GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER
PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO
ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
28
aprile 2006
n° 137
Lettera informativa della Delegazione Italiana
Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
_____________________________________________________________________________
BREVI DALL'EUROPA
LE
PIATTAFORME TECNOLOGICHE EUROPEE (PTE)
Al fine
di raggiungere gli obiettivi previsti nella Strategia di Lisbona (rendere
l’Europa l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del
mondo)
Tali
piattaforme sono organizzazioni private informali che si propongono di
promuovere partenariati tra pubblico e privato in settori strategici per la
ricerca e l’innovazione a livello comunitario attraverso un approccio bottom-up
(dal basso all’alto).
Rappresentanti
del mondo dell’industria (media e piccola), autorità pubbliche, centri di
ricerca, comunità accademiche, istituti finanziari ed esponenti della società
civile, riuniti in 28 differenti piattaforme tematiche, si sono impegnati a:
-individuare
le priorità tematiche strategiche per l’Europa in ambiti di rilevanza
industriale;
-definire
programmi di ricerca e sviluppo tecnologico con obiettivi che consentano
all’Europa di rafforzare la propria competitività a livello mondiale;
-mobilitare
una massa critica di risorse europee sia pubbliche che private;
-favorire
la collaborazione fra tutti gli attori (pubblici e privati) della ricerca e
dell’innovazione a livello europeo, nazionale e regionale.
Grazie
al loro costante rapporto con
Le 28
Piattaforme Tecnologiche Europee attualmente operative sono:
La
piattaforma europea della tecnologia ad idrogeno e a pila combustibile (HFP);
Consiglio consultivo europeo per le Iniziative nanoelettroniche (ENIAC);
nanotecnologie applicate alla medicina (NanoMedicine); Impianti per il futuro;
Piattaforma Tecnologica per l’approvvigionamento idrico e la raccolta delle
acque (WSSTP); Piattaforma Tecnologica europea per il fotovoltaico; Piattaforma
per la chimica sostenibile; Piattaforma per il settore basato sulle foreste;
Piattaforma tecnologica europea per la salute animale globale (GAH); Consiglio
consultivo europeo per la ricerca sui trasporti terrestri (ERTRAC); Consiglio
consultivo europeo per la ricerca ferroviaria (ERRAC); Piattaforma Tecnologica
per il trasporto via acqua; Sistemi di Comunicazione tecnologica mobile e
wireless (eMobility); Medicina innovativa per l’Europa; Sistemi a incastro
(ARTEMIS); Consiglio consultivo per la ricerca aeronautica in Europa (ACARE);
Piattaforma tecnologica europea per lo spazio (ESTP);
In
genere lo sviluppo delle Piattaforme Europee segue un ciclo scandito in tre
tempi:
Fase1:
gli stakeholders (attori della politica, dell’industria e della società civile
interessati) si raggruppano al fine di definire la “loro” visione per il futuro
sviluppo del settore d’interesse e costituire una Piattaforma tecnologica;
Fase 2:
gli stakeholders definiscono un’Agenda Strategica di Ricerca, mettendo a punto
la loro comune visione sui bisogni, a medio e lungo termine, di sviluppo e
dimostrazione per quel tipo di ricerca
Fase 3:
Implementazione dell’Agenda Strategica di Ricerca, per la quale, in molti casi,
sarà necessario mobilitare ingenti investimenti sia pubblici che privati.
Normalmente
gli stakeholders si assumono i costi della partecipazione a questi network
d’interesse europei, ma talvolta
Al fine
di supportare l’implementazione di tutte o parte delle Agende Strategiche di
ricerca, nel VII Programma Quadro è stata inoltre proposta l’introduzione di un
nuovo meccanismo le Iniziative Tecnologiche Congiunte per permettere a
strutture di grossa portata europea di mobilitare grossi investimenti pubblici
e privati e un gran numero di risorse umane. A tal fine è stato predisposto un
documento di lavoro della Commissione: Rapporto sulle Piattaforme europee e
sulle Iniziative tecnologiche congiunte: favorire la partnerships
pubblico-privato per la ricerca per aumentare la competitività dell’industria europea
(SEC (2005)800, del 10 giugno 2005).
Al
momento, le iniziative tecnologiche congiunte sono state definite nei seguenti
settori:
-Medicina
innovativa
-Aeronautica
e trasporto aereo
-Idrogeno
e pila combustibile
-Monitoraggio
globale per l’ambiente e la sicurezza (GMES)
-Tecnologie
nanoelettroniche 2020
-Embedded
computing systems
Per
saperne di più: http://cordis.europa.eu.int/technology-platforms/home_en.html
PREMI IMPRESA
EUROPA (European Enterprise Awards)
Gli
interessati possono candidarsi ai premi in una delle seguenti categorie:
Premio
Imprenditorialità Pionieristica: riconosce le azioni che promuovono una
mentalità ed una cultura imprenditoriali e che sono destinate a promuovere
l'imprenditorialità nella società;
Premio
Sostegno Impresa: riconosce le politiche innovative che promuovono l'impresa e
attirano gli investimenti, soprattutto nelle aree svantaggiate;
Premio
Snellimento Amministrativo: riconosce le misure destinate a semplificare le
procedure amministrative per le aziende, soprattutto le start-up;
Premio
Investire nelle Persone: riconosce le iniziative per migliorare l'istruzione e
la formazione all'imprenditorialità, che rafforzano il legame fra le aziende ed
il sistema di istruzione.
Premio
Imprenditorialità Responsabile: riconosce le iniziative di imprenditorialità
responsabile che promuovono la responsabilità sociale aziendale e le pratiche
commerciali sostenibili in campo sociale e/o ambientale.
Possono
partecipare ai premi le Autorità locali e regionali dell’UE, della Bulgaria,
dell’Islanda, della Norvegia, della Romania e della Turchia nonché comuni,
città, regioni, partenariati pubblico-privato tra enti pubblici e imprenditori,
programmi educativi, organizzazioni imprenditoriali.
I
candidati dovranno dimostrare di avere contribuito allo sviluppo economico
della propria regione nel biennio precedente l’anno di pre
Sono
previste due fasi di selezione: la prima fase a livello nazionale e, per coloro
che superano questa selezione, la fase finale europea che assegnerà i premi.
Per la fase europea saranno selezionati al massimo due candidati per paese.
Tutti i candidati selezionati verranno invitati alla cerimonia di pre
Le
domande dovranno essere presentate entro
il 31 maggio 2006.
Per
ulteriori informazioni consultare il sito:
http://europa.eu.int/comm/enterprise/entrepreneurship/smes/awards/participate/index_it.htm
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - SESSIONE
03 - 06 APRILE 2006
BILANCI
ACCORDO SULLE PROSPETTIVE FINANZIARIE: LE REAZIONI DEI
DEPUTATI
Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo -
Stato dei negoziati sulle prospettive finanziarie
Dibattito:
5.4.2006
Il Presidente del Parlamento JOSEP BORRELL ha
annunciato all'Aula l'accordo raggiunto dai negoziatori sulle prospettive
finanziarie per il periodo 2007-2013. Ha quindi ricordato che il Parlamento si
era fissato obiettivi quantitativi e qualitativi volti, da un lato, ad
aumentare le risorse e, dall'altro, a dare una migliore struttura e migliori
modalità di esecuzione del bilancio.
Rispetto alla posizione del Consiglio, ha spiegato,
il tetto è stato aumentato di 4 miliardi di «soldi freschi» che si sommeranno a
taluni programmi che erano stati «severamente amputati», in particolare
Erasmus, i programmi per l'istruzione e l'apprendimento lungo tutto l'arco
della vita, quelli per l'innovazione e a favore delle PMI. A tali finanziamenti
supplementari si aggiunge un aumento di 2,5 miliardi delle riserve della Banca
europea per gli Investimenti, che permetterà ulteriori finanziamenti alla
Ricerca, alle reti transeuropee e alla PMI. La dotazione dello strumento di
flessibilità resta invece di 200 milioni, ma, ha sottolineato il Presidente, le
risorse non utilizzate potranno essere riportate nei due esercizi successivi.
HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE
ha sottolineato che senza il
contributo del Parlamento non sarebbe stato possibile ottenere questo
risultato, resosi possibile anche perché non si è tenuto conto del «presunto
interesse nazionale», privilegiando quello europeo. Il leader popolare, pur
dicendosi «non del tutto soddisfatto» dell'accordo, ha affermato che non era
possibile ottenere di più ed ha quindi ringraziato i negoziatori.
L'intesa, ha proseguito, dimostra la grande
responsabilità dell'Unione e il buon funzionamento della democrazia
parlamentare, e ha sottolineato che anche le autorità nazionali devono essere
responsabili delle spese di loro competenza. Chiedendo poi che il Parlamento
sia coinvolto nel processo di revisione previsto per il 2008/09, ha quindi
affermato che questo tipo di negoziati dovrebbe essere abbandonato e
riflettere, invece, su come l'Unione possa contare su contributi fiscali non
troppo onerosi per i cittadini.
RISULTATI DEL CONSIGLIO EUROPEO DI PRIMAVERA
Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione della Commissione -
Risultati del Consiglio europeo - Strategia di Lisbona
Dibattito: 5.4.2006
Dichiarazione del Consiglio
«Siamo tutti nella stessa barca» ha sostenuto Wolfgang Schüssel, sottolineando la necessità che le Istituzioni UE e gli
Stati membri «remino assieme nella stessa direzione» per riconquistare la
fiducia dei cittadini. Nel sostenere poi che il Vertice ha fissato obiettivi
concreti volti a promuovere la crescita e l'occupazione, il Cancelliere ha
elencato la lunga serie di impegni presi dai capi di Stato e di governo. Tra
questi ha citato la creazione di 2 milioni di posti di lavoro all'anno da qui
al 2010, la realizzazione di un ambiente favorevole alle imprese, l'aumento
degli investimenti per la ricerca e l'istituzione di un Centro europeo della
tecnologia nonché la definizione di una politica energetica comune. A quest'ultimo
proposito ha ribadito di essere contrario al protezionismo, affermando che
«sono finiti i tempi dei campioni nazionali» e ha confermato la linea secondo
cui ogni Stato membro è libero di decidere la propria posizione nei confronti
dell'energia nucleare.
Il Cancelliere ha poi affermato che, sulla
direttiva servizi, la proposta della Commissione sembra corrispondere a quanto
deciso dal Consiglio ed ha posto in luce l'importanza di procedere anche sulla
direttiva relativa all'orario di lavoro trovando un compromesso che rispetti il
principio di sussidiarietà.
Riguardo al bilancio, sottolineando che l'interesse
comune ha prevalso su quelli nazionali, ha affermato che il compromesso
rispetta la volontà del Parlamento. Ha poi evidenziato la «situazione
drammatica» in Bielorussia, ed ha espresso il proprio sostegno al capo
dell'opposizione presente in tribuna e alla società civile, confermando che le
misure restrittive saranno mantenute finché perdurerà un regime autoritario.
Dichiarazione della Commissione
Contro lo scetticismo e un certo cinismo, ha detto JOSÉ MANUEL BARROSO, «l'Europa va
avanti» e il Vertice ha dimostrato che è possibile realizzare progressi. Il
messaggio è chiaro, ha aggiunto, l'UE deve rispondere ai problemi di crescita e
di occupazione. Il Consiglio ha infatti preso decisioni importanti per attuare
la rinnovata strategia di Lisbona ed ha stabilito un processo di follow up per
valutarne i risultati. La Commissione, ha poi affermato, farà tutto il possibile
per sostenere una strategia comune in materia energetica e contrastare gli
approcci nazionalistici. Occorre anche far fronte all'invecchiamento della
popolazione e alla globalizzazione e, al riguardo, è necessaria una stretta
collaborazione con il Paramento europeo e i parlamenti nazionali per rispondere
alle esigenze dei cittadini.
In merito alla direttiva sui servizi, il Presidente
della Commissione ha sottolineato il ruolo decisivo del Parlamento, ma anche
l'opera di convincimento da lui realizzata presso i Ministri. La proposta
emendata, ha aggiunto, risponde al compromesso ottenuto a larga maggioranza dal
Parlamento e ricerca un equilibrio tra l'apertura del mercato e la tutela del
modello sociale europeo. Dopo aver ricordato anche la comunicazione sulla
direttiva relativa al distacco dei lavoratori, ha sottolineato che numerosi
Stati membri hanno deciso di non prolungare il sistema transitorio applicato
alla libera circolazione dei lavoratori dei nuovi Stati membri.
Il Presidente ha poi evidenziato la necessità di
rimuovere gli ostacoli all'attività delle PMI che sono in grado di creare
numerosi posti di lavoro ed ha sottolineato il ruolo dell'Istituto europeo
della tecnologia, come catalizzatore della conoscenza e della crescita in
Europa. Si è inoltre detto soddisfatto dall'accoglienza riservata dagli Stati
membri alla strategia comune in materia energetica, che dovrà garantire la
sostenibilità, la sicurezza e l'efficienza, in un vero mercato interno
dell'energia.
Infine, dopo aver evidenziato la necessità di
sostenere la società civile e i media liberi in Bielorussia, il Presidente ha
concluso sostenendo che l'Europa va ora nella giusta direzione e sta
trasformando le parole in fatti. Ciò andrà realizzato con la collaborazione di
tutti - istituzioni e partner sociali - per dare risposte concrete e nuovo
impeto all'Europa, combattendo contro lo scetticismo e il cinismo.
HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE
ha accolto con favore la percezione di una responsabilità comune per il
futuro dell'UE che va delineandosi in seno alle Istituzioni. Ha quindi
affermato che si avrà successo unicamente se si realizza la Strategia di
Lisbona e, in proposito, ha chiesto la rimozione degli ostacoli burocratici che
gravano sulle imprese. Occorre, ha aggiunto, maggiore libertà nel mercato
interno, meno leggi, meno sovvenzioni meno burocrazia e maggiore concorrenza se
si vogliono creare nuove opportunità occupazionali. La direttiva sui servizi,
ha spiegato, va in questa direzione. Il leader popolare ha poi sottolineato che
è necessario dare delle prospettive ai giovani.
AIUTARE MALTA A FAR FRONTE ALLE ONDATE MIGRATORIE
Docc. B6-0241, 0268, 0269, 0270, 0271, 0274
Risoluzione comune sulla situazione dei rifugiati a Malta
Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 3.6.2006
- Votazione: 6.4.2006
A seguito di una visita
effettuata il 23 e il 24 marzo, da parte di una delegazione di sette deputati
della commissione per le libertà civili guidata da STEFANO ZAPPALÀ (PPE/DE-IT) che si è recata a Malta per raccogliere
informazioni e verificare direttamente la situazione di accoglienza dei richiedenti
asilo e dei migranti nell'isola, il Parlamento europeo ha adottato una
risoluzione con la quale deplora «le inaccettabili
condizioni di vita dei migranti e dei richiedenti l'asilo nei centri di
detenzione amministrativa di Malta», che una delegazione della commissione per
le libertà civili ha potuto constatare in occasione di una visita ai principali
centri di accoglienza dell'isola il 24 marzo scorso. Più in particolare, i
deputati hanno osservato che i richiedenti asilo sono detenuti in condizioni
ben al di sotto delle norme riconosciute a livello internazionale e che tra le
preoccupazioni specifiche si annoverano le condizioni fisiche nonché l'accesso
inadeguato o inesistente ai servizi di base, quali l'assistenza sanitaria,
sociale e giuridica.
Il Parlamento, tuttavia, riconosce le difficoltà incontrate da
Malta nella gestione dell'emergenza migratoria di questi ultimi anni ed esprime
la propria solidarietà al popolo maltese, ai richiedenti asilo e agli immigrati
detenuti, alle autorità maltesi e alle loro forze dell'ordine «che si trovano
di fronte ad un notevole problema», tenuto conto delle dimensioni di Malta e
della sua popolazione e del fatto che la destinazione finale dei migranti e dei
richiedenti l'asilo non è Malta.
La media annua delle persone
che arrivano a Malta, osservano infatti i deputati, corrisponde al 45% del
tasso di natalità a Malta e, rispetto alla sua popolazione, ogni arrivo a Malta
corrisponderebbe a 140 arrivi in Italia, 150 in Francia e a 205 in Germania.
Considerando che nel 2005 sono arrivate a Malta 1.800 persone, questo
corrisponderebbe a 252.000 arrivi in Italia, 270.000 in Francia e a 369.000 in
Germania. Malta, inoltre, spende l'1% del proprio bilancio statale per far
fronte alla situazione attuale e destina una parte notevole del suo esercito e
dei suoi servizi di polizia, oltre il 10% dei suoi effettivi, all'emergenza
umanitaria e alla gestione di centri di detenzione e di accoglienza.
Compiacendosi della trasparenza mantenuta dalle autorità
maltesi che hanno permesso l'ingresso nei centri alla delegazione parlamentare,
i deputati chiedono inoltre l'accesso completo ai centri chiusi di detenzione
per l'Alto Commissariato per i rifugiati e le ONG. A queste ultime, rivolgono
un appello affinché siano presenti in tali centri in modo permanente, per
garantire l'assistenza medica e giuridica.
Il Parlamento chiede che l'Unione europea svolga un ruolo maggiore
nella gestione delle emergenze umanitarie, collegate con i flussi migratori e
con i richiedenti l'asilo. Dovrebbe pertanto essere convocata quanto prima, a
Malta, una riunione straordinaria dei ministri della giustizia e degli affari
interni per tener conto della necessità di adottare misure urgenti ed
immediate, al fine di anticipare l'aumento degli immigrati clandestini che
arrivano sull'isola durante i mesi estivi, cercando nel contempo una soluzione
alle difficoltà attuali.
Più in generale, gli Stati
membri dell'Unione dovrebbero dimostrare una maggiore solidarietà nei confronti degli Stati membri che soffrono
maggiormente dei flussi migratori verso l'UE e sono quindi invitati ad
accogliere sul loro territorio i richiedenti l'asilo provenienti da Malta e da
altri piccoli paesi, in particolare utilizzando l'assistenza tecnica e i fondi
comunitari previsti.
E' poi rivolto un appello al
Consiglio e agli Stati membri affinché forniscano un aiuto pratico a Malta inviando gruppi di esperti con incarichi
di assistenza nel conferimento dello status di richiedente asilo e di
consulenza sul rispetto della direttiva 2003/9/CE relativa all'accoglienza dei
richiedenti asilo. La Commissione dovrebbe inoltre proporre quanto prima la
creazione di un fondo d'emergenza
per far fronte alle crisi umanitarie negli Stati membri e incorporare nei nuovi
fondi per il periodo 2007-2013 un meccanismo di urgenza che consenta di fornire
aiuti finanziari in situazioni d'emergenza.
I deputati si dicono poi
fermamente convinti che Malta e gli altri Stati membri dell'UE debbano rispettare i loro obblighi in
conformità del diritto internazionale per quanto riguarda i richiedenti
asilo. Inoltre, invitando le autorità maltesi ad applicare più rigorosamente la
pertinente direttiva, specie per quanto riguarda la vita nei centri di
detenzione, chiedono loro di ridurre notevolmente i tempi di detenzione dei
migranti. Insistono anche affinché gli Stati membri applichino con coerenza
l'accesso alla procedura d'asilo e le disposizioni della direttiva relativa
all'accoglienza ed esaminino in modo rapido ed efficace le richieste d'asilo.
La Commissione, inoltre,
dovrebbe prendere quanto prima un'iniziativa per una revisione del regolamento "Dublino II" (343/2003) che
ne rimetta in causa il principio, secondo il quale lo Stato membro responsabile
dell'esame di una richiesta d'asilo è il primo paese d'accesso. Per i deputati,
infatti, ciò rappresenta un onere insopportabile per i paesi situati a sud e
all'est dell'UE e deve quindi essere instaurato un meccanismo equo di
ripartizione delle responsabilità fra gli Stati membri.
Il Parlamento, infine, ricorda
la necessità di una politica comunitaria
di immigrazione e di asilo basata sull'apertura di canali legali di
immigrazione e sulla definizione di norme comuni di protezione dei diritti fondamentali
degli immigrati e dei richiedenti l'asilo in tutta l'Unione, come è stato
stabilito dal Consiglio europeo di Tampere del 1999 e confermato dal programma
dell'Aia.
Nel corso del dibattito
tenutosi in Aula il 3 aprile, è intervenuto il capo della delegazione
parlamentare STEFANO ZAPPALÀ (PPE/DE-IT) Vicepresidente
Commissione Libertà pubbliche, giustizia ed Affari interni , a nome del gruppo
PPE-DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa settimana una delegazione della
commissione per le libertà pubbliche è stata a Malta, così come in passato era
stata a Parigi, a Ceuta e Melilla e a Lampedusa.
Tutti noi dobbiamo essere consapevoli e sensibili
riguardo a questo tema. Le chiacchiere sono una cosa e i fatti sono un'altra.
La situazione dell'immigrazione in Europa non è certamente né gradevole, né
piacevole, né adeguata. Non è adeguata all'anno 2006, all'Unione europea e ai
suoi principi, ai trattati e alle responsabilità politiche che noi, come
Parlamento europeo, abbiamo nei confronti dei popoli d'Europa.
La Commissione gira intorno al problema: prima ho
sentito parlare di iniziative da 25.000 euro o 120.000 euro: Signor
Commissario, vorrei informarla che invece Malta spende ogni anno, per questo
problema, 1.000.000 di euro. Dal 2002, ovvero dalla fase di pre-adesione ad
oggi, questo paese ha registrato un incremento del tasso di immigrazione e si
ritrova ora con ben 2000 persone in più che non sa dove tenere. Le 2000 persone
di Malta potrebbero equivalere a 400.000 persone rinchiuse nelle patrie galere
della Germania, o ancora a 300.000 persone nelle patrie galere in Italia, in
Francia e nel Regno Unito. Per badare agli immigrati, Malta impiega il 10%
delle sue forze di polizia, come se in Italia si impiegassero 30.000 persone o
in Germania 40.000 persone, ovvero tutte le forze dell'ordine messe insieme.
Ciò non è possibile.
Signor Commissario, ma mi rivolgo soprattutto al
Consiglio, abbiamo un dovere preciso: non possiamo abbandonare i nostri Stati,
e, soprattutto, non possiamo abbandonare Malta in mezzo al mare. Perché, di
fatto, questo paese è la frontiera più a Sud dell'Europa. È la frontiera
dell'Europa. Da questo punto di vista Malta non può essere considerata uno
Stato autonomo.
È necessario che l'Unione europea prenda tutte le
opportune iniziative a tale proposito. Signor Commissario, la invito a
convocare un Consiglio affari interni a Malta, in presenza della commissione
per le libertà pubbliche, nel più breve tempo possibile.
In questo momento Malta sta sostenendo delle
situazioni di una gravità notevole: ha 2000 persone che non sa dove trasferire,
che possono solamente essere mandate a Gozo, e ciò significherebbe peggiorare
una situazione già gravissima. Stiamo mettendo il popolo maltese in condizione
di pentirsi - seppur non lo voglia fare in quanto è un paese fortemente
europeista - di quello che ha fatto. A Malta iniziano a verificarsi situazioni
di xenofobia e questo è un fatto molto grave.
In quanto Parlamento, abbiamo il dovere di
assumerci una responsabilità politica. Esorto il Consiglio affinché si muova
velocemente e riveda il trattato di Dublino. Malta deve essere un paese di
transito. Oggi la gente non vuole andare a Malta per restarci, la gente passa e
a Malta ci si ferma solo per salvarsi. Invito tutti voi a essere solidali con
Malta.
Casualmente dopodomani sarà presente qui il
presidente di Malta, e di questo sono molto lieto. Spero che questo Parlamento
dia tutta la solidarietà che serve a questa grande, antica e nobile nazione che
sta soffrendo per colpa nostra."
L'Assemblea ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
-
Docc.: B6-0253, 0254, 0259,
0262, 0264, 0266/2006 - Risoluzione
sull'Egitto
-
Docc.: B6-0252, 0258, 0263,
0265/2006 - Risoluzione sull'Iraq: la
comunità assira e la situazione nelle prigioni irachene
-
Docc.: B6-0250, 0251, 0255,
0257, 0260, 0267/2006 - Risoluzione sul
Darfur
RAFFORZARE L'AIUTO AI 40 MILIONI DI MALNUTRITI IN EUROPA
Dichiarazione del Parlamento europeo
sull'approvvigionamento delle associazioni caritative riconosciute per l'attuazione
del Programma europeo di aiuto alimentare agli indigenti
Preoccupato per il futuro approvvigionamento delle associazioni caritative
riconosciute per l'attuazione del Programma europeo di aiuto alimentare ai più
bisognosi, il Parlamento ha adottato una dichiarazione che chiede di rendere
permanente il Programma e di assegnarli una dotazione globale pluriennale. I
deputati sollecitano anche la costituzione di scorte riservate a quest'azione e
l'acquisizione sul mercato comunitario di prodotti non disponibili nelle scorte
d'intervento.
Nell'Unione europea a 25, «almeno 40 milioni di europei non hanno cibo a
sufficienza», ma «le scorte d'intervento pubblico comunitario stanno sparendo
fisicamente e giuridicamente». E' quanto afferma con preoccupazione la
dichiarazione scritta - promossa, tra gli altri, dal vicepresidente MARIO MAURO (PPE/DE-IT) - che è diventata una risoluzione ufficiale del
Parlamento europeo dopo essere stata sottoscritta da ben 391 deputati di tutti
gli schieramenti.
Nel ricordare che il soddisfacimento dei bisogni alimentari di tutti gli
europei è una priorità della politica agricola comune (PAC) nonché uno dei
principi fondatori del Trattato di Roma, il Parlamento chiede alla Commissione
e al Consiglio di riconoscere l'esistenza, all'interno dell'Unione europea, di
persone vittime della malnutrizione e di affermare la necessità di soddisfare i
loro bisogni alimentari. A tale proposito, sostiene che il Programma europeo di
aiuto alimentare ai più bisognosi «ha dato buoni risultati ed è diventato
vitale per milioni di europei». Occorre pertanto renderlo permanente e
assegnarli una dotazione globale pluriennale.
L'azione deve inoltre essere aperta a nuovi settori quali carni suine, di
pollame e uova ed è necessario includere nel Programma «misure innovatrici
aventi per obiettivo la distribuzione di razioni alimentari equilibrate». Il
Parlamento chiede anche di considerare l'aiuto alimentare come parte
dell'obiettivo di ridurre la povertà e di avviare modifiche regolamentari che
consentano la costituzione di scorte riservate a quest'azione, «vale a dire
assegnate e destinate ai più bisognosi», l'ampliamento della procedura del
baratto e l'acquisto sul mercato comunitario di prodotti non disponibili nelle
scorte d'intervento.
Elenco dei firmatari italiani
Agnoletto, Albertini, Andria, Angelilli, Antoniozzi, Battilocchio,
Berlinguer, Bersani, Bertinotti, Bonsignore, Borghezio, Braghetto, Brunetta,
Carollo, Castiglione, Catania, Cesa, Cirino Pomicino, Cocilovo, D'Alema, De
Michelis, Dionisi, Di Pietro, Ebner, Fatuzzo, Foglietta, Frassoni, Gawronski,
Gruber, Guidoni, Kusstatscher, La Russa, Lavarra, Letta, Locatelli, Mantovani,
Mauro, Morgantini, Musacchio, Musotto, Mussolini, Napoletano, Panzeri, Pirilli,
Pistelli, Pittella, Poli Bortone, Prodi, Romagnoli, Sartori, Tajani, Tatarella,
Toia, Ventre, Vernola, Vincenzi, Zani, Zappalà, Zingaretti.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti
relazioni:
-
Doc.: A6-0056/2006 - Risoluzione sulla relazione speciale del
Mediatore europeo a seguito del progetto di raccomandazione al Consiglio
dell'Unione europea sulla denuncia n. 2395/2003/GG sull'apertura al pubblico
delle deliberazioni del Consiglio in qualità di legislatore
-
Doc.: A6-0052/2006 - Relazione recante raccomandazioni alla
Commissione sull'accesso ai testi delle istituzioni
Il Parlamento reclama maggiore
trasparenza e apertura democratica delle istituzioni comunitarie. Con
l'adozione di due relazioni i deputati invitano il Consiglio ad aprire al
pubblico le proprie riunioni quando agisce in qualità di legislatore ed
esortano la Commissione a proporre entro l'anno nuove norme per agevolare
l'accesso a un maggior numero di documenti comunitari. L'obiettivo è di
responsabilizzare maggiormente le istituzioni e avvicinare i cittadini
all'Europa.
Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento
europeo e del Consiglio che istituisce, per il periodo 2007-2013, il programma
"Cittadini per l’Europa" mirante a promuovere la cittadinanza europea
attiva
Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 4.4.2006
A seguito della scarsa affluenza alle urne per le ultime elezioni europee e
i no ai referenda per la Costituzione europea, i deputati accolgono con grande
favore il nuovo programma comunitario volto a riavvicinare i cittadini
all'Unione e a promuovere la coesione tra gli europei. La relazione all'esame
della Plenaria introduce una nuova azione volta a sostenere progetti
commemorativi delle vittime del nazismo e dello stalinismo.
Il programma fa seguito alla
decisione del Consiglio del gennaio 2004 che stabilisce un programma
comunitario come base legale per la concessione di sovvenzioni miranti a
favorire la cittadinanza europea attiva per il periodo transitorio (2004-2006).
Più in particolare, mira a facilitare una migliore comprensione reciproca e a
rafforzare il sentimento di appartenenza all'Europa, nonché promuovere
l'identità europea, incoraggiando la partecipazione e la cooperazione tra i
cittadini.
La relazione è stata adottata
e modifica innanzitutto il titolo del programma, invertendo i termini, che
quindi si chiamerà "Europa per i cittadini anziché "Cittadini per
l'Europa". Così facendo, spiegano i deputati, si afferma chiaramente che è
l'Europa a dover essere uno strumento per soddisfare le aspirazioni dei
cittadini e non i cittadini a dover sostenere l'Europa.
Si propongono tre azioni:
"Cittadini attivi per l'Europa", "Una società civile attiva per
l'Europa" e "Tutti insieme per l'Europa". I deputati ne
aggiungono una quarta, con il nome di "Una memoria attiva europea",
che comprende sovvenzioni ai progetti che mirano a «commemorare le vittime delle deportazioni e stermini di massa compiuti
da nazisti e stalinisti». I progetti a titolo di tali azioni dovrebbero
avere «un significato o un elemento transnazionale e favorire la comprensione,
tra i popoli europei, dei principi della democrazia, della libertà e del
rispetto dei diritti umani». I deputati, stimando che a titolo di questa azione
saranno sostenuti circa 60 progetti, intendono dedicargli circa il 4% degli
stazionamenti complessivi del programma.
Più in particolare, a titolo
di questa nuova azione, potranno essere sostenuti progetti per la conservazione
dei principali siti e monumenti commemorativi concernenti le deportazioni di
massa, gli ex campi di concentramento e «altri luoghi di martirio e sterminio
di massa del nazismo» nonché gli archivi che documentano tali eventi, «per
mantenere vivo il ricordo delle vittime in tali siti». Potranno essere finanziati anche progetti
intesi «a mantenere vivo il ricordo di coloro che, in condizioni estreme, hanno
salvato delle persone dall'Olocausto» nonché quelli volti a commemorare le
vittime di stermini e deportazioni di massa associati allo stalinismo e per la
conservazione di monumenti commemorativi ed archivi che documentano tali
eventi.
Oltre a tali tematiche, il programma coprirà anche:
-
il gemellaggio delle città, ma
anche il gemellaggio dei club sportivi, secondo i desideri dei deputati, che
hanno aggiunto diversi riferimenti ai club sportivi amatoriali nella decisione;
-
progetti a carattere
transnazionale e intersettoriale;
-
sostegno strutturale agli
organismi di riflessioni e alle organizzazioni della società civile a livello
europeo, come l'"Associazione Jean Monnet", "Centro europeo
Robert Schuman", nonché alle "Case d'Europa" federate sul piano
nazionale e europeo, aggiunte dai deputati;
-
eventi a alta visibilità
organizzati da o con la Commissione.
Tra gli obiettivi del
programma, i deputati aggiungono che le esigenze legate alla cittadinanza
europea devono essere tenute maggiormente in conto dalle istituzioni nazionali,
regionali o locali, eletti, giurisdizionali o di assistenza ai cittadini.
Sottolineano anche che la promozione di una cittadinanza attiva costituisce un
elemento chiave per rinforzare la lotta contro il razzismo, la xenofobia e
l'intolleranza, e per promuovere l'integrazione, la coesione e lo sviluppo
della democrazia. Il programma deve nello stesso spirito essere accessibile ai
cittadini di paesi terzi aventi un titolo di soggiorno permanente.
La dotazione del programma per il periodo 2007-2013 è di 235 milioni
di euro, che secondo i deputati è un importo minimo. La durata massima del
finanziamento concesso in una volta deve essere limitato a tre anni per evitare
che gli organismi ne diventino dipendenti.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc.
A6-0061/2006 - Risoluzione legislativa
del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce un'azione comunitaria a favore della manifestazione
"Capitale europea della cultura" per gli anni dal 2007 al 2019
LIBERALIZZARE IL MERCATO DEL GAS E DELL'ELETTRICITÀ
Doc.: A6-0065/2006
Risoluzione sulla relazione della Commissione sulla politica di concorrenza
2004
Procedura: Iniziativa - Dibattito:
3.4.2006 - Votazione: 4.4.2006
Nel valutare la politica di concorrenza, il Parlamento ne sottolinea
l'importanza fondamentale e pone l'accento sull'interesse del consumatore. La
Commissione è poi incoraggiata a chiarire le relazioni «talora oscure» tra le
autorità nazionali della concorrenza e i "campioni nazionali".
Preoccupati dal fatto che i mercati del gas e dell'elettricità non sono ancora pienamente
liberalizzati, i deputati rivendicano anche maggiori poteri in materia di
concorrenza.
Il Parlamento ha adottato una
relazione in merito al rapporto della Commissione sulla politica di concorrenza
nel 2004. Prima di procedere alla votazione finale, giudicando che gli
emendamenti adottati dall'Aula l'abbiano svuotata di contenuto, il relatore ha
chiesto che il suo nome fosse ritirato dalla relazione ed ha invitato i
colleghi a respingerla. L'appello è rimasto però inascoltato.
I deputati sottolineano
innanzitutto che la politica di concorrenza è uno «strumento fondamentale» per contribuire al successo della
strategia di Lisbona, volta a rendere l'Europa l'economia basata sulla
conoscenza più dinamica al mondo, e per conseguire i suoi obiettivi. E ciò
«salvaguardando il funzionamento omogeneo e trasparente del mercato interno,
mantenendo i mercati aperti e stimolando la crescita, l'efficienza e
l'innovazione, così da aumentare la creazione di valore sostenibile e offrire
servizi sempre migliori, in particolare ai consumatori».
Incoraggia quindi la
Commissione, conformemente ai nuovi orientamenti, a concentrarsi su questioni
pertinenti, che incidono sugli obiettivi dell'Unione e hanno un impatto sulle
condizioni di vita dei cittadini, «impegnandosi a non limitarsi a reagire ai
cambiamenti bensì ad anticiparli e incoraggiarli ove necessario». Parimenti, la
esorta a promuovere la corretta applicazione delle regole di concorrenza in
tutti gli Stati membri e ad intervenire in tempo utile ove la loro applicazione
sia insoddisfacente o discriminatoria.
L'Esecutivo, inoltre, dovrebbe
chiarire le relazioni «talora oscure» tra le autorità nazionali della
concorrenza e i "campioni
nazionali", «in modo da eliminare ogni sospetto di complicità e
salvaguardare gli interessi dei consumatori». D'altra parte, il Parlamento si
congratula con la Commissione per la sua «impostazione ferma e professionale in
ordine alla lotta contro gli abusi di posizione dominante e riconosce che manca
ancora la prospettiva necessaria per giudicare l'efficacia delle riforme volte
ad affidare alle autorità nazionali della concorrenza l'applicazione della
legislazione comunitaria in materia di concorrenza.
Per i deputati l'efficace
applicazione della politica di concorrenza costituisce uno strumento essenziale
per ottenere una struttura di mercato efficiente, che funzioni nell'interesse
dei consumatori ed abbia un impatto positivo e significativo sul loro
quotidiano.
Esprimono quindi
preoccupazione per il fatto che l'obiettivo della piena liberalizzazione dei mercati del gas e dell'elettricità
nell'Unione non è stato ancora realizzato e accolgono positivamente l'indagine
avviata dalla Commissione sul funzionamento di tali mercati nonché le indagini
sui sistemi di pagamento bancario e l'assicurazione delle imprese.
Inoltre, incoraggiano la
Commissione a seguire attentamente l'evoluzione dei settori di grande
importanza come il "roaming" per le chiamate internazionali da
telefoni mobili e le telecomunicazioni in generale, «in modo da incoraggiare la
concorrenza in aree importanti per lo sviluppo della società d'informazione».
Ritenendo poi importante promuovere l'informazione
dei consumatori «al fine di assicurare un'autentica cultura della
concorrenza», i deputati rilevano la necessità di prevedere a livello
comunitario compensazioni private nei casi di comportamenti anticoncorrenziali.
A proposito della relazione
della Commissione sulla politica di concorrenza 2004, i deputati deplorano il
fatto che essa non dedichi, come è avvenuto dal 2001 in poi, un capitolo al
tema dei servizi di interesse generale
e la esorta quindi a ripristinare questa impostazione nelle sue prossime
relazioni. Il Parlamento suggerisce poi che, nel caso dei grandi servizi
pubblici in rete, la concorrenza debba essere guidata da «forti obblighi» di
servizio pubblico, onde assicurare i necessari investimenti ed impedire
l'emergere di nuovi monopoli.
La relazione invita poi la
Commissione a pubblicare «una comunicazione interpretativa chiara e precisa sul
quarto criterio stabilito nella sentenza Altmark» sugli aiuti di Stato e i
servizi pubblici. Inoltre, la Commissione è sollecitata a analizzare nel
dettaglio la problematica dei negoziati collettivi in settori economici
sensibili come quello agricolo, in particolare nel quadro delle relazioni fra
produttori piccoli e medi o associazioni di produttori, da un lato, e grandi
imprese di trasformazione o di commercializzazione, dall'altro.
Infine, ribadendo che un ruolo
crescente e più attivo del Parlamento nello sviluppo della politica di
concorrenza può conferire più trasparenza e legittimità, i deputati reiterano
l'aspirazione del Parlamento ad ottenere poteri
di codecisione in materia.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc.: A6-0077/2006- Relazione sulla situazione
dell'economia europea: relazione preparatoria sugli indirizzi di massima per le
politiche economiche per il 2006
Bilanci sani, revisione
dei regimi fiscali, sostegno alle PMI e misure a favore del capitale umano. E'
quanto suggerisce il Parlamento per aumentare la competitività europea e
garantire così l'occupazione. Occorre anche stimolare la ricerca, gli
investimenti nelle infrastrutture dei trasporti e la realizzazione di un
mercato unico dei servizi, anche finanziari. E' anche chiesta una politica
dei prezzi che contenga i tassi d'interesse e la pubblicazione di una
classifica dei paesi più virtuosi.
SVILUPPO: UNA LISTA NERA PER COMBATTERE LA CORRUZIONE
Relazione sull'efficacia degli aiuti e sulla corruzione nei paesi in via di
sviluppo
Procedura: Iniziativa - Dibattito:
4.4.2006 - Votazione: 6.4.2006
Un miliardo di dollari di tangenti sono versati ogni anno nel mondo. Al
fine di migliorare l'efficacia della politica di sviluppo dell'UE, il Parlamento
sollecita quindi la creazione di un sistema internazionale di liste nere dei
regimi e dei rappresentanti dei governi corrotti. Chiedendo l'adozione di
indicatori di corruzione cui ricorrere per premiare la buona governance e
penalizzare i regimi corrotti, i deputati incoraggiano il sostegno della
sorveglianza realizzata dalla società civile.
«La corruzione colpisce in modo sproporzionato i
poveri limitando il loro accesso ai beni pubblici e abbassando la qualità dei
servizi di base, il che rende più difficile la loro uscita dalla spirale della
povertà». Partendo da questa premessa, il Parlamento sottolinea che la
corruzione ostacola anche l'efficacia dell'aiuto e, quindi, «pregiudica gli
obiettivi di sviluppo dell'Unione europea, rallentando il ritmo di sviluppo nei
paesi partner dell'UE». Al riguardo, la relazione ricorda che la Banca Mondiale
stima in 1 miliardo di dollari USA l'importo delle tangenti versate in tutto il
mondo e che l'Unione africana valuta che la corruzione costa alle economie africane
oltre il 25% del PIL annuo dell'Africa.
In tale contesto, è anche sottolineato che sono
numerosi i protagonisti che possono svolgere un ruolo nella lotta contro la
corruzione: i politici, i funzionari governativi, la società civile, i mezzi di
informazione, le multinazionali e i donatori internazionali. Ritenendo che la
trasparenza e la responsabilità sono principi fondamentali della lotta contro
la corruzione, i deputati chiedono quindi alla Commissione di concentrarsi in
modo più specifico su tali questioni nel definire i suoi programmi di sviluppo,
«visto che meccanismi di gestione carenti tendono ad agevolare la corruzione».
Inoltre, chiedono agli Stati membri che posseggono centri finanziari di
adottare tutte le misure giuridiche e
amministrative necessarie per garantire che i fondi acquisiti illegalmente
possano essere rimpatriati nello Stato d'origine.
D'altra parte, ricordando l'importanza che
rivestono gli investimenti a favore dei paesi in via di sviluppo, il Parlamento
incoraggia la Commissione e gli Stati membri «a rafforzarne il flusso». Al
contempo, li esorta a stabilire «un sistema internazionale di liste nere per impedire alle banche di
prestare ingenti somme di denaro destinate a corrompere i regimi o i singoli
rappresentanti di un governo». Tutti gli Stati membri dell'Unione europea sono
poi invitati a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la
corruzione nonché la Convenzione OCSE del 1997 sulla lotta alla corruzione di
pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali.
Aiuto di bilancio
Il Parlamento sottolinea che l'ottenimento di un
aiuto di bilancio deve sempre essere accuratamente preceduto da valutazioni fiduciarie dei rischi caso
per caso e che tale aiuto dovrebbe sempre essere destinato a un settore
specifico. Inoltre, qualsiasi aiuto di bilancio fornito deve essere
accompagnato da un dialogo politico volto a migliorare la gestione delle
finanze pubbliche (GFP), «riducendo il rischio di corruzione o di cattiva
gestione dei fondi». I deputati chiedono poi una maggiore trasparenza nei
programmi di aiuto di bilancio erogati dall'Unione europea, in particolare la
pubblicazione delle pertinenti informazioni concernenti l'aiuto speso nel paese
destinatario coinvolgendo i protagonisti parlamentari e civili.
Per i deputati occorre creare indicatori sociali
specifici per ottenere dati più precisi sulla qualità della governance
realizzata dai paesi in causa e chiedono che la società civile partecipi in
modo più ampio a questo processo. La Commissione dovrebbe quindi utilizzare
tali indicatori della corruzione
«per compensare il buon governo e penalizzare i regimi corrotti».
Ruolo della società civile
I deputati ritengono che la riduzione della
corruzione è impossibile senza la presa di coscienza e la partecipazione della
società civile e che l'accesso a tutte le informazioni svolge un ruolo
determinante in questo processo. Pertanto, sottolineano che occorre dare
maggiore attenzione al ruolo della società civile promuovendo la buona
governance e il controllo volontario della corruzione.
Inoltre, ritengono sia importante che la società
civile definisca circuiti di sorveglianza nei paesi in via di sviluppo
chiedendo al loro governo un sistema di verifica e di bilancio. A tale
riguardo, chiedono alla Commissione di sostenere questo processo riservando una
percentuale adeguata dell'aiuto di bilancio concesso ai circuiti di
sorveglianza degli scambi della società civile.
Il Parlamento, infine, sostiene la campagna
"Pubblicate quello che pagate", che chiede alle multinazionali delle
industrie estrattive (petrolio, gas e risorse minerarie) di rivelare in maniera
sistematica e trasparente le informazioni concernenti le tasse e i canoni
concessi ai governi.
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
LIBERA
CIRCOLAZIONE DEI SERVIZI
-
Comunicazione della Commissione - Proposta modificata di direttiva sui
servizi nel mercato interno e comunicazione sulla direttiva 96/71/CE (Distacco
dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi)
LIBERA
CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE
-
Doc.: A6-0069/2006 - Relazione sul regime transitorio che limita
la libertà di circolazione dei lavoratori sui mercati del lavoro dell'Unione
europea
Le misure transitorie tese a limitare l'accesso dei lavoratori provenienti
dagli otto nuovi Stati membri ai mercati del lavoro dei "vecchi"
devono essere abolite, al più tardi nel 2009. E' quanto chiede una relazione
adottata dal Parlamento notando che tali misure possono favorire il lavoro
nero. Occorre poi garantire la parità di trattamento ai lavoratori migranti e
informarli dei loro diritti fondamentali. Il Parlamento chiede anche la
creazione di una sorta di Europol sociale.
-
Doc.
A6-0062/2006 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che
introduce un regime specifico per il controllo delle persone alle frontiere
esterne, basato sul riconoscimento unilaterale di determinati documenti, da
parte della Repubblica Ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria,
Malta, Polonia, Slovenia e Slovacchia, come equipollenti ai loro visti
nazionali ai fini del transito nel loro territorio
-
Doc.:
A6-0060/2006 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che
introduce un regime semplificato per il controllo delle persone alle frontiere
esterne, basato sul riconoscimento unilaterale da parte degli Stati membri, ai
fini del transito nel loro territorio, di determinati documenti di soggiorno
rilasciati dalla Svizzera e dal Liechtenstein
RELAZIONI ESTERNE
-
Docc.: B6-0234, 0239, 0242,
0243, 0248/2006 - Risoluzione comune
sulla situazione in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali del 19 marzo
-
Doc.: A6-0063/2006 - Risoluzione sui lavori dell'Assemblea
parlamentare paritetica ACP-UE nel 2005
-
Docc.: B6-0235, 0240, 0244,
0245, 0247, 0249/2006 - Risoluzione
sulle elezioni parlamentari in Ucraina
COMMERCIO
ESTERO/INTERNAZIONALE
-
Doc.: A6-0051/2006 - Relazione sulla valutazione del Round di
Doha a seguito della Conferenza ministeriale dell'OMC a Hong Kong
L'Aula ha adottato una relazione che, pur
sostenendo il sistema OMC, deplora gli scarsi risultati ottenuti finora e
l’influenza sproporzionata delle lobby. I deputati giudicano indispensabile il
carattere condizionale dell’offerta agricola dell’UE e reclamano una migliore
difesa delle indicazioni geografiche. Occorre poi ridurre le tariffe
industriali ed eliminare i dazi per i paesi meno avanzati. E’ chiesto anche un
rafforzamento della lotta alla contraffazione e delle norme antidumping.
AMBIENTE
-
Doc.: A6-0087/2006 - Relazione sul progetto comune, approvato
dal comitato di conciliazione, di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio su taluni gas fluorurati ad effetto serra
-
Doc.: A6-0090/2006 - Relazione sul progetto comune, approvato
dal comitato di conciliazione, di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
relativa alle emissioni degli impianti di condizionamento d'aria dei veicoli a
motore, che modifica la direttiva70/156/CEE del Consiglio
I gas fluorurati non erano la soluzione! Utilizzati sin dagli anni '90 per
sostituire altre sostanze che danneggiano l'ozono, si possono trovare nei
sistemi di refrigerazione e condizionamento, ma anche negli estintori e in
alcune scarpe sportive. Ora sono accusati di contribuire al riscaldamento
globale. Il Parlamento ha adottato due testi normativi volti a ridurre o
vietare il ricorso a tali gas. Ciò dovrebbe aiutare gli Stati membri a onorare
gli impegni assunti con il Protocollo di Kyoto.
-
Docc.:
B6-0228, 0231, 0232, 0233, 0236, 0238/2006 - Risoluzione sulla giornata mondiale della salute
AGRICOLTURA
-
Doc.: C6-011/2006
- Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento per
quanto riguarda l'applicazione di provvedimenti eccezionali di sostegno del
mercato (settore avicolo)
VARIE
-
Doc.:
A6-0118/2006 - Risoluzione sulla
relazione speciale del Mediatore europeo a seguito di una denuncia contro le
scuole europee
-
Doc.:
A6-0064/2006 - Risoluzione legislativa
sull'iniziativa del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord volta
all'adozione di una decisione del Consiglio recante modifica della decisione
2003/170/GAI relativa all'utilizzo comune degli ufficiali di collegamento
distaccati all'estero dalle autorità degli Stati membri incaricate
dell'applicazione della legge
-
Doc.:
A6-0086/2006 - Risoluzione legislativa
sulla proposta di decisione del Consiglio relativa a orientamenti per le
politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione
-
Doc.:
A6-0071/2006 - Risoluzione legislativa
relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della
decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce orientamenti
per le reti transeuropee nel settore dell'energia e abroga la decisione
96/391/CE e la decisione n. 1229/2003/CE
-
Doc.:
A6-0084/2006 - Decisione del Parlamento
europeo sulla richiesta di difesa dei privilegi e dell'immunità di Witold
Tomczak
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
BRUXELLES - MINISESSIONE
26 - 27 APRILE 2006
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri a Milano, in occasione di una
manifestazione per celebrare l'anniversario della Liberazione dell'Italia e
dell'Europa dall'occupazione nazista, si è verificato un gravissimo episodio
antisemita, un episodio di razzismo molto violento. E' stata contestata la
brigata ebraica che aveva combattuto per la liberazione dell'Europa, sono state
bruciate due bandiere israeliane, è stata contestata violentemente il ministro
della Pubblica istruzione. Ma ancora più grave, è stato contestato e fischiato
il padre del ministro della Pubblica istruzione, partigiano, detenuto a Dachau,
medaglia d'argento e medaglia di bronzo della Resistenza.
Non devono mai più
ripetersi episodi simili, da questo Parlamento deve provenire un segnale
vigoroso! Chiedo formalmente, signor Presidente, che la presidenza del
Parlamento intervenga per condannare ancora una volta questi episodi di
razzismo antisemita, con una presa di posizione formale del suo Presidente."
MODIFICA DEL PROTOCOLLO SUI PRIVILEGI E LE IMMUNITÀ DEI
DEPUTATI
Doc.: O-0002/2006
Interrogazione orale sulla modifica del protocollo sui privilegi e le
immunità
Procedura: Interrogazione orale - Dibattito:
26.4.2006
In base a un'interrogazione orale al Consiglio, si è svolto un dibattito in
Aula sulla modifica del protocollo sui privilegi e le immunità dei deputati
europei. I deputati chiedono al Consiglio quando intende convocare una
Conferenza intergovernativa per realizzare tale modifica e come intende
associarvi il Parlamento europeo.
L'interrogazione presentata da
GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-IT) in nome
della commissione giuridica da lui presieduta, ricorda anzitutto che il 3
giugno 2005 il Consiglio ha concordato di esaminare le richieste del Parlamento
in merito al protocollo sui privilegi e sulle immunità nel caso fosse adottato
uno strumento che stabilisce lo statuto e le condizioni generali d'esercizio
delle funzioni dei deputati europei.
I deputati, inoltre,
sottolineano che la risoluzione adottata dall'Aula il 23 giugno 2005 sulla
modifica dello statuto dei deputati europei, ribadisce che il compromesso
globale sullo statuto dei deputati al Parlamento europeo è costituito da due
elementi fondamentali. Da un lato, un esame distinto ed autonomo della parte
dello statuto che rientra nel diritto secondario e di quella che rientra nel
diritto primario, e l'approvazione delle due parti secondo le disposizioni
istituzionali applicabili a ciascuna di esse. Dall'altro lato, per quanto
concerne la parte che rientra nel diritto primario, l'invito rivolto agli Stati
a rivedere, per le disposizioni attinenti agli europarlamentari, il protocollo
sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee del 1965, prendendo a
modello lo statuto approvato il 3 e il 4 giugno 2003.
La commissione giuridica
chiede pertanto al Consiglio quando intende convocare una Conferenza
intergovernativa al fine di modificare il protocollo sui privilegi e le
immunità dei deputati al Parlamento europeo e se intende confermare l'accordo
secondo cui la base per la CIG sarà lo statuto approvato dal Parlamento europeo
il 3 e 4 giugno 2003. Inoltre, è chiesto come intende associare il Parlamento
europeo alla Conferenza intergovernativa.
Nel dibattito è
intervenuto GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-I)
Presidente della Commissione Giuridica:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, stiamo di nuovo discutendo, come abbiamo fatto
già parecchie volte in questo Parlamento, su un problema molto delicato, che
riguarda l'immunità.
Sono
onorato per avere, a nome della commissione e dei coordinatori della
commissione giuridica, riaperto con la mia interrogazione la discussione. Credo
che tutti i colleghi siano consapevoli dell'esigenza di regole comuni del
Parlamento europeo in materia di immunità, si tratta di un'aspirazione storica
del Parlamento europeo.
Vent'anni
fa, un nostro collega, si chiamava Donnez, aveva fatto approvare una relazione
sull'immunità parlamentare europea al fine di superare una situazione che già
vent'anni fa era limitata, inadeguata al respiro del Parlamento europeo nel suo
complesso. Il Protocollo di privilegi e immunità prevedeva l'insindacabilità
del deputato europeo nelle espressioni usate nei voti, ma nel contempo faceva
riferimento alla legislazione nazionale del deputato per stabilire le regole
sull'immunità.
Naturalmente,
vi era una logica in tutto questo e in quel periodo, dato che il Parlamento era
allora un'assemblea dei vari parlamenti nazionali, la regola aveva una sua ratio, una sua giustificazione. Però
oggi non sfugge a nessuno che grazie al suffragio universale, con tutte le
conquiste ottenute nel frattempo, mentre il Parlamento non è rimasto inerte,
esiste una giurisprudenza, esiste un comportamento determinato della
commissione giuridica, la quale anche nella passata legislatura ha formulato e
sostenuto un'esigenza diversa, ovvero che tutti i parlamentari europei devono
avere un comune riferimento statutario, un comune riferimento organizzativo.
Non solo
alla commissione giuridica, ma pure a tutto il Parlamento, risulta chiara la
difficoltà per i deputati di dover fare riferimento alle legislazioni
nazionali: l'Inghilterra ha una legislazione di un certo tipo, la Germania
un'altra, l'Italia ne aveva un'altra ancora, poi l'ha modificata. Questo non
favorisce il prestigio e non porta a un'autonomia o un' indipendenza effettiva
del Parlamento europeo.
Dopo
tante discussioni, anche a lei signor Presidente, che in questo momento
presiede l'Assemblea, sarà ben noto, in quanto abbiamo discusso e abbiamo
approvato nella commissione giuridica, nonché per ben due volte in quest'Aula,
lo statuto del deputato europeo.
Il
Consiglio ha però eccepito che la materia rientrava nel diritto primario,
allora abbiamo modificato la parte dello statuto che riguardava i fatti
organizzativi dell'Assemblea; è seguita una, sia pure difficile, gestione, che
poi ha portato ad un risultato: il Consiglio, ecco il problema, signori
colleghi, signor Presidente, si è adoperato per convocare una riunione
intergovernativa degli Stati, tra tutti i vari paesi, per poter ratificare
quello che noi avevamo deciso in Assemblea.
Ritengo
che ora abbiamo trovato un punto di equilibrio molto importante: abbiamo
discusso e abbiamo attribuito con grande lungimiranza al parlamentare europeo,
nel suo complesso, prerogative che esaltano il ruolo del Parlamento e
potenziano la sua indipendenza.
Ovviamente,
siccome l'impegno del Consiglio è già datato dal maggio del 2005 e siamo
praticamente nel maggio del 2006, abbiamo inteso con questa interrogazione di
sollecitare una rapida conclusione. Se vent'anni fa il nostro collega Donnez
già sentiva questa esigenza, come è emerso dalla votazione del Parlamento, essa
è rimasta importante e fondamentale, occorre che il Consiglio ratifichi
immediatamente quello che abbiamo deciso e stabilito. Abbiamo fatto un grande
salto in avanti, quando sarà riconosciuto potremo certamente attribuire al
parlamentare europeo una funzione molto più importante e molto più preziosa.
Come ben
sa, signor Presidente, la sezione dello statuto da noi approvato era la parte
meno importante. L'ho detto in quella discussione e lo ripeto oggi, rispetto a
questa che è una questione fondamentale, attinente all'ordinamento, che esalta
il Parlamento europeo e la nostra funzione, soprattutto la nostra funzione.
La sollecitazione
al Consiglio è in questa direzione e mi auguro che il Parlamento, nel suo
complesso, tenga conto di questa sollecitazione e che ogni gruppo, ogni
deputato, anche singolo, la condivida, solo così è possibile esercitare
pressioni sul Consiglio."
Alla fine del dibattito
il Presidente GIUSEPPE GARGANI (PPE-DE)-I, ha inoltre precisato quanto segue:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, prima nel mio intervento ho omesso di dire una
cosa, la quale a mio avviso appartiene alla scienza giuridica europea: le
immunità non sono un privilegio del singolo parlamentare, spettano
all'Istituzione nel suo complesso.
Credo che
tale aspetto ci venga dalla tradizione storica, dal significato precipuo
dell'immunità. I discorsi contrari o quelli per trovare eccezioni a questa
regola sono demagogici, colleghi, dobbiamo proprio dirlo. Abbiamo già approvato
e discusso tante volte; in commissione e in Aula, e abbiamo definito un
provvedimento. Se il Consiglio fosse stato solerte, se lo fossero state le
Presidenze dei vari semestri precedenti, questo provvedimento sarebbe già oggi
ratificato dal Consiglio.
Dato che
questo privilegio esalta il ruolo e l'indipendenza del Parlamento, se il
Consiglio lo mettesse all'ordine del giorno, oltre ad avere un merito enorme la
Presidenza in carica, forse potrebbe spianare addirittura la strada verso una
costituzione.
Il freno
imposto alla convenzione o le difficoltà che la convenzione incontra per essere
approvata in Europa, non devono pregiudicare il ruolo che spetta al Parlamento
nel suo complesso. D'altra parte, i riferimenti nazionali esistono, ma contano
poco, il Parlamento europeo è a suffragio universale."
LE VETTURE
"INTELLIGENTI" CHE CHIAMANO I SOCCORSI POSSONO SALVARE VITE UMANE
Relazione sulla sicurezza stradale: mettere eCall a
disposizione dei cittadini
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 27.4.2006 - Votazione 27.4.2006
Il programma eCall - che si iscrive nel quadro
dell'iniziativa eSafety - consiste nell'attivazione di un servizio paneuropeo
armonizzato di chiamata d'emergenza a bordo dei veicoli. In caso di incidente,
il dispositivo eCall a bordo dell'automobile esegue una chiamata di emergenza
trasmettendo i dati direttamente al servizio di soccorso più vicino. Il sistema
può essere attivato manualmente ma, in caso di incidente grave, la chiamata è
inoltrata automaticamente. Ha poi la capacità di fornire informazioni accurate
circa l'ubicazione del luogo dell'incidente: il più vicino centro di raccolta
delle chiamate di emergenza (Public Safety Answering Point, PSAP) è avvisato immediatamente
e conosce esattamente la destinazione dei servizi di soccorso. Il sistema eCall
sarà basato sul numero unico europeo di emergenza 112, armonizzato recentemente
nell'intera UE. Al fine di migliorare l'ubicazione delle chiamate di emergenza,
il 112 è integrato dall'E112 che dovrebbe consentire una localizzazione
immediata della chiamata.
Adottando la relazione,
il Parlamento rileva anzitutto come, nel 2004, ben 43.000 persone abbiano perso
la vita in incidenti stradali nell'UE a 25. Inoltre, nota che il servizio/la
funzione di chiamata paneuropea di emergenza a bordo dei veicoli, eCall,
potrebbe salvare fino a 2.500 vite ogni anno e comportare una riduzione della
gravità delle ferite anche del 15%. Il sistema, infatti, potrebbe consentire di
ridurre i tempi di reazione agli incidenti del 40% circa nelle aree urbane e
del 50% circa nelle zone rurali.
I deputati, poi, si
compiacciono del fatto che Grecia, Italia, Lituania e Slovenia abbiano firmato
il protocollo d'intesa (PI) su
eCall, aggiungendosi ai precedenti firmatari (Finlandia, Svezia e,
recentemente, Cipro). Sentendosi poi incoraggiati dall'impegno di altri Stati
membri che hanno già avviato la procedura per la firma del PI (Repubblica ceca,
Danimarca, Paesi Bassi e Germania), invitano quelli che non l'hanno ancora
fatto «a dare prova di volontà politica in tal senso». In proposito, la
relazione sottolinea che, se si vuole la piena introduzione di eCall nel 2009,
è importante che tutti gli Stati membri firmino il PI quanto prima possibile.
Il PI mira, infatti, a
garantire il funzionamento di eCall nell'UE e vincola gli operatori ad attuare
il servizio congiuntamente sulla base dell'architettura e delle specifiche
d'interfaccia comuni approvate. E' già stato firmato dalla Commissione europea,
da ACEA per conto dell'industria automobilistica e dal partenariato
multisettoriale ERTICO per conto dei suoi membri.
Per i deputati, la
completa introduzione di eCall dovrebbe essere sincronizzata con la fase
pienamente operativa del sistema di posizionamento satellitare Galileo, che
avrà inizio nel 2010. Ma sottolineano che, per compiere reali progressi, il PI
dovrebbe essere convertito il più rapidamente possibile in una lettera
d'intenti firmata da tutti i soggetti interessati. Le autorità degli Stati membri
sono quindi sollecitate a conglobare le informazioni sul sistema eCall nei
contenuti delle rispettive campagne pubbliche di sicurezza stradale.
La relazione, d'altra
parte, ricorda che la maggioranza degli Stati membri «ha tardato ad
incoraggiare l'uso del 112 come numero unico europeo d'emergenza» e invita
pertanto
Gli Stati membri sono
poi sollecitati a completare quanto prima l'attuazione dell'E112, a promuovere
l'uso sia del 112 che dell'E112, e ad assumere iniziative per rendere
disponibili presso i centri di raccolta delle chiamate d'emergenza (Public
Safety Answering Points) le infrastrutture appropriate (formazione linguistica,
disponibilità, identificazione dell'ubicazione e gestione delle chiamate) in
modo da conformarsi alla normativa sul numero E112, «il che consentirà poi
l'aggiornamento graduale per la gestione delle chiamate eCall».
Prendendo atto del
divario tra le stime della Commissione e quelle dell'industria sul costo del sistema eCall montato a bordo
dei veicoli, la relazione sollecita un'analisi più approfondita dell'efficienza
in termini di costi per ogni azione da intraprendere ai fini della
realizzazione di eCall. Occorre poi studiare la possibilità di un'introduzione
graduale e su larga scala del dispositivo attraverso la combinazione di sistemi
montati sui veicoli e sistemi alternativi quali l'uso del telefono mobile del
guidatore e della tecnologia Bluetooth, «prestando nel contempo un'attenzione
particolare al diritto alla privacy di conducenti e passeggeri».
Tutti i soggetti
interessati sono inoltre invitati a collaborare alla definizione di incentivi volti ad accelerare l'introduzione del
sistema eCall. I deputati, infatti, ritengono che l'elevato costo potenziale di
eCall potrebbe escludere gli acquirenti di auto nuove (specialmente nel
segmento più economico del mercato) che non sempre sono disposti o sono in
grado di pagare l'intero costo del dispositivo. In particolare temono che il
costo di eCall possa essere proibitivo per coloro che ne hanno maggiormente
bisogno, ad esempio le persone che vivono in zone rurali o isolate. Infine,
accogliendo un emendamento avanzato dal PSE, il Parlamento ritiene che, a
termine, il dispositivo eCall dovrà applicarsi a tutti i veicoli, «compresi gli
automezzi pesanti».
E' intervenuto, con dichiarazione scritta, FRANCESCO MUSOTTO (PPE/DE-I):
"La sicurezza stradale riguarda direttamente tutti gli abitanti dell'Unione
Europea. La crescente mobilità produce costi elevati: ogni anno 1.300.000
incidenti causano più di 40.000 morti e 1.700.000 feriti.
In particolare, un
italiano su due utilizza la vettura personale per spostarsi. Sono 26 milioni
gli italiani che ogni giorno escono di casa per andare in ufficio o a scuola.
Il traffico costa all'economia nazionale oltre quattro miliardi di euro ogni
anno, circa duecento euro in media per ogni famiglia. Gli italiani disertano in
massa i trasporti pubblici, nel 1991 venivano utilizzati dal 17% della
popolazione, nel 2001 dal 12.9%. A Roma ci sono 7 auto ogni 10 abitanti, record
assoluto europeo.
Per questo il problema
della sicurezza stradale e della riduzione degli ingorghi causati da incidenti
è così sentito nella nostra nazione. Tra gli obiettivi che l'Ue si è
prefigurata, vi è dimezzare il numero delle vittime della strada entro il 2010.
Ecall potrebbe salvare
fino a 2.500 vite ogni anno, ridurre il numero degli ingorghi e contribuire
all'efficienza dei trasporti stradali a livello europeo, riducendo i costi
esterni, che in Europa sono stimati in 4 miliardi di euro e che in Italia si
aggirano intorno al 2% del Pil."
ISTITUZIONI
CHERNOBYL 1986-2006:
QUALE FUTURO PER IL NUCLEARE?
Dichiarazione della Commissione - Vent'anni dopo Chernobyl: insegnamenti
per il futuro
Dibattito: 26.4.2006
A vent'anni
dall'esplosione del reattore nucleare della centrale nucleare di Chernobyl, si
è svolto in Aula un dibattito durante il quale è stata espressa la solidarietà
dell'Europa alle vittime di allora e alle persone che subiscono tuttora le ricadute
della contaminazione. Molti deputati si sono espressi a favore dell'abbandono
della produzione energetica nucleare favorendo, invece, fonti alternative e più
pulite.
Dichiarazione della Commissione
Andris Piebalgs ha
anzitutto sottolineato come, ancora oggi, si patiscono le conseguenze
dell'incidente di Chernobyl. Ha poi ricordato che l'Europa, in questi venti
anni, ha fornito un importante aiuto finanziario (mezzo miliardo di euro) ai
paesi colpiti e alla centrale nucleare stessa ed ha promosso l'adozione di
strumenti atti a garantire una migliore sicurezza nucleare. Inoltre, ha
evidenziato che la catastrofe ha spinto la comunità internazionale a dotarsi di
norme comuni volte a ridurre al minimo i rischi e a definire piani di reazione
agli incidenti. Diverse convenzioni internazionali - cui l'Unione è parte
contraente - sono quindi state firmate in questo senso.
A livello comunitario, ha aggiunto, il Trattato
Euratom tutela la salute dei cittadini e garantisce lo scambio di informazioni
tra gli Stati membri. Sono stati inoltre adottati diversi atti legislativi,
come quello relativo alle restrizioni delle importazioni e al controllo dei
prodotti alimentari o quello che impone la definizione di piani d'urgenza e
l'obbligo di informazione. L'Unione ha poi sostenuto finanziariamente
l'ammodernamento delle centrali dell'Est europeo e la chiusura di alcune di
esse. Il commissario ha poi accolto con favore la risoluzione del Parlamento
del 15 marzo scorso in cui sono riconosciute le competenze europee in materia
nucleare ed ha affermato che un gruppo di lavoro del Consiglio renderà noto,
entro la fine dell'anno, una relazione sulla sicurezza nucleare.
HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito
affermando che l'incidente di Chernobyl è stata la peggiore tragedia
continentale e che «è nostra responsabilità far sì che rimanga l'unica». Dopo
aver espresso la propria solidarietà nei confronti delle vittime, passate e
presenti, dell'incidente e dei soccorritori che si sono sacrificati per salvare
altre vite umane, ha voluto sottolineare che l'esplosione del reattore è
avvenuta nell'ambito si un esperimento militare. Ciò, a suo parere, rappresenta
un ammonimento all'Europa quando si confronta sul nucleare con altri paesi
dittatoriali. Per il deputato, inoltre, l'URSS ha agito in quell'occasione in
spregio ai cittadini.
Tuttavia, ha aggiunto, l'incidente di Chernobyl
«non deve essere strumentalizzato politicamente per aprire un dibattito sul
nucleare in quanto tale», la questione infatti deve rimanere quella di
garantire la sicurezza. Dopo aver ricordato che l'UE fornisce un aiuto
concreto, anche alla popolazione colpita, ha affermato che l'allargamento del
AIUTI DI
STATO PER L'INNOVAZIONE, MA SOLO SE GIUSTIFICATI
Doc.: A6-0073/2006
Relazione sugli aspetti settoriali del Piano d'azione nel settore degli
aiuti di Stato: aiuti all'innovazione
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 26.4.2006 - Votazione:
27.4.2006
Il ricorso agli aiuti di Stato deve essere un'eccezione, non la norma. E' quanto
afferma il Parlamento evidenziando come gli aiuti all'innovazione debbano
essere concessi solo a titolo temporaneo, in base a criteri razionali, allo
scopo di supplire alle inefficienze del mercato e aiutare le regioni meno
sviluppate. Tuttavia, alle PMI deve essere riservata una quota di aiuti
maggiore e occorre sostenere la cooperazione tra università e imprese.
Adottando la relazione che
rappresenta la risposta al "Documento di consultazione sugli aiuti di
Stato all'innovazione" presentato dalla Commissione nel settembre 2005, il
Parlamento rammenta anzitutto che gli
aiuti di Stato «dovrebbero rappresentare un'eccezione», ossia uno strumento
volto a correggere gli squilibri che non possono essere affrontati con gli
strumenti di politica abituali. Queste misure, inoltre, devono essere coerenti
con quelle intese a ridurre le norme inutili, ad investire nell'istruzione e
nella formazione, a fornire infrastrutture adeguate e a garantire una
concorrenza leale. Ma anche con quelle volte ad agevolare l'accesso al capitale
di rischio, a promuovere uno spirito imprenditoriale, a rimuovere gli ostacoli
alla libera circolazione dei lavoratori e dei ricercatori all'interno dell'UE.
Gli aiuti di Stato
all'innovazione, per i deputati, devono essere complementari alle
corrispondenti politiche comunitarie uniformi ed offrire un valore aggiunto «chiaro e misurabile» per i beneficiari
diretti, nonché avere un impatto secondario sull'economia locale, regionale o
nazionale intesa in senso ampio. I deputati propongono poi che siano ammessi a
beneficiare degli aiuti di Stato i progetti che «forniscono benefici aggiuntivi
o nuovi per i clienti, comportano rischi, sono intenzionali, offrono benefici
trasmissibili e generano esternalità positive».
Il Parlamento insiste inoltre
affinché gli aiuti di Stato all'innovazione siano temporanei, concessi sulla base di criteri trasparenti e
razionali, proporzionati, sottoposti a controlli rigorosi ed efficaci e a
valutazioni d'impatto periodiche mediante analisi ex-post effettuate dagli
Stati membri e dalla Commissione. I criteri per la concessione di sovvenzioni a
favore dell'innovazione, poi, dovrebbero essere subordinati a vari fattori,
quali le caratteristiche del settore economico, la struttura del mercato e il
potere di mercato dell'impresa.
Per il Parlamento occorre
anche tenere conto della "lontananza dal mercato", ossia della fase
"non commerciale" del processo di innovazione. In proposito,
sottolinea che la crescente importanza dell'innovazione «non deve costituire un
pretesto per accordare aiuti di Stato alle imprese». L'innovazione, infatti,
essendo parte integrante di tutte le attività imprenditoriali, non merita di
per sé aiuti di Stato che, al contrario, dovrebbero essere concessi unicamente
«alle innovazioni che non possono essere finanziate con mezzi commerciali
normali e che contribuiscono agli obiettivi globali della vita delle imprese e
della società».
Insistendo sulla necessità di
trarre insegnamenti dalle esperienze negative e positive del passato, i
deputati ritengono opportuno evitare
concetti e regolamentazioni molto restrittivi e vedono con favore
l'introduzione di norme ex-ante, «qualora fossero trasparenti, non
discriminatorie e funzionali, e garantissero la certezza giuridica». Si
compiacciono, inoltre, dell'approccio economico in materia di aiuti di Stato
all'innovazione. D'altra parte, raccomandano di prevedere una data intermedia
per la revisione del quadro nel caso in cui esso necessiti di miglioramenti ed
insistono affinché ciò sia realizzato in stretta cooperazione con il
Parlamento.
Inoltre, è chiesto alla
Commissione di fornire informazioni più dettagliate sui possibili effetti di
distorsione degli aiuti di Stato e di prendere in considerazione quelli
concessi dai concorrenti internazionali
dell'UE, a livello sia settoriale che orizzontale, e dei loro possibili effetti
di distorsione e di incentivo a livello globale.
Particolare attenzione alle PMI
Il Parlamento riconosce che le
PMI e le start-up sono le più colpite
dalle inefficienze del mercato e, al contempo, rileva che gli aiuti di Stato
esercitano un effetto meno distorsivo quando sono concessi per attività lontane
dal mercato o a favore di PMI e start-up.
Inoltre, sottolinea l'esigenza
di creare un ambiente propizio all'innovazione per le PMI, in modo da stimolare
il loro potenziale di innovazione inutilizzato. In proposito, ritiene necessario accordare alle PMI «una quota di
aiuti più significativa», vista la loro rilevanza e, allo stesso tempo, le
limitate risorse finanziarie di cui dispongono. Occorre poi destinare con
urgenza aiuti di Stato ad azioni di sostegno che motivino le PMI e riducano i
rischi associati ai processi di innovazione tecnologica.
Consapevoli che l'accesso delle PMI innovative al capitale
di rischio è allo stato attuale considerevolmente limitato, principalmente
nelle prime fasi del loro sviluppo, i deputati sostengono pertanto l'idea di
utilizzare gli aiuti di Stato per attrarre gli investimenti di capitali privati
verso i fondi regionali di capitale di rischio che operano come partenariati
pubblico-privato. D'altra parte, sollevano dubbi quanto all'opportunità di
concedere aiuti di Stato alle PMI per l'assunzione di personale altamente
qualificato, «dal momento che tali imprese possono avere accesso a conoscenze e
competenze specialistiche tramite i servizi di intermediari ed esperti».
Ma, per i deputati, anche le
grandi imprese sono «un elemento essenziale» del sistema di innovazione e,
pertanto, pure ad esse vanno concessi aiuti di Stato tesi a incoraggiare la
cooperazione nei cluster
d'innovazione e nei poli d'eccellenza (grandi imprese, piccole imprese,
istituti di conoscenza), «a condizione che rispettino i criteri stabiliti dalle
norme ex-ante».
Rafforzare la cooperazione tra università e imprese
Il Parlamento raccomanda che
le università e i centri di ricerca prendano parte ai partenariati regionali pubblico-privato in qualità di
"intermediari dell'innovazione", o cooperino strettamente con gli
stessi. Ritiene, infatti, che ciò creerebbe un notevole effetto sinergico in grado
di migliorare l'interconnessione tra le attività di ricerca e innovazione delle
università e le necessità delle singole PMI innovative e dei gruppi
imprenditoriali innovativi. Si dice poi convinto della necessità di rafforzare i legami fra imprese ed università
intensificando, tra l'altro, la mobilità del personale di alto livello di tutte
le specializzazioni tra le università e le imprese, in particolare le PMI, e
reputa che gli aiuti, segnatamente tramite piani di accompagnamento, debbano
incentivare tali legami.
D'altra parte, è chiesto un
ulteriore chiarimento delle modalità di applicazione delle norme sugli aiuti di
Stato alle università e agli istituti di ricerca, quando sono impegnati in
attività economiche.
Aiuti di Stato, regionali e strutturali
Il Parlamento ritiene che gli
aiuti pubblici a carattere regionale e gli aiuti pubblici all'innovazione
«siano complementari» e che dovrebbero concentrarsi nelle regioni meno
sviluppate così da favorire la coesione economica e sociale. Sostiene, infatti,
che in caso contrario «non si farebbe che incoraggiare la crescita delle
regioni e dei paesi più sviluppati». Secondo
i deputati, le maggiorazioni regionali sono inopportune se viene consentito il
cumulo degli aiuti di Stato.
Inoltre, sottolineano che i
regimi di aiuto regionali, ogniqualvolta vanno ad aggiungersi agli aiuti di
Stato a favore dell'innovazione, dovrebbero essere compatibili con le regole in
materia di mercato interno e di concorrenza. Ai loro occhi, va poi attribuita
un'importanza particolare alla definizione e all'ammissibilità degli aiuti di
Stato a favore dell'innovazione per quanto riguarda le PMI regionali, «per le
quali l'accesso all'innovazione riveste un'importanza vitale».
La Commissione, inoltre è
invitata a far sì che i regimi di aiuto regionali «siano più orientati al
futuro», per consentire, in particolare, un sostegno agli investimenti
immateriali. Dovrebbe poi garantire che i finanziamenti strutturali dell'UE non
siano considerati aiuti di Stato illegali quando sono associati ai
cofinanziamenti provenienti da altre fonti.
L'Assemblea ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc.: A6-0106/2006 - Relazione sulla gestione degli attivi
Le norme sugli investimenti finanziari devono essere chiarite, consolidate
e rese coerenti per evitare la discriminazione dei fondi comuni rispetto ad
altri prodotti. E' quanto chiede il Parlamento sollecitando anche la
definizione di un prospetto semplificato comune a tutta l'UE per garantire una
corretta informazione agli investitori. I deputati auspicano un
"passaporto" europeo dei prodotti finanziari e l'eliminazione degli
ostacoli, anche fiscali, alle operazioni di pooling transfrontaliero.
CULTURA E ISTRUZIONE
TV DIGITALE PLURALISTA
E INDIPENDENTE PER TUTTI
Relazione sulla transizione dalla radiodiffusione analogica alla
radiodiffusione digitale: un'opportunità per la politica europea
dell'audiovisivo e la diversità culturale?
Procedura: Iniziativa - Relazione
senza dibattito ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento del Parlamento - Votazione: 27.4.2006
Il Parlamento ha adottato una relazione che pone anzitutto l'accento sulla
necessità di garantire a tutti la possibilità di beneficiare dei nuovi servizi
offerti dalla tecnologia digitale. A livello UE, inoltre, dovranno essere
garantiti il pluralismo dell'informazione e la separazione fra il potere
politico e gli interessi dei gruppi di mass media. L'intervento pubblico è il
benvenuto, ma non deve falsare la concorrenza. Occorre anche garantire una
televisione pubblica forte e indipendente.
La relazione adottata dall'Aula sostiene che le nuove tecnologie
audiovisive dovrebbero innanzitutto «permettere la diffusione di
un'informazione plurale e di programmi di qualità», accessibili a un numero
costantemente in crescita di cittadini. E' quindi essenziale che la società
dell'informazione nel suo complesso, inclusi i servizi audiovisivi, «segua uno
sviluppo sociale, regionale, culturale e linguistico equilibrato» e che, per
evitare nuove forme di esclusione (la "frattura digitale"), «si garantisca a tutti i cittadini di
poter beneficiare delle sue ripercussioni positive».
Tenuto presente il ruolo della televisione, inoltre, le scelte tecniche e
legislative della transizione non devono essere soltanto di natura economica ma
anche di natura sociale, culturale e politica «per tutelare, tra l'altro, il
servizio pubblico audiovisivo europeo». Per prevenire incidenze sociali
negative, l'accompagnamento della transizione dovrà perciò essere incentrato
principalmente sull'interoperabilità
delle piattaforme e degli standard e, quindi, sugli interessi dei cittadini
e dei consumatori.
Piani di azione e misure
specifiche nazionali
Nel quadro delle misure specifiche da adottare a livello nazionale, il
Parlamento raccomanda agli Stati membri di garantire maggiori informazioni ai consumatori sulle possibilità offerte
dalle piattaforme digitali e sulle attrezzature necessarie nonché di assicurare
che la transizione non implichi maggiori
costi per il consumatore e venga effettuata senza perdita di servizio.
Inoltre, all'aumento e alla diversificazione dell'offerta di servizi dovrà
corrispondere la possibilità «per tutti» di utilizzarli e occorrerà compiere i
dovuti sforzi in termini di educazione digitale ("alfabetizzazione
digitale").
I poteri pubblici dovranno poi incoraggiare un'offerta di contenuti di
qualità sulle reti televisive e garantire la diffusione dell'informazione
pubblica. Inoltre, andrà sostenuto il ruolo
che possono svolgere le collettività locali e regionali nello sviluppo
delle televisioni locali nei settori dell'istruzione, della formazione
professionale, della sanità e della promozione di contenuti culturali e
turistici, come pure in materia di offerte sul mercato del lavoro a livello
locale e regionale. Sarà anche necessario facilitare la diffusione, garantendo
un accesso omogeneo di tutti i livelli territoriali alle infrastrutture
destinate dei servizi audiovisivi. Particolare attenzione, infine, dovrà essere
attribuita alle persone disabili.
A livello UE: lotta alla
pirateria, garanzia del pluralismo e interventi pubblici
Il Parlamento suggerisce che, per lottare
contro la pirateria, facilitata dal digitale,
Per i deputati, il rispetto del pluralismo
dell'informazione e della diversità di contenuti non sarà automaticamente
garantito dall'aumento del numero di canali televisivi e radiofonici ma deve
attuarsi attraverso una politica attiva e costante dei poteri pubblici. Tenendo
presente l'impatto sociopolitico del contenuto dei programmi, il Parlamento
chiede che sia garantito il pluralismo dell'informazione attraverso
regolamentazioni comunitarie e nazionali che assicurino il rispetto della
libertà di informazione e di espressione nonché «il rispetto dell'indipendenza
e della libertà editoriale dei mezzi di comunicazione rispetto ai poteri
politico ed economico».
A tale proposito, i deputati ritengono necessario garantire un livello
adeguato di concorrenza e di diversificazione della proprietà dei mezzi di
comunicazione come pure «una stretta separazione
fra il potere politico e gli interessi dei gruppi di mass media e di
comunicazioni elettroniche». E' poi ribadita la richiesta del Parlamento alla
Commissione di lanciare una discussione a livello europeo sul pluralismo e la
concentrazione della proprietà dei mass media, in particolare mediante la
pubblicazione di un Libro Verde su tale tema.
I deputati, inoltre, plaudono al fatto che
E' poi ricordato che è compito della Commissione sostenere gli Stati membri
offrendo tempestivi chiarimenti sulle condizioni alle quali gli interventi pubblici
sono compatibili con il diritto comunitario della concorrenza e, quindi, senza
imporre l'obbligo di introdurre uno standard specifico. Gli eventuali
interventi pubblici, sottolinea il Parlamento, «non devono falsare il gioco
della concorrenza né essere discriminatori o privilegiare questo o quell'attore
del mercato».
Ritenendo poi necessario riunire le condizioni più favorevoli allo sviluppo
dei nuovi servizi audiovisivi e di telecomunicazioni (TVAD, televisione mobile
nonché servizi fissi e mobili a banda larga), i deputati insistono affinché la
redistribuzione delle risorse dello
spettro non venga lasciata esclusivamente alla legge della concorrenza e
affinché vengano previste misure appropriate «in modo che le frequenze liberate
si utilizzino principalmente per servizi innovatori, che presentino un'offerta
di qualità e una diversità di contenuto».
Servizi audiovisivi pubblici
forti e indipendenti
Per il Parlamento è nella complementarità dei supporti di diffusione che
gli europei devono impegnarsi ad assicurare la permanenza e la neutralità
tecnologica della missione di interesse generale del servizio pubblico televisivo. E' inoltre ricordato che il servizio
pubblico di radiodiffusione ha l'obbligo di garantire l'accesso a tutti.
Pertanto, ritiene che le disposizioni sull'accesso preferenziale alle reti
di distribuzione per i servizi che hanno un obbligo di accesso universale, e in
particolare le regole del "must carry" (obbligo di diffusione),
debbano continuare a svolgere un ruolo importante dopo la transizione,
contribuendo al pluralismo dei mezzi di informazione.
In assenza di finanziamenti adeguati, i deputati ritengono che la
radiodiffusione di servizio pubblico, messa in concorrenza con i grandi gruppi
che arrivano sul mercato dell'audiovisivo, in particolare quelli della
telecomunicazione, «non potrà continuare ad essere forte ed indipendente» né ad
attirare un vasto pubblico e a generare risorse sufficienti per eseguire le
missioni ad essa affidate. Attirano quindi l'attenzione sul fatto che la
rimessa in causa di un sistema di radiodiffusione pubblico forte e indipendente
«farebbe incombere una minaccia sul pluralismo, la libertà di espressione, la
diversità culturale, l'accesso ai servizi audiovisivi e la democrazia».
L'Assemblea ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
-
Doc.: A6-0074/2006 - Relazione sulla promozione del
multilinguismo e dell'apprendimento delle lingue nell'Unione europea:
indicatore europeo di competenza linguistica
Le lingue straniere dovrebbero essere studiate sin dalla
più giovane età. E' quanto afferma la relazione adottata dal Parlamento sulla
promozione del multilinguismo e dell'apprendimento delle lingue. La loro
conoscenza, infatti, permette un miglior utilizzo del potenziale umano e
favorisce la mobilità all'interno dell'UE. E' anche sostenuta l'introduzione di
un indicatore europeo di competenza linguistica. L'italiano è la quinta lingua
straniera più studiata in Europa.
-
Risoluzione sulla proposta di
decisione del Consiglio relativa alla conclusione della Convenzione dell'UNESCO
sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
CONTROLLO DEI BILANCI
-
Docc.: A6-0105, 0104, 0103, 0102, 0092, 0101, 0100, 0099,
0098, 0097, 0096, 0095, 0093, 0094, 0110, 0117, 0116, 0115, 0114, 0113, 0112,
0111, 0119, 0108/2006 - Discussione
congiunta - Discarichi relativi all'esecuzione del bilancio generale
dell'Unione europea per l'esercizio 2004
L'Aula ha concesso il discarico del bilancio 2004 ma ha
rinviato quello relativo al Parlamento al fine di chiarire la vicenda
dell'affitto di due immobili a Strasburgo. I deputati criticano la gestione dei
finanziamenti da parte degli Stati membri ma plaudono alle iniziative del
Consiglio per migliorarla. E' anche chiesto di rivedere il sistema di controllo
interno della Commissione e di migliorare il funzionamento delle agenzie.
-
Doc.:
A6-0139/2006 - Risoluzione
sul progetto di bilancio rettificativo n. 1/2006 dell'Unione europea per
l'esercizio 2006, Sezione III - Commissione (inondazioni in Bulgaria, Romania e
Austria)
-
Doc.:
A6-0138/2006 - Risoluzione sulla
proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla
mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE, conformemente al punto 3
dell'accordo interistituzionale del 7 novembre 2002 fra il Parlamento europeo,
il Consiglio e la Commissione sul finanziamento del Fondo di solidarietà
dell'Unione europea, testo che integra l'accordo interistituzionale del 6
maggio 1999 sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di
bilancio
SANITA' PUBBLICA
-
Dichiarazione del Parlamento europeo
sul diabete
-
Doc.:
A6-0091/2006 - Risoluzione sulla
proposta di direttiva del Consiglio relativa alle condizioni di polizia
sanitaria applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai relativi
prodotti, nonché alla prevenzione di talune malattie degli animali acquatici e
alle misure di lotta contro tali malattie
-
Doc.
A6-0067/2006 - Risoluzione sulla
proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 90/424/CEE relativa
a talune spese nel settore veterinario
PESCA
-
Doc.:
A6-0066/2006 - Risoluzione sulla
proposta di regolamento del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo
in forma di scambio di lettere relativo alle modifiche apportate al protocollo
che stabilisce le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste
dall'accordo di cooperazione in materia di pesca marittima tra la Comunità
europea e la Repubblica islamica di Mauritania per il periodo dal 1 agosto
2001 al 31 luglio 2006.
-
Doc.:
A6-0070/2006 - Risoluzione sulla
proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome della
Comunità europea, della convenzione per il rafforzamento della Commissione
interamericana per i tonnidi tropicali istituita dalla convenzione del 1949 tra
gli Stati Uniti d'America e la Repubblica di Costa Rica
VARIE
-
Doc.:
A6-0047/2006 - Risoluzione
su una cooperazione rafforzata fra Unione europea e America latina
-
Doc.:
A6-0088/2006 - Risoluzione
sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che
modifica il regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del
Consiglio relativamente all'anno di riferimento per l'assegnazione delle quote
di idroclorofluorocarburi per quanto riguarda gli Stati membri che hanno
aderito all'Unione europea il 1 maggio 2004
-
Doc.:
A6-0121/2006 - Risoluzione
legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Consiglio
relativo all'applicazione di alcune regole di concorrenza alla produzione e al
commercio dei prodotti agricoli (Versione codificata)
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE
AGRICOLTURA / PESCA
·
Orientamenti
comunitari per lo sviluppo rurale (http://ue.eu.int)
TRASPORTI
·
Autostrade
del mare (http://ue.eu.int)
·
Trasporti
merci: noleggio veicoli senza conducente (GUCE L 33 del 4/02/2006)
DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Il
rafforzamento della governance economica (http://esc.eu.int)
·
Indirizzi
di massima per le politiche economiche (2005-2008) (http://esc.eu.int)
CULTURA
·
Carta
europea di qualità per la mobilità (http://esc.eu.int)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Creazione
di una base imponibile comune e consolidata per le società (http://esc.eu.int)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Salute
e tutela dei consumatori (http://esc.eu.int)
VARIE
·
La
rappresentatività delle organizzazioni europee della società civile nel
contesto del dialogo civile (http://esc.eu.int)
·
Creazione
di un'Agenzia per i diritti fondamentali (http://esc.eu.int)
·
Rappresentanza
delle donne (http://esc.eu.int)
·
Gestione
dei flussi migratori (http://esc.eu.int)
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
RELAZIONI ESTERNE
·
Proposta
di un dazio progressivo sulle scarpe di cuoio cinesi e vietnamite
(http:europa.eu.int/comm)
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Riforme
per affrontare i costi dell'invecchiamento
(http:europa.eu.int/commeconomy_finance/publica
tions/eespecialereports_en.htm)
·
Previsioni
di crescita nell'UE per il 2006
(http:europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/a
ctivities_keyindicatorsforecasts_en.htm)
·
Italia:
disavanzo e programma di stabilità aggiornato
(http:europa.eu.int/comm/economy_finance/ab
out/activities/sgp/year/year20052006_en.htm)
POLITICA SOCIALE
·
Avvio
anno europeo della mobilità dei lavoratori
(http:europa.eu.int/comm/employment_social/worke
rsmobility2006/index_en.htm)
·
Libera
circolazione dei lavoratori dopo l'ampliamento del 2004
(http:europa.eu.int/comm/employme
nt_social/emplweb/news/news_en.cfm?id=119)
·
Fondo
europeo di adeguamento alla globalizzazione destinato a sostenere i lavoratori
(http:europa.eu.int/comm/employment_social/emplweb/news/news_en.cfm?id=131)
AGRICOLTURA / PESCA
·
Produzione
di biocarburanti (http:europa.eu.int/comm/agriculture/biomass/biofuel/index_en.htm)
·
Coesistenza di colture e di sementi
geneticamente modificate e non geneticamente modificate
(http:europa.eu.int/comm)
CULTURA
·
Istituto
europeo di tecnologia (http:europa.eu.int/comm/education/eit/index_en.html)
·
Promuovere
lo spirito d'impresa nelle scuole e nelle università
(http:europa.eu.int/comm/ecucation/p
olicies/2010/objectives_en.html)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
eTen (http:europa.eu.int/comm)
·
Prezzi
nel roaming (http:europa.eu.int/comm)
·
Mercati
comunitari delle telecomunicazioni (http:europa.eu.int/comm)
MERCATO INTERNO
·
Quadro
di valutazione del mercato interno
(http:europa.eu.int/comm/internal_market/score14bis/score
board14bis_en.pdf)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Mercato
del lavoro e imprenditorialità che oltrepassa gli stereotipi legati al sesso
(http:europa.eu.int/comm/employment_social/gender_equality/gender_mainstreaming/activity_reports_fr.htm)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Raccolta
di dati relativi all'analisi degli incidenti e delle lesioni legati ai prodotti
non alimentari e ai servizi
(http:europa.eu.int/comm/consumers/cons_safe/conclusions_200206.pdf)
TRASPORTI
·
Sicurezza
nei trasporti: protezione contro gli attacchi terroristici (COM
2006/79)
·
Automobili
intelligenti
(http:europa.eu.int/information_society/activities/esafety/index_en.htm)
·
Sicurezza
stradale: bilancio a metà percorso (http:europa.eu.int/comm/transport/road/roadsafety/index
_en.htm)
VARIE
·
Asilo:
rafforzare la cooperazione pratica tra gli Stati membri
(http:europa.eu.int/comm)
·
Verso
lo "spazio giudiziario europeo"
(http:europa.eu.int/comm)
·
Rapporto
generale sulle attività dell'UE nel 2005
(http:europa.eu.int/abc/doc/off/rg/fr/welcome.htm)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"Il diritto dei centri di
assistenza fiscale italiani di compilare
la dichiarazione dei redditi dei lavoratori è incompatibile con il diritto
comunitario"
Sentenza della Corte nella Causa C-451/03
Un tale diritto
esclusivo costituisce una restrizione ingiustificata alla libertà di
stabilimento e alla libera prestazione di servizi.
·
"Il diritto comunitario non
consente che il periodo minimo di ferie annuali retribuite sia sostituito da
un'indennità finanziaria in caso di riporto delle ferie ad un anno
successivo"
Sentenza della Corte nella Causa C-124/05
Una compensazione
finanziaria delle ferie annuali minime riportate spingerebbe i lavoratori a
rinunciare al periodo di riposo. Sotto questo profilo non importa che tale
compensazione finanziaria poggi o meno su un accordo contrattuale.
·
"L'Avvocato generale Antonio
Tizzano conclude in due cause relative al diritto di voto per il Parlamento
europeo"
Conclusioni dell'Avvocato generale nelle Cause C-14/04 e 300/04
·
"Il rifiuto di concedere una
pensione alla stessa età di una donna ad una transessuale passata dal sesso
maschile al sesso femminile viola il diritto comunitario"
Sentenza della Corte nella Causa C-423/04
Un siffatto rifiuto
costituisce una discriminazione che viola una direttiva comunitaria sulla
parità di trattamento in materia di sicurezza sociale.
·
"Il giudice competente ad
aprire la procedura di insolvenza «principale» è, salve eccezioni adeguatamente
motivate, quello dello Stato membro in cui si trova la sede statutaria del
debitore"
Sentenza della Corte nella Causa C-341/04
La fiducia
reciproca esige che i giudici di altri Stati membri riconoscano la decisione di
apertura senza controllare la competenza, salvo nel caso in cui violi i diritti
fondamentali.
·
"Secondo l'Avvocato generale
P. Léger la legislazione del Regno Unito sulle «società controllate estere» è
compatibile con il diritto comunitario se trova applicazione unicamente alle
costruzioni fittizie destinate ad aggirare la legge nazionale"
Conclusioni dell'Avvocato generale nella Causa C-196/04
Per ulteriori informazioni: Corte di
giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad
Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet:
http://www.curia.eu.int/it/index.htm
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
Decreto legislativo n. 140 del 16
marzo 2006:
recepimento della direttiva 2004/48/CE del Parlamento e del Consiglio, del 29
aprile 2004, relativa al rispetto dei
diritti di proprietà intellettuale.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 82
del 7 aprile 2006.
Decreto ministeriale del 28
febbraio 2006:
recepimento della direttiva 2004/74/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004,
relativa alla possibilità che alcuni
Stati membri applichino ai prodotti energetici e all'elettricità esenzioni o
riduzioni temporanee dei livelli di tassazione.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 92
del 20 aprile 2006 SO n. 100.
Decreto legislativo n. 150 del 13
marzo 2006:
recepimento della direttiva 2003/20/CE del Parlamento e del Consiglio, dell'8
aprile 2003, relativa all'uso
obbligatorio delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli di peso inferiore a
3,5 tonnellate.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 87
del 13 aprile 2006.
Decreto legislativo n. 149 del 23
febbraio 2006: recepimento
della direttiva 2000/53/CE del Parlamento e del Consiglio, del 18 settembre
2000, relativa ai veicoli fuori uso.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 86
del 12 aprile 2006.
Decreto ministeriale del 13 marzo
2006: recepimento
della direttiva 1990/396/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1990, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli
stati membri in materia di apparecchi a gas.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 83
dell'8 aprile 2006 SO n. 88.
Decreto
ministeriale del 13 dicembre 2005: recepimento della direttiva
2005/25/CE del Consiglio, del 14 marzo 2005, relativa ai prodotti fitosanitari contenenti microrganismi.
Il decreto è pubblicato nella GURI n. 52 del 3 marzo 2006.
Decreto
ministeriale del 18 novembre 2005: recepimento della direttiva
2004/52/CE del Parlamento e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa all'interoperabilità dei sistemi di
telepedaggio stradale nella Comunità.
Il decreto è pubblicato nella GURI n. 60 del 13 marzo 2006.
Legge
n. 78 del 22 febbraio 2006: recepimento della direttiva 1998/44/CE del
Parlamento e del Consiglio, del 6 luglio 1998, relativa alla protezione giuridica delle invenzioni
biotecnologiche.
Il decreto è pubblicato nella GURI n. 58 del 10 marzo 2006.
DALLA GAZZETTA UFFICIALE
Relazioni esterne
·
Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Relazione Generale sugli aiuti di
preadesione (PHARE - ISPA - SAPARD) nel 2004 [SEC(2006) 378] COM (2006) 137 definitivo
AFFARI
ECONOMICI E FINANZIARI
·
Adozione definitiva del bilancio generale
dell’Unione europea per l’esercizio 2006 GUCE L78/2006
AGRICOLTURA
/ PESCA
·
Decisione del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativa agli orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale
(periodo di programmazione 2007-2013) GUCE
L 55/2006
·
Decisione del Consiglio, del 21 dicembre 2005, che modifica la decisione 2004/465/CE
relativa ad una partecipazione finanziaria della Comunità ai programmi di controllo delle attività di
pesca attuati dagli Stati membri (GUCE
L 2/2006)
CULTURA
·
Decisione del Consiglio, del 27
febbraio 2006, relativa alla conclusione di un accordo tra
AMBIENTE
·
Decisione del Consiglio, del 27
febbraio 2006, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea,
dell’accordo tra
RICERCA
E SVILUPPO
·
Libro Verde - Una strategia europea per
un’energia sostenibile, competitiva e sicura [SEC(2006) 317] COM (2006) 105 definitivo
·
Comunicazione della Commissione al
Consiglio e al Parlamento europeo sull’attuazione del programma ENERGY STAR nella Comunità europea nel periodo
2001-2005 COM(2006)140 definitivo
POLITICA
DOGANALE E FISCALITÀ
·
Regolamento (CE) n. 439/2006 della Commissione, del 16 marzo 2006, che istituisce un dazio antidumping provvisorio
sulle importazioni di cuoi e pelli scamosciati originarie della Repubblica Popolare Cinese GUCE
L80/2006
·
Regolamento (CE) n. 486/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo all’attuazione
dell’Accordo di esenzione dai dazi
doganali per i circuiti integrati multichip tramite modifica
dell’allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 relativo alla nomenclatura tariffaria
e statistica e alla tariffa doganale comune (GUCE L88/2006)
POLITICA
DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato
economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Attuazione del programma comunitario di Lisbona per la crescita e
l’occupazione - Il trasferimento
di proprietà delle imprese - La continuità grazie a un nuovo avvio COM (2006) 117 definitivo
·
Comunicazione della Commissione al
Consiglio e al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato Economico e
Sociale europeo - Il partenariato per
la crescita e l’occupazione: fare dell’Europa un polo di eccellenza in
materia di responsabilità sociale delle imprese COM(2006)136 definitivo
·
Comunicazione della Commissione - Rinnovare la
politica comunitaria per il turismo: una partnership più forte per il
turismo europeo COM (2006) 134
definitivo
POLITICA
DEI CONSUMATORI
·
Comunicazione della Commissione - Programma di
azione europeo per la sicurezza stradale - Bilancio intermedio [SEC(2006)
221] COM (2006) 74 definitivo
·
Regolamento (CE) n. 492/2006 della
Commissione, del 27 marzo 2006, relativo all’autorizzazione provvisoria e
permanente di alcuni additivi
nell’alimentazione degli animali (GUCE
L89/2006)
VARIE
·
Decisione della Commissione, del 16 marzo 2006, relativa alla pubblicazione dei
riferimenti della normativa EN 143:2000 Apparecchi
di protezione delle vie respiratorie - Filtri antipolvere - Requisiti,
prove, marcatura in conformità alla direttiva 89/686/CEE del Consiglio sui
dispositivi di protezione individuale [notificata con il numero C(2006) 777] GUCE L80/2006
·
Decisione della Commissione, del 6 marzo 2006, che determina le classi di reazione al fuoco di alcuni prodotti da costruzione
per quanto concerne le pavimentazioni in legno e i rivestimenti e i pannelli in
legno massiccio [notificata con il numero C(2006) 655] GUCE L 79/2006
BANDI - INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni
bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono
consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.publications.eu.int
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE 2006 - PROGRAMMA D’AZIONE COMUNITARIO NEL SETTORE
DELLA SANITÀ PUBBLICA (2003-2008) (GUCE
2006/C 37/08)
Il
programma intende realizzare i seguenti obiettivi:
-
migliorare l’informazione e le conoscenze per lo sviluppo della Sanità
pubblica;
-
accrescere la capacità di reagire rapidamente e in modo coordinato alle
minacce alla salute;
-
promuovere la salute e prevenire le malattie affrontando i determinanti
sanitari e in tutte le politiche e attività.
Il
termine ultimo per la presentazione delle proposte è il 19 maggio 2006.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - eTEN 2006/1 (GUCE 2006/C 40/09)
E’ stato
pubblicato un invito a presentare proposte per il programma comunitario eTEN,
programma destinato a contribuire all’introduzione di servizi di
telecomunicazione basati sulle reti di interesse comune, caratterizzati da una
dimensione transeuropea.
Per il
2006 le proposte dovranno riguardare le seguenti azioni:
-
Progetti di introduzione iniziale
-
Progetti di convalida sul mercato
Dovranno,
inoltre, trattare uno dei seguenti temi individuati nel programma di lavoro:
-
eGovernment (pubblica amministrazione online)
-
eHealth (assistenza sanitaria online)
-
eInclusion (ePartecipazione)
-
eLearning (apprendimento online)
-
Fiducia e sicurezza
-
Servizi a supporto delle PMI
Il
termine ultimo per la presentazione delle proposte è il 19 maggio 2006.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE IN CAMPO AMBIENTALE (GUCE 2006/C 80/07)
A
seguito dell’invito generale della DG ambiente per il 2006, si possono
presentare proposte progettuali nei seguenti settori:
-
Tema 1 Env. A.1: promuovere la conoscenza del grande pubblico circa i temi
del cambiamento climatico e delle biodiversità attraverso opere audiovisive.
Saranno accettati da uno a tre progetti con un tasso di
cofinanziamento del 50%, per un budget totale di 500.000 €.
-
Tema 2 Env. B.2: promuovere la conoscenza della rete di aree protette
Natura 2000, presso gli operatori turistici europei con azioni innovative di
comunicazione
Saranno accettati da uno o due progetti con un tasso di
cofinanziamento dell’80% per un budget totale di 200.000 €.
-
Tema 3 Env. G.3 : costruire partnerships fra istituti finanziari, autorità
pubbliche e ONG per facilitare la mobilizzazione di strumenti finanziari per
condividere i rischi per chi investe in tecnologie ambientali, in
eco-innovazione o in attività di sviluppo sostenibile.
Saranno accettati da uno a tre progetti con un tasso di
cofinanziamento del 50% per un budget totale di 100.000 €.
Il
termine ultimo per la presentazione delle proposte è il 19 maggio 2006.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG
INFSO N. 09/05 MEDIA PLUS - SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DI PROGETTI DI PRODUZIONE
(«NUOVI TALENTI MEDIA», PROGETTI INDIVIDUALI E SLATE FUNDING) (GUCE 2005/C
280/10)
Obiettivi
e descrizione
MEDIA
Plus Sviluppo si prefigge di sostenere lo sviluppo di progetti di produzione
destinati ai mercati europeo e internazionale, appartenenti alle seguenti
categorie: Fiction, documentari di creazione, opere di animazione e concetti di
opere multimediali.
Candidati
ammissibili
Il
sostegno è riservato alle società indipendenti aventi come attività principale
la produzione audiovisiva e/o multimediale. Le società candidate devono essere
ubicate in uno dei paesi seguenti:
i 25
paesi dell'Unione europea - i paesi dell'EFTA e dello SEE - la Bulgaria.
Le
società candidate devono inoltre comprovare di essere in possesso dell'esperienza
richiesta dalle linee di orientamento stabilite in materia di produzione
audiovisiva precedente.
Le
domande dovranno essere inviate alla Commissione, entro il 31.5.2006 (Progetti individuali e Slate Funding).
Il testo
completo delle linee di orientamento, nonché i formulari di candidatura, si
trovano sul sito:
http://europa.eu.int/comm/avpolicy/media/index_fr.html.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG
INFSO - MEDIA 10/2005 MEDIA PLUS - SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE TELEVISIVA DI OPERE
AUDIOVISIVE EUROPEE (GUCE 2005/C 329/09)
Obiettivi
e descrizione
Il
presente invito a presentare proposte è basato sulla decisione del Consiglio
relativa all'attuazione di un programma d'incentivazione dello sviluppo, della
distribuzione e della promozione delle opere audiovisive europee (MEDIA Plus Sviluppo,
distribuzione e promozione, 2001-2005).
L'obiettivo
di questo programma è di promuovere la circolazione, all'interno e all'esterno
dell'Unione europea, di programmi televisivi europei prodotti da imprese
indipendenti, incentivando la cooperazione tra emittenti, da un lato, e
distributori e produttori indipendenti dall'altro.
Candidati
ammissibili
Il
presente invito a presentare proposte è destinato alle società europee le cui
attività contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi suddetti, in
particolare alle società di produzione audiovisiva europee indipendenti.
I
richiedenti devono essere residenti in uno dei paesi seguenti:
i 25
paesi dell'Unione europea - i paesi dell'EFTA - il paese candidato: Bulgaria
Le
domande devono essere inviate alla Commissione entro il 16 giugno 2006 - 3 novembre 2006.
Il testo
completo dell'invito a presentare proposte e i moduli di candidatura si trovano
all'indirizzo seguente:
http://europa.eu.int/comm/avpolicy/media/distr_en.html.
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS
Azienda inglese produttrice di calzature sportive cerca
fornitori di suole di gomma.
Azienda edile del Kosovo è interessato a contattare
produttori e/o rivenditori di mini-mixer
per il cemento.
Imprenditore della Lettonia è interessato a vendere il
proprio stabilimento
lattiero-caseario.
Società Lituana specializzata nella
realizzazione di collant, calze e calzini è interessata all’acquisto di macchine da cucire usate.
Azienda greca cerca operatori italiani che
producano ed esportino tappeti,
pavimenti plastici, tende e tessuti per l’arredamento.
Azienda spagnola cerca promotori d’affari attivi nel territorio italiano che siano
in grado di fornire supporto legale, analisi e ricerche di mercato,
organizzazione di fiere ed eventi, servizi di traduzione, aiuti tecnici nella
promozione.
Società inglese di consulenza, specializzata nel
settore dei componenti
automobilistici, è interessata a cooperazioni commerciali, tecniche e
produttive.
Azienda francese specializzata nella vendita di utensili per la casa in legno d’olivo,
cerca produttori e/o grossisti per contratti di fornitura.
Studio francese di ingegneria elettronica è
interessato a cooperare per l’installazione
di unità di fabbricazione di cavi per l’elettricità.
Società bulgara operante nel campo di strumenti elettronici, robotici,
cibernetici e laser, è interessata ad avviare cooperazioni commerciali,
finanziarie, tecniche e produttive.
RICERCA PARTNER
GRAN BRETAGNA - Il Centro per
SCADE: data non precisata.
FRANCIA - La Cité de
SCADE: 31 giugno
2006.
BELGIO - Il Distretto Nutrizionale
della Regione della Wallonia cerca PMI, centri di ricerca, università,
associazioni di diversa natura per svolgere attività di promozione della
produzione di cibi salutari e sensibilizzazione e prevenzione dell’obesità,
allo scopo di analizzare il processo nutrizionale con particolare interesse
allo scambio di buone pratiche e al networking.
SCADE: data non precisata.
SPAGNA - il Ministero della Sanità del
Governo delle Isole Baleari cerca partner per realizzare un sistema
d’informazione standardizzato a livello comunitario in materia di ulcere da
pressione.
SCADE: data non precisata.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati
Delegazione italiana FORZA ITALIA - P
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles -
Tel. +32 2 284.25.96 -
Fax +32 2 284.69.06
·
Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.:
0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it
·
Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 - http://europa.eu.int/comm
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int
·
Corte
di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int
·
Comitato
economico e sociale - Rue
Ravenstein, 2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S
(Bandi): http://ted.publications.eu.int
·
Euro
Info Centres (informano e forniscono
consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative,
appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società
dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html
Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67
1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 4159
- http://www.epp-eu.org/
EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org