GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER
PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO
ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
10
novembre 2006
n° 143
Lettera informativa della Delegazione Italiana
Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
_____________________________________________________________________________
GRUPPO PPE/DE -
Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni ricavate da
pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI E’
ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero
delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.
BREVI DALL'EUROPA
RISULTATI NEL SETTORE PROGETTUALE
ICT
L’iniziativa di ricerca IST
(Tecnologie della Società dell’Informazione) della Direzione generale Società
dell'Informazione e Media della
Commissione europea ha destinato nel quinto e sesto Programma Quadro oltre 7,2
miliardi di euro a migliaia di progetti di ricerca sulle ICT (Tecnologie
d'Informazione e Comunicazione) nella fase pre-commerciale.
La disseminazione on-line dei risultati
delle attività di ricerca IST Results è iniziata nel 2003 per dare maggiore
visibilità ad un insieme di soluzioni tecnologiche in vari campi, che sono
state sviluppate in seguito alla pubblicazione di appositi bandi di gara. La
promozione attiva di tale iniziativa ha permesso al mondo accademico e
industriale di scoprire ed esplorare le nuove tecnologie e di beneficiare dei
nuovi prodotti e servizi sviluppati.
Il servizio IST Results offre
quotidianamente delle analisi giornalistiche di risultati prioritari emergenti,
insieme a notizie contestuali del mondo delle ICT. Oggi il sito fornisce
informazioni su circa 2.000 progetti, mettendo in valore la loro contribuzione
all'introduzione sul mercato di prodotti e servizi innovativi.
Oltre cento progetti si sono
appoggiati sulle competenze di gestione di coordinatori italiani e molti altri
hanno degli organismi o delle imprese italiane come partners.
Il sito è in lingua inglese.
Tuttavia, una descrizione generale del servizio è disponibile in italiano ed è
possibile consultare una traduzione approssimativa degli articoli cliccando
sull’icona della traduzione automatica.
Per saperne di più: http://istresults.cordis.europa.eu o registratevi per ricevere la newsletter.
LA RICERCA NEL SETTORE DELLE SCIENZE SOCIALI ED
UMANISTICHE
http://www.platonproject.net/newsletter2_it.html
Il progetto PLATON sostiene la partecipazione di PMI
/ associazioni di PMI nella ricerca delle scienze sociali ed umanistiche e
intende dimostrare l’importanza che tale ricerca può avere per la competitività
di lungo termine delle PMI.
LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI
EDIFICI
Poco più
di un anno fa è stato pubblicato, sul SO n. 158 alla GU n. 222 del 23.09.2005,
il D.Lgs. n. 192 del 19.08.2005 dal titolo "Attuazione della Direttiva
2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia". Ora, secondo
quanto stabilito dall'articolo 6 ("Certificazione energetica degli edifici
di nuova costruzione"), gli edifici di nuova costruzione (e in alcuni casi
specificati di ristrutturazioni integrali "di cui all'articolo 3, comma 2,
lettera a"), dal 08.10.2006 devono essere dotati di un apposito attestato
di certificazione energetica, redatto a cura del costruttore. L'attestato deve
comprendere i dati relativi all'efficienza energetica dell'edificio stesso e i
valori vigenti a norma di legge, in modo che i cittadini siano correttamente
informati sulle effettive prestazioni energetiche dell'immobile. Tali
disposizioni hanno l'obiettivo di ridurre quanto più possibile il consumo di
energia e i livelli di emissioni inquinanti; stabilire un criterio di
conformità in base al quale valutare situazioni in regola e situazioni a
rischio; prevedere obblighi di manutenzione degli impianti termici in virtù dei
quali tenere monitorato lo stato dell'arte e prevenire situazioni di rischio.
NORMA ISO 14063: CERTIFICAZIONE E COMUNICAZIONE AMBIENTALE:
Negli
ultimi decenni si è notevolmente sviluppata l’attenzione del mondo dell’impresa
per gli aspetti ambientali delle proprie attività. A conferma di questa
accresciuta sensibilità, i dati relativi alle certificazioni di conformità alla
norma ISO 14001 - come quelli relativi all’adozione del Regolamento Emas e alla
diffusione dell’Ecolabel nei prodotti immessi sul mercato - segnano un costante
incremento. Se questi fattori (certificazione e marchi ecologici) si stanno
ritagliando dunque un posto sempre più importante nell’ambito delle strategie
aziendali, un ruolo altrettanto fondamentale viene assumendo la comunicazione
ambientale. Questa attività è infatti cruciale per far conoscere al mercato, ai
consumatori in genere e agli altri soggetti coinvolti a vario titolo nelle
attività dell’organizzazione le implicazioni ambientali e i risultati
eco-sostenibili raggiunti e perseguiti. La nuova norma ISO 14063/2006
"Environmental management - Environmental communication - Guidelines and
examples" è una guida insieme pratica e teorica a una corretta
comunicazione - interna ed esterna - delle performance ambientali
dell’organizzazione: principi generali, pianificazione, strategie, modalità di
realizzazione. Un aspetto che fa della norma ISO 14063 uno strumento pratico e
utile riguarda il fatto che essa si rivolge a tutti i tipi di organizzazione, a
prescindere dalle loro dimensioni, dalla loro struttura e dal settore di
appartenenza. L’applicazione della norma ISO 14063 prescinde anche dall’adozione
o meno di un sistema di gestione ambientale. In questo senso infatti, pur
essendo a tutti gli effetti una norma della famiglia ISO 14000, essa conserva
una propria valida autonomia. La norma fornisce esempi e suggerimenti, nonché
riferimenti a linee guida esistenti che aiutano a migliorare la qualità di
rapporti e relazioni ambientali. È allo studio, in un prossimo futuro,
l’adozione del documento anche in italiano, come norma UNI ISO 14063.
FAVORIRE L'INNOVAZIONE IN 10 MOSSE
Le 10 azioni suggerite sono:
1) l’attivazione di sistemi di
insegnamento che agevolino l'innovazione. I Paesi europei, afferma il
documento, devono aumentare la spesa pubblica per l'istruzione e superare gli
ostacoli che nel sistema di istruzione si frappongono alla promozione di una
società favorevole all'innovazione;
2) la creazione, entro il 2009, di un Istituto
Europeo di Tecnologia (IET) per sostenere la capacità e le competenze
dell'Europa in materia di innovazione;
3) l'istituzione di un mercato del
lavoro unico e concorrenziale per i ricercatori, con attrattive
prospettive di carriera;
4) il rafforzamento dei legami tra la
ricerca e l'industria, per promuovere il trasferimento delle conoscenze
tra le università, gli altri centri di ricerca pubblici e le industrie;
5) la promozione dell'innovazione
regionale nell'ambito dei nuovi programmi di politica di coesione;
6) una riforma della regolamentazione
sugli aiuti di Stato in materia di ricerca, sviluppo ed innovazione e
nuovi orientamenti per gli incentivi fiscali in favore della ricerca/sviluppo;
7) il rafforzamento della protezione dei diritti di proprietà intellettuale;
8) l'istituzione di un quadro
giuridico volto a favorire l'elaborazione di prodotti, servizi e modelli
di “imprese numeriche”;
9) l'elaborazione di una “strategia”
per agevolare lo sviluppo di “mercati portanti” favorevoli
all'innovazione;
10) stimolare l'innovazione tramite opere ed appalti pubblici.
Per un approfondimento ulteriore è possibile consultare il documento al
seguente indirizzo: http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/06/325&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en
LE TAPPE DEL PROCESSO DI BOLOGNA
FINO A LONDRA 2007
In vista
della prossima trappa del Processo di Bologna, prevista per il
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - SESSIONE
23 - 26 OTTOBRE 2006
ALEXANDER MILINKEVICH È
IL VINCITORE DEL PREMIO SACHAROV 2006
Alexander Milinkevich è il vincitore del Premio Sacharov 2006. La
Conferenza dei Presidenti - composta dal Presidente del Parlamento e dai
presidenti dei gruppi politici - ha deciso di conferire il premio per la
libertà di pensiero al leader dell'opposizione della Bielorussia.
UNGHERIA 1956: PRIMO
PASSO VERSO L'EUROPA UNITA
Doc. B6-0548/2006
Risoluzione concernente il cinquantesimo anniversario della rivoluzione
ungherese del 1956 e il suo significato storico per l’Europa
Procedura: Risoluzione - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione:
26.10.2006
La rivoluzione ungherese rappresenta una pietra angolare del retaggio
storico europeo e ha contribuito alla fondazione della Comunità. E' quanto
afferma il Parlamento che, riconoscendo il legame storico tra gli eventi del
'56 e gli altri movimenti di resistenza nei paesi del blocco sovietico,
sottolinea che la comunità democratica deve «respingere inequivocabilmente
l’ideologia comunista repressiva e antidemocratica». Un omaggio è reso ai
rivoltosi, alle vittime della repressione e a Imre Nagy.
DIRITTI UMANI
LA RUSSIA GARANTISCA DIRITTI UMANI E LIBERTÀ DI STAMPA
Docc. B6-0531, 0532, 0533, 0534, 0535, 0536/2006
Risoluzione comune
sulle relazioni tra Russia ed Unione europea dopo l'assassinio della
giornalista russa Anna Politkovskaya
Procedura: Risoluzione comune - Votazione: 25.10.2006
Rendendo omaggio alla
giornalista russa Anna Politkovskaya, il Parlamento condanna il suo omicidio e
chiede alla Russia di scoprire e punire i responsabili. Inoltre, preoccupato
per l'intimidazione, le vessazioni e l'assassinio di giornalisti indipendenti e
di altre persone critiche dell'attuale regime, sollecita anche «una profonda
riflessione» sul futuro delle relazioni UE-Russia, ponendo la democrazia, i
diritti dell'uomo e la libertà di espressione al centro di qualsiasi accordo
futuro.
Il Parlamento ha adottato una risoluzione comune -
sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE/ADLE, Verdi/ALE, GUE/NGL e UEN - che rende
anzitutto omaggio «al lavoro e ai meriti» di Anna Politkovskaya che «con
coraggio ha difeso la vita e la dignità umana ed ha portato allo scoperto e
riferito con oggettività le diverse forme di crimini contro l'umanità,
specialmente in Cecenia». I deputati, inoltre, esprimono «la più dura condanna»
di fronte all'assassinio della giornalista e invitano le autorità russe a
investigare in modo indipendente ed efficace «al fine di scovare e punire i
responsabili di tale vile crimine» il quale, a loro parere, «fa pensare a un
assassinio su commissione». Chiedono poi all'UE e al Consiglio d'Europa di
monitorare strettamente tali indagini.
Il Parlamento nota poi che l'assassinio di oppositori
politici «è diventato un fenomeno preoccupante nell'arena politica russa», e
manifesta quindi viva preoccupazione per l'intimidazione, le vessazioni e
l'assassinio di giornalisti indipendenti e di altre persone «critiche
dell'attuale regime». In proposito, ricorda anche al governo russo che «il
perdurare di tale tendenza arrecherà grave pregiudizio alla reputazione
complessiva della Russia». Pertanto, chiede alle autorità russe di lottare
attivamente contro le intimidazioni ai danni di giornalisti indipendenti e di
attivisti dei diritti umani e di garantire piena protezione ai giornalisti
indipendenti che denunciano gravi casi di ingiustizia nel proprio paese e alle
organizzazioni per la difesa dei diritti umani e ai loro rappresentanti che
difendono le vittime di violazioni dei diritti umani.
Ma i deputati sollecitano anche il Consiglio ad avviare
«una profonda riflessione» sul futuro delle relazioni con la Federazione russa
- che coinvolga il Parlamento europeo e la società civile - al fine di porre la
democrazia, i diritti dell'uomo e la libertà di espressione «al centro di
qualsiasi accordo futuro» e di creare un meccanismo chiaro per monitorare
l'esecuzione di tutte le clausole di detto accordo. Nel chiedere poi un
potenziamento del dialogo UE-Russia sui diritti umani, invitano la Commissione
e gli Stati membri dell'UE ad assumere una posizione coerente durante i
negoziati per un nuovo accordo di partenariato e di cooperazione con la Russia,
«insistendo sulla salvaguardia della libertà di stampa e sul rispetto del
giornalismo indipendente conformemente alle norme europee».
Per il Parlamento, infatti, la libertà dei mezzi di
comunicazione, un'efficace protezione dei giornalisti indipendenti e il pieno
sostegno all'attività svolta dalle organizzazioni per la difesa dei diritti
dell'uomo «costituiscono elementi essenziali dello sviluppo democratico di un
paese». Manifestando quindi viva preoccupazione per il fatto che più di 90
organizzazioni non governative siano state costrette a cessare la loro attività
in Russia, invita il governo russo a non avvalersi dell'imprecisione delle
disposizioni della nuova legislazione «come pretesto per mettere a tacere le
voci critiche della società civile».
Il Parlamento ritiene infine che tutte le istituzioni
democratiche «dovrebbero adempiere ai loro obblighi morali e condannare tali
crimini senza indugio», dimostrando la loro determinazione a difendere i diritti
dell'uomo «a prescindere dalle circostanze politiche».
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
- Docc. B6-0556, 0559, 0563, 0567/2006 - Risoluzione
sull'Uzbekistan
- Docc. B6-0554, 0560, 0561, 0564, 0569/2006 - Risoluzione sul processo a Rios Montt
- Docc. B6-0555, 0557, 0558, 0562, 0565, 0568 - Risoluzione sul Tibet
ISTITUZIONI
DIBATTITO SULLE
CONCLUSIONI DEL VERTICE DI LAHTI
Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione della Commissione -
Risultati del Vertice informale dei capi di Stato e di governo (Lahti, 20
ottobre 2006)
Dibattito: 25.10.2006
La politica energetica, la promozione dell'innovazione, l'immigrazione e,
soprattutto, le relazioni con la Russia, sono stati i principali temi
affrontati dalla Presidenza, dalla Commissione e dai deputati nel corso di un
ampio dibattito in Aula dedicato agli esiti del Vertice di Lahti. L'omicidio
della giornalista russa Anna Politkovskaya è stato ricordato da molti oratori.
Dichiarazione del Consiglio
Matti Vanhanen,
nell'illustrare i principali esiti del Vertice informale, ha anzitutto voluto
sottolineare come le riunioni siano state «produttive». Ha poi insistito sul
fatto che i Capi di Stato e di governo europei hanno «stretto i ranghi» e
parlato all'unisono in merito alle relazioni con la Russia, dando avvio a
quella che ha battezzato "la disciplina di Lahti". La discussione con
Putin, ha aggiunto, è stata «aperta e franca» sull'energia, sui diritti umani e
sulla libertà di espressione. Ha poi aggiunto che occorre approfondire la
cooperazione con la Russia sulla base dei principi della Carta dell'Energia e
del G8 che, ha precisato, dovranno essere incorporati nel futuro accordo.
Sempre in tema di energia, il Primo Ministro ha
sottolineato l'importanza di stringere relazioni più strette con i paesi
produttori e di transito nonché la necessità per l'UE di assumere il ruolo di
leader in materia di energie sostenibili, tenendo anche presente il legame
fondamentale con la questione climatica. Occorre poi assicurare gli
approvvigionamenti e, in tale ambito, contare sulla cooperazione con gli
istituti finanziari internazionali, come la BEI, che dovrebbero dare il proprio
contributo alla realizzazione delle infrastrutture. Va anche realizzata una
rete che promuova la collaborazione e la solidarietà tra gli Stati membri in
materia energetica.
In merito all'innovazione, il Premier finlandese ha
sottolineato la necessità di una strategia chiara in materia di brevetti ed ha
insistito sul fatto che la proposta che la Commissione presenterà al Vertice di
Primavera dovrà occuparsi soprattutto della qualità del sistema, migliorando i
procedimenti per risolvere i contenziosi, prevedendo un regime linguistico
semplificato e promuovendo la collaborazione pubblico-privato. Occorre poi che
l'UE investa nelle iniziative congiunte a favore dell'innovazione tecnologica,
come il programma ARTEMIS, ed ha definito «preziosa» l'iniziativa di fondare
l'Istituto europeo di tecnologia. Ha quindi sottolineato l'importanza di una
politica di normalizzazione che consenta all'Europa di essere leader mondiale,
come nel caso dei telefoni GSM. Più in generale, occorre creare un quadro
favorevole all'innovazione in modo da promuovere crescita economica e competitività.
Il Primo Ministro ha poi evidenziato la necessità
di una più stretta collaborazione tra gli Stati membri sul tema
dell'immigrazione, ma anche con i paesi d'origine e di transito, al fine di
promuovere l'integrazione dei migranti. Ha poi sottolineato il sostegno del
Vertice all'agenzia FRONTEX. I leader europei, ha poi aggiunto, hanno anche
deciso di mantenere la pressione sul governo sudanese affinché si ponga fine ai
combattimenti e si permetta all'ONU di operare sul territorio.
Ritornando all'incontro con Vladimir Putin, il
Premier ha definito «utili» le discussioni sullo sviluppo di un partenariato
strategico con la Russia, sottolineando che si tratta di un processo in
costante evoluzione. Ha quindi ricordato di aver anche affrontato il caso
dell'assassinio della giornalista Anna Politkovskaya, esprimendo la
preoccupazione dei cittadini europei per la situazione della libertà di
espressione in Russia. Ha anche reso partecipe il leader russo delle
preoccupazioni in merito alla questione cecena e alle tensioni con la Georgia.
Il Primo Ministro ha quindi ribadito che l'UE deve esprimersi con una sola voce
se vuole difendere i propri interessi. In conclusione, ha sottolineato la
necessità di dare concretezza alle intenzioni espresse a Lahti, informando i
deputati che per molte delle questioni trattate saranno definiti molto presto
degli orientamenti politici.
Dichiarazione della Commissione
Per JOSÉ
MANUEL BARROSO il vertice di
Lahti è parte di un grande processo che ha portato alla definizione di
un'agenda ambiziosa sulla sicurezza, l'energia e la ricerca che deve essere ora
attuata concretamente. In merito all'innovazione, il Presidente della
Commissione ha sottolineato la necessità di maggiori incentivi e di minori
ostacoli. Occorre quindi fare passi concreti per dimostrare che l'UE può avere
un ruolo di leader. Ha poi annunciato iniziative entro l'anno sui brevetti e le
proprietà intellettuali e ha dato il proprio sostegno all'Istituto europeo di
tecnologia che potrà rappresentare un centro di eccellenza per l'innovazione
dell'Unione. A quest'ultimo proposito, ha precisato che inizieranno presto i
negoziati concreti che riguarderanno anche la sua dotazione finanziaria.
Sul tema energetico ha ricordato che sono state
identificate tre azioni concrete: la collaborazione con i paesi vicini, come
Russia, Ucraina e Algeria; la definizione di una rete di collegamenti volti ad
affrontare gli choc negli approvvigionamenti; la posizione comune sulle
relazioni con la Russia, basate sui principi del G8 e della Carta dell'Energia
(tra cui trasparenza, Stato di diritto, reciprocità e non discriminazione). In
proposito, ha sottolineato il grande senso di solidarietà in seno all'UE
dimostrato dal fatto che tutti gli Stati membri hanno sottoscritto le dichiarazioni
della Presidenza e della Commissione. Il messaggio, ha spiegato, è che si
tratta di una questione europea da risolvere a livello UE e, al riguardo, ha
annunciato la presentazione di un pacchetto energetico nel prossimo mese di
gennaio.
Dopo aver ricordato che con Putin sono stati
affrontati anche i temi dei diritti umani e dell'assassinio della giornalista
russa, il Presidente ha sottolineato che pure il problema dell'immigrazione
richiede una soluzione europea. In proposito ha definito «assurdo» che in uno
spazio di libertà e sicurezza come quello europeo siano ancora vigenti 25
politiche dell'immigrazione. Inoltre, ha affermato che occorre adattare il
processo decisionale, sulla base degli attuali trattati, per superare il
sistema dell'unanimità. Ha infine concluso sostenendo che il Vertice
rappresenta una pietra miliare dell'integrazione europea e che occorre ora dare
una risposta alle aspettative dei cittadini.
L'Assemblea ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
-
Docc.
B6-0526, 0527/2006 - Risoluzione sul
processo di pace in Spagna
In una risoluzione sul "processo di pace in
Spagna", il Parlamento condanna le violenze, appoggia la lotta al
terrorismo e esprime solidarietà alle vittime del terrorismo. Allo stesso
tempo, appoggia l'iniziativa di pace nel Paese Basco intrapresa dalle
istituzioni democratiche spagnole.
-
Doc.
A6-0312/2006 - Risoluzione
legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce misure
particolari e temporanee per l'assunzione di funzionari delle Comunità europee
in occasione dell'adesione della Bulgaria e della Romania
DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÀ
TUTELARE LE DONNE
IMMIGRATE. STOP A POLIGAMIA E
MUTILAZIONI GENITALI
Doc. A6-0307/2006
Relazione sull'immigrazione femminile: ruolo e condizione delle donne
immigrate nell'Unione europea
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 23.10.2006 - Votazione:
24.10.2006
Il Parlamento sollecita migliori servizi sociali e corsi di lingua per
agevolare l'integrazione delle migranti nella società e nel mercato del lavoro.
Esorta poi gli Stati membri a rifiutare tutte le forme di relativismo culturale
e religioso che possano violare i loro diritti fondamentali. Chiede quindi di
punire i responsabili di mutilazioni genitali e dei matrimoni forzati e di
mantenere l'illegalità della poligamia, nonché di concedere permessi di soggiorno speciali
alle vittime di violenze.
L'immigrazione femminile aumenta di continuo
nell'Unione europea, coprendo un fascio di categorie sempre più ampio:
immigrazione economica, immigrazione a seguito di catastrofi, ricongiungimento
familiare, immigrazione per motivi politici, immigrazione come conseguenza di
conflitti armati, immigrazione irregolare e asilo. La relazione - adottata con
449 voti favorevoli, 133 contrari e 53 astensioni - sottolinea anzitutto che la
politica dell'UE deve prevedere efficaci misure di accoglienza e di
integrazione degli immigrati, soprattutto delle donne, che rappresentano ormai
la maggioranza. Riconoscendo le difficoltà che incontrano gli immigranti appena
arrivati, i deputati sottolineano che le donne «costituiscono la categoria più
vulnerabile poiché sono oggetto di una doppia discriminazione basata e
sull'origine etnica e sul sesso». Invitano quindi, gli Stati membri a
rafforzare le strutture e i servizi sociali che consentiranno il normale
stabilimento dei migranti, nonché l'informazione relativa ai diritti e ai
doveri che discendono dai principi e dalle leggi vigenti in ciascuno Stato
membro.
I deputati, d'altra parte, precisano che «l'integrazione è un processo biunivoco
che presuppone tanto la disponibilità delle donne migranti ad assumersi la
responsabilità dell'integrazione nella società d'accoglienza, quanto la
disponibilità dei cittadini dell'UE ad accettare e integrare le migranti». In
tale contesto, ritengono che occorra elaborare ed applicare misure integrate
per influire sui comportamenti sia delle migranti sia delle società di
accoglienza, a tutti i livelli, e per mobilitare risorse su ambo i lati. E'
quindi necessario che un tale processo implichi un impegno reciproco «che
consiste in diritti e doveri per la società di accoglienza e le migranti».
Il Parlamento invita gli
Stati membri a garantire alle donne migranti, indipendentemente dalla
regolarità della loro situazione, il rispetto dei loro diritti fondamentali e, in particolare, la protezione contro la
riduzione in schiavitù e la violenza, l'accesso alle cure mediche di emergenza,
il patrocinio legale, l'istruzione per i bambini, la parità di trattamento per
quanto riguarda le condizioni di lavoro e il diritto di iscriversi al
sindacato. A tale proposito, gli Stati membri sono invitati a
fornire un adeguato sostegno medico, giuridico e sociale alle vittime della
violenza, applicando i programmi di reinserimento sociale delle vittime e
offrendo alle vittime della prostituzione la possibilità di accedere a case di
cura. I deputati, inoltre, chiedono ai governi di prendere tutte le misure
necessarie per salvaguardare i diritti delle donne e delle giovani migranti e
per combattere la discriminazione cui sono esposte nelle loro comunità
d'origine, «rifiutando tutte le forme di relativismo culturale e religioso che
possano violare i diritti fondamentali delle donne».
Più in particolare, gli
Stati membri sono esortati ad attivarsi affinché tutte le violenze contro donne
e bambini, in particolare il matrimonio forzato, la poligamia, i delitti
cosiddetti d'onore e le mutilazioni genitali, «siano puniti con sanzioni
efficaci e dissuasive» e a sensibilizzare le autorità di polizia e giudiziarie
su tali questioni. Occorre inoltre che siano promosse campagne di informazione
rivolte alle donne migranti «al fine di prevenire ed evitare matrimoni forzati
o concordati, mutilazioni genitali e altre forme di costrizione psicologica o
fisica».
Tali campagne, è
precisato, dovranno utilizzare un linguaggio semplice, divulgativo e
multilinguistico. I governi dovrebbero quindi adottare e dare attuazione a
disposizioni giuridiche specifiche in materia di mutilazione genitale femminile o adottare tali disposizioni e
«perseguire chiunque pratichi la mutilazione genitale». Sono poi invitati a
introdurre l'obbligo, per gli operatori sanitari, di registrare tutti i casi di
mutilazione genitale femminile, compresi i casi accertati e quelli in cui vi è
il sospetto che si possa procedere a questo tipo di pratica. Il rischio di
mutilazione genitale, inoltre, dovrebbe essere inserito tra i motivi di
richiesta di asilo.
Nel condannare i matrimoni forzati, il Parlamento invita
poi gli Stati membri a introdurre delle misure volte a perseguire i cittadini
che cercano di contrarre un matrimonio di questo tipo o che contribuiscono a
organizzarlo, anche se realizzato al di fuori dal territorio dell'UE. Inoltre,
notando con preoccupazione che i matrimoni
poligami sono stati riconosciuti come legali negli Stati membri, nonostante
la poligamia sia proibita, i deputati invitano i governi a garantire il
mantenimento dell'illegalità della poligamia. A tale proposito, il Parlamento
invita la Commissione a considerare la possibilità di includere il bando dei matrimoni
poligami nell'attuale proposta di introdurre norme concernenti la legge
applicabile in materia matrimoniale.
Osservando inoltre che
«il forte sviluppo dell'industria del divertimento e del sesso fornisce
ulteriori canali di immigrazione per le donne migranti», il Parlamento chiede
il rafforzamento del quadro giuridico che garantisce a queste ultime il diritto al passaporto e a un permesso di
soggiorno propri, e che permette di perseguire penalmente la sottrazione di
tali documenti. Chiede anche di semplificare le procedure per il rilascio del
permesso di soggiorno temporaneo o permanente alle vittime della prostituzione
«per impedire, sopprimere e sanzionare il traffico di persone, in particolare
di donne e bambini». Ma anche di dare attuazione a misure che prevedono
permessi di soggiorno speciali in casi eccezionali, per offrire ai clandestini
stranieri riconosciuti come vittime «la possibilità di sottrarsi alla
violenza».
Gli Stati membri sono poi
invitati ad assicurare alle donne immigrate un'istruzione adeguata e solida attraverso corsi di lingua e di
informazione riguardo ai diritti umani, civili e sociali fondamentali e ai
principi democratici del paese di accoglienza. Al riguardo, i deputati
sottolineano l'importanza di un accesso incondizionale, «e perfino
prioritario», all'educazione e alla formazione linguistica e, pertanto,
sollecitano l'istituzione di una formazione linguistica obbligatoria tesa a
facilitare l'integrazione delle donne immigrate nella società e nel mondo del
lavoro. Ritenendo inoltre fondamentale riconoscere le qualifiche professionali
e le capacità delle donne, il Parlamento sostiene che occorre creare le
condizioni favorevoli affinché le donne immigrate possano accedere al mercato
del lavoro ed equilibrare la propria vita professionale e privata, soprattutto
creando strutture per la cura dei figli.
Un appello è anche
indirizzato a tutti gli istituti
scolastici ed alle autorità, invitandoli ad assicurare che le ragazze
migranti partecipino all'istruzione scolastica e a far rispettare l'obbligo
scolastico conformemente alle norme nazionali. Il Parlamento, inoltre, chiede
agli Stati membri di assicurare l'accesso all'istruzione ai figli delle donne
migranti in situazione irregolare e - accogliendo con un solo voto di scarto un
emendamento proposto dal PPE/DE - sopprime la richiesta di concedere a tali
donne il diritto agli assegni familiari e a un alloggio. In proposito,
peraltro, sottolineano che il fatto che i genitori delle giovani migranti
proibiscono loro di partecipare alle attività sportive, ai corsi di nuoto e ad
altri corsi scolastici «non può essere tollerato e giustificato con motivazioni
culturali o religiose».
Infine, il Parlamento
sollecita le autorità nazionali, regionali e locali a svolgere un ruolo sempre
più importante nel processo di integrazione delle donne migranti attraverso
«politiche proattive» e a «condurre un dialogo aperto più intenso per
comunicare e cooperare con comunità e reti di donne immigrate». Questi sforzi,
è precisato, dovrebbero essere sostenuti anche finanziariamente sia dagli Stati
membri sia dall'UE.
Nel dibattito è
intervenuta, a nome del Gruppo PPE/DE,
AMALIA SARTORI (PPE/DE-I):

"Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo volentieri a sostegno della relazione della collega Kratsa-Tsagaropoulou
anche se con un po' di amarezza, visto che questo ultimo fine settimana ci ha
riservato nuovamente una notizia drammatica relativa al mondo delle donne, vale
a dire la lapidazione di una donna a Baghdad avvenuto sabato 21 ottobre.
Io credo che tutti siano consapevoli del fatto
che, solo attraverso una pari dignità della donna in tutto il mondo, può
avvenire un cambiamento anche all'interno dei grandi problemi che il mondo oggi
si trova ad affrontare. È stato in questa logica e con questa convinzione, cioè
con la convinzione del valore e del ruolo che la donna potrà avere oggi e
domani nel consentire a questo mondo di orientarsi verso una soluzione di
convivenza pacifica, che io ho apprezzato il lavoro svolto dalla collega
Kratsa-Tsagaropoulou, in cui si prende in considerazione soprattutto il fatto
che le donne sono delle migranti un po' particolari.
Preferiremmo che non fosse così, ma è così. In un
mondo nel quale la divisione è ancora così netta - e per gran parte del mondo
si tratta ancora di una divisione di diritti e di doveri - io credo che
trattare allo stesso modo donne e uomini migranti sarebbe probabilmente
sbagliato, come è sempre sbagliato trattare nell'identico modo situazioni
diverse.
È quindi necessario che l'Unione presti una
particolare attenzione all'immigrazione femminile, che tenga conto anche di
risvolti che non caratterizzano invece l'immigrazione maschile, un'attenzione
che credo possiamo ritrovare nella relazione della collega Kratsa-Tsagaropoulou
che intendo pertanto sostenere."
SCHENGEN
NUOVI STATI MEMBRI NEL
SISTEMA D'INFORMAZIONE DI SCHENGEN
- Doc. A6-0355/2006 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema d’informazione Schengen di
seconda generazione (SIS II)
- Doc. A6-0354/2006 - Relazione sulla
proposta di decisione del Consiglio sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del
sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II)
- Doc. A6-0353/2006 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso al
sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) da parte dei
servizi competenti negli Stati membri per il rilascio delle carte di
circolazione
Procedura: Codecisione prima lettura e
consultazione legislativa - Dibattito: 23.10.2006 - Votazione: 25.10.2006
Il Parlamento ha adottato a larga maggioranza tre relazioni legislative che
pongono le basi per un sistema d'informazione di Schengen di seconda
generazione (SIS II) che permetterà di intergare i nuovi Stati membri nell'area
di Schengen. Gli emendamenti adottati dall'Aula, frutto di un accordo con il
Consiglio, sono tesi principalmente a migliorare la sicurezza e la protezione
dei dati personali. Se i Ministri UE confermano quest'approccio, i
provvedimenti saranno presto d'applicazione.
Le tre relazioni - due in codecisione e una in
consultazione - fanno parte di un unico pacchetto relativo all'istituzione, al
funzionamento e all'uso del SIS II e all'accesso al SIS II dei servizi degli
Stati membri responsabili delle immatricolazioni dei veicoli. Gli emendamenti
adottati dall'Aula sono stati previamente concordati nel corso di triloghi
informali con il Consiglio e la Commissione. Tuttavia, i deputati hanno
rifiutato di introdurre una modifica dell'ultima ora proposta dal Consiglio che
era tesa a consentire ai servizi di intelligence degli Stati membri di avere
accesso alle informazioni contenute nel SIS II.
Durante il dibattito, lo stesso relatore aveva
tacciato di «insensata» tale proposta, poiché non ritiene possibile sollecitare
una maggiore tutela dei dati personali per poi concedere l'accesso a questi
stessi dati a strutture che non sono sottoposte al controllo delle autorità
responsabili della protezione dei dati. Spetta ora al Consiglio decidere se
approvare il testo così come votato dal Parlamento o decidere di riaprire i
negoziati. In proposito, il Ministro finlandese Paula Lehtomäki ha
affermato che nelle prossime settimane il Consiglio esaminerà l'esito del voto
del Parlamento ed ha sottolineato che una soluzione è ora molto vicina.
Scopo del SIS II è di assicurare un elevato livello
di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, incluso il
mantenimento della sicurezza pubblica e dell'ordine pubblico e la salvaguardia
della sicurezza nel territorio degli Stati membri e applicare le disposizioni
del trattato in materia di circolazione delle persone nell'UE, avvalendosi
delle informazioni trasmesse tramite tale sistema. Affinché i nuovi Stati
membri possano applicare integralmente l’acquis di Schengen è fondamentale
disporre del SIS II come misura compensativa che contribuisca a mantenere un
elevato livello di sicurezza in uno spazio senza controlli alle frontiere
interne. Il sistema intende permettere la collaborazione tra le autorità
competenti degli Stati membri grazie allo scambio di informazioni relative
all'attuazione di diverse politiche, in particolare nell'ambito della
cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e nell’attuazione delle
politiche afferenti alla circolazione delle persone (frontiere esterne e
visti).
Gestione operativa
Un emendamento di compromesso attribuisce a un organo
di gestione, finanziato dal bilancio dell'UE, la responsabilità della gestione
operativa del SIS II centrale. Tale organo è anche responsabile di compiti
connessi con l'infrastruttura di comunicazione come il controllo, la sicurezza
e il coordinamento delle relazioni tra gli Stati membri e il gestore. La
proposta originaria attribuiva questi compiti alla Commissione, la quale,
invece, sarà unicamente responsabile di compiti di esecuzioni di bilancio,
acquisizione e rinnovo nonché degli aspetti contrattuali. Tuttavia, l'Esecutivo
si assumerà tutte queste responsabilità durante un periodo transitorio, che non
potrà superare cinque anni, necessario all'entrata in funzione dell'organo di
gestione.
Il trattamento dei dati da parte dell'organo di
gestione sarà monitorato dal Garante europeo per la protezione dei dati.
Quest'ultimo dovrà provvedere affinché, almeno ogni quattro anni, venga svolto
un controllo delle attività di trattamento dei dati personali effettuate
dall'organo di gestione, conformemente alle norme di revisione
internazionali. L'organo di gestione
dovrà adottare le misure necessarie per proteggere i dati, compresa l'adozione
di un piano di sicurezza che non era inizialmente previsto dalla Commissione.
Si tratta, tra l'altro, di impedire alle persone non autorizzate l'accesso alle
installazioni informatiche utilizzate per il trattamento di dati personali,
impedire che supporti di dati possano essere letti, copiati, modificati o
asportati da persone non autorizzate, impedire che i dati siano inseriti senza
autorizzazione e che i dati personali memorizzati siano visionati, modificati o
cancellati senza autorizzazione.
Sistemi nazionali
Ogni Stato membro dovrà istituire e mantenere un
proprio sistema di dati nazionale che dovrà comunicare con il SIS II centrale.
Come l'organo di gestione centrale, anche il sistema nazionale dovrà prevedere
le misure necessarie per proteggere i dati trattati, compreso un piano di
sicurezza. Dovrà anche essere designata un'autorità nazionale responsabile di
garantire la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati.
Questa autorità di controllo e il Garante europeo della protezione dei dati,
ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, dovranno cooperare attivamente
nell'esercizio delle rispettive responsabilità e assicurare il controllo
coordinato del SIS II. E' anche precisato che lo Stato membro che effettua una
segnalazione dovrà essere responsabile dell'esattezza, dell'attualità e della
liceità dell'inserimento dei dati nel SIS II.
Dati biometrici e interconnessione delle segnalazioni
Il SIS II, per contribuire alla corretta
identificazione degli interessati, dovrebbe permettere il trattamento dei dati
biometrici. Analogamente, dovrebbe permettere il trattamento dei dati relativi
a persone la cui identità è stata usurpata per evitare i disagi causati da
errori di identificazione, fatte salve adeguate garanzie, fra cui il consenso
dell'interessato e la rigorosa limitazione delle finalità per cui tali dati
possono essere lecitamente elaborati.
Fotografie e impronte digitali potranno essere
inserite nel sistema unicamente previo controllo speciale delle qualità per
accertare che soddisfino uno standard minimo di qualità dei dati. Potranno
essere utilizzate, inoltre, solo per confermare l'identità di un cittadino di
un paese terzo reperito grazie al sistema SIS II con dati alfanumerici. Non
appena sarà possibile tecnicamente, d'altra parte, le impronte e le fotografie
potranno essere utilizzate per identificare un cittadino di un paese terzo in
base al suo identificatore biometrico. Tuttavia, prima di attuare questa
funzione, la Commissione dovrà consultare il Parlamento europeo.
Inoltre, in futuro, sarà possibile collegare, per
esempio, la segnalazione di un'auto rubata con una persona sui cui pende un
ordine d'arresto. Pertanto, ritrovata l'auto rubata, si potrà presumere che la
persona ricercata si trova - o si è trovata - in prossimità del veicolo. Tali
interconnessioni, è però precisato, potranno essere eseguite unicamente «se
sussiste una reale esigenza operativa».
Autorità con diritto di accesso ai dati
L'accesso ai dati inseriti nel SIS II e il diritto
di consultarli direttamente o su una copia sono riservati esclusivamente alle
autorità responsabili dei controlli di frontiera e degli altri controlli di
polizia e doganali effettuati all'interno del paese. Tuttavia, queste facoltà
possono essere riservate anche alle autorità giudiziarie nazionali, tra cui
quelle responsabili dell'avvio dell'azione penale e delle indagini giudiziarie
prima dell'imputazione, nell'assolvimento dei loro compiti, conformemente alla
legislazione nazionale, nonché alle relative autorità di coordinamento. E'
proprio su tale questione che è sorta la divergenza con il Consiglio che, a
negoziati già conclusi, ha introdotto una modifica tesa ad ampliare il numero
di autorità che hanno accesso al SIS II.
I dati possono essere duplicati soltanto per fini
tecnici e le segnalazioni effettuate da altri Stati membri non possono essere
copiate dal SIS nazionale in altri archivi nazionali. Le copie tecniche che
portano alla creazione di dati offline
però dovranno essere distrutte dopo 48 ore, salvo in situazioni di emergenza.
BILANCIO
BILANCIO 2007: UNA
SPESA AL SERVIZIO DEI CITTADINI
- Doc. A6-0358/2006 - Relazione sul
Progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007 (Sezione
III - Commissione)
- Doc. A6-0356/2006 - Relazione sul
progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007 (altre
sezioni)
Procedura: Bilancio - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione: 26.10.2006
Il Parlamento ha adottato il Bilancio generale dell'Unione europea per il
2007, il primo nell'ambito delle nuove Prospettive finanziarie, chiedendo un
aumento sostanzioso rispetto a quanto proposto dal Consiglio nel mese di
luglio. Tale incremento è destinato anzitutto a finanziare i programmi
considerati prioritari per la competitività e l'innovazione per far fronte alla
globalizzazione. L'idea del Consiglio di ridurre il numero di posti in
Commissione è respinta dall'Aula.
I deputati propongono un livello di crediti
d'impegno di 127,3 miliardi di euro e di pagamento di 122 miliardi di euro, che
corrisponde all'1,04% del reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE, rispettando
così il margine previsto dalle Prospettive finanziarie. Lo scorso mese di
luglio, il Consiglio aveva proposto un bilancio di 114,61 miliardi di euro in
crediti di pagamento, pari allo 0,98% dell'RNL dell'UE a 27. Per i deputati,
infatti, il volume complessivo proposto dai Ministri «si colloca al di sotto
del livello necessario all'UE per rispondere efficacemente alle sfide della
globalizzazione». Parlamento e Consiglio avvieranno adesso dei negoziati - vi
sarà una riunione di concertazione a fine novembre - per tentare di giungere ad
un accordo, prima della seconda lettura. Il Bilancio dovrà essere approvato e
firmato in occasione della sessione del prossimo 14 dicembre, a
Strasburgo.
Ottimizzare la spesa, concentrarsi sulle priorità
Da un punto di vista strategico, il relatore ha
potuto contare sul sostegno dei colleghi riguardo alla sua proposta "value
for money". Per una serie di linee di bilancio, è infatti proposto di
collocare in riserva il 30% degli stanziamenti finché la Commissione non avrà
rassicurato il Parlamento «che tali fondi saranno spesi in modo da garantire
una spesa ottimale al contribuente europeo».
I deputati, infatti, insistono sull'importanza di
concentrare gli sforzi sulle priorità del Parlamento e di preparare il terreno
per una revisione del Quadro Finanziario Pluriennale. Concentrando gli impegni
su programmi prioritari e assicurando che i fondi siano ben utilizzati, i
deputati ritengono che «la spesa servirà meglio gli interessi dei cittadini».
Tra i programmi per i quali è proposto un aumento degli stanziamenti figurano
le reti transeuropee dei trasporti, la sicurezza nucleare e LIFE+ (ambiente).
Inoltre, per stimolare «una sana economia moderna»
e la creazione di posti lavoro, i deputati propongono di incrementare gli
stanziamenti di pagamento per i programmi prioritari legati all'Agenda di
Lisbona, come il Programma per la Competitività e l'innovazione e il Settimo
Programma Quadro di Ricerca. Deplorando poi i «drastici tagli lineari»
apportati alla PAC dal Consiglio, i deputati propongono il ripristino degli
importi proposti nel Progetto preliminare di bilancio della Commissione. Sono
anche aumentate di 14 milioni le disponibilità previste per l'agenzia FRONTEX,
al fine di finanziare i pattugliamenti alle frontiere dell'UE.
Crescita sostenibile
Il Parlamento ha adottato una serie di emendamenti
alle linee di bilancio relative ai "vecchi" Fondi strutturali. Più in
particolare, propone di aumentare gli stanziamenti di pagamento per le misure
legate alla coesione connesse alle proprie priorità politiche, anche perché il
livello generale di finanziamento concordato nell'ambito del quadro finanziario
pluriennale 2007-2013 è notevolmente inferiore a quanto precedentemente
annunciato. Ad esempio, gli obiettivi di Convergenza e di Competitività
regionale del Fondo Sociale Europeo potranno contare rispettivamente, su 1.442
e 661 milioni di euro invece di 1.092 e 461 milioni di euro.
Un altro emendamento prevede di porre in riserva
817,4 milioni di euro in crediti d'impegno e 653,9 milioni di euro in crediti
di pagamento destinati alla rete transeuropea di trasporto, «in attesa di un
accordo soddisfacente con il Consiglio e/o la Commissione sul modo in cui
mantenere il controllo politico sull'assegnazione dei fondi».
Risorse naturali
Il Parlamento chiede di ristabilire il livello dei
fondi previsti dal Progetto Preliminare di Bilancio per la Politica agricola
comune, che era stato ridotto drasticamente (-525 milioni di euro) dal
Consiglio, con tagli lineari alle spese relative ai mercati, «sulla base di
criteri contabilistici e senza tenere conto delle priorità del Parlamento». I
deputati, inoltre, deplorano il fatto che, nonostante la forte necessità di
ristrutturazione, ammodernamento e diversificazione dell'economia rurale in
Europa, il livello delle risorse assegnate allo sviluppo rurale «è destinato a
declinare in termini reali».
Libertà, sicurezza, giustizia e cittadinanza
Vista l'emergenza immigrazione, il Parlamento
propone un aumento dei crediti per l'agenzia per le frontiere esterne FONTEX
(+12,8 milioni di euro in crediti di impegno e crediti di pagamento) che potrà
quindi contare su un totale di 34 milioni di euro. Per i deputati, infatti, l'agenzia
competente in materia, necessita di ulteriori finanziamenti per condurre tali
operazioni in maniera più efficace. Un incremento è anche proposto per il Fondo
per le frontiere esterne (+7,6 milioni di euro in crediti di impegno e 10
milioni in crediti di pagamento) che sarà quindi dotato di un totale di 170
milioni in crediti di impegno e 87,5 milioni in crediti di pagamento.
Dei crediti destinati a finanziare il sistema
d'informazione di Schengen II e i Visti sono posti in riserva, in attesa di precisazioni
circa la base giuridica relativa alla loro interoperabilità e alla creazione di
una serie di banche dati, nonché quando il Parlamento disporrà delle necessarie
risorse circa le modalità di gestione del sistema VIS.
Un importo di 1,5 milioni di euro è iscritto in
bilancio al fine di sostenere la realizzazione di un «Globe theatre» mobile,
che si sposti attraverso l'Europa con ogni successiva Presidenza. Il teatro
vuole essere uno spazio stimolante di discussione pubblica sull'Europa,
partecipazione politica e apprendimento, un luogo d'incontro culturale, anche
attraverso la messa in scena di commedie teatrali e lo svolgimento di
competizioni e premi culturali europei, parlamenti giovanili, conferenze ed
esposizioni. Un pari importo è poi destinato a contribuire al finanziamento del
festival «Europalia 2007», nel quadro dei festeggiamenti per il 50°
Anniversario del trattato di Roma.
L'UE attore mondiale
La rubrica relativa al finanziamento delle azioni
dell'UE al di fuori delle sue frontiere appare insufficientemente dotata ai
deputati. Questi ultimi, tuttavia, non propongono di ricorrere allo strumento
di flessibilità (che consente di mobilitare 200 milioni di euro in caso di
eventi imprevisti), come era stato fatto nel corso degli esercizi precedenti,
ma hanno proceduto ad una riallocazione dei crediti tra le diverse linee di
bilancio.
Per quanto riguarda la Politica estera e di
sicurezza comune (PESC), il Parlamento riafferma la volontà di essere
«strettamente associato» a tutte le fasi del processo decisionale in seno al
Consiglio. Per i deputati, le «riunioni di consultazione comuni» regolari
dovrebbero fornire l'occasione per un reale dialogo politico. In mancanza di
ciò, infatti, esse si riducono semplicemente ad un obbligo di informare il Parlamento
ex post. Hanno quindi deciso di ridurre del 50% le linee di bilancio relative
alla PESC in attesa che il Consiglio si impegni in modo chiaro ad associare il
Parlamento a tutte le fasi del processo decisionale. I crediti d'impegno per la
PESC sono quindi portati a 72,6 milioni di euro e quelli di pagamento a 54,6
milioni di euro.
Per quanto riguarda i Rappresentanti speciali
dell'Unione europea presso delegazioni comunitarie dell'Unione, il Parlamento
propone di trasferire loro 14 milioni di euro allocati nella rubrica 5
(Amministrazione), al fine di poter esercitare un maggiore controllo sulle loro
nomine. D'altra parte, propongono di stanziare 100 milioni di euro di crediti
d'impegno (90 di pagamento) per il finanziamento della ricostruzione dell'Afghanistan.
Mentre il finanziamento per "i paesi situati ad Est della Giordania"
(incluso l'Iraq), rimangono invariati a 108,6 milioni in crediti d'impegno e 80
in pagamento.
Spese amministrative
I deputati si oppongono «fermamente» all'approccio
adottato dal Consiglio nei progetti di dichiarazione allegati al progetto di
bilancio sulle risorse amministrative, in cui si giudica opportuna la
soppressione nel 2008 di 200 posti nelle istituzioni UE, soprattutto alla
Commissione, e di altri 500 posti fra il 2008 e il 2010. Propongono quindi di
ripristinare gli importi ridotti dal Consiglio alla spesa amministrativa della
Commissione, compresi quelli per il personale necessari per il suo buon
funzionamento e di iscrivere 50 milioni di euro nella riserva. Questa sarà
tolta al verificarsi di quattro condizioni, tra cui figura l'impegno a
effettuare un esame approfondito delle esigenze a medio termine in materia di
personale in tutti i luoghi di lavoro. La sottovoce "retribuzioni e
indennità" per il personale in attività ammonta, esclusa la riserva, a
1.526.030.000 euro.
A prescindere dalle implicazioni finanziarie, la
relazione sulle cosiddette "altre sezioni" (ossia le spese delle
istituzioni tranne la Commissione), afferma che - «in circostanze normali» -
debba essere proseguita la politica di
acquisto di uffici e edifici, soprattutto perché, nel corso degli anni,
essa «ha servito bene i propri interessi, garantendo risparmi e permettendo in
tal modo di finanziare altri progetti». Più in generale, raccomanda l'attuazione
di una politica di pianificazione pluriennale degli investimenti immobiliari al
posto dell'attuale piano annuale.
Per quanto riguarda le spese del Parlamento
europeo, la relazione si rammarica che l'autorità di bilancio non abbia
ricevuto alcun feedback dall'amministrazione riguardo alla sua richiesta di
minimizzare i costi in settori in cui si registrano «spese inutili legate
all'esistenza di tre luoghi di lavoro».
A tale proposito, rammenta che i costi di questa dispersione geografica
rappresentano circa il 16% delle spese totali del Parlamento.
Le istituzioni sono poi invitate a procedere a una
ristrutturazione dei servizi di
traduzione e, in particolare, a rivedere il numero e la lunghezza dei testi
da tradurre. Chiede inoltre alle istituzioni di presentare una relazione
sull'efficacia dei costi dei loro servizi di traduzione. Sempre in materia di politica del personale, i deputati
osservano che la maggior parte delle richieste di personale aggiuntivo è
riconducibile all'allargamento, «che resta una priorità assoluta». Tuttavia,
pur condividendo la politica del Consiglio di accettare tutti i nuovi posti
legati all'allargamento, ritengono che occorrano maggiori informazioni sulle
modalità di distribuzione pratica del personale aggiuntivo, «onde assicurare in
particolare che i neoassunti siano effettivamente utilizzati per svolgere
mansioni legate all'allargamento».
I deputati, infine, ribadiscono la necessità di
proseguire gli sforzi tesi a sviluppare una strategia informativa «efficace e di immediata comprensione»,
soprattutto allo scopo di migliorare il rapporto tra l'Istituzione e i
cittadini europei. Ciò, a loro parere, potrà essere conseguito soltanto sulla
base di una relazione su una strategia globale di informazione e comunicazione
con i cittadini e dopo aver effettuato un'analisi del valore aggiunto di
ciascuno strumento di informazione. E, in proposito, prendono atto della
proposta di creare una WebTV parlamentare e sottolineano l'importanza di
migliorare il servizio visitatori.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti
relazioni:
- Doc. A6-0340/2006 - Risoluzione sul
progetto di bilancio rettificativo n. 5/2006
- Doc. A6-0350/2006 - Risoluzione sul
progetto di bilancio rettificativo n. 3/2006
ISTRUZIONE
Doc. A6-0344/2006
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce un programma d'azione nel campo dell'apprendimento
permanente
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
24.10.2006 - Votazione: 25.10.2006
Il Parlamento ha adottato il nuovo programma d'azione comunitario nel
settore dell'istruzione e della formazione che, con una dotazione di circa 7
miliardi di euro per il periodo 2007-2013, è destinato a sostituire e rinnovare
i programmi esistenti, come Erasmus e Leonardo da Vinci. Il Programma intende
promuovere all'interno dell'UE gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i
sistemi di istruzione e formazione per farli diventare un punto di riferimento
di qualità a livello mondiale.
Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato,
in seconda lettura della procedura di codecisione, la posizione comune del
Consiglio sul nuovo programma d'azione nel campo dell'apprendimento permanente
per il periodo 2007-2013 che, pertanto, potrà essere avviato sin dal prossimo
1° gennaio. La posizione comune comprende numerosi emendamenti proposti in
prima lettura dal Parlamento europeo e prevede vari adeguamenti tecnici
rispetto alla proposta originaria della Commissione, prevalentemente relativi
alle procedure di attuazione. La dotazione del Programma, per il periodo
compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2013, è stata convenuta dalle
tre istituzioni nel contesto dell'accordo interistituzionale sul quadro
finanziario per il 2007-2013 ed ammonta a 6.200 milioni di euro a prezzi del
2004, pari a 6.970 milioni di euro a prezzi correnti.
L'obiettivo generale del Programma è contribuire,
attraverso l'apprendimento permanente, allo sviluppo della Comunità quale
società avanzata basata sulla conoscenza, con uno sviluppo economico
sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.
Per "apprendimento permanente", si intende «ogni istruzione generale,
istruzione e formazione professionali, istruzione non formale e apprendimento
informale intrapresi nelle varie fasi della vita, che diano luogo a un
miglioramento delle conoscenze, delle capacità e delle competenze in una
prospettiva personale, civica, sociale e/o occupazionale».
Il Programma, che sostituisce le attuali iniziative
che scadono alla fine del 2006, si pone anche l'obiettivo di fornire un valore
aggiunto europeo direttamente ai singoli cittadini promuovendo l'interazione,
la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione
all'interno della Comunità. Più in particolare, il programma intende promuovere
all'interno della Comunità gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i
sistemi di istruzione e formazione in modo che essi diventino un punto di
riferimento di qualità a livello mondiale. Gli obiettivi del programma di
apprendimento permanente sono perseguiti attraverso l'attuazione di quattro
programmi settoriali, di un programma trasversale e del programma Jean Monnet.
Il Programma
Comenius, destinatario di almeno il
13% della dotazione finanziaria globale, risponde alle esigenze didattiche e di
apprendimento di tutte le persone coinvolte nell'istruzione prescolastica e
scolastica fino al termine degli studi secondari superiori, nonché degli
istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione.
Si prefigge di sviluppare, tra i giovani e il
personale docente, la conoscenza e la comprensione della diversità culturale e
linguistica europea e del suo valore, nonché di aiutare i giovani ad acquisire
le competenze di base necessarie ai fini dello sviluppo personale, della
successiva occupazione e della cittadinanza europea attiva. Intende anche
migliorare la qualità e la dimensione europea della formazione degli insegnanti
nonché le metodologie pedagogiche e la gestione scolastica. Almeno l'80% degli
importi stanziati per il programma Comenius sarà destinato a sostenere la
mobilità, ossia gli scambi di allievi e di personale nonché la mobilità nelle
scuole per gli allievi e tirocini presso istituti scolastici o imprese per il
personale docente.
Il Programma
Erasmus, che potrà contare su almeno
il 40% delle risorse totali, risponde alle esigenze didattiche e di
apprendimento di tutte le persone coinvolte nell'istruzione superiore di tipo
formale e nell'istruzione e formazione professionali di terzo livello
(indipendentemente dalla lunghezza dei corsi o dalla qualifica e compresi anche
gli studi di dottorato), nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono
preposti a questo tipo di istruzione e formazione.
Tra gli obiettivi operativi del programma figurano
il miglioramento della qualità e l'aumento del volume della mobilità di
studenti e personale docente in tutta Europa, «in modo da contribuire a
raggiungere entro il 2012 la partecipazione di almeno tre milioni di persone
alla mobilità studentesca» nel quadro del programma Erasmus e dei programmi che
lo hanno preceduto. Per tale motivo, almeno l'80% degli importi stanziati per
il programma Erasmus dev'essere destinato a sostenere la mobilità.
Inoltre, intende migliorare la qualità e aumentare
il volume della cooperazione multilaterale tra gli istituti di istruzione
superiore in Europa ed accrescere il livello di trasparenza e compatibilità tra
le qualifiche dell'istruzione superiore e dell'istruzione professionale
avanzata conseguite in Europa. Infine, ha lo scopo di migliorare la qualità e
aumentare il volume della cooperazione tra gli istituti di istruzione superiore
e le imprese, di favorire lo sviluppo di pratiche innovative nell'istruzione e
nella formazione a livello terziario nonché il loro trasferimento e di
promuovere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti,
servizi, soluzioni pedagogiche e pratiche innovativi basati sulle TIC.
Sono considerati "studenti Erasmus" gli
studenti di istituti di istruzione superiore, iscritti almeno al secondo anno,
che trascorrono un periodo di studio in un altro Stato membro,
indipendentemente dalla concessione di un contributo finanziario nel quadro di
detto programma. Tali periodi di studio sono interamente riconosciuti in forza
degli accordi interistituzionali tra gli istituti di provenienza e quelli di
accoglienza. Questi ultimi, peraltro, non possono imporre tasse d'iscrizione a
tali studenti. Inoltre, fanno parte di questa "categoria" gli
studenti iscritti a programmi di master congiunti e impegnati nella mobilità e
gli studenti di istituti di istruzione superiore che partecipano a tirocini.
Il Programma
Leonardo da Vinci, con almeno il 25% della dotazione complessiva, risponde
alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone coinvolte
nell'istruzione e formazione professionali non di terzo livello, nonché degli
istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione e
formazione.
Tra gli obiettivi del Programma figura quello di
migliorare la qualità e aumentare il volume della mobilità, in tutta Europa,
delle persone coinvolte nell'istruzione e formazione professionale iniziali e
nella formazione continua, «in modo che entro la fine del programma di
apprendimento permanente i tirocini in azienda aumentino raggiungendo almeno il
numero di 80 000 unità l'anno». E proprio alle azioni di mobilità - che
comprendono i tirocini transnazionali presso imprese o in istituti di
formazione - dovrà essere dedicato almeno il 60% del finanziamento globale di
Leonardo.
Inoltre, intende migliorare la qualità e aumentare
il volume della cooperazione tra istituti o organizzazioni che offrono
opportunità di apprendimento, imprese, parti sociali e altri organismi
pertinenti in tutta Europa, nonché agevolare lo sviluppo di pratiche innovative
nel settore dell'istruzione e formazione professionale e il trasferimento di
queste pratiche. Infine, ha lo scopo di migliorare la trasparenza e il
riconoscimento delle qualifiche e delle competenze, comprese quelle acquisite
attraverso l'apprendimento non formale e informale, di incoraggiare
l'apprendimento di lingue straniere moderne e di promuovere lo sviluppo, nel
campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni
pedagogiche e pratiche innovativi basati sulle TIC.
Il Programma
Grundtvig, risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento delle
persone coinvolte in ogni forma di istruzione degli adulti, nonché degli
istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione.
I suoi obiettivi operativi comprendono il miglioramento della qualità e
dell'accessibilità della mobilità, in tutta Europa, dei singoli coinvolti
nell'istruzione degli adulti, nonché l'aumento del volume in modo che, entro il
2013, venga sostenuta la mobilità annua di almeno 7.000 persone coinvolte
nell'istruzione degli adulti. Almeno il 55% degli importi stanziati per il
programma Grundtvig dovrà essere destinato a sostenere la mobilità.
Si prefigge, inoltre, di migliorare la qualità e
aumentare il volume della cooperazione tra le organizzazioni coinvolte
nell'istruzione degli adulti in tutta Europa e di prestare assistenza alle
persone appartenenti a gruppi sociali vulnerabili e a contesti sociali
marginali (soprattutto agli anziani e a coloro che hanno lasciato gli studi
senza aver acquisito qualifiche di base) per offrire loro opportunità
alternative di accesso all'istruzione degli adulti. Infine, intende agevolare
lo sviluppo di pratiche innovative nel settore dell'istruzione degli adulti e
il trasferimento di queste pratiche, promuovere lo sviluppo, nel campo
dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e
pratiche innovativi basati sulle TIC e migliorare le metodologie pedagogiche e
la gestione delle organizzazioni operanti nel campo dell'istruzione degli
adulti.
Il Programma
Trasversale comprende le quattro attività chiave: la cooperazione politica
e l'innovazione nel settore dell'apprendimento permanente; la promozione
dell'apprendimento delle lingue; lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento
permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e pratiche innovativi
basati sulle TIC; la diffusione e l'utilizzo dei risultati delle azioni
sostenute nell'ambito del programma nonché lo scambio delle buone pratiche.
I suoi obiettivi operativi sono di sostenere, a
livello europeo, la definizione di politiche e la cooperazione nel campo
dell'apprendimento permanente, garantire un'adeguata disponibilità di dati,
statistiche e analisi confrontabili su cui fondare la definizione delle
politiche, nonché monitorare i progressi compiuti verso il raggiungimento degli
obiettivi e dei traguardi fissati e individuare i settori su cui concentrare
l'attenzione. Si tratterà, inoltre, di
promuovere l'apprendimento delle lingue e sostenere la diversità linguistica
negli Stati membri, sostenere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento
permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e pratiche innovativi
basati sulle TIC e, infine, di garantire il riconoscimento, la dimostrazione e
l'applicazione in forma opportuna e su vasta scala dei risultati del programma
di apprendimento permanente.
Il Programma
Jean Monnet sostiene le istituzioni e le attività nel campo dell'integrazione
europea. Comprende tre attività chiave: l'azione Jean Monnet; le sovvenzioni di
funzionamento a sostegno di istituzioni specifiche che trattano temi connessi
all'integrazione europea; le sovvenzioni di funzionamento a sostegno di altre
istituzioni e associazioni europee attive nel campo dell'istruzione e della
formazione.
Si prefigge di stimolare l'eccellenza
dell'insegnamento, della ricerca e della riflessione nel campo degli studi
sull'integrazione europea negli istituti di istruzione superiore all'interno e
all'esterno della Comunità. Inoltre, ha lo scopo di rafforzare la conoscenza e
la consapevolezza dei temi connessi all'integrazione europea tra gli esperti
del mondo accademico e tra i cittadini europei in generale. Sosterrà poi
importanti istituti europei che si occupano di temi connessi all'integrazione
europea nonché l'esistenza di istituzioni e associazioni europee di elevato
profilo operanti nei settori dell'istruzione e della formazione. In tale
contesto, l'Istituto universitario europeo di Firenze potrà beneficiare di un
sostegno per determinate spese di funzionamento e amministrative.
GIOVENTÙ
VIA LIBERA A
"GIOVENTÙ IN AZIONE"
Doc. A6-0341/2006
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce il programma "Gioventù in azione" per il
periodo 2007-2013
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
24.10.2006 - Votazione: 25.10.2006
Il Parlamento ha approvato il programma "Gioventù in azione" che,
con una dotazione globale di 885 milioni di euro, intende promuovere un più
vivo senso di cittadinanza attiva e di responsabilità tra i giovani, lo spirito
di iniziativa e la comprensione reciproca tra i giovani in diversi paesi. E'
posto anche l'accento sul riconoscimento dell'apprendimento informale. Con
sovvenzioni e borse di studio, il Programma sosterrà progetti senza scopo di
lucro destinati a giovani tra i 15 e i 28 anni.
Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato,
in seconda lettura della procedura di codecisione, la posizione comune adottata
dal Consiglio in merito al Programma "Gioventù in azione" 2007-2013.
Il Programma potrà quindi essere avviato, come previsto, il 1° gennaio 2007.
Oltre ad avere recepito totalmente o parzialmente ¾ degli emendamenti proposti
dal Parlamento, la posizione comune resta sostanzialmente in linea con la
proposta originaria della Commissione, in particolare riguardo agli obiettivi
ed alle azioni del programma. In conformità dell'accordo interistituzionale
relativo al quadro finanziario per il 2007-2013, l'importo totale assegnato
ammonta a 785 milioni di euro (prezzi 2004, ossia 885 milioni di euro a prezzi
correnti).
Il nuovo programma "Gioventù in azione",
che sostituisce l'attuale programma "Gioventù", è volto ad offrire ai
giovani dei paesi partecipanti opportunità per scambi tra gruppi ed attività di
volontariato, nonché a rafforzare la cooperazione e sostenere una serie di
attività nel settore della gioventù. Il programma è inteso a promuovere un più
vivo senso di cittadinanza attiva e responsabilità tra i giovani, a
incoraggiare lo spirito di iniziativa e imprenditoriale e la creatività, a
promuovere la comprensione reciproca tra i giovani in diversi paesi e, nel
contempo, a stimolare il riconoscimento del valore dell'istruzione informale
acquisita in un contesto europeo.
Il programma è inteso a sostenere progetti senza
scopo di lucro a favore dei giovani, dei gruppi di giovani, di coloro che sono
attivi nell'animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili, nelle
organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro. Fatte salve le modalità
specifiche per l'attuazione delle azioni, il programma si rivolge in particolar
modo ai giovani dai 15 ai 28 anni, benché determinate azioni siano aperte ai
giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni. Per raggiungere gli obiettivi
generali e specifici, il Programma è articolato in cinque azioni. A seconda
della natura dell'azione, gli aiuti finanziari possono assumere la forma di
sovvenzioni o di borse di studio. La Commissione può anche assegnare premi per
azioni o progetti attuati nel quadro del programma.
"Gioventù per l'Europa" - che dispone come
minimo del 30% delle risorse totali - è un'azione volta a sostenere gli scambi
di giovani nell’intento di aumentarne la mobilità nonché a promuovere le
iniziative, i progetti e le attività di partecipazione dei giovani alla vita
democratica mirati a sviluppare il sentimento di cittadinanza e la comprensione
reciproca dei giovani. "Il servizio
volontario europeo" - dotato del 23% del finanziamento totale - è
un'azione volta a favorire la partecipazione dei giovani a varie forme di
attività di volontariato, sia all’interno che all’esterno dell'UE.
"Gioventù nel mondo" - con il 6% della
dotazione totale - intende sostenere progetti con i paesi partner, in
particolare lo scambio di giovani e di coloro che sono attivi nell'animazione
giovanile e nelle organizzazioni giovanili. Vuole anche promuovere le
iniziative che rafforzano la comprensione reciproca dei giovani, il loro senso
della solidarietà e della tolleranza nonché lo sviluppo della cooperazione nel
settore della gioventù e della società civile in questi paesi.
L'azione "Sistemi
di sostegno per i giovani" - dotata del 15% delle risorse - è volta a sostenere gli organismi attivi a
livello europeo nel settore della gioventù, in particolare il funzionamento
delle organizzazioni giovanili non governative, la loro messa in rete, i
consigli per le persone che sviluppano progetti, garantendo la qualità tramite
lo scambio, la formazione e la messa in rete di coloro che sono attivi
nell'animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili. Ma anche
l'incentivazione dell'innovazione e della qualità, l'informazione dei giovani e
lo sviluppo delle strutture ed attività necessarie al programma per raggiungere
tali obiettivi, nonché incoraggiando partenariati con le autorità locali e
regionali.
Infine, attraverso il "Sostegno alla cooperazione europea nel settore della
gioventù" - che può contare sul 4% del finanziamento globale - si
tenderà a organizzare il dialogo strutturato tra i vari soggetti del mondo
della gioventù, in particolare i giovani stessi, coloro che sono attivi
nell'animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili ed i responsabili
politici. Il suo scopo sarà anche di promuovere seminari giovanili su tematiche
sociali, culturali e politiche di interesse per i giovani, di contribuire allo
sviluppo della cooperazione politica nel settore della gioventù e di facilitare
lo sviluppo delle reti necessarie ad una migliore conoscenza della gioventù.
Il pacchetto finanziario del programma può coprire
anche le spese relative alle azioni di preparazione, seguito, controllo, audit
e valutazione direttamente necessarie alla sua gestione ed al raggiungimento
dei suoi obiettivi, in particolare studi, riunioni, azioni d'informazione e di
pubblicazione, spese legate alle reti informatiche attinenti allo scambio di
informazioni, nonché qualsiasi altra spesa d'assistenza amministrativa e tecnica
nella quale può incorrere la Commissione nel quadro della gestione del
programma.
L'emendamento più significativo apportato alla
proposta originaria è stato probabilmente l'introduzione di soglie finanziarie
minime per ciascuna delle azioni contenute nel programma. Sebbene questo sia in
lieve contrasto con l'invito alla massima flessibilità formulato dalla
Commissione, l'accordo di compromesso raggiunto tra il Parlamento ed il
Consiglio sulla ripartizione tra le cinque azioni lascia ancora un margine di
flessibilità del 22% da distribuire a seconda delle priorità e delle esigenze
future.
Rispetto alla proposta originaria, il nuovo testo
pone un accento maggiore sull'offerta di opportunità di apprendimento non
formale. Un nuovo paragrafo, infatti, stabilisce che la Commissione e i paesi
partecipanti devono adottare le misure necessarie per favorire il
riconoscimento dell'apprendimento non formale ed informale dei giovani, ad
esempio mediante attestati o certificati che riconoscano l'esperienza acquisita
dai beneficiari e attestino la partecipazione diretta dei giovani - o di coloro
che sono attivi nell'animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili - ad
un'azione del programma.
Il Programma è aperto gli Stati membri dell'UE,
agli Stati dell'EFTA che sono membri dello Spazio Economico Europeo, ai paesi
candidati che beneficiano di una strategia di preadesione, ai paesi dei Balcani
occidentali (sulla base degli accordi quadro riguardanti la loro partecipazione
ai programmi comunitari) e alla Svizzera, sotto riserva della conclusione di un
accordo bilaterale con questo paese. Le azioni "Servizio volontario
europeo" e "Gioventù nel mondo" sono aperte alla cooperazione
con i paesi terzi che hanno concluso con la Comunità europea accordi connessi
al settore gioventù. Tale cooperazione avviene, se del caso, tramite
stanziamenti supplementari dei paesi partner resi disponibili in base a
procedure da decidere con tali paesi.
CULTURA
VERSO UN'IDENTITÀ
EUROPEA CON "EUROPA PER I CITTADINI"
Doc. A6-0342/2006
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce, per il periodo 2007-2013, il programma
"Cittadini per l'Europa" mirante a promuovere la cittadinanza europea
attiva
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
24.10.2006 - Votazione: 25.10.2006
L'Aula ha approvato il nuovo programma "Europa per i cittadini"
che, con una dotazione di 190 milioni di euro, intende promuovere una
cittadinanza europea attiva. Il contributo UE sosterrà il gemellaggio di città,
centri di ricerca sulle politiche europee, progetti promossi da ONG, eventi e
conferenze, studi, indagini e sondaggi. Sarà anche fornito un sostegno alla
preservazione dei principali siti ed archivi collegati alle deportazioni
naziste e staliniste e alla commemorazione delle vittime.
Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato
la posizione comune del Consiglio e taluni emendamenti alla stessa che sono
frutto di un accordo con i Ministri. Il Programma - che potrà quindi prendere
avvio sin dal 1° gennaio 2007 - intende contribuire a dare ai cittadini la
possibilità di interagire e partecipare alla costruzione di un’Europa sempre
più vicina, «unita nella sua diversità culturale e da questa arricchita». Ma
anche di sviluppare «un sentimento d'identità europea», fondata su valori, una
storia e una cultura comuni e di migliorare la tolleranza e la comprensione
reciproca dei cittadini europei, rispettando e valorizzando la diversità
culturale e contribuendo al dialogo interculturale.
La posizione comune del Consiglio, pur conservando
gli elementi principali della proposta originaria della Commissione, tiene
conto delle preoccupazioni e delle priorità del Parlamento europeo accogliendo
la maggior parte degli emendamenti proposti in prima lettura. Nell'insieme, il
Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione condividono posizioni
analoghe sul Programma che, in conformità dell'accordo interistituzionale sul
quadro finanziario 2007-2013, stanzia 190 milioni di euro ai prezzi del 2004
(fatti salvi adeguamenti per tener conto dell'inflazione).
Gli obiettivi del programma sono perseguiti
sostenendo quattro azioni. "Cittadini
attivi per l'Europa" comprende il gemellaggio di città e progetti di
carattere transnazionale e intersettoriale in cui intervengono direttamente i
cittadini. Indicativamente, almeno il 45% del bilancio totale assegnato al
programma sarà destinato a questa azione (contro il 47% previsto dalla
posizione del Consiglio). L'azione "Una
società civile attiva in Europa" prevede il sostegno strutturale ai
centri di ricerca sulle politiche europee (gruppi di riflessione) e alle
organizzazioni della società civile a livello europeo (compresi, fino al 2009,
la Piattaforma delle organizzazioni non
governative sociali europee, il Movimento
europeo e il Consiglio europeo per i
rifugiati e gli esuli), nonché il sostegno a progetti promossi da
organizzazioni della società civile. Indicativamente, circa il 31% del bilancio
totale assegnato al programma sarà destinato a questa azione (contro il 29%
proposto dal Consiglio).
"Insieme
per l'Europa" fornirà un sostegno a eventi di grande visibilità, come
commemorazioni, premi, manifestazioni artistiche, conferenze su scala europea,
nonché a studi, indagini e sondaggi d'opinione e a strumenti d'informazione e
di diffusione (compresi, fino al 2009, l'Association
Jean Monnet, il Centre européen
Robert Schuman e le Case d'Europa
federate sul piano nazionale ed europeo). Indicativamente, circa il 10% del
bilancio totale assegnato al programma sarà destinato a questa azione.
L'azione "Memoria
europea attiva", fortemente promossa dal Parlamento europeo, riguarda
la preservazione dei principali siti ed archivi connessi con le deportazioni e
la commemorazione delle vittime. Più in particolare, si tratterà di un sostegno
a progetti «volti a preservare i principali siti e memoriali connessi con le
deportazioni di massa, gli ex campi di concentramento ed altri luoghi di
martirio e di sterminio su larga scala di civili da parte dei nazisti nonché
gli archivi che documentano tali tragedie, e a conservare la memoria delle
vittime e di quanti, in condizioni estreme salvarono loro simili
dall'olocausto».
Il contributo comunitario, inoltre, sarà concesso a
progetti «volti a commemorare le vittime degli stermini e delle deportazioni di
massa connessi con lo stalinismo e a preservare i memoriali e gli archivi che
documentano tali tragedie». Circa il 4% del bilancio totale assegnato al
programma sarà destinato a questa azione.
Le misure comunitarie potranno avere la forma di convenzioni di sovvenzione o di contratti
di appalto. Potranno inoltre essere concesse secondo forme e accordi
specifici, quali sovvenzioni di funzionamento, sovvenzioni di azioni, borse di
studio e premi. I contratti d'appalto riguarderanno l'acquisto di servizi,
quali l'organizzazione di manifestazioni, studi e ricerche, strumenti
d'informazione e di diffusione, monitoraggio e valutazione.
Il programma è
accessibile a tutti i soggetti che promuovono la cittadinanza europea attiva,
in particolare alle autorità e organizzazioni locali, ai centri di ricerca
sulle politiche europee (gruppi di riflessione), ai gruppi di cittadini e ad
altre organizzazioni della società civile. Potrà anche comprendere attività in
comune e innovative nel settore della cittadinanza europea attiva svolte con
organizzazioni internazionali prestigiose, quali il Consiglio d'Europa e
l'Unesco, sulla base di contributi comuni.
MEDIA 2007 PROMUOVE IL
SETTORE AUDIOVISIVO EUROPEO
Doc. A6-0337/2006
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio relativa all'attuazione di un programma di sostegno al settore
audiovisivo europeo (MEDIA 2007)
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
24.10.2006 - Votazione: 24.10.2006
Il Parlamento ha approvato il Programma MEDIA 2007 che, in un unico
strumento, riunisce le attuali misure di sostegno a favore dell'industria
audiovisiva europea. Dotato di 671 milioni di euro, intende rafforzare la
competitività del settore, promuovere nell'UE e nel mondo le opere audiovisive
europee nonché conservare e valorizzare la diversità culturale europea e il suo
patrimonio cinematografico audiovisivo. Il sostegno alla
digitalizzazione è un elemento centrale del programma.
Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato
la posizione comune del Consiglio relativa al nuovo Programma MEDIA 2007 a
favore del settore audiovisivo europeo che, pertanto, potrà essere avviato dal
prossimo 1° gennaio. Il Consiglio, infatti, tenendo conto delle preoccupazioni
e delle priorità del Parlamento europeo, ha accolto la maggior parte degli
emendamenti proposti in prima lettura il 25 ottobre 2005. La dotazione
finanziaria è di 671 milioni di euro ai prezzi del 2004 (fatti salvi gli
adeguamenti per tener conto dell'inflazione).
Grazie agli emendamenti del Parlamento europeo,
secondo la relatrice, il programma MEDIA contiene ora riferimenti più chiari
sull'importanza del cinema europeo per il dialogo interculturale, sulla
diversità linguistica e culturale e sui principi della dignità umana,
dell’uguaglianza e della non discriminazione. Il sostegno alla
digitalizzazione, inoltre, è divenuto un elemento centrale del programma, per
superare la frammentazione del mercato europeo e promuovere la capacità di
innovazione del settore audiovisivo europeo. I cataloghi digitali dovrebbero
per esempio contribuire a favorire l'accesso dei cittadini al patrimonio
cinematografico europeo.
Il programma MEDIA mira a rafforzare economicamente
il settore audiovisivo per consentirgli di svolgere al meglio tale ruolo
culturale «attraverso lo sviluppo di un'industria dai contenuti forti e
diversificati e di un patrimonio valido e accessibile e aggiungere valore al
sostegno nazionale». In tale contesto, intende conservare e valorizzare la
diversità culturale e linguistica europea e il patrimonio audiovisivo
cinematografico, garantire l’accesso al pubblico dello stesso e favorire il
dialogo tra le culture. Inoltre, ha lo scopo di accrescere la circolazione e la
visibilità delle opere audiovisive europee all’interno e all’esterno
dell’Unione europea, intensificando fra l'altro la cooperazione fra le parti
attive. Infine, vuole rafforzare la competitività del settore audiovisivo
europeo nel quadro di un mercato europeo aperto e concorrenziale propizio
all'occupazione, promuovendo fra l'altro i collegamenti tra i professionisti
dell’audiovisivo.
Per realizzare tali obiettivi, il Programma
interviene a monte della produzione audiovisiva per favorire, con circa il 7%
delle risorse totali del programma, l’acquisizione e il perfezionamento delle
competenze nel settore audiovisivo e per incoraggiare, con almeno il 20% della
dotazione, lo sviluppo delle opere audiovisive europee. Inoltre, a valle della
produzione audiovisiva, favorisce la distribuzione (almeno 55% del bilancio) e
la promozione (circa il 9%) delle opere audiovisive europee. Prevede anche dei
progetti pilota che, con circa il 4% della dotazione totale, sono intesi a
garantire l’adeguamento del programma agli sviluppi del mercato, con particolare riferimento
all’introduzione e all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione.
Il sostegno comunitario sarà versato sotto forma di
sovvenzioni o borse. Nel settore della formazione, una parte adeguata dei fondi
disponibili ogni anno dovrà essere assegnata, nella misura del possibile, ad
attività nuove. Il contributo finanziario di MEDIA potrà raggiungere il 60% dei
costi delle operazioni sostenute nel caso di azioni di formazione in paesi o
regioni con scarsa capacità di produzione di audiovisivi e/o ad area geografica
o linguistica limitata. Ma anche per le azioni di distribuzione e diffusione e
per i progetti presentati nel quadro dei filoni sviluppo,
distribuzione/diffusione e promozione interessanti per la valorizzazione della
diversità linguistica e culturale europea. Il contributo finanziario potrà
invece raggiungere il 75% dei costi delle operazioni sostenute nel caso di
azioni di formazione situate sul territorio degli Stati membri che hanno
aderito all'Unione europea dopo il 30 aprile 2004.
Il Programma prevede infine, che la Commissione,
direttamente e congiuntamente con gli Stati membri, costituisca una rete
europea di MEDIA Desk e di Antenne MEDIA, che funga da organo esecutivo a
livello nazionale. I suoi principali compiti sarebbero di informare i
professionisti del settore audiovisivo delle varie forme di sostegno
disponibili nell’ambito delle politiche dell’Unione europea, assicurare la
pubblicazione e la promozione del programma, incoraggiare la massima
partecipazione possibile dei professionisti alle azioni del programma e,
infine, di assistere i professionisti nella presentazione dei progetti.
Doc. A6-0343/2006
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce il programma Cultura (2007-2013)
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
24.10.2006 - Votazione: 24.10.2006
Il Parlamento ha approvato il nuovo programma Cultura per il periodo
2007-2013 che, attraverso il sostegno a organismi culturali attivi a livello
europeo, intende promuovere la mobilità transnazionale delle persone che
lavorano nel settore culturale, incoraggiare la circolazione transnazionale
delle opere d'arte e dei prodotti culturali e artistici nonché favorire il
dialogo interculturale. Il Programma sarà avviato sin dal 1° gennaio 2007.
Adottando la relazione, la Plenaria ha approvato la
posizione comune del Consiglio in merito al Programma Cultura, nonché taluni
emendamenti alla stessa che, però, sono stati concordati con i Ministri.
L’obiettivo generale del Programma è di contribuire alla valorizzazione di uno
spazio culturale condiviso dagli europei e basato su un comune patrimonio
culturale, sviluppando la cooperazione culturale tra i creatori, gli operatori
culturali e le istituzioni culturali dei paesi partecipanti al programma, al
fine di favorire l’emergere di una cittadinanza europea.
I suoi obiettivi specifici sono la promozione della
mobilità transnazionale degli operatori culturali, della circolazione
transnazionale delle opere e dei prodotti artistici e culturali nonché del
dialogo interculturale. Il Programma - che sarà attuato dal 1° gennaio 2007 al
31 dicembre 2013 - è aperto alla partecipazione delle industrie culturali non
audiovisive, in particolare delle piccole imprese culturali, laddove tali industrie
svolgano una funzione culturale senza scopo di lucro. Gli obiettivi del
programma sono perseguiti attraverso il sostegno ad azioni culturali, quali
progetti di cooperazione pluriennale, azioni di cooperazione e azioni speciali
nonché con il sostegno ad organismi attivi a livello europeo nel settore
culturale. Ma anche attraverso l'appoggio a lavori d’analisi e ad attività di
raccolta e diffusione dell’informazione e ad attività che ottimizzino l'impatto
di progetti nel settore della cooperazione culturale europea e dello sviluppo
della politica culturale europea.
La dotazione del Programma - 354 milioni di euro a
prezzi del 2004, pari a 400 milioni di euro ai prezzi correnti - è stata
concordata dalle tre istituzioni nel contesto dell'accordo interistituzionale
sul quadro finanziario per il 2007-2013. Gli aiuti finanziari assumono la forma
di sovvenzioni a persone giuridiche ma, in alcuni casi, possono essere
assegnate borse a persone fisiche. La Commissione, inoltre, può anche assegnare
premi a persone fisiche o giuridiche per azioni o progetti attuati nell'ambito
del programma.
Secondo la natura dell’azione, possono anche essere
autorizzati finanziamenti forfettari. Infine, alcune attività specifiche delle
Capitali europee della cultura possono essere sovvenzionate o ricevere un
premio. Il Programma sarà aperto a tutti i settori culturali e a tutte le
categorie di operatori culturali. In diverse parti del testo è messa in risalto
l'importanza del patrimonio culturale, mantenendo il carattere aperto e non
settoriale del programma. Il sostegno per iniziative volte a preservare
memoriali - con l'accordo delle tre Istituzioni - è stato trasferito al
programma "Cittadini per l’Europa".
Il sostegno comunitario ai progetti di cooperazione pluriennale (progetti su grande scala) non
può superare il 50% del bilancio del progetto, ha carattere decrescente ed è
concesso per un periodo da 3 a 5 anni. Non può essere superiore a 500.000 euro
l’anno per tutte le attività dei progetti di cooperazione. A titolo indicativo,
circa il 32% del bilancio totale del programma è riservato a questo tipo di
sostegno. Il contributo UE concesso ai progetti
di cooperazione (progetti su piccola scala), della durata massima di 24
mesi, non può superare il 50% del bilancio del progetto e deve essere compreso
tra un minimo di 50.000 euro e un massimo di 200.000 euro. A titolo indicativo,
circa il 29% del bilancio totale del programma è riservato a questo tipo di
sostegno.
L'aiuto comunitario per i progetti speciali, che potrà assorbire circa il 16% del bilancio
totale del programma, non può superare il 60% del bilancio del progetto. Il
sostegno ad organismi attivi a livello
europeo nel settore culturale, che assume la forma di una sovvenzione di
funzionamento, potrà assorbire circa il 10% del bilancio totale del programma.
L'importo totale delle sovvenzioni di funzionamento non può superare l'80%
delle spese finanziabili dell'organismo nell'anno civile per il quale la
sovvenzione è concessa. Il contributo comunitario a lavori d'analisi nonché alla raccolta e alla diffusione
dell'informazione e ad attività che ottimizzano l'impatto dei progetti nel
settore della cooperazione culturale, potrà raggiungere circa il 5% del
bilancio totale del programma.
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
SANITÀ PUBBLICA
-
Doc.
B6-0528/2006 - Risoluzione sul cancro al
seno nell'Unione europea ampliata
Per ridurre il tasso di mortalità delle donne a causa del
cancro al seno, il Parlamento insiste sulla necessità di promuovere lo
screening mammografico. I deputati chiedono lo sviluppo della ricerca in
materia di prevenzione, di terapie con scarsi effetti collaterali e di esami
del sangue (biomarker). Occorre anche definire una Carta dei diritti dei malati
di cancro per incitare le imprese a consentire ai pazienti di esercitare
l'attività durante la cura e a reintegrarli nel mercato del lavoro.
AFFARI ECONOMICI E
MONETARI
- Doc. A6-0349/2006 - Relazione sulla
relazione annuale 2005 della Banca centrale europea
Il Parlamento chiede riforme strutturali agli Stati
membri per sostenere la ripresa economica. Plaudendo poi alla BCE per aver
garantito la stabilità dei prezzi, rileva che l'aumento dei tassi d'interesse
implica dei rischi per la crescita. Occorre inoltre esaminare i prezzi del
mercato immobiliare e l'eccessiva circolazione di banconote da 500 euro. I
deputati rivendicano maggiore trasparenza dei processi decisionali della BCE e
un ruolo del Parlamento nella nomina dei membri del suo board.
-
Doc.
A6-0363/2006 - Risoluzione
sui partenariati pubblico-privati e il diritto comunitario degli appalti
pubblici e delle concessioni
-
Doc.
A6-0303/2006 - Risoluzione sul recupero
dei fondi comunitari
-
Doc.
B6-0530/2006 - Risoluzione
sui principi contabili utilizzati dagli emittenti di paesi terzi e la loro
equivalenza in IFRS come menzionato nella proposta di misure di attuazione
della direttiva sui prospetti e della direttiva sulla trasparenza
-
Doc.
B6-0529/2006 - Risoluzione sulle misure
di attuazione della direttiva sulla trasparenza
POLITICA DELL'OCCUPAZIONE
-
Doc.
A6-0308/2006 - Risoluzione
sull'applicazione della direttiva 96/71/CE
Il Parlamento insiste sulla necessità di garantire dei
diritti sociali minimi ai lavoratori distaccati in uno Stato membro diverso dal
proprio. Chiede poi di migliorare l'informazione diretta in merito ai loro
diritti e sottolinea l’importanza di mantenere la facoltà per gli Stati membri
di determinare un salario minimo. Va anche operata una chiara distinzione tra
lavoratori dipendenti e imprenditori e sono sollecitati controlli efficaci sul
rispetto della direttiva.
AMBIENTE
- Doc. A6-0251/2006 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento
europeo e del Consiglio relativa alle restrizioni in materia di immissione sul
mercato e di uso dei perfluorottano sulfonati (modifica della direttiva
76/769/CEE del Consiglio)
Il Parlamento ha approvato una direttiva che prevede
restrizioni all'immissione sul mercato e all'uso dei perfluottano sulfonati, un
composto presente in un'ampia gamma di prodotti di largo consumo e di uso
comune. Questa sostanza, che contribuisce all'effetto serra e rappresenta un
pericolo per l'organismo umano, dovrà essere sostituita non appena il ricorso
ad alternative più sicure diventi tecnicamente ed economicamente praticabile. Ma
sono previste talune deroghe per usi specifici.
-
Doc. A6-0288/2006
- Risoluzione relativa alla posizione
comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento
europeo e del Consiglio riguardante lo strumento finanziario per l'ambiente
(LIFE +)
-
Doc.
B6-0543/2006 - Risoluzione
sulla strategia dell'Unione europea per la Conferenza di Nairobi sul
cambiamento climatico
-
Doc.
B6-0544/2006 - Risoluzione sul seguito
dato al parere del Parlamento sulla protezione ambientale: lotta al crimine,
reati e pene
-
Docc.
B6-0545, 0571, 0573, 0574, 0575, 0576/2006 - Risoluzione sull'esportazione di rifiuti tossici in Africa
RELAZIONI ESTERNE
-
Doc.
A6-0310/2006 - Risoluzione su un
partenariato strategico UE-Sudafrica
Il Parlamento sostiene l'intenzione di sviluppare una
cooperazione politica strategica con l'Africa del Sud, anche per il suo ruolo
quale "portavoce" di tutti i paesi subsahariani. Per i deputati,
l'obiettivo principale dev'essere la riduzione della povertà, ma anche la
prevenzione e la cura dell'AIDS. Occorre poi una più stretta collaborazione in
materia di istruzione e formazione, creare incentivi agli investimenti esteri e
sostenere la strategia sudafricana sulla sicurezza energetica.
-
Doc. A6-0334/2006 - Relazione recante la raccomandazione del
Parlamento europeo al Consiglio sulla stipula di un accordo euro-mediterraneo
d'associazione fra, da una parte, la Comunità europea e i suoi Stati membri e,
dall'altra, la Repubblica araba siriana
Il Parlamento ritiene che un accordo d'associazione
potrebbe dare un impulso decisivo alle riforme tese a migliorare la situazione
in Siria. Tuttavia, malgrado taluni segnali incoraggianti, i deputati ritengono
che le condizioni necessarie per la firma di un accordo non sono ancora
soddisfatte. Alla Siria è chiesto di tutelare i diritti umani, garantire la sovranità
del Libano, sospendere gli aiuti a gruppi terroristici e partecipare alla
pacificazione della regione.
-
Docc.
B6-0537, 0538, 0542, 0547, 0550, 0553 - Risoluzione
sulla situazione in Ossezia del Sud
-
Docc.
B6-0539, 0540, 0541, 0546, 0551, 0552 - Risoluzione
sulla Moldova
COMMERCIO
ESTERO/INTERNAZIONALE
- Doc. a6-0243/2006 - Relazione sulla
relazione annuale della Commissione al Parlamento europeo sulle misure
antidumping, antisovvenzioni e di salvaguardia adottate dai paesi terzi nei
confronti della Comunità (2004)
L'Aula chiede più determinazione nella difesa
dell'industria comunitaria dalle violazioni delle regole del commercio
internazionale. E' quindi necessario promuovere azioni volte a rendere più
efficace e tempestiva l'applicazione delle decisioni dell'organo OMC di
risoluzione delle controversie. Occorre poi valutare l'idea di rivedere in
profondità le norme sulla difesa commerciale, per considerare come dumping
anche il mancato rispetto degli accordi internazionali in campo sociale o
ambientale.
GIUSTIZIA E AFFARI
INTERNI
-
Doc. A6-0316/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura
relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un
procedimento europeo d'ingiunzione di pagamento
Il Parlamento ha approvato un nuovo regolamento che,
istituendo un procedimento europeo d'ingiunzione di pagamento, ha lo scopo di
semplificare, accelerare e ridurre i costi dei procedimenti per le controversie
transfrontaliere in materia di crediti pecuniari non contestati.
-
Doc.
A6-0286/2006 - Risoluzione
legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio che istituisce un
meccanismo comunitario di protezione civile
-
Doc.
A6-0330/2006 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un
accordo tra la Comunità europea e la Norvegia sulla revisione dell'importo del
contributo finanziario della Norvegia previsto dall'accordo tra la Comunità
europea e il Regno di Norvegia sulla partecipazione della Norvegia all'attività
dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze
IMMUNITÀ E STATUTO DEI
DEPUTATI
-
Doc. A6-0329/2006 - Relazione sulla richiesta di difesa dei
privilegi e delle immunità dell'on. Mario Borghezio
Il Parlamento ha deciso di non difendere l'immunità di
Mario BORGHEZIO in un procedimento penale avviato dalla Procura di Milano per
aver "deturpato cose altrui" scrivendo «Forleo vergogna» sul
marciapiede dinnanzi al Palazzo di Giustizia.
-
Doc. A6-0317/2006 - Relazione sulla richiesta di difesa dei
privilegi e delle immunità dell'on. Bogdan Golik
TRASPORTI
-
Doc. A6-0299/2006
- Risoluzione
sulla promozione del trasporto sulle vie navigabili interne: NAIADES, programma
di azione europeo integrato per il trasporto sulle vie navigabili interne
PESCA
-
Doc.
C6-0295/2006 - Risoluzione
legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del
regolamento (CE) n. 639/2004 del Consiglio relativo alla gestione delle flotte
pescherecce registrate nelle regioni ultraperiferiche
VARIE
-
Doc.
A6-0348/2006 - Risoluzione
legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica lo statuto
dell'impresa comune Galileo contenuto nell'allegato del regolamento (CE) n.
876/2002 del Consiglio
-
Doc.
A6-0292/2006 - Risoluzione
legislativa sul progetto di decisione del Consiglio ai fini dell'adesione della
Comunità europea al regolamento n. 107 della Commissione economica delle
Nazioni Unite per l'Europa sulle prescrizioni uniformi relative
all'omologazione di veicoli delle categorie M 2 o M 3 per quanto riguarda le
loro caratteristiche generali di costruzione
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE
RELAZIONI ESTERNE
·
Cina e
Vietnam: dazio antidumping sulle importazioni di calzature (http://consilium.europa.eu)
·
Aiuti
per il commercio (http://consilium.europa.eu)
·
Strumento
europeo di vicinato e partenariato (http://consilium.europa.eu)
·
Strumento
per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo
(http://consilium.europa.eu)
CULTURA
·
Direttiva
TV senza frontiere (http://consilium.europa.eu)
MERCATO INTERNO
·
Procedimento
europeo per controversie di modesta entità
(http://consilium.europa.eu)
POLITICA REGIONALE
·
Nuovi
orientamenti per la politica di coesione (http://consilium.europa.eu)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Programma
quadro per la competitività e l'innovazione
(http://consilium.europa.eu)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Aggiunta
di vitamine e minerali agli alimenti (http://consilium.europa.eu)
·
Indicazioni
nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari
(http://consilium.europa.eu)
TRASPORTI
·
Revisione
del Libro bianco sulla politica dei trasporti per il 2010
(http://consilium.europa.eu)
VARIE
·
Dati
del codice di prenotazione - Firma di un accordo con gli Stati Uniti
(http://consilium.europa.eu)
·
Asilo e
immigrazione (http://consilium.europa.eu)
DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
RELAZIONI ESTERNE
·
Misure
di sostegno ai giovani nei paesi partner mediterranei
(http://eesc.europa.eu)
POLITICA SOCIALE
·
Statistiche
integrate della protezione sociale (http://eesc.europa.eu)
·
Processo
di attuazione della politica di coesione: ruolo delle organizzazioni della
società civile (http://eesc.europa.eu)
CULTURA
·
Stimolare
lo spritito imprenditoriale: istruzione e formazione
(http://eesc.europa.eu)
MERCATO INTERNO
·
Servizi
d'interesse generale (http://eesc.europa.eu)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Esenzione
IVA per i viaggiatori (http://eesc.europa.eu)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Turismo
sociale in Europa (http://eesc.europa.eu)
TRASPORTI
·
Corridoi
paneuropei di trasporto (http://eesc.europa.eu)
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
RELAZIONI ESTERNE
·
Anno
scientifico e tecnologico tra UE e Cina (http://ec.europa.eu/cesty)
·
"Europa
Globale" - Competere nel mondo. Un contributo alla crescita europea e alla
strategia occupazionale (http://ec.europa.eu/trade/issues/sectoral/competitiveness/global_europe_en.htm)
·
UE/Cina:
una partnership rafforzata maggiori responsabilità
(http://ec.europa.eu/trade/issues/bilater
al/countries/china/global_europe_china_en.htm)
POLITICA SOCIALE
·
L'avvenire
demografico in Europa
(http://ec.europa.eu/employment_social/news/2006/oct/demograph
y_en.pdf)
·
Costi
legati all'invecchiamento della popolazione
(http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/e
uropean_economy/2006/ee0406sustainability_en.htm)
AGRICOLTURA / PESCA
·
Fondo
europeo per la pesca (http://ec.europa.eu)
AMBIENTE
·
Life Ambiente 2006 (http://ec.europa.eu/environment/life/infoproducts/lifeenvcompilation_06.pdf)
·
Life Nature 2006 (http://ec.europa.eu/environment/life/infoproducts/lifenatcompilation_06.pdf)
·
Life
Paesi terzi (http://ec.europa.eu/environment/life/infoproducts/lifetcycompilation_06.pdf)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
Educazione
ai media (http://ec.europa.eu/comm/avpolicy/media_literacy/index_en.htm)
MERCATO INTERNO
·
Liberalizzazione
dei servizi postali
(http://ec.europa.eu/internal_market/post/index_en.htm)
POLITICA REGIONALE
·
Politica
di coesione 2007-2013: guida all'innovazione
(http://ec.europa.eu/regional_policy/funds/2007/
innovation/guide_innovation_fr.pdf)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Accise:
servizio on-line per facilitare le transazioni commerciali
(http://ec.europa.eu/taxation_custom
s/dds/it/seedcau.htm)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Ridurre
i danni dovuti all'alcol (http://ec.europa.eu)
TRASPORTI
·
Sicurezza Stradale (COM 2006/570)
·
Piano
d'azione per l'efficienza energetica 2007-2012
(http/ec.europa.eu/energy/action_plan_energy_ef
ficiency/index_en.htm)
VARIE
·
Un
sistema europeo di sequestro conservativo di depositi bancari
(http://ec.europa.eu/justice_home/n
ews/consulting_public/news_consulting_public_en.htm)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"Il diritto comunitario non
osta al requisito di una previa autorizzazione per la concessione di crediti a
titolo professionale da parte di una società stabilita in uno Stato terzo"
Sentenza della Corte nella Causa C-452/04
Un tale regime
rientra nelle disposizioni sulla libera prestazione di servizi di cui non
beneficiano le società stabilite in uno Stato terzo.
·
"L'IRAP è compatibile con il
diritto comunitario"
Sentenza della Corte nella Causa C-475/03
Essa presenta
caratteristiche che la differenziano dall'IVA e non può essere ritenuta
un'imposta sulla cifra d'affari.
·
"La normativa austriaca che
limita, a titolo transitorio, la franchigia per le sigarette provenienti dalla
Slovenia è compatibile con il diritto comunitario"
Sentenza della Corte nella Causa C-140/05
Il trattamento
diversificato che discende da tale normativa non può venire considerato
discriminatorio relativamente alle importazioni provenienti da paesi terzi e
dai nuovi Stati membri limitrofi alla Repubblica d'Austria, che per tali
prodotti praticano un livello di tassazione inferiore a quello imposto dalla
normativa comunitaria.
·
"La tassa di
immatricolazione ungherese, nei limiti in cui grava più pesantemente sugli
autoveicoli importati che sugli autoveicoli già registrati in Ungheria, è
incompatibile con il diritto comunitario"
Sentenza della Corte nelle Cause riunite C-290/05 e C-333/05
·
"La pubblicità comparativa
può riguardare collettivamente assortimenti di prodotti"
Sentenza della Corte nella Causa C-356/04
Tuttavia, in alcuni
casi, tale pubblicità comparativa può rivestire un carattere ingannevole.
·
"Le disposizioni del diritto
lussemburghese sulle conoscenze linguistiche che devono possedere gli avvocati
europei per poter essere iscritti ad un foro sono in contrasto con il diritto
comunitario"
Sentenze della Corte nelle Cause C-506/04 e C-193/05
Ogni avvocato ha
diritto ad esercitare stabilmente la sua attività in qualsiasi Stato membro con
il suo titolo professionale d'origine senza previa verifica delle sue capacità
linguistiche.
·
"Il Tribunale annulla
parzialmente la decisione che vieta alla Glaxo di vendere i suoi medicinali a
prezzi differenziati in funzione del luogo in cui sono presi a carico"
Sentenza del Tribunale di primo grado nella Causa T-168/01
Sebbene la
Commissione sia stata legittimata a dichiarare che le condizioni generali di
vendita della GSK restringono la concorrenza nell'impedire una riduzione del
prezzo e del costo dei medicinali, essa non ha sufficientemente esaminato se
queste ultime potessero determinare un vantaggio economico mediante il
contributo al finanziamento dell'innovazione farmaceutica.
Per ulteriori informazioni: Corte di
giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad
Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet:
http://www.curia.eu.int/it/index.htm
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
Decreto ministeriale del 27 marzo 2006: recepimento della direttiva 2006/28/CE della
Commissione, del 6 marzo 2006, che modifica, per adeguarle al progresso
tecnico, la direttiva 72/245/CEE relativa alla soppressione delle perturbazioni radioelettriche (compatibilità
elettromagnetica) dei veicoli e la direttiva 70/156/CEE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei
loro rimorchi.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 232 del 5 ottobre 2006.
Decreto ministeriale del 27 marzo 2006: recepimento della direttiva 2005/49/CE della
Commissione, del 23 novembre 2005, che modifica, per adeguarli al progresso
tecnico, gli allegati I, VI, VII, VIII, IX e X della direttiva 72/245/CEE
relativa alle perturbazioni
radioelettriche (compatibilità elettromagnetica) dei veicoli a motore.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 232 del 5 ottobre 2006.
Decreto ministeriale del 27 marzo 2006: recepimento della direttiva 2005/49/CE della
Commissione, del 25 luglio 2005, che modifica, per adeguarle al progresso
tecnico, la direttiva 72/245/CEE relativa alla soppressione delle perturbazioni radioelettriche (compatibilità
elettromagnetica) dei veicoli e la direttiva 70/156/CEE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei
loro rimorchi.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 232 del 5 ottobre 2006.
Decreto ministeriale del 3 ottobre 2006: recepimento della direttiva 2005/7/CE della
Commissione, del 29 gennaio 2005, relativa ai requisiti per la determinazione dei livelli di diossine e PCB
diossina-simili nei mangimi.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 248 del 24 ottobre 2006.
Decreto ministeriale del 3 ottobre 2006: recepimento della direttiva 2005/8/CE della
Commissione, del 29 gennaio 2005, relativa alle sostanze indesiderabili nell'alimentazione degli animali.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 248 del 24 ottobre 2006.
Decreto legislativo n. 264 del 5 ottobre 2006: recepimento della direttiva 2004/54/CE del
Parlamento e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa ai requisiti minimi di sicurezza per le gallerie
della Rete stradale transeuropea.
Il decreto è pubblicato
nella GURI n. 235 del 9 ottobre 2006 SO
n. 195.
DALLA GAZZETTA UFFICIALE
RELAZIONI
ESTERNE
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio e
al Parlamento europeo - Relazione annuale 2006 sulla politica di sviluppo
della Comunità europea e
sull’esecuzione dell’assistenza esterna nel 2005 {SEC(2006) 808} COM(2006) 326 definitivo
AFFARI
ECONOMICI E FINANZIARI
·
Comunicazione della
Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Pacchetto di proposte
legislative a seguito dell’accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e la sana
gestione finanziaria COM (2006)
239 definitivo
POLITICA SOCIALE
·
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo in
applicazione dell'articolo 251, paragrafo 2, secondo comma del trattato CE
relativa alla Posizione comune adottata dal Consiglio finalizzata all’adozione
di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un Istituto
europeo per l’uguaglianza di genere 2005/0017 (COD) COM(2006)
501 definitivo
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento
europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Mettere
in pratica la conoscenza: un’ampia strategia dell'innovazione per l'UE COM(2006) 502 definitivo
AGRICOLTURA
·
Decisione
della Commissione, del 12 settembre 2006, recante fissazione della ripartizione
annuale per Stato membro dell’importo del sostegno comunitario allo
sviluppo rurale per il
periodo dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2013[notificata con il numero
C(2006) 4024] (GUCE L 261/2006)
·
Decisione della Commissione, dell'8 marzo
·
Comunicazione della
Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Elaborazione di indicatori agroambientali per controllare
l’integrazione della dimensione ambientale nella politica agricola comune
{SEC(2006) 1136} COM (2006) 508
definitivo
CULTURA
·
COMUNICAZIONE della Commissione al Parlamento europeo in
conformità dell’articolo 251, paragrafo 2, secondo comma, del trattato CE
concernente la posizione comune del Consiglio sull’adozione di una
raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla protezione
dei minori e della dignità umana e al diritto di replica relativamente
alla competitività dell’industria europea dei servizi audiovisivi e
d’informazione in linea 2004/0117 (COD) COM(2006) 546
definitivo
·
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo in
applicazione dell'articolo 251, paragrafo 2, secondo comma del trattato CE
relativa alla posizione comune del Consiglio sull’adozione di una decisione che
istituisce il programma “L’Europa per i cittadini” (2007-2013) COM(2006)
542 definitivo
AMBIENTE
·
Decisione
della Commissione, del 19 luglio 2006, che adotta, a norma della direttiva
92/43/CEE del Consiglio, l’elenco dei siti di importanza comunitaria
per la regione biogeografica mediterranea [notificata con il numero C(2006) 3261] (GUCE L 259/2006)
·
Direttiva
2006/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre 2006,
relativa a pile
e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori
e che abroga la direttiva 91/157/CEE (GUCE L 266/2006)
·
Comunicazione della Commissione al
Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al
Comitato delle regioni - Strategia tematica per la protezione del
suolo [SEC(2006)620]
[SEC(2006)1165] COM(2006)231
definitivo
POLITICA
DOGANALE E FISCALITÀ
·
Decisione n.
1/2006 del Consiglio di associazione UE-Tunisia, del 28 luglio 2006, che
modifica il protocollo n. 4 dell’accordo euromediterraneo, relativo alla definizione
della nozione di prodotti originari e ai metodi di cooperazione amministrativa (GUCE L 260/2006)
·
Attuare il programma
comunitario di Lisbona - Proposta di raccomandazione
del Parlamento europeo e del Consiglio sulla costituzione del Quadro europeo
delle Qualifiche e dei Titoli per l’apprendimento
permanente (presentata
dalla Commissione) {SEC(2006) 1093} {SEC(2006) 1094} COM(2006) 479 definitivo
·
Libro Verde sulle tecnologie di rilevazione nel lavoro delle autorità di contrasto, doganali ed altre autorità di
sicurezza (presentata dalla Commissione) COM(2006) 474 definitivo
POLITICA
DEI CONSUMATORI
·
Raccomandazione
della Commissione, del 22 settembre 2006, sull’efficacia dei prodotti per la protezione
solare e sulle relative indicazioni
[notificata con il numero C(2006) 4089] (GUCE L 265/2006)
·
Comunicazione della Commissione al Parlamento
europeo e al Consiglio relativa al regolamento
sanitario internazionale COM(2006)
552 definitivo
TRASPORTI
·
REGOLAMENTO (CE) n. 1419/2006 del Consiglio, del 25 settembre 2006, che abroga il
regolamento (CEE) n. 4056/86, che determina le modalità di applicazione degli
articoli 85 e 86 del trattato ai trasporti marittimi, e che modifica il
regolamento (CE) n. 1/2003 estendendone il campo di applicazione al cabotaggio e
ai servizi internazionali di trasporto con navi da carico non regolari (GUCE L 269/2006)
VARIE
·
Comunicazione della Commissione al
Parlamento europeo in applicazione dell'articolo 251, paragrafo 2,
secondo comma del trattato CE relativa alla posizione comune approvata dal
Consiglio in vista dell'adozione di una decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio concernente il 7° programma quadro delle attività comunitarie
di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) COM(2006) 548 definitivo
·
Relazione della Commissione a norma dell’articolo 34 della
decisione quadro del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato
d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri
(versione riveduta) {SEC(2006)79} COM(2006)8
definitivo
BANDI - INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni
bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono
consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.europa.eu
sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG
EAC - N. EAC/70/05 PER L'ATTUAZIONE DELL'AZIONE 2 E DELL'AZIONE 3 NELL'ANNO
ACCADEMICO 2007/2008 NELL'AMBITO DI ERASMUS MUNDUS PER IL MIGLIORAMENTO DELLA
QUALITÀ NELL'ISTRUZIONE SUPERIORE E LA PROMOZIONE DELLA COMPRENSIONE
INTERCULTURALE MEDIANTE LA COOPERAZIONE CON I PAESI TERZI (GUCE
2006/C 38/07)
1.
Obiettivi e descrizione
Lo scopo
complessivo del programma Erasmus Mundus è quello di migliorare la qualità dell'istruzione
superiore europea stimolando la cooperazione con i paesi terzi al fine di
potenziare lo sviluppo delle risorse umane e promuovere il dialogo e la
comprensione tra i popoli e le culture.
L'invito
a presentare proposte riguarda le seguenti attività:
-
Assegnazione di borse di studio per consentire a laureati e a docenti e
studiosi molto competenti provenienti da paesi terzi di seguire i master
selezionati o di parteciparvi (azione 2);
-
Selezione di partenariati di alta qualità tra i master selezionati e istituti
d'istruzione superiore di paesi terzi (azione 3);
2.
Richiedenti idonei
- Azione
2: persone provenienti da paesi terzi;
- Azione
3: istituti d'istruzione superiore di tutti i paesi del mondo
3.
Bilancio e durata dei progetti
Il
bilancio totale stanziato per finanziare i progetti è stimato a 73,5 milioni di
EUR.
- Azione
2: ciascuna borsa di studio ammonterà a 21.000 EUR l'anno per ogni studente di
un paese terzo ed a 13.000 EUR per ogni docente e studioso di un paese terzo.
Le borse
sono destinate alla partecipazione ai master che iniziano nell'anno accademico
2007/2008.
- Azione
3: ciascuna sovvenzione ammonterà ad un minimo di 5.000 EUR e ad un massimo di
15.000 EUR l'anno, più gli stanziamenti per la mobilità degli studenti e degli studiosi.
I partenariati devono iniziare tra agosto e dicembre 2007. La durata massima
dei partenariati è 3 anni.
4.
Termine massimo
Le
domande devono essere inviate alla Commissione non oltre le date seguenti:
- Azione
3: 30 novembre 2006
- Azione
2: 28 febbraio 2007
5.
Ulteriori informazioni
Il testo
integrale dell'invito a presentare proposte e i moduli di domanda sono
disponibili sul seguente sito web: http://europa.eu.int/erasmus-mundus
CULTURA (2007-2013) - INVITO
CONDIZIONATO A PRESENTARE PROPOSTE - EACEA N. 06/2006 «PROMOZIONE DEGLI
ORGANISMI ATTIVI A LIVELLO EUROPEO NEL SETTORE DELLA CULTURA» (GUCE 2006/C 257/09)
CLAUSOLA PRECAUZIONALE
La proposta della Commissione
relativa al programma Cultura non è stata ancora ufficialmente adottata dal
legislatore europeo.
Il presente invito a presentare
proposte non costituisce un impegno dal punto di vista giuridico per
Più in generale, l'attuazione nel
2007 degli inviti a presentare proposte è subordinato al rispetto delle
seguenti condizioni, la cui realizzazione non dipende dalla Commissione:
·
adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione
europea del testo finale della base giuridica che istituisce il programma senza
modifiche sostanziali;
·
adozione del programma di lavoro annuale relativo al programma Cultura e
degli orientamenti generali di attuazione, nonché dei criteri e delle procedure
di selezione, dopo la nomina del comitato responsabile del programma;
·
adozione del bilancio 2007 dell'Unione europea da parte dell'autorità di
bilancio.
Il presente invito a presentare
proposte si basa sulla decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che
stabilisce un programma pluriennale unico per le azioni comunitarie nel settore
della cultura per il periodo 2007-2013 (in appresso denominato «il programma»).
Il programma si fonda
sull'articolo 151 del trattato che istituisce
Il programma contribuisce alla
valorizzazione di uno spazio culturale comune per tutti i cittadini europei,
favorendo lo sviluppo della cooperazione culturale tra gli Stati partecipanti,
allo scopo di promuovere l'emergere di una cittadinanza europea attraverso la
mobilità transnazionale di coloro che operano nel settore della cultura, la
circolazione transnazionale delle opere d'arte e degli oggetti artistici e
culturali, e il dialogo tra le culture.
Per rispondere agli obiettivi del
programma, questo invito a presentare proposte ha come finalità la concessione
di sovvenzioni di funzionamento per il cofinanziamento delle spese relative al
programma di lavoro permanente di organismi che perseguono finalità di
interesse generale europeo nel settore della cultura o obiettivi che si
iscrivono nell'ambito della politica dell'Unione europea in tale settore.
Gli organismi ammissibili devono
avere una reale dimensione europea. Devono, in particolare, svolgere le proprie
attività a livello europeo, individualmente o sotto forma di più associazioni
coordinate, e la loro struttura (membri iscritti) e attività devono interessare
l'intero territorio dell'Unione europea ovvero coprire almeno sette paesi
partecipanti al programma.
I candidati ammissibili sono
organismi senza scopo di lucro costituiti giuridicamente ed esistenti da almeno
due anni, con finalità di interesse generale europeo nel settore della cultura
o obiettivi che si iscrivono nell'ambito della politica dell'Unione europea in
tale settore. Detti organismi devono avere sede in uno degli Stati che
partecipano al programma.
Le specifiche che integrano il
presente bando sono disponibile sui siti Internet della Commissione europea e
dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura. La
documentazione per la presentazione della domanda e tutti i relativi moduli
sono disponibili sul sito Internet dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli
audiovisivi e la cultura.
Commissione europea:
http://ec.europa.eu/culture/eac/index_fr.html
Agenzia esecutiva EAC:
http://eacea.cec.eu.int/static/index.htm
Termine
per la presentazione delle domande : 22 dicembre 2006.
MEDIA 2007 - INVITO
CONDIZIONATO A PRESENTARE PROPOSTE EACEA N. 05/06 - SVILUPPO, DISTRIBUZIONE E
PROMOZIONE - ATTUAZIONE DI UN PROGRAMMA DI INCENTIVAZIONE DELLO SVILUPPO, DELLA
DISTRIBUZIONE E DELLA PROMOZIONE DELLE OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE - MISURE DI
SOSTEGNO ALLA PROMOZIONE E ALL'ACCESSO AL MERCATO FESTIVAL AUDIOVISIVI (GUCE 2006/C 267/09)
CLAUSOLA PRECAUZIONALE
La proposta della Commissione
relativa al programma MEDIA non è stata ancora ufficialmente adottata dal
legislatore europeo.
Il presente invito a presentare
proposte non costituisce un impegno dal punto di vista giuridico per
Più in generale, l'attuazione nel
2007 degli inviti a presentare proposte è subordinato al rispetto delle
seguenti condizioni, la cui realizzazione non dipende dalla Commissione:
·
adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione
europea del testo finale della base giuridica che istituisce il programma senza
modifiche sostanziali;
·
adozione del programma di lavoro annuale relativo al programma MEDIA e
degli orientamenti generali di attuazione, nonché dei criteri e delle procedure
di selezione, dopo la nomina del comitato responsabile del programma;
·
adozione del bilancio 2007 dell'Unione europea da parte dell'autorità di
bilancio.
Il presente invito a presentare
proposte si basa sulla decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce un programma pluriennale unico per azioni comunitarie nel settore
audiovisivo per il periodo 2007-2013.
Tra gli obiettivi della
summenzionata decisione del Consiglio figurano i seguenti:
·
facilitare e incentivare la promozione e la circolazione di opere
audiovisive e cinematografiche europee nel quadro di manifestazioni
commerciali, di mercati professionali, nonché di festival di programmi
audiovisivi in Europa e nel mondo, nella misura in cui tali manifestazioni
possono svolgere un ruolo importante per la promozione delle opere europee e per
la messa in rete dei professionisti;
·
incentivare la messa in rete degli operatori europei, sostenendo azioni
comuni intraprese sul mercato europeo e internazionale da organismi nazionali
di promozione pubblici o privati;
Il presente invito è destinato alle
imprese europee le cui attività contribuiscono alla realizzazione degli
obiettivi del programma MEDIA, secondo quanto indicato nella decisione del
Consiglio. Il presente invito si rivolge a organismi europei stabiliti in uno
dei paesi membri dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo
partecipanti al programma MEDIA 2007 (Islanda, Liechtenstein, Norvegia) e
Svizzera.
Tali organismi europei devono
organizzare festival audiovisivi le cui attività contribuiscano al
perseguimento degli obiettivi citati e che nell'ambito della programmazione
globale prevedano come minimo un 70 % di opere europee provenienti da almeno 10
paesi che partecipano al programma MEDIA.
La dotazione massima disponibile
nel quadro del presente invito a presentare proposte ammonta a 700.000 EUR,
compatibilmente con gli stanziamenti disponibili a titolo dell'esercizio 2007.
Il sostegno finanziario della
Commissione non può superare il 50 % del totale dei costi eligibili.
Le attività devono iniziare
obbligatoriamente tra il 01.06.2007 e il 31.10.2007.
Le richieste devono essere
inviate all'Agenzia esecutiva (EACEA) entro e non oltre il 01 dicembre 2006.
Il testo completo dell'invito a
presentare proposte nonché il modulo di candidatura si trovano all'indirizzo
seguente:
http://ec.europa.eu/comm/avpolicy/media/festiv_en.html.
Le richieste devono rispettare
rigorosamente le prescrizioni del testo completo e vanno inoltrate utilizzando
l'apposito modulo.
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS
Società della Gran Bretagna specializzata nella fornitura di
linee complete di arredamento
per uffici, hotel, bar, ristoranti cerca agenti e/o rappresentanti in Italia.
Azienda della Lituania cerca produttori di piatti bianchi sui quali poter
stampare propri simboli e motivi.
Azienda tedesca specializzata nella produzione
di impianti elettrici è
interessata ad avviare cooperazioni tecniche e produttive con operatori
italiani che realizzano attrezzature per l’installazione di generatori
elettrici di emergenza da
Azienda polacca produttrice di prefabbricati è interessata a
cooperare con imprese edili.
Azienda serba specializzata nella produzione e distribuzione di gelati e
prodotti surgelati ricerca partner interessato a collaborare sui
seguenti punti:
-
distribuzione di prodotti di origine serba nel mercato italiano;
-
distribuzione di prodotti italiani nel mercato dell’area balcanica.
Inoltre
l’azienda è interessata all’acquisto di attrezzature per il food processing e
ricerca un investitore disposto a collaborare nello sviluppo di strategie
aziendali di lungo periodo.
Segheria serba ricerca clienti nell’area
dell’Europa occidentale e investitori esteri interessati a collaborare nello
sviluppo dell’efficienza e della capacità produttiva. Tra gli obiettivi di
lungo periodo vi sono la costruzione di nuovi impianti per l’essiccazione, la vaporizzazione e per la produzione di bricchetti
in legno.
Società serba ricerca investitore estero per
la produzione in serie di serrature
di sicurezza biometriche (permessi di accesso con codice numerico e
lettura delle impronte digitali). Il prototipo è tutelato da brevetto.
Azienda polacca specializzata nella produzione
di gioielli con pietre striate
offre accordi di subfornitura a gioiellerie italiane.
Azienda slovena cerca macchine per il confezionamento dello zucchero in
bustine da 5 gr, preferibilmente con la possibilità di stampaggio sulle
bustine stesse.
Azienda della Gran Bretagna produttrice di attrezzature per la verniciature
e il trattamento di superfici cerca agenti e/o distributori.
RICERCA PARTNER
GRAN BRETAGNA -
SCADE: data non precisata.
SVEZIA - l’Associazione Processum
Biorefinery Iniziative cerca distretti industriali, aziende, università e altri
settori coinvolti nell’attività di trasformazione delle risorse forestali
tramite bioraffinerie per collaborare nel creare un sistema per riutilizzare le
parti di scarto delle materie prime, riciclarle per trasformarle in carburante,
migliorare il percorso del ciclo di vita in tutti i settori.
SCADE: data non precisata.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati
Delegazione italiana FORZA ITALIA - P
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles -
Tel. +32 2 284.25.96 -
Fax +32 2 284.69.06
·
Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.:
0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it
·
Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -
http://europa.eu.int/comm
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int
·
Corte
di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int
·
Comitato
economico e sociale - Rue
Ravenstein, 2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S
(Bandi): http://ted.publications.eu.int
·
Euro
Info Centres (informano e
forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee:
normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza,
concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html
Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67
1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 4159
- http://www.epp-eu.org/
EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org