GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI
LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
30 Maggio 2007
n° 149
Lettera informativa della
Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
____________________________________________________________________________
GRUPPO
PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio
di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni
ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI
E’ ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero
delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.
BREVI
DALL'EUROPA
NUOVE REGOLE DI
UTILIZZO DEI FONDI UE
Nell’ambito
del quadro finanziario 2007-2013 l’
Ecco
alcune delle semplificazioni introdotte:
·
Per le sovvenzioni fino a 25 mila euro sono necessari meno documenti
giustificativi.
·
In caso di sovvenzioni, il co-finanziamento in denaro potrà essere
sostituito dal lavoro svolto dal personale.
·
Per sovvenzioni di importo inferiore a 60 mila euro, le garanzie
finanziarie richieste nell’ambito del pre-finanziamento potranno essere
eliminate, previa valutazione del rischio finanziario.
·
Acquisti di importo non superiore a 60 mila euro potranno essere effettuati
utilizzando le sovvenzioni e rispettando soltanto un minimo indispensabile di
regole, quali il principio di buona gestione finanziaria e l’assenza di
conflitti d’interessi.
·
E’ prevista una soglia più alta (60 mila anziché 50 mila euro) per
l’aggiudicazione di appalti pubblici con procedure semplificate.
·
E’ prevista una soglia più alta per le gare di appalto di valore limitato,
che permette agli enti partecipanti di produrre semplicemente una dichiarazione
sull’onore al posto di complesse certificazioni attestanti l’assenza di
condanne per illeciti professionali.
·
Semplificazioni nell’aggiudicazione di appalti pubblici nell’ambito degli
aiuti esterni con soglie molto più elevate (fino a 5 milioni di euro per
lavori).
A partire
dal 2008 gli Stati membri dovranno rendere noti i nomi dei beneficiari dei
fondi strutturali e degli aiuti esterni, mentre per quanto riguarda i sussidi
agricoli ciò avverrà a partire dal 2009. Nel frattempo,
Sarà a
tal proposito introdotto l’obbligo di presentazione alla Commissione di sintesi
dei rapporti di audit che vengono elaborati annualmente.
IL SISTEMA DI ALLARME
RAPIDO PER I PRODOTTI PERICOLOSI NON ALIMENTARI FUNZIONA
Caschi
moto con capacità limitata di assorbimento urto, mattoncini che somigliano a
giochi, anatra in plastica con prodotti chimici pericolosi, yo yo con rischio
di strangolamento per i bambini, apparecchi elettrici non conformi alla
sicurezza. I prodotti pericolosi per la sicurezza identificati sul mercato non
mancano. Sono sempre più numerosi ad essere ritirati dal mercato nell’Unione europea
grazie a RAPEX, sistema UE di allarme rapido per i prodotti di consumo
pericolosi non alimentari. Creato in base alla direttiva 2001/95/CE sulla
sicurezza dei prodotti, permette alle autorità nazionali di segnalare alla
Commissione i prodotti di consumo identificati come pericolosi, informazioni
che
La
relazione annuale sui prodotti di consumo pericolosi pubblicata il 19 aprile
dalla Commissione per il terzo anno consecutivo rivela che lo scorso anno le
notifiche dei Paesi UE sono aumentate di oltre il 32% rispetto all’anno prima
(1000 notifiche per 924 prodotti pericolosi contro 701 nel 2005) e quasi
raddoppiate rispetto al 2004. Il miglioramento della cooperazione tra autorità
di dogana dei Paesi UE è alla base del ritiro di un numero crescente di tali
prodotti dal mercato. I giochi sono al primo posto (24%) dopo gli apparecchi
elettrici (19%) e poi i veicoli a motore
(14%) , le luci (11%) e i cosmetici (5%).
Tra le
maggiori preoccupazioni la metà delle notifiche riguardano prodotti cinesi con
440 notifiche pari al 48% del totale. Ma il 40% delle notifiche riguardano
misure volontarie prese dalle imprese, in forte aumento che prova la
sensibilizzazione maggiore degli operatori economici europei agli aspetti
legati al consumo afferma
Ma la
partecipazione dei Paesi UE è disuguale e il 60% del totale delle notifiche
sono di 5 paesi, Germania con il 16%, Ungheria con il 15%, Grecia con l’11%,
Regno Unito con il 10% e Spagna con il 9%.
Con un
campione dei prodotti pericolosi presentati, la signora Kuneva, Commissario
alla politica dei consumatori ha accolto i dati della relazione come positivi.
Più
notifiche non vuol dire più rischi. L’aumento costante del numero di notifiche
è positivo e vuol dire vigilanza dei Paesi UE maggiore. La relazione annuale
dimostra che nel 2006 il sistema ha funzionato al meglio.
RAPEX
non è solo un problema di prodotti ma di solidarietà. Il sistema si basa sui
diritti civili e i valori europei ha detto rallegrandosi per il ruolo attivo
della società civile e per l’efficace immissione in rete delle amministrazioni
dei 30 paesi del sistema. Ha detto che lo strumento, prova dell’Europa che
funziona e fa risultati, è vicino a una politica orientata alla responsabilità
di produttori e distributori, invitati ad operare in via preventiva senza
aspettare una ingiunzione.
Ma
l’efficacia del sistema frutto di un miglioramento del coordinamento tra Paesi
UE non deve occultare le disparità nelle prestazioni disuguali tra Paesi UE.
Alcuni
sono campioni e altri no, ha detto, e auspica che RAPEX possa svilupparsi
pienamente. L’alto numero di prodotti cinesi pericolosi nell’UE ha bisogno di
un aumento della cooperazione con
Andrà in
Cina in autunno per aumentare il dialogo in base all’accordo e alla tabella di
marcia del settembre 2006 tra Commissione e Cina per migliorare la sicurezza
dei prodotti cinesi, dei giochi in particolare, per il mercato UE.
L'IMPORTANZA DELLA
RICERCA NELL'AGENDA POLITICA COMUNITARIA
Nel
trattato che istituiva
La
ricerca europea ha assunto, nel tempo, un’importanza sempre maggiore, tanto che
tutte le presidenze che si susseguono all'Unione la stanno ora inserendo tra le
loro priorità. Anche i discorsi pronunciati dai capi di Stato e di governo
sulle sfide globali che attendono l'Europa fanno spesso riferimento alla
necessità di competere grazie a ricerca, innovazione e conoscenza.
Nonostante
il CCR sia stato inaugurato nel 1958, bisogna aspettare il 1967 perché venga
istituita
In
seguito, Étienne Davignon, ex vicepresidente della Commissione europea, fece
pressione affinché si introducesse un Programma strategico europeo di ricerca e
sviluppo nelle tecnologie dell'informazione (ESPRIT). Il programma, approvato
nel 1983, riuniva i principali produttori, piccole imprese, università e
istituti di ricerca attorno a progetti di ricerca “pre-competitivi”.
Oltre al
programma ESPRIT, sono state attuate altre iniziative di ricerca, come RACE
(tecnologie delle comunicazioni avanzate), BRITE/EURAM (tecnologie industriali
e materiali avanzati) e BAP (biotecnologia).
Nel 1985
Nell’
Atto unico europeo (AUE) del 1986, viene indicato per la prima volta un chiaro
riferimento ad una politica europea per
Nel
contempo, il bilancio destinato ai programmi quadro aumenta esponenzialmente,
passando da 13 Mrd EUR nel Quarto programma quadro (4PQ) a 14 Mrd EUR (5PQ) e
poi a 19 Mrd EUR (6PQ). Nel corso del 6PQ si è tenuto un dibattito
sull'importanza della ricerca per la competitività europea, che ha determinato
un incremento dei finanziamenti a oltre 53 Mrd EUR per il Settimo programma
quadro (7PQ).
Il nuovo
slancio volto a mantenere l'Europa in una posizione di avanguardia è iniziato
con l'avvio della strategia di Lisbona nel 2000, che si proponeva di rendere
l'Europa l'economia più competitiva del mondo entro il 2010. La strategia era
tesa a preparare il terreno per il passaggio dell'economia europea a una più
competitiva, dinamica e basata sulla conoscenza. Altre disposizioni contenute
nella strategia erano volte a evitare che il progresso economico avvenisse a
spese del modello sociale europeo o dell'ambiente.
In una
successiva riunione del Consiglio nel 2002 i capi di Stato e di governo
dell'Unione si sono impegnati ad aumentare la spesa per la ricerca europea
portandola al 3% del PIL entro il
In
occasione dell'avvio del 6PQ nel 2002, un gruppo di paesi candidati
all'adesione all'UE ha partecipato al programma alle medesime condizioni
garantite ai paesi membri dell'Unione, vale a dire che nel campo della ricerca
l'allargamento dell'UE è avvenuto con due anni di anticipo rispetto alle altre
aree della politica.
A
seguito della sua adozione, il 7PQ ha introdotto nuovi strumenti, che vanno dal
Consiglio europeo della ricerca (CER), che finanzierà per la prima volta la
ricerca di frontiera valutando le proposte esclusivamente sulla base
dell'eccellenza, alle iniziative tecnologiche congiunte (ITC), nuovi
partenariati pubblico-privati con status di entità giuridica.
Una
volta avviato il 7PQ, il commissario Potocnik ha rivolto nuovamente la sua
attenzione al SER. In aprile ha pubblicato un Libro verde che ambisce a rendere
la conoscenza la quinta libertà comunitaria insieme a merci, servizi, capitale
e manodopera.
PRESENTATA LA QUARTA
RELAZIONE SULLA COESIONE
Per la
prima volta, la Quarta relazione sulla coesione presentata dalla Commissione
europea descrive la situazione economica, sociale e territoriale dell’Unione
allargata e delle sue 268 regioni. Il documento contiene un'analisi
approfondita della posizione delle regioni in termini di prodotto interno lordo
(PIL), produttività e posti di lavoro ed individua una serie di sfide che gli
Stati membri e le regioni saranno chiamati ad affrontare nei prossimi anni.La
Quarta relazione sulla coesione fornisce inoltre una prima valutazione dell'incidenza
della politica di coesione comunitaria nel periodo di programmazione 2000-2006
e dei lavori preparatori in vista del nuovo periodo 2007-2013. La relazione
comprende 10 domande per avviare il dibattito all'interno e all'esterno delle
istituzioni europee sul futuro di questa grande area di intervento.
Per
ulteriori informazioni: http://ec.europa.eu/regional_policy/newsroom/index_it.htm
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
BRUXELLES -
MINISESSIONE 09 - 10 MAGGIO 2007
ISTITUZIONI
I PREMI
NOBEL CHIEDONO PIÙ EUROPA
Cinquantesimo anniversario del Trattato di Roma con la
partecipazione dei Premi Nobel europei
9.5.2007
Per festeggiare il Cinquantenario della firma dei Trattati di Roma,
numerosi Premi Nobel europei - tra cui Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia -
sono stati invitati prendere la parola in una seduta solenne speciale. I premi
Nobel hanno tutti riconosciuto i successi dell'integrazione europea,
soprattutto per la pace del Continente, ma non hanno esitato a chiedere all'UE
maggiore impegno a favore delle sfide future.
Dopo aver salutato uno per uno i Premi Nobel presenti in Aula e descritto
le motivazioni del riconoscimento ottenuto, il Presidente HANS-GERT PÖTTERING ha
affermato che il loro lavoro e i loro successi sono fondati su «una visione
lungimirante». Pertanto, anche il Cinquantenario della firma dei Trattati di
Roma deve essere l'occasione per guardare al futuro del progetto d'integrazione
europea. L'Unione, ha aggiunto, ha di fronte a sé delle sfide che richiedono
uno sforzo comune e «idee creative», con il contributo di tutti. Il Presidente,
facendo riferimento alle categorie dei Nobel presenti, ha poi sottolineato
l'importanza dell'istruzione e della formazione e la necessità di promuovere
un'area di ricerca europea e di tutelare i brevetti per far fronte alla
concorrenza mondiale.
Ha quindi sottolineato la sfida posta dai
cambiamenti climatici e dalla globalizzazione - «un'opportunità, non una
minaccia». Ma soprattutto il ruolo che deve avere l'Unione europea nel
promuovere la pace e la democrazia nel mondo, tutelando i diritti umani e la
dignità delle persone. Al riguardo ha posto in luce l'esigenza di promuovere la
tolleranza e il dialogo tra le culture e le religioni in tutto il mondo. Sfide
che, ha insistito, possono essere affrontate solo da un'Unione forte e unita. Il
Presidente ha poi ribadito che il Parlamento appoggia la Presidenza tedesca
nella ricerca di un consenso «sulla sostanza del Trattato costituzionale» da
applicare prima delle elezioni del 2009. Ha quindi affermato che la Francia,
vista l'affluenza alle urne per le elezioni presidenziali, ha dato prova di
«forza democratica» e ha colto l'occasione per rivolgere i suoi auguri a
Nicolas Sarchozy ed esprimere il suo rispetto a Segolène Royal. Ha quindi
concluso esortando a ispirarsi ai padri fondatori per imprimere nuovo slancio
alla costruzione europea.
Il Presidente PÖTTERING ha
garantito il sostegno e la solidarietà del Parlamento europeo al popolo estone
in merito all'atteggiamento assunto dalle autorità russe nei confronti
dell'Estonia. Ha poi ricordato che una risoluzione del Parlamento afferma che
la fine della seconda guerra mondiale ha significato per alcuni Stati membri
l'inizio di una nuova tirannia sotto l'occupazione sovietica. Nel condannare la
violenza e sottolineare la necessità di tutelare le minoranze, ha affermato che
«non è normale richiedere le dimissioni di un governo democraticamente eletto»
di un altro paese e l'UE è chiamata a reagire di fronte alle pressioni
esercitate su uno dei suoi Stati membri.
A seguito della dichiarazione, sono intervenuti diversi
deputati in nome di tutti i gruppi politici del Parlamento.
RELAZIONI ESTERNE
UN NUOVO SLANCIO ALLE RELAZIONI CON
IL MONDO ARABO
Doc. A6-
0127/2007
Relazione sulle riforme nel mondo arabo: quale strategia
per l'Unione europea?
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 9.5.2007 - Votazione:
10.5.2007
Il Parlamento chiede un rafforzamento del partenariato con i paesi arabi,
nel rispetto delle tradizioni e delle culture, ma anche dei diritti umani e
dello Stato di diritto. Se all'UE è chiesto maggiore impegno nel favorire le
riforme politiche, i paesi arabi devono garantire libertà di culto e di
espressione e riconoscere i diritti delle donne. Auspicando il rilancio del
dialogo interculturale, sollecita il sostegno ai settori moderati della società
civile araba, escludendo i fondamentalisti.
L'identità araba non è affatto
incompatibile «né con il concetto di modernità né con l'impegno per riforme
serie». E' quanto sostiene il Parlamento con la relazione sottolineando come
l'impotenza - «che è il fondamento stesso del sentimento di "malessere
arabo"» - possa essere sormontata nell'ambito di un partenariato rinnovato
«basato sulla comprensione, la fiducia reciproca e il rispetto delle prassi
sociali e culturali e la credibilità dell'altro». In proposito, i deputati
ricordano che «l'occidentalizzazione delle società arabe non è la via più
idonea a condurre a tale risultato», mentre i concetti di democrazia, diritti
umani e Stato di diritto «sono valori universali che innumerevoli autorità e
governi musulmani hanno dichiarato compatibili con l'Islam».
A loro parere, pertanto,
occorre ridare nuovo slancio al partenariato dell'UE e degli Stati membri con
il mondo arabo nella sua globalità, avendo cura di individuare settori di
cooperazione ben specifici e agendo di concerto con le strutture politiche
esistenti. In proposito, sebbene sia sottolineata l'estrema importanza che le
relazioni euro-arabe includano la necessità «vitale» di combattere il
terrorismo, i deputati ritengono fondamentale che ciò non oscuri o freni «tutta
una serie di altre tematiche di interesse comune», al fine di pervenire alla
creazione di un'autentica zona di pace e di prosperità condivisa. Tra queste
tematiche citano, in particolare, lo sviluppo economico e sociale, la buona
gestione degli affari pubblici e la lotta alla corruzione, nonché lo sviluppo e
il consolidamento di una società civile «forte e autentica».
Riforme politiche e rispetto dei diritti umani
Il Parlamento constata
anzitutto che nelle varie regioni del mondo arabo esistono realtà molto diverse
per quanto riguarda le riforme politiche e l'affermarsi della democrazia, per
cui «non è opportuno imporre un modello unico». Anzi, qualsiasi tentativo di
allineamento sui canoni europei «può rivelarsi controproducente». Al fine di esercitare
un’influenza concreta, inoltre, l’UE «non dovrebbe manifestare alcun senso di
superiorità o dare l’impressione di impartire lezioni, bensì fare del dialogo
euro-arabo un vero e proprio dialogo tra eguali». Occorre poi accompagnare le
evoluzioni della regione «rispettando la volontà dei popoli e tenendo conto
delle differenze culturali, storiche e politiche». Per poter essere legittimi,
spiegano infatti i deputati, i cambiamenti devono essere adottati ed espressi
dai popoli interessati.
Il Parlamento ricorda però che
il rafforzamento della democrazia e dello Stato di diritto nonché il rispetto dei diritti umani e delle libertà
fondamentali «è uno degli obiettivi propri della politica estera
dell'Unione». A tale titolo è quindi «giusto e coerente» voler condurre una
politica dei diritti umani ambiziosa, basata anche su un dialogo politico
strutturato e approfondito in tale settore, oltre che sulla clausola sui
diritti umani contenuta negli accordi. Il sostegno allo sviluppo della società
civile e al rispetto dei diritti fondamentali, in particolare la libertà di
espressione e di religione, avvertono peraltro i deputati, «non può confondersi
con la scelta dei regimi né con le modalità di selezione dei dirigenti».
Allo stesso tempo, sostengono
che «le vie contemporanee dell'Islam politico non sembrano fornire risposte
adeguate ai problemi della riforma politica». Pertanto, preoccupati del fatto
che lo stallo della riforma politica
«alimenti l'islamismo radicale e il suo discorso di odio verso gli ebrei»,
sottolineano che la moderazione dell'islamismo «dipende sia dalla solidità del
quadro istituzionale in cui tali forze operano sia dalle opportunità da esso
offerte da quest’ultimo di influenzare il processo decisionale».
I paesi arabi dovrebbero
quindi «combattere ogni impunità» e rendere giustizia alle vittime di gravi
violazioni dei diritti umani nonché giudicare i responsabili di tali crimini.
Nello stesso spirito, la relazione chiede ai paesi arabi di ratificare lo
Statuto di Roma istitutivo del Tribunale
penale internazionale e di firmare la Convenzione internazionale contro le
scomparse forzate.
La Commissione dovrebbe invece
favorire maggiormente nel mondo arabo il rispetto del principio dello Stato di
diritto nonché il movimento per la riforma del diritto che dovrebbe portare a legalizzare l'azione dell'opposizione.
I deputati, esprimono poi l'auspicio che i paesi arabi che non l'hanno ancora
fatto diano prova di un maggiore impegno a favore della libertà di culto o del diritto delle persone e delle comunità a
professare liberamente il loro credo e la loro fede, «anche garantendo
l'indipendenza e la separazione delle istituzioni e del potere politico dalle
autorità religiose». E, a tale riguardo, ritengono che le testimonianze di
milioni di musulmani che vivono in Europa dovrebbero aiutare i paesi arabi a
dare attuazione a tale principio costante delle relazioni internazionali che è
la reciprocità. I deputati auspicano poi che cresca la consapevolezza del ruolo della donna e della sua
emancipazione nella società civile e politica.
In merito al conflitto israelo-arabo, il Parlamento
sottolinea che qualsiasi approfondimento della relazione euro-araba dipende
«dall'energia e dal talento con cui l'Europa riuscirà a conciliare il proprio
dovere e la propria responsabilità storica nei confronti dello Stato d'Israele
e del popolo ebreo con la propria responsabilità di svolgere un ruolo più
attivo ed efficace». Ruolo che dovrà svolgere garantendo maggiormente il
rispetto del diritto internazionale e umanitario in modo da pervenire a una
soluzione durevole del conflitto, in particolare attraverso la creazione di uno
Stato democratico palestinese che coesista fianco a fianco con lo Stato
d'Israele, nella pace e nella sicurezza. In proposito, compiacendosi dell'iniziativa
di pace saudita, che i deputati ritengono un importante contributo del mondo
arabo, il Consiglio è invitato a compiere ogni sforzo necessario per esaminare
tale proposta alla prossima riunione del Quartetto e per individuare le
modalità per coinvolgere maggiormente la Lega araba.
Un dialogo rafforzato e sostegno ai moderati
Nel sottolineare il ruolo
svolto dall'Assemblea parlamentare euromediterranea (APEM) in quanto organismo
democratico che riunisce parlamentari delle due sponde del Mediterraneo, il
Parlamento considera necessario promuovere ulteriormente la cooperazione
umanitaria e sociale, al fine di «superare
gli stereotipi e i malintesi» che «impediscono un ravvicinamento franco e
profondo tra i popoli delle due sponde del Mediterraneo». I governi dovrebbero
quindi sostenere il lavoro della Fondazione euromediterranea Anna Lindh per il
dialogo tra le culture, dotandola di «congrue risorse» per consentire il
consolidamento della sua rete che raggruppa oltre 1.200 organismi ed
associazioni operanti a favore del dialogo in seno alle rispettive società.
I deputati, peraltro,
ritengono che il rilancio del dialogo
interculturale «passi attraverso l'affermazione di un denominatore
umanistico comune e universale che trascende dai dogmi e dai comunitarismi».
Sostengono pertanto con decisione la necessità che l'Unione europea conduca un
ampio dialogo culturale promuovendo presso i suoi interlocutori arabi i valori
di riferimento dell'Unione (Stato di diritto, diritti dell'uomo, democrazia,
ecc.) e tenendo conto delle differenti percezioni culturali e politiche. Gli
Stati membri, inoltre, sono incoraggiati a istituire dei Centri di studio
finalizzati allo scambio e al confronto culturale tra i paesi arabi e europei.
I deputati sottolineano che
l’impegno con le organizzazioni della
società civile e i movimenti di riforma dovrebbe formare parte degli sforzi
intrapresi a livello regionale, e che andrebbe sviluppata una cooperazione
specifica in particolare con le organizzazioni politiche che promuovono la
democrazia della non violenza. La società civile, è precisato, dovrebbe farsi
promotrice dei valori democratici e della tolleranza, del rifiuto
dell'intolleranza e del fondamentalismo e, quindi, della libertà di coscienza
(comprese la libertà religiosa, di espressione e associazione), della parità
tra donne e uomini, del pieno rispetto e non discriminazione dei diversi
orientamenti sessuali, della messa al bando della tortura e dell’abolizione
della pena di morte.
Nella ricerca di nuovi interlocutori nel mondo arabo,
ammoniscono inoltre i deputati, si dovrebbero escludere le persone, le
organizzazioni e gli Stati che approvano le azioni terroristiche e non
riconoscono l'esistenza legittima dello Stato di Israele. La relazione chiede
pertanto che l'Europa accordi un sostegno politico visibile agli attori civili,
associativi e religiosi, in particolare alle organizzazioni politiche che
promuovono la democrazia attraverso la non violenza, «escludendo le forze
settarie, fondamentaliste e di estremismo nazionalista» e includendo, se del
caso, i laici e gli islamisti moderati, compresi i laici islamisti.
Integrazione economica interaraba
Insistendo sul fatto che la
debolezza del processo di riforma nel mondo arabo è anche dovuta alle
difficoltà e alle controversie esistenti tra alcuni dei paesi arabi, i deputati
ritengono che l’UE «dovrebbe adoperarsi al massimo per agevolare l'integrazione
politica ed economica dei paesi arabi». In proposito, nel constatare, i
limitati progressi realizzati in termini di liberalizzazione degli scambi commerciali interarabi, chiedono
alla Commissione e al Consiglio di raddoppiare gli sforzi per incoraggiare lo
sviluppo equo e sostenibile dei paesi arabi.
L'integrazione economica dei
paesi arabi, dovrebbe riguardare soprattutto i mercati dell'energia e delle
telecomunicazioni, allo scopo di generare una dinamica di sviluppo favorevole
ad altri settori. Al riguardo, peraltro, la relazione sottolinea gli sforzi
compiuti per creare uno spazio di libero scambio euromediterraneo e l’accordo
di Agadir, che incoraggia il commercio intraregionale. I deputati, inoltre,
attendono la conclusione dell’accordo di libero scambio UE-Consiglio di
cooperazione del Golfo.
Nel
dibattito è intervenuto ANTONIO TAJANI
Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, i rapporti tra l'Europa e il
mondo arabo rappresentano la chiave per costruire la pace nell'area del
Mediterraneo e in Medio Oriente. Il dialogo interculturale e interreligioso
dovrà vederci tutti impegnati nei prossimi anni, nella convinzione che i
rapporti di amicizia si basano sulla sincerità, sulla lealtà e sul tentativo di
comprendere gli altri, senza tuttavia rinunciare alla propria identità. Nel
ribadire la fondamentale importanza di dare una strategia all'Unione europea di
fronte alla riforma del mondo arabo, la relazione Rocard fissa alcuni principi
irrinunciabili che dovranno caratterizzare i rapporti futuri.
Sarà impegno del Parlamento europeo
incoraggiare tutte le scelte che rafforzeranno la democrazia, il rispetto dei
diritti umani e del ruolo della donna, la creazione di una zona di libero
scambio, la presenza di un'informazione libera, gli aiuti finanziari e il
rispetto della libertà religiosa.
La relazione Rocard - e annuncio il
voto favorevole del Gruppo del Partito popolare europeo e dei Democratici
europei - fissa un principio fondamentale che è quello della reciprocità: così
come è diritto di ogni persona in Europa professare la propria religione lo
stesso deve essere in ogni paese arabo. E su tale aspetto la relazione Rocard
chiama a testimoniare proprio gli arabi che vivono nell'Unione europea. Su
questo tema però, come su altri, si è ancora lontani dal raggiungere gli
obiettivi che si pone l'Unione europea.
Sostenendo tali principi e aiutando i
paesi arabi nelle riforme, sia pure nel rispetto della loro autonomia, daremo
un contributo per impedire che il fondamentalismo raccolga nuovi consensi. La
minaccia del fanatismo non riguarda infatti solo l'Europa ma tutto il mondo
arabo. Il terrorismo è figlio del fondamentalismo, ragion per cui è
indispensabile che Europa e Paesi arabi lavorino insieme per sconfiggere questa
piaga del XX secolo. I recenti attentati dimostrano che l'attuale priorità di
Al-Qaeda è quella di colpire i Paesi arabi moderati, che cercano il dialogo e
agevolano le riforme. L'Europa non può rimanere in silenzio, non può restare
ferma."
L'Assemblea
ha inoltre approvato la seguente relazione:
-
Doc. B6-0190,
0191, 0194, 0195, 0196/2007 - Risoluzione comune sul vertice UE-Russia che si terrà a Samara il 18
maggio 2007
La Russia è e sarà un partner
strategico dell'Unione europea, sul piano bilaterale e nello scacchiere
internazionale. Il Parlamento tuttavia esprime profonda preoccupazione per quanto
riguarda il rispetto dei diritti umani, della democrazia, della libertà di
espressione e del diritto di contestare le autorità e sollecita quindi la
Russia a porre rimedio a tale situazione. I deputati chiedono anche di
rafforzare l'integrazione economica e la cooperazione in campo energetico e
sull'immigrazione.
TRASPORTI
NORME EUROPEE PER GARANTIRE I SERVIZI
DI TRASPORTO PUBBLICO
Doc.
A6 - 0131/2007
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla
posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai servizi pubblici di trasporto
passeggeri su strada e per ferrovia e che abroga i regolamenti (CEE) del
Consiglio n. 1191/69 e n. 1107/70
Procedura: Codecisione,
seconda lettura - Dibattito: 9.5.2007 - Votazione: 10.5.2007
Il Parlamento si è pronunciato sul regolamento che definisce le modalità e
le condizioni cui devono attenersi le autorità pubbliche nell'aggiudicare
contratti di servizio volti a garantire il trasporto pubblico su strada e su
rotaia. I deputati hanno adottato una serie di emendamenti compromesso che
dovrebbero agevolare l'accordo del Consiglio.
Lo scopo della proposta di
regolamento è di definire con quali modalità le autorità competenti possono
intervenire nel settore dei trasporti pubblici di passeggeri per garantire la
fornitura di servizi di interesse generale che siano, tra l'altro, «più
numerosi, più sicuri, di migliore qualità o offerti a prezzi inferiori a quelli
che il semplice gioco delle forze del mercato consentirebbe di fornire». A tal
fine, stabilisce le condizioni alle quali le autorità competenti, allorché
impongono o stipulano obblighi di servizio pubblico, compensano gli operatori
di servizio pubblico per i costi sostenuti e/o conferiscono loro diritti di
esclusiva in cambio dell'assolvimento degli obblighi di servizio pubblico.
Il Parlamento, approvando la
relazione, propone una serie di emendamenti di compromesso sostenuti da PPE/DE,
PSE, UEN, Verdi/ALE e GUE/NGL, tesi a giungere a un accordo con il Consiglio
senza dover ricorrere alla procedura di conciliazione. Se così avvenisse,
l'aggiudicazione dei contratti di servizio pubblico dovranno essere conformi
alle disposizioni del regolamento dopo un periodo transitorio di 10 anni dalla
sua entrata in vigore (invece dei 12 chiesti dal Consiglio e degli 8 suggeriti
dai deputati), ossia due anni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale (al posto dei tre anni chiesti dal Consiglio e dell'anno e mezzo
voluto dai deputati).
Il provvedimento si applica
all'esercizio di servizi nazionali e internazionali di trasporto pubblico di
passeggeri per ferrovia ed altri modi di trasporto su rotaia e su strada, ad
eccezione dei servizi di trasporto prestati prevalentemente in ragione del loro
interesse storico o del loro valore turistico. Gli Stati membri, tuttavia,
possono applicarlo anche al trasporto pubblico di passeggeri per vie d'acqua
interne e, aggiungono i deputati, in acque marine nazionali «nella misura in
cui non sono disciplinati da una specifica legislazione comunitaria». Il
regolamento stabilisce che l’autorità competente che decide di concedere
all’operatore che ha scelto un diritto di esclusiva e/o una compensazione di
qualsivoglia natura a fronte dell’assolvimento di obblighi di servizio pubblico
deve farlo nell'ambito di un contratto
di servizio pubblico.
Sì a tariffe massime se compensate adeguatamente
Il provvedimento prevede una
deroga secondo cui gli obblighi di servizio pubblico finalizzati a stabilire
tariffe massime per tutti i passeggeri o per alcune categorie di passeggeri
possono anch'essi essere disciplinati da norme generali. In questi casi,
l’autorità competente dovrà compensare gli operatori per l'effetto finanziario
netto, positivo o negativo, sui costi sostenuti e sui ricavi originati
dall'assolvimento degli obblighi tariffari stabiliti da norme generali.
Ciò andrà peraltro realizzato
secondo modalità che impediscano una compensazione eccessiva. Resta fermo però
il diritto delle autorità competenti di integrare gli obblighi di servizio
pubblico stabilendo tariffe massime nei contratti di servizio pubblico. Gli
Stati membri possono tuttavia escludere dall'ambito di applicazione del
regolamento le norme generali relative alla compensazione finanziaria per gli
obblighi di servizio pubblico che fissano le tariffe massime per scolari,
studenti, apprendisti e persone a mobilità ridotta.
Contenuto dei contratti di servizio pubblico
I contratti di servizio
pubblico dovranno stabilire «con chiarezza» gli obblighi inerenti al servizio
pubblico che l'operatore deve assolvere e le zone geografiche interessate.
Inoltre, dovranno stabilire - «in anticipo e in modo obiettivo e trasparente» -
i parametri in base ai quali deve essere calcolata l'eventuale compensazione
nonché la natura e la portata degli eventuali diritti di esclusiva concessi,
«in modo da impedire una compensazione eccessiva».
Dovranno anche definire le
modalità di ripartizione dei costi connessi alla fornitura di servizi, come le
spese per il personale, per l’energia, gli oneri per le infrastrutture, la
manutenzione e la riparazione dei veicoli, del materiale rotabile e delle
installazioni necessarie per l'esercizio dei servizi di trasporto di
passeggeri, i costi fissi e un rendimento adeguato del capitale. I contratti di
servizio pubblico e le norme generali dovranno inoltre definire le modalità di
ripartizione dei ricavi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio che
possono essere trattenuti dall'operatore del servizio pubblico, riversati
all'autorità competente o ripartiti fra di loro.
Inoltre, i documenti di gara e
i contratti di servizio pubblico dovranno essere trasparenti quanto alla
possibilità e all'estensione del subappalto.
In tali casi, precisa un emendamento di compromesso, l'operatore al quale è
affidata la gestione e la prestazione di un servizio è tenuto a fornire
direttamente «la maggior parte» del servizio di trasporto pubblico. Tuttavia,
un contratto di servizio pubblico comprendente allo stesso tempo progettazione,
costruzione e gestione di un servizio pubblico di trasporto di passeggeri «può
prevedere il subappalto integrale per la gestione di tali servizi».
Riguardo alla durata dei contratti, in prima lettura
il Parlamento suggeriva che essi dovessero valere al massimo otto anni per i
trasporti su strada e non più di 15 anni per quelli su rotaia. Nella posizione
comune, il Consiglio è andato oltre stabilendo che i contratti di servizio
pubblico dovranno essere conclusi per una durata non superiore a dieci anni per
i servizi di trasporto con autobus e a quindici anni per i servizi di trasporto
di passeggeri per ferrovia o altri modi di trasporto su rotaia.
La durata dei contratti
relativi a più modi di trasporto, è poi precisato, dovrà essere al massimo di
quindici anni se i trasporti per ferrovia o altri modi di trasporto su rotaia
rappresentano oltre il 50% del valore dei servizi oggetto dei contratti. A
determinate condizioni è prevista la possibilità di prorogare la durata del
contratto di un massimo pari al 50%.
Qualora le autorità competenti
imponessero a un operatore di servizio pubblico di conformarsi a taluni standard sociali, i documenti di gara e
i contratti di servizio pubblico dovranno individuare il personale interessato
e precisarne in modo trasparente i diritti contrattuali e le condizioni alle
quali si ritiene che i dipendenti siano vincolati ai servizi. Tali standard,
inoltre, dovranno essere inclusi nei documenti di gara e nei contratti.
Aggiudicazione di contratti di servizio pubblico
Il regolamento stabilisce una
serie di regole riguardo all'aggiudicazione dei contratti per servizi offerti
tramite autobus o tram (salvo alcuni
casi trattati da altre direttive), distinguendo i casi in cui si rivolga a
prestatori terzi o a "operatori interni", ossia a soggetti
giuridicamente distinti dall'autorità che domanda il servizio, sui quali però
l'autorità esercita un controllo completo. Nel primo caso, l’autorità
competente dovrà aggiudicare i contratti mediante una procedura di gara «equa,
aperta a tutti gli operatori e che rispetta i principi di trasparenza e di non
discriminazione». Dopo la presentazione delle offerte e un'eventuale
preselezione, inoltre, il procedimento potrà dar luogo a negoziati allo scopo
di determinare il modo migliore per soddisfare requisiti elementari o complessi.
Nella misura in cui la
legislazione nazionale lo consenta, le autorità competenti avranno facoltà di aggiudicare direttamente i contratti di
servizio pubblico il cui valore annuo medio stimato è inferiore a 1 milione di
euro oppure che riguardano la fornitura di servizi di trasporto pubblico di
passeggeri inferiore a 300.000 chilometri l’anno.
Qualora un contratto di
servizio pubblico fosse aggiudicato direttamente a una piccola o media impresa che opera con non più di 23 veicoli, dette
soglie potranno essere aumentate o a un valore annuo medio stimato inferiore a
2 milioni di euro (contro 1,7 milioni proposti dal Consiglio) oppure qualora il
contratto riguardi la fornitura di servizi di trasporto pubblico di passeggeri
inferiore a 600.000 di chilometri l'anno (contro i 500.000 chiesti dal
Consiglio). A meno che non sia vietato dalla legislazione nazionale, le
autorità competenti avranno la facoltà di aggiudicare direttamente i contratti
di servizio pubblico di trasporto per
ferrovia, fatta eccezione per altri modi di trasporto su rotaia quali
metropolitana o tram. La durata di tali contratti non potrà però essere
superiore a dieci anni.
Diritto di verifica e trasparenza
In base a un emendamento di
compromesso, gli Stati membri dovranno prendere le misure necessarie per
garantire che le decisioni adottate nell'ambito delle procedure di appalto
«possano essere verificate con efficacia e rapidità», su richiesta di una
persona interessata ad ottenere un contratto e che è stata danneggiata (o
rischia di esserlo) da una presunta infrazione.
Ciascuna autorità competente
dovrà rendere pubblica una volta all’anno una relazione esaustiva sugli
obblighi di servizio pubblico di sua competenza, sugli operatori del servizio
pubblico prescelti e sulle compensazioni e i diritti di esclusiva ad essi
concessi a titolo di rimborso. La relazione - come richiesto dai deputati -
dovrà distinguere i trasporti mediante autobus da quelli su rotaia. Essa
consentirà il controllo e la valutazione delle prestazioni di servizi, della
qualità e del finanziamento della rete dei trasporti pubblici e, ove opportuno,
informerà in merito al tipo e alla portata dell'esclusiva concessa.
Ciascuna autorità competente
dovrà infine prendere i provvedimenti necessari affinché, almeno un anno prima
dell’inizio della procedura di gara o un anno prima dell’aggiudicazione diretta
del contratto, siano pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea un
elenco minimo di informazioni, quali il tipo di aggiudicazione previsto e i
servizi e territori potenzialmente interessati dall’aggiudicazione. In caso di
un'aggiudicazione diretta di contratti, come richiesto dai deputati, dovranno
essere pubblicati anche gli obiettivi di qualità in relazione alla puntualità e
affidabilità nonché i premi e le penalità applicabili.
Nel dibattito è
intervenuto GABRIELE ALBERTINI (PPE/DE-I) Vicepresidente Commissione Trasporti e Turismo:
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, il regolamento sui servizi
pubblici di trasporto su strada e per ferrovia, che ci accingiamo a votare,
interessa l'80% del trasporto ferroviario dei passeggeri e riveste un'estrema
importanza per lo sviluppo del trasporto ferroviario europeo, caratterizzato da
situazioni nazionali molto diversificate.
Dopo essere rimasto bloccato in
Consiglio per quasi sette anni, capisco la volontà di molti colleghi di
chiudere in seconda lettura, evitando la procedura di conciliazione e i
negoziati informali con il Consiglio sviluppati con determinazione in questo
senso.
Mi congratulo con il collega Grosch e
con il nostro coordinatore Jarzembowski per i notevoli risultati ottenuti.
Tuttavia, mi rammarico del fatto che il principio di reciprocità, che già il
nostro gruppo aveva sostenuto con fermezza in occasione del terzo pacchetto
ferroviario, non sia stato inserito tra i compromessi. Infatti, nel mio paese,
in Italia, i servizi pubblici di trasporto per ferrovia sono liberalizzati e
aggiudicati con procedura di gara d'appalto. In diversi paesi europei il
trasporto nazionale e regionale opera invece in regime di monopolio legale, una
situazione che potrà proseguire anche dopo l'approvazione dell'attuale
regolamento.
Vi saranno pertanto
asimmetrie di mercato e vantaggi indebiti per le imprese che operano in mercati
chiusi alla concorrenza ma che potranno competere in quelli aperti. A tale
riguardo ho presentato, con il collega de Grandes e altri colleghi spagnoli e
italiani del nostro gruppo, due emendamenti, il 43 e il 45, che inseriscono
clausole sulla reciprocità nei confronti delle imprese che operano in regime di
monopolio nazionale. Vi sarà quindi impossibile non sostenere gli emendamenti
che modificano la proposta in questo senso. Tuttavia, a prescindere dall'esito
dei voti sui singoli emendamenti, non mancherò di garantire il mio sostegno a
favore della relazione nella votazione finale."
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc. A6 -
0124/2007 - Risoluzione
legislativa sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
concernente l'installazione a posteriori di specchi sui veicoli commerciali
pesanti immatricolati nella Comunità
Il Parlamento ha approvato definitivamente la direttiva
che impone a tutti i veicoli commerciali pesanti, esclusi quelli di interesse
storico, di dotarsi entro la primavera 2009 di specchi grandangolari e di
accostamento. Ciò, evitando numerosi incidenti, permetterà di risparmiare
centinaia di vite umane, con un costo stimato di soli 100/150 euro per
l'installazione. Sarà poi studiata l'opportunità di estendere tale obbligo ad
altri automezzi.
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
SVILUPPO E COOPERAZIONE
-
Doc.
A6-0146/2007 - Risoluzione
legislativa sul Corno d'Africa: un partenariato politico regionale dell'UE per
la pace, la sicurezza e lo sviluppo
L'UE deve impegnarsi di più a favore
della pacificazione e dello sviluppo socio-economico del Corno d’Africa. E'
quanto chiede il Parlamento, proponendo la convocazione di una conferenza
globale per la sicurezza, la pace e lo sviluppo nella regione. I deputati
sollecitano poi ogni sforzo possibile per tutelare la popolazione del Darfur
dal disastro umanitario e condannano gli interventi stranieri in Somalia. Etiopia e
MERCATO
INTERNO
-
Doc. A6-0144/2007
- Risoluzione
legislativa relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione
della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che reca disposizioni
sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive
75/106/CEE e 80/232/CEE del Consiglio e modifica la direttiva 76/211/CEE del
Consiglio
Il Parlamento ha adottato
definitivamente la direttiva volta a liberalizzare i formati degli imballaggi
di numerosi prodotti di largo consumo preconfezionati. Per zucchero, latte,
burro, caffè, pasta secca e riso sono previsti dei periodi transitori in cui
sarà possibile mantenere i formati obbligatori imposti a livello nazionale.
Come richiesto dai deputati, tali periodi potranno essere prolungati in caso di
perturbazioni di mercato o destabilizzazione del comportamento di consumatori.
-
Doc. A6-0145/2007 - Risoluzione
legislativa relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione
della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro
per l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi nonché dei sistemi,
componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli ("Direttiva
quadro")
POLITICA REGIONALE
-
Doc.
A6-0090/2007 - Relazione sulla politica
degli alloggi e la politica regionale
Il Parlamento chiede di rendere effettivo il diritto a un
alloggio adeguato, di buona qualità e a prezzo abbordabile. Insiste quindi
sulla necessità di rafforzare il diritto ai sussidi per gli alloggi e chiede
aiuti per l'acquisto della prima casa. Invita poi gli Stati membri a utilizzare
pienamente i fondi UE per gli alloggi al fine di aiutare le persone più
svantaggiate e rinnovare le case popolari. Occorrono anche incentivi mirati a
favore delle zone rurali e delle città minori.
-
Doc.
A6-0096/2007 - Risoluzione sul
contributo della futura politica regionale alla capacità di innovazione
dell'Unione europea
ENERGIA
-
Doc. A6-0129/2007
- Risoluzione
sulla valutazione dell'Euratom - 50 anni di politica europea in materia di
energia nucleare
Nel rilevare l'importante ruolo
del nucleare a favore dell'approvvigionamento energetico dell'UE e il suo basso
impatto ambientale, il Parlamento chiede una riforma generalizzata del Trattato
Euratom. Se la scelta nucleare spetta agli Stati membri, è necessario porre la
sicurezza al centro delle attività Euratom e implicare il Parlamento nel
processo decisionale. Occorre poi sviluppare la ricerca e la formazione, e
aumentare gli investimenti per affrontare la concorrenza internazionale.
AMBIENTE
-
Doc. B6-0158/2007
- Proposte
della Conferenza dei Presidenti - Composizione della commissione temporanea sul
cambiamento climatico
Su proposta della Conferenza dei Presidenti, l'Aula ha
approvato la composizione della commissione temporanea sul cambiamento
climatico. Vi sono otto eurodeputati italiani membri titolari e cinque
supplenti. La riunione costitutiva della commissione, forte di 60 membri, si
terrà a Strasburgo il 21 maggio prossimo. In quella sede, Guido Sacconi
potrebbe essere chiamato alla presidenza.
OCCUPAZIONE
-
Doc. B6-0189,
0193, 0197/2007 - Risoluzione comune sul rafforzamento della legislazione
europea nel settore dell'informazione e della consultazione dei lavoratori
Nel sottolineare l'importanza della consultazione dei
lavoratori nell'ambito delle ristrutturazioni delle imprese e di licenziamenti
collettivi, il Parlamento chiede un riesame e un aggiornamento della
legislazione europea in materia, secondo un calendario ben definito. Sollecita
anche la Commissione a vigilare affinché gli Stati membri applichino in maniera
adeguata e uniforme le relative norme UE e, in particolare, quelle sui comitati
aziendali.
PETIZIONI
-
Doc.
A6-0156/2007 - Risoluzione sulle
conseguenze per la salute pubblica dell'incidente di Thule del 1968
AFFARI COSTITUZIONALI
-
Doc.
A6-0143/2007 - Decisione sulle modifiche
da apportare al regolamento del Parlamento europeo per adeguare le procedure
interne alle esigenze di semplificazione della legislazione comunitaria
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO -
SESSIONE 21 - 24 MAGGIO 2007
FUTURO DELL'EUROPA/INTEGRAZIONE EUROPEA
PRODI AL PARLAMENTO: NO A COMPROMESSI AL
RIBASSO SULLA COSTITUZIONE
Discussione sull'avvenire dell'Europa, con la
partecipazione del Primo Ministro italiano, membro del Consiglio europeo
Dibattito:
22.5.2007
Rivolgendosi all'Aula, Romano Prodi ha difeso le riforme ambiziose del
Trattato costituzionale che permettono di far fronte alle sfide interne,
esterne e istituzionali dell'UE. Sostenendo la necessità di definire nuove
regole prima delle elezioni europee del 2009, non ha escluso la formazione di
un'avanguardia di paesi che procedano a un'Unione più stretta. L'Italia, ha
ammonito, non accetterà uno stravolgimento del pacchetto istituzionale
esistente e non sottoscriverà compromessi al ribasso.
Introduzione del Presidente del Parlamento europeo
HANS-GERT PÖTTERING, esprimendosi in
italiano, ha espresso grande piacere nell'accogliere Romano Prodi al Parlamento
europeo per discutere assieme del Futuro dell'Europa. Ha quindi proseguito
sostenendo che l'Italia, uno dei Paesi fondatori, «è sempre stata
all'avanguardia nel guidare il processo di integrazione europea». E anche in
questo periodo in cui stiamo cercando di trovare una soluzione all'impasse in
cui versa il processo di integrazione europea, «l'Italia gioca un ruolo
determinante» nella ricerca di una soluzione che possa essere da tutti accolta.
Ha quindi
rivolto un particolare ringraziamento al Presidente della Repubblica italiana,
«l'amico Giorgio Napolitano», per la fruttuosa collaborazione instaurata al
fine di fare della riforma dei Trattati un successo. Il Presidente del
Parlamento, ha aggiunto, «sa che quando parla non ha solo il supporto del
Parlamento ma anche quello dell'Italia, e questo gli da più forza». Parlando in
tedesco, ha poi ricordato le celebrazioni di Roma per il cinquantesimo
anniversario della firma dei Trattati: 50 anni di pace, di stabilità e di
benessere. Tuttavia, ha proseguito, occorre guardare al futuro.
L'UE deve affrontare delle sfide e occorre quindi
dimostrare la volontà a favore delle riforme necessarie. Nel rammentare il
ruolo svolto da Romano Prodi - quando era Presidente della Commissione - nella
definizione della costituzione, ha sottolineato il lavoro della Presidenza
tedesca nella ricerca di una soluzione soddisfacente per tutti gli Stati
membri, compresi i 18 che hanno ratificato il trattato costituzionale, che
rappresentano la maggioranza della popolazione europea. Il Presidente ha quindi
concluso sostenendo che il Parlamento europeo non si accontenterà di risultati
che non siano nell'interesse dei cittadini.
Intervento del Presidente del Consiglio della Repubblica
italiana
Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha
anzitutto sottolineato che si sta vivendo un «momento cruciale per il futuro
dell’Europa e della costruzione europea» e che, al termine della Conferenza
Intergovernativa il cui avvio sarà deciso a giugno, «dovremo poter dire di
essere stati all’altezza degli impegni che ci siamo assunti, tutti insieme, il
25 marzo scorso a Berlino». Si tratta, ha spiegato, di decidere di cosa ha
bisogno l’Europa «per poter affrontare le sfide che il mondo ci impone», poiché
«ormai dovremmo aver capito che la capacità di noi europei di interpretare il
mondo globale e coglierne le opportunità dipende da come sapremo far funzionare
le nostre istituzioni comuni».
Al riguardo, ha subito aggiunto, «con molta
franchezza», di non condividere quanti continuano a contrapporre la necessità
di produrre risultati alla necessità di rafforzare le istituzioni europee,
visto che è proprio per avere più risultati che sono necessarie «istituzioni
comuni più forti ed efficaci!». Tuttavia, «questa
volta non partiamo da zero». Nell’ottobre del
Ritenendo ancora valido l'assunto - «fondamentale e
ineccepibile» che ha portato al Trattato costituzionale - secondo cui l’Europa non può avere risultati ambiziosi
senza riforme altrettanto ambiziose, il Presidente del Consiglio ha
sostenuto che occorre archiviare «i lutti e le pause di riflessione degli
ultimi due anni» e pensare «con serietà e responsabilità al nostro futuro e a
quello dei nostri figli». Ha inoltre spiegato che non si tratta solo di
definire nuove regole ma anche di affrontare altre esigenze egualmente
prioritarie, «senza cui l’Europa non potrà funzionare»: un bilancio degno di
questo nome e delle vere politiche sulle grandi sfide imposte dalla
contemporaneità: energia, cambiamenti climatici, divario nord-sud…
Riguardo alla questione «più urgente», ossia
l'esigenza di superare l’impasse costituzionale e riformare le istituzioni, il
Presidente del Consiglio ha affermato che è indispensabile tener fede a un
principio che è alla base del nostro stare nell’Unione europea, «un principio
talmente fondamentale che definisce l’etica stessa del nostro stare assieme».
Ossia che nello sviluppo della costruzione europea «occorre sempre fare uno
sforzo per comprendere le ragioni degli
altri, farsene in qualche modo carico». Sottolineando che «noi questo sforzo
lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo», ha quindi affermato di
aspettarsi che gli “altri” «si facciano egualmente carico delle nostre
aspirazioni», ossia di una unione «sempre più forte e più stretta».
In riferimento al Consiglio europeo di giugno, il
Presidente del Consiglio ha posto in luce il fatto che, questa volta, «il
rispetto dei tempi è direttamente collegato a una questione di democrazia». Nel
2009, infatti, gli elettori europei dovranno «sapere su quale tipo di Europa
sono chiamati a pronunciarsi». Il mandato della Conferenza Intergovernativa, ha
quindi affermato, dovrà «essere preciso e selettivo», «indicando puntualmente i
pochi nodi negoziali significativi e, soprattutto, come scioglierli». Solo
così, ha spiegato, «riusciremo a onorare la promessa di definire le nuove regole entro il 2009». Viceversa, con un mandato
aperto,
Invitando tutti a rileggere il Trattato costituzionale del 2004, il Presidente del Consiglio ha
affermato che si tratta di «un testo bello, importante e con un grande respiro
europeo», e che, soprattutto nella prima parte, «trasmette in modo chiaro e
comprensibile il senso e la visione della grande impresa comune che abbiamo
intrapreso». Ha quindi esortato a pensare bene «prima di archiviarlo e
imboccare la via degli innesti a pettine, totali o parziali che siano, nei
trattati esistenti».
Oltretutto, ha insistito, si perderebbe «un
patrimonio di semplicità e leggibilità a scapito della comprensione dei
cittadini e, quindi, della loro adesione al progetto europeo!». Si perderebbe
soprattutto «un testo che corrisponde a una coerente concezione dell’Europa,
che sa coniugare le aspirazioni ideali di molti di noi con l’esigenza di dare
alla nostra Unione regole più solide e mezzi adeguati per far fronte alle nuove
sfide».
Il Presidente del Consiglio ha poi osservato con
rammarico che lo svolgimento dei negoziati sino a questo momento induce a
ritenere che, «purtroppo», si dovrà rimettere mano al testo del 2004, anche se,
così facendo, «ci priveremmo di qualcosa di molto importante!». Si tratterebbe,
ha insistito, «di un sacrificio enorme, di un prezzo molto alto da pagare per
quanti hanno ratificato e investito democraticamente nella ratifica». Per tale
motivo, «non potremo accettare uno
stravolgimento del pacchetto istituzionale esistente». Il rafforzamento
della politica estera e di sicurezza comune attraverso un Ministro degli
Esteri, una Presidenza stabile del Consiglio, l’estensione del voto a
maggioranza qualificata, il superamento della struttura su tre pilastri e la
personalità giuridica dell’Unione, ha spiegato, «sono tutti aspetti per noi
essenziali, che vanno quindi salvaguardati».
A suo parere, il
trattato costituzionale del 2004 «fornisce risposte convincenti» in merito
alla difesa del modello sociale europeo e alla realizzazione di un autentico
spazio di libertà, sicurezza e giustizia, alla lotta al terrorismo e alle sfide
globali dell’energia e del cambiamento climatico, nonché alla struttura
dell'Unione europea. Vogliamo veramente sacrificarle in nome di un approccio al
ribasso, di una corsa al minimo comune denominatore, vogliamo davvero rischiare
di aumentare la complessità del sistema limitandoci a qualche ritocco di
superficie, vogliamo davvero continuare ad avanzare “col volto mascherato"
per il timore di mostrare l’Europa vera ai nostri cittadini, ha quindi chiesto
il Presidente, esortando i deputati a «non assecondare la retorica negativa
sull’Europa».
«Mostriamola invece questa Europa. Con orgoglio.
Facciamo vedere a tutti cosa ha saputo darci in termini di pace e benessere,
spieghiamo quanto è fondamentale per le nostre esistenze. Diciamo una volta per
tutte ai nostri concittadini che in un mondo che è oramai sistema di continenti
non ha senso per uno Stato e per i suoi cittadini vivere al di fuori di un
aggregato politico ed economico forte al suo interno e autorevole all’esterno».
Il Presidente ha quindi affermato che l’Italia
dunque lavorerà in questo negoziato per giungere a un compromesso alto. Ma, ha spiegato, se un’intesa a 27 dovesse
rivelarsi impossibile, sarà necessario immaginare «come permettere ai Paesi che
lo desiderino di andare avanti davvero nella costruzione dell’unità
dell’Europa».
Pur auspicando che ciò non avvenga, il Presidente
del Consiglio ha quindi affermato come «non
si debba necessariamente procedere tutti insieme, alla stessa velocità».
Già oggi, ha ricordato, alcune delle scelte politiche più significative
dell’Europa, come l’Euro e la creazione dello spazio Schengen, sono state
realizzate solo da alcuni Stati membri. Non contro qualcuno, senza escludere
gli altri e mantenendo anzi la porta aperta, e in futuro dovrà quindi prevalere
questo stesso approccio costruttivo «su ogni tentazione di veto». Sostenendo
che l’Italia ha sempre ritenuto che essere europeisti fosse il miglior modo di
essere lungimiranti, ha spiegato che, oggi, «lungimiranza ... significa anche
porsi il problema di permettere ai popoli che lo desiderano di realizzare le
loro ambizioni di unione nei tempi e nei modi a essi più congeniali».
Altrimenti si rischia l’insabbiamento del progetto europeo.
L’Italia, ha affermato il Presidente del Consiglio,
«darà il massimo appoggio alla Presidenza tedesca e poi a quella portoghese
perché il Consiglio europeo del 21 e 22 giugno e
Ha quindi lanciato «un appello forte» ai
parlamentari e, soprattutto, ai parlamentari europei, il cui ruolo «è
insostituibile per far comprendere ai cittadini qual è la posta in gioco»: solo
se al lavoro dei governi si affiancherà il vostro lavoro, potremo creare le
condizioni per il successo del negoziato costituzionale. Dobbiamo essere
consapevoli, ha concluso, che «non possiamo fallire, pena il declino di un’idea
avanzata di Europa che sa essere attore nel mondo grazie ai valori che ne
costituiscono le fondamenta». Rischieremmo, insomma, «di tornare ad essere la
piccola appendice occidentale del continente asiatico a cui
JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito
sottolineando che
«l'Europa avanza» e dimostra che costituisce il livello di decisione
necessario, efficace e legittimo. Ha quindi reso omaggio all'impegno storico, e
più che mai d'attualità, del popolo italiano a favore del progetto europeo.
Dopo una lunga fase di incertezza, ha proseguito, il rilancio istituzionale si
delinea e
Ciò che occorre adesso, ha proseguito, è «azione e
flessibilità», poiché mancano solo quattro settimane al Consiglio europeo. Si
dovrà giungere alla redazione di un nuovo trattato entro la fine dell'anno e la
sua ratifica dovrà aver luogo prima delle elezioni del 2009. «Dovrà essere
gettato un ponte tra i 18 paesi che hanno detto sì, i due che hanno detto no e
quelli che non si sono ancora pronunciati», e ogni Stato membro dovrà sforzarsi
di riavvicinare le opinioni pubbliche. Il leader dei popolari ha quindi
ammonito che si potrà avere successo unicamente se ci si concentra sulle cose
essenziali: il voto a doppia maggioranza e l'estensione del voto a maggioranza
qualificata, il principio di sussidiarietà e la ripartizione delle competenze
tra l'UE e gli Stati membri,
L'Europa, ha aggiunto, ha bisogno di un'identità
sul piano economico e commerciale per garantire che i partner internazionali
rispettino le norme europee in campo ambientale e sociale. Dovrà inoltre
vigilare affinché non emerga una concorrenza fiscale all'interno dell'UE. Il
pragmatismo, insomma, «deve prevalere sul dogmatismo» e «la buona volontà deve
essere più forte della malafede». Facendo poi riferimento al recente Vertice
UE-Russia, il deputato ha sottolineato la vittoria dell'Europa nell'affermare
le sue convinzioni e i suoi ideali. Ha infine sottolineato l'importanza
fondamentale della dimensione euromediterranea.
Nel dibattito è inoltre
intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente
della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo mesi di difficoltà,
l'iniziativa del Cancelliere Merkel e le elezioni di Nicolas Sarkozy alla
presidenza della Repubblica francese hanno offerto nuove speranze all'Europa.
Malgrado ulteriori resistenze, ora c'è la reale possibilità di dar vita ad un
nuovo trattato che sancisca le regole di un'istituzione assolutamente originale
quale l'Unione europea! E' evidente, purtroppo, che il testo frutto del lavoro
così ben diretto dalla presidenza italiana, guidata da Silvio Berlusconi e
firmato a Roma, non potrà più entrare in vigore.
Se però si vuole che l'Europa svolga
il ruolo che le compete sul palcoscenico internazionale, si dovrà salvare la
sostanza del trattato. Penso al principio delle decisioni prese a maggioranza
su alcune importanti questioni, penso all'unica voce in politica estera, penso
alla durata della Presidenza. Approvare un testo ridotto rappresenta soltanto
un primo passo in avanti. Certo, l'ottimo è il nemico del bene, però è
importante continuare a percorrere la strada intrapresa e decidere prima delle
europee del 2009. Magari, pensando al domani, alla nuova legislatura di questo
Parlamento che potrebbe avere anche un ruolo costituente come suggerito da
molti, a cominciare dal presidente della commissione giuridica on. Gargani e dall'on. Brunetta.
Ma l'Europa a 27 non ha solo bisogno
di regole istituzionali per meglio funzionare. Ha bisogno di riconoscersi nei valori
che ne costituiscono la vera base, le fondamenta sulle quali costruire
un'Unione che in futuro non si dissolva di fronte alle difficoltà. Sarebbe un
errore non fare della libertà, della solidarietà, della sussidiarietà, della
centralità della persona i cardini delle istituzioni comunitarie. Sarebbe un
grave errore rinunciare alla nostra identità, alle nostre radici
giudaico-cristiane e ad un modello sociale fondato sulla famiglia, quella
composta dal padre, dalla madre e dai figli."
BALKENENDE:
NO ALLA COSTITUZIONE E PIÙ POTERI AI PARLAMENTI NAZIONALI
Discussione sull'avvenire dell'Europa, con la partecipazione del Primo
Ministro olandese, membro del Consiglio europeo
Dibattito: 23.5.2007
Procedere alla modifica dei trattati attuali, rafforzare la sussidiarietà
prevedendo un ruolo maggiore ai parlamenti nazionali, ampliare la decisioni a
maggioranza qualificata in un quadro ben definito e introdurre i criteri di
adesione nel Trattato. E' quanto propone il Primo Ministro olandese per
rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e uscire dall'impasse
istituzionale, cui ha contribuito proprio il no alla Costituzione espresso dai
Paesi Bassi.
Introduzione del Presidente del Parlamento
Hans-Gert Pöttering
ha anzitutto ricordato che i Paesi Bassi sono uno Stato membro fondatore
dell'UE e che negli ultimi 50 anni si è sempre battuto a favore
dell'integrazione europea. Ha poi sottolineato che vi sono due trattati europei
che portano nomi di città olandesi - Maastricht e Amsterdam - ed è per questo
che è ancora più triste il fatto che i cittadini dei Paesi Bassi abbiano detto
no al trattato costituzionale. Si è detto però convinto che non è stato un no
all'Europa e ai suoi valori.
Il Presidente ha poi sottolineato che è necessaria
una forte collaborazione tra i 27 Stati membri per fornire delle fondamenta
solide all'UE ed ha quindi ribadito il proprio sostegno all'impegno della
Presidenza tedesca in quest'opera volta a trovare una soluzione che soddisfi
tutti, i due Stati membri che hanno bocciato il Trattato e i 18 che lo hanno
ratificato, ossia la maggioranza della popolazione europea. Ha poi ribadito che
il Parlamento è favorevole al Trattato costituzionale, auspicando che diventi
realtà, in particolare per quanto riguarda le riforme e i valori. Ha inoltre riaffermato
che il Parlamento non sarà soddisfatto di un risultato nocivo per l'UE e per i
suoi cittadini. Ha quindi concluso affermando che, con la buona volontà, nei
prossimi mesi sarà trovato un risultato che permetterà all'UE di essere più
trasparente, democratica e in grado di agire.
Dichiarazione del Primo ministro olandese
Jan Peter Balkenende ha
subito precisato che i Paesi Bassi sono «pro-europei», come dimostra un
sondaggio del 2006 secondo cui il 75% degli olandesi sosteneva l'appartenenza
all'UE. I Paesi Bassi, ha aggiunto, devono molto della sua prosperità al
mercato interno europeo e intendono avere un ruolo attivo nel mondo. Ma i
cittadini olandesi hanno anche detto no alla Costituzione a grande maggioranza
ed è quindi necessario trovare delle soluzioni che rispondano chiaramente alle
loro preoccupazioni, come a quelle dei cittadini francesi e di altri Stati
membri che hanno ratificato
Dopo aver sottolineato che l'Europa rappresenta un
modello di cooperazione e d'integrazione unico al mondo ed è un attore
rispettato sulla scena internazionale, il Primo Ministro ha osservato anche che
l'Europa di oggi non è solo più grande ma ha anche ampliato notevolmente le sue
competenze. E ciò, anche se giudicato positivamente dal Primo Ministro, ha
sollevato importanti preoccupazioni nei cittadini olandesi. Il referendum sulla
Costituzione, ha poi spiegato, è stato interpretato da molti come la richiesta
di approvare un Europa-Stato che sostituisca il governo nazionale. Lo stesso
termine "Costituzione", ha proseguito, ha forti connotazioni
nazionali nei Paesi Bassi.
Il Governo olandese, ha quindi spiegato,
nell'ambito dei negoziati intende agire sui temi che preoccupano i cittadini,
migliorando il funzionamento democratico dell'Europa e accrescendone
l'efficacia. Ha quindi illustrato i quattro punti sui quali i Paesi Bassi
intendono pervenire a una soluzione: rinunciare alla Costituzione e modificare
i trattati attuali, rafforzare la sussidiarietà prevedendo un ruolo maggiore ai
parlamenti nazionali, ampliare le decisioni a maggioranza qualificata in un
quadro ben definito e introdurre i criteri di adesione nel Trattato.
Ha quindi precisato che, sebbene
Il Primo ministro ha quindi sottolineato che,
assieme, è possibile dare l'esempio nella lotta ai cambiamenti climatici, alla
povertà e all'insicurezza nel mondo, ed è possibile valorizzare il potenziale
dell'Europa nell'economia globalizzata. Occorre anche unire gli sforzi per
garantire l'approvvigionamento in energia e materie prime, lottare insieme
contro le conseguenze dell'immigrazione illegale. E per fare ciò «abbiamo
bisogno di un'Unione forte e efficace, che abbia la fiducia dei suoi
cittadini». Ha quindi concluso sostenendo l'attualità delle parole pronunciate
da Robert Schuman nel 1950 « L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta
insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una
solidarietà di fatto».
JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito
affermando che il suo gruppo politico condivide ampiamente la visione
dell'Europa illustrata dal Primo Ministro. Un'Europa, ha proseguito, che
rappresenta anzitutto degli ideali «che il mondo intero ci invidia». L'Europa
non è solo moneta, grande mercato e
apertura delle frontiere, ma anche «tradizioni e una civiltà che si adatta alle
nuove realtà, una certa idea della globalizzazione, delle riforme per una
società più giusta». L'Europa «non è immobilismo, è movimento e progresso».
Osservando poi come i Paesi Bassi sono forse i più aperti allo spirito europeo,
ha sostenuto che il no alla Costituzione indica chiaramente che agli occhi
della grande maggioranza dei cittadini olandesi «l'Europa non è
sufficientemente legittima, credibile e efficace». Significa, inoltre, che
giudicano l'azione dell'UE «troppo lontana dalla loro realtà quotidiana».
Di conseguenza, ha esortato il leader dei popolari,
occorre «persuadere gli europei che il nostro progetto comune non è soltanto
benefico ma anche assolutamente indispensabile». Il Progetto di trattato
prevedeva la maggior parte delle risposte alle insoddisfazioni dei cittadini,
ha proseguito, e bisogna quindi riprendere «le sue parti migliori», ossia la
prima e la seconda. Mettendoci in condizione di decidere in maniera democratica
e efficace, ha infatti spiegato, «potremo affrontare i veri problemi di fondo
che preoccupano i cittadini». A suo parere, inoltre, occorre uscire dalla
paralisi prima delle elezioni del
BILANCIO
PIÙ FONDI UE PER LE RETI TRANSEUROPEE DEI
TRASPORTI E DELL'ENERGIA
Doc. A6 - 0169/2007
Relatore MARIO MAURO (PPE-DE/IT)
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio che stabilisce i principi generali per la concessione di un
contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee di
trasporto e dell'energia
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
22.5.2007 - Votazione: 23.5.2007
Il Parlamento ha approvato un regolamento che intende rafforzare e adattare
gli strumenti finanziari esistenti nel settore delle reti transeuropee di
trasporto e dell'energia. Prevede infatti la possibilità di attribuire
un’aliquota di cofinanziamento comunitario più elevata soprattutto ai progetti
che si distinguono per il carattere transfrontaliero, la funzione di transito o
per il superamento di barriere naturali.
Adottando la relazione di MARIO MAURO (PPE/DE, IT), il Parlamento approva la posizione comune
del Consiglio sul regolamento che stabilisce i principi generali per la
concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti
transeuropee di trasporto e dell'energia. La posizione comune, infatti, è stata
convenuta sulla base di negoziati informali tra
Ammissibilità dei progetti
Unicamente i progetti di interesse comune possono
beneficiare di un contributo finanziario della Comunità in base al regolamento
in esame. Nel settore dei trasporti, l’ammissibilità è inoltre subordinata
all’impegno, da parte del richiedente e, ove opportuno, degli Stati membri
interessati, di contribuire finanziariamente al progetto candidato al
contributo finanziario della Comunità, mobilitando eventualmente fondi privati.
I progetti relativi ai trasporti riguardanti una sezione transfrontaliera o una
parte di tale sezione possono beneficiare di un contributo finanziario della
Comunità se esiste un accordo scritto fra gli Stati membri interessati o fra
gli Stati membri e i paesi terzi interessati concernente il completamento della
sezione transfrontaliera.
Selezione dei progetti
I progetti di interesse comune beneficiano di un
contributo finanziario della Comunità in funzione del grado in cui
contribuiscono agli obiettivi e alle priorità definite dagli orientamenti
comunitari per le reti di trasporto e nel settore dell'energia.
Nel settore dei trasporti è rivolta particolare
attenzione ai progetti prioritari, a quelli volti ad eliminare le strozzature,
a quelli presentati o sostenuti congiuntamente da almeno due Stati membri, in
particolare quelli che riguardano sezioni transfrontaliere, e ai progetti che
contribuiscono alla continuità della rete e all’ottimizzazione della sua
capacità. Ma anche a quelli che
contribuiscono al miglioramento della qualità del servizio offerto e che
favoriscono la sicurezza e la protezione degli utenti e assicurano
l’interoperabilità tra le reti nazionali e a quelli riguardanti lo sviluppo e
la realizzazione dei sistemi di gestione del traffico nell'ambito del trasporto
ferroviario, stradale, aereo, marittimo, fluviale e costiero che garantiscono
l’interoperabilità fra le reti nazionali.
Nel settore dell’energia, invece, è rivolta
particolare attenzione ai progetti di interesse europeo che contribuiscono allo
sviluppo della rete al fine di rafforzare la coesione economica e sociale riducendo
l'isolamento delle regioni svantaggiate e insulari della Comunità Ma anche
quelli che concorrono all'ottimizzazione della capacità della rete e al
completamento del mercato interno dell'energia, in particolare i progetti che
concernono la sezione transfrontaliera. Così come quelli che promuovono la
sicurezza dell’approvvigionamento energetico, la diversificazione delle fonti
dell'approvvigionamento energetico e, in particolare, i progetti concernenti le
interconnessioni con i paesi terzi. La priorità sarà infine attribuita a quei
progetti che contribuiscono alla connessione delle fonti di energia rinnovabili
nonché alla sicurezza, all'affidabilità e all'interoperabilità delle reti
interconnesse.
Forme e modalità del cofinanziamento comunitario
Il contributo finanziario della Comunità relativo
ai progetti d'interesse comune, può assumere una o più delle forme seguenti:
sovvenzioni per studi o lavori nel settore dei trasporti; sovvenzioni per
lavori nel quadro dei meccanismi di remunerazione per la disponibilità
dell'opera; abbuoni di interessi sui prestiti concessi dalla BEI o da altri
organismi finanziari pubblici o privati. Oppure può consistere nella
partecipazione al capitale di rischio per quanto riguarda i fondi
d’investimento o gli istituti finanziari analoghi o nel contributo finanziario
alle attività delle imprese comuni connesse a progetti. Nel limite complessivo
di 500 milioni di euro a carico del bilancio comunitario fino al 2013, può
anche prendere la forma di un contributo finanziario all'accantonamento e
all'allocazione dei capitali per garanzie che
Contributo finanziario
Per gli studi l'importo del contributo finanziario
della Comunità non può superare il 50% del costo ammissibile. Per i lavori
riguardanti i progetti prioritari nel settore dei trasporti il tasso di
cofinanziamento, come richiesto dal Parlamento, è al massimo del 20% del costo
ammissibile, ma può salire fino al 30% del costo ammissibile per le sezioni
transfrontaliere se gli Stati membri interessati presentano alla Commissione
tutte le garanzie necessarie sulla solidità finanziaria e sul calendario per la
realizzazione del progetto. Per i progetti nel settore dell’energia e per quelli
non prioritari nel settore dei trasporti l'importo può essere al massimo il 10%
del costo ammissibile.
A seguito di ogni invito a presentare proposte in
base ai programmi di lavoro pluriennali o annuali,
Data l'importanza del tema e la qualità della
relazione, si riporta l'intervento di presentazione della stessa pronunciato
dal relatore MARIO MAURO (PPE-DE/IT) Vicepresidente
del Parlamento Europeo:
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel contesto europeo è
difficile immaginare una crescita economica forte e creatrice di occupazione e
di ricchezza in assenza di una rete di trasporto efficiente e moderna.
La rete transeuropea di trasporto
assume un ruolo determinante nel consentire il libero movimento di persone e
merci nel territorio dell'Unione europea e rappresenta uno dei fattori decisivi
per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo economico occupazionale
dell'Unione europea individuati dall'Agenda di Lisbona, tanto più in un'Europa
che con l'allargamento ha approfondito due dimensioni: quella centrorientale e
quella meridionale.
Per questa ragione con le reti TEN
l'Unione europea pone tra i suoi obiettivi l'eliminazione delle strozzature
nella rete ferroviaria e l'adattamento degli itinerari prioritari, al fine di
assorbire nuovi flussi generati dall'allargamento, soprattutto nelle zone
frontaliere, e migliorare l'accessibilità delle regioni periferiche. In questo
modo, le reti TEN possono rappresentare un punto di riferimento per la
legislazione comunitaria, finalizzata a promuovere lo sviluppo economico e
sociale e la coesione del territorio per i paesi dell'Unione.
Come tutti sappiamo il finanziamento
delle reti TEN ha subito una notevole riduzione rispetto a quelle che erano le
previsioni iniziali: la programmazione 2007-2013 ha fissato a 8 miliardi di
euro i fondi per le reti TEN, con una forte riduzione rispetto ai 20 miliardi
richiesti inizialmente dalla Commissione, pur raddoppiando la disponibilità nel
periodo 2000-2006.
Abbiamo accettato tale penalizzazione
e siamo andati avanti con le forze che ci sono state rese disponibili,
perseguendo per tutta la durata del lungo negoziato, quattro obiettivi
fondamentali: 1) la semplificazione, per snellire l'iter procedurale; 2) la
condizionalità, per privilegiare le modalità di trasporto a minore impatto
ambientale; 3) la selettività e la concentrazione, per favorire la
concentrazione delle risorse sui progetti ad elevato valore aggiunto
comunitario; 4) la proporzionalità, al fine di diversificare l'entità massima
delle risorse comunitarie erogabili a seconda della tipologia di progetto da
finanziare.
Ho citato solo alcuni degli obiettivi
da noi raggiunti allo scopo di stabilire una precisa identificazione degli
impegni finanziari: l'aumento dei tassi di cofinanziamento al 20% per i
progetti prioritari e al 30% per la sezione transfrontaliera. Un chiaro aumento,
quindi, del sostegno finanziario comunitario ai progetti che mirano ad
eliminare i colli di bottiglia sulle reti delle regioni più svantaggiate, come
peraltro già nelle intenzioni della Commissione, in vista del processo di
revisione delle TEN.
L'impiego fino all'85% delle risorse
di bilancio per i progetti prioritari, una più chiara definizione di strettoia
per consentire il superamento delle barriere naturali, una nuova articolazione
per European Rail Management Traffic
System , che adesso può beneficiare di tassi di cofinanziamento al 50%.
Nuovi e innovativi parametri per gli "strumenti di garanzia dei
prestiti" emessi dalla Banca europea e nuove misure che consentano di
fornire la partecipazione al capitale di rischio, con la possibilità di
coinvolgere anche il settore privato degli investimenti.
Vorrei da ultimo chiarire la questione
relativa alla comitatologia, precisando il contenuto del compromesso raggiunto:
la procedura concordata segue l'articolo 5 e non l'articolo 5 bis, che da un
lato avrebbe rappresentato l'optimum per il Parlamento, dall'altro avrebbe però
causato un ulteriore slittamento dei lavori, tali da impedire lo stanziamento
dei finanziamenti comunitari entro il 2007, con gravissime conseguenze per la
realizzazione del programma. Anche se si applica l'articolo 5, è previsto un
forte coinvolgimento del Parlamento. Tutte le proposte saranno inviate
parallelamente sia al comitato normativo sia al Parlamento, consentendo così al
Parlamento di poter effettuare le proprie valutazioni con largo anticipo, prima
che le proposte siano adottate. Ciò soddisfa pienamente la necessità di
mantenere costantemente informate sia la commissione per i bilanci che la
commissione per i trasporti.
In aggiunta, il Commissario Barrot,
nella lettera dello scorso novembre, ha garantito un impegno personale volto a
tenere informati su ogni cambiamento i presidenti delle due commissioni
parlamentari interessate. La lettera è stata inserita nel testo finale del
regolamento, a garanzia dell'impegno assunto dalla Commissione nei confronti
del Parlamento.
Personalmente, sono fortemente
convinto che la questione relativa alla comitatologia debba essere approfondita
e analizzata al fine di evitare future situazioni di blocco. Tale compromesso
rappresenta un singolo caso isolato dettato dalla necessità di accelerare la
procedura al fine di evitare il blocco dello stanziamento dei fondi comunitari
destinati alle TEN.
Alla luce di questo chiarimento,
signor Presidente, chiedo a tutti gli onorevoli colleghi presenti in Aula di
votare contro gli emendamenti presentati. Dal momento che l'accordo è stato
raggiunto sul testo nella sua totalità, votare a favore di questi emendamenti,
significherebbe venir meno a questo accordo, riaprire nuovamente il negoziato
con il Consiglio e vanificare tutti gli sforzi compiuti durante il negoziato,
il quale è stato avviato proprio con l'intenzione di sbloccare in modo celere i
fondi destinati alle TEN.
Concludo ringraziando tutti colleghi e
soprattutto i relatori ombra anche degli altri gruppi che hanno contribuito
alla realizzazione della relazione."
AMBIENTE
LIFE+:
300 MILIONI DI EURO L’ANNO A FAVORE DELL’AMBIENTE
Doc. A6 - 0180/2007
Relazione sul progetto comune, approvato dal comitato di conciliazione, di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante lo strumento
finanziario per l'ambiente (LIFE+)
Procedura: Codecisione, terza lettura - Dibattito:
21.5.2007 - Votazione: 22.5.2007
Il Parlamento ha approvato il nuovo strumento
finanziario che, con più di 2,1 miliardi di euro per sette anni, dovrà favorire
l'attuazione del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente e
finanziare misure e progetti con valore aggiunto europeo negli Stati membri.
Frutto della conciliazione con il Consiglio, il provvedimento entrerà presto in
vigore.
Adottando la relazione, l'Aula ha approvato il
regolamento che istituisce uno strumento finanziario per l'ambiente
("LIFE+") nella forma delineata dal comitato di conciliazione al
termine del quarto round negoziale tra le delegazioni del Parlamento e del
Consiglio. Il testo, secondo la delegazione parlamentare, tiene in debito conto
le principali richieste formulate nel corso della seconda lettura.
LIFE+ raggrupperà tutti i programmi ambientali
trattati fino ad oggi da strumenti diversi e sottoposti a procedure e modalità
di finanziamento propri: il vecchio programma Life, Forest Focus, il programma
per lo sviluppo urbano sostenibile e il programma di sostegno alle ONG
ambientali. Questo nuovo quadro complessivo mira a garantire una gestione più
efficace, più flessibile e meno burocratica. Il Programma tratta le priorità
ambientali che non sono contemplate da altri strumenti comunitari, come i fondi
regionali e agricoli, il programma per la competitività e l'innovazione e il
programma di ricerca e sviluppo tecnologico.
Più in particolare, l’obiettivo generale del
Programma è di contribuire all'attuazione, all'aggiornamento e allo sviluppo
della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente, compresa
l'integrazione dell'ambiente in altre politiche, contribuendo in tal modo allo
sviluppo sostenibile. LIFE+ dovrà quindi favorire l'attuazione del sesto
programma comunitario di azione in materia di ambiente (6° PAA), comprese le
strategie tematiche, e finanziare misure e progetti con valore aggiunto europeo
negli Stati membri. LIFE+, come fortemente voluto dai deputati, consta di tre
componenti, per ognuna delle quali è stabilito un programma strategico
pluriennale che indica i settori prioritari di azione per il finanziamento
comunitario: "Natura e biodiversità" (che non figurava nella proposta
originaria), "Politica e governanza ambientali", "Informazione e
comunicazione".
Tipi di progetti finanziabili da
LIFE+
I progetti che potranno essere finanziati da LIFE+
dovranno essere di interesse comunitario, apportando un contributo
significativo al conseguimento dell'obiettivo generale di LIFE+, essere
coerenti e fattibili sotto il profilo tecnico e finanziario e presentare un
rapporto costi-benefici soddisfacente. Ove possibile, dovranno promuovere
sinergie tra diverse priorità nell'ambito del 6° PAA. Inoltre, al fine di
assicurare un valore aggiunto europeo, i progetti dovranno riguardare le
migliori pratiche o essere progetti di dimostrazione destinati a dare
attuazione alla direttiva sulla conservazione degli uccelli selvatici o a
quella sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora
e della fauna selvatiche.
Oppure dovranno essere progetti innovativi o di
dimostrazione attinenti a obiettivi comunitari in materia di ambiente, compresi
lo sviluppo o la diffusione di tecniche, know
how o tecnologie finalizzati alle migliori pratiche. O ancora dovrà
trattarsi di campagne di sensibilizzazione e formazione specifica per gli
agenti implicati nella prevenzione degli incendi boschivi. Potranno essere,
infine, progetti finalizzati alla definizione e alla realizzazione di obiettivi
comunitari connessi con il monitoraggio a lungo termine e su larga base,
armonizzato e completo, delle foreste e delle interazioni ambientali.
Più in particolare, tra le misure che potranno
essere finanziate da LIFE+, figurano le seguenti:
·
attività operative di ONG
ambientali a livello europeo e che partecipano allo sviluppo e all'attuazione
della politica e della legislazione comunitarie;
·
sviluppo e manutenzione di
reti, di banche dati e di sistemi informatici direttamente collegati
all'attuazione della politica e della normativa comunitarie in materia di
ambiente, in particolare se migliorano l'accesso del pubblico all'informazione;
·
studi, indagini, elaborazione
di modelli e di scenari;
·
monitoraggio, incluso quello
delle foreste;
·
assistenza allo sviluppo di
capacità;
·
formazione, workshop e
riunioni, compresa la formazione degli agenti implicati in iniziative di
prevenzione degli incendi boschivi;
·
collegamenti in rete e
piattaforme per le migliori pratiche;
·
azioni di informazione e
comunicazione, comprese campagne di sensibilizzazione e, in particolare,
campagne di sensibilizzazione del pubblico sugli incendi boschivi;
·
dimostrazione di approcci
strategici, tecnologie, metodi e strumenti innovativi.
Specificatamente per la componente "Natura e
biodiversità" potranno ottenere un finanziamento le misure di:
·
gestione del sito e delle
specie e pianificazione del sito, incluso il miglioramento della coerenza ecologica
della rete "Natura 2000";
·
monitoraggio dello stato di
conservazione, compresa la definizione di procedure e la creazione di strutture
per detto monitoraggio;
·
sviluppo e attuazione di piani
d'azione per la conservazione delle specie e degli habitat;
·
estensione della rete
"Natura 2000" alle aree marine.
Tipi di finanziamento comunitario:
sovvenzioni o appalti
Il finanziamento comunitario potrà assumere la
forma di convenzioni di sovvenzione o di contratti di appalto pubblico. Potranno
ricevere finanziamenti tramite LIFE+ organismi, soggetti e istituzioni pubblici
e/o privati.
Per le sovvenzioni per azioni, la percentuale
massima di cofinanziamento sarà del 50% delle spese ammissibili. Tuttavia,
eccezionalmente, la percentuale massima di cofinanziamento per LIFE + Natura e
biodiversità potrà salire fino al 75% delle spese ammissibili per i progetti
riguardanti habitat o specie prioritari ai fini dell'applicazione della
direttiva sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della
flora e della fauna selvatiche o specie di uccelli considerate prioritarie.
Nel caso di contratti di appalto pubblico, i fondi
comunitari potranno coprire i costi per l'acquisto di beni e servizi. Tali
costi potranno comprendere le spese di informazione e comunicazione,
preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e valutazione dei progetti,
delle politiche, dei programmi e della legislazione.
Dotazione finanziaria globale e
ripartizione nazionale indicativa
La dotazione finanziaria per l'esecuzione di LIFE+
per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2013 è pari a
2.143.409.000 euro, di cui almeno il 78% dovrà essere usato per sovvenzioni di
azioni per progetti. Il 2% dovrà permettere alla Commissione di coprire i costi
amministrativi legati al ruolo centrale che, su richiesta dei deputati, le è
attribuito nella selezione dei progetti. Inoltre, come richiesto dal
Parlamento, almeno il 50% delle risorse di bilancio per LIFE+ destinate alle
sovvenzioni di azioni per progetti dovrà essere assegnato a misure a sostegno
della conservazione della natura e della biodiversità.
Alla Commissione spetterà il compito di assicurare
un'equilibrata distribuzione dei progetti per mezzo di una ripartizione nazionale annuale indicativa per i periodi 2007-2010 e
2011-2013, tenendo conto di diversi criteri, come la popolazione complessiva
(applicando un fattore di ponderazione del 50%) e la densità demografica di
ciascuno Stato membro (fino ad un limite pari al doppio della densità demografica
media dell'Unione europea e applicando un fattore di ponderazione del 5%).
Inoltre dovrà tenere conto della superficie totale dei siti di importanza
comunitaria per ciascuno Stato membro, espressa in percentuale della superficie
totale dei siti di importanza comunitaria (applicando un fattore di
ponderazione del 25%) e della percentuale del territorio di uno Stato membro
coperta da siti di importanza comunitaria in relazione alla percentuale del
territorio comunitario coperta da siti di importanza comunitaria (fattore di
ponderazione del 20%).
Nel compilare l'elenco dei progetti presi in
considerazione per il riconoscimento di un sostegno finanziario,
Valutazione intermedia e finale
La Commissione provvederà affinché sia attuato un
monitoraggio periodico dei programmi pluriennali per valutarne l'impatto. Entro
il 30 settembre 2010 dovrà trasmettere al Parlamento europeo una revisione
intermedia di LIFE+ che valuti l'attuazione del regolamento nel periodo
compreso tra il 2007 e il 2009, proponendo se del caso delle modifiche alle
decisioni di attuazione.
Entro il 31 dicembre 2012,
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti
relazioni:
-
Doc.
A6-0125/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica
delle acque e recante modifica della direttiva 2000/60/CE
Il Parlamento chiede il rafforzamento delle misure
previste dalla proposta di direttiva che fissa degli standard di qualità per le
acque di superficie. I deputati propongono una riclassificazione delle sostanze
inquinanti da tenere sotto controllo e uno scadenzario preciso per la riduzione
di emissioni, scarichi e perdite di sostanze pericolose. Altri emendamenti
prevedono la possibilità di procedere a controlli più stringenti e di adottare
ulteriori misure più restrittive.
-
Dichiarazione del Parlamento europeo
sull'instaurazione di un'economia verde all'idrogeno e una terza rivoluzione
industriale in Europa attraverso il partenariato con le regioni e le città, le
PMI e le organizzazioni della società civile interessate
La dichiarazione scritta "sull'instaurazione di
un'economia verde all'idrogeno e una terza rivoluzione industriale in
Europa" ha raccolto la firma della maggioranza dei deputati e sarà quindi
trasmessa a Commissione e Stati membri come posizione ufficiale del Parlamento.
Chiede l'aumento dell'efficienza energetica, la riduzione dei gas a effetto
serra, lo sviluppo di fonti alternative e la messa a punto, entro il
-
Doc. A6-0089/2007 - Risoluzione su "Arrestare la perdita di biodiversità entro il
2010"
GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI
PIÙ IMPEGNO NELLA LOTTA
ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
Doc. A6 - 0152/2007
Relazione recante una proposta di raccomandazione del Parlamento europeo
destinata al Consiglio sull'elaborazione di un'impostazione strategica della
lotta contro la criminalità organizzata
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 23.5.2007 - Votazione:
24.5.2007
Il Parlamento raccomanda al Consiglio l'armonizzazione delle disposizioni
di diritto penale e il rafforzamento di Europol e Eurojust. Suggerisce inoltre
massima vigilanza sulle risorse economiche illegali e l'avvio di un dibattito
sullo status dei pentiti. Chiedendo campagne educative nelle aree più soggette all'influenza
mafiosa, sollecita il monitoraggio delle attività delle istituzioni elette che
abbiano esponenti politici accusati di rapporti con la criminalità organizzata
o con la mafia.
Oggigiorno la lotta contro la criminalità
organizzata continuerà a compiere progressi solamente mediante un cambiamento
di ottica radicale che consenta di risolvere le problematiche interne sempre
più complesse e nel contempo di raccogliere la sfida crescente delle
limitazioni esterne che aumentano in misura esponenziale. E' quanto sostiene il
Parlamento con l'adozione della relazione che formula una lunga serie di
raccomandazioni al Consiglio in merito a un'impostazione strategica della lotta
contro la criminalità organizzata.
Anzitutto, il Parlamento invita il Consiglio a
chiedere a tutti gli Stati membri di ratificare
Al fine di rendere più efficaci le azioni a livello
europeo, i deputati chiedono al Consiglio di garantire che gli Stati membri armonizzino le rispettive disposizioni di
diritto penale, con particolare riferimento alle definizioni di concetti e
reati nel campo della criminalità organizzata e del terrorismo, come pure le
rispettive procedure penali, «mantenendo intatte le garanzie procedurali». Gli
Stati membri poi dovrebbero estendere, non appena possibile, il ricorso alle
tecniche speciali d'indagine e promuovere la costituzione di squadre
investigative comuni. Il Consiglio dovrebbe inoltre concedere la necessaria
autonomia a Europol e Eurojust
attribuendo a questi ultimi «pieni poteri d'iniziativa» nei loro rispettivi
settori di competenza, «affinché possano passare da un ruolo di coordinamento a
un ruolo motore nella lotta contro la criminalità organizzata a livello
europeo», garantendo tuttavia «un vero e proprio controllo parlamentare».
Al Consiglio è poi chiesto di richiamare
l'attenzione degli Stati membri sulla necessità di rafforzare le strategie
investigative e di adottare misure efficaci di lotta contro la criminalità
organizzata, prendendo sistematicamente come obiettivo le risorse economiche e finanziarie illegalmente acquisite. Il
Parlamento sollecita inoltre gli Stati membri a mantenere «la massima
vigilanza» sulle possibili connessioni tra le organizzazioni terroristiche e i
gruppi criminali organizzati, soprattutto in relazione al riciclaggio di
capitali e al finanziamento del terrorismo. Invita poi il Consiglio ad adottare
misure volte in via prioritaria all’intercettazione dei movimenti di capitali
provenienti da operazioni di riciclaggio e alla confisca dei beni ottenuti con
attività criminali e di stampo mafioso.
I deputati auspicano poi l'avvio di iniziative
volte a proteggere efficacemente non solo le vittime, ma anche i testimoni e,
in proposito, propongono di tenere un ampio dibattito sull'opportunità di uno
status ufficiale di collaboratore di
giustizia. Il Parlamento ribadisce inoltre la necessità di una maggiore
fluidità dei canali d'informazione tra gli attori nella lotta contro la
criminalità per la quale sono necessari progressi legislativi significativi e,
a tal fine, sollecita il Consiglio ad adottare con urgenza la decisione quadro
sulla protezione dei dati, «tenendo
debitamente conto del parere adottato alla quasi unanimità dal Parlamento».
Il Parlamento, sottolinea inoltre la necessità di
«uno sforzo considerevole» da parte degli Stati membri per informare i
cittadini del valore aggiunto dell'azione UE. Ma chiede anche l'elaborazione di
una reale strategia di comunicazione e di programmi per sensibilizzare l'opinione pubblica in merito al traffico di esseri
umani a fini di sfruttamento sessuale o lavorativo, essenzialmente di donne e
bambini. Suggerisce inoltre di promuovere negli Stati membri, «in particolare
in quelle aree in cui l’influenza culturale e sociale della criminalità
organizzata è più forte», progetti di
educazione alla legalità nelle scuole e nei quartieri a rischio,
contrastando in tal modo la criminalità organizzata tramite un'importante
campagna educativa.
Infine, il Parlamento chiede al Consiglio di
monitorare le attività amministrative e governative delle istituzioni elette a
livello nazionale, regionale e locale che abbiano esponenti politici accusati di rapporti con la criminalità organizzata
o di stampo mafioso.
Nel dibattito è
intervenuto, a nome del Gruppo PPE-DE, GIUSEPPE
CASTIGLIONE (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto
ringraziare il relatore per l'ottimo lavoro svolto e anche il Commissario per i
passi avanti compiuti in maniera concreta e per le informazioni che ha voluto
rendere stasera al Parlamento.
Questa relazione
costituisce certamente un segnale importante della volontà politica di
combattere energicamente il fenomeno, purtroppo sempre più diffuso, della
criminalità organizzata. Una criminalità che ha saputo, nostro malgrado,
sviluppare una rete del crimine oltre i confini nazionali. Non siamo riusciti
oggi ad apporre i servizi di polizia dotati degli strumenti necessari per combatterla.
Dobbiamo quindi offrire una
risposta forte, autorevole, credibile, rafforzando tutti gli strumenti della
cooperazione, come diceva il Commissario, dalla conoscenza del fenomeno
criminale all'acquisizione dei dati statistici, dal miglioramento e
semplificazione dello scambio di informazione, al perfezionamento dei metodi di
indagine, al potenziamento del coordinamento delle attività investigative e
repressive.
Personalmente ritengo che
la creazione di strumenti più incisivi di collaborazione e di collegamento a
livello europeo, quale potrà essere Europol, sia la chiave per rafforzare la
fiducia tra gli Stati membri, per creare le necessarie sinergie tra autorità
nazionali di polizia e per avviare una vera e propria politica europea in
questo campo. Negli ultimi anni, i sodalizi di stampo criminale hanno assunto
sempre più la vera forma di un'impresa, trovano nei mercati
economico-finanziari il luogo preferenziale per il riciclaggio di proventi
illeciti e il danno che ne consegue per le economie nazionali e comunitarie è
facilmente immaginabile. Dobbiamo combattere la criminalità organizzata anche
sul versante economico e aggredire con sistematicità le risorse finanziarie, i
beni mobili e immobili lecitamente acquisiti. Tra l'altro privare la criminalità
delle sue risorse significa anche ledere i rapporti e i legami tra queste e le
organizzazioni terroristiche.
Auspico inoltre, e prendo
atto della comunicazione del Commissario, la pronta ratifica e soprattutto
l'applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità
transnazionale organizzata e dei due protocolli sulla tratta di esseri umani e
sul traffico di immigranti.
Sono sicuro che sulla base
di queste indicazioni arriveranno a breve proposte concrete dalla Commissione e
ne prendo atto con grande piacere stasera e auguro buon lavoro al Commissario
che si è dimostrato, non solo sensibile a questi temi ma concretamente ha
applicato alcune iniziative che stasera ha illustrato."
IMMUNITÁ E STATUTO DEI DEPUTATI
IL PARLAMENTO CONFERMA
LA VALIDITÀ DEL MANDATO DI
ACHILLE OCCHETTO
Doc A6 - 0198/2007
Relatore GIUSEPPE GARGANI
(PPE-DE/IT)
Relazione sulla verifica dei poteri dell'on. Beniamino Donnici
Procedura: Regolamento - Dibattito: 23.5.2007 - Votazione:
24.5.2007
Ribaltando la sentenza del Consiglio di Stato italiano, il Parlamento
dichiara non valido il mandato europeo di Beniamino Donnici e conferma la
validità di quello di Achille Occhetto. Per i deputati, infatti, l'accordo
siglato da quest'ultimo e la lista elettorale con la quale si è presentato alle
elezioni europee del 2004 deve ritenersi nullo per vizio di forma e in quanto
formulato prima della proclamazione degli eletti.
Il Parlamento ha adottato con 406 voti favorevoli,
125 contrari e 36 astensioni la relazione di GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE,
IT) che dichiara non valido il mandato di Beniamino Donnici e conferma la
validità di quello di Achille Occhetto. Il capogruppo dell'ALDE/ADLE Graham
Watson, che prima di procedere alla votazione ne aveva sottolineato
l'illegalità chiedendo di soprassedere, dopo l'adozione della relazione ha
dichiarato che il suo gruppo accettava «il verdetto del Parlamento» ma ha
ammonito: «ci vedremo in Tribunale».
Il Parlamento osserva anzitutto che l'Atto relativo
all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale (Atto del
1976) «deve estendere la sua applicazione anche ai candidati che, pur non
essendo eletti, figurino in una graduatoria di votati». Ciò, infatti, sarebbe
nell'interesse del Parlamento europeo, «poiché tali candidati sono
potenzialmente componenti del Parlamento stesso». Facendo proprio un
emendamento proposto dal PSE, i deputati sottolineano poi che spetta solo al
Parlamento europeo verificare i poteri dei suoi membri e che tale prerogativa
non può essere inficiata, «o ancora meno vanificata», da un provvedimento
nazionale «emesso in palese contrasto con le pertinenti norme e principi del
diritto comunitario», e ciò anche nel caso in cui tale provvedimento sia stato
adottato in via definitiva da un organo giurisdizionale supremo di detto Stato.
I deputati, inoltre, osservano che lo stesso Atto
sancisce che i membri del Parlamento europeo non possono essere vincolati da
istruzioni né ricevere mandato imperativo. Sottolineano poi che lo Statuto dei
deputati, anche se entrerà in vigore nel 2009, «è allo stato attuale un atto
legislativo di diritto primario» ed esso prevede che i deputati «sono liberi e
indipendenti» nonché che «qualsiasi accordo sulle dimissioni del mandato prima
della scadenza o al termine della legislatura è nullo». Per il Parlamento,
d'altra parte, la rinuncia all'elezione di Achille Occhetto «è il risultato di
una volontà condizionata, precedente alla proclamazione degli eletti nelle
elezioni europee del 12 e 13 giugno 2004», con la lista Società civile DI
PIETRO-OCCHETTO. Pertanto tale rinuncia deve ritenersi «incompatibile con la
lettera e lo spirito dell'Atto del 1976 e, quindi, nulla». La nullità della
rinuncia, peraltro, «fa venir meno l'elemento di fatto e di diritto presupposto
alla sussistenza e validità del mandato del suo successore».
I deputati ritengono, inoltre, che la rinuncia al
mandato presenta anche un vizio di forma in quanto, secondo il regolamento del
Parlamento europeo, la comunicazione delle dimissioni deve assumere la veste di
un verbale redatto in presenza del Segretario generale e nessun altro documento
è quindi ritenuto valido. Con 400 voti favorevoli, 121 contrari e 31
astensioni, pertanto, il Parlamento dichiara non valido il mandato di Beniamino
Donnici e - con 406 voti favorevoli,
121 contrari e 32 astensioni - conferma la validità di quello di Achille Occhetto.
Durante il dibattito in aula è intervenuto, in
qualità di relatore, GIUSEPPE GARGANI
(PPE-DE/IT) Presidente della Commissione Giuridica:
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, riferisco in Aula sul lavoro
svolto in commissione, la quale ha discusso in modo approfondito sulle
credenziali dell'on. Donnici, arrivando a un risultato in larga maggioranza
favorevole alla relazione.
Difendo la commissione, di cui ho il grande
onore di essere presidente, e rispondo a chi fa meschine insinuazioni - le
quali ovviamente non fanno onore neppure a questo Parlamento dato che la
commissione ha nel suo interno fior di giuristi - secondo cui essa non sarebbe
stata serena e non sarebbe stata obiettiva. Abbiamo persone e giuristi come
Lehne, Medina, Wallis, Frassoni, solo per citare i cordinatori, e anche tante
altre personalità in tutta la commissione. Abbiamo discusso sempre ad alto
livello, con grande approfondimento e con grande sincerità. Abbiamo sempre più
di tutto approfondito il ruolo di questo Parlamento, che è un gigante per tante
cose che fa e per il ruolo che ha in Europa, ma è un nano alcune volte quando
lo si vuol costringere in un angolo burocratico.
La questione di cui discutiamo rientra
in questa grande questione: i fatti sono noti, la rinunzia dell'on. Occhetto è
in contrasto con l'Atto europeo e Donnici non può avere una valutazione
positiva.
La disciplina della procedura
elettorale europea è materia di competenza comunitaria e pertanto il rinvio
alle disposizioni nazionali disposto dall'Atto europeo del '76 ha solo
carattere suppletivo. Le disposizioni nazionali devono essere comunque conformi
ai principi fondamentali dell'ordinamento comunitario, alle sue regole di carattere
primario nonché allo spirito della lettera dell'Atto del '76. Per queste
ragioni, le autorità nazionali competenti legislative e amministrative come
quelle anche giurisdizionali, non possono non tenere conto del complesso
giuridico comunitario in materia elettorale.
La conformità della rinunzia dell'on.
Occhetto deve essere valutata in primo luogo alla luce dell'articolo 4
dell'Atto del '76, in base al quale i membri del Parlamento non possono essere
vincolati da istruzioni nel ricevere il mandato imperativo e la libertà e
l'indipendenza dei deputati costituiscono il pilastro fondamentale della
libertà del cittadino.
Questo è stabilito nell'Atto del '76,
ma il nuovo Statuto dei deputati europei che ora cito, anche se entra in vigore
nella prossima legislatura, è allo stato attuale dell'ordinamento comunitario
un atto legislativo di diritto primario, adottato dal Parlamento europeo con
l'approvazione del Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale. E' più che
evidente che la rinunzia all'elezione formulata dall'on. Occhetto è il
risultato di un'espressione di volontà condizionata e viziata da un accordo
precedente alla proclamazione degli eletti nelle elezioni europee del 2004,
concluso con l'altra componente della lista Società civile Di Pietro-Occhetto, e che questa rinunzia deve
ritenersi incompatibile con la lettera e lo spirito dell'Atto del '76, in
particolare con l'articolo 6. Non poteva in nessun caso essere validamente
revocata, come è stata revocata. Nel motivare la sentenza contraria il
Consiglio di Stato - voglio ribadirlo in quest'Aula da italiano - non ha
menzionato né tenuto conto in nessuna parte dei citati principi di diritto
comunitario, con ciò disattendendo non solo lo spirito e la lettera dell'Atto
ma anche l'articolo 4 e l'articolo 6 del testo.
Conformemente ad una consolidata
giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, la violazione
del diritto comunitario da parte delle autorità di uno Stato membro, anche
quando sia stata commessa da un organo giurisdizionale di ultimo grado,
mediante una sentenza passato in giudicato, non impedisce alla Corte di
giustizia di poter constatare la suddetta violazione del diritto comunitario da
parte del Giudice nazionale supremo. Ma non sottrae lo Stato, in questo caso l'Italia
cui detto giudice appartiene, alla sua responsabilità patrimoniale, così come
stabilito. Credo che tutto questo dimostri chiaramente la situazione nella
quale ci troviamo.
Rapidamente voglio dire due cose che
appartengono al diritto italiano. L'atto di rinunzia può avere validamente per
oggetto diritti presenti e in tal caso è pienamente operativo sotto il profilo
dell'esplicazione ed efficacia la rinunzia che l'on. Occhetto fece nei
confronti dell'on. Chiesa. La rinunzia è valida anche per i diritti futuri, ma
naturalmente questa rinunzia può essere certamente revocata prima che l'evento
si determini, prima che il rinunciatario si trovi nella condizione effettiva di
poter rinunziare.
La rinunzia espressa dell'on. Occhetto
dopo la proclamazione dei risultati elettorali non ha modificato la graduatoria
dei candidati della lista Di
Pietro-Occhetto. L'argomento definitivo, onorevole Presidente, è proprio
che per un principio elementare di diritto bisogna riconoscere che la rinunzia
non può esplicare i suoi effetti se non al momento in cui si realizzano i
necessari presupposti perché il diritto possa essere realizzato.
Proprio per questa ragione, nella
decisione del 3 luglio del 2006 che si invoca per dimostrare una
contraddittorietà rispetto a quello che noi abbiamo fatto - proprio per quella
decisione della commissione giuridica - abbiamo dato parere positivo
all'elezione di Occhetto, perché all'epoca la proclamazione era conforme
all'Atto europeo, perché riconoscevamo la sua rinunzia non valida, irrituale e
nulla. E le eccezioni dell'on. Donnici allora erano irrilevanti. Proprio per
questo non c'è contraddizione.
Abbiamo deciso lo scorso anno in
questo modo, e oggi possiamo confermare quella stessa decisione perché è
coerente, meditata da una commissione giuridica che naturalmente non ha nessuna
partigianeria, ma fa l'interesse per promuovere e per garantire l'autonomia di
questo Parlamento."
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
SOCIETÁ DELL'INFORMAZIONE
-
Doc.
A6-0155/2007 - Relazione
sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo
al roaming sulle reti mobili pubbliche all'interno della Comunità e che
modifica la direttiva 2002/21/CE che istituisce un quadro normativo comune per
le reti ed i servizi di comunicazione elettronica
Il Parlamento ha approvato il compromesso negoziato con
il Consiglio riguardo al roaming sulle reti pubbliche europee. I deputati hanno
peraltro ottenuto che le nuove disposizioni entrino in vigore al più presto per
permettere di sfruttare il ribasso dei prezzi previsto dall'eurotariffa già a
partire dalle prossime vacanze estive.
AFFARI ECONOMICI E MONETARI
-
Doc.
A6-0084/2007 - Risoluzione sugli accordi
di partenariato economico
-
Doc.
A6-0138/2007 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un
secondo protocollo aggiuntivo dell'accordo di partenariato economico,
coordinamento politico e cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati
membri, da una parte, e gli Stati uniti del Messico, dall'altra, per tener
conto dell'adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all'Unione
europea
DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÁ
-
Doc.
A6-0147/2007 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce per il periodo 2007-2013 un programma specifico per
prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e per
proteggere le vittime e i gruppi a rischio (programma Daphne III) nell'ambito
del programma generale "Diritti fondamentali e giustizia"
Il Parlamento ha approvato il Programma inteso a
prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e a
proteggere le vittime e i gruppi a rischio. Il Programma entrerà quindi presto
in vigore e finanzierà azioni volte a promuovere l'adozione di una politica di
tolleranza zero nei confronti della violenza - da quella domestica fino alle
mutilazioni genitali e ai delitti d'onore - nonché a incoraggiare l'assistenza
alle vittime e la denuncia degli episodi di violenza.
LIBERA CIRCOLAZIONE DEI SERVIZI
-
Doc. A6-0173/2007
- Relazione sull'impatto
e sulle conseguenze dell'esclusione dei servizi sanitari dalla direttiva sui
servizi nel mercato interno
L'Aula avanza raccomandazioni
riguardo alla mobilità e all'informazione dei pazienti, ai rimborsi delle
prestazioni, alla mobilità e alla responsabilità del personale sanitario,
nonché ai meccanismi di risarcimento. Chiede di garantire ai pazienti il più
ampio accesso ai servizi sanitari in Europa e, ai medici, la libertà di
stabilimento, ma respinge la proposta di includere le prestazioni sanitarie
nella direttiva servizi. Propone invece l'adozione di una Carta europea dei
diritti dei pazienti.
RELAZIONI ESTERNE
-
Doc. A6-0130/2007
- Relazione sulla
relazione annuale del Consiglio al Parlamento europeo sugli aspetti principali
e le scelte di base della PESC, comprese le implicazioni finanziarie per il
bilancio generale delle Comunità europee (sezione H, punto 40 dell'accordo
interistituzionale del 6 maggio 1999) - 2005
Il Parlamento chiede l'adozione
della Costituzione entro il 2008 e la nomina di un Ministro degli esteri per
dare maggiore efficacia e coerenza alla Politica estera e di sicurezza comune
(PESC). Sollecita poi il coordinamento con gli Stati membri che fanno parte del
Consiglio di Sicurezza ONU e una decisione sul seggio unico. Occorre dare
priorità ai settori che rispondono alle aspettative dei cittadini, garantire un
maggiore controllo parlamentare e modificare il sistema di finanziamento della
PESC.
-
Doc.
B6-0205, 0214,0215/2007 - Risoluzione
del Parlamento europeo del 24 maggio 2007 sull'Estonia
-
Doc.
B6-0204/2007 - Decisione del Parlamento
europeo del 22 maggio 2007 sulla costituzione e la composizione numerica della
delegazione permanente all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana
AGRICOLTURA
-
Doc.
A6-0061/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla
produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici
Il Parlamento chiede una normativa più stringente
riguardo alla produzione e all'etichettatura dei prodotti biologici, in
particolare per evitare le contaminazioni da OGM, la cui presenza accidentale e
inevitabile non dovrebbe superare lo 0,1%. I deputati auspicano anche obiettivi
più ambiziosi e un campo d'applicazione che comprenda catering e ristoranti.
Sono anche sollecitate maggiore attenzione alle varietà locali, l'indicazione
del luogo d'origine in etichetta e una vigilanza rafforzata.
-
Doc.
A6-0131/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio recante
organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni
prodotti agricoli
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Doc.
A6-0141/2007 - Risoluzione
legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del
regolamento (CE) n. 1784/2003 relativo all'organizzazione comune dei mercati
nel settore dei cereali
DIRITTI UMANI
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Doc. B6-0208,
0210, 0211, 0221, 0225, 0228/2007 - Risoluzione
sui diritti umani in Sudan
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Doc. B6-0206,
0223, 0231/2007 - Risoluzione sulla Siria
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Doc. B6-0206,
0223, 0231/2007 - Risoluzione sull'emittente "Radio Caracas TV" in
Venezuela
-
Doc.
A6-0158/2007 - Risoluzione sul Kashmir:
situazione attuale e prospettive future
-
Doc.
B6-0201/2007 - Risoluzione sulle recenti
elezioni in Nigeria
COMMERCIO
-
Doc.
B6-0200/2007 - Risoluzione
legislativa sugli obiettivi strategici dell'UE per la quattordicesima riunione
della Conferenza delle parti della Convenzione sul commercio internazionale
delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES), che
si terrà all'Aia dal 13 al 15 giugno 2007
-
Doc.
A6-0088/2007 - Risoluzione sugli aiuti
al commercio dell'Unione europea
-
Doc.
A6-0149/2007 - Risoluzione sull'Europa
globale - aspetti esterni della competitività
INDUSTRIA
-
Doc.
A6-0159/2007 - Risoluzione
su "Mettere in pratica la conoscenza: un'ampia strategia dell'innovazione
per l'Europa"
POLITICA SOCIALE
-
Doc.
A6-0068/2007 - Risoluzione sulla
promozione di un lavoro dignitoso per tutti
POLITICA REGIONALE
-
Doc.
A6-0150/2007 - Risoluzione sull'impatto
e sulle conseguenze dell'esclusione dei servizi sanitari dalla direttiva sui
servizi nel mercato interno
AFFARI COSTITUZIONALI
-
Doc.
A6-0142/2007 - Decisione sulla
conclusione della dichiarazione comune sulle modalità pratiche della procedura
di codecisione
-
Doc.
A6-0139/2007 - Decisione sulla modifica
dell'articolo 47 del regolamento del Parlamento europeo "Cooperazione tra
commissioni"
PESCA
-
Doc. A6-0161/2007 - Risoluzione
legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla
conclusione dell'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la
Comunità europea, da un lato, e il governo della Danimarca e il governo locale
della Groenlandia, dall'altro
-
Doc.
A6-0160/2007 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione
dell'accordo tra la Comunità europea e il governo della Federazione russa in
materia di cooperazione nel settore della pesca e di conservazione delle
risorse biologiche marine nel Mar Baltico
DALLE
ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE
MERCATO INTERNO
·
Servizi
di pagamento (http://consilium.europa.eu)
·
Nuove regole per le fusioni bancarie
transfrontaliere (http://consilium.europa.eu)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Coordinamento
dei sistemi di tassazione diretta (http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/07/st07/st0
7245.en07.pdf)
TRASPORTI
·
Progetti Reti transeuropee (COM 2007/135)
DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
POLITICA SOCIALE
·
Impatto
invecchiamento della popolazione in termini economici e di bilancio (http://eesc.europa.eu)
MERCATO INTERNO
·
Servizi
finanziari (http://eesc.europa.eu)
VARIE
·
Protezione
diplomatica e consolare dei cittadini UE nei paesi terzi (http://eesc.europa.eu)
·
Risoluzione
per il 50° anniversario dei Trattati di Roma (http://eesc.europa.eu)
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
RELAZIONI ESTERNE
·
Calendario
cooperazione tra UE e Egitto (http://ec.europa.eu/external_relations/egypt/intro/index.htm)
POLITICA SOCIALE
·
Occupazione
e crescita a livello locale: nuovo sito internet (http://ec.europa.eu/local_actors)
AGRICOLTURA / PESCA
·
Fondo
europeo per la pesca (http://ec.europa.eu)
AMBIENTE
·
Strumenti
basati sul mercato a favore dell'ambiente (http://ec.europa.eu/tenvironment/index_fr.htm)
·
Politica
delle acque (http://ec.europa.eu/environment/water/water-framework/index_en.html)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
"Strategia
europea per le etichette intelligenti a radiofrequenza (RFID)" (www.rfidconvocation.eu)
·
Nuova
proposta per l'audiovisivo senza frontiere (http://ec.europa.eu/comm/avpolicy/reg/tvwf/moder
nisation/proposal_2005/index_en.htm)
·
Mercati
delle comunicazioni elettroniche (COM
2007/155)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Legiferare
meglio (http://ec.europa.eu/enterprise/regulation/better_regulation/index_en.htm)
·
Il
turismo farà parte della futura politica marittima UE (http://cordis.europa.eu/fp7/home_en.html)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Strategia
per i consumatori (http://ec.europa.eu/consumers/overview/cons_policy/EN%2099.pdf)
·
Accendini:
dispositivi di sicurezza per i bambini (http://ec.europa.eu)
VARIE
·
Registro
pubblico per i Gruppi di interesse (COM
2007/127)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"La
normativa tedesca sulla deducibilità delle perdite subite per ammortamenti
realizzati sul valore di partecipazione possedute in società controllate limita
la libertà di stabilimento"
Sentenza della Corte nella
Causa C-347/04
La restrizione non è compatibile con il diritto comunitario in quanto non è
giustificata.
·
"La
pubblicità comparativa tra prodotti privi e prodotti provvisti di denominazione
d'origine è in certi casi possibile"
Sentenza della Corte nella
Causa C-381/05
Il riferimento in un messaggio pubblicitario ad un tipo di prodotto, e non
ad un'impresa o ad un prodotto determinati, può essere considerato una
pubblicità comparativa.
·
"L'esclusione
assoluta del rimborso delle spese di ricovero all'estero è contraria al
diritto comunitario"
Sentenza della Corte nella
Causa C-444/05
Un sistema di autorizzazioni preventive o la definizione di limiti massimi
rimborsabili potrebbero essere più rispettosi dei principi del diritto comunitario.
·
"Il
Tribunale di primo grado conferma, essenzialmente, la decisione della
Commissione relativa ad un'intesa sul mercato della carta autocopiante"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nelle Cause riunite T-109/02,
T-118/02, T-122/02, T-125/02, T-126/02, T-128/02, T-129/02, T-132/02 e T-136/02
L'ammenda inflitta alla Zicañaga è ridotta da EUR 1,54 milioni a EUR 1,309
milioni e quella inflitta alla Arjo Wiggins è ridotta da EUR 184,27 milioni a EUR
141,75 milioni.
·
"La
decisione quadro relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di
consegna tra Stati membri è valida"
Sentenza della Corte nella
Causa C-303/05
La soppressione del controllo della doppia incriminazione è conforme al
principio di legalità e al principio di uguaglianza e non discriminazione.
·
"Secondo
l'Avvocato generale Paolo Mengozzi i sindacati possono, con azioni collettive
motivate da obiettivi di interesse generale e proporzionate, indurre un
prestatore di servizi di un altro Stato membro ad accettare un livello salariale
previsto da un contratto collettivo"
Conclusioni dell'Avvocato
generale nella Causa C-341/05
·
"L'Avvocato
generale Luis Miguel Poiares Maduro propone di dichiarare che i sindacati
possono intraprendere azioni collettive per dissuadere una società dal trasferire
la propria sede in un altro Stato membro all'interno della Comunità"
Conclusioni dell'Avvocato
generale nella Causa C-438/05
Tuttavia, azioni collettive che abbiano l'effetto di compartimentare il
mercato del lavoro su base nazionale o di impedire ad una società che si è
trasferita di fornire servizi in un altro Stato membro sono incompatibili con
il diritto comunitario.
Per ulteriori
informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 -
Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352)
43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm
RECEPIMENTO
LEGISLAZIONE UE
Legge n. 15 del 23 febbraio 2007: recepimento della direttiva 2006/49/CE del
Parlamento e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di
investimento e degli enti creditizi (rifusione).
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 46 del 24 febbraio 2007.
Decreto ministeriale del 20 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2005/6/CE della
Commissione, del 26 gennaio 2005, relativa alla presentazione e l'interpretazione dei risultati d'analisi richiesti a
norma della direttiva 2002/32/CE.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 42 del 20 febbraio 2007.
Decreto ministeriale del 14 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/85/CE della
Commissione, del 23 ottobre 2006, relativa all'iscrizione delle sostanze attive fenamifos ed etefon.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 61 del 14 marzo 2007.
Decreto ministeriale del 14 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/76/CE della
Commissione, del 22 settembre 2006, relativa all'iscrizione della sostanza attiva clorotalonil.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 61 del 14 marzo 2007.
Decreto ministeriale del 4 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/26/CE della
Commissione, del 2 marzo 2006, relativa ai trattori
agricoli o forestali a ruote.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 50 dell'1 marzo 2007.
Decreto del 3 gennaio 2007: recepimento della direttiva 2006/20/CE della
Commissione, del 17 febbraio 2006, relativa ai serbatoi di carburante ed ai dispositivi di protezione posteriore
antincastro dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 63 del 16 marzo 2007.
Decreto del 7 novembre 2006: recepimento della direttiva 2004/110/CE della
Commissione, del 9 dicembre 2004, relativa al trasporto di merci pericolose per ferrovia.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 65 del 19 marzo 2007.
Decreto del 7 novembre 2006: recepimento della direttiva 2004/89/CE della
Commissione, del 13 settembre 2004, relativa al trasporto di merci pericolose per ferrovia.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 65 del 19 marzo 2007.
Decreto legislativo n. 22 del 2 febbraio 2007: recepimento della direttiva 2004/22/CE, del
Parlamento e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa agli strumenti di misura.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 64 del 17 marzo 2007.
DALLA
GAZZETTA UFFICIALE
RELAZIONI ESTERNE
·
Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione che
POLITICA SOCIALE
·
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il
regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio relativo all'applicazione dei regimi
di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai
loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (presentata
dalla Commissione) COM(2007) 159
definitivo
AGRICOLTURA
·
Regolamento (CE) n. 411/2007 della Commissione, del 17 aprile 2007, recante modifica
del regolamento (CE) n. 795/2004 recante modalità di applicazione del regime di
pagamento unico di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio che
stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della
politica agricola comune e
istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori (GUCE L 101/2007)
·
Regolamento (CE) n. 394/2007 della Commissione, del 12 aprile 2007, recante modifica
dell’allegato I del regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio relativo al metodo di produzione biologico di
prodotti agricoli e
all’indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari
(GUCE
L 98/2007)
·
Regolamento (CE) n. 388/2007 della Commissione, dell’11 aprile 2007, che modifica il
regolamento (CE) n. 1622/2000 che fissa talune modalità d’applicazione del
regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’organizzazione comune del mercato
vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario delle pratiche
e dei trattamenti enologici (GUCE L 97/2007)
·
Regolamento (CE) n. 389/2007 della Commissione, dell’11 aprile 2007, che modifica il
regolamento (CE) n. 1622/2000 che fissa talune modalità d’applicazione del
regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio relativo all’organizzazione comune
del mercato vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario delle pratiche
e dei trattamenti enologici (GUCE L 97/2007)
CULTURA
·
Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al
coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività
televisive ("Servizi di media audiovisivi senza frontiere") (presentata
dalla Commissione) COM(2007) 170
definitivo
AMBIENTE
·
Direttiva 2007/2/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2007, che istituisce un'Infrastruttura per l'informazione
territoriale nella Comunità europea (Inspire) (GUCE L 108/2007)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni
i2010 - Relazione annuale 2007 sulla società dell'informazione {SEC(2007) 395} {Volumes 1, 2, 3}
COM(2007) 146 definitivo
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni
- Europa Globale: un partenariato rafforzato per assicurare l'accesso ai
mercati per gli esportatori europei {Sec(2007) 452}{Sec(2007) 453} COM(2007) 183 Definitivo
·
Raccomandazione di decisione del Consiglio relativa all’adesione della Bulgaria e della
Romania alla convenzione del 18 dicembre 1997 stabilita in base all'articolo
K.3 del trattato sull'Unione europea relativa alla mutua assistenza e
alla cooperazione tra amministrazioni doganali (presentata dalla
Commissione) COM(2007) 216 definitivo
·
Raccomandazione di decisione del Consiglio relativa all’adesione della Bulgaria e della
Romania alla convenzione del 26 luglio 1995 elaborata in base all'articolo K.3
del trattato sull'Unione europea e sull'uso dell'informatica nel settore
doganale (presentata dalla Commissione) COM(2007) 211 definitivo
POLITICA DEI
CONSUMATORI
·
Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al
Consiglio sull'attuazione della raccomandazione del Consiglio del 18 giugno
2003 sulla prevenzione e la riduzione del danno per la salute causato da
tossicodipendenza COM(2007) 199 definitivo
·
Decisione della
Commissione, del 23 aprile 2007, che modifica la decisione 2004/210/CE che
istituisce comitati scientifici nel settore della sicurezza dei consumatori, della
sanità pubblica e dell’ambiente (1) (GUCE L 114/2007)
TRASPORTI
·
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al
Consiglio a norma dell'articolo 17 del regolamento (CE) n. 261/2004 in merito
all'applicazione e agli effetti del medesimo regolamento, che istituisce regole
comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di
negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato {SEC(2007) 426} COM(2007) 168 definitivo
VARIE
·
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale
europeo e al Comitato delle regioni - Attuazione del programma
comunitario di Lisbona: Una strategia per la semplificazione del contesto
normativo COM(2005) 535 definitivo
BANDI
- INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni
bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono
consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.europa.eu
sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl
AUDIOVISIVI
INVITO
A PRESENTARE PROPOSTE PER IL SOSTEGNO ALLA DISTRIBUZIONE TRASNAZIONALE DEI FILM EUROPEI E ALLA MESSA IN
RETE DEI DISTRIBUTORI EUROPEI. SISTEMA DI SOSTEGNO SELETTIVO.
CODICE:
EACEA 04/07
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_050/c_
SCADENZA:
10/07/2007
AMBIENTE
INVITO
A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DI ESERCIZI DI SIMULAZIONE NELL'AMBITO DEI
MECCANISMI DI PROTEZIONE CIVILE COMUNITARIA.
CODICE: 2007/C
94/19
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/en/oj/2007/c_094/c_
SCADENZA: 1/8/2007
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DELLO STRUMENTO FINANZIARIO
PER LA PROTEZIONE
CIVILE- PREVENZIONE ED ALTRE AZIONI.
CODICE:
2007/C 94/18
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/en/oj/2007/c_094/c_
SCADENZA: 1/8/2007
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER L'ESECUZIONE DI ESERCIZI
DI SIMULAZIONE NELL'AMBITO
DEI MECCANISMI DI PROTEZIONE CIVILE COMUNITARIA.
CODICE:
2007/C 94/19
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/en/oj/2007/c_094/c_
SCADENZA: 1/8/2007
ENERGIA
INVITO
A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA ENERGIA INTELLIGENTE.
CODICE:
IEEA 2007
http://ec.europa.eu/energy/intelligent/call_for_proposals/do
SCADENZA: 28/9/2007
IMPRESA E INDUSTRIA
INVITO A
PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGETTO PER LA CONSAPEVOLEZZA DEI DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE ED APPLICAZIONE.
Codice: ENT5/CIP/07/B/N02C00
http://ec.europa.eu/enterprise/funding/grants/themes_2007/ca
SCADENZA:
22/06/2007
ISTRUZIONE,
FORMAZIONE E CULTURA
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DELL'ANNO
EUROPEO PER IL DIALOGO INTERCULTURALE.
CODICE:
EAC/07/07
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_078/c_
SCADENZA : 31/07/2007
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DELL'ANNO
EUROPEO DEL DIALOGO INTERCULTURALE.
CODICE:
EAC/08/07
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_078/c_
SCADENZA :
31/07/2007
OCCUPAZIONE E
POLITICA SOCIALE
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL MIGLIORAMENTO DELLE
PARI OPPORTUNITÀ NEI
PROGRAMMI E NELLE POLITICHE NAZIONALI.
CODICE:
VP/2007/010
http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender
SCADENZA :
13/06/2007
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE RELATIVE ALL'INFORMAZIONE,
CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE
DEI RAPPRESENTANTI DELLE IMPRESE
CODICE:
VP/2007/003
http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender
SCADENZA: 5/09/2007
PAESI TERZI -
EUROPEAID
CINA. INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL
PROGETTO UE-CINA PER ATTIVITA' DI FORMAZIONE NELLA GESTIONE AZIENDALE.
CODICE:
EUROPEAID/125490/L/ACT/CN
http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl
SCADENZA: 23/7/2007
AFRICA
CENTRALE. INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA PER LA SICUREZZA STRADALE NEI CORRIDOI DOUALA BANGUI E DOUALA
NDJAMENA.
CODICE:
EUROPEAID/125508/M/ACT/MULTI
http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl
SCADENZA: 30/7/2007
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA
PARTNERS
Azienda spagnola specializzata nei processi industriali dell’alimentazione e nei sistemi
del trasporto dei fluidi sta
cercando cooperazioni commerciali in tutta Europa. (ES 528)
Azienda svedese specializzata nella produzione e distribuzione di cereali sta cercando nuovi produttori. (SE 514)
Azienda ceca del settore della forgiatura,
pressa e stampa di metalli e polveri di metalli sta cercando partner
per cooperazioni di tipo tecnico/tecnologico in modo da sviluppare progetti. (CZ 516)
Azienda ceca specializzata nella produzione di fertilizzanti
organici sta cercando intermediari commerciali. (CZ 519)
Azienda ceca fornitrice di servizi commerciali,
tecnici e di ingegneria nel settore dell’automazione industriale sta
cercando intermediari commerciali e offre sub-contratti, scambi di informazioni
e know-how. (CZ 527)
Azienda polacca specializzata nella produzione di mobili
in legno di alta qualità è interessata a stipulare sub-contratti o
stabilire rapporti a lungo termine con aziende commerciali e di rappresentanza
di tutta Europa. (PL 515)
Azienda polacca specializzata nella vendita, nell’assemblaggio e riparazione di garage, porte industriali, porte da
garage e cancelli sta cercando distributori e/o sub-contratti
con aziende di tutta Europa. (PL 523)
Azienda slovena specializzata nella realizzazione di
impianti per la depurazione di acque di scarico sta cercando produttori
di tali dispositivi che sono specialmente usati per la depurazione dell’acqua
derivante dalla produzione di vino. (SI
525)
Azienda turca che disegna e produce articoli
di bigiotteria ricerca agente o rappresentante commerciale in Veneto. (TR 529)
Azienda inglese produttrice di legname,
con sede in Gana e in Italia, è interessata ad espandere i propri contatti
commerciali nella regione Veneto. (UK
524)
Azienda spagnola distributrice di condizionatori
e altri elettrodomestici sta cercando distributori in tutta Europa e
nord Africa. (ES 499)
Azienda francese specializzata nella vendita e
distribuzione di oggetti da regalo e promozionali è interessata a
stipulare sub-contratti. L’azienda sta anche cercando produttori di tessuti e
di oggetti da regalo. (FR 522)
Per ulteriori
informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto
tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati
Delegazione italiana FORZA ITALIA - P
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06
·
Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.:
0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it
·
Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -
http://europa.eu.int/comm
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int
·
Corte
di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int
·
Comitato
economico e sociale - Rue
Ravenstein, 2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S
(Bandi): http://ted.publications.eu.int
·
Euro
Info Centres (informano e
forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee:
normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza,
concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html
Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67
1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 4140
- http://www.epp-eu.org/
EUROINFORMAZIONI
E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org