GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

                                                              

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

28 aprile 2006

n° 137

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

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BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

LE PIATTAFORME TECNOLOGICHE EUROPEE (PTE)

 

Al fine di raggiungere gli obiettivi previsti nella Strategia di Lisbona (rendere l’Europa l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo) la Commissione europea ha incoraggiato il costituirsi di Piattaforme Tecnologiche Europee.

Tali piattaforme sono organizzazioni private informali che si propongono di promuovere partenariati tra pubblico e privato in settori strategici per la ricerca e l’innovazione a livello comunitario attraverso un approccio bottom-up (dal basso all’alto).

Rappresentanti del mondo dell’industria (media e piccola), autorità pubbliche, centri di ricerca, comunità accademiche, istituti finanziari ed esponenti della società civile, riuniti in 28 differenti piattaforme tematiche, si sono impegnati a:

-individuare le priorità tematiche strategiche per l’Europa in ambiti di rilevanza industriale; 

-definire programmi di ricerca e sviluppo tecnologico con obiettivi che consentano all’Europa di rafforzare la propria competitività a livello mondiale;

-mobilitare una massa critica di risorse europee sia pubbliche che private;

-favorire la collaborazione fra tutti gli attori (pubblici e privati) della ricerca e dell’innovazione a livello europeo, nazionale e regionale.

Grazie al loro costante rapporto con la Commissione europea svolgono un importante ruolo di orientamento delle politiche comunitarie in materia di sviluppo e ricerca, per i settori di loro competenza, e di informazione e aggiornamento del tessuto locale sulle priorità individuate da Bruxelles.

Le 28 Piattaforme Tecnologiche Europee attualmente operative sono:

La piattaforma europea della tecnologia ad idrogeno e a pila combustibile (HFP); Consiglio consultivo europeo per le Iniziative nanoelettroniche (ENIAC); nanotecnologie applicate alla medicina (NanoMedicine); Impianti per il futuro; Piattaforma Tecnologica per l’approvvigionamento idrico e la raccolta delle acque (WSSTP); Piattaforma Tecnologica europea per il fotovoltaico; Piattaforma per la chimica sostenibile; Piattaforma per il settore basato sulle foreste; Piattaforma tecnologica europea per la salute animale globale (GAH); Consiglio consultivo europeo per la ricerca sui trasporti terrestri (ERTRAC); Consiglio consultivo europeo per la ricerca ferroviaria (ERRAC); Piattaforma Tecnologica per il trasporto via acqua; Sistemi di Comunicazione tecnologica mobile e wireless (eMobility); Medicina innovativa per l’Europa; Sistemi a incastro (ARTEMIS); Consiglio consultivo per la ricerca aeronautica in Europa (ACARE); Piattaforma tecnologica europea per lo spazio (ESTP); la Piattaforma Tecnologica Europea dell’acciaio; Piattaforma Tecnologica europea per il futuro del tessile e dell’abbigliamento (ETP-FTC); Piattaforma per le future tecnologie manifatturiere (MANUFUTURE); Piattaforma Europea per le costruzioni (ECTP); Piattaforma Europea per materiali e tecnologie di ingegneria avanzata; Piattaforma per la sicurezza industriale; l’Iniziativa europea per i media elettronici e i network (NEM Initiative); Piattaforma Tecnologica Europea per il settore alimentare “Food for life”; Iniziativa europea per i software e i servizi connessi (NESSI); Piattaforma robotica europea (EUROP); Piattaforma tecnologica per la fotonica (PHOTONICS 21).

In genere lo sviluppo delle Piattaforme Europee segue un ciclo scandito in tre tempi:

Fase1: gli stakeholders (attori della politica, dell’industria e della società civile interessati) si raggruppano al fine di definire la “loro” visione per il futuro sviluppo del settore d’interesse e costituire una Piattaforma tecnologica;

Fase 2: gli stakeholders definiscono un’Agenda Strategica di Ricerca, mettendo a punto la loro comune visione sui bisogni, a medio e lungo termine, di sviluppo e dimostrazione per quel tipo di ricerca

Fase 3: Implementazione dell’Agenda Strategica di Ricerca, per la quale, in molti casi, sarà necessario mobilitare ingenti investimenti sia pubblici che privati.

Normalmente gli stakeholders si assumono i costi della partecipazione a questi network d’interesse europei, ma talvolta la Commissione europea può mobilitare dei finanziamenti, qualora gli obiettivi delle Piattaforme siano strettamente corrispondenti alle aree tematiche del Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo dell’Unione europea.

La Commissione europea incoraggia questo approccio dal basso partecipando attivamente come osservatore alle piattaforme, seguendone gli sviluppi e utilizzando i risultati nella definizione delle future politiche europee per la ricerca. Le Agende Strategiche di Ricerca hanno già fornito importanti contributi alla proposta della Commissione per il nuovo Programma Quadro di ricerca e saranno riprese più in dettaglio nei Programmi Specifici e nei Programmi di lavoro.

Al fine di supportare l’implementazione di tutte o parte delle Agende Strategiche di ricerca, nel VII Programma Quadro è stata inoltre proposta l’introduzione di un nuovo meccanismo le Iniziative Tecnologiche Congiunte per permettere a strutture di grossa portata europea di mobilitare grossi investimenti pubblici e privati e un gran numero di risorse umane. A tal fine è stato predisposto un documento di lavoro della Commissione: Rapporto sulle Piattaforme europee e sulle Iniziative tecnologiche congiunte: favorire la partnerships pubblico-privato per la ricerca per aumentare la competitività dell’industria europea (SEC (2005)800, del 10 giugno 2005).

Al momento, le iniziative tecnologiche congiunte sono state definite nei seguenti settori:

-Medicina innovativa

-Aeronautica e trasporto aereo

-Idrogeno e pila combustibile

-Monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza (GMES)

-Tecnologie nanoelettroniche 2020

-Embedded computing systems

Per saperne di più: http://cordis.europa.eu.int/technology-platforms/home_en.html 

 

 

PREMI IMPRESA EUROPA (European Enterprise Awards)

 

La Direzione Generale “Imprese ed Industria” della Commissione europea promuove i Premi Impresa Europa finalizzati a riconoscere e premiare le principali iniziative a sostegno dell'imprenditorialità a livello regionale. L’obiettivo è incoraggiare attività imprenditoriali positive e sottolineare il successo imprenditoriale nello sviluppo dell’economia europea.

Gli interessati possono candidarsi ai premi in una delle seguenti categorie:

Premio Imprenditorialità Pionieristica: riconosce le azioni che promuovono una mentalità ed una cultura imprenditoriali e che sono destinate a promuovere l'imprenditorialità nella società;

Premio Sostegno Impresa: riconosce le politiche innovative che promuovono l'impresa e attirano gli investimenti, soprattutto nelle aree svantaggiate;

Premio Snellimento Amministrativo: riconosce le misure destinate a semplificare le procedure amministrative per le aziende, soprattutto le start-up;

Premio Investire nelle Persone: riconosce le iniziative per migliorare l'istruzione e la formazione all'imprenditorialità, che rafforzano il legame fra le aziende ed il sistema di istruzione.

Premio Imprenditorialità Responsabile: riconosce le iniziative di imprenditorialità responsabile che promuovono la responsabilità sociale aziendale e le pratiche commerciali sostenibili in campo sociale e/o ambientale.

Possono partecipare ai premi le Autorità locali e regionali dell’UE, della Bulgaria, dell’Islanda, della Norvegia, della Romania e della Turchia nonché comuni, città, regioni, partenariati pubblico-privato tra enti pubblici e imprenditori, programmi educativi, organizzazioni imprenditoriali.

I candidati dovranno dimostrare di avere contribuito allo sviluppo economico della propria regione nel biennio precedente l’anno di premiazione.

Sono previste due fasi di selezione: la prima fase a livello nazionale e, per coloro che superano questa selezione, la fase finale europea che assegnerà i premi. Per la fase europea saranno selezionati al massimo due candidati per paese. Tutti i candidati selezionati verranno invitati alla cerimonia di premiazione, che si terrà nel Dicembre 2006.

Le domande dovranno essere presentate entro il 31 maggio 2006.

Per ulteriori informazioni consultare il sito:

http://europa.eu.int/comm/enterprise/entrepreneurship/smes/awards/participate/index_it.htm

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  03 - 06 APRILE 2006

 

 

BILANCI

 

 

ACCORDO SULLE PROSPETTIVE FINANZIARIE: LE REAZIONI DEI DEPUTATI

 

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo - Stato dei negoziati sulle prospettive finanziarie

Dibattito: 5.4.2006

 

Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo sulle Prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013. Nel corso di un primo dibattito in Aula, pur non celando delusione per l'aumento contenuto delle risorse, molti deputati si sono detti soddisfatti dell'intesa raggiunta. Rispetto alla decisione del Vertice di dicembre, i negoziatori hanno convenuto di aumentare di 4 miliardi di euro la dotazione finanziaria pluriennale. Ne beneficeranno soprattutto la ricerca, l'innovazione e l'istruzione.

 

Il Presidente del Parlamento JOSEP BORRELL ha annunciato all'Aula l'accordo raggiunto dai negoziatori sulle prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013. Ha quindi ricordato che il Parlamento si era fissato obiettivi quantitativi e qualitativi volti, da un lato, ad aumentare le risorse e, dall'altro, a dare una migliore struttura e migliori modalità di esecuzione del bilancio.

Rispetto alla posizione del Consiglio, ha spiegato, il tetto è stato aumentato di 4 miliardi di «soldi freschi» che si sommeranno a taluni programmi che erano stati «severamente amputati», in particolare Erasmus, i programmi per l'istruzione e l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, quelli per l'innovazione e a favore delle PMI. A tali finanziamenti supplementari si aggiunge un aumento di 2,5 miliardi delle riserve della Banca europea per gli Investimenti, che permetterà ulteriori finanziamenti alla Ricerca, alle reti transeuropee e alla PMI. La dotazione dello strumento di flessibilità resta invece di 200 milioni, ma, ha sottolineato il Presidente, le risorse non utilizzate potranno essere riportate nei due esercizi successivi.

 

HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE  ha sottolineato che senza il contributo del Parlamento non sarebbe stato possibile ottenere questo risultato, resosi possibile anche perché non si è tenuto conto del «presunto interesse nazionale», privilegiando quello europeo. Il leader popolare, pur dicendosi «non del tutto soddisfatto» dell'accordo, ha affermato che non era possibile ottenere di più ed ha quindi ringraziato i negoziatori.

L'intesa, ha proseguito, dimostra la grande responsabilità dell'Unione e il buon funzionamento della democrazia parlamentare, e ha sottolineato che anche le autorità nazionali devono essere responsabili delle spese di loro competenza. Chiedendo poi che il Parlamento sia coinvolto nel processo di revisione previsto per il 2008/09, ha quindi affermato che questo tipo di negoziati dovrebbe essere abbandonato e riflettere, invece, su come l'Unione possa contare su contributi fiscali non troppo onerosi per i cittadini.

 

 

 

 

 

RISULTATI DEL CONSIGLIO EUROPEO DI PRIMAVERA

 

Relazione del Consiglio europeo e dichiarazione della Commissione - Risultati del Consiglio europeo - Strategia di Lisbona

Dibattito: 5.4.2006

 

Il Cancelliere SCHÜSSEL e il Presidente BARROSO hanno sottolineato i successi del Vertice di primavera. D'altra parte, per motivi diversi, i deputati non sono pienamente soddisfatti, ma concordano sulla necessità di rilanciare la crescita e l'occupazione. Seppur in maniera marginale, le elezioni italiane hanno sorprendentemente fatto capolino nel dibattito.

 

Dichiarazione del Consiglio

«Siamo tutti nella stessa barca» ha sostenuto Wolfgang Schüssel, sottolineando la necessità che le Istituzioni UE e gli Stati membri «remino assieme nella stessa direzione» per riconquistare la fiducia dei cittadini. Nel sostenere poi che il Vertice ha fissato obiettivi concreti volti a promuovere la crescita e l'occupazione, il Cancelliere ha elencato la lunga serie di impegni presi dai capi di Stato e di governo. Tra questi ha citato la creazione di 2 milioni di posti di lavoro all'anno da qui al 2010, la realizzazione di un ambiente favorevole alle imprese, l'aumento degli investimenti per la ricerca e l'istituzione di un Centro europeo della tecnologia nonché la definizione di una politica energetica comune. A quest'ultimo proposito ha ribadito di essere contrario al protezionismo, affermando che «sono finiti i tempi dei campioni nazionali» e ha confermato la linea secondo cui ogni Stato membro è libero di decidere la propria posizione nei confronti dell'energia nucleare.

Il Cancelliere ha poi affermato che, sulla direttiva servizi, la proposta della Commissione sembra corrispondere a quanto deciso dal Consiglio ed ha posto in luce l'importanza di procedere anche sulla direttiva relativa all'orario di lavoro trovando un compromesso che rispetti il principio di sussidiarietà.

Riguardo al bilancio, sottolineando che l'interesse comune ha prevalso su quelli nazionali, ha affermato che il compromesso rispetta la volontà del Parlamento. Ha poi evidenziato la «situazione drammatica» in Bielorussia, ed ha espresso il proprio sostegno al capo dell'opposizione presente in tribuna e alla società civile, confermando che le misure restrittive saranno mantenute finché perdurerà un regime autoritario.

 

Dichiarazione della Commissione

Contro lo scetticismo e un certo cinismo, ha detto JOSÉ MANUEL BARROSO, «l'Europa va avanti» e il Vertice ha dimostrato che è possibile realizzare progressi. Il messaggio è chiaro, ha aggiunto, l'UE deve rispondere ai problemi di crescita e di occupazione. Il Consiglio ha infatti preso decisioni importanti per attuare la rinnovata strategia di Lisbona ed ha stabilito un processo di follow up per valutarne i risultati. La Commissione, ha poi affermato, farà tutto il possibile per sostenere una strategia comune in materia energetica e contrastare gli approcci nazionalistici. Occorre anche far fronte all'invecchiamento della popolazione e alla globalizzazione e, al riguardo, è necessaria una stretta collaborazione con il Paramento europeo e i parlamenti nazionali per rispondere alle esigenze dei cittadini.

In merito alla direttiva sui servizi, il Presidente della Commissione ha sottolineato il ruolo decisivo del Parlamento, ma anche l'opera di convincimento da lui realizzata presso i Ministri. La proposta emendata, ha aggiunto, risponde al compromesso ottenuto a larga maggioranza dal Parlamento e ricerca un equilibrio tra l'apertura del mercato e la tutela del modello sociale europeo. Dopo aver ricordato anche la comunicazione sulla direttiva relativa al distacco dei lavoratori, ha sottolineato che numerosi Stati membri hanno deciso di non prolungare il sistema transitorio applicato alla libera circolazione dei lavoratori dei nuovi Stati membri.

Il Presidente ha poi evidenziato la necessità di rimuovere gli ostacoli all'attività delle PMI che sono in grado di creare numerosi posti di lavoro ed ha sottolineato il ruolo dell'Istituto europeo della tecnologia, come catalizzatore della conoscenza e della crescita in Europa. Si è inoltre detto soddisfatto dall'accoglienza riservata dagli Stati membri alla strategia comune in materia energetica, che dovrà garantire la sostenibilità, la sicurezza e l'efficienza, in un vero mercato interno dell'energia.

Infine, dopo aver evidenziato la necessità di sostenere la società civile e i media liberi in Bielorussia, il Presidente ha concluso sostenendo che l'Europa va ora nella giusta direzione e sta trasformando le parole in fatti. Ciò andrà realizzato con la collaborazione di tutti - istituzioni e partner sociali - per dare risposte concrete e nuovo impeto all'Europa, combattendo contro lo scetticismo e il cinismo.

 

HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE ha accolto con favore la percezione di una responsabilità comune per il futuro dell'UE che va delineandosi in seno alle Istituzioni. Ha quindi affermato che si avrà successo unicamente se si realizza la Strategia di Lisbona e, in proposito, ha chiesto la rimozione degli ostacoli burocratici che gravano sulle imprese. Occorre, ha aggiunto, maggiore libertà nel mercato interno, meno leggi, meno sovvenzioni meno burocrazia e maggiore concorrenza se si vogliono creare nuove opportunità occupazionali. La direttiva sui servizi, ha spiegato, va in questa direzione. Il leader popolare ha poi sottolineato che è necessario dare delle prospettive ai giovani.

 

 

 

 

 

AIUTARE MALTA A FAR FRONTE ALLE ONDATE MIGRATORIE

Docc. B6-0241, 0268, 0269, 0270, 0271, 0274

 

Risoluzione comune sulla situazione dei rifugiati a Malta

Procedura: Risoluzione comune - Dibattito: 3.6.2006 - Votazione: 6.4.2006

 

Il Parlamento ha adottato una risoluzione con la quale deplora le inaccettabili condizioni di vita dei migranti e dei richiedenti asilo nei centri di detenzione amministrativa di Malta. Tuttavia, riconoscendo le difficoltà oggettive, i deputati chiedono all'Unione di fornire un aiuto concreto all'Isola e l'istituzione di un fondo d'emergenza per far fronte alle crisi umanitarie in Europa. Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero accogliere sul loro territorio i rifugiati che approdano a Malta.

 

A seguito di una visita effettuata il 23 e il 24 marzo, da parte di una delegazione di sette deputati della commissione per le libertà civili guidata da STEFANO ZAPPALÀ (PPE/DE-IT) che si è recata a Malta per raccogliere informazioni e verificare direttamente la situazione di accoglienza dei richiedenti asilo e dei migranti nell'isola, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione con la quale deplora «le inaccettabili condizioni di vita dei migranti e dei richiedenti l'asilo nei centri di detenzione amministrativa di Malta», che una delegazione della commissione per le libertà civili ha potuto constatare in occasione di una visita ai principali centri di accoglienza dell'isola il 24 marzo scorso. Più in particolare, i deputati hanno osservato che i richiedenti asilo sono detenuti in condizioni ben al di sotto delle norme riconosciute a livello internazionale e che tra le preoccupazioni specifiche si annoverano le condizioni fisiche nonché l'accesso inadeguato o inesistente ai servizi di base, quali l'assistenza sanitaria, sociale e giuridica.

Il Parlamento, tuttavia, riconosce le difficoltà incontrate da Malta nella gestione dell'emergenza migratoria di questi ultimi anni ed esprime la propria solidarietà al popolo maltese, ai richiedenti asilo e agli immigrati detenuti, alle autorità maltesi e alle loro forze dell'ordine «che si trovano di fronte ad un notevole problema», tenuto conto delle dimensioni di Malta e della sua popolazione e del fatto che la destinazione finale dei migranti e dei richiedenti l'asilo non è Malta.

La media annua delle persone che arrivano a Malta, osservano infatti i deputati, corrisponde al 45% del tasso di natalità a Malta e, rispetto alla sua popolazione, ogni arrivo a Malta corrisponderebbe a 140 arrivi in Italia, 150 in Francia e a 205 in Germania. Considerando che nel 2005 sono arrivate a Malta 1.800 persone, questo corrisponderebbe a 252.000 arrivi in Italia, 270.000 in Francia e a 369.000 in Germania. Malta, inoltre, spende l'1% del proprio bilancio statale per far fronte alla situazione attuale e destina una parte notevole del suo esercito e dei suoi servizi di polizia, oltre il 10% dei suoi effettivi, all'emergenza umanitaria e alla gestione di centri di detenzione e di accoglienza.

Compiacendosi della trasparenza mantenuta dalle autorità maltesi che hanno permesso l'ingresso nei centri alla delegazione parlamentare, i deputati chiedono inoltre l'accesso completo ai centri chiusi di detenzione per l'Alto Commissariato per i rifugiati e le ONG. A queste ultime, rivolgono un appello affinché siano presenti in tali centri in modo permanente, per garantire l'assistenza medica e giuridica.

Il Parlamento chiede che l'Unione europea svolga un ruolo maggiore nella gestione delle emergenze umanitarie, collegate con i flussi migratori e con i richiedenti l'asilo. Dovrebbe pertanto essere convocata quanto prima, a Malta, una riunione straordinaria dei ministri della giustizia e degli affari interni per tener conto della necessità di adottare misure urgenti ed immediate, al fine di anticipare l'aumento degli immigrati clandestini che arrivano sull'isola durante i mesi estivi, cercando nel contempo una soluzione alle difficoltà attuali.

Più in generale, gli Stati membri dell'Unione dovrebbero dimostrare una maggiore solidarietà nei confronti degli Stati membri che soffrono maggiormente dei flussi migratori verso l'UE e sono quindi invitati ad accogliere sul loro territorio i richiedenti l'asilo provenienti da Malta e da altri piccoli paesi, in particolare utilizzando l'assistenza tecnica e i fondi comunitari previsti.

E' poi rivolto un appello al Consiglio e agli Stati membri affinché forniscano un aiuto pratico a Malta inviando gruppi di esperti con incarichi di assistenza nel conferimento dello status di richiedente asilo e di consulenza sul rispetto della direttiva 2003/9/CE relativa all'accoglienza dei richiedenti asilo. La Commissione dovrebbe inoltre proporre quanto prima la creazione di un fondo d'emergenza per far fronte alle crisi umanitarie negli Stati membri e incorporare nei nuovi fondi per il periodo 2007-2013 un meccanismo di urgenza che consenta di fornire aiuti finanziari in situazioni d'emergenza.

I deputati si dicono poi fermamente convinti che Malta e gli altri Stati membri dell'UE debbano rispettare i loro obblighi in conformità del diritto internazionale per quanto riguarda i richiedenti asilo. Inoltre, invitando le autorità maltesi ad applicare più rigorosamente la pertinente direttiva, specie per quanto riguarda la vita nei centri di detenzione, chiedono loro di ridurre notevolmente i tempi di detenzione dei migranti. Insistono anche affinché gli Stati membri applichino con coerenza l'accesso alla procedura d'asilo e le disposizioni della direttiva relativa all'accoglienza ed esaminino in modo rapido ed efficace le richieste d'asilo.

La Commissione, inoltre, dovrebbe prendere quanto prima un'iniziativa per una revisione del regolamento "Dublino II" (343/2003) che ne rimetta in causa il principio, secondo il quale lo Stato membro responsabile dell'esame di una richiesta d'asilo è il primo paese d'accesso. Per i deputati, infatti, ciò rappresenta un onere insopportabile per i paesi situati a sud e all'est dell'UE e deve quindi essere instaurato un meccanismo equo di ripartizione delle responsabilità fra gli Stati membri.

Il Parlamento, infine, ricorda la necessità di una politica comunitaria di immigrazione e di asilo basata sull'apertura di canali legali di immigrazione e sulla definizione di norme comuni di protezione dei diritti fondamentali degli immigrati e dei richiedenti l'asilo in tutta l'Unione, come è stato stabilito dal Consiglio europeo di Tampere del 1999 e confermato dal programma dell'Aia.

 

Nel corso del dibattito tenutosi in Aula il 3 aprile, è intervenuto il capo della delegazione parlamentare STEFANO ZAPPALÀ (PPE/DE-IT) Vicepresidente Commissione Libertà pubbliche, giustizia ed Affari interni , a nome del gruppo PPE-DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa settimana una delegazione della commissione per le libertà pubbliche è stata a Malta, così come in passato era stata a Parigi, a Ceuta e Melilla e a Lampedusa.

Tutti noi dobbiamo essere consapevoli e sensibili riguardo a questo tema. Le chiacchiere sono una cosa e i fatti sono un'altra. La situazione dell'immigrazione in Europa non è certamente né gradevole, né piacevole, né adeguata. Non è adeguata all'anno 2006, all'Unione europea e ai suoi principi, ai trattati e alle responsabilità politiche che noi, come Parlamento europeo, abbiamo nei confronti dei popoli d'Europa.

La Commissione gira intorno al problema: prima ho sentito parlare di iniziative da 25.000 euro o 120.000 euro: Signor Commissario, vorrei informarla che invece Malta spende ogni anno, per questo problema, 1.000.000 di euro. Dal 2002, ovvero dalla fase di pre-adesione ad oggi, questo paese ha registrato un incremento del tasso di immigrazione e si ritrova ora con ben 2000 persone in più che non sa dove tenere. Le 2000 persone di Malta potrebbero equivalere a 400.000 persone rinchiuse nelle patrie galere della Germania, o ancora a 300.000 persone nelle patrie galere in Italia, in Francia e nel Regno Unito. Per badare agli immigrati, Malta impiega il 10% delle sue forze di polizia, come se in Italia si impiegassero 30.000 persone o in Germania 40.000 persone, ovvero tutte le forze dell'ordine messe insieme. Ciò non è possibile.

Signor Commissario, ma mi rivolgo soprattutto al Consiglio, abbiamo un dovere preciso: non possiamo abbandonare i nostri Stati, e, soprattutto, non possiamo abbandonare Malta in mezzo al mare. Perché, di fatto, questo paese è la frontiera più a Sud dell'Europa. È la frontiera dell'Europa. Da questo punto di vista Malta non può essere considerata uno Stato autonomo.

È necessario che l'Unione europea prenda tutte le opportune iniziative a tale proposito. Signor Commissario, la invito a convocare un Consiglio affari interni a Malta, in presenza della commissione per le libertà pubbliche, nel più breve tempo possibile.

In questo momento Malta sta sostenendo delle situazioni di una gravità notevole: ha 2000 persone che non sa dove trasferire, che possono solamente essere mandate a Gozo, e ciò significherebbe peggiorare una situazione già gravissima. Stiamo mettendo il popolo maltese in condizione di pentirsi - seppur non lo voglia fare in quanto è un paese fortemente europeista - di quello che ha fatto. A Malta iniziano a verificarsi situazioni di xenofobia e questo è un fatto molto grave.

In quanto Parlamento, abbiamo il dovere di assumerci una responsabilità politica. Esorto il Consiglio affinché si muova velocemente e riveda il trattato di Dublino. Malta deve essere un paese di transito. Oggi la gente non vuole andare a Malta per restarci, la gente passa e a Malta ci si ferma solo per salvarsi. Invito tutti voi a essere solidali con Malta.

Casualmente dopodomani sarà presente qui il presidente di Malta, e di questo sono molto lieto. Spero che questo Parlamento dia tutta la solidarietà che serve a questa grande, antica e nobile nazione che sta soffrendo per colpa nostra."

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Docc.: B6-0253, 0254, 0259, 0262, 0264, 0266/2006 - Risoluzione sull'Egitto

-        Docc.: B6-0252, 0258, 0263, 0265/2006 - Risoluzione sull'Iraq: la comunità assira e la situazione nelle prigioni irachene

-        Docc.: B6-0250, 0251, 0255, 0257, 0260, 0267/2006 - Risoluzione sul Darfur

 

 

 

 

 

RAFFORZARE L'AIUTO AI 40 MILIONI DI MALNUTRITI IN EUROPA

 

Dichiarazione del Parlamento europeo sull'approvvigionamento delle associazioni caritative riconosciute per l'attuazione del Programma europeo di aiuto alimentare agli indigenti

Votazione: 4.4.2006

 

Preoccupato per il futuro approvvigionamento delle associazioni caritative riconosciute per l'attuazione del Programma europeo di aiuto alimentare ai più bisognosi, il Parlamento ha adottato una dichiarazione che chiede di rendere permanente il Programma e di assegnarli una dotazione globale pluriennale. I deputati sollecitano anche la costituzione di scorte riservate a quest'azione e l'acquisizione sul mercato comunitario di prodotti non disponibili nelle scorte d'intervento.

 

Nell'Unione europea a 25, «almeno 40 milioni di europei non hanno cibo a sufficienza», ma «le scorte d'intervento pubblico comunitario stanno sparendo fisicamente e giuridicamente». E' quanto afferma con preoccupazione la dichiarazione scritta - promossa, tra gli altri, dal vicepresidente MARIO MAURO (PPE/DE-IT) - che è diventata una risoluzione ufficiale del Parlamento europeo dopo essere stata sottoscritta da ben 391 deputati di tutti gli schieramenti.

Nel ricordare che il soddisfacimento dei bisogni alimentari di tutti gli europei è una priorità della politica agricola comune (PAC) nonché uno dei principi fondatori del Trattato di Roma, il Parlamento chiede alla Commissione e al Consiglio di riconoscere l'esistenza, all'interno dell'Unione europea, di persone vittime della malnutrizione e di affermare la necessità di soddisfare i loro bisogni alimentari. A tale proposito, sostiene che il Programma europeo di aiuto alimentare ai più bisognosi «ha dato buoni risultati ed è diventato vitale per milioni di europei». Occorre pertanto renderlo permanente e assegnarli una dotazione globale pluriennale.

L'azione deve inoltre essere aperta a nuovi settori quali carni suine, di pollame e uova ed è necessario includere nel Programma «misure innovatrici aventi per obiettivo la distribuzione di razioni alimentari equilibrate». Il Parlamento chiede anche di considerare l'aiuto alimentare come parte dell'obiettivo di ridurre la povertà e di avviare modifiche regolamentari che consentano la costituzione di scorte riservate a quest'azione, «vale a dire assegnate e destinate ai più bisognosi», l'ampliamento della procedura del baratto e l'acquisto sul mercato comunitario di prodotti non disponibili nelle scorte d'intervento.

 

Elenco dei firmatari italiani

Agnoletto, Albertini, Andria, Angelilli, Antoniozzi, Battilocchio, Berlinguer, Bersani, Bertinotti, Bonsignore, Borghezio, Braghetto, Brunetta, Carollo, Castiglione, Catania, Cesa, Cirino Pomicino, Cocilovo, D'Alema, De Michelis, Dionisi, Di Pietro, Ebner, Fatuzzo, Foglietta, Frassoni, Gawronski, Gruber, Guidoni, Kusstatscher, La Russa, Lavarra, Letta, Locatelli, Mantovani, Mauro, Morgantini, Musacchio, Musotto, Mussolini, Napoletano, Panzeri, Pirilli, Pistelli, Pittella, Poli Bortone, Prodi, Romagnoli, Sartori, Tajani, Tatarella, Toia, Ventre, Vernola, Vincenzi, Zani, Zappalà, Zingaretti.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Doc.: A6-0056/2006 - Risoluzione sulla relazione speciale del Mediatore europeo a seguito del progetto di raccomandazione al Consiglio dell'Unione europea sulla denuncia n. 2395/2003/GG sull'apertura al pubblico delle deliberazioni del Consiglio in qualità di legislatore

-        Doc.: A6-0052/2006 - Relazione recante raccomandazioni alla Commissione sull'accesso ai testi delle istituzioni

Il Parlamento reclama maggiore trasparenza e apertura democratica delle istituzioni comunitarie. Con l'adozione di due relazioni i deputati invitano il Consiglio ad aprire al pubblico le proprie riunioni quando agisce in qualità di legislatore ed esortano la Commissione a proporre entro l'anno nuove norme per agevolare l'accesso a un maggior numero di documenti comunitari. L'obiettivo è di responsabilizzare maggiormente le istituzioni e avvicinare i cittadini all'Europa.

 

 

 

 

 

L'EUROPA PER I CITTADINI

Doc.: A6-0076/2006

 

Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce, per il periodo 2007-2013, il programma "Cittadini per l’Europa" mirante a promuovere la cittadinanza europea attiva

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 4.4.2006

 

A seguito della scarsa affluenza alle urne per le ultime elezioni europee e i no ai referenda per la Costituzione europea, i deputati accolgono con grande favore il nuovo programma comunitario volto a riavvicinare i cittadini all'Unione e a promuovere la coesione tra gli europei. La relazione all'esame della Plenaria introduce una nuova azione volta a sostenere progetti commemorativi delle vittime del nazismo e dello stalinismo.

 

Il programma fa seguito alla decisione del Consiglio del gennaio 2004 che stabilisce un programma comunitario come base legale per la concessione di sovvenzioni miranti a favorire la cittadinanza europea attiva per il periodo transitorio (2004-2006). Più in particolare, mira a facilitare una migliore comprensione reciproca e a rafforzare il sentimento di appartenenza all'Europa, nonché promuovere l'identità europea, incoraggiando la partecipazione e la cooperazione tra i cittadini.

La relazione è stata adottata e modifica innanzitutto il titolo del programma, invertendo i termini, che quindi si chiamerà "Europa per i cittadini anziché "Cittadini per l'Europa". Così facendo, spiegano i deputati, si afferma chiaramente che è l'Europa a dover essere uno strumento per soddisfare le aspirazioni dei cittadini e non i cittadini a dover sostenere l'Europa.

Si propongono tre azioni: "Cittadini attivi per l'Europa", "Una società civile attiva per l'Europa" e "Tutti insieme per l'Europa". I deputati ne aggiungono una quarta, con il nome di "Una memoria attiva europea", che comprende sovvenzioni ai progetti che mirano a «commemorare le vittime delle deportazioni e stermini di massa compiuti da nazisti e stalinisti». I progetti a titolo di tali azioni dovrebbero avere «un significato o un elemento transnazionale e favorire la comprensione, tra i popoli europei, dei principi della democrazia, della libertà e del rispetto dei diritti umani». I deputati, stimando che a titolo di questa azione saranno sostenuti circa 60 progetti, intendono dedicargli circa il 4% degli stazionamenti complessivi del programma.

Più in particolare, a titolo di questa nuova azione, potranno essere sostenuti progetti per la conservazione dei principali siti e monumenti commemorativi concernenti le deportazioni di massa, gli ex campi di concentramento e «altri luoghi di martirio e sterminio di massa del nazismo» nonché gli archivi che documentano tali eventi, «per mantenere vivo il ricordo delle vittime in tali siti».  Potranno essere finanziati anche progetti intesi «a mantenere vivo il ricordo di coloro che, in condizioni estreme, hanno salvato delle persone dall'Olocausto» nonché quelli volti a commemorare le vittime di stermini e deportazioni di massa associati allo stalinismo e per la conservazione di monumenti commemorativi ed archivi che documentano tali eventi.

 

Oltre a tali tematiche, il programma coprirà anche:

-        il gemellaggio delle città, ma anche il gemellaggio dei club sportivi, secondo i desideri dei deputati, che hanno aggiunto diversi riferimenti ai club sportivi amatoriali nella decisione;

-        progetti a carattere transnazionale e intersettoriale;