GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER
PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO
ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
28
aprile 2006
n° 137
Lettera informativa della Delegazione Italiana
Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
_____________________________________________________________________________
BREVI DALL'EUROPA
LE
PIATTAFORME TECNOLOGICHE EUROPEE (PTE)
Al fine
di raggiungere gli obiettivi previsti nella Strategia di Lisbona (rendere
l’Europa l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del
mondo)
Tali
piattaforme sono organizzazioni private informali che si propongono di
promuovere partenariati tra pubblico e privato in settori strategici per la
ricerca e l’innovazione a livello comunitario attraverso un approccio bottom-up
(dal basso all’alto).
Rappresentanti
del mondo dell’industria (media e piccola), autorità pubbliche, centri di
ricerca, comunità accademiche, istituti finanziari ed esponenti della società
civile, riuniti in 28 differenti piattaforme tematiche, si sono impegnati a:
-individuare
le priorità tematiche strategiche per l’Europa in ambiti di rilevanza
industriale;
-definire
programmi di ricerca e sviluppo tecnologico con obiettivi che consentano
all’Europa di rafforzare la propria competitività a livello mondiale;
-mobilitare
una massa critica di risorse europee sia pubbliche che private;
-favorire
la collaborazione fra tutti gli attori (pubblici e privati) della ricerca e
dell’innovazione a livello europeo, nazionale e regionale.
Grazie
al loro costante rapporto con
Le 28
Piattaforme Tecnologiche Europee attualmente operative sono:
La
piattaforma europea della tecnologia ad idrogeno e a pila combustibile (HFP);
Consiglio consultivo europeo per le Iniziative nanoelettroniche (ENIAC);
nanotecnologie applicate alla medicina (NanoMedicine); Impianti per il futuro;
Piattaforma Tecnologica per l’approvvigionamento idrico e la raccolta delle
acque (WSSTP); Piattaforma Tecnologica europea per il fotovoltaico; Piattaforma
per la chimica sostenibile; Piattaforma per il settore basato sulle foreste;
Piattaforma tecnologica europea per la salute animale globale (GAH); Consiglio
consultivo europeo per la ricerca sui trasporti terrestri (ERTRAC); Consiglio
consultivo europeo per la ricerca ferroviaria (ERRAC); Piattaforma Tecnologica
per il trasporto via acqua; Sistemi di Comunicazione tecnologica mobile e
wireless (eMobility); Medicina innovativa per l’Europa; Sistemi a incastro
(ARTEMIS); Consiglio consultivo per la ricerca aeronautica in Europa (ACARE);
Piattaforma tecnologica europea per lo spazio (ESTP);
In
genere lo sviluppo delle Piattaforme Europee segue un ciclo scandito in tre
tempi:
Fase1:
gli stakeholders (attori della politica, dell’industria e della società civile
interessati) si raggruppano al fine di definire la “loro” visione per il futuro
sviluppo del settore d’interesse e costituire una Piattaforma tecnologica;
Fase 2:
gli stakeholders definiscono un’Agenda Strategica di Ricerca, mettendo a punto
la loro comune visione sui bisogni, a medio e lungo termine, di sviluppo e
dimostrazione per quel tipo di ricerca
Fase 3:
Implementazione dell’Agenda Strategica di Ricerca, per la quale, in molti casi,
sarà necessario mobilitare ingenti investimenti sia pubblici che privati.
Normalmente
gli stakeholders si assumono i costi della partecipazione a questi network
d’interesse europei, ma talvolta
Al fine
di supportare l’implementazione di tutte o parte delle Agende Strategiche di
ricerca, nel VII Programma Quadro è stata inoltre proposta l’introduzione di un
nuovo meccanismo le Iniziative Tecnologiche Congiunte per permettere a
strutture di grossa portata europea di mobilitare grossi investimenti pubblici
e privati e un gran numero di risorse umane. A tal fine è stato predisposto un
documento di lavoro della Commissione: Rapporto sulle Piattaforme europee e
sulle Iniziative tecnologiche congiunte: favorire la partnerships
pubblico-privato per la ricerca per aumentare la competitività dell’industria europea
(SEC (2005)800, del 10 giugno 2005).
Al
momento, le iniziative tecnologiche congiunte sono state definite nei seguenti
settori:
-Medicina
innovativa
-Aeronautica
e trasporto aereo
-Idrogeno
e pila combustibile
-Monitoraggio
globale per l’ambiente e la sicurezza (GMES)
-Tecnologie
nanoelettroniche 2020
-Embedded
computing systems
Per
saperne di più: http://cordis.europa.eu.int/technology-platforms/home_en.html
PREMI IMPRESA
EUROPA (European Enterprise Awards)
Gli
interessati possono candidarsi ai premi in una delle seguenti categorie:
Premio
Imprenditorialità Pionieristica: riconosce le azioni che promuovono una
mentalità ed una cultura imprenditoriali e che sono destinate a promuovere
l'imprenditorialità nella società;
Premio
Sostegno Impresa: riconosce le politiche innovative che promuovono l'impresa e
attirano gli investimenti, soprattutto nelle aree svantaggiate;
Premio
Snellimento Amministrativo: riconosce le misure destinate a semplificare le
procedure amministrative per le aziende, soprattutto le start-up;
Premio
Investire nelle Persone: riconosce le iniziative per migliorare l'istruzione e
la formazione all'imprenditorialità, che rafforzano il legame fra le aziende ed
il sistema di istruzione.
Premio
Imprenditorialità Responsabile: riconosce le iniziative di imprenditorialità
responsabile che promuovono la responsabilità sociale aziendale e le pratiche
commerciali sostenibili in campo sociale e/o ambientale.
Possono
partecipare ai premi le Autorità locali e regionali dell’UE, della Bulgaria,
dell’Islanda, della Norvegia, della Romania e della Turchia nonché comuni,
città, regioni, partenariati pubblico-privato tra enti pubblici e imprenditori,
programmi educativi, organizzazioni imprenditoriali.
I
candidati dovranno dimostrare di avere contribuito allo sviluppo economico
della propria regione nel biennio precedente l’anno di pre
Sono
previste due fasi di selezione: la prima fase a livello nazionale e, per coloro
che superano questa selezione, la fase finale europea che assegnerà i premi.
Per la fase europea saranno selezionati al massimo due candidati per paese.
Tutti i candidati selezionati verranno invitati alla cerimonia di pre
Le
domande dovranno essere presentate entro
il 31 maggio 2006.
Per
ulteriori informazioni consultare il sito:
http://europa.eu.int/comm/enterprise/entrepreneurship/smes/awards/participate/index_it.htm
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono
disponibili
per n° di documento o per data di
approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - SESSIONE
03 - 06 APRILE 2006
BILANCI
ACCORDO SULLE PROSPETTIVE FINANZIARIE: LE REAZIONI DEI
DEPUTATI
Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo -
Stato dei negoziati sulle prospettive finanziarie
Dibattito:
5.4.2006
Il Presidente del Parlamento JOSEP BORRELL ha
annunciato all'Aula l'accordo raggiunto dai negoziatori sulle prospettive
finanziarie per il periodo 2007-2013. Ha quindi ricordato che il Parlamento si
era fissato obiettivi quantitativi e qualitativi volti, da un lato, ad
aumentare le risorse e, dall'altro, a dare una migliore struttura e migliori
modalità di esecuzione del bilancio.
Rispetto alla posizione del Consiglio, ha spiegato,
il tetto è stato aumentato di 4 miliardi di «soldi freschi» che si sommeranno a
taluni programmi che erano stati «severamente amputati», in particolare
Erasmus, i programmi per l'istruzione e l'apprendimento lungo tutto l'arco
della vita, quelli per l'innovazione e a favore delle PMI. A tali finanziamenti
supplementari si aggiunge un aumento di 2,5 miliardi delle riserve della Banca
europea per gli Investimenti, che permetterà ulteriori finanziamenti alla
Ricerca, alle reti transeuropee e alla PMI. La dotazione dello strumento di
flessibilità resta invece di 200 milioni, ma, ha sottolineato il Presidente, le
risorse non utilizzate potranno essere riportate nei due esercizi successivi.
HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE
ha sottolineato che senza il
contributo del Parlamento non sarebbe stato possibile ottenere questo
risultato, resosi possibile anche perché non si è tenuto conto del «presunto
interesse nazionale», privilegiando quello europeo. Il leader popolare, pur
dicendosi «non del tutto soddisfatto» dell'accordo, ha affermato che non era
possibile ottenere di più ed ha quindi ringraziato i negoziatori.
L'intesa, ha proseguito, dimostra la grande
responsabilità dell'Unione e il buon funzionamento della democrazia
parlamentare, e ha sottolineato che anche le autorità nazionali devono essere
responsabili delle spese di loro competenza. Chiedendo poi che il Parlamento
sia coinvolto nel processo di revisione previsto per il 2008/09, ha quindi
affermato che questo tipo di negoziati dovrebbe essere abbandonato e
riflettere, invece, su come l'Unione possa contare su contributi fiscali non
troppo onerosi per i cittadini.
RISULTATI DEL CONSIGLIO EUROPEO DI PRIMAVERA
Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione della Commissione -
Risultati del Consiglio europeo - Strategia di Lisbona
Dibattito: 5.4.2006
Dichiarazione del Consiglio
«Siamo tutti nella stessa barca» ha sostenuto Wolfgang Schüssel, sottolineando la necessità che le Istituzioni UE e gli
Stati membri «remino assieme nella stessa direzione» per riconquistare la
fiducia dei cittadini. Nel sostenere poi che il Vertice ha fissato obiettivi
concreti volti a promuovere la crescita e l'occupazione, il Cancelliere ha
elencato la lunga serie di impegni presi dai capi di Stato e di governo. Tra
questi ha citato la creazione di 2 milioni di posti di lavoro all'anno da qui
al 2010, la realizzazione di un ambiente favorevole alle imprese, l'aumento
degli investimenti per la ricerca e l'istituzione di un Centro europeo della
tecnologia nonché la definizione di una politica energetica comune. A quest'ultimo
proposito ha ribadito di essere contrario al protezionismo, affermando che
«sono finiti i tempi dei campioni nazionali» e ha confermato la linea secondo
cui ogni Stato membro è libero di decidere la propria posizione nei confronti
dell'energia nucleare.
Il Cancelliere ha poi affermato che, sulla
direttiva servizi, la proposta della Commissione sembra corrispondere a quanto
deciso dal Consiglio ed ha posto in luce l'importanza di procedere anche sulla
direttiva relativa all'orario di lavoro trovando un compromesso che rispetti il
principio di sussidiarietà.
Riguardo al bilancio, sottolineando che l'interesse
comune ha prevalso su quelli nazionali, ha affermato che il compromesso
rispetta la volontà del Parlamento. Ha poi evidenziato la «situazione
drammatica» in Bielorussia, ed ha espresso il proprio sostegno al capo
dell'opposizione presente in tribuna e alla società civile, confermando che le
misure restrittive saranno mantenute finché perdurerà un regime autoritario.
Dichiarazione della Commissione
Contro lo scetticismo e un certo cinismo, ha detto JOSÉ MANUEL BARROSO, «l'Europa va
avanti» e il Vertice ha dimostrato che è possibile realizzare progressi. Il
messaggio è chiaro, ha aggiunto, l'UE deve rispondere ai problemi di crescita e
di occupazione. Il Consiglio ha infatti preso decisioni importanti per attuare
la rinnovata strategia di Lisbona ed ha stabilito un processo di follow up per
valutarne i risultati. La Commissione, ha poi affermato, farà tutto il possibile
per sostenere una strategia comune in materia energetica e contrastare gli
approcci nazionalistici. Occorre anche far fronte all'invecchiamento della
popolazione e alla globalizzazione e, al riguardo, è necessaria una stretta
collaborazione con il Paramento europeo e i parlamenti nazionali per rispondere
alle esigenze dei cittadini.
In merito alla direttiva sui servizi, il Presidente
della Commissione ha sottolineato il ruolo decisivo del Parlamento, ma anche
l'opera di convincimento da lui realizzata presso i Ministri. La proposta
emendata, ha aggiunto, risponde al compromesso ottenuto a larga maggioranza dal
Parlamento e ricerca un equilibrio tra l'apertura del mercato e la tutela del
modello sociale europeo. Dopo aver ricordato anche la comunicazione sulla
direttiva relativa al distacco dei lavoratori, ha sottolineato che numerosi
Stati membri hanno deciso di non prolungare il sistema transitorio applicato
alla libera circolazione dei lavoratori dei nuovi Stati membri.
Il Presidente ha poi evidenziato la necessità di
rimuovere gli ostacoli all'attività delle PMI che sono in grado di creare
numerosi posti di lavoro ed ha sottolineato il ruolo dell'Istituto europeo
della tecnologia, come catalizzatore della conoscenza e della crescita in
Europa. Si è inoltre detto soddisfatto dall'accoglienza riservata dagli Stati
membri alla strategia comune in materia energetica, che dovrà garantire la
sostenibilità, la sicurezza e l'efficienza, in un vero mercato interno
dell'energia.
Infine, dopo aver evidenziato la necessità di
sostenere la società civile e i media liberi in Bielorussia, il Presidente ha
concluso sostenendo che l'Europa va ora nella giusta direzione e sta
trasformando le parole in fatti. Ciò andrà realizzato con la collaborazione di
tutti - istituzioni e partner sociali - per dare risposte concrete e nuovo
impeto all'Europa, combattendo contro lo scetticismo e il cinismo.
HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE
ha accolto con favore la percezione di una responsabilità comune per il
futuro dell'UE che va delineandosi in seno alle Istituzioni. Ha quindi
affermato che si avrà successo unicamente se si realizza la Strategia di
Lisbona e, in proposito, ha chiesto la rimozione degli ostacoli burocratici che
gravano sulle imprese. Occorre, ha aggiunto, maggiore libertà nel mercato
interno, meno leggi, meno sovvenzioni meno burocrazia e maggiore concorrenza se
si vogliono creare nuove opportunità occupazionali. La direttiva sui servizi,
ha spiegato, va in questa direzione. Il leader popolare ha poi sottolineato che
è necessario dare delle prospettive ai giovani.
AIUTARE MALTA A FAR FRONTE ALLE ONDATE MIGRATORIE
Docc. B6-0241, 0268, 0269, 0270, 0271, 0274
Risoluzione comune sulla situazione dei rifugiati a Malta
Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 3.6.2006
- Votazione: 6.4.2006
A seguito di una visita
effettuata il 23 e il 24 marzo, da parte di una delegazione di sette deputati
della commissione per le libertà civili guidata da STEFANO ZAPPALÀ (PPE/DE-IT) che si è recata a Malta per raccogliere
informazioni e verificare direttamente la situazione di accoglienza dei richiedenti
asilo e dei migranti nell'isola, il Parlamento europeo ha adottato una
risoluzione con la quale deplora «le inaccettabili
condizioni di vita dei migranti e dei richiedenti l'asilo nei centri di
detenzione amministrativa di Malta», che una delegazione della commissione per
le libertà civili ha potuto constatare in occasione di una visita ai principali
centri di accoglienza dell'isola il 24 marzo scorso. Più in particolare, i
deputati hanno osservato che i richiedenti asilo sono detenuti in condizioni
ben al di sotto delle norme riconosciute a livello internazionale e che tra le
preoccupazioni specifiche si annoverano le condizioni fisiche nonché l'accesso
inadeguato o inesistente ai servizi di base, quali l'assistenza sanitaria,
sociale e giuridica.
Il Parlamento, tuttavia, riconosce le difficoltà incontrate da
Malta nella gestione dell'emergenza migratoria di questi ultimi anni ed esprime
la propria solidarietà al popolo maltese, ai richiedenti asilo e agli immigrati
detenuti, alle autorità maltesi e alle loro forze dell'ordine «che si trovano
di fronte ad un notevole problema», tenuto conto delle dimensioni di Malta e
della sua popolazione e del fatto che la destinazione finale dei migranti e dei
richiedenti l'asilo non è Malta.
La media annua delle persone
che arrivano a Malta, osservano infatti i deputati, corrisponde al 45% del
tasso di natalità a Malta e, rispetto alla sua popolazione, ogni arrivo a Malta
corrisponderebbe a 140 arrivi in Italia, 150 in Francia e a 205 in Germania.
Considerando che nel 2005 sono arrivate a Malta 1.800 persone, questo
corrisponderebbe a 252.000 arrivi in Italia, 270.000 in Francia e a 369.000 in
Germania. Malta, inoltre, spende l'1% del proprio bilancio statale per far
fronte alla situazione attuale e destina una parte notevole del suo esercito e
dei suoi servizi di polizia, oltre il 10% dei suoi effettivi, all'emergenza
umanitaria e alla gestione di centri di detenzione e di accoglienza.
Compiacendosi della trasparenza mantenuta dalle autorità
maltesi che hanno permesso l'ingresso nei centri alla delegazione parlamentare,
i deputati chiedono inoltre l'accesso completo ai centri chiusi di detenzione
per l'Alto Commissariato per i rifugiati e le ONG. A queste ultime, rivolgono
un appello affinché siano presenti in tali centri in modo permanente, per
garantire l'assistenza medica e giuridica.
Il Parlamento chiede che l'Unione europea svolga un ruolo maggiore
nella gestione delle emergenze umanitarie, collegate con i flussi migratori e
con i richiedenti l'asilo. Dovrebbe pertanto essere convocata quanto prima, a
Malta, una riunione straordinaria dei ministri della giustizia e degli affari
interni per tener conto della necessità di adottare misure urgenti ed
immediate, al fine di anticipare l'aumento degli immigrati clandestini che
arrivano sull'isola durante i mesi estivi, cercando nel contempo una soluzione
alle difficoltà attuali.
Più in generale, gli Stati
membri dell'Unione dovrebbero dimostrare una maggiore solidarietà nei confronti degli Stati membri che soffrono
maggiormente dei flussi migratori verso l'UE e sono quindi invitati ad
accogliere sul loro territorio i richiedenti l'asilo provenienti da Malta e da
altri piccoli paesi, in particolare utilizzando l'assistenza tecnica e i fondi
comunitari previsti.
E' poi rivolto un appello al
Consiglio e agli Stati membri affinché forniscano un aiuto pratico a Malta inviando gruppi di esperti con incarichi
di assistenza nel conferimento dello status di richiedente asilo e di
consulenza sul rispetto della direttiva 2003/9/CE relativa all'accoglienza dei
richiedenti asilo. La Commissione dovrebbe inoltre proporre quanto prima la
creazione di un fondo d'emergenza
per far fronte alle crisi umanitarie negli Stati membri e incorporare nei nuovi
fondi per il periodo 2007-2013 un meccanismo di urgenza che consenta di fornire
aiuti finanziari in situazioni d'emergenza.
I deputati si dicono poi
fermamente convinti che Malta e gli altri Stati membri dell'UE debbano rispettare i loro obblighi in
conformità del diritto internazionale per quanto riguarda i richiedenti
asilo. Inoltre, invitando le autorità maltesi ad applicare più rigorosamente la
pertinente direttiva, specie per quanto riguarda la vita nei centri di
detenzione, chiedono loro di ridurre notevolmente i tempi di detenzione dei
migranti. Insistono anche affinché gli Stati membri applichino con coerenza
l'accesso alla procedura d'asilo e le disposizioni della direttiva relativa
all'accoglienza ed esaminino in modo rapido ed efficace le richieste d'asilo.
La Commissione, inoltre,
dovrebbe prendere quanto prima un'iniziativa per una revisione del regolamento "Dublino II" (343/2003) che
ne rimetta in causa il principio, secondo il quale lo Stato membro responsabile
dell'esame di una richiesta d'asilo è il primo paese d'accesso. Per i deputati,
infatti, ciò rappresenta un onere insopportabile per i paesi situati a sud e
all'est dell'UE e deve quindi essere instaurato un meccanismo equo di
ripartizione delle responsabilità fra gli Stati membri.
Il Parlamento, infine, ricorda
la necessità di una politica comunitaria
di immigrazione e di asilo basata sull'apertura di canali legali di
immigrazione e sulla definizione di norme comuni di protezione dei diritti fondamentali
degli immigrati e dei richiedenti l'asilo in tutta l'Unione, come è stato
stabilito dal Consiglio europeo di Tampere del 1999 e confermato dal programma
dell'Aia.
Nel corso del dibattito
tenutosi in Aula il 3 aprile, è intervenuto il capo della delegazione
parlamentare STEFANO ZAPPALÀ (PPE/DE-IT) Vicepresidente
Commissione Libertà pubbliche, giustizia ed Affari interni , a nome del gruppo
PPE-DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa settimana una delegazione della
commissione per le libertà pubbliche è stata a Malta, così come in passato era
stata a Parigi, a Ceuta e Melilla e a Lampedusa.
Tutti noi dobbiamo essere consapevoli e sensibili
riguardo a questo tema. Le chiacchiere sono una cosa e i fatti sono un'altra.
La situazione dell'immigrazione in Europa non è certamente né gradevole, né
piacevole, né adeguata. Non è adeguata all'anno 2006, all'Unione europea e ai
suoi principi, ai trattati e alle responsabilità politiche che noi, come
Parlamento europeo, abbiamo nei confronti dei popoli d'Europa.
La Commissione gira intorno al problema: prima ho
sentito parlare di iniziative da 25.000 euro o 120.000 euro: Signor
Commissario, vorrei informarla che invece Malta spende ogni anno, per questo
problema, 1.000.000 di euro. Dal 2002, ovvero dalla fase di pre-adesione ad
oggi, questo paese ha registrato un incremento del tasso di immigrazione e si
ritrova ora con ben 2000 persone in più che non sa dove tenere. Le 2000 persone
di Malta potrebbero equivalere a 400.000 persone rinchiuse nelle patrie galere
della Germania, o ancora a 300.000 persone nelle patrie galere in Italia, in
Francia e nel Regno Unito. Per badare agli immigrati, Malta impiega il 10%
delle sue forze di polizia, come se in Italia si impiegassero 30.000 persone o
in Germania 40.000 persone, ovvero tutte le forze dell'ordine messe insieme.
Ciò non è possibile.
Signor Commissario, ma mi rivolgo soprattutto al
Consiglio, abbiamo un dovere preciso: non possiamo abbandonare i nostri Stati,
e, soprattutto, non possiamo abbandonare Malta in mezzo al mare. Perché, di
fatto, questo paese è la frontiera più a Sud dell'Europa. È la frontiera
dell'Europa. Da questo punto di vista Malta non può essere considerata uno
Stato autonomo.
È necessario che l'Unione europea prenda tutte le
opportune iniziative a tale proposito. Signor Commissario, la invito a
convocare un Consiglio affari interni a Malta, in presenza della commissione
per le libertà pubbliche, nel più breve tempo possibile.
In questo momento Malta sta sostenendo delle
situazioni di una gravità notevole: ha 2000 persone che non sa dove trasferire,
che possono solamente essere mandate a Gozo, e ciò significherebbe peggiorare
una situazione già gravissima. Stiamo mettendo il popolo maltese in condizione
di pentirsi - seppur non lo voglia fare in quanto è un paese fortemente
europeista - di quello che ha fatto. A Malta iniziano a verificarsi situazioni
di xenofobia e questo è un fatto molto grave.
In quanto Parlamento, abbiamo il dovere di
assumerci una responsabilità politica. Esorto il Consiglio affinché si muova
velocemente e riveda il trattato di Dublino. Malta deve essere un paese di
transito. Oggi la gente non vuole andare a Malta per restarci, la gente passa e
a Malta ci si ferma solo per salvarsi. Invito tutti voi a essere solidali con
Malta.
Casualmente dopodomani sarà presente qui il
presidente di Malta, e di questo sono molto lieto. Spero che questo Parlamento
dia tutta la solidarietà che serve a questa grande, antica e nobile nazione che
sta soffrendo per colpa nostra."
L'Assemblea ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
-
Docc.: B6-0253, 0254, 0259,
0262, 0264, 0266/2006 - Risoluzione
sull'Egitto
-
Docc.: B6-0252, 0258, 0263,
0265/2006 - Risoluzione sull'Iraq: la
comunità assira e la situazione nelle prigioni irachene
-
Docc.: B6-0250, 0251, 0255,
0257, 0260, 0267/2006 - Risoluzione sul
Darfur
RAFFORZARE L'AIUTO AI 40 MILIONI DI MALNUTRITI IN EUROPA
Dichiarazione del Parlamento europeo
sull'approvvigionamento delle associazioni caritative riconosciute per l'attuazione
del Programma europeo di aiuto alimentare agli indigenti
Preoccupato per il futuro approvvigionamento delle associazioni caritative
riconosciute per l'attuazione del Programma europeo di aiuto alimentare ai più
bisognosi, il Parlamento ha adottato una dichiarazione che chiede di rendere
permanente il Programma e di assegnarli una dotazione globale pluriennale. I
deputati sollecitano anche la costituzione di scorte riservate a quest'azione e
l'acquisizione sul mercato comunitario di prodotti non disponibili nelle scorte
d'intervento.
Nell'Unione europea a 25, «almeno 40 milioni di europei non hanno cibo a
sufficienza», ma «le scorte d'intervento pubblico comunitario stanno sparendo
fisicamente e giuridicamente». E' quanto afferma con preoccupazione la
dichiarazione scritta - promossa, tra gli altri, dal vicepresidente MARIO MAURO (PPE/DE-IT) - che è diventata una risoluzione ufficiale del
Parlamento europeo dopo essere stata sottoscritta da ben 391 deputati di tutti
gli schieramenti.
Nel ricordare che il soddisfacimento dei bisogni alimentari di tutti gli
europei è una priorità della politica agricola comune (PAC) nonché uno dei
principi fondatori del Trattato di Roma, il Parlamento chiede alla Commissione
e al Consiglio di riconoscere l'esistenza, all'interno dell'Unione europea, di
persone vittime della malnutrizione e di affermare la necessità di soddisfare i
loro bisogni alimentari. A tale proposito, sostiene che il Programma europeo di
aiuto alimentare ai più bisognosi «ha dato buoni risultati ed è diventato
vitale per milioni di europei». Occorre pertanto renderlo permanente e
assegnarli una dotazione globale pluriennale.
L'azione deve inoltre essere aperta a nuovi settori quali carni suine, di
pollame e uova ed è necessario includere nel Programma «misure innovatrici
aventi per obiettivo la distribuzione di razioni alimentari equilibrate». Il
Parlamento chiede anche di considerare l'aiuto alimentare come parte
dell'obiettivo di ridurre la povertà e di avviare modifiche regolamentari che
consentano la costituzione di scorte riservate a quest'azione, «vale a dire
assegnate e destinate ai più bisognosi», l'ampliamento della procedura del
baratto e l'acquisto sul mercato comunitario di prodotti non disponibili nelle
scorte d'intervento.
Elenco dei firmatari italiani
Agnoletto, Albertini, Andria, Angelilli, Antoniozzi, Battilocchio,
Berlinguer, Bersani, Bertinotti, Bonsignore, Borghezio, Braghetto, Brunetta,
Carollo, Castiglione, Catania, Cesa, Cirino Pomicino, Cocilovo, D'Alema, De
Michelis, Dionisi, Di Pietro, Ebner, Fatuzzo, Foglietta, Frassoni, Gawronski,
Gruber, Guidoni, Kusstatscher, La Russa, Lavarra, Letta, Locatelli, Mantovani,
Mauro, Morgantini, Musacchio, Musotto, Mussolini, Napoletano, Panzeri, Pirilli,
Pistelli, Pittella, Poli Bortone, Prodi, Romagnoli, Sartori, Tajani, Tatarella,
Toia, Ventre, Vernola, Vincenzi, Zani, Zappalà, Zingaretti.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti
relazioni:
-
Doc.: A6-0056/2006 - Risoluzione sulla relazione speciale del
Mediatore europeo a seguito del progetto di raccomandazione al Consiglio
dell'Unione europea sulla denuncia n. 2395/2003/GG sull'apertura al pubblico
delle deliberazioni del Consiglio in qualità di legislatore
-
Doc.: A6-0052/2006 - Relazione recante raccomandazioni alla
Commissione sull'accesso ai testi delle istituzioni
Il Parlamento reclama maggiore
trasparenza e apertura democratica delle istituzioni comunitarie. Con
l'adozione di due relazioni i deputati invitano il Consiglio ad aprire al
pubblico le proprie riunioni quando agisce in qualità di legislatore ed
esortano la Commissione a proporre entro l'anno nuove norme per agevolare
l'accesso a un maggior numero di documenti comunitari. L'obiettivo è di
responsabilizzare maggiormente le istituzioni e avvicinare i cittadini
all'Europa.
Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento
europeo e del Consiglio che istituisce, per il periodo 2007-2013, il programma
"Cittadini per l’Europa" mirante a promuovere la cittadinanza europea
attiva
Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 4.4.2006
A seguito della scarsa affluenza alle urne per le ultime elezioni europee e
i no ai referenda per la Costituzione europea, i deputati accolgono con grande
favore il nuovo programma comunitario volto a riavvicinare i cittadini
all'Unione e a promuovere la coesione tra gli europei. La relazione all'esame
della Plenaria introduce una nuova azione volta a sostenere progetti
commemorativi delle vittime del nazismo e dello stalinismo.
Il programma fa seguito alla
decisione del Consiglio del gennaio 2004 che stabilisce un programma
comunitario come base legale per la concessione di sovvenzioni miranti a
favorire la cittadinanza europea attiva per il periodo transitorio (2004-2006).
Più in particolare, mira a facilitare una migliore comprensione reciproca e a
rafforzare il sentimento di appartenenza all'Europa, nonché promuovere
l'identità europea, incoraggiando la partecipazione e la cooperazione tra i
cittadini.
La relazione è stata adottata
e modifica innanzitutto il titolo del programma, invertendo i termini, che
quindi si chiamerà "Europa per i cittadini anziché "Cittadini per
l'Europa". Così facendo, spiegano i deputati, si afferma chiaramente che è
l'Europa a dover essere uno strumento per soddisfare le aspirazioni dei
cittadini e non i cittadini a dover sostenere l'Europa.
Si propongono tre azioni:
"Cittadini attivi per l'Europa", "Una società civile attiva per
l'Europa" e "Tutti insieme per l'Europa". I deputati ne
aggiungono una quarta, con il nome di "Una memoria attiva europea",
che comprende sovvenzioni ai progetti che mirano a «commemorare le vittime delle deportazioni e stermini di massa compiuti
da nazisti e stalinisti». I progetti a titolo di tali azioni dovrebbero
avere «un significato o un elemento transnazionale e favorire la comprensione,
tra i popoli europei, dei principi della democrazia, della libertà e del
rispetto dei diritti umani». I deputati, stimando che a titolo di questa azione
saranno sostenuti circa 60 progetti, intendono dedicargli circa il 4% degli
stazionamenti complessivi del programma.
Più in particolare, a titolo
di questa nuova azione, potranno essere sostenuti progetti per la conservazione
dei principali siti e monumenti commemorativi concernenti le deportazioni di
massa, gli ex campi di concentramento e «altri luoghi di martirio e sterminio
di massa del nazismo» nonché gli archivi che documentano tali eventi, «per
mantenere vivo il ricordo delle vittime in tali siti». Potranno essere finanziati anche progetti
intesi «a mantenere vivo il ricordo di coloro che, in condizioni estreme, hanno
salvato delle persone dall'Olocausto» nonché quelli volti a commemorare le
vittime di stermini e deportazioni di massa associati allo stalinismo e per la
conservazione di monumenti commemorativi ed archivi che documentano tali
eventi.
Oltre a tali tematiche, il programma coprirà anche:
-
il gemellaggio delle città, ma
anche il gemellaggio dei club sportivi, secondo i desideri dei deputati, che
hanno aggiunto diversi riferimenti ai club sportivi amatoriali nella decisione;
-
progetti a carattere
transnazionale e intersettoriale;