GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER
PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO
ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
25
maggio 2006
n° 138
Lettera informativa della Delegazione Italiana
Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
_____________________________________________________________________________
BREVI DALL'EUROPA
cambiamentI nell’industria del tessile e dell’abbigliamento
In data
25 aprile u.s. si è tenuta la conferenza “Gestire il cambiamento nell’industria
del tessile e dell’abbigliamento”, organizzata dalla Commissione europea, DG
Imprese e con la quale si è voluto fare il punto sul futuro del settore e sulle
principali sfide competitive che esso sarà chiamato ad affrontare nei prossimi
anni.
All’iniziativa
hanno partecipato rappresentanti della Commissione europea (su tutti il
Commissario alle Imprese Günter Verheugen), ed esponenti del mondo
istituzionale, imprenditoriale ed associativo attivi nel settore.
Proprio
il Commissario Verheugen ha, per primo, ricordato come è necessario gestire il
cambiamento nell’ottica della formulazione di una nuova politica industriale,
che consenta al settore tessile non solo di sopravvivere, ma di ritrovare la
sua competitività, essendo e dovendo rimanere, secondo Verheugen, un settore
strategico dell’industria europea.
“Non
possiamo prevenire il cambiamento, ma possiamo gestirlo” ha detto Verheugen,
attuando un richiamo al mondo imprenditoriale e alla sua capacità di attuare le
riforme necessarie per sviluppare nuovi mercati e nuove competenze.
Anche i
policy-makers hanno, però, secondo Verheugen, la responsabilità di creare le
condizioni che permettano al mondo imprenditoriale di attuare i cambiamenti
strutturali che sono oggi richiesti.
Un nuovo
approccio è, pertanto, necessario per avere nell’Unione europea una nuova base
industriale, attraverso azioni finalizzate a:
-
migliorare il quadro normativo per le imprese (“better regulation”);
-
supportare gli sforzi delle imprese nel campo della RST e della
competitività;
-
eliminare le barriere tecniche al commercio nell’ambito dell’Agenda di
Sviluppo di Doha (Doha Development Agenda–DDA);
-
favorire l’accesso delle imprese ai mercati esterni.
Occorre,
di conseguenza, una migliore integrazione tra le politiche europee, al fine di
far fronte (e risolvere) le internalità e le esternalità che incidono sulla
competitività delle imprese europee, ha concluso Verheugen.
I temi
della conoscenza e, quindi, dell’anticipazione del cambiamento e della coerenza
tra le differenti politiche comunitarie sono stati ripresi anche da altri
relatori intervenuti alla conferenza. Soprattutto è stata sottolineata la
necessità di una condivisione del cambiamento strutturale per la formulazione
di risposte coordinate tra imprese, sindacati e istituzioni. In tale contesto,
il concetto di partenariato gioca un ruolo essenziale proprio perché la
collaborazione tra i soggetti pubblici e privati consente di attuare interventi
adatti a produrre un cambiamento rapido ed efficace a tutti livelli, in
risposta alle nuove sfide competitive.
Da
ultimo, da più relatori è stato ricordato come sia determinante investire
maggiormente sull’istruzione, la formazione,
Da
ultimo, più relatori si sono soffermati sul tema del commercio internazionale,
e della necessità di agire per ottenere adeguate condizioni di reciprocità
negli scambi multilaterali. Vi è, infatti, un legame stretto tra la capacità
d’innovazione e il rispetto di regole che favoriscono la competitività delle
imprese.
Per un
approfondimento sull’azione dell’Unione europea nel settore tessile, si veda il
sito della Commissione europea, DG Imprese al seguente lnk:
http://europa.eu.int/comm/enterprise/textile/index_en.htm
NUOVA
DIVISIONE DEGLI STANZIAMENTI PER I SINGOLI PROGRAMMI
Dopo l’ultimo
Consiglio Competitività del 21 aprile a Graz sembra ormai possibile che un
accordo sul bilancio del 7° Programma quadro possa avvenire durante il
Consiglio competitività del 29 e 30 maggio. Da questo accordo e da quello che
deve essere raggiunto sul programma e il suo budget al Parlamento europeo
dipende la data di presentazione della proposta riveduta della Commissione. Le tre
Istituzioni tenteranno di andare avanti in modo da raggiungere un accordo in
prima lettura o, se non fosse possibile, in due letture molto ravvicinate per
permettere un avvio del programma al 1° gennaio 2007.
Il bilancio
definitivo del settimo PQ dovrebbe essere di 54,5 miliardi di euro,
Il bilancio per il
nucleare (-10%) e per il Centro comune di ricerca (-5%) non sono
particolarmente penalizzati.
Ecco la nuova
divisione degli stanziamenti (in milioni di euro) tra parentesi gli importi
formulati nella proposta iniziale: 50.183 miliardi di euro(72.726) ripartiti
tra:
(a) programma
Cooperazione: 32.202 miliardi (44.432) così ripartito: società
dell'informazione: 9.080 (12.670), pari al 18% del bilancio ricerca per il
periodo 2007-2013; sanità: 5.984 (8.317); trasporti, compresa
aeronautica e Galileo: 4.150 (5.940); nanotecnologie e materiali: 3.467
(4.832); spazio e sicurezza compreso GMES: 2.858 (3.960); energia: 2.235
(2.931); agroalimentare e biotecnologie: 1.935 (2.455) è l'unica voce
che progredisce passando davanti all'ambiente; ambiente: 1.886 (2.535); scienze
socio economiche e umane: 602 (792);
(b) programma Idee
(ERC): 7.480 (11.862);
(c) programma
People: 4.577 (7.129);
(d) programma
Capacità: 4.193 (7.486) che si divide in tal modo: infrastrutture di ricerca: 2.008
(3.961); ricerca per le PMI: 1.228 (1.901) scienza nella società (azioni
di comunicazione): 329 (554); potenziale di ricerca (regioni e
cofinanziamento fondi strutturali): 320 (554); cooperazione internazionale: 182
(358); regioni della conoscenza (sostegno alla cooperazione transfrontaliera
tra università, centri ricerca, industria e autorità regionali): 126 (158);
(e) attività non
nucleare del CCR: 1.751 (7.817);
EURATOM: 4.061 miliardi per il periodo 2007-2013, con un programma di 5
anni (2007-2011) corrispondente a 2.751 miliardi (3.092) ripartiti tra: -
ricerca sulla fusione (ITER): 1.947 (2.159) ; - fissione nucleare e
radioprotezione: 287 (394) ; - attività nucleari del CCR: 517 (539). Sul totale
del periodo le cifre indicative permettono di arrivare a 2.900 miliardi d'euro
per la fusione nucleare.
PROPOSTA DAZIO
SULLE CALZATURE CINESI E VIETNAMITE
L’industria
calzaturiera europea è un’industria costituita da un numero rilevante di
piccole aziende (più di 11.000 nel 2005), spesso concentrate in regioni in cui
sono i maggiori datori di lavoro: nel 2005, hanno prodotto 700 milioni di
calzature, un decimo della produzione mondiale. E’ quanto ha affermato il
socialista spagnolo Enrique Baron, durante la discussione sulla situazione in
cui versa il settore europeo delle calzature, un anno dopo la liberalizzazione,
e sulle misure proposte il 23 febbraio scorso dal Commissario europeo al
commercio, Peter Mandelson, di fronte a prove di dumping nelle esportazioni di
calzature cinesi e vietnamite in Europa. Il sistema di sorveglianza comunitario
“ex ante” istituito dalla Commissione per controllare l’andamento delle
importazioni provenienti dalla Cina ha messo in evidenza che queste
esportazioni cinesi erano aumentate nel 2005 del 450% e, in alcuni casi,
persino del 900%, ha ricordato Baron. In quanto Presidente della Commissione
per il commercio internazionale del Parlamento europeo, insisto sul rispetto
delle norme dell’OMC da parte di tutti i suoi membri, ha aggiunto Baron,
constatando che
Sono
"particolarmente impegnato a sviluppare una relazione reciproca di scambi
e d’investimenti tra l’Europa e
IDEE COMUNI PER
Francia,
Italia, Spagna e Portogallo hanno redatto un Memorandum in cui presentano la
loro visione della riforma del settore vitivinicolo; il loro punto di vista è
che l’organizzazione comune del mercato (OCM) vitivinicola debba “evolvere” per
favorire “una maggiore competitività” della catena viticola comunitaria e la
sua adeguazione all’evoluzione del mercato mondiale. Questi paesi raccomandano
il rafforzamento delle “misure strutturali” (strutturali, di gestione di
mercato e regolamentari) volte a rendere più dinamico il settore.
Il
Memorandum annovera i quattro grandi principi che devono guidare la revisione
di questo settore:
Controllare il potenziale di
produzione. I
quattro Stati membri produttori ritengono che per controllare il potenziale di
produzione, bisogna prima migliorare la sua conoscenza, in particolare tramite
l’ammodernamento dello schedario viticolo informatizzato. Sostengono inoltre
che il divieto di piantare nuove viti deve restare una regola di principio come
d’altronde il divieto di vinificazione e di mescolatura di mosti e/o di vini
provenienti da paesi terzi (per non generare eccedenti). Inoltre, raccomandano
il mantenimento del regime di sradicamento definitivo, ma corredato di un
dispositivo di sradicamento temporaneo che permetterebbe di attribuire un
sostegno finanziario a un viticoltore che decide di sopprimere viti; il diritto
di piantarne nuove resta congelato per vari anni, al termine dei quali il
viticoltore potrebbe ripiantare, cedere il diritto di piantatura a un terzo o chiedere
la trasformazione in sradicamento definitivo.
Regolazione del mercato e
strumenti di gestione di crisi. La consegna di sottoprodotti della vinificazione in
distilleria deve restare la regola da seguire, perché consente di eliminare i
volumi (circa 3,5% della produzione comunitaria), in maggior parte di cattiva
qualità. I paesi chiedono inoltre il mantenimento del sostegno alla conclusione
di contratti di stoccaggio a lungo termine per i mosti e i vini da tavola (per
regolare la commercializzazione nel tempo) e che gli Stati membri che lo
vogliono possano rendere obbligatorio sul loro territorio il meccanismo di
distillazione di crisi (che permette di ridurre il volume di vini eccedentari).
Il Memorandum sottolinea anche la necessità per gli Stati membri d’instaurare
di propria iniziativa nuovi strumenti, complementari alle misure attuali, come
ad esempio: la “vendemmia in verde” (strumento che permette di distruggere
preventivamente una parte del raccolto, prima della vendemmia, per ridurre i
volumi eccedentari che bisogna poi distillare); degli strumenti che permettono
alle strutture professionali di adottare regole vincolanti per la limitazione
dei volumi e la regolazione dell’immissione nel mercato; il sostegno alle
strutture professionali per l’applicazione di casse di perequazione che
permettono loro in particolare di attutire le fluttuazioni dei corsi per i
produttori. Le casse sarebbero inizialmente finanziate da fondi pubblici
nazionali e comunitari. In seguito, il loro funzionamento sarebbe principalmente
a carico dei produttori (contributi quando i corsi dei prodotti sono elevati e
pagamenti compensatori in periodo di crisi).
Favorire la commercializzazione. I paesi sono favorevoli al
mantenimento del regime di ristrutturazione e di riconversione del vigneto e
alla semplificazione delle sue condizioni d’applicazione. Chiedono inoltre il
mantenimento di un aiuto all’elaborazione di succo d’uva e di un aiuto all’uso
di mosti concentrati per facilitare l’uso di produzioni non vinificate. Si pronunciano
inoltre per una modifica del dispositivo di “distillazione alcool da bere”, per
permettere sia d’inviare verso la trasformazione in alcool da bere vari milioni
di ettolitri di vino, sia di mantenere la competitività delle bevande
tradizionali usando alcool di vino e di vegliare che l’accesso di tutti gli
Stati membri sia equo.
Inoltre,
è essenziale, secondo questi paesi, garantire meglio la protezione delle indicazioni geografiche e delle
denominazioni d’origine controllata nel quadro di negoziazioni multilaterali e
degli accordi commerciali bilaterali.
Chiedono
infine che le decisioni in materia di uso di strumenti di gestione
(distillazione, misure strutturali, rendimenti …) siano prese al livello
pertinente (comunitario, nazionale, bacino di produzione) per meglio prendere
in conto la diversità delle strutture.
SPAGNA E PORTOGALLO
PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI
Spagna e
Portogallo hanno annunciato che non avrebbero prorogato le misure restrittive
transitorie alla libera circolazione dei lavoratori provenienti dai dieci nuovi
Stati membri, rispondendo così positivamente alle aspettative della
Commissione. In una conferenza stampa congiunta, i ministri spagnolo Jesùs
Caldera e portoghese José Antonio Da Silva, hanno precisato che si trattava di
una decisione basata su un’analisi della situazione concreta del loro mercato
del lavoro. Il ministro spagnolo ha aggiunto che d’ora in poi i lavoratori
provenienti dai dieci nuovi Stati membri beneficeranno degli stessi diritti in
materia di sicurezza sociale dei lavoratori dei “vecchi” Stati membri. Il
ministro portoghese ha affermato che la decisione era “importante” e “simbolica” per il proseguimento della
Costituzione europea e che per il Portogallo si trattava di rivolgere un
“segnale positivo” agli altri Stati membri, pur “capendo la posizione di
ciascuno”. Mentre il Regno Unito, l’Irlanda e
Secondo
una fonte comunitaria dovrebbe essere seguita dai Paesi Bassi e
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - SESSIONE
15 - 18 MAGGIO 2006
ALLARGAMENTO
BULGARIA E ROMANIA NELL'UE NEL 2007, SE RISPETTANO
I CRITERI
Dichiarazione della Commissione - Relazione di avanzamento verso l'adesione
di Bulgaria e Romania
Dichiarazioni della Commissione
JOSÉ MANUEL BARROSO ha sottolineato che la
valutazione dei progressi di Bulgaria e Romania sulla via dell'adesione sono il
frutto di un esame lungo e complesso. Il punto di partenza dell'approccio della
Commissione, ha spiegato, è che l'UE deve onorare gli impegni assunti ma, allo
stesso tempo occorre essere rigorosi riguardo ai criteri che debbono essere
rispettati dai paesi candidati.
Olli Rehn si è anzitutto detto soddisfatto e orgoglioso dell'ultimo ampliamento e ha
notato i progressi realizzati negli ultimi due anni dai nuovi Stati membri. Ha
quindi sottolineato che anche Bulgaria e Romania hanno fatto molti passi avanti
ed è un dovere della Commissione valutarli per vedere se sono pronti
all'adesione. In proposito, il commissario ha ribadito che la data del 1°
gennaio 2007 resta valida ma occorre essere certi del rispetto dei criteri e
risolvere i problemi in sospeso.
Nel dibattito è
intervenuto GUIDO PODESTA' (PPE/DE-I):
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi complimento con l'azione attenta che il
Commissario Rehn sta portando avanti in relazione ai due paesi in oggetto e
dalle parole del Commissario risultano evidenti i progressi compiuti da Romania
e Bulgaria. Mi sembra che l'aver ridotto, in pochi mesi, i punti ancora
irrisolti da sedici a sei e da quattordici a quattro, sia stato un risultato
brillante.
Ebbene, credo che in quest'Aula sappiamo tutti che
in occasione dell'adesione di dieci paesi all'Unione europea, il 1° maggio
2004, i dieci paesi in questione non erano completamente pronti all'ingresso
nell'Unione. Sappiamo altresì che gli sforzi intrapresi da tali popoli si
completano nel tempo. Ditemi voi se in alcuni di questi paesi non vi sono
problemi di minoranze o se la lotta alla corruzione non interessa ognuno dei
venticinque Stati membri dell'Unione? E allora, che cosa è cambiato rispetto al
1° maggio 2004? Perché allora è stata posta l'enfasi sulle foto e le bandiere
mentre oggi si risconta una posizione molto più rigorosa e anche molto più
formale?
Credo che dobbiamo riconoscere che, se è vero che
vi sono effettivamente dei problemi nei due paesi che stanno per entrare
nell'Unione, è probabile che i maggiori problemi sussistano all'interno
dell'Unione stessa. E se ci chiediamo che cosa è cambiato rispetto ad allora,
la risposta è che non abbiamo saputo portare a compimento quel Trattato
costituzionale, che era elemento fondante di questo allargamento.
Attenzione, però, a non far pagare a questi paesi
e a questi popoli - che hanno compiuto tanti sforzi per uscire dalla fase
storica del comunismo - un prezzo che non compete loro. In conclusione, signor
Commissario, credo che stiamo andando nella direzione giusta e mi aspetto che
in autunno si confermi la data del 1° gennaio 2007 per l'adesione di Romania e
Bulgaria."
SÌ ALL'ACCORDO SULLE
PROSPETTIVE FINANZIARIE 2007-2013
Relazione sull'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e la
sana gestione finanziaria - Conclusione dell'accordo
interistituzionale (AII) sulla disciplina di bilancio e su una buona gestione
finanziaria
Procedura: Accordo
interistituzionale - Dibattito: 17.5.2006 - Votazione: 17.5.2006
Il Parlamento ha approvato il
bilancio comunitario per i prossimi sette anni. I deputati hanno tuttavia
indicato talune lacune che intendono correggere nel corso della revisione del
2009. Pur accogliendo con favore i 4 miliardi di euro aggiuntivi destinati ai
programmi considerati come prioritari, hanno anche ricordato che quanto
proposto dal Parlamento nel 2005 avrebbe permesso un finanziamento migliore
delle politiche UE. E' poi ribadito che ogni futuro quadro finanziario dovrà
durare 5 anni.
Dopo l'adozione a larga maggioranza dell'accordo
definito il 4 aprile scorso con il Consiglio sulle prospettive finanziarie
2007-2013, il Presidente del Consiglio Wolfgang
Schüssel ha voluto ringraziare il
Parlamento per il lavoro svolto. Ha anche sottolineato che la proposta della
Presidenza lussemburghese non era tanto diversa dal quadro di bilancio siglato
quest'oggi e, per tale ragione, ha voluto rendere omaggio a Jean-Claude Juncker
che «avrebbe meritato di vivere questa giornata». Ha poi affermato che,
comunque, la crisi sul bilancio è stata risolta dal Consiglio e dal Parlamento
assieme e che ora l'UE, per i prossimi sette anni, si è dotata di maggiori
risorse per attuare la Strategia di Lisbona e per l'adesione di Romania e
Bulgaria.
Il Presidente JOSEP
BORRELL ha dichiarato che
quest'accordo riafferma il ruolo del Parlamento in quanto autorità di bilancio
che ha voce in capitolo in merito alle prospettive finanziarie. Ha poi ricordato
che l'accordo raggiunto rappresenta il massimo che il Parlamento poteva
concedere ma anche il minimo per poter far funzionare l'UE. Rivolgendosi al
Cancelliere austriaco, ha poi affermato che il Parlamento accoglie con favore
l'iniziativa di rivedere il sistema delle risorse proprie dell'UE, anche perché
le prossime prospettive finanziarie «non potranno certamente essere negoziate
con il metodo finora utilizzato».
Assieme alla commissaria responsabile del bilancio,
Dalia Grybauskaitė, i due
Presidenti hanno quindi firmato l'accordo.
Adottata con 440 voti favorevoli, 190 contrari e 14
astensioni, la prima relazione riafferma anzitutto la determinazione del
Parlamento a definire un quadro finanziario pluriennale sostenibile, «che
preveda mezzi finanziari sufficienti per far fronte alle esigenze politiche
negli anni a venire, nonché strumenti e riforme idonei al fine di migliorare
l'esecuzione». Al riguardo, ricorda poi che il Parlamento europeo è stato
l'unica istituzione che ha sviluppato una strategia globale e che - a
differenza dell'approccio del Consiglio, «basato su massimali e percentuali» -
ha effettuato un'analisi approfondita e completa dei fabbisogni al fine di
individuare le priorità politiche.
E' poi rammentato che, per la prima volta
dall'entrata in vigore delle prospettive finanziarie, il Parlamento ha
deliberato per oltre otto mesi in seno a una commissione temporanea ad hoc e ha
approvato una posizione negoziale
globale basata su tre pilastri, intesa a conciliare priorità politiche ed
esigenze finanziarie, ammodernare la struttura del bilancio e migliorare la
qualità dell'esecuzione del bilancio dell'Unione europea.
Le conclusioni del Consiglio europeo del dicembre
2005, è anche precisato, sono state respinte poiché non permettevano all'Unione
di dotarsi dei mezzi quantitativi e qualitativi necessari per far fronte alle
sfide future. In proposito è anche sottolineato il disappunto sul modo in cui
l'accordo era stato raggiunto in seno al Consiglio europeo, «dal momento che il
punto centrale dei negoziati sono stati i singoli interessi nazionali, anziché
gli obiettivi comuni europei».
Per i deputati, d'altra parte, l'accordo raggiunto dalle tre istituzioni il 4 aprile 2006, «ha
rappresentato l'unico compromesso per un bilancio pluriennale che il Parlamento
poteva raggiungere», al fine di assicurare la continuità della legislazione
dell'Unione europea, di garantire una sana gestione finanziaria dei fondi
comunitari e di conservare i propri poteri legislativi e di bilancio nel corso
del prossimo periodo. Con l'accordo, infatti, si sono realizzati dei progressi
nel quadro dei tre pilastri della posizione negoziale del Parlamento.
Tuttavia, il Parlamento sottolinea che alcuni problemi non sono stati risolti
nell'ambito dei negoziati e dovranno quindi essere affrontati in occasione del
riesame 2008-2009 e, se possibile, nel quadro delle procedure di bilancio
annuali. Per i deputati, in particolare, è «urgentemente necessario» riformare il sistema delle risorse proprie
e il versante della spesa, anche per evitare il ripetersi, in occasione delle
prossime prospettive finanziarie, «della dolorosa esperienza di un
mercanteggiamento all'insegna degli interessi nazionali». In ogni caso,
rammenta che la posizione adottata dal Parlamento nel giugno 2005 «rimane
l'obiettivo atto a garantire un livello ottimale di finanziamento e ulteriori
riforme, al fine di realizzare le ambizioni dell'Unione europea».
Inoltre, con la seconda relazione - adottata con
418 voti favorevoli, 187 contrari e 15 astensioni - i deputati accolgono con
favore la decisione di procedere a una revisione ampia e completa di tutti gli
aspetti delle spese e delle risorse dell'UE. In proposito, ribadiscono che il
Parlamento intende partecipare a questa revisione allo scopo di raggiungere un
accordo su un nuovo sistema finanziario globale «che sia equo, generoso,
progressivo e trasparente» e che fornisca all'Unione «la capacità di
equilibrare le sue aspirazioni con le risorse proprie piuttosto che con i
contributi da parte degli Stati membri».
E' infine confermata l'idea che ogni futuro quadro finanziario sia
fissato per un periodo di cinque anni,
compatibilmente con i mandati del Parlamento e della Commissione.
Degli emendamenti volti a respingere l'accordo sono
stati bocciati a larga maggioranza dall'Aula.
Nel dibattito è
intervenuto MARIO MAURO (PPE/DE-I)
Vicepresidente del Parlamento Europeo:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, gli interventi dei colleghi mettono in evidenza
che ben difficilmente riusciamo a uscire dalla logica del "bicchiere mezzo
pieno e mezzo vuoto".
Molti colleghi hanno visto il bicchiere
"mezzo pieno", molti altri lo hanno visto mezzo vuoto. Ma qual è il
fatto politico rilevante, al di là dei risultati parziali su ogni capitolo di
bilancio, che ci fa capire che questo è un buon risultato? Credo si tratti di
un risultato politico, nel senso che il Parlamento si è mostrato attivo, in
grado di rilanciare e di trasformare una decisione intergovernativa in una
decisione con una prospettiva europea. Di questo dobbiamo essere grati sia a
Reimer Böge e al team di
negoziazione, sia a tutti coloro che hanno dimostrato di preoccuparsi in
maniera proficua per il futuro di una generazione.
Mi permetto, in questo senso, di mettere in
evidenza che il risultato positivo di questa iniziativa politica è
rappresentato anche dal complesso di regole che accompagna il risultato di
bilancio e che consentirà l'accesso ai programmi comunitari in modo da
assicurare una solida gestione finanziaria.
In qualità di relatore per le reti transeuropee,
inoltre, mi preme sottolineare che tali reti rappresentano uno dei fattori
decisivi per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo economico e
occupazionale dell'Unione europea, individuati nell'Agenda di Lisbona. Pertanto
insisto sulla necessità che le risorse comunitarie vengano utilizzate in via
prioritaria sulle tratte transfrontaliere ad alto valore aggiunto europeo,
chiedendo successivamente agli Stati membri di impegnarsi sulle tratte
nazionali delle reti."
Nel dibattito è anche
intervenuto FRANCESCO MUSOTTO
(PPE/DE-I):
"Il
voto di oggi è particolarmente importante per tutta l'Unione europea, perché
segna la fine di due anni di complessi negoziati che hanno visto gli
eurodeputati impegnati per difendere un futuro bilancio basato su una visione
globale, su una prospettiva europea e non nazionale, con grande senso di
responsabilità e prospettiva politica. Si tratta di negoziati che ho avuto la
possibilità di seguire da vicino in quanto componente della prima commissione
temporanea istituita ad hoc per elaborare la proposta del Parlamento europeo
atta a rafforzare la politica di coesione e a garantire un livello ottimale di
finanziamento per le riforme necessarie a realizzare le ambizioni dell' Unione
europea e dei suoi cittadini, di cui noi siamo i rappresentanti.
Il Parlamento europeo è riuscito ad approvare un
bilancio che concilia priorità politiche ed esigenze finanziarie,
ammodernandone la struttura e migliorandone l'esecuzione. Dal voto di oggi
scaturiscono prospettive finanziarie in cui emergono elementi di novità che
sono stati fortemente voluti, quali l’aumento delle possibilità di spesa, la
maggiore flessibilità nella gestione, le priorità relative alle reti
transeuropee, ai programmi per il rafforzamento degli scambi giovanili, per la
politica estera e di sicurezza comune e per la politica di vicinato."
L'Assemblea ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
-
Doc.
A6-0154/2006 - Risoluzione sul bilancio
2007: relazione della Commissione sulla Strategia politica annuale (SPA)
-
Doc.
A6-0181/2006 - Risoluzione del Parlamento europeo sul progetto di bilancio rettificativo
n. 2/2006 dell'Unione europea per l'esercizio finanziario 2006, Sezione III -
Commissione
MENO NORME MA PIÙ CONTROLLI SULLA LORO APPLICAZIONE
-
Doc. A6-0089/2006 - Relazione sulla 21a e 22a relazione annuale
della Commissione (2003 e 2004) sul controllo dell'applicazione del diritto
comunitario
-
Doc. A6-0080/2006 - Relatore Giuseppe GARGANI (PPE/DE-IT) - Relazione su una strategia per
la semplificazione del contesto normativo
-
Doc. A6-0082/2006 - Relazione su "Legiferare meglio
2004" – applicazione del principio di sussidiarietà (dodicesima relazione
annuale)
-
Doc. A6-0083/2006 - Relazione sull'attuazione, le conseguenze e
l'impatto della legislazione vigente nel settore del Mercato interno
Procedura: Iniziativa - Dibattito:
4.4.2006 - Votazione: 16.5.2006
Il Parlamento ha approvato un pacchetto di relazioni sull'iniziativa
"legiferare meglio". I deputati chiedono maggiore severità e celerità
da parte della Commissione nel verificare la corretta applicazione delle norme
comunitarie nonché maggiori diritti per i cittadini. E' poi sostenuta la
semplificazione della legislazione e l'abrogazione delle norme obsolete, se
contribuiscono allo sviluppo economico e sociale e vedono protagonista anche il
Parlamento.
Con la prima relazione (Doc. A6-0089/2006) sul controllo dell'applicazione
del diritto comunitario, i deputati si dicono persuasi della reale necessità
che tutte le Istituzioni europee analizzino «in modo serio e visibile» e
privilegino «con maggiore convinzione» la questione del controllo
dell'applicazione. E ciò soprattutto alla luce dell'urgenza di ridurre il
volume della legislazione UE e delle iniziative legislative. Al riguardo, inoltre,
insistono sul fatto che ogni riduzione sulla quantità di legislazione prodotta
«deve trovare riscontro in una maggiore enfasi sull'attuazione».
Il Parlamento nota in seguito
che i principali problemi della procedura di infrazione (articoli 226 e 228
TCE) sono costituiti dalle lungaggini
(in media occorrono 54 mesi fra la registrazione della denuncia e il
deferimento alla Corte) e dal limitato uso fatto dell'articolo 228, che
permette il ricorso alla Corte di giustizia e la definizione di penalità in caso
di non esecuzione delle sue sentenze. D'altra parte, nota l'insufficiente
livello di cooperazione da parte dei tribunali della maggior parte degli Stati
membri, «che mostrano tuttora una certa riluttanza ad applicare il principio
del primato del diritto comunitario».
I deputati invitano quindi la
Commissione a «riconsiderare seriamente
il suo atteggiamento di indulgenza» nei confronti degli Stati membri per
quanto riguarda i termini di trasmissione delle informazioni richieste dalla
Commissione, l'adozione e la notifica dei provvedimenti nazionali di attuazione
e la corretta applicazione della legislazione comunitaria a livello nazionale,
regionale e locale.
Sottolineano poi che l’enfasi
posta sulle questioni organizzative e sui flussi di comunicazione non deve
dissimulare il fatto che molti casi di attuazione non corretta derivano dalla
cattiva qualità della legislazione e «riflettono il tentativo deliberato da
parte degli Stati membri di vanificare la legislazione comunitaria per motivi
politici ed economici». Pertanto, sollecitano la Commissione a richiedere agli
Stati membri di garantire un’applicazione retroattiva della regola comunitaria
al fine di sanare tutti gli effetti della violazione.
Il Parlamento, inoltre, nota
che l’attuale procedura non dà ai cittadini altro diritto se non quello di
presentare una denuncia, mentre la Commissione, nella sua veste di custode dei
Trattati, ha larga discrezionalità decisionale quanto all’opportunità di
registrare la denuncia e di avviare un procedimento. Ritenendo che niente vieti
di attribuire, con appositi strumenti normativi, ulteriori diritti ai denuncianti, i deputati chiedono quindi alla Commissione
di adoperarsi per adottare tali strumenti.
A loro parere, infatti, a tale
importante ed esclusiva prerogativa deve corrispondere un dovere di trasparenza
e rendicontabilità quanto ai motivi che hanno giustificato le decisioni, in
particolare quelle di non dar seguito alle denunce. Andrebbe poi esaminata la
possibilità di creare mezzi extragiudiziari di impugnazione più efficaci per i
cittadini europei, come corollario del diritto di petizione.
Il Parlamento, infine, ritiene
essenziale che le disposizioni legislative vengano formulate in modo tale da
renderne più agevole l'applicazione. Altrettanto importante è migliorare la
comprensione del diritto UE da parte dei cittadini e, di conseguenza, propone
che un compendio del cittadino sia
incluso, sotto forma di motivazione non legalistica, in tutti gli atti
legislativi.
Adottando la relazione di GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-IT) (Doc. A6-0080/2006) con 546 voti favorevoli, 10
contrari e 21 astensioni, i deputati sostengono «con fermezza» il processo di
semplificazione del contesto normativo dell'Unione europea, come pure
l'obiettivo di assicurare un contesto normativo «necessario, semplice ed
efficace».
Tuttavia, sottolineano che
tale processo deve fondarsi sulla piena partecipazione del Parlamento europeo
al dibattito interistituzionale, sulla consultazione ampia e trasparente di
tutte le parti interessate (Stati membri, imprese e organizzazioni non
governative) e sul miglioramento della generale trasparenza del processo
normativo, in particolare aprendo al pubblico le discussioni del Consiglio
quando esso esercita la funzione legislativa.
Il Parlamento incoraggia quindi
la Commissione ad adottare, nel quadro dell'Accordo interistituzionale
"Legiferare meglio", una normativa mirata e accuratamente studiata il
cui impatto sia prevedibile. Dovrà inoltre contribuire all'instaurazione di
condizioni favorevoli al potenziamento
della crescita e dell'occupazione, riducendo le spese e le procedure
amministrative superflue, sopprimendo gli ostacoli all'adattabilità e
all'innovazione e garantendo la certezza del diritto.
A tale proposito, peraltro, i
deputati si compiacciono dell'intenzione della Commissione di ridurre gli oneri
inutili per le PMI e di rafforzare l'uso delle tecnologie dell'informazione.
Ritengono infatti che la semplificazione del contesto normativo dell'Unione
europea dovrebbe mirare, tra l'altro, a rendere la legislazione più semplice e
più efficace e pertanto maggiormente «orientata all'utente». La priorità, è
precisato, andrebbe attribuita alla semplificazione dei regolamenti, mentre le
direttive dovrebbero essere semplificate «solo in casi eccezionali e debitamente
motivati» quando non disciplinano materie estremamente delicate o non sono il
risultato di un difficile compromesso, «come nel caso della legislazione
comunitaria sulle società».
Pur riconoscendo che l'abrogazione degli atti irrilevanti ed
obsoleti «sia un'esigenza prioritaria» che deve essere attuata dalla
Commissione senza indugio, i deputati chiedono tuttavia che sia accompagnata da
un atto giuridico comunitario, «impedendo agli Stati membri di disciplinare le
materie che siano state deregolamentate a livello comunitario». In proposito,
infatti, sottolineano che l'eccesso di regolamentazione in taluni settori è
dovuto in gran parte all'attività legislativa degli Stati membri e che, di
conseguenza, «all'abrogazione di norme comunitarie deve seguire un'abrogazione
delle corrispondenti disposizioni nazionali». E' quindi proposto alla
Commissione di realizzare un monitoraggio
costante delle normative nazionali che dovessero restare in vigore dopo
l'abrogazione della normativa comunitaria originaria.
Per i deputati, infine, la codificazione e la rifusione «sono
gli strumenti più importanti di semplificazione dell'acquis comunitario» e
incoraggiano quindi un più esteso ricorso a tali strumenti. Si dicono però
scettici sulla totale rifusione dell'acquis comunitario poiché «potrebbe
generare interpretazioni divergenti nell'ambito delle istituzioni europee». Il
Parlamento, inoltre, avverte che la semplificazione «non deve portare alla
riscrittura dell'acquis al di fuori del controllo democratico».
E' poi espresso l'auspicio che
le diverse proposte di rifusione e di revisione della Commissione
contribuiranno a migliorare il livello di sviluppo economico e sociale
nell'Unione nel contesto della politica di sviluppo sostenibile, nonché il
livello di protezione della salute dei consumatori e della qualità del loro
ambiente. Ritiene altresì che le Istituzioni debbono valutare l’opportunità di
stabilire una terza categoria di interventi tale da prevedere le facilitazioni
più opportune per la semplificazione degli atti giuridici comunitari.
Pur sostenendo le pratiche di coregolamentazione e di autoregolamentazione, infine, il
Parlamento sottolinea che gli strumenti legislativi tradizionali devono
continuare ad essere utilizzati per raggiungere gli obiettivi fissati dal trattato.
Anche perché, escludendo dal processo decisionale i rappresentanti eletti, il
ricorso alla standardizzazione «comporta il rischio di minore trasparenza e
responsabilità». Questa pratica deve quindi essere circoscritta rigorosamente
alle misure di armonizzazione di tipo meramente tecnico.
ABBAS AL PARLAMENTO: UN
PARTNER PALESTINESE PER LA PACE
Seduta solenne - Allocuzione di Mahmoud Abbas, Presidente dell'Autorità
palestinese
Dibattito: 16.5.2006
Il Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese è stato accolto in seduta
solenne dal Parlamento europeo. Nel suo intervento ha sottolineato l'impegno
per una soluzione pacifica al conflitto e rivolto dure critiche alla politica
israeliana nei territori palestinesi che mette a repentaglio il processo di
pace. Abbas ha chiesto all'Europa di continuare a sostenere la causa
palestinese fino alla costituzione di uno Stato indipendente a fianco di
Israele.
Il Presidente JOSEP
BORRELL ha accolto Mahmud Abbas
dicendosi onorato della sua presenza e ringraziandolo di essere tornato così
presto a Strasburgo dopo l'interruzione della sua precedente visita. Da allora,
ha proseguito, il Presidente dell'ANP è stato «nell'occhio del ciclone» poiché
in Medio Oriente «il ciclone è sempre vivo» e i prossimi mesi «saranno decisivi
per il futuro della popolazione palestinese e israeliana», ma avranno anche un
importante impatto per tutta la regione e anche per l'Unione europea. Tutti
noi, ha aggiunto, chiediamo un processo di pace sostenibile e siamo
perfettamente coscienti che «se non si agisce correttamente, si corre il
rischio di vedere il mondo avviarsi verso un periodo di guerre di religioni,
anticipate dall'elezione di partiti potenzialmente aggressivi».
Dopo aver ricordato che Mahmud Abbas si è sempre battuto per la ricerca di
una soluzione al conflitto attraverso il dialogo con l'avversario, il
Presidente ha sostenuto che nessuno può mettere in dubbio il suo impegno a
favore della pace e del rispetto degli accordi già sottoscritti. Sottolineando
la legittimità democratica del Presidente dell'ANP, ha poi affermato che il
risultato delle elezioni di gennaio - «che l'Europa rispetta e riconosce
pienamente» - ha suscitato serie preoccupazioni nella comunità internazionale.
La stessa comunità internazionale, ha aggiunto, si è resa conto del pericolo
che rappresenta la sospensione degli aiuti al popolo palestinese ed è giunta ad
un accordo su un meccanismo di finanziamento degli aiuti per i servizi
essenziali. In conclusione, il Presidente ha affermato che Mahmud Abbas «è
l'unico attore capace di parlare con tutte le parti in causa» e rappresenta «il
cordone ombelicale che può portare una soluzione pacifica al conflitto».
Il Presidente Mahmud Abbas ha anzitutto espresso la sua gratitudine per
l'invito da parte di un'assemblea che incorpora la storia di successo per le
nazioni del Continente europeo, che può servire da lezione per tante altre
nazioni. Sottolineando poi i buoni rapporti di vicinato tra la Palestina e
l'Europa e la necessità di rafforzarli ancora, ha osservato come molti deputati
in Aula siano stati testimoni dei problemi della Palestina nel corso delle loro
visite. Ha poi ricordato che il 15 maggio è stato celebrato il 58° anniversario
della Nakba palestinese, «che significa catastrofe» e rappresenta «un'ingiustizia
storica che ha portato all'espulsione dei palestinesi dalle loro terre, alla
distruzione della nostra società e alla negazione dei nostri diritti».
Con l'OLP, ha proseguito, è iniziata una lotta politica che ha portato
all'istituzione dell'Autorità Nazionale Palestinese nel 1994 che attribuisce
all'UE un ruolo molto importante. Il popolo palestinese, ha spiegato, «non ha
scordato il sostegno dimostrato da molti paesi europei sin dagli anni '70 «a
favore dei loro diritti e del loro movimento di liberazione». Non ha nemmeno
dimenticato il loro sostegno politico, economico e tecnico per l'avviamento
delle istituzioni palestinesi e per far fronte «all'assedio israeliano». In
questo momento difficile che apre la porta a numerosi pericoli, ha aggiunto, «ci
attendiamo un ruolo di leadership dell'Europa». Il Presidente ha quindi
ricordato che, nonostante le ingiustizie storiche, «la ricerca della pace è
stata continua e siamo in grado di formulare politiche realistiche per
restituire il diritto del nostro popolo all'autodeterminazione».
Il Presidente ha poi voluto ricordare il ruolo importante del leader
storico Yasser Arafat che, «con una decisione difficile e molto coraggiosa»,
accettò uno Stato palestinese che rappresenta solo il 22% della Palestina
storica. Il nocciolo del processo di pace, ha aggiunto, è stato sempre fondato
sul principio della partnership volta a risolvere i problemi e porre nuove basi
per le relazioni tra Palestina e Israele. Tuttavia, ha insistito, «Israele ha
respinto questo approccio, insistendo con politiche distruttive, con la
confisca delle terre e con la costruzione di muri che hanno portato pregiudizio
ai negoziati». Israele, ha proseguito, «non ha rispettato gli impegni contratti
con la comunità internazionale ed ha fatto vacillare e tolto slancio al
processo di pace». La politica sviluppata negli ultimi anni era tesa «a
distruggere completamente l'ANP, le sue istituzioni e le sue infrastrutture»,
alla cui realizzazione hanno partecipato i paesi europei.
Nonostante le frustrazioni, ha proseguito, «abbiamo fatto attenzione a che
la causa palestinese non fosse deviata e fosse conforme al diritto
internazionale». Abbiamo respinto e condannato tutti gli attacchi contro i
civili e ogni forma di terrorismo, enfatizzando la cultura della pace e la
natura pacifica e popolare della resistenza all'occupazione». Il Presidente ha
poi sottolineato come l'impegno per la pace sia proseguito dopo le elezioni
presidenziali ma, ciò nonostante, la controparte israeliana abbia continuato
con la costruzione del muro che suddivide i territori in un mosaico di zone
isolate e abbia proseguito con «gli assassini, gli arresti e le incursioni
militari» e respingendo gli accordi presi. Ha quindi affermato di aver cercato
di assicurare il ritiro israeliano dalla striscia di Gaza senza problemi e
garantire la sicurezza alla frontiera con l'Egitto, anche grazie al supporto
dell'UE. Ma Israele «non ha accettato la nostra disponibilità», ha «aggravato
il deterioramento delle condizioni economiche» e ostacolato il movimento
all'interno dei territori».
Per il Presidente la frustrazione generata dall'occupazione israeliana e
l'assenza di prospettiva per il processo di pace, sono state sullo sfondo delle
elezioni di gennaio. Tutto il mondo, ha aggiunto, ha però constatato come il
passaggio dei poteri sia avvenuto in modo armonico e democratico, «ma la
democrazia viene svilita se non vi è la libertà del popolo». Abbas ha però
precisato che non condivide la piattaforma programmatica di Hamas e molti
sforzi sono in atto affinché sia modificata per conformarsi agli impegni
internazionali. A tal fine è anche necessario il sostegno della comunità
internazionale, dando la possibilità al nuovo governo di adattarsi ai requisiti
fondamentali. La sospensione degli aiuti, invece, «esaspera il deterioramento
delle condizioni economiche e sociali» e indebolisce le capacità
amministrative. Per tale ragione, il Presidente ha voluto ringraziare il
Quartetto per la decisione di aiutare il popolo palestinese con un meccanismo
che sarà sviluppato dall'UE. In proposito ha anche chiesto a Israele di
svincolare immediatamente i proventi dei dazi doganali che spettano all'ANP.
Il Presidente ha poi sottolineato che Israele è tornato al «vecchio slogan»
secondo cui non vi è un partner palestinese e si detto preoccupato dall'idea
israeliana di tracciare le frontiere definitive all'interno del territorio
palestinese. Questo progetto, ha quindi spiegato, comprometterebbe la soluzione
dei due Stati, annettendo importanti porzioni del territorio palestinese
occupato e rendendo il resto un mosaico di isolette, senza continuità
geografica e senza le risorse idriche vitali. Lo slogan non ha fondamenta, ha
insistito, e resta valido l'impegno a tornare al tavolo del negoziato.
Reiterando poi l'invito alla comunità internazionale ad aiutare la regione, ha
quindi sottolineato i valori comuni della libertà, della democrazia, della
tolleranza e del dialogo. Rivolgendosi ai deputati, ha poi concluso dicendosi
convinto che continueranno a fornire il loro sostegno alla «giusta causa
palestinese», fino a che «non otterrà la libertà in uno Stato indipendente in
Terra Santa all'interno delle frontiere del 1967 e a fianco dello Stato di
Israele».
SEDUTA SOLENNE
Allocuzione del Presidente della Repubblica della Bolivia
Evo Morales Ayma
Riforme strutturali e sociali dando priorità a salute e istruzione,
nazionalizzazione delle risorse naturali e loro redistribuzione per avviare
un'industrializzazione che freni l'emigrazione dei boliviani, lotta al
narcotraffico ma non alla foglia di coca. Sono questi alcuni dei concetti
esposti all'Aula dal neo Presidente boliviano che ha anche condannato il
modello economico occidentale, sollecitato politiche che rispettino «madre
terra» e chiesto il sostegno dell'UE.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
-
Doc.
A6-0107/2006 - Risoluzione
legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Parlamento
europeo e del Consiglio relativa al finanziamento della normazione europea
-
Doc.
A6-0143/2006 - Risoluzione
del Parlamento europeo sull'esito dello screening delle proposte legislative
pendenti dinanzi al legislatore
FARE DI PIÙ PER I DIRITTI UMANI NEL MONDO
Doc. A6-0158/2006
Relazione sulla relazione annuale sui diritti dell'uomo nel mondo 2005 e sulla
politica dell'UE in materia
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 17.5.2006 - Votazione: 18.5.2006
L'Unione è paladina dei diritti umani nel mondo. In una risoluzione che
valuta il rapporto sull'attività dell'UE nel 2005 in questo campo, i deputati
sostengono però che la sua azione possa essere migliorata e resa più
efficiente. Il Parlamento chiede
maggiore impegno per la ratifica dello Statuto della Corte Penale
Internazionale. Forti critiche sono espresse nei confronti della Cina e
dell'Iran. Ma anche gli USA e la Russia non sono esenti da biasimi.
Adottata con 522 voti
favorevoli, 32 contrari e 15 astensioni, la relazione si rallegra anzitutto del
fatto che l'UE «svolga un ruolo sempre più attivo sulla scena mondiale al fine
di migliorare la situazione globale dei diritti umani». Tuttavia, i deputati
ritengono che l'Unione europea non riesca ad affrontare in modo sistematico e
continuo le questioni dei diritti umani riguardanti i paesi terzi e ad
integrare la politica dei diritti umani nella sua politica commerciale, di
sviluppo e nelle altre sue politiche esterne nei confronti di tali paesi. In
proposito, mettono quindi in risalto la necessità di una politica comune,
coerente e trasparente attuata da tutti gli Stati membri dell'UE nelle loro
relazioni bilaterali con paesi terzi.
La relazione annuale
del Consiglio
I deputati sottolineano
l'importanza della "relazione annuale dell'UE sui diritti dell'uomo"
ai fini della visibilità dei problemi dei diritti umani in generale. Chiedono
tuttavia al Consiglio di focalizzare ulteriormente l'attenzione sulla
valutazione degli strumenti e delle iniziative dell'UE nei paesi terzi, di
occuparsi dei risultati conseguiti in tale contesto e di inserire studi
d'impatto delle attività oggetto della relazione. Rivendicano inoltre un ruolo
maggiore del Parlamento nell'elaborazione delle relazioni.
D'altra parte, invitano
il Consiglio a valutare l'opportunità di individuare ogni anno nel contesto
della sua relazione annuale un elenco dei "paesi che destano particolare
preoccupazione" per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani. Ciò
consentirebbe, a loro parere, di prestare maggiore attenzione ai diritti
dell'uomo nell'attuazione di tutte le politiche dell'UE nei confronti dei paesi
inseriti nell'elenco, «compresa l'imposizione di sanzioni commerciali e sugli
aiuti se tali violazioni persistono». In proposito, ritengono che criteri quali
l'indipendenza del potere giudiziario e dei mezzi di comunicazione nonché lo
statuto delle organizzazioni della società civile «siano essenziali per
valutare la situazione dei diritti umani».
Le attività dell'Unione
europea durante le due Presidenze
Tra le molte altre
cose, il Parlamento apprezza in particolare l'impostazione seguita dalla
Presidenza del Regno Unito riguardo alla pena
di morte, intraprendendo iniziative nei paesi in cui o vi è il rischio che
la moratoria sulla pena di morte venga sospesa di diritto o di fatto o, al
contrario, si stanno prendendo in considerazione provvedimenti interni per
l'introduzione di una moratoria. Chiede quindi a tutte le Presidenze future di
seguire tale esempio compiendo regolarmente passi presso i paesi che si trovino
in tali situazioni.
Inoltre, approva il
fatto che si sia data priorità al rispetto degli obblighi in materia di diritti
umani nell'ambito dell'apertura dei negoziati
di adesione con la Turchia e la Croazia, per la concessione dello status di
paese candidato all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e per l'apertura dei
negoziati relativi agli accordi di stabilizzazione e associazione con la Serbia
e Montenegro e con la Bosnia-Erzegovina. In proposito, i deputati chiedono alla
Commissione di assicurare che i paesi candidati compiano reali progressi nel
campo dei diritti umani, in particolare per quanto riguarda la protezione delle
minoranze, la libertà religiosa e la libertà di espressione, le popolazioni
sfollate e rifugiate, le persone con problemi di salute mentale e/o disabilità
intellettuali e la cooperazione con la giustizia internazionale.
Prendendo poi atto con
soddisfazione del fatto che la lotta contro il traffico di esseri umani è considerata una priorità delle
Presidenze del Consiglio, il Parlamento plaude alla scelta della libertà di espressione come uno dei
temi principali in materia di diritti umani durante la Presidenza del Regno
Unito.
Al riguardo, si dicono
preoccupati per l'alto numero di giornalisti condannati in tutto il mondo, in
particolare in Cina, in Bielorussia, a Cuba e nella Corea del Nord, per
presunta diffamazione di pubblici ufficiali o politici. Pertanto chiedono al
Consiglio di promuovere una moratoria mondiale di questi arresti di
giornalisti. D'altra parte, sottolinea che la libertà di espressione «non
esclude il rispetto e la comprensione reciproci tra civiltà diverse».
Il Parlamento plaude
all'impegno della Presidenza austriaca di continuare la prassi delle iniziative
nei confronti di tutti i partner internazionali dell'UE riguardo alla ratifica
delle convenzioni internazionali che vietano l'uso della tortura. Al riguardo, chiede anche al Consiglio e alla Commissione
di prendere in esame «modi nuovi e innovativi per attuare gli orientamenti
sulla tortura».
I deputati, inoltre,
raccomandano alle prossime presidenze UE di condurre iniziative sulla tortura
in tutti i paesi che sono firmatari delle pertinenti convenzioni «ma che non
sembrano cooperare» e si dicono preoccupati per le accuse di rilocalizzazione e
di esternalizzazione della tortura in paesi terzi. Invitano quindi l'UE a
considerare la lotta contro la tortura come un aspetto della massima priorità
della sua politica dei diritti dell'uomo.
Risultati delle
attività del Consiglio e della Commissione nelle sedi internazionali
I deputati si
rallegrano dell'attiva partecipazione dell'UE e dei suoi Stati membri sulle
questioni dei diritti umani, nel 2005, in varie sedi internazionali, tra cui la
Commissione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, l'Assemblea generale
delle Nazioni Unite, il Consiglio ministeriale dell'Organizzazione per la
sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), il Consiglio d'Europa e la
Conferenza ministeriale dell'OMC.
In particolare, si
compiacciono del ruolo fondamentale svolto dall'UE nell'assicurare l'adozione
di risoluzioni critiche e costruttive sui diritti umani nella Repubblica
democratica del Congo, in Nepal, nella Corea del Nord, in Sudan,
in Uzbekistan e in Turkmenistan, nonché sui diritti umani
e la lotta al terrorismo. D'altra parte, si rammaricano del rifiuto dell'UE di
patrocinare risoluzioni sulle violazioni dei diritti umani in Cina, Zimbabwe e Cecenia.
Inoltre, si
congratulano con il Consiglio e con la Commissione per il «ragguardevole
successo» diplomatico raggiunto col deferimento del caso del Darfur (Sudan) alla Corte penale
internazionale (CPI) da parte del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, come chiedeva
una risoluzione del Parlamento europeo del 16 settembre 2004.
A tale proposito il
Parlamento invita il Consiglio e la Commissione a continuare ad «adoperarsi
energicamente per promuovere la ratifica universale dello statuto di Roma e
l'adozione della legislazione di attuazione della Corte penale internazionale» (CPI). In particolare, sollecita
Consiglio e Commissione «a raddoppiare i loro sforzi ..... nelle loro
iniziative presso gli Stati Uniti», che considera un «partner essenziale
dell'UE, soprattutto nella guerra al terrorismo».
Nel chiedere quindi al
governo e al Congresso degli Stati Uniti di ratificare senza ulteriori ritardi
lo "Statuto di Roma", ricordano tuttavia che «nessuna eccezione
giuridica deve essere accordata agli Stati Uniti su questo capitolo». A tale
proposito, condanna la sottoscrizione di "accordi bilaterali" con
l'amministrazione americana da parte di alcuni paesi, compresi alcuni Stati
membri dell'UE, che accordano "de facto" l'impunità ai soldati USA.
Consultazioni e
dialoghi politici con i paesi terzi
Il Parlamento prende
atto della valutazione contenuta nella relazione annuale del Consiglio sul
dialogo in materia di diritti umani con la Cina, «caratterizzato da continue notizie in merito
ad una lunga serie di violazioni». Tra queste cita «continue notizie di arresti
per motivi politici soprattutto di membri delle minoranze, presunte torture,
diffuso ricorso al lavoro forzato, frequente uso della pena di morte e
repressione sistematica della libertà di religione, della libertà di parola e
di espressione (anche nel contesto del trattamento imposto al popolo del Tibet)
e della libertà dei media, compreso Internet». I deputati, inoltre,
sottolineano che la possibilità di relazioni commerciali sempre più positive
«dev'essere subordinata alle riforme nel campo dei diritti umani».
Condannando l'appello
del Presidente iraniano a "cancellare Israele dalla Carta
geografica", i deputati esprimono preoccupazione per la situazione dei
diritti umani in Iran e il rammarico
riguardo al bilancio negativo in materia di diritti umani in Iran durante i
primi sei mesi del mandato del Presidente Ahmedinejad.
Preoccupazione è anche
espressa per le gravi violazioni dei diritti umani in Iraq, «comprese quelle nelle prigioni del paese». Ciononostante, i
deputati approvano il sostegno dato dall'UE al nuovo governo in Iraq e chiedono
un maggiore impegno dell'Unione per portare la stabilità nel paese. D'altra parte, esortano il Consiglio e la
Commissione a invitare il governo USA a chiudere immediatamente il centro di
detenzione di Guantanamo, e
insistono «affinché a tutti i prigionieri venga accordato un trattamento
compatibile con il diritto umanitario e affinché essi vengano processati senza
indugio in un pubblico ed equo processo dinanzi a un tribunale competente,
indipendente e imparziale».
Rallegrandosi
dell'avvio delle consultazioni dell'UE con la Russia in materia di diritti umani, i deputati temono che la nuova
legislazione russa sulle ONG impedisca alle organizzazioni per i diritti umani
di svolgere adeguatamente le loro attività ogni volta che è in gioco il
rispetto dei diritti dell'uomo, o addirittura impedisca loro tout-court di
funzionare. Al riguardo, chiedono alla Commissione e al Consiglio di sollevare
costantemente tale questione con la Russia, anche nelle sedi internazionali,
assieme alla questione delle esecuzioni extragiudiziali, delle
scomparse di persone e delle torture di detenuti in Cecenia.
Più in generale, i
deputati sostengono fermamente che tutti gli strumenti, documenti e relazioni
in materia di diritti umani, compresa la relazione annuale, devono affrontare
esplicitamente i problemi della
discriminazione. Tra questi, enunciano quelle relative alle minoranze
etniche, alle libertà religiose comprese le pratiche discriminatorie nei confronti
delle religioni minoritarie, ai diritti umani delle donne, dei bambini, dei
popoli indigeni, dei disabili e a quelli delle persone di ogni orientamento
sessuale.
I programmi di
assistenza esterna della Commissione
La relazione invita la
Commissione «a prendere seriamente in considerazione» la posizione del
Parlamento europeo in merito ad uno strumento specifico per i diritti umani per
il periodo 2007-2013. E, in proposito, sottolinea l'importanza dell'iniziativa
europea per la democrazia e i diritti dell'uomo (EIDHR), che è uno dei
principali strumenti che l'UE ha a sua disposizione.
Nell'esprimere poi
soddisfazione per il fatto che nel 2005 la Commissione ha potuto contrarre
impegni per oltre 125 milioni di euro, i deputati prendono atto del fatto che i
fondi EIDHR utilizzati per le missioni UE di osservazione elettorale nel 2005
sono stati pari ad oltre un quinto del totale. Tali missioni, è ricordato, si
sono svolte in 12 paesi fra cui l'Afghanistan, l'Etiopia, il Libano, la
Liberia, il Venezuela e la Palestina. A tale riguardo, lodano la crescente
efficacia delle attività di osservazione
elettorale dell'UE, ma ritengono che tale risultato non debba essere
raggiunto a spese dell'ammontare degli impegni di bilancio per progetti
relativi ai diritti umani da attuare a livello di base nei paesi di tutto il
mondo.
Esame dell'attuazione
delle clausole sui diritti umani e la democrazia
I deputati concordano
con la posizione espressa nella relazione 2005 secondo la quale la clausola sui diritti umani «costituisce
una base per un impegno positivo sulle questioni dei diritti umani e della
democrazia nelle relazioni con i paesi terzi». Sottolineano tuttavia che tale
posizione non può far escludere la possibilità della sospensione temporanea
della cooperazione a causa di una violazione della clausola. In proposito,
rinnovano la richiesta di definire una scala progressiva di misure e un chiaro
sistema di sanzioni da applicare per le violazioni della clausola sui diritti
umani da parte dei paesi terzi.
L'Assemblea ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
-
Docc.
B6-0284, 0285/2006 - Risoluzione su
Taiwan
-
Docc.
B6-0281, 0283, 0286, 0290, 0293/2006 - Risoluzione
sullo Sri Lanka
-
Docc.
B6-0282, 0287, 0288, 0289, 0292, 0294/2006 - Risoluzione sul Nepal
ETICHETTE CHIARE E
VERITIERE PER I PRODOTTI ALIMENTARI
Doc. A6-0122/2006
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui
prodotti alimentari
Procedura: Codecisione, seconda lettura - Dibattito:
15.5.2006 - Votazione: 16.5.2006
Senza calorie, zucchero o grassi, oppure ricco di fibre o vitamine. Queste
indicazioni, sempre più presenti sulle etichette, possono influenzare le nostre
scelte d'acquisto degli alimenti. Ma ci possiamo fidare? Il Parlamento ha
adottato in via definitiva un nuovo testo legislativo che intende disciplinare
tale questione per garantire una migliore tutela dei consumatori e assicurare
la libera circolazione delle merci nell'UE.
Tenuto conto della proliferazione nel numero e nel
tipo di indicazioni figuranti sulle etichette dei prodotti alimentari e in
assenza di disposizioni specifiche a livello europeo, la Commissione ha
presentato nel 2003 una proposta di regolamento volto ad armonizzare le norme
relative alle indicazioni presentate sui prodotti alimentari. Precisando le
condizioni di impiego delle informazioni nutrizionali e sanitarie sulle
etichette dei prodotti alimentari, lo scopo era di garantire un elevato livello
di tutela della salute dei consumatori e migliorare la libera circolazione
delle merci nell'Unione. Era infatti rilevata la necessità di evitare che i
consumatori fossero fuorviati nelle loro scelte d'acquisto nonché di sanare le
discrepanze e i diversi approcci tra le legislazioni nazionali che potevano
rivelarsi ostacoli al corretto funzionamento del mercato interno.
Il Parlamento ha approvato a larghissima
maggioranza gli emendamenti di compromesso negoziati con il Consiglio dei
Ministri sul nuovo regolamento relativo alle indicazioni nutrizionali e
sanitarie fornite sui prodotti alimentari. La procedura potrà quindi chiudersi
in seconda lettura e il provvedimento potrebbe entrare in vigore già entro la
fine del 2006.
I deputati, anzitutto, premettono che «una dieta
sana, varia ed equilibrata costituisce un presupposto per una buona salute» e
che i prodotti presi separatamente «hanno un'importanza relativa rispetto
all'insieme dell'alimentazione». Inoltre, per garantire un elevato livello di
tutela dei consumatori e facilitare le loro scelte, i prodotti commercializzati
«devono essere sicuri e adeguatamente etichettati». D'altra parte, sottolineano
che la dieta è uno dei tanti fattori che influenzano l'insorgere di determinate
malattie. Per tale ragione, l'apposizione di indicazioni riguardanti la
riduzione di un rischio di malattia deve essere sottoposta a condizioni
specifiche.
Per "indicazione"
si intende qualunque messaggio (o rappresentazione) non obbligatorio in
base alla legislazione comunitaria o nazionale, comprese le rappresentazioni
figurative, grafiche o simboliche in qualsiasi forma, «che affermi, suggerisca
o sottintenda che un alimento abbia particolari caratteristiche». Con "indicazione nutrizionale",
si fa riferimento a qualunque indicazione «che affermi, suggerisca o
sottintenda che un alimento abbia particolari proprietà nutrizionali
benefiche», dovute all'energia (valore calorico) che apporta, apporta a tasso
ridotto o accresciuto o, non apporta, e/o alle sostanze nutritive o di altro
tipo che contiene, contiene in proporzioni ridotte o accresciute, o non
contiene. Un allegato del regolamento enumera tutte le indicazioni consentite e
il loro significato. Infine, è considerata "indicazione sulla salute" qualunque indicazione «che affermi,
suggerisca o sottintenda l'esistenza di un rapporto tra una categoria di
alimenti, un alimento o uno dei suoi componenti e la salute».
In linea generale, l'impiego delle indicazioni
nutrizionali e sulla salute non può essere falso, ambiguo o fuorviante, oppure
dare adito a dubbi sulla sicurezza e/o sull'adeguatezza nutrizionale di altri
alimenti o ancora incoraggiare o tollerare il consumo eccessivo di un elemento.
Non può nemmeno affermare, suggerire o sottintendere che una dieta equilibrata
e varia non possa in generale fornire quantità adeguate di tutte le sostanze
nutritive, né fare riferimento a cambiamenti delle funzioni corporee che
potrebbero suscitare o sfruttare timori nel consumatore, sia mediante il testo
scritto sia mediante rappresentazioni figurative, grafiche o simboliche.
Per quanto riguarda il campo d'applicazione del regolamento, il compromesso precisa che si
estende alle indicazioni nutrizionali e sulla salute figuranti in comunicazioni
commerciali, sia nell'etichettatura sia nella presentazione o nella pubblicità
dei prodotti alimentari forniti al consumatore finale. Si applicherà, inoltre,
ai prodotti alimentari destinati a ristoranti, ospedali, scuole, mense e
servizi analoghi di ristorazione collettiva. Le disposizioni sulle indicazioni
nutrizionali e talune norme sulle indicazioni sanitarie non si applicheranno
nel caso di prodotti non imballati (come i prodotti freschi quali frutta,
verdure e pane) venduti direttamente al consumatore finale oppure che sono
imballati al punto di vendita su richiesta dell'acquirente. A tali prodotti si
applicheranno le disposizioni nazionali finché non saranno adottate misure
comunitarie.
Inoltre, i marchi
e le denominazioni commerciali o di fantasia riportati in etichetta, nella
presentazione o nella pubblicità di un prodotto alimentare che possono essere
interpretati come indicazioni nutrizionali o sanitarie, possono essere
utilizzati senza essere soggetti alle procedure di autorizzazione previste dal
regolamento. Occorre però che l'etichettatura, la presentazione o la pubblicità
rechino anche una corrispondente indicazione nutrizionale o sanitaria che sia
conforme alle disposizioni del regolamento.
D'altra parte, su richiesta delle imprese
interessate, possono derogare a questa disposizione le denominazioni generiche
tradizionalmente impiegate per indicare una proprietà di una categoria di
alimenti o bevande che può comportare effetti sulla salute umana, come ad
esempio "digestivo" o "pastiglie per la tosse". La
Commissione dovrà predisporre le norme cui attenersi per la presentazione di
tali domande. I prodotti immessi in commercio prima del 2005 sui quali però
figurano indicazioni in contrasto con il regolamento potranno continuare ad
essere venduti per altri 15 anni dopo la sua entrata in vigore (contro i dieci
previsti dalla posizione comune).
Nel corso dei negoziati, uno dei punti più
controversi del regolamento era l'opportunità o meno di imporre alle imprese di
indicare il "profilo
nutrizionale" del prodotto (tenore in grassi, zuccheri e sali), se
intendono sfruttare il livello di uno di questi componenti come argomento di
vendita. Alla fine si è optato per la soluzione che ne prevede l'obbligo. Spetterà
quindi alla Commissione stabilire i profili nutrizionali specifici, comprese le
esenzioni, che devono essere rispettati dagli alimenti (o da talune loro
categorie) per poter recare indicazioni nutrizionali o sulla salute nonché le
condizioni per il loro uso riguardo ai profili nutrizionali.
Questi dovranno essere stabiliti tenendo conto, in
particolare, delle quantità di determinate sostanze nutritive e di altro tipo
contenute nel prodotto alimentare (quali grassi, acidi grassi saturi, acidi
grassi trans, zuccheri e sale/sodio). Ma dovranno anche prendere in
considerazione il ruolo e l'importanza dell'alimento (o delle categorie di
alimenti) e il loro contributo alla dieta della popolazione in genere o, se del
caso, di certi gruppi a rischio come i bambini. Infine, dovranno tenere conto
della composizione nutrizionale globale dell'alimento nonché della presenza di
sostanze nutritive il cui effetto sulla salute sia stato scientificamente
riconosciuto.
I profili nutrizionali devono essere basati sulle
conoscenze scientifiche in materia di dieta, nutrizione e sul rapporto di
queste ultime con la salute. Nel fissare i profili nutrizionali, la Commissione
dovrà chiedere all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di
fornire, entro 12 mesi, un pertinente parere scientifico riguardante la
necessità di stabilire profili per gli alimenti in generale e/o per le loro
categorie, la scelta e il dosaggio delle sostanze nutritive da prendere in
considerazione, la scelta di quantitativi/basi di riferimento per i profili, il
metodo di calcolo dei profili e, infine, la fattibilità e la prova del sistema
proposto. Nel definire o aggiornare i profili nutrizionali, la Commissione
dovrà consultare gli operatori del settore interessato e le associazioni di
consumatori.
Il compromesso prevede inoltre che, in deroga alla regola generale, le
indicazioni nutrizionali relative alla riduzione di grassi, grassi saturi,
acidi grassi trans, zuccheri e sale/sodio siano consentite, senza fare
riferimento a un profilo per una o più sostanze nutritive per cui viene data
l'indicazione, purché risultino conformi alle condizioni del regolamento. Le
indicazioni nutrizionali sono anche autorizzate qualora una singola sostanza
nutritiva sia superiore al profilo nutrizionale, a condizione però che nelle
immediate prossimità dell'indicazione figuri un'avvertenza di pari visibilità
che informi il superamento della soglia specifica fissata nel profilo
nutrizionale con la dicitura "Elevato contenuto di ....". Ad esempio,
se in etichetta si indica che un alimento è povero in grassi, non potrà
omettersi di specificare che, rispetto a quanto stabilito dal profilo
nutrizionale, è però ad alto contenuto di zuccheri.
Le bevande
alcoliche contenenti più dell'1,2% in volume di alcol non possono recare
indicazioni sulla salute. Per quanto riguarda le indicazioni nutrizionali,
invece, sono ammesse unicamente quelle che si riferiscono a bassi tenori in
alcol, alla riduzione del contenuto alcolico e energetico. Inoltre è precisato
che, in mancanza di norme comunitarie specifiche sulle indicazioni nutrizionali
riguardanti un basso tenore alcolico o la riduzione o l'assenza di contenuto
alcolico o energetico in bevande che di norma contengono alcool, possono essere
applicate norme nazionali pertinenti ai sensi delle disposizioni del trattato.
Le indicazioni sulla salute debbono essere inserite
in un elenco comunitario (e tutte le condizioni necessarie per il loro impiego)
stilato dalla Commissione in base a una dettagliata procedura di autorizzazione che vede anche il coinvolgimento delle
autorità nazionali, e dell'EFSA. Dando seguito a quanto richiesto dai deputati,
il compromesso prevede che ogni inserimento nell'elenco di indicazioni basate
su dati scientifici recenti e/o che includono una richiesta di protezione di
dati riservati è adottato secondo una procedura accelerata che ha l'obiettivo
di lasciare tutto il tempo alla valutazione scientifica dell'EFSA.
Per i deputati, questo è l'unico modo per garantire
al consumatore che la qualità della valutazione non ne risenta e assicurare
all'industria tempi certi e brevi per l'approvazione. E' però precisato che non
è possibile ricorrere a tale procedura per le indicazioni che si riferiscono
allo sviluppo e alla salute dei bambini. L'idea dei deputati, infatti, è che in
questi casi occorre procedere con la massima attenzione. La procedura
"normale" è stata comunque abbreviata.
Inoltre, accogliendo un'altra richiesta dei
deputati, il compromesso prevede che la Commissione, in collaborazione con
l'EFSA, elabori delle linee guida tecniche e degli strumenti per assistere le
imprese, in particolare le PMI,
nella preparazione delle loro domande.
La Commissione dovrà anche istituire e tenere
aggiornato un registro comunitario delle
indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari. Il
registro, accessibile al pubblico, presenterà anche un elenco delle indicazioni
sulla salute respinte e il motivo del rigetto. Le indicazioni sulla salute
autorizzate in base a dati protetti da proprietà industriale sono registrate in
un allegato separato del registro.
Riguardo agli aspetti legati alla protezione dei dati, il compromesso
prevede che i dati scientifici e le altre informazioni contenuti nella domanda,
di norma, non possono essere usati a beneficio di un richiedente successivo per
un periodo di cinque anni (al posto dei sette della posizione comune) dalla
data dell'autorizzazione. Inoltre, fino al termine del periodo di cinque anni,
nessun richiedente successivo ha il diritto di far riferimento ai dati
designati come protetti da proprietà industriale dal richiedente precedente.
L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:
-
Doc.
A6-0078/2006 - Risoluzione
legislativa del Parlamento europeo relativa alla posizione comune del Consiglio
in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
sull'aggiunta di vitamine e minerali e di talune altre sostanze agli alimenti
PIÙ IMPEGNO CONTRO INCENDI, INONDAZIONI E SICCITÀ
-
Doc. A6-0152/2006 - Relazione sulle catastrofi naturali
(incendi, siccità e inondazioni) - aspetti attinenti all'agricoltura
-
Doc. A6-0147/2006 - Relazione sulle catastrofi naturali (incendi,
siccità e inondazioni) - Aspetti dello sviluppo regionale
-
Doc. A6-0149/2006 - Relazione sulle catastrofi naturali
(incendi, siccità e inondazioni) - Aspetti ambientali
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 18.5.2006 - Votazione: 18.5.2006
Migliorare il coordinamento a livello europeo per fronteggiare le
catastrofi naturali e individuare le zone a rischio. E' quanto chiedono tre
relazioni adottate dal Parlamento per prevenire e reagire a incendi e alluvioni
che devastano l'Europa. Vanno anche intensificate e migliorate le azioni a
tutela delle foreste e occorre garantire un uso efficiente dell'acqua. I
deputati chiedono poi un sistema di assicurazione per le crisi di mercato nel
settore agricolo.
Le relazioni adottate dal Parlamento chiedono un
miglior coordinamento dei diversi strumenti finanziari e operativi comunitari
volti a prevenire, gestire e reagire alle catastrofi naturali. Inoltre,
sollecitano la realizzazione di mappe delle zone a rischio d'incendio, di
alluvioni e di siccità accompagnate da piani di gestione. Particolare
attenzione è rivolta alle foreste,
per le quali i deputati chiedono un programma d'azione comunitario di protezione
contro gli incendi e una direttiva sulla prevenzione e sulla gestione degli
incendi. Ma è sollecitato il rafforzamento del finanziamento delle misure, in
ambito comunitario e nazionale, volte a promuovere uno sfruttamento sostenibile
delle sue risorse e il rimboschimento.
I deputati rilevano anche la necessità di adottare
misure volte a garantire un uso più sostenibile, razionale ed efficiente dell'acqua. E, in proposito, è sostenuta
l'applicazione dei principi "chi utilizza paga" e "chi inquina paga".
E' poi raccomandata l'istituzione di un Osservatorio europeo sulla siccità, la
desertificazione e le alluvioni.
Adottata con 498 voti favorevoli, 35 contrari e 20
astensioni, la seconda relazione (Doc. A6-0147/2006) sugli aspetti regionali
chiede al Consiglio di adottare rapidamente la decisione che istituisce un meccanismo comunitario di protezione civile,
esaminando la possibilità di rafforzarlo al fine di «ottimizzare le poche
risorse disponibili».
Al riguardo, i deputati ricordano anche la loro
richiesta di istituire una Forza europea
di protezione civile al cui funzionamento dovrebbe contribuire ogni Stato
membro, fornendo attrezzature, mezzi e personale. Agli Stati membri e alle
autorità regionali è anche chiesto di sopprimere le barriere amministrative e
territoriali alla protezione civile e di sostenere una maggiore flessibilità e
operatività delle squadre di soccorso nelle regioni limitrofe. La Commissione è
infine sollecitata ad «elaborare immediatamente» una comunicazione sulla
prevenzione, la gestione e la valutazione dei rischi sismici.
La terza relazione (Doc. A6-0149/2006) sugli
aspetti ambientali - adottata con 450 voti favorevoli, 38 contrari e 13
astensioni - chiede invece l'inasprimento delle sanzioni per i crimini contro l'ambiente e sottolinea il ruolo
fondamentale delle nuove tecnologie
nell'individuazione e nella prevenzione delle catastrofi naturali.
La prima relazione (Doc. A6-0152/2006) sugli
aspetti agricoli - adottata con 397 voti favorevoli, 70 contrari e 26
astensioni - sottolinea che le gravi
crisi di mercato rappresentano eventi imprevisti ed eccezionali che
comportano per le aziende agricole rischi «che possono essere altrettanto gravi
di quelli provocati dalle catastrofi naturali». I deputati, esprimono pertanto
il convincimento che resti necessario un sostegno specifico da parte
dell'Unione.
Sollecitano, inoltre, la Commissione a istituire
un'assicurazione pubblica finanziata
congiuntamente dagli agricoltori, dagli Stati membri e dall'Unione europea
nonché a istituire un sistema di assicurazione coerente e accessibile per tutti
gli Stati membri nel quadro della PAC.
VIA LIBERA AL FONDO DI
SOLIDARIETÀ, ANCHE IN CASO DI
ATTENTATI
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea
Procedura: Codecisione, prima
lettura - Dibattito: 18.5.2006 - Votazione: 18.5.2006
Il Parlamento sostiene il rafforzamento del Fondo di solidarietà che dovrà
fornire aiuto e sostegno finanziario alle regioni e agli Stati membri colpiti
da catastrofi naturali di grandi dimensioni, da incidenti industriali e
tecnologici, da emergenze sanitarie e da attentati terroristici. L'istituzione
del Fondo, avvertono i deputati, non elimina la necessità di perseguire i veri
responsabili delle catastrofi, in base al principio "chi inquina
paga".
Dopo le devastanti inondazioni
avvenute nell’estate del 2002, la Comunità ha creato un nuovo strumento, il
Fondo di solidarietà, per fornire aiuto e sostegno finanziario alle regioni e
agli Stati membri colpiti da catastrofi naturali di grandi dimensioni. La
proposta di regolamento all'esame del Parlamento si colloca nel processo di
revisione della normativa esistente volto ad apportare quei miglioramenti la cui
necessità è emersa con l'esperienza acquisita negli ultimi anni. Si tratta, più
in particolare, di ottimizzare l'esecuzione finanziaria, adeguare l’ambito di
applicazione alle nuove sfide ed evitare richieste indebite. Con la relazione i
deputati condividono l'approccio della Commissione ma, nell'ambito della
procedura di codecisione, propongono una serie di emendamenti.
Basandosi sul Fondo di
solidarietà attuale, che si occupa esclusivamente di catastrofi naturali, la
Commissione suggerisce un ampliamento degli ambiti d’applicazione, includendo le catastrofi industriali e
tecnologiche, le emergenze sanitarie e gli attentati terroristici. Inoltre,
propone di abbassare le soglie in base alle quali una catastrofe viene ritenuta
grave. Il valore dei danni diretti provocati dall'evento scende quindi da un
importo di 3 miliardi a 1 miliardo di euro, oppure dallo 0,6% allo 0,5% del
reddito nazionale lordo dello Stato interessato. In casi eccezionali e
debitamente motivati, tuttavia, il Fondo può essere attivato anche se non si
realizzano tali criteri quantitativi.
Il Parlamento accetta queste
modifiche, ma precisa che per catastrofe «si intende un grande evento
distruttivo che costituisca un grave danno per la popolazione e l'ambiente,
come le inondazioni, gli incendi e la siccità». Inoltre, chiede che una
particolare attenzione sia rivolta alle regioni remote o isolate, «come le
regioni insulari e ultraperiferiche». D'altra parte, sostiene che, in caso di
attentato terroristico, la Comunità dovrebbe reagire agli eventi quando le
conseguenze sono tanto gravi «da rendere inderogabile la solidarietà
comunitaria», anche se il danno materiale non soddisfa il criterio quantitativo
stabilito.
L’ambito di applicazione geografico del Fondo di
solidarietà (Stati membri o Stati candidati all’ingresso nell’Unione europea
tramite negoziati di adesione già in corso) si amplia de facto grazie all’avvio
dei negoziati di adesione con due nuovi Stati (Turchia e Croazia).
L'assistenza comunitaria può essere fornita ad una
serie di operazioni eseguite dalle autorità pubbliche dello Stato interessato o
da organismi che agiscono nel pubblico interesse. I deputati, accolgono quanto
proposto dalla Commissione, apportando comunque qualche modifica. Di
conseguenza, le operazioni finanziabili
dovrebbero ricadere tra le seguenti categorie:
-
operazioni di emergenza
essenziali necessarie per l’immediato ripristino della funzionalità delle
infrastrutture e degli impianti, allestimento di infrastrutture d'emergenza e
per garantire il sollecito approvvigionamento della popolazione nei settori
dell’energia, dell’acqua potabile, delle acque reflue, delle telecomunicazioni,
dei trasporti, della sanità e dell’istruzione per sopperire alle esigenze della
popolazione;
-
assistenza medica immediata e
misure volte a tutelare la popolazione in caso di grave crisi nel settore della
salute pubblica;
-
fornitura di strutture
ricettive provvisorie e finanziamento dei servizi di soccorso per far fronte
alle esigenze immediate della popolazione colpita;
-
operazioni di sollecita lotta
contro le calamità naturali e/o le loro immediate conseguenze nonché per
garantire tempestivamente le infrastrutture di prevenzione;
-
misure per la tutela immediata
del patrimonio culturale e naturale;
-
operazioni essenziali di
emergenza per l’immediato ripristino delle aree colpite dalla catastrofe;
-
operazioni di emergenza nel
settore dell'assistenza medica alle vittime dirette di disastri di rilevante
entità e di attentati terroristici nonché assistenza psicologica e sociale alle
vittime e ai loro familiari.
Gli Stati membri devono garantire che le operazioni
finanziate, integralmente o in parte, dal Fondo non beneficino di finanziamenti
a valere su altri strumenti comunitari o internazionali. Il Parlamento,
introduce poi un emendamento volto a garantire che il Fondo di solidarietà non
serva a cancellare la responsabilità di chi ha provocato una catastrofe.
Chiarisce quindi che, in particolare nel caso di disastri industriali e
tecnologici, dovrà essere applicato il principio
"chi inquina paga" e gli Stati beneficiari dovranno fornire la
prova che cercano di ottenere ogni possibile indennizzo da terzi.
D'altra parte, specifica che laddove, a seguito di
un precedente grave disastro, uno Stato beneficiario abbia omesso di adottare
misure preventive atte a ridurre o evitare il danno causato da tale disastro,
la Commissione deve chiedere allo Stato beneficiario di rimborsare
integralmente o in parte l'aiuto finanziario ricevuto.
Facendo proprio un emendamento depositato dei
Verdi, il Parlamento chiede che lo Stato beneficiario informi la popolazione
direttamente interessata e il grande pubblico, «in modo chiaramente
intelligibile», circa gli aiuti ricevuti dal Fondo.
L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente
relazione:
-
Doc. A6-0109/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Parlamento
europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento per il finanziamento della
cooperazione economica e allo sviluppo
"MARCO POLO II" PER RIDURRE IL TRAFFICO
STRADALE DI MERCI
Doc. A6-0408/2005
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce il secondo programma “Marco Polo” relativo alla
concessione di contributi finanziari comunitari per migliorare le prestazioni
ambientali del sistema di trasporto merci (Marco Polo II)
Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 16.5.2006 - Votazione:
17.5.2006
Il Parlamento ha approvato il nuovo programma "Marco Polo II" che
mira a trasferire il trasporto stradale di merci verso modalità più ecologiche
come le vie ferrate e marittime. Senza un'azione risoluta, i deputati reputano
infatti che la crescita del traffico arrechi conseguenze negative in termini di
costi di infrastrutture stradali supplementari, incidenti, congestione del
traffico, affidabilità della catena di approvvigionamento e di danni
ambientali. Sarà dotato di 400 milioni di euro.
Con questa relazione il
Parlamento ha approvato il nuovo Programma Marco Polo II integrandolo con una
serie di emendamenti concordati con il Consiglio che permettono, quindi, di
chiudere la procedura in prima lettura. In base alle nuove prospettive
finanziarie appena approvate dal Parlamento, il programma sarà dotato di 400
milioni di euro.
In base al compromesso, il regolamento istituisce uno strumento «volto a
ridurre la congestione stradale, a migliorare le prestazioni ambientali del
sistema di trasporto e a potenziare il trasporto intermodale, contribuendo in
tal modo ad un sistema di trasporti efficiente e sostenibile che dia valore
aggiunto all'UE, senza conseguenze negative per la coesione economica, sociale
o territoriale». Il programma ha durata dal 1º gennaio 2007 al 31 dicembre
2013, e la sua finalità è il trasferimento «di una parte sostanziale del
previsto aumento aggregato annuo del traffico merci internazionale su strada
.... verso il trasporto marittimo a corto raggio, il trasporto ferroviario e le
vie navigabili interne o una combinazione di modi di trasporto in cui i
percorsi stradali sono i più brevi possibili».
In assenza di «un’azione risoluta», notano infatti i deputati, il trasporto
di merci complessivo su strada in Europa dovrebbe crescere di oltre il 60%
entro il 2013. L’effetto sarebbe un aumento previsto del trasporto
internazionale di merci su strada durante il periodo 2007-2013 di 20,5 miliardi
di tonnellate/km l’anno per i venticinque Stati membri dell’Unione europea.
Ciò, a loro parere, avrebbe «conseguenze negative in termini di costi di
infrastrutture stradali supplementari, incidenti, congestione del traffico,
inquinamento locale e globale, affidabilità della catena di approvvigionamento,
della logistica e di danni ambientali».
Il programma Marco Polo II si applica ad azioni che riguardano il
territorio di almeno due Stati membri o che riguardano il territorio di almeno
uno Stato membro e quello di un paese terzo vicino. Il programma, d'altra
parte, è aperto alla partecipazione dei paesi candidati all’adesione, dei paesi
dell'EFTA e del SEE, come pure dei paesi confinanti ad est (Russia,
Bielorussia, Moravia e Ucraina), dei paesi dei Balcani e della regione
mediterranea.
In caso di adesione all'Unione europea di Romania e Bulgaria, si
sposteranno nuovamente le frontiere dell'Unione con i paesi limitrofi e
dovranno essere presi in considerazione nuovi paesi. Con la relazione, inoltre,
i deputati chiedono che possa applicarsi anche alle azioni che riguardano il
territorio di un solo Stato membro a condizione che, per almeno il 50%,
interessino il traffico transfrontaliero.
I progetti devono essere presentati da un consorzio composto da due o più
imprese stabilite in almeno due diversi Stati membri o in uno Stato membro e un
paese terzo vicino o, nel caso di un collegamento di trasporto con un paese
terzo vicino, e in via eccezionale, da un'impresa di uno Stato membro.
Il programma potrà finanziare le seguenti azioni:
-
azioni catalizzatrici, con
specifico riferimento a quelle volte a migliorare le sinergie nei settori
ferroviario, delle vie navigabili interne e del trasporto marittimo a corto
raggio (comprese le autostrade del mare) mediante un miglior utilizzo delle
infrastrutture esistenti;
-
azioni per le autostrade del
mare che, all'interno dell'UE dovrebbero utilizzare le reti transeuropee
-
azioni di trasferimento fra
modi;
-
azioni per la riduzione del
traffico;
-
azioni comuni di apprendimento.
Il Parlamento precisa inoltre che è opportuno non scoraggiare progetti
accettabili, in particolare quelli che tengono conto delle esigenze delle PMI,
introducendo una definizione eccessivamente restrittiva delle azioni
ammissibili. D'altra parte, le azioni non devono provocare distorsione di
concorrenza, in particolare tra i modi di trasporto diversi da quello stradale
o nell'ambito di ciascun modo alternativo.
I deputati, inoltre, chiedono che l'assistenza finanziaria si basi su
contratti negoziati fra la Commissione e il beneficiario, i cui termini e le
cui condizioni devono mantenere, nella misura del possibile, i costi finanziari
e amministrativi al minimo allo scopo di assicurare la massima efficienza e
flessibilità amministrativa. A loro parere, inoltre, è opportuno che i
risultati di tutte le azioni del programma siano adeguatamente divulgati, per
garantirne la pubblicità e la trasparenza e per favorire lo scambio di
esperienze.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
-
Doc.
A6-0125/2006 - Risoluzione
legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la
conclusione dell'Accordo tra la Comunità europea e il Regno del Marocco su
alcuni aspetti relativi ai servizi aerei
-
Doc.
A6-0127/206 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione
dell'Accordo tra la Comunità europea e la Repubblica di Moldova su alcuni
aspetti relativi ai servizi aerei
-
Doc.
A6-0128/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio
concernente la conclusione dell'Accordo tra la Comunità europea e la Romania su
taluni aspetti relativi ai servizi aerei
-
Doc.
A6-0130/2006 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'Accordo
tra la Comunità europea e la ex Repubblica Iugoslava di Macedonia su alcuni
aspetti relativi ai servizi aerei
-
Doc.
A6-0126/2006 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione
dell'Accordo tra la Comunità europea e Serbia e Montenegro su alcuni aspetti
relativi ai servizi aerei
FINANZE PUBBLICHE PIÙ SANE, CON MENO ESPEDIENTI
Doc. A6-0162/2006
Relazione sulle finanze pubbliche nell’Unione economica e monetaria (UEM)
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 16.5.2006 - Votazione: 17.5.2006
Le politiche economiche sono una questione di interesse comune. Per tale
ragione, il Parlamento critica lo scarso impegno e gli espedienti degli Stati
membri per non rispettare i vincoli imposti nella gestione delle finanze
pubbliche. Preoccupati per la situazione economica generale, chiedono di
promuovere gli investimenti, di riorientare la spesa pubblica, di attuare
riforme strutturali e fiscali, e di coordinare maggiormente le politiche nella
zona euro.
La relazione esprime anzitutto preoccupazione per la crescita
persistentemente lenta in Europa dal 2002, per il tasso di disoccupazione che
continua ad essere elevato e per il divario tra prodotto effettivo e potenziale
(output gap). Ma altrettanta
preoccupazione è manifestata per la debolezza dei consumi privati, che «è
dipesa dal clima di incertezza prevalente per quanto riguarda l'occupazione e
le pensioni, dal persistente alto livello di disoccupazione e dalla lenta
crescita dei salari reali». A quest'ultimo proposito è ricordato l'impegno di
promuovere i salari nominali e uno sviluppo del costo del lavoro «in linea con
la stabilità dei prezzi e la tendenza alla produttività nel medio termine».
Pur accogliendo con favore il
rialzo del ritmo degli investimenti
dovuto anche alla ripresa di fiducia degli imprenditori, i deputati ritengono
che sia ancora possibile e necessaria un’ulteriore accelerazione dell’attività
di investimento e chiedono quindi riforme strutturali e misure aggiuntive che
migliorino e stimolino gli investimenti. Appoggiano poi il riorientamento delle politiche e della spesa pubbliche «verso
l'innovazione, le energie rinnovabili, l’istruzione e la formazione, la
ricerca, le tecnologie dell’informazione, le reti di telecomunicazione e
trasporto». D'altra parte, deplorano che le prospettive finanziarie dell’UE per il periodo 2007-2013 «non
riflettano sufficientemente la priorità attribuita alle spese relative agli
obiettivi della strategia di Lisbona».
I deputati osservano che la salute delle finanze pubbliche «non è
un obiettivo in sé ma un mezzo a disposizione degli Stati membri per
ottemperare ai loro adempimenti pubblici» e sottolineano l’importanza di
posizioni fiscali più sane per la crescita qualitativa, la creazione di posti
di lavoro e la strategia di Lisbona. Tuttavia, rilevano che, «a causa
dell'applicazione non corretta del Patto di stabilità», non è stato registrato
nessun miglioramento delle posizioni fiscali degli Stati membri.
In proposito, notano che la
maggior parte degli Stati membri non ha ancora conseguito gli obiettivi di
medio termine riguardanti la bilancia dei pagamenti. Inoltre, rimarcano che
undici Stati membri hanno disavanzi superiori al 3% del PIL e che, tra questi,
figurano «le quattro più grandi economie dell’UE, vale a dire Francia,
Germania, Italia e Regno Unito». Ma precisano che, dall’estate 2004, sono dieci
gli Stati membri sottoposti a procedura di disavanzo eccessivo.
Il Parlamento sottolinea poi
l'importanza di misure volte ad alleviare le persistenti pressioni fiscali. Tuttavia, pur valutando positivamente l'articolazione delle politiche e degli adempimenti
pubblici da parte delle autorità degli Stati membri per ridurre i disavanzi
pubblici, esprime preoccupazione per le prospettive di sostenibilità di
bilancio a lungo termine. E in proposito nota pure che l’aumento dell’indice di
indebitamento pubblico dell’UE è
«dovuto alla crescita debole del PIL, a politiche a breve termine di controllo
del deficit e alla mancanza di sforzi risoluti volti a ridurre gli squilibri di
bilancio mediante riforme strutturali».
Ritenendo «deludente»
l'evoluzione delle finanze pubbliche, il Parlamento osserva inoltre che i
governi «utilizzano il pretesto della bassa crescita» per giustificare i loro
disavanzi. Per tale ragione, chiede per il 2006 «una riduzione dei disavanzi
pubblici molto più ambiziosa del mero aggiustamento economico in previsione
della maggiore crescita europea». Rammenta poi la richiesta di «evitare
politiche procicliche» ed evidenzia l’importanza di intraprendere, al momento
opportuno, riforme strutturali e fiscali.
I deputati sottolineano in
seguito che «la mancanza di volontà politica per il contenimento della spesa
pubblica, il ricorso a proiezioni di entrate eccessivamente ottimistiche, alla
contabilità creativa e al consolidamento fiscale basato principalmente su
provvedimenti una tantum, hanno ampiamente contribuito allo scostamento di
bilancio e alla debolezza del quadro fiscale».
Il Parlamento infine,
raccomanda che venga esaminata la possibilità di istituire un calendario
uniforme per le procedure di bilancio nell'UE e chiede che si provveda ad una
valutazione e determinazione uniforme a livello UE delle principali grandezze
economiche come l'andamento del prezzo del petrolio o dei tassi di cambio.
Inoltre, deplorando la
mancanza di un coordinamento politico
nella zona euro, richiama l'attenzione sulle discrepanze delle politiche
fiscali degli Stati membri della zona euro e si dice preoccupato per gli
eventuali effetti antagonistici di tale mancanza di coordinamento. Gli Stati
membri dovrebbero quindi mostrarsi più sensibili rispetto all’impatto delle
politiche economiche nazionali a livello dell’UE e all’obbligo di considerare
le loro politiche economiche «una questione di interesse comune» e di
coordinarle.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti
relazioni:
-
Doc. A6-0136/2006 - Relazione sulla raccomandazione del
Consiglio relativa alla nomina di un membro del comitato esecutivo della Banca
centrale europea
Il Parlamento si è pronunciato a favore della nomina di Jürgen Stark a
membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea.
-
Doc. A6-0153/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta modificata di direttiva del
Consiglio che modifica la direttiva 77/388/CEE per quanto riguarda il luogo
delle prestazioni di servizi
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
-
Doc. A6-0161/2006 - Relazione sulla proposta di regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 999/2001
recante disposizioni per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di
alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili
Il Parlamento ha sottoscritto un pacchetto di emendamenti di compromesso
negoziati con il Consiglio in merito al regolamento sulla prevenzione, il
controllo e l'eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili.
Scopo della proposta è di adattarsi alle recenti norme adottate a livello
internazionale. Nel chiedere una sorveglianza accurata, l'Aula conferma il
divieto di somministrare farine di carne ai ruminanti, ma apre alla possibilità
di alimentarli con farine di pesce.
VARIE
-
Doc.
A6-0134/2006 - Risoluzione
legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione
da parte della Comunità europea del trattato che istituisce la Comunità
dell'energia
-
Doc.
B6-0279/2006 - Risoluzione sulla
conclusione, da parte della Comunità europea, del trattato che istituisce la
Comunità dell'energia
-
Doc.
A6-0175/2006 - Risoluzione sulla
preparazione della procedura del parere conforme in merito alle linee guida
della strategia comunitaria per il periodo 2007-2013 (la politica di coesione a
sostegno della crescita e dell'occupazione)
-
Doc.
A6-0166/2006 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di decisione del Consiglio recante approvazione dell'adesione
della Comunità europea all'Atto di Ginevra dell'accordo dell'Aja concernente la
registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali, adottato a
Ginevra il 2 luglio 1999
-
Doc.
A6-0167/2006 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica i regolamenti (CE) n.
6/2002 e (CE) n. 40/94 allo scopo di rendere operativa l'adesione della
Comunità europea all'Atto di Ginevra dell'accordo dell'Aja concernente la
registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali
-
Doc.
A6-0156/2006 - Decisione del Parlamento europeo sulla
richiesta di revoca dell'immunità dell'on. Tobias
Pflüger
PESCA
-
Doc.
A6-0140/2006 - Risoluzione legislativa
del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Consiglio che
istituisce misure per la ricostituzione dello stock di anguilla europea
-
Doc.
A6-0163/2006 - Risoluzione
legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Consiglio
relativo alla conclusione di un accordo di partenariato nel settore della pesca
tra la Comunità europea e il Regno del Marocco
-
Doc.A6-0133/2006
- Risoluzione legislativa del Parlamento
europeo sulla proposta di regolamento del Consiglio che denuncia l'accordo tra
la Comunità economica europea e il governo della Repubblica popolare dell'Angola
sulla pesca al largo dell'Angola e deroga al regolamento (CE) n. 2792/1999
-
Doc.
A6-0132/2006 - Risoluzione legislativa
del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Consiglio concernente
la stipula dell'accordo in forma di scambio di lettere relativo alla proroga
del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria
previste dall'accordo tra la Comunità economica europea e il governo della
Repubblica democratica di São Tomé e Príncipe sulla pesca al largo di São Tomé
e Príncipe per il periodo dal 1° giugno 2005 al 31 maggio 2006
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE
RELAZIONI ESTERNE
·
Quinta
Conferenza Euromed sul commercio (http://ue.eu.int)
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Italia:
procedura per disavanzo pubblico (http://ue.eu.int)
POLITICA SOCIALE
·
Attuazione
del principio della parità di trattamento tra uomini e donne (http://ue.eu.int)
·
Occupazione,
protezione sociale e inclusione sociale (http://ue.eu.int)
·
Comitato
per la protezione sociale e comitato di politica economica (http://ue.eu.int)
AGRICOLTURA / PESCA
·
Etichette
più chiare per DOP e IGP (http://ue.eu.int)
·
Accordo
sul vino tra UE e USA (http://ue.eu.int)
·
Riduzione
della produzione di zucchero (http://ue.eu.int)
MERCATO INTERNO
·
Servizi
nel mercato interno (http://ue.eu.int)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Programma
quadro per la competitività e l'innovazione (http://ue.eu.int)
·
Turismo,
fattore chiave per la crescita e l'occupazione in Europa (http://ue.eu.int)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Sicurezza
degli animali (http://ue.eu.int)
TRASPORTI
·
Patenti
di guida (http://ue.eu.int)
·
Eurovignette (http://ue.eu.int)
DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
RELAZIONI ESTERNE
·
Il
ruolo della società civile nelle relazioni UE-Cina
(http://esc.eu.int)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
JEREMIE (http://esc.eu.int)
·
Turismo e cultura (http://esc.eu.int)
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
RELAZIONI ESTERNE
·
Proposta
di un nuovo partenariato tra UE e Caraibi
(http://europa.eu.int/comm)
·
Barriere
commerciali e agli investimenti negli USA (http://europa.eu.int/comm)
CONCORRENZA
·
Modifica
della "De minimis"
(http://europa.eu.int/comm/competition/state_aid/others/action_plan/dm_
it.pdf)
·
Tabella
di marcia degli aiuti di Stato
(http://europa.eu.int/comm/competition/state_aid/scoreboard/inde
x_fr.html)
POLITICA SOCIALE
·
Regime
di reddito minimo (COM 2006/44)
·
Tabella
di marcia per le parità tra donne e uomini per il periodo 2006-2010 (http://europa.eu.int/comm)
AGRICOLTURA / PESCA
·
Colture
GM e agricoltura convenzionale e biologica (http://europa.eu.int/comm)
·
Influenza
aviaria (http://europa.eu.int/comm)
·
Redditività
delle flotte pescherecce europee (http://europa.eu.int/comm)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
Firme
elettroniche (http://europa.eu.int/information_society/eeurope/i2010/a_single_infor_space/index
_en.htm
·
Roaming
mobile internazionale
(http://europa.eu.int/information_society/roaming)
·
"Banda
larga per tutti"
(http://europa.eu.int/information_society/industry/comms/broadband/index_en.
htm)
RICERCA E SVILUPPO
·
Libro
verde per un'energia sostenibile, competitiva e sicura
(http://europa.eu.int/comm/energy/grenn
-paper-energy/doc/2006_03_08_gp_document_it.pdf)
MERCATO INTERNO
·
Servizi
nel mercato interno (COM 2006/160)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Alleanza
europea per la responsabilità sociale delle imprese (http://europa.eu.int/comm/enterprise/csr
/policy.htm)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Sicurezza
dei prodotti
(http://europa.eu.int/comm/dgs/health_consumer/dyna/rapex/rapex_en.cfm)
TRASPORTI
·
Cieli
più sicuri (http://europa.eu.int/comm/transport/air/safety/doc/flywell/2006_03_22_flywell_list_en.
pdf
·
Cabotaggio
stradale
(http://europa.eu.int/comm/transport/road/policy/marketaccess/doc/2006_03_13_ro
ad_cabotage_study_en.pdf)
VARIE
·
Lotta
contro la criminalità organizzata
(http://europa.eu.int/comm/enterprise/regulation/inst_sp/dir914
77_en.htm)
·
Foro
internet di dibattiti a 20 lingue sul futuro dell'Europa
(http://europa.eu.int/debateeurope/)
·
Programma
2007 della Commissione europea (http://europa.eu.int/comm)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"Un Comune può attribuire
direttamente un appalto pubblico a un'impresa da esso detenuta se l'attività di
quest'ultima è principalmente destinata a tale ente"
Sentenza della Corte nella Causa C-340/04
Si deve tener conto
di tutte le attività realizzate da tale impresa sulla base di un affidamento
effettuato dall'amministrazione aggiudicatrice, indipendentemente da chi
remunera tale attività e dal luogo in cui quest'ultima è esercitata.
·
"L'obbligo di farsi carico
delle cure ospedaliere erogate in un altro Stato membro si applica parimenti ad
un servizio sanitario nazionale che le dispensa gratuitamente"
Sentenza della Corte nella Causa C-372/04
Per poter rifiutare
ad un paziente l'autorizzazione a farsi curare all'estero a causa del tempo di
attesa per un trattamento ospedaliero nello Stato di residenza, il NHS
(National Health Service britannico) deve stabilire che tale tempo di attesa
non ecceda il tempo accettabile sotto il profilo medico tenuto conto dello
stato di salute e dei bisogni clinici dell'interessato.
·
"Il diritto dei centri di
assistenza fiscale italiani di compilare
la dichiarazione dei redditi dei lavoratori è incompatibile con il diritto
comunitario"
Sentenza della Corte nella Causa C-451/03
Un tale diritto
esclusivo costituisce una restrizione ingiustificata alla libertà di
stabilimento e alla libera prestazione di servizi.
·
"Il diritto comunitario non
consente che il periodo minimo di ferie annuali retribuite sia sostituito da
un'indennità finanziaria in caso di riporto delle ferie ad un anno
successivo"
Sentenza della Corte nella Causa C-124/05
Una compensazione
finanziaria delle ferie annuali minime riportate spingerebbe i lavoratori a
rinunciare al periodo di riposo. Sotto questo profilo non importa che tale
compensazione finanziaria poggi o meno su un accordo contrattuale.
·
"L'Avvocato generale Antonio
Tizzano conclude in due cause relative al diritto di voto per il Parlamento
europeo"
Conclusioni dell'Avvocato generale nelle Cause C-14/04 e 300/04
·
"Il rifiuto di concedere una
pensione alla stessa età di una donna ad una transessuale passata dal sesso
maschile al sesso femminile viola il diritto comunitario"
Sentenza della Corte nella Causa C-423/04
Un siffatto rifiuto
costituisce una discriminazione che viola una direttiva comunitaria sulla
parità di trattamento in materia di sicurezza sociale.
Per ulteriori informazioni: Corte di
giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad
Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
Decreto
legislativo n. 161 del 27 marzo 2006: recepimento della direttiva
2004/42/CE del Parlamento e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa alla limitazione delle emissioni di composti organici
volatili dovute all'uso di solventi organici in talune pitture e vernici e in
taluni prodotti per carrozzeria.
Il decreto è pubblicato nella GURI n. 100 del 2 maggio 2006.
Decreto
ministeriale del 28 febbraio 2006: recepimento della direttiva
2004/45/CE della Commissione, del 16 aprile 2004, che stabilisce i requisiti di purezza specifici per gli
additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti.
Il decreto è pubblicato nella GURI n. 101 del 3 maggio 2006.
Decreto
legislativo n. 163 del 12 aprile 2006: recepimento della direttiva
2004/17/CE del Parlamento e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di appalto
degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi
di trasporto e servizi postali.
Il decreto è pubblicato nella GURI n. 100 del 2 maggio 2006 SO n. 107.
Decreto
legislativo n. 163 del 12 aprile 2006: recepimento della direttiva
2004/18/CE del Parlamento e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi.
Il decreto è pubblicato nella GURI n. 100 del 2 maggio 2006 SO n. 107.
Decreto legislativo n. 140 del 16
marzo 2006:
recepimento della direttiva 2004/48/CE del Parlamento e del Consiglio, del 29
aprile 2004, relativa al rispetto dei
diritti di proprietà intellettuale.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 82
del 7 aprile 2006.
Decreto ministeriale del 28
febbraio 2006:
recepimento della direttiva 2004/74/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004,
relativa alla possibilità che alcuni
Stati membri applichino ai prodotti energetici e all'elettricità esenzioni o
riduzioni temporanee dei livelli di tassazione.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 92
del 20 aprile 2006 SO n. 100.
Decreto legislativo n. 150 del 13
marzo 2006:
recepimento della direttiva 2003/20/CE del Parlamento e del Consiglio, dell'8
aprile 2003, relativa all'uso
obbligatorio delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli di peso inferiore a
3,5 tonnellate.
Il decreto
è pubblicato nella GURI n. 87 del 13
aprile 2006.
Decreto legislativo n. 149 del 23
febbraio 2006: recepimento
della direttiva 2000/53/CE del Parlamento e del Consiglio, del 18 settembre
2000, relativa ai veicoli fuori uso.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 86
del 12 aprile 2006.
Decreto ministeriale del 13 marzo
2006:
recepimento della direttiva 1990/396/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1990,
relativa al ravvicinamento delle
legislazioni degli stati membri in materia di apparecchi a gas.
Il decreto
è pubblicato nella GURI n. 83 dell'8
aprile 2006 SO n. 88.
DALLA GAZZETTA UFFICIALE
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Direttiva 2006/31/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, che modifica la
direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati
degli strumenti finanziari per quanto riguarda talune scadenze (GUCE L114/2006)
CONCORRENZA
·
Rettifica del
regolamento (CE) n. 171/2005 del Consiglio, del 31 gennaio 2005, che modifica e
sospende l’applicazione del regolamento (CE) n. 2193/2003 che istituisce dazi doganali supplementari
sulle importazioni di determinati prodotti originari degli Stati Uniti
d’America (GU L 28 dell’1.2.2005) (GUCE
L 120/2006)
POLITICA
SOCIALE
·
Regolamento (CE) n.
635/2006 della Commissione, del 25 aprile 2006, che abroga il regolamento (CEE)
n. 1251/70 relativo al diritto dei
lavoratori di rimanere sul territorio di uno Stato membro dopo aver occupato un
impiego (GUCE L112/2006)
AGRICOLTURA
·
Decisione della
Commissione, del 20 aprile 2006, che conferisce ad agenzie esecutive la
gestione degli aiuti per le misure di
preadesione a favore dell’agricoltura e dello sviluppo rurale da attuare in
Romania nel periodo precedente l’adesione (GUCE L109/2006)
AMBIENTE
·
Direttiva 2006/12/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, relativa ai rifiuti (GUCE L114/2006)
·
Direttiva 2006/21/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie
estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE (GUCE
L102/2006)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Regolamento (CE) n.
552/2006 della Commissione, del 23 marzo 2006, che istituisce un dazio
antidumping provvisorio sulle importazioni
di alcuni tipi di calzature con tomaie di cuoio originarie dalla Repubblica popolare cinese e del
Vietnam (GUCE L98/2006)
·
Regolamento (CE) n.
679/2006 del Consiglio, del 25 aprile 2006, che modifica i regolamenti (CEE) n.
2771/75 e (CEE) n. 2777/75 per quanto riguarda l’applicazione di provvedimenti eccezionali di sostegno
del mercato (GUCE L 119/2006)
·
Regolamento (CE) n.
681/2006 della Commissione, del 2 maggio 2006, che fissa i valori unitari per
la determinazione del valore in
dogana di talune merci deperibili (GUCE
L 119/2006)
·
Regolamento (CE) n.
705/2006 della Commissione, del 8 maggio 2006, che modifica il regolamento (CE)
n. 22/2006 relativo all’apertura di una gara permanente per la rivendita sul mercato comunitario di
zucchero detenuto dagli organismi d’intervento belga, ceco, francese,
irlandese, italiano, polacco, slovacco, spagnolo, svedese e ungherese (GUCE L 122/2006)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Regolamento (CE) n.
701/2006 del Consiglio, del 25 aprile 2006, che stabilisce le modalità di
applicazione del regolamento (CE) n. 2494/95 per quanto riguarda la copertura
temporale della rilevazione dei
prezzi nell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (GUCE L 122/2006)
TRASPORTI
·
Direttiva 2006/22/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, sulle norme minime per
l’applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del
Consiglio relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada e che abroga la direttiva
88/599/CEE del Consiglio (GUCE
L102/2006)
·
Regolamento (CE) n.
561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, relativo
all’armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada
e che modifica i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 3821/85 e (CE) n. 2135/98 e
abroga il regolamento (CEE) n. 3820/85 del Consiglio (GUCE L102/2006)
ENERGIA
·
Direttiva 2006/32/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l’efficienza degli usi finali
dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazione della
direttiva 93/76/CEE del Consiglio (GUCE
L114/2006)
VARIE
·
Direttiva 2006/23/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente la licenza comunitaria dei controlli del
traffico aereo (GUCE L114/2006)
·
Direttiva 2006/25/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di
salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti
dagli agenti fisici (radiazioni
ottiche artificiali) (diciannovesima direttiva particolare ai sensi
dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (GUCE L114/2006)
·
Rettifica della
comunicazione della Commissione nell’ambito dell’applicazione della direttiva
90/396/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1990, concernente il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri in materia di apparecchi a gas (GU C 49 del 28.2.2006) (GUCE C97/2006)
·
Regolamento (CE) n.
643/2006 della Commissione, del 27 aprile 2006, recante modifica del
regolamento (CE) n. 1622/2000, che fissa talune modalità d’applicazione del
regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’organizzazione
comune del mercato vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario
delle pratiche e dei trattamenti enologici, e del regolamento (CE) n. 884/2001,
che stabilisce modalità di applicazione relative ai documenti che scortano il
trasporto dei prodotti vitivinicoli e alla tenuta dei registri nel settore
vitivinicolo (GUCE L115/2006)
BANDI - INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni
bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono
consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.publications.eu.int
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE
EACEA/02/06 - SOSTEGNO ALL’ATTUAZIONE DI PROGETTI PILOTA - MEDIA PLUS
(2001-2005) - ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI SOSTEGNO ALLO SVILUPPO, ALLA
DISTRIBUZIONE E ALLA PROMOZIONE DI OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE (GUCE 2006/C
100/05)
Il
presente invito a presentare proposte si basa sulla decisione 2000/821/CE del
Consiglio, del 20 dicembre 2000, riguardante l’attuazione di un programma di
sostegno allo sviluppo, alla distribuzione e alla promozione di opere
audiovisive europee.
Le
proposte devono vertere su una delle seguenti attività:
1.
Distribuzione: creazione di nuovi meccanismi per la distribuzione e
promozione di contenuto europeo attraverso servizi personalizzati.
2.
Basi dati collegate in rete per ampliare e rafforzare l’accesso ad archivi
e cataloghi e il loro utilizzo.
3.
Progetti finanziati in precedenza: progetti finanziati nel quadro del
precedente invito a presentare proposte per progetti pilota MEDIA Plus.
Il
termine ultimo per la presentazione delle proposte è il 17 luglio 2006.
INVITO APERTO DELLA COST A
PRESENTARE PROPOSTE VOLTE A SOSTENERE LA COOPERAZIONE EUROPEA NEL SETTORE DELLA
RICERCA SCIENTIFICA E TECNICA (GUCE 2006/C 93/01)
Gli interessati sono invitati ad
indicare la loro preferenza per un settore. Le proposte che non
corrispondessero a tale ampia struttura disciplinare sono parimenti gradite e
saranno valutate separatamente.
Le proposte dovrebbero includere
ricercatori provenienti da almeno cinque Stati membri della COST e dovrebbero
mettere in rete attività di ricerca finanziate a livello nazionale. Il relativo
piano di lavoro dovrebbe comprendere non più di quattro gruppi di lavoro mirati
e comprendere attività quali riunioni, missioni scientifiche a breve termine,
laboratori, conferenze e attività di ampio raggio.
Per valutare le proposte si
seguirà un iter in due fasi. Le proposte preliminari (al massimo 1500
parole/3 pagine), inviate elettronicamente all'indirizzo www.cost.esf.org/open
call, dovrebbero fornire una sintesi della proposta e del suo impatto. Le
proposte saranno vagliate ai fini dell'ammissibilità. Le proposte non conformi
ai criteri di ammissibilità della COST (per es. contenenti richieste di finanziamenti
per la ricerca) saranno escluse. Un lavoro di preselezione stabilirà l'elenco
delle proposte preliminari rimaste in gara, per circa 75 delle quali, per data
di raccolta, sarà formulato l'invito a presentare una proposta completa. Le
proposte complete saranno oggetto di una valutazione reciproca effettuata in
base ai criteri che si possono reperire all'indirizzo
www.cost.esf.org/open_call. La decisione sarà di norma presa entro sei mesi
dalla data di raccolta indicata in appresso e le azioni dovrebbero iniziare sei
settimane dopo.
Le proposte complete saranno
richieste entro il 30 giugno 2006 e
dovranno essere presentate entro il 15
settembre 2006.
La successiva data di raccolta
prevista è il 30 marzo 2007.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI AZIONI INDIRETTE DI RST NELL’AMBITO DEL
PROGRAMMA SPECIFICO DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE:
STRUTTURARE LO SPAZIO EUROPEO DELLA RICERCA - TITOLO DELL’INVITO: PRO INNO
EUROPE - CODICE IDENTIFICATIVO DELL’INVITO: FP6-2006-INNOV-10-(SETTORI 2-4)
(2006/C 75/12)
Programmi specifici: Strutturare lo Spazio europeo
della ricerca
Attività: ricerca e innovazione
Titolo dell’invito: PRO INNO Europe
Settori oggetto dell’invito,
strumenti e bilancio indicativo per settore:
-
settore 2: INNO-Policy Watch - azioni di sostegno specifico - 4,5 mio EUR
-
settore 3: INNO-Views - azioni di sostegno specifico - 0,75 mio EUR
-
settore 4: INNO-Valutazione - azioni di sostegno specifico - 0,5 mio EUR
Numero minimo di partecipanti: un soggetto giuridico di uno
Stato membro dell’UE o di uno Stato associato.
Il
termine ultimo per la presentazione delle proposte è il 28 giugno 2006 ore 17 (ora di Bruxelles).
SCUOLE ESTIVE MARIE
CURIE
La Commissione europea
nell’ambito delle azioni Marie Curie, finanzia due iniziative che permettono la
partecipazione di ricercatori europei agli inizi della carriera, coprendo le
proprie spese di viaggio e partecipazione (parzialmente) rimborsate.
1.
Scuola estiva sulla sicurezza dell’idrogeno, 15-24 agosto 2006, University of Ulster,
Belfast.
Per informazioni:
http://www.engj.ulst.ac.uk/tacg/index.php, oppure tramite e-mail chiedendo al
Prof. Molkov (v.molkov@ulster.ac.uk)o al Dr. Dahoe (ae.dahoe@ulster.ac.uk).
2.
Scuola estiva sulla microtecnologia (Metodi generali per la microtecnologia e Sistemi
globali di navigazione satellitare), 3-14 luglio 2006, Neuchatel, Svizzera.
Per informazioni http://www.highlights-microtech.org/
Per usufruire del contributo comunitario è necessario registrarsi entro il 20 giugno 2006.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG
EAC N. 47/05 - SCAMBIO DI BUONE PRATICHE NEL SETTORE DELL'ANIMAZIONE GIOVANILE
FRA EUROPA E AREA ACP (AFRICA, CARAIBI, PACIFICO), ASIA, AMERICA LATINA - AZIONE
5.1.2 DEL PROGRAMMA GIOVENTÙ - MISURE DI SOSTEGNO CON I PAESI PARTNER (GUCE2005/C 320/08)
Obiettivi e descrizione
Nell'ambito del presente invito
saranno sostenuti progetti volti a promuovere lo scambio di esperienze e di
buone pratiche nel settore giovanile fra l'Unione europea, i paesi
candidati, i paesi del SEE/AELS nonché i paesi dell'area ACP (Africa, Caraibi e
Pacifico), Asia e America Latina.
I progetti dovranno avere come obiettivo
generale quello di contribuire allo sviluppo delle politiche per la
gioventù, dell'animazione giovanile e del volontariato, nonché allo sviluppo di
competenze e capacità di leadership per le strutture/organizzazioni giovanili
nei paesi interessati.
Gli obiettivi specifici dei
progetti dovranno essere incentrati sui bisogni dei partner dell'area ACP
(Africa, Caraibi e Pacifico), dell'Asia e dell'America latina.
Ulteriori informazioni
La versione integrale dell'invito
a presentare proposte e i moduli di candidatura sono reperibili sul seguente sito
Internet: http://europa.eu.int/comm/youth/call/index_en.html.
Termini per la presentazione
delle domande
Le candidature devono essere
inviate alla Commissione entro e non oltre il 30 giugno 2006.
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS
Azienda spagnola cerca operatori interessati ad
importare e distribuire carne
biologica in Italia.
Società spagnola specializzata nella progettazione e realizzazione di
programmi internet, è interessata a cooperare con agenzie italiane di
comunicazione.
Azienda svedese cerca produttori di occhiali da sole e da vista, in
grado di fornire prodotti a basso prezzo.
Azienda olandese, specializzata nella produzione
di articoli di cosmetica
professionali su base naturale, cerca operatori interessati ad
importare e distribuire questo tipo di prodotti.
Azienda croata è interessata ad importare scarpe dall’Italia per poi
distribuirle.
Azienda del Regno Unito produttrice di bendaggi e altri articoli per medicazioni cerca
distributori o agenti.
Azienda del Regno Unito specializzata nella produzione
di piastrelle per pavimenti,
superfici da cucina, pietre da decorazione per pareti interne ed esterne cerca
distributori.
Società francese creatrice di accessori per lingerie
distribuita in boutique e esclusiva in tutto il mondo, cerca agenti e
distributori.
RICERCA
PARTNER
REGNO UNITO - Il Comune di Lancashire cerca
partner per un progetto che ha l’obiettivo di sensibilizzare i giovani di
culture diverse, tramite incontri, scambi di esperienze e workshop, sulla
situazione di aree soggette a conflitti.
SCADE: data non precisata.
REGNO UNITO - La società Goodwin cerca
partner per un progetto da realizzare nel quadro del programma europeo della
gioventù, allo scopo di incoraggiare e sostenere la diversità culturale, la
cooperazione tra le autorità regionali sui temi dell’istruzione non formale e
lo sviluppo economico delle regioni più svantaggiate.
SCADE: 1 luglio 2006.
FRANCIA -
SCADE: data non indicata.
SPAGNA - Il Centro dell’Andalusia per
la ricerca sul tabacco cerca partner per effettuare degli studi nell’ambito di
un progetto per la diminuzione del consumo di tabacco tra la popolazione.
SCADE: 30 giugno 2006.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati
Delegazione italiana FORZA ITALIA - P
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles -
Tel. +32 2 284.25.96 -
Fax +32 2 284.69.06
·
Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.:
0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it
·
Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 - http://europa.eu.int/comm
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int
·
Corte
di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int
·
Comitato
economico e sociale - Rue
Ravenstein, 2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S
(Bandi): http://ted.publications.eu.int
·
Euro
Info Centres (informano e
forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee:
normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza,
concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html
Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67
1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 4159
- http://www.epp-eu.org/
EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org