GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER
PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO
ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
17
luglio 2006
n° 140
Lettera informativa della Delegazione Italiana
Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
_____________________________________________________________________________
BREVI DALL'EUROPA
ADOTTATA LA DIRETTIVA BASILEA II
L’Ecofin
del 7 giugno
MIGLIORARE
L'ACCESSO DELLE PMI AI FINANZIAMENTI
Nel
quadro dei lavori della tavola rotonda tra banchieri e rappresentanti delle PMI
europee, tenutasi a Vienna il 15 e 16 maggio u.s., l’Associazione delle Camere
di Commercio (Eurochambres) ha ribadito l’importanza dell’accesso ai
finanziamenti delle PMI, che rappresentano il 99% delle imprese UE. Per
agevolare tale accesso le imprese devono essere preparate, devono avere a loro
disposizione tutte le informazioni necessarie e, soprattutto, devono poter
contare su una diretta comunicazione con le banche. L’assenza soprattutto
dell’ultima condizione ostacola la crescita delle PMI e mette in pericolo la
ripresa economica dell’UE. L’evento è stato anche l’occasione per sottolineare
che una maggiore conoscenza, da parte delle aziende, dell’ambiente finanziario
e delle sue regole e una maggiore attenzione al rapporto tra capitali e fondi
propri non sono sufficienti: le imprese devono avere un ritorno dalle banche,
così come chiaramente indicato nella direttiva Basilea II.
IL NUOVO PROGRAMMA "ENERGIA
INTELIGENTE PER L'EUROPA"
In data
30 maggio u.s. si è tenuta la conferenza sul programma Energia Intelligente per
l’Europa (IEE) “Convertire la politica
in azione”, organizzata dalla Commissione europea, DG Energia e trasporti,
e dall’Agenzia esecutiva per l’energia intelligente.
L’Unione
europea sta, infatti, attuando diverse misure legislative al fine di favorire
l’utilizzo delle energie rinnovabili: energia a partire da risorse rinnovabili,
utilizzo dei biocarburanti nel settore dei trasporti, incremento della performance
energetica degli edifici e la produzione combinata di energia elettrica e
calore. Tuttavia, nonostante gli sforzi compiuti al fine di ridurre le
emissioni dannose, si constata una crescita delle emissioni globali.
L’obiettivo perseguito attraverso il
programma IEE è, quindi, quello di produrre effettivi cambiamenti dello stile di vita dei cittadini europei. Il
programma energia intelligente cerca infatti di incrementare l’utilizzo di
energie rinnovabili e l’impiego efficiente dell’energia attraverso la
diffusione delle informazioni a tutti i soggetti competenti attivi nel settore
dell’energia. Oltre a voler accrescere la consapevolezza dei cittadini ed a
modificarne il comportamento, il programma IEE mira a cambiare la normativa esistente, a favorire gli investimenti e a trasformare il mercato.
Il
programma è suddiviso in 4 settori di applicazione:
Efficacia
energetica (SAVE);
Energie
rinnovabili (ALTENER);
Energia
e trasporti (STEER);
Cooperazione
con i paesi in via di sviluppo (COOPENER).
(http://ec.europa.eu/energy/intelligent/library/publications_en.htm);
UNA RIFORMA RADICALE DEL DEL VINO
La Commissione europea deve
adottare una comunicazione che comporta delle opzioni di riforma dell’organizzazione
comune del mercato (OCM) del vino.
Secondo una prima versione del
documento, che sarà corredato di un esame critico della situazione del settore,
il Commissario all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel, raccomanda un regime molto
semplificato, senza la maggior parte dei suoi meccanismi attuali di gestione
del mercato (come la distillazione di crisi e lo stoccaggio privato).
Primo
scenario di una riforma radicale: la politica attuale in materia di diritti
alla piantatura sarebbe portata a termine nel 2010 come data ultima.
Secondo
scenario di una riforma radicale:
Principali
fattori di una riforma radicale:
Un
pacchetto finanziario sarebbe messo a disposizione di ciascun Stato membro
produttore per finanziare le misure ritenute necessarie. Questi crediti
potrebbero essere usati in particolare per applicare delle misure di gestione
di crisi (assicurazione contro le catastrofi naturali, copertura contro le
crisi di reddito, fondo mutualistico specifico al settore).
La
nozione europea di vini di qualità sarebbe confermata e promossa al livello
mondiale. Tuttavia, i produttori di vini sarebbero autorizzati a produrre e
commercializzare dei vini del tipo “nuovo mondo” per tener conto della
concorrenza straniera.
Riguardo
alle pratiche enologiche,
Il
bilancio comunitario previsto per il vino (circa 1,3 miliardi di € nel 2005)
non sarebbe ridotto, bensì speso in modo totalmente diverso, secondo le prime
analisi della Commissione.
CREARE UN ISTITUTO EUROPEO DELLA
TECNOLOGIA
Nel
documento
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - SESSIONE
03 - 06 LUGLIO 2006
IL PARLAMENTO RENDE OMAGGIO A STACY
E NATHALIE
Appena entrato in Aula, il Presidente JOSEP BORRELL, in piedi, ricordando che sono passati solo 10 anni dal
caso Dutroux, ha voluto unirsi al dolore delle famiglie delle due bambine,
Stacy e Nathalie, uccise recentemente in Belgio. Il Presidente ha quindi affermato che questo
ulteriore caso di violenza nei confronti di bambini non rappresenta un caso
individuale di cronaca, ma è «un fatto di società» che non può lasciare
indifferenti poiché, con le bambine, si è ucciso lo stesso «concetto di
innocenza». La politica, ha aggiunto, deve essere utilizzata per prevenire
questi fatti, aiutare le famiglie e far sì che non si dimentichi. Dopo aver
anche ricordato le numerose vittime di un incidente ferroviario verificatesi a
Valencia, il Presidente ha chiesto all'Aula di osservare un minuto di silenzio.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti
relazioni:
- Doc. A6-0236/2006 - Risoluzione legislativa sul progetto di
decisione del Consiglio che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità
per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione
-
Doc.
A6-0237/2006 - Decisione sulla
conclusione di un accordo interistituzionale sotto forma di dichiarazione
comune inerente alla proposta di decisione del Consiglio che modifica la
decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di
esecuzione conferite alla Commissione (nuova procedura di regolamentazione con
controllo)
PROGRAMMA DELLA PRESIDENZA FINLANDESE
Dichiarazione
del Consiglio - Presentazione del programma della Presidenza finlandese
Dibattito: 5.7.2006
Il Primo Ministro finlandese ha illustrato all'Aula le priorità della sua
Presidenza per i prossimi sei mesi: la legittimità dell'UE, la trasparenza e
l'efficienza dell'azione europea, la Costituzione, la competitività, il ruolo
di attore globale e le questioni legate allo Spazio di sicurezza e giustizia.
Intervento in nome del Consiglio
Matti Vanhanen
ha sostenuto che l'Europa deve iniziare a pensare al suo ruolo nel mondo
globalizzato poichè, per salvaguardare il futuro, occorrono azioni concrete sin
da ora. Nonostante le critiche, ha aggiunto, l'Unione ha dimostrato che è
capace di agire come nel caso delle prospettive finanziarie o con i progressi
realizzati sulla direttiva servizi. L'indebolimento della legittimità dell'UE, ha spiegato, è dovuto alla scarsa conoscenza
dei cittadini su cosa l'Europa fa per loro. Tuttavia, è anche necessario che
l'Unione migliori il suo modo di funzionare per offrire risultati che
influiscono sulla vita dei cittadini al fine di rafforzare la sua legittimità
ai loro occhi.
Il Primo Ministro ha quindi sottolineato
l'importanza di dotare l'azione dell'Unione di maggiore efficienza e trasparenza. Occorre quindi che
l'Europa agisca subito, sulla base degli attuali trattati, per dimostrare che è
in grado di ottenere risultati concreti sulla vita dei cittadini e non si
occupa solo di questioni istituzionali. Si tratta, più precisamente, di fornire
quel valore aggiunto che i singoli Stati non sono in grado di garantire. In
merito alla trasparenza, ha assicurato che la sua Presidenza darà piena
attuazione alla decisione del Consiglio europeo in merito all'apertura al
pubblico delle riunioni ministeriali. Ha poi riaffermato l'impegno riguardo al
miglioramento della legislazione UE, nel rispetto dei principi della
proporzionalità e della sussidiarietà ed ha quindi sostenuto la necessità di
nuove norme e l'attualizzazione di quelle esistenti.
In merito al futuro
dell'UE, il Presidente del Consiglio ha sostenuto l'approccio del doppio
binario che prevede l'avvio delle riforme in base ai trattati esistenti. Ma la
Finlandia avvierà anche delle consultazioni con gli Stati membri e le
Istituzioni sul futuro del Trattato che formeranno la base della relazione che
dovrà essere presentata nel corso della Presidenza tedesca. Si è quindi detto convinto
che l'Europa ampliata ha bisogno del trattato costituzionale e ha ricordato che
il suo Paese lo ratificherà in autunno. Riguardo all'allargamento, appunto, si
è detto felice che la "capacità di assorbimento" dell'UE non sia
stata elevata a criterio di adesione. L'allargamento, ha spiegato, è una storia
di successi, «la risposta strategica dell'Europa alle sfide mondiali» da cui
hanno tratto beneficio sia i vecchi sia i nuovi Stati membri. Ha poi notato che
è nel corso di questa Presidenza che sarà decisa la data di adesione di
Bulgaria e Romania, mentre continueranno i negoziati con Turchia e Croazia. Ma
la Finlandia sosterrà anche le aspirazioni dei Balcani Occidentali.
Per il Primo Ministro, la competitività dell'Europa è una questione fondamentale nel quadro
della globalizzazione. La Finlandia cercherà quindi di ottenere risultati sul
Settimo Programma quadro di ricerca, sulla legislazione riguardo ai prodotti
chimici (REACH), sulla direttiva servizi, sulla direttiva sull'orario di lavoro
e sulle tariffe del roaming. Sarà organizzato un Vertice dedicato
all'innovazione e dovranno essere continuati gli sforzi per completare il
mercato unico. Sulla questione energetica, ha ricordato che il Presidente Putin
sarà invitato a una cena di lavoro con i leader europei ed ha sostenuto la
necessità di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e di definire
linee guida comuni e una politica coerente sugli aspetti esterni della
questione energetica. Ma la competitività, ha precisato, non deve essere perseguita
a tutti i costi, vi deve essere un equilibrio tra le riforme, la sicurezza
sociale e la sostenibilità ambientale.
L'Unione deve diventare un attore globale. In tale contesto, la Presidenza intende rafforzare
il ruolo dell'UE e rendere le sue azioni maggiormente coerenti. Sarà poi
necessario sviluppare la gestione europea delle crisi e migliorare il
coordinamento civile e militare. Ha inoltre sottolineato l'importanza della
cooperazione con la Russia, non solo in campo energetico. In materia di Giustizia e Affari Interni, ha ribadito
che i cittadini si aspettano azioni concrete dell'Unione nella lotta contro il
crimine internazionale, il traffico di esseri umani e il terrorismo. In
proposito, ha sostenuto che l'azione europea potrà diventare più efficiente se
gli Stati membri si accorderanno per statuire in questo campo con il metodo
comunitario e votando a maggioranza qualificata. Il rafforzamento dei controlli
alle frontiere, ha spiegato, è solo parte della soluzione, poiché è anche
importante rafforzare la cooperazione con i paesi d'origine e di transito.
HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito
dichiarando che «il mondo sta vivendo
la febbre del calcio», sottolineando che «l'Europa ha già vinto» visto che «le
quattro migliori squadre vengono dall'Unione europea». I calciatori ci hanno
insegnato che la competizione corretta è una cosa bellissima, ha proseguito, e
in Europa e nel mondo «dovremmo avere questo fair play». Se questa è la base,
«noi avremo successo».
Il leader popolare ha poi riproposto l'idea di
costituire un gruppo di lavoro composto da rappresentanti del Consiglio, della
Commissione e del Parlamento che, sin da ora, prepari la dichiarazione
congiunta che sarà adottata in occasione del Vertice straordinario di Berlino
che commemorerà il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma. In merito
alle relazioni con la Russia, ha invece sottolineato che occorre che tale Paese
rappresenti un partner dell'UE forte, «possibilmente democratico» e che
rispetti i diritti umani, poiché «la politica delle pacche sulle spalle non è
necessariamente la migliore».
Nel dibattito è
intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente
della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor
Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, latine loquimur in Europa. Parliamo latino in Europa. Come cittadino
romano e come cittadino europeo, ringrazio la Finlandia per aver deciso di
inaugurare questo semestre di presidenza dell'Unione anche in lingua latina.
Ma il mio non è solo un ringraziamento formale. La
scelta ha un profondo significato: la civiltà romana, erede di quella greca, ha
rappresentato il primo, fondamentale elemento di unificazione dell'Europa. La
lingua latina, le grandi infrastrutture, il diritto, l'immenso mercato interno
e, infine, la pax augusta sono
state le fondamenta nelle quali ha affondato le sue radici il cristianesimo,
vero ponte tra l'Europa dell'ovest e l'Europa dell'est.
Un importante archeologo e scrittore europeo,
Valerio Massimo Manfredi, ha scritto: "Roma era soprattutto un grande
ideale". Parafrasando quelle parole potremmo dire: "l'Europa è
soprattutto un grande ideale". Non possiamo rinunciare a far vivere questo
grande ideale, dando all'Europa una legge fondamentale che le permetta di dare
a 450 milioni di cittadini le risposte ai problemi che più li preoccupano:
l'immigrazione, la sicurezza, la competitività con i paesi emergenti, la
questione energetica, la determinazione dei confini, la creazione di posti di
lavoro.
Il Presidente avrà il nostro sostegno. La
Finlandia ha l'importante compito di preparare, proseguendo il lavoro svolto
dall'Austria, il prossimo semestre a guida tedesca, che sarà determinante per
dar vita finalmente al Trattato costituzionale di cui l'Europa ha bisogno per
stare più vicina ai cittadini.
PER IL PARLAMENTO, IN TALUNI CASI,
LA CIA È STATA «DIRETTAMENTE RESPONSABILE» DI ATTIVITÀ ILLEGALI IN EUROPA
Doc. A6-0213/2006
Progetto di relazione intermedia
sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la
detenzione illegali di persone
Procedura:
Iniziativa - Dibattito: 5.7.2006 - Votazione: 6.7.2006
La lotta contro il terrorismo non potrà essere vinta
«sacrificando gli stessi principi che il terrorismo tenta di distruggere» e «la
tutela dei diritti fondamentali non deve mai essere compromessa». E' quanto
afferma il Parlamento europeo nella relazione intermedia sul presunto utilizzo
di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali
di persone. I deputati sostengono inoltre che «il terrorismo va combattuto con
mezzi legali e deve essere sconfitto nel rispetto del diritto internazionale e
delle normative interne» e con «un atteggiamento responsabile da parte dei governi
e dell'opinione pubblica».
Nonostante l'assenza di qualsiasi potere investigativo
paragiudiziario e «dinanzi alla segretezza opposta dalle autorità nazionali
circa le presunte attività dei servizi di intelligence», la commissione
temporanea afferma di aver raccolto «informazioni attendibili stando alle quali
sul territorio europeo si sono svolte pratiche illegali che hanno interessato
cittadini e residenti europei». I lavori finora realizzati, d'altra parte,
dimostrano anche «la necessità di eseguire altre verifiche e di raccogliere
elementi complementari di informazione».
Attività della CIA in
Europa
Sulla base delle prove presentate alla commissione
temporanea, i deputati si dicono indotti a credere che, «in taluni casi», la
CIA o altri servizi degli Stati Uniti «sono stati direttamente responsabili
dell'arresto, dell'espulsione, del rapimento e della detenzione illegali di
persone sospettate di terrorismo nel territorio degli Stati membri e di paesi
in via di adesione e candidati all'adesione, nonché della consegna speciale di
persone, tra cui anche cittadini o residenti europei». Nel ribadire quindi che
tali atti «sono in contrasto con i principi del diritto internazionale e
configurano una grossolana violazione dei diritti umani fondamentali», esprimono
preoccupazione per il fatto che, dopo l'11 settembre 2001 e nel quadro
dell'indispensabile lotta contro il terrorismo, «i diritti umani fondamentali
sono stati oggetto, a varie riprese, di gravi e inammissibili violazioni».
Nel deplorare che gli accordi di intesa tra gli USA e i
paesi europei non siano stati messi a disposizione della commissione
temporanea, il Parlamento condanna la prassi delle consegne speciali che, spiegano i deputati, «fanno sì che i
sospetti non siano sottoposti a processo, bensì siano trasferiti verso paesi
terzi per esservi interrogati, eventualmente torturati e detenuti in strutture
controllate dagli Stati Uniti o dalle autorità locali». Inoltre, ritengono
«inammissibili» le prassi di taluni governi volte a limitare la proprie
responsabilità «chiedendo assicurazioni diplomatiche da paesi nei cui confronti
sussistono forti motivi per presumere che pratichino la tortura». Nella misura
in cui richiedono un’eccezione alla norma, secondo i deputati, tali
assicurazioni diplomatiche costituiscono «un tacito riconoscimento
dell'esistenza di pratiche di tortura in paesi terzi».
Il Parlamento esprime poi «profonda preoccupazione» per
il fatto che tutti i lavori finora svolti dalla commissione temporanea sembrano
indicare che lo spazio aereo e gli
aeroporti europei sono stati utilizzati per il trasferimento illegale di
persone sospettate di terrorismo sotto custodia della CIA e dell’esercito
statunitense o di altri paesi (tra cui l'Egitto, la Giordania, la Siria e
l'Afghanistan) «che usano sovente la tortura negli interrogatori, come
riconosciuto dallo stesso governo statunitense». D'altra parte, accoglie con
favore la reazione del Congresso statunitense, che ha applicato l'emendamento
McCain concepito per assicurare ai presunti terroristi una protezione migliore
da trattamenti illegali da parte di agenzie statali.
Per i deputati, «il numero elevato» di voli di aeromobili
posseduti o noleggiati dalla CIA utilizzando lo spazio aereo e gli aeroporti
europei costituisce una violazione della Convenzione di Chicago che impone
l'obbligo di ottenere un'autorizzazione in materia di voli di Stato. Deplorano
poi che nessun paese europeo abbia adottato procedure volte a verificare se gli
aeromobili civili «non servissero a fini incompatibili con le norme
internazionalmente riconosciute in materia di diritti umani». D'altra parte,
considerano assolutamente insufficiente la legislazione europea in materia di
cielo unico europeo, di utilizzazione, controllo e gestione degli spazi aerei
nazionali, di utilizzo degli aeroporti degli Stati membri e dei vettori europei
e sottolineano la necessità di fissare nuove regole nazionali, europee e
internazionali.
Facendo proprio un emendamento proposto dal PPE/DE,
inoltre, il Parlamento osserva che i lavori della commissione temporanea «non
hanno finora fornito prove che dimostrino l'esistenza di prigioni segrete nell'UE». Tuttavia, ritiene che nei mesi futuri i
lavori della commissione temporanea debbano concentrarsi maggiormente su tale
tema.
Il ruolo dei governi
europei, il caso Abu Omar
Sulla base delle testimonianze e dei documenti finora
raccolti, il Parlamento «ritiene inverosimile» che taluni governi europei «non
fossero a conoscenza delle attività legate alle consegne speciali svolte nel
proprio territorio». In particolare, i deputati ritengono «del tutto
inverosimile» che «diverse centinaia di voli» attraverso lo spazio aereo di
vari Stati membri e altrettanti movimenti in arrivo o in partenza da aeroporti
europei «possano essere stati effettuati senza che i servizi preposti alla
sicurezza né i servizi di intelligence ne abbiano avuto cognizione e senza che
i responsabili di tali servizi siano stati quanto meno interrogati sui rapporti
fra tali voli e la pratica delle consegne speciali». Questa considerazione, è
spiegato, sarebbe suffragata dal fatto che personalità di primo piano
dell’amministrazione USA «hanno sempre affermato di aver proceduto senza aver
violato la sovranità nazionale dei paesi europei». Adottando un emendamento
proposto dal PPE/DE, d'altra parte, il Parlamento prende atto dei
contributi del coordinatore UE per la lotta al terrorismo e dell'Alto
rappresentante per la PESC, «i quali hanno entrambi dichiarato di non essere a
conoscenza di violazioni del diritto nazionale, internazionale o europeo da
parte degli Stati membri che cooperano con la CIA, aggiungendo che, ai sensi
del diritto comunitario, non sono autorizzati a chiedere agli Stati membri
informazioni al riguardo».
La relazione ritiene ugualmente inverosimile, visto
quanto emerso dalle inchieste giudiziarie, dalle testimonianze e dalla
documentazione esaminata, che il rapimento del cittadino egiziano Abu Omar, avvenuto a Milano il 17
febbraio 2003 ad opera di agenti della CIA, trasportato prima ad Aviano e poi a
Ramstein, «possa essere stato organizzato ed eseguito senza alcuna
comunicazione previa alle autorità governative o ai servizi di sicurezza
italiani». Con 291 voti favorevoli, 283 contrari e 13 astensioni, inoltre, il
Parlamento ha adottato un emendamento proposto dalla GUE/NGL che invita il
governo italiano, ove si presumano modificate le condizioni che hanno
determinato la precedente decisione, a chiedere l'estradizione dei ventidue
agenti della CIA coinvolti nel rapimento di Abu Omar, «al fine di agevolare il
procedimento giudiziario in corso e contribuire all'accertamento della verità».
Nel condannare poi altri casi simili verificatesi in
Europa, il Parlamento evidenzia la necessità di un maggior controllo democratico e giudiziario delle misure
anti-terrorismo dell’UE. Chiede quindi che il gruppo di lavoro del
Consiglio sulla lotta al terrorismo tratti sistematicamente la questione della
protezione dei diritti umani durante le sue riunioni e pubblichi una relazione
annuale in materia e invitano la futura Agenzia per i diritti fondamentali a
prestare particolare attenzione ai casi che implicano l’estradizione di
presunti sospettati di terrorismo da Stati membri a paesi terzi.
Cooperazione tra i
servizi segreti
Il Parlamento deplora il fatto che le regole concernenti
le attività dei servizi segreti «siano apparentemente inadeguate» in diversi
Stati membri e ciò, per i deputati, «rende necessario istituire controlli
migliori, in particolare per quanto riguarda le attività dei servizi segreti
stranieri nel proprio territorio, comprese le basi militari straniere». A suo
parere, inoltre, occorre adottare norme in materia di cooperazione a livello
dell'Unione europea. In proposito, pur dicendosi consapevoli dell'importanza di
una stretta cooperazione fra i servizi di intelligence degli Stati membri e
quelli degli Stati alleati, sottolineano «che tale cooperazione non deve essere
confusa con l'abbandono della sovranità sul territorio e lo spazio aereo
europei».
Sottolineando poi la diversità di approccio fra i modelli
giuridici americano e europeo su tali tematiche, il Parlamento riconosce
tuttavia che il terrorismo internazionale rappresenta una delle minacce
principali per la sicurezza e la stabilità dell'UE, nonché per l'intera
comunità internazionale, e che essa può essere combattuta unicamente con mezzi
legali, in stretta cooperazione con gli Stati Uniti.
La difesa dei diritti
umani è un dovere
Il Parlamento rammenta agli Stati membri che hanno
l'obbligo di accertare formalmente se il proprio territorio o spazio aereo
siano stati utilizzati per violazioni
dei diritti umani commesse da essi stessi o da Stati terzi con la loro
necessaria cooperazione diretta o indiretta, e di adottare ogni misura
legislativa atta ad evitare che tali violazioni abbiano a ripetersi. Sottolinea
inoltre che la proibizione della tortura
e di un trattamento crudele, inumano e degradante «è assoluta e senza
eccezioni», indipendentemente dal fatto che si tratti di stato di guerra o di
minaccia di guerra, di instabilità politica interna o di altri stati di emergenza.
Ricorda poi che i casi di detenzioni segrete, di rapimenti e di consegne
speciali costituiscono violazioni dei diritti fondamentali in virtù del diritto
internazionale, soprattutto nella misura in cui tali atti sono sinonimo di
tortura o di trattamenti inumani e degradanti.
In proposito, i deputati sottolineano che le informazioni
o le confessioni estorte sotto tortura o mediante un trattamento crudele,
disumano e degradante, «non possono in nessun caso essere considerate prove
valide» e giudicano con grande scetticismo l'attendibilità delle confessioni
ottenute con la tortura e il loro presunto contribuito alla prevenzione e alla
repressione del terrorismo. Chiedono quindi fermamente agli Stati membri, ai
paesi in via di adesione e ai paesi candidati di rispettare rigorosamente la
convenzione dell'ONU contro la tortura, e segnatamente il principio del non
respingimento, secondo cui "Nessuno Stato Parte espelle, respinge né
estrada una persona verso un altro Stato qualora vi siano serie ragioni di
credere che in tale Stato essa rischia di essere sottoposta a tortura".
Inoltre, invitano gli Stati membri ad evitare ogni ricorso a garanzie
diplomatiche contro la tortura.
Il Parlamento, inoltre, rileva la necessità urgente di
pervenire a una interdizione chiara, in termini di diritto internazionale,
delle "consegne speciali" e chiede alle istituzioni europee di
adottare una posizione comune in materia e di affrontare la problematica con i
paesi terzi interessati. Invita poi gli Stati membri a prendere una posizione
più decisa in merito alla chiusura del centro di detenzione di Guantanamo Bay. Occorre anche assumere
un ruolo proattivo nel trovare una soluzione per i detenuti contro cui non sarà
intentato alcun procedimento giudiziario e che non possono tornare nel loro
paese d'origine o di residenza perché sono diventati apolidi o perché vi
sarebbero sottoposti a tortura o ad altri trattamenti crudeli, disumani o
degradanti. Infine, gli Stati membri sono esortati a fornire a tutti i
cittadini europei e a tutti coloro che hanno risieduto nell'UE e che sono
attualmente detenuti a Guantanamo «tutto il sostegno e l'assistenza necessari,
in particolare in campo legale».
Futuri lavori della
commissione temporanea
Il Parlamento rileva la necessità di proseguire i lavori
della commissione temporanea e approfondire la valutazione degli episodi
corrispondenti al fine di verificare l'esistenza di una violazione, da parte di
uno o più Stati membri, dell'articolo 6 del trattato sull'Unione europea che
impone il rispetto dei diritti umani. I deputati sottolineano inoltre
l'opportunità di estendere le indagini ad episodi e a paesi non citati
espressamente nella relazione e propongono che la commissione temporanea
prosegua i suoi lavori per la durata restante del mandato regolamentare di
dodici mesi, fatto salvo un eventuale prolungamento.
Per i deputati, infine, la commissione temporanea, al
termine dei propri lavori, dovrà suggerire anche i principi da adottare in
merito alla necessità di disposizioni di monitoraggio interno dell'UE per
garantire che gli Stati membri rispettino i loro obblighi in materia di diritti
umani. Ma anche riguardo a nuove norme sullo scambio di informazioni tra i
servizi di intelligence, agli accordi con paesi terzi e con organizzazioni
internazionali impegnate nella lotta al terrorismo e agli accordi conclusi con
i paesi terzi nel quadro della politica europea di vicinato.
Intervento in nome del Consiglio
Paula Lehtomäki
ha sottolineato l'importanza della relazione interinale, soprattutto in
considerazione del ruolo e del potere di iniziativa del Parlamento europeo. Il
rispetto dei diritti fondamentali e la lotta al terrorismo, ha aggiunto, non
possono essere in contraddizione e occorre conformarsi al diritto
internazionale. Ha poi precisato che il
Trattato non riconosce competenze all'UE in questo settore, tuttavia il
Consiglio non è rimasto passivo.
Al riguardo ha citato le diverse discussioni
tenutesi tra i ministri degli affari esteri dell'Unione e il dialogo con gli
USA, avviato già sotto Presidenza britannica e proseguito fino al Vertice di
Vienna. Al riguardo, il Ministro ha ricordato l'invito rivolto agli USA a
fornire le informazioni al Consiglio d'Europa e a chiudere Guantanamo. Ha
quindi concluso sostenendo che la Presidenza sarà artefice della difesa dei
diritti umani.
Intervento in nome della Commissione
Alla vigilia dell'anniversario dell'attacco
terroristico a Londra, ha esordito Franco
Frattini, la lotta al terrorismo
«deve restare l'obiettivo principale della strategia europea di sicurezza» e,
questa, «è la buona occasione per ricordarlo» affermando in modo chiaro «che il
rispetto dei diritti fondamentali di ciascun essere umano è l'altro elemento
che si deve inserire nella strategia europea di sicurezza». E' evidente, ha
aggiunto, che quando attentiamo o riduciamo le garanzie di libertà e i diritti
fondamentali delle persone, «rischiamo involontariamente di offrire un
argomento alla propaganda proprio dei terroristi che dobbiamo combattere». E'
quindi necessario ricercare la verità, che sia «una verità storica, una verità
giudiziaria e una ricerca di responsabilità».
Ha quindi ricordato che la Commissione europea ha
contribuito a questa ricerca con convinzione, aiutando e sostenendo con forza
dal primo giorno la richiesta della commissione temporanea di ottenere i dati
di Eurocontrol che, secondo quanto risulta dal rapporto, «sono stati uno degli
elementi più importanti per individuare alcuni fatti». Inoltre, sempre con
convinzione, il vicepresidente ha sostenuto le richieste della commissione
temporanea del Parlamento di avere accesso alle fotografie satellitari
dell'Agenzia europea e «per ben tre» volte ha ricordato ai ministri degli
interni dei paesi membri l'importanza di collaborare con la commissione
temporanea del Parlamento e di sviluppare delle indagini e degli accertamenti
nazionali nei paesi dove questo non era ancora accaduto.
Prendendo atto e condividendo l'idea che la
commissione temporanea del Parlamento non ritiene di essere una sorta di super
tribunale europeo, ha però sottolineato che gli elementi indicati nella
relazione sono «uno strumento utile e saranno valutati molto
approfonditamente». Alcuni, ha spigato, sono già stati valutati perché erano
già noti a molte autorità giudiziarie nazionali che stanno indagando ma, ha aggiunto,
queste stesse autorità nazionali, anche alla luce dei dati della
relazione, potranno e dovranno
provvedere a degli accertamenti «con ancora più forza». Lo dovranno fare, ha
precisato, garantendo il diritto a un processo. L'esito che tutti si augurano,
ha affermato, è «ottenere finalmente una verità piena e soddisfacente su queste
accuse» ed è quindi importante attendere con fiducia le decisioni che i giudici
dei paesi membri prenderanno.
In merito alle prospettive future, il
Vicepresidente ha affermato che una riforma dei servizi segreti appartiene alla
competenza nazionale ma ciò potrebbe essere oggetto di una riflessione più
ampia per vedere, ad esempio, se le regole di trasparenza possono essere
migliorate a livello di Stati nazionali, oppure se il coordinamento
dell'attività dei servizi in ciascuno Stato membro non debba vedere una
responsabilità più diretta dei capi dei governi dei rispettivi paesi. Ma anche
se non ci debba essere una sorta di controllo parlamentare nazionale sulle
risorse finanziarie dei servizi segreti, «perché tutti sanno che se si controllano
le risorse finanziarie c'è un modo importante di incidere sull'attività
funzionale». Infine, riguardo alla necessità rilevata dalla relazione di
definire nuove regole sull'aviazione civile non commerciale anche con aerei
civili, quella definizione di aereo di Stato o impiegato per attività di Stato,
il commissario ha anticipato che l'Esecutivo è pronto a sviluppare una
riflessione insieme alla commissione temporanea nel prossimo periodo di lavoro.
Nel dibattito è
intervenuto, a nome del Gruppo PPE-DE,
JAS GAWRONSKI (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, avevo sperato che l'onorevole Fava non
menzionasse il caso italiano di oggi, ma, visto che lo ha fatto, vorrei dirgli,
come membro italiano del Parlamento, e non come coordinatore del PPE, che,
oggi, Osama Bin Laden è felice perché, nel mio paese, invece di arrestare i
terroristi, ci si concentra sull'arrestare coloro che danno la caccia ai
terroristi.
Per quanto riguarda la relazione, credo, signor
Presidente, che non basta che il relatore affermi di poter accettare alcuni dei
nostri emendamenti. Si tratta di una relazione estremamente tendenziosa, che
prende in considerazione solo punti di vista critici degli Stati Uniti. Due
esempi: fino ad oggi hanno rifiutato di inserire nella relazione due
dichiarazioni di Solana e di de Vries perché i due hanno detto cose non di loro
gradimento, che non soddisfano la Sinistra e hanno affermato di non essere
consapevoli di alcuna violazione della legge da parte degli Stati membri
dell'Europa nella cooperazione con la CIA. Adesso, come grande concessione,
sembra che vogliano accettarlo.
Essi rifiutano tuttavia di accettare anche
un'altra dichiarazione perché va contro quella cosiddetta verità che cercano di
imporci, si tratta della dichiarazione di un esperto di Human Rights Watch che, come si sa, non è certo
un'organizzazione favorevole all'Amministrazione Bush, che ha detto alla nostra
commissione: "noi abbiamo sospetti, ma non abbiamo prove". Sappiamo
tutti che gli americani hanno commesso degli errori, per i quali dobbiamo
criticarli e anche condannarli, ma, se hanno commesso degli errori, è perché
fanno qualche cosa.
Avrei gradito vedere in questa relazione un
riconoscimento del fatto che, se oggi siamo qui riuniti a parlare del problema
CIA, è grazie alla stampa americana, al Congresso americano e al popolo
americano, e non grazie a loro. Di ciò non vi è alcuna traccia nel rapporto.
Per tutte queste ragioni rimaniamo decisamente critici
di questa relazione e anche molto delusi."
Nel dibattito è
intervenuto, inoltre, ANTONIO TAJANI
Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la relazione che stiamo discutendo ha
l'importante obiettivo di accertare responsabilità di singoli o di
organizzazioni per eventuali reati commessi in violazione dei diritti umani.
Tuttavia questa relazione non può e non deve
trasformarsi in un atto di accusa strumentale contro gli Stati Uniti ed altri
paesi impegnati in prima linea nella lotta contro il terrorismo. Il fine
politico non può mai distorcere la verità in spregio dei principi del diritto.
Per quanto riguarda le vicende che riguardano
l'Italia, mi preme sottolineare alcuni punti. In primo luogo, il governo
italiano e l'organizzazione dei servizi di sicurezza si sono sempre dichiarati,
in tutte le sedi parlamentari, totalmente estranei alle vicende che riguardano
la cattura di Abu Omar e nessuno fino ad oggi è stato in grado di dimostrare il
contrario. Desidero inoltre esprimere la mia solidarietà all'onorevole
Frattini, attaccato dall'onorevole Catania: eventuali responsabilità personali
non possono coinvolgere le Istituzioni.
In secondo luogo, lunedì scorso Abu Omar è stato ar