GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

  

                                                                                                                                

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

30 Aprile 2007

n° 148

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

            ____________________________________________________________________________


GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.

 

 

 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

RIFORMA DEGLI STRUMENTI DI POLITICA COMMERCIALE NELL'UE

 

Il Parlamento europeo si è espresso in merito alla pubblicazione del Libro Verde ed alla consultazione pubblica in materia di riforma degli strumenti di difesa commerciale. Ha sollevato perplessità relative alla tempistica della consultazione alla luce della mancata conclusione del processo di revisione degli strumenti di difesa del commercio in seno all’OMC. Inoltre, critiche sono state avanzate alle presunte nuove “pratiche” che la DG Commercio starebbe mettendo in atto in relazione a quanto descritto nel Libro Verde, prima che la pubblica consultazione si sia conclusa. Tali pratiche tuttavia non sono state precisate. Il Commissario per il commercio Peter Mandelson, in risposta alle critiche rivoltegli, ha ribadito la necessità di riformare gli strumenti di difesa del commercio la cui inadeguatezza è divenuta sempre più evidente in un contesto economico globale. Ha precisato altresì che lo scopo del Libro Verde è quello di raccogliere tutte le opinioni degli stakeholders al fine di giungere a delle misure di riforma che siano il più possibile condivise.

In seno all’OMC, l’UE farà in modo che vengano stabiliti degli standard simili a quelli europei.

La DG Commercio attenderà il termine delle consultazioni per proporre delle misure di riforma. Mandelson ha infine negato che i servizi della propria DG stiano già applicando delle pratiche “innovative” in materia di strumenti di difesa del commercio.

 

 

 

CAMBIAMENTO CLIMATICO: L'UE CHIEDE PIÙ RESPONSABILITÀ AI CITTADINI

 

Il Commissario europeo per l’Ambiente, Stavros Dimas, ha rivolto un appello ai cittadini dell’Unione europea affinché dimostrino maggiore responsabilità personale per quanto riguarda la tutela del clima e affinché cambino i loro comportamenti.

“Ognuno di noi contribuisce all’emissione di gas serra“, ha detto Stavros Dimas ad un giornale tedesco, tutti pertanto dovrebbero contribuire a trovare una soluzione del problema. “Se utilizzassimo lampadine a risparmio energetico o evitassimo di lasciare il televisore sempre in posizione stand-by, potremmo non solo diminuire le emissioni di gas serra, ma anche risparmiare denaro”, ha detto il Commissario.

Egli si è voluto appellare anche ad altri Stati e regioni del mondo affinché concretizzino, al più presto possibile, le loro idee in merito alla tutela del clima. E, riferendosi a Stati Uniti, Giappone, Cina e Australia, ha detto “E’ ora che si sbrighino a mettere le loro carte sul tavolo”. Dimas ha anche lasciato intendere di volere che le trattative su una convenzione dopo il 2012, in sostituzione del Protocollo di Kyoto, comincino già entro quest’anno. “Il vertice dei G8, previsto per il prossimo giugno e presieduto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, potrebbe essere un’ottima occasione per fare un decisivo passo avanti”.

In occasione del vertice europeo a Bruxelles, tenutosi all’inizio di marzo, è stato concordato di portare, entro il 2020, le emissioni di CO2 del 20 percento sotto il livello del 1990 e di triplicare la quota delle energie rinnovabili.

Gordon Brown, probabile successore di Tony Blair, mira ad un “nuovo ordine mondiale” per quanto riguarda la lotta contro il cambiamento climatico. Stando al suo parere, le Nazioni Unite dovrebbero fare delle misure contro il riscaldamento globale un “pilastro” della loro politica. Nelle agende delle organizzazioni internazionali, la politica ambientale dovrebbe essere al primo posto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AGGIORNAMENTO POLITICA DI COESIONE 2007-2013

 

Gli Stati membri hanno presentato i Quadri di riferimento strategici nazionali. I futuri programmi saranno focalizzati nelle seguenti priorità: crescita, occupazione e sviluppo sostenibile. Inoltre saranno allocate diverse risorse finanziare a favore di progetti per le energie rinnovabili ed efficienza energetica. Indicativamente si prevede di destinare ai programmi circa 200 miliardi di euro per realizzare gli obiettivi previsti nell’agenda di Lisbona, di cui 50 miliardi nel campo della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione e 70 miliardi per il capitale umano.

Dei complessivi 441 programmi operativi che la Commissione si attendeva, ne ha ricevuti finora 311, 206 per il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e 105 per il Fondo sociale europeo (FSE).

La commissaria Hübner ha annunciato l'introduzione di un "programming scoreboard" (quadro di programmazione) sul sito Internet dedicato alla politica regionale, che indicherà l'evoluzione dei lavori di ultimazione dei quadri di riferimento strategici nazionali e del processo di adozione dei programmi operativi.

Per il periodo 2007-2013 la politica di coesione dispone di una dotazione pari a 347,4 miliardi di euro, cifra che rappresenta il 35% del bilancio comunitario. Si tratta del più grosso investimento di questo genere mai realizzato nella storia dell'Unione. La Commissione ha collaborato attivamente con le autorità nazionali al completamento dei quadri di riferimento strategici nazionali, che si riallacciano ai programmi generali di riforma degli Stati membri in cui sono presentate misure volte specificamente a modernizzare le rispettive economie nel contesto della cosiddetta strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione.

http://ec.europa.eu/regional_policy/index_en.htm

http://ec.europa.eu/esf

 

 

 

FONDO EUROPEO PER LA PESCA

 

La Commissione europea ha adottato le modalità di applicazione relative al Fondo europeo per la pesca (FEP). Il regolamento prevede come gli Stati membri devono applicare il FEP in linea con le priorità definite nel regolamento di base, adottato dal Consiglio nel giugno 2006. Con queste norme viene completato il quadro giuridico del FEP e gli Stati membri potranno ora ultimare i loro programmi operativi e presentarli alla Commissione per l'approvazione. Il FEP è il Fondo principale tramite il quale l'Unione europea fornirà sostegno finanziario al settore della pesca nel periodo 2007-2013.

Il regolamento di applicazione stabilisce nei dettagli le procedure che gli Stati membri devono applicare per l'elaborazione e l'attuazione dei programmi operativi. Esso contiene inoltre disposizioni riguardanti:

·         l'attuazione delle misure ammissibili nell'ambito del FEP;

·         la struttura e il contenuto dei programmi operativi;

·         la gestione, la sorveglianza e il controllo dei programmi operativi;

·         gli obblighi in materia di pubblicità e di informazione;

·         gli obblighi degli Stati membri con riguardo alle irregolarità;

La dotazione finanziaria del FEP è di circa 3,8 miliardi di euro in prezzi 2004 (4,3 miliardi in prezzi attuali adeguati all'inflazione); dell'aiuto potranno beneficiare tutti i rami del settore: le attività di pesca marittime e continentali, le imprese di acquacultura, le organizzazioni di produttori, i settori della trasformazione e della commercializzazione come pure le zone dipendenti dalla pesca.

Il Fondo prevede  cinque priorità di finanziamento fondamentali: aiutare la flotta ad adattare la capacità e lo sforzo di pesca alla risorse disponibili; sostenere i vari rami del settore (acquacoltura, trasformazione, commercializzazione); fornire un aiuto alle iniziative che rappresentano l'interesse collettivo del settore; favorire lo sviluppo sostenibile delle zone dipendenti dalla pesca e prestare assistenza tecnica agli Stati membri per facilitare la fornitura di aiuto.

Gli Stati membri propongono la ripartizione dei fondi fra le varie priorità all'atto dell'elaborazione dei programmi operativi nazionali. Spetta poi alla Commissione decidere in merito all'approvazione dei programmi, dopo essersi accertata che siano conformi agli obiettivi della politica comune della pesca.

Si prevede che la maggior parte dei programmi sarà approvata dalla Commissione nel secondo semestre del 2007.

 

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

BRUXELLES  -  MINISESSIONE  28 - 29 MARZO 2007

 

 

ISTITUZIONI

 

 

UN NUOVO TRATTATO ENTRO IL 2009

 

Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione - Seguito della dichiarazione di Berlino

Dibattito: 28.3.2007

 

Il dibattito svoltosi in Aula ha evidenziato il sostegno del Parlamento e della Commissione all'azione della Presidenza tedesca per trovare una soluzione all'impasse istituzionale. Verrà ora stabilita una tabella di marcia precisa che consenta la redazione di uno testo di riforme da adottare prima delle prossime elezioni europee. La Presidenza tedesca ha proposto al Parlamento di organizzare un'audizione con la società civile per contribuire ai lavori del prossimo Consiglio europeo.

 

Dichiarazione del Consiglio

 

«La Dichiarazione di Berlino ha espresso quanto l'Unione europea è una storia di successo e quali compiti importanti sono ancora davanti a noi», ha dichiarato in apertura del suo intervento la cancelliera tedesca Angela Merkel. Ringraziando il Parlamento e la Commissione per il contributo essenziale alla riuscita del vertice dello scorso fine settimana, ha aggiunto che l'aver ottenuto un testo firmato da tutte e tre le istituzioni «è già un passo in avanti di per sé, perché rappresenta una promessa di adoperarci insieme per il futuro dell'Europa». La Dichiarazione, ha continuato la Presidente in carica del Consiglio, esprime «un ideale di società comune», fondato sui valori di libertà, solidarietà e giustizia.

Ha poi evidenziato le sfide che attendono l'Unione nel prossimo futuro, indicando, fra le altre, la priorità di trovare un accordo sulle riforme prima delle elezioni del Parlamento europeo del 2009. Senza un nuovo assetto istituzionale, ha proseguito la cancelliera, la campagna elettorale del 2009 «sarebbe una campagna dove la distanza coi cittadini europei non farebbe altro che aumentare». Il prossimo passo è dunque quello di stabilire una tabella di marcia precisa e, per far ciò, ha chiesto l'aiuto del Parlamento. «È possibile agire in modo incisivo per difendere i nostri valori, solo se abbiamo una forte capacità a livello interno», ha affermato.

La cancelliera ha anche parlato delle prossime scadenze internazionali fondamentali per il futuro dell'UE, appuntamenti importanti «affinché si possa fare della visione Europa una visione mondiale». Fra queste, il prossimo vertice transatlantico del 30 aprile, per discutere di partenariato economico, ma anche di politica energetica e cambiamento climatico. «C'è bisogno di molta sinergia tra Europa e Stati Uniti», ha dichiarato. Il G8 del giugno prossimo, sempre sotto Presidenza tedesca, sarà invece un'occasione per discutere coi rappresentati di mercati emergenti come Messico, Cina e Brasile. Infine, il vertice Italia-Russia, «appuntamento di enorme importanza», con il problema della sicurezza energetica in primo piano.

Angela Merkel ha anche menzionato la gravosa situazione umanitaria nel Darfur, sottolineando che essa «non può lasciarci insensibili» e promettendo che la Presidenza non lascerà nulla di intentato presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per trovare una soluzione alla grave crisi in corso nel paese africano. Infine, ha ricordato che il 25 marzo, oltre al cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma, si è celebrato anche quello dell'indipendenza della Bielorussia, sottolineando che «anche loro hanno diritto alla realizzazione dell'ideale europeo».

 

 

Dichiarazione della Commissione

 

Il Presidente JOSÉ MANUEL BARROSO ha innanzitutto espresso il suo sostegno alla dichiarazione di apertura del Presidente Pöttering sullo Zimbawe e sul Darfour. Ha poi definito Berlino il «simbolo dell'Europa divisa e ora simbolo dell'Europa unita», con quasi 500.000 europei animati da uno spirito comune.

Ha quindi affermato il successo della cosiddetta "twin track strategy", proposta dalla Commissione per trovare una soluzione alla crisi istituzionale: garantire il raggiungimento di risultati concreti e contemporaneamente avanzare con le riforme. Secondo il Presidente dell'esecutivo europeo, i risultati ottenuti in materia di energia e clima, hanno aiutato, infatti, il successo della Dichiarazione di Berlino, il cui testo dimostra «la possibilità di trovare una soluzione istituzionale prima delle prossime elezioni» europee. Tali riforme sono necessarie per affrontare problemi transfrontalieri quali immigrazione, cambiamenti climatici e competizione globale. Ma raggiungere tale traguardo è importante anche per ridare credibilità delle istituzioni europee.

In caso contrario, «si creeranno divisioni che potrebbero mettere in pericolo i nostri valori comuni»", ha aggiunto. Concludendo, il Presidente Barroso ha ribadito che «la volontà politica esiste e ora dobbiamo raggiungere i risultati [...] Ho chiesto collaborazione attiva ai governi nazionali: l'impegno assunto vincola tutti a trovare una soluzione comune».

 

 

JOSEPH DAUL, Presidente del Gruppo PPE/DE ha iniziato il suo intervento cercando di calarsi nei panni di un giovane cittadino europeo per sottolineare i vantaggi acquisiti attraverso l'Unione europea. La facilità di apprendere lingue straniere, il programma Erasmus, la moneta unica i benefici della crescita economica, fare parte di Stati che cercano la pace rappresentano «il bilancio positivo» dell'Europa. Secondo il capogruppo dei popolari, i giovani d'oggi sbagliano a dare per scontati valori quali la prosperità e la stabilità. Gli attentati di Madrid e Londra, infatti, sono sufficienti a dimostrare quanto «pace, sicurezza e benessere non sia la sorte riservata a tutti» e che «pace e sicurezza si costruiscono ogni giorno».

Per il leader dei popolari, «non è sì la panacea per tutti i problemi, ma può, fare meglio di quanto possano fare da soli i nostri Stati: riorientare le priorità», per poter affrontare le sfide del futuro in modo efficace. Inoltre, «la globalizzazione comporta anche vantaggi quali la facilità di comunicazione e l'apertura ad altre culture», e l'Europa deve saper sfruttare questo potenziale. Ha quindi ricordato che «l'Europa ha un modello di società da promuovere». In conclusione, ha affermato che «la Dichiarazione di Berlino è un testo forte e leggibile che rimette in sella l'Europa con l'ipotesi di soluzione costituzionale prima di elezioni».

 

 

 

 

 

 

Nel dibattito è intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, Signora Cancelliere, il vertice di Berlino ha fatto compiere all'Europa certamente un passo in avanti, rappresentando l'inizio di una nuova fase dopo un periodo contrassegnato da difficoltà e da qualche insuccesso.

Le celebrazioni del 50° anniversario dei trattati hanno segnato la ripresa di un'iniziativa europea, coordinata tra Consiglio, Commissione e Parlamento, per costruire il futuro dell'Europa. Ma se dobbiamo parlare di futuro, non possiamo non avere come obiettivo, da raggiungere prima del 2009, una legge fondamentale che regoli le competenze ed il ruolo di un'Unione che non sia soltanto un mercato ma che abbia anche la capacità di essere protagonista della politica internazionale, con interventi in grado di dare risposte concrete, anche alle domande dei cittadini.

Ecco perché ho apprezzato, Signora Cancelliere, l'iniziativa di aprire un grande dibattito su tre argomenti fondamentali: 1°) i cambiamenti climatici; 2°) la libertà energetica; 3°) la questione africana con i suoi drammi troppo spesso ignorati dall'Occidente. Ma l'Europa nella quale crediamo e nella quale credevano i padri fondatori non è fatta soltanto di politica e di economia. Mi preoccupa leggere che in Germania spariscono centinaia di chiese, come mi preoccupa constatare che in Italia nascono pochi bambini; mi indignano sentenze di giudici che assolvono uomini che picchiano selvaggiamente le loro mogli in nome della loro religione; mi spaventa la diffusione della droga fra i giovani europei. Non è questa l'Europa nella quale ci riconosciamo e per la quale siamo impegnati.

Sarebbe un errore dunque sottovalutare, o peggio dimenticare, i valori evidenziati nella Dichiarazione di Berlino: democrazia, pace, libertà, giustizia e, soprattutto, centralità e dignità della persona umana. Come non condividere dunque le parole di Jacques Delors, che ci rammenta di non dimenticare le nostre origini cristiane. Afferma oggi in un'intervista: "La memoria è il nostro futuro".

 

 

 

SPORT

 

 

IL PARLAMENTO TIFA PER UN CALCIO EUROPEO PIÙ FAIR PLAY

 

-        Doc. A6-0037/2007 - Relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa

-        Doc. A6-0052/2007 - Relazione sull'iniziativa della Repubblica d'Austria in vista dell'adozione di una decisione del Consiglio che modifica la decisione 2002/348/GAI del Consiglio del 25 aprile 2002 concernente la sicurezza in occasione di partite di calcio internazionali

Procedura: Iniziativa e Consultazione legislativa - Dibattito: 28.3.2007 - Votazione: 29.3.2007

 

Evidenziando il ruolo sociale del calcio, il Parlamento ammonisce che i forti interessi economici mettono a repentaglio tale sport conferendo vantaggi, anche sul campo, ai club più ricchi. Suggerisce quindi degli spunti per un quadro normativo europeo sul controllo finanziario dei club, la vendita dei diritti di telediffusione e il sostegno ai vivai. Chiede poi di garantire il diritto alla privacy dei cittadini nelle attività di coordinamento delle polizie nella lotta alla violenza negli stadi.

 

Lo sport europeo, e il calcio in particolare, «costituisce una parte inalienabile della identità e della cittadinanza europea». E' quanto afferma il Parlamento che, adottando la prima relazione, sottolinea il proprio attaccamento al modello calcistico europeo, «con la sua relazione simbiotica tra calcio amatoriale e calcio professionistico».

Tuttavia, riconosce anche la necessità di uno sforzo comune - da parte degli organi di governo del calcio e delle autorità politiche - teso a contrastare taluni sviluppi negativi, tra cui l'eccessiva commercializzazione e la concorrenza sleale che ne deriva. A suo parere, infatti, il futuro del calcio professionistico in Europa «è minacciato dalla crescente concentrazione della ricchezza economica e del potere sportivo». Per tale motivo, chiede agli Stati membri, alle autorità calcistiche e alla Commissione di valutare la necessità di misure politiche, tenendo presenti le raccomandazioni contenute nella "Valutazione indipendente sullo sport europeo 2006".

Più in particolare, i deputati si dicono favorevoli a un controllo modulato dei costi, sollecitano una riflessione sull'introduzione di uno statuto giuridico europeo per le società economiche sportive e la promozione della partecipazione dei tifosi alla gestione dei club, nonché una lotta più efficace contro le attività criminali legate al calcio. Chiedono poi che sia esaminata la possibilità di estendere in tutta Europa un sistema di vendita collettiva dei diritti di telediffusione e auspicano un sistema di distribuzione dei biglietti non discriminatorio. Il Parlamento inoltre sottolinea la necessità di sostenere - anche finanziariamente - i vivai e i centri di formazione, e di dare maggiori possibilità di giocare ai giovani talenti. Nel chiedere poi il rispetto dei diritti sociali dei calciatori, sollecita una normativa europea che inquadri l'attività dei procuratori. Occorre infine promuovere una politica di prevenzione e di repressione del doping e per la lotta contro il razzismo e la xenofobia.

 

Più certezza giuridica nel mondo del calcio

Il Parlamento sottoscrive il principio essenziale secondo il quale gli aspetti economici dello sport professionistico ricadono tra le competenze comunitarie. Ritenendo peraltro che gli effetti restrittivi di una norma sportiva debbano essere conformi al diritto UE, invita la Commissione a definire degli orientamenti sull'applicazione di tale principio e ad avviare consultazioni al fine di negoziare un accordo quadro formale tra l'UE e gli organi direttivi del calcio, nazionali e europei. Alla Commissione è anche chiesto di istituire, nel suo prossimo Libro bianco, un piano d'azione per il calcio europeo che indichi le questioni suscettibili di essere trattate a livello comunitario nonché gli strumenti da utilizzare al fine di «promuovere certezza giuridica e condizioni omogenee per il calcio professionistico». I deputati ritengono infatti necessario evitare che il futuro del calcio professionistico in Europa «sia determinato unicamente caso per caso ».

 

Nuove norme per il controllo delle finanze dei club. Tifosi azionisti

Il Parlamento appoggia il sistema dell'UEFA di licenze per i club e ne chiede pertanto lo sviluppo ulteriore, in conformità al diritto comunitario, «per assicurare trasparenza finanziaria e una gestione corretta». Tuttavia, i deputati hanno soppresso il paragrafo che raccomandava la creazione di un ente indipendente di controllo avente il compito di verificare le attività finanziarie e commerciali dei club europei e di garantire il rispetto dei criteri di trasparenza finanziaria e di corretta gestione. Si dicono però convinti che l'introduzione di un sistema modulato di controllo dei costi potrebbe migliorare la stabilità finanziaria e l'equilibrio competitivo tra le squadre. Invitano poi la Commissione a riflettere sull'introduzione di uno statuto giuridico europeo per le società economiche sportive che consentirebbe «l'introduzione di norme per il controllo delle attività economiche e finanziarie di tali società, il coinvolgimento dei tifosi e la partecipazione della comunità».

In proposito, agli Stati membri e agli organi di governo del calcio, è chiesto di promuovere attivamente «il ruolo sociale e democratico dei tifosi di calcio sostenitori dei principi del fair play, favorendo la creazione e lo sviluppo di fondi fiduciari, in riconoscimento della loro responsabilità, gestiti dai tifosi stessi, che potrebbero partecipare alla proprietà e alla gestione delle società». Ma anche nominando un difensore civico per il calcio e, in modo specifico, estendendo a livello europeo il modello del movimento britannico di "Supporters Direct".     

I deputati chiedono inoltre a tutti gli organi di governo del calcio di definire e coordinare meglio le loro competenze, responsabilità, funzioni e procedure decisionali «al fine di aumentare la loro democraticità, trasparenza e legittimità nell'interesse dell'insieme del settore calcistico». La Commissione è anche invitata a fornire orientamenti sui quali si fondi una legittima e adeguata autoregolamentazione e un sostegno finanziario alle federazioni e alle associazioni finalizzato a promuovere e coltivare i giovani talenti e la squadra nazionale. Per i deputati, infatti, un'autoregolamentazione più concertata a livello nazionale ed europeo, ridurrà la tendenza a ricorrere alla Commissione e alla Corte di giustizia. D'altra parte, il Parlamento riconosce la competenza e la legittimità dei tribunali sportivi «nella misura in cui essi si richiamano al diritto ad un equo processo». Ma, ritenendo che il ricorso a tribunali civili non possa costituire un illecito disciplinare, condanna le decisioni arbitrarie della FIFA in proposito e chiede all'UEFA e alla FIFA di accettare il diritto di ricorso ai tribunali ordinari.

Occorre inoltre riflettere sulle conseguenze di una possibile liberalizzazione del mercato delle scommesse e sui meccanismi volti ad assicurare il finanziamento dello sport in generale e del calcio in particolare, nonché di esaminare misure atte a salvaguardare l'integrità delle competizioni calcistiche nazionali ed europee. La Commissione è invitata a mettere a punto orientamenti chiari sull'applicazione delle norme sugli aiuti di Stato, indicando quale tipo di partecipazione pubblica sia accettabile e legittima, come il sostegno finanziario o d'altro genere accordato da autorità pubbliche alla costruzione o all'ammodernamento di stadi o di altre strutture calcistiche.

Il Parlamento sostiene poi che molte attività criminali (partite truccate, corruzione, ecc.) «sono il risultato della spirale delle spese, dell'inflazione degli ingaggi e della conseguente crisi finanziaria che molte società devono fronteggiare». Sostiene quindi gli sforzi degli organi di governo del calcio europei e nazionali per introdurre «una maggiore trasparenza nella struttura societaria dei club». Al Consiglio è poi chiesto di adottare misure di lotta alle attività criminali «che minacciano il calcio professionistico», compreso il riciclaggio, le scommesse clandestine, il doping e le partite truccate nonché la prostituzione coatta a margine dei grandi eventi calcistici. Gli enti coinvolti nel settore del calcio devono inoltre rispettare pienamente la legislazione in materia di trasparenza e riciclaggio di denaro.

 

Vendita collettiva dei diritti televisivi e ripartizione dei proventi

Sottolineando che la Commissione ha confermato la compatibilità della vendita collettiva dei diritti di telediffusione con le regole comunitarie della concorrenza, il Parlamento sostiene che, in tutte le competizioni, «la vendita collettiva è essenziale per tutelare il modello della solidarietà finanziaria del calcio europeo». Auspica quindi che la Commissione avvii un'ulteriore indagine sull'opportunità di adottare tale modello in tutta Europa per le competizioni paneuropee e nazionali. Per i deputati occorre poi che la Commissione fornisca una valutazione particolareggiata dell'impatto economico e sportivo delle sue decisioni in questo campo ed è necessario che la vendita dei diritti di telediffusione nelle leghe nazionali di calcio europee sia «negoziata e ultimata in modo trasparente».

Il Parlamento sottolinea poi che la crescente rilevanza dei proventi ricavati dalla vendita dei diritti di telediffusione «potrebbe scardinare l'equilibrio concorrenziale fra le società di vari paesi», poiché tali proventi dipendono in larga misura dalla dimensione dei mercati televisivi nazionali. Ritiene quindi essenziale che tali proventi siano ripartiti equamente secondo modalità «che garantiscano la solidarietà tra il gioco professionale e amatoriale e tra club concorrenti in tutte le competizioni».

Nel prendere atto che l'attuale distribuzione degli introiti derivanti dai diritti televisivi nella Champions League dell'UEFA «rispecchia in modo significativo la dimensione dei mercati televisivi dei club nazionali», osserva che ciò avvantaggia i grandi paesi, «diminuendo così il potere dei club di paesi più piccoli». L'UEFA, assieme alla Commissione, è quindi invitata a continuare a studiare meccanismi che instaurino un maggiore equilibrio competitivo in questo campo «attraverso una maggiore ridistribuzione».

 

Biglietti d'ingresso allo stadio meno cari

Il Parlamento osserva che la trasmissione televisiva delle gare sportive avviene sempre più su reti codificate e a pagamento e che tali gare diventano pertanto inaccessibili per molti consumatori.  D'altro lato, ritiene che le trasmissioni calcistiche debbano essere accessibili al più vasto pubblico possibile anche mediante i canali che trasmettono in chiaro.

Osserva che spesso si registra uno squilibrio tra l'offerta e la domanda di biglietti per i grandi incontri di calcio. Sottolinea quindi l'importanza di considerare appieno gli interessi dei consumatori - e non solo degli sponsor - in sede di distribuzione dei biglietti e di garantire che la loro vendita avvenga «in modo equo e non discriminatorio a tutti i livelli». D'altra parte, riconosce che la distribuzione dei biglietti può, se del caso, essere ristretta ai membri delle associazioni di tifosi e alle associazioni di viaggio, se ciò è realizzato su base non discriminatoria. Per garantire un futuro positivo per il calcio professionistico e un ampio accesso del pubblico alle partite, inoltre, suggerisce di fornire biglietti a prezzo ridotto per giovani e famiglie, in particolare per incontri internazionali di grande interesse.

 

Sostenere i vivai: giovani talenti in rosa

Il Parlamento sottolinea che il calcio rappresenta un efficiente strumento di inclusione sociale e dialogo multiculturale e deve svolgere un ruolo attivo nella lotta contro la discriminazione, l'intolleranza, il razzismo e la violenza, soprattutto alla luce degli incidenti che tuttora si verificano all'interno e attorno gli stadi. In proposito, pone anche in evidenza l'importanza dell'istruzione attraverso lo sport e le potenzialità insite nel calcio per aiutare i giovani socialmente vulnerabili «a rimettersi in carreggiata».

I deputati esprimono poi il loro sostegno alle misure dell'UEFA tese a incoraggiare la formazione dei giovani calciatori «esigendo la presenza di un numero minimo di calciatori del vivaio nella rosa di una squadra professionistica e ponendo un limite alle dimensioni della rosa». Ritenendo tali incentivi «proporzionati», chiedono quindi ai club professionistici «di applicare rigorosamente tale norma». D'altra parte, si dicono convinti della necessità di disposizioni aggiuntive per far sì che ciò «non porti al traffico di minori derivante dalla concessione di contratti da parte di alcune società a giocatori giovanissimi (di età inferiore ai 16 anni)». Insistono poi sul fatto che la normativa in materia di immigrazione «deve sempre essere rispettata in relazione all'ingaggio di giovani talenti stranieri. Al riguardo invitano gli organi di governo del calcio e i club a impegnarsi nella lotta contro la tratta degli esseri umani.

Nel sottolineare poi l'importanza sociale e educativa dei centri di formazione e la funzione essenziale da essi svolta per lo sviluppo dei talenti calcistici del futuro, il Parlamento sostiene le iniziative finanziarie destinate ai club dotati di un centro di formazione. In proposito, chiede alla Commissione di riconoscere questo ruolo essenziale in sede di definizione degli orientamenti per gli aiuti di Stato e la invita ad appoggiare i progetti di inserimento sociale promossi da società calcistiche. Ai giovani calciatori, inoltre, i club dovrebbero sempre offrire l'opportunità di ricevere parallelamente un'istruzione generale e una formazione professionale, «affinché non siano completamente dipendenti dai club».

 

Diritti sociali dei calciatori e nuova direttiva sull'attività dei procuratori

Per i deputati la sentenza Bosman del 1995 ha avuto un effetto positivo sui contratti e la mobilità dei calciatori. Tuttavia, ritengono che, nonostante i numerosi problemi occupazionali e sociali tuttora da risolvere, essa ha avuto anche varie conseguenze negative per lo sport. Tra queste, citano l'aumento delle possibilità, per i club più ricchi, di assicurarsi i giocatori migliori, il maggior legame tra capacità finanziaria e risultati sportivi, la spirale inflazionistica degli ingaggi dei giocatori, minori opportunità per i giocatori provenienti dal vivaio di esprimere il loro talento ai massimi livelli e una minore solidarietà tra sport professionistico e amatoriale.

Il Parlamento deplora poi le differenze tra le normative sociali e fiscali degli Stati membri «che causano disequilibri tra i club» nonché «la mancanza di volontà degli Stati membri nel risolvere questo aspetto a livello europeo». Chiede poi all'UEFA e alla Commissione di intensificare i loro sforzi tesi a rafforzare il dialogo sociale a livello europeo su questioni quali la durata del contratto, la definizione del periodo di trasferimento, le possibilità di rescissione anticipata del contratto e il rimborso ai club di formazione. Più in generale riconosce la necessità di attuare in modo più efficace, in tutti gli Stati membri, la legislazione in materia di lavoro al fine di assicurare che i giocatori professionisti si vedano riconosciuti i diritti loro spettanti e adempiano agli obblighi cui sono soggetti in quanto lavoratori dipendenti.

Facendo riferimento alla "causa Charleroi" attualmente all'esame della Corte di giustizia, i deputati ritengono che i club devono liberare i propri giocatori chiamati a giocare nella squadra nazionale «senza aver diritto a compensazioni». L'UEFA e la FIFA, assieme alle leghe e ai club europei, sono esortate a raggiungere un accordo sulle condizioni applicabili ai calciatori che subiscono infortuni mentre rappresentano i loro paesi e sulla messa a punto di un sistema di assicurazione collettiva.

Nel sottolineare l'importanza del reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali ottenute in un altro Stato membro per consentire la libera circolazione dei lavoratori, i deputati ritengono che la realtà economica in cui operano attualmente gli agenti dei calciatori richieda azioni da parte degli organismi di governo del calcio a tutti i livelli «al fine di migliorare le norme che disciplinano l'attività di tali agenti». La Commissione è quindi invitata ad appoggiare gli sforzi dell'UEFA volti a regolamentare i procuratori dei giocatori, se necessario presentando una proposta di direttiva.

Tale provvedimento, è precisato, dovrebbe prevedere norme e criteri d'esame rigorosi per autorizzare un soggetto a svolgere l'attività di agente di calciatori, trasparenza nelle transazioni degli agenti, norme minime armonizzate per i contratti degli agenti e un  sistema di controllo e disciplinare efficiente ad opera degli organismi europei di governo del calcio. Ma la direttiva dovrebbe anche introdurre un "regime di concessione delle licenze di agente" e un registro degli agenti, nonché prevedere la cessazione della "doppia rappresentanza" e del pagamento dell'agente da parte del giocatore.

 

Prevenzione e lotta al doping: istituire un'agenzia indipendente

Il Parlamento raccomanda che la prevenzione e la lotta contro il doping diventino un'importante preoccupazione per gli Stati membri. Sollecita quindi una politica di prevenzione e di repressione del doping e sottolinea la necessità di combattere le irregolarità attraverso controlli, la ricerca, test, un monitoraggio permanente effettuato da medici indipendenti e, parallelamente, mediante la prevenzione e la formazione.

I club professionisti sono poi esortati ad assumersi l'impegno di combattere il doping e a verificarne il rispetto attraverso controlli interni. La Commissione, invece, dovrebbe creare un organismo indipendente di controllo del doping corrispondente all'Agenzia mondiale antidoping (WADA), che riguardi esclusivamente il calcio e operi secondo le stesse condizioni e procedure di detta agenzia.

 

Inasprire le pene contro gli atti di razzismo

Tutti gli Stati membri, infine, sono invitati a introdurre meccanismi atti a promuovere la cooperazione tra club, forze di polizia e tifoserie organizzate, al fine di combattere la violenza e i fenomeni di teppismo nonché altre forme di comportamento delinquenziale prima, durante e dopo le partite di calcio. Alla Commissione, agli Stati membri e a tutti i soggetti operanti nel calcio professionistico è poi chiesto di intensificare la lotta al razzismo e alla xenofobia anche attraverso un inasprimento delle sanzioni contro qualsiasi atto discriminatorio nel calcio.

L'UEFA e le federazioni e le leghe nazionali dovrebbero inoltre applicare norme disciplinari in modo coerente, fermo e coordinato senza ignorare la situazione finanziaria dei club. Per i deputati, inoltre, occorre condurre una vasta campagna europea di sensibilizzazione dei tifosi, al fine di arginare la violenza all'interno e all'esterno degli stadi.

 

Sicurezza in occasione delle partite di calcio internazionali

Il 25 aprile 2002 il Consiglio ha adottato la decisione 2002/348/GAI che prevede la creazione, in ciascuno Stato membro, di un punto nazionale d'informazione sul calcio che funge da punto di contatto per lo scambio delle informazioni di polizia in relazione alle partite di calcio internazionali. Alla luce dell'esperienza acquisita negli ultimi anni e tenuto conto dell'aumento dei tifosi che si recano a vedere partite all'estero, il Consiglio ha scelto di rivedere ed aggiornare la decisione. Si tratta, in particolare, di rispondere alla necessità che gli organismi competenti rafforzino la loro cooperazione e professionalizzino lo scambio di informazioni al fine di prevenire turbative dell'ordine pubblico e di consentire a ogni Stato membro di effettuare un'efficace valutazione dei rischi.

Il Parlamento, consultato su questa proposta, ha quindi adottato la seconda relazione che propone alcuni emendamenti volti, soprattutto, a garantire il diritto alla privacy dei cittadini nelle attività di scambio di informazioni da parte delle antenne nazionali dei diversi Stati membri. I deputati, pur riconoscendo che tali antenne costituiscono uno strumento fondamentale, precisano che esse devono funzionare esclusivamente in applicazione delle legislazioni nazionali e in attuazione delle direttive europee e delle convenzioni internazionali a tutela dei dati personali.

Inoltre, chiedono che i dati di carattere personale sui tifosi a rischio siano trattati esclusivamente in occasione degli incontri di calcio e non possano essere utilizzati per eventuali altre attività. E' poi sottolineato che lo scambio di dati dev'essere inteso a preparare e adottare le misure appropriate per mantenere l'ordine pubblico in occasione di un evento calcistico. Si può trattare, in particolare, di informazioni riguardanti individui che presentano o possono presentare una minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblici.

 

Nel dibattito è intervenuto GIUSEPPE CASTIGLIONE (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, Signor Commissario, onorevoli colleghi, desidero congratularmi e ringraziare l'onorevole Catania e l'onorevole Belet, per la relazione che hanno presentato a questo Parlamento.

Lo sport, e il calcio in particolare, costituisce una parte irrinunciabile dell'identità culturale europea, svolge un'indubbia funzione sociale e può essere uno strumento valido per la lotta alla discriminazione, al razzismo, all'intolleranza e alla violenza. Tuttavia, questa funzione e questo ruolo positivo è oggigiorno sempre più compromesso da quanti vogliono fare delle partite negli stadi un ennesimo luogo di violenza e di terrore. La sicurezza degli stadi deve essere quindi la nostra priorità e la parola chiave deve essere la prevenzione.

Per questo motivo condivido pienamente l'invito della relazione dell'onorevole Belet affinché gli Stati membri introducano meccanismi di cooperazione tra club, tifoserie organizzate e forze di polizia, per combattere la violenza e i fenomeni di teppismo e gli atti delinquenziali cui assistiamo sempre più e durante le partite. Così come concordo sulla necessità di inasprire le sanzioni contro qualsiasi manifestazione di razzismo e di xenofobia negli stadi e di applicare, da parte della UEFA e delle altre leghe, opportune norme disciplinari contro chiunque si renda responsabile di tali atti. Ma un'azione di prevenzione altrettanto fondamentale è rafforzare e professionalizzare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le antenne nazionali in occasione delle partite internazionali; monitorare la presenza negli stadi di tifosi che possono rappresentare una minaccia per l'ordine pubblico e acquisire dati sulla natura delle tifoserie organizzate, un elemento fondamentale per lo Stato ospite per poter effettuare un'efficace valutazione del rischio legato all'incontro sportivo e, per questa via, prevenire turbative all'opinione pubblica.

Bisogna certamente evitare gli abusi nel controllo di tutti i cittadini e rispettare la privacy e la segretezza dei dati personali: ma la tutela della privacy di alcuni non può avvenire a scapito della sicurezza di tutti. Né può diventare la copertura per garantire l'ingresso incontrollato di veri e propri delinquenti, con il pretesto di depenalizzare veri e propri reati solo perché commessi nel contesto di una manifestazione sportiva.

Bisogna creare il giusto equilibrio, contemperando le opposte esigenze: ma tale equilibrio non può che trovarsi nel rispetto della libertà individuale e nella protezione dei diritti di ognuno, primo fra tutti il diritto alla sicurezza, compreso quello di andare allo stadio e vivere lo sport in piena serenità."

 

Nel dibattito è intervenuto, inoltre, MARIO MANTOVANI (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione.

Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea.

Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club.

Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare.

Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

 

 

PRIORITÀ DELLA POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA COMUNE PER IL 2007

 

Dichiarazione dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune - Prospettive della politica estera comune per l'Unione europea nel 2007, compreso lo spiegamento di sistemi di difesa antimissile in Europa da parte degli Stati Uniti

Dibattito: 29.3.2007

 

Le relazioni con Iran e la questione degli ostaggi britannici, il processo di pace in Medio Oriente e il progetto di scudo missilistico sono stati i principali temi affrontati dall'Alto Rappresentante per la politica estera dell'Unione nel suo discorso programmatico al Parlamento. Gli eurodeputati hanno espresso la loro solidarietà all'azione di Solana nei vari conflitti nei quali l'UE gioca un ruolo. Divisioni invece sul progetto di scudo missilistico, criticato da alcuni gruppi e sostenuto da altri esponenti.

 

Dichiarazione dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune

 

Javier Solana, appena rientrato dal vertice della Lega Araba a Riad, ha presentato agli eurodeputati le principali questioni di politica internazionale che coinvolgono l'azione dell'Unione. Ricordando che «abbiamo bisogno di una politica estera comune coordinata e visibile», ha affermato che «nel resto del mondo c'è un grande desiderio per un ruolo maggiore dell'UE in politica estera [...] e ce lo chiedono anche nostri cittadini», citando un'analisi dell'Eurobarometro. Ha poi spiegato la necessità di fornire all'Unione i mezzi adeguati per rispondere alle nuove sfide aggiungendo che «il Parlamento europeo ha un ruolo importante da svolgere in questo senso».

Per quanto riguarda la situazione nel Medio Oriente, Solana ha spiegato che le relazioni con il nuovo governo palestinese di unità nazionale si baseranno su una valutazione delle azioni concrete promosse dall'Esecutivo. È importante, ha ricordato, passare ad una nuova fase di risoluzione del conflitto mediorientale dopo quella della gestione, aggiungendo che «l'UE non abbandonerà mai i palestinesi». Sulle relazioni con l'Iran, inasprite sulla duplice questione del nucleare e degli ostaggi britannici, ha esortato l'Iran a rispettare le risoluzioni ONU in materia di armamenti. Ha quindi definito «un'inaccettabile situazione» il sequestro dei marinai britannici.

In tema di scudo di difesa anti-missilistico voluto dagli USA, l'Alto Rappresentante ha chiarito che, pur non essendo l'Unione europea un'alleanza di difesa, è opportuno che gli Stati membri discutano della questione. «L'Unione non è la sede per prendere una decisione in materia di difesa» ma «sarebbe un errore non discutere fra noi di questi temi nel modo più chiaro e aperto». Ha anche spiegato che la questione dello scudo potrebbe avere effetti negativi sulle relazioni con la Russia, pur sottolineando i contatti positivi recenti fra i Presidenti Bush e Putin. Tuttavia, ha chiarito, la questione rientra nella sovranità dei paesi membri, ma «rendere compatibili gli interessi nazionali con gli interessi dell'Unione europea è fondamentale», ha concluso.

 

Dichiarazione della Commissione

Meglana Kuneva, ha sottolineato innanzitutto l'importanza di un'azione comune in politica estera per far fronte ai nuovi scenari di crisi presenti nel mondo. La commissaria ha poi espresso il suo accordo sul programma presentato da Solana per il 2007. Infine, ha ricordato la funzione essenziale dei partenariati economici e di sviluppo - come quelli coi paesi del mediterraneo - nella risoluzione delle crisi nel lungo termine.

 

 JOSEPH DAUL, Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito affermando che gli ampliamenti rappresentano i maggiori successi della politica estera dell'Unione europea. Ha quindi auspicato un veloce avvicinamento della Croazia all'UE ed una sua adesione prima delle elezioni europee del 2009, sottolineando che «la stabilità nei Balcani è un dovere». Il leader dei popolari europei ha quindi chiesto «un'Europa più forte per un mondo più sicuro» esortando tutti a «proseguire gli sforzi nei negoziati con l'Iran». Ha concluso il suo intervento definendo la cattura dei marinai britannici, «inquietante» e aggiungendo che «bisogna fare di tutto per liberare i prigionieri».

 

Nel dibattito è intervenuto STEFANO ZAPPALA' (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ringraziare il signor Solana per le informazioni dateci questa mattina, tuttavia dalla nostra discussione emerge ancora una volta l'assenza di una politica estera e di conseguenza di una politica di sicurezza e di difesa comune dell'Unione europea.

Esprimo pertanto tutta la mia solidarietà alla Gran Bretagna per il problema dei marinai sequestrati in Iran, una solidarietà che va espressa anche ad altri paesi. Tuttavia rilevo che se noi disponessimo di una politica estera e di difesa comune avremmo certamente ben altro peso nella soluzione dei problemi internazionali. L'assenza di una politica estera comune comporta altresì che in alcuni Stati - il mio è uno di questi - a causa di posizioni individuali, anche i fatti di politica interna assumano una rilevanza alquanto grave. Se proseguiamo sulla via del trattato costituzionale, avviato dalla Cancelliera Merkel, faremo a mio avviso qualcosa di molto positivo.

Al signor Solana vorrei evidenziare un aspetto fondamentale. Questa mattina si è accennato più volte al problema dell'ipotetico scudo spaziale americano, da posizionare sul territorio della Repubblica polacca e su quello della Repubblica ceca. Mi risulterebbe tra l'altro - ma non so se ciò corrisponda a verità - che alcuni Stati dell'Unione non saranno probabilmente presi in considerazione nell'ambito di un siffatto scudo spaziale, ad esempio l'Italia e la Grecia. Ho sentito al riguardo posizioni diversificate ed è legittimo che sia così.  

Sebbene io sia personalmente favorevole a questo sistema, io credo signor Solana, che sia importante ottenere informazioni vere, non quelle che lei si è astenuto dal darci. La invito pertanto a fornire senza indugio alla nostra sottocommissione tutte le informazioni possibili."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Doc. A6-0067/2007 - Risoluzione sul futuro del Kosovo e il ruolo dell'Unione europea

 

 

 

IMMUNITÀ E STATUTO DEI DEPUTATI

 

 

IMMUNITÀ DI GIUSEPPE GARGANI

Doc. A6 - 0071/2007

 

Relazione sulla richiesta di difesa dei privilegi e dell'immunità di Giuseppe Gargani

Procedura: Immunità - Votazione: 29.3.2007

 

Il Parlamento ha deciso di difendere l'immunità di Giuseppe Gargani nella causa per risarcimento danni alla reputazione depositata dalla Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli. La denuncia deriva da un articolo in cui il deputato criticava la decisione del Tribunale di non concedere il deferimento della pena a Lino Iannuzzi. Il Parlamento, visti anche i precedenti, intravede nell'atteggiamento del Tribunale un indizio di "fumus persecutionis" nei confronti deputato.

 

Il caso riguarda un articolo redatto dall'eurodeputato Giuseppe Gargani sul settimanale 'Il Roma', nel quale discuteva il caso del giornalista e senatore italiano Lino Iannuzzi, condannato a oltre 2 anni di carcere proprio dal Tribunale di Sorveglianza di Napoli. Nel suddetto testo, Gargani, condannando lo stato della giustizia in Italia e la politicizzazione di taluni magistrati, criticava l'operato del Tribunale ed in particolare la decisione di non accogliere la richiesta di deferimento della pena.

Di conseguenza, la dott.ssa Di Giovanni, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, ha denunciato l'autore dell'articolo e il direttore della testata giornalistica per il danno arrecato alla sua reputazione ed ha richiesto un risarcimento di 500.000 euro.

Approvando a larga maggioranza la relazione che concede l'immunità al deputato, il Parlamento sostiene che «pubblicando l'articolo in questione Giuseppe Gargani non ha fatto altro che esercitare le sue funzioni di membro del Parlamento e di presidente della commissione giuridica. Cercare di "imbavagliare" i membri del Parlamento con un'azione legale volta a impedir loro di esprimersi su legittime questioni e preoccupazioni che rivestono pubblico interesse, è una pratica inaccettabile in una società democratica». In altre parole, gli eurodeputati hanno giudicato l'articolo in questione come l'espressione legittima delle idee politiche dell'eurodeputato, coerentemente al suo mandato di parlamentare.

Inoltre, ha contribuito alla decisione del Parlamento il fatto che, in precedenza, la dott.ssa Di Giovanni aveva già avviato un procedimento penale contro il Presidente della commissione giuridica dinanzi al Tribunale di Roma per fatti precedenti, ma il caso era stato archiviato proprio perché, si legge nella motivazione, l'imputato aveva fatto le sue dichiarazioni «nell'esercizio delle sue funzioni di parlamentare previsto dall'articolo 68 della Costituzione italiana». Gli eurodeputati hanno voluto leggere, nell'insistenza della Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, un indizio di fumus persecutionis nei confronti di Gargani.

Il Parlamento europeo, nell'adottare tale decisione, ha applicato l'articolo 9 del Protocollo sui privilegi e le immunità che garantisce ai membri del Parlamento europeo l'immunità assoluta contro procedimenti legali avviati «a motivo delle opinioni espresse (…) nell'esercizio delle loro funzioni».

 

 

 

GIURIDICA

 

 

VERIFICA DEI POTERI DEI NUOVI MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO

 

Il Parlamento europeo ha convalidato, su presentazione di una relazione orale di GIUSEPPE GARGANI (PPE-DE/IT), Presidente della commissione giuridica, il mandato di 18 deputati bulgari e 34 deputati rumeni designati rispettivamente dai due nuovi Stati membri con effetto dal 1° gennaio 2007 e di 2 deputati designati in sostituzione di altri che avevano cessato le proprie funzioni in precedenza.

 

GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica è così intervenuto:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire subito che nelle riunioni del 26 e 27 febbraio e del 19 e 20 marzo, la commissione giuridica ha proceduto alla verifica dei poteri di cinquantasei deputati, i cui nomi figurano nell'allegato al processo verbale. In considerazione del numero delle verifiche da effettuare e della ristrettezza dei tempi parlamentari, abbiamo ritenuto opportuno che il presidente della commissione presentasse una relazione orale.

La procedura di verifica dei poteri si applica ai diciotto deputati designati dalla Bulgaria e ai trentacinque deputati designati dalla Romania. A questi nuovi deputati se ne aggiungono altri tre, designati dalle competenti autorità nazionali, in sostituzione di altri che avevano cessato le proprie funzioni. Complessivamente sono dunque cinquantasei i mandati esaminati positivamente dalla commissione giuridica.

E' per me naturalmente un particolare piacere poter riferire in merito alla convalida del mandato di tutti i deputati in questione e ritengo che non solo il presidente della commissione giuridica, ma anche l'intero Parlamento, possano rallegrarsi dell'ingresso dei deputati dei due nuovi Stati membri."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Doc. A6-0074/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

TRASPORTI

-       Doc. A6-0055/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al rispetto degli obblighi dello Stato di bandiera  

-       Doc. A6-0058/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla responsabilità civile ed alle garanzie finanziarie degli armatori.

Il Parlamento ha approvato i primi due provvedimenti previsti dal Terzo pacchetto sulla sicurezza marittima che mira ad una migliore prevenzione e ad un più efficiente trattamento degli incidenti e dell’inquinamento. I deputati chiedono maggiore impegno agli Stati membri nell'imporre il rispetto delle norme internazionali alle navi che battono la loro bandiera. Chiariscono e completano, poi, il regime di responsabilità incombente sugli armatori per i danni che causano alle persone e all'ambiente.

 

AGRICOLTURA

-       Doc. A6-0061/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici

Il Parlamento sollecita norme più severe sui prodotti biologici chiedendo in particolare di abbassare fino allo 0,1% la soglia di contaminazione fortuita da parte di OGM. I deputati hanno tuttavia deciso di non procedere al voto finale poiché la Commissione rifiuta di riconoscere loro il diritto di "codecidere" in questo campo. La proposta di regolamento è stata quindi rinviata alla commissione per l'agricoltura.

-       Doc. A6-0037/2007 - Relazione sull'integrazione dei nuovi Stati membri nella PAC

I nuovi Stati membri sono stati discriminati nell'ambito della PAC. E' quanto afferma il Parlamento sollecitandone una revisione globale, anche attraverso strumenti ad hoc e in base alla sussidiarietà. Occorre quindi prevedere il riaccoppiamento volontario degli aiuti e dotazioni finanziarie nazionali nel quadro del bilancio UE per il vino e l'ortofrutta. Bisogna poi ridurre gli oneri amministrativi, rafforzare le norme comuni di qualità e incentivare le biomasse.

 

BILANCIO

-       Doc. A6-0066/2007 - Relazione sul futuro delle risorse proprie dell'Unione europea

Nel sottolineare le carenze dell'attuale sistema di finanziamento dell'UE, il Parlamento ne propone una riforma in due tempi. Anzitutto andrebbe migliorato il regime vigente, superando anche lo "sconto" britannico. Nel 2014, si dovrebbe invece giungere alla creazione di una vera risorsa propria che crei un collegamento diretto tra l'Unione e i contribuenti europei. I deputati precisano però che ciò non dovrà portare in nessun modo a un aggravio del carico fiscale sui cittadini.

-       Doc. A6-0069/2007 - Relazione sugli orientamenti per la procedura di bilancio 2008 - Sezioni II, IV, V, VI, VII, VIII e IX - e sul progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento europeo ( Sezione I) per la procedura di bilancio 2008

Il Parlamento chiede a tutte le istituzioni UE di mantenere i propri bilanci per il 2008 ai livelli del 2007, visto che non sono previsti né nuovi allargamenti né l'introduzione di nuove lingue. Nel sollecitare un miglioramento dei servizi ai deputati, deplora la dispersione geografica dei suoi luoghi di lavoro. Chiede poi una politica di comunicazione più coerente, che si avvicini ai cittadini, soprattutto attraverso i media regionali e locali.  

-       Doc. A6-0067/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche strutturali sulle imprese

-       Doc.  A6-0065/2007 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla partecipazione della Comunità all'aumento di capitale del Fondo europeo per gli investimenti

AFFARI ECONOMICI E MONETARI

-       Doc. A6-0062/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Parlamento e del Consiglio relativo alle statistiche strutturali delle imprese.

 

AMBIENTE

-       Doc. A6-0332/2007 - Risoluzione legislativa sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 90/385/CEE e 93/42/CEE del Consiglio e la direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di riesame delle direttive sui dispositivi medici

 

VARIE

-       Dichiarazione del Parlamento europeo sull'epatite C

 

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  23 - 26 APRILE 2007

 

 

ISTITUZIONI

 

 

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

 

Nel ricordare l'uccisione di tre collaboratori della società editrice cristiana Zirve Publishing di Malatya, nel sud-est della Turchia, il Presidente HANS GERT PÖTTERING ha incoraggiato le autorità turche a portare avanti le indagini al fine di assicurare i colpevoli alla giustizia. Sottolineando poi che la tutela delle minoranze è un compito importante negli Stati democratici, ha espresso la ferma condanna del Parlamento nei confronti del fanatismo religioso.

Il Presidente, informando l'Aula del decesso di Boris Eltsin, ha voluto esprimere le condoglianze del Parlamento al popolo russo.

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

 

 

RAFFORZARE IL PARTENARIATO UE - USA

Doc. B6-0149, 0151, 0154, 0156/2007

 

Risoluzione comune sulle relazioni transatlantiche

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 25.4.2007 - Votazione: 25.4.2007

 

Il Parlamento sottolinea il ruolo della cooperazione transatlantica nella pacificazione dei conflitti, nella lotta al terrorismo e nello sviluppo del commercio mondiale. Tuttavia, ribadisce la richiesta agli USA di garantire la privacy dei cittadini, chiudere Guantanamo e chiarire le attività della CIA in Europa. Perorando poi un mercato transatlantico senza barriere, sollecita gli USA a ratificare il protocollo di Kyoto. Chiede poi le dimissioni Presidente della Banca mondiale, Paul Wolfowitz.

 

Il Parlamento ha adottato una risoluzione comune, sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE e UEN, che sottolinea anzitutto come il partenariato fra l'Unione europea e gli Stati Uniti - basato sulla condivisione dei valori della libertà, della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani - «costituisce la chiave di volta della sicurezza e della stabilità nell'area euro-atlantica». Rileva inoltre che il mercato transatlantico costituisce la più grande relazione bilaterale commerciale e di investimento del mondo, che dà lavoro a 14 milioni di persone nell'UE e negli Stati Uniti, rappresenta il 40% del commercio mondiale e «continua a fungere da motore dell'economia mondiale».

 

Questioni politiche, lotta al terrorismo e diritti umani

Compiacendosi del miglioramento delle relazioni UE-Stati Uniti «da pari a pari», il Parlamento ritiene che tale situazione positiva offra all’UE e agli Stati Uniti serie opportunità per lavorare a stretto contatto su un’ampia gamma di sfide politiche di interesse comune. In particolare nell’approccio comune ai Balcani occidentali, alla regione del Caucaso meridionale, all’Asia centrale, al Medio Oriente, all’Afghanistan, al Mediterraneo, all'America latina e all’Africa.

La lotta al terrorismo e alla proliferazione di armi di distruzione di massa, per il Parlamento, resta la principale sfida alla sicurezza per entrambi i partner. Occorre quindi rafforzare la cooperazione in questo campo e appoggiare il ruolo svolto dalle Nazioni Unite. D'altra parte, sollecita la definizione di un quadro comune e condiviso per salvaguardare le necessarie garanzie richieste dal partenariato speciale UE-USA e, in tale ottica, ritiene che occorra rafforzare i contatti tra il Parlamento e il Congresso.

Pur riconoscendo che la condivisione dei dati e delle informazioni costituisce uno strumento prezioso nella lotta internazionale contro il terrorismo e i crimini ad esso collegati, i deputati reputano tuttavia che tale condivisione debba poggiare su uno o più accordi internazionali e garantisca il rispetto della privacy dei cittadini. In proposito, il Parlamento si rammarica «profondamente» che gli accordi sul PNR e SWIFT e l'esistenza del sistema statunitense ATS «abbiano portato ad una situazione di incertezza giuridica per quanto riguarda le necessarie garanzie in materia di protezione dei dati.

I deputati chiedono poi agli USA e a tutti gli altri paesi che applicano visti d’ingresso nei confronti di determinati Stati membri dell’UE di «revocare immediatamente tale regime e trattare equamente tutti i cittadini degli Stati membri dell’UE». D'altra parte, accolgono favorevolmente l'impegno espresso dal Vicepresidente Frattini a varare un quadro di cooperazione euroatlantica nella lotta contro il terrorismo internazionale, con regole armonizzate sulla protezione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

Nel ricordare le sue risoluzioni che chiedevano la chiusura del centro di detenzione di Guantánamo Bay, il Parlamento invita il Consiglio e la Commissione ad esortare il governo degli Stati Uniti a trovare un meccanismo volto a facilitare l'accusa o la liberazione dei detenuti in conformità del diritto internazionale. Per i deputati, d'altra parte, «la stessa esistenza del centro di detenzione di Guantánamo Bay continua a trasmettere un segnale negativo quanto al modo in cui viene condotta la lotta contro il terrorismo». Inoltre, sollecitano il Consiglio ad emettere una dichiarazione «chiara e forte» per invitare il governo degli Stati Uniti a porre fine alla pratica degli arresti e delle consegne straordinarie e lo invita a fornire chiarimenti sull'esistenza di luoghi di detenzione segreti al di fuori del territorio degli Stati Uniti.

Con 333 voti favorevoli, 251 contrari e 31 astensioni, il Parlamento invita infine la Presidenza UE e il governo statunitense a far presente al Presidente della Banca mondiale, Paul Wolfowitz, «che le sue dimissioni rappresenterebbero un gesto positivo per evitare di compromettere la politica della Banca in materia di lotta alla corruzione».

 

Questioni economiche e commerciali

Il Parlamento sottolinea che, in occasione del Vertice transatlantico che si terrà il 30 aprile 2007 a Washington, occorrerà imprimere un nuovo slancio alle relazioni transatlantiche aggiornando la Nuova agenda transatlantica. In proposito, appoggia «senza riserve» l'iniziativa della Presidenza tedesca di lanciare un nuovo Partenariato economico transatlantico. Partenariato che, dotato di una tabella di marcia volta a creare un mercato transatlantico senza barriere, «rafforzi la posizione di entrambi i partner nella concorrenza globale e consenta loro di utilizzare meglio le potenzialità delle loro economie senza compromettere i negoziati commerciali multilaterali».

I deputati esortano quindi l'avvio dei negoziati su un nuovo Accordo di partenariato transatlantico che includa un mercato transatlantico rafforzato e che disciplini gli investimenti, i diritti di proprietà intellettuale, le innovazioni, gli appalti pubblici e la relazione tra commercio e sicurezza. Occorre poi avviare negoziati in vista di un accordo effettivo in materia di cooperazione normativa, che comprenda metodologie comuni, misure per ridurre al minimo le future divergenze normative, l'impegno a coinvolgere le agenzie di regolamentazione e misure per coinvolgere le industrie, i sindacati e le associazioni dei consumatori. Ciò, ammonisce tuttavia il Parlamento, non dovrà «condurre a un'armonizzazione verso il basso delle norme sociali, ambientali e sanitarie» e dovrà mantenere l'indipendenza e l'integrità della politica di concorrenza dell'UE e delle sue regole di protezione dei servizi pubblici e della diversità culturale.

Il Parlamento si dice poi fermamente convinto che dovrebbe essere avviato un dialogo sugli hedge fund e le private equity, «in considerazione del rischio sistemico che le loro attività rappresentano e del dibattito sempre più animato sulle loro conseguenze sociali ed economiche in senso ampio». Ricordando che gli Stati Uniti stanno preparando proposte in materia, chiede quindi alla Commissione come intende procedere al riguardo e sottolinea che due terzi degli hedge fund e dei fondi di private equity hanno sede in centri off-shore, ragion per cui ne sollecita un esame delle implicazioni fiscali.

I deputati, invitano entrambe le parti a concludere positivamente l'Agenda di Doha per lo sviluppo dell'OMC, «rispettando pienamente la dimensione dello sviluppo». Sollecitano quindi l'Unione europea e gli Stati Uniti a dichiarare, in occasione del Vertice 2007, «il loro pieno impegno ad operare in vista di risultati altamente positivi entro l'estate 2007».

Oltre agli obiettivi in materia di accesso al mercato e di servizi, dovrebbero inoltre definire un approccio comune per promuovere e rendere effettivamente applicabili negli accordi dell'OMC e negli accordi commerciali bilaterali le norme fondamentali del lavoro dell'OIL, ribadire il proprio impegno al Green box relativo all’agricoltura, consolidando una strategia comune in materia di condizionalità ambientale (cross-compliance), biocarburanti, benessere animale, salute animale e influenza aviaria, e sottolineare l’importanza dell’accordo UE-USA sul vino.

Consiglio e Commissione sono invitati ad opporsi vigorosamente all'iniziativa degli Stati Uniti volta ad includere in tutti gli accordi bilaterali negoziati con i paesi in via di sviluppo clausole in virtù delle quali detti paesi rinunciano ad avvalersi della disposizione contenuta nell'Accordo di Doha che li autorizza a produrre ed importare i farmaci generici di cui necessitino per far fronte ai principali problemi di salute pubblica (AIDS, tubercolosi, ecc.).

Il Parlamento ritiene poi che l'UE e gli USA, rappresentanti il 38% del consumo energetico mondiale, debbano assumere il ruolo guida e coniugare gli sforzi per sviluppare la produzione di energia alternativa e l'efficienza energetica. Occorre quindi rafforzare la loro cooperazione in materia di energia, sicurezza energetica e sostenibilità ambientale, «per instaurare un mercato mondiale dell’energia stabile e prevedibile basato sulle regole del mercato» e cercare di inserire disposizioni che disciplinino gli scambi di energia nei regolamenti dell’OMC.

I deputati, al riguardo, esortano gli Stati Uniti a rivedere la loro posizione riguardo alla ratifica del protocollo di Kyoto e a adottare incisive misure interne al fine di conseguire riduzioni assolute delle emissioni e a svolgere un ruolo attivo nell'ambito dei futuri negoziati internazionali, allo scopo di prendere parte al futuro sistema di lotta contro il cambiamento climatico.

Il Parlamento incoraggia inoltre l’Amministrazione statunitense, la Presidenza dell’UE e la Commissione europea a firmare durante il vertice l’accordo sui trasporti aerei «quale prima fase nell’ambito della nuova cooperazione tra Stati Uniti e UE nel settore cruciale dei trasporti aerei transatlantici». Auspica che gli Stati Uniti ratificheranno prontamente tale accordo e incoraggia entrambe le parti ad avviare quanto prima negoziati per la seconda fase dell’accordo.

 

Quadro istituzionale e ruolo del Parlamento

I deputati sottolineano che solo una maggiore partecipazione, a tutti i livelli, del Congresso degli Stati Uniti e del Parlamento europeo «permetterà veramente di potenziare l'insieme del processo» e ritengono che gli attuali scambi interparlamentari dovrebbero essere gradualmente trasformati in una vera e propria "Assemblea transatlantica". Al vertice UE-USA è quindi chiesto di appoggiare la dimensione parlamentare del partenariato transatlantico, di rafforzare il ruolo dei legislatori nel dialogo tra la Commissione UE e l'Amministrazione USA, e di coinvolgere più da vicino la società civile delle due sponde dell'Atlantico.

 

JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito sottolineando che l'Unione condivide con gli USA storie e valori comuni e che senza il Piano Marshall non sarebbe stato possibile costruire l'Europa. Il suo gruppo, ha poi affermato, ha sempre sostenuto l'importanza di una partnership transatlantica, anche nei momenti difficili, ed ha lanciato la proposta di invitare la nuova speaker della Camera al Parlamento europeo. Ha quindi sottolineato che la creazione di un mercato transatlantico nel 2015 rappresenta una priorità e questa iniziativa deve prevedere obblighi vincolanti e un calendario preciso, vedendo pienamente coinvolto il Parlamento europeo. In proposito ha anche evidenziato che gli USA non devono ricorrere a misure doganali che inficiano il libero commercio.

Il leader popolare ha poi sollevato la questione del rispetto della privacy nell'ambito della lotta al terrorismo, sottolineando anche la necessità che siano contestualmente rispettati i diritti fondamentali. Ha in seguito espresso l'auspicio di un partenariato attivo con gli USA per aiutare l'Africa e gli altri PVS, anche nell'ambito dei negoziati commerciali in seno all'OMC. La cooperazione con gli Stati Uniti, inoltre, deve anche riguardare il pericolo della proliferazione nucleare e, in particolare, il caso iraniano. Unione e USA assieme, ha concluso citando Jean Monnet, «difenderanno la civiltà comune».

 

Nel dibattito è inoltre intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi in Italia si celebra la Festa della liberazione nazionale, la fine della dittatura e della guerra. Tuttavia, non potremmo ricordare il 25 aprile 1945 se non ci fosse stato anche il sacrificio di migliaia e migliaia di giovani americani. Senza l'impegno degli Stati Uniti, l'Europa non avrebbe potuto sconfiggere, dopo il nazismo, anche il comunismo.

Nel parlare di relazioni transatlantiche non possiamo dimenticare chi si è battuto per la nostra libertà perché condivide i valori fondamentali della nostra società occidentale. E' per questo motivo che le relazioni con la più importante democrazia del mondo devono rappresentare un cardine della politica europea, dalla lotta al terrorismo e per la sicurezza a quella contro il narcotraffico, dalla ricerca della libertà energetica alla questione dei cambiamenti climatici.

In questo contesto, l'Europa deve sostenere la proposta Merkel che punta alla creazione di una zona di libero scambio transatlantico. Sono altresì convinto che la nascita di un futuro esercito europeo non debba essere in contrasto con la NATO, strumento utile per l'ONU e per la sicurezza di tutti quanti noi.

Tuttavia, come l'Europa ha bisogno dell'America, l'America non può fare a meno di un'Europa forte, capace di essere interlocutore leale, credibile e affidabile nonché protagonista indispensabile nella difesa dei valori comuni sui quali si fondano le nostre democrazie e la democrazia degli Stati Uniti."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIUSITIZIA E AFFARI INTERNI

 

 

IMMIGRAZIONE: SQUADRE D'INTERVENTO RAPIDO ALLE FRONTIERE UE

Doc. A6-0135/2007

 

Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un meccanismo per la creazione di squadre di intervento rapido alle frontiere e modifica il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio limitatamente a tale meccanismo

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 25.4.2007 - Votazione: 26.4.2007

 

Il Parlamento ha approvato a larga maggioranza il regolamento che istituisce un meccanismo di assistenza rapida tra gli Stati membri per fare fronte ad afflussi massicci di immigrati illegali alle proprie frontiere. Gli Stati membri dovranno mettere a disposizione del personale che possa essere mobilitato entro cinque giorni. I salari saranno a carico dello Stato di origine della guardia di frontiera, ma gli altri costi saranno sostenuti dall'Agenzia UE.

 

Approvando con 526 voti favorevoli, 63 contrari e 28 astensioni la relazione, il Parlamento presenta numerose modifiche alla proposta di regolamento che istituisce un meccanismo per la creazione di squadre di intervento rapido alle frontiere. Essendo state già concordate con il Consiglio, il regolamento potrà essere adottato definitivamente ed entrare rapidamente in vigore. L'Aula in precedenza non aveva accolto la proposta della GUE/NGL di respingere il testo.

Ai sensi del compromesso, il regolamento istituisce un meccanismo volto a fornire assistenza operativa rapida «per un periodo limitato» allo Stato membro che ne faccia richiesta e che si trovi a fare fronte a «sollecitazioni urgenti ed eccezionali», specie in caso di afflusso massiccio alle frontiere esterne di cittadini di paesi terzi che tentano di entrare illegalmente nel territorio dello Stato membro, attraverso la creazione di squadre di intervento rapido alle frontiere. E' anche precisato che il regolamento si applica «fatti salvi i diritti dei rifugiati e delle persone che chiedono protezione internazionale, in particolare per quanto riguarda il non respingimento».

 

Composizione e invio delle squadre di intervento rapido

 

In caso di necessità, gli Stati membri sono tenuti a comunicare immediatamente, su richiesta dell'Agenzia FRONTEX, il numero, i nomi e i profili delle guardie di frontiera del loro pool nazionale che possono mettere a disposizione entro cinque giorni per istituire una squadra di intervento rapido alle frontiere. Potranno sottrarsi a tale obbligo solamente se si trovano a far fronte ad una situazione eccezionale «che incide in misura sostanziale sull'adempimento dei compiti nazionali».

Spetterà al consiglio di amministrazione dell'Agenzia, su proposta del direttore esecutivo, decidere a maggioranza dei tre quarti dei suoi membri i profili e il numero totale di guardie di frontiera da mettere a disposizione per le squadre di intervento rapido alle frontiere (pool rapido). La stessa procedura si applica per eventuali successive modifiche dei profili e del numero totale delle guardie di frontiera del pool rapido.

Le squadre di intervento rapido si distingueranno nettamente dalle squadre congiunte di assistenza FRONTEX, le cui operazioni sono programmate con un anno di anticipo e non sono quindi adatte a fare fronte a situazioni di crisi.

 

Compiti e competenze delle guardie di frontiera

 

Durante una missione, le istruzioni alle squadre di intervento rapido alle frontiere saranno impartite dallo Stato membro ospitante. L'Agenzia, tramite un suo agente di coordinamento, potrà però comunicare i suoi pareri sulle istruzioni allo Stato membro ospitante il quale, in tale eventualità, ne dovrà tenere conto. I membri delle squadre potranno svolgere compiti ed esercitare competenze esclusivamente agli ordini delle guardie di frontiera dello Stato membro ospitante e, di norma, in loro presenza. Dovranno indossare le proprie uniformi sulle quali porteranno un bracciale blu con il distintivo dell'Unione europea e dell'Agenzia.

Nello svolgimento dei loro compiti, i membri delle squadre potranno portare le armi di ordinanza, le munizioni e l'equipaggiamento autorizzati dalla legislazione nazionale dello Stato membro di origine. Tuttavia, lo Stato membro ospitante potrà imporre delle restrizioni, in linea con quelle vigenti per le proprie guardie di frontiera. I membri delle squadre saranno autorizzati a ricorrere all'uso della forza - incluso l'uso delle armi di ordinanza, delle munizioni e dell'equipaggiamento - «soltanto se autorizzati dallo Stato membro di origine e dallo Stato membro ospitante, in presenza delle guardie di frontiera di quest'ultimo Stato e conformemente alla sua legislazione nazionale». Ma lo Stato ospitante potrà limitare il ricorso alle armi ad esclusivo scopo di legittima difesa, conformemente alla propria legislazione. I provvedimenti di respingimento dovranno essere adottati soltanto dalle guardie di frontiera dello Stato membro ospitante.

Un emendamento precisa che, nello svolgimento dei loro compiti e nell'esercizio delle loro competenze, i membri delle squadre dovranno rispettare pienamente la dignità umana. Qualsiasi misura adottata nello svolgimento dei compiti e nell'esercizio delle competenze dovrà quindi essere proporzionata agli obiettivi perseguiti. I membri delle squadre non dovranno mai operare discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale delle persone.

 

Copertura dei costi e status delle guardie di frontiera ospiti

 

I membri delle squadre manterranno la qualifica di guardia nazionale di frontiera del loro Stato membro e saranno retribuiti da quest’ultimo. Riceveranno però una diaria, che comprende le spese di alloggio, per tutta la durata della loro partecipazione ai corsi di formazione, alle esercitazioni e alle missioni. Sarà l’Agenzia a coprire pienamente i costi sostenuti dagli Stati membri per mettere le loro guardie di frontiera a disposizione. In particolare, le spese di viaggio, i costi di vaccinazione, i costi relativi ad assicurazioni specifiche e all'assistenza sanitaria, la diaria e i costi relativi alle attrezzature tecniche dell'Agenzia. Per tale ragione, il Parlamento ha previsto di aumentare il bilancio dell'Agenzia di 10 milioni di euro nel 2007.

Nello svolgere i compiti ed esercitare le competenze, i membri delle squadre dovranno osservare la normativa comunitaria e la legislazione nazionale dello Stato membro ospitante, ma restano soggetti alle misure disciplinari dei rispettivi Stati membri. D'altra parte, è lo Stato membro ospitante ad essere responsabile dei danni eventuali da loro causati durante le loro operazioni. Se tali danni sono dovuti a negligenza grave o comportamento doloso, peraltro, lo Stato membro ospitante potrà rivolgersi a quello d'origine per ottenere il rimborso di eventuali risarcimenti erogati alle vittime o agli aventi diritto. Durante le missioni, inoltre, i membri delle squadre sono assimilati agli agenti dello Stato membro ospitante per quanto riguarda i reati penali che potrebbero commettere o di cui potrebbero essere vittime.

Con una dichiarazione inserita alla fine del testo legislativo, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sottolineano che, in caso di pressioni urgenti ed eccezionali alle frontiere esterne, che richiedano l'invio di una squadra d'intervento rapido alle frontiere, contestuali ad un'eventuale insufficienza di risorse finanziarie nel bilancio dell'Agenzia FRONTEX, «tutte le possibilità per garantire il finanziamento dovranno essere esperite». La Commissione verificherà con estrema urgenza se sia possibile un'eventuale riassegnazione di fondi. Qualora si rendesse necessaria una decisione da parte dell'autorità di bilancio, la Commissione avvierà una procedura al fine di garantire una decisione tempestiva quanto ai mezzi per fornire finanziamenti addizionali. L'autorità di bilancio, infine, «si impegna ad agire con la massima rapidità, tenendo conto dell'urgenza della situazione».

 

 

Nel dibattito è intervenuto GIUSEPPE CASTIGLIONE (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, vorrei innanzitutto ringraziare il relatore Deprez per l'impegno profuso in questa relazione e desidero esprimergli la mie più vive congratulazioni per essere riuscito in tempi così brevi a raggiungere un compromesso con il Consiglio su un tema di tale importanza e urgenza.

Le ondate di immigrazione illegale come quelle che sono state osservate la scorsa estate alle frontiere meridionali dell'Unione europea non coinvolgono soltanto gli Stati interessati, bensì tutti gli Stati membri dell'Unione e, come è noto all'onorevole Catania, dalla Sicilia si avverte l'urgenza di affrontare e di risolvere il problema.

Nei prossimi mesi, come ogni anno, gli sbarchi di immigrati clandestini sull'isola di Lampedusa, come pure sulle altre isole, si succederanno senza sosta durante il giorno e durante la notte, in condizioni meteo proibitive e in una situazione molto precaria sul piano della sicurezza. La gestione efficace delle frontiere esterne richiede pertanto politiche realistiche di prevenzione per la sicurezza interna e di contrasto al fenomeno dell'accesso clandestino e alla tratta di esseri umani.

La creazione di squadre di intervento rapido alle frontiere costituisce un primo concreto strumento di reazione comune, fondato sulla solidarietà, sul rispetto dei diritti umani e sulla reciproca assistenza tra gli Stati, che sono chiamati a parteciparvi mettendo a disposizione risorse finanziarie e umane. Le nostre forze nazionali di polizia non possono essere lasciate ancora sole nel gravoso compito di difesa delle frontiere, ma anche e soprattutto di accoglienza e di soccorso dei clandestini.

I nostri cittadini non possono continuare a vivere nell'insicurezza e nella precarietà e ci chiedono costantemente misure concrete di contrasto contro i gruppi criminali organizzati che gestiscono tali flussi illegali, troppo spesso alimentando il mercato del lavoro nero e della prostituzione. Per far fronte a tali richieste, spero che gli agenti delle squadre di intervento rapido possano entrare in azione già a partire da questa estate.

Al tempo stesso dobbiamo continuare a impegnarci su questo fronte e a ricercare le soluzioni migliori in tema di immigrazione. Non mi sembra che la proposta di legge del governo italiano vada in questa direzione, visto che piuttosto di condurre con noi una lotta seria alla clandestinità, il governo preferisce portare avanti politiche contraddittorie e improvvisate che non potranno che avere gravi ripercussioni in tutta l'Unione.

Signor Commissario, nell'urgenza di assicurare la continuità tra l'Unione europea e i suoi Stati membri la invito vivamente a voler tenere alta l'attenzione su questo scottante tema, perché l'impegno prioritario della solidarietà verso i più deboli si coniughi sempre più con un crescente bisogno di sicurezza."

 

Nel dibattito è inoltre intervenuto FRANCESCO MUSOTTO (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, ritengo che stasera abbiamo raggiunto un obiettivo importante, perché l'accordo sulle squadre di intervento rapido alle frontiere ha dimostrato che tutte le Istituzioni dell'Unione europea hanno compreso che l'immigrazione clandestina è un dramma di cui non possono farsi carico soltanto le regioni esposte ai massicci flussi migratori a causa della loro posizione geografica.

Come abbiamo avuto modo di sottolineare nella relazione sulle isole approvata in quest'Aula, l'Europa non poteva continuare a restare indifferente di fronte all'emergenza permanente di regioni come la mia Sicilia, con il picco di Lampedusa, le Canarie o Malta, gravate in modo insostenibile dallo sbarco dei clandestini. Non poteva restare indifferente di fronte alla tragedia umana delle imbarcazioni di fortuna che affondano nel Mediterraneo, né di fronte alla criminalità organizzata che sfrutta la disperazione di quei popoli. Con l'apertura delle frontiere interne, i confini esterni sono la nostra frontiera comune, per cui solo a livello europeo è possibile trovare soluzioni adeguate e a lungo termine per la questione dell'immigrazione.

Certamente la creazione delle squadre di intervento rapido non è che un punto di partenza. L'Europa dovrà procedere speditamente verso l'approvazione della politica di immigrazione legale, visto che una questione di tale importanza non può essere lasciata soltanto in mano ai governi. Il governo italiano ha appena approvato una legge che cambia e modifica legislazioni precedenti, ma non si tratta di soluzioni che possono essere definitive e che possono portare all'accoglienza e alla costruzione di un futuro migliore.

L'Europa nella sua interezza deve fare il contrario. Deve definire una politica di immigrazione legale, in grado di gestire tutti i flussi che, come il vento, non si possono fermare ma vanno governati."

 

 

 

SANITÀ PUBBLICA

 

 

TERAPIE GENETICHE: NO A NORME ETICHE EUROPEE

Doc. A6-0031/2007

 

Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui medicinali per terapie avanzate recante modifica della direttiva 2001/83/CE e del regolamento (CE) n. 726/2004

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 23.4.2007 - Votazione: 25.4.2007

 

Il Parlamento ha approvato il regolamento che intende armonizzare la legislazione inerente alle terapie avanzate che ricorrono ad approcci genici e cellulari per il trattamento di malattie e disfunzioni del corpo umano. I deputati hanno accolto gli emendamenti di compromesso presentati da tre gruppi politici e condivisi dal Consiglio. Le questioni etiche restano fuori, ma legislazioni nazionali potranno vietare o limitare talune terapie.

 

Facendo propri una serie di emendamenti avanzati dal PSE, dall'ALDE/ADLE e dalla GUE/NGL, il Parlamento ha approvato il regolamento sui medicinali per terapie avanzate che intende creare un quadro normativo armonizzato per i prodotti destinati alla terapia genica e alla terapia cellulare somatica e quelli di ingegneria tessutale. Queste terapie si basano su approcci genici e cellulari per prevenire e trattare malattie o disfunzioni del corpo umano, come il cancro, il diabete, il morbo di Parkinson e altre patologie neurodegenerative. Visto che tali emendamenti sono condivisi dal Consiglio e dalla Commissione, il regolamento può considerarsi adottato definitivamente e potrà quindi entrare presto in vigore dopo che i Ministri lo avranno approvato formalmente. Sarà d'applicazione dopo un anno (verso la metà del 2008).

Il regolamento stabilisce una procedura di autorizzazione unica, permettendo così alle imprese di non dover richiedere 27 autorizzazioni nazionali. Fissa anche delle norme rigorose in materia di valutazione e di sorveglianza delle terapie per le quali è chiesta un'autorizzazione alla commercializzazione.  Sicurezza giuridica e semplificazione delle procedure per le imprese e per gli ospedali, sicurezza sanitaria e miglior accesso alle cure per i pazienti e gli ospedali, è questo il doppio obiettivo del regolamento adottato. Non senza aspre polemiche tra due schieramenti aventi visioni opposte sulle questioni etiche.

 

L'etica al centro del dibattito

I dibattiti sulla proposta di regolamento si sono concentrati essenzialmente sull'opportunità o meno di inserire delle clausole etiche nel testo. La Commissione e il Consiglio hanno espresso l'intenzione di lasciare agli Stati membri la libertà di trattare tale questione a livello nazionale e di scegliere, quindi, se autorizzare o no talune terapie sul proprio territorio. La Presidenza, inoltre, aveva precisato che se gli emendamenti etici fossero stati approvati non sarebbe stato possibile adottare il provvedimento.

Un folto gruppo di deputati, compreso il relatore non ha però rinunciato a dare battaglia e ha difeso due emendamenti proposti dalla commissione giuridica che escludevano l'applicazione del regolamento ai medicinali per terapie avanzate «che contengono o derivano da cellule embrionali o fetali umane, cellule germinali primordiali o cellule da esse derivate».

GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE, IT), inoltre, ha presentato alla plenaria una decina di emendamenti che intendevano porre il divieto «di commercializzazione del corpo umano e delle sue parti in quanto tali» precisando che la donazione di cellule e tessuti umani dovesse essere realizzata unicamente su base volontaria e a titolo gratuito. Lo scopo era anche di non concedere l'autorizzazione a prodotti che modificano la linea germinale umana o che sono derivati da ibridi o chimere umano-animali.

Ma la maggioranza del Parlamento - 403 voti favorevoli, 246 contrari e 11 astensioni - ha preferito l'opzione offerta dai tre gruppi che hanno proposto gli emendamenti di compromesso sostenuti dal Consiglio per permettere l'adozione rapida del regolamento. Gli emendamenti "etici" sono stati invece respinti, generalmente, con uno scarto di un centinaio di voti.

Occorre peraltro notare che i vigenti limiti etici posti dalla legislazione comunitaria restano in vigore. Inoltre, tra il pacchetto di compromesso adottato figurano degli emendamenti che escludono dal campo d'applicazione del regolamento i prodotti che contengono o consistono esclusivamente di cellule e/o tessuti umani o animali non vitali e che non esplicano la propria azione né con mezzi farmacologici né immunologici né mediante il metabolismo.

Un emendamento rafforza leggermente il principio della sussidiarietà rispetto alla proposta iniziale della Commissione. Stabilisce infatti che non vi sono ostacoli all’applicazione delle legislazioni nazionali che vietano o limitano l’uso di tipi specifici di cellule umane o animali nonché la vendita, la fornitura o l’uso di medicinali che contengono, consistono o derivano da tali cellule per motivi non contemplati dalla legislazione comunitaria. Gli Stati membri, è anche precisato, devono comunicare alla Commissione il testo delle legislazioni nazionali in questione per poi raccoglierli in un registro accessibile al pubblico.

 

Definizione dei prodotti e procedura di autorizzazione

Diversi emendamenti hanno affinato le definizioni dei prodotti, in particolare quelle relative ai prodotti combinati e contenenti dispositivi medici. Altri hanno precisato maggiormente la procedura di autorizzazione e hanno rafforzato il ruolo dell'Agenzia europea di valutazione dei medicinali (EMEA). Vista la specificità di queste nuove terapie, sarà creato un comitato scientifico speciale in seno all'Agenzia che permetterà anche la condivisione delle esperienze. In tale ambito, il Parlamento ha ottenuto delle modifiche riguardo alla composizione e al ruolo del comitato, ha rialzato le esigenze in materia di trasparenza dei suoi lavori e d'indipendenza dei suoi membri.

I prodotti esistenti e conformi alle norme vigenti potranno restare sul mercato senza bisogno di una nuova richiesta d'autorizzazione, per un periodo transitorio di tre anni (terapie cellulari e geniche) o di quattro anni (ingegneria tessutale). Diversi emendamenti, peraltro, mirano a adattare l'attuale legislazione comunitaria, come le norme sui prodotti farmaceutico, affinché i prodotti innovativi preparati dagli ospedali possano non essere sottoposti alla procedura di autorizzazione centralizzata.

 

Favorire le PMI

I deputati hanno voluto incoraggiare le piccole e medie imprese. Pertanto, queste godranno di una riduzione del 95% delle tariffe relative alle domande di pareri scientifici, e del 50% per quelle relative alle autorizzazioni per l'immissione sul mercato. Anche gli ospedali potranno beneficiare di quest'ultima agevolazione.

 

 

 

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. A6-0091/2007 - Relazione sulla lotta contro l'HIV/AIDS nell'Unione europea e nei paesi vicini, 2006/2009

L'AIDS non è stato sconfitto. Anzi, vi è una tendenza a un aumento dei contagi. Il Parlamento chiede quindi la raccolta di dati affidabili e misure di prevenzione indirizzate ai gruppi a rischio. Occorre poi sostenere campagne di informazione e promuovere l'educazione sessuale nelle scuole, nonché combattere le discriminazioni. E' anche necessario incoraggiare il ricorso al preservativo femminile, aumentare gli sforzi finanziari nella ricerca di nuovi farmaci e ridurne il prezzo.

 

 

 

AMBIENTE

 

 

CAMBIAMENTI CLIMATICI: ISTITUITA UNA COMMISSIONE TEMPORANEA

Doc. B6-0158/2007

 

Proposta di decisione - Costituzione di una commissione temporanea sui cambiamenti climatici

Votazione: 25.4.2007

 

Il Parlamento europeo intende svolgere «un ruolo chiave in materia di sensibilizzazione» sul cambiamento climatico e inserire tale sfida «ai primi posti dell'agenda internazionale». E' questo il senso della decisione del Parlamento di istituire una nuova commissione temporanea sul cambiamento climatico, che conterà 60 membri. La composizione nominativa sarà fissata nel corso di un'ulteriore votazione in Plenaria.

 

Il Parlamento ha approvato la proposta della Conferenza dei Presidenti di istituire una commissione temporanea sui cambiamenti climatici che avrà le seguenti attribuzioni:

 

·        formulare proposte sulla futura politica integrata dell'Unione europea in materia di cambiamento climatico e coordinare la posizione del Parlamento europeo nella negoziazione del quadro internazionale della politica climatica per il dopo il 2012;

·        analizzare e valutare la situazione e proporre misure appropriate, ad ogni livello, contestualmente alla valutazione del loro impatto finanziario, nonché del costo dell'inazione;

·        stilare un inventario il più esaustivo possibile dei progressi recenti e delle prospettive in materia di lotta contro il cambiamento climatico, con l'obiettivo di facilitare al Parlamento l'analisi dettagliata necessaria di tali prospettive affinché possa assumersi le proprie responsabilità politiche;

·        valutare l'impatto ambientale, giuridico, economico, sociale, geopolitico, regionale e sulla salute pubblica di tali progressi recenti e delle prospettive;

·        analizzare e valutare l'applicazione della legislazione comunitaria pertinente fino ad oggi;

·        prendere i contatti necessari e organizzare audizioni con i parlamenti ed i governi degli Stati membri e dei paesi terzi, con le Istituzioni europee e con le organizzazioni internazionali nonché con i rappresentanti della comunità scientifica, delle imprese e della società civile, comprese le reti delle autorità locali e regionali.

 

Le competenze delle commissioni permanenti esistenti che trattano i dossier legislativi legati al cambiamento climatico (ambiente, energia, trasporti, ecc.) restano immutate, ma la commissione temporanea potrà «formulare raccomandazioni per azioni o iniziative da intraprendere».

Come per tutte le commissioni temporanee (articolo 175 del Regolamento del Parlamento), la durata del mandato è di 12 mesi (a decorrere dal 10 maggio 2007), al termine del quale presenterà una relazione al Parlamento che, se del caso, conterrà delle raccomandazioni per azioni o iniziative da intraprendere.

La commissione temporanea conterà 60 membri, i cui nomi saranno decisi in occasione di una prossima sessione plenaria.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. A6-0064/2007 - Raccomandazione per la seconda lettura sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvione.

Il Parlamento ha approvato una direttiva che si prefigge di stabilire un quadro legislativo per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvione. Lo scopo è di garantire la tutela della salute pubblica, dell’ambiente, del patrimonio culturale e delle attività economiche. 

 

 

 

DONNE

 

 

SITUAZIONE DELLE DONNE PORTATRICI DI HANDICAP NELL'UNIONE EUROPEA

Doc. A6-0075/2007

 

Relazione  sulla situazione delle donne portatrici di handicap nell'Unione europea

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 26.4.2007 - Votazione: 26.4.2007

 

Il Parlamento europeo ha approvato la relazione sulla situazione delle donne portatrici di handicap nell'Unione europea. Dopo aver ricordato che la convenzione delle Nazioni Unite, relativa ai diritti delle persone handicappate (2006) sottolinea la necessità di integrare il principio di uguaglianza dei sessi con ogni sforzo per promuovere l'esercizio dei loro diritti fondamentali, la relazione sottolinea che circa l'80% delle donne handicappate sono vittime di violenze fisiche e psicologiche.

 

Si rileva che la responsabilità delle persone disabili e dipendenti è generalmente assunta dalle donne e che ciò, in assenza di adeguate strutture di accoglienza, comporta la loro uscita dal mercato del lavoro.

Si invitano gli Stati membri a garantire l'eliminazione delle barriere e degli ostacoli esistenti, incluse le barriere architettoniche, in modo da creare pari diritti e opportunità che consentano la partecipazione delle donne disabili alla vita familiare, politica, culturale, sociale e lavorativa.

Si auspica che il programma Daphne sia utilizzato anche per la lotta contro la violenza su donne handicappate.

Si sottolinea che in molte situazioni le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) sono uno strumento fondamentale dell'integrazione delle persone disabili, di stabilire le misure opportune per eliminare il divario digitale dovuto al genere, in modo che le donne con disabilità possano avere accesso alle TIC e beneficiarne alle stesse condizioni degli uomini.

Si invita la Commissione unitamente alle competenti autorità nazionali affinché esamini gli specifici problemi sanitari e di assistenza medica cui vanno incontro le donne disabili, incentrando l'analisi sull'assistenza e l'opera d'informazione.

Si sottolinea l'importante ruolo svolto dalle organizzazioni non governative che operano con donne disabili e invita la Commissione e gli Stati membri a sostenerle.

Si sollecita un attenzione particolare sulle questioni

Con la presente relazione si intende manifestare il più ampio sostegno possibile alle aspirazioni e richieste delle persone che soffrono di un handicap e delle loro famiglie.

 

Nel dibattito è intervenuta AMALIA SARTORI (PPE/DE-I) Vicepresidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io ringrazio prima di tutto la collega Herranz García per il lavoro che ha svolto e per l'impegno con il quale ha voluto portare a termine questa relazione.

Per quanto riguarda i contenuti, io credo che sia interesse di tutti avere alcuni punti guida che caratterizzano il nostro lavoro. Prendendo spunto dalla relazione stessa, quale primo punto io credo che sia importante sottolineare, in una relazione con gli Stati membri, che i costi della disabilità devono essere a carico della comunità tutta. Il secondo punto è che tutti i provvedimenti, le direttive, i progetti e i piani che vengono elaborati dalle Istituzioni comunitarie devono tenere conto del fatto che nei nostri paesi vi sono anche i disabili e che essi rappresentano sempre una parte importante di tutti i provvedimenti che noi dobbiamo adottare. Il terzo punto è legato alla necessità di dare dignità economica e sociale a tutte le persone che sono impegnate nei settori di cura.

Io credo che ormai in tutti i paesi si sia diffusa la sensibilità che le risposte vere da dare ai problemi della disabilità sono quelle di valutare le abilità residue di ogni persona e di metterle a disposizione della comunità tutta. Questa è la risposta migliore per i diversamente abili e anche per noi tutti.

Noi lavoriamo affinché i nostri paesi abbiano tassi di crescita economica e di sviluppo sempre più alti, perché riteniamo che soltanto una comunità ricca, culturalmente ed economicamente, possa dare le risposte che questi mondi si aspettano."

 

 

 

POLITICA REGIONALE

 

 

I FUTURI AMPLIAMENTI NON ESCLUDANO ALTRE REGIONI

DAI FONDI DI COESIONE

Doc. A6-0087/2007

 

Relazione sulle conseguenze dei futuri ampliamenti sull'efficacia della politica di coesione

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 23.4.2007 - Votazione: 24.2.2007

 

Il Parlamento chiede che le nuove adesioni non compromettano l'ammissibilità ai fondi regionali delle attuali regioni beneficiarie. Allo stesso tempo i deputati si dicono preoccupati per lo sperpero di risorse UE visto che la situazione in diverse regioni non è migliorata malgrado l'intervento dei fondi comunitari. Chiedono anche di rafforzare le responsabilità degli Stati membri e di sviluppare l'impiego di risorse private. Sanzioni più severe solo sollecitate contro gli abusi.

 

La capacità d'integrazione dell'Unione europea significa soprattutto che essa deve essere in grado, alla luce della realtà di bilancio, di perseguire l'obiettivo della coesione sociale, economica e territoriale. È quanto afferma la relazione approvata dal Parlamento con 473 voti favorevoli, 113 contrari e 104 astensioni - ritenendo necessario che, al momento dell'adesione di ciascun paese candidato, si stabilisca «se l'UE sia capace di accoglierlo».

A loro parere, inoltre, occorre una riforma istituzionale, finanziaria e politica nel contesto della revisione del quadro finanziario dell'UE. Anche perché una politica di coesione «efficiente ed onesta» è «impossibile» senza portare la spesa UE all'1,18% dell'RNL dell'UE. D'altra parte, vista l'attuale situazione del sistema delle risorse dell'Unione, «sarebbe difficile finanziare eventuali futuri ampliamenti senza mettere a rischio l'efficacia delle attuali politiche di coesione».

Per il Parlamento, inoltre, i futuri ampliamenti «non dovranno condurre ad un'esclusione di un numero ancora maggiore di regioni dell'Unione europea dall'ammissibilità ai finanziamenti della politica di coesione nel quadro dell'attuale obiettivo 1, sulla base dell'effetto statistico e senza che siano effettivamente eliminate le attuali disparità». La Commissione, nel quadro dei prossimi ampliamenti, è quindi invitata a calcolare periodicamente, in modo differenziato a seconda di ciascuno Stato, la spesa di politica regionale che l'UE sosterrebbe e quali conseguenze ne deriverebbero per l'attuale ammissibilità al sostegno delle regioni.

D'altra parte, i deputati manifestano la propria preoccupazione per il fatto che in talune regioni l'aiuto UE sia «scarsamente mirato». Notano di conseguenza che, malgrado l'assistenza finanziaria pluriennale, la situazione in queste regioni non migliora, «provocando uno sperpero di risorse comunitarie». D'altra parte, il Parlamento ha accolto un emendamento del PPE/DE e dell'ALDE che ha soppresso il paragrafo che chiedeva l'introduzione di un periodo di tempo massimo durante il quale le regioni possano ricevere finanziamenti strutturali per evitare che si verifichino situazioni nelle quali le regioni che per molti anni hanno beneficiato dell'aiuto dell'UE continuano a restare allo stesso basso livello di sviluppo.

Secondo i deputati, inoltre, per l'efficacia della politica di coesione, «è indispensabile rafforzare la responsabilità propria degli Stati membri». Ma accogliendo a larghissima maggioranza un emendamento avanzato da PPE/DE e ALDE, il Parlamento ha soppresso il paragrafo che chiedeva di giungere a tale scopo attraverso più elevate aliquote nazionali di cofinanziamento, «soprattutto nelle regioni che hanno già ottenuto il finanziamento UE in vari periodi di programmazione».

È anche necessario che l'UE sfrutti maggiormente l'effetto leva degli strumenti di prestito e che sia sviluppato l'impiego di risorse private quale fonte di cofinanziamento del sostegno strutturale.

La relazione, infine, chiede sanzioni più severe in caso di evidente abuso dei finanziamenti nonché più efficienti procedure di recupero dei fondi. In proposito, i deputati fanno presente che un'efficace lotta alla corruzione e lo sviluppo di capacità amministrative costituiscono una condizione preliminare determinante per ottenere i finanziamenti strutturali. Pertanto chiedono «un'applicazione coerente ed inflessibile degli strumenti di controllo».

 

 

 

RICERCA E INNOVAZIONE

 

 

CARCERE E MULTE SALATE PER PIRATI E CONTRAFFATTORI

Doc. A6-0073/2007

 

Relazione sulla proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 23.4.2007 - Votazione: 25.4.2007

 

Il Parlamento sostiene la proposta di direttiva che prevede sanzioni penali - come reclusione e ammende pecuniarie - per i responsabili di atti di pirateria e contraffazione. Con una serie di emendamenti precisa però i diritti da essa tutelati e chiede l'esclusione dei brevetti dal suo campo d'applicazione. Nel chiarire poi i reati punibili, propone un'eccezione per giornalisti e insegnanti e chiede di garantire la libera concorrenza, ma anche i diritti degli imputati.

 

Adottata dal Parlamento con 374 voti favorevoli, 278 contrari e 17 astensioni, la relazione accoglie con favore la proposta della Commissione, ma propone una serie di emendamenti volti principalmente a definire più chiaramente l'oggetto e il campo d'applicazione della direttiva e a precisare i tipi di reato punibili. La proposta di respingere la proposta di direttiva avanzata dalla GUE/NGL e dai Verdi/ALE è stata respinta dall'Aula con 197 voti favorevoli, 452 contrari e 11 astensioni.

Nel corso del dibattito tenutosi in Aula, il relatore aveva precisato che la direttiva riguarda, «finalmente», la lotta contro il crimine organizzato, «che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse». Da qui la necessità di un'armonizzazione a livello europeo. Il deputato ha poi sottolineato che, negli ultimi dieci anni, il volume delle merci contraffatte è aumentato del 1.600%. Merci, ha precisato, come giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, «cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno».

Ciò, ha proseguito, produce un danno per le industrie europee, alterando tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, e danneggia i lavoratori e le lavoratrici, causando «recessione e disoccupazione». In proposito, ha affermato che questo fenomeno ha portato, negli ultimi dieci anni, a 125.000 nuovi disoccupati in Europa. Ne consegue, ha aggiunto, un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, stigmatizzando in particolare la contraffazione di medicinali. Con l'armonizzazione contro il crimine, ha sostenuto il relatore, «si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo» e «si rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei». Si è quindi augurato un ampio consenso, sottolineando che «potenti interessi e lobby auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla».

 

Una definizione più chiara dei diritti di proprietà intellettuale

I deputati, anzitutto, intendono precisare che le misure previste dalla direttiva riguardano il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale «nel contesto della contraffazione e della pirateria». Inoltre, specificano che per "diritti di proprietà intellettuale" si intendono uno o più dei seguenti diritti: diritto d'autore, diritti connessi al diritto d'autore, diritto sui generis del costitutore di una banca di dati, diritti dei creatori di topografie di prodotti semiconduttori, diritti relativi ai marchi (nella misura in cui l'estensione ad essi della protezione del diritto penale non sia in contravvenzione delle norme sul libero mercato e sulle attività di ricerca), diritti relativi ai disegni, indicazioni geografiche e denominazioni commerciali (nella misura in cui sono protetti dal diritto nazionale in quanto diritti di proprietà esclusivi).

Diversi emendamenti sono tesi a escludere dal campo d'applicazione della direttiva la materia brevettuale e i diritti di proprietà industriale derivanti dai brevetti. Il Parlamento ritiene infatti che, data la complessità della maggior parte dei progetti di ricerca, nello svolgere il proprio lavoro gli inventori rischiano continuamente di violare i diritti brevettuali. Prevedere sanzioni penali per queste violazioni, pertanto, potrebbe distogliere inventori e ricercatori dal compiere scelte innovative. Un emendamento precisa inoltre che la direttiva non si applica a violazioni dei diritti di proprietà intellettuali connessi ai diritti di brevetto, modelli di utilità e ritrovati vegetali, compresi i diritti derivanti da certificati addizionali di protezione, nonché alle importazioni parallele di beni originali da paesi terzi autorizzate dal detentore del diritto.

 

I reati punibili

In forza alla direttiva, gli Stati membri devono provvedere a qualificare come reato «qualsiasi violazione intenzionale del diritto di proprietà intellettuale commessa su scala commerciale, la complicità e l’istigazione» della violazione stessa. In proposito i deputati, precisano con un emendamento che per "violazione commessa su scala commerciale" si intende «la violazione di un diritto di proprietà intellettuale commesso per ottenere un vantaggio commerciale» e ciò «esclude atti compiuti da un utilizzatore privato per fini personali e non di lucro». Per "violazione intenzionale", inoltre, si intende «la violazione deliberata e cosciente del diritto in oggetto allo scopo di ottenere un vantaggio economico su scala commerciale».

 

Per garantire la libertà di stampa e il diritto all'insegnamento, i deputati chiedono poi agli Stati membri di provvedere a che l'uso equo di un'opera protetta, inclusa la riproduzione in copie o su supporto audio o con qualsiasi altro mezzo, a fini di critica, recensione, informazione, insegnamento (compresa la produzione di copie multiple per l'uso in classe), studio o ricerca, «non sia qualificato come reato».

 

.... e le sanzioni

Per le persone fisiche responsabili di pirateria e contraffazione, gli Stati membri debbono prevedere pene restrittive della libertà personale. Il massimo della pena non deve essere inferiore a 4 anni di reclusione per i reati più gravi commessi nell'ambito di un'organizzazione criminale oppure che comportano un rischio per la salute o la sicurezza delle persone. A questi, il Parlamento aggiunge anche i reati collegati al riciclaggio di proventi delle attività criminose e al finanziamento del terrorismo. Ai pirati e ai contraffattori dovranno inoltre essere inflitte ammende penali che, per i reati più gravi appena descritti, dovranno essere di un massimo non inferiore a 300.000 euro. Per altri tipi di reato, invece, le ammende dovranno essere di un massimo non inferiore a 100.000 euro. Alle persone giuridiche potranno essere inflitte le stesse ammende penali e altre ammende non penali.

Inoltre, gli Stati membri dovranno prevedere anche la confisca dell'oggetto, degli strumenti utilizzati e dei prodotti originati dai reati. Ma non solo, se ritenuto opportuno, potranno anche procedere alla distruzione dei beni, «inclusi i materiali e le attrezzature utilizzati» per commettere la violazione del diritto di proprietà intellettuale, alla chiusura, totale o parziale, definitiva o temporanea, dello stabilimento usato per commettere tale violazione e all'interdizione, permanente o temporanea, di esercitare attività commerciali.

Inoltre, si potrà procedere all’assoggettamento a controllo giudiziario, alla liquidazione giudiziaria, all’esclusione dal godimento di benefici e aiuti pubblici e alla pubblicazione delle decisioni giudiziarie. Un emendamento inserisce anche la possibilità di emettere un ordine di pagamento, a carico del contraffattore, per le spese di custodia dei beni confiscati. Il Parlamento sollecita poi gli Stati membri a adottare le misure necessarie a garantire che, nel fissare il livello delle sanzioni, si tenga conto dei reati ripetutamente commessi in un altro Stato membro.

 

Garantire la libera concorrenza e i diritti degli imputati

Infine, per non nuocere alla libera concorrenza, un emendamento impone agli Stati membri di assicurare - mediante misure penali, civili e procedurali - che il ricorso abusivo a minacce e sanzioni penali «possa essere vietato e soggetto a sanzioni». Devono anche essere vietati gli abusi procedurali, in particolare qualora vengano applicate misure penali per far rispettare norme di diritto civile». Agli Stati membri, inoltre, è chiesto di assicurare che i diritti dell'imputato «siano debitamente protetti e garantiti».

Dovranno poi far sì che il previsto coinvolgimento dei titolari dei diritti di proprietà intellettuale nelle squadre investigative comuni non comprometta i diritti dell'accusato, ad esempio pregiudicando l'accuratezza, l'integrità e l'imparzialità delle prove. Il Parlamento ritiene infatti che l'implicazione di queste persone «costituisce un ruolo d'appoggio che non interferirà con la neutralità delle investigazioni». I deputati propongono poi che, a seguito di un sequestro, le autorità di polizia producano le prove delle violazioni così ottenute nei processi civili pendenti o futuri e ne informino il titolare dei diritti interessato.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. B6-0155/2007 - Risoluzione sui negoziati relativi al contratto di concessione per il sistema Galileo

 

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

DIRITTI UMANI

-       Doc. A6-0128/2007 - Relazione sulla relazione annuale sui diritti dell'uomo nel mondo 2006 e sulla politica dell'UE in tale rispetto  

Il Parlamento ha adottato un'ampia relazione che valuta e, se del caso, critica le attività dell'UE in materia di diritti dell'uomo nel 2006, formulando anche dei suggerimenti. I deputati sollecitano progressi nella realizzazione del Tribunale penale internazionale, ribadiscono l'impegno a favore di una moratoria sulla pena di morte e chiedono una politica dell'immigrazione rispettosa dei diritti umani. Denunciano anche le violazioni realizzate in numerosi paesi, come Cina, Russia e Turchia.

-        Doc. B6-0164/2007 - Risoluzione comune sull'iniziativa a favore di una moratoria universale in materia di pena di morte

Il Parlamento invita gli Stati membri e l'Unione europea a presentare «immediatamente», con la cosponsorizzazione di paesi di altri continenti, una risoluzione per una moratoria universale della pena capitale nel quadro dell'attuale Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel chiedere di promuovere la formazione di coalizioni regionali a favore della moratoria, sollecita le Istituzioni UE a proclamare il 10 ottobre Giornata europea contro la pena di morte.

-        Doc. B6-0167, 0168, 0170, 0171//2007 - Risoluzione comune sull'omofobia in Europa

Il Parlamento condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi verso gli omosessuali. Nel chiedere di vietare questo tipo di discriminazione in tutti i settori, sollecita la Commissione a promuovere azioni giudiziarie contro gli Stati membri in caso di violazione. Invitando gli Stati UE a riconoscere le coppie dello stesso sesso, è chiesta la depenalizzazione mondiale dell'omosessualità. Il 17 maggio di ogni anno sarà la Giornata internazionale contro l'omofobia.

 

ALLARGAMENTO

-       Doc. A6-0092/2006 - Relazione sulla relazione concernente i progressi compiuti dalla Croazia nel 2006

Il Parlamento elogia la Croazia per i progressi compiuti verso l'adesione, ma chiede ulteriori sforzi per colmare le lacune restanti e ribadisce che senza la riforma dei Trattati non si potranno realizzare altri ampliamenti. La Croazia è esortata a procedere con le riforme amministrativa e giudiziaria, a perseguire i criminali di guerra, a tutelare le minoranze e a permettere l'acquisto di immobili ai cittadini UE. L'Aula ha respinto taluni emendamenti che riguardavano specificamente l'Italia.

 

TRASPORTI

-       Doc. A6-0086/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2002/59/CE relativa all'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d'informazione

-       Doc. A6-0079/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del trasporto marittimo e che modifica le direttive 1999/35/CE e 2002/59/CE

-       Doc. A6-0063/2007 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla responsabilità dei vettori che trasportano passeggeri via mare e per vie navigabili interne in caso di incidente

-       Doc. A6-0081/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al controllo da parte dello Stato di approdo (Rifusione)

-       Doc. A6-0070/2007 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime

Il Parlamento ha approvato, in prima lettura, cinque proposte legislative relative al nuovo pacchetto sulla sicurezza marittima che mira a una migliore prevenzione e a un più efficiente trattamento degli incidenti e dell’inquinamento. Si tratta di testi riguardanti la responsabilità in caso di incidente di navi-passeggeri, l'assistenza alle navi in pericolo, i sistemi di controllo da parte dello Stato di approdo e le ispezioni delle navi nonché il quadro europeo per le inchieste sugli incidenti.

-       Doc. A6-0134/2007 - Raccomandazione per la seconda lettura sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce norme comuni per la sicurezza dell'aviazione civile e che abroga il regolamento (CE) n. 2320/2002

Il Parlamento sollecita norme più severe per la sicurezza degli aeroporti e dei voli nonché maggiore rigore sul trasporto di armi a bordo e sulla presenza di "sceriffi del cielo". Chiede però che le norme dettagliate di sicurezza - come quelle sul trasporto di liquidi a bordo - siano riviste dopo sei mesi. Insiste poi nel definire regole sul finanziamento delle misure di sicurezza e chiede che i relativi costi siano indicati chiaramente sul biglietto.

 

AFFARI ECONOMICI E MONETARI

-       Doc. A6-0298/2006 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del consiglio relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno e recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2000/12/CE e 2002/65/CE

Accogliendo un maxiemendamento negoziato con il Consiglio, il Parlamento ha approvato definitivamente la direttiva sui servizi di pagamento nel mercato interno. Con l'armonizzazione della normativa sui prodotti e l’integrazione dei servizi di pagamento saranno eliminate le barriere che intralciano i pagamenti elettronici transfrontalieri in Europa. I consumatori avranno una scelta più ampia e meno costosa e un livello di tutela elevato.

-       Doc. A6-0076/2007 - Relazione sulle finanze pubbliche nell'UEM 2006

Il Parlamento sottolinea il ruolo del Patto di Stabilità e di Crescita e, chiedendone un'applicazione coerente e vigorosa, sollecita gli Stati membri con un debito insostenibile a considerare illegale ogni nuovo disavanzo pubblico a partire dal 2015. Allarmato per la crescita della spesa pubblica, insiste sulla necessità di riforme strutturali che, beneficiando del favorevole ciclo economico, riducano il debito pubblico e consentano di affrontare la sfida dell'invecchiamento della popolazione.

-       Doc. A6-0133/2007 - Relazione sul Libro verde: "Azioni di risarcimento del danno per violazione delle norme antitrust comunitarie"

Una concorrenza libera e non falsata è indispensabile per la vitalità del mercato interno, l'eccellenza imprenditoriale, gli interessi dei consumatori e gli obiettivi dell'UE. E' quanto afferma il Parlamento, sottolineando la necessità di misure volte ad agevolare i ricorsi per il risarcimento dei danni provocati da comportamenti anticoncorrenziali. I deputati chiedono inoltre di riconoscere alle vittime la possibilità di avviare azioni legali collettive.

 

CONTROLLO DEI BILANCI

-       Doc. A6-0095/2007 - Relazione sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2005, Sezione III - Commissione

Il Parlamento ha concesso il discarico per l'esecuzione del bilancio 2005. Allo stesso tempo i deputati rilanciano l'idea delle "dichiarazioni nazionali" e reclamano che gli Stati membri si assumano la responsabilità della gestione dei fondi comunitari. Sollecitano anche la razionalizzazione del rapporto costi/benefici dei controlli sulla spesa comunitaria.

 


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

 

DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione (http://consilium.europa.eu)

POLITICA SOCIALE

·         Occupazione, protezione e inclusione sociale: rapporto congiunto (http://consilium.europa.eu)

·         Opportunità e sfide dei cambiamenti demografici in Europa (http://consilium.europa.eu)

AMBIENTE

·         Gas ad effetto serra (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/envir/92864.pdf)

VARIE

·         Agenzia UE per i diritti fondamentali (http://consilium.europa.eu)

·         Terrorismo e criminalità (GUCE L 58 del 24/02/2007)

 

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Crescita economica (http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/forecasts_e

n.htm)

CONCORRENZA

·         Maggiore concorrenza per i servizi finanziari (http://ec.europa.eu)

POLITICA SOCIALE

·         Salute e sicurezza sul lavoro: strategia comunitaria (http://ec.europa.eu/employment_social/news/200

7/feb/commstrat_fr.pdf)

·         Parità tra uomini e donne (COM 2007/49)

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         Spettro radio (GUCE L 55 del 23/02/2007)

·         Tecnologie a banda ultra larga (http://ec.europa.eu/information_society/policy/radio_spectrum/docs/re

f_docs/uwb_04_orig_web.pdf)

MERCATO INTERNO

·         Rapporto sulla realizzazione del mercato unico dei servizi finanziari (http://ec.europa.eu/internal_ma

rket/finances/progress-report/index_fr.htm)

·         OPA: relazione sull'attuazione della direttiva UE (http://ec.europa.eu/internal_market/company/docs/

takeoverbidis/2007-02-report_en.pdf)

·         Libera circolazione delle merci (COM 2007/35)

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Fiscalità delle imprese: accordi preventivi sui prezzi (http://ec.europa.eu/taxation/company_tax/transf

er_pricing/forum/index_en.htm)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Industria auto: nuova strategia per uno sviluppo sostenibile (COM 2007/22)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Programma di lavoro per il 2007 nel campo della sanità pubblica (GUCE L 46 del 16/02/2007)

·         Rete europea a difesa degli interessi dei consumatori (http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?r

eference=MEMO/07/86&format=HTML&aged=0&language=EN&quiLanguage=fr)

VARIE

·         Priorità politiche per il 2008 (COM 2007/65)

·         Attività dell'Unione europea (2006) (http://ec.europa.eu/generalreport/fr/welcome.htm)


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

 

·         "La Corte di giustizia giudica incompatibile con il diritto comunitario le sanzioni penali italiane applicate alla raccolta di scommesse da parte di intermediare che operano per conto di società straniere"

Sentenza della Corte nelle Cause riunite C-338/04, C-359/04 e C-360/04

 

Uno Stato membro non può applicare una sanzione penale per il mancato adempimento di una formalità amministrativa che esso rifiuta o rende impossibile in violazione del diritto comunitario.

 

·         "La Corte respinge l'impugnazione della British Airways"

Sentenza della Corte nella Causa C-95/04 P

 

È confermata la sentenza del Tribunale di primo grado, con cui è stato respinto il ricorso contro la decisione della Commissione di infliggere un'ammenda di 6,8 milioni di euro alla British Airways per abuso di posizione dominante.

 

·         "L'Avvocato generale Ruiz-Jarabo ritiene che i requisiti posti dalla legge tedesca in materia di sussidi all'istruzione limitino indebitamente la libera circolazione degli studenti"

Conclusioni dell'Avvocato generale nelle Cause riunite C-11/06 e C-12/06

 

A suo giudizio, da una parte, subordinare i sussidi all'istruzione in altri Stati membri alla condizione che la formazione costituisca la prosecuzione di studi frequentati per la durata di almeno un anno in una scuola tedesca e, d'altra parte, negare i sussidi agli studenti che risiedono nelle località di frontiera unicamente a fini di istruzione, costituiscono criteri che dissuadono gli studenti dell'esercizio della libertà di circolazione e risultano eccessivi rispetto all'obiettivo perseguito.

 

·         "La normativa tedesca sulla deducibilità delle perdite subite per ammortamenti realizzati sul valore di partecipazione possedute in società controllate limita la libertà di stabilimento"

Sentenza della Corte nella Causa C-347/04

 

La restrizione non è compatibile con il diritto comunitario in quanto non è giustificata.

 

·         "La pubblicità comparativa tra prodotti privi e prodotti provvisti di denominazione d'origine è in certi casi possibile"

Sentenza della Corte nella Causa C-381/05

 

Il riferimento in un messaggio pubblicitario ad un tipo di prodotto, e non ad un'impresa o ad un prodotto determinati, può essere considerato una pubblicità comparativa.

 

·         "L'esclusione assoluta del rimborso delle spese di ricovero all'estero è contraria al diritto  comunitario"

Sentenza della Corte nella Causa C-444/05

 

Un sistema di autorizzazioni preventive o la definizione di limiti massimi rimborsabili potrebbero essere più rispettosi dei principi del diritto comunitario.

 

 

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm


 

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

 

 

 

 

Legge n. 15 del 23 febbraio 2007: recepimento della direttiva 2006/49/CE del Parlamento e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi (rifusione).

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 46 del 24 febbraio 2007.

 

Decreto ministeriale del 20 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2005/6/CE della Commissione, del 26 gennaio 2005, relativa alla presentazione e l'interpretazione dei risultati d'analisi richiesti a norma della direttiva 2002/32/CE.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 42 del 20 febbraio 2007.

 

 

Decreto ministeriale del 14 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/85/CE della Commissione, del 23 ottobre 2006, relativa all'iscrizione delle sostanze attive fenamifos ed etefon.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 61 del 14 marzo 2007.

 

Decreto ministeriale del 14 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/76/CE della Commissione, del 22 settembre 2006, relativa all'iscrizione della sostanza attiva clorotalonil.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 61 del 14 marzo 2007.

 

Decreto ministeriale del 4 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/26/CE della Commissione, del 2 marzo 2006, relativa ai trattori agricoli o forestali a ruote.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 50 dell'1 marzo 2007.

 

Decreto del 3 gennaio 2007: recepimento della direttiva 2006/20/CE della Commissione, del 17 febbraio 2006, relativa ai serbatoi di carburante ed ai dispositivi di protezione posteriore antincastro dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 63 del 16 marzo 2007.

 

Decreto del 7 novembre 2006: recepimento della direttiva 2004/110/CE della Commissione, del 9 dicembre 2004, relativa al trasporto di merci pericolose per ferrovia.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 65 del 19 marzo 2007.

 

Decreto del 7 novembre 2006: recepimento della direttiva 2004/89/CE della Commissione, del 13 settembre 2004, relativa al trasporto di merci pericolose per ferrovia.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 65 del 19 marzo 2007.

 

Decreto legislativo n. 22 del 2 febbraio 2007: recepimento della direttiva 2004/22/CE, del Parlamento e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa agli strumenti di misura.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 64 del 17 marzo 2007.

 

 

 

 


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Comunicazione della Commissione - Le reti transeuropee: verso un approccio integrato {SEC(2007) 374} COM(2007) 135 definitivo

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 78/855/CEE del Consiglio relativa alle fusioni delle società per azioni e la direttiva 82/891/CEE del Consiglio relativa alle scissioni delle società per azioni, per quanto riguarda l’obbligo di far elaborare ad un esperto indipendente una relazione in occasione di una fusione o di una scissione (presentata dalla Commissione) [SEC(2007) 298] [SEC(2007) 300] COM(2007) 91 definitivo

 

POLITICA SOCIALE

·         Regolamento (CE) n. 311/2007 della Commissione, del 19 marzo 2007, recante modifica del regolamento (CEE) n. 574/72 del Consiglio che stabilisce le modalità d’applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71 relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità (GUCE L 82/2007)

 

AGRICOLTURA

·         Regolamento (CE) n. 378/2007 del Consiglio, del 27 marzo 2007, recante norme per la modulazione volontaria dei pagamenti diretti, di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e recante modifica del regolamento (CE) n. 1290/2005 (GUCE L 95/2007)

 

AMBIENTE

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Verso una gestione sostenibile delle acque nell'Unione europea - Prima fase dell'attuazione della direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE) - [SEC(2007) 362] [SEC(2007) 363] COM(2007) 128 definitivo

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo - Strategia per la politica dei consumatori dell'UE 2007-2013 - Maggiori poteri per i consumatori, più benessere e tutela più efficace {SEC(2007) 321}{SEC(2007) 322}{SEC(2007) 323} COM(2007) 99 definitivo

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo in applicazione dell'articolo 251, paragrafo 2 del trattato CE in merito alla posizione comune del Consiglio sull'adozione di una decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un secondo Programma d'azione comunitaria in materia di salute (2007-2013) COM(2007) 150 definitivo

·         Direttiva 2007/19/CE della Commissione, del 30 marzo 2007, che modifica la direttiva 2002/72/CE relativa ai materiali e agli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e la direttiva 85/572/CEE del Consiglio che fissa l'elenco dei simulanti da impiegare per la verifica della migrazione dei costituenti dei materiali e degli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari (GUCE L 91/2007)

 

TRASPORTI

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo in applicazione dell'articolo 251, paragrafo 2, secondo comma del trattato CE relativa alla posizione comune adottata dal Consiglio relativa all'adozione di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee di trasporto e dell'energia COM(2007) 152 definitivo


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.europa.eu

sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl

 

 

 

AUDIOVISIVI - INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL SOSTEGNO AL VIDEO ON DEMAND E ALLA DISTRIBUZIONE CINEMATOGRAFICA DIGITALE.

CODICE: EACEA 13/07

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_078/c_

SCADENZA: 9/07/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE TELEVISIVA DI OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE.

CODICE: EACEA 06/2007

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_073/c_

SCADENZA: 1/06/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL SOSTEGNO ALLA DISTRIBUZIONE TRASNAZIONALE DEI FILM EUROPEI E ALLA MESSA IN RETE DEI DISTRIBUTORI EUROPEI. SISTEMA DI SOSTEGNO SELETTIVO.

CODICE: EACEA 04/07

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_050/c_

SCADENZA: 10/07/2007

 

 

ENERGIA - INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA ENERGIA INTELLIGENTE.

CODICE: IEEA 2007

http://ec.europa.eu/energy/intelligent/call_for_proposals/do

SCADENZA: 28/9/2007

 

 

ESPERTI, ASSUNZIONI - POSTO END. DG Società dell'informazione e Media, S2. POSTO END. DG Servizi informatici, Unita' 1. POSTO END, DG Allargamento, C2. POSTO END. DG Eurostat, E3. POSTO END. DG Energia e Trasporti, A5. POSTO END. DG Research, B4. POSTO END, DG Comunicazione, A4.

POSTO END. DG Concorrenza, D1. POSTO END. DG Affari economici e finanziari, D1. POSTI END. DG Occupazione ed affari sociali, A3. POSTO END. DG Ambiente, A1. POSTO END. DG Giustizia, Liberta' e Sicurezza. POSTO END. DG Mercato interno, B3. POSTO END. DG Commercio, B2. POSTO END. DG Lotta alla frode, D8. POSTO END. DG politica regionale, H1. POSTO END. DG Relazioni esterne, A4. POSTO END. DG Consiglieri politici. POSTO END. DG Salute e tutela dei consumatori.

http://www.esteri.it/ita/3_25_51_349.asp

SCADENZA: 5/06/2007

 

 

IMPRESA E INDUSTRIA - INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGETTO PER LA CONSAPEVOLEZZA DEI DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE ED APPLICAZIONE.

Codice: ENT5/CIP/07/B/N02C00

http://ec.europa.eu/enterprise/funding/grants/themes_2007/ca

SCADENZA: 22/06/2007

 

 

ISTRUZIONE, FORMAZIONE E CULTURA - INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DELL'ANNO EUROPEO PER IL DIALOGO INTERCULTURALE.

CODICE: EAC/07/07

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_078/c_

SCADENZA :  31/07/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DELL'ANNO EUROPEO DEL DIALOGO INTERCULTURALE.

CODICE: EAC/08/07

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_078/c_

SCADENZA : 31/07/2007

 

 

OCCUPAZIONE E POLITICA SOCIALE - INVITO A PRESENTARE OFFERTE PER UN CONTRATTO DI SERVIZIO PER LO STABILIMENTO E IL MANTENIMENTO DI UNA RETE DI ESPERTI SULLA PARITÀ DEI SESSI, INCLUSIONE SOCIALE, SALUTE E ASSISTENZA A LUNGO TERMINE.

CODICE: VT/2007/010

http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender

SCADENZA:  12/06/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER IL MIGLIORAMENTO DELLE PARI OPPORTUNITÀ NEI PROGRAMMI E NELLE POLITICHE NAZIONALI.

CODICE: VP/2007/010

http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender

SCADENZA : 13/06/2007

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE RELATIVE ALL'INFORMAZIONE, CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DELLE IMPRESE

CODICE: VP/2007/003

http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender

SCADENZA: 5/09/2007

 

 

SOCIETÁ DELL'INFORMAZIONE - INVITO A PRESENTARE OFFERTE PER LA FORNITURA DI SERVIZI PER CREARE UNA RETE DI ESPERTI SU QUESTIONI RELATIVE ALL'OCCUPAZIONE ED ALLA PARITÀ DEI SESSI.

CODICE: VT/2007/009

http://ec.europa.eu/employment_social/emplweb/tenders/tender

SCADENZA: 11/06/2007

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

 

Azienda bosniaca del settore delle costruzioni civili sta cercando intermediari commerciali. (BA 518)

 

Azienda bosniaca produttrice di vini, dopo essere stata privatizzata e rinnovata, sta cercando società di servizi intermediari e partner di distribuzione. (BA 521)

 

Azienda francese specializzata nella vendita e distribuzione di oggetti da regalo e promozionali è interessata a stipulare sub-contratti. L’azienda sta anche cercando produttori di tessuti e di oggetti da regalo. (FR 522)

 

Azienda inglese distributrice di equipaggiamento da hockey sta cercando intermediari commerciali.

(UK 498)

 

Azienda inglese produttrice di software personalizzato per aziende e soluzioni IT sta cercando cooperazioni tecnologiche. (UK 512)

 

Azienda inglese importatrice ed esportatrice di abiti, tessuti e lingerie sta cercando agenti commerciali. (UK 520)

 

Azienda inglese produttrice di legname, con sede in Gana e in Italia, è interessata ad espandere i propri contatti commerciali nella regione Veneto. (UK 524)

 

Azienda spagnola distributrice di condizionatori e altri elettrodomestici sta cercando distributori in tutta Europa e nord Africa. (ES 499)

 

Azienda spagnola specializzata nel trattamento della pelle e dei prodotti in pelle sta cercando intermediari commerciali. (EP 508)

 

Azienda spagnola produttrice di prodotti per il mare per donne e bambini sta cercando intermediari commerciali nel settore tessile in tutta Europa. (ES 530)

 

Azienda tedesca produttrice di materiale elettrico per la distruzione di energia sta cercando di sviluppare una rete distributiva dei propri prodotti. (DE 502)

 

Azienda tedesca produttrice di mobili per giardino e per il settore del catering ha intenzione di ampliare la propria rete di vendite in tutta Europa. (DE 526)

 

Azienda polacca specializzata nella produzione e nei servizi nel settore del commercio dei metalli sta cercando distributori dei suoi prodotti. (PL 496)

 

Azienda polacca specializzata nella produzione di mobili in legno di alta qualità è interessata a stipulare sub-contratti o stabilire rapporti a lungo termine con aziende commerciali e di rappresentanza di tutta Europa. (PL 515)

 

Azienda polacca specializzata nella vendita, nell’assemblaggio e riparazione di garage, porte industriali, porte da garage e cancelli sta cercando distributori e/o sub-contratti con aziende di tutta Europa. (PL 535)

 

 

Per ulteriori informazioni ed eventuali contatti diretti rivolgersi a: Eurosportello Veneto tel. 041.0999411 - fax: 041.0999401 - e-mail: europa@eurosportelloveneto.it

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana FORZA ITALIA - P

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: 0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -  http://europa.eu.int/comm

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it

 

·        Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int

 

·        Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int

 

·        Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int

 

·        Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int

 

·        Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S (Bandi): http://ted.publications.eu.int

 

·        Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67  1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 4140 - http://www.epp-eu.org/

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org