GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

                                                              

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

15 ottobre 2006

n° 142

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

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GRUPPO PPE/DE - Delegazione Italiana di FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

“EUROINFORMAZIONI”

per la Piccola e Media Impresa- Industria - Commmercio - Artigianato

Servizi - Enti Territoriali Locali

 

Con informazioni ricavate da pubblicazioni ufficiali delle Istituzioni Europee

 

 

 

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Con questa "lettera" si intende fornire un servizio informativo rivolto a tutti i cittadini ed in particolare a chi riveste cariche istituzionali, a chi lavora nel settore delle Piccole e Medie Imprese, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato, dei Servizi e degli Enti Territoriali Locali in cui l’informazione “Europa” risulta essere di vitale importanza.

Viste le gravi carenze esistenti in Italia nel settore, si autorizza e si auspica la riproduzione e l’ulteriore diffusione di queste note informative. Operare nella nuova “dimensione europea” è oggi infatti una necessità per la sopravvivenza e la crescita di ogni attività sociale ed imprenditoriale.

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI E’ ANCHE SU INTERNET:

 

http://www.euroinformazioni.org

 

 

 

 

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Si ringraziano tutti coloro che direttamente o indirettamente contribuiscono alla realizzazione di questa lettera informativa ed in particolare l’Eurosportello Veneto del Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto per la preziosa e diretta collaborazione.

 


 

BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

QUADRO EUROPEO DELLE QUALIFICHE

 

La Commissione europea ha adottato la raccomandazione volta a definire il quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (QEQ).

Destinato a favorire la trasparenza dei sistemi europei di educazione e di formazione e a renderli più accessibili al grande pubblico, il QEQ definirà dei riferimenti comuni che aiuteranno gli Stati membri, le imprese e i cittadini a confrontare le qualifiche rilasciate dai diversi sistemi europei. Trattandosi di uno dei risultati concreti del programma di lavoro “Educazione e formazione 2010” lanciato del Consiglio europeo di primavera del 2005 e del 2006 per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sociale ed economico fissati nel marzo del 2000 a Lisbona, il QEQ è costituito da otto livelli di riferimento, che comprendono l’insieme delle qualifiche rilasciate dalla fine della scuola dell’obbligo fino ai livelli più alti della formazione universitaria e professionale. Essi descrivono “i livelli di apprendimento” del diplomato (quanto conosce, quanto capisce e quanto è capace di fare), indipendentemente dal sistema nel quale le diverse qualifiche sono state emesse e dai mezzi messi in atto per acquisire le conoscenze (durata dell’apprendimento, tipo d’istituto), come invece prevedeva il sistema tradizionale. La Commissione ritiene che il fatto di privilegiare i risultati dell’apprendimento:

-          garantisce un migliore adeguamento dell’offerta educativa e della formazione alle esigenze del mercato del lavoro (in materia di conoscenza, attitudini e competenze);

-          facilita il riconoscimento dell’apprendimento non formale e informale;

-          facilita il trasferimento e l’utilizzo delle qualifiche nei diversi paesi e nei diversi sistemi d’educazione e di formazione.

In quanto strumento che favorisce l’apprendimento nel corso di tutta la vita, il QEQ comprende l’insegnamento generale e la formazione per adulti, l’insegnamento e la formazione professionale e l’insegnamento superiore. La raccomandazione propone agli Stati membri di definire delle corrispondenze fra i loro sistemi di certificazione nazionale e il QEQ entro il 2009. Il quadro potrà quindi funzionare come strumento di trasposizione in grado di chiarire le corrispondenze fra le qualifiche e i diversi sistemi.

 

 

 

LE INIZIATIVE UE NEL SETTORE DEL TESSILE

 

Le migliaia di piccole imprese del settore tessile si ritrovano alle prese con carenze di fondi, risorse umane, formazione e orientamento strategico che invece si rivelano necessari se si intende innovare in modo efficace. Molte aziende stanno però già tentando di far fronte al problema: secondo Walter Lutz di Euratex (Organismo di rappresentanza  della filiera del tessile/abbigliamento), “se, da un lato, le imprese hanno limiti economici sul fronte dell’investimento nell’innovazione, dall’altro molte si rendono conto dell’impossibilità di continuare sulla falsariga dei modelli del passato e sono attivamente alla ricerca di azioni innovative. Non si tratta solo di un obiettivo politico, ma di una volontà espressa dall’industria stessa”.

Il concetto della cosiddetta “fast fashion” (moda rapida), lanciato dalla spagnola Zara, snellisce tutte le fasi di produzione e distribuzione della catena di approvvigionamento, consentendo di rispondere in breve tempo alle esigenze dei clienti. “Se si riesce ad accelerare il processo in Europa”, spiega Lutz, “la maggior parte dei vantaggi in termini di costi offerti dalla produzione asiatica scomparirebbe”. Un altro esempio è costituito dall’utilizzo di scanner per la misurazione tridimensionale del corpo umano e del web per la comunicazione dei dati fra dettagliante e fabbricante al fine di produrre singoli indumenti realizzati su misura a prezzi paragonabili a quelli dei prodotti di massa. Si stanno facendo strada nuove tecnologie, tra cui il design virtuale, robot all’avanguardia, le fibre ottiche ed elettroniche e la cucitura sferica.

Allo scopo di definire gli obiettivi dell’innovazione e i temi di ricerca necessari a far fronte ai problemi del settore tessile in Europa, è stata istituita una piattaforma tecnologica europea per il futuro dei tessili e dell’abbigliamento che riunisce esperti del mondo dell’industria e della ricerca al fine di sviluppare obiettivi specifici di ricerca e innovazione in tre ambiti: nuove applicazioni tessili, transizione da una produzione di massa a una personalizzata e passaggio da prodotti base a prodotti specialistici.

Allo stesso tempo è stato adottato un numero cospicuo di ulteriori misure raccomandate dal Gruppo ad alto livello per il settore tessile e l’abbigliamento (GAL), arricchendo i progetti già esistenti attraverso nuove opportunità nell’ambito del Sesto Programma Quadro di ricerca in termini di cofinanziamento della ricerca, formazione e divulgazione dei risultati. Il Gruppo ad alto livello studierà ora la questione dell’accesso ai finanziamenti per l’innovazione da parte delle imprese, l’innovazione non tecnologica e la cooperazione industriale, mentre al momento sono in esame le proposte tese al miglioramento  della tutela della proprietà intellettuale.

La morale delle raccomandazioni del GAL riguardo al settore dell’innovazione è riassumibile nell’attuale necessità di segnare una vera e propria svolta nel campo della tecnologia dell’abbigliamento. L’alto impiego di manodopera necessario nel processo di produzione degli indumenti e i costi elevati che esso comporta,  uniti al livello insolitamente alto di prodotti difettosi  (fino al 20%, nonostante l’impiego di operatori qualificati), hanno provocato un calo della quota di spesa destinata ai capi d’abbigliamento rispetto ad altri beni di consumo. Il progetto Leapfrog costituisce forse il fiore all’occhiello tra i progetti di ricerca nel settore e mira a registrare sensibili miglioramenti sul piano dell’efficacia produttiva: un risparmio del 60% in termini di tempi di realizzazione grazie al design virtuale tridimensionale dei capi, una riduzione dell’80% dei tempi di lavorazione degli indumenti complessi e una diminuzione di difetti ed errori qualitativi dal 15-20% a zero.

Per maggiori informazioni: www.leapfrog-eu.org.

 

 

 

LA CARTA EUROPEA DEI RICERCATORI: UNA REALE CHIAVE DI SVOLTA PER L'ATTRATTIVITA' E LA COMPETITIVITA' EUROPEA

 

Si è svolta a Vienna, la Conferenza “A researchers’ labour Market: Europe - a pole of attraction?”(http://www.eracareersaustria.at/conference/index.htm)

Principale obiettivo è stato quello di individuare condizioni e strumenti volti a rendere il Mercato europeo della Ricerca un polo di attrazione per ricercatori qualificati provenienti da ogni parte del Mondo.

L’Evento si è pertanto rivelato una ottima occasione per fare il punto sui principali strumenti sviluppati dalla Commissione europea negli ultimi anni, in particolare la Carta Europea dei Ricercatori. Partendo, infatti, dalla consapevolezza che ricercatori e scienziati rappresentano i pilastri della Società della Conoscenza, la Conferenza ha teso ribadire fermamente che risultati eccellenti nella Ricerca sono il prodotto di migliori condizioni di lavoro e formazione dei ricercatori e, più in generale, di uno stimolante ambiente di ricerca. A tal fine, più volte è stata richiamata la necessità di uno sforzo congiunto tra istituzioni politiche europee, nazionali, regionali, enti di ricerca, università e, in particolare, imprese nel creare tali condizioni e nel puntare sulla professionalizzazione delle carriere di ricerca.

Infatti, nonostante gli impegni di Lisbona, lo scenario europeo, a distanza di sei anni, non appare così confortante: anziché nuovi e più qualificati posti di lavoro, sempre maggiore è la disoccupazione e la precarietà nell’attuale Mercato europeo del lavoro. Secondo stime recenti, circa il 50% dei laureati è costretto ad accettare lavori non pertinenti al proprio titolo di studio e, dunque, alle proprie competenze, con conseguente crescente demotivazione e dispersione di giovani risorse. Da ciò ne consegue, tra l’altro, un inutile dispendio finanziario per sostenere una offerta formativa cui non corrisponde un posizionamento adeguato nel mercato del lavoro.

Pur con delle puntualizzazioni da parte di alcuni paesi, quali Regno Unito e Danimarca, circa il carattere non vincolante della Carta Europea e circa il fatto che la sua adozione non debba diventare un requisito per l’ottenimento di finanziamenti europei, in modo unanime è stata ribadita la necessità che l’Europa si doti di un framework comune per affrontare in modo univoco e condiviso le criticità che oggi caratterizzano la Ricerca europea.

Ciò è stato ben inteso, in particolare, dalla comunità scientifica italiana: le nostre università, infatti, sono state le prime in Europa a sottoscrivere, il 7 luglio 2005, i principi della Carta e del Codice, grazie anche all’impegno della CRUI. Lo stesso hanno fatto i principali Enti di ricerca italiani lo scorso 13 dicembre.

Infine, sempre in Italia, è stato creato l’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della Carta dei Ricercatori e del Codice di condotta (http://web.unicam.it/ateneo/organizzazione/osservatorio_ricercatori/index.asp).

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  25 - 28 SETTEMBRE 2006

 

 

ALLARGAMENTO

 

 

LA TURCHIA ACCELERI LE RIFORME IN VISTA DELL'ADESIONE

Doc. A6-0269/2006

 

Relazione sui progressi compiuti dalla Turchia in vista dell'adesione

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 26.9.2006 - Votazione: 27.9.2006

 

Il Parlamento critica il rallentamento delle riforme in Turchia e chiede di valutare la capacità di assorbimento dell'Unione. Particolare preoccupazione è destata dalle restrizioni alla libertà di culto e di espressione e dalla negazione dei diritti delle donne. I deputati si augurano che il viaggio del Papa in Turchia contribuisca al dialogo interreligioso e interculturale. Reputano anche indispensabile che la Turchia riconosca il genocidio armeno, anche se non è una condizione per l'adesione.

 

Adottando con 429 voti favorevoli, 71 contrari e 125 astensioni la relazione, il Parlamento sottolinea anzitutto che il rafforzamento dei legami tra la Turchia e l'Unione europea «è di fondamentale importanza per l'UE, per la Turchia e per tutta la regione». Rammenta, d'altra parte, che la capacità dell'UE di integrare la Turchia mantenendo nel contempo l'impulso dell'integrazione «è un aspetto importante», nell'interesse generale dell'UE e della Turchia.

Pertanto, i deputati giudicano della massima rilevanza che l'Unione europea «fissi i presupposti istituzionali e finanziari a tempo debito per l'adesione della Turchia». E, a tale riguardo, ribadiscono che il Trattato di Nizza «non costituisce una base accettabile per ulteriori decisioni sull'adesione di nuovi Stati membri». Insistono quindi affinché le riforme necessarie «siano attuate nell'ambito del processo costituzionale». Ricordano poi che l'impatto dell'adesione della Turchia sul bilancio può essere pienamente valutato solo nel quadro delle prospettive finanziarie dal 2014 e attendono «con impazienza» che la Commissione europea presenti la relazione sulla capacità di assorbimento dell'Unione, prima del Consiglio europeo del dicembre 2006.

Per i deputati, inoltre, l'apertura di negoziati costituisce il punto di avvio di un processo duraturo, «che per sua stessa natura è aperto e non porta automaticamente e a priori all'adesione». A differenza dei precedenti negoziati, è anche precisato, «sarebbe necessario informare l'opinione pubblica europea continuamente e diffusamente in merito ai negoziati stessi e ai progressi della Turchia». Osservano peraltro che, nonostante l'obiettivo dei negoziati sia l'adesione della Turchia all'UE, «la realizzazione di tale ambizione dipenderà dagli sforzi di entrambe le parti». In proposito, ricordano che, in caso di grave e persistente violazione dei principi della democrazia, del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, dello stato di diritto e dei principi del diritto internazionale, la Commissione potrebbe raccomandare la sospensione dei negoziati al Consiglio. D'altra parte, il Parlamento ritiene che, indipendentemente dall'esito dei negoziati, le relazioni tra UE e Turchia «debbano garantire che la Turchia resti saldamente inserita nell'ambito di strutture europee».

A tale riguardo, i deputati deplorano il rallentamento del processo di riforma in Turchia, evidenziato «da persistenti carenze e progressi insufficienti» soprattutto nell'ambito della libertà di espressione, dei diritti religiosi e delle minoranze, delle relazioni civili/militari, dell'applicazione della legge in concreto, dei diritti delle donne, dei diritti culturali e della rapida e corretta esecuzione delle decisioni in materia giudiziaria da parte dei servizi statali. D'altra parte, accogliendo favorevolmente l'iniziativa del governo di riprendere il processo di modifica legislativa, con la presentazione al parlamento turco del nono pacchetto di riforme legislative, formulano una serie di suggerimenti.

La Turchia è quindi invitata a garantire l'uguaglianza dinanzi alla legge di tutti i cittadini turchi nel corso dell'intero procedimento giudiziario, compresa la fase investigativa, il processo, la sentenza e la detenzione, «senza deroghe per i funzionari del governo, il personale militare o i membri delle forze di sicurezza».

Dovrebbe inoltre abrogare o modificare, in tempi brevi, le disposizioni del codice penale che consentono interpretazioni arbitrarie da parte dei giudici e dei pubblici ministeri e conducono a sentenze contrarie alla libertà di espressione e alla libertà di stampa, «rappresentando pertanto una minaccia per il rispetto dei diritti umani e delle libertà, con ripercussioni negative sul progresso della democrazia».

Nel prendere atto dei miglioramenti apportati alla legislazione grazie agli sforzi compiuti dal governo turco, a partire dal 2002, con la politica di tolleranza zero nei confronti della tortura e della diminuzione dei casi di maltrattamento, i deputati sottolineano che occorrono misure attuative più efficaci, come evidenziato dal perdurare delle segnalazioni di torture e maltrattamenti commessi da funzionari di polizia e dall'impunità di cui spesso tali funzionari godono. Nutrendo «gravi preoccupazioni» in merito alla prosecuzione, «per non dire la rinascita», del ruolo dell'esercito nella società turca, sottolineano poi che la separazione costituzionale, netta e chiara, dei ruoli politici ed istituzionali tra civili e militari in Turchia «è una condizione necessaria per poter parlare in modo serio di adesione turca all'UE».

Il Parlamento rileva anche i progressi realizzati in materia di diritti delle donne, in seguito all'entrata in vigore del nuovo codice penale. Tuttavia, nota che il mancato rispetto dei diritti delle donne in Turchia «resta una questione molto preoccupante» e ribadisce la necessità di sforzi ulteriori «per sradicare le pratiche discriminatorie e la violenza contro le donne». La Turchia è quindi invitata a intensificare gli sforzi per garantire alle donne l'esercizio del diritto all'istruzione e alle opportunità di lavoro. I deputati, inoltre, prendendo atto di alcuni progressi nella lotta contro il crimine di onore, esprimono però la loro preoccupazione sul rapido aumento dei presunti suicidi di donne nel sud-est della Turchia. Nel prendere poi atto del dibattito sul velo in Turchia, e sottolineando che non esistono norme europee in materia, la relazione auspica che si trovi un compromesso sul foulard indossato sui capelli dalle studentesse nelle università.

I deputati deplorano anche l'assenza di progressi in materia di libertà di culto e rinnovavano l'invito rivolto alle autorità turche a compiere passi concreti per eliminare gli ostacoli che le minoranze religiose affrontano, segnatamente per quanto attiene al loro status giuridico, alla formazione del clero e ai diritti di proprietà. Nel condannare poi con forza l'assassinio del sacerdote e missionario italiano don Andrea Santoro, la relazione sollecita la tutela dei diritti fondamentali di tutte le minoranze e comunità cristiane in Turchia (ad esempio i greci di Istanbul, Imvros e Tenedos). D'altra parte, facendo proprio un emendamento proposto dal PPE/DE, il Parlamento esprime l'auspicio che la prossima visita del Papa in Turchia «contribuisca a rafforzare il dialogo interreligioso e interculturale fra il mondo cristiano e quello musulmano». Inoltre chiede che l'educazione religiosa sia volontaria per tutti e che ciò non riguardi soltanto la religione sunnita, e che a coloro i quali non intendono avvalersi dell'educazione religiosa sia offerto un insegnamento alternativo che affronti i valori, le norme e le questioni etiche.

Il Parlamento esprime profonda preoccupazione per le tensioni nel sud-est del paese ritenendole una grave minaccia per la pace e la stabilità della regione. Sottolinea quindi l'importanza di compiere ulteriori progressi al fine di assicurare che le riforme siano sostenibili e credibili. Condanna inoltre con fermezza la recrudescenza degli atti di terrorismo commessi dal PKK, al quale chiede di decretare e rispettare un cessate il fuoco immediato. D'altra parte i deputati, evidenziano l'esistenza di «numerosissimi processi» ancor oggi in corso ai quali sono sottoposti esponenti della società civile, nonché le pratiche quotidiane di intimidazione verso costoro, come ad esempio nei confronti di Mehdi Zana, marito del Premio Sacharov del Parlamento europeo, Leyla Zana.

Il Parlamento ribadisce il convincimento che una Turchia moderna, democratica e secolare, pur allineandosi progressivamente alle politiche degli Stati membri dell'UE, «potrebbe svolgere un ruolo costruttivo e stabilizzatore nel promuovere la comprensione tra civiltà e tra l'Unione europea e i paesi della regione circostante la Turchia», particolarmente il Medio Oriente. E, in tale contesto, si compiace della decisione del governo turco di partecipare ai corpi della pace ONU in Libano.

Accogliendo con 320 voti favorevoli, 283 contrari e 40 astensioni, un emendamento avanzato dal PSE e dall'ALDE/ADLE, il Parlamento ha soppresso il paragrafo in cui era chiesto alla Turchia di riconoscere il genocidio armeno, ergendo tale atto a «condizione preliminare» della sua adesione all'Unione europea. Tuttavia, sottolinea che, sebbene il riconoscimento del genocidio armeno in quanto tale non costituisca uno dei criteri di Copenaghen, «è indispensabile che un paese che si avvia all'adesione accetti e riconosca il proprio passato». Prendendo quindi atto della proposta della Turchia di istituire una commissione di esperti per superare la tragica esperienza, chiedono alle autorità turche di facilitare il lavoro dei ricercatori, degli intellettuali e degli studiosi che lavorano su tale questione, garantendo loro l'accesso agli archivi storici e fornendo tutti i documenti utili.  La Turchia è inoltre sollecitata a compiere, «senza condizioni preliminari», i passi necessari a stabilire relazioni diplomatiche e di buon vicinato con l'Armenia, a ritirare il blocco economico e ad aprire la frontiera terrestre quanto prima.

Esortandola a impegnarsi a favore di buone relazioni di vicinato, la relazione ricorda alla Turchia che deve astenersi da qualsiasi minaccia contro i paesi vicini nonché da attività militari che favoriscono la tensione e «potrebbero influenzare negativamente il processo di adesione». A tale proposito, i deputati citano la minaccia di "casus belli" nei confronti della Grecia in merito al suo diritto di determinare i limiti delle proprie acque territoriali e le continue violazioni dello spazio aereo nazionale greco.

I deputati, infine, ricordano alla Turchia che il riconoscimento di tutti gli Stati membri, compresa la Repubblica di Cipro, «è un elemento necessario del processo di adesione». Pertanto chiedono alla Turchia di prendere misure concrete per normalizzare quanto prima le relazioni bilaterali con Cipro, di dare piena attuazione alle disposizioni contenute nell'accordo di associazione e nel suo protocollo aggiuntivo nonché alle priorità derivanti dal partenariato per l'adesione. Particolare delusione è infatti espressa per il mantenimento dei divieti imposti a navi e aerei ciprioti in Turchia nonché del veto alla partecipazione della Repubblica di Cipro alle organizzazioni internazionali e agli accordi multilaterali. I deputati invitano quindi le autorità turche a mantenere un atteggiamento costruttivo per ricercare una soluzione globale della questione di Cipro nel quadro delle Nazioni Unite, accettabile sia per i greco-ciprioti che per i turco-ciprioti.

 

Nel dibattito è intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei soffermarmi soprattutto su un aspetto della relazione dell'onorevole Eurlings, ovvero il dialogo interreligioso. Si tratta di un tema che in questi giorni si trova sotto i riflettori di tutto il mondo per quello che è accaduto, per le polemiche che ci sono state, per l'attenzione che è stata rivolta alle parole pronunciate da Benedetto XVI in Germania e per le reazioni del mondo islamico.

Ieri c'è stato un incontro molto importante che ha dimostrato quanto sia importante per tutti noi il dialogo costruttivo e positivo tra i rappresentanti di religioni diverse, ovvero tra cristiani e musulmani. L'incontro si è basato sul principio di reciprocità, secondo cui è diritto di ogni parte sostenere la propria tesi, difendere i propri valori, poter manifestare il proprio credo, per i musulmani dove sono in maggioranza i cristiani, e per i cristiani dove sono in maggioranza i musulmani.

Ieri a Castel Gandolfo per il confronto con il Santo Padre era presente anche l'Ambasciatore turco. Si è parlato a lungo di questi temi e credo, quindi, che sia di fondamentale importanza il viaggio che Benedetto XVI svolgerà in Turchia. Sarà un viaggio importante perché, a nostro giudizio, favorirà il dialogo tra cristiani e musulmani, tra una maggioranza musulmana e una minoranza cristiana, sia essa cattolica, protestante od ortodossa, che vive in Turchia.

Ecco perché abbiamo presentato un emendamento con il relatore Eurlings e con l'onorevole Tannock che sottoponiamo all'attenzione di tutta l'Assemblea, comprese le altre forze politiche, affinché, attraverso anche un messaggio forte del Parlamento, si possa incentivare il dialogo tra cristiani e musulmani, tra cristianesimo e islam, lasciamo fuori l'estremismo, isoliamo i fondamentalisti e dialoghiamo tra chi veramente vuole costruire la pace in Medio Oriente e in Africa.

In conclusione aiutare le riforme e favorire il dialogo tra cristiani e musulmani è interesse della stessa Turchia. I progressi di questo paese nel cammino verso l'Unione europea si misurano soprattutto dai risultati ottenuti nel dialogo interreligioso, nel rispetto dei diritti delle minoranze e nel rispetto dei diritti civili di tutti coloro che vivono in Turchia."

 

 

 

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

 

 

UNA POLITICA EUROPEA COERENTE PER L'IMMIGRAZIONE

Docc. B6-0508, 0510, 0516, 0518, 0520/2006

 

Risoluzione comune sulla politica comune dell'Unione europea in materia di immigrazione

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 27.9.2006 - Votazione: 28.9.2006

 

Il Parlamento chiede che l'UE si doti di una politica trasversale che, garantendo la sicurezza delle frontiere, contempli anche l'apertura di canali di immigrazione legale, l'integrazione dei migranti e l'aiuto ai paesi d'origine. Scettico sull'utilità a lungo termine delle regolarizzazioni di massa, sollecita maggiore assistenza per gli Stati confrontati ai flussi migratori e l'adozione della direttiva sui rimpatri. Vanno modificati i principi sullo Stato responsabile delle domande d'asilo.

 

Con 295 voti favorevoli, 271 contrari e 14 astensioni, il Parlamento ha adottato una risoluzione comune - sostenuta da PSE, ALDE/ADLE, Verdi/ALE e GUE/NGL - che nota anzitutto la mancanza di una politica europea coerente in materia di immigrazione. Ritiene quindi che l'Unione europea debba adottare un approccio trasversale per una politica dell'immigrazione che comprenda il partenariato con i paesi terzi, la sicurezza delle frontiere esterne per lottare contro il traffico degli esseri umani e una politica equa in materia di rimpatri. Tale politica, inoltre, deve anche contemplare l'apertura di canali di immigrazione legale, incoraggiare l'integrazione dei migranti nella società di accoglienza e consentire il co-sviluppo dei paesi d'origine al fine di rispondere alle cause profonde dell'immigrazione.

Facendo proprio un emendamento proposto dai Verdi, il Parlamento afferma che ritiene che la massiccia immigrazione «sia la conseguenza di economie mal funzionanti, impoverimento della popolazione, violazione dei diritti umani, degrado ambientale, divario crescente fra paesi ricchi e paesi poveri, guerre civili, guerre per il controllo delle risorse naturali, persecuzioni politiche, instabilità politica, corruzione e dittatura in molti dei paesi d'origine».

Visti l'emergenza umanitaria in vari Stati membri situati alle frontiere meridionali dell'Unione europea, «dove migliaia di migranti sono morti nelle acque del Mediterraneo», e il massiccio afflusso di immigrati, il Parlamento riconosce i drammi umani e le difficoltà che alcuni Stati membri si sono trovati ad affrontare nella gestione dei massicci flussi migratori degli ultimi anni e deplora «gli elevatissimi costi umanitari». Ritiene quindi che la ripartizione delle responsabilità e degli oneri finanziari tra gli Stati membri debba costituire «parte integrante» della politica dell'Unione europea in materia di immigrazione e del regime comune europeo in materia di asilo.

L'Unione europea dovrebbe quindi assumersi un ruolo più ampio nella gestione delle emergenze umanitarie connesse ai flussi migratori e ai richiedenti asilo. Pertanto i paesi interessati devono usufruire dell'accesso all'assistenza tecnica e ai finanziamenti previsti dai fondi e dai programmi comunitari (come ARGO, il Fondo europeo per i rifugiati, il Fondo europeo per le frontiere esterne, il Fondo europeo per l'integrazione e il Fondo europeo per i rimpatri per il periodo 2007-2013).

La Commissione, inoltre, deve proporre al più presto la creazione di un fondo d'emergenza per finanziare "team di esperti di sostegno" che forniscano un'assistenza concreta al momento dell'accoglienza alle frontiere e nell'affrontare le crisi umanitarie negli Stati membri. Dovrebbe poi integrare nei nuovi fondi per il periodo 2007-2013 un meccanismo d'emergenza che consenta di fornire assistenza finanziaria nelle situazioni d'urgenza. Per i deputati, d'altra parte, occorre poi mettere a disposizione maggiori risorse per le ONG che operano sul campo,

Il Parlamento sottolinea, inoltre, che qualsiasi approccio globale all'immigrazione deve offrire possibilità concrete di immigrazione legale nell'Unione europea e predisporre piani precisi per lo sviluppo e gli investimenti nei paesi di origine e transito, compresa l'elaborazione di politiche commerciali e agricole che promuovano opportunità economiche, anche per evitare «una massiccia fuga di cervelli».

Ricorda, in proposito, che la politica europea deve anche essere accompagnata da una politica di integrazione che preveda, fra l'altro, un'integrazione regolare nel mercato del lavoro, il diritto all'istruzione e alla formazione, l'accesso ai servizi sociali e sanitari nonché la partecipazione degli immigrati alla vita sociale, culturale e politica. E, al riguardo, ritiene che nell'Unione europea sia inammissibile che delle persone vengano sfruttate in un contesto di lavoro forzato e che, pertanto, gli Stati membri debbano garantire che pratiche del genere non possano esistere.

D'altra parte, pur rendendosi conto che, in assenza di una politica comune dell'Unione europea in materia di immigrazione, gli Stati membri possono adottare approcci differenti «al problema della presenza di centinaia di migliaia di immigrati clandestini che lavorano illegalmente e senza alcuna protezione sociale», ritiene tuttavia «che la regolarizzazione in massa degli immigrati illegali non costituisca una soluzione nel lungo termine, dal momento che tali misure non risolvono i veri problemi di fondo». Facendo proprio un emendamento avanzato dal PPE/DE, inoltre, il Parlamento ribadisce che qualsiasi decisione di allentare le norme in materia di immigrazione presa in uno Stato membro «esercita ripercussioni sulla situazione negli altri Stati membri». Pertanto, gli Stati membri «hanno l'obbligo di consultare e informare, in uno spirito di cooperazione leale, gli altri Stati membri in merito a misure che potrebbero avere un impatto sulla situazione dell'immigrazione».

Invitando poi gli Stati membri ad intensificare la cooperazione nel quadro di Frontex e a definire meglio la missione di tale agenzia, il Parlamento ritiene tuttavia che i controlli alle frontiere e le azioni volte a combattere l'immigrazione illegale rappresentano solamente un aspetto della politica dell'Unione europea verso i paesi terzi. Chiede quindi l'adozione di un approccio improntato al partenariato con i paesi di origine e transito al fine di assicurarsi il loro attivo contributo nella gestione dei flussi migratori, nel contenimento dell'immigrazione illegale e nell'organizzazione di campagne d'informazione efficaci sulle condizioni nei paesi di accoglienza dell'UE, inclusi i criteri per l'ottenimento dell'asilo.

D'altra parte, i deputati sottolineano che tutte le misure volte a combattere l'immigrazione illegale e a intensificare i controlli alle frontiere esterne, anche se in cooperazione con paesi terzi, «devono essere compatibili con le garanzie e con i diritti fondamentali dell'individuo». Mettono quindi in guardia contro i pericoli dell'esternalizzazione della gestione delle frontiere esterne dell'Unione europea. Il Parlamento, peraltro, riconosce la necessità di adottare una direttiva sui rimpatri «improntata all'equità» e invita il Consiglio a intensificare gli sforzi per assicurarne l'adozione.

Si dice inoltre consapevole del fatto che, in assenza di canali di migrazione legale, i sistemi di asilo sono sottoposti a una sempre maggiore pressione in quanto modalità di insediamento legale. Chiede quindi agli Stati membri di rispettare gli obblighi loro incombenti in tale materia, affinché garantiscano l'accesso alla procedura di asilo e applichino le disposizioni della direttiva sull'accoglienza «in modo armonizzato e coerente» e affinché le domande di asilo «siano trattate in modo rapido ed efficace». Sollecita poi la Commissione a rimettere in causa, nel pertinente regolamento, il principio secondo il quale lo Stato membro responsabile dell'esame di una richiesta d'asilo è il primo paese d'accesso. Per i deputati, infatti, ciò «rappresenta un onere insopportabile per i paesi del Sud e dell'Est dell'Unione europea»,

Infine, il Parlamento osserva che, a sette anni dal Vertice europeo di Tampere e malgrado le reiterate richieste del Parlamento, oltre a non aver definito una politica comune in materia di immigrazione, il Consiglio ha invece mantenuto il voto all'unanimità e la procedura di consultazione per tutte le questioni attinenti all'immigrazione legale. Ma - con 249 voti favorevoli, 302 contrari e 3 astensioi - è stato soppresso il paragrafo che lo esortava a mettere in atto con urgenza le disposizioni, come le clausole passerella, che autorizzano il passaggio alla procedura di codecisione e al voto a maggioranza qualificata.

 

 

Nel dibattito è intervenuto JAS GAWRONSKI (PPE/DE-I):

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, molti avvenimenti nuovi minacciano la nostra sicurezza e la nostra libertà, l'immigrazione incontrollata è certamente uno di questi.

Ma il pericolo maggiore e più recente, e ne ha parlato prima il vicepresidente Frattini, viene dal terrorismo; come coordinatore del mio gruppo nella commissione temporanea sulla CIA ho affrontato con i colleghi il problema, abbiamo cercato tutti insieme delle soluzioni. Personalmente sono giunto alla conclusione che possiamo fare molto poco e purtroppo abbiamo fatto molto poco per scoprire nuove verità, nuove responsabilità, nuovi colpevoli. E' necessario allora concentrarci sul futuro, sui mezzi e sugli strumenti per evitare che si ripetano situazioni di illegalità che espongono a maggiori rischi la nostra libertà e la nostra sicurezza.

Cosa possiamo fare? Un elemento lo trovo nell'interrogazione al Consiglio all'origine del dibattito di questa mattina, ovvero quando si parla di iniziative per rimediare alla mancanza di fiducia fra Stati membri. Questo è un punto importante, essenziale! Ci vuole un maggiore scambio di informazioni per combattere il terrorismo all'interno dell'Unione, anche con i nostri principali alleati, primi fra questi gli Stati Uniti con i quali di recente abbiamo avuto qualche problema. Uno scambio su un piano di parità e di reciproca fiducia.

Ci vuole anche un maggiore controllo sulle attività dei servizi segreti di un paese nel territorio di un altro. I servizi segreti debbono rimanere segreti per operare con efficacia, ma entro un certo limite. La nostra commissione CIA non ha poteri d'inchiesta e allora dobbiamo insistere affinché siano i parlamenti nazionali, che in molti paesi dispongono degli strumenti appropriati, a investigare su eventuali violazioni dei diritti umani, sulle minacce alla nostra sicurezza e libertà.

Spetterà poi a noi il compito di coordinare le ricerche per giungere a soluzioni compatibili sul piano europeo."

 

 

 

 

 

 

 

Nel dibattito è intervenuto, inoltre, STEFANO ZAPPALA' (PPE/DE-I) Vicepresidente Commissione Libertà pubbliche, giustizia ed Affari interni:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche quest'estate abbiamo assistito ogni giorno a sbarchi e naufragi che hanno causato e causano centinaia di morti nelle acque europee.

Il flusso di imbarcazioni che tentano di raggiungere le coste dell'Unione non accenna a diminuire, anzi aumenta. La situazione è ormai di obiettiva e vera emergenza, da affrontare in modo serio. Ancora oggi, sono tre o quattro i paesi membri che si trovano a dover fronteggiare da soli questi sbarchi. Lo abbiamo sentito e detto tante volte in quest'Aula: Malta, Italia e Spagna mettono a disposizione di tutta l'Unione le proprie forze soffrendo in totale solitudine.

E' l'Unione europea intera composta da 25 paesi - fra poco 27 - che insieme deve una volta per tutte misurarsi con l'estrema gravità della situazione. Vanno abbandonati gli egoismi nazionali! E' ora di iniziare a considerare l'emergenza immigrazione come un problema dei 25 Stati membri e non solo di quelli che per la loro posizione geografica si trovano quotidianamente a dover recuperare cadaveri in mare.

La Commissione - attraverso il Commissario Frattini, al quale obiettivamente, non solo perché è un amico, va il nostro plauso - sta predisponendo proposte concrete d'azione e sta cercando di implementare i programmi già in essere. Ma è al Consiglio che spetta la decisione di affrontare quella che già da tempo è diventata una tragedia umana. Invece, caro ministro, il Consiglio continua a prendere in giro l'Europa. E' il Consiglio che deve assumersi la responsabilità di dare un segnale forte ed efficace per rendere comunitario il problema!

A tal proposito, signor Ministro colgo occasione per rinnovare ancora una volta la richiesta che sia convocato un Consiglio straordinario "Affari interni" da svolgersi sull'isola di Malta, ovvero uno dei paesi maggiormente esposti e più in difficoltà per le sue dimensioni. Rinnovo inoltre, ancora una volta, la richiesta di discutere l'accordo di Dublino 2.

Signor Ministro, bando alle chiacchiere! L'Unione europea attraverso il Consiglio, deve dimostrare di esistere concretamente!"

 

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

 

-        Doc. A6-0192/2006 - Relazione sulla proposta di decisione quadro del Consiglio sulla protezione dei dati personali trattati nell’ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale

Il Parlamento ha adottato una relazione sulla protezione dei dati personali nel quadro della cooperazione giudiziaria e di polizia. Per tutelare i diritti fondamentali dei cittadini, chiede di limitare il ricorso e l'accesso ai dati ai soli casi in cui ciò è strettamente necessario e quando vi è un reale pericolo per la sicurezza pubblica.  I deputati sollecitano anche sanzioni penali per le infrazioni commesse da privati nella raccolta e nell'elaborazione di dati a carattere personale.

 

-        Doc. A6-0268/2006 - Risoluzione sulla proposta di decisione quadro del Consiglio relativa alla considerazione delle decisioni di condanna tra Stati membri dell'Unione europea in occasione dell'apertura di un nuovo procedimento penale

 

-        Doc. A6-0273/2006 - Risoluzione sulla richiesta di difesa dei privilegi e dell'immunità di Jannis Sakellariou

 

 

 

ISTRUZIONE

 

 

DIMENSIONE EUROPEA NELL'ISTRUZIONE E QUADRO COMUNE DELLE QUALIFICHE PROFESSIONALI

 

-        Doc. A6-0267/2006 - Relazione sulle iniziative destinate ad integrare i programmi scolastici nazionali con misure di sostegno idonee ad includere la dimensione europea

-        Doc. A6-0248/2006 - Relazione sulla creazione di un Quadro europeo delle qualifiche

Procedura: Iniziativa  - Dibattito: 25.9.2006 - Votazione: 26.9.2006

 

Il Parlamento chiede di promuovere l'accesso alle informazioni sulle istituzioni e sulle iniziative dell'UE nonché la conoscenza della storia e della cultura europei ed insiste sull'insegnamento precoce di due lingue straniere. Inoltre saluta con favore la definizione di un Quadro europeo delle qualifiche professionali, ritenendolo di «importanza cruciale» per la mobilità dei lavoratori. Ma chiede lo sviluppo di principi europei per la convalida dei processi di apprendimento informali. 

 

Adottata con 470 voti favorevoli, 55 contrari e 24 astensioni, la prima relazione sottolinea anzitutto l'esigenza che tutti i sistemi di istruzione garantiscano che, al termine del ciclo di studi secondari, gli allievi possiedano le conoscenze e le competenze necessarie ad «assumere il ruolo di cittadini e membri dell'Unione europea». Osservando quindi che le informazioni sull'Europa fornite agli alunni, agli insegnanti e agli studenti variano notevolmente da paese a paese, i deputati ritengono che occorre fare il possibile per accordarsi «su una visione comune della storia e su una comune definizione dei valori europei».

Nel sottolineare pertanto l'importanza che i vari Stati membri elaborino una definizione più chiara e uniforme del significato, dell'essenza e dell'ambito della "dimensione europea", il Parlamento sollecita il Consiglio europeo e i ministri dell'Istruzione a promuovere la dimensione europea nell'istruzione. A tale proposito, peraltro, precisa che essa «è un complemento del contenuto nazionale ma non lo sostituisce né lo surroga». Al Consiglio, inoltre, è chiesto di riconoscere i due diversi aspetti della dimensione europea. In primo luogo, l'accesso alle informazioni che riguardano l'UE, ossia le istituzioni, i metodi, le prassi e le iniziative. In secondo luogo, la conoscenza della storia comune e del patrimonio culturale dell'Europa, lo sviluppo delle competenze linguistiche e la comprensione degli eventi di attualità a livello europeo, ossia «tutti aspetti che possono integrare i programmi scolastici nazionali».

I deputati, d'altra parte, considerano che l'aspetto linguistico appaia essenziale per il rafforzamento della dimensione europea, «poiché la conoscenza delle lingue straniere è parte integrante dell'insieme delle competenze di base di un cittadino europeo tipo, che vive, studia, lavora e si sposta nell'Unione europea». Insistono quindi sulla necessità di un miglioramento continuo nell'insegnamento linguistico impartito, ad esempio, nell'ambito della sezione del programma COMENIUS relativo all'apprendimento permanente. Il Parlamento, pertanto, sollecita gli Stati membri a promuovere la diffusione del multilinguismo mediante una politica che preveda l'insegnamento di un maggior numero di lingue rispetto ai programmi attuali e «l'insegnamento in età precoce di almeno due lingue straniere nei loro programmi scolastici».

A tale proposito, peraltro, rilevano la difficoltà in alcuni Stati membri, in particolare delle persone di madrelingua inglese «a mantenere un interesse e una motivazione sufficienti per apprendere altre lingue europee e rafforzare in tal modo la comprensione reciproca e l'empatia in tutta Europa». Nel raccomandare poi lo scambio delle migliori prassi tra tutti gli Stati membri in materia di insegnamento delle lingue e l'inclusione di contenuti europei nei programmi scolastici, i deputati invitano il Consiglio a valutare se risorse utili e pertinenti come la "rete delle scuole europee", la cooperazione e l'innovazione nell'ambito dell'apprendimento e strumenti quali "L'Europa a scuola" abbiano bisogno del sostegno di risorse aggiuntive.

Occorre anche valutare se gli insegnanti abbiano ricevuto idonee direttive su come accedere alle informazioni pertinenti al fine di ampliare la dimensione europea nel contesto dell'insegnamento. E, a tale proposito, i deputati suggeriscono la promozione di corsi di formazione per insegnanti «atti ad assicurare ai tirocinanti la necessaria comprensione delle questioni europee e a porli in grado di integrare la dimensione europea nell'attività didattica volta a impartire la conoscenza della realtà nazionale e locale».

Adottando con 535 voti favorevoli, 18 contrari e 10 astensioni la seconda relazione, il Parlamento sottolinea la necessità di costruire un sistema europeo di riconoscimento delle qualifiche e delle competenze, nel rispetto delle ricchezze e delle specificità territoriali. Nel salutare con favore la creazione del Quadro europeo delle qualifiche (EQF), i deputati sostengono che il suo sviluppo «riveste un’importanza cruciale» per favorire l’occupabilità e la mobilità geografica della forza lavoro dell’UE, ma anche per promuovere la competitività e la coesione sociale. Sono poi del parere che l'EQF deve contribuire ad una maggiore trasparenza nel campo del riconoscimento delle qualifiche acquisite e dell'equivalenza di quelle da acquisire, e promuovere il miglioramento dei sistemi di istruzione generali e professionali onde accrescere anche in tal modo le opportunità occupazionali.

Il Quadro europeo delle qualifiche (EQF) mira a collegare i quadri di riferimento a livello nazionale e settoriale, ad assicurare il riconoscimento, la comparabilità e il trasferimento delle qualifiche relative all’istruzione e alla formazione professionale e ad incrementare la trasparenza, la permeabilità e la mobilità. L’EQF è costituito da otto livelli verticali (livelli di riferimento) connessi a tre ambiti orizzontali (conoscenze, abilità e competenze conseguite sul piano personale e professionale), in modo da poter meglio classificare gli individui in base ai risultati d’apprendimento.

Il Parlamento osserva che, in linea di principio, l'EQF sarà inizialmente attuato su base volontaria e senza comportare obblighi giuridici. Inoltre, ritiene che l'organizzazione e la convalida della formazione lungo tutto l'arco della vita sia di competenza degli Stati membri, e che «l'EQF può difficilmente intervenire sulla questione». Tuttavia, a suo parere, esso rappresenta uno «stimolo al cambiamento» e «uno strumento di supporto per le riforme ai pertinenti livelli» nonché «un fattore atto a favorire la trasparenza e la corrispondenza fra le certificazioni rilasciate a livello nazionale e settoriale».

Per i deputati, inoltre, l’EQF costituisce uno strumento utile per migliorare e consolidare la fiducia reciproca tra i diversi sistemi e, pertanto, ne sostengono pienamente gli obiettivi. D’altra parte, pur condividendo, l’impianto del sistema, invitano la Commissione a precisare meglio il rapporto tra i livelli di qualificazione, la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali e i dispositivi di validazione dell’apprendimento non formale e informale già esistenti o in fase di attuazione a livello nazionale e regionale. Ritengono inoltre che gli otto livelli di riferimento EQF proposti debbano essere «riveduti e migliorati», mentre i descrittori devono essere formulati in modo più conciso e più facilmente comprensibile. E’ anche necessario porre l'accento sulla chiara distinguibilità dei vari livelli di riferimento, per consentire un chiaro inquadramento delle qualifiche.

E’ poi rilevato che uno dei compiti principali dell'EQF deve consistere nell'agevolare e nel promuovere il trasferimento delle qualifiche tra i vari sistemi di istruzione e formazione, per rendere possibile la mobilità professionale da uno Stato all'altro e rispondere più efficacemente alle caratteristiche della domanda/offerta del mercato del lavoro europeo. Facendo proprio un emendamento proposto dai Verdi, i deputati si compiacciono inoltre del fatto che, attraverso la Strategia di Lisbona, si ponga un forte accento sulla formazione permanente sul luogo del lavoro e, pertanto, anche sul riconoscimento di qualifiche che si acquisiscono nel luogo di lavoro.

Il Parlamento chiede poi che siano maggiormente promossi e sostenuti i principi comuni europei per l'identificazione e la convalida dei processi di apprendimento non formali ed informali nel quadro dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita (principalmente per le materie tecnologico-scientifiche), «tenendo conto delle peculiarità dei vari settori professionali, delle regioni e degli Stati». I deputati sono infatti dell’avviso che l’obbligo di rispettare una serie di principi comuni «sia un importante elemento» affinché la cooperazione fra gli attori operanti a diversi livelli «abbia successo».

 

 

Nel dibattito è intervenuto, in qualità di relatore per parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, STEFANO ZAPPALA' (PPE/DE-I) Vicepresidente Commissione Libertà pubbliche, giustizia ed Affari interni:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, la strategia di Lisbona si propone di accelerare il processo di modernizzazione dei sistemi europei di istruzione e di formazione per poter fare dell'economia europea l'economia più competitiva del mondo entro il 2010.

Una maggiore mobilità del mercato del lavoro e un efficace sistema di apprendimento permanente ne costituiscono le condizioni fondamentali ed irrinunciabili. La mancanza di comunicazione e di cooperazione tra le autorità nazionali e tra i sistemi formativi a vari livelli ostacolano un uso efficiente delle competenze e delle conoscenze già acquisite. Occorre per questo favorire una certa permeabilità fra i sistemi di istruzione e di qualifica dei diversi Stati membri.

Come ha accennato il Commissario, per certi aspetti, tramite la direttiva 36 sul riconoscimento delle qualifiche professionali, di cui io sono stato relatore, è già stato avviato un lavoro il quale trova nella creazione di un quadro europeo delle qualifiche la sua naturale integrazione e continuazione. Tale lavoro costituirà lo strumento per migliorare e consolidare la fiducia reciproca tra i diversi sistemi, favorendo la mobilità e la formazione lungo tutto l'arco della vita. Esso dovrà offrire una struttura flessibile e facilmente integrabile con le corrispondenti strutture nazionali, rispettando nel contempo le diverse specificità. Dovrà assicurare il riconoscimento, la compatibilità e il trasferimento delle qualifiche relative all'istruzione e alla formazione professionale, come giustamente sostiene l'onorevole Mann.

Questo significherà incrementare e migliorare lo scambio di informazioni in termini di titoli, qualifiche, certificazione ed esperienze professionali riconosciute nei paesi membri.

Allo stato attuale però, così come è concepito nella proposta della Commissione, il quadro europeo delle qualifiche non risulta del tutto chiaro, occorre renderlo più comprensibile rivedendo alcuni aspetti che ora appaiono slegati. Suggeriamo dunque alla Commissione di rivedere e riformulare la proposta, mantenendone tuttavia gli obiettivi."

 

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

 

-        Doc. A6-0255/2006 - Relazione sulla proposta di raccomandazione relativa alla mobilità transnazionale nella Comunità a fini di istruzione e formazione: La Carta europea di qualità per la mobilità

 

-        Doc. A6-0262/2006 - Relazione sulla proposta di raccomandazione relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente

Il Parlamento sostiene la "Carta europea di qualità per la mobilità", ma insiste sulla necessità di migliorare l'informazione dei cittadini in merito alle opportunità offerte e sottolinea l'importanza delle competenze linguistiche. L'Aula raccomanda di collegare i sistemi di istruzione e formazione alle politiche occupazionali e sociali e chiede che sia attribuita particolare attenzione ai gruppi che - per motivi personali, sociali, culturali e economici - patiscono un deficit di competenze.

 

 

 

 

POLITICA REGIONALE

 

 

VIA LIBERA AGLI ORIENTAMENTI STRATEGICI SULLA COESIONE

Doc. A6-0281/2006

 

Raccomandazione sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione

Procedura: Parere conforme - Dibattito: 26.9.2006 - Votazione: 27.9.2006

 

A larga maggioranza, il Parlamento ha concesso il proprio parere conforme sulla proposta di decisione del Consiglio che stabilisce gli orientamenti strategici per la coesione economica, sociale e territoriale.

 

Lo scopo di questi orientamenti è di definire un contesto indicativo per l’intervento del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo sociale europeo e del Fondo di coesione, tenendo conto delle altre politiche comunitarie pertinenti, al fine di promuovere uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile della Comunità. Adottando con 575 voti favorevoli, 40 contrari e 37 astensioni la raccomandazione, il Parlamento ha concesso il parere conforme.

Un primo orientamento mira a rendere l'Europa e le sue regioni più attraenti per gli investimenti e l'occupazione. Si tratterà quindi di potenziare le infrastrutture di trasporto, rafforzare le sinergie tra tutela dell'ambiente e crescita e affrontare l'uso intensivo delle fonti energetiche tradizionali.

Riguardo all'obiettivo di promuovere la conoscenza e l'innovazione a favore della crescita, l'accento è posto sull'aumento e sul miglior utilizzo degli investimenti nella ricerca, sulla promozione dell'imprenditorialità, sull'accesso alla società dell'informazione per tutti e sul miglioramento dell'accesso al credito.

L'orientamento relativo a posti di lavoro migliori e più numerosi, insiste sulla necessità che un maggior numero di persone arrivi e rimanga sul mercato del lavoro e sulla modernizzazione dei sistemi sociali. Ma anche sul miglioramento dell'adattabilità dei lavoratori e delle imprese e sulla flessibilità del lavoro nonché sull'aumento degli investimenti nel capitale umano, migliorando l'istruzione e le competenze. Inoltre occorre migliorare la capacità amministrativa e contribuire a mantenere in buona salute la popolazione attiva.

 

Nel dibattito è intervenuto FRANCESCO MUSOTTO (PPE/DE-I):

 

"Le statistiche mostrano che tra il 1988 ed il 2001 il divario tra le regioni più povere e la media UE si é ridotto di un sesto proprio grazie ai risultati raggiunti dalla politica di coesione.

Il 2005 é stato un anno record per la politica di coesione in termini di risorse investite, con un totale di 38.3 miliardi di euro impegnati nel Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, nel Fondo Sociale Europeo, nel Fondo di coesione e nel Fondo per le politiche di preadesione riservato ai paesi candidati.

Nello stesso anno la riforma della politica regionale dell'UE ha ottenuto notevoli risultati, tra i quali il suo ufficiale riconoscimento a strumento della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione.

Per il periodo 2007-2013, una recente ricerca indica che la crescita aggiuntiva del PIL dei nuovi Stati membri sarà dell'ordine del 7-12% circa e che potrebbero essere creati 2.5 milioni di posti di lavoro.

I nuovi orientamenti strategici approvati oggi in aula concentrano maggiormente l'attenzione sulla crescita, indicando che in futuro la politica di coesione dovrà porre accento sulla società della conoscenza e dell'informazione, sull'imprenditoria, sull'ambiente e sull'occupazione, al fine di promuovere uno sviluppo ancora più equilibrato e sostenibile della Comunità."

 

 

 

PESCA

 

 

PIÙ TUTELE PER I PESCATORI COSTIERI

Doc. A6-0266/2006

 

Relazione sul miglioramento della situazione economica nell'industria della pesca

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 27.9.2006 - Votazione: 28.9.2006

 

Il Parlamento critica duramente la comunicazione della Commissione relativa al miglioramento della situazione economica nell'industria della pesca. Chiede quindi misure di sostegno per far fronte all'aumento del prezzo dei carburanti e l'aumento del massimale degli aiuti "de minimis". Sollecita poi un programma UE di sostegno alla piccola pesca costiera e artigianale, aiuti alla commercializzazione dei prodotti e il rafforzamento della lotta alla pesca di frodo.

 

Con 497 voti favorevoli, 55 contrari e 19 astensioni, il Parlamento ha adottato la relazione d'iniziativa che anzitutto lamenta la presentazione tardiva della comunicazione della Commissione sulle strategie volte a migliorare la situazione economica dell’industria della pesca. Sottolinea inoltre «la mancanza di ambizione dimostrata», visto che le proposte avanzate «sono insufficienti e alcune addirittura inadeguate di fronte alle dimensioni e alla gravità della crisi che il settore sta attraversando». I deputati deplorano anche l'esistenza di una politica che, «approfittando del deterioramento socioeconomico del settore dovuto all'aumento vertiginoso del prezzo del carburante», è volta «a promuovere lo smantellamento e la cessazione definitiva d'attività delle imbarcazioni». Ritengono poi che le misure presentate «non contemplino un'effettiva dimensione socioeconomica» e siano invece misure «che non tengono conto delle conseguenze della loro attuazione sugli equipaggi dei pescherecci».

Il Parlamento, inoltre, deplora che, nell'ambito degli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione, la Commissione continui ad ostacolare l'eventuale concessione di indennità compensative e di aiuti di funzionamento. Insiste quindi sulla necessità di adottare misure immediate e concrete per ridurre l'elevata instabilità dei prezzi del carburante per il settore, segnatamente attraverso l'istituzione di misure di sostegno ai relativi costi. Chiede pertanto la creazione di un fondo di garanzia a compartecipazione comunitaria, che garantisca la stabilità del prezzo del carburante nonché la concessione di un'indennità transitoria alle imprese interessate del settore. I deputati chiedono poi alla Commissione di valutare le proposte del settore riguardo alla creazione di un quadro per la concessione di agevolazioni fiscali, al fine di garantire la competitività della flotta dell'UE che opera al di fuori delle acque comunitarie e che deve competere sugli stessi mercati con le flotte di paesi terzi i cui costi possono essere più del 300% inferiori a quelli delle navi comunitarie

Esprimendo poi la sua delusione per la normativa recentemente annunciata dalla Commissione, che porta a soli 30.000 euro in tre anni il massimale degli aiuti "de minimis" per il settore della pesca, il Parlamento ricorda le insistenti richieste del settore e delle amministrazioni di numerosi Stati membri, intese ad aumentare tali aiuti portandoli a 100.000 euro. Inoltre, deplora «la mancanza di lungimiranza» con cui il FEP gestisce gli aiuti destinati alla sostituzione dei motori che renderà «praticamente impossibili» alcune prassi di pesca, potrà incidere sulla sicurezza e favorire nel contempo un aumento delle frodi attraverso notifiche in difetto della potenza. Ribadisce quindi la necessità che il FEP continui a concedere aiuti per il rinnovo e l'ammodernamento dei pescherecci soprattutto per la piccola pesca costiera e artigianale, nonché per la sostituzione di imbarcazioni aventi più di 20 anni che non operano più in condizioni di sicurezza.

In proposito, peraltro, il Parlamento sollecita la Commissione «a riconoscere la specificità della piccola pesca costiera e della pesca artigianale» nell'ambito della PCP e ad analizzare in che misura gli attuali strumenti siano adeguati per rispondere alle esigenze del settore, adattandoli di conseguenza. L'Esecutivo dovrebbe quindi presentare una proposta volta a istituire un programma comunitario di sostegno alla piccola pesca costiera e alla pesca artigianale, «che aiuti a coordinare le azioni e canalizzi i finanziamenti di altri strumenti esistenti per rispondere ai problemi specifici di questo segmento del settore».

Nel sottolineare la necessità di una revisione ambiziosa della OCM per migliorare la commercializzazione del pesce e dei prodotti della pesca e aumentarne il valore aggiunto, i deputati considerano essenziale che i pescatori siano coinvolti più direttamente nella trasformazione e commercializzazione, al fine di potenziare la loro base di guadagno e migliorare i livelli di vita. La Commissione è quindi sollecitata a presentare proposte di revisione della OCM dei prodotti della pesca in questa direzione, segnatamente introducendo meccanismi che migliorino il prezzo della prima vendita e promuovano una distribuzione giusta e adeguata del valore aggiunto sulla catena di valori. Il Parlamento, inoltre, ritiene importante valutare l'adozione di altre forme d'intervento analoghe ai prezzi di garanzia o alle aliquote massime sui profitti, al fine di assicurare una migliore distribuzione del valore aggiunto e ridurre i margini degli intermediari.

Nel sottolineare poi la necessità che i Fondi strutturali contribuiscano all'ammodernamento e alla creazione delle infrastrutture di commercializzazione per il settore della pesca, il Parlamento sollecita la Commissione a studiare meccanismi, come gli aiuti al consumo, per promuovere la commercializzazione di prodotti trasformati della pesca, aventi un maggiore valore aggiunto, in particolare le conserve, e la esorta ad assicurare la promozione esterna dei prodotti comunitari della pesca, come le conserve, in particolare finanziandone la diffusione nell'ambito di esposizioni e fiere internazionali. La Commissione dovrebbe anche prendere misure affinché ai prodotti della pesca importati, commercializzati sul mercato interno, siano applicati gli stessi requisiti previsti per i prodotti della pesca comunitari.

Ribadendo la richiesta alla Commissione di adottare un approccio integrato per le misure di protezione dell'ambiente marino e la ricostituzione degli stock ittici, i deputati mettono in evidenza la necessità di istituire un quadro regolamentare per azioni intese ad adeguare lo sforzo di pesca alle risorse disponibili, con particolare riferimento al problema delle navi di grandi dimensioni, dotate di attrezzi imponenti che pescano in piccoli bacini. A loro parere, inoltre, tutte le misure di ricostituzione delle risorse alieutiche debbono essere prese con il coinvolgimento dei pescatori e basate sulla ricerca scientifica nel settore della pesca. Alla Commissione è poi chiesto di operare una distinzione tra tecniche di pesca e uso delle stesse. Infatti, la pratica di determinate tecniche di pesca, ritenute nocive su scala industriale, «può inserirsi nel quadro di una pesca sostenibile per le attività artigianali e permettere quindi la conservazione di comunità di pescatori attualmente destinate a scomparire».

La relazione, infine, ritiene indispensabile che siano prese misure per rafforzare la lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata e chiede agli Stati membri di rafforzare i loro meccanismi di controllo. Sono necessari maggiori controlli alle frontiere dell'Unione europea per impedire l'importazione di pesce catturato illegalmente.

 

L'assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Doc. A6-0263/2006 - Relazione sull'applicazione del regolamento (CE) n. 1185/2003 del Consiglio relativo all'asportazione di pinne di squalo a bordo dei pescherecci

Il Parlamento sollecita la Commissione a vigilare affinché gli Stati membri rispettino l'obbligo di effettuare i dovuti controlli sui pescherecci che usano asportare le pinne dagli squali catturati. Inoltre, raccomandando alla Commissione di non proporre alcun aumento del rapporto pinne/carcassa, chiede una modifica della normativa che affronti le difficoltà di applicazione originate dalla disposizione sullo sbarco di pinne e carcasse in porti separati.

-        Doc. A6-0265/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un piano di gestione per le attività di pesca relative agli stock di passera di mare e sogliola nel Mare del Nord

-        Doc. A6-0271/2006 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo in forma di scambio di lettere relativo alla proroga del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo tra la Comunità economica europea e il governo della Repubblica di Guinea Bissau sulla pesca al largo della Guinea Bissau per il periodo dal 16 giugno 2006 al 15 giugno 2007

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

 

 

FORZE ONU E AIUTI UMANITARI IN DARFUR

Docc. B6-0512, 0513, 0514, 0515, 0517, 0519/2006

 

Risoluzione comune sulla situazione nel Darfur

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 27.9.2006 - Votazione: 28.9.2006

 

L'Aula ha adottato una risoluzione comune che chiede al governo sudanese di accettare la presenza di forze di pace dell'ONU sul proprio territorio per garantire la sicurezza della popolazione. Il Parlamento condanna inoltre le violazioni del cessate il fuoco e, chiedendo all'UE di adoperarsi per porre fine all'impunità, minaccia sanzioni in caso di inadempienza. I deputati chiedono anche l'aumento degli aiuti umanitari.

 

Il Parlamento, anzitutto sollecita il governo sudanese ad accettare la presenza di una forza di pace delle Nazioni Unite nel Darfur poiché il Sudan «è venuto meno alla "responsabilità di proteggere" il proprio popolo». Inoltre esige dalle autorità sudanesi che non soltanto si astengano dal porre ostacoli allo spiegamento e alle attività della missione delle Nazioni Unite nel Darfur, ma che creino le condizioni necessarie all'efficace intervento di tale missione. E, in proposito, ammonisce «che qualsiasi inadempienza da parte delle autorità sudanesi darà luogo a sanzioni». I deputati chiedono poi alla Cina e alla Russia di contribuire positivamente agli sforzi dell'ONU per rendere possibile il dispiegamento della forza di pace e di «fare buon uso del loro ruolo nella regione per facilitare il dispiegamento di tale contingente e prevenire scontri sanguinosi». Ma il Parlamento invita anche la Lega araba «a desistere dal proprio atteggiamento connivente verso la persistente intransigenza del Sudan circa la presenza di una forza di pace dell'ONU».

Per il Parlamento, l'UE dovrebbe chiedere l'urgente applicazione sul territorio del Darfur della zona di esclusione aerea deliberata dal Consiglio di sicurezza dell'ONU con la risoluzione 1591. Inoltre, condanna il perdurare delle violazioni del cessate il fuoco da parte di tutti i belligeranti e, in particolare, «le violenze ai danni della popolazione civile e gli attacchi contro l'assistenza umanitaria». D'altra parte, prendendo atto del mandato della Missione dell'Unione africana nel Sudan (AMIS) sino alla fine dell'anno, i deputati sottolineano l'urgente necessità di rafforzare il mandato e i compiti di tale forza e di garantirne un finanziamento e un supporto logistico e materiale sufficienti.

Chiede poi all'UE e agli altri attori internazionali di lavorare concretamente con le Nazioni Unite e l'Unione africana per far sì che le forze di pace nel Darfur «abbiano la capacità di reagire prontamente alle violazioni del cessate il fuoco o alle provocazioni, da qualsiasi parte esse provengano». L'UE, gli Stati Uniti e gli altri attori internazionali sono inoltre sollecitati a imporre sanzioni a qualsiasi parte, compreso il governo, che violi il cessate il fuoco o attacchi la popolazione civile, le forze di pace o gli operatori umanitari. Occorre anche che si adoperino «con ogni mezzo» per contribuire a porre fine allo stato di impunità, dando esecuzione al regime sanzionatorio del Consiglio di sicurezza.

Infine, il Parlamento chiede a tutte le parti, in particolare al governo del Sudan, di garantire «l'accesso pieno, sicuro e incondizionato» del personale umanitario a tutte le persone in difficoltà nel Darfur e di assicurare la fornitura di assistenza umanitaria, in particolare agli sfollati interni e ai rifugiati. L'aiuto umanitario della comunità internazionale dovrebbe inoltre aumentare «in misura significativa» per i quasi 3 milioni di persone «che sono totalmente dipendenti dagli aiuti internazionali per la fornitura di cibo, rifugio e cure mediche».

 

Nel dibattito è intervenuto MARIO MAURO (PPE/DE-I) Vicepresidente del Parlamento Europeo:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento ha lo scopo di far cadere l'ultimo velo d'ipocrisia sull'atteggiamento del governo di Kartum.

Nel 2000, con i membri di questo Parlamento presenti nell'assemblea ACP, abbiamo condotto una missione in Sudan e con la collega Kinnock abbiamo avuto la possibilità di parlare con Ibn Al-Turabi, allora in prigione, il vecchio compagno d'armi di Omar al Bashir, uno degli uomini di riferimento del fondamentalismo islamico del Sudan, uno degli uomini che aveva organizzato l'ospitalità in Sudan di Osama Bin Laden.

E lui ci ha detto a chiare lettere fin da allora, fin dal 2000, in cosa consisteva la strategia di "arabizzazione" del governo di Kartum. Una strategia di arabizzazione, e lo dico non a caso, quindi non di islamizzazione, ma di arabizzazione di una parte in cui vivevano, a detta di molti documenti ufficiali del governo sudanese, le cosiddette "scimmie del Darfur", cioè gli abitanti del Darfur.

Ebbene, prendere coscienza di questo per l'Europa, significa oggi una volta di più non semplicemente chiedere e stare al gioco del governo di Kartum, per interporsi tra ipotetiche parti in causa: non ci sono parti in causa, non c'è guerra civile nel Darfur, ci sono solo assassini e vittime. Ci sono solo assassini legati a doppio filo ai loro mandanti di Kartum, attraverso i quali viene perseguita un'ideologia folle che rischia non più di portarci al genocidio, ma di ratificare un genocidio in atto da moltissimo tempo.

Per questo è indispensabile che, attivando provvedimenti urgenti come quelli prima descritti dalla collega Carlotti, le Istituzioni europee possano affiancare con forza quanti hanno a cuore la vita di una generazione."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Doc. A6-0270/2006 - Risoluzione su "Cooperare di più, cooperare meglio: il pacchetto 2006 sull'efficacia degli aiuti dell'UE"

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

 

AFFARI ECONOMICI E MONETARI

-        Doc. A6-0275/2006 - Relazione sul Libro bianco della Commissione sui servizi di interesse generale

I servizi d'interesse generale sono importanti per la coesione socio-economica e contribuiscono alla competitività dell'UE. Il Parlamento sollecita però una chiara distinzione tra i servizi di natura economica e gli altri e più certezza giuridica per quelli sanitari. Chiedendo di evitare armonizzazioni incompatibili con le diverse situazioni degli Stati membri, ritiene che la tutela dell'interesse generale non dev'essere un pretesto per chiudere i mercati dei servizi ai fornitori internazionali.

-        Doc. A6-0277/2006 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che estende agli Stati membri non partecipanti l'applicazione della decisione 2006/…/CE che modifica e proroga la decisione 2001/923/CE che istituisce un programma di azione in materia di scambi, assistenza e formazione per la protezione dell'euro contro la contraffazione monetaria (programma "Pericle")

-        Doc. A6-0276/2006 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che modifica e proroga la decisione 2001/923/CE che istituisce un programma di azione in materia di scambi, assistenza e formazione per la protezione dell'euro contro la contraffazione monetaria (programma "Pericle")

 

AMBIENTE

-        Doc. A6-0234/2006 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa

Il Parlamento ha adottato a larghissima maggioranza una relazione sulla proposta di direttiva relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa. I deputati chiedono obiettivi generalmente più ambiziosi nella lotta contro l'inquinamento atmosferico ma, d'altra parte, auspicano concedere un margine di manovra più ampio agli Stati membri che incontrano difficoltà a rispettare una legislazione più rigorosa.

-        Doc. A6-0233/2006 - Relazione sulla strategia tematica sull'ambiente urbano

-        Doc. A6-0235/2006 - Relazione sulla strategia tematica sull'inquinamento atmosferico

Adottando due relazioni d'iniziativa, il Parlamento chiede obiettivi più ambiziosi e la definizione urgente di misure per ridurre l'inquinamento atmosferico. Sollecitando la promozione di trasporti pubblici e mezzi più ecologici, i deputati vedono con favore una tassa sulla congestione del traffico e incentivi alla rottamazione. E' poi chiesto di recuperare i centri storici e di aumentare gli spazi verdi ma anche di subordinare gli aiuti agricoli alla riduzione delle emissioni di ammoniaca.

 

CONTROLLO BILANCI

-        Doc. A6-0280/2006 - Seconda relazione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2004

L'Aula ha adottato una relazione che, nel sostenere il discarico del bilancio 2004, riserva un'attenzione particolare alla politica immobiliare del Parlamento, affronta anche il tema del fondo pensionistico integrativo dei deputati e chiede la definizione di uno statuto degli assistenti parlamentari. Sul caso dei canoni d'affitto, la relazione non rileva atti illeciti e, sottolineando il comportamento «inelegante» della Città di Strasburgo, approva l'acquisto degli edifici nella capitale alsaziana.

 

RICERCA E INNOVAZIONE

-        Doc. A6-0216/2006 - Relazioni su nanoscienze e nanotecnologie: un piano d'azione per l'Europa 2005-2009

Il Parlamento sottoscrive il piano d'azione volto a promuovere le nanoscienze e le nanotecnologie in Europa. Notando i vantaggi della loro applicazione, chiede finanziamenti e infrastrutture adeguati e un rafforzamento della formazione scientifica. Ma sollecita anche la protezione della proprietà intellettuale e nuove norme sui brevetti. Sottolineando poi l'importanza di uno sviluppo etico di queste tecnologie, chiede di sensibilizzare il pubblico sulle «grandissime opportunità» che offrono.

-        Doc. B6-0511/2006 - Risoluzione sullo stato di avanzamento del programma Galileo

Il Parlamento considera strategico il programma Galileo pertanto, in una risoluzione comune approvata dalla Plenaria, chiede di garantirne il progresso anche attraverso nuovi strumenti giuridici e procedurali. Sollecita anche il rispetto delle scadenze e chiede quindi di garantire che non si registrino ulteriori ritardi nella sua realizzazione.

 

AGRICOLTURA

-        Doc. A6-0253/2006 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CEE) n. 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all’indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari

Il Parlamento chiede un rafforzamento delle disposizioni transitorie sulle importazioni di prodotti biologici, soprattutto sul fronte dei controlli, per tutelare i produttori europei dalla concorrenza sleale e proteggere i consumatori.

 

COMMERCIO INTERNAZIONALE

-        Doc. A6-0254/2006 - Risoluzione sulle prospettive delle donne nel commercio internazionale

-        Doc. A6-0256/2006 - Risoluzione sulle relazioni economiche e commerciali dell'Unione europea con l'India

 

BILANCI

-        Doc. A6-0284/2006 - Risoluzione sul progetto di bilancio rettificativo n. 4/2006 dell'Unione europea per l'esercizio finanziario 2006 sezione III - Commissione

-        Doc. A6-0283/2006 - Risoluzione sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2006 dell'Unione europea per l'esercizio 2006, sezione III - Commissione, sezione VIII, parte B - Garante europeo della protezione dei dati

 

VARIE

-        Doc. A6-0300/2006 - Risoluzione legislativa relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma comunitario per l'occupazione e la solidarietà sociale - PROGRESS

-        Doc. A6-0264/2006 - Risoluzione sui media e lo sviluppo

 

 

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

BRUXELLES  -  MINISESSIONE  11 - 12 OTTOBRE 2006

 

 

 

 

FERMA CONDANNA DEL PARLAMENTO AL TEST NUCLEARE

IN COREA DEL NORD

 

 

Dichiarazioni dell'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, e della Commissione - Test nucleare della Corea del Nord

Dibattito: 11.10.2006

 

Nel corso di un dibattito in Aula, tutti i deputati hanno condannato il test nucleare della Corea del Nord, ritenendo che rappresenta una minaccia alla sicurezza e alla stabilità internazionale. Nel sollecitare una soluzione negoziale alla crisi, è stato anche sottolineato che eventuali sanzioni non devono colpire la popolazione. Dubbi sono stati sollevati circa l'efficacia del trattato di non proliferazione e l'Alto Rappresentante, Javier Solana, ne ha auspicato una revisione.

 

Dichiarazione dell'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune

Javier Solana ha anzitutto sottolineato che i dati a disposizione non consentono di affermare con certezza che vi sia stato effettivamente un test nucleare ma che, tuttavia, ciò è molto probabile. Ha quindi condannato l'atto «irresponsabile» del governo nordcoreano che, ha aggiunto, rappresenta una minaccia a livello regionale e una mossa ostile alla sicurezza nel mondo che potrebbe avere conseguenze sulla corsa agli armamenti. L'Alto Rappresentante ha poi voluto sottolineare l'atteggiamento «fermo e allo stesso tempo sereno» assunto dall'UE e dalla comunità internazionale e, in particolare, dalla Corea del Sud, dalla Cina e dalla Russia. Ha anche osservato che il test nucleare ha avuto luogo in concomitanza con il viaggio del nuovo Primo Ministro giapponese in Cina e Corea del Sud.

Per "Mister PESC", inoltre, la minaccia nordcoreana alla sicurezza mondiale si manifesta anche nella produzione e nell'esportazione - «forse anche illegale» - di missili convenzionali. Ha quindi deplorato che il governo della Corea del Nord spende milioni di dollari  in una «corsa al nucleare inutile allo sviluppo e al benessere dei cittadini» che, invece, soffrono la fame. L'Alto Rappresentante ha poi notato il comportamento corretto dell'ONU e la disponibilità della Cina ad approvare una risoluzione chiara ed efficace per frenare la proliferazione nucleare. Ha quindi concluso affermando la volontà dell'UE di seguire attentamente l'evolversi della situazione.

 

Dichiarazione della Commissione

Per Benita Ferrero-Waldner il test nucleare rappresenta solo l'ultima delle sfide lanciate dalla Corea del Nord alla comunità internazionale, accrescendone l'isolamento. Questa escalation, ha aggiunto, è anche una «provocazione» volta a mettere alla prova l'unità della comunità internazionale. Sottolineando poi la risposta rapida e risoluta dell'UE, ha voluto anche ricordare che l'Europa ha fornito, dal 1995, ben 345 milioni di euro di assistenza umanitaria e che, come in passato, continuerà a svolgere il proprio compito. La popolazione, infatti, patisce già abbastanza sofferenze a causa del «terribile regime» che la governa e l'UE non dovrebbe quindi provarla ulteriormente.

Per la commissaria, la comunità internazionale deve agire nei confronti della Corea del Nord al fine di «svelare l'atteggiamento paranoico» del suo leader e, in tale contesto, ha sottolineato che il nuovo Segretario generale dell'ONU - un sudcoreano - «è forse la persona migliore». Ha quindi riaffermato il proprio sostegno al multilateralismo ed ha auspicato che i membri europei del Consiglio di Sicurezza difendano la posizione dell'UE in merito a una risoluzione «chiara e univoca».

 

 

 

AFFARI ECONOMICI E MONETARI

 

 

PROFESSIONI: STOP ALLE TARIFFE MINIME

A6-0272/2006

 

Relazione sul seguito alla relazione sulla concorrenza nei servizi professionali

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 11.10.2006 - Votazione: 12.10.2006

 

Il Parlamento sollecita il superamento dell'obbligatorietà di tariffe fisse o minime e del divieto di contrattare compensi nei servizi professionali e chiede l'eliminazione degli ostacoli alla concorrenza ingiustificati. I deputati, inoltre, appoggiano un'autoregolamentazione che non danneggi i consumatori o l'interesse generale e chiedono l'adozione di un codice di condotta dei prestatori di servizi.  Le regolamentazioni speciali nel campo della pubblicità devono limitarsi a casi eccezionali.

 

Adottando la relazione con 534 voti favorevoli, 62 contrari e 9 astensioni, il Parlamento sostiene che i servizi rappresentano il «principale motore della crescita nell'UE» ed hanno un ruolo importante da svolgere nel miglioramento della competitività dell'economia europea. Nel fare poi riferimento alla relazione Kok che sottolineava l'importanza di liberalizzare i mercati e sopprimere la regolamentazione non necessaria, afferma che «gli sforzi di riforma devono includere i servizi professionali», in quanto settore chiave dell'economia europea.

D'altra parte, precisa che spetta allo Stato membro decidere se disciplinare le professioni in modo diretto mediante norme nazionali oppure consentire l'autoregolamentazione da parte degli organismi professionali. In ogni caso, ritiene che «la priorità fondamentale» della riforma dev'essere quella di assicurare un più ampio e agevole accesso dei consumatori, garantendo nel contempo la qualità e il contenimento del costo di questi servizi.

La relazione, inoltre, plaude al dialogo fra la Commissione, gli Stati membri e le associazioni di categoria dei prestatori di servizi professionali, finalizzato ad eliminare gli ostacoli alla concorrenza «che non sono giustificati o che nuocciano all'interesse generale» nonché le regole «che sono contrarie agli interessi dei consumatori e, in ultima istanza, degli stessi prestatori». Invita quindi i partecipanti al processo di riforma a proseguire in modo costruttivo.

D'altra parte, facendo proprio un emendamento avanzato dal PPE/DE, il Parlamento riconosce il diritto di emanare regolamentazioni legate a peculiarità tradizionali, geografiche e demografiche e, in tale contesto, sottolinea «che si deve optare per le regole che limitano il meno possibile la concorrenza. Tuttavia, sostiene anche che resta ferma «la necessità di portare avanti il processo di riforma» nell'ambito del vigente sistema «per contribuire al conseguimento degli obiettivi di Lisbona». Fa poi notare che la suddivisione della tutela normativa a seconda delle diverse categorie di consumatori «trascura la circostanza che le regolamentazioni devono la loro legittimazione al fatto che nella prestazione di servizi professionali possono verificarsi esternalità e che taluni servizi professionali possono essere considerati beni pubblici».

Facendo proprio un emendamento proposto dal PSE, il Parlamento sostiene che l'obbligatorietà di tariffe fisse o minime e il divieto di contrattare compensi legati al risultato raggiunto «potrebbero essere di ostacolo alla qualità del servizio per i cittadini e alla concorrenza». Invita quindi gli Stati membri a superare questi vincoli «con misure meno restrittive e più adeguate al rispetto dei principi di non discriminazione, necessità e proporzionalità», attivando meccanismi di consultazione con tutti le parti interessate.

Con un solo voto di scarto (279 voti favorevoli, 280 contrari e 46 astensioni), il Parlamento ha respinto un emendamento del PSE con il quale si affermava che i requisiti stabiliti da molti Stati membri in materia di registrazione presso organismi, associazioni e camere professionali sono accettabili «solo se utili a tutelare l'interesse pubblico» e devono essere rifiutati se sono basati «su pratiche discriminatorie». L'emendamento respinto sottolineava poi che detti organismi, associazioni e camere «dovrebbero standardizzare e semplificare le condizioni per la certificazione con l'obiettivo costante di fornire ai consumatori servizi accessibili e di alta qualità».

Nell'invitare poi la Commissione a garantire il rispetto effettivo, nel settore delle libere professioni, delle norme del trattato in materia di tutela della concorrenza e di mercato interno, i deputati ritengono che l'autoregolamentazione o la regolamentazione efficiente e trasparente dei prestatori di servizi professionali «sia un mezzo idoneo a soddisfare le esigenze della strategia di Lisbona». A loro parere, infatti, ciò consente di valutare in anticipo le conseguenze degli interventi, di controllarne l'impatto e, se necessario, di modularle. Gli Stati membri, d'altra parte, dovrebbero avere la responsabilità di controllare la portata dell'autoregolamentazione nazionale «per impedire che essa danneggi gli interessi dei consumatori o il perseguimento dell'interesse generale».

Il Parlamento, in seguito, sottolinea l'idea che «si può rinunciare in larga misura alle regolamentazioni speciali nel campo della pubblicità» e che, in futuro, «esse andranno limitate a casi eccezionali debitamente giustificati». I deputati, sostengono infatti che la riduzione della regolamentazione deve puntare a consentire ai professionisti di informare gli utenti sui servizi da essi offerti, attraverso la pubblicità, e a fornire ai consumatori informazioni sulle loro qualifiche e specializzazioni professionali e sulla natura e il costo dei servizi offerti. Ritengono inoltre importante «rafforzare gli standard etici e la protezione dei consumatori nell'ambito dei servizi professionali» e, in proposito, sostengono l'adozione di codici di condotta da parte dei prestatori di servizi professionali, da elaborare con la partecipazione di tutti i soggetti interessati.

Per il Parlamento, inoltre, è necessario eliminare le restrizioni alle possibilità di collaborazione e favorire l'avviamento dei prestatori di servizi interprofessionali al fine di garantire il rafforzamento delle imprese di medie e piccole dimensioni e una maggiore capacità d'innovazione e competitività dei servizi professionali. Gli Stati membri, d'altra parte, sono invitati a garantire accesso e mobilità nell'ambito dei servizi professionali e ad agevolare il passaggio dalla formazione universitaria e post-universitaria alle professioni.

La relazione, infine, sollecita la Commissione ad approfondire l'analisi delle differenze che sussistono, in termini di apertura al mercato, tra le diverse tipologie di categorie professionali in ciascuno Stato membro, nonché dell'impatto che ci si attende dalla completa eliminazione degli inutili ostacoli alla concorrenza, compresa una valutazione degli impatti attesi su settori professionali dotati di risorse limitate o circoscritti a determinate regioni.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. A6-0247/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che definisce la classificazione statistica delle attività economiche NACE Rev. 2 e modifica il regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio nonché alcuni regolamenti (CE) relativi a settori statistici specifici

 

INDUSTRIA

 

 

MIGLIORARE IL SISTEMA EUROPEO DEI BREVETTI

Doc. B6-0522/2006

 

Risoluzione sulla futura politica dei brevetti in Europa

Procedura: Risoluzione - Dibattito: 28.9.2006 - Votazione: 12.10.2006

 

Un sistema di brevetti efficiente, competitivo, economico e accessibile a tutti, rappresenta un requisito fondamentale per una società competitiva basata sulla conoscenza ed è cruciale per lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Per tale ragione il Parlamento chiede un suo miglioramento e, nel frattempo, chiede sostanziali miglioramenti al testo relativo all'Accordo sulla risoluzione delle controversie (EPLA), garantendo anche un maggiore controllo democratico.

 

Con 494 voti favorevoli, 109 contrari e 18 astensioni, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE/ADLE e UEN sulla futura politica dei brevetti in Europa. In precedenza - con 135 sì, 350 no e 129 astensioni - aveva respinto una risoluzione proposta dai Verdi e dalla GUE.

I deputati, anzitutto, considerano che un sistema di brevetti efficiente, competitivo ed efficace dal punto di vista dei costi, accessibile a tutti, «rappresenta un requisito fondamentale della strategia di Lisbona per una società competitiva basata sulla conoscenza» ed è cruciale per lo sviluppo delle piccole e medie imprese nonché delle imprese più grandi. D'altra parte, notano che le lacune delle proposte sui brevetti comunitari «non saranno probabilmente risolte in un futuro prossimo». Inoltre, osservano che vi sono crescenti preoccupazioni riguardo ai «brevetti indesiderabili» in vari settori, nonché in merito «alla mancanza di controllo democratico» sui processi in base ai quali tali brevetti sono concessi, convalidati e applicati.

Per tali ragioni, il Parlamento esorta la Commissione a vagliare tutte le possibilità per migliorare il sistema dei brevetti e delle relative controversie nell'UE. Compresa la partecipazione alle ulteriori discussioni sull'Accordo sulla risoluzione delle controversie in materia di brevetti europei (EPLA) e sulla ratifica della Convenzione di Monaco, come pure la revisione delle proposte comunitarie in materia di brevetti.  Al riguardo, facendo proprio un emendamento proposto dal PSE, il Parlamento ricorda alla Commissione che tutte le proposte legislative dovrebbero essere accompagnate da una approfondita analisi d'impatto in materia di qualità dei brevetti, governance, indipendenza giudiziaria e spese di contenzioso.

Per quanto riguarda l'EPLA, d'altra parte, i deputati ritengono che il testo proposto necessiti di sostanziali miglioramenti relativi alle preoccupazioni in materia di controllo democratico, indipendenza giudiziaria e costi legati alle controversie, nonché di una proposta soddisfacente riguardo alle norme procedurali del tribunale dell'EPLA. Il Parlamento, infine, chiede al Servizio giuridico del Parlamento di fornire un parere provvisorio sugli aspetti collegati all'UE dell'eventuale ratifica dell'EPLA da parte degli Stati membri, in considerazione delle sovrapposizioni dell'EPLA all'acquis comunitario, e di chiarire le competenze giuridiche in questo settore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COMMERCIO ESTERO/INTERNAZIONALE

 

 

VERSO UN'AREA DI LIBERO SCAMBIO CON IL MERCOSUR

Doc. A6-0302/2006

 

Relazione sulle relazioni economiche e commerciali tra l'UE e il Mercosur in vista della conclusione di un accordo di associazione interregionale

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 11.10.2006 - Votazione: 12.10.2006

 

Una relazione all'esame della Plenaria chiede d'intensificare i rapporti sociali ed economici con il "Cono del Sud", per la creazione della più grande zona di libero scambio del mondo, utile alla crescita economica e sociale di entrambe le regioni. Sollecitano tuttavia una maggiore disponibilità del Mercosur nel tutelare le indicazioni geografiche e ulteriori progressi nell'eliminazione di misure ingiustificate di difesa commerciale.

 

Con 489 voti favorevoli, 75 contrari e 7 astensioni, il Parlamento ha adottato la relazione d'iniziativa che pone l'accento sull'importanza di giungere ad un accordo di associazione tra UE e il Mercosur (il mercato comune dell'America Latina, di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). La conclusione di un tale accordo, per i deputati, costituisce infatti «un elemento chiave» per la promozione e il potenziamento dei valori comuni, quali il rispetto per i diritti umani, la democrazia, la coesione economica e sociale, la pace e la stabilità. Ribadiscono quindi che l'UE deve concludere quanto prima con il Mercosur un accordo di associazione «completo, ambizioso ed equilibrato», sulla base di tre pilastri: un capitolo politico e istituzionale, un capitolo sulla cooperazione e un capitolo commerciale.

Per i deputati la conclusione dell'accordo - che istituirebbe la più ampia zona di libero scambio tra regioni del mondo - rappresenta un «obiettivo strategico prioritario per le relazioni esterne dell'UE». Soprattutto in un contesto contrassegnato da un'accresciuta interdipendenza, dalla crescita economica e dall'emergenza di nuove potenze economiche, come pure dal numero crescente di sfide globali che trascendono le frontiere nazionali. La creazione di una zona di libero scambio UE-Mercosur, inoltre, genererebbe importanti opportunità di scambi e di crescita economica e «migliorerebbe la competitività internazionale di entrambi i mercati».

D'altra parte, i deputati insistono sul fatto che una zona di libero scambio rappresenta la chiave per potenziare la capacità di guida dell'UE quale principale partner di investimento e commerciale del Mercosur e «per rafforzare l'integrazione intercontinentale». Anche a fronte dell'opzione d'integrazione continentale proposta nell'ALCA, raccomandando quindi «vivamente» di realizzarla. L'accordo commerciale, è precisato, deve essere unico e indivisibile e andare oltre gli obblighi rispettivi nel quadro dell'OMC. Tuttavia, senza escludere alcun settore, dovrà tenere conto, «nel modo meno restrittivo possibile», della sensibilità specifica di taluni prodotti.

Il Parlamento insiste poi sul fatto che la zona di libero scambio con il Mercosur, così come la conclusione del ciclo di Doha, «non deve essere subordinata esclusivamente alla conclusione dei negoziati sulle questioni agricole». A suo parere, infatti, «tutti gli ambiti devono essere negoziati e progredire in parallelo e con elevate ambizioni», contemplando il commercio dei beni, dei servizi come pure gli investimenti, gli appalti pubblici e le altre barriere che ostacolano il commercio.

In proposito, peraltro, sottolinea come la Commissione abbia segnalato che l'offerta fatta al Mercosur in materia di agricoltura «è la più ambiziosa mai avanzata in un negoziato bilaterale» e mette l'accento sul fatto che l'UE è il maggiore importatore di prodotti agricoli del Mercosur (48% del totale delle importazioni dalla regione nel 2005). In tale contesto ritiene quindi che «l'Unione europea abbia il diritto di aspettarsi dal suo partner un'offerta altrettanto ambiziosa».

Inoltre, auspica che la flessibilità dell'UE al momento di rispondere alle richieste del Mercosur in materia di accesso al mercato per i suoi prodotti agricoli sia subordinata ai progressi in altri settori. Tra questi i deputati citano il mercato per i prodotti non agricoli (NAMA) e per i servizi, così come altri ambiti agricoli, quali l'accordo sui vini e i liquori, la protezione efficace delle indicazioni geografiche, l'eliminazione di misure ingiustificate di difesa commerciale e l'applicazione di norme sanitarie, fitosanitarie e relative al benessere degli animali.

L'accento è poi posto sullo sviluppo dell’agricoltura sostenibile nei paesi del Mercosur, la quale dovrebbe costituire un settore interessante per la cooperazione europea. Andrebbe inoltre incoraggiato il commercio equo e l'agricoltura biologica, per esempio attraverso il negoziato su una specifica tariffa comunitaria per il commercio equo e/o i prodotti biologici.

I deputati osservano poi che la futura adesione del Venezuela al Mercato Comune d'America latina (in qualità di Stato membro), implicherà un cambiamento sostanziale nel futuro accordo di associazione, particolarmente per quanto riguarda il mercato dell'energia. L'accordo, pertanto, dovrebbe dare impulso a una collaborazione regionale più stretta nel settore energetico, allo scopo di promuovere la sicurezza e l'efficienza energetica e di aumentare l'uso di fonti di energia rinnovabili.

Il Parlamento ricorda poi che l'UE costituisce il principale donatore di aiuti allo sviluppo del Mercosur e l'unico che abbia stabilito una strategia di cooperazione orientata al rafforzamento dell'integrazione regionale. D'altra parte, notano che la debolezza monetaria del Mercosur - dovuta alla diversità e alla debolezza delle varie divise sudamericane e, in particolare, alla loro forte dipendenza dal dollaro - «spesso costituisce un ostacolo agli investimenti europei». I deputati, pertanto, sollecitano una maggiore accettazione dell'euro nei Paesi sudamericani e una sua più ampia utilizzazione nei pagamenti per le reciproche importazioni ed esportazioni.

Per quanto riguarda la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, i deputati chiedono che l'accordo commerciale tra l'UE e il Mercosur vada al di là delle norme dell'OMC (accordo TRIPS+) e, in proposito, sottolineano che l'accordo TRIPS+ «non deve escludere le salvaguardie in materia di sanità pubblica», in quanto ciò limiterebbe l'accesso a un prezzo abbordabile ai farmaci nei paesi in via di sviluppo.

Infine, facendo propri una serie di emendamenti avanzati dal PSE, il Parlamento chiede l'istituzionalizzazione del futuro vertice sociale del Mercosur che avrà luogo nel dicembre 2006, ritiene opportuno promuovere l'istituzione di un dialogo tra il Comitato economico e sociale e il Forum consultivo economico e sociale del Merocosur ed esprime il suo appoggio alla creazione dell'Assemblea parlamentare eurolatinoamericana.

 

 

 

AGRICOLTURA

 

 

ETICHETTE CHIARE SUL BENESSERE DEGLI ANIMALI

Doc. A6-0290/2006

 

Relazione su un programma d'azione comunitario per la protezione ed il benessere degli animali 2006-2010

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 11.10.2006 - Votazione: 12.10.2006

 

Il Parlamento chiede l'attuazione uniforme in tutta l'UE delle norme sul benessere degli animali, l'effettivo rispetto delle disposizioni sul trasporto e il ricorso alla vaccinazione - anche preventiva - in caso di emergenze sanitarie. Sollecitando etichette chiare per orientare i consumatori, respinge l'inasprimento delle norme UE e auspica prelievi addizionali per i prodotti importati non conformi ai criteri europei. Occorre anche sostenere la ricerca e ridurre le sperimentazioni sugli animali.

 

Ogni attività inerente alla protezione ed al benessere degli animali deve muovere dal principio che gli animali «sono esseri sensibili» e che occorre tener conto delle loro specifiche esigenze e del fatto che la protezione degli animali «è una manifestazione dell'umanità del XXI secolo e una sfida per la civiltà e la cultura europee». E' quanto sostiene la relazione d'iniziativa sul programma d'azione comunitario per la protezione ed il benessere degli animali (2006-2010), adottata dal Parlamento con 565 voti favorevoli, 29 contrari e 15 astensioni.

I deputati ricordano anche che, negli ultimi anni, l'Europa ha emanato tutta una serie di normative «conseguendo uno dei massimi livelli di protezione al mondo» e plaudono al programma d'azione comunitario per la protezione degli animali 2006-2010. Questo, infatti, per la prima volta, recepisce il protocollo sulla protezione degli animali del trattato di Amsterdam «in un concetto globale integrato per l'ulteriore sviluppo della protezione degli animali in Europa». D'altra parte, invitano la Commissione e gli Stati membri a vigilare su un'applicazione uniforme di tutte le disposizioni, compresi i relativi controlli nell'Unione europea, e a intervenire in maniera coerente, in caso di riscontrate trasgressioni, al fine di preservare la fiducia dei cittadini e garantire un'equa concorrenza nell'Unione europea.

La Commissione, inoltre, è invitata a recepire sistematicamente le analisi di impatto rilevanti di tutte le misure di protezione degli animali, tenendo conto delle incidenze etiche, sociali ed economiche e facendo tesoro dei nuovi progressi della scienza, delle esperienze pratiche e degli sviluppi a livello internazionale. Occorre poi sviluppare indicatori integrati e uniformi per la protezione degli animali, che siano basati su dati scientifici solidi, obiettivi, misurabili e ripetibili, permettendo così di promuovere la trasparenza degli standard in materia di protezione degli animali. Questi indicatori, inoltre, dovrebbero agevolare i controlli e ridurre gli oneri burocratici, portando a risultati scientifici paragonabili in tutti gli Stati membri.

Il Parlamento sottolinea poi che, per migliorare o rielaborare le norme minime sulla protezione e il benessere degli animali, è necessario trovare un accordo su un elenco di priorità che indichi con chiarezza le specie animali e i settori in cui esistono problemi. Al riguardo, ritiene che, per i prossimi anni, questo elenco di priorità dovrebbe includere le seguenti specie animali: vacche da latte, bovini adulti, animali da acquacoltura, maiali da ingrasso e tacchini.

 

Maggiore benessere per tutti gli animali, ma via libera alle corride

Sottolineando che una maggiore protezione degli animali costituisce «un obbligo costante» della Comunità, il Parlamento ritiene che la politica europea in materia di benessere degli animali non debba limitarsi alla tutela ed al benessere degli animali di laboratorio o ad uso agricolo, bensì estendersi anche agli animali domestici, agli animali da zoo e da circo e agli animali selvatici. Accoglie quindi con favore il proposto divieto di importazione, esportazione, commercio e lavorazione di pelli di cani e gatti e chiede alla Commissione di proporre il divieto totale di importare da paesi terzi prodotti derivati da foche e ottenuti con metodi crudeli - quali le pellicce ottenute da animali scuoiati vivi, pellicce provenienti da allevamenti senza controllo veterinario e prodotti farmaceutici basati su specie in via di estinzione - e ogniqualvolta norme di produzione carenti costituiscano una minaccia per l'ambiente e la biodiversità.

Inoltre, la Commissione è invitata a presentare proposte volte a rendere permanente il divieto temporaneo di importazione nel territorio dell'UE di uccelli selvatici in cattività. I deputati, poi, invitano l'UE a porre fine ai combattimenti di cani e galli, mediante misure legislative da adottare a livello nazionale o comunitario, e garantendo che le persone coinvolte in tali combattimenti non ricevano alcuna sovvenzione statale in relazione alle loro attività. Con 178 voti favorevoli, 412 contrari e 15 astensioni, il Parlamento ha soppresso l'invito a porre fine ai combattimenti di tori.

Il Parlamento, infine, invita la Commissione a adoperarsi affinché la castrazione dei maialini a partire dal settimo giorno di vita «avvenga con anestesia». Al riguardo, ritiene che la presentazione di una relazione sulla protezione dei suini di allevamento, prevista per il 2009, debba essere accompagnata da adeguate proposte legislative.

 

Etichettatura chiara e campagne d'informazione

I deputati ritengono che i consumatori debbano essere informati e preparati a pagare prezzi maggiori per prodotti provenienti da allevamenti animali che rispettano standard più elevati di benessere animale e che tali prodotti debbano essere opportunamente etichettati. Pertanto, sottolineando il ruolo che possono svolgere le etichette private, in particolare per quanto riguarda standard più elevati di benessere animale, chiedono alla Commissione di garantire un'etichettatura trasparente, facilmente comprensibile ed affidabile, che consenta ai consumatori di acquistare con cognizione di causa.

Al riguardo, i deputati ritengono che un "Marchio UE" su cui figuri, ad esempio la dicitura "prodotto conformemente alle norme UE di protezione degli animali" e, per quelli non conformi, una dicitura inversa, «presupporrebbe già una garanzia del rispetto dei requisiti di protezione degli animali da apporre su tutti i prodotti venduti in Europa». Inoltre, sostengono che, nel caso di una protezione superiore a quella minima, una menzione speciale sull'etichetta «offrirebbe al consumatore maggiore visibilità degli sforzi supplementari effettuati dal produttore». Così facendo, a loro parere, i partner commerciali potrebbero essere spinti ad allinearsi, «consentendo così all'Europa di esportare in tutto il mondo i suoi standard di benessere animale».

Il Parlamento invita inoltre la Commissione a presentare quanto prima possibile l'annunciata strategia di comunicazione e, al riguardo, precisa che - affinché il programma d'azione sia coronato da successo - occorre che tutti gli operatori siano sufficientemente informati sui vantaggi, per gli animali e per i prodotti, di un elevato livello di protezione attuale e futuro degli animali in Europa. Ritiene inoltre necessaria una strategia europea volta a promuovere la comunicazione sui temi afferenti la protezione animale nell'Unione europea e nei paesi terzi, per spiegare ai cittadini i diversi sistemi applicati nella fabbricazione di prodotti animali, nonché i costi e i benefici derivanti da norme più severe sulla protezione degli animali.

 

Vaccinazione al posto della macellazione

Nell'ambito della lotta alle epizoozie, la relazione invita la Commissione a considerare maggiormente gli aspetti legati alla protezione degli animali. Al riguardo, i deputati ritengono che in situazioni d'emergenza «è sempre meglio optare per la vaccinazione su scala regionale», quale strategia di lotta, «anziché procedere alla macellazione di un consistente numero di capi di bestiame sani». Inoltre, sostengono che vi dovrebbe essere maggior spazio per la vaccinazione preventiva. In proposito, invitano la Commissione a intensificare gli sforzi per adeguare le pertinenti convenzioni dell'Organizzazione internazionale per la salute animale (OIE), al fine di ridurre le restrizioni commerciali sui prodotti ottenuti a partire da animali vaccinati.

 

Trasporto degli animali, rispettare le regole

Il Parlamento rileva che, in pratica, la disciplina europea in materia di trasporto di animali «viene spesso disattesa», soprattutto per quanto concerne gli obblighi di sosta e di rifornimento di acqua e foraggio. Chiede pertanto misure adeguate affinché gli Stati membri aumentino il numero e l'efficacia dei controlli sull'applicazione della normativa europea. Inoltre, sostiene che, nell'ambito dei trasporti di animali, «sono assolutamente necessari l'introduzione e l'osservanza di indicatori scientificamente provati». I deputati invitano quindi la Commissione a promuovere gli sforzi per definire ed introdurre parametri tecnici oggettivi e specifici, atti a definire meglio il benessere animale durante il trasporto, al fine di sviluppare altresì sistemi integrati di certificazione, che tengano anche conto dell'influenza che le varie peculiarità climatiche e strutturali delle regioni europee possono esercitare sugli animali, sulle modalità e sui tempi di trasporto.

 

Politica agricola comune

Il Parlamento si compiace per la maggiore attenzione riservata alla protezione degli animali nell'ambito della politica agricola comune. Ma rileva che i costi legati agli oneri burocratici «sono già decisamente troppo alti» e deplora che il taglio dei finanziamenti per la politica di sviluppo rurale vada ad ostacolare nella pratica il finanziamento degli aiuti per l'adeguamento degli allevamenti alla normativa comunitaria sul benessere animale. Deplora inoltre che le disposizioni in materia di ecosostenibilità «non prevedano compensazioni per gli allevatori di pollame e suini che rispettano le norme sul benessere animale».

Norme internazionali uniformi e prelievi contro il dumping sanitario

I deputati riconoscono che norme rigorose in materia di benessere degli animali determinano costi supplementari per gli allevatori e, in proposito, ritengono che siano necessarie misure ad hoc «per prevenire la dislocazione della produzione verso paesi in cui vigono norme meno severe». A loro parere, inoltre, risulta indispensabile un'accurata analisi dei costi di nuove proposte e delle relative ripercussioni sulla posizione concorrenziale a livello internazionale. La produzione comunitaria può infatti risentire di una perdita di competitività se nell'UE si introducono standard più elevati «senza una standardizzazione in ambito OMC».

La Commissione è quindi invitata a risarcire le perdite economiche subite dai produttori europei che, applicando misure di buona gestione degli animali, vedono aumentare i costi di produzione. Rilevando poi come gli aspetti inerenti alla protezione degli animali non godono di un'adeguata attenzione a livello internazionale, i deputati paventano il rischio di "dumping nel campo della protezione degli animali" e svantaggi per i produttori europei sui mercati europei e dei paesi terzi. Propongono quindi di istituire uno strumento di accesso qualificato al mercato volto ad impedire che siano aggirate le norme dell'UE in materia di benessere degli animali, «imponendo prelievi sui prodotti che non soddisfano le norme comunitarie».

Nel chiedere alla Commissione di promuovere iniziative a livello internazionale (OMC e OIE) volte a migliorare gli standard sul benessere degli animali per avvicinarli a quelli europei, i deputati chiedono anche di «non aggravare» le distorsioni di concorrenza subite dai produttori comunitari «tramite nuove norme vincolanti, dettagliate e uniformi». Ritengono, inoltre, che tutti gli accordi bilaterali con i paesi terzi che comprendono misure sanitarie e fitosanitarie debbono garantire che i prodotti di origine animale in provenienza da paesi terzi siano ottenuti conformemente alle norme comunitarie.

Da ultimo, il Parlamento ritiene che la decisione della Comunità di proibire l'importazione di carne bovina trattata con ormoni «si giustifica pienamente in base a ricerche scientifiche» e, pertanto, invita Canada e Stati Uniti «a revocare senza indugio le loro sanzioni nei riguardi dei prodotti europei», che i deputati reputano «ingiustificate e incompatibili con i principi dell'OMC».

 

Rafforzare la ricerca e ridurre le sperimentazioni sugli animali

Per i deputati, l'attuazione del principio delle 3R (Replacement, Reduction, Refinement) (sostituzione, riduzione, perfezionamento) grazie al quale si fa minor ricorso agli animali nel campo della ricerca, scienza e autorizzazione dei prodotti, «costituisce un pilastro della politica europea in materia di protezione degli animali». Plaudono quindi agli sforzi compiuti dalla Commissione per sviluppare ulteriormente la direttiva 86/609/CEE sulle sperimentazioni animali, sollecitandola a presentare nel corso di quest'anno le apposite proposte legislative. Al riguardo, ritengono che la proposta di revisione della legislazione dell'UE sulla protezione degli animali debba garantire l'estensione della sfera di applicazione della direttiva 86/609/CEE alla ricerca fondamentale ed alla ricerca che si avvale degli animali a fini di istruzione.

Il Parlamento accoglie poi con favore l'annunciato impegno di ricerca nel campo della protezione degli animali, precisando che essa non dovrebbe concentrarsi solo sulla diffusione generale delle conoscenze di base ma anche sullo sviluppo di indicatori trasparenti e di agevole uso, su sistemi di certificazione e di etichettatura nonché su alternative alle sperimentazioni animali. A quest'ultimo proposito, ritiene che occorra accelerare la messa a punto, la convalida e l'accettazione di metodi alternativi alla sperimentazione animale e che si debbano prevedere maggiori risorse in ogni fase, in termini di finanziamenti, personale e supporto amministrativo, «al fine di garantire che la sperimentazione animale sia sostituita il più rapidamente possibile da altri metodi».

A suo parere, inoltre, qualunque futura revisione della normativa sul benessere animale dovrà fondarsi su indicatori oggettivi «per evitare decisioni arbitrarie con ripercussioni economiche ingiustificate per l'allevatore». La Commissione e gli Stati membri sono poi invitati a garantire risorse sufficienti per la ricerca sulla protezione e il benessere di tutti gli animali nel quadro del Settimo programma quadro di ricerca, portando anche avanti le piattaforme tecnologiche «senza lungaggini burocratiche». Per i deputati, infine, è necessario migliorare il collegamento in rete fra gli esistenti istituti comunitari preposti alla protezione degli animali prima di insediare un ulteriore istituto comunitario per la protezione degli animali

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-       Doc. B6-0525/2006 - Risoluzione sulla situazione nel settore dei frutti rossi e delle ciliegie destinati alla trasformazione

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

 

DIRITTI UMANI

-       Doc. A6-0282/2006 - Proposta di decisione del Consiglio che conferisce all'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali il potere di svolgere le proprie attività nelle materie indicate nel titolo VI del trattato sull'Unione europea

 

SVILUPPO

-       Doc. A6-0285/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 2667/2000 relativo all'Agenzia europea per la ricostruzione

-       Doc. A6-0291/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla concessione di un'assistenza finanziaria eccezionale al Kosovo

 

GIUSTIZIA AFFARI INTERNI

-       Doc. A6-0279/2006 - Risoluzione legislativa sull'iniziativa della Repubblica d'Austria in vista dell'adozione di un atto del Consiglio che modifica lo statuto dell'Europol

-       Doc. A6-0278/2006 - Risoluzione legislativa sull'iniziativa della Repubblica d'Austria in vista dell'adozione di una decisione del Consiglio che adegua gli stipendi base e le indennità applicabili al personale dell'Europol

-       Doc. A6-0274/2006 - Decisione del Parlamento europeo sulla modifica degli articoli 3 e 4 del regolamento del Parlamento

-       Doc. A6-0320/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo al glucosio e al lattosio (versione codificata)

-       Doc. A6-0322/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di direttiva del Consiglio concernente la lotta contro la cocciniglia di San José (versione codificata)

-       Doc. A6-0321/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto d'autore in materia di proprietà intellettuale (versione codificata)

-       Doc. A6-0323/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la durata di protezione del diritto d'autore e di alcuni diritti connessi (versione codificata)

-       Doc. A6-0318/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la pubblicità ingannevole e comparativa (versione codificata)

-       Doc. A6-0313/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai requisiti di qualità delle acque destinate alla molluschicoltura (versione codificata)

-       Doc. A6-0327/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e la Repubblica di Turchia sulla partecipazione della Turchia alle attività dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze

-       Doc. A6-0326/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e la Romania sulla partecipazione della Romania alle attività dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze

-       Doc. A6-0328/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e la Repubblica di Bulgaria sulla partecipazione della Bulgaria alle attività dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze

 

TRASPORTI

-       Doc. A6-0314/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1321/2004 sulle strutture di gestione dei programmi europei di radionavigazione via satellite

-       Doc. A6-0297/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica delle Maldive su alcuni aspetti relativi ai servizi aerei

-       Doc. A6-0296/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica orientale dell'Uruguay su alcuni aspetti relativi ai servizi aerei

-       Doc. A6-0294/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Nuova Zelanda su alcuni aspetti relativi ai servizi aerei

-       Doc. A6-0293/2006 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e l'Australia su alcuni aspetti relativi ai servizi aerei

-       Doc. A6-0295/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica di Singapore su taluni aspetti relativi ai servizi aerei

 


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

 

DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Innovazione: cooperazione UE-Cina (http://consilium.europa.eu)

·         Strumento d'assistenza preadesione (http://consilium.europa.eu)

POLITICA SOCIALE

·         Orientamenti per l'occupazione (http://consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/misc/

90635.pdf)

·         "Progress" (http://consilium.europa.eu)

CULTURA

·         "Cultura 2007" (http://consilium.europa.eu)

·         "Media 2007" (http://consilium.europa.eu)

·         "Apprendimento permanente" (http://consilium.europa.eu)

RICERCA E SVILUPPO

·         Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico 2007-2013 (http://consilium.europa.eu)

MERCATO INTERNO

·         Direttiva servizi: posizione comune (http://consilium.europa.eu)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Programma per la protezione dei consumatori (http://consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pre

ssData/en/intm/91068.pdf)

TRASPORTI

·         Conferenze marittime (http://consilium.europa.eu)

 

 

 

DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Misure di sostegno ai giovani nei paesi partner mediterranei (http://eesc.europa.eu)

POLITICA SOCIALE

·         Statistiche integrate della protezione sociale (http://eesc.europa.eu)

·         Processo di attuazione della politica di coesione: ruolo delle organizzazioni della società civile (http://eesc.europa.eu)

CULTURA

·         Stimolare lo spritito imprenditoriale: istruzione e formazione (http://eesc.europa.eu)

MERCATO INTERNO

·         Servizi d'interesse generale (http://eesc.europa.eu)

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Esenzione IVA per i viaggiatori (http://eesc.europa.eu)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Turismo sociale in Europa (http://eesc.europa.eu)

TRASPORTI

·         Corridoi paneuropei di trasporto (http://eesc.europa.eu)

 

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Cooperazione economica con i paesi partner mediterranei (http://ec.europa.eu/enterprise/enterprise_p

olicy/ind_coop_programmes/med/index.htm)

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Crescita economica in Europa nel 2006 (http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_e

conomy/forecasts_en.htm)

CONCORRENZA

·         Aiuti di Stato per gli investimenti in capitale di rischio: orientamenti (http://ec.europa.eu/comm/com

petition/state_aid/overview/sar.html)

AGRICOLTURA / PESCA

·         Stanziamento finanziario dello sviluppo rurale 2007-2013 (http://ec.europa.eu)

·         Nuovo regime per le banane (http://ec.europa.eu/agricolture/capreform/bananas/index_en.htm)

CULTURA

·         Qualifiche professionali (http://ec.europa.eu/education/policies/educ/eqf/index_en.html)

AMBIENTE

·         Un Mediterraneo più pulito (http://ec.europa.eu/environment/enlarg/med/index.htm)

·         Principali fattori alla base delle emissioni inquinanti (http://www.eper.ec.europa.eu)

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         Tre nuovi studi sulla riforma del quadro di regolamento delle comunicazioni elettroniche (http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/info_centre/documentation/studies_ext_consult/index.en.htm)

MERCATO INTERNO

·         Pacchetto legislativo 'Basilea II" (http://ec.europa.eu/internal_market/bank/regcapital/index_en.htm#di

rective)

POLITICA REGIONALE

·         Fondi strutturali 2007-2013 (GUCE L 243 del 6/9/2006)

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Tassi delle accise sugli alcolici (COM 2006/486)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Industria tessile competitiva (http://ec.europa.eu/enterprise/textile/high_level_group.htm)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         "Alimentazione sana e attività fisica" (http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/nutrition/n

utrition_fr.htm)

·         Determinazioni di vendita della carne di vitello (http://ec.europa.eu)

·         Vendite a distanza (http://ec.europa.eu/consumers/cons_int/safe_shop/dist_sell/index_en.htm)

·         Miglior formazione per derrate alimentari più sicure (http://ec.europa.eu/food/training/index_fr.htm)

TRASPORTI

·         Relazione sul Short Sea Shipping (SSS) (COM 2006/380)

·         Sicurezza stradale (http://ec.europa.eu)

VARIE

·         Via libera all'ingresso di Romania e Bulgaria (http://ec.europa.eu)

·         Libro verde sulle tecnologie di rilevazione per le autorità di contrasto (http://ec.europa.eu/justice_ho

me/news/consulting_public/news_consulting_public_en.htm)

·         Gestione delle frontiere e immigrazione clandestina (COM 2006/401,402,403)

·         Criminalità e giustizia penale (COM 2006/437)

 

 


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

 

·         "Secondo l'Avvocato generale Kokott l'assegnazione mediante asta pubblica di licenze di telefonia mobile Umts da parte dello Stato non è soggetta ad IVA"

Conclusioni dell'Avvocato generale nelle Cause C-284/04 e C-369/04

 

La messa all'asta delle licenze ad opera di un organo pubblico è senza dubbio un'attività economica ai  sensi delle disposizioni che disciplinano il Sistema comune IVA, ma è esente da imposta, quando si tratta di un'attività svolta nell'esercizio della pubblica autorità.

 

·         "Spetta agli Stati membri determinare i titolari del diritto di voto e di eleggibilità per le elezioni del Parlamento europeo"

Sentenze della Corte nelle Cause C-145/04 e C-300/04

 

Essi devono tuttavia, in tale contesto, rispettare il diritto comunitario e in particolare il principio di parità di trattamento.

 

·         "L'Avvocato generale Ruiz-Jarabo ritiene che il mandato d'arresto europeo rispetti i diritti fondamentali dell'uguaglianza dinanzi alla legge e di legalità in materia penale"

Conclusioni dell'Avvocato generale nella Causa C-303/05

 

Il mandato d'arresto europeo e l'estradizione rispondono a schemi assiologici distinti.

 

·         "La legislazione britannica sulle società controllate estere può essere applicata unicamente alle costruzioni fiscali di puro artificio"

Sentenza della Corte nella Causa C-196/04

 

Per verificare se una SEC eserciti un'attività reale, le autorità nazionali devono prendere in considerazione elementi oggettivi verificabili da parte dei terzi e non solamente considerazioni soggettive.

 

·         "La pubblicità comparativa può riguardare collettivamente assortimenti di prodotti"

Sentenza della Corte nella Causa C-356/04

 

Tuttavia, in alcuni casi, tale pubblicità comparativa può rivestire un carattere ingannevole.

 

·         "Le disposizioni del diritto lussemburghese sulle conoscenze linguistiche che devono possedere gli avvocati europei per poter essere iscritti ad un foro sono in contrasto con il diritto comunitario"

Sentenze della Corte nelle Cause C-506/04 e C-193/05

 

Ogni avvocato ha diritto ad esercitare stabilmente la sua attività in qualsiasi Stato membro con il suo titolo professionale d'origine senza previa verifica delle sue capacità linguistiche.

 

·         "Il Tribunale annulla parzialmente la decisione che vieta alla Glaxo di vendere i suoi medicinali a prezzi differenziati in funzione del luogo in cui sono presi a carico"

Sentenza del Tribunale di primo grado nella Causa T-168/01

 

Sebbene la Commissione sia stata legittimata a dichiarare che le condizioni generali di vendita della GSK restringono la concorrenza nell'impedire una riduzione del prezzo e del costo dei medicinali, essa non ha sufficientemente esaminato se queste ultime potessero determinare un vantaggio economico mediante il contributo al finanziamento dell'innovazione farmaceutica.

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm


 

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

 

 

 

 

Decreto ministeriale del 23 giugno 2006: recepimento della direttiva 2006/39/CE della Commissione, del 12 aprile 2006, relativa all'iscrizione del clodinafop, del pirimicarb, del rimsulfuron, del tolclofos-metile e del triticonazolo come sostanze attive.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 203 dell'1 settembre 2006.

 

Decreto ministeriale del 23 giugno 2006: recepimento della direttiva 2006/30/CE della Commissione, del 13 marzo 2006, relativa ai limiti massimi di residui del gruppo benomil.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 204 del 2 settembre 2006.

 

Decreto ministeriale del 7 luglio 2006: recepimento della direttiva 2005/43/CE della Commissione, del 23 giugno 2005, relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 211 dell'11 settembre 2006.

 

Decreto legislativo n. 257 del 25 luglio 2006: recepimento della direttiva 2003/18/CE del Parlamento e del Consiglio, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 211 dell'11 settembre 2006.

 

Decreto ministeriale del 27 marzo 2006: recepimento della direttiva 2006/28/CE della Commissione, del 6 marzo 2006, che modifica, per adeguarle al progresso tecnico, la direttiva 72/245/CEE relativa alla soppressione delle perturbazioni radioelettriche (compatibilità elettromagnetica) dei veicoli e la direttiva 70/156/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 232 del 5 ottobre 2006.

 

Decreto ministeriale del 27 marzo 2006: recepimento della direttiva 2005/49/CE della Commissione, del 23 novembre 2005, che modifica, per adeguarli al progresso tecnico, gli allegati I, VI, VII, VIII, IX e X della direttiva 72/245/CEE relativa alle perturbazioni radioelettriche (compatibilità elettromagnetica) dei veicoli a motore.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 232 del 5 ottobre 2006.

 

Decreto ministeriale del 27 marzo 2006: recepimento della direttiva 2005/49/CE della Commissione, del 25 luglio 2005, che modifica, per adeguarle al progresso tecnico, la direttiva 72/245/CEE relativa alla soppressione delle perturbazioni radioelettriche (compatibilità elettromagnetica) dei veicoli e la direttiva 70/156/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 232 del 5 ottobre 2006.


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Verso un partenariato strategico UE-Sudafrica COM(2006) 347 definitivo

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Direttiva 2006/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006, che modifica le direttive del Consiglio 78/660/CEE, relativa ai conti annuali di taluni tipi di società, 83/349/CEE, relativa ai conti consolidati, 86/635/CEE, relativa ai conti annuali e ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari e 91/674/CEE, relativa ai conti annuali e ai conti consolidati delle imprese di assicurazione (GUCE L 224/2006)

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca Centrale europea - Terza relazione sui preparativi pratici per il futuro allargamento dell'area dell'euro {SEC(2006) 785} COM(2006) 322 definitivo

 

AGRICOLTURA / PESCA

·         Regolamento (CE) n. 1320/2006 della Commissione, del 5 settembre 2006, recante disposizioni per la transizione al regime di sostegno allo sviluppo rurale istituito dal regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio (GUCE L 243/2006)

·        Regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio, del 27 luglio 2006, relativo al Fondo europeo per la pesca (GUCE L 223/2006)

 

CULTURA

·         Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo in applicazione dell'articolo 251, paragrafo 2, secondo comma del trattato CE relativa alla posizione comune approvata dal Consiglio in vista dell'adozione di una decisione che istituisce il programma Cultura 2007 per il periodo 2007-2013 COM(2006) 476 definitivo

 

AMBIENTE

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento chimico delle acque superficiali nell’Unione europea {SEC(2006) 947}{COM(2006) 397 definitivo} COM(2006) 398 definitivo

·         Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sull’attuazione del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, del 1° febbraio 1993, relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all’interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio. Produzione, trattamento e spedizioni transfrontaliere di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti negli Stati membri dell’Unione europea, 1997-2000 {SEC(2006) 1053} COM(2006) 430 definitivo

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Attuazione della strategia comunitaria per ridurre le emissioni di CO2 delle autovetture: sesta relazione annuale sull’efficacia della strategia {SEC(2006) 1078} COM(2006) 463 definitivo

 

POLITICA REGIONALE

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - La politica di coesione e le città: il contributo delle città e degli agglomerati urbani alla crescita e all’occupazione all’interno delle regioni {SEC(2006) 928} COM(2006) 385 definitivo

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Regolamento (CE) n. 1338/2006 del Consiglio, dell’8 settembre 2006, che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di cuoi e pelli scamosciati originarie della Repubblica popolare cinese (GUCE L 251/2006)

·         Regolamento (CE) n. 1350/2006 della Commissione, del 13 settembre 2006, che propone un dazio antidumping sulle importazioni di alcuni elettrodi di tungsteno originari della Repubblica popolare cinese (GUCE L 250/2006)

·         Libro Verde sul conflitto di leggi in materia di regime patrimoniale dei coniugi, compreso il problema della competenza giurisdizionale e del riconoscimento reciproco (presentato dalla Commissione) {SEC(2006) 952} COM(2006) 400 definitivo

 

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Attuare il programma comunitario di Lisbona: Finanziare la crescita delle PMI - Promuovere il valore aggiunto europeo {SEC(2006) 841} {SEC(2006) 842} {SEC(2006) 856} COM(2006) 349 definitivo

 

TRASPORTI

·         Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulla sicurezza dei trasporti e sul suo finanziamento COM(2006) 431 definitivo

·         Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Revisione intermedia del Programma per la promozione del trasporto marittimo a corto raggio [documento COM(2003) 155 definitivo] {SEC(2006) 922} {SEC(2006) 923} COM(2006) 380 definitivo

 

VARIE

·         Comunicazione della Commissione Verso una strategia dell’Unione europea sui diritti dei minori {SEC(2006) 888} {SEC(2006) 889} COM(2006) 367 definitivo

 

 

 

 

 

 

 


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.europa.eu

sito EuropeAid: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl

 

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE «SOSTEGNO A FAVORE DI AZIONI DI INFORMAZIONE NEL SETTORE DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE» ATTUAZIONE DI PROGRAMMI DI ATTIVITÀ ANNUALI E DI AZIONI D'INFORMAZIONE SPECIFICA ISCRITTE NELLA LINEA DI BILANCIO 05 08 06 PER IL 2007 (GUCE 2006/C 236/07)

Nell'ambito del presente invito, la Commissione intende dare la priorità:

-        all'attività di comunicazione sulla riforma della politica agricola comune (PAC) e all'importanza del disaccoppiamento e dello sviluppo rurale come contributo all'occupazione, alla competitività, alla crescita e alla stabilità nell'UE-25,

-        alla presentazione delle opportunità e dei vantaggi che i due pilastri della PAC offrono al settore agricolo e allo sviluppo equilibrato delle zone rurali,

-        all'attività di comunicazione sulla riforma della PAC come contributo essenziale per il raggiungimento degli obiettivi della Comunità nei negoziati commerciali internazionali,

-        all'attività di comunicazione sul modello agricolo europeo e sui vantaggi che esso offre alla società civile in generale.

I richiedenti dovranno dimostrare quale canale o canali di comunicazione ritengano più adatti in relazione a determinate tematiche e a determinati destinatari e giustificare questa scelta. Essi sono anche invitati a presentare un piano «Media» che illustri le modalità di attuazione dei loro progetti e le modalità di trasmissione del messaggio e di misurazione della sua efficacia. Nella preparazione delle domande si invitano i richiedenti a prestare particolare attenzione al piano «Media».

Con il presente invito a presentare proposte la Commissione intende ricevere domande per i seguenti tipi di azioni:

-        Campagne d'informazione nelle zone rurali, come i seminari itineranti,

-        Conferenze e seminari, in particolare nelle zone rurali,

-        Campagne radiofoniche e televisive (ad es. pubblicità, talk show ecc. …),

-        Visite d'informazione e di scambio, in particolare tra i vecchi e i nuovi Stati membri,

-        Seminari nelle zone rurali rivolti ai moltiplicatori dell'informazione per gli agricoltori e per i potenziali beneficiari delle misure di sviluppo rurale,

-        Stand di informazione delle autorità nazionali responsabili per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, da organizzare in occasione di fiere agricole allo scopo di distribuire materiale informativo fornito dalla Commissione e dalle autorità nazionali,

-        Altri tipi di azione, quali pubblicazioni e portali web, saranno presi in considerazione solo se i richiedenti ne dimostrano il significativo valore aggiunto rispetto ad altre azioni già svolte dalla Commissione stessa. Si invitano in particolare i richiedenti dei 10 nuovi Stati membri a presentare domanda per tali azioni nella propria lingua nazionale.

La Commissione è alla ricerca di progetti ad elevato valore aggiunto, che sfruttino molteplici strumenti mediatici, ad esempio, una conferenza con la partecipazione di un certo numero di delegati che successivamente viene ritrasmessa in televisione e le cui conclusioni sono pubblicate dalla stampa locale o regionale e messe a disposizione del pubblico su un sito Internet.

Termine ultimo per la presentazione della domanda: 26 novembre 2006.

 

 

 

PROGRAMMA AENEAS: INVITO A PRESENTARE PROPOSTE

Sul Sito dell'Ufficio di cooperazione EuropeAid è stato pubblicato l'invito a presentare proposte a valere su Aeneas, programma comunitario che intende facilitare l'assistenza tecnica e finanziaria ai Paesi terzi nelle loro attività di gestione dei flussi migratori.

Vengono previste varie azioni:

-        sostegno allo sviluppo della legislazione nel settore dell’immigrazione legale;

-        sviluppo della migrazione legale;

-        formulazione della legislazione e sviluppo delle pratiche nazionali riguardo l’asilo e la protezione internazionale;

-        contenimento della migrazione illegale;

-        riammissione e reintegrazione sostenibile dei soggetti rimpatriati.

Il bando si rivolge ai seguenti soggetti:

-        Ong e altri soggetti non statali

-        organizzazioni internazionali

-        per gli Stati beneficiari: organismi pubblici o agenzie nazionali, enti pubblici e autorità regionali o locali, con personalità giuridiche distinta da quella dello Stato e dai suoi ministeri;

-        per gli Stati UE: enti pubblici di livello nazionale, regionale o municipale

-        università e Istituti di ricerca.

Termine ultimo per la presentazione della domanda: 7 novembre 2006.

 

 

PROGRAMMA RETURN: INVITO A PRESENTARE PROPOSTE

Sul sito web della Direzione Generale Libertà, Sicurezza e Giustizia della Commissione europea è stato pubblicato il bando RETURN, azioni preparatorie per la gestione del rimpatrio nel campo della migrazione. Il programma finanzia in particolare le seguenti azioni:

-        Azioni relative all’introduzione ed al miglioramento dell’organizzazione ed implementazione della gestione integrata del rimpatrio.

-        Azioni relative all’introduzione ed al miglioramento di specifiche misure nel campo della gestione del rimpatrio.

-        Azioni relative all’aumento della conoscenza e delle capacità nel campo della gestione del rimpatrio.

Sono beneficiari del presente bando le autorità nazionali, regionali e locali degli Stati membri e ONG registrate in uno degli Stati membri, Organizzazioni internazionali e Agenzie Comunitarie.

Il contributo copre fino al 50% o al 70% dei costi totali ammissibili del progetto, a seconda che il progetto coinvolga un solo Stato membro o in più Stati membri.

Per progetti a contenuto fortemente innovativo il cofinanziamento può raggiungere una percentuale più elevata.

Termine ultimo per la presentazione della domanda: 17 novembre 2006.

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG INFSO - MEDIA 10/2005 MEDIA PLUS PER IL SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE TELEVISIVA DI OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE (GUCE 2005/C 329/09)

1. Obiettivi e descrizione

Il presente invito a presentare proposte è basato sulla decisione del Consiglio relativa all'attuazione di un programma d'incentivazione dello sviluppo, della distribuzione e della promozione delle opere audiovisive europee (MEDIA Plus Sviluppo, distribuzione e promozione, 2001-2005) adottata dal Consiglio il 20 dicembre 2000 e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 17 gennaio 2001 (GU L 13, pagine 34-43).

L'obiettivo di questo programma è di promuovere la circolazione, all'interno e all'esterno dell'Unione europea, di programmi televisivi europei prodotti da imprese indipendenti, incentivando la cooperazione tra emittenti, da un lato, e distributori e produttori indipendenti dall'altro.

2. Candidati ammissibili

Il presente invito a presentare proposte è destinato alle società europee le cui attività contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi suddetti, in particolare alle società di produzione audiovisiva europee indipendenti.

I richiedenti devono essere residenti in uno dei paesi seguenti:

- i 25 paesi dell'Unione europea

- i paesi dell'EFTA

- il paese candidato: Bulgaria

3. Bilancio e durata dei progetti

Il bilancio totale stanziato per i progetti cofinanziati ammonta a 12 milioni di euro. Il contributo finanziario è assegnato sotto forma di sovvenzione.

L'importo massimo del contributo finanziario concesso ammonta a EUR 500.000 per opera. Esso non potrà superare in alcun caso il 12,5 % del bilancio di produzione presentato dal produttore per i film di finzione o d'animazione e il 20 % del bilancio di produzione per i documentari.

La durata massima dei progetti è di 37 o di 49 mesi (per le serie e/o i progetti d'animazione).

4. Scadenza

Le domande devono essere inviate alla Commissione entro il 3 novembre 2006.

5. Informazioni complete

Il testo completo dell'invito a presentare proposte e i moduli di candidatura si trovano all'indirizzo seguente: http://europa.eu.int/comm/avpolicy/media/distr_en.html.

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG INFSO - MEDIA 12/2005 MEDIA PLUS PER IL SOSTEGNO ALLA DISTRIBUZIONE TRANSNAZIONALE DEI FILM EUROPEI E ALLA MESSA IN RETE DEI DISTRIBUTORI EUROPEI - SISTEMA DI SOSTEGNO «SELETTIVO» (GUCE 2005/C 329/10)

1. Obiettivi e descrizione

Il presente invito a presentare proposte è basato sulla decisione 2000/821/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2000, relativa all'attuazione di un programma d'incentivazione dello sviluppo, della distribuzione e della promozione delle opere audiovisive europee (MEDIA PLUS - Sviluppo, Distribuzione e Promozione - 2001-2005), pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee n. L 13 del 17 gennaio 2001, pag. 35. La proposta di prolungare il programma MEDIA fino al 31 dicembre 2006 è stata approvata il 26 aprile 2004 dal Consiglio dei ministri.

Tra le azioni da realizzare in applicazione della citata decisione figura il sostegno alla distribuzione transnazionale dei film cinematografici europei.

2. Candidati ammissibili

Il presente invito si rivolge alle società di distribuzione cinematografiche europee le cui attività contribuiscono agli scopi sopraindicati.

I candidati devono risiedere in uno dei seguenti paesi:

- I 25 paesi dell'Unione europea

- i paesi dell'EFTA

- il paese candidato: Bulgaria

3. Bilancio e durata dei progetti

Il bilancio totale destinato al cofinanziamento del progetto è di 12 milioni di euro.

Il finanziamento della Commissione non può superare il 50 % del totale dei costi ammissibili.

La programmazione dei film nelle sale non deve iniziare prima della data limite dell'invito a presentare proposte e deve tassativamente iniziare al più tardi 18 mesi dopo tale data.

La durata massima dei progetti è di 12 mesi.

4. Data limite

Le domande dovranno essere inviate alla Commissione entro l'1 dicembre 2006.

5. Informazioni complete

Il testo completo dell'invito a presentare proposte e i moduli di candidatura si trovano nel sito: http://europa.eu.int/comm/avpolicy/media/distr_fr.html.

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

 

Impresa inglese di Glasgow cerca fornitori per illuminazioni di soccorso.

 

Impresa tedesca, specializzata in misurazioni, controlli e sistemi registrabili di velocità, cerca partner italiani che lavorano nel settore di consegna ed installazione di sistemi di elementi portanti del cavo e di cavi elettrici. I partner dovrebbero realizzare la completa installazione nelle industrie di riciclaggio in Chieti Scalo (Italia).

 

Impresa belga richiede un elenco di processori snail (helios aspersa) nelle regioni italiane.

 

Azienda inglese che realizza e produce componenti per i fili elettrici di tram, filobus e catene per trasmissione di energia elettrica cerca agenti e/o distributori.

 

Azienda polacca specializzata nella produzione, ricerca e sviluppo di prodotti chimici cerca accordi commerciali, di marketing reciproco e offre i propri brevetti.

 

Società lituana specializzata nel settore della tipografia è interessata ad offrire i propri servizi ad agenzie pubblicitarie, editori di libri e riviste, altre tipografie.

 

 

 

COOPERAZIONI CON AMERICA, ASIA E PAESI DEL MEDITERRANEO

 

Giovane promotore della regione Sfax in Tunisia che sta creando una nuova impresa di produzione di scarpe vuole acquistare una macchina per l’iniezione di TPU plyurethane per 18 e 24 pezzi, lineari oppure rotative, per la produzione di scarpe.

 

Impresa tunisina che lavora nel campo di commercio internazionale ed esportazione di olio d’oliva, carta, frutta e verdura cerca nuovi mercati per l’esportazione.

 

Azienda tessile turca, attiva fin dal 1990, cerca partner europei per l’avvio di accordi di collaborazione soprattutto nella fase di produzione.

 

Azienda turca fornitrice e produttrice di prodotti in pelle di alta qualità (giacche, cappotti, gonne, pantaloni, borse, cinture, etc.) cerca partner europei per l’avvio di accordi commerciali, finalizzati all’export.

 

 


PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana FORZA ITALIA - P

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: 0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -  http://europa.eu.int/comm

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it

 

·        Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int

 

·        Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int

 

·        Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int

 

·        Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int

 

·        Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S (Bandi): http://ted.publications.eu.int

 

·        Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67  1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 4159 - http://www.epp-eu.org/

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org