GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

                                                              

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

28 aprile 2006

n° 137

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

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BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

LE PIATTAFORME TECNOLOGICHE EUROPEE (PTE)

 

Al fine di raggiungere gli obiettivi previsti nella Strategia di Lisbona (rendere l’Europa l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo) la Commissione europea ha incoraggiato il costituirsi di Piattaforme Tecnologiche Europee.

Tali piattaforme sono organizzazioni private informali che si propongono di promuovere partenariati tra pubblico e privato in settori strategici per la ricerca e l’innovazione a livello comunitario attraverso un approccio bottom-up (dal basso all’alto).

Rappresentanti del mondo dell’industria (media e piccola), autorità pubbliche, centri di ricerca, comunità accademiche, istituti finanziari ed esponenti della società civile, riuniti in 28 differenti piattaforme tematiche, si sono impegnati a:

-individuare le priorità tematiche strategiche per l’Europa in ambiti di rilevanza industriale; 

-definire programmi di ricerca e sviluppo tecnologico con obiettivi che consentano all’Europa di rafforzare la propria competitività a livello mondiale;

-mobilitare una massa critica di risorse europee sia pubbliche che private;

-favorire la collaborazione fra tutti gli attori (pubblici e privati) della ricerca e dell’innovazione a livello europeo, nazionale e regionale.

Grazie al loro costante rapporto con la Commissione europea svolgono un importante ruolo di orientamento delle politiche comunitarie in materia di sviluppo e ricerca, per i settori di loro competenza, e di informazione e aggiornamento del tessuto locale sulle priorità individuate da Bruxelles.

Le 28 Piattaforme Tecnologiche Europee attualmente operative sono:

La piattaforma europea della tecnologia ad idrogeno e a pila combustibile (HFP); Consiglio consultivo europeo per le Iniziative nanoelettroniche (ENIAC); nanotecnologie applicate alla medicina (NanoMedicine); Impianti per il futuro; Piattaforma Tecnologica per l’approvvigionamento idrico e la raccolta delle acque (WSSTP); Piattaforma Tecnologica europea per il fotovoltaico; Piattaforma per la chimica sostenibile; Piattaforma per il settore basato sulle foreste; Piattaforma tecnologica europea per la salute animale globale (GAH); Consiglio consultivo europeo per la ricerca sui trasporti terrestri (ERTRAC); Consiglio consultivo europeo per la ricerca ferroviaria (ERRAC); Piattaforma Tecnologica per il trasporto via acqua; Sistemi di Comunicazione tecnologica mobile e wireless (eMobility); Medicina innovativa per l’Europa; Sistemi a incastro (ARTEMIS); Consiglio consultivo per la ricerca aeronautica in Europa (ACARE); Piattaforma tecnologica europea per lo spazio (ESTP); la Piattaforma Tecnologica Europea dell’acciaio; Piattaforma Tecnologica europea per il futuro del tessile e dell’abbigliamento (ETP-FTC); Piattaforma per le future tecnologie manifatturiere (MANUFUTURE); Piattaforma Europea per le costruzioni (ECTP); Piattaforma Europea per materiali e tecnologie di ingegneria avanzata; Piattaforma per la sicurezza industriale; l’Iniziativa europea per i media elettronici e i network (NEM Initiative); Piattaforma Tecnologica Europea per il settore alimentare “Food for life”; Iniziativa europea per i software e i servizi connessi (NESSI); Piattaforma robotica europea (EUROP); Piattaforma tecnologica per la fotonica (PHOTONICS 21).

In genere lo sviluppo delle Piattaforme Europee segue un ciclo scandito in tre tempi:

Fase1: gli stakeholders (attori della politica, dell’industria e della società civile interessati) si raggruppano al fine di definire la “loro” visione per il futuro sviluppo del settore d’interesse e costituire una Piattaforma tecnologica;

Fase 2: gli stakeholders definiscono un’Agenda Strategica di Ricerca, mettendo a punto la loro comune visione sui bisogni, a medio e lungo termine, di sviluppo e dimostrazione per quel tipo di ricerca

Fase 3: Implementazione dell’Agenda Strategica di Ricerca, per la quale, in molti casi, sarà necessario mobilitare ingenti investimenti sia pubblici che privati.

Normalmente gli stakeholders si assumono i costi della partecipazione a questi network d’interesse europei, ma talvolta la Commissione europea può mobilitare dei finanziamenti, qualora gli obiettivi delle Piattaforme siano strettamente corrispondenti alle aree tematiche del Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo dell’Unione europea.

La Commissione europea incoraggia questo approccio dal basso partecipando attivamente come osservatore alle piattaforme, seguendone gli sviluppi e utilizzando i risultati nella definizione delle future politiche europee per la ricerca. Le Agende Strategiche di Ricerca hanno già fornito importanti contributi alla proposta della Commissione per il nuovo Programma Quadro di ricerca e saranno riprese più in dettaglio nei Programmi Specifici e nei Programmi di lavoro.

Al fine di supportare l’implementazione di tutte o parte delle Agende Strategiche di ricerca, nel VII Programma Quadro è stata inoltre proposta l’introduzione di un nuovo meccanismo le Iniziative Tecnologiche Congiunte per permettere a strutture di grossa portata europea di mobilitare grossi investimenti pubblici e privati e un gran numero di risorse umane. A tal fine è stato predisposto un documento di lavoro della Commissione: Rapporto sulle Piattaforme europee e sulle Iniziative tecnologiche congiunte: favorire la partnerships pubblico-privato per la ricerca per aumentare la competitività dell’industria europea (SEC (2005)800, del 10 giugno 2005).

Al momento, le iniziative tecnologiche congiunte sono state definite nei seguenti settori:

-Medicina innovativa

-Aeronautica e trasporto aereo

-Idrogeno e pila combustibile

-Monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza (GMES)

-Tecnologie nanoelettroniche 2020

-Embedded computing systems

Per saperne di più: http://cordis.europa.eu.int/technology-platforms/home_en.html 

 

 

PREMI IMPRESA EUROPA (European Enterprise Awards)

 

La Direzione Generale “Imprese ed Industria” della Commissione europea promuove i Premi Impresa Europa finalizzati a riconoscere e premiare le principali iniziative a sostegno dell'imprenditorialità a livello regionale. L’obiettivo è incoraggiare attività imprenditoriali positive e sottolineare il successo imprenditoriale nello sviluppo dell’economia europea.

Gli interessati possono candidarsi ai premi in una delle seguenti categorie:

Premio Imprenditorialità Pionieristica: riconosce le azioni che promuovono una mentalità ed una cultura imprenditoriali e che sono destinate a promuovere l'imprenditorialità nella società;

Premio Sostegno Impresa: riconosce le politiche innovative che promuovono l'impresa e attirano gli investimenti, soprattutto nelle aree svantaggiate;

Premio Snellimento Amministrativo: riconosce le misure destinate a semplificare le procedure amministrative per le aziende, soprattutto le start-up;

Premio Investire nelle Persone: riconosce le iniziative per migliorare l'istruzione e la formazione all'imprenditorialità, che rafforzano il legame fra le aziende ed il sistema di istruzione.

Premio Imprenditorialità Responsabile: riconosce le iniziative di imprenditorialità responsabile che promuovono la responsabilità sociale aziendale e le pratiche commerciali sostenibili in campo sociale e/o ambientale.

Possono partecipare ai premi le Autorità locali e regionali dell’UE, della Bulgaria, dell’Islanda, della Norvegia, della Romania e della Turchia nonché comuni, città, regioni, partenariati pubblico-privato tra enti pubblici e imprenditori, programmi educativi, organizzazioni imprenditoriali.

I candidati dovranno dimostrare di avere contribuito allo sviluppo economico della propria regione nel biennio precedente l’anno di premiazione.

Sono previste due fasi di selezione: la prima fase a livello nazionale e, per coloro che superano questa selezione, la fase finale europea che assegnerà i premi. Per la fase europea saranno selezionati al massimo due candidati per paese. Tutti i candidati selezionati verranno invitati alla cerimonia di premiazione, che si terrà nel Dicembre 2006.

Le domande dovranno essere presentate entro il 31 maggio 2006.

Per ulteriori informazioni consultare il sito:

http://europa.eu.int/comm/enterprise/entrepreneurship/smes/awards/participate/index_it.htm

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  03 - 06 APRILE 2006

 

 

BILANCI

 

 

ACCORDO SULLE PROSPETTIVE FINANZIARIE: LE REAZIONI DEI DEPUTATI

 

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo - Stato dei negoziati sulle prospettive finanziarie

Dibattito: 5.4.2006

 

Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo sulle Prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013. Nel corso di un primo dibattito in Aula, pur non celando delusione per l'aumento contenuto delle risorse, molti deputati si sono detti soddisfatti dell'intesa raggiunta. Rispetto alla decisione del Vertice di dicembre, i negoziatori hanno convenuto di aumentare di 4 miliardi di euro la dotazione finanziaria pluriennale. Ne beneficeranno soprattutto la ricerca, l'innovazione e l'istruzione.

 

Il Presidente del Parlamento JOSEP BORRELL ha annunciato all'Aula l'accordo raggiunto dai negoziatori sulle prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013. Ha quindi ricordato che il Parlamento si era fissato obiettivi quantitativi e qualitativi volti, da un lato, ad aumentare le risorse e, dall'altro, a dare una migliore struttura e migliori modalità di esecuzione del bilancio.

Rispetto alla posizione del Consiglio, ha spiegato, il tetto è stato aumentato di 4 miliardi di «soldi freschi» che si sommeranno a taluni programmi che erano stati «severamente amputati», in particolare Erasmus, i programmi per l'istruzione e l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, quelli per l'innovazione e a favore delle PMI. A tali finanziamenti supplementari si aggiunge un aumento di 2,5 miliardi delle riserve della Banca europea per gli Investimenti, che permetterà ulteriori finanziamenti alla Ricerca, alle reti transeuropee e alla PMI. La dotazione dello strumento di flessibilità resta invece di 200 milioni, ma, ha sottolineato il Presidente, le risorse non utilizzate potranno essere riportate nei due esercizi successivi.

 

HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE  ha sottolineato che senza il contributo del Parlamento non sarebbe stato possibile ottenere questo risultato, resosi possibile anche perché non si è tenuto conto del «presunto interesse nazionale», privilegiando quello europeo. Il leader popolare, pur dicendosi «non del tutto soddisfatto» dell'accordo, ha affermato che non era possibile ottenere di più ed ha quindi ringraziato i negoziatori.

L'intesa, ha proseguito, dimostra la grande responsabilità dell'Unione e il buon funzionamento della democrazia parlamentare, e ha sottolineato che anche le autorità nazionali devono essere responsabili delle spese di loro competenza. Chiedendo poi che il Parlamento sia coinvolto nel processo di revisione previsto per il 2008/09, ha quindi affermato che questo tipo di negoziati dovrebbe essere abbandonato e riflettere, invece, su come l'Unione possa contare su contributi fiscali non troppo onerosi per i cittadini.

 

 

 

 

 

RISULTATI DEL CONSIGLIO EUROPEO DI PRIMAVERA

 

Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione della Commissione - Risultati del Consiglio europeo - Strategia di Lisbona

Dibattito: 5.4.2006

 

Il Cancelliere SCHÜSSEL e il Presidente BARROSO hanno sottolineato i successi del Vertice di primavera. D'altra parte, per motivi diversi, i deputati non sono pienamente soddisfatti, ma concordano sulla necessità di rilanciare la crescita e l'occupazione. Seppur in maniera marginale, le elezioni italiane hanno sorprendentemente fatto capolino nel dibattito.

 

Dichiarazione del Consiglio

«Siamo tutti nella stessa barca» ha sostenuto Wolfgang Schüssel, sottolineando la necessità che le Istituzioni UE e gli Stati membri «remino assieme nella stessa direzione» per riconquistare la fiducia dei cittadini. Nel sostenere poi che il Vertice ha fissato obiettivi concreti volti a promuovere la crescita e l'occupazione, il Cancelliere ha elencato la lunga serie di impegni presi dai capi di Stato e di governo. Tra questi ha citato la creazione di 2 milioni di posti di lavoro all'anno da qui al 2010, la realizzazione di un ambiente favorevole alle imprese, l'aumento degli investimenti per la ricerca e l'istituzione di un Centro europeo della tecnologia nonché la definizione di una politica energetica comune. A quest'ultimo proposito ha ribadito di essere contrario al protezionismo, affermando che «sono finiti i tempi dei campioni nazionali» e ha confermato la linea secondo cui ogni Stato membro è libero di decidere la propria posizione nei confronti dell'energia nucleare.

Il Cancelliere ha poi affermato che, sulla direttiva servizi, la proposta della Commissione sembra corrispondere a quanto deciso dal Consiglio ed ha posto in luce l'importanza di procedere anche sulla direttiva relativa all'orario di lavoro trovando un compromesso che rispetti il principio di sussidiarietà.

Riguardo al bilancio, sottolineando che l'interesse comune ha prevalso su quelli nazionali, ha affermato che il compromesso rispetta la volontà del Parlamento. Ha poi evidenziato la «situazione drammatica» in Bielorussia, ed ha espresso il proprio sostegno al capo dell'opposizione presente in tribuna e alla società civile, confermando che le misure restrittive saranno mantenute finché perdurerà un regime autoritario.

 

Dichiarazione della Commissione

Contro lo scetticismo e un certo cinismo, ha detto JOSÉ MANUEL BARROSO, «l'Europa va avanti» e il Vertice ha dimostrato che è possibile realizzare progressi. Il messaggio è chiaro, ha aggiunto, l'UE deve rispondere ai problemi di crescita e di occupazione. Il Consiglio ha infatti preso decisioni importanti per attuare la rinnovata strategia di Lisbona ed ha stabilito un processo di follow up per valutarne i risultati. La Commissione, ha poi affermato, farà tutto il possibile per sostenere una strategia comune in materia energetica e contrastare gli approcci nazionalistici. Occorre anche far fronte all'invecchiamento della popolazione e alla globalizzazione e, al riguardo, è necessaria una stretta collaborazione con il Paramento europeo e i parlamenti nazionali per rispondere alle esigenze dei cittadini.

In merito alla direttiva sui servizi, il Presidente della Commissione ha sottolineato il ruolo decisivo del Parlamento, ma anche l'opera di convincimento da lui realizzata presso i Ministri. La proposta emendata, ha aggiunto, risponde al compromesso ottenuto a larga maggioranza dal Parlamento e ricerca un equilibrio tra l'apertura del mercato e la tutela del modello sociale europeo. Dopo aver ricordato anche la comunicazione sulla direttiva relativa al distacco dei lavoratori, ha sottolineato che numerosi Stati membri hanno deciso di non prolungare il sistema transitorio applicato alla libera circolazione dei lavoratori dei nuovi Stati membri.

Il Presidente ha poi evidenziato la necessità di rimuovere gli ostacoli all'attività delle PMI che sono in grado di creare numerosi posti di lavoro ed ha sottolineato il ruolo dell'Istituto europeo della tecnologia, come catalizzatore della conoscenza e della crescita in Europa. Si è inoltre detto soddisfatto dall'accoglienza riservata dagli Stati membri alla strategia comune in materia energetica, che dovrà garantire la sostenibilità, la sicurezza e l'efficienza, in un vero mercato interno dell'energia.

Infine, dopo aver evidenziato la necessità di sostenere la società civile e i media liberi in Bielorussia, il Presidente ha concluso sostenendo che l'Europa va ora nella giusta direzione e sta trasformando le parole in fatti. Ciò andrà realizzato con la collaborazione di tutti - istituzioni e partner sociali - per dare risposte concrete e nuovo impeto all'Europa, combattendo contro lo scetticismo e il cinismo.

 

HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE ha accolto con favore la percezione di una responsabilità comune per il futuro dell'UE che va delineandosi in seno alle Istituzioni. Ha quindi affermato che si avrà successo unicamente se si realizza la Strategia di Lisbona e, in proposito, ha chiesto la rimozione degli ostacoli burocratici che gravano sulle imprese. Occorre, ha aggiunto, maggiore libertà nel mercato interno, meno leggi, meno sovvenzioni meno burocrazia e maggiore concorrenza se si vogliono creare nuove opportunità occupazionali. La direttiva sui servizi, ha spiegato, va in questa direzione. Il leader popolare ha poi sottolineato che è necessario dare delle prospettive ai giovani.

 

 

 

 

 

AIUTARE MALTA A FAR FRONTE ALLE ONDATE MIGRATORIE

Docc. B6-0241, 0268, 0269, 0270, 0271, 0274

 

Risoluzione comune sulla situazione dei rifugiati a Malta

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 3.6.2006 - Votazione: 6.4.2006

 

Il Parlamento ha adottato una risoluzione con la quale deplora le inaccettabili condizioni di vita dei migranti e dei richiedenti asilo nei centri di detenzione amministrativa di Malta. Tuttavia, riconoscendo le difficoltà oggettive, i deputati chiedono all'Unione di fornire un aiuto concreto all'Isola e l'istituzione di un fondo d'emergenza per far fronte alle crisi umanitarie in Europa. Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero accogliere sul loro territorio i rifugiati che approdano a Malta.

 

A seguito di una visita effettuata il 23 e il 24 marzo, da parte di una delegazione di sette deputati della commissione per le libertà civili guidata da STEFANO ZAPPALÀ (PPE/DE-IT) che si è recata a Malta per raccogliere informazioni e verificare direttamente la situazione di accoglienza dei richiedenti asilo e dei migranti nell'isola, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione con la quale deplora «le inaccettabili condizioni di vita dei migranti e dei richiedenti l'asilo nei centri di detenzione amministrativa di Malta», che una delegazione della commissione per le libertà civili ha potuto constatare in occasione di una visita ai principali centri di accoglienza dell'isola il 24 marzo scorso. Più in particolare, i deputati hanno osservato che i richiedenti asilo sono detenuti in condizioni ben al di sotto delle norme riconosciute a livello internazionale e che tra le preoccupazioni specifiche si annoverano le condizioni fisiche nonché l'accesso inadeguato o inesistente ai servizi di base, quali l'assistenza sanitaria, sociale e giuridica.

Il Parlamento, tuttavia, riconosce le difficoltà incontrate da Malta nella gestione dell'emergenza migratoria di questi ultimi anni ed esprime la propria solidarietà al popolo maltese, ai richiedenti asilo e agli immigrati detenuti, alle autorità maltesi e alle loro forze dell'ordine «che si trovano di fronte ad un notevole problema», tenuto conto delle dimensioni di Malta e della sua popolazione e del fatto che la destinazione finale dei migranti e dei richiedenti l'asilo non è Malta.

La media annua delle persone che arrivano a Malta, osservano infatti i deputati, corrisponde al 45% del tasso di natalità a Malta e, rispetto alla sua popolazione, ogni arrivo a Malta corrisponderebbe a 140 arrivi in Italia, 150 in Francia e a 205 in Germania. Considerando che nel 2005 sono arrivate a Malta 1.800 persone, questo corrisponderebbe a 252.000 arrivi in Italia, 270.000 in Francia e a 369.000 in Germania. Malta, inoltre, spende l'1% del proprio bilancio statale per far fronte alla situazione attuale e destina una parte notevole del suo esercito e dei suoi servizi di polizia, oltre il 10% dei suoi effettivi, all'emergenza umanitaria e alla gestione di centri di detenzione e di accoglienza.

Compiacendosi della trasparenza mantenuta dalle autorità maltesi che hanno permesso l'ingresso nei centri alla delegazione parlamentare, i deputati chiedono inoltre l'accesso completo ai centri chiusi di detenzione per l'Alto Commissariato per i rifugiati e le ONG. A queste ultime, rivolgono un appello affinché siano presenti in tali centri in modo permanente, per garantire l'assistenza medica e giuridica.

Il Parlamento chiede che l'Unione europea svolga un ruolo maggiore nella gestione delle emergenze umanitarie, collegate con i flussi migratori e con i richiedenti l'asilo. Dovrebbe pertanto essere convocata quanto prima, a Malta, una riunione straordinaria dei ministri della giustizia e degli affari interni per tener conto della necessità di adottare misure urgenti ed immediate, al fine di anticipare l'aumento degli immigrati clandestini che arrivano sull'isola durante i mesi estivi, cercando nel contempo una soluzione alle difficoltà attuali.

Più in generale, gli Stati membri dell'Unione dovrebbero dimostrare una maggiore solidarietà nei confronti degli Stati membri che soffrono maggiormente dei flussi migratori verso l'UE e sono quindi invitati ad accogliere sul loro territorio i richiedenti l'asilo provenienti da Malta e da altri piccoli paesi, in particolare utilizzando l'assistenza tecnica e i fondi comunitari previsti.

E' poi rivolto un appello al Consiglio e agli Stati membri affinché forniscano un aiuto pratico a Malta inviando gruppi di esperti con incarichi di assistenza nel conferimento dello status di richiedente asilo e di consulenza sul rispetto della direttiva 2003/9/CE relativa all'accoglienza dei richiedenti asilo. La Commissione dovrebbe inoltre proporre quanto prima la creazione di un fondo d'emergenza per far fronte alle crisi umanitarie negli Stati membri e incorporare nei nuovi fondi per il periodo 2007-2013 un meccanismo di urgenza che consenta di fornire aiuti finanziari in situazioni d'emergenza.

I deputati si dicono poi fermamente convinti che Malta e gli altri Stati membri dell'UE debbano rispettare i loro obblighi in conformità del diritto internazionale per quanto riguarda i richiedenti asilo. Inoltre, invitando le autorità maltesi ad applicare più rigorosamente la pertinente direttiva, specie per quanto riguarda la vita nei centri di detenzione, chiedono loro di ridurre notevolmente i tempi di detenzione dei migranti. Insistono anche affinché gli Stati membri applichino con coerenza l'accesso alla procedura d'asilo e le disposizioni della direttiva relativa all'accoglienza ed esaminino in modo rapido ed efficace le richieste d'asilo.

La Commissione, inoltre, dovrebbe prendere quanto prima un'iniziativa per una revisione del regolamento "Dublino II" (343/2003) che ne rimetta in causa il principio, secondo il quale lo Stato membro responsabile dell'esame di una richiesta d'asilo è il primo paese d'accesso. Per i deputati, infatti, ciò rappresenta un onere insopportabile per i paesi situati a sud e all'est dell'UE e deve quindi essere instaurato un meccanismo equo di ripartizione delle responsabilità fra gli Stati membri.

Il Parlamento, infine, ricorda la necessità di una politica comunitaria di immigrazione e di asilo basata sull'apertura di canali legali di immigrazione e sulla definizione di norme comuni di protezione dei diritti fondamentali degli immigrati e dei richiedenti l'asilo in tutta l'Unione, come è stato stabilito dal Consiglio europeo di Tampere del 1999 e confermato dal programma dell'Aia.

 

Nel corso del dibattito tenutosi in Aula il 3 aprile, è intervenuto il capo della delegazione parlamentare STEFANO ZAPPALÀ (PPE/DE-IT) Vicepresidente Commissione Libertà pubbliche, giustizia ed Affari interni , a nome del gruppo PPE-DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa settimana una delegazione della commissione per le libertà pubbliche è stata a Malta, così come in passato era stata a Parigi, a Ceuta e Melilla e a Lampedusa.

Tutti noi dobbiamo essere consapevoli e sensibili riguardo a questo tema. Le chiacchiere sono una cosa e i fatti sono un'altra. La situazione dell'immigrazione in Europa non è certamente né gradevole, né piacevole, né adeguata. Non è adeguata all'anno 2006, all'Unione europea e ai suoi principi, ai trattati e alle responsabilità politiche che noi, come Parlamento europeo, abbiamo nei confronti dei popoli d'Europa.

La Commissione gira intorno al problema: prima ho sentito parlare di iniziative da 25.000 euro o 120.000 euro: Signor Commissario, vorrei informarla che invece Malta spende ogni anno, per questo problema, 1.000.000 di euro. Dal 2002, ovvero dalla fase di pre-adesione ad oggi, questo paese ha registrato un incremento del tasso di immigrazione e si ritrova ora con ben 2000 persone in più che non sa dove tenere. Le 2000 persone di Malta potrebbero equivalere a 400.000 persone rinchiuse nelle patrie galere della Germania, o ancora a 300.000 persone nelle patrie galere in Italia, in Francia e nel Regno Unito. Per badare agli immigrati, Malta impiega il 10% delle sue forze di polizia, come se in Italia si impiegassero 30.000 persone o in Germania 40.000 persone, ovvero tutte le forze dell'ordine messe insieme. Ciò non è possibile.

Signor Commissario, ma mi rivolgo soprattutto al Consiglio, abbiamo un dovere preciso: non possiamo abbandonare i nostri Stati, e, soprattutto, non possiamo abbandonare Malta in mezzo al mare. Perché, di fatto, questo paese è la frontiera più a Sud dell'Europa. È la frontiera dell'Europa. Da questo punto di vista Malta non può essere considerata uno Stato autonomo.

È necessario che l'Unione europea prenda tutte le opportune iniziative a tale proposito. Signor Commissario, la invito a convocare un Consiglio affari interni a Malta, in presenza della commissione per le libertà pubbliche, nel più breve tempo possibile.

In questo momento Malta sta sostenendo delle situazioni di una gravità notevole: ha 2000 persone che non sa dove trasferire, che possono solamente essere mandate a Gozo, e ciò significherebbe peggiorare una situazione già gravissima. Stiamo mettendo il popolo maltese in condizione di pentirsi - seppur non lo voglia fare in quanto è un paese fortemente europeista - di quello che ha fatto. A Malta iniziano a verificarsi situazioni di xenofobia e questo è un fatto molto grave.

In quanto Parlamento, abbiamo il dovere di assumerci una responsabilità politica. Esorto il Consiglio affinché si muova velocemente e riveda il trattato di Dublino. Malta deve essere un paese di transito. Oggi la gente non vuole andare a Malta per restarci, la gente passa e a Malta ci si ferma solo per salvarsi. Invito tutti voi a essere solidali con Malta.

Casualmente dopodomani sarà presente qui il presidente di Malta, e di questo sono molto lieto. Spero che questo Parlamento dia tutta la solidarietà che serve a questa grande, antica e nobile nazione che sta soffrendo per colpa nostra."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Docc.: B6-0253, 0254, 0259, 0262, 0264, 0266/2006 - Risoluzione sull'Egitto

-        Docc.: B6-0252, 0258, 0263, 0265/2006 - Risoluzione sull'Iraq: la comunità assira e la situazione nelle prigioni irachene

-        Docc.: B6-0250, 0251, 0255, 0257, 0260, 0267/2006 - Risoluzione sul Darfur

 

 

 

 

 

RAFFORZARE L'AIUTO AI 40 MILIONI DI MALNUTRITI IN EUROPA

 

Dichiarazione del Parlamento europeo sull'approvvigionamento delle associazioni caritative riconosciute per l'attuazione del Programma europeo di aiuto alimentare agli indigenti

Votazione: 4.4.2006

 

Preoccupato per il futuro approvvigionamento delle associazioni caritative riconosciute per l'attuazione del Programma europeo di aiuto alimentare ai più bisognosi, il Parlamento ha adottato una dichiarazione che chiede di rendere permanente il Programma e di assegnarli una dotazione globale pluriennale. I deputati sollecitano anche la costituzione di scorte riservate a quest'azione e l'acquisizione sul mercato comunitario di prodotti non disponibili nelle scorte d'intervento.

 

Nell'Unione europea a 25, «almeno 40 milioni di europei non hanno cibo a sufficienza», ma «le scorte d'intervento pubblico comunitario stanno sparendo fisicamente e giuridicamente». E' quanto afferma con preoccupazione la dichiarazione scritta - promossa, tra gli altri, dal vicepresidente MARIO MAURO (PPE/DE-IT) - che è diventata una risoluzione ufficiale del Parlamento europeo dopo essere stata sottoscritta da ben 391 deputati di tutti gli schieramenti.

Nel ricordare che il soddisfacimento dei bisogni alimentari di tutti gli europei è una priorità della politica agricola comune (PAC) nonché uno dei principi fondatori del Trattato di Roma, il Parlamento chiede alla Commissione e al Consiglio di riconoscere l'esistenza, all'interno dell'Unione europea, di persone vittime della malnutrizione e di affermare la necessità di soddisfare i loro bisogni alimentari. A tale proposito, sostiene che il Programma europeo di aiuto alimentare ai più bisognosi «ha dato buoni risultati ed è diventato vitale per milioni di europei». Occorre pertanto renderlo permanente e assegnarli una dotazione globale pluriennale.

L'azione deve inoltre essere aperta a nuovi settori quali carni suine, di pollame e uova ed è necessario includere nel Programma «misure innovatrici aventi per obiettivo la distribuzione di razioni alimentari equilibrate». Il Parlamento chiede anche di considerare l'aiuto alimentare come parte dell'obiettivo di ridurre la povertà e di avviare modifiche regolamentari che consentano la costituzione di scorte riservate a quest'azione, «vale a dire assegnate e destinate ai più bisognosi», l'ampliamento della procedura del baratto e l'acquisto sul mercato comunitario di prodotti non disponibili nelle scorte d'intervento.

 

Elenco dei firmatari italiani

Agnoletto, Albertini, Andria, Angelilli, Antoniozzi, Battilocchio, Berlinguer, Bersani, Bertinotti, Bonsignore, Borghezio, Braghetto, Brunetta, Carollo, Castiglione, Catania, Cesa, Cirino Pomicino, Cocilovo, D'Alema, De Michelis, Dionisi, Di Pietro, Ebner, Fatuzzo, Foglietta, Frassoni, Gawronski, Gruber, Guidoni, Kusstatscher, La Russa, Lavarra, Letta, Locatelli, Mantovani, Mauro, Morgantini, Musacchio, Musotto, Mussolini, Napoletano, Panzeri, Pirilli, Pistelli, Pittella, Poli Bortone, Prodi, Romagnoli, Sartori, Tajani, Tatarella, Toia, Ventre, Vernola, Vincenzi, Zani, Zappalà, Zingaretti.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Doc.: A6-0056/2006 - Risoluzione sulla relazione speciale del Mediatore europeo a seguito del progetto di raccomandazione al Consiglio dell'Unione europea sulla denuncia n. 2395/2003/GG sull'apertura al pubblico delle deliberazioni del Consiglio in qualità di legislatore

-        Doc.: A6-0052/2006 - Relazione recante raccomandazioni alla Commissione sull'accesso ai testi delle istituzioni

Il Parlamento reclama maggiore trasparenza e apertura democratica delle istituzioni comunitarie. Con l'adozione di due relazioni i deputati invitano il Consiglio ad aprire al pubblico le proprie riunioni quando agisce in qualità di legislatore ed esortano la Commissione a proporre entro l'anno nuove norme per agevolare l'accesso a un maggior numero di documenti comunitari. L'obiettivo è di responsabilizzare maggiormente le istituzioni e avvicinare i cittadini all'Europa.

 

 

 

 

 

L'EUROPA PER I CITTADINI

Doc.: A6-0076/2006

 

Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce, per il periodo 2007-2013, il programma "Cittadini per l’Europa" mirante a promuovere la cittadinanza europea attiva

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 4.4.2006

 

A seguito della scarsa affluenza alle urne per le ultime elezioni europee e i no ai referenda per la Costituzione europea, i deputati accolgono con grande favore il nuovo programma comunitario volto a riavvicinare i cittadini all'Unione e a promuovere la coesione tra gli europei. La relazione all'esame della Plenaria introduce una nuova azione volta a sostenere progetti commemorativi delle vittime del nazismo e dello stalinismo.

 

Il programma fa seguito alla decisione del Consiglio del gennaio 2004 che stabilisce un programma comunitario come base legale per la concessione di sovvenzioni miranti a favorire la cittadinanza europea attiva per il periodo transitorio (2004-2006). Più in particolare, mira a facilitare una migliore comprensione reciproca e a rafforzare il sentimento di appartenenza all'Europa, nonché promuovere l'identità europea, incoraggiando la partecipazione e la cooperazione tra i cittadini.

La relazione è stata adottata e modifica innanzitutto il titolo del programma, invertendo i termini, che quindi si chiamerà "Europa per i cittadini anziché "Cittadini per l'Europa". Così facendo, spiegano i deputati, si afferma chiaramente che è l'Europa a dover essere uno strumento per soddisfare le aspirazioni dei cittadini e non i cittadini a dover sostenere l'Europa.

Si propongono tre azioni: "Cittadini attivi per l'Europa", "Una società civile attiva per l'Europa" e "Tutti insieme per l'Europa". I deputati ne aggiungono una quarta, con il nome di "Una memoria attiva europea", che comprende sovvenzioni ai progetti che mirano a «commemorare le vittime delle deportazioni e stermini di massa compiuti da nazisti e stalinisti». I progetti a titolo di tali azioni dovrebbero avere «un significato o un elemento transnazionale e favorire la comprensione, tra i popoli europei, dei principi della democrazia, della libertà e del rispetto dei diritti umani». I deputati, stimando che a titolo di questa azione saranno sostenuti circa 60 progetti, intendono dedicargli circa il 4% degli stazionamenti complessivi del programma.

Più in particolare, a titolo di questa nuova azione, potranno essere sostenuti progetti per la conservazione dei principali siti e monumenti commemorativi concernenti le deportazioni di massa, gli ex campi di concentramento e «altri luoghi di martirio e sterminio di massa del nazismo» nonché gli archivi che documentano tali eventi, «per mantenere vivo il ricordo delle vittime in tali siti».  Potranno essere finanziati anche progetti intesi «a mantenere vivo il ricordo di coloro che, in condizioni estreme, hanno salvato delle persone dall'Olocausto» nonché quelli volti a commemorare le vittime di stermini e deportazioni di massa associati allo stalinismo e per la conservazione di monumenti commemorativi ed archivi che documentano tali eventi.

 

Oltre a tali tematiche, il programma coprirà anche:

-        il gemellaggio delle città, ma anche il gemellaggio dei club sportivi, secondo i desideri dei deputati, che hanno aggiunto diversi riferimenti ai club sportivi amatoriali nella decisione;

-        progetti a carattere transnazionale e intersettoriale;

-        sostegno strutturale agli organismi di riflessioni e alle organizzazioni della società civile a livello europeo, come l'"Associazione Jean Monnet", "Centro europeo Robert Schuman", nonché alle "Case d'Europa" federate sul piano nazionale e europeo, aggiunte dai deputati;

-        eventi a alta visibilità organizzati da o con la Commissione.

Tra gli obiettivi del programma, i deputati aggiungono che le esigenze legate alla cittadinanza europea devono essere tenute maggiormente in conto dalle istituzioni nazionali, regionali o locali, eletti, giurisdizionali o di assistenza ai cittadini. Sottolineano anche che la promozione di una cittadinanza attiva costituisce un elemento chiave per rinforzare la lotta contro il razzismo, la xenofobia e l'intolleranza, e per promuovere l'integrazione, la coesione e lo sviluppo della democrazia. Il programma deve nello stesso spirito essere accessibile ai cittadini di paesi terzi aventi un titolo di soggiorno permanente.

La dotazione del programma per il periodo 2007-2013 è di 235 milioni di euro, che secondo i deputati è un importo minimo. La durata massima del finanziamento concesso in una volta deve essere limitato a tre anni per evitare che gli organismi ne diventino dipendenti.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Doc. A6-0061/2006 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un'azione comunitaria a favore della manifestazione "Capitale europea della cultura" per gli anni dal 2007 al 2019

 

 

 

 

 

LIBERALIZZARE IL MERCATO DEL GAS E DELL'ELETTRICITÀ

Doc.: A6-0065/2006

 

Risoluzione sulla relazione della Commissione sulla politica di concorrenza 2004

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 3.4.2006 - Votazione: 4.4.2006

 

Nel valutare la politica di concorrenza, il Parlamento ne sottolinea l'importanza fondamentale e pone l'accento sull'interesse del consumatore. La Commissione è poi incoraggiata a chiarire le relazioni «talora oscure» tra le autorità nazionali della concorrenza e i "campioni nazionali". Preoccupati dal fatto che i mercati del gas e dell'elettricità non sono ancora pienamente liberalizzati, i deputati rivendicano anche maggiori poteri in materia di concorrenza.

 

Il Parlamento ha adottato una relazione in merito al rapporto della Commissione sulla politica di concorrenza nel 2004. Prima di procedere alla votazione finale, giudicando che gli emendamenti adottati dall'Aula l'abbiano svuotata di contenuto, il relatore ha chiesto che il suo nome fosse ritirato dalla relazione ed ha invitato i colleghi a respingerla. L'appello è rimasto però inascoltato.

I deputati sottolineano innanzitutto che la politica di concorrenza è uno «strumento fondamentale» per contribuire al successo della strategia di Lisbona, volta a rendere l'Europa l'economia basata sulla conoscenza più dinamica al mondo, e per conseguire i suoi obiettivi. E ciò «salvaguardando il funzionamento omogeneo e trasparente del mercato interno, mantenendo i mercati aperti e stimolando la crescita, l'efficienza e l'innovazione, così da aumentare la creazione di valore sostenibile e offrire servizi sempre migliori, in particolare ai consumatori».

Incoraggia quindi la Commissione, conformemente ai nuovi orientamenti, a concentrarsi su questioni pertinenti, che incidono sugli obiettivi dell'Unione e hanno un impatto sulle condizioni di vita dei cittadini, «impegnandosi a non limitarsi a reagire ai cambiamenti bensì ad anticiparli e incoraggiarli ove necessario». Parimenti, la esorta a promuovere la corretta applicazione delle regole di concorrenza in tutti gli Stati membri e ad intervenire in tempo utile ove la loro applicazione sia insoddisfacente o discriminatoria.

L'Esecutivo, inoltre, dovrebbe chiarire le relazioni «talora oscure» tra le autorità nazionali della concorrenza e i "campioni nazionali", «in modo da eliminare ogni sospetto di complicità e salvaguardare gli interessi dei consumatori». D'altra parte, il Parlamento si congratula con la Commissione per la sua «impostazione ferma e professionale in ordine alla lotta contro gli abusi di posizione dominante e riconosce che manca ancora la prospettiva necessaria per giudicare l'efficacia delle riforme volte ad affidare alle autorità nazionali della concorrenza l'applicazione della legislazione comunitaria in materia di concorrenza.

Per i deputati l'efficace applicazione della politica di concorrenza costituisce uno strumento essenziale per ottenere una struttura di mercato efficiente, che funzioni nell'interesse dei consumatori ed abbia un impatto positivo e significativo sul loro quotidiano.

Esprimono quindi preoccupazione per il fatto che l'obiettivo della piena liberalizzazione dei mercati del gas e dell'elettricità nell'Unione non è stato ancora realizzato e accolgono positivamente l'indagine avviata dalla Commissione sul funzionamento di tali mercati nonché le indagini sui sistemi di pagamento bancario e l'assicurazione delle imprese.

Inoltre, incoraggiano la Commissione a seguire attentamente l'evoluzione dei settori di grande importanza come il "roaming" per le chiamate internazionali da telefoni mobili e le telecomunicazioni in generale, «in modo da incoraggiare la concorrenza in aree importanti per lo sviluppo della società d'informazione». Ritenendo poi importante promuovere l'informazione dei consumatori «al fine di assicurare un'autentica cultura della concorrenza», i deputati rilevano la necessità di prevedere a livello comunitario compensazioni private nei casi di comportamenti anticoncorrenziali.

A proposito della relazione della Commissione sulla politica di concorrenza 2004, i deputati deplorano il fatto che essa non dedichi, come è avvenuto dal 2001 in poi, un capitolo al tema dei servizi di interesse generale e la esorta quindi a ripristinare questa impostazione nelle sue prossime relazioni. Il Parlamento suggerisce poi che, nel caso dei grandi servizi pubblici in rete, la concorrenza debba essere guidata da «forti obblighi» di servizio pubblico, onde assicurare i necessari investimenti ed impedire l'emergere di nuovi monopoli.

La relazione invita poi la Commissione a pubblicare «una comunicazione interpretativa chiara e precisa sul quarto criterio stabilito nella sentenza Altmark» sugli aiuti di Stato e i servizi pubblici. Inoltre, la Commissione è sollecitata a analizzare nel dettaglio la problematica dei negoziati collettivi in settori economici sensibili come quello agricolo, in particolare nel quadro delle relazioni fra produttori piccoli e medi o associazioni di produttori, da un lato, e grandi imprese di trasformazione o di commercializzazione, dall'altro.

Infine, ribadendo che un ruolo crescente e più attivo del Parlamento nello sviluppo della politica di concorrenza può conferire più trasparenza e legittimità, i deputati reiterano l'aspirazione del Parlamento ad ottenere poteri di codecisione in materia.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Doc.: A6-0077/2006- Relazione sulla situazione dell'economia europea: relazione preparatoria sugli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2006

Bilanci sani, revisione dei regimi fiscali, sostegno alle PMI e misure a favore del capitale umano. E' quanto suggerisce il Parlamento per aumentare la competitività europea e garantire così l'occupazione. Occorre anche stimolare la ricerca, gli investimenti nelle infrastrutture dei trasporti e la realizzazione di un mercato unico dei servizi, anche finanziari. E' anche chiesta una politica dei prezzi che contenga i tassi d'interesse e la pubblicazione di una classifica dei paesi più virtuosi.

 

 

 

 

 

SVILUPPO: UNA LISTA NERA PER COMBATTERE LA CORRUZIONE

Doc.: A6-0048/2006

 

Relazione sull'efficacia degli aiuti e sulla corruzione nei paesi in via di sviluppo

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 4.4.2006 - Votazione: 6.4.2006

 

Un miliardo di dollari di tangenti sono versati ogni anno nel mondo. Al fine di migliorare l'efficacia della politica di sviluppo dell'UE, il Parlamento sollecita quindi la creazione di un sistema internazionale di liste nere dei regimi e dei rappresentanti dei governi corrotti. Chiedendo l'adozione di indicatori di corruzione cui ricorrere per premiare la buona governance e penalizzare i regimi corrotti, i deputati incoraggiano il sostegno della sorveglianza realizzata dalla società civile.

 

«La corruzione colpisce in modo sproporzionato i poveri limitando il loro accesso ai beni pubblici e abbassando la qualità dei servizi di base, il che rende più difficile la loro uscita dalla spirale della povertà». Partendo da questa premessa, il Parlamento sottolinea che la corruzione ostacola anche l'efficacia dell'aiuto e, quindi, «pregiudica gli obiettivi di sviluppo dell'Unione europea, rallentando il ritmo di sviluppo nei paesi partner dell'UE». Al riguardo, la relazione ricorda che la Banca Mondiale stima in 1 miliardo di dollari USA l'importo delle tangenti versate in tutto il mondo e che l'Unione africana valuta che la corruzione costa alle economie africane oltre il 25% del PIL annuo dell'Africa.

In tale contesto, è anche sottolineato che sono numerosi i protagonisti che possono svolgere un ruolo nella lotta contro la corruzione: i politici, i funzionari governativi, la società civile, i mezzi di informazione, le multinazionali e i donatori internazionali. Ritenendo che la trasparenza e la responsabilità sono principi fondamentali della lotta contro la corruzione, i deputati chiedono quindi alla Commissione di concentrarsi in modo più specifico su tali questioni nel definire i suoi programmi di sviluppo, «visto che meccanismi di gestione carenti tendono ad agevolare la corruzione». Inoltre, chiedono agli Stati membri che posseggono centri finanziari di adottare tutte le misure giuridiche e amministrative necessarie per garantire che i fondi acquisiti illegalmente possano essere rimpatriati nello Stato d'origine.

D'altra parte, ricordando l'importanza che rivestono gli investimenti a favore dei paesi in via di sviluppo, il Parlamento incoraggia la Commissione e gli Stati membri «a rafforzarne il flusso». Al contempo, li esorta a stabilire «un sistema internazionale di liste nere per impedire alle banche di prestare ingenti somme di denaro destinate a corrompere i regimi o i singoli rappresentanti di un governo». Tutti gli Stati membri dell'Unione europea sono poi invitati a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione nonché la Convenzione OCSE del 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali.

 

Aiuto di bilancio

Il Parlamento sottolinea che l'ottenimento di un aiuto di bilancio deve sempre essere accuratamente preceduto da valutazioni fiduciarie dei rischi caso per caso e che tale aiuto dovrebbe sempre essere destinato a un settore specifico. Inoltre, qualsiasi aiuto di bilancio fornito deve essere accompagnato da un dialogo politico volto a migliorare la gestione delle finanze pubbliche (GFP), «riducendo il rischio di corruzione o di cattiva gestione dei fondi». I deputati chiedono poi una maggiore trasparenza nei programmi di aiuto di bilancio erogati dall'Unione europea, in particolare la pubblicazione delle pertinenti informazioni concernenti l'aiuto speso nel paese destinatario coinvolgendo i protagonisti parlamentari e civili.

Per i deputati occorre creare indicatori sociali specifici per ottenere dati più precisi sulla qualità della governance realizzata dai paesi in causa e chiedono che la società civile partecipi in modo più ampio a questo processo. La Commissione dovrebbe quindi utilizzare tali indicatori della corruzione «per compensare il buon governo e penalizzare i regimi corrotti».

 

Ruolo della società civile

I deputati ritengono che la riduzione della corruzione è impossibile senza la presa di coscienza e la partecipazione della società civile e che l'accesso a tutte le informazioni svolge un ruolo determinante in questo processo. Pertanto, sottolineano che occorre dare maggiore attenzione al ruolo della società civile promuovendo la buona governance e il controllo volontario della corruzione.

Inoltre, ritengono sia importante che la società civile definisca circuiti di sorveglianza nei paesi in via di sviluppo chiedendo al loro governo un sistema di verifica e di bilancio. A tale riguardo, chiedono alla Commissione di sostenere questo processo riservando una percentuale adeguata dell'aiuto di bilancio concesso ai circuiti di sorveglianza degli scambi della società civile.

Il Parlamento, infine, sostiene la campagna "Pubblicate quello che pagate", che chiede alle multinazionali delle industrie estrattive (petrolio, gas e risorse minerarie) di rivelare in maniera sistematica e trasparente le informazioni concernenti le tasse e i canoni concessi ai governi.

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

 

LIBERA CIRCOLAZIONE DEI SERVIZI

-        Comunicazione della Commissione - Proposta modificata di direttiva sui servizi nel mercato interno e comunicazione sulla direttiva 96/71/CE (Distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi)

Il commissario McCREEVY ha illustrato all'Aula la nuova proposta sulla direttiva servizi. Un'ampia maggioranza dei deputati ha apprezzato l'iniziativa, riconoscendo che la proposta è molto vicina a quanto suggerito dal Parlamento. Se alcuni di essi hanno ribadito la loro opposizione a un testo troppo liberista, altri hanno deplorato i troppi settori esclusi dal campo d'applicazione della direttiva. Ma il dibattito non è finito: spetta ora al Consiglio pronunciarsi e poi ancora al Parlamento.

LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE

-        Doc.: A6-0069/2006 - Relazione sul regime transitorio che limita la libertà di circolazione dei lavoratori sui mercati del lavoro dell'Unione europea

Le misure transitorie tese a limitare l'accesso dei lavoratori provenienti dagli otto nuovi Stati membri ai mercati del lavoro dei "vecchi" devono essere abolite, al più tardi nel 2009. E' quanto chiede una relazione adottata dal Parlamento notando che tali misure possono favorire il lavoro nero. Occorre poi garantire la parità di trattamento ai lavoratori migranti e informarli dei loro diritti fondamentali.  Il Parlamento chiede anche la creazione di una sorta di Europol sociale.

-        Doc. A6-0062/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che introduce un regime specifico per il controllo delle persone alle frontiere esterne, basato sul riconoscimento unilaterale di determinati documenti, da parte della Repubblica Ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Slovenia e Slovacchia, come equipollenti ai loro visti nazionali ai fini del transito nel loro territorio

-        Doc.: A6-0060/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che introduce un regime semplificato per il controllo delle persone alle frontiere esterne, basato sul riconoscimento unilaterale da parte degli Stati membri, ai fini del transito nel loro territorio, di determinati documenti di soggiorno rilasciati dalla Svizzera e dal Liechtenstein

 

RELAZIONI ESTERNE

-        Docc.: B6-0234, 0239, 0242, 0243, 0248/2006 - Risoluzione comune sulla situazione in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali del 19 marzo

Il Presidente Lukashenko non è legittimo perché frutto di elezioni non democratiche e fraudolente. E' quanto afferma il Parlamento in una risoluzione che sollecita il congelamento dei beni esteri delle autorità bielorusse e la negazione del visto a tutti i responsabili dell'oppressione. Solidale col popolo bielorusso, chiede la liberazione dei prigionieri e il sostegno, anche finanziario, agli oppositori e ai media indipendenti. E' giudicato irresponsabile l'atteggiamento della Russia.

-        Doc.: A6-0063/2006 - Risoluzione sui lavori dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE nel 2005

-        Docc.: B6-0235, 0240, 0244, 0245, 0247, 0249/2006 - Risoluzione sulle elezioni parlamentari in Ucraina

 

COMMERCIO ESTERO/INTERNAZIONALE

-        Doc.: A6-0051/2006 - Relazione sulla valutazione del Round di Doha a seguito della Conferenza ministeriale dell'OMC a Hong Kong

L'Aula ha adottato una relazione che, pur sostenendo il sistema OMC, deplora gli scarsi risultati ottenuti finora e l’influenza sproporzionata delle lobby. I deputati giudicano indispensabile il carattere condizionale dell’offerta agricola dell’UE e reclamano una migliore difesa delle indicazioni geografiche. Occorre poi ridurre le tariffe industriali ed eliminare i dazi per i paesi meno avanzati. E’ chiesto anche un rafforzamento della lotta alla contraffazione e delle norme antidumping.

 

AMBIENTE

-        Doc.: A6-0087/2006 - Relazione sul progetto comune, approvato dal comitato di conciliazione, di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio su taluni gas fluorurati ad effetto serra

-        Doc.: A6-0090/2006 - Relazione sul progetto comune, approvato dal comitato di conciliazione, di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni degli impianti di condizionamento d'aria dei veicoli a motore, che modifica la direttiva70/156/CEE del Consiglio

I gas fluorurati non erano la soluzione! Utilizzati sin dagli anni '90 per sostituire altre sostanze che danneggiano l'ozono, si possono trovare nei sistemi di refrigerazione e condizionamento, ma anche negli estintori e in alcune scarpe sportive. Ora sono accusati di contribuire al riscaldamento globale. Il Parlamento ha adottato due testi normativi volti a ridurre o vietare il ricorso a tali gas. Ciò dovrebbe aiutare gli Stati membri a onorare gli impegni assunti con il Protocollo di Kyoto.

-        Docc.: B6-0228, 0231, 0232, 0233, 0236, 0238/2006 - Risoluzione sulla giornata mondiale della salute

 

AGRICOLTURA

-        Doc.: C6-011/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento per quanto riguarda l'applicazione di provvedimenti eccezionali di sostegno del mercato (settore avicolo)

Il Parlamento europeo è favorevole ad aiutare gli allevatori dell'Unione colpiti dalla drastica riduzione dei consumi e dei prezzi verificatesi a seguito della diffusione dell'influenza aviaria in Europa. Sostiene quindi la proposta della Commissione volta a finanziare misure eccezionali, chiedendo però la possibilità di avviare campagne d'informazione per rassicurare i consumatori. Sollecitando il ricorso alla vaccinazione degli animali, chiede anche più attenzione per il loro benessere.

 

VARIE

-        Doc.: A6-0118/2006 - Risoluzione sulla relazione speciale del Mediatore europeo a seguito di una denuncia contro le scuole europee

-        Doc.: A6-0064/2006 - Risoluzione legislativa sull'iniziativa del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord volta all'adozione di una decisione del Consiglio recante modifica della decisione 2003/170/GAI relativa all'utilizzo comune degli ufficiali di collegamento distaccati all'estero dalle autorità degli Stati membri incaricate dell'applicazione della legge

-        Doc.: A6-0086/2006 - Risoluzione legislativa sulla proposta di decisione del Consiglio relativa a orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione

-        Doc.: A6-0071/2006 - Risoluzione legislativa relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'energia e abroga la decisione 96/391/CE e la decisione n. 1229/2003/CE

-        Doc.: A6-0084/2006 - Decisione del Parlamento europeo sulla richiesta di difesa dei privilegi e dell'immunità di Witold Tomczak

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

BRUXELLES  -  MINISESSIONE  26 - 27 APRILE 2006

 

 

In apertura di seduta, nel tempo dedicato a questioni politiche importanti, è intervenuto ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri a Milano, in occasione di una manifestazione per celebrare l'anniversario della Liberazione dell'Italia e dell'Europa dall'occupazione nazista, si è verificato un gravissimo episodio antisemita, un episodio di razzismo molto violento. E' stata contestata la brigata ebraica che aveva combattuto per la liberazione dell'Europa, sono state bruciate due bandiere israeliane, è stata contestata violentemente il ministro della Pubblica istruzione. Ma ancora più grave, è stato contestato e fischiato il padre del ministro della Pubblica istruzione, partigiano, detenuto a Dachau, medaglia d'argento e medaglia di bronzo della Resistenza.

Non devono mai più ripetersi episodi simili, da questo Parlamento deve provenire un segnale vigoroso! Chiedo formalmente, signor Presidente, che la presidenza del Parlamento intervenga per condannare ancora una volta questi episodi di razzismo antisemita, con una presa di posizione formale del suo Presidente."

 

 

 

 

 

MODIFICA DEL PROTOCOLLO SUI PRIVILEGI E LE IMMUNITÀ DEI DEPUTATI

Doc.: O-0002/2006

 

Interrogazione orale sulla modifica del protocollo sui privilegi e le immunità

Procedura: Interrogazione orale - Dibattito: 26.4.2006

 

In base a un'interrogazione orale al Consiglio, si è svolto un dibattito in Aula sulla modifica del protocollo sui privilegi e le immunità dei deputati europei. I deputati chiedono al Consiglio quando intende convocare una Conferenza intergovernativa per realizzare tale modifica e come intende associarvi il Parlamento europeo.

 

L'interrogazione presentata da GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-IT) in nome della commissione giuridica da lui presieduta, ricorda anzitutto che il 3 giugno 2005 il Consiglio ha concordato di esaminare le richieste del Parlamento in merito al protocollo sui privilegi e sulle immunità nel caso fosse adottato uno strumento che stabilisce lo statuto e le condizioni generali d'esercizio delle funzioni dei deputati europei.

I deputati, inoltre, sottolineano che la risoluzione adottata dall'Aula il 23 giugno 2005 sulla modifica dello statuto dei deputati europei, ribadisce che il compromesso globale sullo statuto dei deputati al Parlamento europeo è costituito da due elementi fondamentali. Da un lato, un esame distinto ed autonomo della parte dello statuto che rientra nel diritto secondario e di quella che rientra nel diritto primario, e l'approvazione delle due parti secondo le disposizioni istituzionali applicabili a ciascuna di esse. Dall'altro lato, per quanto concerne la parte che rientra nel diritto primario, l'invito rivolto agli Stati a rivedere, per le disposizioni attinenti agli europarlamentari, il protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee del 1965, prendendo a modello lo statuto approvato il 3 e il 4 giugno 2003.

La commissione giuridica chiede pertanto al Consiglio quando intende convocare una Conferenza intergovernativa al fine di modificare il protocollo sui privilegi e le immunità dei deputati al Parlamento europeo e se intende confermare l'accordo secondo cui la base per la CIG sarà lo statuto approvato dal Parlamento europeo il 3 e 4 giugno 2003. Inoltre, è chiesto come intende associare il Parlamento europeo alla Conferenza intergovernativa.

 

Nel dibattito è intervenuto GIUSEPPE GARGANI (PPE/DE-I) Presidente della Commissione Giuridica:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo di nuovo discutendo, come abbiamo fatto già parecchie volte in questo Parlamento, su un problema molto delicato, che riguarda l'immunità.

Sono onorato per avere, a nome della commissione e dei coordinatori della commissione giuridica, riaperto con la mia interrogazione la discussione. Credo che tutti i colleghi siano consapevoli dell'esigenza di regole comuni del Parlamento europeo in materia di immunità, si tratta di un'aspirazione storica del Parlamento europeo.

Vent'anni fa, un nostro collega, si chiamava Donnez, aveva fatto approvare una relazione sull'immunità parlamentare europea al fine di superare una situazione che già vent'anni fa era limitata, inadeguata al respiro del Parlamento europeo nel suo complesso. Il Protocollo di privilegi e immunità prevedeva l'insindacabilità del deputato europeo nelle espressioni usate nei voti, ma nel contempo faceva riferimento alla legislazione nazionale del deputato per stabilire le regole sull'immunità.

Naturalmente, vi era una logica in tutto questo e in quel periodo, dato che il Parlamento era allora un'assemblea dei vari parlamenti nazionali, la regola aveva una sua ratio, una sua giustificazione. Però oggi non sfugge a nessuno che grazie al suffragio universale, con tutte le conquiste ottenute nel frattempo, mentre il Parlamento non è rimasto inerte, esiste una giurisprudenza, esiste un comportamento determinato della commissione giuridica, la quale anche nella passata legislatura ha formulato e sostenuto un'esigenza diversa, ovvero che tutti i parlamentari europei devono avere un comune riferimento statutario, un comune riferimento organizzativo.

Non solo alla commissione giuridica, ma pure a tutto il Parlamento, risulta chiara la difficoltà per i deputati di dover fare riferimento alle legislazioni nazionali: l'Inghilterra ha una legislazione di un certo tipo, la Germania un'altra, l'Italia ne aveva un'altra ancora, poi l'ha modificata. Questo non favorisce il prestigio e non porta a un'autonomia o un' indipendenza effettiva del Parlamento europeo.

Dopo tante discussioni, anche a lei signor Presidente, che in questo momento presiede l'Assemblea, sarà ben noto, in quanto abbiamo discusso e abbiamo approvato nella commissione giuridica, nonché per ben due volte in quest'Aula, lo statuto del deputato europeo.

Il Consiglio ha però eccepito che la materia rientrava nel diritto primario, allora abbiamo modificato la parte dello statuto che riguardava i fatti organizzativi dell'Assemblea; è seguita una, sia pure difficile, gestione, che poi ha portato ad un risultato: il Consiglio, ecco il problema, signori colleghi, signor Presidente, si è adoperato per convocare una riunione intergovernativa degli Stati, tra tutti i vari paesi, per poter ratificare quello che noi avevamo deciso in Assemblea.

Ritengo che ora abbiamo trovato un punto di equilibrio molto importante: abbiamo discusso e abbiamo attribuito con grande lungimiranza al parlamentare europeo, nel suo complesso, prerogative che esaltano il ruolo del Parlamento e potenziano la sua indipendenza.

Ovviamente, siccome l'impegno del Consiglio è già datato dal maggio del 2005 e siamo praticamente nel maggio del 2006, abbiamo inteso con questa interrogazione di sollecitare una rapida conclusione. Se vent'anni fa il nostro collega Donnez già sentiva questa esigenza, come è emerso dalla votazione del Parlamento, essa è rimasta importante e fondamentale, occorre che il Consiglio ratifichi immediatamente quello che abbiamo deciso e stabilito. Abbiamo fatto un grande salto in avanti, quando sarà riconosciuto potremo certamente attribuire al parlamentare europeo una funzione molto più importante e molto più preziosa.

Come ben sa, signor Presidente, la sezione dello statuto da noi approvato era la parte meno importante. L'ho detto in quella discussione e lo ripeto oggi, rispetto a questa che è una questione fondamentale, attinente all'ordinamento, che esalta il Parlamento europeo e la nostra funzione, soprattutto la nostra funzione.

La sollecitazione al Consiglio è in questa direzione e mi auguro che il Parlamento, nel suo complesso, tenga conto di questa sollecitazione e che ogni gruppo, ogni deputato, anche singolo, la condivida, solo così è possibile esercitare pressioni sul Consiglio."

 

Alla fine del dibattito il Presidente GIUSEPPE GARGANI (PPE-DE)-I, ha inoltre precisato quanto segue:

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima nel mio intervento ho omesso di dire una cosa, la quale a mio avviso appartiene alla scienza giuridica europea: le immunità non sono un privilegio del singolo parlamentare, spettano all'Istituzione nel suo complesso.

Credo che tale aspetto ci venga dalla tradizione storica, dal significato precipuo dell'immunità. I discorsi contrari o quelli per trovare eccezioni a questa regola sono demagogici, colleghi, dobbiamo proprio dirlo. Abbiamo già approvato e discusso tante volte; in commissione e in Aula, e abbiamo definito un provvedimento. Se il Consiglio fosse stato solerte, se lo fossero state le Presidenze dei vari semestri precedenti, questo provvedimento sarebbe già oggi ratificato dal Consiglio.

Dato che questo privilegio esalta il ruolo e l'indipendenza del Parlamento, se il Consiglio lo mettesse all'ordine del giorno, oltre ad avere un merito enorme la Presidenza in carica, forse potrebbe spianare addirittura la strada verso una costituzione.

Il freno imposto alla convenzione o le difficoltà che la convenzione incontra per essere approvata in Europa, non devono pregiudicare il ruolo che spetta al Parlamento nel suo complesso. D'altra parte, i riferimenti nazionali esistono, ma contano poco, il Parlamento europeo è a suffragio universale."

 

 

 

 

 

LE VETTURE "INTELLIGENTI" CHE CHIAMANO I SOCCORSI POSSONO SALVARE VITE UMANE

Doc.: A6-0072/2006

 

Relazione sulla sicurezza stradale: mettere eCall a disposizione dei cittadini

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 27.4.2006 - Votazione 27.4.2006

 

I tempi di intervento a seguito degli incidenti stradali potrebbero essere dimezzati, mentre i decessi da essi causati potrebbero ridursi dal 5 al 10% se il Parlamento approva l'installazione del sistema eCall sulle vetture. Questo dispositivo, via satellite, indicherà al servizio d'emergenza più vicino il luogo esatto dell'incidente e dovrebbe entrare in funzione in tutta l'UE a vantaggio di 100 milioni di persone che ogni anno si spostano in macchina all'estero.

 

Il programma eCall - che si iscrive nel quadro dell'iniziativa eSafety - consiste nell'attivazione di un servizio paneuropeo armonizzato di chiamata d'emergenza a bordo dei veicoli. In caso di incidente, il dispositivo eCall a bordo dell'automobile esegue una chiamata di emergenza trasmettendo i dati direttamente al servizio di soccorso più vicino. Il sistema può essere attivato manualmente ma, in caso di incidente grave, la chiamata è inoltrata automaticamente. Ha poi la capacità di fornire informazioni accurate circa l'ubicazione del luogo dell'incidente: il più vicino centro di raccolta delle chiamate di emergenza (Public Safety Answering Point, PSAP) è avvisato immediatamente e conosce esattamente la destinazione dei servizi di soccorso. Il sistema eCall sarà basato sul numero unico europeo di emergenza 112, armonizzato recentemente nell'intera UE. Al fine di migliorare l'ubicazione delle chiamate di emergenza, il 112 è integrato dall'E112 che dovrebbe consentire una localizzazione immediata della chiamata.

Adottando la relazione, il Parlamento rileva anzitutto come, nel 2004, ben 43.000 persone abbiano perso la vita in incidenti stradali nell'UE a 25. Inoltre, nota che il servizio/la funzione di chiamata paneuropea di emergenza a bordo dei veicoli, eCall, potrebbe salvare fino a 2.500 vite ogni anno e comportare una riduzione della gravità delle ferite anche del 15%. Il sistema, infatti, potrebbe consentire di ridurre i tempi di reazione agli incidenti del 40% circa nelle aree urbane e del 50% circa nelle zone rurali.

I deputati, poi, si compiacciono del fatto che Grecia, Italia, Lituania e Slovenia abbiano firmato il protocollo d'intesa (PI) su eCall, aggiungendosi ai precedenti firmatari (Finlandia, Svezia e, recentemente, Cipro). Sentendosi poi incoraggiati dall'impegno di altri Stati membri che hanno già avviato la procedura per la firma del PI (Repubblica ceca, Danimarca, Paesi Bassi e Germania), invitano quelli che non l'hanno ancora fatto «a dare prova di volontà politica in tal senso». In proposito, la relazione sottolinea che, se si vuole la piena introduzione di eCall nel 2009, è importante che tutti gli Stati membri firmino il PI quanto prima possibile.

Il PI mira, infatti, a garantire il funzionamento di eCall nell'UE e vincola gli operatori ad attuare il servizio congiuntamente sulla base dell'architettura e delle specifiche d'interfaccia comuni approvate. E' già stato firmato dalla Commissione europea, da ACEA per conto dell'industria automobilistica e dal partenariato multisettoriale ERTICO per conto dei suoi membri.

Per i deputati, la completa introduzione di eCall dovrebbe essere sincronizzata con la fase pienamente operativa del sistema di posizionamento satellitare Galileo, che avrà inizio nel 2010. Ma sottolineano che, per compiere reali progressi, il PI dovrebbe essere convertito il più rapidamente possibile in una lettera d'intenti firmata da tutti i soggetti interessati. Le autorità degli Stati membri sono quindi sollecitate a conglobare le informazioni sul sistema eCall nei contenuti delle rispettive campagne pubbliche di sicurezza stradale.

La relazione, d'altra parte, ricorda che la maggioranza degli Stati membri «ha tardato ad incoraggiare l'uso del 112 come numero unico europeo d'emergenza» e invita pertanto la Commissione a procedere ad una valutazione dell'attuazione, da parte degli Stati membri, della direttiva relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti, in relazione alla risposta e trattamento adeguati delle chiamate al numero di emergenza unico europeo, comprese le informazioni sull'ubicazione del chiamante.

Gli Stati membri sono poi sollecitati a completare quanto prima l'attuazione dell'E112, a promuovere l'uso sia del 112 che dell'E112, e ad assumere iniziative per rendere disponibili presso i centri di raccolta delle chiamate d'emergenza (Public Safety Answering Points) le infrastrutture appropriate (formazione linguistica, disponibilità, identificazione dell'ubicazione e gestione delle chiamate) in modo da conformarsi alla normativa sul numero E112, «il che consentirà poi l'aggiornamento graduale per la gestione delle chiamate eCall».

Prendendo atto del divario tra le stime della Commissione e quelle dell'industria sul costo del sistema eCall montato a bordo dei veicoli, la relazione sollecita un'analisi più approfondita dell'efficienza in termini di costi per ogni azione da intraprendere ai fini della realizzazione di eCall. Occorre poi studiare la possibilità di un'introduzione graduale e su larga scala del dispositivo attraverso la combinazione di sistemi montati sui veicoli e sistemi alternativi quali l'uso del telefono mobile del guidatore e della tecnologia Bluetooth, «prestando nel contempo un'attenzione particolare al diritto alla privacy di conducenti e passeggeri».

Tutti i soggetti interessati sono inoltre invitati a collaborare alla definizione di incentivi volti ad accelerare l'introduzione del sistema eCall. I deputati, infatti, ritengono che l'elevato costo potenziale di eCall potrebbe escludere gli acquirenti di auto nuove (specialmente nel segmento più economico del mercato) che non sempre sono disposti o sono in grado di pagare l'intero costo del dispositivo. In particolare temono che il costo di eCall possa essere proibitivo per coloro che ne hanno maggiormente bisogno, ad esempio le persone che vivono in zone rurali o isolate. Infine, accogliendo un emendamento avanzato dal PSE, il Parlamento ritiene che, a termine, il dispositivo eCall dovrà applicarsi a tutti i veicoli, «compresi gli automezzi pesanti».

 

E' intervenuto, con dichiarazione scritta, FRANCESCO MUSOTTO (PPE/DE-I):

 

"La sicurezza stradale riguarda direttamente tutti gli abitanti dell'Unione Europea. La crescente mobilità produce costi elevati: ogni anno 1.300.000 incidenti causano più di 40.000 morti e 1.700.000 feriti.

In particolare, un italiano su due utilizza la vettura personale per spostarsi. Sono 26 milioni gli italiani che ogni giorno escono di casa per andare in ufficio o a scuola. Il traffico costa all'economia nazionale oltre quattro miliardi di euro ogni anno, circa duecento euro in media per ogni famiglia. Gli italiani disertano in massa i trasporti pubblici, nel 1991 venivano utilizzati dal 17% della popolazione, nel 2001 dal 12.9%. A Roma ci sono 7 auto ogni 10 abitanti, record assoluto europeo.

Per questo il problema della sicurezza stradale e della riduzione degli ingorghi causati da incidenti è così sentito nella nostra nazione. Tra gli obiettivi che l'Ue si è prefigurata, vi è dimezzare il numero delle vittime della strada entro il 2010.

Ecall potrebbe salvare fino a 2.500 vite ogni anno, ridurre il numero degli ingorghi e contribuire all'efficienza dei trasporti stradali a livello europeo, riducendo i costi esterni, che in Europa sono stimati in 4 miliardi di euro e che in Italia si aggirano intorno al 2% del Pil."

 

 

 

ISTITUZIONI

 

 

CHERNOBYL 1986-2006: QUALE FUTURO PER IL NUCLEARE?

 

Dichiarazione della Commissione - Vent'anni dopo Chernobyl: insegnamenti per il futuro

Dibattito: 26.4.2006

 

A vent'anni dall'esplosione del reattore nucleare della centrale nucleare di Chernobyl, si è svolto in Aula un dibattito durante il quale è stata espressa la solidarietà dell'Europa alle vittime di allora e alle persone che subiscono tuttora le ricadute della contaminazione. Molti deputati si sono espressi a favore dell'abbandono della produzione energetica nucleare favorendo, invece, fonti alternative e più pulite.

Dichiarazione della Commissione

Andris Piebalgs ha anzitutto sottolineato come, ancora oggi, si patiscono le conseguenze dell'incidente di Chernobyl. Ha poi ricordato che l'Europa, in questi venti anni, ha fornito un importante aiuto finanziario (mezzo miliardo di euro) ai paesi colpiti e alla centrale nucleare stessa ed ha promosso l'adozione di strumenti atti a garantire una migliore sicurezza nucleare. Inoltre, ha evidenziato che la catastrofe ha spinto la comunità internazionale a dotarsi di norme comuni volte a ridurre al minimo i rischi e a definire piani di reazione agli incidenti. Diverse convenzioni internazionali - cui l'Unione è parte contraente - sono quindi state firmate in questo senso.

A livello comunitario, ha aggiunto, il Trattato Euratom tutela la salute dei cittadini e garantisce lo scambio di informazioni tra gli Stati membri. Sono stati inoltre adottati diversi atti legislativi, come quello relativo alle restrizioni delle importazioni e al controllo dei prodotti alimentari o quello che impone la definizione di piani d'urgenza e l'obbligo di informazione. L'Unione ha poi sostenuto finanziariamente l'ammodernamento delle centrali dell'Est europeo e la chiusura di alcune di esse. Il commissario ha poi accolto con favore la risoluzione del Parlamento del 15 marzo scorso in cui sono riconosciute le competenze europee in materia nucleare ed ha affermato che un gruppo di lavoro del Consiglio renderà noto, entro la fine dell'anno, una relazione sulla sicurezza nucleare.

 

HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE ha esordito nel dibattito affermando che l'incidente di Chernobyl è stata la peggiore tragedia continentale e che «è nostra responsabilità far sì che rimanga l'unica». Dopo aver espresso la propria solidarietà nei confronti delle vittime, passate e presenti, dell'incidente e dei soccorritori che si sono sacrificati per salvare altre vite umane, ha voluto sottolineare che l'esplosione del reattore è avvenuta nell'ambito si un esperimento militare. Ciò, a suo parere, rappresenta un ammonimento all'Europa quando si confronta sul nucleare con altri paesi dittatoriali. Per il deputato, inoltre, l'URSS ha agito in quell'occasione in spregio ai cittadini.

Tuttavia, ha aggiunto, l'incidente di Chernobyl «non deve essere strumentalizzato politicamente per aprire un dibattito sul nucleare in quanto tale», la questione infatti deve rimanere quella di garantire la sicurezza. Dopo aver ricordato che l'UE fornisce un aiuto concreto, anche alla popolazione colpita, ha affermato che l'allargamento del 2004 ha contribuito a migliorare la sicurezza nucleare in Europa. In proposito, ha sottolineato che le nuove prospettive finanziarie prevedono dei fondi per la chiusura delle vecchie centrali. Il leader popolare ha poi posto l'accento sulla necessità di sforzi ulteriori in materia di ricerca, al fine di rendere ancora più sicure le centrali ed ha concluso esprimendo l'auspicio che l'UE si doti di una politica di approvvigionamento energetico sicura che non rinunci al nucleare.

 

 

 

 

 

AIUTI DI STATO PER L'INNOVAZIONE, MA SOLO SE GIUSTIFICATI

Doc.: A6-0073/2006

 

Relazione sugli aspetti settoriali del Piano d'azione nel settore degli aiuti di Stato: aiuti all'innovazione

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 26.4.2006 - Votazione: 27.4.2006

 

Il ricorso agli aiuti di Stato deve essere un'eccezione, non la norma. E' quanto afferma il Parlamento evidenziando come gli aiuti all'innovazione debbano essere concessi solo a titolo temporaneo, in base a criteri razionali, allo scopo di supplire alle inefficienze del mercato e aiutare le regioni meno sviluppate. Tuttavia, alle PMI deve essere riservata una quota di aiuti maggiore e occorre sostenere la cooperazione tra università e imprese.

 

Adottando la relazione che rappresenta la risposta al "Documento di consultazione sugli aiuti di Stato all'innovazione" presentato dalla Commissione nel settembre 2005, il Parlamento rammenta anzitutto che gli aiuti di Stato «dovrebbero rappresentare un'eccezione», ossia uno strumento volto a correggere gli squilibri che non possono essere affrontati con gli strumenti di politica abituali. Queste misure, inoltre, devono essere coerenti con quelle intese a ridurre le norme inutili, ad investire nell'istruzione e nella formazione, a fornire infrastrutture adeguate e a garantire una concorrenza leale. Ma anche con quelle volte ad agevolare l'accesso al capitale di rischio, a promuovere uno spirito imprenditoriale, a rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione dei lavoratori e dei ricercatori all'interno dell'UE.

Gli aiuti di Stato all'innovazione, per i deputati, devono essere complementari alle corrispondenti politiche comunitarie uniformi ed offrire un valore aggiunto «chiaro e misurabile» per i beneficiari diretti, nonché avere un impatto secondario sull'economia locale, regionale o nazionale intesa in senso ampio. I deputati propongono poi che siano ammessi a beneficiare degli aiuti di Stato i progetti che «forniscono benefici aggiuntivi o nuovi per i clienti, comportano rischi, sono intenzionali, offrono benefici trasmissibili e generano esternalità positive».

Il Parlamento insiste inoltre affinché gli aiuti di Stato all'innovazione siano temporanei, concessi sulla base di criteri trasparenti e razionali, proporzionati, sottoposti a controlli rigorosi ed efficaci e a valutazioni d'impatto periodiche mediante analisi ex-post effettuate dagli Stati membri e dalla Commissione. I criteri per la concessione di sovvenzioni a favore dell'innovazione, poi, dovrebbero essere subordinati a vari fattori, quali le caratteristiche del settore economico, la struttura del mercato e il potere di mercato dell'impresa.

Per il Parlamento occorre anche tenere conto della "lontananza dal mercato", ossia della fase "non commerciale" del processo di innovazione. In proposito, sottolinea che la crescente importanza dell'innovazione «non deve costituire un pretesto per accordare aiuti di Stato alle imprese». L'innovazione, infatti, essendo parte integrante di tutte le attività imprenditoriali, non merita di per sé aiuti di Stato che, al contrario, dovrebbero essere concessi unicamente «alle innovazioni che non possono essere finanziate con mezzi commerciali normali e che contribuiscono agli obiettivi globali della vita delle imprese e della società».

Insistendo sulla necessità di trarre insegnamenti dalle esperienze negative e positive del passato, i deputati ritengono opportuno evitare concetti e regolamentazioni molto restrittivi e vedono con favore l'introduzione di norme ex-ante, «qualora fossero trasparenti, non discriminatorie e funzionali, e garantissero la certezza giuridica». Si compiacciono, inoltre, dell'approccio economico in materia di aiuti di Stato all'innovazione. D'altra parte, raccomandano di prevedere una data intermedia per la revisione del quadro nel caso in cui esso necessiti di miglioramenti ed insistono affinché ciò sia realizzato in stretta cooperazione con il Parlamento.

Inoltre, è chiesto alla Commissione di fornire informazioni più dettagliate sui possibili effetti di distorsione degli aiuti di Stato e di prendere in considerazione quelli concessi dai concorrenti internazionali dell'UE, a livello sia settoriale che orizzontale, e dei loro possibili effetti di distorsione e di incentivo a livello globale.

 

Particolare attenzione alle PMI

Il Parlamento riconosce che le PMI e le start-up sono le più colpite dalle inefficienze del mercato e, al contempo, rileva che gli aiuti di Stato esercitano un effetto meno distorsivo quando sono concessi per attività lontane dal mercato o a favore di PMI e start-up.

Inoltre, sottolinea l'esigenza di creare un ambiente propizio all'innovazione per le PMI, in modo da stimolare il loro potenziale di innovazione inutilizzato. In proposito, ritiene necessario accordare alle PMI «una quota di aiuti più significativa», vista la loro rilevanza e, allo stesso tempo, le limitate risorse finanziarie di cui dispongono. Occorre poi destinare con urgenza aiuti di Stato ad azioni di sostegno che motivino le PMI e riducano i rischi associati ai processi di innovazione tecnologica.

Consapevoli che l'accesso delle PMI innovative al capitale di rischio è allo stato attuale considerevolmente limitato, principalmente nelle prime fasi del loro sviluppo, i deputati sostengono pertanto l'idea di utilizzare gli aiuti di Stato per attrarre gli investimenti di capitali privati verso i fondi regionali di capitale di rischio che operano come partenariati pubblico-privato. D'altra parte, sollevano dubbi quanto all'opportunità di concedere aiuti di Stato alle PMI per l'assunzione di personale altamente qualificato, «dal momento che tali imprese possono avere accesso a conoscenze e competenze specialistiche tramite i servizi di intermediari ed esperti».

Ma, per i deputati, anche le grandi imprese sono «un elemento essenziale» del sistema di innovazione e, pertanto, pure ad esse vanno concessi aiuti di Stato tesi a incoraggiare la cooperazione nei cluster d'innovazione e nei poli d'eccellenza (grandi imprese, piccole imprese, istituti di conoscenza), «a condizione che rispettino i criteri stabiliti dalle norme ex-ante».

 

Rafforzare la cooperazione tra università e imprese

Il Parlamento raccomanda che le università e i centri di ricerca prendano parte ai partenariati regionali pubblico-privato in qualità di "intermediari dell'innovazione", o cooperino strettamente con gli stessi. Ritiene, infatti, che ciò creerebbe un notevole effetto sinergico in grado di migliorare l'interconnessione tra le attività di ricerca e innovazione delle università e le necessità delle singole PMI innovative e dei gruppi imprenditoriali innovativi. Si dice poi convinto della necessità di rafforzare i legami fra imprese ed università intensificando, tra l'altro, la mobilità del personale di alto livello di tutte le specializzazioni tra le università e le imprese, in particolare le PMI, e reputa che gli aiuti, segnatamente tramite piani di accompagnamento, debbano incentivare tali legami.

D'altra parte, è chiesto un ulteriore chiarimento delle modalità di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato alle università e agli istituti di ricerca, quando sono impegnati in attività economiche.

 

Aiuti di Stato, regionali e strutturali

Il Parlamento ritiene che gli aiuti pubblici a carattere regionale e gli aiuti pubblici all'innovazione «siano complementari» e che dovrebbero concentrarsi nelle regioni meno sviluppate così da favorire la coesione economica e sociale. Sostiene, infatti, che in caso contrario «non si farebbe che incoraggiare la crescita delle regioni e dei paesi più sviluppati». Secondo i deputati, le maggiorazioni regionali sono inopportune se viene consentito il cumulo degli aiuti di Stato.

Inoltre, sottolineano che i regimi di aiuto regionali, ogniqualvolta vanno ad aggiungersi agli aiuti di Stato a favore dell'innovazione, dovrebbero essere compatibili con le regole in materia di mercato interno e di concorrenza. Ai loro occhi, va poi attribuita un'importanza particolare alla definizione e all'ammissibilità degli aiuti di Stato a favore dell'innovazione per quanto riguarda le PMI regionali, «per le quali l'accesso all'innovazione riveste un'importanza vitale».

La Commissione, inoltre è invitata a far sì che i regimi di aiuto regionali «siano più orientati al futuro», per consentire, in particolare, un sostegno agli investimenti immateriali. Dovrebbe poi garantire che i finanziamenti strutturali dell'UE non siano considerati aiuti di Stato illegali quando sono associati ai cofinanziamenti provenienti da altre fonti.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Doc.: A6-0106/2006 - Relazione sulla gestione degli attivi

Le norme sugli investimenti finanziari devono essere chiarite, consolidate e rese coerenti per evitare la discriminazione dei fondi comuni rispetto ad altri prodotti. E' quanto chiede il Parlamento sollecitando anche la definizione di un prospetto semplificato comune a tutta l'UE per garantire una corretta informazione agli investitori. I deputati auspicano un "passaporto" europeo dei prodotti finanziari e l'eliminazione degli ostacoli, anche fiscali, alle operazioni di pooling transfrontaliero.

 

CULTURA E ISTRUZIONE

 

 

TV DIGITALE PLURALISTA E INDIPENDENTE PER TUTTI

Doc.: A-0075/2006

 

Relazione sulla transizione dalla radiodiffusione analogica alla radiodiffusione digitale: un'opportunità per la politica europea dell'audiovisivo e la diversità culturale?

Procedura: Iniziativa - Relazione senza dibattito ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento del Parlamento - Votazione: 27.4.2006

 

Il Parlamento ha adottato una relazione che pone anzitutto l'accento sulla necessità di garantire a tutti la possibilità di beneficiare dei nuovi servizi offerti dalla tecnologia digitale. A livello UE, inoltre, dovranno essere garantiti il pluralismo dell'informazione e la separazione fra il potere politico e gli interessi dei gruppi di mass media. L'intervento pubblico è il benvenuto, ma non deve falsare la concorrenza. Occorre anche garantire una televisione pubblica forte e indipendente.

 

La relazione adottata dall'Aula sostiene che le nuove tecnologie audiovisive dovrebbero innanzitutto «permettere la diffusione di un'informazione plurale e di programmi di qualità», accessibili a un numero costantemente in crescita di cittadini. E' quindi essenziale che la società dell'informazione nel suo complesso, inclusi i servizi audiovisivi, «segua uno sviluppo sociale, regionale, culturale e linguistico equilibrato» e che, per evitare nuove forme di esclusione (la "frattura digitale"), «si garantisca a tutti i cittadini di poter beneficiare delle sue ripercussioni positive».

Tenuto presente il ruolo della televisione, inoltre, le scelte tecniche e legislative della transizione non devono essere soltanto di natura economica ma anche di natura sociale, culturale e politica «per tutelare, tra l'altro, il servizio pubblico audiovisivo europeo». Per prevenire incidenze sociali negative, l'accompagnamento della transizione dovrà perciò essere incentrato principalmente sull'interoperabilità delle piattaforme e degli standard e, quindi, sugli interessi dei cittadini e dei consumatori.

 

Piani di azione e misure specifiche nazionali

Nel quadro delle misure specifiche da adottare a livello nazionale, il Parlamento raccomanda agli Stati membri di garantire maggiori informazioni ai consumatori sulle possibilità offerte dalle piattaforme digitali e sulle attrezzature necessarie nonché di assicurare che la transizione non implichi maggiori costi per il consumatore e venga effettuata senza perdita di servizio. Inoltre, all'aumento e alla diversificazione dell'offerta di servizi dovrà corrispondere la possibilità «per tutti» di utilizzarli e occorrerà compiere i dovuti sforzi in termini di educazione digitale ("alfabetizzazione digitale").

I poteri pubblici dovranno poi incoraggiare un'offerta di contenuti di qualità sulle reti televisive e garantire la diffusione dell'informazione pubblica. Inoltre, andrà sostenuto il ruolo che possono svolgere le collettività locali e regionali nello sviluppo delle televisioni locali nei settori dell'istruzione, della formazione professionale, della sanità e della promozione di contenuti culturali e turistici, come pure in materia di offerte sul mercato del lavoro a livello locale e regionale. Sarà anche necessario facilitare la diffusione, garantendo un accesso omogeneo di tutti i livelli territoriali alle infrastrutture destinate dei servizi audiovisivi. Particolare attenzione, infine, dovrà essere attribuita alle persone disabili.

 

A livello UE: lotta alla pirateria, garanzia del pluralismo e interventi pubblici

Il Parlamento suggerisce che, per lottare contro la pirateria, facilitata dal digitale, la Commissione prosegua i suoi lavori sull'armonizzazione del diritto d'autore. Dovrà quindi proseguire la sua attività di armonizzazione del diritto d'autore al più tardi entro la fine della fase transitoria, «al fine di facilitare la creazione di mercati legali on line con un'offerta europea specifica e combattere la pirateria».

Per i deputati, il rispetto del pluralismo dell'informazione e della diversità di contenuti non sarà automaticamente garantito dall'aumento del numero di canali televisivi e radiofonici ma deve attuarsi attraverso una politica attiva e costante dei poteri pubblici. Tenendo presente l'impatto sociopolitico del contenuto dei programmi, il Parlamento chiede che sia garantito il pluralismo dell'informazione attraverso regolamentazioni comunitarie e nazionali che assicurino il rispetto della libertà di informazione e di espressione nonché «il rispetto dell'indipendenza e della libertà editoriale dei mezzi di comunicazione rispetto ai poteri politico ed economico».

A tale proposito, i deputati ritengono necessario garantire un livello adeguato di concorrenza e di diversificazione della proprietà dei mezzi di comunicazione come pure «una stretta separazione fra il potere politico e gli interessi dei gruppi di mass media e di comunicazioni elettroniche». E' poi ribadita la richiesta del Parlamento alla Commissione di lanciare una discussione a livello europeo sul pluralismo e la concentrazione della proprietà dei mass media, in particolare mediante la pubblicazione di un Libro Verde su tale tema.

I deputati, inoltre, plaudono al fatto che la Commissione abbia riconosciuto che la transizione potrebbe accumulare un certo ritardo se venisse lasciata interamente al gioco della concorrenza e che l'intervento pubblico presenti vantaggi quando prende la forma di regolamentazioni, di un sostegno finanziario ai consumatori, di campagne informative o di sovvenzioni destinate a superare una debolezza specifica del mercato o a garantire la coesione sociale o regionale.

E' poi ricordato che è compito della Commissione sostenere gli Stati membri offrendo tempestivi chiarimenti sulle condizioni alle quali gli interventi pubblici sono compatibili con il diritto comunitario della concorrenza e, quindi, senza imporre l'obbligo di introdurre uno standard specifico. Gli eventuali interventi pubblici, sottolinea il Parlamento, «non devono falsare il gioco della concorrenza né essere discriminatori o privilegiare questo o quell'attore del mercato».

Ritenendo poi necessario riunire le condizioni più favorevoli allo sviluppo dei nuovi servizi audiovisivi e di telecomunicazioni (TVAD, televisione mobile nonché servizi fissi e mobili a banda larga), i deputati insistono affinché la redistribuzione delle risorse dello spettro non venga lasciata esclusivamente alla legge della concorrenza e affinché vengano previste misure appropriate «in modo che le frequenze liberate si utilizzino principalmente per servizi innovatori, che presentino un'offerta di qualità e una diversità di contenuto».

 

Servizi audiovisivi pubblici forti e indipendenti

Per il Parlamento è nella complementarità dei supporti di diffusione che gli europei devono impegnarsi ad assicurare la permanenza e la neutralità tecnologica della missione di interesse generale del servizio pubblico televisivo. E' inoltre ricordato che il servizio pubblico di radiodiffusione ha l'obbligo di garantire l'accesso a tutti.

Pertanto, ritiene che le disposizioni sull'accesso preferenziale alle reti di distribuzione per i servizi che hanno un obbligo di accesso universale, e in particolare le regole del "must carry" (obbligo di diffusione), debbano continuare a svolgere un ruolo importante dopo la transizione, contribuendo al pluralismo dei mezzi di informazione.

In assenza di finanziamenti adeguati, i deputati ritengono che la radiodiffusione di servizio pubblico, messa in concorrenza con i grandi gruppi che arrivano sul mercato dell'audiovisivo, in particolare quelli della telecomunicazione, «non potrà continuare ad essere forte ed indipendente» né ad attirare un vasto pubblico e a generare risorse sufficienti per eseguire le missioni ad essa affidate. Attirano quindi l'attenzione sul fatto che la rimessa in causa di un sistema di radiodiffusione pubblico forte e indipendente «farebbe incombere una minaccia sul pluralismo, la libertà di espressione, la diversità culturale, l'accesso ai servizi audiovisivi e la democrazia».

 

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Doc.: A6-0074/2006 - Relazione sulla promozione del multilinguismo e dell'apprendimento delle lingue nell'Unione europea: indicatore europeo di competenza linguistica

Le lingue straniere dovrebbero essere studiate sin dalla più giovane età. E' quanto afferma la relazione adottata dal Parlamento sulla promozione del multilinguismo e dell'apprendimento delle lingue. La loro conoscenza, infatti, permette un miglior utilizzo del potenziale umano e favorisce la mobilità all'interno dell'UE. E' anche sostenuta l'introduzione di un indicatore europeo di competenza linguistica. L'italiano è la quinta lingua straniera più studiata in Europa.

-        Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione della Convenzione dell'UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

 

CONTROLLO DEI BILANCI

-        Docc.: A6-0105, 0104, 0103, 0102, 0092, 0101, 0100, 0099, 0098, 0097, 0096, 0095, 0093, 0094, 0110, 0117, 0116, 0115, 0114, 0113, 0112, 0111, 0119, 0108/2006 - Discussione congiunta - Discarichi relativi all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2004

L'Aula ha concesso il discarico del bilancio 2004 ma ha rinviato quello relativo al Parlamento al fine di chiarire la vicenda dell'affitto di due immobili a Strasburgo. I deputati criticano la gestione dei finanziamenti da parte degli Stati membri ma plaudono alle iniziative del Consiglio per migliorarla. E' anche chiesto di rivedere il sistema di controllo interno della Commissione e di migliorare il funzionamento delle agenzie.

-        Doc.: A6-0139/2006 - Risoluzione sul progetto di bilancio rettificativo n. 1/2006 dell'Unione europea per l'esercizio 2006, Sezione III - Commissione (inondazioni in Bulgaria, Romania e Austria)

-        Doc.: A6-0138/2006 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE, conformemente al punto 3 dell'accordo interistituzionale del 7 novembre 2002 fra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sul finanziamento del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, testo che integra l'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio

 

SANITA' PUBBLICA

-        Dichiarazione del Parlamento europeo sul diabete

-        Doc.: A6-0091/2006 - Risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa alle condizioni di polizia sanitaria applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune malattie degli animali acquatici e alle misure di lotta contro tali malattie

-        Doc. A6-0067/2006 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 90/424/CEE relativa a talune spese nel settore veterinario

 

PESCA

-        Doc.: A6-0066/2006 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo in forma di scambio di lettere relativo alle modifiche apportate al protocollo che stabilisce le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di cooperazione in materia di pesca marittima tra la Comunità europea e la Repubblica islamica di Mauritania per il periodo dal 1 agosto 2001 al 31 luglio 2006.

-        Doc.: A6-0070/2006 - Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione per il rafforzamento della Commissione interamericana per i tonnidi tropicali istituita dalla convenzione del 1949 tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica di Costa Rica

 

VARIE

-        Doc.: A6-0047/2006 - Risoluzione su una cooperazione rafforzata fra Unione europea e America latina

-        Doc.: A6-0088/2006 - Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio relativamente all'anno di riferimento per l'assegnazione delle quote di idroclorofluorocarburi per quanto riguarda gli Stati membri che hanno aderito all'Unione europea il 1 maggio 2004

-        Doc.: A6-0121/2006 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all'applicazione di alcune regole di concorrenza alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli (Versione codificata)

 

 


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

 

DAL CONSIGLIO DELL'UNIONE

 

AGRICOLTURA / PESCA

·         Orientamenti comunitari per lo sviluppo rurale (http://ue.eu.int)

 

TRASPORTI

·         Autostrade del mare (http://ue.eu.int)

·         Trasporti merci: noleggio veicoli senza conducente (GUCE L 33 del 4/02/2006)

 

 

 

DAL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Il rafforzamento della governance economica (http://esc.eu.int)

·         Indirizzi di massima per le politiche economiche (2005-2008) (http://esc.eu.int)

 

CULTURA

·         Carta europea di qualità per la mobilità (http://esc.eu.int)

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Creazione di una base imponibile comune e consolidata per le società (http://esc.eu.int)

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Salute e tutela dei consumatori (http://esc.eu.int)

 

VARIE

·         La rappresentatività delle organizzazioni europee della società civile nel contesto del dialogo civile (http://esc.eu.int)

·         Creazione di un'Agenzia per i diritti fondamentali (http://esc.eu.int)

·         Rappresentanza delle donne (http://esc.eu.int)

·         Gestione dei flussi migratori (http://esc.eu.int)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Proposta di un dazio progressivo sulle scarpe di cuoio cinesi e vietnamite (http:europa.eu.int/comm)

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Riforme per affrontare i costi dell'invecchiamento (http:europa.eu.int/commeconomy_finance/publica

tions/eespecialereports_en.htm)

·         Previsioni di crescita nell'UE per il 2006 (http:europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/a

ctivities_keyindicatorsforecasts_en.htm)

·         Italia: disavanzo e programma di stabilità aggiornato (http:europa.eu.int/comm/economy_finance/ab

out/activities/sgp/year/year20052006_en.htm)

POLITICA SOCIALE

·         Avvio anno europeo della mobilità dei lavoratori (http:europa.eu.int/comm/employment_social/worke

rsmobility2006/index_en.htm)

·         Libera circolazione dei lavoratori dopo l'ampliamento del 2004 (http:europa.eu.int/comm/employme

nt_social/emplweb/news/news_en.cfm?id=119)

·         Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione destinato a sostenere i lavoratori (http:europa.eu.int/comm/employment_social/emplweb/news/news_en.cfm?id=131)

AGRICOLTURA / PESCA

·         Produzione di biocarburanti (http:europa.eu.int/comm/agriculture/biomass/biofuel/index_en.htm)

·          Coesistenza di colture e di sementi geneticamente modificate e non geneticamente modificate (http:europa.eu.int/comm)

CULTURA

·         Istituto europeo di tecnologia (http:europa.eu.int/comm/education/eit/index_en.html)

·         Promuovere lo spirito d'impresa nelle scuole e nelle università (http:europa.eu.int/comm/ecucation/p

olicies/2010/objectives_en.html)

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         eTen (http:europa.eu.int/comm)

·         Prezzi nel roaming (http:europa.eu.int/comm)

·         Mercati comunitari delle telecomunicazioni (http:europa.eu.int/comm)

MERCATO INTERNO

·         Quadro di valutazione del mercato interno (http:europa.eu.int/comm/internal_market/score14bis/score

board14bis_en.pdf)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         Mercato del lavoro e imprenditorialità che oltrepassa gli stereotipi legati al sesso (http:europa.eu.int/comm/employment_social/gender_equality/gender_mainstreaming/activity_reports_fr.htm)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Raccolta di dati relativi all'analisi degli incidenti e delle lesioni legati ai prodotti non alimentari e ai servizi (http:europa.eu.int/comm/consumers/cons_safe/conclusions_200206.pdf)

TRASPORTI

·         Sicurezza nei trasporti: protezione contro gli attacchi terroristici (COM 2006/79)

·         Automobili intelligenti (http:europa.eu.int/information_society/activities/esafety/index_en.htm)

·         Sicurezza stradale: bilancio a metà percorso (http:europa.eu.int/comm/transport/road/roadsafety/index

_en.htm)

VARIE

·         Asilo: rafforzare la cooperazione pratica tra gli Stati membri (http:europa.eu.int/comm)

·         Verso lo "spazio giudiziario europeo" (http:europa.eu.int/comm)

·         Rapporto generale sulle attività dell'UE nel 2005 (http:europa.eu.int/abc/doc/off/rg/fr/welcome.htm)

 

 

 


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

 

·         "Il diritto dei centri di assistenza fiscale italiani  di compilare la dichiarazione dei redditi dei lavoratori è incompatibile con il diritto comunitario"

Sentenza della Corte nella Causa C-451/03

 

Un tale diritto esclusivo costituisce una restrizione ingiustificata alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione di servizi.

 

·         "Il diritto comunitario non consente che il periodo minimo di ferie annuali retribuite sia sostituito da un'indennità finanziaria in caso di riporto delle ferie ad un anno successivo"

Sentenza della Corte nella Causa C-124/05

 

Una compensazione finanziaria delle ferie annuali minime riportate spingerebbe i lavoratori a rinunciare al periodo di riposo. Sotto questo profilo non importa che tale compensazione finanziaria poggi o meno su un accordo contrattuale.

 

·         "L'Avvocato generale Antonio Tizzano conclude in due cause relative al diritto di voto per il Parlamento europeo"

Conclusioni dell'Avvocato generale nelle Cause C-14/04 e 300/04

 

·         "Il rifiuto di concedere una pensione alla stessa età di una donna ad una transessuale passata dal sesso maschile al sesso femminile viola il diritto comunitario"

Sentenza della Corte nella Causa C-423/04

 

Un siffatto rifiuto costituisce una discriminazione che viola una direttiva comunitaria sulla parità di trattamento in materia di sicurezza sociale.

 

·         "Il giudice competente ad aprire la procedura di insolvenza «principale» è, salve eccezioni adeguatamente motivate, quello dello Stato membro in cui si trova la sede statutaria del debitore"

Sentenza della Corte nella Causa C-341/04

 

La fiducia reciproca esige che i giudici di altri Stati membri riconoscano la decisione di apertura senza controllare la competenza, salvo nel caso in cui violi i diritti fondamentali.

 

·         "Secondo l'Avvocato generale P. Léger la legislazione del Regno Unito sulle «società controllate estere» è compatibile con il diritto comunitario se trova applicazione unicamente alle costruzioni fittizie destinate ad aggirare la legge nazionale"

Conclusioni dell'Avvocato generale nella Causa C-196/04

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm


 

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

 

 

 

 

Decreto legislativo n. 140 del 16 marzo 2006: recepimento della direttiva 2004/48/CE del Parlamento e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 82 del 7 aprile 2006.

 

Decreto ministeriale del 28 febbraio 2006: recepimento della direttiva 2004/74/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa alla possibilità che alcuni Stati membri applichino ai prodotti energetici e all'elettricità esenzioni o riduzioni temporanee dei livelli di tassazione.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 92 del 20 aprile 2006 SO n. 100.

 

Decreto legislativo n. 150 del 13 marzo 2006: recepimento della direttiva 2003/20/CE del Parlamento e del Consiglio, dell'8 aprile 2003, relativa all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli di peso inferiore a 3,5 tonnellate.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 87 del 13 aprile 2006.

 

Decreto legislativo n. 149 del 23 febbraio 2006: recepimento della direttiva 2000/53/CE del Parlamento e del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa ai veicoli fuori uso.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 86 del 12 aprile 2006.

 

Decreto ministeriale del 13 marzo 2006: recepimento della direttiva 1990/396/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1990, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri in materia di apparecchi a gas.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 83 dell'8 aprile 2006 SO n. 88.

 

Decreto ministeriale del 13 dicembre 2005: recepimento della direttiva 2005/25/CE del Consiglio, del 14 marzo 2005, relativa ai prodotti fitosanitari contenenti microrganismi.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 52 del 3 marzo 2006.

 

Decreto ministeriale del 18 novembre 2005: recepimento della direttiva 2004/52/CE del Parlamento e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa all'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale nella Comunità.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 60 del 13 marzo 2006.

 

Legge n. 78 del 22 febbraio 2006: recepimento della direttiva 1998/44/CE del Parlamento e del Consiglio, del 6 luglio 1998, relativa alla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 58 del 10 marzo 2006.

 

 

 


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

Relazioni esterne

·        Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Relazione Generale sugli aiuti di preadesione (PHARE - ISPA - SAPARD) nel 2004 [SEC(2006) 378] COM (2006) 137 definitivo

 

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·        Adozione definitiva del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006 GUCE L78/2006

 

AGRICOLTURA / PESCA

·        Decisione del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativa agli orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale (periodo di programmazione 2007-2013) GUCE L 55/2006

·        Decisione del Consiglio, del 21 dicembre 2005, che modifica la decisione 2004/465/CE relativa ad una partecipazione finanziaria della Comunità ai programmi di controllo delle attività di pesca attuati dagli Stati membri (GUCE L 2/2006)

 

CULTURA

·        Decisione del Consiglio, del 27 febbraio 2006, relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità e la Confederazione svizzera nel settore audiovisivo che stabilisce modalità e condizioni della partecipazione della Confederazione svizzera ai programmi comunitari MEDIA Plus e MEDIA Formazione, nonché di un atto finale (GUCE L90/2006)

 

AMBIENTE

·        Decisione del Consiglio, del 27 febbraio 2006, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, dell’accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sulla partecipazione della Svizzera all’Agenzia europea dell’ambiente e alla rete europea d’informazione e di osservazione in materia ambientale (GUCE L90/2006)

 

RICERCA E SVILUPPO

·        Libro Verde - Una strategia europea per un’energia sostenibile, competitiva e sicura [SEC(2006) 317] COM (2006) 105 definitivo

·        Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sull’attuazione del programma ENERGY STAR nella Comunità europea nel periodo 2001-2005 COM(2006)140 definitivo

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·        Regolamento (CE) n. 439/2006 della Commissione, del 16 marzo 2006, che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di cuoi e pelli scamosciati originarie della Repubblica Popolare Cinese GUCE L80/2006

·        Regolamento (CE) n. 486/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo all’attuazione dell’Accordo di esenzione dai dazi doganali per i circuiti integrati multichip tramite modifica dell’allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica e alla tariffa doganale comune (GUCE L88/2006)

 

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·        Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Attuazione del programma comunitario di Lisbona per la crescita e l’occupazione - Il trasferimento di proprietà delle imprese - La continuità grazie a un nuovo avvio COM (2006) 117 definitivo

·        Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato Economico e Sociale europeo - Il partenariato per la crescita e l’occupazione: fare dell’Europa un polo di eccellenza in materia di responsabilità sociale delle imprese COM(2006)136 definitivo

·        Comunicazione della Commissione - Rinnovare la politica comunitaria per il turismo: una partnership più forte per il turismo europeo COM (2006) 134 definitivo

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·        Comunicazione della Commissione - Programma di azione europeo per la sicurezza stradale - Bilancio intermedio [SEC(2006) 221] COM (2006) 74 definitivo

·        Regolamento (CE) n. 492/2006 della Commissione, del 27 marzo 2006, relativo all’autorizzazione provvisoria e permanente di alcuni additivi nell’alimentazione degli animali (GUCE L89/2006)

 

VARIE

·        Decisione della Commissione, del 16 marzo 2006, relativa alla pubblicazione dei riferimenti della normativa EN 143:2000 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Filtri antipolvere - Requisiti, prove, marcatura in conformità alla direttiva 89/686/CEE del Consiglio sui dispositivi di protezione individuale [notificata con il numero C(2006) 777] GUCE L80/2006

·        Decisione della Commissione, del 6 marzo 2006, che determina le classi di reazione al fuoco di alcuni prodotti da costruzione per quanto concerne le pavimentazioni in legno e i rivestimenti e i pannelli in legno massiccio [notificata con il numero C(2006) 655] GUCE L 79/2006

 

 


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.publications.eu.int

 

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE 2006 - PROGRAMMA D’AZIONE COMUNITARIO NEL SETTORE DELLA SANITÀ PUBBLICA (2003-2008) (GUCE 2006/C 37/08)

La Commissione ha proceduto alla pubblicazione dell’invito a presentare proposte “Sanità pubblica - 2006”, nel quadro del programma d’azione comunitaria nel settore della Sanità pubblica (2003-2008)

Il programma intende realizzare i seguenti obiettivi:

-        migliorare l’informazione e le conoscenze per lo sviluppo della Sanità pubblica;

-        accrescere la capacità di reagire rapidamente e in modo coordinato alle minacce alla salute;

-        promuovere la salute e prevenire le malattie affrontando i determinanti sanitari e in tutte le politiche e attività.

Il termine ultimo per la presentazione delle proposte è il 19 maggio 2006.

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - eTEN 2006/1 (GUCE 2006/C 40/09)

E’ stato pubblicato un invito a presentare proposte per il programma comunitario eTEN, programma destinato a contribuire all’introduzione di servizi di telecomunicazione basati sulle reti di interesse comune, caratterizzati da una dimensione transeuropea.

Per il 2006 le proposte dovranno riguardare le seguenti azioni:

-        Progetti di introduzione iniziale

-        Progetti di convalida sul mercato

Dovranno, inoltre, trattare uno dei seguenti temi individuati nel programma di lavoro:

-        eGovernment (pubblica amministrazione online)

-        eHealth (assistenza sanitaria online)

-        eInclusion (ePartecipazione)

-        eLearning (apprendimento online)

-        Fiducia e sicurezza

-        Servizi a supporto delle PMI

Il termine ultimo per la presentazione delle proposte è il 19 maggio 2006.

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE IN CAMPO AMBIENTALE (GUCE 2006/C 80/07)

A seguito dell’invito generale della DG ambiente per il 2006, si possono presentare proposte progettuali nei seguenti settori:

-        Tema 1 Env. A.1: promuovere la conoscenza del grande pubblico circa i temi del cambiamento climatico e delle biodiversità attraverso opere audiovisive.

Saranno accettati da uno a tre progetti con un tasso di cofinanziamento del 50%, per un budget totale di 500.000 €.

-        Tema 2 Env. B.2: promuovere la conoscenza della rete di aree protette Natura 2000, presso gli operatori turistici europei con azioni innovative di comunicazione

Saranno accettati da uno o due progetti con un tasso di cofinanziamento dell’80% per un budget totale di 200.000 €.

-        Tema 3 Env. G.3 : costruire partnerships fra istituti finanziari, autorità pubbliche e ONG per facilitare la mobilizzazione di strumenti finanziari per condividere i rischi per chi investe in tecnologie ambientali, in eco-innovazione o in attività di sviluppo sostenibile.

Saranno accettati da uno a tre progetti con un tasso di cofinanziamento del 50% per un budget totale di 100.000 €.

Il termine ultimo per la presentazione delle proposte è il 19 maggio 2006.

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG INFSO N. 09/05 MEDIA PLUS - SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DI PROGETTI DI PRODUZIONE («NUOVI TALENTI MEDIA», PROGETTI INDIVIDUALI E SLATE FUNDING) (GUCE 2005/C 280/10)

Obiettivi e descrizione

MEDIA Plus Sviluppo si prefigge di sostenere lo sviluppo di progetti di produzione destinati ai mercati europeo e internazionale, appartenenti alle seguenti categorie: Fiction, documentari di creazione, opere di animazione e concetti di opere multimediali.

Candidati ammissibili

Il sostegno è riservato alle società indipendenti aventi come attività principale la produzione audiovisiva e/o multimediale. Le società candidate devono essere ubicate in uno dei paesi seguenti:

i 25 paesi dell'Unione europea - i paesi dell'EFTA e dello SEE - la Bulgaria.

Le società candidate devono inoltre comprovare di essere in possesso dell'esperienza richiesta dalle linee di orientamento stabilite in materia di produzione audiovisiva precedente.

Le domande dovranno essere inviate alla Commissione, entro il 31.5.2006 (Progetti individuali e Slate Funding).

Il testo completo delle linee di orientamento, nonché i formulari di candidatura, si trovano sul sito:

http://europa.eu.int/comm/avpolicy/media/index_fr.html.

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG INFSO - MEDIA 10/2005 MEDIA PLUS - SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE TELEVISIVA DI OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE (GUCE 2005/C 329/09)

Obiettivi e descrizione

Il presente invito a presentare proposte è basato sulla decisione del Consiglio relativa all'attuazione di un programma d'incentivazione dello sviluppo, della distribuzione e della promozione delle opere audiovisive europee (MEDIA Plus Sviluppo, distribuzione e promozione, 2001-2005).

L'obiettivo di questo programma è di promuovere la circolazione, all'interno e all'esterno dell'Unione europea, di programmi televisivi europei prodotti da imprese indipendenti, incentivando la cooperazione tra emittenti, da un lato, e distributori e produttori indipendenti dall'altro.

Candidati ammissibili

Il presente invito a presentare proposte è destinato alle società europee le cui attività contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi suddetti, in particolare alle società di produzione audiovisiva europee indipendenti.

I richiedenti devono essere residenti in uno dei paesi seguenti:

i 25 paesi dell'Unione europea - i paesi dell'EFTA - il paese candidato: Bulgaria

Le domande devono essere inviate alla Commissione entro il 16 giugno 2006 - 3 novembre 2006.

Il testo completo dell'invito a presentare proposte e i moduli di candidatura si trovano all'indirizzo seguente:

http://europa.eu.int/comm/avpolicy/media/distr_en.html.

 

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

Azienda inglese produttrice di calzature sportive cerca fornitori di suole di gomma.

 

Azienda edile del Kosovo è interessato a contattare produttori e/o rivenditori di mini-mixer per il cemento.

 

Imprenditore della Lettonia è interessato a vendere il proprio stabilimento lattiero-caseario.

 

Società Lituana specializzata nella realizzazione di collant, calze e calzini è interessata all’acquisto di macchine da cucire usate.

 

Azienda greca cerca operatori italiani che producano ed esportino tappeti, pavimenti plastici, tende e tessuti per l’arredamento.

 

Azienda spagnola cerca promotori d’affari attivi nel territorio italiano che siano in grado di fornire supporto legale, analisi e ricerche di mercato, organizzazione di fiere ed eventi, servizi di traduzione, aiuti tecnici nella promozione. 

 

Società inglese di consulenza, specializzata nel settore dei componenti automobilistici, è interessata a cooperazioni commerciali, tecniche e produttive.

 

Azienda francese specializzata nella vendita di utensili per la casa in legno d’olivo, cerca produttori e/o grossisti per contratti di fornitura.

 

Studio francese di ingegneria elettronica è interessato a cooperare per l’installazione di unità di fabbricazione di cavi per l’elettricità.

 

Società bulgara operante nel campo di strumenti elettronici, robotici, cibernetici e laser, è interessata ad avviare cooperazioni commerciali, finanziarie, tecniche e produttive.

 

 

RICERCA PARTNER

 

GRAN BRETAGNA - Il Centro per la Ricerca sulle Mobilità (CeMoRe) dell’Università di Lancaster cerca partner per la creazione e lo sviluppo di un network europeo per la ricerca nell’ambito della mobilità ciclistica.

SCADE: data non precisata.

 

FRANCIA - La Cité de la Musique di Marsiglia cerca partner in altri Paesi del Mediterraneo per scambi di studenti e docenti ed organizzazione di dimostrazioni e concerti, allo scopo di insegnare e diffondere forme di musica e danze tradizionali.

SCADE: 31 giugno 2006.

 

BELGIO - Il Distretto Nutrizionale della Regione della Wallonia cerca PMI, centri di ricerca, università, associazioni di diversa natura per svolgere attività di promozione della produzione di cibi salutari e sensibilizzazione e prevenzione dell’obesità, allo scopo di analizzare il processo nutrizionale con particolare interesse allo scambio di buone pratiche e al networking.

SCADE: data non precisata.

 

SPAGNA - il Ministero della Sanità del Governo delle Isole Baleari cerca partner per realizzare un sistema d’informazione standardizzato a livello comunitario in materia di ulcere da pressione.

SCADE: data non precisata.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana FORZA ITALIA - P

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: 0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -  http://europa.eu.int/comm

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it

 

·        Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int

 

·        Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int

 

·        Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int

 

·        Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int

 

·        Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S (Bandi): http://ted.publications.eu.int

 

·        Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67  1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 4159 - http://www.epp-eu.org/

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org