GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

                                                       

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

10 novembre 2006

n° 143

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

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GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.

 


 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

RISULTATI NEL SETTORE PROGETTUALE ICT

 

L’iniziativa di ricerca IST (Tecnologie della Società dell’Informazione) della Direzione generale Società dell'Informazione  e Media della Commissione europea ha destinato nel quinto e sesto Programma Quadro oltre 7,2 miliardi di euro a migliaia di progetti di ricerca sulle ICT (Tecnologie d'Informazione e Comunicazione) nella fase pre-commerciale.

La disseminazione on-line dei risultati delle attività di ricerca IST Results è iniziata nel 2003 per dare maggiore visibilità ad un insieme di soluzioni tecnologiche in vari campi, che sono state sviluppate in seguito alla pubblicazione di appositi bandi di gara. La promozione attiva di tale iniziativa ha permesso al mondo accademico e industriale di scoprire ed esplorare le nuove tecnologie e di beneficiare dei nuovi prodotti e servizi sviluppati.

Il servizio IST Results offre quotidianamente delle analisi giornalistiche di risultati prioritari emergenti, insieme a notizie contestuali del mondo delle ICT. Oggi il sito fornisce informazioni su circa 2.000 progetti, mettendo in valore la loro contribuzione all'introduzione sul mercato di prodotti e servizi innovativi.

Oltre cento progetti si sono appoggiati sulle competenze di gestione di coordinatori italiani e molti altri hanno degli organismi o delle imprese italiane come partners.

Il sito è in lingua inglese. Tuttavia, una descrizione generale del servizio è disponibile in italiano ed è possibile consultare una traduzione approssimativa degli articoli cliccando sull’icona della traduzione automatica.

Per saperne di più: http://istresults.cordis.europa.eu o registratevi per ricevere la newsletter.

 

 

 

LA RICERCA NEL SETTORE DELLE SCIENZE SOCIALI ED UMANISTICHE

 

La Newsletter PLATON è un utile strumento di informazione per tutti coloro che sono interessati a partecipare a progetti europei di ricerca nel settore delle scienze sociali ed umanistiche (SSH) e/o desiderino sfruttare risultati di ricerca in tale settore. La Newsletter è disponibile gratuitamente al seguente link:

http://www.platonproject.net/newsletter2_it.html

Il progetto PLATON sostiene la partecipazione di PMI / associazioni di PMI nella ricerca delle scienze sociali ed umanistiche e intende dimostrare l’importanza che tale ricerca può avere per la competitività di lungo termine delle PMI.

 

 

 

LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI

 

Poco più di un anno fa è stato pubblicato, sul SO n. 158 alla GU n. 222 del 23.09.2005, il D.Lgs. n. 192 del 19.08.2005 dal titolo "Attuazione della Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia". Ora, secondo quanto stabilito dall'articolo 6 ("Certificazione energetica degli edifici di nuova costruzione"), gli edifici di nuova costruzione (e in alcuni casi specificati di ristrutturazioni integrali "di cui all'articolo 3, comma 2, lettera a"), dal 08.10.2006 devono essere dotati di un apposito attestato di certificazione energetica, redatto a cura del costruttore. L'attestato deve comprendere i dati relativi all'efficienza energetica dell'edificio stesso e i valori vigenti a norma di legge, in modo che i cittadini siano correttamente informati sulle effettive prestazioni energetiche dell'immobile. Tali disposizioni hanno l'obiettivo di ridurre quanto più possibile il consumo di energia e i livelli di emissioni inquinanti; stabilire un criterio di conformità in base al quale valutare situazioni in regola e situazioni a rischio; prevedere obblighi di manutenzione degli impianti termici in virtù dei quali tenere monitorato lo stato dell'arte e prevenire situazioni di rischio.

 

NORMA ISO 14063: CERTIFICAZIONE E COMUNICAZIONE AMBIENTALE:

 

Negli ultimi decenni si è notevolmente sviluppata l’attenzione del mondo dell’impresa per gli aspetti ambientali delle proprie attività. A conferma di questa accresciuta sensibilità, i dati relativi alle certificazioni di conformità alla norma ISO 14001 - come quelli relativi all’adozione del Regolamento Emas e alla diffusione dell’Ecolabel nei prodotti immessi sul mercato - segnano un costante incremento. Se questi fattori (certificazione e marchi ecologici) si stanno ritagliando dunque un posto sempre più importante nell’ambito delle strategie aziendali, un ruolo altrettanto fondamentale viene assumendo la comunicazione ambientale. Questa attività è infatti cruciale per far conoscere al mercato, ai consumatori in genere e agli altri soggetti coinvolti a vario titolo nelle attività dell’organizzazione le implicazioni ambientali e i risultati eco-sostenibili raggiunti e perseguiti. La nuova norma ISO 14063/2006 "Environmental management - Environmental communication - Guidelines and examples" è una guida insieme pratica e teorica a una corretta comunicazione - interna ed esterna - delle performance ambientali dell’organizzazione: principi generali, pianificazione, strategie, modalità di realizzazione. Un aspetto che fa della norma ISO 14063 uno strumento pratico e utile riguarda il fatto che essa si rivolge a tutti i tipi di organizzazione, a prescindere dalle loro dimensioni, dalla loro struttura e dal settore di appartenenza. L’applicazione della norma ISO 14063 prescinde anche dall’adozione o meno di un sistema di gestione ambientale. In questo senso infatti, pur essendo a tutti gli effetti una norma della famiglia ISO 14000, essa conserva una propria valida autonomia. La norma fornisce esempi e suggerimenti, nonché riferimenti a linee guida esistenti che aiutano a migliorare la qualità di rapporti e relazioni ambientali. È allo studio, in un prossimo futuro, l’adozione del documento anche in italiano, come norma UNI ISO 14063.

 

 

 

FAVORIRE L'INNOVAZIONE IN 10 MOSSE

 

La Commissione ha recentemente adottato una Comunicazione sul tema: “Mettere il sapere in pratica - una strategia di innovazione ampliata per l'UE”, che fissa una strategia in 10 azioni per promuovere l’innovazione. La Comunicazione ha infatti lo scopo di individuare una strategia per indicare la strada da percorrere per facilitare l’innovazione nel settore privato, elemento chiave della strategia di Lisbona per la crescita dell’occupazione.

Le 10 azioni suggerite sono:

1) l’attivazione di sistemi di insegnamento che agevolino l'innovazione. I Paesi europei, afferma il documento, devono aumentare la spesa pubblica per l'istruzione e superare gli ostacoli che nel sistema di istruzione si frappongono alla promozione di una società favorevole all'innovazione;

2) la creazione, entro il 2009, di un Istituto Europeo di Tecnologia (IET) per sostenere la capacità e le competenze dell'Europa in materia di innovazione;

3) l'istituzione di un mercato del lavoro unico e concorrenziale per i ricercatori, con attrattive prospettive di carriera;

4) il rafforzamento dei legami tra la ricerca e l'industria, per promuovere il trasferimento delle conoscenze tra le università, gli altri centri di ricerca pubblici e le industrie;

5) la promozione dell'innovazione regionale nell'ambito dei nuovi programmi di politica di coesione;

6) una riforma della regolamentazione sugli aiuti di Stato in materia di ricerca, sviluppo ed innovazione e nuovi orientamenti per gli incentivi fiscali in favore della ricerca/sviluppo;

7) il rafforzamento della protezione dei diritti di proprietà intellettuale;

8) l'istituzione di un quadro giuridico volto a favorire l'elaborazione di prodotti, servizi e modelli di “imprese numeriche”;

9) l'elaborazione di una “strategia” per agevolare lo sviluppo di “mercati portanti” favorevoli all'innovazione;

10) stimolare l'innovazione tramite opere ed appalti pubblici.

Per un approfondimento ulteriore è possibile consultare il documento al seguente indirizzo: http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/06/325&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en

 

 

 

 

 

LE TAPPE DEL PROCESSO DI BOLOGNA FINO A LONDRA 2007

 

In vista della prossima trappa del Processo di Bologna, prevista per il 2007 a Londra, si rende opportuna una riflessione sul tema dell’economia europea basata sulla conoscenza e su quali siano le migliori strategie in campo formativo sino ad ora individuate. Di fatto, l'obiettivo cardine del Processo di Bologna è quello di far convergere i sistemi nazionali di istruzione superiore dei Paesi europei verso un sistema comune più trasparente, anche attraverso la creazione di uno Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore. Non a caso, le nuove priorità delineate dai Ministri dell’Istruzione europei per il periodo 2005-2007 riguardano: la sinergia tra istruzione e ricerca, la mobilità di studenti e docenti e le relazioni fra lo Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore ed il resto del mondo. A queste linee fa eco il ricorrente richiamo, nell’ambito del VII PQ, ad un più stretto rapporto tra Ricerca, Università e mondo dell’impresa. Nel tentativo di sensibilizzare quanto più possibile i governi nazionali dei paesi europei, la Commissione europea ha incaricato le Agenzie Socrates ed Erasmus di organizzare una campagna d’informazione specifica nei rispettivi paesi, con il supporto di un team di Promotori. Il team italiano è coordinato dalla prof. Maria Sticchi Damiani, esperta di mobilità internazionale e di processi di internazionalizzazione del sistema di istruzione superiore. Benché il Processo di Bologna si presenti come un percorso di riforma a carattere europeo, occorre chiarirne due aspetti fondamentali. In primo luogo, esso si basa su un trattato internazionale a carattere non vincolante per i governi dei paesi aderenti. In secondo luogo, il processo non ha come obiettivo l’omologazione dei sistemi di istruzione europei; si propone, piuttosto, di costruire ponti tra paesi e sistemi d’istruzione diversi, mantenendone al contempo la specificità. Il processo si realizza quindi, fondamentalmente, su due livelli: uno europeo ed uno nazionale. La finalità enunciata da tutti i 45 paesi europei che al momento partecipano a questo ambizioso processo, è quella di accrescere l’occupazione e la mobilità dei cittadini europei e promuovere l’istruzione europea nel mondo. A livello comunitario, sono i Ministri dell’Istruzione dei paesi partecipanti che hanno il compito di discutere i temi connessi al processo, esaminare gli ostacoli ancora esistenti e proporre nuove forme di collaborazione. Dopo il primo incontro di Bologna nel 1999, in cui sono state tracciate le linee guida e gli obiettivi del Processo, i Ministri si sono riuniti a Praga nel 2001, a Berlino nel 2003 e a Bergen nel 2005. Il prossimo incontro si terrà appunto a Londra nel 2007. Londra rappresenterà innanzi tutto un’altra tappa del Processo di valutazione dei risultati conseguiti e, al tempo stesso, consentirà di mettere a punto nuove sfide e nuove priorità. Tra queste, alcune come la mobilità ed il riconoscimento dei periodi di studio all'estero sono già da tempo oggetto di attenzione da parte dei Ministri: la richiesta di un maggior impegno da parte dei paesi partecipanti per il raggiungimento di questo obiettivo si basa sulla constatazione che ancora non siano stati raggiunti risultati adeguati al tempo ed alle risorse finora investite. Altre priorità fondamentali sono: la capacità di attrazione dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore nei confronti dei paesi terzi, la sinergia fra istruzione e ricerca e la dimensione sociale dell’istruzione superiore. A questo grande ed ambizioso disegno europeo deve necessariamente corrispondere un altrettanto considerevole impegno nei vari paesi europei firmatari. In Italia, i Promotori operano essenzialmente in due direzioni specifiche: da una parte la realizzazione di un sito web www.processodibolgna.it nel quale sono state inserite una serie di informazioni mirate e i documenti di base relativi al Processo ed alla sua applicazione nel sistema italiano. Dall’altra, è stato chiesto ai Rettori e Direttori di tutti gli Istituti di designare dei referenti istituzionali, ovvero i Referenti di Bologna che hanno ricevuto il duplice incarico di diffondere le informazioni e di realizzare, con la partecipazione dei promotori di Bologna, incontri, dibattiti e giornate informative a favore del territorio sul quale operano.

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  23 - 26 OTTOBRE 2006

 

 

ALEXANDER MILINKEVICH È IL VINCITORE DEL PREMIO SACHAROV 2006

 

Alexander Milinkevich è il vincitore del Premio Sacharov 2006. La Conferenza dei Presidenti - composta dal Presidente del Parlamento e dai presidenti dei gruppi politici - ha deciso di conferire il premio per la libertà di pensiero al leader dell'opposizione della Bielorussia.

 

 

UNGHERIA 1956: PRIMO PASSO VERSO L'EUROPA UNITA

Doc. B6-0548/2006

 

Risoluzione concernente il cinquantesimo anniversario della rivoluzione ungherese del 1956 e il suo significato storico per l’Europa

Procedura: Risoluzione - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione: 26.10.2006

 

La rivoluzione ungherese rappresenta una pietra angolare del retaggio storico europeo e ha contribuito alla fondazione della Comunità. E' quanto afferma il Parlamento che, riconoscendo il legame storico tra gli eventi del '56 e gli altri movimenti di resistenza nei paesi del blocco sovietico, sottolinea che la comunità democratica deve «respingere inequivocabilmente l’ideologia comunista repressiva e antidemocratica». Un omaggio è reso ai rivoltosi, alle vittime della repressione e a Imre Nagy.

 

 

 

DIRITTI UMANI

 

 

LA RUSSIA GARANTISCA DIRITTI UMANI E LIBERTÀ DI STAMPA

Docc. B6-0531, 0532, 0533, 0534, 0535, 0536/2006

 

Risoluzione comune sulle relazioni tra Russia ed Unione europea dopo l'assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaya

Procedura: Risoluzione comune - Votazione: 25.10.2006

 

Rendendo omaggio alla giornalista russa Anna Politkovskaya, il Parlamento condanna il suo omicidio e chiede alla Russia di scoprire e punire i responsabili. Inoltre, preoccupato per l'intimidazione, le vessazioni e l'assassinio di giornalisti indipendenti e di altre persone critiche dell'attuale regime, sollecita anche «una profonda riflessione» sul futuro delle relazioni UE-Russia, ponendo la democrazia, i diritti dell'uomo e la libertà di espressione al centro di qualsiasi accordo futuro.

Il Parlamento ha adottato una risoluzione comune - sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE/ADLE, Verdi/ALE, GUE/NGL e UEN - che rende anzitutto omaggio «al lavoro e ai meriti» di Anna Politkovskaya che «con coraggio ha difeso la vita e la dignità umana ed ha portato allo scoperto e riferito con oggettività le diverse forme di crimini contro l'umanità, specialmente in Cecenia». I deputati, inoltre, esprimono «la più dura condanna» di fronte all'assassinio della giornalista e invitano le autorità russe a investigare in modo indipendente ed efficace «al fine di scovare e punire i responsabili di tale vile crimine» il quale, a loro parere, «fa pensare a un assassinio su commissione». Chiedono poi all'UE e al Consiglio d'Europa di monitorare strettamente tali indagini.

 

Il Parlamento nota poi che l'assassinio di oppositori politici «è diventato un fenomeno preoccupante nell'arena politica russa», e manifesta quindi viva preoccupazione per l'intimidazione, le vessazioni e l'assassinio di giornalisti indipendenti e di altre persone «critiche dell'attuale regime». In proposito, ricorda anche al governo russo che «il perdurare di tale tendenza arrecherà grave pregiudizio alla reputazione complessiva della Russia». Pertanto, chiede alle autorità russe di lottare attivamente contro le intimidazioni ai danni di giornalisti indipendenti e di attivisti dei diritti umani e di garantire piena protezione ai giornalisti indipendenti che denunciano gravi casi di ingiustizia nel proprio paese e alle organizzazioni per la difesa dei diritti umani e ai loro rappresentanti che difendono le vittime di violazioni dei diritti umani.

 

Ma i deputati sollecitano anche il Consiglio ad avviare «una profonda riflessione» sul futuro delle relazioni con la Federazione russa - che coinvolga il Parlamento europeo e la società civile - al fine di porre la democrazia, i diritti dell'uomo e la libertà di espressione «al centro di qualsiasi accordo futuro» e di creare un meccanismo chiaro per monitorare l'esecuzione di tutte le clausole di detto accordo. Nel chiedere poi un potenziamento del dialogo UE-Russia sui diritti umani, invitano la Commissione e gli Stati membri dell'UE ad assumere una posizione coerente durante i negoziati per un nuovo accordo di partenariato e di cooperazione con la Russia, «insistendo sulla salvaguardia della libertà di stampa e sul rispetto del giornalismo indipendente conformemente alle norme europee».

 

Per il Parlamento, infatti, la libertà dei mezzi di comunicazione, un'efficace protezione dei giornalisti indipendenti e il pieno sostegno all'attività svolta dalle organizzazioni per la difesa dei diritti dell'uomo «costituiscono elementi essenziali dello sviluppo democratico di un paese». Manifestando quindi viva preoccupazione per il fatto che più di 90 organizzazioni non governative siano state costrette a cessare la loro attività in Russia, invita il governo russo a non avvalersi dell'imprecisione delle disposizioni della nuova legislazione «come pretesto per mettere a tacere le voci critiche della società civile».

 

Il Parlamento ritiene infine che tutte le istituzioni democratiche «dovrebbero adempiere ai loro obblighi morali e condannare tali crimini senza indugio», dimostrando la loro determinazione a difendere i diritti dell'uomo «a prescindere dalle circostanze politiche».

 

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-       Docc. B6-0556, 0559, 0563, 0567/2006 - Risoluzione sull'Uzbekistan

-       Docc. B6-0554, 0560, 0561, 0564, 0569/2006 - Risoluzione sul processo a Rios Montt

-       Docc. B6-0555, 0557, 0558, 0562, 0565, 0568 - Risoluzione sul Tibet

 

 

 

 

 

ISTITUZIONI

 

 

DIBATTITO SULLE CONCLUSIONI DEL VERTICE DI LAHTI

 

Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione della Commissione - Risultati del Vertice informale dei capi di Stato e di governo (Lahti, 20 ottobre 2006)

Dibattito: 25.10.2006

 

La politica energetica, la promozione dell'innovazione, l'immigrazione e, soprattutto, le relazioni con la Russia, sono stati i principali temi affrontati dalla Presidenza, dalla Commissione e dai deputati nel corso di un ampio dibattito in Aula dedicato agli esiti del Vertice di Lahti. L'omicidio della giornalista russa Anna Politkovskaya è stato ricordato da molti oratori.

 

Dichiarazione del Consiglio

 

Matti Vanhanen, nell'illustrare i principali esiti del Vertice informale, ha anzitutto voluto sottolineare come le riunioni siano state «produttive». Ha poi insistito sul fatto che i Capi di Stato e di governo europei hanno «stretto i ranghi» e parlato all'unisono in merito alle relazioni con la Russia, dando avvio a quella che ha battezzato "la disciplina di Lahti". La discussione con Putin, ha aggiunto, è stata «aperta e franca» sull'energia, sui diritti umani e sulla libertà di espressione. Ha poi aggiunto che occorre approfondire la cooperazione con la Russia sulla base dei principi della Carta dell'Energia e del G8 che, ha precisato, dovranno essere incorporati nel futuro accordo.

Sempre in tema di energia, il Primo Ministro ha sottolineato l'importanza di stringere relazioni più strette con i paesi produttori e di transito nonché la necessità per l'UE di assumere il ruolo di leader in materia di energie sostenibili, tenendo anche presente il legame fondamentale con la questione climatica. Occorre poi assicurare gli approvvigionamenti e, in tale ambito, contare sulla cooperazione con gli istituti finanziari internazionali, come la BEI, che dovrebbero dare il proprio contributo alla realizzazione delle infrastrutture. Va anche realizzata una rete che promuova la collaborazione e la solidarietà tra gli Stati membri in materia energetica.

In merito all'innovazione, il Premier finlandese ha sottolineato la necessità di una strategia chiara in materia di brevetti ed ha insistito sul fatto che la proposta che la Commissione presenterà al Vertice di Primavera dovrà occuparsi soprattutto della qualità del sistema, migliorando i procedimenti per risolvere i contenziosi, prevedendo un regime linguistico semplificato e promuovendo la collaborazione pubblico-privato. Occorre poi che l'UE investa nelle iniziative congiunte a favore dell'innovazione tecnologica, come il programma ARTEMIS, ed ha definito «preziosa» l'iniziativa di fondare l'Istituto europeo di tecnologia. Ha quindi sottolineato l'importanza di una politica di normalizzazione che consenta all'Europa di essere leader mondiale, come nel caso dei telefoni GSM. Più in generale, occorre creare un quadro favorevole all'innovazione in modo da promuovere crescita economica e competitività.

Il Primo Ministro ha poi evidenziato la necessità di una più stretta collaborazione tra gli Stati membri sul tema dell'immigrazione, ma anche con i paesi d'origine e di transito, al fine di promuovere l'integrazione dei migranti. Ha poi sottolineato il sostegno del Vertice all'agenzia FRONTEX. I leader europei, ha poi aggiunto, hanno anche deciso di mantenere la pressione sul governo sudanese affinché si ponga fine ai combattimenti e si permetta all'ONU di operare sul territorio.

Ritornando all'incontro con Vladimir Putin, il Premier ha definito «utili» le discussioni sullo sviluppo di un partenariato strategico con la Russia, sottolineando che si tratta di un processo in costante evoluzione. Ha quindi ricordato di aver anche affrontato il caso dell'assassinio della giornalista Anna Politkovskaya, esprimendo la preoccupazione dei cittadini europei per la situazione della libertà di espressione in Russia. Ha anche reso partecipe il leader russo delle preoccupazioni in merito alla questione cecena e alle tensioni con la Georgia. Il Primo Ministro ha quindi ribadito che l'UE deve esprimersi con una sola voce se vuole difendere i propri interessi. In conclusione, ha sottolineato la necessità di dare concretezza alle intenzioni espresse a Lahti, informando i deputati che per molte delle questioni trattate saranno definiti molto presto degli orientamenti politici.

 

Dichiarazione della Commissione

 

Per JOSÉ MANUEL BARROSO il vertice di Lahti è parte di un grande processo che ha portato alla definizione di un'agenda ambiziosa sulla sicurezza, l'energia e la ricerca che deve essere ora attuata concretamente. In merito all'innovazione, il Presidente della Commissione ha sottolineato la necessità di maggiori incentivi e di minori ostacoli. Occorre quindi fare passi concreti per dimostrare che l'UE può avere un ruolo di leader. Ha poi annunciato iniziative entro l'anno sui brevetti e le proprietà intellettuali e ha dato il proprio sostegno all'Istituto europeo di tecnologia che potrà rappresentare un centro di eccellenza per l'innovazione dell'Unione. A quest'ultimo proposito, ha precisato che inizieranno presto i negoziati concreti che riguarderanno anche la sua dotazione finanziaria.

Sul tema energetico ha ricordato che sono state identificate tre azioni concrete: la collaborazione con i paesi vicini, come Russia, Ucraina e Algeria; la definizione di una rete di collegamenti volti ad affrontare gli choc negli approvvigionamenti; la posizione comune sulle relazioni con la Russia, basate sui principi del G8 e della Carta dell'Energia (tra cui trasparenza, Stato di diritto, reciprocità e non discriminazione). In proposito, ha sottolineato il grande senso di solidarietà in seno all'UE dimostrato dal fatto che tutti gli Stati membri hanno sottoscritto le dichiarazioni della Presidenza e della Commissione. Il messaggio, ha spiegato, è che si tratta di una questione europea da risolvere a livello UE e, al riguardo, ha annunciato la presentazione di un pacchetto energetico nel prossimo mese di gennaio.

Dopo aver ricordato che con Putin sono stati affrontati anche i temi dei diritti umani e dell'assassinio della giornalista russa, il Presidente ha sottolineato che pure il problema dell'immigrazione richiede una soluzione europea. In proposito ha definito «assurdo» che in uno spazio di libertà e sicurezza come quello europeo siano ancora vigenti 25 politiche dell'immigrazione. Inoltre, ha affermato che occorre adattare il processo decisionale, sulla base degli attuali trattati, per superare il sistema dell'unanimità. Ha infine concluso sostenendo che il Vertice rappresenta una pietra miliare dell'integrazione europea e che occorre ora dare una risposta alle aspettative dei cittadini.

 

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Docc. B6-0526, 0527/2006 - Risoluzione sul processo di pace in Spagna

In una risoluzione sul "processo di pace in Spagna", il Parlamento condanna le violenze, appoggia la lotta al terrorismo e esprime solidarietà alle vittime del terrorismo. Allo stesso tempo, appoggia l'iniziativa di pace nel Paese Basco intrapresa dalle istituzioni democratiche spagnole.

-       Doc. A6-0312/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce misure particolari e temporanee per l'assunzione di funzionari delle Comunità europee in occasione dell'adesione della Bulgaria e della Romania

 

 

 

 

 

 

 

DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÀ

 

 

TUTELARE LE DONNE IMMIGRATE. STOP A POLIGAMIA E

MUTILAZIONI GENITALI

Doc. A6-0307/2006

Relazione sull'immigrazione femminile: ruolo e condizione delle donne immigrate nell'Unione europea

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 23.10.2006 - Votazione: 24.10.2006

 

Il Parlamento sollecita migliori servizi sociali e corsi di lingua per agevolare l'integrazione delle migranti nella società e nel mercato del lavoro. Esorta poi gli Stati membri a rifiutare tutte le forme di relativismo culturale e religioso che possano violare i loro diritti fondamentali. Chiede quindi di punire i responsabili di mutilazioni genitali e dei matrimoni forzati e di mantenere l'illegalità della poligamia, nonché di concedere permessi di soggiorno speciali alle vittime di violenze.

 

L'immigrazione femminile aumenta di continuo nell'Unione europea, coprendo un fascio di categorie sempre più ampio: immigrazione economica, immigrazione a seguito di catastrofi, ricongiungimento familiare, immigrazione per motivi politici, immigrazione come conseguenza di conflitti armati, immigrazione irregolare e asilo. La relazione - adottata con 449 voti favorevoli, 133 contrari e 53 astensioni - sottolinea anzitutto che la politica dell'UE deve prevedere efficaci misure di accoglienza e di integrazione degli immigrati, soprattutto delle donne, che rappresentano ormai la maggioranza. Riconoscendo le difficoltà che incontrano gli immigranti appena arrivati, i deputati sottolineano che le donne «costituiscono la categoria più vulnerabile poiché sono oggetto di una doppia discriminazione basata e sull'origine etnica e sul sesso». Invitano quindi, gli Stati membri a rafforzare le strutture e i servizi sociali che consentiranno il normale stabilimento dei migranti, nonché l'informazione relativa ai diritti e ai doveri che discendono dai principi e dalle leggi vigenti in ciascuno Stato membro.

I deputati, d'altra parte, precisano che «l'integrazione è un processo biunivoco che presuppone tanto la disponibilità delle donne migranti ad assumersi la responsabilità dell'integrazione nella società d'accoglienza, quanto la disponibilità dei cittadini dell'UE ad accettare e integrare le migranti». In tale contesto, ritengono che occorra elaborare ed applicare misure integrate per influire sui comportamenti sia delle migranti sia delle società di accoglienza, a tutti i livelli, e per mobilitare risorse su ambo i lati. E' quindi necessario che un tale processo implichi un impegno reciproco «che consiste in diritti e doveri per la società di accoglienza e le migranti».

Il Parlamento invita gli Stati membri a garantire alle donne migranti, indipendentemente dalla regolarità della loro situazione, il rispetto dei loro diritti fondamentali e, in particolare, la protezione contro la riduzione in schiavitù e la violenza, l'accesso alle cure mediche di emergenza, il patrocinio legale, l'istruzione per i bambini, la parità di trattamento per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il diritto di iscriversi al sindacato. A tale proposito, gli Stati membri sono invitati a fornire un adeguato sostegno medico, giuridico e sociale alle vittime della violenza, applicando i programmi di reinserimento sociale delle vittime e offrendo alle vittime della prostituzione la possibilità di accedere a case di cura. I deputati, inoltre, chiedono ai governi di prendere tutte le misure necessarie per salvaguardare i diritti delle donne e delle giovani migranti e per combattere la discriminazione cui sono esposte nelle loro comunità d'origine, «rifiutando tutte le forme di relativismo culturale e religioso che possano violare i diritti fondamentali delle donne».

Più in particolare, gli Stati membri sono esortati ad attivarsi affinché tutte le violenze contro donne e bambini, in particolare il matrimonio forzato, la poligamia, i delitti cosiddetti d'onore e le mutilazioni genitali, «siano puniti con sanzioni efficaci e dissuasive» e a sensibilizzare le autorità di polizia e giudiziarie su tali questioni. Occorre inoltre che siano promosse campagne di informazione rivolte alle donne migranti «al fine di prevenire ed evitare matrimoni forzati o concordati, mutilazioni genitali e altre forme di costrizione psicologica o fisica».

Tali campagne, è precisato, dovranno utilizzare un linguaggio semplice, divulgativo e multilinguistico. I governi dovrebbero quindi adottare e dare attuazione a disposizioni giuridiche specifiche in materia di mutilazione genitale femminile o adottare tali disposizioni e «perseguire chiunque pratichi la mutilazione genitale». Sono poi invitati a introdurre l'obbligo, per gli operatori sanitari, di registrare tutti i casi di mutilazione genitale femminile, compresi i casi accertati e quelli in cui vi è il sospetto che si possa procedere a questo tipo di pratica. Il rischio di mutilazione genitale, inoltre, dovrebbe essere inserito tra i motivi di richiesta di asilo.

Nel condannare i matrimoni forzati, il Parlamento invita poi gli Stati membri a introdurre delle misure volte a perseguire i cittadini che cercano di contrarre un matrimonio di questo tipo o che contribuiscono a organizzarlo, anche se realizzato al di fuori dal territorio dell'UE. Inoltre, notando con preoccupazione che i matrimoni poligami sono stati riconosciuti come legali negli Stati membri, nonostante la poligamia sia proibita, i deputati invitano i governi a garantire il mantenimento dell'illegalità della poligamia. A tale proposito, il Parlamento invita la Commissione a considerare la possibilità di includere il bando dei matrimoni poligami nell'attuale proposta di introdurre norme concernenti la legge applicabile in materia matrimoniale.

Osservando inoltre che «il forte sviluppo dell'industria del divertimento e del sesso fornisce ulteriori canali di immigrazione per le donne migranti», il Parlamento chiede il rafforzamento del quadro giuridico che garantisce a queste ultime il diritto al passaporto e a un permesso di soggiorno propri, e che permette di perseguire penalmente la sottrazione di tali documenti. Chiede anche di semplificare le procedure per il rilascio del permesso di soggiorno temporaneo o permanente alle vittime della prostituzione «per impedire, sopprimere e sanzionare il traffico di persone, in particolare di donne e bambini». Ma anche di dare attuazione a misure che prevedono permessi di soggiorno speciali in casi eccezionali, per offrire ai clandestini stranieri riconosciuti come vittime «la possibilità di sottrarsi alla violenza».

Gli Stati membri sono poi invitati ad assicurare alle donne immigrate un'istruzione adeguata e solida attraverso corsi di lingua e di informazione riguardo ai diritti umani, civili e sociali fondamentali e ai principi democratici del paese di accoglienza. Al riguardo, i deputati sottolineano l'importanza di un accesso incondizionale, «e perfino prioritario», all'educazione e alla formazione linguistica e, pertanto, sollecitano l'istituzione di una formazione linguistica obbligatoria tesa a facilitare l'integrazione delle donne immigrate nella società e nel mondo del lavoro. Ritenendo inoltre fondamentale riconoscere le qualifiche professionali e le capacità delle donne, il Parlamento sostiene che occorre creare le condizioni favorevoli affinché le donne immigrate possano accedere al mercato del lavoro ed equilibrare la propria vita professionale e privata, soprattutto creando strutture per la cura dei figli.

Un appello è anche indirizzato a tutti gli istituti scolastici ed alle autorità, invitandoli ad assicurare che le ragazze migranti partecipino all'istruzione scolastica e a far rispettare l'obbligo scolastico conformemente alle norme nazionali. Il Parlamento, inoltre, chiede agli Stati membri di assicurare l'accesso all'istruzione ai figli delle donne migranti in situazione irregolare e - accogliendo con un solo voto di scarto un emendamento proposto dal PPE/DE - sopprime la richiesta di concedere a tali donne il diritto agli assegni familiari e a un alloggio. In proposito, peraltro, sottolineano che il fatto che i genitori delle giovani migranti proibiscono loro di partecipare alle attività sportive, ai corsi di nuoto e ad altri corsi scolastici «non può essere tollerato e giustificato con motivazioni culturali o religiose».

Infine, il Parlamento sollecita le autorità nazionali, regionali e locali a svolgere un ruolo sempre più importante nel processo di integrazione delle donne migranti attraverso «politiche proattive» e a «condurre un dialogo aperto più intenso per comunicare e cooperare con comunità e reti di donne immigrate». Questi sforzi, è precisato, dovrebbero essere sostenuti anche finanziariamente sia dagli Stati membri sia dall'UE.

 

 

 

Nel dibattito è intervenuta, a nome del Gruppo PPE/DE, AMALIA SARTORI (PPE/DE-I):

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo volentieri a sostegno della relazione della collega Kratsa-Tsagaropoulou anche se con un po' di amarezza, visto che questo ultimo fine settimana ci ha riservato nuovamente una notizia drammatica relativa al mondo delle donne, vale a dire la lapidazione di una donna a Baghdad avvenuto sabato 21 ottobre.

Io credo che tutti siano consapevoli del fatto che, solo attraverso una pari dignità della donna in tutto il mondo, può avvenire un cambiamento anche all'interno dei grandi problemi che il mondo oggi si trova ad affrontare. È stato in questa logica e con questa convinzione, cioè con la convinzione del valore e del ruolo che la donna potrà avere oggi e domani nel consentire a questo mondo di orientarsi verso una soluzione di convivenza pacifica, che io ho apprezzato il lavoro svolto dalla collega Kratsa-Tsagaropoulou, in cui si prende in considerazione soprattutto il fatto che le donne sono delle migranti un po' particolari.

Preferiremmo che non fosse così, ma è così. In un mondo nel quale la divisione è ancora così netta - e per gran parte del mondo si tratta ancora di una divisione di diritti e di doveri - io credo che trattare allo stesso modo donne e uomini migranti sarebbe probabilmente sbagliato, come è sempre sbagliato trattare nell'identico modo situazioni diverse.

È quindi necessario che l'Unione presti una particolare attenzione all'immigrazione femminile, che tenga conto anche di risvolti che non caratterizzano invece l'immigrazione maschile, un'attenzione che credo possiamo ritrovare nella relazione della collega Kratsa-Tsagaropoulou che intendo pertanto sostenere."

 

 

 

SCHENGEN

 

 

NUOVI STATI MEMBRI NEL SISTEMA D'INFORMAZIONE DI SCHENGEN

 

-       Doc. A6-0355/2006 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II)

-       Doc. A6-0354/2006 - Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II)

-       Doc. A6-0353/2006 - Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso al sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) da parte dei servizi competenti negli Stati membri per il rilascio delle carte di circolazione

Procedura: Codecisione prima lettura e consultazione legislativa - Dibattito: 23.10.2006 - Votazione: 25.10.2006

 

Il Parlamento ha adottato a larga maggioranza tre relazioni legislative che pongono le basi per un sistema d'informazione di Schengen di seconda generazione (SIS II) che permetterà di intergare i nuovi Stati membri nell'area di Schengen. Gli emendamenti adottati dall'Aula, frutto di un accordo con il Consiglio, sono tesi principalmente a migliorare la sicurezza e la protezione dei dati personali. Se i Ministri UE confermano quest'approccio, i provvedimenti saranno presto d'applicazione.

 

Le tre relazioni - due in codecisione e una in consultazione - fanno parte di un unico pacchetto relativo all'istituzione, al funzionamento e all'uso del SIS II e all'accesso al SIS II dei servizi degli Stati membri responsabili delle immatricolazioni dei veicoli. Gli emendamenti adottati dall'Aula sono stati previamente concordati nel corso di triloghi informali con il Consiglio e la Commissione. Tuttavia, i deputati hanno rifiutato di introdurre una modifica dell'ultima ora proposta dal Consiglio che era tesa a consentire ai servizi di intelligence degli Stati membri di avere accesso alle informazioni contenute nel SIS II.

Durante il dibattito, lo stesso relatore aveva tacciato di «insensata» tale proposta, poiché non ritiene possibile sollecitare una maggiore tutela dei dati personali per poi concedere l'accesso a questi stessi dati a strutture che non sono sottoposte al controllo delle autorità responsabili della protezione dei dati. Spetta ora al Consiglio decidere se approvare il testo così come votato dal Parlamento o decidere di riaprire i negoziati. In proposito, il Ministro finlandese Paula Lehtomäki ha affermato che nelle prossime settimane il Consiglio esaminerà l'esito del voto del Parlamento ed ha sottolineato che una soluzione è ora molto vicina.

Scopo del SIS II è di assicurare un elevato livello di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, incluso il mantenimento della sicurezza pubblica e dell'ordine pubblico e la salvaguardia della sicurezza nel territorio degli Stati membri e applicare le disposizioni del trattato in materia di circolazione delle persone nell'UE, avvalendosi delle informazioni trasmesse tramite tale sistema. Affinché i nuovi Stati membri possano applicare integralmente l’acquis di Schengen è fondamentale disporre del SIS II come misura compensativa che contribuisca a mantenere un elevato livello di sicurezza in uno spazio senza controlli alle frontiere interne. Il sistema intende permettere la collaborazione tra le autorità competenti degli Stati membri grazie allo scambio di informazioni relative all'attuazione di diverse politiche, in particolare nell'ambito della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e nell’attuazione delle politiche afferenti alla circolazione delle persone (frontiere esterne e visti).

 

Gestione operativa

Un emendamento di compromesso attribuisce a un organo di gestione, finanziato dal bilancio dell'UE, la responsabilità della gestione operativa del SIS II centrale. Tale organo è anche responsabile di compiti connessi con l'infrastruttura di comunicazione come il controllo, la sicurezza e il coordinamento delle relazioni tra gli Stati membri e il gestore. La proposta originaria attribuiva questi compiti alla Commissione, la quale, invece, sarà unicamente responsabile di compiti di esecuzioni di bilancio, acquisizione e rinnovo nonché degli aspetti contrattuali. Tuttavia, l'Esecutivo si assumerà tutte queste responsabilità durante un periodo transitorio, che non potrà superare cinque anni, necessario all'entrata in funzione dell'organo di gestione.

Il trattamento dei dati da parte dell'organo di gestione sarà monitorato dal Garante europeo per la protezione dei dati. Quest'ultimo dovrà provvedere affinché, almeno ogni quattro anni, venga svolto un controllo delle attività di trattamento dei dati personali effettuate dall'organo di gestione, conformemente alle norme di revisione internazionali.  L'organo di gestione dovrà adottare le misure necessarie per proteggere i dati, compresa l'adozione di un piano di sicurezza che non era inizialmente previsto dalla Commissione. Si tratta, tra l'altro, di impedire alle persone non autorizzate l'accesso alle installazioni informatiche utilizzate per il trattamento di dati personali, impedire che supporti di dati possano essere letti, copiati, modificati o asportati da persone non autorizzate, impedire che i dati siano inseriti senza autorizzazione e che i dati personali memorizzati siano visionati, modificati o cancellati senza autorizzazione.

 

Sistemi nazionali

Ogni Stato membro dovrà istituire e mantenere un proprio sistema di dati nazionale che dovrà comunicare con il SIS II centrale. Come l'organo di gestione centrale, anche il sistema nazionale dovrà prevedere le misure necessarie per proteggere i dati trattati, compreso un piano di sicurezza. Dovrà anche essere designata un'autorità nazionale responsabile di garantire la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati. Questa autorità di controllo e il Garante europeo della protezione dei dati, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, dovranno cooperare attivamente nell'esercizio delle rispettive responsabilità e assicurare il controllo coordinato del SIS II. E' anche precisato che lo Stato membro che effettua una segnalazione dovrà essere responsabile dell'esattezza, dell'attualità e della liceità dell'inserimento dei dati nel SIS II.

Dati biometrici e interconnessione delle segnalazioni

Il SIS II, per contribuire alla corretta identificazione degli interessati, dovrebbe permettere il trattamento dei dati biometrici. Analogamente, dovrebbe permettere il trattamento dei dati relativi a persone la cui identità è stata usurpata per evitare i disagi causati da errori di identificazione, fatte salve adeguate garanzie, fra cui il consenso dell'interessato e la rigorosa limitazione delle finalità per cui tali dati possono essere lecitamente elaborati.

Fotografie e impronte digitali potranno essere inserite nel sistema unicamente previo controllo speciale delle qualità per accertare che soddisfino uno standard minimo di qualità dei dati. Potranno essere utilizzate, inoltre, solo per confermare l'identità di un cittadino di un paese terzo reperito grazie al sistema SIS II con dati alfanumerici. Non appena sarà possibile tecnicamente, d'altra parte, le impronte e le fotografie potranno essere utilizzate per identificare un cittadino di un paese terzo in base al suo identificatore biometrico. Tuttavia, prima di attuare questa funzione, la Commissione dovrà consultare il Parlamento europeo.

Inoltre, in futuro, sarà possibile collegare, per esempio, la segnalazione di un'auto rubata con una persona sui cui pende un ordine d'arresto. Pertanto, ritrovata l'auto rubata, si potrà presumere che la persona ricercata si trova - o si è trovata - in prossimità del veicolo. Tali interconnessioni, è però precisato, potranno essere eseguite unicamente «se sussiste una reale esigenza operativa».

 

Autorità con diritto di accesso ai dati

L'accesso ai dati inseriti nel SIS II e il diritto di consultarli direttamente o su una copia sono riservati esclusivamente alle autorità responsabili dei controlli di frontiera e degli altri controlli di polizia e doganali effettuati all'interno del paese. Tuttavia, queste facoltà possono essere riservate anche alle autorità giudiziarie nazionali, tra cui quelle responsabili dell'avvio dell'azione penale e delle indagini giudiziarie prima dell'imputazione, nell'assolvimento dei loro compiti, conformemente alla legislazione nazionale, nonché alle relative autorità di coordinamento. E' proprio su tale questione che è sorta la divergenza con il Consiglio che, a negoziati già conclusi, ha introdotto una modifica tesa ad ampliare il numero di autorità che hanno accesso al SIS II.

I dati possono essere duplicati soltanto per fini tecnici e le segnalazioni effettuate da altri Stati membri non possono essere copiate dal SIS nazionale in altri archivi nazionali. Le copie tecniche che portano alla creazione di dati offline però dovranno essere distrutte dopo 48 ore, salvo in situazioni di emergenza.

 

 

 

BILANCIO

 

 

BILANCIO 2007: UNA SPESA AL SERVIZIO DEI CITTADINI

 

-       Doc. A6-0358/2006 - Relazione sul Progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007 (Sezione III - Commissione)

-       Doc. A6-0356/2006 - Relazione sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007 (altre sezioni)

Procedura: Bilancio - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione: 26.10.2006

 

Il Parlamento ha adottato il Bilancio generale dell'Unione europea per il 2007, il primo nell'ambito delle nuove Prospettive finanziarie, chiedendo un aumento sostanzioso rispetto a quanto proposto dal Consiglio nel mese di luglio. Tale incremento è destinato anzitutto a finanziare i programmi considerati prioritari per la competitività e l'innovazione per far fronte alla globalizzazione. L'idea del Consiglio di ridurre il numero di posti in Commissione è respinta dall'Aula.

 

I deputati propongono un livello di crediti d'impegno di 127,3 miliardi di euro e di pagamento di 122 miliardi di euro, che corrisponde all'1,04% del reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE, rispettando così il margine previsto dalle Prospettive finanziarie. Lo scorso mese di luglio, il Consiglio aveva proposto un bilancio di 114,61 miliardi di euro in crediti di pagamento, pari allo 0,98% dell'RNL dell'UE a 27. Per i deputati, infatti, il volume complessivo proposto dai Ministri «si colloca al di sotto del livello necessario all'UE per rispondere efficacemente alle sfide della globalizzazione». Parlamento e Consiglio avvieranno adesso dei negoziati - vi sarà una riunione di concertazione a fine novembre - per tentare di giungere ad un accordo, prima della seconda lettura. Il Bilancio dovrà essere approvato e firmato in occasione della sessione del prossimo 14 dicembre, a Strasburgo. 

 

Ottimizzare la spesa, concentrarsi sulle priorità

Da un punto di vista strategico, il relatore ha potuto contare sul sostegno dei colleghi riguardo alla sua proposta "value for money". Per una serie di linee di bilancio, è infatti proposto di collocare in riserva il 30% degli stanziamenti finché la Commissione non avrà rassicurato il Parlamento «che tali fondi saranno spesi in modo da garantire una spesa ottimale al contribuente europeo».

I deputati, infatti, insistono sull'importanza di concentrare gli sforzi sulle priorità del Parlamento e di preparare il terreno per una revisione del Quadro Finanziario Pluriennale. Concentrando gli impegni su programmi prioritari e assicurando che i fondi siano ben utilizzati, i deputati ritengono che «la spesa servirà meglio gli interessi dei cittadini». Tra i programmi per i quali è proposto un aumento degli stanziamenti figurano le reti transeuropee dei trasporti, la sicurezza nucleare e LIFE+ (ambiente).

Inoltre, per stimolare «una sana economia moderna» e la creazione di posti lavoro, i deputati propongono di incrementare gli stanziamenti di pagamento per i programmi prioritari legati all'Agenda di Lisbona, come il Programma per la Competitività e l'innovazione e il Settimo Programma Quadro di Ricerca. Deplorando poi i «drastici tagli lineari» apportati alla PAC dal Consiglio, i deputati propongono il ripristino degli importi proposti nel Progetto preliminare di bilancio della Commissione. Sono anche aumentate di 14 milioni le disponibilità previste per l'agenzia FRONTEX, al fine di finanziare i pattugliamenti alle frontiere dell'UE.

 

Crescita sostenibile

Il Parlamento ha adottato una serie di emendamenti alle linee di bilancio relative ai "vecchi" Fondi strutturali. Più in particolare, propone di aumentare gli stanziamenti di pagamento per le misure legate alla coesione connesse alle proprie priorità politiche, anche perché il livello generale di finanziamento concordato nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2007-2013 è notevolmente inferiore a quanto precedentemente annunciato. Ad esempio, gli obiettivi di Convergenza e di Competitività regionale del Fondo Sociale Europeo potranno contare rispettivamente, su 1.442 e 661 milioni di euro invece di 1.092 e 461 milioni di euro.

Un altro emendamento prevede di porre in riserva 817,4 milioni di euro in crediti d'impegno e 653,9 milioni di euro in crediti di pagamento destinati alla rete transeuropea di trasporto, «in attesa di un accordo soddisfacente con il Consiglio e/o la Commissione sul modo in cui mantenere il controllo politico sull'assegnazione dei fondi».

 

Risorse naturali

Il Parlamento chiede di ristabilire il livello dei fondi previsti dal Progetto Preliminare di Bilancio per la Politica agricola comune, che era stato ridotto drasticamente (-525 milioni di euro) dal Consiglio, con tagli lineari alle spese relative ai mercati, «sulla base di criteri contabilistici e senza tenere conto delle priorità del Parlamento». I deputati, inoltre, deplorano il fatto che, nonostante la forte necessità di ristrutturazione, ammodernamento e diversificazione dell'economia rurale in Europa, il livello delle risorse assegnate allo sviluppo rurale «è destinato a declinare in termini reali».

 

Libertà, sicurezza, giustizia e cittadinanza

Vista l'emergenza immigrazione, il Parlamento propone un aumento dei crediti per l'agenzia per le frontiere esterne FONTEX (+12,8 milioni di euro in crediti di impegno e crediti di pagamento) che potrà quindi contare su un totale di 34 milioni di euro. Per i deputati, infatti, l'agenzia competente in materia, necessita di ulteriori finanziamenti per condurre tali operazioni in maniera più efficace. Un incremento è anche proposto per il Fondo per le frontiere esterne (+7,6 milioni di euro in crediti di impegno e 10 milioni in crediti di pagamento) che sarà quindi dotato di un totale di 170 milioni in crediti di impegno e 87,5 milioni in crediti di pagamento.

Dei crediti destinati a finanziare il sistema d'informazione di Schengen II e i Visti sono posti in riserva, in attesa di precisazioni circa la base giuridica relativa alla loro interoperabilità e alla creazione di una serie di banche dati, nonché quando il Parlamento disporrà delle necessarie risorse circa le modalità di gestione del sistema VIS.

Un importo di 1,5 milioni di euro è iscritto in bilancio al fine di sostenere la realizzazione di un «Globe theatre» mobile, che si sposti attraverso l'Europa con ogni successiva Presidenza. Il teatro vuole essere uno spazio stimolante di discussione pubblica sull'Europa, partecipazione politica e apprendimento, un luogo d'incontro culturale, anche attraverso la messa in scena di commedie teatrali e lo svolgimento di competizioni e premi culturali europei, parlamenti giovanili, conferenze ed esposizioni. Un pari importo è poi destinato a contribuire al finanziamento del festival «Europalia 2007», nel quadro dei festeggiamenti per il 50° Anniversario del trattato di Roma.

 

L'UE attore mondiale

La rubrica relativa al finanziamento delle azioni dell'UE al di fuori delle sue frontiere appare insufficientemente dotata ai deputati. Questi ultimi, tuttavia, non propongono di ricorrere allo strumento di flessibilità (che consente di mobilitare 200 milioni di euro in caso di eventi imprevisti), come era stato fatto nel corso degli esercizi precedenti, ma hanno proceduto ad una riallocazione dei crediti tra le diverse linee di bilancio.

Per quanto riguarda la Politica estera e di sicurezza comune (PESC), il Parlamento riafferma la volontà di essere «strettamente associato» a tutte le fasi del processo decisionale in seno al Consiglio. Per i deputati, le «riunioni di consultazione comuni» regolari dovrebbero fornire l'occasione per un reale dialogo politico. In mancanza di ciò, infatti, esse si riducono semplicemente ad un obbligo di informare il Parlamento ex post. Hanno quindi deciso di ridurre del 50% le linee di bilancio relative alla PESC in attesa che il Consiglio si impegni in modo chiaro ad associare il Parlamento a tutte le fasi del processo decisionale. I crediti d'impegno per la PESC sono quindi portati a 72,6 milioni di euro e quelli di pagamento a 54,6 milioni di euro.

Per quanto riguarda i Rappresentanti speciali dell'Unione europea presso delegazioni comunitarie dell'Unione, il Parlamento propone di trasferire loro 14 milioni di euro allocati nella rubrica 5 (Amministrazione), al fine di poter esercitare un maggiore controllo sulle loro nomine. D'altra parte, propongono di stanziare 100 milioni di euro di crediti d'impegno (90 di pagamento) per il finanziamento della ricostruzione dell'Afghanistan. Mentre il finanziamento per "i paesi situati ad Est della Giordania" (incluso l'Iraq), rimangono invariati a 108,6 milioni in crediti d'impegno e 80 in pagamento.

 

Spese amministrative

I deputati si oppongono «fermamente» all'approccio adottato dal Consiglio nei progetti di dichiarazione allegati al progetto di bilancio sulle risorse amministrative, in cui si giudica opportuna la soppressione nel 2008 di 200 posti nelle istituzioni UE, soprattutto alla Commissione, e di altri 500 posti fra il 2008 e il 2010. Propongono quindi di ripristinare gli importi ridotti dal Consiglio alla spesa amministrativa della Commissione, compresi quelli per il personale necessari per il suo buon funzionamento e di iscrivere 50 milioni di euro nella riserva. Questa sarà tolta al verificarsi di quattro condizioni, tra cui figura l'impegno a effettuare un esame approfondito delle esigenze a medio termine in materia di personale in tutti i luoghi di lavoro. La sottovoce "retribuzioni e indennità" per il personale in attività ammonta, esclusa la riserva, a 1.526.030.000 euro.

A prescindere dalle implicazioni finanziarie, la relazione sulle cosiddette "altre sezioni" (ossia le spese delle istituzioni tranne la Commissione), afferma che - «in circostanze normali» - debba essere proseguita la politica di acquisto di uffici e edifici, soprattutto perché, nel corso degli anni, essa «ha servito bene i propri interessi, garantendo risparmi e permettendo in tal modo di finanziare altri progetti». Più in generale, raccomanda l'attuazione di una politica di pianificazione pluriennale degli investimenti immobiliari al posto dell'attuale piano annuale.

Per quanto riguarda le spese del Parlamento europeo, la relazione si rammarica che l'autorità di bilancio non abbia ricevuto alcun feedback dall'amministrazione riguardo alla sua richiesta di minimizzare i costi in settori in cui si registrano «spese inutili legate all'esistenza di tre luoghi di lavoro». A tale proposito, rammenta che i costi di questa dispersione geografica rappresentano circa il 16% delle spese totali del Parlamento.

Le istituzioni sono poi invitate a procedere a una ristrutturazione dei servizi di traduzione e, in particolare, a rivedere il numero e la lunghezza dei testi da tradurre. Chiede inoltre alle istituzioni di presentare una relazione sull'efficacia dei costi dei loro servizi di traduzione. Sempre in materia di politica del personale, i deputati osservano che la maggior parte delle richieste di personale aggiuntivo è riconducibile all'allargamento, «che resta una priorità assoluta». Tuttavia, pur condividendo la politica del Consiglio di accettare tutti i nuovi posti legati all'allargamento, ritengono che occorrano maggiori informazioni sulle modalità di distribuzione pratica del personale aggiuntivo, «onde assicurare in particolare che i neoassunti siano effettivamente utilizzati per svolgere mansioni legate all'allargamento».

I deputati, infine, ribadiscono la necessità di proseguire gli sforzi tesi a sviluppare una strategia informativa «efficace e di immediata comprensione», soprattutto allo scopo di migliorare il rapporto tra l'Istituzione e i cittadini europei. Ciò, a loro parere, potrà essere conseguito soltanto sulla base di una relazione su una strategia globale di informazione e comunicazione con i cittadini e dopo aver effettuato un'analisi del valore aggiunto di ciascuno strumento di informazione. E, in proposito, prendono atto della proposta di creare una WebTV parlamentare e sottolineano l'importanza di migliorare il servizio visitatori.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-       Doc. A6-0340/2006 - Risoluzione sul progetto di bilancio rettificativo n. 5/2006

-       Doc. A6-0350/2006 - Risoluzione sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2006

 

 

 

ISTRUZIONE

 

 

ERASMUS DI NUOVA GENERAZIONE

Doc. A6-0344/2006

 

Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d'azione nel campo dell'apprendimento permanente

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione: 25.10.2006

 

Il Parlamento ha adottato il nuovo programma d'azione comunitario nel settore dell'istruzione e della formazione che, con una dotazione di circa 7 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, è destinato a sostituire e rinnovare i programmi esistenti, come Erasmus e Leonardo da Vinci. Il Programma intende promuovere all'interno dell'UE gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione per farli diventare un punto di riferimento di qualità a livello mondiale.

 

Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato, in seconda lettura della procedura di codecisione, la posizione comune del Consiglio sul nuovo programma d'azione nel campo dell'apprendimento permanente per il periodo 2007-2013 che, pertanto, potrà essere avviato sin dal prossimo 1° gennaio. La posizione comune comprende numerosi emendamenti proposti in prima lettura dal Parlamento europeo e prevede vari adeguamenti tecnici rispetto alla proposta originaria della Commissione, prevalentemente relativi alle procedure di attuazione. La dotazione del Programma, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2013, è stata convenuta dalle tre istituzioni nel contesto dell'accordo interistituzionale sul quadro finanziario per il 2007-2013 ed ammonta a 6.200 milioni di euro a prezzi del 2004, pari a 6.970 milioni di euro a prezzi correnti.

L'obiettivo generale del Programma è contribuire, attraverso l'apprendimento permanente, allo sviluppo della Comunità quale società avanzata basata sulla conoscenza, con uno sviluppo economico sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale. Per "apprendimento permanente", si intende «ogni istruzione generale, istruzione e formazione professionali, istruzione non formale e apprendimento informale intrapresi nelle varie fasi della vita, che diano luogo a un miglioramento delle conoscenze, delle capacità e delle competenze in una prospettiva personale, civica, sociale e/o occupazionale».

Il Programma, che sostituisce le attuali iniziative che scadono alla fine del 2006, si pone anche l'obiettivo di fornire un valore aggiunto europeo direttamente ai singoli cittadini promuovendo l'interazione, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione all'interno della Comunità. Più in particolare, il programma intende promuovere all'interno della Comunità gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione in modo che essi diventino un punto di riferimento di qualità a livello mondiale. Gli obiettivi del programma di apprendimento permanente sono perseguiti attraverso l'attuazione di quattro programmi settoriali, di un programma trasversale e del programma Jean Monnet.

Il Programma Comenius, destinatario di almeno il 13% della dotazione finanziaria globale, risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell'istruzione prescolastica e scolastica fino al termine degli studi secondari superiori, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione.

Si prefigge di sviluppare, tra i giovani e il personale docente, la conoscenza e la comprensione della diversità culturale e linguistica europea e del suo valore, nonché di aiutare i giovani ad acquisire le competenze di base necessarie ai fini dello sviluppo personale, della successiva occupazione e della cittadinanza europea attiva. Intende anche migliorare la qualità e la dimensione europea della formazione degli insegnanti nonché le metodologie pedagogiche e la gestione scolastica. Almeno l'80% degli importi stanziati per il programma Comenius sarà destinato a sostenere la mobilità, ossia gli scambi di allievi e di personale nonché la mobilità nelle scuole per gli allievi e tirocini presso istituti scolastici o imprese per il personale docente.

Il Programma Erasmus, che potrà contare su almeno il 40% delle risorse totali, risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell'istruzione superiore di tipo formale e nell'istruzione e formazione professionali di terzo livello (indipendentemente dalla lunghezza dei corsi o dalla qualifica e compresi anche gli studi di dottorato), nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione e formazione.

Tra gli obiettivi operativi del programma figurano il miglioramento della qualità e l'aumento del volume della mobilità di studenti e personale docente in tutta Europa, «in modo da contribuire a raggiungere entro il 2012 la partecipazione di almeno tre milioni di persone alla mobilità studentesca» nel quadro del programma Erasmus e dei programmi che lo hanno preceduto. Per tale motivo, almeno l'80% degli importi stanziati per il programma Erasmus dev'essere destinato a sostenere la mobilità.

Inoltre, intende migliorare la qualità e aumentare il volume della cooperazione multilaterale tra gli istituti di istruzione superiore in Europa ed accrescere il livello di trasparenza e compatibilità tra le qualifiche dell'istruzione superiore e dell'istruzione professionale avanzata conseguite in Europa. Infine, ha lo scopo di migliorare la qualità e aumentare il volume della cooperazione tra gli istituti di istruzione superiore e le imprese, di favorire lo sviluppo di pratiche innovative nell'istruzione e nella formazione a livello terziario nonché il loro trasferimento e di promuovere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e pratiche innovativi basati sulle TIC.

Sono considerati "studenti Erasmus" gli studenti di istituti di istruzione superiore, iscritti almeno al secondo anno, che trascorrono un periodo di studio in un altro Stato membro, indipendentemente dalla concessione di un contributo finanziario nel quadro di detto programma. Tali periodi di studio sono interamente riconosciuti in forza degli accordi interistituzionali tra gli istituti di provenienza e quelli di accoglienza. Questi ultimi, peraltro, non possono imporre tasse d'iscrizione a tali studenti. Inoltre, fanno parte di questa "categoria" gli studenti iscritti a programmi di master congiunti e impegnati nella mobilità e gli studenti di istituti di istruzione superiore che partecipano a tirocini.

Il Programma Leonardo da Vinci, con almeno il 25% della dotazione complessiva, risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell'istruzione e formazione professionali non di terzo livello, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione e formazione.

Tra gli obiettivi del Programma figura quello di migliorare la qualità e aumentare il volume della mobilità, in tutta Europa, delle persone coinvolte nell'istruzione e formazione professionale iniziali e nella formazione continua, «in modo che entro la fine del programma di apprendimento permanente i tirocini in azienda aumentino raggiungendo almeno il numero di 80 000 unità l'anno». E proprio alle azioni di mobilità - che comprendono i tirocini transnazionali presso imprese o in istituti di formazione - dovrà essere dedicato almeno il 60% del finanziamento globale di Leonardo.

Inoltre, intende migliorare la qualità e aumentare il volume della cooperazione tra istituti o organizzazioni che offrono opportunità di apprendimento, imprese, parti sociali e altri organismi pertinenti in tutta Europa, nonché agevolare lo sviluppo di pratiche innovative nel settore dell'istruzione e formazione professionale e il trasferimento di queste pratiche. Infine, ha lo scopo di migliorare la trasparenza e il riconoscimento delle qualifiche e delle competenze, comprese quelle acquisite attraverso l'apprendimento non formale e informale, di incoraggiare l'apprendimento di lingue straniere moderne e di promuovere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e pratiche innovativi basati sulle TIC.

Il Programma Grundtvig, risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento delle persone coinvolte in ogni forma di istruzione degli adulti, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione. I suoi obiettivi operativi comprendono il miglioramento della qualità e dell'accessibilità della mobilità, in tutta Europa, dei singoli coinvolti nell'istruzione degli adulti, nonché l'aumento del volume in modo che, entro il 2013, venga sostenuta la mobilità annua di almeno 7.000 persone coinvolte nell'istruzione degli adulti. Almeno il 55% degli importi stanziati per il programma Grundtvig dovrà essere destinato a sostenere la mobilità.

Si prefigge, inoltre, di migliorare la qualità e aumentare il volume della cooperazione tra le organizzazioni coinvolte nell'istruzione degli adulti in tutta Europa e di prestare assistenza alle persone appartenenti a gruppi sociali vulnerabili e a contesti sociali marginali (soprattutto agli anziani e a coloro che hanno lasciato gli studi senza aver acquisito qualifiche di base) per offrire loro opportunità alternative di accesso all'istruzione degli adulti. Infine, intende agevolare lo sviluppo di pratiche innovative nel settore dell'istruzione degli adulti e il trasferimento di queste pratiche, promuovere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e pratiche innovativi basati sulle TIC e migliorare le metodologie pedagogiche e la gestione delle organizzazioni operanti nel campo dell'istruzione degli adulti.

Il Programma Trasversale comprende le quattro attività chiave: la cooperazione politica e l'innovazione nel settore dell'apprendimento permanente; la promozione dell'apprendimento delle lingue; lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e pratiche innovativi basati sulle TIC; la diffusione e l'utilizzo dei risultati delle azioni sostenute nell'ambito del programma nonché lo scambio delle buone pratiche.

I suoi obiettivi operativi sono di sostenere, a livello europeo, la definizione di politiche e la cooperazione nel campo dell'apprendimento permanente, garantire un'adeguata disponibilità di dati, statistiche e analisi confrontabili su cui fondare la definizione delle politiche, nonché monitorare i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi fissati e individuare i settori su cui concentrare l'attenzione.  Si tratterà, inoltre, di promuovere l'apprendimento delle lingue e sostenere la diversità linguistica negli Stati membri, sostenere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e pratiche innovativi basati sulle TIC e, infine, di garantire il riconoscimento, la dimostrazione e l'applicazione in forma opportuna e su vasta scala dei risultati del programma di apprendimento permanente.

Il Programma Jean Monnet sostiene le istituzioni e le attività nel campo dell'integrazione europea. Comprende tre attività chiave: l'azione Jean Monnet; le sovvenzioni di funzionamento a sostegno di istituzioni specifiche che trattano temi connessi all'integrazione europea; le sovvenzioni di funzionamento a sostegno di altre istituzioni e associazioni europee attive nel campo dell'istruzione e della formazione.

Si prefigge di stimolare l'eccellenza dell'insegnamento, della ricerca e della riflessione nel campo degli studi sull'integrazione europea negli istituti di istruzione superiore all'interno e all'esterno della Comunità. Inoltre, ha lo scopo di rafforzare la conoscenza e la consapevolezza dei temi connessi all'integrazione europea tra gli esperti del mondo accademico e tra i cittadini europei in generale. Sosterrà poi importanti istituti europei che si occupano di temi connessi all'integrazione europea nonché l'esistenza di istituzioni e associazioni europee di elevato profilo operanti nei settori dell'istruzione e della formazione. In tale contesto, l'Istituto universitario europeo di Firenze potrà beneficiare di un sostegno per determinate spese di funzionamento e amministrative.

 

 

 

GIOVENTÙ

 

 

VIA LIBERA A "GIOVENTÙ IN AZIONE"

Doc. A6-0341/2006

 

Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma "Gioventù in azione" per il periodo 2007-2013

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione: 25.10.2006

 

Il Parlamento ha approvato il programma "Gioventù in azione" che, con una dotazione globale di 885 milioni di euro, intende promuovere un più vivo senso di cittadinanza attiva e di responsabilità tra i giovani, lo spirito di iniziativa e la comprensione reciproca tra i giovani in diversi paesi. E' posto anche l'accento sul riconoscimento dell'apprendimento informale. Con sovvenzioni e borse di studio, il Programma sosterrà progetti senza scopo di lucro destinati a giovani tra i 15 e i 28 anni.

 

Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato, in seconda lettura della procedura di codecisione, la posizione comune adottata dal Consiglio in merito al Programma "Gioventù in azione" 2007-2013. Il Programma potrà quindi essere avviato, come previsto, il 1° gennaio 2007. Oltre ad avere recepito totalmente o parzialmente ¾ degli emendamenti proposti dal Parlamento, la posizione comune resta sostanzialmente in linea con la proposta originaria della Commissione, in particolare riguardo agli obiettivi ed alle azioni del programma. In conformità dell'accordo interistituzionale relativo al quadro finanziario per il 2007-2013, l'importo totale assegnato ammonta a 785 milioni di euro (prezzi 2004, ossia 885 milioni di euro a prezzi correnti).

Il nuovo programma "Gioventù in azione", che sostituisce l'attuale programma "Gioventù", è volto ad offrire ai giovani dei paesi partecipanti opportunità per scambi tra gruppi ed attività di volontariato, nonché a rafforzare la cooperazione e sostenere una serie di attività nel settore della gioventù. Il programma è inteso a promuovere un più vivo senso di cittadinanza attiva e responsabilità tra i giovani, a incoraggiare lo spirito di iniziativa e imprenditoriale e la creatività, a promuovere la comprensione reciproca tra i giovani in diversi paesi e, nel contempo, a stimolare il riconoscimento del valore dell'istruzione informale acquisita in un contesto europeo.

Il programma è inteso a sostenere progetti senza scopo di lucro a favore dei giovani, dei gruppi di giovani, di coloro che sono attivi nell'animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili, nelle organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro. Fatte salve le modalità specifiche per l'attuazione delle azioni, il programma si rivolge in particolar modo ai giovani dai 15 ai 28 anni, benché determinate azioni siano aperte ai giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni. Per raggiungere gli obiettivi generali e specifici, il Programma è articolato in cinque azioni. A seconda della natura dell'azione, gli aiuti finanziari possono assumere la forma di sovvenzioni o di borse di studio. La Commissione può anche assegnare premi per azioni o progetti attuati nel quadro del programma.

"Gioventù per l'Europa" - che dispone come minimo del 30% delle risorse totali - è un'azione volta a sostenere gli scambi di giovani nell’intento di aumentarne la mobilità nonché a promuovere le iniziative, i progetti e le attività di partecipazione dei giovani alla vita democratica mirati a sviluppare il sentimento di cittadinanza e la comprensione reciproca dei giovani. "Il servizio volontario europeo" - dotato del 23% del finanziamento totale - è un'azione volta a favorire la partecipazione dei giovani a varie forme di attività di volontariato, sia all’interno che all’esterno dell'UE.

"Gioventù nel mondo" - con il 6% della dotazione totale - intende sostenere progetti con i paesi partner, in particolare lo scambio di giovani e di coloro che sono attivi nell'animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili. Vuole anche promuovere le iniziative che rafforzano la comprensione reciproca dei giovani, il loro senso della solidarietà e della tolleranza nonché lo sviluppo della cooperazione nel settore della gioventù e della società civile in questi paesi.

L'azione "Sistemi di sostegno per i giovani" - dotata del 15% delle risorse - è volta a sostenere gli organismi attivi a livello europeo nel settore della gioventù, in particolare il funzionamento delle organizzazioni giovanili non governative, la loro messa in rete, i consigli per le persone che sviluppano progetti, garantendo la qualità tramite lo scambio, la formazione e la messa in rete di coloro che sono attivi nell'animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili. Ma anche l'incentivazione dell'innovazione e della qualità, l'informazione dei giovani e lo sviluppo delle strutture ed attività necessarie al programma per raggiungere tali obiettivi, nonché incoraggiando partenariati con le autorità locali e regionali.

Infine, attraverso il "Sostegno alla cooperazione europea nel settore della gioventù" - che può contare sul 4% del finanziamento globale - si tenderà a organizzare il dialogo strutturato tra i vari soggetti del mondo della gioventù, in particolare i giovani stessi, coloro che sono attivi nell'animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili ed i responsabili politici. Il suo scopo sarà anche di promuovere seminari giovanili su tematiche sociali, culturali e politiche di interesse per i giovani, di contribuire allo sviluppo della cooperazione politica nel settore della gioventù e di facilitare lo sviluppo delle reti necessarie ad una migliore conoscenza della gioventù.

Il pacchetto finanziario del programma può coprire anche le spese relative alle azioni di preparazione, seguito, controllo, audit e valutazione direttamente necessarie alla sua gestione ed al raggiungimento dei suoi obiettivi, in particolare studi, riunioni, azioni d'informazione e di pubblicazione, spese legate alle reti informatiche attinenti allo scambio di informazioni, nonché qualsiasi altra spesa d'assistenza amministrativa e tecnica nella quale può incorrere la Commissione nel quadro della gestione del programma.

L'emendamento più significativo apportato alla proposta originaria è stato probabilmente l'introduzione di soglie finanziarie minime per ciascuna delle azioni contenute nel programma. Sebbene questo sia in lieve contrasto con l'invito alla massima flessibilità formulato dalla Commissione, l'accordo di compromesso raggiunto tra il Parlamento ed il Consiglio sulla ripartizione tra le cinque azioni lascia ancora un margine di flessibilità del 22% da distribuire a seconda delle priorità e delle esigenze future.

Rispetto alla proposta originaria, il nuovo testo pone un accento maggiore sull'offerta di opportunità di apprendimento non formale. Un nuovo paragrafo, infatti, stabilisce che la Commissione e i paesi partecipanti devono adottare le misure necessarie per favorire il riconoscimento dell'apprendimento non formale ed informale dei giovani, ad esempio mediante attestati o certificati che riconoscano l'esperienza acquisita dai beneficiari e attestino la partecipazione diretta dei giovani - o di coloro che sono attivi nell'animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili - ad un'azione del programma.

Il Programma è aperto gli Stati membri dell'UE, agli Stati dell'EFTA che sono membri dello Spazio Economico Europeo, ai paesi candidati che beneficiano di una strategia di preadesione, ai paesi dei Balcani occidentali (sulla base degli accordi quadro riguardanti la loro partecipazione ai programmi comunitari) e alla Svizzera, sotto riserva della conclusione di un accordo bilaterale con questo paese. Le azioni "Servizio volontario europeo" e "Gioventù nel mondo" sono aperte alla cooperazione con i paesi terzi che hanno concluso con la Comunità europea accordi connessi al settore gioventù. Tale cooperazione avviene, se del caso, tramite stanziamenti supplementari dei paesi partner resi disponibili in base a procedure da decidere con tali paesi.

 

 

 

CULTURA

 

 

VERSO UN'IDENTITÀ EUROPEA CON "EUROPA PER I CITTADINI"

Doc. A6-0342/2006

 

Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce, per il periodo 2007-2013, il programma "Cittadini per l'Europa" mirante a promuovere la cittadinanza europea attiva

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione: 25.10.2006

 

L'Aula ha approvato il nuovo programma "Europa per i cittadini" che, con una dotazione di 190 milioni di euro, intende promuovere una cittadinanza europea attiva. Il contributo UE sosterrà il gemellaggio di città, centri di ricerca sulle politiche europee, progetti promossi da ONG, eventi e conferenze, studi, indagini e sondaggi. Sarà anche fornito un sostegno alla preservazione dei principali siti ed archivi collegati alle deportazioni naziste e staliniste e alla commemorazione delle vittime.

 

Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato la posizione comune del Consiglio e taluni emendamenti alla stessa che sono frutto di un accordo con i Ministri. Il Programma - che potrà quindi prendere avvio sin dal 1° gennaio 2007 - intende contribuire a dare ai cittadini la possibilità di interagire e partecipare alla costruzione di un’Europa sempre più vicina, «unita nella sua diversità culturale e da questa arricchita». Ma anche di sviluppare «un sentimento d'identità europea», fondata su valori, una storia e una cultura comuni e di migliorare la tolleranza e la comprensione reciproca dei cittadini europei, rispettando e valorizzando la diversità culturale e contribuendo al dialogo interculturale.

La posizione comune del Consiglio, pur conservando gli elementi principali della proposta originaria della Commissione, tiene conto delle preoccupazioni e delle priorità del Parlamento europeo accogliendo la maggior parte degli emendamenti proposti in prima lettura. Nell'insieme, il Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione condividono posizioni analoghe sul Programma che, in conformità dell'accordo interistituzionale sul quadro finanziario 2007-2013, stanzia 190 milioni di euro ai prezzi del 2004 (fatti salvi adeguamenti per tener conto dell'inflazione).

Gli obiettivi del programma sono perseguiti sostenendo quattro azioni. "Cittadini attivi per l'Europa" comprende il gemellaggio di città e progetti di carattere transnazionale e intersettoriale in cui intervengono direttamente i cittadini. Indicativamente, almeno il 45% del bilancio totale assegnato al programma sarà destinato a questa azione (contro il 47% previsto dalla posizione del Consiglio). L'azione "Una società civile attiva in Europa" prevede il sostegno strutturale ai centri di ricerca sulle politiche europee (gruppi di riflessione) e alle organizzazioni della società civile a livello europeo (compresi, fino al 2009, la Piattaforma delle organizzazioni non governative sociali europee, il Movimento europeo e il Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli), nonché il sostegno a progetti promossi da organizzazioni della società civile. Indicativamente, circa il 31% del bilancio totale assegnato al programma sarà destinato a questa azione (contro il 29% proposto dal Consiglio).

"Insieme per l'Europa" fornirà un sostegno a eventi di grande visibilità, come commemorazioni, premi, manifestazioni artistiche, conferenze su scala europea, nonché a studi, indagini e sondaggi d'opinione e a strumenti d'informazione e di diffusione (compresi, fino al 2009, l'Association Jean Monnet, il Centre européen Robert Schuman e le Case d'Europa federate sul piano nazionale ed europeo). Indicativamente, circa il 10% del bilancio totale assegnato al programma sarà destinato a questa azione.

L'azione "Memoria europea attiva", fortemente promossa dal Parlamento europeo, riguarda la preservazione dei principali siti ed archivi connessi con le deportazioni e la commemorazione delle vittime. Più in particolare, si tratterà di un sostegno a progetti «volti a preservare i principali siti e memoriali connessi con le deportazioni di massa, gli ex campi di concentramento ed altri luoghi di martirio e di sterminio su larga scala di civili da parte dei nazisti nonché gli archivi che documentano tali tragedie, e a conservare la memoria delle vittime e di quanti, in condizioni estreme salvarono loro simili dall'olocausto».

Il contributo comunitario, inoltre, sarà concesso a progetti «volti a commemorare le vittime degli stermini e delle deportazioni di massa connessi con lo stalinismo e a preservare i memoriali e gli archivi che documentano tali tragedie». Circa il 4% del bilancio totale assegnato al programma sarà destinato a questa azione.

Le misure comunitarie potranno avere la forma di convenzioni di sovvenzione o di contratti di appalto. Potranno inoltre essere concesse secondo forme e accordi specifici, quali sovvenzioni di funzionamento, sovvenzioni di azioni, borse di studio e premi. I contratti d'appalto riguarderanno l'acquisto di servizi, quali l'organizzazione di manifestazioni, studi e ricerche, strumenti d'informazione e di diffusione, monitoraggio e valutazione.

Il programma è accessibile a tutti i soggetti che promuovono la cittadinanza europea attiva, in particolare alle autorità e organizzazioni locali, ai centri di ricerca sulle politiche europee (gruppi di riflessione), ai gruppi di cittadini e ad altre organizzazioni della società civile. Potrà anche comprendere attività in comune e innovative nel settore della cittadinanza europea attiva svolte con organizzazioni internazionali prestigiose, quali il Consiglio d'Europa e l'Unesco, sulla base di contributi comuni.

 

 

MEDIA 2007 PROMUOVE IL SETTORE AUDIOVISIVO EUROPEO

Doc. A6-0337/2006

 

Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'attuazione di un programma di sostegno al settore audiovisivo europeo (MEDIA 2007)

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione: 24.10.2006

 

Il Parlamento ha approvato il Programma MEDIA 2007 che, in un unico strumento, riunisce le attuali misure di sostegno a favore dell'industria audiovisiva europea. Dotato di 671 milioni di euro, intende rafforzare la competitività del settore, promuovere nell'UE e nel mondo le opere audiovisive europee nonché conservare e valorizzare la diversità culturale europea e il suo patrimonio cinematografico audiovisivo. Il sostegno alla digitalizzazione è un elemento centrale del programma.

 

Adottando la relazione, il Parlamento ha approvato la posizione comune del Consiglio relativa al nuovo Programma MEDIA 2007 a favore del settore audiovisivo europeo che, pertanto, potrà essere avviato dal prossimo 1° gennaio. Il Consiglio, infatti, tenendo conto delle preoccupazioni e delle priorità del Parlamento europeo, ha accolto la maggior parte degli emendamenti proposti in prima lettura il 25 ottobre 2005. La dotazione finanziaria è di 671 milioni di euro ai prezzi del 2004 (fatti salvi gli adeguamenti per tener conto dell'inflazione).

Grazie agli emendamenti del Parlamento europeo, secondo la relatrice, il programma MEDIA contiene ora riferimenti più chiari sull'importanza del cinema europeo per il dialogo interculturale, sulla diversità linguistica e culturale e sui principi della dignità umana, dell’uguaglianza e della non discriminazione. Il sostegno alla digitalizzazione, inoltre, è divenuto un elemento centrale del programma, per superare la frammentazione del mercato europeo e promuovere la capacità di innovazione del settore audiovisivo europeo. I cataloghi digitali dovrebbero per esempio contribuire a favorire l'accesso dei cittadini al patrimonio cinematografico europeo.

Il programma MEDIA mira a rafforzare economicamente il settore audiovisivo per consentirgli di svolgere al meglio tale ruolo culturale «attraverso lo sviluppo di un'industria dai contenuti forti e diversificati e di un patrimonio valido e accessibile e aggiungere valore al sostegno nazionale». In tale contesto, intende conservare e valorizzare la diversità culturale e linguistica europea e il patrimonio audiovisivo cinematografico, garantire l’accesso al pubblico dello stesso e favorire il dialogo tra le culture. Inoltre, ha lo scopo di accrescere la circolazione e la visibilità delle opere audiovisive europee all’interno e all’esterno dell’Unione europea, intensificando fra l'altro la cooperazione fra le parti attive. Infine, vuole rafforzare la competitività del settore audiovisivo europeo nel quadro di un mercato europeo aperto e concorrenziale propizio all'occupazione, promuovendo fra l'altro i collegamenti tra i professionisti dell’audiovisivo.

Per realizzare tali obiettivi, il Programma interviene a monte della produzione audiovisiva per favorire, con circa il 7% delle risorse totali del programma, l’acquisizione e il perfezionamento delle competenze nel settore audiovisivo e per incoraggiare, con almeno il 20% della dotazione, lo sviluppo delle opere audiovisive europee. Inoltre, a valle della produzione audiovisiva, favorisce la distribuzione (almeno 55% del bilancio) e la promozione (circa il 9%) delle opere audiovisive europee. Prevede anche dei progetti pilota che, con circa il 4% della dotazione totale, sono intesi a garantire l’adeguamento del programma agli sviluppi del mercato, con particolare riferimento all’introduzione e all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Il sostegno comunitario sarà versato sotto forma di sovvenzioni o borse. Nel settore della formazione, una parte adeguata dei fondi disponibili ogni anno dovrà essere assegnata, nella misura del possibile, ad attività nuove. Il contributo finanziario di MEDIA potrà raggiungere il 60% dei costi delle operazioni sostenute nel caso di azioni di formazione in paesi o regioni con scarsa capacità di produzione di audiovisivi e/o ad area geografica o linguistica limitata. Ma anche per le azioni di distribuzione e diffusione e per i progetti presentati nel quadro dei filoni sviluppo, distribuzione/diffusione e promozione interessanti per la valorizzazione della diversità linguistica e culturale europea. Il contributo finanziario potrà invece raggiungere il 75% dei costi delle operazioni sostenute nel caso di azioni di formazione situate sul territorio degli Stati membri che hanno aderito all'Unione europea dopo il 30 aprile 2004.

Il Programma prevede infine, che la Commissione, direttamente e congiuntamente con gli Stati membri, costituisca una rete europea di MEDIA Desk e di Antenne MEDIA, che funga da organo esecutivo a livello nazionale. I suoi principali compiti sarebbero di informare i professionisti del settore audiovisivo delle varie forme di sostegno disponibili nell’ambito delle politiche dell’Unione europea, assicurare la pubblicazione e la promozione del programma, incoraggiare la massima partecipazione possibile dei professionisti alle azioni del programma e, infine, di assistere i professionisti nella presentazione dei progetti.

PROGRAMMA CULTURA 2007-2013

Doc. A6-0343/2006

 

Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma Cultura (2007-2013)

Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione: 24.10.2006

 

Il Parlamento ha approvato il nuovo programma Cultura per il periodo 2007-2013 che, attraverso il sostegno a organismi culturali attivi a livello europeo, intende promuovere la mobilità transnazionale delle persone che lavorano nel settore culturale, incoraggiare la circolazione transnazionale delle opere d'arte e dei prodotti culturali e artistici nonché favorire il dialogo interculturale. Il Programma sarà avviato sin dal 1° gennaio 2007.

 

Adottando la relazione, la Plenaria ha approvato la posizione comune del Consiglio in merito al Programma Cultura, nonché taluni emendamenti alla stessa che, però, sono stati concordati con i Ministri. L’obiettivo generale del Programma è di contribuire alla valorizzazione di uno spazio culturale condiviso dagli europei e basato su un comune patrimonio culturale, sviluppando la cooperazione culturale tra i creatori, gli operatori culturali e le istituzioni culturali dei paesi partecipanti al programma, al fine di favorire l’emergere di una cittadinanza europea.

I suoi obiettivi specifici sono la promozione della mobilità transnazionale degli operatori culturali, della circolazione transnazionale delle opere e dei prodotti artistici e culturali nonché del dialogo interculturale. Il Programma - che sarà attuato dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013 - è aperto alla partecipazione delle industrie culturali non audiovisive, in particolare delle piccole imprese culturali, laddove tali industrie svolgano una funzione culturale senza scopo di lucro. Gli obiettivi del programma sono perseguiti attraverso il sostegno ad azioni culturali, quali progetti di cooperazione pluriennale, azioni di cooperazione e azioni speciali nonché con il sostegno ad organismi attivi a livello europeo nel settore culturale. Ma anche attraverso l'appoggio a lavori d’analisi e ad attività di raccolta e diffusione dell’informazione e ad attività che ottimizzino l'impatto di progetti nel settore della cooperazione culturale europea e dello sviluppo della politica culturale europea.

La dotazione del Programma - 354 milioni di euro a prezzi del 2004, pari a 400 milioni di euro ai prezzi correnti - è stata concordata dalle tre istituzioni nel contesto dell'accordo interistituzionale sul quadro finanziario per il 2007-2013. Gli aiuti finanziari assumono la forma di sovvenzioni a persone giuridiche ma, in alcuni casi, possono essere assegnate borse a persone fisiche. La Commissione, inoltre, può anche assegnare premi a persone fisiche o giuridiche per azioni o progetti attuati nell'ambito del programma.

Secondo la natura dell’azione, possono anche essere autorizzati finanziamenti forfettari. Infine, alcune attività specifiche delle Capitali europee della cultura possono essere sovvenzionate o ricevere un premio. Il Programma sarà aperto a tutti i settori culturali e a tutte le categorie di operatori culturali. In diverse parti del testo è messa in risalto l'importanza del patrimonio culturale, mantenendo il carattere aperto e non settoriale del programma. Il sostegno per iniziative volte a preservare memoriali - con l'accordo delle tre Istituzioni - è stato trasferito al programma "Cittadini per l’Europa".

Il sostegno comunitario ai progetti di cooperazione pluriennale (progetti su grande scala) non può superare il 50% del bilancio del progetto, ha carattere decrescente ed è concesso per un periodo da 3 a 5 anni. Non può essere superiore a 500.000 euro l’anno per tutte le attività dei progetti di cooperazione. A titolo indicativo, circa il 32% del bilancio totale del programma è riservato a questo tipo di sostegno. Il contributo UE concesso ai progetti di cooperazione (progetti su piccola scala), della durata massima di 24 mesi, non può superare il 50% del bilancio del progetto e deve essere compreso tra un minimo di 50.000 euro e un massimo di 200.000 euro. A titolo indicativo, circa il 29% del bilancio totale del programma è riservato a questo tipo di sostegno.

L'aiuto comunitario per i progetti speciali, che potrà assorbire circa il 16% del bilancio totale del programma, non può superare il 60% del bilancio del progetto. Il sostegno ad organismi attivi a livello europeo nel settore culturale, che assume la forma di una sovvenzione di funzionamento, potrà assorbire circa il 10% del bilancio totale del programma. L'importo totale delle sovvenzioni di funzionamento non può superare l'80% delle spese finanziabili dell'organismo nell'anno civile per il quale la sovvenzione è concessa. Il contributo comunitario a lavori d'analisi nonché alla raccolta e alla diffusione dell'informazione e ad attività che ottimizzano l'impatto dei progetti nel settore della cooperazione culturale, potrà raggiungere circa il 5% del bilancio totale del programma.

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

SANITÀ PUBBLICA

-       Doc. B6-0528/2006 - Risoluzione sul cancro al seno nell'Unione europea ampliata

Per ridurre il tasso di mortalità delle donne a causa del cancro al seno, il Parlamento insiste sulla necessità di promuovere lo screening mammografico. I deputati chiedono lo sviluppo della ricerca in materia di prevenzione, di terapie con scarsi effetti collaterali e di esami del sangue (biomarker). Occorre anche definire una Carta dei diritti dei malati di cancro per incitare le imprese a consentire ai pazienti di esercitare l'attività durante la cura e a reintegrarli nel mercato del lavoro.

 

AFFARI ECONOMICI E MONETARI

-       Doc. A6-0349/2006 - Relazione sulla relazione annuale 2005 della Banca centrale europea

Il Parlamento chiede riforme strutturali agli Stati membri per sostenere la ripresa economica. Plaudendo poi alla BCE per aver garantito la stabilità dei prezzi, rileva che l'aumento dei tassi d'interesse implica dei rischi per la crescita. Occorre inoltre esaminare i prezzi del mercato immobiliare e l'eccessiva circolazione di banconote da 500 euro. I deputati rivendicano maggiore trasparenza dei processi decisionali della BCE e un ruolo del Parlamento nella nomina dei membri del suo board.

-       Doc. A6-0363/2006 - Risoluzione sui partenariati pubblico-privati e il diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni

-       Doc. A6-0303/2006 - Risoluzione sul recupero dei fondi comunitari

-       Doc. B6-0530/2006 - Risoluzione sui principi contabili utilizzati dagli emittenti di paesi terzi e la loro equivalenza in IFRS come menzionato nella proposta di misure di attuazione della direttiva sui prospetti e della direttiva sulla trasparenza

-       Doc. B6-0529/2006 - Risoluzione sulle misure di attuazione della direttiva sulla trasparenza

 

POLITICA DELL'OCCUPAZIONE

-       Doc. A6-0308/2006 - Risoluzione sull'applicazione della direttiva 96/71/CE

Il Parlamento insiste sulla necessità di garantire dei diritti sociali minimi ai lavoratori distaccati in uno Stato membro diverso dal proprio. Chiede poi di migliorare l'informazione diretta in merito ai loro diritti e sottolinea l’importanza di mantenere la facoltà per gli Stati membri di determinare un salario minimo. Va anche operata una chiara distinzione tra lavoratori dipendenti e imprenditori e sono sollecitati controlli efficaci sul rispetto della direttiva.

 

AMBIENTE

-       Doc. A6-0251/2006 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso dei perfluorottano sulfonati (modifica della direttiva 76/769/CEE del Consiglio)

Il Parlamento ha approvato una direttiva che prevede restrizioni all'immissione sul mercato e all'uso dei perfluottano sulfonati, un composto presente in un'ampia gamma di prodotti di largo consumo e di uso comune. Questa sostanza, che contribuisce all'effetto serra e rappresenta un pericolo per l'organismo umano, dovrà essere sostituita non appena il ricorso ad alternative più sicure diventi tecnicamente ed economicamente praticabile. Ma sono previste talune deroghe per usi specifici.

-       Doc. A6-0288/2006 - Risoluzione relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante lo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE +)

-       Doc. B6-0543/2006 - Risoluzione sulla strategia dell'Unione europea per la Conferenza di Nairobi sul cambiamento climatico

-       Doc. B6-0544/2006 - Risoluzione sul seguito dato al parere del Parlamento sulla protezione ambientale: lotta al crimine, reati e pene

-       Docc. B6-0545, 0571, 0573, 0574, 0575, 0576/2006 - Risoluzione sull'esportazione di rifiuti tossici in Africa

 

RELAZIONI ESTERNE

-       Doc. A6-0310/2006 - Risoluzione su un partenariato strategico UE-Sudafrica

Il Parlamento sostiene l'intenzione di sviluppare una cooperazione politica strategica con l'Africa del Sud, anche per il suo ruolo quale "portavoce" di tutti i paesi subsahariani. Per i deputati, l'obiettivo principale dev'essere la riduzione della povertà, ma anche la prevenzione e la cura dell'AIDS. Occorre poi una più stretta collaborazione in materia di istruzione e formazione, creare incentivi agli investimenti esteri e sostenere la strategia sudafricana sulla sicurezza energetica.

-       Doc. A6-0334/2006 - Relazione recante la raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio sulla stipula di un accordo euro-mediterraneo d'associazione fra, da una parte, la Comunità europea e i suoi Stati membri e, dall'altra, la Repubblica araba siriana

Il Parlamento ritiene che un accordo d'associazione potrebbe dare un impulso decisivo alle riforme tese a migliorare la situazione in Siria. Tuttavia, malgrado taluni segnali incoraggianti, i deputati ritengono che le condizioni necessarie per la firma di un accordo non sono ancora soddisfatte. Alla Siria è chiesto di tutelare i diritti umani, garantire la sovranità del Libano, sospendere gli aiuti a gruppi terroristici e partecipare alla pacificazione della regione.

-       Docc. B6-0537, 0538, 0542, 0547, 0550, 0553 - Risoluzione sulla situazione in Ossezia del Sud

-       Docc. B6-0539, 0540, 0541, 0546, 0551, 0552 - Risoluzione sulla Moldova

 

COMMERCIO ESTERO/INTERNAZIONALE

-       Doc. a6-0243/2006 - Relazione sulla relazione annuale della Commissione al Parlamento europeo sulle misure antidumping, antisovvenzioni e di salvaguardia adottate dai paesi terzi nei confronti della Comunità (2004)

L'Aula chiede più determinazione nella difesa dell'industria comunitaria dalle violazioni delle regole del commercio internazionale. E' quindi necessario promuovere azioni volte a rendere più efficace e tempestiva l'applicazione delle decisioni dell'organo OMC di risoluzione delle controversie. Occorre poi valutare l'idea di rivedere in profondità le norme sulla difesa commerciale, per considerare come dumping anche il mancato rispetto degli accordi internazionali in campo sociale o ambientale.

 

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

-       Doc. A6-0316/2006 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un procedimento europeo d'ingiunzione di pagamento

Il Parlamento ha approvato un nuovo regolamento che, istituendo un procedimento europeo d'ingiunzione di pagamento, ha lo scopo di semplificare, accelerare e ridurre i costi dei procedimenti per le controversie transfrontaliere in materia di crediti pecuniari non contestati.

-       Doc. A6-0286/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio che istituisce un meccanismo comunitario di protezione civile

-       Doc. A6-0330/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e la Norvegia sulla revisione dell'importo del contributo finanziario della Norvegia previsto dall'accordo tra la Comunità europea e il Regno di Norvegia sulla partecipazione della Norvegia all'attività dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze

 

IMMUNITÀ E STATUTO DEI DEPUTATI

-       Doc. A6-0329/2006 - Relazione sulla richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità dell'on. Mario Borghezio

Il Parlamento ha deciso di non difendere l'immunità di Mario BORGHEZIO in un procedimento penale avviato dalla Procura di Milano per aver "deturpato cose altrui" scrivendo «Forleo vergogna» sul marciapiede dinnanzi al Palazzo di Giustizia.

-       Doc. A6-0317/2006 - Relazione sulla richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità dell'on. Bogdan Golik

 

TRASPORTI

-       Doc. A6-0299/2006 - Risoluzione sulla promozione del trasporto sulle vie navigabili interne: NAIADES, programma di azione europeo integrato per il trasporto sulle vie navigabili interne

 

PESCA

-       Doc. C6-0295/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 639/2004 del Consiglio relativo alla gestione delle flotte pescherecce registrate nelle regioni ultraperiferiche

 

VARIE

-       Doc. A6-0348/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica lo statuto dell'impresa comune Galileo contenuto nell'allegato del regolamento (CE) n. 876/2002 del Consiglio

-       Doc. A6-0292/2006 - Risoluzione legislativa sul progetto di decisione del Consiglio ai fini dell'adesione della Comunità europea al regolamento n. 107 della Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Europa sulle prescrizioni uniformi relative all'omologazione di veicoli delle categorie M 2 o M 3 per quanto riguarda le loro caratteristiche generali di costruzione

 


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

 

DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Cina e Vietnam: dazio antidumping sulle importazioni di calzature (http://consilium.europa.eu)

·         Aiuti per il commercio (http://consilium.europa.eu)

·         Strumento europeo di vicinato e partenariato (http://consilium.europa.eu)

·         Strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (http://consilium.europa.eu)

CULTURA

·         Direttiva TV senza frontiere (http://consilium.europa.eu)

MERCATO INTERNO

·         Procedimento europeo per controversie di modesta entità (http://consilium.europa.eu)

POLITICA REGIONALE

·         Nuovi orientamenti per la politica di coesione (http://consilium.europa.eu)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Programma quadro per la competitività e l'innovazione (http://consilium.europa.eu)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Aggiunta di vitamine e minerali agli alimenti (http://consilium.europa.eu)

·         Indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari (http://consilium.europa.eu)

TRASPORTI

·         Revisione del Libro bianco sulla politica dei trasporti per il 2010 (http://consilium.europa.eu)

VARIE

·         Dati del codice di prenotazione - Firma di un accordo con gli Stati Uniti (http://consilium.europa.eu)

·         Asilo e immigrazione (http://consilium.europa.eu)

 

 

 

DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Misure di sostegno ai giovani nei paesi partner mediterranei (http://eesc.europa.eu)

POLITICA SOCIALE

·         Statistiche integrate della protezione sociale (http://eesc.europa.eu)

·         Processo di attuazione della politica di coesione: ruolo delle organizzazioni della società civile (http://eesc.europa.eu)

CULTURA

·         Stimolare lo spritito imprenditoriale: istruzione e formazione (http://eesc.europa.eu)

MERCATO INTERNO

·         Servizi d'interesse generale (http://eesc.europa.eu)

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Esenzione IVA per i viaggiatori (http://eesc.europa.eu)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Turismo sociale in Europa (http://eesc.europa.eu)

TRASPORTI

·         Corridoi paneuropei di trasporto (http://eesc.europa.eu)

 

 

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Anno scientifico e tecnologico tra UE e Cina (http://ec.europa.eu/cesty)

·         "Europa Globale" - Competere nel mondo. Un contributo alla crescita europea e alla strategia occupazionale (http://ec.europa.eu/trade/issues/sectoral/competitiveness/global_europe_en.htm)

·         UE/Cina: una partnership rafforzata maggiori responsabilità (http://ec.europa.eu/trade/issues/bilater

al/countries/china/global_europe_china_en.htm)

 

POLITICA SOCIALE

·         L'avvenire demografico in Europa (http://ec.europa.eu/employment_social/news/2006/oct/demograph

y_en.pdf)

·         Costi legati all'invecchiamento della popolazione (http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/e

uropean_economy/2006/ee0406sustainability_en.htm)

 

AGRICOLTURA / PESCA

·         Fondo europeo per la pesca (http://ec.europa.eu)

 

AMBIENTE

·         Life Ambiente 2006 (http://ec.europa.eu/environment/life/infoproducts/lifeenvcompilation_06.pdf)

·         Life Nature 2006 (http://ec.europa.eu/environment/life/infoproducts/lifenatcompilation_06.pdf)

·         Life Paesi terzi (http://ec.europa.eu/environment/life/infoproducts/lifetcycompilation_06.pdf)

 

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         Educazione ai media (http://ec.europa.eu/comm/avpolicy/media_literacy/index_en.htm)

 

MERCATO INTERNO

·         Liberalizzazione dei servizi postali (http://ec.europa.eu/internal_market/post/index_en.htm)

 

POLITICA REGIONALE

·         Politica di coesione 2007-2013: guida all'innovazione (http://ec.europa.eu/regional_policy/funds/2007/

innovation/guide_innovation_fr.pdf)

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Accise: servizio on-line per facilitare le transazioni commerciali (http://ec.europa.eu/taxation_custom

s/dds/it/seedcau.htm)

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Ridurre i danni dovuti all'alcol (http://ec.europa.eu)

 

TRASPORTI

·         Sicurezza Stradale (COM 2006/570)

·         Piano d'azione per l'efficienza energetica 2007-2012 (http/ec.europa.eu/energy/action_plan_energy_ef

ficiency/index_en.htm)

 

VARIE

·         Un sistema europeo di sequestro conservativo di depositi bancari (http://ec.europa.eu/justice_home/n

ews/consulting_public/news_consulting_public_en.htm)

 


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

 

·         "Il diritto comunitario non osta al requisito di una previa autorizzazione per la concessione di crediti a titolo professionale da parte di una società stabilita in uno Stato terzo"

Sentenza della Corte nella Causa C-452/04

 

Un tale regime rientra nelle disposizioni sulla libera prestazione di servizi di cui non beneficiano le società stabilite in uno Stato terzo.

 

·         "L'IRAP è compatibile con il diritto comunitario"

Sentenza della Corte nella Causa C-475/03

 

Essa presenta caratteristiche che la differenziano dall'IVA e non può essere ritenuta un'imposta sulla cifra d'affari.

 

·         "La normativa austriaca che limita, a titolo transitorio, la franchigia per le sigarette provenienti dalla Slovenia è compatibile con il diritto comunitario"

Sentenza della Corte nella Causa C-140/05

 

Il trattamento diversificato che discende da tale normativa non può venire considerato discriminatorio relativamente alle importazioni provenienti da paesi terzi e dai nuovi Stati membri limitrofi alla Repubblica d'Austria, che per tali prodotti praticano un livello di tassazione inferiore a quello imposto dalla normativa comunitaria.

 

·         "La tassa di immatricolazione ungherese, nei limiti in cui grava più pesantemente sugli autoveicoli importati che sugli autoveicoli già registrati in Ungheria, è incompatibile con il diritto comunitario"

Sentenza della Corte nelle Cause riunite C-290/05 e C-333/05

 

·         "La pubblicità comparativa può riguardare collettivamente assortimenti di prodotti"

Sentenza della Corte nella Causa C-356/04

 

Tuttavia, in alcuni casi, tale pubblicità comparativa può rivestire un carattere ingannevole.

 

·         "Le disposizioni del diritto lussemburghese sulle conoscenze linguistiche che devono possedere gli avvocati europei per poter essere iscritti ad un foro sono in contrasto con il diritto comunitario"

Sentenze della Corte nelle Cause C-506/04 e C-193/05

 

Ogni avvocato ha diritto ad esercitare stabilmente la sua attività in qualsiasi Stato membro con il suo titolo professionale d'origine senza previa verifica delle sue capacità linguistiche.

 

·         "Il Tribunale annulla parzialmente la decisione che vieta alla Glaxo di vendere i suoi medicinali a prezzi differenziati in funzione del luogo in cui sono presi a carico"

Sentenza del Tribunale di primo grado nella Causa T-168/01

 

Sebbene la Commissione sia stata legittimata a dichiarare che le condizioni generali di vendita della GSK restringono la concorrenza nell'impedire una riduzione del prezzo e del costo dei medicinali, essa non ha sufficientemente esaminato se queste ultime potessero determinare un vantaggio economico mediante il contributo al finanziamento dell'innovazione farmaceutica.

 

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm


 

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

 

 

 

 

Decreto ministeriale del 27 marzo 2006: recepimento della direttiva 2006/28/CE della Commissione, del 6 marzo 2006, che modifica, per adeguarle al progresso tecnico, la direttiva 72/245/CEE relativa alla soppressione delle perturbazioni radioelettriche (compatibilità elettromagnetica) dei veicoli e la direttiva 70/156/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 232 del 5 ottobre 2006.

 

Decreto ministeriale del 27 marzo 2006: recepimento della direttiva 2005/49/CE della Commissione, del 23 novembre 2005, che modifica, per adeguarli al progresso tecnico, gli allegati I, VI, VII, VIII, IX e X della direttiva 72/245/CEE relativa alle perturbazioni radioelettriche (compatibilità elettromagnetica) dei veicoli a motore.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 232 del 5 ottobre 2006.

 

Decreto ministeriale del 27 marzo 2006: recepimento della direttiva 2005/49/CE della Commissione, del 25 luglio 2005, che modifica, per adeguarle al progresso tecnico, la direttiva 72/245/CEE relativa alla soppressione delle perturbazioni radioelettriche (compatibilità elettromagnetica) dei veicoli e la direttiva 70/156/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 232 del 5 ottobre 2006.

 

Decreto ministeriale del 3 ottobre 2006: recepimento della direttiva 2005/7/CE della Commissione, del 29 gennaio 2005, relativa ai requisiti per la determinazione dei livelli di diossine e PCB diossina-simili nei mangimi.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 248 del 24 ottobre 2006.

 

Decreto ministeriale del 3 ottobre 2006: recepimento della direttiva 2005/8/CE della Commissione, del 29 gennaio 2005, relativa alle sostanze indesiderabili nell'alimentazione degli animali.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 248 del 24 ottobre 2006.

 

Decreto legislativo n. 264 del 5 ottobre 2006: recepimento della direttiva 2004/54/CE del Parlamento e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa ai requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della Rete stradale transeuropea.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 235 del 9 ottobre 2006 SO n. 195.

 

 

 

 

 

 

 


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Relazione annuale 2006 sulla politica di sviluppo della Comunità europea e sull’esecuzione dell’assistenza esterna nel 2005 {SEC(2006) 808} COM(2006) 326 definitivo

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Pacchetto di proposte legislative a seguito dell’accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria COM (2006) 239 definitivo

 

POLITICA SOCIALE

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo in applicazione dell'articolo 251, paragrafo 2, secondo comma del trattato CE relativa alla Posizione comune adottata dal Consiglio finalizzata all’adozione di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un Istituto europeo per l’uguaglianza di genere 2005/0017 (COD) COM(2006) 501 definitivo

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Mettere in pratica la conoscenza: un’ampia strategia dell'innovazione per l'UE COM(2006) 502 definitivo

 

AGRICOLTURA

·         Decisione della Commissione, del 12 settembre 2006, recante fissazione della ripartizione annuale per Stato membro dell’importo del sostegno comunitario allo sviluppo rurale per il periodo dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2013[notificata con il numero C(2006) 4024] (GUCE L 261/2006)

·         Decisione della Commissione, dell'8 marzo 2006, in merito al regime di aiuti cui l’Italia, Regione Veneto, intende dare esecuzione per interventi di miglioramento delle condizioni di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli [notificata con il numero C(2006) 639] (GUCE L 268/2006)

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Elaborazione di indicatori agroambientali per controllare l’integrazione della dimensione ambientale nella politica agricola comune {SEC(2006) 1136} COM (2006) 508 definitivo

 

CULTURA

·         COMUNICAZIONE della Commissione al Parlamento europeo in conformità dell’articolo 251, paragrafo 2, secondo comma, del trattato CE concernente la posizione comune del Consiglio sull’adozione di una raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla protezione dei minori e della dignità umana e al diritto di replica relativamente alla competitività dell’industria europea dei servizi audiovisivi e d’informazione in linea 2004/0117 (COD) COM(2006) 546 definitivo

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo in applicazione dell'articolo 251, paragrafo 2, secondo comma del trattato CE relativa alla posizione comune del Consiglio sull’adozione di una decisione che istituisce il programma “L’Europa per i cittadini” (2007-2013) COM(2006) 542 definitivo

 

AMBIENTE

·         Decisione della Commissione, del 19 luglio 2006, che adotta, a norma della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, l’elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea [notificata con il numero C(2006) 3261] (GUCE L 259/2006)

·         Direttiva 2006/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre 2006, relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e che abroga la direttiva 91/157/CEE (GUCE L 266/2006)

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Strategia tematica per la protezione del suolo [SEC(2006)620] [SEC(2006)1165] COM(2006)231 definitivo

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Decisione n. 1/2006 del Consiglio di associazione UE-Tunisia, del 28 luglio 2006, che modifica il protocollo n. 4 dell’accordo euromediterraneo, relativo alla definizione della nozione di prodotti originari e ai metodi di cooperazione amministrativa (GUCE L 260/2006)

·         Attuare il programma comunitario di Lisbona - Proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla costituzione del Quadro europeo delle Qualifiche e dei Titoli per l’apprendimento permanente (presentata dalla Commissione) {SEC(2006) 1093} {SEC(2006) 1094} COM(2006) 479 definitivo

·         Libro Verde sulle tecnologie di rilevazione nel lavoro delle autorità di contrasto, doganali ed altre autorità di sicurezza (presentata dalla Commissione) COM(2006) 474 definitivo

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Raccomandazione della Commissione, del 22 settembre 2006, sull’efficacia dei prodotti per la protezione solare e sulle relative indicazioni [notificata con il numero C(2006) 4089] (GUCE L 265/2006)

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio relativa al regolamento sanitario internazionale COM(2006) 552 definitivo

 

TRASPORTI

·         REGOLAMENTO (CE) n. 1419/2006 del Consiglio, del 25 settembre 2006, che abroga il regolamento (CEE) n. 4056/86, che determina le modalità di applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato ai trasporti marittimi, e che modifica il regolamento (CE) n. 1/2003 estendendone il campo di applicazione al cabotaggio e ai servizi internazionali di trasporto con navi da carico non regolari (GUCE L 269/2006)

 

VARIE

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo in applicazione dell'articolo 251, paragrafo 2, secondo comma del trattato CE relativa alla posizione comune approvata dal Consiglio in vista dell'adozione di una decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il 7° programma quadro delle attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) COM(2006) 548 definitivo

·         Relazione della Commissione a norma dell’articolo 34 della decisione quadro del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri (versione riveduta) {SEC(2006)79} COM(2006)8 definitivo

 

 


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.europa.eu

sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl

 

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG EAC - N. EAC/70/05 PER L'ATTUAZIONE DELL'AZIONE 2 E DELL'AZIONE 3 NELL'ANNO ACCADEMICO 2007/2008 NELL'AMBITO DI ERASMUS MUNDUS PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ NELL'ISTRUZIONE SUPERIORE E LA PROMOZIONE DELLA COMPRENSIONE INTERCULTURALE MEDIANTE LA COOPERAZIONE CON I PAESI TERZI (GUCE 2006/C 38/07)

1. Obiettivi e descrizione

Lo scopo complessivo del programma Erasmus Mundus è quello di migliorare la qualità dell'istruzione superiore europea stimolando la cooperazione con i paesi terzi al fine di potenziare lo sviluppo delle risorse umane e promuovere il dialogo e la comprensione tra i popoli e le culture.

L'invito a presentare proposte riguarda le seguenti attività:

- Assegnazione di borse di studio per consentire a laureati e a docenti e studiosi molto competenti provenienti da paesi terzi di seguire i master selezionati o di parteciparvi (azione 2);

- Selezione di partenariati di alta qualità tra i master selezionati e istituti d'istruzione superiore di paesi terzi (azione 3);

2. Richiedenti idonei

- Azione 2: persone provenienti da paesi terzi;

- Azione 3: istituti d'istruzione superiore di tutti i paesi del mondo

3. Bilancio e durata dei progetti

Il bilancio totale stanziato per finanziare i progetti è stimato a 73,5 milioni di EUR.

- Azione 2: ciascuna borsa di studio ammonterà a 21.000 EUR l'anno per ogni studente di un paese terzo ed a 13.000 EUR per ogni docente e studioso di un paese terzo.

Le borse sono destinate alla partecipazione ai master che iniziano nell'anno accademico 2007/2008.

- Azione 3: ciascuna sovvenzione ammonterà ad un minimo di 5.000 EUR e ad un massimo di 15.000 EUR l'anno, più gli stanziamenti per la mobilità degli studenti e degli studiosi. I partenariati devono iniziare tra agosto e dicembre 2007. La durata massima dei partenariati è 3 anni.

4. Termine massimo

Le domande devono essere inviate alla Commissione non oltre le date seguenti:

- Azione 3: 30 novembre 2006

- Azione 2: 28 febbraio 2007

5. Ulteriori informazioni

Il testo integrale dell'invito a presentare proposte e i moduli di domanda sono disponibili sul seguente sito web: http://europa.eu.int/erasmus-mundus

 

CULTURA (2007-2013) - INVITO CONDIZIONATO A PRESENTARE PROPOSTE - EACEA N. 06/2006 «PROMOZIONE DEGLI ORGANISMI ATTIVI A LIVELLO EUROPEO NEL SETTORE DELLA CULTURA» (GUCE 2006/C 257/09)

CLAUSOLA PRECAUZIONALE

La proposta della Commissione relativa al programma Cultura non è stata ancora ufficialmente adottata dal legislatore europeo. La Commissione ha tuttavia deciso di pubblicare questo invito a presentare proposte per consentire un'attuazione rapida del programma dopo l'adozione, che dovrebbe avvenire in tempi brevi, della sua base giuridica da parte del legislatore europeo e permettere ai beneficiari potenziali dei finanziamenti comunitari di preparare al più presto le loro proposte.

Il presente invito a presentare proposte non costituisce un impegno dal punto di vista giuridico per la Commissione. Potrà infatti essere annullato e potranno essere pubblicati altri bandi di natura diversa e con scadenze di presentazione consone in caso di modifiche sostanziali apportate alla base giuridica dal legislatore europeo.

Più in generale, l'attuazione nel 2007 degli inviti a presentare proposte è subordinato al rispetto delle seguenti condizioni, la cui realizzazione non dipende dalla Commissione:

·         adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea del testo finale della base giuridica che istituisce il programma senza modifiche sostanziali;

·         adozione del programma di lavoro annuale relativo al programma Cultura e degli orientamenti generali di attuazione, nonché dei criteri e delle procedure di selezione, dopo la nomina del comitato responsabile del programma;

·         adozione del bilancio 2007 dell'Unione europea da parte dell'autorità di bilancio.

Il presente invito a presentare proposte si basa sulla decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce un programma pluriennale unico per le azioni comunitarie nel settore della cultura per il periodo 2007-2013 (in appresso denominato «il programma»).

Il programma si fonda sull'articolo 151 del trattato che istituisce la Comunità europea, il quale stabilisce che la Comunità contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune.

Il programma contribuisce alla valorizzazione di uno spazio culturale comune per tutti i cittadini europei, favorendo lo sviluppo della cooperazione culturale tra gli Stati partecipanti, allo scopo di promuovere l'emergere di una cittadinanza europea attraverso la mobilità transnazionale di coloro che operano nel settore della cultura, la circolazione transnazionale delle opere d'arte e degli oggetti artistici e culturali, e il dialogo tra le culture.

Per rispondere agli obiettivi del programma, questo invito a presentare proposte ha come finalità la concessione di sovvenzioni di funzionamento per il cofinanziamento delle spese relative al programma di lavoro permanente di organismi che perseguono finalità di interesse generale europeo nel settore della cultura o obiettivi che si iscrivono nell'ambito della politica dell'Unione europea in tale settore.

Gli organismi ammissibili devono avere una reale dimensione europea. Devono, in particolare, svolgere le proprie attività a livello europeo, individualmente o sotto forma di più associazioni coordinate, e la loro struttura (membri iscritti) e attività devono interessare l'intero territorio dell'Unione europea ovvero coprire almeno sette paesi partecipanti al programma.

I candidati ammissibili sono organismi senza scopo di lucro costituiti giuridicamente ed esistenti da almeno due anni, con finalità di interesse generale europeo nel settore della cultura o obiettivi che si iscrivono nell'ambito della politica dell'Unione europea in tale settore. Detti organismi devono avere sede in uno degli Stati che partecipano al programma.

Le specifiche che integrano il presente bando sono disponibile sui siti Internet della Commissione europea e dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura. La documentazione per la presentazione della domanda e tutti i relativi moduli sono disponibili sul sito Internet dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura.

Commissione europea: http://ec.europa.eu/culture/eac/index_fr.html

Agenzia esecutiva EAC: http://eacea.cec.eu.int/static/index.htm

Termine per la presentazione delle domande : 22 dicembre 2006.

 

MEDIA 2007 - INVITO CONDIZIONATO A PRESENTARE PROPOSTE EACEA N. 05/06 - SVILUPPO, DISTRIBUZIONE E PROMOZIONE - ATTUAZIONE DI UN PROGRAMMA DI INCENTIVAZIONE DELLO SVILUPPO, DELLA DISTRIBUZIONE E DELLA PROMOZIONE DELLE OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE - MISURE DI SOSTEGNO ALLA PROMOZIONE E ALL'ACCESSO AL MERCATO FESTIVAL AUDIOVISIVI (GUCE 2006/C 267/09)

CLAUSOLA PRECAUZIONALE

La proposta della Commissione relativa al programma MEDIA non è stata ancora ufficialmente adottata dal legislatore europeo. La Commissione ha tuttavia deciso di pubblicare questo invito a presentare proposte per consentire un'attuazione rapida del programma dopo l'adozione, che dovrebbe avvenire in tempi brevi, della sua base giuridica da parte del legislatore europeo e permettere ai beneficiari potenziali dei finanziamenti comunitari di preparare al più presto le loro proposte.

Il presente invito a presentare proposte non costituisce un impegno dal punto di vista giuridico per la Commissione. Potrà infatti essere annullato e potranno essere pubblicati altri bandi di natura diversa e con scadenze di presentazione consone in caso di modifiche sostanziali apportate alla base giuridica dal legislatore europeo.

Più in generale, l'attuazione nel 2007 degli inviti a presentare proposte è subordinato al rispetto delle seguenti condizioni, la cui realizzazione non dipende dalla Commissione:

·         adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea del testo finale della base giuridica che istituisce il programma senza modifiche sostanziali;

·         adozione del programma di lavoro annuale relativo al programma MEDIA e degli orientamenti generali di attuazione, nonché dei criteri e delle procedure di selezione, dopo la nomina del comitato responsabile del programma;

·         adozione del bilancio 2007 dell'Unione europea da parte dell'autorità di bilancio.

Il presente invito a presentare proposte si basa sulla decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma pluriennale unico per azioni comunitarie nel settore audiovisivo per il periodo 2007-2013.

Tra gli obiettivi della summenzionata decisione del Consiglio figurano i seguenti:

·         facilitare e incentivare la promozione e la circolazione di opere audiovisive e cinematografiche europee nel quadro di manifestazioni commerciali, di mercati professionali, nonché di festival di programmi audiovisivi in Europa e nel mondo, nella misura in cui tali manifestazioni possono svolgere un ruolo importante per la promozione delle opere europee e per la messa in rete dei professionisti;

·         incentivare la messa in rete degli operatori europei, sostenendo azioni comuni intraprese sul mercato europeo e internazionale da organismi nazionali di promozione pubblici o privati;

Il presente invito è destinato alle imprese europee le cui attività contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi del programma MEDIA, secondo quanto indicato nella decisione del Consiglio. Il presente invito si rivolge a organismi europei stabiliti in uno dei paesi membri dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo partecipanti al programma MEDIA 2007 (Islanda, Liechtenstein, Norvegia) e Svizzera.

Tali organismi europei devono organizzare festival audiovisivi le cui attività contribuiscano al perseguimento degli obiettivi citati e che nell'ambito della programmazione globale prevedano come minimo un 70 % di opere europee provenienti da almeno 10 paesi che partecipano al programma MEDIA.

La dotazione massima disponibile nel quadro del presente invito a presentare proposte ammonta a 700.000 EUR, compatibilmente con gli stanziamenti disponibili a titolo dell'esercizio 2007.

Il sostegno finanziario della Commissione non può superare il 50 % del totale dei costi eligibili.

Le attività devono iniziare obbligatoriamente tra il 01.06.2007 e il 31.10.2007.

Le richieste devono essere inviate all'Agenzia esecutiva (EACEA) entro e non oltre il 01 dicembre 2006.

Il testo completo dell'invito a presentare proposte nonché il modulo di candidatura si trovano all'indirizzo seguente:

http://ec.europa.eu/comm/avpolicy/media/festiv_en.html.

Le richieste devono rispettare rigorosamente le prescrizioni del testo completo e vanno inoltrate utilizzando l'apposito modulo.

 

 

 

 

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

 

Società della Gran Bretagna specializzata nella fornitura di linee complete di arredamento per uffici, hotel, bar, ristoranti cerca agenti e/o rappresentanti in Italia.

 

Azienda della Lituania cerca produttori di piatti bianchi sui quali poter stampare propri simboli e motivi.

 

Azienda tedesca specializzata nella produzione di impianti elettrici è interessata ad avviare cooperazioni tecniche e produttive con operatori italiani che realizzano attrezzature per l’installazione di generatori elettrici di emergenza da 30 a 1000 kVA.

 

Azienda polacca produttrice di prefabbricati è interessata a cooperare con imprese edili.

 

Azienda serba specializzata nella produzione e distribuzione di gelati e prodotti surgelati ricerca partner interessato a collaborare sui seguenti punti:

- distribuzione di prodotti di origine serba nel mercato italiano;

- distribuzione di prodotti italiani nel mercato dell’area balcanica.

Inoltre l’azienda è interessata all’acquisto di attrezzature per il food processing e ricerca un investitore disposto a collaborare nello sviluppo di strategie aziendali di lungo periodo.

 

Segheria serba ricerca clienti nell’area dell’Europa occidentale e investitori esteri interessati a collaborare nello sviluppo dell’efficienza e della capacità produttiva. Tra gli obiettivi di lungo periodo vi sono la costruzione di nuovi impianti per l’essiccazione, la vaporizzazione e per la produzione di bricchetti in legno.

 

Società serba ricerca investitore estero per la produzione in serie di serrature di sicurezza biometriche (permessi di accesso con codice numerico e lettura delle impronte digitali). Il prototipo è tutelato da brevetto.

 

Azienda polacca specializzata nella produzione di gioielli con pietre striate offre accordi di subfornitura a gioiellerie italiane.

 

Azienda slovena cerca macchine per il confezionamento dello zucchero in bustine da 5 gr, preferibilmente con la possibilità di stampaggio sulle bustine stesse.

 

Azienda della Gran Bretagna produttrice di attrezzature per la verniciature e il trattamento di superfici cerca agenti e/o distributori.

 

RICERCA PARTNER

 

GRAN BRETAGNA - la East of England European partnership cerca enti nazionali, regionali e locali per scambiare buone pratiche al fine di individuare metodi di pagamento diretti per persone che necessitano dell’assistenza sociale.

SCADE: data non precisata.

 

SVEZIA - l’Associazione Processum Biorefinery Iniziative cerca distretti industriali, aziende, università e altri settori coinvolti nell’attività di trasformazione delle risorse forestali tramite bioraffinerie per collaborare nel creare un sistema per riutilizzare le parti di scarto delle materie prime, riciclarle per trasformarle in carburante, migliorare il percorso del ciclo di vita in tutti i settori.

SCADE: data non precisata.


PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana FORZA ITALIA - P

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: 0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -  http://europa.eu.int/comm

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it

 

·        Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int

 

·        Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int

 

·        Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int

 

·        Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int

 

·        Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S (Bandi): http://ted.publications.eu.int

 

·        Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67  1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 4159 - http://www.epp-eu.org/

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org