GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

                                                       

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

25 gennaio 2007

n° 145

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

_____________________________________________________________________________


GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.

 


 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

FAR CONOSCERE IL TUO CV ALLA COMMISSIONE EUROPEA IN MODO FACILE ED EFFICACE? ORA PUOI

 

La Direzione Generale “Personale e amministrazione” della Commissione europea ha dedicato un’area del suo spazio web all’inserimento dei curriculum vitae da parte dei cittadini all’interno della banca dati della Commissione. “EU CV online” è il modo più rapido ed efficace di far conoscere il proprio CV ai servizi europei. I dati inseriti saranno consultabili dai dirigenti e dai responsabili delle risorse umane della Commissione, che potranno ricercare i profili più adatti alle esigenze dell’istituzione.

Il servizio on line è disponibile in inglese, francese e tedesco. La banca dati è gestita dalla Commissione ma per il futuro è prevista l’entrata nel sistema di altre istituzioni europee ed internazionali.

Per ulteriori informazioni: http://europa.eu.int/italia/news/10e326a8460.html .

Inserisci il tuo CV: http://ec.europa.eu/dgs/personnel_administration/application_en.htm

 

 

 

PARTE IL PROGRAMMA QUADRO PER LA COMPETITIVITÀ E L'INNOVAZIONE

 

Il Consiglio europeo di fine ottobre ha adottato la decisione che introduce il Programma quadro per la competitività e l'innovazione per il 2007-2013 (CIP).

Il Programma Quadro Innovazione e Competitività è stato istituito per:

a) promuovere la competitività delle imprese, in particolare delle PMI;

b) promuovere l'innovazione, compresa l'eco-innovazione;

c) accelerare lo sviluppo di una società dell’informazione sostenibile competitiva, innovativa e capace d’integrazione;

d) promuovere l’efficienza energetica e fonti energetiche nuove e rinnovabili in tutti i settori, compreso quello dei trasporti.

Gli obiettivi del programma quadro sono perseguiti mediante l’attuazione di tre programmi specifici:

1) il programma per l’innovazione e l’imprenditorialità, che ingloba i precedenti programma MAP (per la promozione dell’impresa e dell’imprenditorialità), “Innovation” (strumento che fino alla fine del 2006 rientra nel VI programma d’azione per la RST - Strutturare il SER) e la sezione Ambiente del programma LIFE III;

2) il programma di sostegno alla politica in materia di TIC, che ricomprende in un quadro armonizzato le azioni sostenute dai programmi precedenti in questo settore, quali Modinis, eTen, eContent (nb: eContentplus, approvato nel 2005 continua ad esistere come programma autonomo fino al 31/12/2008);

3) il programma Energia intelligente - Europa che ricomprende la gran parte dei programmi specifici previsti dal precedente programma EIE, attualmente in vigore, ovvero SAVE (uso razionale dell’energia), ALTENER (energie rinnovabili) e STEER (aspetti energetici dei trasporti).

I tre programmi sono gestiti in modo parzialmente autonomo.

I Beneficiari: diversificati in base ai programmi e alle attività. Al programma potranno partecipare anche soggetti provenienti da paesi terzi diversi da quelli indicati nelle aree geografiche, qualora ciò sia consentito dagli accordi e dalle procedure e conformemente alle stesse.

Entità del contributo: Il programma può assegnare:

- co-finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di progetti selezionati sulla base di inviti a presentare proposte;

- prestiti agevolati e garanzie su prestiti.

Modalità e procedura: per l’attuazione del programma la Commissione adotta piani annuali di lavoro per i singoli programmi specifici. Dopo l'entrata in vigore del programma la Commissione pubblicherà un manuale per gli utenti che espone in un quadro chiaro, semplice e trasparente i principi generali della partecipazione dei beneficiari al programma quadro.

Scadenza: 01/01/2007 - 31/12/2013

Referente:Commissione europea - DG Imprese e industria

Risorse finanziarie disponibili: 3.196 milioni di euro (a prezzi del 2004) [3.621 milioni a prezzi attuali].

Il budget disponibile sarà ripartito fra i tre programmi specifici secondo i seguenti criteri:

a) il 60% per la realizzazione del programma per l’innovazione e l’imprenditorialità (di cui circa 1/5 per la promozione dell’eco-innovazione);

b) il 20% per la realizzazione del programma di sostegno alla politica in materia di TIC;

c) il 20% per la realizzazione del programma Energia intelligente/Europa.

Aree Geografiche UE coinvolte a 27: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. Paesi specifici/Regioni specifiche: Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia (incluso il Kosovo) e Turchia.

EFTA/SEE:Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

 

 

 

DALLA UE UN NO AI CIBI GENETICAMENTE MODIFICATI

 

Al fine di tutelare la salute dei consumatori e la biodiversità, l’Unione europea ha adottato una politica di estremo rigore nei riguardi dei prodotti geneticamente manipolati, basata sul “principio di preacauzione” che limita l’utilizzo di quei ritrovati scientifici che non offrono sufficienti garanzie circa le conseguenze che possono provocare se immessi nel mercato. Tale impostazione è stata ulteriormente ribadita dal Commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Mariann Ficher Boel, la quale ha negato la possibilità che in Europa si possa concedere l’autorizzazione all’importazione e alla vendita di carni e latticini provenienti da animali clonati, come accaduto in America. Nel contenzioso tra UE e Stati Uniti non trova ancora soluzione, tra l’altro, il problema dell’import di alcuni alimenti e primo fra tutti il riso OGM. Il riso importato dagli USA negli ultimi anni risulta contaminato: la varietà LL601, per esempio, è stata individuata 87 volte in 14 paesi. L’Austria è il paese con il maggior numero di contaminazioni, seguita da Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Malta, Svezia, Italia, Irlanda, Finlandia, Belgio, Cipro e Francia. Per arginare il fenomeno della contaminazione, la Commissione europea ha stabilito che tutte le importazioni nell’UE di riso a grani lunghi provenienti dagli Stati Uniti dovranno essere automaticamente sottoposte ad analisi di laboratorio miranti a verificare che non contengano OGM. Le analisi dovranno essere effettuate anche quando le partite di riso sono accompagnate da un certificato dell’esportatore che attesti l’assenza di materiale transgenico (GMO-free), perché l’UE non considera ormai più affidabili i certificati. Il disaccordo principale tra UE e USA riguarda la soglia tecnica di individuazione della presenza di OGM, che gli Stati Uniti reputano debba essere pari allo 0,1% mentre l’Unione europea chiede sia diminuita allo 0,01%.

In Italia, intanto, la Regione Lazio si dichiara OGM-free prevedendo, con legge regionale, il divieto di coltivare prodotti ed allevare animali geneticamente modificati e somministrarli in mense, ospedali, istituti scolastici e uffici regionali di ogni tipo.

 

 

 

UE, NESSUN OBBLIGO DI INDICAZIONE DI ORIGINE IN ETICHETTA

 

L’Unione europea ha bocciato la legge che obbliga l’indicazione in etichetta dell’origine della materia prima del prodotto alimentare. Il 17 novembre è scaduto il termine per l’Italia per abrogare la legge 204/2004: la normativa italiana in materia di origine delle merci non è in linea con l’articolo 28 del Trattato Ue e con la direttiva del 2000 relativa all’etichettatura dei prodotti alimentari. L’obbligo di “etichetta trasparente”, secondo l’UE contrasta con le regole della concorrenza in quanto “incita il consumatore a preferire i prodotti italiani”, la provenienza della materia prima può essere indicata ma solo “qualora il consumatore possa essere indotto in errore circa l’origine del prodotto”.

Attualmente l’origine è obbligatoria per carni bovine e di pollame, pesce, prodotti ortofrutticoli, miele, latte fresco.

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  11 - 14 DICEMBRE 2006

 

 

AMBIENTE

 

 

REACH: LA CHIMICA È SOTTO CONTROLLO

 

-       Doc. A6-0352/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE

-       Doc. A6-0345/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 67/548/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose per adattarla al regolamento (CE) n. …/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) e che istituisce l'Agenzia europea delle sostanze chimiche

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito: 11.12.2006 - Votazione: 13.12.2006

 

Il Parlamento, approvando il compromesso negoziato con il Consiglio, ha dato il via libera al nuovo regolamento sulle sostanze chimiche, noto come REACH. I produttori saranno obbligati a registrare tutte le sostanze chimiche prodotte e importate in quantità superiori a una tonnellata all'anno. Per le sostanze più pericolose, i fabbricanti dovranno sottoporre un piano di sostituzione con alternative più sicure. Se queste non esistono, dovranno presentare un piano di ricerca volto a trovarle.

 

Il regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche, più nota con l'acronimo REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals), è stata avanzata dalla Commissione nell'ottobre 2003 con lo scopo di sostituire più di quaranta testi legislativi esistenti con un unico provvedimento. L'obiettivo è di assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell'ambiente, inclusa la promozione di metodi alternativi per la valutazione dei pericoli che le sostanze comportano, nonché la libera circolazione di sostanze nel mercato interno, rafforzando nel contempo la competitività e l'innovazione. Il provvedimento, che si fonda sul principio di precauzione, stabilisce quindi disposizioni che si applicano alla fabbricazione, all'immissione sul mercato o all'uso di tali sostanze, in quanto tali o in quanto componenti di preparati o articoli, e all'immissione sul mercato di preparati.

Il testo intende superare l'attuale distinzione tra prodotti chimici nuovi ed esistenti. I primi riguardano circa 3.000 sostanze commercializzate dopo il 1981 (anno in cui è stata introdotto l'obbligo di richiedere un'autorizzazione), mentre tra i secondi si contano circa 100.000 sostanze poste sul mercato prima di tale data. Secondo la Commissione, le informazioni sulla sicurezza del 99% di questi ultimi prodotti sono inadeguate. Il regolamento intende quindi portare alla valutazione della sicurezza di circa 30.000 sostanze commercializzate prima del 1981 e prodotte o importate in quantità superiori a 1 tonnellata all'anno. D'altra parte, invertendo l'onere della prova, impone ai produttori o agli importatori di dimostrare che la commercializzazione dei loro prodotti chimici può avvenire senza pericolo per la salute umana e l'ambiente. Ad oggi, questo compito era affidato alle autorità pubbliche.

 

Il relatore è riuscito a negoziare in extremis un compromesso con il Consiglio sostenuto da PPE/DE, PSE, ALDE/ADLE e UEN che - essendo stato confermato dalla Plenaria con 529 voti favorevoli, 98 contrari e 24 astensioni - permetterà al regolamento di entrare in vigore il 1° giugno 2007. Tuttavia, alcuni suoi elementi - come quelli relativi alla registrazione delle sostanze, alla condivisione dei dati, alla valutazione, all'autorizzazione e all'agenzia - saranno d'applicazione a partire dall'anno successivo. Prima del voto, il relatore ha sottolineato che l'adozione del compromesso avrebbe lanciato un «messaggio forte» agli europei sul fatto che, dal 1° giugno, REACH «comincerà a camminare» e produrrà risultati importanti per la sicurezza dei cittadini e dell'ambiente ma anche per la competitività del sistema europeo.

Il Presidente JOSEP BORRELL ha dichiarato: «questo voto, su uno dei testi più complessi della storia dell'UE, mette in atto una normativa essenziale per preservare la salute pubblica e l'ambiente contro i rischi delle sostanze chimiche, senza inficiare la competitività europea. Offre ai cittadini europei una vera protezione contro la moltitudine di sostanze tossiche presenti nella vita di tutti i giorni in Europa».

 

Obbligo di diligenza

Grazie all'insistenza del Parlamento, il regolamento prevede il principio dell'obbligo di diligenza a carico di fabbricanti, importatori e utilizzatori a valle di sostanze, in quanto tali o in quanto componenti di preparati o articoli. In forza a tale principio, l'industria dovrebbe fabbricare le sostanze, importarle, usarle o immetterle sul mercato «con tutta la responsabilità e la cura necessarie a garantire che, in condizioni ragionevolmente prevedibili, non ne derivino danni alla salute umana e all'ambiente». Inoltre, per evitare effetti nocivi sulla salute umana e sull'ambiente, tutte le informazioni disponibili e pertinenti sulle sostanze (in quanto tali o in quanto componenti di preparati o articoli) dovrebbero essere raccolte per agevolare l'individuazione di proprietà pericolose, e raccomandazioni sulle misure di gestione dei rischi dovrebbero essere sistematicamente trasmesse attraverso le catene di approvvigionamento.

 

Registrazione e relazione sulla sicurezza chimica

Il regolamento prevede un obbligo generale che impone a qualsiasi fabbricante o importatore di una sostanza in quanto tale o in quanto componente di uno o più preparati in quantitativi pari o superiori a 1 tonnellata all'anno di presentare una domanda di registrazione all'Agenzia per i prodotti chimici che avrà sede a Helsinki. Ai fini della registrazione, è necessario fornire una fascicolo tecnico contenente una serie di informazioni, ad esempio, in merito alla fabbricazione e all'uso della sostanza, alla sua classificazione e all'etichettatura e alle istruzioni sulla sicurezza d'uso. A seguito della registrazione, il dichiarante sarà tenuto ad aggiornare senza indebito ritardo la sua registrazione con tutte le nuove informazioni pertinenti.

Per tutte le sostanze soggette a registrazione in quantitativi pari o superiori a 10 tonnellate all'anno per dichiarante, dev'essere fornita una relazione sulla sicurezza chimica che documenta la valutazione realizzata in base a precise disposizioni indicate in un allegato dello stesso regolamento. Tale esercizio, oltre a trattare dei pericoli per la salute umana e dei pericoli fisico-chimici e per l'ambiente, dovrà comprendere anche la valutazione del carattere persistente, bioaccumulabile e tossico (TBT) e molto persistente e molto bioaccumulabile delle sostanze (vPvB). In seguito, dovrà essere valutata l'esposizione e la caratterizzazione dei rischi.

Per un periodo di cinque anni, tuttavia, tale obbligo non si applica alle sostanze fabbricate nella Comunità o importate a fini di attività di ricerca e sviluppo orientate ai prodotti e ai processi da un fabbricante, importatore o produttore di articoli, per proprio conto o in collaborazione con i clienti, in quantitativi non superiori a quanto richiesto da tali attività. A tal fine, i soggetti interessati, dovranno notificare all'Agenzia per le sostanze chimiche (istituita dallo stesso regolamento) una serie di informazioni sulle sostanze e l'elenco dei clienti. L'Agenzia, peraltro, potrà decidere di prorogare l'esenzione di cinque anni se viene dimostrato che la proroga è giustificata dal programma di ricerca e sviluppo. Nel caso di sostanze destinate a essere utilizzate esclusivamente nella messa a punto di medicinali per uso umano o veterinario, o di sostanze che non sono immesse sul mercato, tale proroga potrà raggiungere i dieci anni.

Il regolamento si attiene al principio "una sostanza, una registrazione". Pertanto prevede che, qualora uno o più soggetti intendano fabbricare e/o importare nell'UE una sostanza che deve essere registrata, dovrà essere effettuata la trasmissione di una serie di informazioni del fascicolo tecnico da un solo dichiarante, che assumerà il ruolo di capofila e che agirà con il consenso degli altri soggetti.

La Commissione, entro dodici anni dall'entrata in vigore del regolamento, dovrà valutare se estendere o meno l'obbligo di realizzare la valutazione chimica anche alle sostanze che sono fabbricate o importate in quantitativi inferiori alle dieci tonnellate. Tuttavia, in forza al compromesso con il Consiglio, tale periodo è ridotto a sette anni per le sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione. Nel procedere alla revisione, inoltre, la Commissione dovrà tenere conto dei costi per i fabbricanti e per gli importatori connessi con l'elaborazione della relazione di sicurezza, della ripartizione dei costi tra gli attori della catena di approvvigionamento e gli utilizzatori a valle e, infine, dei benefici per la salute umana e l'ambiente. Le disposizioni sui diritti di proprietà intellettuale sono stati poi rafforzati estendendo da tre a sei anni la protezione dei dati.

 

Autorizzazione e sostituzione delle sostanze pericolose

Il regolamento intende garantire il buon funzionamento del mercato interno, assicurando nel contempo che i rischi che presentano le sostanze estremamente problematiche siano adeguatamente controllati e che queste sostanze siano progressivamente sostituite da idonee sostanze o tecnologie alternative, ove queste siano economicamente e tecnicamente valide. A tal fine, tutti i fabbricanti, importatori e utilizzatori a valle che richiedono autorizzazioni dovranno analizzare la disponibilità di alternative, considerarne i rischi ed esaminare la fattibilità tecnica ed economica di una sostituzione.

Le sostanze soggette alla procedura di autorizzazione sono quelle considerate più pericolose. Ossia quelle che, in base ai criteri di classificazione, sono considerate cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione, nonché persistenti, bioaccumulabili e tossiche (TBT) oppure molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB). Un'autorizzazione è necessaria anche per le sostanze come quelle che perturbano i sistema endocrino o quelle aventi proprietà persistenti, bioaccumulabili e tossiche o molto persistenti e molto bioaccumulabili, con proprietà diverse da quelle già citate, per le quali è scientificamente comprovata la probabilità di effetti gravi sulla salute umana o per l'ambiente.

Queste sostanze saranno inserite in un allegato del regolamento attraverso una procedura che prevede un importante ruolo per l'Agenzia. Prima di assumere una decisione sull'inclusione di sostanze nell'allegato, l'Agenzia, tenuto conto del parere del comitato degli Stati membri, dovrà raccomandare le sostanze prioritarie da includere, ossia quelle che hanno proprietà PBT o vPvB, o quelle il cui uso è fortemente dispersivo o che sono prodotte in grandi quantitativi. L'agenzia redigerà quindi una raccomandazione, da rinnovare almeno ogni due anni, e la pubblicherà su un sito web prima di trasmetterla alla Commissione, invitando le parti interessate a formulare osservazioni.

E' comunque alla Commissione che spetta la competenza di decidere sulle domande di autorizzazione. Per le sostanze per le quali è possibile stabilire una soglia di sicurezza, questa è rilasciata se il rischio per la salute umana o per l'ambiente dovuto all'uso di una determinata sostanza a motivo delle sue proprietà è adeguatamente controllato e documentato dalla relazione sulla sicurezza chimica del richiedente, tenendo conto del comitato per la valutazione dei rischi. Rilasciando l'autorizzazione, comprese le eventuali condizioni, la Commissione terrà conto di tutti gli scarichi, emissioni e fuoriuscite noti al momento della decisione.

Il regolamento, d'altra parte, stabilisce che per le sostanze per le quali non è possibile stabilire una soglia di sicurezza sia possibile rilasciare un'autorizzazione «solo se risulta che i vantaggi socioeconomici prevalgono sui rischi» che il suo uso comporta e «se non esistono sostanze o tecnologie alternative». E' anche precisato che una decisione in tale senso può essere assunta solo dopo aver preso in considerazione il rischio che presentano gli usi della sostanza, comprese l'adeguatezza e l'efficacia delle misure di gestione dei rischi proposte, i vantaggi socioeconomici derivanti dal suo uso e le conseguenze socioeconomiche di un rifiuto di autorizzazione (comprovati dal richiedente o da altre parti interessate), l'analisi delle alternative proposte dal richiedente o di un eventuale piano di sostituzione presentato dal richiedente e degli eventuali contributi trasmessi da terzi e, infine, le informazioni disponibili sui rischi che le eventuali sostanze o tecnologie alternative presentano per la salute umana o per l'ambiente. E' poi precisato che, nel valutare se esistano idonee sostanze o tecnologie alternative, la Commissione dovrà prendere in considerazione tutti gli aspetti pertinenti e, in particolare, se il passaggio alle alternative comporterebbe una riduzione dei rischi complessivi per la salute umana e per l'ambiente, tenendo conto dell'adeguatezza e dell'efficacia delle misure di gestione dei rischi nonché la fattibilità tecnica ed economica delle alternative per il richiedente.

Le autorizzazioni, che avranno una validità da determinare caso per caso, saranno oggetto di una revisione di durata limitata. Il regolamento, d'altra parte, prevede che il titolare di un'autorizzazione dovrà inoltrare una versione aggiornata dell'analisi delle alternative, comprendenti informazioni circa eventuali attività pertinenti di ricerca e sviluppo svolte dal richiedente, se del caso, e gli eventuali piani di sostituzione presentati. Se la versione aggiornata dell'analisi delle alternative indica che esiste un'alternativa idonea, dovrà presentare un piano di sostituzione comprendente un calendario delle azioni proposte dal richiedente. Se non può dimostrare che il rischio è adeguatamente controllato, dovrà inoltrare anche una versione aggiornata dell'analisi socioeconomica contenuta nella domanda originaria. Nel momento in cui può dimostrare che il rischio è adeguatamente controllato, inoltrerà invece una versione aggiornata della relazione sulla sicurezza chimica.

 

Restrizioni

Un allegato del regolamento (XVII) elenca una serie di restrizioni imperative applicate a talune sostanze ai fini della fabbricazione, dell'immissione sul mercato e dell'utilizzazione. Inoltre, quando la fabbricazione, l'uso o l'immissione sul mercato di sostanze comportano «un rischio inaccettabile» per la salute umana o per l'ambiente, che richiede un'azione a livello comunitario, è prevista la possibilità di imporre nuove restrizioni o la modificazione delle restrizioni esistenti attraverso una dettagliata procedura che vede la partecipazione dell'Agenzia, di alcuni suoi comitati e della Commissione.

 

Valutazione e benessere degli animali

Il regolamento intende portare alla valutazione della sicurezza di circa 30.000 sostanze commercializzate prima del 1981 e prodotte o importate in quantità superiori a 1 tonnellata all'anno. Al fine di garantire un approccio armonizzato, l'Agenzia, in cooperazione con gli Stati membri, dovrà definire dei criteri per la determinazione dell'ordine di priorità delle sostanze da sottoporre ad una valutazione più approfondita. L'ordine di priorità è stabilito in funzione dei rischi che le sostanze presentano. I criteri dovranno tenere conto delle informazioni relative ai pericoli (come ad esempio l'affinità strutturale tra la sostanza in questione e sostanze notoriamente problematiche o sostanze persistenti e bioaccumulabili) che lasciano supporre che la sostanza o uno o più dei suoi prodotti di trasformazione presentino proprietà problematiche o siano persistenti o bioaccumulabili, alle informazioni sull'esposizione e al tonnellaggio, incluso il tonnellaggio complessivo risultante dalle registrazioni presentate da più dichiaranti.

All'agenzia spetterà anche esaminare le proposte di sperimentazione destinate alla produzione di informazioni relative a una sostanza, formulate in una registrazione. Il regolamento stabilisce che andrà considerata prioritaria la registrazione di sostanze che presentano o che possono presentare proprietà PBT, vPvB, sensibilizzanti e/o cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR).

Come richiesto dai deputati, il compromesso riconosce tra gli obiettivi di REACH la promozione di metodi alternativi alla sperimentazione animale per testare gli effetti delle sostanze. Al fine di evitare una duplicazione dei test già realizzati sugli animali, le parti interessate avranno 45 giorni per manifestarsi prima che sia avviato un nuovo progetto di sperimentazione animale. I metodi alternativi, inoltre, dovranno essere convalidati dalla Commissione, dopo essere stati riconosciuti dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche o da altre istituzioni internazionali. La Commissione, inoltre, dovrà presentare ogni tre anni una relazione sul ricorso a questi test alternativi e, se lo ritiene necessario, potrà sottoporre nuove proposte legislative.

 

Comunicazione delle informazioni e condivisione dei dati

Il regolamento prevede una serie di disposizioni volte a promuovere la diffusione e lo scambio di informazioni e la condivisione di dati tra gli operatori del settore. Il compromesso contempla anche una clausola relativa all'obbligo di informare il pubblico sulle sostanze pericolose contenute nei prodotti. La catena di distribuzione, compresi i consumatori che lo richiedono, dovrà quindi essere informata della presenza di qualsiasi sostanza chimica presente in quantità superiore allo 0,1% del peso totale dei prodotti. La Commissione, inoltre, dovrà esaminare la possibilità di stabilire un marchio europeo di qualità dei prodotti chimici.

 

Agenzia europea per le sostanze chimiche

Il regolamento istituisce l'Agenzia europea per le sostanze chimiche che ha lo scopo «di gestire e, in alcuni casi, di realizzare gli aspetti tecnici, scientifici e amministrativi» del regolamento e «di assicurare la coerenza a livello comunitario in relazione a tali aspetti».  Più in particolare, l'Agenzia dovrà fornire agli Stati membri e alle istituzioni della Comunità la consulenza scientifica e/o tecnica migliore possibile sulle questioni relative alle sostanze chimiche che sono di sua competenza e che le sono deferite a norma delle disposizioni del regolamento. Oltre ad eseguire i compiti già citati in precedenza nell'ambito della registrazione, della valutazione e delle restrizioni, l'Agenzia realizzerà e terrà aggiornate una o più banche dati sulle sostanze registrate e fornirà consulenza e assistenza ai fabbricanti e agli importatori ai fini della registrazione.

In forza al compromesso, due membri del Consiglio di amministrazione dell'Agenzia, che avrà la propria sede a Helsinki, saranno nominati dal Parlamento europeo e il direttore esecutivo dovrà sottoporsi a un'audizione di fronte al Parlamento prima di essere nominato. Le richieste dei deputati riguardo alle garanzie di indipendenza dei membri nei confronti dell'industria e alla pubblicazione delle dichiarazioni d'interesse, d'altra parte, non sono state accolte dal compromesso.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. A6-0446/2006 - Relazione sul progetto comune, approvato dal comitato di conciliazione, di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento

Confermando l'accordo cui sono giunti Parlamento e Consiglio nell'ambito del comitato di conciliazione, l'Aula ha approvato la direttiva sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. Il provvedimento armonizza metodi di valutazione dell'inquinamento e impone agli Stati membri di prendere tutte le misure necessarie al fine di prevenire le immissioni di sostanze pericolose nelle acque sotterranee e di invertire la tendenza per quelle già compromesse.

 

 

 

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

 

 

TV E NUOVI MEDIA SENZA FRONTIERE MA CON LA PUBBLICITÀ

Doc. A6-0399/2006

 

Relazione su sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 12.12.2006 - Votazione: 13.12.2006

 

Il Parlamento si è espresso sulla proposta volta ad attualizzare la direttiva "TV senza frontiere" per tenere conto dell'evoluzione tecnologica e promuovere opere europee. Pur mantenendo l'affollamento pubblicitario al 20%, porta a ogni 30 minuti la cadenza degli spot. Pubblicità e televendite andranno nettamente distinte dai programmi e il product placement sarà consentito a determinate condizioni. Particolare attenzione è rivolta alla tutela dei minori da contenuti pornografici e violenti.

 

La Commissione europea ha presentato una proposta di aggiornamento della cosiddetta direttiva “TV senza frontiere” del 1989 che intende alleggerire la normativa che grava sui fornitori europei di servizi televisivi e di tipo televisivo e rendere più flessibile il finanziamento dei contenuti audiovisivi con nuove forme di pubblicità. La proposta prevede l'introduzione di pari condizioni di concorrenza per tutte le società che forniscono servizi di tipo televisivo, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata per distribuirli. Questo nuovo approccio politico, secondo la Commissione, dovrebbe accelerare l'avvento di un mercato unico uniforme dei servizi televisivi e di tipo televisivo e promuovere l'industria europea dei contenuti.

Adottando la relazione, il Parlamento ricorda anzitutto che i servizi di media audiovisivi «sono nel contempo beni culturali ed economici». L'importanza crescente che rivestono per le società e la democrazia, soprattutto a garanzia della libertà dell'informazione, del pluralismo delle opinioni e dei mezzi di informazione, l'istruzione e la cultura, pertanto, giustifica l'applicazione e il rispetto di norme specifiche a tali servizi. In particolare «affinché siano preservate le libertà e i diritti fondamentali» e sia garantita la protezione dei minori e delle persone vulnerabili o disabili. A suo parere, inoltre, per assicurare la trasparenza e la prevedibilità sui mercati dei media e abbassare le barriere d'accesso, «occorre rispettare i principi fondamentali del mercato comune», come la legislazione sulla concorrenza e la parità di trattamento, «tenendo conto dell'importanza di condizioni omogenee e di un autentico mercato europeo della radiodiffusione».

La direttiva, andando oltre il settore televisivo "classico", abbraccia quindi tutti i servizi media audiovisivi. Un emendamento precisa che con "servizio di media audiovisivo" si intende un servizio «prestato sotto la responsabilità editoriale di un fornitore di servizi di media» e il cui obiettivo principale è la fornitura «di programmi» consistenti in immagini animate, sonore o non, al fine di informare, intrattenere o istruire il grande pubblico, attraverso reti di comunicazioni elettroniche «e/o comunicazioni commerciali audiovisive». In tale definizione, è inoltre aggiunto, non rientrano né i servizi nei quali la fornitura di contenuto audiovisivo è secondaria e non costituisce la finalità principale dei servizi stessi, né la stampa nei formati cartaceo ed elettronico.

I deputati modificano anche le definizioni di servizi lineari e servizi a richiesta (on demand) proposte dalla Commissione. Pertanto, con "trasmissione televisiva" o "servizio lineare", si dovrà intendere un servizio di media audiovisivo nel quale «una sequenza cronologica di programmi è trasmessa a un numero indeterminato di potenziali telespettatori, in un dato momento deciso dal fornitore di servizi di media sulla base di un palinsesto fisso dei programmi». Fra i servizi lineari, un emendamento precisa che, attualmente, si annoverano in particolare la televisione analogica e digitale, il live streaming (trasmissione continua in diretta), il webcasting (trasmissione televisiva su internet) e il video a richiesta in differita.

Con “servizio a richiesta" o "servizio non lineare", si intende invece un servizio di media audiovisivo «costituito da un'offerta di contenuti audiovisivi compilata o elaborata da un fornitore di servizi di media e nel quale l'utente richiede individualmente la fornitura di un particolare programma, sulla base di una gamma di contenuti e in un momento scelto dall'utente», o che non è contemplato dalla definizione di servizio lineare. Questa distinzione tra tipo di servizi è necessaria in quanto i fornitori di servizi on demand saranno sottoposti a una normativa più flessibile rispetto a quelli che propongono servizi lineari che, invece, dovranno rispettare una normativa più rigorosa.

 

Norme "etiche" rigorose per la pubblicità

Le "comunicazioni commerciali audiovisive" sono definite dai deputati come immagini in movimento, sonore o meno, che «sono trasmesse come parte di un servizio di media audiovisivo o, nel caso di canali dedicati alle televendite, come un servizio di media audiovisivo», allo scopo di promuovere, direttamente o indirettamente, le merci, i servizi o l'immagine di una persona fisica o giuridica che esercita un'attività economica. Gli Stati membri dovranno anzitutto assicurare che queste comunicazioni rispettino «i principi stabiliti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea».

Più in particolare, le comunicazioni commerciali audiovisive non devono violare la dignità umana, offendere discriminando la razza, il genere, la nazionalità, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale, incoraggiare comportamenti pregiudizievoli per la salute o la sicurezza oppure per la protezione dell'ambiente. Non devono poi violare i diritti dei bambini. E' anche precisato il divieto di qualsiasi forma di comunicazione commerciale audiovisiva avente per oggetto sigarette e altri prodotti a base di tabacco. Le comunicazioni commerciali sulle bevande alcoliche, inoltre, «non devono rivolgersi ai minori né incoraggiare il consumo smodato di tali bevande». I deputati introducono anche il divieto di pubblicità per medicinali e cure mediche che si possono ottenere esclusivamente su prescrizione medica.

Propongono poi un emendamento che stabilisce il divieto della pornografia - «incluse le rappresentazioni suscettibili di incitare all'odio fondato sul sesso» - in tutte le forme di comunicazione commerciale e di televendita.  Queste, inoltre, non devono arrecare un pregiudizio morale e fisico ai minorenni e, pertanto, non sono consentite pubblicità volte ad «esortare i minorenni ad acquistare un prodotto o un servizio, né quelle che li incoraggiano a persuadere i loro genitori o altri» ad acquistarli. Non possono neanche sfruttare la particolare fiducia che essi ripongono nei genitori, negli insegnanti o in altre persone, né mostrare minori che si trovano in situazioni di pericolo.

Ma non solo, facendo proprio un emendamento proposto dal PPE/DE e dall'ALDE/ADLE, il Parlamento chiede agli Stati membri di incoraggiare i fornitori di servizi media ad elaborare un codice di condotta concernente i programmi per bambini che contengono o sono interrotti da pubblicità, sponsorizzazioni o qualunque altra forma di commercializzazione di cibi e bevande «malsani e inadeguati, come quelli ad elevato contenuto di grassi, zuccheri e sale, e di bevande alcoliche».

 

Chiara distinzione tra pubblicità e programmi

Ai sensi della proposta di direttiva, le comunicazioni commerciali devono essere chiaramente identificabili come tali e, aggiungono i deputati, «distinguibili dal contenuto editoriale». Fermo restando l'uso di nuove tecniche pubblicitarie, è anche precisato, la pubblicità televisiva, le televendite e le telepromozioni «devono essere nettamente distinte dal resto della programmazione con mezzi ottici e/o acustici e/o spaziali. Dette comunicazioni, inoltre, «devono rispettare l'integrità e le interruzioni naturali del programma durante il quale sono trasmesse».

E' anche precisato che sono proibite le comunicazioni commerciali «occulte» e quelle che ricorrono a «tecniche subliminali». A quest'ultimo proposito, i deputati precisano che «il volume sonoro della pubblicità, nonché dei programmi o delle sequenze che la precedono e la seguono, non deve superare il volume medio di altri parti del programma». Tale obbligo, è anche precisato, implica sia la responsabilità dei pubblicitari sia quella delle emittenti, «che devono assicurarsi che i pubblicitari lo rispettino allorché forniscono i loro messaggi».

 

Spot ogni 30 minuti e massimo 20% di pubblicità all'ora

Accogliendo un emendamento avanzato da PPE/DE e ALDE/ADLE, il Parlamento chiede che la pubblicità e gli spot di televendita possano essere inseriti solo «tra» i programmi ma, che a determinate condizioni, possano anche essere inseriti «nel corso» di un programma «in modo tale che non ne siano pregiudicati l'integrità - tenuto conto degli intervalli naturali dello stesso - e i diritti degli aventi diritto». Più precisamente, accogliendo un emendamento avanzato dall'ALDE/ADLE con un solo voto di scarto (324 favorevoli, 323 contrari e 12 astenuti), il Parlamento propone che la trasmissione di film realizzati per la televisione (eccettuate le serie televisive, i programmi a puntate, i programmi di intrattenimento leggero e i documentari), di opere cinematografiche, di programmi per bambini e di notiziari possa essere interrotta da pubblicità e/o televendite «una volta ogni segmento programmato di 30 minuti». La proposta della Commissione prevedeva la possibilità di un'interruzione ogni 35 minuti, mentre gli orientamenti del Consiglio prevedono pause pubblicitarie ogni 30 minuti. La commissione cultura invece proponeva interruzioni ogni 30 minuti per i programmi di bambini e i notiziari di una durata superiore alla mezz'ora e ogni 45 minuti per i film televisivi, i film e le opere teatrali, i concerti e le opere liriche.

Come proposto dalla Commissione, il Parlamento conferma che «in una data ora di orologio», il tempo di trasmissione dedicato alle forme brevi di pubblicità, come gli spot pubblicitari, «non può superare il 20%». Tale disposizione, statuisce però un emendamento proposto dall'ALDE/ADLE e accolto dall'Aula, non si applica ai messaggi diffusi dall'emittente che pubblicizza i propri programmi, alle televendite, ai programmi sponsorizzati nonché, ove applicabile, agli inserimenti di prodotti. Gli spot pubblicitari e di televendita isolati, inoltre, devono restare un'eccezione, ad esclusione di quelli inseriti nei programmi sportivi.

Diversi emendamenti tesi a rendere meno frequenti e meno lunghe le interruzioni pubblicitarie sono stati respinti dall'Aula. E' il caso, ad esempio, della proposta della GUE/NGL di imporre un termine di 20 minuti tra ogni successiva interruzione all'interno di un programma con spot pubblicitari o di telepromozioni o televendite. Non è stato nemmeno accolto un emendamento avanzato dal PSE di includere le telepromozioni nel tetto del 20% orario, di fissare al 20% del tempo di trasmissione quotidiana la proporzione massima di trasmissione destinata agli spot di televendita e pubblicitari e alle altre forme di pubblicità nonché di limitare al 15% del tempo di trasmissione quotidiano la durata complessiva degli spot pubblicitari.

 

Product placement vietato in principio, ma possibile in film e fiction

I concetti di "inclusione di prodotti" e di "inserimento di temi" sono precisati da un emendamento. Si tratta di un «intervento di un'impresa o di un organismo qualsiasi nella sceneggiatura di un film o di una fiction al fine di promuovere un prodotto, un servizio o una marca». I deputati, in proposito, pongono il principio di vietare queste pratiche, in particolare nei notiziari e nei programmi di attualità, nei programmi per bambini, nei documentari e nei programmi di consulenza. In deroga a questo principio, tuttavia, prevedono che gli Stati membri possano autorizzare espressamente l'inserimento di prodotti in opere cinematografiche, in film e in serie per la televisione e in trasmissioni sportive. Oppure se si tratta di "aiuti alla produzione", ossia qualora non siano effettuati pagamenti, ma determinati beni o servizi siano forniti gratuitamente in vista del loro inserimento in un programma. Non è invece stato accolto dal Parlamento un emendamento presentato dalla GUE/NGL che intendeva vietare ai servizi media audiovisivi per bambini l'inserimento di prodotti.

D'altra parte, il Parlamento propone che ai programmi contenenti l'inserimento di prodotti venga imposto di rispettare una serie di requisiti. Ad esempio, occorre che il loro contenuto e, nel caso della radiodiffusione televisiva, la loro programmazione, non siano in alcun caso influenzati in modo tale da compromettere la responsabilità e l'indipendenza editoriali del fornitore dei servizi di media. I programmi, inoltre, non devono invitare direttamente all'acquisto, al noleggio o alla locazione di beni o servizi, in particolare facendo specifici riferimenti promozionali a tali beni o servizi e non debbono mettere «indebitamente in evidenza» il prodotto in questione.

E' poi necessario che i telespettatori siano chiaramente informati dell'inserimento di prodotti e, a tal fine, tali programmi devono poter essere «opportunamente identificati» all'inizio e alla fine del programma e con un segnale almeno ogni 20 minuti nel corso del programma. In ogni caso, i programmi non possono contenere inserimento di prodotti o aiuti alla produzione per tabacco o sigarette oppure di prodotti che provengono da imprese la cui attività principale è la produzione o la vendita di sigarette o altri prodotti del tabacco. E neppure di medicinali specifici o cure mediche disponibili esclusivamente su prescrizione medica.

 

Sì allo sponsoring, ma a determinate condizioni

La proposta di direttiva prevede anche che i servizi di media audiovisivi o i programmi sponsorizzati debbano rispettare una serie di prescrizioni. Più precisamente, secondo la formulazione proposta dai deputati, il contenuto dei servizi e, nel caso della radiodiffusione televisiva, la programmazione, non devono in alcun caso essere influenzati in modo da compromettere la responsabilità e l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media. Inoltre, i telespettatori devono essere chiaramente informati dell'esistenza di un accordo di sponsorizzazione. Pertanto, i programmi sponsorizzati devono essere chiaramente identificati come tali attraverso l'indicazione del nome, del logo e/o di qualsiasi altro simbolo dello sponsor, ad esempio un riferimento ai suoi prodotti o servizi o un adeguato segno distintivo, all'inizio, durante e/o alla fine dei programmi.

D'altra parte è sancito il divieto di sponsorizzare servizi o programmi da parte di imprese la cui attività principale è la produzione o la vendita di tabacco o altri prodotti a base di tabacco. Inoltre, se è consentita la promozione del nome o dell'immagine di un impresa che produce e vende farmaci o cure mediche, è vietata quella relativa a medicinali specifici o cure mediche che si possono ottenere solamente previa prescrizione medica. Infine, notiziari e programmi di attualità non possono essere sponsorizzati.

 

Una televisione responsabile che tutela minori e disabili. No a violenza e pornografia.

In forza a un emendamento, gli Stati membri dovranno adottare le misure atte a garantire che le trasmissioni dei fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione «non contengano alcun programma che possa nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minorenni», in particolare programmi che contengano scene pornografiche o di violenza gratuita. Dovranno altresì assicurare che non sia trasmessa in alcun caso della pedopornografia, «pena sanzioni di tipo amministrativo e penale».

I deputati, inoltre, invitano la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare le parti interessate dell'industria dei media e promuovere, quale ulteriore misura di tutela dei minori, un sistema comunitario di identificazione, valutazione e filtraggio di contenuti. A loro parere occorre anche promuovere misure per dare ai genitori e alle badanti migliori possibilità di controllo sui programmi che contengono violenza gratuita e pornografia. A tale fine, propongono i deputati, occorrerebbe riflettere sulla fattibilità tecnica e giuridica di una segnaletica armonizzata dei contenuti.

Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero promuovere la produzione e la programmazione di programmi idonei ai minori e atti a migliorare le loro conoscenze sui mezzi di comunicazione. D'altra parte, con un emendamento, i deputati chiedono agli Stati membri di adottare misure atte a garantire che i servizi di media audiovisivi «diventino gradualmente accessibili per le persone con disabilità visiva e auditiva».

 

Mercato unico dell'audiovisivo e promozione delle opere europee

In forza al principio del paese d'origine, nel quadro del mercato comune, tutte le trasmissioni aventi la loro origine nella Comunità e che devono essere captate nella medesima, in particolare quelle destinate ad un altro Stato membro, devono rispettare le normative che lo Stato membro d'origine applica alle trasmissioni per il pubblico nel suo territorio. Gli Stati membri devono quindi assicurare la libertà di ricezione e non ostacolare la ritrasmissione sul proprio territorio di trasmissioni televisive provenienti da altri Stati membri per ragioni attinenti ai settori coordinati dalla direttiva.

Ma sono previste delle deroghe eccezionali a questo principio nel rispetto di precise condizioni e, al riguardo, è anche definita una procedura per comporre le controversie che prevede anche una sorta di "legittimazione" da parte della Commissione delle misure prese dagli Stati membri. Questi ultimi d'altra parte, conservano la facoltà di richiedere ai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione di rispettare norme più particolareggiate o più rigorose nei settori disciplinati dalla direttiva e, aggiungono i deputati, «purché tali norme non siano in contrasto con i principi generali del diritto dell'UE».

Inoltre, «in virtù del principio del libero accesso all'informazione» sancito dalla Carta dei diritti fondamentali, e fatti salvi gli accordi contrattuali esistenti tra gli organismi di radiodiffusione, ciascuno Stato membro dovrà provvedere a che, ai fini della realizzazione di brevi estratti dell'attualità, compresi gli estratti destinati a trasmissioni transfrontaliere, le emittenti stabilite in altri Stati membri non siano private dell'accesso, a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, ad avvenimenti di grande interesse pubblico trasmessi da un'emittente soggetta alla loro giurisdizione. L'emittente che concede l'accesso, è peraltro precisato dai deputati, «ha diritto a un adeguato compenso per i costi tecnici sostenuti». Mentre le emittenti possono scegliere liberamente brevi estratti dell'attualità a partire dal segnale dell'emittente di trasmissione, ma hanno l'obbligo di indicare almeno la fonte. Tali estratti, puntualizza un emendamento, «sono utilizzati esclusivamente per i notiziari di carattere generale».

Gli Stati membri, inoltre, devono assicurare che i fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione promuovano, ove possibile e con i mezzi adeguati e tenendo debito conto dei diversi strumenti di fornitura, «lo sviluppo e la produzione di opere europee e l'accesso alle stesse». Per quanto riguarda i servizi di media audiovisivi non lineari, è puntualizzato da un emendamento, il sostegno e la promozione potrebbero assumere la forma di un numero minimo di opere europee proporzionale alla resa economica, oppure di una quota minima di opere europee e di opere europee create da produttori indipendenti dalle emittenti nei cataloghi di "video su richiesta", o ancora di una presentazione attraente delle opere europee e di opere create da tali produttori indipendenti nelle guide elettroniche ai programmi.

 

Pluralismo dei media e posizioni dominanti

Un emendamento afferma che per promuovere un'industria audiovisiva europea forte, competitiva e integrata e potenziare il pluralismo dei media in tutta l'Unione europea, permane essenziale che solo uno Stato membro abbia la competenza giurisdizionale su un fornitore di servizi di media audiovisivi e che il pluralismo dell'informazione sia un principio fondamentale dell'Unione europea. I deputati ritengono pertanto essenziale che «gli Stati membri impediscano l'emergere di posizioni dominanti che comportino limitazioni del pluralismo e della libertà dell'informazione nei media nonché dell'informazione in genere, ad esempio adottando misure per garantire un accesso non discriminatorio alle offerte di servizi di media audiovisivi nel pubblico interesse (tra l'altro, attraverso obblighi di ridiffusione)».

 

 

 

 

ISTITUZIONI

 

 

CONFERMA DEI NUOVI COMMISSARI BULGARO E RUMENO

 

-       Docc. B6-0644, 0645/2006 - Proposta di decisione - Nomina dei commissari bulgaro e rumeno

Procedura: Proposta di decisione

-       Doc. A6-0442/2006 - Relazione sulla proposta nomina di Nadezhda Sandolova a membro della Corte dei conti

-       Doc. A6-0443/2006 - Relazione su sulla proposta nomina di Ovidiu Ispir a membro della Corte dei conti

Procedura: Consultazione legislativa - Votazione: 12.12.2006

 

L'Aula ha approvato a larghissima maggioranza la nomina di Meglena Kuneva e Leonard Orban come membri della Commissione a partire dal 1° gennaio 2007. La prima, di nazionalità bulgara, sarà responsabile della protezione dei consumatori, mentre il nuovo commissario rumeno avrà il portafoglio del multilinguismo. Il Consiglio potrà adesso procedere alla nomina formale dei commissari. E' anche stata approvata la nomina dei membri bulgaro e rumeno della Corte dei conti.

 

Nomina dei nuovi commissari

La nomina di Meglena Kuneva è stata approvata con 583 voti favorevoli, 21 contrari e 28 astensioni. Quella di Leonard Orban con 595 voti favorevoli, 16 contrari e 29 astensioni.

 

Nomina dei membri della Corte dei conti

Con 356 voti favorevoli, 229 contrari e 51 astensioni, il Parlamento ha dato parere favorevole alla nomina del membro rumeno della Corte, Ovidiu Ispir. Il membro bulgaro, Nadezhda Sandalova, ha invece ottenuto 561 voti favorevoli, 32 contrari e 38 astensioni.

 

 

 

BILANCIO

 

 

APPROVATO IL BILANCIO 2007

Doc. A6-0451/2006

 

Relazione sul progetto generale 2007, modificato dal Consiglio (tutte le sezioni)

Procedura: Bilancio - Dibattito: 12.12.2006 - Votazione: 13.12.2006

 

Il Parlamento europeo ha approvato in seconda lettura il bilancio per il 2007 che è stato firmato oggi dal Presidente Borrell, dalla Commissione europea e dalla Presidenza finlandese dell'Unione europea. I crediti d'impegno per l'anno prossimo ammonteranno a 126,5 miliardi di euro e quelli di pagamento a 115,5 miliardi, pari allo 0,99% del reddito nazionale lordo dell'UE. Il bilancio 2007, il primo dell'UE con 27 Stati membri, è superiore del 3,2% rispetto quello dell'anno precedente.

 

Nel corso dell'esame di tale bilancio, sia il paventato taglio del personale della Commissione sia le spese per la politica estera e di sicurezza comune (PESC) sono stati al centro delle discussioni. Alla fine, il Parlamento si è opposto alla proposta di soppressione di posti nell'amministrazione formulata dalla Presidenza finlandese ed è riuscito ad avere l'impegno del Consiglio a fornirgli in tempo utile tutte le informazioni utili sulle azioni che riguardano la PESC. A riprova della compattezza creatisi in seno ai gruppi politici, tutta la Sezione III che riguarda il bilancio gestito dalla Commissione è stata votata in blocco.

Nel corso del dibattito svoltosi in Aula, il relatore aveva dichiarato che «nell'ambito del principio "value for money", una serie di elementi innovatori sono stati inseriti nella procedura standard di bilancio per migliorare la redditività delle spese dell'Unione europea, assicurando così una migliore efficacia per i suoi cittadini. Il nostro compito, adesso, consiste nel rafforzare tale approccio, mettendo in atto un meccanismo di valutazione annua delle prestazioni dei programmi specifici». Il relatore si è quindi rallegrato della convergenza con la Commissione, che ha portato ad una dichiarazione comune che sottolinea la necessità di integrare tale principio nella procedura annuale di bilancio.

 

 

 

POLITICA DELL'OCCUPAZIONE

 

 

FONDO DI ADEGUAMENTO ALLA GLOBALIZZAZIONE DI PIÙ AMPIA PORTATA

Doc. A6-0385/2006

 

Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 12.12.2006

 

Il Parlamento ha approvato l'istituzione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Tale Fondo potrà utilizzare fino a 500 milioni di euro l'anno per aiutare i lavoratori licenziati a seguito dei mutamenti intervenuti nella struttura del commercio mondiale che portano a un notevole aumento delle importazioni o a delocalizzazioni industriali.

 

Negoziati informali con il Consiglio hanno portato alla definizione di un compromesso in merito alla proposta di regolamento sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Il compromesso accoglie gran parte dei suggerimenti avanzati dai deputati con la relazione adottata a ottobre dalla commissione per l'occupazione e gli affari sociali. La Plenaria, sottoscrivendo l'accordo, permette che il regolamento entri in vigore già il 1° gennaio 2007.

La relazione sottolinea che, nonostante gli effetti positivi sulla crescita e l'occupazione, la globalizzazione può anche comportare conseguenze negative per i lavoratori più vulnerabili e meno qualificati in determinati settori. Per i deputati, l'assistenza fornita dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), dovrebbe offrire solidarietà e sostegno a singoli lavoratori licenziati a seguito di cambiamenti strutturali del commercio mondiale. Il FEG, è infatti precisato, non deve finanziare la ristrutturazione di imprese o settori né misure passive di protezione sociale.

Il contributo finanziario di solidarietà europea dev'essere invece destinato a sovvenzionare misure attive per il mercato del lavoro che possano far parte di un insieme coordinato di servizi personalizzati miranti a reinserire nel mercato del lavoro i lavoratori licenziati. Ad esempio, l’assistenza nella ricerca di un impiego, l’orientamento professionale, la formazione e la riqualificazione su misura, la certificazione dell'esperienza acquisita, l’assistenza per la ricollocazione professionale e la promozione dell’imprenditorialità. Il Fondo avrà ugualmente l'obiettivo di stimolare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nell'Unione europea.

 

 

 

DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÀ

 

 

FONDATO L'ISTITUTO EUROPEO PER L'UGUAGLIANZA DI GENERE

Doc. A6-0455/2006

Relatrice AMALIA SARTORI (PPE/DE, IT)

 

Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un Istituto europeo per l'uguaglianza di genere

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito: 12.12.2006 - Votazione: 13.12.2006

 

Il Parlamento ha posato la prima pietra dell'Istituto per l'uguaglianza di genere che, con sede a Vilinius, sarà operativo già dal 2007. I deputati hanno infatti sottoscritto l'accordo informale negoziato con il Consiglio, spianando la strada all'adozione del regolamento costitutivo. L'Istituto offrirà sostegno tecnico alle Istituzioni UE e ai governi, in particolare per la raccolta e l'analisi di dati e informazioni comparabili e sensibilizzerà i cittadini in materia di uguaglianza di genere.

 

Il Parlamento, approvando la relazione di AMALIA SARTORI (PPE/DE, IT) e Lissy GRÖNER (PSE, DE) sul regolamento che porta alla creazione dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, ha fatto proprio il compromesso negoziato con il Consiglio e, pertanto, l'Istituto potrà iniziare la sua attività al più presto, nel corso del 2007, come auspicato da tutte le istituzioni europee. La sua sede, come deciso il 1° dicembre dal Consiglio, sarà Vilnius, in Lituania. L'Istituto potrà contare nel 2007 su uno staff di 15 persone che, però, salirà a 30 nel 2013, nonché su una dotazione finanziaria di circa 52,5 milioni di euro per il periodo 2007-2013.

 

Gli obiettivi generali dell'Istituto sono sostenere e rafforzare la promozione dell'uguaglianza di genere, compresa l'integrazione di genere in tutte le politiche comunitarie e le politiche nazionali che ne derivano, nonché la lotta contro le discriminazioni fondate sul sesso, e sensibilizzare i cittadini dell'UE in materia di uguaglianza di genere, fornendo assistenza tecnica alle istituzioni della Comunità, in particolare la Commissione, e alle autorità degli Stati membri.

 

Per conseguire tali obiettivi, l'Istituto raccoglierà, analizzerà e diffonderà informazioni obiettive, comparabili e attendibili, pertinenti all'uguaglianza di genere e suggerirà ulteriori settori di ricerca. Inoltre, appresterà metodi per migliorare l'obiettività, la comparabilità e l'attendibilità dei dati a livello europeo, definendo criteri atti a migliorare la coerenza delle informazioni e a tenere conto delle questioni di genere nella raccolta dei dati. Ma dovrà anche apprestare, analizzare e diffondere strumenti metodologici a sostegno dell'integrazione dell'uguaglianza di genere in tutte le politiche della Comunità e nelle politiche nazionali che ne derivano. Potrà poi condurre indagini sulla situazione dell'uguaglianza di genere in Europa e organizzare conferenze, campagne e riunioni a livello europeo per sensibilizzare i cittadini dell'UE in materia di uguaglianza di genere.

Il Parlamento europeo aveva adottato in prima lettura 52 emendamenti, di cui solo 35 sono stati inglobati nella posizione comune del Consiglio. Le principali divergenze sono state appianate nel corso di negoziati serrati che hanno portato a un compromesso riguardo alla composizione del consiglio di amministrazione, all'istituzione di un forum di esperti e alla nomina del Direttore.

In merito alla composizione del consiglio di amministrazione, in prima lettura il Parlamento aveva optato per un collegio ristretto composto da 13 membri, mentre il Consiglio aveva preferito un collegio composto di un rappresentante per Stato membro, tre rappresentanti della Commissione e tre rappresentanti delle parti sociali, assistito da un ufficio di presidenza di sei membri. Il compromesso prevede un collegio di medie dimensioni con 18 membri nominati dal Consiglio (in base a un sistema di rotazione) e un rappresentante della Commissione, nonché la soppressione dell'Ufficio di presidenza.

La posizione comune non prevedeva la creazione di un forum consultivo composto di esperti nel campo dell'uguaglianza di genere, peraltro voluto dalla Commissione e dal Parlamento. Il Consiglio ha quindi riesaminato la sua posizione e ha accettato di sostituire l'ufficio di presidenza con un forum di esperti composto di un rappresentante per Stato membro più due rappresentanti nominati dal Parlamento e tre rappresentanti delle parti sociali. Compito principale del forum sarà di assistere il Direttore nella pianificazione delle attività dell'Istituto.

Nel suo parere di prima lettura il Parlamento aveva chiesto di essere associato alla nomina del Direttore nel quadro di una procedura aperta e trasparente. La posizione comune non ha tenuto conto di questa richiesta, lasciando il compito della nomina al Consiglio di amministrazione e alla Commissione. Il compromesso raggiunto prevede la definizione di una procedura aperta e trasparente, come pure l'obbligo per il candidato selezionato di comparite dinanzi alla(e) commissione(i) competente(i) del Parlamento per rispondere alle domande dei suoi membri.

 

Data l'importanza del tema e la qualità della relazione, si riporta l'intervento di presentazione della stessa pronunciato dalla relatrice AMALIA SARTORI (PPE/DE-I):

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del mio gruppo, desidero esprimere un ringraziamento alla collega Gröner per il lavoro che abbiamo svolto insieme.

Abbiamo fortemente voluto che questo istituto nascesse con i nomi dei rappresentanti dei due maggiori partiti presenti all'interno del Parlamento europeo, proprio perché godesse anche di questa forza e di questo sostegno. Devo riconoscere che durante tutto il lavoro svolto, anche se il dibattito è stato a volte importante, alla fine si è arrivati sempre ad un voto pressoché unanime all'interno della commissione per i diritti delle donne. Ritengo che anche questo percorso debba essere ricordato.

Da ultimo, anche in prima lettura - pur con le riserve che spesso troviamo persino in Aula quando trattiamo questa questione, comunque irrisolta anche a livello europeo, che vede le donne, al di là di leggi garantiste, non ancora capaci di beneficiare sul serio di uguali opportunità e possibilità di presenza in tutti i livelli decisionali - abbiamo ottenuto un voto favorevole che domani, ne sono convinta, verrà ripetuto in quest'Aula.

Desidero aggiungere solo alcune considerazioni a quanto detto dalla mia collega: innanzitutto credo che non succeda molto spesso che una decisione riesca ad interpretare così bene gli indirizzi degli studi preparatori, come è avvenuto in questo caso.

Dopo l'Agenda di politica sociale agli inizi del 2000 era stato deciso di affrontare lo studio per la nascita di questo istituto, e sia il Parlamento sia la Commissione hanno commissionato a dei management di area uno studio di approfondimento. Oso dire che il risultato del nostro lavoro, e quello che domani l'Aula voterà, rappresenta fino in fondo le indicazioni contenute in questi due studi e cioè di creare un istituto piccolo, flessibile, indipendente, costruito a rete, capace di analizzare i dati e le ragioni del fenomeno discriminatorio ancora presente, di studiare le buone prassi, di trovare e di rendere note le soluzioni normative e legislative innovative nel campo dei diritti delle donne e delle pari opportunità.

Al di là del discorso relativo alla sede - sul quale in fondo noi non siamo entrati a livello di commissione, e che vede oggi la scelta di Vilnius, in Lituania, e che, spero, al di là della lontananza, riesca a darci un buon risultato grazie ai prodigi della scienza e della tecnica - vorrei esprimere la mia soddisfazione per il fatto che questo istituto partirà da subito e che già nel 2007 comincerà a lavorare.

Grazie al lavoro di questo istituto si potranno compiere ulteriori passi in avanti, che serviranno sia alla comunità di tutta l'Europa, sia a quanti fuori dall'Europa guardano a noi come un elemento di insegnamento e di guida in questo specifico settore."

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

GIOVENTÙ

-       Doc. A6-0433/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione di una raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla tutela dei minori e della dignità umana e al diritto di rettifica relativamente alla competitività dell'industria europea dei servizi audiovisivi e d'informazione in linea

Il Parlamento raccomanda il lancio di campagne di sensibilizzazione e di formazione sui possibili rischi di Internet e chiede la promozione di iniziative volte ad agevolare l'accesso alla Rete, evitando nel contempo i contenuti nocivi, in particolare attraverso il ricorso a sistemi di filtraggio. Sostiene anche l'istituzione di un nome di dominio di secondo livello generico - come .KID.eu - «riservato ai siti controllati in permanenza che si impegnino a rispettare i minori e i loro diritti».

 

TRASPORTI

-       Doc. A6-0414/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la patente di guida

Il Parlamento ha adottato la direttiva che istituisce un modello unico europeo di patente di guida che, sostituendo gli oltre 110 modelli esistenti, avrà la forma di una carta di credito e potrà essere dotata di un microchip. Pur lasciando un certo margine di manovra, fissa dei limiti d'età per l'abilitazione alla guida dei diversi veicoli e prevede misure per contrastare il "turismo delle patenti". Si applicherà sei anni dopo l'entrata in vigore, ma talune disposizioni dopo solo due anni.

-       Doc. A6-0301/2006 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'omologazione degli autoveicoli riguardo alle emissioni e all'ottenimento di informazioni sulla riparazione del veicolo e che modifica la direttiva 72/306/CEE e la direttiva .../.../

Confermando l'accordo raggiunto con il Consiglio, il Parlamento ha approvato il regolamento che definisce norme armonizzate sulla costruzione degli autoveicoli al fine di garantire il funzionamento del mercato interno e fornire, al tempo stesso, elevati livelli di protezione dell’ambiente riguardo alle emissioni nell’atmosfera. Il nuovo standard Euro 5, che taglia ulteriormente le emissioni, si applicherà dal settembre 2009 ma, come richiesto dai deputati, è già previsto l'Euro 6 dal 2014.

 

ALLARGAMENTO

-       Doc. A6-0436/2006 - Relazione sulla comunicazione della Commissione concernente la strategia di allargamento e le sfide principali per il periodo 2006-2007

-       Doc. A6-0393/2006 - Relazione sugli aspetti istituzionali della capacità dell'Unione europea di integrare nuovi Stati membri

Il Parlamento ha adottato due relazioni che chiedono di procedere, prima delle prossime elezioni europee, alle necessarie riforme istituzionali per migliorare il sistema e la capacità d'integrare nuovi Stati membri all'UE. I deputati desiderano inoltre che al Parlamento sia conferito il diritto di pronunciarsi sull'opportunità o meno di avviare i negoziati d'adesione. Sono anche affrontate le questioni legate all'adesione di Turchia, Croazia e dei paesi dei Balcani occidentali.

 

DIRITTI UMANI

-       Consegna del Premio Sacharov 2006

Nel corso di una cerimonia solenne, il Presidente del Parlamento ha consegnato il Premio Sacharov per la libertà di pensiero a Alexander Milinkevich, leader dell'opposizione bielorussa. Nel suo discorso, Milinkevich ha sottolineato l'oppressione che subisce il suo popolo ed ha ringraziato l'Unione europea per il suo sostegno. Fiducioso nel ritorno della democrazia nel suo Paese, ha anche chiaramente affermato la prospettiva europea della Bielorussia.

 

RELAZIONI ESTERNE

-       Docc. B6-0631, 0633, 0636, 0638, 0639, 0641/2006 - Risoluzione comune sul Vertice UE-Russia del 24 novembre 2006 a Helsinki

Il Parlamento vede con favore l'avvio di negoziati con la Russia per la definizione di un nuovo accordo di cooperazione ma chiede che il rispetto dei diritti umani non sia relegato in secondo piano. I deputati, inoltre, ritengono che ogni assistenza finanziaria concessa alla Russia sia legata allo sviluppo di standard democratici nel paese. E' anche sollecitata una maggiore cooperazione in materia energetica e sulle tematiche di rilievo internazionale, come la sicurezza e la lotta al terrorismo.

-       Doc. A6-0389/2006 - Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio che istituisce il programma specifico “Prevenzione e lotta contro la criminalità” per il periodo 2007-2013 -  Programma generale “Sicurezza e tutela delle libertà”

-       Doc. A6-0390/2006 - Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio che istituisce il programma specifico “Prevenzione, preparazione e gestione delle conseguenze in materia di terrorismo”, per il periodo 2007-2013 - Programma generale “Sicurezza e tutela delle libertà”

Il Parlamento si è pronunciato in merito ai programmi specifici sulla lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. I deputati chiedono maggiore trasparenza, pubblicità e valutazione dei finanziamenti concessi e dei progetti sostenuti, nonché la riduzione degli oneri burocratici gravanti sui proponenti. Suggeriscono anche un elenco delle infrastrutture da proteggere da atti terroristici e la promozione di iniziative da parte della società civile per contrastare la criminalità.

 

ENERGIA

-       Doc. A6-0426/2006 - Relazione su una Strategia europea per un'energia sostenibile, competitiva e sicura - Libro Verde

-       Doc. A6-0347/2006 - Relazione sulla strategia per la biomassa ed i biocarburanti

Il Parlamento chiede di ridurre l'uso del petrolio, sviluppare il mercato interno dell'energia, garantire gli approvvigionamenti con una rete efficiente e perseguire gli Stati che proteggono indebitamente i grandi ex-monopolisti. Occorrono anche più incentivi in ambito PAC e misure fiscali a favore di fonti "verdi", ma lo sviluppo dell'uso dei biocarburanti e delle biomasse non deve mettere a repentaglio la produzione alimentare e gli approvvigionamenti in legno dell'industria.

 

CONSUMATORI

-       Doc. A6-0408/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d'azione comunitaria in materia di politica dei consumatori (2007-2013)

Il Parlamento ha approvato un nuovo programma d'azione comunitaria volto a migliorare la tutela della salute e della sicurezza dei consumatori nonché ad aumentare la difesa dei loro interessi economici e giuridici. Il programma - che integra, appoggia e controlla le politiche degli Stati membri - vuole inoltre contribuire alla promozione del diritto dei consumatori all’informazione, all’educazione e ad organizzarsi per salvaguardare i loro interessi.

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

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BRUXELLES  -  SESSIONE STRAORDINARIA  18 DICEMBRE 2006

 

 

CONSIGLIO EUROPEO

 

 

RISULTATI DEL VERTICE EUROPEO E

BILANCIO DELLA PRESIDENZA FINLANDESE

 

-       Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione della Commissione - Riunione del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2006

-       Dichiarazione della Presidenza in carica del Consiglio - Semestre di attività della Presidenza finlandese

Dibattito: 18.12.2006

 

Si è tenuto in Aula un ampio dibattito sugli esiti del Vertice dei Capi di Stato e di governo, l'ultimo sotto Presidenza finlandese, tracciando anche un bilancio delle attività UE negli ultimi sei mesi. Allargamento, immigrazione, politica energetica, relazioni con la Russia e Trattato Costituzionale, sono stati i principali temi trattati. Molti deputati hanno salutato i successi ottenuti con gli accordi sulla direttiva servizi, sul regolamento REACH e sul settimo programma quadro di ricerca.

 

 

Dichiarazione del Consiglio

 

Matti Vanhanen ha anzitutto voluto ringraziare il Presidente Borrell e il Parlamento per l'eccellente collaborazione e il lavoro svolto, sottolineando in particolare i successi ottenuti con REACH, la direttiva servizi e il Settimo programma quadro di ricerca. In proposito ha evidenziato come il Parlamento sia diventato un forum in cui è possibile trovare soluzioni a situazioni complesse, assumendo così un ruolo fondamentale nella politica europea.

In merito ai risultati del Vertice, il Primo Ministro ha evidenziato che l'UE deve rimanere aperta a nuovi membri, restando però vigile sul rispetto dei criteri di adesione e si è detto lieto che i Capi di Stato e di governo non abbiano affrontato il tema dei confini dell'UE, in quanto questi sono determinati solo dai suoi valori. Si è quindi rammaricato che non è stato possibile trovare una soluzione al problema apertosi con la Turchia, ma ha riaffermato che il futuro di tale Paese è nell'Unione europea.

Riguardo al Trattato Costituzionale, il Primo Ministro ha sottolineato che «l'atmosfera è cambiata» e molti iniziano a riconoscerne i meriti. Ha quindi posto in luce il dilemma riguardo al fatto che, da un lato, non è possibile ripresentare lo stesso testo agli Stati membri che l'hanno respinto ma, dall'altro, non è nemmeno possibile ricominciare tutto daccapo dopo che si era trovato un equilibrio condiviso, soprattutto sulle questioni istituzionali. Si è anche detto contrario a «spezzettare» il Trattato, ricordando che 16 Stati membri - che con Bulgaria e Romania diventeranno 18 - l'hanno già ratificato.

Il Primo Ministro si è poi rammaricato che non sia stato possibile trovare un accordo per ricorrere alla "clausola passerella" nelle materie che sono ancora sottoposte alla regola dell'unanimità nel campo della Giustizia e degli affari interni. Tale regola, ancora cara a taluni Stati membri e definita «irragionevole» dal Primo Ministro, impedisce i progressi in tale politica, mentre il ricorso alla maggioranza qualificata potrebbe contribuire a migliorare il processo decisionale e rispondere alle aspettative dei cittadini.

Sull'immigrazione, il Primo Ministro ha rimarcato che non si tratta solo di un problema legato al controllo delle frontiere, ma va delineata una politica ampia che tenga anche conto della situazione esistente nei paesi d'origine e di transito.  D'altra parte, ha sottolineato l'importanza dell'innovazione per sostenere la crescita economica ed ha posto in luce che il Vertice ha indicato il cammino verso una politica energetica comune che sia anche attiva nella lotta al cambiamento climatico.

Il Primo Ministro ha poi voluto mettere in luce l'importanza di un'Europa che parla con una sola voce nel mondo e, in proposito, ha ricordato quanto accaduto in merito al Libano e alla Russia. Quest'ultima, d'altra parte, è stata definita un partner strategico dell'UE con il quale occorre migliorare le relazioni. Ma ha anche sottolineato il messaggio chiaro trasmesso durante il Vertice di Lahti al Presidente Putin in merito alle preoccupazioni europee sul rispetto dei diritti umani in Russia.

Ha quindi evidenziato la necessità di raggiungere un forte accordo che ponga le basi per una cooperazione in campo economico e energetico e che scongiuri la negoziazione di singoli accordi bilaterali con i diversi Stati membri dell'UE.

 

 

Dichiarazione della Commissione

 

JOSÉ MANUEL BARROSO ha anzitutto evidenziato come il Vertice abbia dimostrato che l'Europa può fare progressi. Le questioni trattate, ha aggiunto, richiedono azioni ambiziose e coerenti di lungo periodo. Sottolineando poi il crescente ruolo del Parlamento, ha rilevato l'importanza del consenso tra le istituzioni UE per realizzare progressi che producano situazioni vincenti per tutti, come nel caso della direttiva Servizi, REACH, del 7PQ e dell'allargamento. Per poter funzionare con successo, tuttavia, l'Europa bisogno di cambiamenti strutturali.

Il Presidente della Commissione ha quindi messo in luce l'esigenza di giungere «a un rinnovato consenso» sull'ampliamento, sulla base di una strategia comune che veda un'Europa "aperta" ma con capacità d'integrazione, tenendo conto del consenso dell'opinione pubblica e delle aspirazioni dei paesi candidati. Ha poi evidenziato la necessità di rendere l'Europa capace di reagire ai problemi che si pongono a livello internazionale e, in proposito, ha criticato il fatto che taluni Stati membri - nell'ambito della Giustizia e degli affari interni - continuano ad opporsi al ricorso alla "clausola passerella" che permetterebbe di affrontare meglio la lotta al terrorismo.

Ha poi rilevato l'importanza di una politica che promuova l'innovazione e ha espresso l'auspicio che l'Istituto europeo di Tecnologia possa iniziare al lavorare nel 2008. Sottolineando quindi i successi ottenuti dall'UE con l'approvazione del 7PQ, del Fondo sulla globalizzazione e della Politica di coesione, ha affermato che resta ancora molto da fare.

Ha quindi insistito sulla necessità di un'azione forte a favore dell'energia e dei cambiamenti climatici, nonché di giungere ad una migliore coerenza e determinazione in politica estera. Il Presidente ha quindi concluso, accennando al Trattato costituzionale e alla necessità delle riforme: «l'Europa del futuro non può essere costruita con gli strumenti del passato». Si è quindi detto certo che l'Unione farà notevoli progressi nel 2007 ma «tutti dobbiamo essere all'altezza».

 

 

 

 

HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito ringraziando la Presidenza per l'impegno profuso nel corso del semestre e per i successi ottenuti, in particolare con l'adozione della direttiva servizi, REACH e il 7PQ. Ha poi aggiunto che il Parlamento dovrebbe essere orgoglioso poiché ha assunto un ruolo sempre più importante. In merito alla Russia, il leader dei popolari ha affermato che è necessario un partenariato ma che non è possibile barattare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico con i diritti umani. Si è anche detto contrario ad accordi bilaterali. Ha poi giudicato positivo il compromesso cui si è giunti riguardo alla Turchia, precisando che il suo gruppo è favorevole al partenariato ma tale Paese deve rispettare gli impegni.

Ha quindi salutato con favore lo strumento per la promozione dei diritti umani che consentirà all'UE di agire in tutto il mondo, anche finanziariamente, senza il consenso degli Stati in cui si intende intervenire. In merito all'immigrazione, ha sottolineato la necessità di impedire i drammi umani che si consumano alle frontiere dell'UE e, quindi, di aiutare i paesi di provenienza per dare una prospettiva ai loro cittadini.

Sul Trattato costituzionale, invece, ha espresso l'auspicio che il 25 marzo prossimo sia indicata la direzione verso cui andare. Infine, nel ricordare che il 9 gennaio il suo gruppo eleggerà un nuovo Presidente, il deputato ha voluto ringraziare, uno a uno, gli altri leader dei gruppi politici, nonché il Presidente del Parlamento europeo. Ha quindi concluso affermando che è la fiducia a permettere di realizzare il sogno di un'Europa democratica che difende i suoi valori.

 

 

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

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STRASBURGO  -  SESSIONE  15 - 18 GENNAIO 2007

 

 

ISTITUZIONI

 

 

POETTERING È IL NUOVO PRESIDENTE DEL PARLAMENTO

 

 

Elezione del Presidente del Parlamento europeo

16.1.2007

 

 

Con 450 voti sui 689 voti validi (715 i totali), il popolare tedesco Hans-Gert Poettering è stato eletto, al primo turno, nuovo Presidente del Parlamento per i prossimi due anni e mezzo. La sua elezione è frutto di un accordo siglato a inizio legislatura tra i due principali gruppi del Parlamento che prevedeva una staffetta tra un Presidente socialista e uno popolare. La verde italiana, Monica Frassoni ha ottenuto 145 preferenze, Bonde 46 e Wurtz 48. Sono state 26 le schede nulle o bianche.

 

 

Preso posto al seggio della Presidenza, HANS-GERT POETTERING ha rivolto un sentito ringraziamento al decano d'età, Giovanni Berlinguer, per come ha condotto la tornata di voto. Dopo aver ringraziato i colleghi per la grande fiducia concessagli per un mandato difficile, ha quindi affermato che si adopererà con tutte le sue forze per fare in modo che i cittadini capiscano l'impegno del Parlamento a favore della democrazia. Un Parlamento, ha spiegato, che deve essere forte, democratico e operativo nel mondo. La dignità dell'uomo, lo Stato di diritto e la solidarietà dei popoli, ha aggiunto, guideranno la sua azione. Ha poi sostenuto che «soltanto se si lavora assieme, i nostri popoli potranno difendere i nostri diritti e i nostri interessi nel mondo».

Il neo presidente ha quindi informato che è sua intenzione presentare il suo programma di lavoro in occasione della sessione plenaria del 13 febbraio. Per quella occasione, ha spiegato, inviterà tutti i Presidenti delle Istituzioni e gli ex Presidenti del Parlamento europeo al fine di dimostrare che, al di là delle idee politiche, «tutti hanno la comune volontà di costruire un'unione più stretta tra i popoli europei, nel rispetto delle identità nazionali». Ha poi affermato che, con tutte le sue forze, intende servire i cittadini europei, la democrazia europea e il parlamentarismo. Infine, dopo aver ringraziato Josep Borrell, ha concluso garantendo che sarà un Presidente «equo e obiettivo» e auspicato che il suo lavoro sarà giudicato in base a questi stessi principi.

 

 

 

 

JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito, dopo aver affermato che si tratta di un grande momento per il suo gruppo politico, sottolineando che il Parlamento deve essere la voce dei cittadini europei. L'Europa, ha poi aggiunto, «le è già grata per il suo impegno politico e personale a favore della riunificazione del continente», mentre il Parlamento europeo e le altre Istituzioni hanno già beneficiato del suo lavoro teso a rafforzare le loro competenze.

 

 

Intervento del Presidente della Commissione

JOSÉ-MANUEL BARROSO ha sottolineato le qualità personali e politiche del neo Presidente affermando che esse sono «perfette» per l'incarico che va a ricoprire. Ponendo in luce la sua integrità e visione politica, la sua affidabilità e la sua esperienza, nonché il suo impegno nella difesa degli interessi dell'Unione europea, ha voluto evidenziare che si tratta del primo Presidente dell'UE a 27 Stati membri. Il Presidente ha quindi insistito sulla necessità, sempre più pressante, che le istituzioni lavorino con uno spirito di partenariato, anche perché nessuna di essa «può costruire il proprio prestigio contro un'altra». Ha poi rivolto un invito a formare una «grandissima coalizione» di coloro che difendono l'Europa e i suoi valori, al di là delle divergenze ideologiche.

 

Attribuzioni del Presidente

Il Presidente dirige l'insieme dei lavori del Parlamento e dei suoi organi. Dispone di tutti i poteri necessari per presiedere alle deliberazioni del Parlamento e per assicurarne il buon svolgimento. Il Presidente apre, sospende e toglie le sedute. Decide in merito alla ricevibilità degli emendamenti nonché in merito alle interrogazioni al Consiglio e alla Commissione e alla conformità delle relazioni con il regolamento. Fa osservare il regolamento, mantiene l'ordine, concede la facoltà di parlare, dichiara chiuse le discussioni, mette le questioni ai voti e proclama i risultati delle votazioni. Trasmette alle commissioni le comunicazioni che sono di loro competenza.

Nel caso di infrazioni all'ordine o di turbativa dell'attività del Parlamento con modalità eccezionalmente gravi, il Presidente, previa consultazione del deputato interessato, adotta con decisione motivata la sanzione adeguata e la notifica all'interessato e ai presidenti degli organi, commissioni e delegazioni ai quali appartiene, prima di informarne la plenaria. Il Presidente dirige l'Ufficio di Presidenza (il cosiddetto «bureau»), cui fanno parte anche i quattordici vicepresidenti e, con funzioni consultive, i questori. Nelle deliberazioni dell'Ufficio di presidenza, in caso di parità di voti, il voto del Presidente «è preponderante». Partecipa inoltre alle riunioni della Conferenza dei presidenti, composta dai presidenti dei gruppi politici costituitesi in seno al Parlamento.

Il Presidente, infine, rappresenta il Parlamento nelle relazioni internazionali, nelle cerimonie e negli atti amministrativi, giudiziari o finanziari. Più in particolare, prende la parola davanti al Consiglio europeo prima dell'inizio delle sue riunioni, esprimendo il parere del Parlamento sugli argomenti iscritti all'ordine del giorno. Il Presidente, inoltre, firma il bilancio dell'UE e tutti gli atti adottati in codecisione con il Consiglio dei Ministri.

 

 

ELETTI I 14 VICEPRESIDENTI: MAURO, COVILOVO E MORGANTINI GLI ITALIANI

 

Elezione dei Vicepresidenti del Parlamento europeo

16.1.2007

 

Per acclamazione, il Parlamento ha eletto i nuovi 14 vicepresidenti del Parlamento europeo, di cui quattro del PPE/DE, cinque del PSE, due dell'ALDE/ADLE e uno ciascuno per UEN, Verdi/ALE e GUE/NGL. Oltre ai tre vicepresidenti italiani, ve ne sono due britannici, due francesi, due polacchi, due spagnoli, uno greco, uno portoghese e uno tedesco. Le donne sono quattro. 

 

Essendo il numero dei candidati pari a quello dei posti da assegnare, l'Aula ha eletto per acclamazione i 14 vicepresidenti il cui ordine di precedenza è stato determinato - da una votazione successiva cui hanno partecipato 703 votanti - nel modo seguente:

 

  1. Rodi KRATSA-TSAGAROPOULOU (PPE/DE, EL) con 322 voti
  2. Alejo VIDAL-QUADRAS ROCA (PPE/DE, ES) con 300 voti
  3. Gérard ONESTA (Verdi/ALE, FR) con 285 voti
  4. Edward McMILLAN-SCOTT (PPE/DE, UK) con 274 voti
  5. Mario MAURO (PPE/DE, IT) con 262 voti
  6. Miguel MARTÍNEZ MARTÍNEZ (PSE, ES) con 260 voti
  7. Luigi COCILOVO (ALDE/ADLE, IT) con 234 voti
  8. Mechtild ROTHE (PSE, DE) con 217 voti
  9. Luisa MORGANTINI (GUE/NGL, IT) con 207 voti
  10. Pierre MOSCOVICI (PSE, FR) con 207 voti
  11. Manuel dos SANTOS (PSE, PT) con 193 voti
  12. Diana WALLIS (ALDE/ADLE, UK) con 192 voti
  13. Marek SIWIEC (PSE, PL) con 180 voti
  14. Adam BIELAN (UEN, PL) con 128 voti.

 

Le schede bianche o nulle sono state 7, per cui i voti validi erano 696.

 

Attribuzioni dei Vicepresidenti. I Vicepresidenti, in caso di necessità, possono sostituire il Presidente, assieme al quale compongono l'Ufficio di Presidenza (il «bureau») del Parlamento europeo. Il Presidente, inoltre, può delegare ai vicepresidenti qualsiasi funzione, come quella di rappresentare il Parlamento in relazione a cerimonie o atti determinati. Il bureau affida a due di essi il compito di curare le relazioni con i parlamenti nazionali. Tre vicepresidenti, appartenenti ad almeno due gruppi politici diversi, sono inoltre nominati dai gruppi politici come membri permanenti della delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione, per un periodo di dodici mesi.

 

Attribuzioni dell'Ufficio di Presidenza. Il bureau è l'organo di direzione regolamentare del Parlamento. In effetti spetta ad esso adottare le decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo concernenti i deputati, l'organizzazione interna del Parlamento, il suo Segretariato e i suoi organi. Per quanto riguarda l'attività parlamentare, è l'Ufficio di presidenza che disciplina le questioni relative allo svolgimento delle sedute, al rimborso delle spese e al pagamento delle indennità dei deputati, nonché le norme di comportamento, i diritti e i privilegi degli ex deputati.

L'Ufficio di presidenza può annullare, confermare o ridurre la portata della sanzione inflitta a un deputato dal Presidente. Inoltre, è suo compito fissare le direttive per i questori riguardo ai loro compiti amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati. Il bureau fissa poi le disposizioni relative alla concessione, all'esecuzione e al controllo della segreteria e delle strutture amministrative, degli stanziamenti e delle relative deleghe dei poteri di esecuzione del bilancio di cui dispongono i gruppi politici.

Spetta al bureau rilasciare l'autorizzazione ad effettuare le riunioni di commissione al di fuori dei luoghi abituali di lavoro, nonché approvare l'organizzazione delle audizioni e i viaggi di studio e di informazione dei relatori. L'Ufficio di Presidenza dispone poi di ampi poteri in merito allo statuto e al finanziamento dei partiti politici a livello europeo. Per quanto riguarda l'organizzazione interna del Parlamento, il bureau nomina il Segretario generale e stabilisce l'organigramma del Segretariato generale (l'amministrazione), i regolamenti relativi alla situazione amministrativa e finanziaria dei dipendenti di ruolo e degli altri agenti, nonché il progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento. L'Ufficio di presidenza, infine, stabilisce norme atte ad assicurare che tutti i documenti del Parlamento siano registrati e può adottare norme, che disciplinano le modalità di accesso ai documenti e che sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale.

ELETTI I SEI NUOVI QUESTORI DEL PARLAMENTO

 

Elezione dei Questori del Parlamento europeo

16.1.2007

 

Il Parlamento, per acclamazione, ha eletto i nuovi questori del Parlamento europeo che svolgeranno tale funzione fino al termine della legislatura. Tre di questi appartengono al PPE/DE; due al PSE e uno all'ALDE/ADLE. I questori sono principalmente incaricati di compiti amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati.

 

Essendo il numero di candidati pari a quello dei posti disponibili, l'Aula ha eletto per acclamazione i sei questori, il cui ordine di precedenza è stato determinato - da una votazione successiva cui hanno partecipato 669 votanti - nel modo seguente:

 

  1. James NICHOLSON (PPE/DE, UK) con 334 voti
  2. Astrid LULLING (PPE/DE, LU) con 298 voti
  3. Mia DE VITS (PSE, BE) con 285 voti
  4. Ingo FRIEDRICH (PPE/DE, DE) con 280 voti
  5. Szabolcs FAZAKAS (PSE, HU) con 267 voti
  6. Jan MULDER (ALDE/ADLE, NL) con 265 voti

 

Le schede bianche o nulle sono state 16, per cui i voti validi erano 653.

 

I questori sono incaricati di compiti amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati ai sensi di direttive fissate dall'Ufficio di presidenza, di cui sono membri con funzioni consultive. Tengono un registro (pubblico) in cui il deputato dichiara le attività professionali da lui svolte e qualsiasi altra funzione o attività retribuita, nonché i sostegni tanto finanziari, quanto in personale e in materiale, che si aggiungono ai mezzi forniti dal Parlamento e che sono conferiti al deputato nell'ambito delle sue attività politiche da parte di terzi, con indicazione dell'identità di questi ultimi. Gestiscono inoltre il registro dei gruppi d'interesse presenti al Parlamento.

 

Il numero dei questori dovrebbe tornare a cinque a partire dalla prossima legislatura (2009-2014).

 

 

RINVIATO IL RINNOVO DELLA COMPOSIZIONE

DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

Doc. B6-0031/2007

 

Proposta di decisione sulla composizione delle commissioni

Procedura: Proposta di decisione - Votazione: 18.1.2007

 

Il Parlamento ha deciso di prorogare a titolo eccezionale e temporaneo la composizione nominativa attuale delle commissioni e delle sottocommissioni parlamentari. Ai deputati bulgari e rumeni sono attribuiti, in qualità di membri titolari, i posti già riservati agli osservatori in seno a tali organi. Il rinnovo della composizione delle commissioni dovrebbe aver luogo in occasione della sessione che si terrà dal 31 gennaio al 1° febbraio 2007.

 

 

 

 

 

 

NUOVO GRUPPO POLITICO AL PARLAMENTO EUROPEO

 

L'Unione europea conta ora 27 Stati membri e le istituzioni comunitarie si adeguano. Nominati i nuovi commissari, il Parlamento ha accolto solennemente i 18 deputati bulgari e i 35 rumeni, che vanno a infoltire i gruppi PPE/DE, PSE e ALDE/ADLE. Il PPE/DE ha infatti accolto 9 deputati rumeni e 4 bulgari e raggiunge un totale di 277 membri, il PSE 12 rumeni e 6 bulgari (totale 217, ma dovrebbero diventare 218 quando un membro uscente sarà reintegrato), mentre hanno aderito all'ALDE/ADLE 9 deputati rumeni e 7 bulgari (totale 106). Altri 5 rumeni e 1 bulgaro hanno permesso la costituzione di un nuovo gruppo politico - "Identità, Tradizione, Sovranità" (ITS) - in cui sono confluiti anche 14 deputati attualmente "non iscritti" (l'equivalente del gruppo misto), tra cui gli italiani Alessandra Mussolini e Luca Romagnoli, nonché i deputati francesi del Front National e i belgi del Vlaams Belang. Gli altri gruppi politici al Parlamento europeo sono l'UEN con 44 membri, i Verdi/ALE con 42 e IND/DEM con 23. I membri "non iscritti", sono 14.

Facendo riferimento a una dichiarazione alla stampa di Alessandra Mussolini (IST, IT) secondo la quale il nuovo gruppo cui ha aderito ha un carattere più tecnico che politico, Martin Schulz (PSE, DE) ha contestato la validità della sua costituzione a norma del regolamento interno del Parlamento e ha chiesto che ne sia verificata la legittimità dalla commissione competente. Il Presidente del gruppo, Bruno Gollnisch (IST, FR) ha replicato affermando che tutti i membri del gruppo hanno sottoscritto una dichiarazione politica, per cui le obiezioni sollevate non possono essere accolte.

 

 

ANGELA MERKEL AL PARLAMENTO: «L'ANIMA DELL'EUROPA È LA TOLLERANZA»

 

Dichiarazione della Presidente in carica del Consiglio - Programma della Presidenza tedesca

Dibattito: 17.1.2007

 

Riforme istituzionali e trattato costituzionale, energia e cambiamenti climatici, modello sociale e tutela ambientale, sicurezza e giustizia, ruolo dell'Europa nel mondo e mercato comune transatlantico. Sono questi i principali temi affrontati in Aula durante la presentazione del programma di lavoro della Presidenza tedesca. Ampio spazio è stato dedicato al 50° anniversario della firma dei trattati di Roma, un'occasione per guardare al futuro sulla base dell'esperienza dei padri fondatori.

 

Il Presidente HANS-GERT POETTERING ha accolto la Cancelliera tedesca definendola - in quanto originaria della Germania Orientale - «un simbolo della trasformazione del Continente europeo» riunificato dopo tanti anni e che conta ora 27 popoli. Ha poi sottolineato che ella si rivolge a un Parlamento «consapevole del proprio ruolo».

 

Dichiarazione del Consiglio

Dopo aver dato il benvenuto ai nuovi deputati bulgari e rumeni, Angela Merkel ha esordito affermando la sua intenzione di instaurare una cooperazione «solida, duratura e intensa» con il Parlamento. Ha poi evidenziato che, sebbene sia nata europea, è solo da 17 anni che vive nell'Unione europea. Un'Unione che, vista dall'esterno, appare come una storia di successo senza paragoni che ha garantito pace, libertà e prosperità. Ma anche dall'interno ha potuto constatare che l'Unione è «accogliente» e, pertanto, per nessuna ragione al mondo vorrebbe abbandonare questa «casa comune europea». Una casa che deve essere ampliata e ristrutturata, tenendo però presente che questo impegno deve affrontare gli aspetti essenziali e avere fondamenta solide.

Occorre quindi dare un'anima all'Europa, come chiedeva Jacques Delors, o meglio trovare la sua anima. Un'Europa che è caratterizzata dalla sua molteplicità e diversità, un patrimonio che deve essere tutelato. Ma questa molteplicità è possibile solo grazie alla libertà, che «consente di vivere nella diversità». Libertà di opinione e d'espressione, di fede, d'impresa e artistica che «deve essere riconquistata ogni giorno». Una libertà che non è priva di vincoli e che quindi deve essere accompagnata dalla responsabilità, in quanto riguarda anche gli altri. Ma ciò che consente di assicurare la molteplicità nella libertà, ha spiegato la Cancelliera, è la tolleranza. E' questa l'anima dell'Europa, conquistata dopo secoli di guerre che sono culminate in quella «avviata dal mio popolo». La nostra storia, ha proseguito, «ci impone quindi di promuovere la tolleranza all'interno e all'esterno delle nostre frontiere».

La tolleranza, ha spiegato, «è una virtù esigente», che impegna «la ragione e il cuore» e che non va confusa con l'arbitrarietà. Non è nemmeno la semplice rinuncia alla violenza, ma è «la volontà che richiede che ogni cosa venga vista anche con gli occhi degli altri». L'Unione europea, ha aggiunto, non potrà mai dimostrare nessuna comprensione per l'intolleranza, la violenza e gli estremismi di destra, di sinistra e religiosi. L'anima dell'Europa «si ravvede in una convivenza pacifica in cui si cerca il meglio per tutti». Nonostante i primi trattati non affrontassero il tema della cultura, ha proseguito, già avevano una visione comune e, pertanto, occorre richiamarsi a queste fondamenta, poiché «soltanto assieme si può avere successo».

La Cancelliera ha quindi affermato di professare un'Unione in cui si rinuncia a legiferare a livello europeo se ciò può rappresentare un ostacolo ma che agisce insieme per affrontare le sfide comuni come la globalizzazione e le minacce per la pace e la sicurezza. Al riguardo, ha quindi sottolineato che il Trattato costituzionale - che per la prima volta menziona la tolleranza - getta le basi per nuove regole comuni che permettono all'UE di affrontare queste sfide, di essere operativa e di essere ampliata.

Ha quindi ricordato che è sua intenzione consultare i Capi di Stato e di governo per cercare di trovare una soluzione che consenta di uscire da questa stasi e, poi, proporre al Vertice di giugno una tabella di marcia per il varo del nuovo trattato. In proposito, ha sottolineato che l'intenzione sarebbe di disporre di nuove regole prima delle prossime elezioni europee. Un nuovo fallimento, ha ammonito, «sarebbe un errore storico».

Questo compito, ha proseguito, deve essere affrontato «ispirandoci alla nostra diversità e alla nostra tolleranza». Le sfide, ha spiegato, «sono enormi» e riguardano principalmente la sicurezza e la difesa. Occorre quindi garantire la stabilità dei Balcani occidentali e, quindi, offrire loro una prospettiva europea, promuovere il processo di pace in Medio Oriente in seno al quartetto, rafforzare la politica di vicinato per offrire ai paesi del Mar Nero e dell'Asia Minore un'alternativa all'adesione e concludere con successo i negoziati commerciali internazionali. E' poi necessario approfondire il partenariato transatlantico trovando accordi sulla normativa in materia di brevetti e sull'accesso ai mercati. Al riguardo, la Cancelliera ha sottolineato che «realizzare un mercato comune transatlantico è negli interessi più profondi dell'UE». Ma vi è anche l'esigenza di approfondire le relazioni con la Russia, in particolare nel campo dell'energia.

In merito alla questione dei cambiamenti climatici, la Cancelliera ha sottolineato la necessità di incoraggiare gli USA a collaborare maggiormente con l'Europa, sostenendo che l'accesso alle fonti energetiche e i cambiamenti climatici rappresentano una delle più grandi sfide dell'umanità in questo secolo. Per quanto riguarda la politica estera, ha affermato che solo assieme è possibile affrontare e vincere le sfide ad essa connessa e che il "Ministro degli Esteri" europeo dev'essere alla base del Trattato costituzionale. D'altra parte, la Cancelliera si è soffermata sulla necessità di garantire il benessere, la crescita e la sicurezza sociale, «come chiesto dai cittadini», spiegando che la crescita economica non è un obiettivo a sé stante se non crea nuova occupazione. La crescita, inoltre, dev'essere favorita eliminando la burocrazia superflua e legiferando meglio. A questo proposito, ha poi avanzato la proposta di discontinuità legislativa, ossia che ogni proposta il cui esame non è terminato nel corso di una data legislatura decada, conferendo così maggiore importanza alle elezioni europee.

Dopo aver sottolineato la validità del Programma comune alle tre presidenze che si succederanno nei prossimi 18 mesi, la Cancelliera ha insistito sulla necessità di riformare i trattati per rendere più efficace e efficiente l'Unione e consentirle di risolvere i suoi problemi. Citando un accademico americano, Richard Florida, ha identificato tre "ingredienti" fondamentali per uno sviluppo di successo: tecnologia, talento e tolleranza. E questa, ha aggiunto, è «una buona notizia» per l'Europa, visto che li possiede tutti. Solo così, ha infatti spiegato, è possibile crescere in modo sostenibile e duraturo.

 

Dichiarazione della Commissione

José Manuel BARROSO ha esordito affermando che il 2007 è l'anno giusto per celebrare quanto è stato costruito in passato e per guardare al futuro. Evidenziando la «felice coincidenza» con la Presidenza tedesca, ha quindi voluto esprimere la sua gratitudine alla Germania per quanto fatto a favore dell'integrazione europea. Il Presidente della Commissione ha quindi illustrato le grandi linee della sua proposta in materia energetica e le connessioni con la questione dei cambiamenti climatici. In proposito, ha sottolineato l'esigenza di creare un vero mercato unico dell'energia e la necessità per l'Europa di mantenere la leadership nel promuovere azioni volte a combattere i cambiamenti climatici.

In merito alla Costituzione, ha voluto porre in luce l'importanza della dichiarazione sul futuro dell'UE che sarà adottata al Vertice straordinario convocato per celebrare il 50° anniversario della firma dei trattati di Roma. Una dichiarazione, ha precisato, che sarà comune agli Stati membri, alla Commissione e al Parlamento in modo da riaffermare il principio che l'Europa «è una comunità politica» e non solo economica.

Al riguardo ha anche suggerito cinque linee guida in merito ai contenuti di questa dichiarazione che, basandosi sull'esempio dei padri fondatori, dovrà guardare «ai prossimi 50 anni», ossia alle evoluzioni che non potevano essere immaginate nel 1957. Si tratterà in sostanza, ha spiegato, di preparare i cittadini alla globalizzazione, in un'Europa di economie e società aperte, fondata sul consenso dei cittadini.

Questi cinque punti concreti sono: solidarietà (garantire maggiore coesione sociale), sostenibilità (lotta ai cambiamenti climatici), responsabilità (trasparenza e accesso alle informazioni come diritto per i cittadini e obbligo per le istituzioni), sicurezza (preservando le libertà fondamentali) e la promozione dei valori europei nel mondo. La dichiarazione, ha aggiunto, dovrà dare un nuovo impulso alla riforma istituzionale che andrà risolta prima delle prossime elezioni europee. «Nizza non basta, non possiamo costruire l'Europa di domani con gli strumenti del passato», ha concluso, dicendosi fiducioso che nei prossimi sei mesi potranno essere realizzati progressi in questo senso.

 

JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito, dopo aver sottolineato che la Cancelliera, il Presidente della Commissione e quello del Parlamento sono membri della sua stessa famiglia politica, affermando che il ruolo di un politico «è di anticipare, di fare delle scelte e di assumersene le responsabilità di fronte all'opinione pubblica». Si è quindi congratulato con la Presidenza per le proposte avanzate in numerosi settori in merito ai quali «la Presidenza sviluppa un approccio risolutamente europeo e anche pro-europeo». Sulla questione istituzionale, il nuovo leader dei popolari ha ricordato che la Cancelliera non ha intenzione di avere un approccio minimalista ma di cercare un equilibrio tra le diverse posizioni. Ciò, ha commentato, sarà difficile, ma non è illusorio. E' infatti lunga la lista delle ambizioni politiche che sembravano irrealizzabili e che sono invece diventate realtà: la pace in Europa, il ritorno alla prosperità e alla crescita fino alla creazione dell'euro, la fine del comunismo e la riunificazione del Continente europeo».

Dopo aver evidenziato che l'Europa non ha sempre un'immagine positiva agli occhi di taluni cittadini ma che, paradossalmente, è anche percepita da molti come il giusto livello per rispondere ai problemi quotidiani, ha anche ricordato l'importanza del principio della sussidiarietà. Accennando al settore dell'energia, ha sostenuto che l'Unione deve essere capace di parlare con una sola voce, che sia anche ferma nel difendere i propri interessi strategici. Al riguardo ha quindi affermato di condividere la posizione della Presidenza nei riguardi della Russia, così come la necessità di rafforzare il partenariato con gli USA. In particolare, nella prospettiva di un mercato transatlantico «che non potrà che rendere più dinamiche le nostre economie, favorire la crescita e creare occupazione».

Il Vertice di marzo per celebrare la firma dei trattati di Roma, ha proseguito, sarà marcato dall'adozione di una dichiarazione che dovrà ricordare a tutti i valori comuni che ci uniscono ma che dovrà anche avanzare le priorità future della costruzione europea. Il mondo è cambiato negli ultimi 50 anni, ha aggiunto il deputato, e i motivi per i quali dobbiamo unirci sono parzialmente evoluti, ma il ruolo dei politici - così come degli attori economici e dei media - «è di far passare in maniera forte e convincente un messaggio positivo, lucido e illuminato: un messaggio di responsabilità». La nuova realtà, ha concluso, è che le grandi sfide possono essere affrontate solo a livello di grandi regioni e l'Europa è una di queste, forse una delle più potenti, più prospere, più stabili e più democratiche e, pertanto, più attraenti.

 

Nel dibattito è intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Cancelliere, il suo è stato finalmente, dopo tanto, un intervento di alto profilo, ne condividiamo i contenuti ed il percorso che indica all'Unione nei prossimi mesi.

I cittadini chiedono oggi all'Europa di fornire soluzioni ai loro problemi che gli Stati nazionali e le regioni non sono in grado di dare, per questo serve un'Unione capace di agire sulla base di una Grundnorm , lo dico in tedesco, di una regola fondamentale, per affrontare le grandi sfide che abbiamo di fronte: dalla globalizzazione alla lotta al terrorismo, dall'immigrazione alla difesa della pace, dalla libertà energetica all'emergenza climatica, dalla disoccupazione alla questione africana. Abbiamo bisogno di una Costituzione che sancisca il ruolo dell'Europa, anche attraverso un seggio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite!

L'Europa deve anche segnare la vittoria della politica sulla burocrazia, signora Cancelliere, e apprezziamo il suo riferimento ai valori della nostra identità europea: la libertà, la sussidiarietà, la centralità della persona sono valori senza i quali non possiamo costruire il nostro futuro di cittadini europei e sono questi valori a tenerci saldamente ancorati. Condivido infine il suo piano per il mercato comune agli Stati Uniti d'America, l'altro volto dell'Occidente che affonda le sue radici nella libertà."

 

 

 

TRASPORTI

 

 

PACCHETTO FERROVIARIO: PARLAMENTO E CONSIGLIO

VIAGGIANO SU BINARI DIVERSI

 

-       Doc. A6-0475/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 91/440/CEE del Consiglio relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie e la direttiva 2001/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla ripartizione della capacità di infrastruttura ferroviaria, all'imposizione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria

-       Doc. A6-0480/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla certificazione dei macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul sistema ferroviario della Comunità

-       Doc. A6-0479/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario internazionale

Procedura: Codecisione, seconda lettura -  Dibattito: 17.1.2007 Votazione: 18.1.2007

 

Il Parlamento tira dritto e propone una vagonata di emendamenti alle indicazioni del Consiglio sulle proposte relative alla liberalizzazione del trasporto passeggeri, ai diritti e agli obblighi dei passeggeri e alla certificazione del personale viaggiante. I deputati, infatti, intendono consentire un risarcimento anche per i ritardi sulle tratte nazionali, sollecitano norme più incisive a favore delle persone a mobilità ridotta e pretendono una relazione annuale sulla qualità dei servizi. Sarà quindi necessario ricorrere alla "conciliazione" per cercare un compromesso tra i colegislatori. Ma non sulla richiesta di apertura dei mercati nazionali, che non ha raccolto sufficienti consensi da parte dei deputati.

 

Liberalizzazione del trasporto ferroviario

Nel Libro bianco sulla politica europea dei trasporti fino al 2010, la Commissione ha annunciato di voler proseguire la realizzazione del mercato interno dei servizi ferroviari anche attraverso la proposta di aprire il mercato dei servizi di trasporto ferroviario internazionale di passeggeri. Già il primo e il secondo pacchetto ferroviario contengono disposizioni dettagliate sull'accesso all'infrastruttura, l'interoperabilità e la sicurezza ferroviaria a livello nazionale e europeo, fornendo un quadro che consentirà l'apertura del mercato dei servizi di trasporto ferroviario di merci e di trasporto internazionale di passeggeri.

Il Parlamento, in prima lettura, insisteva affinché il campo d'applicazione della direttiva fosse esteso ai servizi di trasporto nazionali, non limitandosi a quelli internazionali. Chiedeva inoltre che la liberalizzazione di questi ultimi fosse anticipata dal 2010 al 2008, prevedendo l'apertura delle tratte nazionali nel 2012. La prima relazione, adottata oggi dal Parlamento, propone di accettare la data del 1° gennaio 2010, sostenuta dal Consiglio, per la liberalizzazione del traffico internazionale di passeggeri.

Tuttavia, per mancanza della maggioranza qualificata, rinuncia a chiedere l'apertura del traffico nazionale, questa volta a partire dal 2017 (o dal 2022 per i dieci Stati membri che hanno aderito all'UE nel 2004), che era invece avversata dai Ministri. Visto il risultato della votazione, tale questione non potrà essere oggetto di negoziati nell'ambito della procedura di conciliazione. D'altra parte, il Parlamento ha accolto un emendamento che chiede alla Commissione di presentare, entro il 31 dicembre 2012, una relazione che analizzi lo stato di preparazione per l'apertura del mercato dei servizi nazionali passeggeri e di presentare eventualmente delle misure di accompagnamento per agevolarla nel rispetto degli obblighi di servizio pubblico.

In proposito, il relatore ha dichiarato che tale risultato è stato dovuto all'assenza di un gran numero di deputati dall'Aula e alla contemporanea necessità di ottenere la maggioranza qualificata di 393 voti. Se il voto si fosse tenuto il giorno precedente, ha aggiunto, forse sarebbe passata la linea della commissione trasporti.

Riguardo al cosiddetto cabotaggio, ossia la possibilità di far salire e scendere passeggeri di un convoglio internazionale tra stazioni situate nel medesimo Stato membro, il Consiglio, pur accettandone il principio, propone di concedere tale diritto di accesso ai soli servizi internazionali la cui "finalità principale" è trasportare passeggeri tra stazioni situate in Stati membri diversi. Intende così evitare che si giunga, di fatto, all'apertura del mercato dei servizi di trasporto ferroviario nazionale di passeggeri. Tale limitazione, respinta dalla commissione trasporti, è stata però accettata dal Parlamento.

La proposta della GUE/NGL di respingere in toto la posizione comune non è stata accolta dall'Aula con 104 voti favorevoli, 434 contrari e 4 astensioni. Per completezza, va precisato che l'attuale legislazione comunitaria ha aperto alla concorrenza il trasporto ferroviario di merci dal 1° gennaio 2007.

 

 

Diritti e obblighi dei passeggeri

Con la sua proposta, la Commissione sottolinea la necessità di riportare gli utenti dei sistemi di trasporti al centro della politica europea dei trasporti e di eliminare le carenze nei livelli di servizi nel settore del trasporto internazionale di passeggeri per ferrovia. La proposta rappresenta inoltre una risposta ai reclami ricevuti dalla Commissione da parte di cittadini europei riguardo alla qualità inadeguata del servizio fornito dalle imprese di trasporto ferroviario internazionale di passeggeri.

Il Parlamento, già in prima lettura, aveva chiesto che la normativa sui diritti dei passeggeri non fosse applicata unicamente alle linee internazionali, come proposto dall'Esecutivo, ma anche agli utenti che viaggiano sulle reti nazionali degli Stati membri. Il Consiglio, nella sua posizione comune, ha deciso di limitare il campo di applicazione per quanto riguarda i ritardi, le perdite di coincidenza e le soppressioni ed i requisiti di qualità del servizio. Pertanto, al fine di evitare oneri finanziari eccessivi, propone di applicarle soltanto ai viaggi internazionali nel quadro di servizi internazionali e di escludere i fornitori di servizi nazionali (per le tratte di un viaggio internazionale) dagli obblighi relativi al rimborso e agli itinerari alternativi, all'indennità per il prezzo del biglietto e all'assistenza in caso di ritardi all'arrivo o alla partenza.

La seconda relazione approvata dal Parlamento non condivide questo approccio. I deputati infatti ritengono che non abbia senso legiferare per una minoranza cosi limitata di passeggeri (il 5%), lasciando senza protezione la maggior parte degli utenti delle ferrovie, in particolare i pendolari. D'altra parte, osservano che la legislazione europea in materia di trasporti aerei non opera questa distinzione tra voli nazionali e internazionali quando si tratta di proteggere i diritti dei passeggeri o di stabilire le responsabilità in caso di incidente o di ritardo.

Sull'entità dell'indennità di ritardo, d'altra parte, è accolta la proposta del Consiglio di rimborsare ai passeggeri il 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti ed il 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti, rinunciando così a chiedere, come in prima lettura, il 75% per ritardi superiori ai 180 minuti. Tali indennità andrebbero corrisposte ai passeggeri entro un mese dalla domanda di rimborso, e non entro 14 giorni come proposto dal Consiglio. Gli utenti che sono in possesso di un abbonamento, invece, avranno diritto a un'indennità corrisposta sotto forma di riduzione di prezzo all'acquisto di un nuovo abbonamento o di prolungamento del periodo di validità dell'abbonamento esistente.

Per quanto concerne la responsabilità delle imprese ferroviarie in caso di morte o lesioni dei passeggeri, il Consiglio rinvia a una Convenzione internazionale. Il Parlamento, facendo proprio un emendamento proposto dall'ALDE/ADLE, chiede che non vi siano limiti finanziari di responsabilità dell'impresa ferroviaria in caso di morte o lesioni fisiche di un passeggero. E' precisato che anche se l'impresa ferroviaria contesta le sue responsabilità in ordine alle lesioni fisiche causate a un passeggero, «essa rimane l'unico interlocutore» e «il solo organismo» da cui il passeggero «può esigere il risarcimento danni», fatti salvi i ricorsi per risarcimento che l'impresa può avviare contro terzi.

Una serie di emendamenti hanno l'obiettivo di tutelare le persone a mobilità ridotta e i disabili. Sulla scorta di quanto previsto per il trasporto aereo, i deputati dispongono che un'impresa ferroviaria, un venditore di biglietti o un tour operator - salvo determinate eccezioni - non possono rifiutare, a causa della mobilità ridotta del passeggero, di accettare una prenotazione o di emettere un biglietto. Le prenotazioni e i biglietti, inoltre, debbono essere offerti alle persone a mobilità ridotta senza costi aggiuntivi. Chiedono poi che, per garantire a queste persone la possibilità di viaggiare, dovranno essere eliminati tutti gli ostacoli che impediscono l'accesso ai binari, l'imbarco o lo sbarco dei treni, o la semplice permanenza nelle carrozze.

Un altro emendamento chiede poi che, qualora la riduzione della mobilità non consenta a una persona di avere accesso ai servizi offerti sul treno ai passeggeri e se il treno è sprovvisto di personale di accompagnamento, all'impresa ferroviaria è consentito fornire servizi alternativi o adottare altre disposizioni per raggiungere il medesimo fine. Inoltre, tutti i treni, compresi quelli internazionali e quelli ad alta velocità, dovranno consentire ai passeggeri di portare con sé, eventualmente dietro pagamento, in uno spazio polivalente appositamente previsto, sedie a rotelle, carrozzelle per bambini, biciclette e attrezzature sportive.

Un altro emendamento impone a imprese ferroviarie, gestori delle stazioni e tour operator di informare i passeggeri in merito ai diritti di cui beneficiano e agli obblighi che loro incombono in virtù del regolamento. Facendo proprio un emendamento avanzato dal PSE, infine, il Parlamento chiede alle imprese ferroviarie di pubblicare ogni anno una relazione sulle prestazioni in materia di qualità del servizio. Questi risultati dovranno essere pubblicati sul loro sito internet e su quello delle autorità competenti, nonché su quello dell'Agenzia ferroviaria europea in modo tale da permettere una comparazione dei risultati delle diverse imprese ferroviarie.

 

Certificazione del personale di bordo

La proposta della Commissione prevede l'introduzione di una licenza europea comprendente due parti: la licenza UE propriamente detta (rilasciata sulla base di requisiti comunitari generali minimi), ed un certificato complementare armonizzato, che riflette le esigenze connesse all'utilizzazione di un particolare sistema ferroviario. Inoltre, il testo mira a definire meglio i poteri e le responsabilità per quanto riguarda la formazione, la valutazione e il riconoscimento delle qualifiche dei macchinisti e degli altri membri del personale viaggiante addetti a mansioni attinenti alla sicurezza.

La posizione comune del Consiglio e la prima lettura del Parlamento divergono nettamente per quanto riguarda il campo di applicazione della direttiva. Il Consiglio, infatti, lo limita ai macchinisti e non richiede alcuna certificazione per gli altri membri del personale viaggiante. Il Parlamento, con la terza relazione, chiede nuovamente l'estensione della normativa anche "all'altro personale viaggiante addetto a mansioni attinenti alla sicurezza". Con tale termine - è precisato - si intendono gli agenti a bordo del treno che, pur non essendo macchinisti, concorrono a garantire la sicurezza dello stesso, dei passeggeri e delle merci trasportate.

 

Nel dibattito è intervenuto GABRIELE ALBERTINI (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, il terzo pacchetto ferroviario compie un passo fondamentale verso l'obiettivo di un mercato liberalizzato e di una politica comune di tutela dei diritti e degli obblighi dei passeggeri a livello europeo.

La relazione Jarzembowski rappresenta sicuramente il corpus centrale del terzo pacchetto e condivido in pieno l'impostazione del relatore: apre alla concorrenza non solo il trasporto ferroviario internazionale, ma anche quello nazionale, inoltre obbliga a rispettare il principio della reciprocità e con ciò evita immeritati vantaggi alle imprese dei paesi chiusi alla concorrenza.

La relazione Sterckx riguarda invece i diritti e gli obblighi dei passeggeri: anche in questo caso sono d'accordo con l'impostazione del relatore, il quale prevede giustamente di estendere l'applicazione del regolamento a tutti i passeggeri del trasporto ferroviario, sia nazionale che internazionale. Il traffico internazionale di passeggeri rappresenta infatti solo il 5% del traffico ferroviario, che senso avrebbe approvare un regolamento applicabile a una percentuale tanto esigua di consumatori?

Un'altra argomentazione a favore dell'estensione del campo di applicazione ci viene suggerita dalla normativa in vigore per il settore aereo, dove per gli obblighi e i diritti dei passeggeri non viene effettuata alcuna distinzione tra traffico internazionale e nazionale.

Molti degli Stati membri incontreranno difficoltà nel conciliare la loro situazione attuale con le disposizioni previste dal presente regolamento, pertanto riteniamo opportuno che le misure proposte vengano realizzate in modo graduale e soprattutto siano ispirate dal criterio della fattibilità: ad esempio i passeggeri a mobilità ridotta vedranno la progressiva abolizione degli ostacoli e delle barriere architettoniche in caso di importanti lavori di ristrutturazione, della costruzione di nuove stazioni o dell'acquisto di nuovi treni e carrozze. Le imprese saranno responsabili nei confronti dei passeggeri e dei loro bagagli, in caso di ritardo ci saranno diritti minimi di indennizzo in tutta l'Unione europea."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. A6-0449/2006 - Relazione sul programma d'azione per la sicurezza stradale - bilancio intermedio

Gli incidenti stradali causano ogni anno più di 40.000 morti, con un costo di 180 miliardi di euro (2% del PIL dell'UE). Si è quindi ancora ben lontani dall'obiettivo di dimezzare il loro numero entro il 2010. Tasso zero di alcolemia per i neopatentati, armonizzazione della segnaletica, divieto di sorpasso per gli autocarri di più di 12 tonnellate, sanzioni severe e sviluppo di nuove tecnologie, sono la ricetta del Parlamento per garantire una maggiore sicurezza stradale.

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

RELAZIONI ESTERNE

-       Docc. B6-0024, 0025, 0026, 0027, 0028, 0029/2007 - Risoluzione comune sulla condanna e l'incarcerazione da parte della Libia di cinque infermiere bulgare e di un medico palestinese

Prendendo spunto dalla condanna alla pena capitale inflitta da un tribunale libico a cinque infermiere bulgare, il Parlamento ribadisce la radicale opposizione alla pena di morte. La risoluzione adottata dall'Aula sollecita l'annullamento del verdetto, si appella al Colonnello Gheddafi affinché assicuri il rilascio degli operatori sanitari e, in caso contrario, chiede alla Commissione e al Consiglio di prendere in considerazione una revisione della politica comune di impegno con la Libia.

-       Doc. A6-0469/2006 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo che modifica l'accordo di partenariato firmato il 23 giugno 2000 a Cotonou tra i membri del gruppo di Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro

-       Doc. A6-0439/2006 - Risoluzione del Parlamento europeo sulla settima e sull'ottava relazione annuale del Consiglio ai sensi della misura operativa n. 8 del Codice di condotta dell'Unione europea per le esportazioni di armi

 

DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÀ

-       Doc. A6-0478/2006 - Relazione sull'integrazione della dimensione di genere nell'ambito dei lavori delle commissioni

Con il recente allargamento UE, la presenza delle donne nel Parlamento ha subito un leggero calo. Il Parlamento rivendica l'importanza della parità fra uomini e donne nelle decisioni politiche e si appella ai gruppi politici affinché incentivino e appoggino la piena partecipazione delle donne alla vita pubblica. L'Aula, tuttavia, ha respinto la proposta di invitare i partiti politici europei «a provvedere affinché nelle loro liste per ogni organo collettivo venga introdotto un sistema obbligatorio di quote».

 

GIURIDICA

-       Doc. A600481 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali ("ROMA II")

 

 

 


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Strategia in materia di allargamento (http://ec.europa.eu)

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Previsioni economiche d'autunno 2006-2008 (http://ec.europa.eu/economy_finance/about/activities/act

ivities_keyindicatorsforecasts_en.htm)

·         Nuovi paesi e euro (http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/eurorelated_en.htm)

CONCORRENZA

·         Aiuti di Stato all'innovazione (http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/reform/rdi_en.pdf)

POLITICA SOCIALE

·         2007: Anno pari opportunità ((http://ec.europa.eu/employment_social/equality2007/index_fr.htm)

·         "Occupazione in Europa 2006" (http://ec.europa.eu/employment_social/news/2006/nov/employment_e

urope_en.pdf)

CULTURA

·         "Mai troppo tardi per apprendere" (COM 2006/614)

AMBIENTE

·         "Life in the City" (http://ec.europa.eu/environment/life/infoproducts/urban/urban_hr.pdf)

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         "Safer Internet: valutazione da parte di esperti" (http://ec.europa.eu/saferinternet)

MERCATO INTERNO

·         Servizi finanziari (http://ec.europa.eu/internal_market/securities/ucits/index_en.htm)

POLITICA REGIONALE

·         "Regioni, attrici del cambiamento economico" (COM 2006/675)

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Statistiche doganali sui sequestri di merci contraffate (http://ec.europa.eu/taxation_customs/customs/

customs_controls/counterfeit_piracy/statistics/index_fr.htm)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Rapporto 2006 sulla competitività (http://ec.europa.eu/enterprise/enterprise_policy/competitiveness/in

dex_en.htm)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Commercio di pellicce di gatti e cani (http://ec.europa.eu/food/animal/index_fr.htm)

TRASPORTI

·         Cabotaggio stradale (http://ec.europa.eu/transport/road/policy/index_en.htm)

ENERGIA

·         "Verso una politica esterna europea dell'energia per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento" (http://ec.europa.eu)

VARIE

·         Migrazione: potenziamento politica globale (http://ec.europa.eu/commission_barroso/frattini/index_en

.htm)

·         Cittadini: protezione diplomatica e consolare ((http://ec.europa.eu/justice_home/fsj/citizenship/diplo

matic/fsj_citizenship_diplomatic_en.htm)

 

 

 

 


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

 

·        "La distribuzione di un segnale mediante apparecchi televisivi da parte di un albergo ai clienti presenti nel suo stabilimento è protetta dal diritto d'autore"

Sentenza della Corte nella Causa C-306/05

 

Il carattere privato delle camere d'albergo è irrilevante.

 

·        "La Corte si pronuncia sulla compatibilità con il diritto comunitario del sistema fiscale britannico nei trasferimenti transfrontalieri di dividendi"

Sentenza della Corte nelle Cause C-374/04 e C-446/04

 

Essa sottolinea che uno Stato membro deve trattare allo stesso modo il versamento di dividendi a livello nazionale e transfrontaliero se le situazioni sono analoghe.

 

·        "La Corte respinge il ricorso proposto dalla Germania contro la direttiva sulla pubblicità del tabacco"

Sentenza della Corte nella Causa C-380/03

 

I divieti di pubblicità e di sponsorizzazione soddisfano i requisiti per la loro adozione ai fini dell'instaurazione e del funzionamento del mercato interno.

 

·        "Una normativa nazionale che assoggetta ad una ritenuta alla fonte i dividendi percepiti da una società madre non residente, mentre esenta quasi totalmente i dividendi percepiti da una società madre residente, restringe la libertà di stabilimento"

Sentenza della Corte nella Causa C-170/05

 

La libertà di stabilimento osta ad una siffatta ritenuta alla fonte, anche se una convenzione fiscale autorizza la società madre non residente ad imputarla all'imposta dovuta nel suo Stato di residenza, quando detta società madre versa nell'impossibilità di procedere ad una tale imputazione.

 

·        "Il Tribunale conferma in gran parte la decisione della Commissione che ha sanzionato una serie di intese sul mercato bancario austriaco (club lombard)"

Sentenza del Tribunale di primo grado nelle Cause riunite da T-259/02 a T-264/02 e T-271/02

 

Fatta eccezione per l'ammenda inflitta alla Österreichische Postsparkasse AG, che viene ridotta da 7,59 milioni di euro a 3,795 milioni di euro, le ammende irrogate dalla Commissione erano giustificate e appropriate.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm


 

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

 

 

 

 

Decreto legislativo n. 297 del 27 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/48/CE del Parlamento e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi e suo esercizio.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 299 del 27 dicembre 2006.

 

Decreto legislativo n. 297 del 27 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/49/CE del Parlamento e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 299 del 27 dicembre 2006.

 

Decreto ministeriale del 3 ottobre 2006: recepimento della direttiva 2006/53/CE della Commissione, del 7 giugno 2006, relativa alle quantità massime di residui di fenbutatin ossido, fenexamid, ciazofamid, linuron, triadimefon/triadimenol, pimetrozina e pyraclostrobin.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 282 del 4 dicembre 2006.

 

Decreto legislativo n. 193 del 6 aprile 2006: recepimento della direttiva 2004/28/CE del Parlamento e del Consiglio, del 31 marzo 2004, concernente un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 297 del 22 dicembre 2006.

 

Decreto ministeriale del 12 dicembre 2006: recepimento della direttiva 1999/26/CE della Commissione, del 20 aprile 1999, relativa all'alloggiamento per il montaggio della targa posteriore di immatricolazione dei veicoli a motore a due o tre ruote.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 3 del 4 gennaio 2007.

 

Decreto ministeriale del del 6 ottobre 2006: recepimento della direttiva 1994/55/CE del Consiglio, del 21 novembre 1994, relativa al trasporto di merci pericolose su strada.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 295 del 20 dicembre 2006.

 

Decreto ministeriale del 27 novembre 2006: recepimento della direttiva 1989/686/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativa ai dispositivi di protezione individuale.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 282 del 4 dicembre 2006 SO n. 229.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo relativa all'impostazione generale volta a consentire la partecipazione dei paesi partner dell'ENP (Politica europea di prossimità) ai programmi e alle agenzie comunitari COM(2006) 724 definitivo

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Indirizzo della Banca Centrale Europea, del 13 agosto 2006, che modifica l’indirizzo BCE/2000/7 sugli strumenti e sulle procedure di politica monetaria dell’Eurosistema (BCE/2006/12) (GUCE L 352/2006)

 

CONCORRENZA

·         Disciplina Comunitaria in materia di aiuti di stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (2006/C 323/01)

 

POLITICA SOCIALE

·         Decisione n. 1719/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, che istituisce il programma Gioventù in azione per il periodo 2007-2013 (GUCE L 327/2006)

 

AGRICOLTURA

·         Regolamento (CE) n. 1898/2006 della Commissione, del 14 dicembre 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari (GUCE L 369/2006)

 

CULTURA

·         Decisione n. 1718/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, relativa all’attuazione di un programma di sostegno al settore audiovisivo europeo (MEDIA 2007) (GUCE L 327/2006)

·         Decisione n. 1720/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, che istituisce un programma d'azione nel campo dell'apprendimento permanente (GUCE L 327/2006)

 

POLITICA REGIONALE

·         Regolamento (CE) n. 1828/2006 della Commissione, dell'8 dicembre 2006, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e del regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (GUCE L 371/2006)

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006 relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (GUCE L 347/2006)

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Decisione n. 1926/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che istituisce un programma d'azione comunitaria in materia di politica dei consumatori (2007-2013) (GUCE L 404/2006)

 

 


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.europa.eu

sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl

 

 

 

MEDIA 2007 - SVILUPPO, DISTRIBUZIONE E PROMOZIONE INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - EACEA N. 16/06 - ATTUAZIONE DI UN PROGRAMMA DI INCENTIVAZIONE DELLO SVILUPPO, DELLA DISTRIBUZIONE E DELLA PROMOZIONE DELLE OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DI PROGETTI DI PRODUZIONE («NUOVI TALENTI MEDIA», PROGETTI INDIVIDUALI E SLATE FUNDING) (GUCE 2006/C 320/11)

MEDIA 2007 Sviluppo si prefigge di sostenere lo sviluppo di progetti di produzione destinati ai mercati europeo e internazionale, appartenenti alle seguenti categorie: Fiction, documentari di creazione, opere di animazione e concetti di opere multimediali.

Il sostegno è riservato alle società indipendenti aventi come attività principale la produzione audiovisiva e/o multimediale. Le società candidate devono essere ubicate in uno dei paesi seguenti: nei paesi dell'Unione europea, nei paesi dello Spazio economico europeo partecipanti al programma MEDIA 2007 (Islanda, Liechtenstein, Norvegia) nonché in Svizzera, fatta salva la conclusione di un nuovo accordo di cooperazione con questo paese nel quadro del programma MEDIA.

Le società candidate devono inoltre comprovare di essere in possesso della esperienza richiesta dalle linee di orientamento stabilite in materia di produzione audiovisiva precedente.

Le richieste devono essere inviate all'Agenzia esecutiva (EACEA). Termine ultimo per la presentazione delle richieste:

·         12 febbraio 2007 («Nuovi talenti MEDIA»)

·         16 aprile 2007 (Progetti individuali e Slate Funding).

Il testo completo delle linee di orientamento, nonché i formulari di candidatura, si trovano sul sito: http://ec.europa.eu/comm/avpolicy/media/index_en.html.

Le domande devono rispettare le disposizioni di cui alle linee di orientamento e devono essere presentate utilizzando il formulario previsto.

 

MEDIA 2007 - SVILUPPO, DISTRIBUZIONE, PROMOZIONE E FORMAZIONE INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - EACEA 18/06 FORMAZIONE (GUCE 2006/C 320/12)

Il presente invito a presentare proposte si basa sulla decisione n. 1718/2006/CE del  Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma pluriennale unico per azioni comunitarie nel settore audiovisivo per il periodo 2007-2013.

Fra le azioni da realizzare in applicazione della decisione summenzionata figura il miglioramento della formazione professionale dei professionisti del settore audiovisivo al fine di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per creare prodotti competitivi sul mercato europeo e sugli altri mercati, segnatamente nei seguenti settori:

·         applicazione delle nuove tecnologie e, in particolare, delle tecnologie digitali, per la produzione e per la distribuzione di programmi audiovisivi;

·         gestione economica, finanziaria e commerciale, compreso il quadro giuridico;

·         tecniche di scrittura di sceneggiature.

Il presente invito si rivolge a organismi europei stabiliti in uno dei paesi membri dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo partecipanti al programma MEDIA 2007 (Islanda, Liechtenstein, Norvegia) nonché in Svizzera, fatta salva la conclusione di un nuovo accordo di cooperazione con questo paese nel quadro del programma MEDIA.

Il presente invito è rivolto ai candidati appartenenti a una delle categorie sottoindicate, le cui attività contribuiscono allo svolgimento delle azioni su indicate:

·         scuole di cinema e di televisione;

·         università;

·         organismi specializzati in materia di formazione professionale;

·         imprese private dell'industria audiovisiva;

·         organizzazioni/associazioni professionali specializzate nel settore dell'industria audiovisiva.

Le richieste devono essere inviate all'Agenzia esecutiva (EACEA).

Termine ultimo per la presentazione delle richieste il 9 marzo 2007.

Il testo completo dell'invito a presentare proposte e il formulario di candidatura sono disponibili sul sito: http://ec.europa.eu/comm/avpolicy/media/forma_en.html

Le domande devono obbligatoriamente ottemperare alle disposizioni del testo completo ed essere presentate tramite l'apposito formulario.

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG EAC/61/06 PROGRAMMA DI APPRENDIMENTO PERMANENTE (GUCE 2006/C 313/14)

Il presente invito a presentare proposte si basa sulla decisione che istituisce il Programma di apprendimento permanente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 15 novembre 2006 (decisione n. 1720/2006/CE) (1). Il programma copre il periodo 2007-2013.

Gli obiettivi specifici del programma di apprendimento permanente sono elencati all'articolo 1, paragrafo 3 della decisione (http://europa.eu.int/eur-lex/lex/JOHtml.do?uri=OJ:L:2006:327 :SOM:EN:HTML ).

Il programma di apprendimento permanente riguarda tutte le forme e i livelli di istruzione e di formazione professionale ed è accessibile a tutte le entità elencate all'articolo 4 della decisione.

I candidati devono avere sede in uno dei seguenti paesi (Eccetto il programma Jean Monnet che è aperto agli istituti di istruzione superiore in tutto il mondo):

·         i 27 paesi dell'Unione europea (all'01/01/2007),

·         i paesi EFTA e SEE: Islanda, Liechtenstein, Norvegia (Fatta salva l'entrata in vigore della decisione del Comitato misto SEE),

·         i paesi candidati: Turchia (Fatta salva l'entrata in vigore del memorandum d'intesa).

La dotazione totale riservata a questo invito è stimata a 784 milioni di EUR.

Il livello delle sovvenzioni e la durata dei progetti possono variare in modo notevole, sulla base di fattori come il tipo di progetto e il numero di paesi interessati.

I termini ultimi per la presentazione delle domande principali sono:

Carta universitaria di Erasmus 28 febbraio 2007

Programma Jean Monnet 15 marzo 2007

Comenius, Erasmus, Leonardo da Vinci, Grundtvig 30 marzo 2007

Programma trasversale e misure di accompagnamento 30 aprile 2007

Il testo di invito a presentare proposte, nonché i moduli di domanda e una guida per i richiedenti, possono essere ottenuti al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu//dgs/education_culture/newprog/index_en.html

Le domande devono soddisfare i requisiti di tale testo integrale ed essere presentate con il modulo ad esso allegato.

 

 

 

 

 

 

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

 

Azienda bulgara di abbigliamento cerca aziende, agenti, distributori interessati ad acquistare pantaloni da donna.

 

Azienda bulgara produttrice di miele di vario tipo è interessata ad avviare accordi commerciali.

 

Azienda polacca specializzata nella produzione di motori elettrici, generatori e trasformatori è interessato ad avviare cooperazioni commerciali.

 

Azienda indiana esportatrice di prodotti di abbigliamento in pelle è interessata ad avviare rapporti commerciali con agenti di commercio italiani.

 

Azienda greca specializzata nel commercio ed esportazione di marmo è interessata ad avviare cooperazioni commerciali al fine di esportare i suoi prodotti.

 

Azienda greca specializzata nel commercio di impianti di aria condizionata è interessata ad avviare cooperazioni commerciali.

 

Azienda finlandese importatrice e venditrice di tubi fluorescenti e cartucce toner per stampanti sta cercando aziende produttrici di tali prodotti.

 

Azienda greca specializzata nel campo dei trasporti internazionali è interessata ad avviare accordi commerciali.

 

Azienda slovacca specializzata in servizi di traduzione è interessata a cooperare con aziende alimentari italiane per quanto riguarda la rappresentanza delle vendite.

 

Istituzione egiziana cerca istituti e aziende di ingegneria in Europa per la formazione e la cooperazione di organizzazioni arabe.

 

Azienda di Podgorica cerca aziende italiane produttrici di panni multiuso, panni in microfibra, panni a durata limitata e panni spugna.

 

Azienda dolciaria polacca cerca compratori e distributori dei propri prodotti.

 

 

 

RICERCA PATNERS

 

SVEZIA - P 171 - La scuola Tjarnaskolan intende intraprendere un progetto di sviluppo scolastico nel quadro del programma Comenius. Il progetto intende dare una risposta alla questione della multiculturalità nelle scuole e riguarderà principalmente i temi della lingua, dell’integrazione e dell’ostilità verso gli alunni stranieri.

SCADE: 30 marzo 2007

 

INGHILTERRA - P 172 - Il comune londinese di Inslington è interessato a partecipare ad un progetto Leonardo per sostenere lo sviluppo delle PMI. Il comune è interessato al sostegno alle PMI nell’uso delle nuove tecnologie, allo sviluppo di nuove metodologie di formazione per manager e dipendenti, alle problematiche connesse alle minoranze etniche, alle pari opportunità e allo sviluppo di nuove tecnologie per sostenere settori specifici quali industrie creative.

SCADE: 16 febbraio 2007

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana FORZA ITALIA - P

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: 0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -  http://europa.eu.int/comm

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it

 

·        Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int

 

·        Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int

 

·        Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int

 

·        Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int

 

·        Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S (Bandi): http://ted.publications.eu.int

 

·        Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67  1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 4140 - http://www.epp-eu.org/

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org