GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

                                                       

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

10 novembre 2006

n° 143

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

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GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.

 


 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

RISULTATI NEL SETTORE PROGETTUALE ICT

 

L’iniziativa di ricerca IST (Tecnologie della Società dell’Informazione) della Direzione generale Società dell'Informazione  e Media della Commissione europea ha destinato nel quinto e sesto Programma Quadro oltre 7,2 miliardi di euro a migliaia di progetti di ricerca sulle ICT (Tecnologie d'Informazione e Comunicazione) nella fase pre-commerciale.

La disseminazione on-line dei risultati delle attività di ricerca IST Results è iniziata nel 2003 per dare maggiore visibilità ad un insieme di soluzioni tecnologiche in vari campi, che sono state sviluppate in seguito alla pubblicazione di appositi bandi di gara. La promozione attiva di tale iniziativa ha permesso al mondo accademico e industriale di scoprire ed esplorare le nuove tecnologie e di beneficiare dei nuovi prodotti e servizi sviluppati.

Il servizio IST Results offre quotidianamente delle analisi giornalistiche di risultati prioritari emergenti, insieme a notizie contestuali del mondo delle ICT. Oggi il sito fornisce informazioni su circa 2.000 progetti, mettendo in valore la loro contribuzione all'introduzione sul mercato di prodotti e servizi innovativi.

Oltre cento progetti si sono appoggiati sulle competenze di gestione di coordinatori italiani e molti altri hanno degli organismi o delle imprese italiane come partners.

Il sito è in lingua inglese. Tuttavia, una descrizione generale del servizio è disponibile in italiano ed è possibile consultare una traduzione approssimativa degli articoli cliccando sull’icona della traduzione automatica.

Per saperne di più: http://istresults.cordis.europa.eu o registratevi per ricevere la newsletter.

 

 

 

LA RICERCA NEL SETTORE DELLE SCIENZE SOCIALI ED UMANISTICHE

 

La Newsletter PLATON è un utile strumento di informazione per tutti coloro che sono interessati a partecipare a progetti europei di ricerca nel settore delle scienze sociali ed umanistiche (SSH) e/o desiderino sfruttare risultati di ricerca in tale settore. La Newsletter è disponibile gratuitamente al seguente link:

http://www.platonproject.net/newsletter2_it.html

Il progetto PLATON sostiene la partecipazione di PMI / associazioni di PMI nella ricerca delle scienze sociali ed umanistiche e intende dimostrare l’importanza che tale ricerca può avere per la competitività di lungo termine delle PMI.

 

 

 

LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI

 

Poco più di un anno fa è stato pubblicato, sul SO n. 158 alla GU n. 222 del 23.09.2005, il D.Lgs. n. 192 del 19.08.2005 dal titolo "Attuazione della Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia". Ora, secondo quanto stabilito dall'articolo 6 ("Certificazione energetica degli edifici di nuova costruzione"), gli edifici di nuova costruzione (e in alcuni casi specificati di ristrutturazioni integrali "di cui all'articolo 3, comma 2, lettera a"), dal 08.10.2006 devono essere dotati di un apposito attestato di certificazione energetica, redatto a cura del costruttore. L'attestato deve comprendere i dati relativi all'efficienza energetica dell'edificio stesso e i valori vigenti a norma di legge, in modo che i cittadini siano correttamente informati sulle effettive prestazioni energetiche dell'immobile. Tali disposizioni hanno l'obiettivo di ridurre quanto più possibile il consumo di energia e i livelli di emissioni inquinanti; stabilire un criterio di conformità in base al quale valutare situazioni in regola e situazioni a rischio; prevedere obblighi di manutenzione degli impianti termici in virtù dei quali tenere monitorato lo stato dell'arte e prevenire situazioni di rischio.

 

NORMA ISO 14063: CERTIFICAZIONE E COMUNICAZIONE AMBIENTALE:

 

Negli ultimi decenni si è notevolmente sviluppata l’attenzione del mondo dell’impresa per gli aspetti ambientali delle proprie attività. A conferma di questa accresciuta sensibilità, i dati relativi alle certificazioni di conformità alla norma ISO 14001 - come quelli relativi all’adozione del Regolamento Emas e alla diffusione dell’Ecolabel nei prodotti immessi sul mercato - segnano un costante incremento. Se questi fattori (certificazione e marchi ecologici) si stanno ritagliando dunque un posto sempre più importante nell’ambito delle strategie aziendali, un ruolo altrettanto fondamentale viene assumendo la comunicazione ambientale. Questa attività è infatti cruciale per far conoscere al mercato, ai consumatori in genere e agli altri soggetti coinvolti a vario titolo nelle attività dell’organizzazione le implicazioni ambientali e i risultati eco-sostenibili raggiunti e perseguiti. La nuova norma ISO 14063/2006 "Environmental management - Environmental communication - Guidelines and examples" è una guida insieme pratica e teorica a una corretta comunicazione - interna ed esterna - delle performance ambientali dell’organizzazione: principi generali, pianificazione, strategie, modalità di realizzazione. Un aspetto che fa della norma ISO 14063 uno strumento pratico e utile riguarda il fatto che essa si rivolge a tutti i tipi di organizzazione, a prescindere dalle loro dimensioni, dalla loro struttura e dal settore di appartenenza. L’applicazione della norma ISO 14063 prescinde anche dall’adozione o meno di un sistema di gestione ambientale. In questo senso infatti, pur essendo a tutti gli effetti una norma della famiglia ISO 14000, essa conserva una propria valida autonomia. La norma fornisce esempi e suggerimenti, nonché riferimenti a linee guida esistenti che aiutano a migliorare la qualità di rapporti e relazioni ambientali. È allo studio, in un prossimo futuro, l’adozione del documento anche in italiano, come norma UNI ISO 14063.

 

 

 

FAVORIRE L'INNOVAZIONE IN 10 MOSSE

 

La Commissione ha recentemente adottato una Comunicazione sul tema: “Mettere il sapere in pratica - una strategia di innovazione ampliata per l'UE”, che fissa una strategia in 10 azioni per promuovere l’innovazione. La Comunicazione ha infatti lo scopo di individuare una strategia per indicare la strada da percorrere per facilitare l’innovazione nel settore privato, elemento chiave della strategia di Lisbona per la crescita dell’occupazione.

Le 10 azioni suggerite sono:

1) l’attivazione di sistemi di insegnamento che agevolino l'innovazione. I Paesi europei, afferma il documento, devono aumentare la spesa pubblica per l'istruzione e superare gli ostacoli che nel sistema di istruzione si frappongono alla promozione di una società favorevole all'innovazione;

2) la creazione, entro il 2009, di un Istituto Europeo di Tecnologia (IET) per sostenere la capacità e le competenze dell'Europa in materia di innovazione;

3) l'istituzione di un mercato del lavoro unico e concorrenziale per i ricercatori, con attrattive prospettive di carriera;

4) il rafforzamento dei legami tra la ricerca e l'industria, per promuovere il trasferimento delle conoscenze tra le università, gli altri centri di ricerca pubblici e le industrie;

5) la promozione dell'innovazione regionale nell'ambito dei nuovi programmi di politica di coesione;

6) una riforma della regolamentazione sugli aiuti di Stato in materia di ricerca, sviluppo ed innovazione e nuovi orientamenti per gli incentivi fiscali in favore della ricerca/sviluppo;

7) il rafforzamento della protezione dei diritti di proprietà intellettuale;

8) l'istituzione di un quadro giuridico volto a favorire l'elaborazione di prodotti, servizi e modelli di “imprese numeriche”;

9) l'elaborazione di una “strategia” per agevolare lo sviluppo di “mercati portanti” favorevoli all'innovazione;

10) stimolare l'innovazione tramite opere ed appalti pubblici.

Per un approfondimento ulteriore è possibile consultare il documento al seguente indirizzo: http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/06/325&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en

 

 

 

 

 

LE TAPPE DEL PROCESSO DI BOLOGNA FINO A LONDRA 2007

 

In vista della prossima trappa del Processo di Bologna, prevista per il 2007 a Londra, si rende opportuna una riflessione sul tema dell’economia europea basata sulla conoscenza e su quali siano le migliori strategie in campo formativo sino ad ora individuate. Di fatto, l'obiettivo cardine del Processo di Bologna è quello di far convergere i sistemi nazionali di istruzione superiore dei Paesi europei verso un sistema comune più trasparente, anche attraverso la creazione di uno Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore. Non a caso, le nuove priorità delineate dai Ministri dell’Istruzione europei per il periodo 2005-2007 riguardano: la sinergia tra istruzione e ricerca, la mobilità di studenti e docenti e le relazioni fra lo Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore ed il resto del mondo. A queste linee fa eco il ricorrente richiamo, nell’ambito del VII PQ, ad un più stretto rapporto tra Ricerca, Università e mondo dell’impresa. Nel tentativo di sensibilizzare quanto più possibile i governi nazionali dei paesi europei, la Commissione europea ha incaricato le Agenzie Socrates ed Erasmus di organizzare una campagna d’informazione specifica nei rispettivi paesi, con il supporto di un team di Promotori. Il team italiano è coordinato dalla prof. Maria Sticchi Damiani, esperta di mobilità internazionale e di processi di internazionalizzazione del sistema di istruzione superiore. Benché il Processo di Bologna si presenti come un percorso di riforma a carattere europeo, occorre chiarirne due aspetti fondamentali. In primo luogo, esso si basa su un trattato internazionale a carattere non vincolante per i governi dei paesi aderenti. In secondo luogo, il processo non ha come obiettivo l’omologazione dei sistemi di istruzione europei; si propone, piuttosto, di costruire ponti tra paesi e sistemi d’istruzione diversi, mantenendone al contempo la specificità. Il processo si realizza quindi, fondamentalmente, su due livelli: uno europeo ed uno nazionale. La finalità enunciata da tutti i 45 paesi europei che al momento partecipano a questo ambizioso processo, è quella di accrescere l’occupazione e la mobilità dei cittadini europei e promuovere l’istruzione europea nel mondo. A livello comunitario, sono i Ministri dell’Istruzione dei paesi partecipanti che hanno il compito di discutere i temi connessi al processo, esaminare gli ostacoli ancora esistenti e proporre nuove forme di collaborazione. Dopo il primo incontro di Bologna nel 1999, in cui sono state tracciate le linee guida e gli obiettivi del Processo, i Ministri si sono riuniti a Praga nel 2001, a Berlino nel 2003 e a Bergen nel 2005. Il prossimo incontro si terrà appunto a Londra nel 2007. Londra rappresenterà innanzi tutto un’altra tappa del Processo di valutazione dei risultati conseguiti e, al tempo stesso, consentirà di mettere a punto nuove sfide e nuove priorità. Tra queste, alcune come la mobilità ed il riconoscimento dei periodi di studio all'estero sono già da tempo oggetto di attenzione da parte dei Ministri: la richiesta di un maggior impegno da parte dei paesi partecipanti per il raggiungimento di questo obiettivo si basa sulla constatazione che ancora non siano stati raggiunti risultati adeguati al tempo ed alle risorse finora investite. Altre priorità fondamentali sono: la capacità di attrazione dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore nei confronti dei paesi terzi, la sinergia fra istruzione e ricerca e la dimensione sociale dell’istruzione superiore. A questo grande ed ambizioso disegno europeo deve necessariamente corrispondere un altrettanto considerevole impegno nei vari paesi europei firmatari. In Italia, i Promotori operano essenzialmente in due direzioni specifiche: da una parte la realizzazione di un sito web www.processodibolgna.it nel quale sono state inserite una serie di informazioni mirate e i documenti di base relativi al Processo ed alla sua applicazione nel sistema italiano. Dall’altra, è stato chiesto ai Rettori e Direttori di tutti gli Istituti di designare dei referenti istituzionali, ovvero i Referenti di Bologna che hanno ricevuto il duplice incarico di diffondere le informazioni e di realizzare, con la partecipazione dei promotori di Bologna, incontri, dibattiti e giornate informative a favore del territorio sul quale operano.

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  23 - 26 OTTOBRE 2006

 

 

ALEXANDER MILINKEVICH È IL VINCITORE DEL PREMIO SACHAROV 2006

 

Alexander Milinkevich è il vincitore del Premio Sacharov 2006. La Conferenza dei Presidenti - composta dal Presidente del Parlamento e dai presidenti dei gruppi politici - ha deciso di conferire il premio per la libertà di pensiero al leader dell'opposizione della Bielorussia.

 

 

UNGHERIA 1956: PRIMO PASSO VERSO L'EUROPA UNITA

Doc. B6-0548/2006

 

Risoluzione concernente il cinquantesimo anniversario della rivoluzione ungherese del 1956 e il suo significato storico per l’Europa

Procedura: Risoluzione - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione: 26.10.2006

 

La rivoluzione ungherese rappresenta una pietra angolare del retaggio storico europeo e ha contribuito alla fondazione della Comunità. E' quanto afferma il Parlamento che, riconoscendo il legame storico tra gli eventi del '56 e gli altri movimenti di resistenza nei paesi del blocco sovietico, sottolinea che la comunità democratica deve «respingere inequivocabilmente l’ideologia comunista repressiva e antidemocratica». Un omaggio è reso ai rivoltosi, alle vittime della repressione e a Imre Nagy.

 

 

 

DIRITTI UMANI

 

 

LA RUSSIA GARANTISCA DIRITTI UMANI E LIBERTÀ DI STAMPA

Docc. B6-0531, 0532, 0533, 0534, 0535, 0536/2006

 

Risoluzione comune sulle relazioni tra Russia ed Unione europea dopo l'assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaya

Procedura: Risoluzione comune - Votazione: 25.10.2006

 

Rendendo omaggio alla giornalista russa Anna Politkovskaya, il Parlamento condanna il suo omicidio e chiede alla Russia di scoprire e punire i responsabili. Inoltre, preoccupato per l'intimidazione, le vessazioni e l'assassinio di giornalisti indipendenti e di altre persone critiche dell'attuale regime, sollecita anche «una profonda riflessione» sul futuro delle relazioni UE-Russia, ponendo la democrazia, i diritti dell'uomo e la libertà di espressione al centro di qualsiasi accordo futuro.

Il Parlamento ha adottato una risoluzione comune - sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE/ADLE, Verdi/ALE, GUE/NGL e UEN - che rende anzitutto omaggio «al lavoro e ai meriti» di Anna Politkovskaya che «con coraggio ha difeso la vita e la dignità umana ed ha portato allo scoperto e riferito con oggettività le diverse forme di crimini contro l'umanità, specialmente in Cecenia». I deputati, inoltre, esprimono «la più dura condanna» di fronte all'assassinio della giornalista e invitano le autorità russe a investigare in modo indipendente ed efficace «al fine di scovare e punire i responsabili di tale vile crimine» il quale, a loro parere, «fa pensare a un assassinio su commissione». Chiedono poi all'UE e al Consiglio d'Europa di monitorare strettamente tali indagini.

 

Il Parlamento nota poi che l'assassinio di oppositori politici «è diventato un fenomeno preoccupante nell'arena politica russa», e manifesta quindi viva preoccupazione per l'intimidazione, le vessazioni e l'assassinio di giornalisti indipendenti e di altre persone «critiche dell'attuale regime». In proposito, ricorda anche al governo russo che «il perdurare di tale tendenza arrecherà grave pregiudizio alla reputazione complessiva della Russia». Pertanto, chiede alle autorità russe di lottare attivamente contro le intimidazioni ai danni di giornalisti indipendenti e di attivisti dei diritti umani e di garantire piena protezione ai giornalisti indipendenti che denunciano gravi casi di ingiustizia nel proprio paese e alle organizzazioni per la difesa dei diritti umani e ai loro rappresentanti che difendono le vittime di violazioni dei diritti umani.

 

Ma i deputati sollecitano anche il Consiglio ad avviare «una profonda riflessione» sul futuro delle relazioni con la Federazione russa - che coinvolga il Parlamento europeo e la società civile - al fine di porre la democrazia, i diritti dell'uomo e la libertà di espressione «al centro di qualsiasi accordo futuro» e di creare un meccanismo chiaro per monitorare l'esecuzione di tutte le clausole di detto accordo. Nel chiedere poi un potenziamento del dialogo UE-Russia sui diritti umani, invitano la Commissione e gli Stati membri dell'UE ad assumere una posizione coerente durante i negoziati per un nuovo accordo di partenariato e di cooperazione con la Russia, «insistendo sulla salvaguardia della libertà di stampa e sul rispetto del giornalismo indipendente conformemente alle norme europee».

 

Per il Parlamento, infatti, la libertà dei mezzi di comunicazione, un'efficace protezione dei giornalisti indipendenti e il pieno sostegno all'attività svolta dalle organizzazioni per la difesa dei diritti dell'uomo «costituiscono elementi essenziali dello sviluppo democratico di un paese». Manifestando quindi viva preoccupazione per il fatto che più di 90 organizzazioni non governative siano state costrette a cessare la loro attività in Russia, invita il governo russo a non avvalersi dell'imprecisione delle disposizioni della nuova legislazione «come pretesto per mettere a tacere le voci critiche della società civile».

 

Il Parlamento ritiene infine che tutte le istituzioni democratiche «dovrebbero adempiere ai loro obblighi morali e condannare tali crimini senza indugio», dimostrando la loro determinazione a difendere i diritti dell'uomo «a prescindere dalle circostanze politiche».

 

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-       Docc. B6-0556, 0559, 0563, 0567/2006 - Risoluzione sull'Uzbekistan

-       Docc. B6-0554, 0560, 0561, 0564, 0569/2006 - Risoluzione sul processo a Rios Montt

-       Docc. B6-0555, 0557, 0558, 0562, 0565, 0568 - Risoluzione sul Tibet

 

 

 

 

 

ISTITUZIONI

 

 

DIBATTITO SULLE CONCLUSIONI DEL VERTICE DI LAHTI

 

Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione della Commissione - Risultati del Vertice informale dei capi di Stato e di governo (Lahti, 20 ottobre 2006)

Dibattito: 25.10.2006

 

La politica energetica, la promozione dell'innovazione, l'immigrazione e, soprattutto, le relazioni con la Russia, sono stati i principali temi affrontati dalla Presidenza, dalla Commissione e dai deputati nel corso di un ampio dibattito in Aula dedicato agli esiti del Vertice di Lahti. L'omicidio della giornalista russa Anna Politkovskaya è stato ricordato da molti oratori.

 

Dichiarazione del Consiglio

 

Matti Vanhanen, nell'illustrare i principali esiti del Vertice informale, ha anzitutto voluto sottolineare come le riunioni siano state «produttive». Ha poi insistito sul fatto che i Capi di Stato e di governo europei hanno «stretto i ranghi» e parlato all'unisono in merito alle relazioni con la Russia, dando avvio a quella che ha battezzato "la disciplina di Lahti". La discussione con Putin, ha aggiunto, è stata «aperta e franca» sull'energia, sui diritti umani e sulla libertà di espressione. Ha poi aggiunto che occorre approfondire la cooperazione con la Russia sulla base dei principi della Carta dell'Energia e del G8 che, ha precisato, dovranno essere incorporati nel futuro accordo.

Sempre in tema di energia, il Primo Ministro ha sottolineato l'importanza di stringere relazioni più strette con i paesi produttori e di transito nonché la necessità per l'UE di assumere il ruolo di leader in materia di energie sostenibili, tenendo anche presente il legame fondamentale con la questione climatica. Occorre poi assicurare gli approvvigionamenti e, in tale ambito, contare sulla cooperazione con gli istituti finanziari internazionali, come la BEI, che dovrebbero dare il proprio contributo alla realizzazione delle infrastrutture. Va anche realizzata una rete che promuova la collaborazione e la solidarietà tra gli Stati membri in materia energetica.

In merito all'innovazione, il Premier finlandese ha sottolineato la necessità di una strategia chiara in materia di brevetti ed ha insistito sul fatto che la proposta che la Commissione presenterà al Vertice di Primavera dovrà occuparsi soprattutto della qualità del sistema, migliorando i procedimenti per risolvere i contenziosi, prevedendo un regime linguistico semplificato e promuovendo la collaborazione pubblico-privato. Occorre poi che l'UE investa nelle iniziative congiunte a favore dell'innovazione tecnologica, come il programma ARTEMIS, ed ha definito «preziosa» l'iniziativa di fondare l'Istituto europeo di tecnologia. Ha quindi sottolineato l'importanza di una politica di normalizzazione che consenta all'Europa di essere leader mondiale, come nel caso dei telefoni GSM. Più in generale, occorre creare un quadro favorevole all'innovazione in modo da promuovere crescita economica e competitività.

Il Primo Ministro ha poi evidenziato la necessità di una più stretta collaborazione tra gli Stati membri sul tema dell'immigrazione, ma anche con i paesi d'origine e di transito, al fine di promuovere l'integrazione dei migranti. Ha poi sottolineato il sostegno del Vertice all'agenzia FRONTEX. I leader europei, ha poi aggiunto, hanno anche deciso di mantenere la pressione sul governo sudanese affinché si ponga fine ai combattimenti e si permetta all'ONU di operare sul territorio.

Ritornando all'incontro con Vladimir Putin, il Premier ha definito «utili» le discussioni sullo sviluppo di un partenariato strategico con la Russia, sottolineando che si tratta di un processo in costante evoluzione. Ha quindi ricordato di aver anche affrontato il caso dell'assassinio della giornalista Anna Politkovskaya, esprimendo la preoccupazione dei cittadini europei per la situazione della libertà di espressione in Russia. Ha anche reso partecipe il leader russo delle preoccupazioni in merito alla questione cecena e alle tensioni con la Georgia. Il Primo Ministro ha quindi ribadito che l'UE deve esprimersi con una sola voce se vuole difendere i propri interessi. In conclusione, ha sottolineato la necessità di dare concretezza alle intenzioni espresse a Lahti, informando i deputati che per molte delle questioni trattate saranno definiti molto presto degli orientamenti politici.

 

Dichiarazione della Commissione

 

Per JOSÉ MANUEL BARROSO il vertice di Lahti è parte di un grande processo che ha portato alla definizione di un'agenda ambiziosa sulla sicurezza, l'energia e la ricerca che deve essere ora attuata concretamente. In merito all'innovazione, il Presidente della Commissione ha sottolineato la necessità di maggiori incentivi e di minori ostacoli. Occorre quindi fare passi concreti per dimostrare che l'UE può avere un ruolo di leader. Ha poi annunciato iniziative entro l'anno sui brevetti e le proprietà intellettuali e ha dato il proprio sostegno all'Istituto europeo di tecnologia che potrà rappresentare un centro di eccellenza per l'innovazione dell'Unione. A quest'ultimo proposito, ha precisato che inizieranno presto i negoziati concreti che riguarderanno anche la sua dotazione finanziaria.

Sul tema energetico ha ricordato che sono state identificate tre azioni concrete: la collaborazione con i paesi vicini, come Russia, Ucraina e Algeria; la definizione di una rete di collegamenti volti ad affrontare gli choc negli approvvigionamenti; la posizione comune sulle relazioni con la Russia, basate sui principi del G8 e della Carta dell'Energia (tra cui trasparenza, Stato di diritto, reciprocità e non discriminazione). In proposito, ha sottolineato il grande senso di solidarietà in seno all'UE dimostrato dal fatto che tutti gli Stati membri hanno sottoscritto le dichiarazioni della Presidenza e della Commissione. Il messaggio, ha spiegato, è che si tratta di una questione europea da risolvere a livello UE e, al riguardo, ha annunciato la presentazione di un pacchetto energetico nel prossimo mese di gennaio.

Dopo aver ricordato che con Putin sono stati affrontati anche i temi dei diritti umani e dell'assassinio della giornalista russa, il Presidente ha sottolineato che pure il problema dell'immigrazione richiede una soluzione europea. In proposito ha definito «assurdo» che in uno spazio di libertà e sicurezza come quello europeo siano ancora vigenti 25 politiche dell'immigrazione. Inoltre, ha affermato che occorre adattare il processo decisionale, sulla base degli attuali trattati, per superare il sistema dell'unanimità. Ha infine concluso sostenendo che il Vertice rappresenta una pietra miliare dell'integrazione europea e che occorre ora dare una risposta alle aspettative dei cittadini.

 

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Docc. B6-0526, 0527/2006 - Risoluzione sul processo di pace in Spagna

In una risoluzione sul "processo di pace in Spagna", il Parlamento condanna le violenze, appoggia la lotta al terrorismo e esprime solidarietà alle vittime del terrorismo. Allo stesso tempo, appoggia l'iniziativa di pace nel Paese Basco intrapresa dalle istituzioni democratiche spagnole.

-       Doc. A6-0312/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce misure particolari e temporanee per l'assunzione di funzionari delle Comunità europee in occasione dell'adesione della Bulgaria e della Romania

 

 

 

 

 

 

 

DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÀ

 

 

TUTELARE LE DONNE IMMIGRATE. STOP A POLIGAMIA E

MUTILAZIONI GENITALI

Doc. A6-0307/2006

Relazione sull'immigrazione femminile: ruolo e condizione delle donne immigrate nell'Unione europea

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 23.10.2006 - Votazione: 24.10.2006

 

Il Parlamento sollecita migliori servizi sociali e corsi di lingua per agevolare l'integrazione delle migranti nella società e nel mercato del lavoro. Esorta poi gli Stati membri a rifiutare tutte le forme di relativismo culturale e religioso che possano violare i loro diritti fondamentali. Chiede quindi di punire i responsabili di mutilazioni genitali e dei matrimoni forzati e di mantenere l'illegalità della poligamia, nonché di concedere permessi di soggiorno speciali alle vittime di violenze.

 

L'immigrazione femminile aumenta di continuo nell'Unione europea, coprendo un fascio di categorie sempre più ampio: immigrazione economica, immigrazione a seguito di catastrofi, ricongiungimento familiare, immigrazione per motivi politici, immigrazione come conseguenza di conflitti armati, immigrazione irregolare e asilo. La relazione - adottata con 449 voti favorevoli, 133 contrari e 53 astensioni - sottolinea anzitutto che la politica dell'UE deve prevedere efficaci misure di accoglienza e di integrazione degli immigrati, soprattutto delle donne, che rappresentano ormai la maggioranza. Riconoscendo le difficoltà che incontrano gli immigranti appena arrivati, i deputati sottolineano che le donne «costituiscono la categoria più vulnerabile poiché sono oggetto di una doppia discriminazione basata e sull'origine etnica e sul sesso». Invitano quindi, gli Stati membri a rafforzare le strutture e i servizi sociali che consentiranno il normale stabilimento dei migranti, nonché l'informazione relativa ai diritti e ai doveri che discendono dai principi e dalle leggi vigenti in ciascuno Stato membro.

I deputati, d'altra parte, precisano che «l'integrazione è un processo biunivoco che presuppone tanto la disponibilità delle donne migranti ad assumersi la responsabilità dell'integrazione nella società d'accoglienza, quanto la disponibilità dei cittadini dell'UE ad accettare e integrare le migranti». In tale contesto, ritengono che occorra elaborare ed applicare misure integrate per influire sui comportamenti sia delle migranti sia delle società di accoglienza, a tutti i livelli, e per mobilitare risorse su ambo i lati. E' quindi necessario che un tale processo implichi un impegno reciproco «che consiste in diritti e doveri per la società di accoglienza e le migranti».

Il Parlamento invita gli Stati membri a garantire alle donne migranti, indipendentemente dalla regolarità della loro situazione, il rispetto dei loro diritti fondamentali e, in particolare, la protezione contro la riduzione in schiavitù e la violenza, l'accesso alle cure mediche di emergenza, il patrocinio legale, l'istruzione per i bambini, la parità di trattamento per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il diritto di iscriversi al sindacato. A tale proposito, gli Stati membri sono invitati a fornire un adeguato sostegno medico, giuridico e sociale alle vittime della violenza, applicando i programmi di reinserimento sociale delle vittime e offrendo alle vittime della prostituzione la possibilità di accedere a case di cura. I deputati, inoltre, chiedono ai governi di prendere tutte le misure necessarie per salvaguardare i diritti delle donne e delle giovani migranti e per combattere la discriminazione cui sono esposte nelle loro comunità d'origine, «rifiutando tutte le forme di relativismo culturale e religioso che possano violare i diritti fondamentali delle donne».

Più in particolare, gli Stati membri sono esortati ad attivarsi affinché tutte le violenze contro donne e bambini, in particolare il matrimonio forzato, la poligamia, i delitti cosiddetti d'onore e le mutilazioni genitali, «siano puniti con sanzioni efficaci e dissuasive» e a sensibilizzare le autorità di polizia e giudiziarie su tali questioni. Occorre inoltre che siano promosse campagne di informazione rivolte alle donne migranti «al fine di prevenire ed evitare matrimoni forzati o concordati, mutilazioni genitali e altre forme di costrizione psicologica o fisica».

Tali campagne, è precisato, dovranno utilizzare un linguaggio semplice, divulgativo e multilinguistico. I governi dovrebbero quindi adottare e dare attuazione a disposizioni giuridiche specifiche in materia di mutilazione genitale femminile o adottare tali disposizioni e «perseguire chiunque pratichi la mutilazione genitale». Sono poi invitati a introdurre l'obbligo, per gli operatori sanitari, di registrare tutti i casi di mutilazione genitale femminile, compresi i casi accertati e quelli in cui vi è il sospetto che si possa procedere a questo tipo di pratica. Il rischio di mutilazione genitale, inoltre, dovrebbe essere inserito tra i motivi di richiesta di asilo.

Nel condannare i matrimoni forzati, il Parlamento invita poi gli Stati membri a introdurre delle misure volte a perseguire i cittadini che cercano di contrarre un matrimonio di questo tipo o che contribuiscono a organizzarlo, anche se realizzato al di fuori dal territorio dell'UE. Inoltre, notando con preoccupazione che i matrimoni poligami sono stati riconosciuti come legali negli Stati membri, nonostante la poligamia sia proibita, i deputati invitano i governi a garantire il mantenimento dell'illegalità della poligamia. A tale proposito, il Parlamento invita la Commissione a considerare la possibilità di includere il bando dei matrimoni poligami nell'attuale proposta di introdurre norme concernenti la legge applicabile in materia matrimoniale.

Osservando inoltre che «il forte sviluppo dell'industria del divertimento e del sesso fornisce ulteriori canali di immigrazione per le donne migranti», il Parlamento chiede il rafforzamento del quadro giuridico che garantisce a queste ultime il diritto al passaporto e a un permesso di soggiorno propri, e che permette di perseguire penalmente la sottrazione di tali documenti. Chiede anche di semplificare le procedure per il rilascio del permesso di soggiorno temporaneo o permanente alle vittime della prostituzione «per impedire, sopprimere e sanzionare il traffico di persone, in particolare di donne e bambini». Ma anche di dare attuazione a misure che prevedono permessi di soggiorno speciali in casi eccezionali, per offrire ai clandestini stranieri riconosciuti come vittime «la possibilità di sottrarsi alla violenza».

Gli Stati membri sono poi invitati ad assicurare alle donne immigrate un'istruzione adeguata e solida attraverso corsi di lingua e di informazione riguardo ai diritti umani, civili e sociali fondamentali e ai principi democratici del paese di accoglienza. Al riguardo, i deputati sottolineano l'importanza di un accesso incondizionale, «e perfino prioritario», all'educazione e alla formazione linguistica e, pertanto, sollecitano l'istituzione di una formazione linguistica obbligatoria tesa a facilitare l'integrazione delle donne immigrate nella società e nel mondo del lavoro. Ritenendo inoltre fondamentale riconoscere le qualifiche professionali e le capacità delle donne, il Parlamento sostiene che occorre creare le condizioni favorevoli affinché le donne immigrate possano accedere al mercato del lavoro ed equilibrare la propria vita professionale e privata, soprattutto creando strutture per la cura dei figli.

Un appello è anche indirizzato a tutti gli istituti scolastici ed alle autorità, invitandoli ad assicurare che le ragazze migranti partecipino all'istruzione scolastica e a far rispettare l'obbligo scolastico conformemente alle norme nazionali. Il Parlamento, inoltre, chiede agli Stati membri di assicurare l'accesso all'istruzione ai figli delle donne migranti in situazione irregolare e - accogliendo con un solo voto di scarto un emendamento proposto dal PPE/DE - sopprime la richiesta di concedere a tali donne il diritto agli assegni familiari e a un alloggio. In proposito, peraltro, sottolineano che il fatto che i genitori delle giovani migranti proibiscono loro di partecipare alle attività sportive, ai corsi di nuoto e ad altri corsi scolastici «non può essere tollerato e giustificato con motivazioni culturali o religiose».

Infine, il Parlamento sollecita le autorità nazionali, regionali e locali a svolgere un ruolo sempre più importante nel processo di integrazione delle donne migranti attraverso «politiche proattive» e a «condurre un dialogo aperto più intenso per comunicare e cooperare con comunità e reti di donne immigrate». Questi sforzi, è precisato, dovrebbero essere sostenuti anche finanziariamente sia dagli Stati membri sia dall'UE.

 

 

 

Nel dibattito è intervenuta, a nome del Gruppo PPE/DE, AMALIA SARTORI (PPE/DE-I):

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo volentieri a sostegno della relazione della collega Kratsa-Tsagaropoulou anche se con un po' di amarezza, visto che questo ultimo fine settimana ci ha riservato nuovamente una notizia drammatica relativa al mondo delle donne, vale a dire la lapidazione di una donna a Baghdad avvenuto sabato 21 ottobre.

Io credo che tutti siano consapevoli del fatto che, solo attraverso una pari dignità della donna in tutto il mondo, può avvenire un cambiamento anche all'interno dei grandi problemi che il mondo oggi si trova ad affrontare. È stato in questa logica e con questa convinzione, cioè con la convinzione del valore e del ruolo che la donna potrà avere oggi e domani nel consentire a questo mondo di orientarsi verso una soluzione di convivenza pacifica, che io ho apprezzato il lavoro svolto dalla collega Kratsa-Tsagaropoulou, in cui si prende in considerazione soprattutto il fatto che le donne sono delle migranti un po' particolari.

Preferiremmo che non fosse così, ma è così. In un mondo nel quale la divisione è ancora così netta - e per gran parte del mondo si tratta ancora di una divisione di diritti e di doveri - io credo che trattare allo stesso modo donne e uomini migranti sarebbe probabilmente sbagliato, come è sempre sbagliato trattare nell'identico modo situazioni diverse.

È quindi necessario che l'Unione presti una particolare attenzione all'immigrazione femminile, che tenga conto anche di risvolti che non caratterizzano invece l'immigrazione maschile, un'attenzione che credo possiamo ritrovare nella relazione della collega Kratsa-Tsagaropoulou che intendo pertanto sostenere."

 

 

 

SCHENGEN

 

 

NUOVI STATI MEMBRI NEL SISTEMA D'INFORMAZIONE DI SCHENGEN

 

-       Doc. A6-0355/2006 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II)

-       Doc. A6-0354/2006 - Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II)

-       Doc. A6-0353/2006 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso al sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) da parte dei servizi competenti negli Stati membri per il rilascio delle carte di circolazione

Procedura: Codecisione prima lettura e consultazione legislativa - Dibattito: 23.10.2006 - Votazione: 25.10.2006

 

Il Parlamento ha adottato a larga maggioranza tre relazioni legislative che pongono le basi per un sistema d'informazione di Schengen di seconda generazione (SIS II) che permetterà di intergare i nuovi Stati membri nell'area di Schengen. Gli emendamenti adottati dall'Aula, frutto di un accordo con il Consiglio, sono tesi principalmente a migliorare la sicurezza e la protezione dei dati personali. Se i Ministri UE confermano quest'approccio, i provvedimenti saranno presto d'applicazione.

 

Le tre relazioni - due in codecisione e una in consultazione - fanno parte di un unico pacchetto relativo all'istituzione, al funzionamento e all'uso del SIS II e all'accesso al SIS II dei servizi degli Stati membri responsabili delle immatricolazioni dei veicoli. Gli emendamenti adottati dall'Aula sono stati previamente concordati nel corso di triloghi informali con il Consiglio e la Commissione. Tuttavia, i deputati hanno rifiutato di introdurre una modifica dell'ultima ora proposta dal Consiglio che era tesa a consentire ai servizi di intelligence degli Stati membri di avere accesso alle informazioni contenute nel SIS II.

Durante il dibattito, lo stesso relatore aveva tacciato di «insensata» tale proposta, poiché non ritiene possibile sollecitare una maggiore tutela dei dati personali per poi concedere l'accesso a questi stessi dati a strutture che non sono sottoposte al controllo delle autorità responsabili della protezione dei dati. Spetta ora al Consiglio decidere se approvare il testo così come votato dal Parlamento o decidere di riaprire i negoziati. In proposito, il Ministro finlandese Paula Lehtomäki ha affermato che nelle prossime settimane il Consiglio esaminerà l'esito del voto del Parlamento ed ha sottolineato che una soluzione è ora molto vicina.

Scopo del SIS II è di assicurare un elevato livello di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, incluso il mantenimento della sicurezza pubblica e dell'ordine pubblico e la salvaguardia della sicurezza nel territorio degli Stati membri e applicare le disposizioni del trattato in materia di circolazione delle persone nell'UE, avvalendosi delle informazioni trasmesse tramite tale sistema. Affinché i nuovi Stati membri possano applicare integralmente l’acquis di Schengen è fondamentale disporre del SIS II come misura compensativa che contribuisca a mantenere un elevato livello di sicurezza in uno spazio senza controlli alle frontiere interne. Il sistema intende permettere la collaborazione tra le autorità competenti degli Stati membri grazie allo scambio di informazioni relative all'attuazione di diverse politiche, in particolare nell'ambito della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e nell’attuazione delle politiche afferenti alla circolazione delle persone (frontiere esterne e visti).

 

Gestione operativa

Un emendamento di compromesso attribuisce a un organo di gestione, finanziato dal bilancio dell'UE, la responsabilità della gestione operativa del SIS II centrale. Tale organo è anche responsabile di compiti connessi con l'infrastruttura di comunicazione come il controllo, la sicurezza e il coordinamento delle relazioni tra gli Stati membri e il gestore. La proposta originaria attribuiva questi compiti alla Commissione, la quale, invece, sarà unicamente responsabile di compiti di esecuzioni di bilancio, acquisizione e rinnovo nonché degli aspetti contrattuali. Tuttavia, l'Esecutivo si assumerà tutte queste responsabilità durante un periodo transitorio, che non potrà superare cinque anni, necessario all'entrata in funzione dell'organo di gestione.

Il trattamento dei dati da parte dell'organo di gestione sarà monitorato dal Garante europeo per la protezione dei dati. Quest'ultimo dovrà provvedere affinché, almeno ogni quattro anni, venga svolto un controllo delle attività di trattamento dei dati personali effettuate dall'organo di gestione, conformemente alle norme di revisione internazionali.  L'organo di gestione dovrà adottare le misure necessarie per proteggere i dati, compresa l'adozione di un piano di sicurezza che non era inizialmente previsto dalla Commissione. Si tratta, tra l'altro, di impedire alle persone non autorizzate l'accesso alle installazioni informatiche utilizzate per il trattamento di dati personali, impedire che supporti di dati possano essere letti, copiati, modificati o asportati da persone non autorizzate, impedire che i dati siano inseriti senza autorizzazione e che i dati personali memorizzati siano visionati, modificati o cancellati senza autorizzazione.

 

Sistemi nazionali

Ogni Stato membro dovrà istituire e mantenere un proprio sistema di dati nazionale che dovrà comunicare con il SIS II centrale. Come l'organo di gestione centrale, anche il sistema nazionale dovrà prevedere le misure necessarie per proteggere i dati trattati, compreso un piano di sicurezza. Dovrà anche essere designata un'autorità nazionale responsabile di garantire la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati. Questa autorità di controllo e il Garante europeo della protezione dei dati, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, dovranno cooperare attivamente nell'esercizio delle rispettive responsabilità e assicurare il controllo coordinato del SIS II. E' anche precisato che lo Stato membro che effettua una segnalazione dovrà essere responsabile dell'esattezza, dell'attualità e della liceità dell'inserimento dei dati nel SIS II.

Dati biometrici e interconnessione delle segnalazioni

Il SIS II, per contribuire alla corretta identificazione degli interessati, dovrebbe permettere il trattamento dei dati biometrici. Analogamente, dovrebbe permettere il trattamento dei dati relativi a persone la cui identità è stata usurpata per evitare i disagi causati da errori di identificazione, fatte salve adeguate garanzie, fra cui il consenso dell'interessato e la rigorosa limitazione delle finalità per cui tali dati possono essere lecitamente elaborati.

Fotografie e impronte digitali potranno essere inserite nel sistema unicamente previo controllo speciale delle qualità per accertare che soddisfino uno standard minimo di qualità dei dati. Potranno essere utilizzate, inoltre, solo per confermare l'identità di un cittadino di un paese terzo reperito grazie al sistema SIS II con dati alfanumerici. Non appena sarà possibile tecnicamente, d'altra parte, le impronte e le fotografie potranno essere utilizzate per identificare un cittadino di un paese terzo in base al suo identificatore biometrico. Tuttavia, prima di attuare questa funzione, la Commissione dovrà consultare il Parlamento europeo.

Inoltre, in futuro, sarà possibile collegare, per esempio, la segnalazione di un'auto rubata con una persona sui cui pende un ordine d'arresto. Pertanto, ritrovata l'auto rubata, si potrà presumere che la persona ricercata si trova - o si è trovata - in prossimità del veicolo. Tali interconnessioni, è però precisato, potranno essere eseguite unicamente «se sussiste una reale esigenza operativa».

 

Autorità con diritto di accesso ai dati

L'accesso ai dati inseriti nel SIS II e il diritto di consultarli direttamente o su una copia sono riservati esclusivamente alle autorità responsabili dei controlli di frontiera e degli altri controlli di polizia e doganali effettuati all'interno del paese. Tuttavia, queste facoltà possono essere riservate anche alle autorità giudiziarie nazionali, tra cui quelle responsabili dell'avvio dell'azione penale e delle indagini giudiziarie prima dell'imputazione, nell'assolvimento dei loro compiti, conformemente alla legislazione nazionale, nonché alle relative autorità di coordinamento. E' proprio su tale questione che è sorta la divergenza con il Consiglio che, a negoziati già conclusi, ha introdotto una modifica tesa ad ampliare il numero di autorità che hanno accesso al SIS II.

I dati possono essere duplicati soltanto per fini tecnici e le segnalazioni effettuate da altri Stati membri non possono essere copiate dal SIS nazionale in altri archivi nazionali. Le copie tecniche che portano alla creazione di dati offline però dovranno essere distrutte dopo 48 ore, salvo in situazioni di emergenza.