sistema di autorizzazioni preventive o la definizione di limiti massimi rimborsabili potrebbero essere più rispettosi dei principi del diritto comunitario.

 

·         "Il Tribunale di primo grado conferma, essenzialmente, la decisione della Commissione relativa ad un'intesa sul mercato della carta autocopiante"

Sentenza del Tribunale di primo grado nelle Cause riunite T-109/02, T-118/02, T-122/02, T-125/02, T-126/02, T-128/02, T-129/02, T-132/02 e T-136/02

 

L'ammenda inflitta alla Zicañaga è ridotta da EUR 1,54 milioni a EUR 1,309 milioni e quella inflitta alla Arjo Wiggins è ridotta da EUR 184,27 milioni a EUR 141,75 milioni.

 

·         "La decisione quadro relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri è valida"

Sentenza della Corte nella Causa C-303/05

 

La soppressione del controllo della doppia incriminazione è conforme al principio di legalità e al principio di uguaglianza e non discriminazione.

 

·         "Secondo l'Avvocato generale Paolo Mengozzi i sindacati possono, con azioni collettive motivate da obiettivi di interesse generale e proporzionate, indurre un prestatore di servizi di un altro Stato membro ad accettare un livello salariale previsto da un contratto collettivo"

Conclusioni dell'Avvocato generale nella Causa C-341/05

 

·         "L'Avvocato generale Luis Miguel Poiares Maduro propone di dichiarare che i sindacati possono intraprendere azioni collettive per dissuadere una società dal trasferire la propria sede in un altro Stato membro all'interno della Comunità"

Conclusioni dell'Avvocato generale nella Causa C-438/05

 

Tuttavia, azioni collettive che abbiano l'effetto di compartimentare il mercato del lavoro su base nazionale o di impedire ad una società che si è trasferita di fornire servizi in un altro Stato membro sono incompatibili con il diritto comunitario.

 

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm


 

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

 

 

 

 

Legge n. 15 del 23 febbraio 2007: recepimento della direttiva 2006/49/CE del Parlamento e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi (rifusione).

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 46 del 24 febbraio 2007.

 

Decreto ministeriale del 20 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2005/6/CE della Commissione, del 26 gennaio 2005, relativa alla presentazione e l'interpretazione dei risultati d'analisi richiesti a norma della direttiva 2002/32/CE.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 42 del 20 febbraio 2007.

 

 

Decreto ministeriale del 14 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/85/CE della Commissione, del 23 ottobre 2006, relativa all'iscrizione delle sostanze attive fenamifos ed etefon.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 61 del 14 marzo 2007.

 

Decreto ministeriale del 14 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/76/CE della Commissione, del 22 settembre 2006, relativa all'iscrizione della sostanza attiva clorotalonil.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 61 del 14 marzo 2007.

 

Decreto ministeriale del 4 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/26/CE della Commissione, del 2 marzo 2006, relativa ai trattori agricoli o forestali a ruote.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 50 dell'1 marzo 2007.

 

Decreto del 3 gennaio 2007: recepimento della direttiva 2006/20/CE della Commissione, del 17 febbraio 2006, relativa ai serbatoi di carburante ed ai dispositivi di protezione posteriore antincastro dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 63 del 16 marzo 2007.

 

Decreto del 7 novembre 2006: recepimento della direttiva 2004/110/CE della Commissione, del 9 dicembre 2004, relativa al trasporto di merci pericolose per ferrovia.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 65 del 19 marzo 2007.

 

Decreto del 7 novembre 2006: recepimento della direttiva 2004/89/CE della Commissione, del 13 settembre 2004, relativa al trasporto di merci pericolose per ferrovia.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 65 del 19 marzo 2007.

 

Decreto legislativo n. 22 del 2 febbraio 2007: recepimento della direttiva 2004/22/CE, del Parlamento e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa agli strumenti di misura.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 64 del 17 marzo 2007.

 

 

 

 

 


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione che la Comunità deve adottare in sede di Consiglio dei ministri ACP-CE in merito ad una decisione sulla riattribuzione di parte della riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine del 9° Fondo europeo di sviluppo (FES) all'assegnazione per la cooperazione intra-ACP nell'ambito della dotazione del 9° FES per la cooperazione e l'integrazione regionale (presentata dalla Commissione) COM(2007) 222 definitivo

 

POLITICA SOCIALE

·         Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (presentata dalla Commissione) COM(2007) 159 definitivo

 

AGRICOLTURA

·         Regolamento (CE) n. 411/2007 della Commissione, del 17 aprile 2007, recante modifica del regolamento (CE) n. 795/2004 recante modalità di applicazione del regime di pagamento unico di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori (GUCE L 101/2007)

·         Regolamento (CE) n. 394/2007 della Commissione, del 12 aprile 2007, recante modifica dell’allegato I del regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all’indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari (GUCE L 98/2007)

·         Regolamento (CE) n. 388/2007 della Commissione, dell’11 aprile 2007, che modifica il regolamento (CE) n. 1622/2000 che fissa talune modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario delle pratiche e dei trattamenti enologici (GUCE L 97/2007)

·         Regolamento (CE) n. 389/2007 della Commissione, dell’11 aprile 2007, che modifica il regolamento (CE) n. 1622/2000 che fissa talune modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario delle pratiche e dei trattamenti enologici (GUCE L 97/2007)

 

CULTURA

·         Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive ("Servizi di media audiovisivi senza frontiere") (presentata dalla Commissione) COM(2007) 170 definitivo

 

AMBIENTE

·         Direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2007, che istituisce un'Infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (Inspire) (GUCE L 108/2007)

 

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni i2010 - Relazione annuale 2007 sulla società dell'informazione {SEC(2007) 395} {Volumes 1, 2, 3} COM(2007) 146 definitivo

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Europa Globale: un partenariato rafforzato per assicurare l'accesso ai mercati per gli esportatori europei {Sec(2007) 452}{Sec(2007) 453} COM(2007) 183 Definitivo

·         Raccomandazione di decisione del Consiglio relativa all’adesione della Bulgaria e della Romania alla convenzione del 18 dicembre 1997 stabilita in base all'articolo K.3 del trattato sull'Unione europea relativa alla mutua assistenza e alla cooperazione tra amministrazioni doganali (presentata dalla Commissione) COM(2007) 216 definitivo

·         Raccomandazione di decisione del Consiglio relativa all’adesione della Bulgaria e della Romania alla convenzione del 26 luglio 1995 elaborata in base all'articolo K.3 del trattato sull'Unione europea e sull'uso dell'informatica nel settore doganale (presentata dalla Commissione) COM(2007) 211 definitivo

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione della raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2003 sulla prevenzione e la riduzione del danno per la salute causato da tossicodipendenza COM(2007) 199 definitivo

·         Decisione della Commissione, del 23 aprile 2007, che modifica la decisione 2004/210/CE che istituisce comitati scientifici nel settore della sicurezza dei consumatori, della sanità pubblica e dell’ambiente (1) (GUCE L 114/2007)

 

TRASPORTI

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio a norma dell'articolo 17 del regolamento (CE) n. 261/2004 in merito all'applicazione e agli effetti del medesimo regolamento, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato {SEC(2007) 426} COM(2007) 168 definitivo

 

VARIE

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al  Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Attuazione del programma comunitario di Lisbona: Una strategia per la semplificazione del contesto normativo COM(2005) 535 definitivo

 

 

 


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.europa.eu

sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl

 

 

AUDIOVISIVI

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL SOSTEGNO ALLA DISTRIBUZIONE TRASNAZIONALE DEI FILM EUROPEI E ALLA MESSA IN RETE DEI DISTRIBUTORI EUROPEI. SISTEMA DI SOSTEGNO SELETTIVO.

CODICE: EACEA 04/07

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_050/c_

SCADENZA: 10/07/2007

 

 

AMBIENTE

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DI ESERCIZI DI SIMULAZIONE NELL'AMBITO DEI MECCANISMI DI PROTEZIONE CIVILE COMUNITARIA.

CODICE: 2007/C 94/19

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/en/oj/2007/c_094/c_

SCADENZA: 1/8/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DELLO STRUMENTO FINANZIARIO PER LA PROTEZIONE CIVILE- PREVENZIONE ED ALTRE AZIONI.

CODICE: 2007/C 94/18

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/en/oj/2007/c_094/c_

SCADENZA: 1/8/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER L'ESECUZIONE DI ESERCIZI DI SIMULAZIONE NELL'AMBITO DEI MECCANISMI DI PROTEZIONE CIVILE COMUNITARIA.

CODICE: 2007/C 94/19

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/en/oj/2007/c_094/c_

SCADENZA: 1/8/2007

 

 

ENERGIA

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA ENERGIA INTELLIGENTE.

CODICE: IEEA 2007

http://ec.europa.eu/energy/intelligent/call_for_proposals/do

SCADENZA: 28/9/2007

 

IMPRESA E INDUSTRIA

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGETTO PER LA CONSAPEVOLEZZA DEI DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE ED APPLICAZIONE.

Codice: ENT5/CIP/07/B/N02C00

http://ec.europa.eu/enterprise/funding/grants/themes_2007/ca

SCADENZA: 22/06/2007

 

 

ISTRUZIONE, FORMAZIONE E CULTURA

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DELL'ANNO EUROPEO PER IL DIALOGO INTERCULTURALE.

CODICE: EAC/07/07

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_078/c_

SCADENZA :  31/07/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DELL'ANNO EUROPEO DEL DIALOGO INTERCULTURALE.

CODICE: EAC/08/07

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_078/c_

SCADENZA : 31/07/2007

 

 

OCCUPAZIONE E POLITICA SOCIALE

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL MIGLIORAMENTO DELLE PARI OPPORTUNITÀ NEI PROGRAMMI E NELLE POLITICHE NAZIONALI.

CODICE: VP/2007/010

http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender

SCADENZA : 13/06/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE RELATIVE ALL'INFORMAZIONE, CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DELLE IMPRESE

CODICE: VP/2007/003

http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender

SCADENZA: 5/09/2007

 

 

PAESI TERZI - EUROPEAID

CINA. INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGETTO UE-CINA PER ATTIVITA' DI FORMAZIONE NELLA GESTIONE AZIENDALE.

CODICE: EUROPEAID/125490/L/ACT/CN

http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl

SCADENZA: 23/7/2007

 

AFRICA CENTRALE. INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA PER LA SICUREZZA STRADALE NEI CORRIDOI DOUALA BANGUI E DOUALA NDJAMENA.

CODICE: EUROPEAID/125508/M/ACT/MULTI

http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl

SCADENZA: 30/7/2007

 

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

 

Azienda spagnola specializzata nei processi industriali dell’alimentazione e nei sistemi del trasporto dei fluidi sta cercando cooperazioni commerciali in tutta Europa. (ES 528)

 

Azienda svedese specializzata nella produzione e distribuzione di cereali sta cercando nuovi produttori. (SE 514)

 

Azienda ceca del settore della forgiatura, pressa e stampa di metalli e polveri di metalli sta cercando partner per cooperazioni di tipo tecnico/tecnologico in modo da sviluppare progetti. (CZ 516)

 

Azienda ceca specializzata nella produzione di fertilizzanti organici sta cercando intermediari commerciali. (CZ 519)

 

Azienda ceca fornitrice di servizi commerciali, tecnici e di ingegneria nel settore dell’automazione industriale sta cercando intermediari commerciali e offre sub-contratti, scambi di informazioni e know-how. (CZ 527)

 

Azienda polacca specializzata nella produzione di mobili in legno di alta qualità è interessata a stipulare sub-contratti o stabilire rapporti a lungo termine con aziende commerciali e di rappresentanza di tutta Europa. (PL 515)

 

Azienda polacca specializzata nella vendita, nell’assemblaggio e riparazione di garage, porte industriali, porte da garage e cancelli sta cercando distributori e/o sub-contratti con aziende di tutta Europa. (PL 523)

 

Azienda slovena specializzata nella realizzazione di impianti per la depurazione di acque di scarico sta cercando produttori di tali dispositivi che sono specialmente usati per la depurazione dell’acqua derivante dalla produzione di vino. (SI 525)

 

Azienda turca che disegna e produce articoli di bigiotteria ricerca agente o rappresentante commerciale in Veneto. (TR 529)

 

Azienda inglese produttrice di legname, con sede in Gana e in Italia, è interessata ad espandere i propri contatti commerciali nella regione Veneto. (UK 524)

 

Azienda spagnola distributrice di condizionatori e altri elettrodomestici sta cercando distributori in tutta Europa e nord Africa. (ES 499)

 

Azienda francese specializzata nella vendita e distribuzione di oggetti da regalo e promozionali è interessata a stipulare sub-contratti. L’azienda sta anche cercando produttori di tessuti e di oggetti da regalo. (FR 522)

 

 

 

Per ulteriori informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana FORZA ITALIA - P

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: 0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -  http://europa.eu.int/comm

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it

 

·        Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int

 

·        Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int

 

·        Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int

 

·        Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int

 

·        Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S (Bandi): http://ted.publications.eu.int

 

·        Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67  1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 4140 - http://www.epp-eu.org/

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org