GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI
LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
30 Aprile 2007
n° 148
Lettera informativa della
Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
____________________________________________________________________________
GRUPPO
PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio
di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni
ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI
E’ ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
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Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero
delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.
BREVI
DALL'EUROPA
RIFORMA DEGLI
STRUMENTI DI POLITICA COMMERCIALE NELL'UE
Il
Parlamento europeo si è espresso in merito alla pubblicazione del Libro Verde
ed alla consultazione pubblica in materia di riforma degli strumenti di difesa
commerciale. Ha sollevato perplessità relative alla tempistica della consultazione
alla luce della mancata conclusione del processo di revisione degli strumenti
di difesa del commercio in seno all’OMC. Inoltre, critiche sono state avanzate
alle presunte nuove “pratiche” che
In seno
all’OMC, l’UE farà in modo che vengano stabiliti degli standard simili a quelli
europei.
CAMBIAMENTO CLIMATICO:
L'UE CHIEDE PIÙ RESPONSABILITÀ AI CITTADINI
Il Commissario europeo per l’Ambiente, Stavros
Dimas, ha rivolto un appello ai cittadini dell’Unione europea affinché
dimostrino maggiore responsabilità personale per quanto riguarda la tutela del
clima e affinché cambino i loro comportamenti.
“Ognuno
di noi contribuisce all’emissione di gas serra“, ha detto Stavros Dimas ad un
giornale tedesco, tutti pertanto dovrebbero contribuire a trovare una soluzione
del problema. “Se utilizzassimo lampadine a risparmio energetico o evitassimo
di lasciare il televisore sempre in posizione stand-by, potremmo non solo
diminuire le emissioni di gas serra, ma anche risparmiare denaro”, ha detto il
Commissario.
Egli si
è voluto appellare anche ad altri Stati e regioni del mondo affinché
concretizzino, al più presto possibile, le loro idee in merito alla tutela del
clima. E, riferendosi a Stati Uniti, Giappone, Cina e Australia, ha detto “E’
ora che si sbrighino a mettere le loro carte sul tavolo”. Dimas ha anche
lasciato intendere di volere che le trattative su una convenzione dopo il
In
occasione del vertice europeo a Bruxelles, tenutosi all’inizio di marzo, è
stato concordato di portare, entro il 2020, le emissioni di CO2 del 20 percento
sotto il livello del 1990 e di triplicare la quota delle energie rinnovabili.
Gordon
Brown, probabile successore di Tony Blair, mira ad un “nuovo ordine mondiale”
per quanto riguarda la lotta contro il cambiamento climatico. Stando al suo
parere, le Nazioni Unite dovrebbero fare delle misure contro il riscaldamento
globale un “pilastro” della loro politica. Nelle agende delle organizzazioni
internazionali, la politica ambientale dovrebbe essere al primo posto.
AGGIORNAMENTO POLITICA
DI COESIONE 2007-2013
Gli Stati membri hanno presentato i Quadri di riferimento strategici
nazionali. I futuri programmi saranno focalizzati nelle seguenti priorità:
crescita, occupazione e sviluppo sostenibile. Inoltre saranno allocate diverse
risorse finanziare a favore di progetti per le energie rinnovabili ed
efficienza energetica. Indicativamente si prevede di destinare ai programmi
circa 200 miliardi di euro per realizzare gli obiettivi previsti nell’agenda di
Lisbona, di cui 50 miliardi nel campo della ricerca, dello sviluppo e
dell’innovazione e 70 miliardi per il capitale umano.
Dei complessivi 441 programmi operativi che
La commissaria Hübner ha annunciato l'introduzione di un "programming
scoreboard" (quadro di programmazione) sul sito Internet dedicato alla
politica regionale, che indicherà l'evoluzione dei lavori di ultimazione dei
quadri di riferimento strategici nazionali e del processo di adozione dei
programmi operativi.
Per il periodo 2007-2013 la politica di coesione dispone di una dotazione
pari a 347,4 miliardi di euro, cifra che rappresenta il 35% del bilancio
comunitario. Si tratta del più grosso investimento di questo genere mai
realizzato nella storia dell'Unione.
http://ec.europa.eu/regional_policy/index_en.htm
FONDO EUROPEO PER LA
PESCA
Il regolamento di applicazione stabilisce nei dettagli le procedure che gli
Stati membri devono applicare per l'elaborazione e l'attuazione dei programmi
operativi. Esso contiene inoltre disposizioni riguardanti:
·
l'attuazione delle misure ammissibili nell'ambito del FEP;
·
la struttura e il contenuto dei programmi operativi;
·
la gestione, la sorveglianza e il controllo dei programmi operativi;
·
gli obblighi in materia di pubblicità e di informazione;
·
gli obblighi degli Stati membri con riguardo alle irregolarità;
La dotazione finanziaria del FEP è di circa 3,8 miliardi di euro in prezzi
2004 (4,3 miliardi in prezzi attuali adeguati all'inflazione); dell'aiuto
potranno beneficiare tutti i rami del settore: le attività di pesca marittime e
continentali, le imprese di acquacultura, le organizzazioni di produttori, i
settori della trasformazione e della commercializzazione come pure le zone dipendenti
dalla pesca.
Il Fondo prevede cinque priorità di
finanziamento fondamentali: aiutare la flotta ad adattare la capacità e lo
sforzo di pesca alla risorse disponibili; sostenere i vari rami del settore
(acquacoltura, trasformazione, commercializzazione); fornire un aiuto alle
iniziative che rappresentano l'interesse collettivo del settore; favorire lo
sviluppo sostenibile delle zone dipendenti dalla pesca e prestare assistenza
tecnica agli Stati membri per facilitare la fornitura di aiuto.
Gli Stati membri propongono la ripartizione dei fondi fra le varie priorità
all'atto dell'elaborazione dei programmi operativi nazionali. Spetta poi alla
Commissione decidere in merito all'approvazione dei programmi, dopo essersi
accertata che siano conformi agli obiettivi della politica comune della pesca.
Si prevede che la maggior parte dei programmi sarà approvata dalla
Commissione nel secondo semestre del 2007.
DAL
PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
BRUXELLES -
MINISESSIONE 28 - 29 MARZO 2007
ISTITUZIONI
UN NUOVO TRATTATO ENTRO IL 2009
Dichiarazioni del Consiglio e
della Commissione - Seguito della dichiarazione di Berlino
Dibattito: 28.3.2007
Il dibattito svoltosi in Aula ha evidenziato il
sostegno del Parlamento e della Commissione all'azione della Presidenza tedesca
per trovare una soluzione all'impasse istituzionale. Verrà ora stabilita una
tabella di marcia precisa che consenta la redazione di uno testo di riforme da
adottare prima delle prossime elezioni europee. La Presidenza tedesca ha
proposto al Parlamento di organizzare un'audizione con la società civile per
contribuire ai lavori del prossimo Consiglio europeo.
Dichiarazione del
Consiglio
«La Dichiarazione di
Berlino ha espresso quanto l'Unione europea è una storia di successo e quali
compiti importanti sono ancora davanti a noi», ha dichiarato in apertura del
suo intervento la cancelliera tedesca Angela
Merkel. Ringraziando il Parlamento e
la Commissione per il contributo essenziale alla riuscita del vertice dello
scorso fine settimana, ha aggiunto che l'aver ottenuto un testo firmato da
tutte e tre le istituzioni «è già un passo in avanti di per sé, perché
rappresenta una promessa di adoperarci insieme per il futuro dell'Europa». La
Dichiarazione, ha continuato la Presidente in carica del Consiglio, esprime «un
ideale di società comune», fondato sui valori di libertà, solidarietà e
giustizia.
Ha poi evidenziato le
sfide che attendono l'Unione nel prossimo futuro, indicando, fra le altre, la
priorità di trovare un accordo sulle riforme prima delle elezioni del
Parlamento europeo del 2009. Senza un nuovo assetto istituzionale, ha
proseguito la cancelliera, la campagna elettorale del 2009 «sarebbe una
campagna dove la distanza coi cittadini europei non farebbe altro che
aumentare». Il prossimo passo è dunque quello di stabilire una tabella di
marcia precisa e, per far ciò, ha chiesto l'aiuto del Parlamento. «È possibile
agire in modo incisivo per difendere i nostri valori, solo se abbiamo una forte
capacità a livello interno», ha affermato.
La cancelliera ha anche
parlato delle prossime scadenze internazionali fondamentali per il futuro
dell'UE, appuntamenti importanti «affinché si possa fare della visione Europa
una visione mondiale». Fra queste, il prossimo vertice transatlantico del 30
aprile, per discutere di partenariato economico, ma anche di politica energetica
e cambiamento climatico. «C'è bisogno di molta sinergia tra Europa e Stati
Uniti», ha dichiarato. Il G8 del giugno prossimo, sempre sotto Presidenza
tedesca, sarà invece un'occasione per discutere coi rappresentati di mercati
emergenti come Messico, Cina e Brasile. Infine, il vertice Italia-Russia,
«appuntamento di enorme importanza», con il problema della sicurezza energetica
in primo piano.
Angela Merkel ha anche
menzionato la gravosa situazione umanitaria nel Darfur, sottolineando che essa
«non può lasciarci insensibili» e promettendo che la Presidenza non lascerà
nulla di intentato presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per
trovare una soluzione alla grave crisi in corso nel paese africano. Infine, ha
ricordato che il 25 marzo, oltre al cinquantesimo anniversario dei Trattati di
Roma, si è celebrato anche quello dell'indipendenza della Bielorussia,
sottolineando che «anche loro hanno diritto alla realizzazione dell'ideale europeo».
Dichiarazione della Commissione
Il Presidente JOSÉ MANUEL BARROSO ha innanzitutto espresso il suo sostegno alla dichiarazione
di apertura del Presidente Pöttering sullo Zimbawe e sul Darfour. Ha poi
definito Berlino il «simbolo dell'Europa divisa e ora simbolo dell'Europa
unita», con quasi 500.000 europei animati da uno spirito comune.
Ha quindi affermato il
successo della cosiddetta "twin track strategy", proposta dalla
Commissione per trovare una soluzione alla crisi istituzionale: garantire il raggiungimento
di risultati concreti e contemporaneamente avanzare con le riforme. Secondo il
Presidente dell'esecutivo europeo, i risultati ottenuti in materia di energia e
clima, hanno aiutato, infatti, il successo della Dichiarazione di Berlino, il
cui testo dimostra «la possibilità di trovare una soluzione istituzionale prima
delle prossime elezioni» europee. Tali riforme sono necessarie per affrontare
problemi transfrontalieri quali immigrazione, cambiamenti climatici e
competizione globale. Ma raggiungere tale traguardo è importante anche per
ridare credibilità delle istituzioni europee.
In caso contrario, «si
creeranno divisioni che potrebbero mettere in pericolo i nostri valori
comuni»", ha aggiunto. Concludendo, il Presidente Barroso ha ribadito che
«la volontà politica esiste e ora dobbiamo raggiungere i risultati [...] Ho
chiesto collaborazione attiva ai governi nazionali: l'impegno assunto vincola
tutti a trovare una soluzione comune».
JOSEPH DAUL, Presidente del Gruppo PPE/DE ha
iniziato il suo intervento cercando di calarsi nei panni di un giovane
cittadino europeo per sottolineare i vantaggi acquisiti attraverso l'Unione
europea. La facilità di apprendere lingue straniere, il programma Erasmus, la
moneta unica i benefici della crescita economica, fare parte di Stati che
cercano la pace rappresentano «il bilancio positivo» dell'Europa. Secondo il
capogruppo dei popolari, i giovani d'oggi sbagliano a dare per scontati valori
quali la prosperità e la stabilità. Gli attentati di Madrid e Londra, infatti,
sono sufficienti a dimostrare quanto «pace, sicurezza e benessere non sia la
sorte riservata a tutti» e che «pace e sicurezza si costruiscono ogni giorno».
Per il leader dei
popolari, «non è sì la panacea per tutti i problemi, ma può, fare meglio di
quanto possano fare da soli i nostri Stati: riorientare le priorità», per poter
affrontare le sfide del futuro in modo efficace. Inoltre, «la globalizzazione
comporta anche vantaggi quali la facilità di comunicazione e l'apertura ad
altre culture», e l'Europa deve saper sfruttare questo potenziale. Ha quindi
ricordato che «l'Europa ha un modello di società da promuovere». In
conclusione, ha affermato che «la Dichiarazione di Berlino è un testo forte e
leggibile che rimette in sella l'Europa con l'ipotesi di soluzione
costituzionale prima di elezioni».
Nel dibattito è
intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente
della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Signora Cancelliere, il vertice di Berlino ha
fatto compiere all'Europa certamente un passo in avanti, rappresentando
l'inizio di una nuova fase dopo un periodo contrassegnato da difficoltà e da
qualche insuccesso.
Le celebrazioni del 50° anniversario dei trattati
hanno segnato la ripresa di un'iniziativa europea, coordinata tra Consiglio,
Commissione e Parlamento, per costruire il futuro dell'Europa. Ma se dobbiamo
parlare di futuro, non possiamo non avere come obiettivo, da raggiungere prima
del 2009, una legge fondamentale che regoli le competenze ed il ruolo di
un'Unione che non sia soltanto un mercato ma che abbia anche la capacità di
essere protagonista della politica internazionale, con interventi in grado di dare
risposte concrete, anche alle domande dei cittadini.
Ecco perché ho apprezzato, Signora Cancelliere,
l'iniziativa di aprire un grande dibattito su tre argomenti fondamentali: 1°) i
cambiamenti climatici; 2°) la libertà energetica; 3°) la questione africana con
i suoi drammi troppo spesso ignorati dall'Occidente. Ma l'Europa nella quale
crediamo e nella quale credevano i padri fondatori non è fatta soltanto di
politica e di economia. Mi preoccupa leggere che in Germania spariscono
centinaia di chiese, come mi preoccupa constatare che in Italia nascono pochi
bambini; mi indignano sentenze di giudici che assolvono uomini che picchiano
selvaggiamente le loro mogli in nome della loro religione; mi spaventa la
diffusione della droga fra i giovani europei. Non è questa l'Europa nella quale
ci riconosciamo e per la quale siamo impegnati.
Sarebbe un errore dunque sottovalutare, o peggio
dimenticare, i valori evidenziati nella Dichiarazione di Berlino: democrazia,
pace, libertà, giustizia e, soprattutto, centralità e dignità della persona
umana. Come non condividere dunque le parole di Jacques Delors, che ci rammenta
di non dimenticare le nostre origini cristiane. Afferma oggi in un'intervista:
"La memoria è il nostro futuro".
SPORT
IL PARLAMENTO TIFA PER
UN CALCIO EUROPEO PIÙ FAIR PLAY
-
Doc. A6-0037/2007 - Relazione sul futuro del calcio professionistico in
Europa
-
Doc. A6-0052/2007 - Relazione sull'iniziativa della Repubblica d'Austria in
vista dell'adozione di una decisione del Consiglio che modifica la decisione
2002/348/GAI del Consiglio del 25 aprile 2002 concernente la sicurezza in
occasione di partite di calcio internazionali
Procedura: Iniziativa e Consultazione legislativa -
Dibattito: 28.3.2007 - Votazione: 29.3.2007
Evidenziando il ruolo sociale del calcio, il Parlamento ammonisce che i
forti interessi economici mettono a repentaglio tale sport conferendo vantaggi,
anche sul campo, ai club più ricchi. Suggerisce quindi degli spunti per un
quadro normativo europeo sul controllo finanziario dei club, la vendita dei
diritti di telediffusione e il sostegno ai vivai. Chiede poi di garantire il
diritto alla privacy dei cittadini nelle attività di coordinamento delle
polizie nella lotta alla violenza negli stadi.
Lo sport europeo, e il calcio in particolare,
«costituisce una parte inalienabile della identità e della cittadinanza europea».
E' quanto afferma il Parlamento che, adottando la prima relazione, sottolinea
il proprio attaccamento al modello calcistico europeo, «con la sua relazione
simbiotica tra calcio amatoriale e calcio professionistico».
Tuttavia, riconosce anche la necessità di uno
sforzo comune - da parte degli organi di governo del calcio e delle autorità
politiche - teso a contrastare taluni sviluppi negativi, tra cui l'eccessiva
commercializzazione e la concorrenza sleale che ne deriva. A suo parere,
infatti, il futuro del calcio professionistico in Europa «è minacciato dalla
crescente concentrazione della ricchezza economica e del potere sportivo». Per
tale motivo, chiede agli Stati membri, alle autorità calcistiche e alla
Commissione di valutare la necessità di misure politiche, tenendo presenti le
raccomandazioni contenute nella "Valutazione indipendente sullo sport
europeo 2006".
Più in particolare, i deputati si dicono favorevoli
a un controllo modulato dei costi, sollecitano una riflessione
sull'introduzione di uno statuto giuridico europeo per le società economiche
sportive e la promozione della partecipazione dei tifosi alla gestione dei
club, nonché una lotta più efficace contro le attività criminali legate al
calcio. Chiedono poi che sia esaminata la possibilità di estendere in tutta
Europa un sistema di vendita collettiva dei diritti di telediffusione e
auspicano un sistema di distribuzione dei biglietti non discriminatorio. Il
Parlamento inoltre sottolinea la necessità di sostenere - anche
finanziariamente - i vivai e i centri di formazione, e di dare maggiori
possibilità di giocare ai giovani talenti. Nel chiedere poi il rispetto dei
diritti sociali dei calciatori, sollecita una normativa europea che inquadri
l'attività dei procuratori. Occorre infine promuovere una politica di
prevenzione e di repressione del doping e per la lotta contro il razzismo e la
xenofobia.
Più certezza giuridica nel mondo del calcio
Il Parlamento sottoscrive il principio essenziale
secondo il quale gli aspetti economici dello sport professionistico ricadono
tra le competenze comunitarie. Ritenendo peraltro che gli effetti restrittivi
di una norma sportiva debbano essere conformi al diritto UE, invita la
Commissione a definire degli orientamenti sull'applicazione di tale principio e
ad avviare consultazioni al fine di negoziare un accordo quadro formale tra
l'UE e gli organi direttivi del calcio, nazionali e europei. Alla Commissione è
anche chiesto di istituire, nel suo prossimo Libro bianco, un piano d'azione
per il calcio europeo che indichi le questioni suscettibili di essere trattate
a livello comunitario nonché gli strumenti da utilizzare al fine di «promuovere
certezza giuridica e condizioni omogenee per il calcio professionistico». I
deputati ritengono infatti necessario evitare che il futuro del calcio
professionistico in Europa «sia determinato unicamente caso per caso ».
Nuove norme per il controllo delle finanze dei club.
Tifosi azionisti
Il Parlamento appoggia il sistema dell'UEFA di licenze per i club e ne chiede pertanto
lo sviluppo ulteriore, in conformità al diritto comunitario, «per assicurare
trasparenza finanziaria e una gestione corretta». Tuttavia, i deputati hanno
soppresso il paragrafo che raccomandava la creazione di un ente indipendente di controllo avente il compito di verificare le
attività finanziarie e commerciali dei club europei e di garantire il rispetto
dei criteri di trasparenza finanziaria e di corretta gestione. Si dicono però
convinti che l'introduzione di un sistema
modulato di controllo dei costi potrebbe migliorare la stabilità
finanziaria e l'equilibrio competitivo tra le squadre. Invitano poi la
Commissione a riflettere sull'introduzione di uno statuto giuridico europeo per le società economiche sportive che
consentirebbe «l'introduzione di norme per il controllo delle attività
economiche e finanziarie di tali società, il coinvolgimento dei tifosi e la
partecipazione della comunità».
In proposito, agli Stati membri e agli organi di
governo del calcio, è chiesto di promuovere attivamente «il ruolo sociale e
democratico dei tifosi di calcio
sostenitori dei principi del fair play, favorendo la creazione e lo
sviluppo di fondi fiduciari, in riconoscimento della loro responsabilità,
gestiti dai tifosi stessi, che potrebbero partecipare
alla proprietà e alla gestione delle società». Ma anche nominando un
difensore civico per il calcio e, in modo specifico, estendendo a livello
europeo il modello del movimento britannico di "Supporters Direct".
I deputati chiedono inoltre a tutti gli organi di
governo del calcio di definire e coordinare meglio le loro competenze,
responsabilità, funzioni e procedure decisionali «al fine di aumentare la loro
democraticità, trasparenza e legittimità nell'interesse dell'insieme del
settore calcistico». La Commissione è anche invitata a fornire orientamenti sui
quali si fondi una legittima e adeguata
autoregolamentazione e un sostegno finanziario alle federazioni e alle
associazioni finalizzato a promuovere e coltivare i giovani talenti e la
squadra nazionale. Per i deputati, infatti, un'autoregolamentazione più
concertata a livello nazionale ed europeo, ridurrà la tendenza a ricorrere alla
Commissione e alla Corte di giustizia. D'altra parte, il Parlamento riconosce
la competenza e la legittimità dei tribunali sportivi «nella misura in cui essi
si richiamano al diritto ad un equo processo». Ma, ritenendo che il ricorso a
tribunali civili non possa costituire un illecito disciplinare, condanna le
decisioni arbitrarie della FIFA in proposito e chiede all'UEFA e alla FIFA di accettare
il diritto di ricorso ai tribunali ordinari.
Occorre inoltre riflettere sulle conseguenze di una
possibile liberalizzazione del mercato
delle scommesse e sui meccanismi volti ad assicurare il finanziamento dello
sport in generale e del calcio in particolare, nonché di esaminare misure atte
a salvaguardare l'integrità delle competizioni calcistiche nazionali ed
europee. La Commissione è invitata a mettere a punto orientamenti chiari
sull'applicazione delle norme sugli aiuti di Stato, indicando quale tipo di
partecipazione pubblica sia accettabile e legittima, come il sostegno
finanziario o d'altro genere accordato da autorità pubbliche alla costruzione o
all'ammodernamento di stadi o di
altre strutture calcistiche.
Il Parlamento sostiene poi che molte attività criminali (partite truccate,
corruzione, ecc.) «sono il risultato della spirale delle spese, dell'inflazione
degli ingaggi e della conseguente crisi finanziaria che molte società devono
fronteggiare». Sostiene quindi gli sforzi degli organi di governo del calcio
europei e nazionali per introdurre «una maggiore trasparenza nella struttura
societaria dei club». Al Consiglio è poi chiesto di adottare misure di lotta
alle attività criminali «che minacciano il calcio professionistico», compreso
il riciclaggio, le scommesse clandestine, il doping e le partite truccate
nonché la prostituzione coatta a margine dei grandi eventi calcistici. Gli enti
coinvolti nel settore del calcio devono inoltre rispettare pienamente la
legislazione in materia di trasparenza e riciclaggio di denaro.
Vendita collettiva dei diritti televisivi e ripartizione dei proventi
Sottolineando che la Commissione ha confermato la
compatibilità della vendita collettiva
dei diritti di telediffusione con le
regole comunitarie della concorrenza, il Parlamento sostiene che, in tutte le
competizioni, «la vendita collettiva è essenziale per tutelare il modello della
solidarietà finanziaria del calcio europeo». Auspica quindi che la Commissione
avvii un'ulteriore indagine sull'opportunità di adottare tale modello in tutta
Europa per le competizioni paneuropee e nazionali. Per i deputati occorre poi
che la Commissione fornisca una valutazione particolareggiata dell'impatto
economico e sportivo delle sue decisioni in questo campo ed è necessario che la
vendita dei diritti di telediffusione nelle leghe nazionali di calcio europee
sia «negoziata e ultimata in modo trasparente».
Il Parlamento sottolinea poi che la crescente
rilevanza dei proventi ricavati dalla
vendita dei diritti di telediffusione «potrebbe scardinare l'equilibrio
concorrenziale fra le società di vari paesi», poiché tali proventi dipendono in
larga misura dalla dimensione dei mercati televisivi nazionali. Ritiene quindi
essenziale che tali proventi siano
ripartiti equamente secondo modalità «che garantiscano la solidarietà tra il
gioco professionale e amatoriale e tra club concorrenti in tutte le
competizioni».
Nel prendere atto che l'attuale distribuzione degli
introiti derivanti dai diritti televisivi nella Champions League dell'UEFA
«rispecchia in modo significativo la dimensione dei mercati televisivi dei club
nazionali», osserva che ciò avvantaggia i grandi paesi, «diminuendo così il
potere dei club di paesi più piccoli». L'UEFA, assieme alla Commissione, è
quindi invitata a continuare a studiare meccanismi che instaurino un maggiore
equilibrio competitivo in questo campo «attraverso una maggiore
ridistribuzione».
Biglietti d'ingresso allo stadio meno cari
Il Parlamento osserva che la trasmissione
televisiva delle gare sportive avviene sempre più su reti codificate e a
pagamento e che tali gare diventano pertanto inaccessibili per molti
consumatori. D'altro lato, ritiene che
le trasmissioni calcistiche debbano
essere accessibili al più vasto pubblico possibile anche mediante i canali che
trasmettono in chiaro.
Osserva che spesso si registra uno squilibrio tra l'offerta e la domanda di
biglietti per i grandi incontri di calcio. Sottolinea quindi l'importanza
di considerare appieno gli interessi dei consumatori - e non solo degli sponsor
- in sede di distribuzione dei biglietti e di garantire che la loro vendita
avvenga «in modo equo e non discriminatorio a tutti i livelli». D'altra parte,
riconosce che la distribuzione dei biglietti può, se del caso, essere ristretta
ai membri delle associazioni di tifosi e alle associazioni di viaggio, se ciò è
realizzato su base non discriminatoria. Per garantire un futuro positivo per il
calcio professionistico e un ampio accesso del pubblico alle partite, inoltre,
suggerisce di fornire biglietti a prezzo ridotto per giovani e famiglie, in
particolare per incontri internazionali di grande interesse.
Sostenere i vivai: giovani talenti in rosa
Il Parlamento sottolinea che il calcio rappresenta
un efficiente strumento di inclusione
sociale e dialogo multiculturale e deve svolgere un ruolo attivo nella
lotta contro la discriminazione, l'intolleranza, il razzismo e la violenza,
soprattutto alla luce degli incidenti che tuttora si verificano all'interno e
attorno gli stadi. In proposito, pone anche in evidenza l'importanza
dell'istruzione attraverso lo sport e le potenzialità insite nel calcio per
aiutare i giovani socialmente vulnerabili «a rimettersi in carreggiata».
I deputati esprimono poi il loro sostegno alle
misure dell'UEFA tese a incoraggiare la formazione dei giovani calciatori «esigendo la presenza di un numero minimo di
calciatori del vivaio nella rosa di una squadra professionistica e ponendo un
limite alle dimensioni della rosa». Ritenendo tali incentivi «proporzionati»,
chiedono quindi ai club professionistici «di applicare rigorosamente tale
norma». D'altra parte, si dicono convinti della necessità di disposizioni
aggiuntive per far sì che ciò «non porti al traffico di minori derivante dalla
concessione di contratti da parte di alcune società a giocatori giovanissimi
(di età inferiore ai 16 anni)». Insistono poi sul fatto che la normativa in
materia di immigrazione «deve sempre essere rispettata in relazione
all'ingaggio di giovani talenti stranieri. Al riguardo invitano gli organi di
governo del calcio e i club a impegnarsi nella lotta contro la tratta degli
esseri umani.
Nel sottolineare poi l'importanza sociale e
educativa dei centri di formazione e
la funzione essenziale da essi svolta per lo sviluppo dei talenti calcistici
del futuro, il Parlamento sostiene le iniziative finanziarie destinate ai club
dotati di un centro di formazione. In proposito, chiede alla Commissione di
riconoscere questo ruolo essenziale in sede di definizione degli orientamenti
per gli aiuti di Stato e la invita ad appoggiare i progetti di inserimento
sociale promossi da società calcistiche. Ai giovani calciatori, inoltre, i club
dovrebbero sempre offrire l'opportunità di ricevere parallelamente
un'istruzione generale e una formazione professionale, «affinché non siano
completamente dipendenti dai club».
Diritti sociali dei calciatori e nuova direttiva
sull'attività dei procuratori
Per i deputati la sentenza Bosman del 1995 ha avuto un effetto positivo sui contratti
e la mobilità dei calciatori. Tuttavia, ritengono che, nonostante i numerosi
problemi occupazionali e sociali tuttora da risolvere, essa ha avuto anche
varie conseguenze negative per lo sport. Tra queste, citano l'aumento delle
possibilità, per i club più ricchi, di assicurarsi i giocatori migliori, il
maggior legame tra capacità finanziaria e risultati sportivi, la spirale
inflazionistica degli ingaggi dei giocatori, minori opportunità per i giocatori
provenienti dal vivaio di esprimere il loro talento ai massimi livelli e una
minore solidarietà tra sport professionistico e amatoriale.
Il Parlamento deplora poi le differenze tra le
normative sociali e fiscali degli Stati membri «che causano disequilibri tra i
club» nonché «la mancanza di volontà degli Stati membri nel risolvere questo
aspetto a livello europeo». Chiede poi all'UEFA e alla Commissione di
intensificare i loro sforzi tesi a rafforzare il dialogo sociale a livello europeo su questioni quali la durata del
contratto, la definizione del periodo di trasferimento, le possibilità di
rescissione anticipata del contratto e il rimborso ai club di formazione. Più
in generale riconosce la necessità di attuare in modo più efficace, in tutti
gli Stati membri, la legislazione in materia di lavoro al fine di assicurare
che i giocatori professionisti si vedano riconosciuti i diritti loro spettanti
e adempiano agli obblighi cui sono soggetti in quanto lavoratori dipendenti.
Facendo riferimento alla "causa
Charleroi" attualmente
all'esame della Corte di giustizia, i deputati ritengono che i club devono liberare i propri giocatori chiamati a giocare nella squadra nazionale
«senza aver diritto a compensazioni». L'UEFA e la FIFA, assieme alle leghe e ai
club europei, sono esortate a raggiungere un accordo sulle condizioni
applicabili ai calciatori che subiscono infortuni mentre rappresentano i loro
paesi e sulla messa a punto di un sistema di assicurazione collettiva.
Nel sottolineare l'importanza del reciproco
riconoscimento delle qualifiche professionali ottenute in un altro Stato membro
per consentire la libera circolazione dei lavoratori, i deputati ritengono che
la realtà economica in cui operano attualmente gli agenti dei calciatori richieda azioni da parte degli organismi di
governo del calcio a tutti i livelli «al fine di migliorare le norme che
disciplinano l'attività di tali agenti». La Commissione è quindi invitata ad
appoggiare gli sforzi dell'UEFA volti a regolamentare i procuratori dei
giocatori, se necessario presentando una proposta di direttiva.
Tale provvedimento, è precisato, dovrebbe prevedere
norme e criteri d'esame rigorosi per autorizzare un soggetto a svolgere
l'attività di agente di calciatori, trasparenza nelle transazioni degli agenti,
norme minime armonizzate per i contratti degli agenti e un sistema di controllo e disciplinare
efficiente ad opera degli organismi europei di governo del calcio. Ma la
direttiva dovrebbe anche introdurre un "regime di concessione delle
licenze di agente" e un registro degli agenti, nonché prevedere la
cessazione della "doppia rappresentanza" e del pagamento dell'agente
da parte del giocatore.
Prevenzione e lotta al doping: istituire un'agenzia
indipendente
Il Parlamento raccomanda che la prevenzione e la
lotta contro il doping diventino un'importante preoccupazione per gli Stati
membri. Sollecita quindi una politica di prevenzione e di repressione del
doping e sottolinea la necessità di combattere le irregolarità attraverso
controlli, la ricerca, test, un monitoraggio permanente effettuato da medici
indipendenti e, parallelamente, mediante la prevenzione e la formazione.
I club professionisti sono poi esortati ad
assumersi l'impegno di combattere il doping e a verificarne il rispetto
attraverso controlli interni. La Commissione, invece, dovrebbe creare un
organismo indipendente di controllo del doping corrispondente all'Agenzia
mondiale antidoping (WADA), che riguardi esclusivamente il calcio e operi
secondo le stesse condizioni e procedure di detta agenzia.
Inasprire le pene contro gli atti di razzismo
Tutti gli Stati membri, infine, sono invitati a
introdurre meccanismi atti a promuovere la cooperazione tra club, forze di
polizia e tifoserie organizzate, al fine di combattere la violenza e i fenomeni
di teppismo nonché altre forme di comportamento delinquenziale prima, durante e
dopo le partite di calcio. Alla Commissione, agli Stati membri e a tutti i
soggetti operanti nel calcio professionistico è poi chiesto di intensificare la
lotta al razzismo e alla xenofobia anche attraverso un inasprimento delle
sanzioni contro qualsiasi atto discriminatorio nel calcio.
L'UEFA e le federazioni e le leghe nazionali
dovrebbero inoltre applicare norme disciplinari in modo coerente, fermo e
coordinato senza ignorare la situazione finanziaria dei club. Per i deputati,
inoltre, occorre condurre una vasta campagna europea di sensibilizzazione dei
tifosi, al fine di arginare la violenza all'interno e all'esterno degli stadi.
Sicurezza in occasione delle partite di calcio internazionali
Il 25 aprile 2002 il Consiglio ha adottato la
decisione 2002/348/GAI che prevede la creazione, in ciascuno Stato membro, di
un punto nazionale d'informazione sul calcio che funge da punto di contatto per
lo scambio delle informazioni di polizia in relazione alle partite di calcio
internazionali. Alla luce dell'esperienza acquisita negli ultimi anni e tenuto
conto dell'aumento dei tifosi che si recano a vedere partite all'estero, il
Consiglio ha scelto di rivedere ed aggiornare la decisione. Si tratta, in
particolare, di rispondere alla necessità che gli organismi competenti
rafforzino la loro cooperazione e professionalizzino lo scambio di informazioni
al fine di prevenire turbative dell'ordine pubblico e di consentire a ogni
Stato membro di effettuare un'efficace valutazione dei rischi.
Il Parlamento, consultato su questa proposta, ha
quindi adottato la seconda relazione che propone alcuni emendamenti volti,
soprattutto, a garantire il diritto alla privacy dei cittadini nelle attività
di scambio di informazioni da parte delle antenne nazionali dei diversi Stati
membri. I deputati, pur riconoscendo che tali antenne costituiscono uno
strumento fondamentale, precisano che esse devono funzionare esclusivamente in
applicazione delle legislazioni nazionali e in attuazione delle direttive
europee e delle convenzioni internazionali a tutela dei dati personali.
Inoltre, chiedono che i dati di carattere personale
sui tifosi a rischio siano trattati esclusivamente in occasione degli incontri
di calcio e non possano essere utilizzati per eventuali altre attività. E' poi
sottolineato che lo scambio di dati dev'essere inteso a preparare e adottare le
misure appropriate per mantenere l'ordine pubblico in occasione di un evento
calcistico. Si può trattare, in particolare, di informazioni riguardanti
individui che presentano o possono presentare una minaccia per l'ordine e la
sicurezza pubblici.
Nel dibattito è
intervenuto GIUSEPPE CASTIGLIONE (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, Signor Commissario, onorevoli colleghi, desidero congratularmi e
ringraziare l'onorevole Catania e l'onorevole Belet, per la relazione che hanno
presentato a questo Parlamento.
Lo sport, e il calcio in particolare, costituisce
una parte irrinunciabile dell'identità culturale europea, svolge un'indubbia
funzione sociale e può essere uno strumento valido per la lotta alla
discriminazione, al razzismo, all'intolleranza e alla violenza. Tuttavia,
questa funzione e questo ruolo positivo è oggigiorno sempre più compromesso da
quanti vogliono fare delle partite negli stadi un ennesimo luogo di violenza e
di terrore. La sicurezza degli stadi deve essere quindi la nostra priorità e la
parola chiave deve essere la prevenzione.
Per questo motivo condivido pienamente l'invito
della relazione dell'onorevole Belet affinché gli Stati membri introducano
meccanismi di cooperazione tra club, tifoserie organizzate e forze di polizia,
per combattere la violenza e i fenomeni di teppismo e gli atti delinquenziali
cui assistiamo sempre più e durante le partite. Così come concordo sulla
necessità di inasprire le sanzioni contro qualsiasi manifestazione di razzismo
e di xenofobia negli stadi e di applicare, da parte della UEFA e delle altre
leghe, opportune norme disciplinari contro chiunque si renda responsabile di
tali atti. Ma un'azione di prevenzione altrettanto fondamentale è rafforzare e
professionalizzare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le antenne
nazionali in occasione delle partite internazionali; monitorare la presenza
negli stadi di tifosi che possono rappresentare una minaccia per l'ordine
pubblico e acquisire dati sulla natura delle tifoserie organizzate, un elemento
fondamentale per lo Stato ospite per poter effettuare un'efficace valutazione
del rischio legato all'incontro sportivo e, per questa via, prevenire turbative
all'opinione pubblica.
Bisogna certamente evitare gli abusi nel controllo
di tutti i cittadini e rispettare la privacy e la
segretezza dei dati personali: ma la tutela della privacy
di alcuni non può avvenire a scapito della sicurezza di tutti. Né può diventare
la copertura per garantire l'ingresso incontrollato di veri e propri
delinquenti, con il pretesto di depenalizzare veri e propri reati solo perché
commessi nel contesto di una manifestazione sportiva.
Bisogna creare il giusto equilibrio, contemperando
le opposte esigenze: ma tale equilibrio non può che trovarsi nel rispetto della
libertà individuale e nella protezione dei diritti di ognuno, primo fra tutti
il diritto alla sicurezza, compreso quello di andare allo stadio e vivere lo
sport in piena serenità."
Nel dibattito è
intervenuto, inoltre, MARIO MANTOVANI
(PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo
contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa,
a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una
fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così
importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in
generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo
di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione.
Un processo di integrazione dovuto in parte anche
agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso
realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli
sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a
livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta
dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea.
Sul piano finanziario infatti l'integrazione
invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla
concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente
tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni
paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più
elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club.
Non possiamo infine non evidenziare, sempre in
tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di
un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla
luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari
paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà
che ha un valore base da rispettare.
Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho
proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più
che mai necessaria."
RELAZIONI ESTERNE
PRIORITÀ DELLA POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA
COMUNE PER IL 2007
Dichiarazione dell'Alto rappresentante per la politica estera e di
sicurezza comune - Prospettive della politica estera comune per l'Unione
europea nel 2007, compreso lo spiegamento di sistemi di difesa antimissile in
Europa da parte degli Stati Uniti
Dibattito: 29.3.2007
Le relazioni con Iran e la questione degli ostaggi britannici, il processo
di pace in Medio Oriente e il progetto di scudo missilistico sono stati i
principali temi affrontati dall'Alto Rappresentante per la politica estera
dell'Unione nel suo discorso programmatico al Parlamento. Gli eurodeputati
hanno espresso la loro solidarietà all'azione di Solana nei vari conflitti nei
quali l'UE gioca un ruolo. Divisioni invece sul progetto di scudo missilistico,
criticato da alcuni gruppi e sostenuto da altri esponenti.
Dichiarazione dell'Alto rappresentante per la politica estera e di
sicurezza comune
Javier Solana,
appena rientrato dal vertice della Lega Araba a Riad, ha presentato agli
eurodeputati le principali questioni di politica internazionale che coinvolgono
l'azione dell'Unione. Ricordando che «abbiamo bisogno di una politica estera
comune coordinata e visibile», ha affermato che «nel resto del mondo c'è un
grande desiderio per un ruolo maggiore dell'UE in politica estera [...] e ce lo
chiedono anche nostri cittadini», citando un'analisi dell'Eurobarometro. Ha poi
spiegato la necessità di fornire all'Unione i mezzi adeguati per rispondere
alle nuove sfide aggiungendo che «il Parlamento europeo ha un ruolo importante
da svolgere in questo senso».
Per quanto riguarda la situazione nel Medio
Oriente, Solana ha spiegato che le relazioni con il nuovo governo palestinese
di unità nazionale si baseranno su una valutazione delle azioni concrete
promosse dall'Esecutivo. È importante, ha ricordato, passare ad una nuova fase di
risoluzione del conflitto mediorientale dopo quella della gestione, aggiungendo
che «l'UE non abbandonerà mai i palestinesi». Sulle relazioni con l'Iran,
inasprite sulla duplice questione del nucleare e degli ostaggi britannici, ha
esortato l'Iran a rispettare le risoluzioni ONU in materia di armamenti. Ha
quindi definito «un'inaccettabile situazione» il sequestro dei marinai
britannici.
In tema di scudo di difesa anti-missilistico voluto
dagli USA, l'Alto Rappresentante ha chiarito che, pur non essendo l'Unione
europea un'alleanza di difesa, è opportuno che gli Stati membri discutano della
questione. «L'Unione non è la sede per prendere una decisione in materia di
difesa» ma «sarebbe un errore non discutere fra noi di questi temi nel modo più
chiaro e aperto». Ha anche spiegato che la questione dello scudo potrebbe avere
effetti negativi sulle relazioni con la Russia, pur sottolineando i contatti
positivi recenti fra i Presidenti Bush e Putin. Tuttavia, ha chiarito, la
questione rientra nella sovranità dei paesi membri, ma «rendere compatibili gli
interessi nazionali con gli interessi dell'Unione europea è fondamentale», ha
concluso.
Dichiarazione della Commissione
Meglana Kuneva, ha sottolineato innanzitutto
l'importanza di un'azione comune in politica estera per far fronte ai nuovi
scenari di crisi presenti nel mondo. La commissaria ha poi espresso il suo
accordo sul programma presentato da Solana per il 2007. Infine, ha ricordato la
funzione essenziale dei partenariati economici e di sviluppo - come quelli coi
paesi del mediterraneo - nella risoluzione delle crisi nel lungo termine.
JOSEPH DAUL, Presidente del Gruppo PPE/DE ha
esordito nel dibattito affermando che gli ampliamenti
rappresentano i maggiori successi della politica estera dell'Unione europea. Ha
quindi auspicato un veloce avvicinamento della Croazia all'UE ed una sua
adesione prima delle elezioni europee del 2009, sottolineando che «la stabilità
nei Balcani è un dovere». Il leader dei popolari europei ha quindi chiesto
«un'Europa più forte per un mondo più sicuro» esortando tutti a «proseguire gli
sforzi nei negoziati con l'Iran». Ha concluso il suo intervento definendo la
cattura dei marinai britannici, «inquietante» e aggiungendo che «bisogna fare
di tutto per liberare i prigionieri».
Nel dibattito è
intervenuto STEFANO ZAPPALA' (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ringraziare il signor Solana per le
informazioni dateci questa mattina, tuttavia dalla nostra discussione emerge
ancora una volta l'assenza di una politica estera e di conseguenza di una
politica di sicurezza e di difesa comune dell'Unione europea.
Esprimo pertanto tutta la mia solidarietà alla
Gran Bretagna per il problema dei marinai sequestrati in Iran, una solidarietà
che va espressa anche ad altri paesi. Tuttavia rilevo che se noi disponessimo
di una politica estera e di difesa comune avremmo certamente ben altro peso
nella soluzione dei problemi internazionali. L'assenza di una politica estera
comune comporta altresì che in alcuni Stati - il mio è uno di questi - a causa
di posizioni individuali, anche i fatti di politica interna assumano una
rilevanza alquanto grave. Se proseguiamo sulla via del trattato costituzionale,
avviato dalla Cancelliera Merkel, faremo a mio avviso qualcosa di molto
positivo.
Al signor Solana vorrei evidenziare un aspetto
fondamentale. Questa mattina si è accennato più volte al problema
dell'ipotetico scudo spaziale americano, da posizionare sul territorio della
Repubblica polacca e su quello della Repubblica ceca. Mi risulterebbe tra
l'altro - ma non so se ciò corrisponda a verità - che alcuni Stati dell'Unione
non saranno probabilmente presi in considerazione nell'ambito di un siffatto
scudo spaziale, ad esempio l'Italia e la Grecia. Ho sentito al riguardo
posizioni diversificate ed è legittimo che sia così.
Sebbene io sia personalmente favorevole a questo
sistema, io credo signor Solana, che sia importante ottenere informazioni vere,
non quelle che lei si è astenuto dal darci. La invito pertanto a fornire senza
indugio alla nostra sottocommissione tutte le informazioni possibili."
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc.
A6-0067/2007 - Risoluzione sul futuro
del Kosovo e il ruolo dell'Unione europea
IMMUNITÀ E STATUTO DEI DEPUTATI
Doc. A6 - 0071/2007
Relazione sulla richiesta di difesa dei privilegi e dell'immunità di
Giuseppe Gargani
Procedura: Immunità - Votazione: 29.3.2007
Il Parlamento ha deciso di difendere l'immunità di Giuseppe Gargani nella
causa per risarcimento danni alla reputazione depositata dalla Presidente del Tribunale di Sorveglianza di
Napoli. La denuncia deriva da un articolo in cui il deputato criticava la
decisione del Tribunale di non concedere il deferimento della pena a Lino
Iannuzzi. Il Parlamento, visti anche i precedenti, intravede nell'atteggiamento
del Tribunale un indizio di "fumus persecutionis" nei confronti
deputato.
Il caso riguarda un articolo redatto
dall'eurodeputato Giuseppe Gargani sul settimanale 'Il Roma', nel quale discuteva il caso del giornalista e senatore
italiano Lino Iannuzzi, condannato a oltre 2 anni di carcere proprio dal Tribunale di Sorveglianza di
Napoli. Nel suddetto testo, Gargani, condannando lo stato della giustizia in
Italia e la politicizzazione di taluni magistrati, criticava l'operato del
Tribunale ed in particolare la decisione di non accogliere la richiesta di
deferimento della pena.
Di conseguenza, la dott.ssa Di Giovanni, Presidente
del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, ha denunciato l'autore dell'articolo e
il direttore della testata giornalistica per il danno arrecato alla sua
reputazione ed ha richiesto un risarcimento di 500.000 euro.
Approvando a larga maggioranza la relazione che concede l'immunità al deputato, il Parlamento sostiene che «pubblicando l'articolo in questione Giuseppe Gargani non ha fatto altro che esercitare le sue funzioni di membro del Parlamento e di presidente della commissione giuridica. Cercare di "imbavagliare" i membri del Parlamento con un'azione legale volta a impedir loro di esprimersi su legittime questioni e preoccupazioni che rivestono pubblico interesse, è una pratica inaccettabile in una società democratica». In altre parole, gli eurodeputati hanno giudicato l'articolo in questione come l'espressione legi