GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER
PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO
ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
25
gennaio 2007
n° 145
Lettera informativa della Delegazione Italiana
Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
_____________________________________________________________________________
GRUPPO PPE/DE - Delegazione
Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni ricavate da
pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI E’
ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero
delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.
BREVI DALL'EUROPA
FAR
CONOSCERE IL TUO CV ALLA COMMISSIONE EUROPEA IN MODO FACILE ED EFFICACE? ORA
PUOI
Il
servizio on line è disponibile in inglese, francese e tedesco. La banca dati è
gestita dalla Commissione ma per il futuro è prevista l’entrata nel sistema di
altre istituzioni europee ed internazionali.
Per
ulteriori informazioni: http://europa.eu.int/italia/news/10e326a8460.html .
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il tuo CV: http://ec.europa.eu/dgs/personnel_administration/application_en.htm
PARTE
IL PROGRAMMA QUADRO PER LA COMPETITIVITÀ E L'INNOVAZIONE
Il
Consiglio europeo di fine ottobre ha adottato la decisione che introduce il
Programma quadro per la competitività e l'innovazione per il 2007-2013 (CIP).
Il
Programma Quadro Innovazione e Competitività è stato istituito per:
a)
promuovere la competitività delle imprese, in particolare delle PMI;
b)
promuovere l'innovazione, compresa l'eco-innovazione;
c)
accelerare lo sviluppo di una società dell’informazione sostenibile
competitiva, innovativa e capace d’integrazione;
d)
promuovere l’efficienza energetica e fonti energetiche nuove e rinnovabili in
tutti i settori, compreso quello dei trasporti.
Gli
obiettivi del programma quadro sono perseguiti mediante l’attuazione di tre
programmi specifici:
1) il
programma per l’innovazione e l’imprenditorialità, che ingloba i precedenti
programma MAP (per la promozione dell’impresa e dell’imprenditorialità),
“Innovation” (strumento che fino alla fine del 2006 rientra nel VI programma
d’azione per
2) il
programma di sostegno alla politica in materia di TIC, che ricomprende in un
quadro armonizzato le azioni sostenute dai programmi precedenti in questo
settore, quali Modinis, eTen, eContent (nb: eContentplus, approvato nel 2005
continua ad esistere come programma autonomo fino al 31/12/2008);
3) il
programma Energia intelligente - Europa che ricomprende la gran parte dei
programmi specifici previsti dal precedente programma EIE, attualmente in
vigore, ovvero SAVE (uso razionale dell’energia), ALTENER (energie rinnovabili)
e STEER (aspetti energetici dei trasporti).
I tre
programmi sono gestiti in modo parzialmente autonomo.
I
Beneficiari: diversificati in base ai programmi e alle attività. Al programma
potranno partecipare anche soggetti provenienti da paesi terzi diversi da
quelli indicati nelle aree geografiche, qualora ciò sia consentito dagli
accordi e dalle procedure e conformemente alle stesse.
Entità
del contributo: Il programma può assegnare:
-
co-finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di progetti selezionati
sulla base di inviti a presentare proposte;
-
prestiti agevolati e garanzie su prestiti.
Modalità
e procedura: per l’attuazione del programma
Scadenza:
01/01/2007 - 31/12/2013
Referente:Commissione
europea - DG Imprese e industria
Risorse
finanziarie disponibili: 3.196 milioni di euro (a prezzi del 2004) [3.621
milioni a prezzi attuali].
Il
budget disponibile sarà ripartito fra i tre programmi specifici secondo i seguenti
criteri:
a) il
60% per la realizzazione del programma per l’innovazione e l’imprenditorialità
(di cui circa 1/5 per la promozione dell’eco-innovazione);
b) il
20% per la realizzazione del programma di sostegno alla politica in materia di
TIC;
c) il
20% per la realizzazione del programma Energia intelligente/Europa.
Aree
Geografiche UE coinvolte a 27: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca,
Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia,
Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia,
Ungheria. Paesi specifici/Regioni specifiche: Albania, Bosnia-Erzegovina,
Croazia, Ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia (incluso il
Kosovo) e Turchia.
EFTA/SEE:Norvegia, Islanda e Liechtenstein.
DALLA UE UN NO AI CIBI GENETICAMENTE
MODIFICATI
Al fine
di tutelare la salute dei consumatori e la biodiversità, l’Unione europea ha
adottato una politica di estremo rigore nei riguardi dei prodotti geneticamente
manipolati, basata sul “principio di preacauzione” che limita l’utilizzo di
quei ritrovati scientifici che non offrono sufficienti garanzie circa le
conseguenze che possono provocare se immessi nel mercato. Tale impostazione è
stata ulteriormente ribadita dal Commissario europeo per l’Agricoltura e lo
Sviluppo Rurale, Mariann Ficher Boel, la quale ha negato la possibilità che in
Europa si possa concedere l’autorizzazione all’importazione e alla vendita di
carni e latticini provenienti da animali clonati, come accaduto in America. Nel
contenzioso tra UE e Stati Uniti non trova ancora soluzione, tra l’altro, il
problema dell’import di alcuni alimenti e primo fra tutti il riso OGM. Il riso
importato dagli USA negli ultimi anni risulta contaminato:
In
Italia, intanto,
UE, NESSUN OBBLIGO DI INDICAZIONE DI
ORIGINE IN ETICHETTA
L’Unione
europea ha bocciato la legge che obbliga l’indicazione in etichetta
dell’origine della materia prima del prodotto alimentare. Il 17 novembre è
scaduto il termine per l’Italia per abrogare la legge 204/2004: la normativa
italiana in materia di origine delle merci non è in linea con l’articolo 28 del
Trattato Ue e con la direttiva del 2000 relativa all’etichettatura dei prodotti
alimentari. L’obbligo di “etichetta trasparente”, secondo l’UE contrasta con le
regole della concorrenza in quanto “incita il consumatore a preferire i
prodotti italiani”, la provenienza della materia prima può essere indicata ma
solo “qualora il consumatore possa essere indotto in errore circa l’origine del
prodotto”.
Attualmente
l’origine è obbligatoria per carni bovine e di pollame, pesce, prodotti
ortofrutticoli, miele, latte fresco.
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - SESSIONE
11 - 14 DICEMBRE 2006
AMBIENTE
REACH: LA CHIMICA È SOTTO CONTROLLO
- Doc. A6-0352/2006 - Raccomandazione
per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista
dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione
delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea per le
sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il
regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE
del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE
e 2000/21/CE
- Doc. A6-0345/2006 - Raccomandazione
per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista
dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che
modifica la direttiva 67/548/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento
delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative alla
classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose
per adattarla al regolamento (CE) n. …/2006 concernente la registrazione, la
valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH)
e che istituisce l'Agenzia europea delle sostanze chimiche
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
11.12.2006 - Votazione: 13.12.2006
Il Parlamento, approvando il compromesso negoziato
con il Consiglio, ha dato il via libera al nuovo regolamento sulle sostanze
chimiche, noto come REACH. I produttori saranno obbligati a registrare tutte le
sostanze chimiche prodotte e importate in quantità superiori a una tonnellata
all'anno. Per le sostanze più pericolose, i fabbricanti dovranno sottoporre un
piano di sostituzione con alternative più sicure. Se queste non esistono,
dovranno presentare un piano di ricerca volto a trovarle.
Il regolamento
concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione
delle sostanze chimiche, più nota con l'acronimo REACH (Registration,
Evaluation and Authorisation of CHemicals), è stata avanzata dalla Commissione
nell'ottobre 2003 con lo scopo di sostituire più di quaranta testi legislativi
esistenti con un unico provvedimento. L'obiettivo è di assicurare un elevato
livello di protezione della salute umana e dell'ambiente, inclusa la promozione
di metodi alternativi per la valutazione dei pericoli che le sostanze
comportano, nonché la libera circolazione di sostanze nel mercato interno,
rafforzando nel contempo la competitività e l'innovazione. Il provvedimento,
che si fonda sul principio di precauzione, stabilisce quindi disposizioni che
si applicano alla fabbricazione, all'immissione sul mercato o all'uso di tali
sostanze, in quanto tali o in quanto componenti di preparati o articoli, e
all'immissione sul mercato di preparati.
Il testo intende superare
l'attuale distinzione tra prodotti chimici nuovi ed esistenti. I primi
riguardano circa 3.000 sostanze commercializzate dopo il 1981 (anno in cui è
stata introdotto l'obbligo di richiedere un'autorizzazione), mentre tra i
secondi si contano circa 100.000 sostanze poste sul mercato prima di tale data.
Secondo la Commissione, le informazioni sulla sicurezza del 99% di questi
ultimi prodotti sono inadeguate. Il regolamento intende quindi portare alla
valutazione della sicurezza di circa 30.000 sostanze commercializzate prima del
1981 e prodotte o importate in quantità superiori a 1 tonnellata all'anno.
D'altra parte, invertendo l'onere della prova, impone ai produttori o agli
importatori di dimostrare che la commercializzazione dei loro prodotti chimici
può avvenire senza pericolo per la salute umana e l'ambiente. Ad oggi, questo
compito era affidato alle autorità pubbliche.
Il relatore è riuscito a
negoziare in extremis un compromesso con il Consiglio sostenuto da PPE/DE, PSE,
ALDE/ADLE e UEN che - essendo stato confermato dalla Plenaria con 529 voti
favorevoli, 98 contrari e 24 astensioni - permetterà al regolamento di entrare
in vigore il 1° giugno 2007. Tuttavia, alcuni suoi elementi - come quelli
relativi alla registrazione delle sostanze, alla condivisione dei dati, alla
valutazione, all'autorizzazione e all'agenzia - saranno d'applicazione a
partire dall'anno successivo. Prima del voto, il relatore ha sottolineato che
l'adozione del compromesso avrebbe lanciato un «messaggio forte» agli europei
sul fatto che, dal 1° giugno, REACH «comincerà a camminare» e produrrà risultati
importanti per la sicurezza dei cittadini e dell'ambiente ma anche per la
competitività del sistema europeo.
Il Presidente JOSEP BORRELL ha dichiarato: «questo voto, su uno dei testi più complessi
della storia dell'UE, mette in atto una normativa essenziale per preservare la
salute pubblica e l'ambiente contro i rischi delle sostanze chimiche, senza
inficiare la competitività europea. Offre ai cittadini europei una vera
protezione contro la moltitudine di sostanze tossiche presenti nella vita di
tutti i giorni in Europa».
Obbligo di diligenza
Grazie all'insistenza del
Parlamento, il regolamento prevede il principio dell'obbligo di diligenza a
carico di fabbricanti, importatori e utilizzatori a valle di sostanze, in
quanto tali o in quanto componenti di preparati o articoli. In forza a tale
principio, l'industria dovrebbe fabbricare le sostanze, importarle, usarle o
immetterle sul mercato «con tutta la responsabilità e la cura necessarie a
garantire che, in condizioni ragionevolmente prevedibili, non ne derivino danni
alla salute umana e all'ambiente». Inoltre, per evitare effetti nocivi sulla
salute umana e sull'ambiente, tutte le informazioni disponibili e pertinenti
sulle sostanze (in quanto tali o in quanto componenti di preparati o articoli)
dovrebbero essere raccolte per agevolare l'individuazione di proprietà
pericolose, e raccomandazioni sulle misure di gestione dei rischi dovrebbero
essere sistematicamente trasmesse attraverso le catene di approvvigionamento.
Registrazione e relazione sulla
sicurezza chimica
Il regolamento prevede un
obbligo generale che impone a qualsiasi fabbricante o importatore di una sostanza
in quanto tale o in quanto componente di uno o più preparati in quantitativi
pari o superiori a 1 tonnellata all'anno di presentare una domanda di
registrazione all'Agenzia per i prodotti chimici che avrà sede a Helsinki. Ai
fini della registrazione, è necessario fornire una fascicolo tecnico contenente
una serie di informazioni, ad esempio, in merito alla fabbricazione e all'uso
della sostanza, alla sua classificazione e all'etichettatura e alle istruzioni
sulla sicurezza d'uso. A seguito della registrazione, il dichiarante sarà
tenuto ad aggiornare senza indebito ritardo la sua registrazione con tutte le
nuove informazioni pertinenti.
Per tutte le sostanze
soggette a registrazione in quantitativi pari o superiori a 10 tonnellate
all'anno per dichiarante, dev'essere fornita una relazione sulla sicurezza chimica che documenta la valutazione
realizzata in base a precise disposizioni indicate in un allegato dello stesso
regolamento. Tale esercizio, oltre a trattare dei pericoli per la salute umana
e dei pericoli fisico-chimici e per l'ambiente, dovrà comprendere anche la
valutazione del carattere persistente, bioaccumulabile e tossico (TBT) e molto
persistente e molto bioaccumulabile delle sostanze (vPvB). In seguito, dovrà
essere valutata l'esposizione e la caratterizzazione dei rischi.
Per un periodo di cinque
anni, tuttavia, tale obbligo non si applica alle sostanze fabbricate nella
Comunità o importate a fini di attività di ricerca e sviluppo orientate ai
prodotti e ai processi da un fabbricante, importatore o produttore di articoli,
per proprio conto o in collaborazione con i clienti, in quantitativi non
superiori a quanto richiesto da tali attività. A tal fine, i soggetti
interessati, dovranno notificare all'Agenzia per le sostanze chimiche (istituita
dallo stesso regolamento) una serie di informazioni sulle sostanze e l'elenco
dei clienti. L'Agenzia, peraltro, potrà decidere di prorogare l'esenzione di
cinque anni se viene dimostrato che la proroga è giustificata dal programma di
ricerca e sviluppo. Nel caso di sostanze destinate a essere utilizzate
esclusivamente nella messa a punto di medicinali per uso umano o veterinario, o
di sostanze che non sono immesse sul mercato, tale proroga potrà raggiungere i
dieci anni.
Il regolamento si attiene
al principio "una sostanza, una
registrazione". Pertanto prevede che, qualora uno o più soggetti
intendano fabbricare e/o importare nell'UE una sostanza che deve essere
registrata, dovrà essere effettuata la trasmissione di una serie di
informazioni del fascicolo tecnico da un solo dichiarante, che assumerà il
ruolo di capofila e che agirà con il consenso degli altri soggetti.
La Commissione, entro
dodici anni dall'entrata in vigore del regolamento, dovrà valutare se estendere
o meno l'obbligo di realizzare la valutazione chimica anche alle sostanze che
sono fabbricate o importate in quantitativi inferiori alle dieci tonnellate.
Tuttavia, in forza al compromesso con il Consiglio, tale periodo è ridotto a
sette anni per le sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la
riproduzione. Nel procedere alla revisione,
inoltre, la Commissione dovrà tenere conto dei costi per i fabbricanti e per
gli importatori connessi con l'elaborazione della relazione di sicurezza, della
ripartizione dei costi tra gli attori della catena di approvvigionamento e gli
utilizzatori a valle e, infine, dei benefici per la salute umana e l'ambiente.
Le disposizioni sui diritti di proprietà intellettuale sono stati poi
rafforzati estendendo da tre a sei anni la protezione dei dati.
Autorizzazione e sostituzione delle
sostanze pericolose
Il regolamento intende
garantire il buon funzionamento del mercato interno, assicurando nel contempo
che i rischi che presentano le sostanze estremamente problematiche siano
adeguatamente controllati e che queste sostanze siano progressivamente
sostituite da idonee sostanze o tecnologie alternative, ove queste siano
economicamente e tecnicamente valide. A tal fine, tutti i fabbricanti,
importatori e utilizzatori a valle che richiedono autorizzazioni dovranno analizzare
la disponibilità di alternative, considerarne i rischi ed esaminare la
fattibilità tecnica ed economica di una sostituzione.
Le sostanze soggette alla
procedura di autorizzazione sono quelle considerate più pericolose. Ossia
quelle che, in base ai criteri di classificazione, sono considerate
cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione, nonché persistenti,
bioaccumulabili e tossiche (TBT) oppure molto persistenti e molto
bioaccumulabili (vPvB). Un'autorizzazione è necessaria anche per le sostanze
come quelle che perturbano i sistema endocrino o quelle aventi proprietà
persistenti, bioaccumulabili e tossiche o molto persistenti e molto
bioaccumulabili, con proprietà diverse da quelle già citate, per le quali è
scientificamente comprovata la probabilità di effetti gravi sulla salute umana
o per l'ambiente.
Queste sostanze saranno
inserite in un allegato del regolamento attraverso una procedura che prevede un
importante ruolo per l'Agenzia. Prima di assumere una decisione sull'inclusione
di sostanze nell'allegato, l'Agenzia, tenuto conto del parere del comitato
degli Stati membri, dovrà raccomandare le sostanze prioritarie da includere,
ossia quelle che hanno proprietà PBT o vPvB, o quelle il cui uso è fortemente
dispersivo o che sono prodotte in grandi quantitativi. L'agenzia redigerà
quindi una raccomandazione, da rinnovare almeno ogni due anni, e la pubblicherà
su un sito web prima di trasmetterla alla Commissione, invitando le parti
interessate a formulare osservazioni.
E' comunque alla Commissione
che spetta la competenza di decidere sulle domande di autorizzazione. Per le
sostanze per le quali è possibile stabilire una soglia di sicurezza, questa è
rilasciata se il rischio per la salute umana o per l'ambiente dovuto all'uso di
una determinata sostanza a motivo delle sue proprietà è adeguatamente
controllato e documentato dalla relazione sulla sicurezza chimica del
richiedente, tenendo conto del comitato per la valutazione dei rischi.
Rilasciando l'autorizzazione, comprese le eventuali condizioni, la Commissione
terrà conto di tutti gli scarichi, emissioni e fuoriuscite noti al momento
della decisione.
Il regolamento, d'altra
parte, stabilisce che per le sostanze per le quali non è possibile stabilire
una soglia di sicurezza sia possibile rilasciare un'autorizzazione «solo se
risulta che i vantaggi socioeconomici prevalgono sui rischi» che il suo uso
comporta e «se non esistono sostanze o tecnologie alternative». E' anche
precisato che una decisione in tale senso può essere assunta solo dopo aver
preso in considerazione il rischio che presentano gli usi della sostanza,
comprese l'adeguatezza e l'efficacia delle misure di gestione dei rischi
proposte, i vantaggi socioeconomici
derivanti dal suo uso e le conseguenze socioeconomiche di un rifiuto di
autorizzazione (comprovati dal richiedente o da altre parti interessate), l'analisi delle alternative proposte
dal richiedente o di un eventuale piano di sostituzione presentato dal
richiedente e degli eventuali contributi trasmessi da terzi e, infine, le
informazioni disponibili sui rischi che le eventuali sostanze o tecnologie
alternative presentano per la salute umana o per l'ambiente. E' poi precisato
che, nel valutare se esistano idonee sostanze o tecnologie alternative, la
Commissione dovrà prendere in considerazione tutti gli aspetti pertinenti e, in
particolare, se il passaggio alle alternative comporterebbe una riduzione dei
rischi complessivi per la salute umana e per l'ambiente, tenendo conto
dell'adeguatezza e dell'efficacia delle misure di gestione dei rischi nonché la
fattibilità tecnica ed economica delle alternative per il richiedente.
Le autorizzazioni, che
avranno una validità da determinare caso per caso, saranno oggetto di una
revisione di durata limitata. Il regolamento, d'altra parte, prevede che il
titolare di un'autorizzazione dovrà inoltrare una versione aggiornata
dell'analisi delle alternative, comprendenti informazioni circa eventuali
attività pertinenti di ricerca e sviluppo svolte dal richiedente, se del caso,
e gli eventuali piani di sostituzione presentati. Se la versione aggiornata
dell'analisi delle alternative indica che esiste un'alternativa idonea, dovrà
presentare un piano di sostituzione
comprendente un calendario delle azioni proposte dal richiedente. Se non può
dimostrare che il rischio è adeguatamente controllato, dovrà inoltrare anche
una versione aggiornata dell'analisi socioeconomica contenuta nella domanda
originaria. Nel momento in cui può dimostrare che il rischio è adeguatamente
controllato, inoltrerà invece una versione aggiornata della relazione sulla
sicurezza chimica.
Restrizioni
Un allegato del
regolamento (XVII) elenca una serie di restrizioni imperative applicate a
talune sostanze ai fini della fabbricazione, dell'immissione sul mercato e
dell'utilizzazione. Inoltre, quando la fabbricazione, l'uso o l'immissione sul
mercato di sostanze comportano «un rischio inaccettabile» per la salute umana o
per l'ambiente, che richiede un'azione a livello comunitario, è prevista la
possibilità di imporre nuove restrizioni o la modificazione delle restrizioni
esistenti attraverso una dettagliata procedura che vede la partecipazione
dell'Agenzia, di alcuni suoi comitati e della Commissione.
Valutazione e benessere degli
animali
Il regolamento intende
portare alla valutazione della sicurezza di circa 30.000 sostanze
commercializzate prima del 1981 e prodotte o importate in quantità superiori a
1 tonnellata all'anno. Al fine di garantire un approccio armonizzato,
l'Agenzia, in cooperazione con gli Stati membri, dovrà definire dei criteri per
la determinazione dell'ordine di priorità delle sostanze da sottoporre ad una
valutazione più approfondita. L'ordine di priorità è stabilito in funzione dei
rischi che le sostanze presentano. I criteri dovranno tenere conto delle informazioni
relative ai pericoli (come ad esempio l'affinità strutturale tra la sostanza in
questione e sostanze notoriamente problematiche o sostanze persistenti e
bioaccumulabili) che lasciano supporre che la sostanza o uno o più dei suoi
prodotti di trasformazione presentino proprietà problematiche o siano
persistenti o bioaccumulabili, alle informazioni sull'esposizione e al
tonnellaggio, incluso il tonnellaggio complessivo risultante dalle
registrazioni presentate da più dichiaranti.
All'agenzia spetterà anche
esaminare le proposte di sperimentazione destinate alla produzione di
informazioni relative a una sostanza, formulate in una registrazione. Il
regolamento stabilisce che andrà considerata prioritaria la registrazione di
sostanze che presentano o che possono presentare proprietà PBT, vPvB,
sensibilizzanti e/o cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR).
Come richiesto dai
deputati, il compromesso riconosce tra gli obiettivi di REACH la promozione di
metodi alternativi alla sperimentazione animale per testare gli effetti delle
sostanze. Al fine di evitare una duplicazione dei test già realizzati sugli
animali, le parti interessate avranno 45 giorni per manifestarsi prima che sia
avviato un nuovo progetto di sperimentazione animale. I metodi alternativi,
inoltre, dovranno essere convalidati dalla Commissione, dopo essere stati
riconosciuti dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche o da altre
istituzioni internazionali. La Commissione, inoltre, dovrà presentare ogni tre
anni una relazione sul ricorso a questi test alternativi e, se lo ritiene
necessario, potrà sottoporre nuove proposte legislative.
Comunicazione delle informazioni e
condivisione dei dati
Il regolamento prevede
una serie di disposizioni volte a promuovere la diffusione e lo scambio di
informazioni e la condivisione di dati tra gli operatori del settore. Il
compromesso contempla anche una clausola relativa all'obbligo di informare il
pubblico sulle sostanze pericolose contenute nei prodotti. La catena di
distribuzione, compresi i consumatori che lo richiedono, dovrà quindi essere
informata della presenza di qualsiasi sostanza chimica presente in quantità
superiore allo 0,1% del peso totale dei prodotti. La Commissione, inoltre,
dovrà esaminare la possibilità di stabilire un marchio europeo di qualità dei
prodotti chimici.
Agenzia europea per le sostanze
chimiche
Il regolamento istituisce
l'Agenzia europea per le sostanze chimiche che ha lo scopo «di gestire e, in
alcuni casi, di realizzare gli aspetti tecnici, scientifici e amministrativi»
del regolamento e «di assicurare la coerenza a livello comunitario in relazione
a tali aspetti». Più in particolare,
l'Agenzia dovrà fornire agli Stati membri e alle istituzioni della Comunità la
consulenza scientifica e/o tecnica migliore possibile sulle questioni relative
alle sostanze chimiche che sono di sua competenza e che le sono deferite a
norma delle disposizioni del regolamento. Oltre ad eseguire i compiti già
citati in precedenza nell'ambito della registrazione, della valutazione e delle
restrizioni, l'Agenzia realizzerà e terrà aggiornate una o più banche dati
sulle sostanze registrate e fornirà consulenza e assistenza ai fabbricanti e
agli importatori ai fini della registrazione.
In forza al compromesso,
due membri del Consiglio di amministrazione dell'Agenzia, che avrà la propria
sede a Helsinki, saranno nominati dal Parlamento europeo e il direttore
esecutivo dovrà sottoporsi a un'audizione di fronte al Parlamento prima di
essere nominato. Le richieste dei deputati riguardo alle garanzie di
indipendenza dei membri nei confronti dell'industria e alla pubblicazione delle
dichiarazioni d'interesse, d'altra parte, non sono state accolte dal
compromesso.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc.
A6-0446/2006 - Relazione sul progetto comune, approvato dal comitato di conciliazione, di
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle acque
sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento
Confermando l'accordo cui sono giunti Parlamento e
Consiglio nell'ambito del comitato di conciliazione, l'Aula ha approvato la
direttiva sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal
deterioramento. Il provvedimento armonizza metodi di valutazione
dell'inquinamento e impone agli Stati membri di prendere tutte le misure
necessarie al fine di prevenire le immissioni di sostanze pericolose nelle
acque sotterranee e di invertire la tendenza per quelle già compromesse.
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
TV E NUOVI MEDIA SENZA FRONTIERE MA CON LA PUBBLICITÀ
Doc. A6-0399/2006
Relazione su sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al
coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività
televisive
Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito:
12.12.2006 - Votazione: 13.12.2006
Il Parlamento si è espresso sulla proposta volta ad attualizzare la
direttiva "TV senza frontiere" per tenere conto dell'evoluzione
tecnologica e promuovere opere europee. Pur mantenendo l'affollamento
pubblicitario al 20%, porta a ogni 30 minuti la cadenza degli spot. Pubblicità
e televendite andranno nettamente distinte dai programmi e il product placement sarà consentito a
determinate condizioni. Particolare attenzione è rivolta alla tutela dei minori
da contenuti pornografici e violenti.
La Commissione europea ha presentato una proposta
di aggiornamento della cosiddetta direttiva “TV senza frontiere” del 1989 che
intende alleggerire la normativa che grava sui fornitori europei di servizi
televisivi e di tipo televisivo e rendere più flessibile il finanziamento dei
contenuti audiovisivi con nuove forme di pubblicità. La proposta prevede
l'introduzione di pari condizioni di concorrenza per tutte le società che
forniscono servizi di tipo televisivo, indipendentemente dalla tecnologia
utilizzata per distribuirli. Questo nuovo approccio politico, secondo la
Commissione, dovrebbe accelerare l'avvento di un mercato unico uniforme dei
servizi televisivi e di tipo televisivo e promuovere l'industria europea dei
contenuti.
Adottando la relazione, il Parlamento ricorda
anzitutto che i servizi di media audiovisivi «sono nel contempo beni culturali
ed economici». L'importanza crescente che rivestono per le società e la
democrazia, soprattutto a garanzia della libertà dell'informazione, del
pluralismo delle opinioni e dei mezzi di informazione, l'istruzione e la
cultura, pertanto, giustifica l'applicazione e il rispetto di norme specifiche
a tali servizi. In particolare «affinché siano preservate le libertà e i
diritti fondamentali» e sia garantita la protezione dei minori e delle persone
vulnerabili o disabili. A suo parere, inoltre, per assicurare la trasparenza e
la prevedibilità sui mercati dei media e abbassare le barriere d'accesso,
«occorre rispettare i principi fondamentali del mercato comune», come la
legislazione sulla concorrenza e la parità di trattamento, «tenendo conto
dell'importanza di condizioni omogenee e di un autentico mercato europeo della
radiodiffusione».
La direttiva, andando oltre il settore televisivo
"classico", abbraccia quindi tutti i servizi media audiovisivi. Un
emendamento precisa che con "servizio
di media audiovisivo" si intende un servizio «prestato sotto la
responsabilità editoriale di un fornitore di servizi di media» e il cui
obiettivo principale è la fornitura «di programmi» consistenti in immagini
animate, sonore o non, al fine di informare, intrattenere o istruire il grande
pubblico, attraverso reti di comunicazioni elettroniche «e/o comunicazioni
commerciali audiovisive». In tale definizione, è inoltre aggiunto, non
rientrano né i servizi nei quali la fornitura di contenuto audiovisivo è
secondaria e non costituisce la finalità principale dei servizi stessi, né la
stampa nei formati cartaceo ed elettronico.
I deputati modificano anche le definizioni di
servizi lineari e servizi a richiesta (on
demand) proposte dalla Commissione. Pertanto, con "trasmissione televisiva" o "servizio lineare", si dovrà
intendere un servizio di media audiovisivo nel quale «una sequenza cronologica
di programmi è trasmessa a un numero indeterminato di potenziali
telespettatori, in un dato momento deciso dal fornitore di servizi di media
sulla base di un palinsesto fisso dei programmi». Fra i servizi lineari, un emendamento precisa che,
attualmente, si annoverano in particolare la televisione analogica e digitale,
il live streaming (trasmissione
continua in diretta), il webcasting
(trasmissione televisiva su internet) e il video a richiesta in differita.
Con “servizio
a richiesta" o "servizio
non lineare", si intende invece un servizio di media audiovisivo
«costituito da un'offerta di contenuti audiovisivi compilata o elaborata da un
fornitore di servizi di media e nel quale l'utente richiede individualmente la
fornitura di un particolare programma, sulla base di una gamma di contenuti e
in un momento scelto dall'utente», o che non è contemplato dalla definizione di
servizio lineare. Questa distinzione tra tipo di servizi è necessaria in quanto
i fornitori di servizi on demand
saranno sottoposti a una normativa più flessibile rispetto a quelli che
propongono servizi lineari che, invece, dovranno rispettare una normativa più
rigorosa.
Norme "etiche" rigorose per la pubblicità
Le "comunicazioni commerciali
audiovisive" sono definite dai deputati come immagini in movimento, sonore
o meno, che «sono trasmesse come parte di un servizio di media audiovisivo o,
nel caso di canali dedicati alle televendite, come un servizio di media
audiovisivo», allo scopo di promuovere, direttamente o indirettamente, le
merci, i servizi o l'immagine di una persona fisica o giuridica che esercita
un'attività economica. Gli Stati membri dovranno anzitutto assicurare che
queste comunicazioni rispettino «i principi stabiliti dalla Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione europea».
Più in particolare, le comunicazioni commerciali
audiovisive non devono violare la dignità umana, offendere discriminando la
razza, il genere, la nazionalità, la disabilità, l'età o l'orientamento
sessuale, incoraggiare comportamenti pregiudizievoli per la salute o la
sicurezza oppure per la protezione dell'ambiente. Non devono poi violare i
diritti dei bambini. E' anche precisato il divieto di qualsiasi forma di comunicazione
commerciale audiovisiva avente per oggetto sigarette e altri prodotti a base di
tabacco. Le comunicazioni commerciali sulle bevande alcoliche, inoltre, «non
devono rivolgersi ai minori né incoraggiare il consumo smodato di tali
bevande». I deputati introducono anche il divieto di pubblicità per medicinali
e cure mediche che si possono ottenere esclusivamente su prescrizione medica.
Propongono poi un emendamento che stabilisce il
divieto della pornografia - «incluse le rappresentazioni suscettibili di
incitare all'odio fondato sul sesso» - in tutte le forme di comunicazione
commerciale e di televendita. Queste,
inoltre, non devono arrecare un pregiudizio morale e fisico ai minorenni e,
pertanto, non sono consentite pubblicità volte ad «esortare i minorenni ad
acquistare un prodotto o un servizio, né quelle che li incoraggiano a
persuadere i loro genitori o altri» ad acquistarli. Non possono neanche
sfruttare la particolare fiducia che essi ripongono nei genitori, negli
insegnanti o in altre persone, né mostrare minori che si trovano in situazioni
di pericolo.
Ma non solo, facendo proprio un emendamento
proposto dal PPE/DE e dall'ALDE/ADLE, il Parlamento chiede agli Stati membri di
incoraggiare i fornitori di servizi media ad elaborare un codice di condotta
concernente i programmi per bambini che contengono o sono interrotti da
pubblicità, sponsorizzazioni o qualunque altra forma di commercializzazione di
cibi e bevande «malsani e inadeguati, come quelli ad elevato contenuto di
grassi, zuccheri e sale, e di bevande alcoliche».
Chiara distinzione tra pubblicità e programmi
Ai sensi della proposta di direttiva, le
comunicazioni commerciali devono essere chiaramente identificabili come tali e,
aggiungono i deputati, «distinguibili dal contenuto editoriale». Fermo restando
l'uso di nuove tecniche pubblicitarie, è anche precisato, la pubblicità
televisiva, le televendite e le telepromozioni «devono essere nettamente
distinte dal resto della programmazione con mezzi ottici e/o acustici e/o
spaziali. Dette comunicazioni, inoltre, «devono rispettare l'integrità e le
interruzioni naturali del programma durante il quale sono trasmesse».
E' anche precisato che sono proibite le
comunicazioni commerciali «occulte» e quelle che ricorrono a «tecniche
subliminali». A quest'ultimo proposito, i deputati precisano che «il volume
sonoro della pubblicità, nonché dei programmi o delle sequenze che la precedono
e la seguono, non deve superare il volume medio di altri parti del programma».
Tale obbligo, è anche precisato, implica sia la responsabilità dei pubblicitari
sia quella delle emittenti, «che devono assicurarsi che i pubblicitari lo
rispettino allorché forniscono i loro messaggi».
Spot ogni 30 minuti e massimo 20% di pubblicità all'ora
Accogliendo un emendamento avanzato da PPE/DE e
ALDE/ADLE, il Parlamento chiede che la pubblicità e gli spot di televendita
possano essere inseriti solo «tra» i programmi ma, che a determinate
condizioni, possano anche essere inseriti «nel corso» di un programma «in modo
tale che non ne siano pregiudicati l'integrità - tenuto conto degli intervalli
naturali dello stesso - e i diritti degli aventi diritto». Più precisamente,
accogliendo un emendamento avanzato dall'ALDE/ADLE con un solo voto di scarto
(324 favorevoli, 323 contrari e 12 astenuti), il Parlamento propone che la
trasmissione di film realizzati per la televisione (eccettuate le serie
televisive, i programmi a puntate, i programmi di intrattenimento leggero e i
documentari), di opere cinematografiche, di programmi per bambini e di
notiziari possa essere interrotta da pubblicità e/o televendite «una volta ogni
segmento programmato di 30 minuti». La proposta della Commissione prevedeva la
possibilità di un'interruzione ogni 35 minuti, mentre gli orientamenti del
Consiglio prevedono pause pubblicitarie ogni 30 minuti. La commissione cultura
invece proponeva interruzioni ogni 30 minuti per i programmi di bambini e i
notiziari di una durata superiore alla mezz'ora e ogni 45 minuti per i film
televisivi, i film e le opere teatrali, i concerti e le opere liriche.
Come proposto dalla Commissione, il Parlamento
conferma che «in una data ora di orologio», il tempo di trasmissione dedicato
alle forme brevi di pubblicità, come gli spot pubblicitari, «non può superare
il 20%». Tale disposizione, statuisce però un emendamento proposto
dall'ALDE/ADLE e accolto dall'Aula, non si applica ai messaggi diffusi
dall'emittente che pubblicizza i propri programmi, alle televendite, ai
programmi sponsorizzati nonché, ove applicabile, agli inserimenti di prodotti.
Gli spot pubblicitari e di televendita isolati, inoltre, devono restare
un'eccezione, ad esclusione di quelli inseriti nei programmi sportivi.
Diversi emendamenti tesi a rendere meno frequenti e
meno lunghe le interruzioni pubblicitarie sono stati respinti dall'Aula. E' il
caso, ad esempio, della proposta della GUE/NGL di imporre un termine di 20
minuti tra ogni successiva interruzione all'interno di un programma con spot
pubblicitari o di telepromozioni o televendite. Non è stato nemmeno accolto un
emendamento avanzato dal PSE di includere le telepromozioni nel tetto del 20%
orario, di fissare al 20% del tempo di trasmissione quotidiana la proporzione
massima di trasmissione destinata agli spot di televendita e pubblicitari e
alle altre forme di pubblicità nonché di limitare al 15% del tempo di
trasmissione quotidiano la durata complessiva degli spot pubblicitari.
Product placement vietato in principio, ma possibile in film e fiction
I concetti di "inclusione di prodotti" e
di "inserimento di temi" sono precisati da un emendamento. Si tratta
di un «intervento di un'impresa o di un organismo qualsiasi nella sceneggiatura
di un film o di una fiction al fine di promuovere un prodotto, un servizio o
una marca». I deputati, in proposito, pongono il principio di vietare queste
pratiche, in particolare nei notiziari e nei programmi di attualità, nei
programmi per bambini, nei documentari e nei programmi di consulenza. In deroga
a questo principio, tuttavia, prevedono che gli Stati membri possano autorizzare
espressamente l'inserimento di prodotti in opere cinematografiche, in film e in
serie per la televisione e in trasmissioni sportive. Oppure se si tratta di
"aiuti alla produzione", ossia qualora non siano effettuati
pagamenti, ma determinati beni o servizi siano forniti gratuitamente in vista
del loro inserimento in un programma. Non è invece stato accolto dal Parlamento
un emendamento presentato dalla GUE/NGL che intendeva vietare ai servizi media
audiovisivi per bambini l'inserimento di prodotti.
D'altra parte, il Parlamento propone che ai
programmi contenenti l'inserimento di prodotti venga imposto di rispettare una
serie di requisiti. Ad esempio, occorre che il loro contenuto e, nel caso della
radiodiffusione televisiva, la loro programmazione, non siano in alcun caso
influenzati in modo tale da compromettere la responsabilità e l'indipendenza
editoriali del fornitore dei servizi di media. I programmi, inoltre, non devono
invitare direttamente all'acquisto, al noleggio o alla locazione di beni o
servizi, in particolare facendo specifici riferimenti promozionali a tali beni
o servizi e non debbono mettere «indebitamente in evidenza» il prodotto in
questione.
E' poi necessario che i telespettatori siano
chiaramente informati dell'inserimento di prodotti e, a tal fine, tali
programmi devono poter essere «opportunamente identificati» all'inizio e alla
fine del programma e con un segnale almeno ogni 20 minuti nel corso del
programma. In ogni caso, i programmi non possono contenere inserimento di
prodotti o aiuti alla produzione per tabacco o sigarette oppure di prodotti che
provengono da imprese la cui attività principale è la produzione o la vendita
di sigarette o altri prodotti del tabacco. E neppure di medicinali specifici o
cure mediche disponibili esclusivamente su prescrizione medica.
Sì allo sponsoring, ma a determinate condizioni
La proposta di direttiva prevede anche che i
servizi di media audiovisivi o i programmi sponsorizzati debbano rispettare una
serie di prescrizioni. Più precisamente, secondo la formulazione proposta dai
deputati, il contenuto dei servizi e, nel caso della radiodiffusione
televisiva, la programmazione, non devono in alcun caso essere influenzati in
modo da compromettere la responsabilità e l'indipendenza editoriale del
fornitore di servizi di media. Inoltre, i telespettatori devono essere
chiaramente informati dell'esistenza di un accordo di sponsorizzazione.
Pertanto, i programmi sponsorizzati devono essere chiaramente identificati come
tali attraverso l'indicazione del nome, del logo e/o di qualsiasi altro simbolo
dello sponsor, ad esempio un riferimento ai suoi prodotti o servizi o un
adeguato segno distintivo, all'inizio, durante e/o alla fine dei programmi.
D'altra parte è sancito il divieto di sponsorizzare
servizi o programmi da parte di imprese la cui attività principale è la
produzione o la vendita di tabacco o altri prodotti a base di tabacco. Inoltre,
se è consentita la promozione del nome o dell'immagine di un impresa che
produce e vende farmaci o cure mediche, è vietata quella relativa a medicinali
specifici o cure mediche che si possono ottenere solamente previa prescrizione
medica. Infine, notiziari e programmi di attualità non possono essere
sponsorizzati.
Una televisione responsabile che tutela minori e disabili. No a violenza e
pornografia.
In forza a un emendamento, gli Stati membri
dovranno adottare le misure atte a garantire che le trasmissioni dei fornitori
di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione «non contengano alcun
programma che possa nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale
dei minorenni», in particolare programmi che contengano scene pornografiche o
di violenza gratuita. Dovranno altresì assicurare che non sia trasmessa in
alcun caso della pedopornografia, «pena sanzioni di tipo amministrativo e
penale».
I deputati, inoltre, invitano la Commissione e gli
Stati membri a incoraggiare le parti interessate dell'industria dei media e
promuovere, quale ulteriore misura di tutela dei minori, un sistema comunitario
di identificazione, valutazione e filtraggio di contenuti. A loro parere
occorre anche promuovere misure per dare ai genitori e alle badanti migliori
possibilità di controllo sui programmi che contengono violenza gratuita e
pornografia. A tale fine, propongono i deputati, occorrerebbe riflettere sulla
fattibilità tecnica e giuridica di una segnaletica armonizzata dei contenuti.
Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero promuovere la
produzione e la programmazione di programmi idonei ai minori e atti a
migliorare le loro conoscenze sui mezzi di comunicazione. D'altra parte, con un
emendamento, i deputati chiedono agli Stati membri di adottare misure atte a
garantire che i servizi di media audiovisivi «diventino gradualmente
accessibili per le persone con disabilità visiva e auditiva».
Mercato unico dell'audiovisivo e promozione delle opere europee
In forza al principio del paese d'origine, nel
quadro del mercato comune, tutte le trasmissioni aventi la loro origine nella
Comunità e che devono essere captate nella medesima, in particolare quelle
destinate ad un altro Stato membro, devono rispettare le normative che lo Stato
membro d'origine applica alle trasmissioni per il pubblico nel suo territorio.
Gli Stati membri devono quindi assicurare la libertà di ricezione e non ostacolare la ritrasmissione sul
proprio territorio di trasmissioni televisive provenienti da altri Stati membri
per ragioni attinenti ai settori coordinati dalla direttiva.
Ma sono previste delle deroghe eccezionali a questo
principio nel rispetto di precise condizioni e, al riguardo, è anche definita
una procedura per comporre le controversie che prevede anche una sorta di
"legittimazione" da parte della Commissione delle misure prese dagli
Stati membri. Questi ultimi d'altra parte, conservano la facoltà di richiedere
ai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione di rispettare
norme più particolareggiate o più rigorose nei settori disciplinati dalla
direttiva e, aggiungono i deputati, «purché tali norme non siano in contrasto
con i principi generali del diritto dell'UE».
Inoltre, «in virtù del principio del libero accesso
all'informazione» sancito dalla Carta dei diritti fondamentali, e fatti salvi
gli accordi contrattuali esistenti tra gli organismi di radiodiffusione,
ciascuno Stato membro dovrà provvedere a che, ai fini della realizzazione di
brevi estratti dell'attualità, compresi gli estratti destinati a trasmissioni
transfrontaliere, le emittenti stabilite in altri Stati membri non siano
private dell'accesso, a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, ad
avvenimenti di grande interesse pubblico trasmessi da un'emittente soggetta
alla loro giurisdizione. L'emittente che concede l'accesso, è peraltro
precisato dai deputati, «ha diritto a un adeguato compenso per i costi tecnici
sostenuti». Mentre le emittenti possono scegliere liberamente brevi estratti
dell'attualità a partire dal segnale dell'emittente di trasmissione, ma hanno
l'obbligo di indicare almeno la fonte. Tali estratti, puntualizza un
emendamento, «sono utilizzati esclusivamente per i notiziari di carattere
generale».
Gli Stati membri, inoltre, devono assicurare che i
fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione promuovano, ove
possibile e con i mezzi adeguati e tenendo debito conto dei diversi strumenti
di fornitura, «lo sviluppo e la
produzione di opere europee e l'accesso alle stesse». Per quanto riguarda i
servizi di media audiovisivi non lineari, è puntualizzato da un emendamento, il
sostegno e la promozione potrebbero assumere la forma di un numero minimo di
opere europee proporzionale alla resa economica, oppure di una quota minima di
opere europee e di opere europee create da produttori indipendenti dalle
emittenti nei cataloghi di "video su richiesta", o ancora di una
presentazione attraente delle opere europee e di opere create da tali
produttori indipendenti nelle guide elettroniche ai programmi.
Pluralismo dei media e posizioni dominanti
Un emendamento afferma che per promuovere
un'industria audiovisiva europea forte, competitiva e integrata e potenziare il
pluralismo dei media in tutta l'Unione europea, permane essenziale che solo uno
Stato membro abbia la competenza giurisdizionale su un fornitore di servizi di
media audiovisivi e che il pluralismo dell'informazione sia un principio
fondamentale dell'Unione europea. I deputati ritengono pertanto essenziale che
«gli Stati membri impediscano l'emergere di posizioni dominanti che comportino
limitazioni del pluralismo e della libertà dell'informazione nei media nonché
dell'informazione in genere, ad esempio adottando misure per garantire un
accesso non discriminatorio alle offerte di servizi di media audiovisivi nel
pubblico interesse (tra l'altro, attraverso obblighi di ridiffusione)».
ISTITUZIONI
CONFERMA DEI NUOVI COMMISSARI BULGARO E RUMENO
- Docc. B6-0644, 0645/2006 - Proposta
di decisione - Nomina dei commissari bulgaro e rumeno
Procedura: Proposta di
decisione
- Doc. A6-0442/2006 - Relazione sulla
proposta nomina di Nadezhda Sandolova a membro della Corte dei conti
- Doc. A6-0443/2006 - Relazione su
sulla proposta nomina di Ovidiu Ispir a membro della Corte dei conti
Procedura: Consultazione legislativa - Votazione:
12.12.2006
L'Aula ha approvato a larghissima maggioranza la nomina di Meglena Kuneva e Leonard Orban come membri
della Commissione a partire dal 1° gennaio 2007. La prima, di nazionalità
bulgara, sarà responsabile della protezione dei consumatori, mentre il nuovo
commissario rumeno avrà il portafoglio del multilinguismo. Il Consiglio potrà
adesso procedere alla nomina formale dei commissari. E' anche stata approvata
la nomina dei membri bulgaro e rumeno della Corte dei conti.
Nomina dei nuovi commissari
La nomina di Meglena
Kuneva è stata approvata con 583 voti favorevoli, 21 contrari e 28
astensioni. Quella di Leonard Orban con
595 voti favorevoli, 16 contrari e 29 astensioni.
Nomina dei membri della Corte dei conti
Con 356 voti favorevoli, 229 contrari e 51
astensioni, il Parlamento ha dato parere favorevole alla nomina del membro
rumeno della Corte, Ovidiu Ispir.
Il membro bulgaro, Nadezhda Sandalova, ha invece ottenuto 561 voti
favorevoli, 32 contrari e 38 astensioni.
BILANCIO
Doc. A6-0451/2006
Relazione sul progetto generale 2007, modificato dal Consiglio (tutte le
sezioni)
Procedura: Bilancio - Dibattito: 12.12.2006 - Votazione:
13.12.2006
Il Parlamento europeo ha approvato in seconda lettura il bilancio per il
2007 che è stato firmato oggi dal Presidente Borrell, dalla Commissione europea
e dalla Presidenza finlandese dell'Unione europea. I crediti d'impegno per
l'anno prossimo ammonteranno a 126,5 miliardi di euro e quelli di pagamento a
115,5 miliardi, pari allo 0,99% del reddito nazionale lordo dell'UE. Il
bilancio 2007, il primo dell'UE con 27 Stati membri, è superiore del 3,2%
rispetto quello dell'anno precedente.
Nel corso dell'esame di tale bilancio, sia il
paventato taglio del personale della Commissione sia le spese per la politica
estera e di sicurezza comune (PESC) sono stati al centro delle discussioni.
Alla fine, il Parlamento si è opposto alla proposta di soppressione di posti
nell'amministrazione formulata dalla Presidenza finlandese ed è riuscito ad
avere l'impegno del Consiglio a fornirgli in tempo utile tutte le informazioni
utili sulle azioni che riguardano la PESC. A riprova della compattezza creatisi
in seno ai gruppi politici, tutta la Sezione III che riguarda il bilancio
gestito dalla Commissione è stata votata in blocco.
Nel corso del dibattito svoltosi in Aula, il
relatore aveva dichiarato che «nell'ambito del principio "value for
money", una serie di elementi innovatori sono stati inseriti nella
procedura standard di bilancio per migliorare la redditività delle spese
dell'Unione europea, assicurando così una migliore efficacia per i suoi
cittadini. Il nostro compito, adesso, consiste nel rafforzare tale approccio,
mettendo in atto un meccanismo di valutazione annua delle prestazioni dei
programmi specifici». Il relatore si è quindi rallegrato della convergenza con
la Commissione, che ha portato ad una dichiarazione comune che sottolinea la
necessità di integrare tale principio nella procedura annuale di bilancio.
POLITICA DELL'OCCUPAZIONE
FONDO DI ADEGUAMENTO
ALLA GLOBALIZZAZIONE DI PIÙ AMPIA PORTATA
Doc. A6-0385/2006
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione
Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito:
12.12.2006
Il Parlamento ha approvato l'istituzione del Fondo europeo di adeguamento
alla globalizzazione. Tale Fondo potrà utilizzare fino a 500 milioni di euro
l'anno per aiutare i lavoratori licenziati a seguito dei mutamenti intervenuti
nella struttura del commercio mondiale che portano a un notevole aumento delle
importazioni o a delocalizzazioni industriali.
Negoziati informali con il Consiglio hanno portato
alla definizione di un compromesso in merito alla proposta di regolamento sul
Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Il compromesso accoglie gran
parte dei suggerimenti avanzati dai deputati con la relazione adottata a
ottobre dalla commissione per l'occupazione e gli affari sociali. La Plenaria,
sottoscrivendo l'accordo, permette che il regolamento entri in vigore già il 1°
gennaio 2007.
La relazione sottolinea che, nonostante gli effetti
positivi sulla crescita e l'occupazione, la globalizzazione può anche
comportare conseguenze negative per i lavoratori più vulnerabili e meno
qualificati in determinati settori. Per i deputati, l'assistenza fornita dal
Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), dovrebbe offrire
solidarietà e sostegno a singoli lavoratori licenziati a seguito di cambiamenti
strutturali del commercio mondiale. Il FEG, è infatti precisato, non deve
finanziare la ristrutturazione di imprese o settori né misure passive di
protezione sociale.
Il contributo finanziario di solidarietà europea
dev'essere invece destinato a sovvenzionare misure attive per il mercato del
lavoro che possano far parte di un insieme coordinato di servizi personalizzati
miranti a reinserire nel mercato del lavoro i lavoratori licenziati. Ad
esempio, l’assistenza nella ricerca di un impiego, l’orientamento
professionale, la formazione e la riqualificazione su misura, la certificazione
dell'esperienza acquisita, l’assistenza per la ricollocazione professionale e
la promozione dell’imprenditorialità. Il Fondo avrà ugualmente l'obiettivo di
stimolare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nell'Unione europea.
DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÀ
FONDATO L'ISTITUTO EUROPEO PER L'UGUAGLIANZA DI
GENERE
Doc. A6-0455/2006
Relatrice AMALIA SARTORI (PPE/DE,
IT)
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce un Istituto europeo per l'uguaglianza di genere
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
12.12.2006 - Votazione: 13.12.2006
Il Parlamento ha posato la prima pietra dell'Istituto per l'uguaglianza di
genere che, con sede a Vilinius, sarà operativo già dal 2007. I deputati hanno
infatti sottoscritto l'accordo informale negoziato con il Consiglio, spianando
la strada all'adozione del regolamento costitutivo. L'Istituto offrirà sostegno
tecnico alle Istituzioni UE e ai governi, in particolare per la raccolta e
l'analisi di dati e informazioni comparabili e sensibilizzerà i cittadini in
materia di uguaglianza di genere.
Il Parlamento, approvando la relazione di AMALIA SARTORI (PPE/DE, IT) e Lissy GRÖNER (PSE, DE) sul regolamento che
porta alla creazione dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, ha
fatto proprio il compromesso negoziato con il Consiglio e, pertanto, l'Istituto
potrà iniziare la sua attività al più presto, nel corso del 2007, come
auspicato da tutte le istituzioni europee. La sua sede, come deciso il 1°
dicembre dal Consiglio, sarà Vilnius, in Lituania. L'Istituto potrà contare nel
2007 su uno staff di 15 persone che, però, salirà a 30 nel 2013, nonché su una
dotazione finanziaria di circa 52,5 milioni di euro per il periodo 2007-2013.
Gli obiettivi generali dell'Istituto sono sostenere e
rafforzare la promozione dell'uguaglianza di genere, compresa l'integrazione di
genere in tutte le politiche comunitarie e le politiche nazionali che ne
derivano, nonché la lotta contro le discriminazioni fondate sul sesso, e
sensibilizzare i cittadini dell'UE in materia di uguaglianza di genere,
fornendo assistenza tecnica alle istituzioni della Comunità, in particolare la
Commissione, e alle autorità degli Stati membri.
Per conseguire tali obiettivi, l'Istituto
raccoglierà, analizzerà e diffonderà informazioni obiettive, comparabili e
attendibili, pertinenti all'uguaglianza di genere e suggerirà ulteriori settori
di ricerca. Inoltre, appresterà metodi per migliorare l'obiettività, la comparabilità
e l'attendibilità dei dati a livello europeo, definendo criteri atti a
migliorare la coerenza delle informazioni e a tenere conto delle questioni di
genere nella raccolta dei dati. Ma dovrà anche apprestare, analizzare e
diffondere strumenti metodologici a sostegno dell'integrazione dell'uguaglianza
di genere in tutte le politiche della Comunità e nelle politiche nazionali che
ne derivano. Potrà poi condurre indagini sulla situazione dell'uguaglianza di
genere in Europa e organizzare conferenze, campagne e riunioni a livello
europeo per sensibilizzare i cittadini dell'UE in materia di uguaglianza di
genere.
Il Parlamento europeo aveva adottato in prima
lettura 52 emendamenti, di cui solo 35 sono stati inglobati nella posizione
comune del Consiglio. Le principali divergenze sono state appianate nel corso
di negoziati serrati che hanno portato a un compromesso riguardo alla
composizione del consiglio di amministrazione, all'istituzione di un forum di
esperti e alla nomina del Direttore.
In merito alla composizione del consiglio di amministrazione, in prima
lettura il Parlamento aveva optato per un collegio ristretto composto da 13
membri, mentre il Consiglio aveva preferito un collegio composto di un
rappresentante per Stato membro, tre rappresentanti della Commissione e tre
rappresentanti delle parti sociali, assistito da un ufficio di presidenza di
sei membri. Il compromesso prevede un collegio di medie dimensioni con 18
membri nominati dal Consiglio (in base a un sistema di rotazione) e un
rappresentante della Commissione, nonché la soppressione dell'Ufficio di
presidenza.
La posizione comune non prevedeva la creazione di un forum consultivo composto di esperti
nel campo dell'uguaglianza di genere, peraltro voluto dalla Commissione e dal
Parlamento. Il Consiglio ha quindi riesaminato la sua posizione e ha accettato
di sostituire l'ufficio di presidenza con un forum di esperti composto di un
rappresentante per Stato membro più due rappresentanti nominati dal Parlamento
e tre rappresentanti delle parti sociali. Compito principale del forum sarà di
assistere il Direttore nella pianificazione delle attività dell'Istituto.
Nel suo parere di prima lettura il Parlamento aveva
chiesto di essere associato alla nomina
del Direttore nel quadro di una procedura aperta e trasparente. La
posizione comune non ha tenuto conto di questa richiesta, lasciando il compito
della nomina al Consiglio di amministrazione e alla Commissione. Il compromesso
raggiunto prevede la definizione di una procedura aperta e trasparente, come
pure l'obbligo per il candidato selezionato di comparite dinanzi alla(e)
commissione(i) competente(i) del Parlamento per rispondere alle domande dei
suoi membri.
Data l'importanza del
tema e la qualità della relazione, si riporta l'intervento di presentazione
della stessa pronunciato dalla relatrice
AMALIA SARTORI (PPE/DE-I):

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, a
nome del mio gruppo, desidero esprimere un ringraziamento alla collega Gröner
per il lavoro che abbiamo svolto insieme.
Abbiamo fortemente voluto che questo istituto
nascesse con i nomi dei rappresentanti dei due maggiori partiti presenti
all'interno del Parlamento europeo, proprio perché godesse anche di questa
forza e di questo sostegno. Devo riconoscere che durante tutto il lavoro svolto,
anche se il dibattito è stato a volte importante, alla fine si è arrivati
sempre ad un voto pressoché unanime all'interno della commissione per i diritti
delle donne. Ritengo che anche questo percorso debba essere ricordato.
Da ultimo, anche in prima lettura - pur con le
riserve che spesso troviamo persino in Aula quando trattiamo questa questione,
comunque irrisolta anche a livello europeo, che vede le donne, al di là di
leggi garantiste, non ancora capaci di beneficiare sul serio di uguali
opportunità e possibilità di presenza in tutti i livelli decisionali - abbiamo
ottenuto un voto favorevole che domani, ne sono convinta, verrà ripetuto in
quest'Aula.
Desidero aggiungere solo alcune considerazioni a
quanto detto dalla mia collega: innanzitutto credo che non succeda molto spesso
che una decisione riesca ad interpretare così bene gli indirizzi degli studi
preparatori, come è avvenuto in questo caso.
Dopo l'Agenda di politica sociale agli inizi del
2000 era stato deciso di affrontare lo studio per la nascita di questo
istituto, e sia il Parlamento sia la Commissione hanno commissionato a dei management di area uno studio di
approfondimento. Oso dire che il risultato del nostro lavoro, e quello che
domani l'Aula voterà, rappresenta fino in fondo le indicazioni contenute in
questi due studi e cioè di creare un istituto piccolo, flessibile,
indipendente, costruito a rete, capace di analizzare i dati e le ragioni del
fenomeno discriminatorio ancora presente, di studiare le buone prassi, di
trovare e di rendere note le soluzioni normative e legislative innovative nel
campo dei diritti delle donne e delle pari opportunità.
Al di là del discorso relativo alla sede - sul
quale in fondo noi non siamo entrati a livello di commissione, e che vede oggi
la scelta di Vilnius, in Lituania, e che, spero, al di là della lontananza,
riesca a darci un buon risultato grazie ai prodigi della scienza e della
tecnica - vorrei esprimere la mia soddisfazione per il fatto che questo
istituto partirà da subito e che già nel 2007 comincerà a lavorare.
Grazie al lavoro di questo istituto si potranno
compiere ulteriori passi in avanti, che serviranno sia alla comunità di tutta
l'Europa, sia a quanti fuori dall'Europa guardano a noi come un elemento di
insegnamento e di guida in questo specifico settore."
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
GIOVENTÙ
-
Doc.
A6-0433/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura sulla posizione comune del Consiglio
in vista dell'adozione di una raccomandazione del Parlamento europeo e del
Consiglio relativa alla tutela dei minori e della dignità umana e al diritto di
rettifica relativamente alla competitività dell'industria europea dei servizi
audiovisivi e d'informazione in linea
Il Parlamento raccomanda il lancio di campagne di
sensibilizzazione e di formazione sui possibili rischi di Internet e chiede la
promozione di iniziative volte ad agevolare l'accesso alla Rete, evitando nel
contempo i contenuti nocivi, in particolare attraverso il ricorso a sistemi di
filtraggio. Sostiene anche l'istituzione di un nome di dominio di secondo
livello generico - come .KID.eu - «riservato ai siti controllati in permanenza
che si impegnino a rispettare i minori e i loro diritti».
TRASPORTI
-
Doc.
A6-0414/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio
in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
concernente la patente di guida
Il Parlamento ha adottato la direttiva che istituisce un
modello unico europeo di patente di guida che, sostituendo gli oltre 110 modelli
esistenti, avrà la forma di una carta di credito e potrà essere dotata di un
microchip. Pur lasciando un certo margine di manovra, fissa dei limiti d'età
per l'abilitazione alla guida dei diversi veicoli e prevede misure per
contrastare il "turismo delle patenti". Si applicherà sei anni dopo
l'entrata in vigore, ma talune disposizioni dopo solo due anni.
-
Doc.
A6-0301/2006 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio relativo all'omologazione degli autoveicoli riguardo alle emissioni e
all'ottenimento di informazioni sulla riparazione del veicolo e che modifica la
direttiva 72/306/CEE e la direttiva .../.../
Confermando l'accordo raggiunto con il Consiglio, il
Parlamento ha approvato il regolamento che definisce norme armonizzate sulla
costruzione degli autoveicoli al fine di garantire il funzionamento del mercato
interno e fornire, al tempo stesso, elevati livelli di protezione dell’ambiente
riguardo alle emissioni nell’atmosfera. Il nuovo standard Euro 5, che taglia ulteriormente
le emissioni, si applicherà dal settembre 2009 ma, come richiesto dai deputati,
è già previsto l'Euro 6 dal 2014.
ALLARGAMENTO
-
Doc. A6-0436/2006 - Relazione sulla comunicazione della
Commissione concernente la strategia di allargamento e le sfide principali per
il periodo 2006-2007
-
Doc.
A6-0393/2006 - Relazione sugli aspetti istituzionali della capacità dell'Unione europea di
integrare nuovi Stati membri
Il Parlamento ha adottato due relazioni che chiedono di procedere, prima
delle prossime elezioni europee, alle necessarie riforme istituzionali per
migliorare il sistema e la capacità d'integrare nuovi Stati membri all'UE. I
deputati desiderano inoltre che al Parlamento sia conferito il diritto di
pronunciarsi sull'opportunità o meno di avviare i negoziati d'adesione. Sono
anche affrontate le questioni legate all'adesione di Turchia, Croazia e dei
paesi dei Balcani occidentali.
DIRITTI UMANI
-
Consegna del Premio Sacharov 2006
Nel corso di una cerimonia solenne, il Presidente del
Parlamento ha consegnato il Premio Sacharov per la libertà di pensiero a
Alexander Milinkevich, leader dell'opposizione bielorussa. Nel suo discorso,
Milinkevich ha sottolineato l'oppressione che subisce il suo popolo ed ha
ringraziato l'Unione europea per il suo sostegno. Fiducioso nel ritorno della
democrazia nel suo Paese, ha anche chiaramente affermato la prospettiva europea
della Bielorussia.
RELAZIONI ESTERNE
-
Docc.
B6-0631, 0633, 0636, 0638, 0639, 0641/2006 - Risoluzione comune sul Vertice UE-Russia del 24 novembre
2006 a Helsinki
Il Parlamento vede con favore l'avvio di negoziati con la
Russia per la definizione di un nuovo accordo di cooperazione ma chiede che il
rispetto dei diritti umani non sia relegato in secondo piano. I deputati,
inoltre, ritengono che ogni assistenza finanziaria concessa alla Russia sia
legata allo sviluppo di standard democratici nel paese. E' anche sollecitata
una maggiore cooperazione in materia energetica e sulle tematiche di rilievo
internazionale, come la sicurezza e la lotta al terrorismo.
-
Doc.
A6-0389/2006 - Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio che istituisce il
programma specifico “Prevenzione e lotta contro la criminalità” per il periodo
2007-2013 - Programma generale
“Sicurezza e tutela delle libertà”
-
Doc.
A6-0390/2006 - Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio che istituisce il
programma specifico “Prevenzione, preparazione e gestione delle conseguenze in
materia di terrorismo”, per il periodo 2007-2013 - Programma generale
“Sicurezza e tutela delle libertà”
Il Parlamento si è pronunciato in merito ai programmi specifici sulla lotta
al terrorismo e alla criminalità organizzata. I deputati chiedono maggiore
trasparenza, pubblicità e valutazione dei finanziamenti concessi e dei progetti
sostenuti, nonché la riduzione degli oneri burocratici gravanti sui proponenti.
Suggeriscono anche un elenco delle infrastrutture da proteggere da atti
terroristici e la promozione di iniziative da parte della società civile per
contrastare la criminalità.
ENERGIA
- Doc. A6-0426/2006 - Relazione su una Strategia europea per un'energia
sostenibile, competitiva e sicura - Libro Verde
-
Doc.
A6-0347/2006 - Relazione sulla strategia
per la biomassa ed i biocarburanti
Il Parlamento chiede di ridurre l'uso del petrolio, sviluppare il mercato
interno dell'energia, garantire gli approvvigionamenti con una rete efficiente
e perseguire gli Stati che proteggono indebitamente i grandi ex-monopolisti.
Occorrono anche più incentivi in ambito PAC e misure fiscali a favore di fonti
"verdi", ma lo sviluppo dell'uso dei biocarburanti e delle biomasse
non deve mettere a repentaglio la produzione alimentare e gli
approvvigionamenti in legno dell'industria.
CONSUMATORI
-
Doc.
A6-0408/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce un programma d'azione comunitaria in materia di
politica dei consumatori (2007-2013)
Il Parlamento ha approvato un nuovo programma d'azione
comunitaria volto a migliorare la tutela della salute e della sicurezza dei
consumatori nonché ad aumentare la difesa dei loro interessi economici e
giuridici. Il programma - che integra, appoggia e controlla le politiche degli
Stati membri - vuole inoltre contribuire alla promozione del diritto dei
consumatori all’informazione, all’educazione e ad organizzarsi per
salvaguardare i loro interessi.
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
BRUXELLES - SESSIONE STRAORDINARIA 18 DICEMBRE 2006
CONSIGLIO EUROPEO
RISULTATI DEL VERTICE
EUROPEO E
BILANCIO
DELLA PRESIDENZA FINLANDESE
- Relazione del Consiglio
europeo e dichiarazione della Commissione - Riunione del Consiglio europeo del
14 e 15 dicembre 2006
- Dichiarazione della Presidenza
in carica del Consiglio - Semestre di attività della Presidenza finlandese
Dibattito: 18.12.2006
Si è tenuto in Aula un ampio dibattito sugli esiti del Vertice dei Capi di
Stato e di governo, l'ultimo sotto Presidenza finlandese, tracciando anche un
bilancio delle attività UE negli ultimi sei mesi. Allargamento, immigrazione,
politica energetica, relazioni con la Russia e Trattato Costituzionale, sono
stati i principali temi trattati. Molti deputati hanno salutato i successi
ottenuti con gli accordi sulla direttiva servizi, sul regolamento REACH e sul
settimo programma quadro di ricerca.
Dichiarazione del Consiglio
Matti Vanhanen
ha anzitutto voluto ringraziare il Presidente Borrell e il Parlamento per
l'eccellente collaborazione e il lavoro svolto, sottolineando in particolare i
successi ottenuti con REACH, la direttiva servizi e il Settimo programma quadro
di ricerca. In proposito ha evidenziato come il Parlamento sia diventato un
forum in cui è possibile trovare soluzioni a situazioni complesse, assumendo
così un ruolo fondamentale nella politica europea.
In merito ai risultati del Vertice, il Primo
Ministro ha evidenziato che l'UE deve rimanere aperta a nuovi membri, restando
però vigile sul rispetto dei criteri di adesione e si è detto lieto che i Capi
di Stato e di governo non abbiano affrontato il tema dei confini dell'UE, in
quanto questi sono determinati solo dai suoi valori. Si è quindi rammaricato
che non è stato possibile trovare una soluzione al problema apertosi con la
Turchia, ma ha riaffermato che il futuro di tale Paese è nell'Unione europea.
Riguardo al Trattato Costituzionale, il Primo
Ministro ha sottolineato che «l'atmosfera è cambiata» e molti iniziano a
riconoscerne i meriti. Ha quindi posto in luce il dilemma riguardo al fatto
che, da un lato, non è possibile ripresentare lo stesso testo agli Stati membri
che l'hanno respinto ma, dall'altro, non è nemmeno possibile ricominciare tutto
daccapo dopo che si era trovato un equilibrio condiviso, soprattutto sulle
questioni istituzionali. Si è anche detto contrario a «spezzettare» il
Trattato, ricordando che 16 Stati membri - che con Bulgaria e Romania
diventeranno 18 - l'hanno già ratificato.
Il Primo Ministro si è poi rammaricato che non sia
stato possibile trovare un accordo per ricorrere alla "clausola
passerella" nelle materie che sono ancora sottoposte alla regola
dell'unanimità nel campo della Giustizia e degli affari interni. Tale regola,
ancora cara a taluni Stati membri e definita «irragionevole» dal Primo
Ministro, impedisce i progressi in tale politica, mentre il ricorso alla
maggioranza qualificata potrebbe contribuire a migliorare il processo
decisionale e rispondere alle aspettative dei cittadini.
Sull'immigrazione, il Primo Ministro ha rimarcato
che non si tratta solo di un problema legato al controllo delle frontiere, ma
va delineata una politica ampia che tenga anche conto della situazione
esistente nei paesi d'origine e di transito.
D'altra parte, ha sottolineato l'importanza dell'innovazione per
sostenere la crescita economica ed ha posto in luce che il Vertice ha indicato
il cammino verso una politica energetica comune che sia anche attiva nella
lotta al cambiamento climatico.
Il Primo Ministro ha poi voluto mettere in luce
l'importanza di un'Europa che parla con una sola voce nel mondo e, in
proposito, ha ricordato quanto accaduto in merito al Libano e alla Russia.
Quest'ultima, d'altra parte, è stata definita un partner strategico dell'UE con
il quale occorre migliorare le relazioni. Ma ha anche sottolineato il messaggio
chiaro trasmesso durante il Vertice di Lahti al Presidente Putin in merito alle
preoccupazioni europee sul rispetto dei diritti umani in Russia.
Ha quindi evidenziato la necessità di raggiungere
un forte accordo che ponga le basi per una cooperazione in campo economico e
energetico e che scongiuri la negoziazione di singoli accordi bilaterali con i
diversi Stati membri dell'UE.
Dichiarazione della Commissione
JOSÉ MANUEL BARROSO
ha anzitutto evidenziato come il Vertice abbia dimostrato che l'Europa può fare
progressi. Le questioni trattate, ha aggiunto, richiedono azioni ambiziose e
coerenti di lungo periodo. Sottolineando poi il crescente ruolo del Parlamento,
ha rilevato l'importanza del consenso tra le istituzioni UE per realizzare
progressi che producano situazioni vincenti per tutti, come nel caso della
direttiva Servizi, REACH, del 7PQ e dell'allargamento. Per poter funzionare con
successo, tuttavia, l'Europa bisogno di cambiamenti strutturali.
Il Presidente della Commissione ha quindi messo in
luce l'esigenza di giungere «a un rinnovato consenso» sull'ampliamento, sulla
base di una strategia comune che veda un'Europa "aperta" ma con
capacità d'integrazione, tenendo conto del consenso dell'opinione pubblica e
delle aspirazioni dei paesi candidati. Ha poi evidenziato la necessità di
rendere l'Europa capace di reagire ai problemi che si pongono a livello
internazionale e, in proposito, ha criticato il fatto che taluni Stati membri -
nell'ambito della Giustizia e degli affari interni - continuano ad opporsi al
ricorso alla "clausola passerella" che permetterebbe di affrontare
meglio la lotta al terrorismo.
Ha poi rilevato l'importanza di una politica che
promuova l'innovazione e ha espresso l'auspicio che l'Istituto europeo di
Tecnologia possa iniziare al lavorare nel 2008. Sottolineando quindi i successi
ottenuti dall'UE con l'approvazione del 7PQ, del Fondo sulla globalizzazione e
della Politica di coesione, ha affermato che resta ancora molto da fare.
Ha quindi insistito sulla necessità di un'azione
forte a favore dell'energia e dei cambiamenti climatici, nonché di giungere ad
una migliore coerenza e determinazione in politica estera. Il Presidente ha
quindi concluso, accennando al Trattato costituzionale e alla necessità delle
riforme: «l'Europa del futuro non può essere costruita con gli strumenti del
passato». Si è quindi detto certo che l'Unione farà notevoli progressi nel 2007
ma «tutti dobbiamo essere all'altezza».
HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito
ringraziando la Presidenza per l'impegno profuso nel corso del semestre e
per i successi ottenuti, in particolare con l'adozione della direttiva servizi,
REACH e il 7PQ. Ha poi aggiunto che il Parlamento dovrebbe essere orgoglioso
poiché ha assunto un ruolo sempre più importante. In merito alla Russia, il
leader dei popolari ha affermato che è necessario un partenariato ma che non è
possibile barattare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico con i
diritti umani. Si è anche detto contrario ad accordi bilaterali. Ha poi
giudicato positivo il compromesso cui si è giunti riguardo alla Turchia,
precisando che il suo gruppo è favorevole al partenariato ma tale Paese deve
rispettare gli impegni.
Ha quindi salutato con favore lo strumento per la
promozione dei diritti umani che consentirà all'UE di agire in tutto il mondo,
anche finanziariamente, senza il consenso degli Stati in cui si intende
intervenire. In merito all'immigrazione, ha sottolineato la necessità di
impedire i drammi umani che si consumano alle frontiere dell'UE e, quindi, di
aiutare i paesi di provenienza per dare una prospettiva ai loro cittadini.
Sul Trattato costituzionale, invece, ha espresso
l'auspicio che il 25 marzo prossimo sia indicata la direzione verso cui andare.
Infine, nel ricordare che il 9 gennaio il suo gruppo eleggerà un nuovo
Presidente, il deputato ha voluto ringraziare, uno a uno, gli altri leader dei
gruppi politici, nonché il Presidente del Parlamento europeo. Ha quindi
concluso affermando che è la fiducia a permettere di realizzare il sogno di
un'Europa democratica che difende i suoi valori.
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - SESSIONE
15 - 18 GENNAIO 2007
ISTITUZIONI
POETTERING È IL NUOVO PRESIDENTE DEL PARLAMENTO
Elezione del Presidente del Parlamento europeo
16.1.2007
Con 450 voti sui 689 voti validi (715 i totali), il
popolare tedesco Hans-Gert Poettering è stato eletto, al primo turno, nuovo
Presidente del Parlamento per i prossimi due anni e mezzo. La sua elezione è
frutto di un accordo siglato a inizio legislatura tra i due principali gruppi
del Parlamento che prevedeva una staffetta tra un Presidente socialista e uno
popolare. La verde italiana, Monica Frassoni ha ottenuto 145 preferenze, Bonde
46 e Wurtz 48. Sono state 26 le schede nulle o bianche.
Preso posto al seggio della Presidenza,
HANS-GERT POETTERING ha
rivolto un sentito ringraziamento al decano d'età, Giovanni Berlinguer, per come ha condotto la
tornata di voto. Dopo aver ringraziato i colleghi per la grande fiducia
concessagli per un mandato difficile, ha quindi affermato che si adopererà con
tutte le sue forze per fare in modo che i cittadini capiscano l'impegno del
Parlamento a favore della democrazia. Un Parlamento, ha spiegato, che deve
essere forte, democratico e operativo nel mondo. La dignità dell'uomo, lo Stato
di diritto e la solidarietà dei popoli, ha aggiunto, guideranno la sua azione.
Ha poi sostenuto che «soltanto se si lavora assieme, i nostri popoli potranno
difendere i nostri diritti e i nostri interessi nel mondo».
Il neo presidente ha quindi informato
che è sua intenzione presentare il suo programma di lavoro in occasione della
sessione plenaria del 13 febbraio. Per quella occasione, ha spiegato, inviterà
tutti i Presidenti delle Istituzioni e gli ex Presidenti del Parlamento europeo
al fine di dimostrare che, al di là delle idee politiche, «tutti hanno la
comune volontà di costruire un'unione più stretta tra i popoli europei, nel
rispetto delle identità nazionali». Ha poi affermato che, con tutte le sue
forze, intende servire i cittadini europei, la democrazia europea e il
parlamentarismo. Infine, dopo aver ringraziato Josep Borrell, ha concluso
garantendo che sarà un Presidente «equo e obiettivo» e auspicato che il suo
lavoro sarà giudicato in base a questi stessi principi.
JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito
, dopo aver affermato che si tratta di un grande momento
per il suo gruppo politico, sottolineando che il Parlamento deve essere la voce
dei cittadini europei. L'Europa, ha poi aggiunto, «le è già grata per il suo
impegno politico e personale a favore della riunificazione del continente»,
mentre il Parlamento europeo e le altre Istituzioni hanno già beneficiato del
suo lavoro teso a rafforzare le loro competenze.
Intervento del Presidente della
Commissione
JOSÉ-MANUEL BARROSO
ha sottolineato le qualità personali e politiche del neo Presidente affermando
che esse sono «perfette» per l'incarico che va a ricoprire. Ponendo in luce la
sua integrità e visione politica, la sua affidabilità e la sua esperienza,
nonché il suo impegno nella difesa degli interessi dell'Unione europea, ha
voluto evidenziare che si tratta del primo Presidente dell'UE a 27 Stati
membri. Il Presidente ha quindi insistito sulla necessità, sempre più
pressante, che le istituzioni lavorino con uno spirito di partenariato, anche
perché nessuna di essa «può costruire il proprio prestigio contro un'altra». Ha
poi rivolto un invito a formare una «grandissima coalizione» di coloro che
difendono l'Europa e i suoi valori, al di là delle divergenze ideologiche.
Attribuzioni
del Presidente
Il Presidente dirige l'insieme dei
lavori del Parlamento e dei suoi organi. Dispone di tutti i poteri necessari
per presiedere alle deliberazioni del Parlamento e per assicurarne il buon
svolgimento. Il Presidente apre, sospende e toglie le sedute. Decide in merito
alla ricevibilità degli emendamenti nonché in merito alle interrogazioni al
Consiglio e alla Commissione e alla conformità delle relazioni con il
regolamento. Fa osservare il regolamento, mantiene l'ordine, concede la facoltà
di parlare, dichiara chiuse le discussioni, mette le questioni ai voti e
proclama i risultati delle votazioni. Trasmette alle commissioni le
comunicazioni che sono di loro competenza.
Nel caso di infrazioni all'ordine o di
turbativa dell'attività del Parlamento con modalità eccezionalmente gravi, il
Presidente, previa consultazione del deputato interessato, adotta con decisione
motivata la sanzione adeguata e la notifica all'interessato e ai presidenti
degli organi, commissioni e delegazioni ai quali appartiene, prima di
informarne la plenaria. Il Presidente dirige l'Ufficio di Presidenza (il
cosiddetto «bureau»), cui fanno parte anche i quattordici vicepresidenti e, con
funzioni consultive, i questori. Nelle deliberazioni dell'Ufficio di presidenza,
in caso di parità di voti, il voto del Presidente «è preponderante». Partecipa
inoltre alle riunioni della Conferenza dei presidenti, composta dai presidenti
dei gruppi politici costituitesi in seno al Parlamento.
Il Presidente, infine, rappresenta il
Parlamento nelle relazioni internazionali, nelle cerimonie e negli atti
amministrativi, giudiziari o finanziari. Più in particolare, prende la parola
davanti al Consiglio europeo prima dell'inizio delle sue riunioni, esprimendo
il parere del Parlamento sugli argomenti iscritti all'ordine del giorno. Il
Presidente, inoltre, firma il bilancio dell'UE e tutti gli atti adottati in
codecisione con il Consiglio dei Ministri.
ELETTI I 14 VICEPRESIDENTI: MAURO, COVILOVO E
MORGANTINI GLI ITALIANI
Elezione dei Vicepresidenti del Parlamento europeo
16.1.2007
Per acclamazione, il Parlamento ha eletto i nuovi 14 vicepresidenti del
Parlamento europeo, di cui quattro del PPE/DE, cinque del PSE, due
dell'ALDE/ADLE e uno ciascuno per UEN, Verdi/ALE e GUE/NGL. Oltre ai tre
vicepresidenti italiani, ve ne sono due britannici, due francesi, due polacchi,
due spagnoli, uno greco, uno portoghese e uno tedesco. Le donne sono
quattro.
Essendo il numero dei candidati pari a quello dei
posti da assegnare, l'Aula ha eletto per acclamazione i 14 vicepresidenti il
cui ordine di precedenza è stato determinato - da una votazione successiva cui
hanno partecipato 703 votanti - nel modo seguente:
Le schede bianche o nulle sono state 7, per cui i
voti validi erano 696.
Attribuzioni dei Vicepresidenti. I Vicepresidenti, in
caso di necessità, possono sostituire il Presidente, assieme al quale
compongono l'Ufficio di Presidenza (il «bureau») del Parlamento europeo. Il
Presidente, inoltre, può delegare ai vicepresidenti qualsiasi funzione, come
quella di rappresentare il Parlamento in relazione a cerimonie o atti
determinati. Il bureau affida a due
di essi il compito di curare le relazioni con i parlamenti nazionali. Tre
vicepresidenti, appartenenti ad almeno due gruppi politici diversi, sono
inoltre nominati dai gruppi politici come membri permanenti della delegazione
del Parlamento al Comitato di conciliazione, per un periodo di dodici mesi.
Attribuzioni dell'Ufficio di Presidenza. Il bureau è l'organo
di direzione regolamentare del Parlamento. In effetti spetta ad esso adottare
le decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo
concernenti i deputati, l'organizzazione interna del Parlamento, il suo
Segretariato e i suoi organi. Per quanto riguarda l'attività parlamentare, è
l'Ufficio di presidenza che disciplina le questioni relative allo svolgimento
delle sedute, al rimborso delle spese e al pagamento delle indennità dei deputati,
nonché le norme di comportamento, i diritti e i privilegi degli ex deputati.
L'Ufficio di presidenza può annullare, confermare o
ridurre la portata della sanzione inflitta a un deputato dal Presidente.
Inoltre, è suo compito fissare le direttive per i questori riguardo ai loro
compiti amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati. Il
bureau fissa poi le disposizioni relative alla concessione, all'esecuzione e al
controllo della segreteria e delle strutture amministrative, degli stanziamenti
e delle relative deleghe dei poteri di esecuzione del bilancio di cui
dispongono i gruppi politici.
Spetta al bureau rilasciare l'autorizzazione ad
effettuare le riunioni di commissione al di fuori dei luoghi abituali di
lavoro, nonché approvare l'organizzazione delle audizioni e i viaggi di studio
e di informazione dei relatori. L'Ufficio di Presidenza dispone poi di ampi
poteri in merito allo statuto e al finanziamento dei partiti politici a livello
europeo. Per quanto riguarda l'organizzazione interna del Parlamento, il bureau
nomina il Segretario generale e stabilisce l'organigramma del Segretariato
generale (l'amministrazione), i regolamenti relativi alla situazione
amministrativa e finanziaria dei dipendenti di ruolo e degli altri agenti,
nonché il progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento. L'Ufficio
di presidenza, infine, stabilisce norme atte ad assicurare che tutti i
documenti del Parlamento siano registrati e può adottare norme, che
disciplinano le modalità di accesso ai documenti e che sono pubblicate nella
Gazzetta Ufficiale.
ELETTI I SEI NUOVI QUESTORI DEL PARLAMENTO
Elezione dei Questori del Parlamento europeo
16.1.2007
Il Parlamento, per acclamazione, ha eletto i nuovi questori del Parlamento
europeo che svolgeranno tale funzione fino al termine della legislatura. Tre di
questi appartengono al PPE/DE; due al PSE e uno all'ALDE/ADLE. I questori sono
principalmente incaricati di compiti amministrativi e finanziari concernenti
direttamente i deputati.
Essendo il numero di candidati pari a quello dei
posti disponibili, l'Aula ha eletto per acclamazione i sei questori, il cui
ordine di precedenza è stato determinato - da una votazione successiva cui
hanno partecipato 669 votanti - nel modo seguente:
Le schede bianche o nulle sono state 16, per cui i
voti validi erano 653.
I questori sono incaricati di compiti
amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati ai sensi di
direttive fissate dall'Ufficio di presidenza, di cui sono membri con funzioni
consultive. Tengono un registro (pubblico) in cui il deputato dichiara le
attività professionali da lui svolte e qualsiasi altra funzione o attività
retribuita, nonché i sostegni tanto finanziari, quanto in personale e in
materiale, che si aggiungono ai mezzi forniti dal Parlamento e che sono
conferiti al deputato nell'ambito delle sue attività politiche da parte di
terzi, con indicazione dell'identità di questi ultimi. Gestiscono inoltre il
registro dei gruppi d'interesse presenti al Parlamento.
Il numero dei questori dovrebbe tornare a cinque a
partire dalla prossima legislatura (2009-2014).
RINVIATO IL RINNOVO
DELLA COMPOSIZIONE
DELLE COMMISSIONI
PARLAMENTARI
Doc. B6-0031/2007
Proposta di decisione sulla composizione delle
commissioni
Procedura: Proposta di
decisione - Votazione: 18.1.2007
Il Parlamento ha deciso di prorogare a titolo eccezionale e temporaneo la
composizione nominativa attuale delle commissioni e delle sottocommissioni
parlamentari. Ai deputati bulgari e rumeni sono attribuiti, in qualità di
membri titolari, i posti già riservati agli osservatori in seno a tali organi.
Il rinnovo della composizione delle commissioni dovrebbe aver luogo in
occasione della sessione che si terrà dal 31 gennaio al 1° febbraio 2007.
NUOVO GRUPPO POLITICO AL PARLAMENTO EUROPEO
L'Unione europea conta ora 27 Stati membri e le
istituzioni comunitarie si adeguano. Nominati i nuovi commissari, il Parlamento
ha accolto solennemente i 18 deputati bulgari e i 35 rumeni, che vanno a
infoltire i gruppi PPE/DE, PSE e ALDE/ADLE. Il PPE/DE ha infatti accolto 9
deputati rumeni e 4 bulgari e raggiunge un totale di 277 membri, il PSE 12
rumeni e 6 bulgari (totale 217, ma dovrebbero diventare 218 quando un membro
uscente sarà reintegrato), mentre hanno aderito all'ALDE/ADLE 9 deputati rumeni
e 7 bulgari (totale 106). Altri 5 rumeni e 1 bulgaro hanno permesso la
costituzione di un nuovo gruppo politico - "Identità, Tradizione,
Sovranità" (ITS) - in cui sono confluiti anche 14 deputati attualmente
"non iscritti" (l'equivalente del gruppo misto), tra cui gli italiani
Alessandra Mussolini e Luca Romagnoli, nonché i deputati francesi del Front
National e i belgi del Vlaams Belang. Gli altri gruppi politici al Parlamento
europeo sono l'UEN con 44 membri, i Verdi/ALE con 42 e IND/DEM con 23. I membri
"non iscritti", sono 14.
Facendo riferimento a una dichiarazione alla stampa
di Alessandra Mussolini (IST, IT)
secondo la quale il nuovo gruppo cui ha aderito ha un carattere più tecnico che
politico, Martin Schulz (PSE, DE) ha
contestato la validità della sua costituzione a norma del regolamento interno
del Parlamento e ha chiesto che ne sia verificata la legittimità dalla
commissione competente. Il Presidente del gruppo, Bruno Gollnisch (IST, FR) ha replicato affermando che
tutti i membri del gruppo hanno sottoscritto una dichiarazione politica, per
cui le obiezioni sollevate non possono essere accolte.
ANGELA MERKEL AL PARLAMENTO: «L'ANIMA DELL'EUROPA È
LA TOLLERANZA»
Dichiarazione della Presidente in carica del Consiglio - Programma della
Presidenza tedesca
Dibattito: 17.1.2007
Riforme istituzionali e trattato costituzionale, energia e cambiamenti
climatici, modello sociale e tutela ambientale, sicurezza e giustizia, ruolo
dell'Europa nel mondo e mercato comune transatlantico. Sono questi i principali
temi affrontati in Aula durante la presentazione del programma di lavoro della
Presidenza tedesca. Ampio spazio è stato dedicato al 50° anniversario della
firma dei trattati di Roma, un'occasione per guardare al futuro sulla base
dell'esperienza dei padri fondatori.
Il Presidente HANS-GERT
POETTERING ha accolto la Cancelliera
tedesca definendola - in quanto originaria della Germania Orientale - «un
simbolo della trasformazione del Continente europeo» riunificato dopo tanti
anni e che conta ora 27 popoli. Ha poi sottolineato che ella si rivolge a un
Parlamento «consapevole del proprio ruolo».
Dichiarazione del Consiglio
Dopo aver dato il benvenuto ai nuovi deputati
bulgari e rumeni, Angela Merkel ha esordito affermando la sua
intenzione di instaurare una cooperazione «solida, duratura e intensa» con il
Parlamento. Ha poi evidenziato che, sebbene sia nata europea, è solo da 17 anni
che vive nell'Unione europea. Un'Unione che, vista dall'esterno, appare come
una storia di successo senza paragoni che ha garantito pace, libertà e
prosperità. Ma anche dall'interno ha potuto constatare che l'Unione è
«accogliente» e, pertanto, per nessuna ragione al mondo vorrebbe abbandonare
questa «casa comune europea». Una casa che deve essere ampliata e
ristrutturata, tenendo però presente che questo impegno deve affrontare gli
aspetti essenziali e avere fondamenta solide.
Occorre quindi dare un'anima all'Europa, come
chiedeva Jacques Delors, o meglio trovare la sua anima. Un'Europa che è
caratterizzata dalla sua molteplicità e diversità, un patrimonio che deve
essere tutelato. Ma questa molteplicità è possibile solo grazie alla libertà,
che «consente di vivere nella diversità». Libertà di opinione e d'espressione,
di fede, d'impresa e artistica che «deve essere riconquistata ogni giorno». Una
libertà che non è priva di vincoli e che quindi deve essere accompagnata dalla
responsabilità, in quanto riguarda anche gli altri. Ma ciò che consente di
assicurare la molteplicità nella libertà, ha spiegato la Cancelliera, è la
tolleranza. E' questa l'anima dell'Europa, conquistata dopo secoli di guerre
che sono culminate in quella «avviata dal mio popolo». La nostra storia, ha
proseguito, «ci impone quindi di promuovere la tolleranza all'interno e
all'esterno delle nostre frontiere».
La tolleranza, ha spiegato, «è una virtù esigente»,
che impegna «la ragione e il cuore» e che non va confusa con l'arbitrarietà.
Non è nemmeno la semplice rinuncia alla violenza, ma è «la volontà che richiede
che ogni cosa venga vista anche con gli occhi degli altri». L'Unione europea,
ha aggiunto, non potrà mai dimostrare nessuna comprensione per l'intolleranza,
la violenza e gli estremismi di destra, di sinistra e religiosi. L'anima
dell'Europa «si ravvede in una convivenza pacifica in cui si cerca il meglio
per tutti». Nonostante i primi trattati non affrontassero il tema della
cultura, ha proseguito, già avevano una visione comune e, pertanto, occorre
richiamarsi a queste fondamenta, poiché «soltanto assieme si può avere
successo».
La Cancelliera ha quindi affermato di professare
un'Unione in cui si rinuncia a legiferare a livello europeo se ciò può
rappresentare un ostacolo ma che agisce insieme per affrontare le sfide comuni
come la globalizzazione e le minacce per la pace e la sicurezza. Al riguardo,
ha quindi sottolineato che il Trattato costituzionale - che per la prima volta
menziona la tolleranza - getta le basi per nuove regole comuni che permettono
all'UE di affrontare queste sfide, di essere operativa e di essere ampliata.
Ha quindi ricordato che è sua intenzione consultare
i Capi di Stato e di governo per cercare di trovare una soluzione che consenta
di uscire da questa stasi e, poi, proporre al Vertice di giugno una tabella di
marcia per il varo del nuovo trattato. In proposito, ha sottolineato che l'intenzione
sarebbe di disporre di nuove regole prima delle prossime elezioni europee. Un
nuovo fallimento, ha ammonito, «sarebbe un errore storico».
Questo compito, ha proseguito, deve essere
affrontato «ispirandoci alla nostra diversità e alla nostra tolleranza». Le
sfide, ha spiegato, «sono enormi» e riguardano principalmente la sicurezza e la
difesa. Occorre quindi garantire la stabilità dei Balcani occidentali e,
quindi, offrire loro una prospettiva europea, promuovere il processo di pace in
Medio Oriente in seno al quartetto, rafforzare la politica di vicinato per
offrire ai paesi del Mar Nero e dell'Asia Minore un'alternativa all'adesione e
concludere con successo i negoziati commerciali internazionali. E' poi
necessario approfondire il partenariato transatlantico trovando accordi sulla
normativa in materia di brevetti e sull'accesso ai mercati. Al riguardo, la
Cancelliera ha sottolineato che «realizzare un mercato comune transatlantico è
negli interessi più profondi dell'UE». Ma vi è anche l'esigenza di approfondire
le relazioni con la Russia, in particolare nel campo dell'energia.
In merito alla questione dei cambiamenti climatici,
la Cancelliera ha sottolineato la necessità di incoraggiare gli USA a
collaborare maggiormente con l'Europa, sostenendo che l'accesso alle fonti
energetiche e i cambiamenti climatici rappresentano una delle più grandi sfide
dell'umanità in questo secolo. Per quanto riguarda la politica estera, ha
affermato che solo assieme è possibile affrontare e vincere le sfide ad essa
connessa e che il "Ministro degli Esteri" europeo dev'essere alla
base del Trattato costituzionale. D'altra parte, la Cancelliera si è soffermata
sulla necessità di garantire il benessere, la crescita e la sicurezza sociale,
«come chiesto dai cittadini», spiegando che la crescita economica non è un
obiettivo a sé stante se non crea nuova occupazione. La crescita, inoltre,
dev'essere favorita eliminando la burocrazia superflua e legiferando meglio. A
questo proposito, ha poi avanzato la proposta di discontinuità legislativa,
ossia che ogni proposta il cui esame non è terminato nel corso di una data
legislatura decada, conferendo così maggiore importanza alle elezioni europee.
Dopo aver sottolineato la validità del Programma
comune alle tre presidenze che si succederanno nei prossimi 18 mesi, la
Cancelliera ha insistito sulla necessità di riformare i trattati per rendere
più efficace e efficiente l'Unione e consentirle di risolvere i suoi problemi.
Citando un accademico americano, Richard Florida, ha identificato tre
"ingredienti" fondamentali per uno sviluppo di successo: tecnologia,
talento e tolleranza. E questa, ha aggiunto, è «una buona notizia» per
l'Europa, visto che li possiede tutti. Solo così, ha infatti spiegato, è
possibile crescere in modo sostenibile e duraturo.
Dichiarazione della Commissione
José Manuel BARROSO
ha esordito affermando che il 2007 è l'anno giusto per celebrare quanto è stato
costruito in passato e per guardare al futuro. Evidenziando la «felice
coincidenza» con la Presidenza tedesca, ha quindi voluto esprimere la sua
gratitudine alla Germania per quanto fatto a favore dell'integrazione europea.
Il Presidente della Commissione ha quindi illustrato le grandi linee della sua
proposta in materia energetica e le connessioni con la questione dei
cambiamenti climatici. In proposito, ha sottolineato l'esigenza di creare un
vero mercato unico dell'energia e la necessità per l'Europa di mantenere la
leadership nel promuovere azioni volte a combattere i cambiamenti climatici.
In merito alla Costituzione, ha voluto porre in
luce l'importanza della dichiarazione sul futuro dell'UE che sarà adottata al
Vertice straordinario convocato per celebrare il 50° anniversario della firma
dei trattati di Roma. Una dichiarazione, ha precisato, che sarà comune agli
Stati membri, alla Commissione e al Parlamento in modo da riaffermare il
principio che l'Europa «è una comunità politica» e non solo economica.
Al riguardo ha anche suggerito cinque linee guida
in merito ai contenuti di questa dichiarazione che, basandosi sull'esempio dei
padri fondatori, dovrà guardare «ai prossimi 50 anni», ossia alle evoluzioni
che non potevano essere immaginate nel 1957. Si tratterà in sostanza, ha
spiegato, di preparare i cittadini alla globalizzazione, in un'Europa di
economie e società aperte, fondata sul consenso dei cittadini.
Questi cinque punti concreti sono: solidarietà
(garantire maggiore coesione sociale), sostenibilità (lotta ai cambiamenti
climatici), responsabilità (trasparenza e accesso alle informazioni come
diritto per i cittadini e obbligo per le istituzioni), sicurezza (preservando
le libertà fondamentali) e la promozione dei valori europei nel mondo. La
dichiarazione, ha aggiunto, dovrà dare un nuovo impulso alla riforma
istituzionale che andrà risolta prima delle prossime elezioni europee. «Nizza
non basta, non possiamo costruire l'Europa di domani con gli strumenti del
passato», ha concluso, dicendosi fiducioso che nei prossimi sei mesi potranno
essere realizzati progressi in questo senso.
JOSEPH DAUL Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito
, dopo aver sottolineato che la Cancelliera, il Presidente della
Commissione e quello del Parlamento sono membri della sua stessa famiglia
politica, affermando che il ruolo di un politico «è di anticipare, di fare delle
scelte e di assumersene le responsabilità di fronte all'opinione pubblica». Si
è quindi congratulato con la Presidenza per le proposte avanzate in numerosi
settori in merito ai quali «la Presidenza sviluppa un approccio risolutamente
europeo e anche pro-europeo». Sulla questione istituzionale, il nuovo leader
dei popolari ha ricordato che la Cancelliera non ha intenzione di avere un
approccio minimalista ma di cercare un equilibrio tra le diverse posizioni.
Ciò, ha commentato, sarà difficile, ma non è illusorio. E' infatti lunga la
lista delle ambizioni politiche che sembravano irrealizzabili e che sono invece
diventate realtà: la pace in Europa, il ritorno alla prosperità e alla crescita
fino alla creazione dell'euro, la fine del comunismo e la riunificazione del
Continente europeo».
Dopo aver evidenziato che l'Europa non ha sempre
un'immagine positiva agli occhi di taluni cittadini ma che, paradossalmente, è
anche percepita da molti come il giusto livello per rispondere ai problemi
quotidiani, ha anche ricordato l'importanza del principio della sussidiarietà.
Accennando al settore dell'energia, ha sostenuto che l'Unione deve essere
capace di parlare con una sola voce, che sia anche ferma nel difendere i propri
interessi strategici. Al riguardo ha quindi affermato di condividere la
posizione della Presidenza nei riguardi della Russia, così come la necessità di
rafforzare il partenariato con gli USA. In particolare, nella prospettiva di un
mercato transatlantico «che non potrà che rendere più dinamiche le nostre
economie, favorire la crescita e creare occupazione».
Il Vertice di marzo per celebrare la firma dei
trattati di Roma, ha proseguito, sarà marcato dall'adozione di una
dichiarazione che dovrà ricordare a tutti i valori comuni che ci uniscono ma che
dovrà anche avanzare le priorità future della costruzione europea. Il mondo è
cambiato negli ultimi 50 anni, ha aggiunto il deputato, e i motivi per i quali
dobbiamo unirci sono parzialmente evoluti, ma il ruolo dei politici - così come
degli attori economici e dei media - «è di far passare in maniera forte e
convincente un messaggio positivo, lucido e illuminato: un messaggio di
responsabilità». La nuova realtà, ha concluso, è che le grandi sfide possono
essere affrontate solo a livello di grandi regioni e l'Europa è una di queste, forse
una delle più potenti, più prospere, più stabili e più democratiche e,
pertanto, più attraenti.
Nel dibattito è
intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente
della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, signora Cancelliere, il suo è stato finalmente,
dopo tanto, un intervento di alto profilo, ne condividiamo i contenuti ed il
percorso che indica all'Unione nei prossimi mesi.
I cittadini chiedono oggi all'Europa di fornire
soluzioni ai loro problemi che gli Stati nazionali e le regioni non sono in
grado di dare, per questo serve un'Unione capace di agire sulla base di una Grundnorm , lo dico in tedesco, di
una regola fondamentale, per
affrontare le grandi sfide che abbiamo di fronte: dalla globalizzazione alla
lotta al terrorismo, dall'immigrazione alla difesa della pace, dalla libertà
energetica all'emergenza climatica, dalla disoccupazione alla questione
africana. Abbiamo bisogno di una Costituzione che sancisca il ruolo
dell'Europa, anche attraverso un seggio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni
Unite!
L'Europa deve anche segnare la vittoria della
politica sulla burocrazia, signora Cancelliere, e apprezziamo il suo
riferimento ai valori della nostra identità europea: la libertà, la
sussidiarietà, la centralità della persona sono valori senza i quali non
possiamo costruire il nostro futuro di cittadini europei e sono questi valori a
tenerci saldamente ancorati. Condivido infine il suo piano per il mercato
comune agli Stati Uniti d'America, l'altro volto dell'Occidente che affonda le
sue radici nella libertà."
TRASPORTI
PACCHETTO FERROVIARIO: PARLAMENTO E CONSIGLIO
VIAGGIANO SU BINARI DIVERSI
-
Doc. A6-0475/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura
relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva
91/440/CEE del Consiglio relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie e la
direttiva 2001/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla
ripartizione della capacità di infrastruttura ferroviaria, all'imposizione dei
diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria
-
Doc. A6-0480/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura
sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla certificazione dei macchinisti
addetti alla guida di locomotori e treni sul sistema ferroviario della Comunità
-
Doc. A6-0479/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura
relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti e agli
obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario internazionale
Procedura: Codecisione, seconda lettura -
Dibattito: 17.1.2007 Votazione: 18.1.2007
Il Parlamento tira dritto e
propone una vagonata di emendamenti alle indicazioni del Consiglio sulle
proposte relative alla liberalizzazione del trasporto passeggeri, ai diritti e
agli obblighi dei passeggeri e alla certificazione del personale viaggiante. I
deputati, infatti, intendono consentire un risarcimento anche per i ritardi
sulle tratte nazionali, sollecitano norme più incisive a favore delle persone a
mobilità ridotta e pretendono una relazione annuale sulla qualità dei servizi.
Sarà quindi necessario ricorrere alla "conciliazione" per cercare un
compromesso tra i colegislatori. Ma non sulla richiesta di apertura dei mercati
nazionali, che non ha raccolto sufficienti consensi da parte dei deputati.
Liberalizzazione del trasporto
ferroviario
Nel Libro bianco sulla politica europea dei trasporti fino al 2010, la
Commissione ha annunciato di voler proseguire la realizzazione del mercato
interno dei servizi ferroviari anche attraverso la proposta di aprire il
mercato dei servizi di trasporto ferroviario internazionale di passeggeri. Già
il primo e il secondo pacchetto ferroviario contengono disposizioni dettagliate
sull'accesso all'infrastruttura, l'interoperabilità e la sicurezza ferroviaria
a livello nazionale e europeo, fornendo un quadro che consentirà l'apertura del
mercato dei servizi di trasporto ferroviario di merci e di trasporto
internazionale di passeggeri.
Il Parlamento, in prima lettura, insisteva affinché il campo d'applicazione
della direttiva fosse esteso ai servizi di trasporto nazionali, non limitandosi
a quelli internazionali. Chiedeva inoltre che la liberalizzazione di questi
ultimi fosse anticipata dal 2010 al 2008, prevedendo l'apertura delle tratte
nazionali nel 2012. La prima relazione, adottata oggi dal Parlamento, propone
di accettare la data del 1° gennaio 2010, sostenuta dal Consiglio, per la
liberalizzazione del traffico
internazionale di passeggeri.
Tuttavia, per mancanza della maggioranza qualificata, rinuncia a chiedere
l'apertura del traffico nazionale,
questa volta a partire dal 2017 (o dal 2022 per i dieci Stati membri che hanno
aderito all'UE nel 2004), che era invece avversata dai Ministri. Visto il
risultato della votazione, tale questione non potrà essere oggetto di negoziati
nell'ambito della procedura di conciliazione. D'altra parte, il Parlamento ha
accolto un emendamento che chiede alla Commissione di presentare, entro il 31
dicembre 2012, una relazione che analizzi lo stato di preparazione per l'apertura
del mercato dei servizi nazionali passeggeri e di presentare eventualmente
delle misure di accompagnamento per agevolarla nel rispetto degli obblighi di
servizio pubblico.
In proposito, il relatore ha dichiarato che tale risultato è stato dovuto
all'assenza di un gran numero di deputati dall'Aula e alla contemporanea
necessità di ottenere la maggioranza qualificata di 393 voti. Se il voto si
fosse tenuto il giorno precedente, ha aggiunto, forse sarebbe passata la linea
della commissione trasporti.
Riguardo al cosiddetto cabotaggio,
ossia la possibilità di far salire e scendere passeggeri di un convoglio
internazionale tra stazioni situate nel medesimo Stato membro, il Consiglio,
pur accettandone il principio, propone di concedere tale diritto di accesso ai
soli servizi internazionali la cui "finalità principale" è
trasportare passeggeri tra stazioni situate in Stati membri diversi. Intende
così evitare che si giunga, di fatto, all'apertura del mercato dei servizi di
trasporto ferroviario nazionale di passeggeri. Tale limitazione, respinta dalla
commissione trasporti, è stata però accettata dal Parlamento.
La proposta della GUE/NGL di respingere in toto la posizione comune non è
stata accolta dall'Aula con 104 voti favorevoli, 434 contrari e 4 astensioni.
Per completezza, va precisato che l'attuale legislazione comunitaria ha aperto
alla concorrenza il trasporto ferroviario di merci dal 1° gennaio 2007.
Diritti e obblighi dei
passeggeri
Con la sua proposta, la Commissione sottolinea la necessità di riportare
gli utenti dei sistemi di trasporti al centro della politica europea dei
trasporti e di eliminare le carenze nei livelli di servizi nel settore del
trasporto internazionale di passeggeri per ferrovia. La proposta rappresenta
inoltre una risposta ai reclami ricevuti dalla Commissione da parte di
cittadini europei riguardo alla qualità inadeguata del servizio fornito dalle
imprese di trasporto ferroviario internazionale di passeggeri.
Il Parlamento, già in prima lettura, aveva chiesto che la normativa sui
diritti dei passeggeri non fosse applicata unicamente alle linee
internazionali, come proposto dall'Esecutivo, ma anche agli utenti che
viaggiano sulle reti nazionali degli Stati membri. Il Consiglio, nella sua
posizione comune, ha deciso di limitare il campo
di applicazione per quanto riguarda i ritardi, le perdite di coincidenza e
le soppressioni ed i requisiti di qualità del servizio. Pertanto, al fine di
evitare oneri finanziari eccessivi, propone di applicarle soltanto ai viaggi
internazionali nel quadro di servizi internazionali e di escludere i fornitori
di servizi nazionali (per le tratte di un viaggio internazionale) dagli
obblighi relativi al rimborso e agli itinerari alternativi, all'indennità per
il prezzo del biglietto e all'assistenza in caso di ritardi all'arrivo o alla
partenza.
La seconda relazione approvata dal Parlamento non condivide questo
approccio. I deputati infatti ritengono che non abbia senso legiferare per una
minoranza cosi limitata di passeggeri (il 5%), lasciando senza protezione la
maggior parte degli utenti delle ferrovie, in particolare i pendolari. D'altra
parte, osservano che la legislazione europea in materia di trasporti aerei non
opera questa distinzione tra voli nazionali e internazionali quando si tratta
di proteggere i diritti dei passeggeri o di stabilire le responsabilità in caso
di incidente o di ritardo.
Sull'entità dell'indennità di
ritardo, d'altra parte, è accolta la proposta del Consiglio di rimborsare
ai passeggeri il 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra
60 e 119 minuti ed il 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o
superiore a 120 minuti, rinunciando così a chiedere, come in prima lettura, il
75% per ritardi superiori ai 180 minuti. Tali indennità andrebbero corrisposte ai
passeggeri entro un mese dalla domanda di rimborso, e non entro 14 giorni come
proposto dal Consiglio. Gli utenti che sono in possesso di un abbonamento,
invece, avranno diritto a un'indennità corrisposta sotto forma di riduzione di
prezzo all'acquisto di un nuovo abbonamento o di prolungamento del periodo di
validità dell'abbonamento esistente.
Per quanto concerne la
responsabilità delle imprese ferroviarie in caso di morte o lesioni dei
passeggeri, il Consiglio rinvia a una Convenzione internazionale. Il
Parlamento, facendo proprio un emendamento proposto dall'ALDE/ADLE, chiede che
non vi siano limiti finanziari di responsabilità dell'impresa ferroviaria in
caso di morte o lesioni fisiche di un passeggero. E' precisato che anche se
l'impresa ferroviaria contesta le sue responsabilità in ordine alle lesioni
fisiche causate a un passeggero, «essa rimane l'unico interlocutore» e «il solo
organismo» da cui il passeggero «può esigere il risarcimento danni», fatti
salvi i ricorsi per risarcimento che l'impresa può avviare contro terzi.
Una serie di emendamenti hanno l'obiettivo di tutelare le persone a mobilità ridotta e i
disabili. Sulla scorta di quanto previsto per il trasporto aereo, i deputati
dispongono che un'impresa ferroviaria, un venditore di biglietti o un tour
operator - salvo determinate eccezioni - non possono rifiutare, a causa della
mobilità ridotta del passeggero, di accettare una prenotazione o di emettere un
biglietto. Le prenotazioni e i biglietti, inoltre, debbono essere offerti alle
persone a mobilità ridotta senza costi aggiuntivi. Chiedono poi che, per
garantire a queste persone la possibilità di viaggiare, dovranno essere
eliminati tutti gli ostacoli che impediscono l'accesso ai binari, l'imbarco o
lo sbarco dei treni, o la semplice permanenza nelle carrozze.
Un altro emendamento chiede poi che, qualora la riduzione della mobilità
non consenta a una persona di avere accesso ai servizi offerti sul treno ai
passeggeri e se il treno è sprovvisto di personale di accompagnamento,
all'impresa ferroviaria è consentito fornire servizi alternativi o adottare
altre disposizioni per raggiungere il medesimo fine. Inoltre, tutti i treni,
compresi quelli internazionali e quelli ad alta velocità, dovranno consentire
ai passeggeri di portare con sé, eventualmente dietro pagamento, in uno spazio
polivalente appositamente previsto, sedie a rotelle, carrozzelle per bambini,
biciclette e attrezzature sportive.
Un altro emendamento impone a imprese ferroviarie, gestori delle stazioni e
tour operator di informare i passeggeri
in merito ai diritti di cui beneficiano e agli obblighi che loro incombono
in virtù del regolamento. Facendo proprio un emendamento avanzato dal PSE,
infine, il Parlamento chiede alle imprese ferroviarie di pubblicare ogni anno
una relazione sulle prestazioni in materia di qualità del servizio. Questi risultati dovranno essere pubblicati
sul loro sito internet e su quello delle autorità competenti, nonché su quello
dell'Agenzia ferroviaria europea in modo tale da permettere una comparazione dei
risultati delle diverse imprese ferroviarie.
Certificazione del personale
di bordo
La proposta della Commissione prevede l'introduzione di una licenza europea
comprendente due parti: la licenza UE propriamente detta (rilasciata sulla base
di requisiti comunitari generali minimi), ed un certificato complementare
armonizzato, che riflette le esigenze connesse all'utilizzazione di un
particolare sistema ferroviario. Inoltre, il testo mira a definire meglio i
poteri e le responsabilità per quanto riguarda la formazione, la valutazione e
il riconoscimento delle qualifiche dei macchinisti e degli altri membri del
personale viaggiante addetti a mansioni attinenti alla sicurezza.
La posizione comune del Consiglio e la prima lettura del Parlamento
divergono nettamente per quanto riguarda il campo di applicazione della
direttiva. Il Consiglio, infatti, lo limita ai macchinisti e non richiede
alcuna certificazione per gli altri membri del personale viaggiante. Il
Parlamento, con la terza relazione, chiede nuovamente l'estensione della
normativa anche "all'altro personale viaggiante addetto a mansioni
attinenti alla sicurezza". Con tale termine - è precisato - si intendono
gli agenti a bordo del treno che, pur non essendo macchinisti, concorrono a
garantire la sicurezza dello stesso, dei passeggeri e delle merci trasportate.
Nel dibattito è
intervenuto GABRIELE ALBERTINI (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il terzo pacchetto ferroviario compie un passo
fondamentale verso l'obiettivo di un mercato liberalizzato e di una politica
comune di tutela dei diritti e degli obblighi dei passeggeri a livello europeo.
La relazione Jarzembowski rappresenta sicuramente
il corpus centrale del terzo
pacchetto e condivido in pieno l'impostazione del relatore: apre alla
concorrenza non solo il trasporto ferroviario internazionale, ma anche quello
nazionale, inoltre obbliga a rispettare il principio della reciprocità e con
ciò evita immeritati vantaggi alle imprese dei paesi chiusi alla concorrenza.
La relazione Sterckx riguarda invece i diritti e
gli obblighi dei passeggeri: anche in questo caso sono d'accordo con
l'impostazione del relatore, il quale prevede giustamente di estendere
l'applicazione del regolamento a tutti i passeggeri del trasporto ferroviario,
sia nazionale che internazionale. Il traffico internazionale di passeggeri
rappresenta infatti solo il 5% del traffico ferroviario, che senso avrebbe
approvare un regolamento applicabile a una percentuale tanto esigua di
consumatori?
Un'altra argomentazione a favore dell'estensione
del campo di applicazione ci viene suggerita dalla normativa in vigore per il
settore aereo, dove per gli obblighi e i diritti dei passeggeri non viene
effettuata alcuna distinzione tra traffico internazionale e nazionale.
Molti degli Stati membri incontreranno difficoltà
nel conciliare la loro situazione attuale con le disposizioni previste dal
presente regolamento, pertanto riteniamo opportuno che le misure proposte
vengano realizzate in modo graduale e soprattutto siano ispirate dal criterio
della fattibilità: ad esempio i passeggeri a mobilità ridotta vedranno la
progressiva abolizione degli ostacoli e delle barriere architettoniche in caso
di importanti lavori di ristrutturazione, della costruzione di nuove stazioni o
dell'acquisto di nuovi treni e carrozze. Le imprese saranno responsabili nei
confronti dei passeggeri e dei loro bagagli, in caso di ritardo ci saranno
diritti minimi di indennizzo in tutta l'Unione europea."
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc. A6-0449/2006 - Relazione sul programma d'azione per la
sicurezza stradale - bilancio intermedio
Gli incidenti stradali causano ogni anno più di 40.000
morti, con un costo di 180 miliardi di euro (2% del PIL dell'UE). Si è quindi
ancora ben lontani dall'obiettivo di dimezzare il loro numero entro il 2010.
Tasso zero di alcolemia per i neopatentati, armonizzazione della segnaletica,
divieto di sorpasso per gli autocarri di più di 12 tonnellate, sanzioni severe
e sviluppo di nuove tecnologie, sono la ricetta del Parlamento per garantire
una maggiore sicurezza stradale.
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
RELAZIONI ESTERNE
-
Docc. B6-0024, 0025, 0026,
0027, 0028, 0029/2007 - Risoluzione
comune sulla condanna e l'incarcerazione da parte della Libia di cinque
infermiere bulgare e di un medico palestinese
Prendendo spunto dalla condanna alla pena capitale
inflitta da un tribunale libico a cinque infermiere bulgare, il Parlamento
ribadisce la radicale opposizione alla pena di morte. La risoluzione adottata
dall'Aula sollecita l'annullamento del verdetto, si appella al Colonnello
Gheddafi affinché assicuri il rilascio degli operatori sanitari e, in caso
contrario, chiede alla Commissione e al Consiglio di prendere in considerazione
una revisione della politica comune di impegno con la Libia.
-
Doc.
A6-0469/2006 - Risoluzione
legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Consiglio
relativa alla conclusione dell'accordo che modifica l'accordo di partenariato
firmato il 23 giugno 2000 a Cotonou tra i membri del gruppo di Stati
dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i
suoi Stati membri, dall'altro
-
Doc.
A6-0439/2006 - Risoluzione
del Parlamento europeo sulla settima e sull'ottava relazione annuale del
Consiglio ai sensi della misura operativa n. 8 del Codice di condotta
dell'Unione europea per le esportazioni di armi
DIRITTI DELLE DONNE/PARI
OPPORTUNITÀ
-
Doc. A6-0478/2006 - Relazione sull'integrazione della
dimensione di genere nell'ambito dei lavori delle commissioni
Con il recente allargamento UE, la presenza delle donne
nel Parlamento ha subito un leggero calo. Il Parlamento rivendica l'importanza
della parità fra uomini e donne nelle decisioni politiche e si appella ai
gruppi politici affinché incentivino e appoggino la piena partecipazione delle
donne alla vita pubblica. L'Aula, tuttavia, ha respinto la proposta di invitare
i partiti politici europei «a provvedere affinché nelle loro liste per ogni
organo collettivo venga introdotto un sistema obbligatorio di quote».
GIURIDICA
-
Doc. A600481
- Risoluzione
legislativa del Parlamento europeo relativa alla posizione comune del Consiglio
in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali ("ROMA II")
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
RELAZIONI ESTERNE
·
Strategia
in materia di allargamento (http://ec.europa.eu)
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Previsioni
economiche d'autunno 2006-2008 (http://ec.europa.eu/economy_finance/about/activities/act
ivities_keyindicatorsforecasts_en.htm)
·
Nuovi
paesi e euro (http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/eurorelated_en.htm)
CONCORRENZA
·
Aiuti
di Stato all'innovazione (http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/reform/rdi_en.pdf)
POLITICA SOCIALE
·
2007:
Anno pari opportunità ((http://ec.europa.eu/employment_social/equality2007/index_fr.htm)
·
"Occupazione
in Europa 2006" (http://ec.europa.eu/employment_social/news/2006/nov/employment_e
urope_en.pdf)
CULTURA
·
"Mai
troppo tardi per apprendere" (COM 2006/614)
AMBIENTE
·
"Life in the City"
(http://ec.europa.eu/environment/life/infoproducts/urban/urban_hr.pdf)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
"Safer
Internet: valutazione da parte di esperti" (http://ec.europa.eu/saferinternet)
MERCATO INTERNO
·
Servizi
finanziari (http://ec.europa.eu/internal_market/securities/ucits/index_en.htm)
POLITICA REGIONALE
·
"Regioni,
attrici del cambiamento economico" (COM 2006/675)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Statistiche
doganali sui sequestri di merci contraffate (http://ec.europa.eu/taxation_customs/customs/
customs_controls/counterfeit_piracy/statistics/index_fr.htm)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Rapporto
2006 sulla competitività (http://ec.europa.eu/enterprise/enterprise_policy/competitiveness/in
dex_en.htm)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Commercio
di pellicce di gatti e cani (http://ec.europa.eu/food/animal/index_fr.htm)
TRASPORTI
·
Cabotaggio
stradale (http://ec.europa.eu/transport/road/policy/index_en.htm)
ENERGIA
·
"Verso
una politica esterna europea dell'energia per garantire la sicurezza
dell'approvvigionamento" (http://ec.europa.eu)
VARIE
·
Migrazione:
potenziamento politica globale (http://ec.europa.eu/commission_barroso/frattini/index_en
.htm)
·
Cittadini:
protezione diplomatica e consolare ((http://ec.europa.eu/justice_home/fsj/citizenship/diplo
matic/fsj_citizenship_diplomatic_en.htm)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"La distribuzione di un segnale mediante
apparecchi televisivi da parte di un albergo ai clienti presenti nel suo
stabilimento è protetta dal diritto d'autore"
Sentenza della Corte nella Causa C-306/05
Il carattere privato delle camere
d'albergo è irrilevante.
·
"La Corte si pronuncia sulla compatibilità
con il diritto comunitario del sistema fiscale britannico nei trasferimenti
transfrontalieri di dividendi"
Sentenza della Corte nelle Cause C-374/04
e C-446/04
Essa sottolinea che uno Stato membro
deve trattare allo stesso modo il versamento di dividendi a livello nazionale e
transfrontaliero se le situazioni sono analoghe.
·
"La Corte respinge il ricorso proposto dalla
Germania contro la direttiva sulla pubblicità del tabacco"
Sentenza della Corte nella Causa C-380/03
I divieti di pubblicità e di
sponsorizzazione soddisfano i requisiti per la loro adozione ai fini
dell'instaurazione e del funzionamento del mercato interno.
·
"Una normativa nazionale che assoggetta ad
una ritenuta alla fonte i dividendi percepiti da una società madre non
residente, mentre esenta quasi totalmente i dividendi percepiti da una società
madre residente, restringe la libertà di stabilimento"
Sentenza della Corte nella Causa C-170/05
La libertà di stabilimento osta ad
una siffatta ritenuta alla fonte, anche se una convenzione fiscale autorizza la
società madre non residente ad imputarla all'imposta dovuta nel suo Stato di
residenza, quando detta società madre versa nell'impossibilità di procedere ad
una tale imputazione.
·
"Il Tribunale conferma in gran parte la
decisione della Commissione che ha sanzionato una serie di intese sul mercato
bancario austriaco (club lombard)"
Sentenza del Tribunale di primo grado nelle Cause riunite da T-259/02 a T-264/02 e T-271/02
Fatta eccezione per l'ammenda
inflitta alla Österreichische Postsparkasse AG, che viene ridotta da 7,59
milioni di euro a 3,795 milioni di euro, le ammende irrogate dalla Commissione
erano giustificate e appropriate.
Per ulteriori informazioni: Corte di
giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad
Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet:
http://www.curia.eu.int/it/index.htm
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
Decreto legislativo n. 297 del 27 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/48/CE del
Parlamento e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi e
suo esercizio.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 299 del 27 dicembre 2006.
Decreto legislativo n. 297 del 27 dicembre 2006: recepimento della direttiva 2006/49/CE del
Parlamento e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di
investimento e degli enti creditizi.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 299 del 27 dicembre 2006.
Decreto ministeriale del 3 ottobre 2006: recepimento della direttiva 2006/53/CE della
Commissione, del 7 giugno 2006, relativa alle quantità massime di residui di fenbutatin ossido, fenexamid,
ciazofamid, linuron, triadimefon/triadimenol, pimetrozina e pyraclostrobin.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 282 del 4 dicembre 2006.
Decreto legislativo n. 193 del 6 aprile 2006: recepimento della direttiva 2004/28/CE del Parlamento
e del Consiglio, del 31 marzo 2004, concernente un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 297 del 22 dicembre 2006.
Decreto ministeriale del 12 dicembre 2006: recepimento della direttiva 1999/26/CE della
Commissione, del 20 aprile 1999, relativa all'alloggiamento per il montaggio della targa posteriore di
immatricolazione dei veicoli a motore a due o tre ruote.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 3 del 4 gennaio 2007.
Decreto ministeriale del del 6 ottobre 2006: recepimento della direttiva 1994/55/CE del
Consiglio, del 21 novembre 1994, relativa al trasporto di merci pericolose su strada.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 295 del 20 dicembre 2006.
Decreto ministeriale del 27 novembre 2006: recepimento della direttiva 1989/686/CEE del
Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativa ai dispositivi di protezione individuale.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 282 del 4 dicembre 2006 SO
n. 229.
DALLA GAZZETTA UFFICIALE
RELAZIONI ESTERNE
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo
relativa all'impostazione generale volta a consentire la partecipazione
dei paesi partner dell'ENP (Politica europea di prossimità) ai programmi e alle
agenzie comunitari COM(2006) 724 definitivo
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Indirizzo della
Banca Centrale Europea, del 13 agosto 2006, che modifica l’indirizzo BCE/2000/7
sugli strumenti e sulle procedure di politica monetaria dell’Eurosistema (BCE/2006/12) (GUCE L 352/2006)
CONCORRENZA
·
Disciplina Comunitaria in materia di aiuti
di stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (2006/C 323/01)
POLITICA SOCIALE
·
Decisione n.
1719/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, che
istituisce il programma Gioventù in azione per il periodo 2007-2013 (GUCE L 327/2006)
AGRICOLTURA
·
Regolamento (CE) n. 1898/2006 della Commissione, del 14 dicembre 2006, recante
modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio,
relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle
denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari (GUCE L 369/2006)
CULTURA
·
Decisione n.
1718/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006,
relativa all’attuazione di un programma di sostegno al settore
audiovisivo europeo (MEDIA
2007) (GUCE L 327/2006)
·
Decisione n.
1720/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, che
istituisce un programma d'azione nel campo dell'apprendimento
permanente (GUCE L 327/2006)
POLITICA REGIONALE
·
Regolamento (CE) n. 1828/2006 della Commissione, dell'8 dicembre 2006, che stabilisce
modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio
recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo
regionale, sul Fondo sociale europeo e
sul Fondo di coesione e del regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento
europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (GUCE L 371/2006)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Direttiva 2006/112/CE
del Consiglio del 28 novembre 2006 relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (GUCE L 347/2006)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Decisione n.
1926/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che
istituisce un programma d'azione comunitaria in materia di politica dei consumatori
(2007-2013) (GUCE L
404/2006)
BANDI - INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni
bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono
consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.europa.eu
sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl
MEDIA 2007 - SVILUPPO,
DISTRIBUZIONE E PROMOZIONE INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - EACEA N. 16/06 -
ATTUAZIONE DI UN PROGRAMMA DI INCENTIVAZIONE DELLO SVILUPPO, DELLA
DISTRIBUZIONE E DELLA PROMOZIONE DELLE OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE SOSTEGNO ALLO
SVILUPPO DI PROGETTI DI PRODUZIONE («NUOVI TALENTI MEDIA», PROGETTI INDIVIDUALI
E SLATE FUNDING) (GUCE 2006/C 320/11)
MEDIA 2007 Sviluppo si prefigge
di sostenere lo sviluppo di progetti di produzione destinati ai mercati europeo
e internazionale, appartenenti alle seguenti categorie: Fiction, documentari di
creazione, opere di animazione e concetti di opere multimediali.
Il sostegno è riservato alle
società indipendenti aventi come attività principale la produzione audiovisiva
e/o multimediale. Le società candidate devono essere ubicate in uno dei paesi
seguenti: nei paesi dell'Unione europea, nei paesi dello Spazio economico
europeo partecipanti al programma MEDIA 2007 (Islanda, Liechtenstein, Norvegia)
nonché in Svizzera, fatta salva la conclusione di un nuovo accordo di
cooperazione con questo paese nel quadro del programma MEDIA.
Le società candidate devono
inoltre comprovare di essere in possesso della esperienza richiesta dalle linee
di orientamento stabilite in materia di produzione audiovisiva precedente.
Le richieste devono essere
inviate all'Agenzia esecutiva (EACEA). Termine ultimo per la presentazione delle richieste:
·
12 febbraio 2007 («Nuovi talenti MEDIA»)
·
16 aprile 2007 (Progetti individuali e Slate
Funding).
Il testo completo delle linee di
orientamento, nonché i formulari di candidatura, si trovano sul sito:
http://ec.europa.eu/comm/avpolicy/media/index_en.html.
Le
domande devono rispettare le disposizioni di cui alle linee di orientamento e
devono essere presentate utilizzando il formulario previsto.
MEDIA 2007 - SVILUPPO,
DISTRIBUZIONE, PROMOZIONE E FORMAZIONE INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - EACEA
18/06 FORMAZIONE (GUCE 2006/C 320/12)
Il presente invito a presentare
proposte si basa sulla decisione n. 1718/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce un programma pluriennale unico per azioni comunitarie nel settore
audiovisivo per il periodo 2007-2013.
Fra le azioni da realizzare in
applicazione della decisione summenzionata figura il miglioramento della
formazione professionale dei professionisti del settore audiovisivo al fine di
acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per creare prodotti competitivi
sul mercato europeo e sugli altri mercati, segnatamente nei seguenti settori:
·
applicazione delle nuove tecnologie e, in particolare, delle tecnologie
digitali, per la produzione e per la distribuzione di programmi audiovisivi;
·
gestione economica, finanziaria e commerciale, compreso il quadro
giuridico;
·
tecniche di scrittura di sceneggiature.
Il presente invito si rivolge a
organismi europei stabiliti in uno dei paesi membri dell'Unione europea e dello
Spazio economico europeo partecipanti al programma MEDIA 2007 (Islanda,
Liechtenstein, Norvegia) nonché in Svizzera, fatta salva la conclusione di un
nuovo accordo di cooperazione con questo paese nel quadro del programma MEDIA.
Il presente invito è rivolto ai
candidati appartenenti a una delle categorie sottoindicate, le cui attività
contribuiscono allo svolgimento delle azioni su indicate:
·
scuole di cinema e di televisione;
·
università;
·
organismi specializzati in materia di formazione professionale;
·
imprese
private dell'industria audiovisiva;
·
organizzazioni/associazioni professionali specializzate nel settore
dell'industria audiovisiva.
Le richieste devono essere
inviate all'Agenzia esecutiva (EACEA).
Termine ultimo per la
presentazione delle richieste il 9 marzo 2007.
Il testo completo dell'invito a
presentare proposte e il formulario di candidatura sono disponibili sul sito:
http://ec.europa.eu/comm/avpolicy/media/forma_en.html
Le
domande devono obbligatoriamente ottemperare alle disposizioni del testo
completo ed essere presentate tramite l'apposito formulario.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG
EAC/61/06 PROGRAMMA DI APPRENDIMENTO PERMANENTE (GUCE 2006/C
313/14)
Il presente invito a presentare
proposte si basa sulla decisione che istituisce il Programma di apprendimento
permanente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 15 novembre 2006
(decisione n. 1720/2006/CE) (1). Il programma copre il periodo 2007-2013.
Gli obiettivi specifici del
programma di apprendimento permanente sono elencati all'articolo 1, paragrafo 3
della decisione (http://europa.eu.int/eur-lex/lex/JOHtml.do?uri=OJ:L:2006:327
:SOM:EN:HTML ).
Il programma di apprendimento
permanente riguarda tutte le forme e i livelli di istruzione e di formazione
professionale ed è accessibile a tutte le entità elencate all'articolo 4 della
decisione.
I candidati devono avere sede in
uno dei seguenti paesi (Eccetto il programma Jean Monnet che è aperto agli
istituti di istruzione superiore in tutto il mondo):
·
i 27 paesi dell'Unione europea (all'01/01/2007),
·
i paesi EFTA e SEE: Islanda, Liechtenstein, Norvegia (Fatta salva l'entrata
in vigore della decisione del Comitato misto SEE),
·
i paesi candidati: Turchia (Fatta salva l'entrata in vigore del memorandum
d'intesa).
La dotazione totale riservata a
questo invito è stimata a 784 milioni di EUR.
Il livello delle sovvenzioni e la
durata dei progetti possono variare in modo notevole, sulla base di fattori
come il tipo di progetto e il numero di paesi interessati.
I termini ultimi per la presentazione delle domande principali sono:
Carta universitaria di Erasmus 28 febbraio 2007
Programma Jean Monnet 15 marzo 2007
Comenius, Erasmus, Leonardo da
Vinci, Grundtvig 30 marzo 2007
Programma trasversale e misure di
accompagnamento 30 aprile 2007
Il testo di invito a presentare
proposte, nonché i moduli di domanda e una guida per i richiedenti, possono
essere ottenuti al seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu//dgs/education_culture/newprog/index_en.html
Le
domande devono soddisfare i requisiti di tale testo integrale ed essere
presentate con il modulo ad esso allegato.
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS
Azienda bulgara di abbigliamento cerca aziende,
agenti, distributori interessati ad acquistare pantaloni da donna.
Azienda bulgara produttrice di miele di vario tipo è
interessata ad avviare accordi commerciali.
Azienda polacca specializzata nella produzione di motori elettrici,
generatori e trasformatori è interessato ad avviare cooperazioni commerciali.
Azienda indiana esportatrice di prodotti di abbigliamento in pelle
è interessata ad avviare rapporti commerciali con agenti di commercio italiani.
Azienda greca specializzata nel commercio ed esportazione di marmo
è interessata ad avviare cooperazioni commerciali al fine di esportare i suoi
prodotti.
Azienda greca specializzata nel commercio di impianti di aria condizionata è
interessata ad avviare cooperazioni commerciali.
Azienda finlandese importatrice e venditrice di tubi fluorescenti e cartucce toner
per stampanti sta cercando aziende produttrici di tali prodotti.
Azienda greca specializzata nel campo dei trasporti internazionali è
interessata ad avviare accordi commerciali.
Azienda slovacca specializzata in servizi di traduzione è
interessata a cooperare con aziende alimentari italiane per quanto riguarda la
rappresentanza delle vendite.
Istituzione egiziana cerca istituti e aziende di ingegneria in Europa
per la formazione e la cooperazione di organizzazioni arabe.
Azienda di Podgorica cerca aziende italiane
produttrici di panni multiuso,
panni in microfibra, panni a durata limitata e panni spugna.
Azienda dolciaria polacca cerca compratori e distributori dei propri prodotti.
RICERCA PATNERS
SVEZIA - P 171 -
SCADE: 30 marzo 2007
INGHILTERRA - P 172 - Il comune londinese di Inslington è interessato a partecipare ad un
progetto Leonardo per sostenere lo sviluppo delle PMI. Il comune è interessato
al sostegno alle PMI nell’uso delle nuove tecnologie, allo sviluppo di nuove
metodologie di formazione per manager e dipendenti, alle problematiche connesse
alle minoranze etniche, alle pari opportunità e allo sviluppo di nuove
tecnologie per sostenere settori specifici quali industrie creative.
SCADE: 16 febbraio 2007
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati
Delegazione italiana FORZA ITALIA - P
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles -
Tel. +32 2 284.25.96 -
Fax +32 2 284.69.06
·
Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.:
0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it
·
Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -
http://europa.eu.int/comm
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int
·
Corte
di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int
·
Comitato
economico e sociale - Rue
Ravenstein, 2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S
(Bandi): http://ted.publications.eu.int
·
Euro
Info Centres (informano e
forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee:
normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza,
concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html
Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67
1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 4140
- http://www.epp-eu.org/
EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org