GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER
PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO
ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
10
novembre 2006
n° 143
Lettera informativa della Delegazione Italiana
Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
_____________________________________________________________________________
GRUPPO PPE/DE -
Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma
“EUROINFORMAZIONI”
per la Piccola e Media Impresa- Industria -
Commmercio - Artigianato
Servizi - Enti Territoriali Locali
Con informazioni ricavate da
pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee
*****************************************
Con questa "lettera" si
intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in
particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle
Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei
Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta
essere di vitale importanza.
Viste le gravi carenze esistenti
in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore
diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea”
è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni
attività sociale ed imprenditoriale.
EUROINFORMAZIONI E’
ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org
*****************************************
Si ringraziano tutti coloro che
direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa
lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero
delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.
BREVI DALL'EUROPA
RISULTATI NEL SETTORE PROGETTUALE
ICT
L’iniziativa di ricerca IST
(Tecnologie della Società dell’Informazione) della Direzione generale Società
dell'Informazione e Media della
Commissione europea ha destinato nel quinto e sesto Programma Quadro oltre 7,2
miliardi di euro a migliaia di progetti di ricerca sulle ICT (Tecnologie
d'Informazione e Comunicazione) nella fase pre-commerciale.
La disseminazione on-line dei risultati
delle attività di ricerca IST Results è iniziata nel 2003 per dare maggiore
visibilità ad un insieme di soluzioni tecnologiche in vari campi, che sono
state sviluppate in seguito alla pubblicazione di appositi bandi di gara. La
promozione attiva di tale iniziativa ha permesso al mondo accademico e
industriale di scoprire ed esplorare le nuove tecnologie e di beneficiare dei
nuovi prodotti e servizi sviluppati.
Il servizio IST Results offre
quotidianamente delle analisi giornalistiche di risultati prioritari emergenti,
insieme a notizie contestuali del mondo delle ICT. Oggi il sito fornisce
informazioni su circa 2.000 progetti, mettendo in valore la loro contribuzione
all'introduzione sul mercato di prodotti e servizi innovativi.
Oltre cento progetti si sono
appoggiati sulle competenze di gestione di coordinatori italiani e molti altri
hanno degli organismi o delle imprese italiane come partners.
Il sito è in lingua inglese.
Tuttavia, una descrizione generale del servizio è disponibile in italiano ed è
possibile consultare una traduzione approssimativa degli articoli cliccando
sull’icona della traduzione automatica.
Per saperne di più: http://istresults.cordis.europa.eu o registratevi per ricevere la newsletter.
LA RICERCA NEL SETTORE DELLE SCIENZE SOCIALI ED
UMANISTICHE
http://www.platonproject.net/newsletter2_it.html
Il progetto PLATON sostiene la partecipazione di PMI
/ associazioni di PMI nella ricerca delle scienze sociali ed umanistiche e
intende dimostrare l’importanza che tale ricerca può avere per la competitività
di lungo termine delle PMI.
LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI
EDIFICI
Poco più
di un anno fa è stato pubblicato, sul SO n. 158 alla GU n. 222 del 23.09.2005,
il D.Lgs. n. 192 del 19.08.2005 dal titolo "Attuazione della Direttiva
2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia". Ora, secondo
quanto stabilito dall'articolo 6 ("Certificazione energetica degli edifici
di nuova costruzione"), gli edifici di nuova costruzione (e in alcuni casi
specificati di ristrutturazioni integrali "di cui all'articolo 3, comma 2,
lettera a"), dal 08.10.2006 devono essere dotati di un apposito attestato
di certificazione energetica, redatto a cura del costruttore. L'attestato deve
comprendere i dati relativi all'efficienza energetica dell'edificio stesso e i
valori vigenti a norma di legge, in modo che i cittadini siano correttamente
informati sulle effettive prestazioni energetiche dell'immobile. Tali
disposizioni hanno l'obiettivo di ridurre quanto più possibile il consumo di
energia e i livelli di emissioni inquinanti; stabilire un criterio di
conformità in base al quale valutare situazioni in regola e situazioni a
rischio; prevedere obblighi di manutenzione degli impianti termici in virtù dei
quali tenere monitorato lo stato dell'arte e prevenire situazioni di rischio.
NORMA ISO 14063: CERTIFICAZIONE E COMUNICAZIONE AMBIENTALE:
Negli
ultimi decenni si è notevolmente sviluppata l’attenzione del mondo dell’impresa
per gli aspetti ambientali delle proprie attività. A conferma di questa
accresciuta sensibilità, i dati relativi alle certificazioni di conformità alla
norma ISO 14001 - come quelli relativi all’adozione del Regolamento Emas e alla
diffusione dell’Ecolabel nei prodotti immessi sul mercato - segnano un costante
incremento. Se questi fattori (certificazione e marchi ecologici) si stanno
ritagliando dunque un posto sempre più importante nell’ambito delle strategie
aziendali, un ruolo altrettanto fondamentale viene assumendo la comunicazione
ambientale. Questa attività è infatti cruciale per far conoscere al mercato, ai
consumatori in genere e agli altri soggetti coinvolti a vario titolo nelle
attività dell’organizzazione le implicazioni ambientali e i risultati
eco-sostenibili raggiunti e perseguiti. La nuova norma ISO 14063/2006
"Environmental management - Environmental communication - Guidelines and
examples" è una guida insieme pratica e teorica a una corretta
comunicazione - interna ed esterna - delle performance ambientali
dell’organizzazione: principi generali, pianificazione, strategie, modalità di
realizzazione. Un aspetto che fa della norma ISO 14063 uno strumento pratico e
utile riguarda il fatto che essa si rivolge a tutti i tipi di organizzazione, a
prescindere dalle loro dimensioni, dalla loro struttura e dal settore di
appartenenza. L’applicazione della norma ISO 14063 prescinde anche dall’adozione
o meno di un sistema di gestione ambientale. In questo senso infatti, pur
essendo a tutti gli effetti una norma della famiglia ISO 14000, essa conserva
una propria valida autonomia. La norma fornisce esempi e suggerimenti, nonché
riferimenti a linee guida esistenti che aiutano a migliorare la qualità di
rapporti e relazioni ambientali. È allo studio, in un prossimo futuro,
l’adozione del documento anche in italiano, come norma UNI ISO 14063.
FAVORIRE L'INNOVAZIONE IN 10 MOSSE
Le 10 azioni suggerite sono:
1) l’attivazione di sistemi di
insegnamento che agevolino l'innovazione. I Paesi europei, afferma il
documento, devono aumentare la spesa pubblica per l'istruzione e superare gli
ostacoli che nel sistema di istruzione si frappongono alla promozione di una
società favorevole all'innovazione;
2) la creazione, entro il 2009, di un Istituto
Europeo di Tecnologia (IET) per sostenere la capacità e le competenze
dell'Europa in materia di innovazione;
3) l'istituzione di un mercato del
lavoro unico e concorrenziale per i ricercatori, con attrattive
prospettive di carriera;
4) il rafforzamento dei legami tra la
ricerca e l'industria, per promuovere il trasferimento delle conoscenze
tra le università, gli altri centri di ricerca pubblici e le industrie;
5) la promozione dell'innovazione
regionale nell'ambito dei nuovi programmi di politica di coesione;
6) una riforma della regolamentazione
sugli aiuti di Stato in materia di ricerca, sviluppo ed innovazione e
nuovi orientamenti per gli incentivi fiscali in favore della ricerca/sviluppo;
7) il rafforzamento della protezione dei diritti di proprietà intellettuale;
8) l'istituzione di un quadro
giuridico volto a favorire l'elaborazione di prodotti, servizi e modelli
di “imprese numeriche”;
9) l'elaborazione di una “strategia”
per agevolare lo sviluppo di “mercati portanti” favorevoli
all'innovazione;
10) stimolare l'innovazione tramite opere ed appalti pubblici.
Per un approfondimento ulteriore è possibile consultare il documento al
seguente indirizzo: http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/06/325&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en
LE TAPPE DEL PROCESSO DI BOLOGNA
FINO A LONDRA 2007
In vista
della prossima trappa del Processo di Bologna, prevista per il
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - SESSIONE
23 - 26 OTTOBRE 2006
ALEXANDER MILINKEVICH È
IL VINCITORE DEL PREMIO SACHAROV 2006
Alexander Milinkevich è il vincitore del Premio Sacharov 2006. La
Conferenza dei Presidenti - composta dal Presidente del Parlamento e dai
presidenti dei gruppi politici - ha deciso di conferire il premio per la
libertà di pensiero al leader dell'opposizione della Bielorussia.
UNGHERIA 1956: PRIMO
PASSO VERSO L'EUROPA UNITA
Doc. B6-0548/2006
Risoluzione concernente il cinquantesimo anniversario della rivoluzione
ungherese del 1956 e il suo significato storico per l’Europa
Procedura: Risoluzione - Dibattito: 24.10.2006 - Votazione:
26.10.2006
La rivoluzione ungherese rappresenta una pietra angolare del retaggio
storico europeo e ha contribuito alla fondazione della Comunità. E' quanto
afferma il Parlamento che, riconoscendo il legame storico tra gli eventi del
'56 e gli altri movimenti di resistenza nei paesi del blocco sovietico,
sottolinea che la comunità democratica deve «respingere inequivocabilmente
l’ideologia comunista repressiva e antidemocratica». Un omaggio è reso ai
rivoltosi, alle vittime della repressione e a Imre Nagy.
DIRITTI UMANI
LA RUSSIA GARANTISCA DIRITTI UMANI E LIBERTÀ DI STAMPA
Docc. B6-0531, 0532, 0533, 0534, 0535, 0536/2006
Risoluzione comune
sulle relazioni tra Russia ed Unione europea dopo l'assassinio della
giornalista russa Anna Politkovskaya
Procedura: Risoluzione comune - Votazione: 25.10.2006
Rendendo omaggio alla
giornalista russa Anna Politkovskaya, il Parlamento condanna il suo omicidio e
chiede alla Russia di scoprire e punire i responsabili. Inoltre, preoccupato
per l'intimidazione, le vessazioni e l'assassinio di giornalisti indipendenti e
di altre persone critiche dell'attuale regime, sollecita anche «una profonda
riflessione» sul futuro delle relazioni UE-Russia, ponendo la democrazia, i
diritti dell'uomo e la libertà di espressione al centro di qualsiasi accordo
futuro.
Il Parlamento ha adottato una risoluzione comune -
sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE/ADLE, Verdi/ALE, GUE/NGL e UEN - che rende
anzitutto omaggio «al lavoro e ai meriti» di Anna Politkovskaya che «con
coraggio ha difeso la vita e la dignità umana ed ha portato allo scoperto e
riferito con oggettività le diverse forme di crimini contro l'umanità,
specialmente in Cecenia». I deputati, inoltre, esprimono «la più dura condanna»
di fronte all'assassinio della giornalista e invitano le autorità russe a
investigare in modo indipendente ed efficace «al fine di scovare e punire i
responsabili di tale vile crimine» il quale, a loro parere, «fa pensare a un
assassinio su commissione». Chiedono poi all'UE e al Consiglio d'Europa di
monitorare strettamente tali indagini.
Il Parlamento nota poi che l'assassinio di oppositori
politici «è diventato un fenomeno preoccupante nell'arena politica russa», e
manifesta quindi viva preoccupazione per l'intimidazione, le vessazioni e
l'assassinio di giornalisti indipendenti e di altre persone «critiche
dell'attuale regime». In proposito, ricorda anche al governo russo che «il
perdurare di tale tendenza arrecherà grave pregiudizio alla reputazione
complessiva della Russia». Pertanto, chiede alle autorità russe di lottare
attivamente contro le intimidazioni ai danni di giornalisti indipendenti e di
attivisti dei diritti umani e di garantire piena protezione ai giornalisti
indipendenti che denunciano gravi casi di ingiustizia nel proprio paese e alle
organizzazioni per la difesa dei diritti umani e ai loro rappresentanti che
difendono le vittime di violazioni dei diritti umani.
Ma i deputati sollecitano anche il Consiglio ad avviare
«una profonda riflessione» sul futuro delle relazioni con la Federazione russa
- che coinvolga il Parlamento europeo e la società civile - al fine di porre la
democrazia, i diritti dell'uomo e la libertà di espressione «al centro di
qualsiasi accordo futuro» e di creare un meccanismo chiaro per monitorare
l'esecuzione di tutte le clausole di detto accordo. Nel chiedere poi un
potenziamento del dialogo UE-Russia sui diritti umani, invitano la Commissione
e gli Stati membri dell'UE ad assumere una posizione coerente durante i
negoziati per un nuovo accordo di partenariato e di cooperazione con la Russia,
«insistendo sulla salvaguardia della libertà di stampa e sul rispetto del
giornalismo indipendente conformemente alle norme europee».
Per il Parlamento, infatti, la libertà dei mezzi di
comunicazione, un'efficace protezione dei giornalisti indipendenti e il pieno
sostegno all'attività svolta dalle organizzazioni per la difesa dei diritti
dell'uomo «costituiscono elementi essenziali dello sviluppo democratico di un
paese». Manifestando quindi viva preoccupazione per il fatto che più di 90
organizzazioni non governative siano state costrette a cessare la loro attività
in Russia, invita il governo russo a non avvalersi dell'imprecisione delle
disposizioni della nuova legislazione «come pretesto per mettere a tacere le
voci critiche della società civile».
Il Parlamento ritiene infine che tutte le istituzioni
democratiche «dovrebbero adempiere ai loro obblighi morali e condannare tali
crimini senza indugio», dimostrando la loro determinazione a difendere i diritti
dell'uomo «a prescindere dalle circostanze politiche».
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
- Docc. B6-0556, 0559, 0563, 0567/2006 - Risoluzione
sull'Uzbekistan
- Docc. B6-0554, 0560, 0561, 0564, 0569/2006 - Risoluzione sul processo a Rios Montt
- Docc. B6-0555, 0557, 0558, 0562, 0565, 0568 - Risoluzione sul Tibet
ISTITUZIONI
DIBATTITO SULLE
CONCLUSIONI DEL VERTICE DI LAHTI
Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione della Commissione -
Risultati del Vertice informale dei capi di Stato e di governo (Lahti, 20
ottobre 2006)
Dibattito: 25.10.2006
La politica energetica, la promozione dell'innovazione, l'immigrazione e,
soprattutto, le relazioni con la Russia, sono stati i principali temi
affrontati dalla Presidenza, dalla Commissione e dai deputati nel corso di un
ampio dibattito in Aula dedicato agli esiti del Vertice di Lahti. L'omicidio
della giornalista russa Anna Politkovskaya è stato ricordato da molti oratori.
Dichiarazione del Consiglio
Matti Vanhanen,
nell'illustrare i principali esiti del Vertice informale, ha anzitutto voluto
sottolineare come le riunioni siano state «produttive». Ha poi insistito sul
fatto che i Capi di Stato e di governo europei hanno «stretto i ranghi» e
parlato all'unisono in merito alle relazioni con la Russia, dando avvio a
quella che ha battezzato "la disciplina di Lahti". La discussione con
Putin, ha aggiunto, è stata «aperta e franca» sull'energia, sui diritti umani e
sulla libertà di espressione. Ha poi aggiunto che occorre approfondire la
cooperazione con la Russia sulla base dei principi della Carta dell'Energia e
del G8 che, ha precisato, dovranno essere incorporati nel futuro accordo.
Sempre in tema di energia, il Primo Ministro ha
sottolineato l'importanza di stringere relazioni più strette con i paesi
produttori e di transito nonché la necessità per l'UE di assumere il ruolo di
leader in materia di energie sostenibili, tenendo anche presente il legame
fondamentale con la questione climatica. Occorre poi assicurare gli
approvvigionamenti e, in tale ambito, contare sulla cooperazione con gli
istituti finanziari internazionali, come la BEI, che dovrebbero dare il proprio
contributo alla realizzazione delle infrastrutture. Va anche realizzata una
rete che promuova la collaborazione e la solidarietà tra gli Stati membri in
materia energetica.
In merito all'innovazione, il Premier finlandese ha
sottolineato la necessità di una strategia chiara in materia di brevetti ed ha
insistito sul fatto che la proposta che la Commissione presenterà al Vertice di
Primavera dovrà occuparsi soprattutto della qualità del sistema, migliorando i
procedimenti per risolvere i contenziosi, prevedendo un regime linguistico
semplificato e promuovendo la collaborazione pubblico-privato. Occorre poi che
l'UE investa nelle iniziative congiunte a favore dell'innovazione tecnologica,
come il programma ARTEMIS, ed ha definito «preziosa» l'iniziativa di fondare
l'Istituto europeo di tecnologia. Ha quindi sottolineato l'importanza di una
politica di normalizzazione che consenta all'Europa di essere leader mondiale,
come nel caso dei telefoni GSM. Più in generale, occorre creare un quadro
favorevole all'innovazione in modo da promuovere crescita economica e competitività.
Il Primo Ministro ha poi evidenziato la necessità
di una più stretta collaborazione tra gli Stati membri sul tema
dell'immigrazione, ma anche con i paesi d'origine e di transito, al fine di
promuovere l'integrazione dei migranti. Ha poi sottolineato il sostegno del
Vertice all'agenzia FRONTEX. I leader europei, ha poi aggiunto, hanno anche
deciso di mantenere la pressione sul governo sudanese affinché si ponga fine ai
combattimenti e si permetta all'ONU di operare sul territorio.
Ritornando all'incontro con Vladimir Putin, il
Premier ha definito «utili» le discussioni sullo sviluppo di un partenariato
strategico con la Russia, sottolineando che si tratta di un processo in
costante evoluzione. Ha quindi ricordato di aver anche affrontato il caso
dell'assassinio della giornalista Anna Politkovskaya, esprimendo la
preoccupazione dei cittadini europei per la situazione della libertà di
espressione in Russia. Ha anche reso partecipe il leader russo delle
preoccupazioni in merito alla questione cecena e alle tensioni con la Georgia.
Il Primo Ministro ha quindi ribadito che l'UE deve esprimersi con una sola voce
se vuole difendere i propri interessi. In conclusione, ha sottolineato la
necessità di dare concretezza alle intenzioni espresse a Lahti, informando i
deputati che per molte delle questioni trattate saranno definiti molto presto
degli orientamenti politici.
Dichiarazione della Commissione
Per JOSÉ
MANUEL BARROSO il vertice di
Lahti è parte di un grande processo che ha portato alla definizione di
un'agenda ambiziosa sulla sicurezza, l'energia e la ricerca che deve essere ora
attuata concretamente. In merito all'innovazione, il Presidente della
Commissione ha sottolineato la necessità di maggiori incentivi e di minori
ostacoli. Occorre quindi fare passi concreti per dimostrare che l'UE può avere
un ruolo di leader. Ha poi annunciato iniziative entro l'anno sui brevetti e le
proprietà intellettuali e ha dato il proprio sostegno all'Istituto europeo di
tecnologia che potrà rappresentare un centro di eccellenza per l'innovazione
dell'Unione. A quest'ultimo proposito, ha precisato che inizieranno presto i
negoziati concreti che riguarderanno anche la sua dotazione finanziaria.
Sul tema energetico ha ricordato che sono state
identificate tre azioni concrete: la collaborazione con i paesi vicini, come
Russia, Ucraina e Algeria; la definizione di una rete di collegamenti volti ad
affrontare gli choc negli approvvigionamenti; la posizione comune sulle
relazioni con la Russia, basate sui principi del G8 e della Carta dell'Energia
(tra cui trasparenza, Stato di diritto, reciprocità e non discriminazione). In
proposito, ha sottolineato il grande senso di solidarietà in seno all'UE
dimostrato dal fatto che tutti gli Stati membri hanno sottoscritto le dichiarazioni
della Presidenza e della Commissione. Il messaggio, ha spiegato, è che si
tratta di una questione europea da risolvere a livello UE e, al riguardo, ha
annunciato la presentazione di un pacchetto energetico nel prossimo mese di
gennaio.
Dopo aver ricordato che con Putin sono stati
affrontati anche i temi dei diritti umani e dell'assassinio della giornalista
russa, il Presidente ha sottolineato che pure il problema dell'immigrazione
richiede una soluzione europea. In proposito ha definito «assurdo» che in uno
spazio di libertà e sicurezza come quello europeo siano ancora vigenti 25
politiche dell'immigrazione. Inoltre, ha affermato che occorre adattare il
processo decisionale, sulla base degli attuali trattati, per superare il
sistema dell'unanimità. Ha infine concluso sostenendo che il Vertice
rappresenta una pietra miliare dell'integrazione europea e che occorre ora dare
una risposta alle aspettative dei cittadini.
L'Assemblea ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
-
Docc.
B6-0526, 0527/2006 - Risoluzione sul
processo di pace in Spagna
In una risoluzione sul "processo di pace in
Spagna", il Parlamento condanna le violenze, appoggia la lotta al
terrorismo e esprime solidarietà alle vittime del terrorismo. Allo stesso
tempo, appoggia l'iniziativa di pace nel Paese Basco intrapresa dalle
istituzioni democratiche spagnole.
-
Doc.
A6-0312/2006 - Risoluzione
legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce misure
particolari e temporanee per l'assunzione di funzionari delle Comunità europee
in occasione dell'adesione della Bulgaria e della Romania
DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÀ
TUTELARE LE DONNE
IMMIGRATE. STOP A POLIGAMIA E
MUTILAZIONI GENITALI
Doc. A6-0307/2006
Relazione sull'immigrazione femminile: ruolo e condizione delle donne
immigrate nell'Unione europea
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 23.10.2006 - Votazione:
24.10.2006
Il Parlamento sollecita migliori servizi sociali e corsi di lingua per
agevolare l'integrazione delle migranti nella società e nel mercato del lavoro.
Esorta poi gli Stati membri a rifiutare tutte le forme di relativismo culturale
e religioso che possano violare i loro diritti fondamentali. Chiede quindi di
punire i responsabili di mutilazioni genitali e dei matrimoni forzati e di
mantenere l'illegalità della poligamia, nonché di concedere permessi di soggiorno speciali
alle vittime di violenze.
L'immigrazione femminile aumenta di continuo
nell'Unione europea, coprendo un fascio di categorie sempre più ampio:
immigrazione economica, immigrazione a seguito di catastrofi, ricongiungimento
familiare, immigrazione per motivi politici, immigrazione come conseguenza di
conflitti armati, immigrazione irregolare e asilo. La relazione - adottata con
449 voti favorevoli, 133 contrari e 53 astensioni - sottolinea anzitutto che la
politica dell'UE deve prevedere efficaci misure di accoglienza e di
integrazione degli immigrati, soprattutto delle donne, che rappresentano ormai
la maggioranza. Riconoscendo le difficoltà che incontrano gli immigranti appena
arrivati, i deputati sottolineano che le donne «costituiscono la categoria più
vulnerabile poiché sono oggetto di una doppia discriminazione basata e
sull'origine etnica e sul sesso». Invitano quindi, gli Stati membri a
rafforzare le strutture e i servizi sociali che consentiranno il normale
stabilimento dei migranti, nonché l'informazione relativa ai diritti e ai
doveri che discendono dai principi e dalle leggi vigenti in ciascuno Stato
membro.
I deputati, d'altra parte, precisano che «l'integrazione è un processo biunivoco
che presuppone tanto la disponibilità delle donne migranti ad assumersi la
responsabilità dell'integrazione nella società d'accoglienza, quanto la
disponibilità dei cittadini dell'UE ad accettare e integrare le migranti». In
tale contesto, ritengono che occorra elaborare ed applicare misure integrate
per influire sui comportamenti sia delle migranti sia delle società di
accoglienza, a tutti i livelli, e per mobilitare risorse su ambo i lati. E'
quindi necessario che un tale processo implichi un impegno reciproco «che
consiste in diritti e doveri per la società di accoglienza e le migranti».
Il Parlamento invita gli
Stati membri a garantire alle donne migranti, indipendentemente dalla
regolarità della loro situazione, il rispetto dei loro diritti fondamentali e, in particolare, la protezione contro la
riduzione in schiavitù e la violenza, l'accesso alle cure mediche di emergenza,
il patrocinio legale, l'istruzione per i bambini, la parità di trattamento per
quanto riguarda le condizioni di lavoro e il diritto di iscriversi al
sindacato. A tale proposito, gli Stati membri sono invitati a
fornire un adeguato sostegno medico, giuridico e sociale alle vittime della
violenza, applicando i programmi di reinserimento sociale delle vittime e
offrendo alle vittime della prostituzione la possibilità di accedere a case di
cura. I deputati, inoltre, chiedono ai governi di prendere tutte le misure
necessarie per salvaguardare i diritti delle donne e delle giovani migranti e
per combattere la discriminazione cui sono esposte nelle loro comunità
d'origine, «rifiutando tutte le forme di relativismo culturale e religioso che
possano violare i diritti fondamentali delle donne».
Più in particolare, gli
Stati membri sono esortati ad attivarsi affinché tutte le violenze contro donne
e bambini, in particolare il matrimonio forzato, la poligamia, i delitti
cosiddetti d'onore e le mutilazioni genitali, «siano puniti con sanzioni
efficaci e dissuasive» e a sensibilizzare le autorità di polizia e giudiziarie
su tali questioni. Occorre inoltre che siano promosse campagne di informazione
rivolte alle donne migranti «al fine di prevenire ed evitare matrimoni forzati
o concordati, mutilazioni genitali e altre forme di costrizione psicologica o
fisica».
Tali campagne, è
precisato, dovranno utilizzare un linguaggio semplice, divulgativo e
multilinguistico. I governi dovrebbero quindi adottare e dare attuazione a
disposizioni giuridiche specifiche in materia di mutilazione genitale femminile o adottare tali disposizioni e
«perseguire chiunque pratichi la mutilazione genitale». Sono poi invitati a
introdurre l'obbligo, per gli operatori sanitari, di registrare tutti i casi di
mutilazione genitale femminile, compresi i casi accertati e quelli in cui vi è
il sospetto che si possa procedere a questo tipo di pratica. Il rischio di
mutilazione genitale, inoltre, dovrebbe essere inserito tra i motivi di
richiesta di asilo.
Nel condannare i matrimoni forzati, il Parlamento invita
poi gli Stati membri a introdurre delle misure volte a perseguire i cittadini
che cercano di contrarre un matrimonio di questo tipo o che contribuiscono a
organizzarlo, anche se realizzato al di fuori dal territorio dell'UE. Inoltre,
notando con preoccupazione che i matrimoni
poligami sono stati riconosciuti come legali negli Stati membri, nonostante
la poligamia sia proibita, i deputati invitano i governi a garantire il
mantenimento dell'illegalità della poligamia. A tale proposito, il Parlamento
invita la Commissione a considerare la possibilità di includere il bando dei matrimoni
poligami nell'attuale proposta di introdurre norme concernenti la legge
applicabile in materia matrimoniale.
Osservando inoltre che
«il forte sviluppo dell'industria del divertimento e del sesso fornisce
ulteriori canali di immigrazione per le donne migranti», il Parlamento chiede
il rafforzamento del quadro giuridico che garantisce a queste ultime il diritto al passaporto e a un permesso di
soggiorno propri, e che permette di perseguire penalmente la sottrazione di
tali documenti. Chiede anche di semplificare le procedure per il rilascio del
permesso di soggiorno temporaneo o permanente alle vittime della prostituzione
«per impedire, sopprimere e sanzionare il traffico di persone, in particolare
di donne e bambini». Ma anche di dare attuazione a misure che prevedono
permessi di soggiorno speciali in casi eccezionali, per offrire ai clandestini
stranieri riconosciuti come vittime «la possibilità di sottrarsi alla
violenza».
Gli Stati membri sono poi
invitati ad assicurare alle donne immigrate un'istruzione adeguata e solida attraverso corsi di lingua e di
informazione riguardo ai diritti umani, civili e sociali fondamentali e ai
principi democratici del paese di accoglienza. Al riguardo, i deputati
sottolineano l'importanza di un accesso incondizionale, «e perfino
prioritario», all'educazione e alla formazione linguistica e, pertanto,
sollecitano l'istituzione di una formazione linguistica obbligatoria tesa a
facilitare l'integrazione delle donne immigrate nella società e nel mondo del
lavoro. Ritenendo inoltre fondamentale riconoscere le qualifiche professionali
e le capacità delle donne, il Parlamento sostiene che occorre creare le
condizioni favorevoli affinché le donne immigrate possano accedere al mercato
del lavoro ed equilibrare la propria vita professionale e privata, soprattutto
creando strutture per la cura dei figli.
Un appello è anche
indirizzato a tutti gli istituti
scolastici ed alle autorità, invitandoli ad assicurare che le ragazze
migranti partecipino all'istruzione scolastica e a far rispettare l'obbligo
scolastico conformemente alle norme nazionali. Il Parlamento, inoltre, chiede
agli Stati membri di assicurare l'accesso all'istruzione ai figli delle donne
migranti in situazione irregolare e - accogliendo con un solo voto di scarto un
emendamento proposto dal PPE/DE - sopprime la richiesta di concedere a tali
donne il diritto agli assegni familiari e a un alloggio. In proposito,
peraltro, sottolineano che il fatto che i genitori delle giovani migranti
proibiscono loro di partecipare alle attività sportive, ai corsi di nuoto e ad
altri corsi scolastici «non può essere tollerato e giustificato con motivazioni
culturali o religiose».
Infine, il Parlamento
sollecita le autorità nazionali, regionali e locali a svolgere un ruolo sempre
più importante nel processo di integrazione delle donne migranti attraverso
«politiche proattive» e a «condurre un dialogo aperto più intenso per
comunicare e cooperare con comunità e reti di donne immigrate». Questi sforzi,
è precisato, dovrebbero essere sostenuti anche finanziariamente sia dagli Stati
membri sia dall'UE.
Nel dibattito è
intervenuta, a nome del Gruppo PPE/DE,
AMALIA SARTORI (PPE/DE-I):

"Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo volentieri a sostegno della relazione della collega Kratsa-Tsagaropoulou
anche se con un po' di amarezza, visto che questo ultimo fine settimana ci ha
riservato nuovamente una notizia drammatica relativa al mondo delle donne, vale
a dire la lapidazione di una donna a Baghdad avvenuto sabato 21 ottobre.
Io credo che tutti siano consapevoli del fatto
che, solo attraverso una pari dignità della donna in tutto il mondo, può
avvenire un cambiamento anche all'interno dei grandi problemi che il mondo oggi
si trova ad affrontare. È stato in questa logica e con questa convinzione, cioè
con la convinzione del valore e del ruolo che la donna potrà avere oggi e
domani nel consentire a questo mondo di orientarsi verso una soluzione di
convivenza pacifica, che io ho apprezzato il lavoro svolto dalla collega
Kratsa-Tsagaropoulou, in cui si prende in considerazione soprattutto il fatto
che le donne sono delle migranti un po' particolari.
Preferiremmo che non fosse così, ma è così. In un
mondo nel quale la divisione è ancora così netta - e per gran parte del mondo
si tratta ancora di una divisione di diritti e di doveri - io credo che
trattare allo stesso modo donne e uomini migranti sarebbe probabilmente
sbagliato, come è sempre sbagliato trattare nell'identico modo situazioni
diverse.
È quindi necessario che l'Unione presti una
particolare attenzione all'immigrazione femminile, che tenga conto anche di
risvolti che non caratterizzano invece l'immigrazione maschile, un'attenzione
che credo possiamo ritrovare nella relazione della collega Kratsa-Tsagaropoulou
che intendo pertanto sostenere."
SCHENGEN
NUOVI STATI MEMBRI NEL
SISTEMA D'INFORMAZIONE DI SCHENGEN
- Doc. A6-0355/2006 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema d’informazione Schengen di
seconda generazione (SIS II)
- Doc. A6-0354/2006 - Relazione sulla
proposta di decisione del Consiglio sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del
sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II)
- Doc. A6-0353/2006 - Relazione sulla
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso al
sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) da parte dei
servizi competenti negli Stati membri per il rilascio delle carte di
circolazione
Procedura: Codecisione prima lettura e
consultazione legislativa - Dibattito: 23.10.2006 - Votazione: 25.10.2006
Il Parlamento ha adottato a larga maggioranza tre relazioni legislative che
pongono le basi per un sistema d'informazione di Schengen di seconda
generazione (SIS II) che permetterà di intergare i nuovi Stati membri nell'area
di Schengen. Gli emendamenti adottati dall'Aula, frutto di un accordo con il
Consiglio, sono tesi principalmente a migliorare la sicurezza e la protezione
dei dati personali. Se i Ministri UE confermano quest'approccio, i
provvedimenti saranno presto d'applicazione.
Le tre relazioni - due in codecisione e una in
consultazione - fanno parte di un unico pacchetto relativo all'istituzione, al
funzionamento e all'uso del SIS II e all'accesso al SIS II dei servizi degli
Stati membri responsabili delle immatricolazioni dei veicoli. Gli emendamenti
adottati dall'Aula sono stati previamente concordati nel corso di triloghi
informali con il Consiglio e la Commissione. Tuttavia, i deputati hanno
rifiutato di introdurre una modifica dell'ultima ora proposta dal Consiglio che
era tesa a consentire ai servizi di intelligence degli Stati membri di avere
accesso alle informazioni contenute nel SIS II.
Durante il dibattito, lo stesso relatore aveva
tacciato di «insensata» tale proposta, poiché non ritiene possibile sollecitare
una maggiore tutela dei dati personali per poi concedere l'accesso a questi
stessi dati a strutture che non sono sottoposte al controllo delle autorità
responsabili della protezione dei dati. Spetta ora al Consiglio decidere se
approvare il testo così come votato dal Parlamento o decidere di riaprire i
negoziati. In proposito, il Ministro finlandese Paula Lehtomäki ha
affermato che nelle prossime settimane il Consiglio esaminerà l'esito del voto
del Parlamento ed ha sottolineato che una soluzione è ora molto vicina.
Scopo del SIS II è di assicurare un elevato livello
di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, incluso il
mantenimento della sicurezza pubblica e dell'ordine pubblico e la salvaguardia
della sicurezza nel territorio degli Stati membri e applicare le disposizioni
del trattato in materia di circolazione delle persone nell'UE, avvalendosi
delle informazioni trasmesse tramite tale sistema. Affinché i nuovi Stati
membri possano applicare integralmente l’acquis di Schengen è fondamentale
disporre del SIS II come misura compensativa che contribuisca a mantenere un
elevato livello di sicurezza in uno spazio senza controlli alle frontiere
interne. Il sistema intende permettere la collaborazione tra le autorità
competenti degli Stati membri grazie allo scambio di informazioni relative
all'attuazione di diverse politiche, in particolare nell'ambito della
cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e nell’attuazione delle
politiche afferenti alla circolazione delle persone (frontiere esterne e
visti).
Gestione operativa
Un emendamento di compromesso attribuisce a un organo
di gestione, finanziato dal bilancio dell'UE, la responsabilità della gestione
operativa del SIS II centrale. Tale organo è anche responsabile di compiti
connessi con l'infrastruttura di comunicazione come il controllo, la sicurezza
e il coordinamento delle relazioni tra gli Stati membri e il gestore. La
proposta originaria attribuiva questi compiti alla Commissione, la quale,
invece, sarà unicamente responsabile di compiti di esecuzioni di bilancio,
acquisizione e rinnovo nonché degli aspetti contrattuali. Tuttavia, l'Esecutivo
si assumerà tutte queste responsabilità durante un periodo transitorio, che non
potrà superare cinque anni, necessario all'entrata in funzione dell'organo di
gestione.
Il trattamento dei dati da parte dell'organo di
gestione sarà monitorato dal Garante europeo per la protezione dei dati.
Quest'ultimo dovrà provvedere affinché, almeno ogni quattro anni, venga svolto
un controllo delle attività di trattamento dei dati personali effettuate
dall'organo di gestione, conformemente alle norme di revisione
internazionali. L'organo di gestione
dovrà adottare le misure necessarie per proteggere i dati, compresa l'adozione
di un piano di sicurezza che non era inizialmente previsto dalla Commissione.
Si tratta, tra l'altro, di impedire alle persone non autorizzate l'accesso alle
installazioni informatiche utilizzate per il trattamento di dati personali,
impedire che supporti di dati possano essere letti, copiati, modificati o
asportati da persone non autorizzate, impedire che i dati siano inseriti senza
autorizzazione e che i dati personali memorizzati siano visionati, modificati o
cancellati senza autorizzazione.
Sistemi nazionali
Ogni Stato membro dovrà istituire e mantenere un
proprio sistema di dati nazionale che dovrà comunicare con il SIS II centrale.
Come l'organo di gestione centrale, anche il sistema nazionale dovrà prevedere
le misure necessarie per proteggere i dati trattati, compreso un piano di
sicurezza. Dovrà anche essere designata un'autorità nazionale responsabile di
garantire la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati.
Questa autorità di controllo e il Garante europeo della protezione dei dati,
ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, dovranno cooperare attivamente
nell'esercizio delle rispettive responsabilità e assicurare il controllo
coordinato del SIS II. E' anche precisato che lo Stato membro che effettua una
segnalazione dovrà essere responsabile dell'esattezza, dell'attualità e della
liceità dell'inserimento dei dati nel SIS II.
Dati biometrici e interconnessione delle segnalazioni
Il SIS II, per contribuire alla corretta
identificazione degli interessati, dovrebbe permettere il trattamento dei dati
biometrici. Analogamente, dovrebbe permettere il trattamento dei dati relativi
a persone la cui identità è stata usurpata per evitare i disagi causati da
errori di identificazione, fatte salve adeguate garanzie, fra cui il consenso
dell'interessato e la rigorosa limitazione delle finalità per cui tali dati
possono essere lecitamente elaborati.
Fotografie e impronte digitali potranno essere
inserite nel sistema unicamente previo controllo speciale delle qualità per
accertare che soddisfino uno standard minimo di qualità dei dati. Potranno
essere utilizzate, inoltre, solo per confermare l'identità di un cittadino di
un paese terzo reperito grazie al sistema SIS II con dati alfanumerici. Non
appena sarà possibile tecnicamente, d'altra parte, le impronte e le fotografie
potranno essere utilizzate per identificare un cittadino di un paese terzo in
base al suo identificatore biometrico. Tuttavia, prima di attuare questa
funzione, la Commissione dovrà consultare il Parlamento europeo.
Inoltre, in futuro, sarà possibile collegare, per
esempio, la segnalazione di un'auto rubata con una persona sui cui pende un
ordine d'arresto. Pertanto, ritrovata l'auto rubata, si potrà presumere che la
persona ricercata si trova - o si è trovata - in prossimità del veicolo. Tali
interconnessioni, è però precisato, potranno essere eseguite unicamente «se
sussiste una reale esigenza operativa».
Autorità con diritto di accesso ai dati
L'accesso ai dati inseriti nel SIS II e il diritto
di consultarli direttamente o su una copia sono riservati esclusivamente alle
autorità responsabili dei controlli di frontiera e degli altri controlli di
polizia e doganali effettuati all'interno del paese. Tuttavia, queste facoltà
possono essere riservate anche alle autorità giudiziarie nazionali, tra cui
quelle responsabili dell'avvio dell'azione penale e delle indagini giudiziarie
prima dell'imputazione, nell'assolvimento dei loro compiti, conformemente alla
legislazione nazionale, nonché alle relative autorità di coordinamento. E'
proprio su tale questione che è sorta la divergenza con il Consiglio che, a
negoziati già conclusi, ha introdotto una modifica tesa ad ampliare il numero
di autorità che hanno accesso al SIS II.
I dati possono essere duplicati soltanto per fini
tecnici e le segnalazioni effettuate da altri Stati membri non possono essere
copiate dal SIS nazionale in altri archivi nazionali. Le copie tecniche che
portano alla creazione di dati offline
però dovranno essere distrutte dopo 48 ore, salvo in situazioni di emergenza.