GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO                                            PARLAMENTO EUROPEO

(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI

Delegazione Italiana  FORZA ITALIA - P

Ufficio di Roma

 

 

 

 

                                                              

 

 

 

 

EUROINFORMAZIONI

 

 

PER PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO  ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI

 

 

 

 

BREVI DALL’EUROPA

DAL PARLAMENTO EUROPEO

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)

BANDI - INVITI - AVVISI

EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS

 

 

25 gennaio 2006

n° 134

 

Lettera informativa della Delegazione Italiana Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE

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BREVI DALL'EUROPA

 

 

 

 

CORSO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE IN PROGETTAZIONE COMUNITARIA

 

Il Centro interdipartimentale per l’economia e la cultura della globalizzazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con Associazione Italiana Progettisti Comunitari, Ordine dei Dottori Commercialisti della provincia di Treviso, Consorzio Marco Polo, Consulenti di Marca S.r.l. ed Area Impresa S.r.l. e con la partecipazione dell’Assessorato alle politiche dell’economia, sviluppo, ricerca, innovazione e politiche istituzionali della Regione Veneto, Eurosportello Veneto-Unioncamere e Unicredit, organizza il Corso di Alta Specializzazione in Progettazione Comunitaria che avrà luogo nei locali dell’ex Convento di San Francesco a Conegliano dal 15 febbraio all’8 luglio 2006.

 

Il Corso prevede la partecipazione di tre tipologie di destinatari:

 

a)      il neo laureato che intende inserirsi nel mercato del lavoro grazie ad una competenza ad alto valore aggiunto e sempre più richiesta. La sua attività, sia come dipendente di un’impresa, di un’associazione di categoria, di un ente pubblico, di uno studio professionale o titolare di un proprio studio di consulenza specialistica consente di mettere a disposizione dell’imprenditore e dell’ente pubblico questa competenza finalizzata alla individuazione di risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali, alla elaborazione di progetti specifici per lo sviluppo in piena collaborazione con i referenti tecnici della struttura cliente, al marketing del progetto, all'interlocuzione con gli enti finanziatori, alla migliore gestione e rendicontazione dei progetti approvati;

b)      il consulente d’impresa che vuole offrire alle aziende clienti un ulteriore servizio per completare la gamma di servizi offerti dal proprio studio e diversificarsi dalla concorrenza che incentra i propri sforzi nella consulenza amministrativo-contabile-fiscale o giuridica;

c)      il manager d’impresa, di distretto o il pubblico amministratore che intende permettere all’impresa, al distretto produttivo o all’ente pubblico di godere del vantaggio competitivo rappresentato dalle risorse europee, nazionali, regionali e locali che sono messe a disposizione per accelerare lo sviluppo.

 

Queste tre tipologie di destinatari parteciperanno al Corso con modalità diverse:

 

a)      il neo laureato effettuerà un Corso della durata di 280 ore di insegnamento frontale e di laboratorio oltre a project work/tesi finale;

b)      il consulente d’impresa, il manager d’impresa o di distretto ed il pubblico amministratore parteciperanno a 10 seminari, ciascuno di otto ore, programmati nel pomeriggio di venerdì e nella mattina di sabato, con cadenza periodica e programmati con largo anticipo.

Alla fine del ciclo di seminari ciascun partecipante produrrà un project work/tesi finale.

 

La struttura didattica del Corso prevede una parte di interventi di carattere generale e di orientamento e una parte specialistica dedicata agli strumenti di finanziamento e all’elaborazione di progetti, secondo un approccio tematico e di sistema. È poi prevista la valutazione finale dei partecipanti.

 

DOMANDA DI ISCRIZIONE

La domanda deve essere compilata e consegnata entro il 10 febbraio 2006 al Centro interdipartimentale per l’economia e la cultura della globalizzazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Riviera S. Margherita 78, a Treviso, pena l’esclusione dal Corso. Farà fede il timbro postale.

 

Per eventuali informazioni: Eurosportello Veneto, dott.ssa Michela Oliva tel. 041.0999411 europa@eurosportelloveneto.it .

LE REGIONI E LA STRATEGIA DI LISBONA

 

L’Europa dovrebbe smettere di nascondersi dietro il suo modello sociale e concentrarsi invece sulla creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo dell’imprenditorialità. Questo è uno dei messaggi chiave emersi nel corso della tavola rotonda organizzata dal Comitato delle Regioni sul ruolo delle regioni e delle città per il rilancio della competitività, della crescita e dell’occupazione secondo gli obiettivi di Lisbona, tenutasi a Bruxelles il 15 novembre scorso.

Rappresentanti di governi locali e regionali hanno partecipato alla tavola rotonda al fine di condividere le proprie esperienze nell’applicazione della Strategia di Lisbona e confrontarsi con le Istituzioni europee.

Il dibattito è stato moderato da Anders Gustav, presidente della Commissione per la politica economica e sociale del Comitato delle Regioni e relatore di un parere sulla competitività e decentralizzazione adottato nella sessione plenaria di novembre. Gustav ha presentato, inoltre, la sua esperienza come sindaco di Solna (cittadina svedese che ha raggiunto i più alti livelli di sviluppo economico del paese negli ultimi cinque anni) dove le autorità locali e regionali hanno avuto un ruolo chiave nel contribuire ad aumentare la competitività nazionale.

Gerd-Jan Koopman, direttore per la Politica industriale e le riforme economiche alla DG Imprese, ha affermato che i governi locali e regionali dovrebbero essere pienamente coinvolti nella preparazione e nell’implementazione nei Programmi nazionali di riforma volti a rilanciare l’occupazione e la crescita economica. La Commissione europea dà priorità alla protezione dei lavoratori e non solo alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Nel corso del dibattito il responsabile per l’Europa di Michelin, Patrick Ozoux, ha dichiarato il suo apprezzamento per la crescente collaborazione dei governi con le piccole e medie imprese a livello regionale. In particolare è stata menzionata l’esperienza di Michelin che ha avviato numerose scuole di formazione professionale nel campo delle tecnologie dell’informazione aiutando così le autorità pubbliche a relazionarsi più facilmente con le Camere di commercio e gli altri partner del territorio

Olivier Bertrand, presidente della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile del Comitato delle Regioni, ha poi messo l’accento sulla competitività quale strumento da utilizzare per i cittadini. Una corretta politica dei trasporti per esempio può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona.

Il rappresentante per gli Euroinfocenters alla Commissione, Hussein Sattaf, ha dichiarato l’interesse della Commissione europea a ridurre la burocrazia che in alcuni paesi, quali l’Olanda, ha portato al fallimento di questa rete di sostegno europeo all’impresa. La rete degli Euroinfocenters (EIC) deve lavorare in stretta connessione con la rete degli Innovation Relay Centers (IRC) attraverso sportelli unici al fine di rendere più accessibili le informazioni sui programmi e i finanziamenti europei per le imprese europee, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni. È stato infine presentato un esempio di buon funzionamento del network a favore delle imprese dal direttore di Eurosportello Veneto, Gian Angelo Bellati, che ne ha descritto le principali attività in materia di informazione, di assistenza e progettazione comunitaria.

Il contributo che le Regioni possono dare al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona è notevole: bisogna dunque valorizzarne maggiormente le opportunità e puntare sullo scambio di esperienze.

 

 

 

PRIMO ACCORDO DI GEMELLAGGIO EU - MAROCCO

 

Il 21 dicembre 2005, il Ministro dell’Interno marocchino ha siglato un contratto di gemellaggio con la controparte francese, nel quadro del Programma di Supporto all’Accordo d’Associazione,  finanziato dall’Unione Europea con un budget di 20 milioni di Euro.

In base a tale contratto, il Dipartimento marocchino per l’immigrazione e il controllo delle frontiere coopererà con il Dipartimento Centrale di polizia di frontiera francese per controllare le frontiere e prevenire l’immigrazione illegale.

 

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  12 - 15 DICEMBRE 2005

 

 

DIRITTI UMANI

 

 

IL PRESIDENTE HA CONSEGNATO IL PREMIO SACHAROV 2005

 

Consegna del Premio Sacharov 2005 per la libertà dello spirito (Donne in Bianco (Cuba), Hauwa Ibrahim (Nigeria), Reporter senza frontiere)

14.12.2005

 

Il Presidente del Parlamento europeo, JOSEP Borrell ha consegnato questo mercoledì il Premio Sacharov 2005 per la libertà di pensiero. Il Premio riconosce i contributi alla difesa dei diritti dell'uomo, alla protezione delle minoranze e alla promozione della democrazia. Quest'anno sono tre gli insigniti del Premio: il movimento d'opposizione cubano "Damas de Blanco", l'avvocato nigeriana Hauwa Ibrahim e l'organizzazione internazionale "Reporter senza frontiere".

 

L'Aula ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Doc. B6-0643/2005 - Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Etiopia e i nuovi conflitti alle frontiere

-        Doc. B6-0645, 0658, 0661, 0662, 0665, 0668/2005 - Risoluzione sui diritti umani in Russia

-        Doc. B6-0646, 0647, 0648, 0652, 0655, 0669/2005 - Relazione sui diritti umani e la libertà di stampa in Tunisia

-        Docc. B6-0644, 0657, 0660, 0664, 0667/2005 - Relazione su Tibet e Hong Kong

 

 

 

CONSIGLIO EUROPEO

 

 

PROSPETTIVE FINANZIARIE 2007 - 2013

 

Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione - Preparazione del Consiglio europeo (Bruxelles, 15 e 16 dicembre 2005), ivi compresa la strategia di sviluppo

14.12.2005

 

E' stata con inconsueta unanimità che tutti i gruppi del Parlamento europeo, assieme alla Commissione, hanno criticato la proposta britannica in merito alle prospettive finanziarie 2007-2013. Assenza di solidarietà, soprattutto nei confronti dei nuovi Paesi e rigidità sullo sconto britannico sono i più frequenti rilievi. Il Presidente BORRELL ha ribadito: «non si devono sottovalutare le parole, quanto è inaccettabile non può essere accettato».

 

Dichiarazione della Commissione

Prima di affrontare il tema più controverso, le prospettive finanziarie, il Presidente BARROSO ha accennato agli altri punti in discussione al Vertice di Bruxelles: la sfida della globalizzazione, la strategia di Lisbona, l'immigrazione legale e illegale, il terrorismo e la politica di sviluppo.

In merito alle prossime prospettive finanziarie, il Presidente ha affermato che il Vertice sarà l'occasione per dimostrare che l'Unione è capace di rispondere alle aspettative dei cittadini europei. Ha quindi evidenziato come un ulteriore ritardo si ripercuoterà su tutte le politiche comunitarie in un momento in cui l'Europa ha invece bisogno di maggiori ambizioni. Occorre pertanto identificare gli obiettivi e dotarsi dei mezzi per realizzarli. Ogni euro, ha precisato, deve essere utilizzato nel modo migliore per sostenere la crescita e la competitività e per contrastare le minacce alla sicurezza. Il principio della flessibilità, inoltre, è essenziale così come la clausola di revisione.

Per il Presidente, il bilancio europeo dovrà essere equo sul fronte delle spese ma anche su quello dei contributi, tenendo conto delle esigenze risultanti dall'ultimo e dal prossimo ampliamento dell'Unione. A tale proposito, ha affermato che creare due strade parallele per i vecchi e i nuovi Stati membri non rappresenta la maniera giusta per giungere ad un'Europa competitiva e coesa. Al contrario, porterebbe ad un'Unione a due velocità.

Barroso ha quindi invitato la Presidenza a dimostrare il coraggio e la determinazione necessari per raggiungere un accordo all'altezza delle ambizioni, respingendo le visioni nazionalistiche di una mini Europa.

 

Dichiarazione del Consiglio

Douglas Alexander ha esordito sostenendo che sta finendo un anno molto importante segnato dal no alla Costituzione, dai problemi legati alla globalizzazione e dagli attacchi terroristici alle città europee. Ma, ha aggiunto, l'Europa ha saputo rispondere e ha avuto peso a livello internazionale.

Il compito principale del Vertice europeo, ha proseguito, è di trovare un accordo sulle prospettive finanziarie 2007-2013, «una sfida chiave della Presidenza, a seguito del mancato accordo politico di giugno». Il Ministro ha quindi affermato che le proposte presentate dalla Presidenza la settimana scorsa rappresentano una sfida per gli Stati membri, così come lo sono quelle nuove che saranno illustrate a fine mattinata. I margini di manovra, ha ammesso, sono molto ristretti, ma si tratta dell'unica base accettabile per ottenere un bilancio moderno e riformato. La Presidenza ha poi brevemente accennato ai vantaggi che la proposta britannica apporterebbe ai nuovi Stati membri.

Il Ministro ha infine concluso menzionando gli altri punti all'ordine del giorno del Vertice, insistendo sul tema della sicurezza e sulla strategia per l'Africa. Ha quindi colto l'occasione per condannare senza riserve le nuove affermazioni del Presidente iraniano in merito a Israele.

Il Presidente BORRELL è quindi intervenuto per esprimere il suo rammarico sul fatto che la Presidenza non abbia accolto il suo invito ad illustrare all'Aula i contenuti della nuova proposta sulle prospettive finanziarie. Questo fatto, ha aggiunto, riduce la levatura del dibattito.

 

 

HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE, dopo aver criticato il ritardo con cui si è presentato in Aula il Ministro, ha anche stigmatizzato il fatto che non sia stata presentata la nuova proposta sulle prospettive finanziarie. Ha poi sottolineato che, per avere delle prospettive finanziarie, è necessario l'accordo del Parlamento europeo e che, affinché questo accada, occorre che queste siano accettabili. Il Premier Blair, ha proseguito, è stato molto bravo in termini di comunicazione ma, ha aggiunto, «ci vuole anche sostanza».

Il leader dei popolari ha quindi evidenziato che per la Ricerca occorre fare di più, mentre la proposta della Presidenza è addirittura inferiore a quanto ipotizzato a giugno. E' necessario poi promuovere la solidarietà e la coesione tra i vecchi e i nuovi Stati membri. Se ciò non è garantito, l'accordo del Consiglio non potrà essere accettato. Sullo sconto britannico, infine, il deputato ha affermato che non è più accettabile e deve essere ridotto progressivamente fino ad essere eliminato. Il fatto poi di legare tale questione alla riforma della PAC non dovrà portare pregiudizio ai nuovi Stati membri. Per concludere, il deputato ha rilevato la necessità di un chiaro messaggio a favore dell'esistenza di Israele, anche perchè chi la mette in discussione «parla contro l'istituzione di uno Stato palestinese».

 

 

 

BILANCIO

 

 

APPROVATO IL BILANCIO 2006

 

-        Doc. A6-0396/2005 - Relazione sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2006, quale modificato dal Consiglio (tutte le sezioni) e sulle lettere rettificative nn. 1/2005, 2/2005 e 3/2005 al progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2006

-        Doc. A6-0395/2005 - Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione dello strumento di flessibilità per l'assistenza al risanamento e alla ricostruzione dei paesi colpiti dallo tsunami in conformità del punto 24 dell'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999

-        Doc. A6-0397/2005 Relazione sul progetto di bilancio rettificativo n. 8/2005 dell'Unione europea per l'esercizio 2005

Procedura: Bilancio - Dibattito: 13.12.2005 - Votazione: 15.12.2005

 

Il Presidente ha solennemente firmato, assieme al ministro britannico delle finanze, il Bilancio 2006, l'ultimo dell'attuale periodo di programmazione. Il compromesso cui si è giunti con il Consiglio prevede crediti di pagamento pari a 111,969 miliardi di euro, ossia l'1,01% del reddito nazionale lordo comunitario. Il Consiglio ha accettato di prevedere più fondi per i programmi a favore dell'ambiente e della ricerca, dei giovani, della formazione e delle PMI.

 

Prima di procedere alla firma del bilancio, il Presidente BORRELL ha voluto sottolineare che i crediti d'impegno stanziati per il 2006 corrispondano all'1,09% del reddito nazionale lordo, mentre la base di discussione per le prossime prospettive finanziarie equivale a una media dell'1,03%, ma per 27 Stati membri.

Rispetto al 2005, il prossimo esercizio finanziario prevede un aumento dei crediti di pagamento del 5,3%, ossia di 5,7 miliardi di euro. D'altra parte, è importante notare che se non si giunge a un accordo sulle prospettive finanziare 2007-2013, sarà proprio il bilancio 2006 a servire da base per i negoziati relativi ai bilanci annuali successivi.

 

Agricoltura

Considerato che il Consiglio ha l'ultima parola sulle spese relative alla Politica agricola comune, i deputati non possono che deplorare i tagli apportati dai Ministri in diverse linee di bilancio. D'altra parte è accolto con favore l'aumento dei finanziamenti destinati al programma alimentare a favore degli indigenti.

 

 

Azioni strutturali

Pur compiacendosi del buon livello di esecuzione osservato in numerosi paesi, i deputati si dicono delusi dai risultati dei nuovi Stati membri. Parlamento e Consiglio, di conseguenza, hanno deciso di non aumentare i pagamenti ma, come per il 2005, sono d'accordo sulla possibilità di rendere disponibili stanziamenti supplementari se ciò si avverasse necessario.

 

Politiche interne

Il Consiglio ha accettato la richiesta del Parlamento di prevedere 100 milioni di euro supplementari per una serie di programmi che interessano direttamente i cittadini e che sono ritenuti cruciali per la strategia di Lisbona: Life (ambiente), Socrates (formazione) e programmi di ricerca, PMI, giovani e organizzazioni culturali. Sono previsti, inoltre, 9 milioni di euro in crediti d'impegno per la lotta contro il terrorismo e per l'avvio del sistema di allerta rapido Argus.

 

Azioni esterne

Circa 275 milioni di euro sono aggiunti, tramite lo strumento di flessibilità, all'attuale soglia definita dalle prospettive finanziarie per le azioni esterne. Tali fondi supplementari, che erano stati oggetto di un aspro contendere tra i due rami dell'autorità di bilancio, serviranno alla ricostruzione in Iraq e nei paesi colpiti dallo tsunami lo scorso anno. Consentiranno anche di aiutare i paesi ACP colpiti dalla riforma della politica europea in materia di zucchero e di rafforzare la politica estera  e di sicurezza comune (PESC). Queste decisioni sono presenti nella relazione Doc. A6-0395/2005 sulla mobilizzazione dello strumento di flessibilità.

L'importo totale del finanziamento per la PESC nel 2006 è pari 102,6 milioni di euro, ossia 40 milioni in più rispetto al progetto preliminare di bilancio. Potranno così tenersi ogni tre mesi le riunioni d'informazione PESC tra i deputati europei e gli ambasciatori rappresentanti il Consiglio.

 

 

 

TRASPORTI

 

 

PARI DIRITTI PER I VIAGGIATORI DISABILI O A MOBILITÀ RIDOTTA

Doc. A6-0317/2005

 

Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 13.12.2005 - Votazione: 15.12.2005

 

Le persone disabili e a mobilità ridotta hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini alla libera circolazione, alla libertà di scelta e alla non discriminazione. Divieto di negare l'imbarco e obbligo di assistenza gratuita ai disabili e alle persone con mobilità ridotta sono i cardini del regolamento. In caso di violazione di questi principi potranno essere applicate delle sanzioni. Il testo approvato dal Parlamento è sostenuto anche dal Consiglio e, quindi, entrerà presto in vigore. 

 

La proposta all'esame della Plenaria mira a definire una normativa comunitaria dettagliata riguardo all'assitenza, nell'ambito dei trasporti aerei, delle persone a mobilità ridotta e il finanziamento dei costi supplementari. La proposta fa parte di un pacchetto di misure volte a tutelare maggiormente i viaggiatori. Gli emendamenti approvati dall'Aula sono il frutto di un accordo tra PSE, PPE/DE, ALDE/ADLE, Verdi/ALE e GUE/NGL e condivisi dal Consiglio. Il provvedimento potrà quindi essere adottato formalmente nelle prossime settimane.

Adottata con 506 voti favorevoli, 6 contrari e 1 astensione, la relazione così come delineata dal compromesso, rafforza le disposizioni previste dall'Esecutivo per assicurare in modo certo che le persone con limitata autonomia non subiscano discriminazioni di sorta. Innanzitutto, come richiesto dai deputati, è precisato che il testo normativo non si applica solo alle «persone a mobilità ridotta», bensì anche ai disabili.

Un emendamento precisa che può essere considerata tale «qualsiasi persona la cui mobilità sia ridotta, nell’uso del trasporto, a causa di qualsiasi disabilità fisica (sensoriale o locomotoria, permanente o temporanea), disabilità o incapacità intellettiva, o per qualsiasi altra causa di disabilità, o per ragioni di età, e la cui condizione richieda un’attenzione adeguata e un adattamento del servizio fornito a tutti i passeggeri per rispondere alle esigenze specifiche di detta persona».

Più in generale, per i deputati, nella progettazione di nuovi aeroporti e terminal, come pure nell'ambito di ampi lavori di ristrutturazione, i gestori aeroportuali dovrebbero, ove possibile, tener conto delle esigenze delle persone disabili e delle persone a mobilità ridotta. Analogamente, i vettori aerei dovrebbero, ove possibile, tener conto di tali esigenze in sede di progettazione e di ammodernamento degli aeromobili.

 

Divieto di negare l'imbarco

Il principio basilare del regolamento è che le persone disabili e le persone a mobilità ridotta dovrebbero avere accesso al trasporto e non essere escluse a causa della loro disabilità o mancanza di mobilità, se non nel caso di ragioni giustificate di sicurezza previste dalla legge. Pertanto, un vettore aereo, un suo agente o un operatore turistico, non può rifiutare di accettare una prenotazione o di imbarcare un passeggero «per motivi di disabilità o mobilità ridotta».

Il compromesso, d'altra parte, chiarisce in quali casi è possibile derogare a tale norma al fine di evitare decisioni arbitrarie o discriminatorie. Oltre che per i motivi di sicurezza, possono essere invocate le dimensioni dell'aeromobile o dei suoi portelloni che rendono fisicamente impossibile l'imbarco o il trasporto di disabili e di persone a mobilità ridotta. In questi casi, devono essere offerte agli interessati delle alternative accettabili. Al disabile e alla persona che lo accompagna deve inoltre essere offerto il rimborso del biglietto o la possibilità di prenotare un altro volo, come previsto da un altro regolamento comunitario.

 

Dovere di assistenza

Quando una persona disabile o una persona a mobilità ridotta si presenta per la partenza in un aeroporto, al gestore aeroportuale «incombe la responsabilità» di garantire assistenza, senza oneri aggiuntivi. La richiesta di assistenza per le esigenze particolari della persona in questione devono però essere notificate al vettore aereo o al suo agente o all’operatore turistico almeno quarantotto ore prima dell’ora di partenza del volo.

Il compromesso prevede che il gestore aeroportuale debba fornire esso stesso tale assistenza. In alternativa, «mantenendo la propria responsabilità», è possibile subappaltare tale servizio a un terzo. Il gestore aeroportuale, inoltre, può sottoscrivere contratti di questo tipo di propria iniziativa o su richiesta, anche del vettore aereo, previa consultazione degli utenti aeroportuali e tenendo conto dei servizi esistenti.

L'assistenza che deve essere fornita ai disabili e alle persone con mobilità ridotta riguarda l'imbarco e lo sbarco mettendo a disposizione ascensori e sedie a rotelle, l'aiuto negli spostamenti verso il banco del check in o la sala per il ritiro bagagli, o per raggiungere l'uscita d'imbarco (anche in caso di coincidenze) o verso le toilette, ma anche l'assistenza nelle operazioni di check in e di registrazione del bagaglio, o per espletare le procedure di immigrazione e doganali.

Ad eccezione degli aeroporti con un transito annuo di passeggeri commerciali inferiore a 150.000 unità, il gestore dovrà fissare norme di qualità per l’assistenza e stabilire le risorse necessarie per rispettarle, in cooperazione con gli utenti aeroportuali.

 

 

Chi paga?

Per finanziare tale assistenza, il gestore aeroportuale può applicare «su una base non discriminatoria» una tassa specifica ai vettori aerei che utilizzano l’aeroporto. Questa tassa specifica deve essere «ragionevole, commisurata ai costi, trasparente» e stabilita dal gestore aeroportuale di concerto con gli utenti dell'aeroporto, attraverso il comitato degli utenti aeroportuali, ove presente o con altri enti appropriati. La tassa è ripartita fra i vettori aerei che utilizzano l'aeroporto in proporzione al numero totale di passeggeri che ciascuno di essi trasporta da e verso l’aeroporto in questione.

 

Formazione

I vettori aerei e i gestori aeroportuali devono garantire che tutto il personale e il personale dei subappaltatori che lavora all'aeroporto e fornisce un'assistenza diretta alle persone disabili e ai passeggeri a mobilità ridotta «sia in grado di soddisfare le necessità» delle persone con diversi gradi di disabilità o di problemi di mobilità. Inoltre, devono fornire tirocini di parità di trattamento dei disabili e di consapevolezza della disabilità al proprio personale che lavora all'aeroporto e che è a contatto diretto con i viaggiatori e, infine, garantire che al momento dell'assunzione di nuovo personale, questi ricevano una formazione in materia di disabilità e corsi di aggiornamento periodici.

 

Informazione e reclami

Gli Stati membri dovranno adottare delle misure volte a informare le persone disabili e le persone a mobilità ridotta dei loro diritti istituiti dal regolamento e della possibilità di sporgere reclamo presso l'organismo o gli organismi designati. Gli Stati membri, inoltre, dovranno istituire un sistema sanzionatorio in caso di violazione del regolamento. Queste sanzioni, che possono prevedere il pagamento di un indennizzo all'interessato, devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

 

Entrata in vigore

Il regolamento sarà d'applicazione due anni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, ad eccezione degli articoli che sanciscono il divieto di rifiutare il trasporto che si applicheranno un anno dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

 

L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

-        Doc. A6-0377/2005 - Raccomandazione per la seconda lettura sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/62/CE relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di alcune infrastrutture

Il Parlamento dà il via libera alla direttiva sull'eurobollo da applicare per l'uso delle infrastrutture di trasporto a carico degli autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci. Parlamento e Consiglio sono giunti a un compromesso che consente l'armonizzazione dei sistemi di calcolo dei pedaggi. Questi saranno basati sui principi "chi usa paga" e "chi inquina paga". I mezzi pesanti, più vecchi e inquinanti, potranno quindi pagare pedaggi fino a quattro volte più elevati di quelli nuovi.

-        Doc. A6-0325/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'attuazione nella Comunità del Codice internazionale di gestione della sicurezza

 

 

 

 

 

POLITICA REGIONALE

 

 

AIUTI DI STATO A FINALITÀ REGIONALE

Doc. A6-0364/2005

 

Relazione sul ruolo degli aiuti di Stato diretti quale strumento di sviluppo regionale

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 13.12.2005 - Votazione: 15.12.2005

 

Il Parlamento suggerisce nuove idee in vista della revisione della normativa sugli aiuti di Stato a finalità regionale. La relazione chiede che sia prestata particolare attenzione alle zone con gravi svantaggi naturali o demografici e che siano definiti indicatori che consentano di rilevare meglio il divario dello sviluppo regionale. Le piccole e medie imprese devono poter contare su aiuti maggiori.

 

La Commissione è in procinto di finalizzare un progetto di comunicazione in materia di aiuti di Stato a finalità regionali per il periodo 2007-2013. In tale contesto, il Parlamento ha suggerito all'Esecutivo idee volte a migliorare il testo. Gli aiuti di Stato hanno un impatto sulla coesione economica, sociale e territoriale nell'ambito dell'Unione europea. Pertanto, va considerato che tutti gli Stati membri hanno ridotto tali aiuti e li hanno riorientati verso obiettivi orizzontali in linea con la strategia UE. In tutto, solo il 10% circa degli aiuti di Stato complessivi è disciplinato dagli orientamenti per gli aiuti regionali. Per i deputati, gli aiuti di Stato possono fornire uno stimolo positivo per lo sviluppo economico in una regione in ritardo di sviluppo.

 

Aiuti immutati anche a partire del 2007?

Il Parlamento prende atto del progetto di comunicazione della Commissione in merito agli orientamenti sugli aiuti di Stato regionali a livello nazionale per il 2007-2013. D'altro lato chiede alla Commissione di non adottare alcuna comunicazione sugli aiuti di Stato a finalità regionale finché non verranno fissate le prospettive finanziarie per l'Unione europea e fino a quando il bilancio per la politica regionale e di coesione non sarà stato deciso.

La relazione ritiene che, sulla base del principio di equità, i massimali dell'intensità degli aiuti di tutte e tre le categorie del Trattato dovrebbero restare immutati nel nuovo periodo di programmazione rispetto al precedente periodo 2000-2006. Inoltre, chiede che il differenziale non superi i dieci punti percentuali allo scopo di evitare fenomeni di delocalizzazione e conseguenti competizioni distruttive tra le aree svantaggiate degli Stati membri.

 

Più aiuti per le regioni svantaggiate

I deputati ritengono che le regioni più periferiche dovrebbero ricevere automaticamente lo status di regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso o si abbia una grave forma di sottoccupazione. Suggeriscono, tuttavia, che la medesima attenzione sia accordata alle regioni che soffrono di gravi svantaggi permanenti naturali, geografici o demografici.

Inoltre, è sottolineata l'importanza di tutte le dimensioni della coesione ed è chiesto che venga prestata particolare attenzione alle zone rurali, alle zone in transizione industriale, alle aree urbane in declino, e alle regioni che soffrono di gravi svantaggi permanenti naturali o demografici, come le regioni a bassissima densità demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna. E' chiesto tuttavia alla Commissione di prendere in considerazione la definizione di criteri specifici che permettano di individuare le regioni succitate ed offrire loro un livello di aiuti proporzionato ai problemi che devono fronteggiare.

Il Parlamento ritiene che le regioni ad effetto statistico devono mantenere il loro status per garantire loro lo stesso trattamento che viene riservato alle regioni degli obiettivi di convergenza dalle disposizioni generali dei fondi strutturali e del fondo di coesione. Pertanto chiede che la regolamentazione relativa alle regioni a effetto statistico venga mantenuta sino alla fine del periodo di programmazione, vale a dire fino al 2013, senza procedere ad alcuna revisione dello status fino al 2009.

La relazione ritiene positivo che la Commissione intenda utilizzare il tasso di disoccupazione quale indicatore di sostegno per le zone idonee che dovranno essere definite dagli Stati membri.  Nonostante ciò, sottolinea la necessità di introdurre indicatori che consentano di rilevare i fenomeni di divario dello sviluppo regionale, per permettere agli Stati membri di misurare meglio il grado relativo di benessere delle aree per l’ammissibilità al loro sostegno. D'altra parte, facendo proprio un emendamento del PSE, l'Aula ha soppresso un emendamento suggerito dalla commissione parlamentare che specificava la natura di questi indicatori aggiuntivi.

Il Parlamento prende atto dell'assegnazione addizionale di zone ammissibili secondo i massimali per paese determinati dalla Commissione, la quale tiene anche conto delle variazioni in materia di disoccupazione tra le regioni. Tuttavia, invita la Commissione ad adottare criteri di ripartizione che tengano in considerazione lo svantaggio relativo di alcuni Stati membri, evitando di penalizzare «fortemente» quelli che presentano significativi ed oggettivi divari interni. Chiede, pertanto che siano adottati gli stessi criteri di ripartizione e gli stessi correttivi previsti negli orientamenti attualmente in vigore. Inoltre, il Parlamento si compiace del fatto che gli aiuti al funzionamento che non siano degressivi e limitati nel tempo continueranno ad essere autorizzati nelle regioni che soffrono di svantaggi permanenti.

 

Sistema di transizione e maggiore sostegno alle PMI

La Commissione è invitata ad assicurare che le autorità competenti delle regioni siano autorizzate, applicando il principio della partnership, a dare la priorità ai progetti di investimento di particolare interesse per le loro regioni. Al fine di evitare una diminuzione troppo brutale della popolazione coperta, il Parlamento chiede che venga istituito un sistema di transizione per le zone  che possono beneficiare di aiuti volti ad agevolare il loro sviluppo.

Esprime inoltre la propria soddisfazione per la proposta della Commissione di permettere agli Stati membri di utilizzare gli aiuti di Stato regionali per affrontare particolari problemi economici «che si manifestano con un PIL più basso, una più elevata disoccupazione e altri indicatori riconosciuti» dando loro la possibilità di concedere aiuti di Stato anche a grandi aziende. In questo contesto, approva la concessione di vantaggi a favore delle PMI. Tuttavia, i deputati sottolineano l'utilità di altri indicatori che consentono di valutare meglio le difficoltà di sviluppo di talune regioni.

Viene approvato poi, che la Commissione permetta agli Stati membri di attribuire sostanziali importi addizionali di aiuti di Stato regionali alle PMI. Si propone, d'altra parte, di uniformare verso l'alto tale maggiorazione prevedendo una percentuale unica, pari al 20%, sia per le piccole che per le medie imprese, al fine di non disincentivare i processi di crescita delle piccole imprese.

In proposito, il Parlamento si compiace della nuova forma di aiuti per le piccole imprese nelle regioni assistite, nonché delle disposizioni specifiche relative alle regioni a scarsa densità di popolazione e alle piccole isole nell'ambito dei criteri di compatibilità di tali aiuti. Ed approva l'intenzione dell'Esecutivo di estendere le esenzioni in blocco dalla notifica preliminare per forme trasparenti di aiuti di investimento regionale. Inoltre, si raccomanda che i massimali per le esenzioni in blocco tengano conto dell'inflazione.

 

Investimenti per minimo cinque anni

Il Parlamento chiede alla Commissione di precisare con maggior chiarezza il concetto di spese ammissibili per permettere una definizione più accurata delle relative categorie e lasciar decidere agli Stati membri in merito all'ammissibilità delle spese.

Inoltre, esprime la propria soddisfazione in quanto la Commissione riconosce che gli aiuti regionali possono essere variabili e la invita ad effettuare uno studio per valutare quale sia il genere di aiuto di Stato più vantaggioso per lo sviluppo regionale, con meno rischi di provocare distorsioni della concorrenza.

Il Parlamento riconosce che l'obbligo di mantenere gli investimenti nell'ambito delle regioni è stato fissato ad un livello generale per un minimo di 5 anni dopo la loro realizzazione. Pertanto, chiede che questa regola sia applicata con una certa flessibilità, «in modo da non soffocare l'innovazione attraverso la sostituzione degli impianti o delle attrezzature che sono diventate obsolete nel corso di questo periodo». La Commissione è poi invitata a definire gli orientamenti comunitari per il recupero degli aiuti, qualora tali obblighi non vengano rispettati.

Infine, la relazione ritiene che gli aiuti UE concessi per il trasferimento all'estero di aziende non rappresentano alcun valore aggiunto europeo e quindi andrebbero evitati.

 

Nel dibattito è intervenuto FRANCESCO MUSOTTO (PPE/DE-I):

 

"Gli aiuti di stato si rivolgono a regioni particolarmente svantaggiate e contribuiscono, in modo addirittura più specifico rispetto ad altre politiche, al perseguimento degli obiettivi di Lisbona, Göteborg e Barcellona. Per questo sono uno strumento importante a disposizione degli Stati per intervenire a favore di quelle regioni più disagiate, come quelle colpite dal cosiddetto effetto statistico a seguito dell’allargamento, o le zone sfavorite, come le isole o le aree montuose.

La riduzione degli aiuti di stato e una loro migliore destinazione sono elementi fondamentali per una concorrenza efficace, ma bisogna porre attenzione ai parametri proposti dai nuovi orientamenti. Essi, infatti, impongono differenziali troppo alti tra i 15 ed i Paesi di nuova adesione, generando uno spreco di incentivazione, che ostacola ulteriori risultati in termini di attrazione di nuove imprese, determina uno spostamento di imprese non competitive, in grado di sopravvivere solo attraverso i sussidi, e crea fenomeni di competizione surrettizia fra le aree più povere d'Europa. E 'necessario quindi ripristinare intensità più contenute e diminuire il divario dei differenziali tra i massimali delle regioni in ritardo di sviluppo. Bisogna infine porre l'accento sulla "flessibilità" prevista per gli aiuti alle grandi imprese."

 

 

 

ALLARGAMENTO

 

 

OTTIMISMO PER L'ADESIONE DI ROMANIA E BULGARIA NEL 2007

 

-        Doc. A6-0342/2005 - Risoluzione del Parlamento europeo sul grado di preparazione della Bulgaria in vista dell'adesione all'UE

-        Doc. A6-0344/2005 - Relazione sul grado di preparazione della Romania in vista dell'adesione all'Unione europea

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 14.12.2005 - Votazione: 15.12.2005

 

Il Parlamento ha adottato due relazioni sul grado di preparazione della Bulgaria e della Romania in vista dell'adesione all'UE. I deputati, pur ribadendo l'auspicio di integrare i due paesi nel 2007 e compiacendosi dei progressi realizzati sinora, chiedono alle autorità bulgare e rumene di prendere misure concrete per rimediare alla corruzione, alla criminalità organizzata e per migliorare l'integrazione delle minoranze etniche nella società.

 

Obiettivi comuni

I deputati affermano che l'adesione di Romania e Bulgaria costituisce un obiettivo comune dell'Unione europea, che consentirà di portare a termine il quinto allargamento dell'Unione, favorito dal grande movimento di liberazione nell'Europa centrale e orientale. Pertanto, confermano che il desiderio del Parlamento europeo è di vedere i due paesi aderire all'Unione il 1° gennaio 2007, nella misura in cui le condizioni stipulate nel trattato di adesione saranno soddisfatte da entrambi. D'altra parte, esprime al contempo l'auspicio che l'adesione della Romania e della Bulgaria avvenga in maniera solidale, «pur sottolineando che le domande dei due paesi dovranno in definitiva essere esaminate e valutate sulla base dei rispettivi meriti».

Inoltre, contano di poter proseguire la cooperazione «fruttuosa» tra il Parlamento, la Commissione e il Consiglio nelle decisioni relative ai progressi di Bulgaria e Romania verso l'adesione UE. A questo proposito, la relazione ricorda che il Parlamento dovrà essere pienamente associato in tutti i casi in cui si prospetti l'attivazione di una delle clausole di salvaguardia contenute nel trattato di adesione.  I deputati, d'altra parte, si compiacciono per l'arrivo dei 18 osservatori bulgari e dei 35 rumeni che, dal 26 settembre scorso, partecipano alle attività parlamentari.

 

Romania: lotta alla corruzione e minoranze etniche

La relazione accoglie con favore gli «importanti progressi compiuti» dalla Romania, in particolare per quanto attiene alla libertà di espressione, alla giustizia, all'integrazione delle minoranze, alla tutela dell'infanzia, alla restituzione delle proprietà e alla politica della concorrenza.

Nonostante ciò, ribadisce che bisogna compiere ulteriori sforzi per portare a termine la riforma dell'amministrazione pubblica, per garantire un buon funzionamento del sistema giudiziario e per completare l'applicazione dell'acquis comunitario. Il Parlamento reputa che la lotta alla corruzione, in particolare quella ad alto livello, debba essere una delle «principali priorità» per la Romania, da portare avanti con determinazione, tramite un'applicazione rigorosa della legge.

I deputati, nel prendere atto con soddisfazione dei miglioramenti compiuti dalle autorità rumene nel settore della tutela dell'infanzia, invitano il governo rumeno a risolvere i casi delle richieste di adozione internazionale presentate durante la moratoria del giugno 2001. Tutti i casi, è precisato, dovranno essere esaminati alla luce della Convenzione ONU sui diritti del bambino e della legge rumena sullo status giuridico dell'adozione.

D'altra parte, il Parlamento chiede al governo rumeno di compiere nuovi sforzi nell'applicazione della legislazione ambientale e di adottare e applicare la legislazione veterinaria, al fine di garantire la sicurezza alimentare e prevenire la trasmissione delle malattie animali. In tale contesto, con un emendamento proposto dall'ALDE/ADLE, è chiesto all'Esecutivo e al Consiglio di sostenere il governo rumeno nello sforzo di tutelare l'ambiente unico del delta del Danubio.

La relazione constata che l'applicazione delle leggi antidiscriminatorie e delle misure adottate dalla Romania a favore dei rom rappresenta un «passo avanti». Ritiene però che lo sforzo volto a realizzare l'integrazione di questa popolazione debba essere proseguito, accertandosi che i media vi siano pienamente associati. Pertanto, il Parlamento esprime la propria delusione per i continui ritardi nell'adozione della legge sulle minoranze.

Inoltre, è ribadita la necessità di adottare misure addizionali per garantire la protezione della minoranza ungherese, «in conformità dei principi di sussidiarietà e di autonomia culturale». Le autorità rumene sono quindi invitate a sostenere pienamente il miglioramento del livello di istruzione di questa minoranza, fornendo le risorse finanziarie necessarie.

E' poi espressa «preoccupazione» in relazione al fatto che le leggi elettorali contengono ancora misure discriminatorie e, a questo proposito, si auspica che la legge sulle minoranze venga adottata il più presto possibile, nel rispetto dei criteri politici.

 

Bulgaria: Criteri politici ed economici

La relazione si compiace con i governi bulgari che si sono succeduti per la costanza del loro impegno e dei passi avanti compiuti in vista dell'adesione all'UE. Inoltre, i deputati rilevano che la Bulgaria continua a soddisfare i criteri politici e sollecitano il Paese ad investire «al massimo» nell'impegno politico, finanziario ed amministrativo.

La relazione ricorda poi al governo bulgaro la necessità di raddoppiare gli sforzi per sviluppare le proprie capacità amministrative e giudiziarie ad un livello che consenta di applicare e far rispettare l'acquis, con particolare riferimento alla strategia della lotta alla corruzione e al proseguimento delle indispensabili ed urgenti riforme del sistema giudiziario.

Nel rilevare che la Bulgaria occupa una posizione strategica, i deputati raccomandano che si facciano nuovi sforzi soprattutto per migliorare tutti gli aspetti del controllo di frontiere, con misure per la lotta contro la criminalità organizzata, la tratta degli esseri umani e il narcotraffico. In proposito, viene espressa preoccupazione per «l'impudenza» di taluni elementi della criminalità organizzata bulgara, il loro disprezzo della legge e il modo in cui sfidano l'autorità dello Stato.

Altrettanto preoccupante è giudicata l'impunità di cui godono, nel corso degli ultimi anni, gli esecutori di una serie di gravi assassini. E' quindi rilevata con inquietudine «la debole percentuale di atti criminali gravi condannati penalmente».

I deputati ribadiscono i notevoli progressi compiuti dalla Bulgaria al fine di creare un ambiente imprenditoriale favorevole agli investimenti e alla crescita. Ma sottolineano «nuovamente» l'importanza di un apparato giudiziario e di amministrazione pubblica affidabili, per l'instaurarsi di un clima economico sano e forte, in particolare a beneficio delle PMI. E' anche raccomandata l'attuazione di misure volte a rendere flessibile il mercato del lavoro, a favorire l'innovazione, ad aumentare la mobilità della manodopera e a migliorare i programmi di istruzione e di formazione.

D'altra parte, la relazione manifesta la speranza che la Bulgaria soddisfi gli obblighi assunti per la chiusura delle unità 3 e 4 della centrale di Kozloduy  e invita il Consiglio e la Commissione a garantire che ciò avvenga.

La relazione si compiace d'altra parte per le pratiche adottate dalla Bulgaria per migliorare l'integrazione dei rom nella società. Tuttavia evidenzia il fatto che le riforme fondamentali per combattere la discriminazione in materia di istruzione, di alloggi e cure sanitarie «devono essere ancore realizzate». Ma, nonostante ciò, ritiene che si debba dare maggiore attenzione al "Piano d'azione per l'attuazione del programma quadro per l'integrazione paritaria dei rom nella società bulgara 2005-2006". Infatti, i deputati sottolineano che qualsiasi politica d'integrazione deve essere attuata con la piena partecipazione e cooperazione delle comunità rom.

 

Nel dibattito è intervenuto STEFANO ZAPPALA' (PPE/DE-I) Vicepresidente Commissione Libertà pubbliche, giustizia ed Affari interni, a nome del collega Guido Podestà:

 

" Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo al posto del collega Podestà, presidente della commissione per le relazioni con la Romania, e pertanto il mio intervento verterà in particolare sulla situazione in questo paese.

Concordiamo con i punti fondamentali illustrati nella relazione Moscovici. I rilevanti progressi compiuti dalla Romania sono evidenti anche nel progress report presentato dal Commissario Rehn la scorsa sessione. Il 22 e 23 novembre scorso, la delegazione mista UE-Romania si è riunita per discutere dell'attuale e reale stato di avanzamento del paese candidato. A questo incontro hanno partecipato anche il vicepresidente Frattini, il Commissario Rehn, gli osservatori rumeni al Parlamento europeo e il rappresentante del governo rumeno.

E' a seguito di tutte queste relazioni, che testimoniano gli sforzi intrapresi dalla Romania, che ribadiamo il bisogno di sostenere l'impegno di questo paese, affinché possa unirsi a noi il primo gennaio 2007. Notevoli e innegabili miglioramenti sono stati ottenuti nel campo della libertà, della comunicazione, dei media, dell'istruzione, dei diritti umani per le minoranze etniche presenti, senza dimenticare gli importanti risultati ottenuti in campo economico.

La situazione del mercato rumeno di oggi non è diversa da quella in cui si trovavano Spagna, Portogallo, Grecia e i dieci paesi del quinto allargamento, dodici mesi prima della loro adesione.

Nella consapevolezza dell'esistenza di importanti aree di miglioramento, quale la giustizia e la lotta alla corruzione ad alto livello e la restituzione delle proprietà confiscate ad altri, all'inizio di dicembre il governo rumeno ha lanciato un piano d'azione che fissa scadenze irrevocabili al fine di rispettare le condizioni concordate con l'Unione europea. I sistemi di controllo e la riorganizzazione delle istituzioni responsabili per questi settori sono stati avviati già dallo scorso aprile ed è ora necessario concedere loro il tempo indispensabile affinché le attività entrino effettivamente in vigore.

Resta invece irrisolto il grave problema dei bambini già in contatto con le loro potenziali nuove famiglie, a causa della nuova normativa che vieta le adozioni internazionali. A tale proposito, sosterremo l'emendamento 38 al paragrafo 14 della relazione Moscovici, con l'auspicio che il governo rumeno adotti immediate decisioni risolutive in merito a questo problema.

In ogni caso, desidero rivolgere i miei migliori auguri ai colleghi di Romania e Bulgaria, affinché dal 1º gennaio 2007 siedano alla pari con noi in questo Parlamento."

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

 

RELAZIONI ESTERNE

-        Doc. B6-0650, 0651, 0654, 0672/2005 - Presunto uso di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegale di prigionieri

Il Parlamento ha adottato una risoluzione che conferma l'intenzione di condurre una propria indagine in merito ai presunti voli e carceri organizzati dalla CIA in Europa. La risoluzione ammonisce che, qualora fossero provate queste ipotesi, il Parlamento chiederà la sospensione dei diritti in seno all'UE degli Stati membri coinvolti. I deputati ribadiscono poi che la lotta al terrorismo deve essere condotta nel rispetto dei diritti fondamentali e condannano qualsiasi ricorso alla tortura.

-        Doc. A6-0281/2005 - Relazione sulle misure a favore dei paesi firmatari del protocollo sullo zucchero

-        Doc. A6-0388/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Consiglio che consente ai paesi destinatari del futuro strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) di beneficiare del programma per l'assistenza tecnica e lo scambio d'informazioni (TAIEX)

-        Doc. C6-0407/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo e del Consiglio sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all'attribuzione di assistenza macrofinanziaria alla Georgia

 

GIUSTIZIA

-        Doc. A6-0365/2005 - Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la conservazione di dati trattati nell'ambito della fornitura di servizi pubblici di comunicazione elettronica e che modifica la direttiva 2002/58/CE

Il Parlamento ha fatto proprio l'accordo negoziato con il Consiglio in materia di conservazione dei dati delle comunicazioni elettroniche. L'accordo verte, in particolare, sui tipi di dati che possono essere conservati e sul periodo di conservazione degli stessi. I contenuti delle comunicazioni non potranno essere conservati e chi subirà un pregiudizio per l'illecito trattamento dei dati personali potrà chiedere il risarcimento dei danni.

-        Doc. A6-0382/2005 - Risoluzione del Parlamento europeo sulle denunce di utilizzazione abusiva della legge sulla proprietà fondiaria di Valencia o legge sulla regolamentazione delle attività urbanistiche (Ley reguladora de la actividad urbanística – LRAU) e i suoi effetti sui cittadini europei

-        Doc. A6-0380/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Consiglio riguardante la conclusione del protocollo dell'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia relativo ai criteri e meccanismi per determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno Stato membro oppure in Islanda o in Norvegia

-        Doc. A6-0379/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca, che estende alla Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio, del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo e del regolamento (CE) n. 2725/2000 del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce l''Eurodac" per il confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino

-        Docc. A6-0366/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'Anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) - Verso una società giusta

-        Docc. A6-0358, 0355, 0353, 0350, 0348, 0346, 0363, 0362, 0361, 0360, 0359, 0357, 0354, 0352, 0351, 0349, 0347, 0345/2005 - Relazioni sul mandato dei vertici delle Agenzie, degli Osservatori  e degli uffici comunitari

-        Doc. A6- 0376/2005 - Risoluzione del Parlamento europeo sulla richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità dell'on. Bruno Gollnisch

 

INDUSTRIA

-        Doc. A6-0343/2005 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio

Tra la crescita mondiale della domanda energetica e l'esaurimento delle risorse, diventa urgente la necessità di risparmiare l'energia. Un passo avanti in questa direzione è stato fatto dal Parlamento che ha confermato il suo accordo con il Consiglio in merito a una direttiva che ha lo scopo di incoraggiare gli Stati membri a economizzare l'energia e a sfruttarla in maniera più efficace sia nelle abitazioni che nel settore pubblico.

-        Doc. A6-0386/2005 - Relazione su "Regime fiscale delle imprese nell'Unione europea: una base imponibile comune consolidata per le società"

Il Parlamento chiede una riforma della base dell'imposta sulle società europee per assicurare la parità di trattamento tra imprese, la semplificazione amministrativa e la riduzione dei costi nonché per favorire maggiori investimenti, competitività, crescita e nuova occupazione. E' sostenuta l'instaurazione di una base imponibile comune consolidata a livello europeo per le grandi società e l'applicazione sperimentale e ponderata del sistema della "tassazione dello Stato di residenza" alle PMI.

-        Doc. A6-0240/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un procedimento europeo d'ingiunzione di pagamento

-        Doc. A6-0337/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europea sulla proposta di decisione del Consiglio e della Commissione concernente la conclusione, in nome della Comunità europea e della Comunità europea dell'energia atomica, dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra le Comunità europee, da una parte, e la Confederazione elvetica dall'altra

-        Doc. A6-0378/2005 - Risoluzione del Parlamento europeo sulla promozione e la protezione degli interessi dei consumatori nei nuovi Stati membri

-        Doc. A6-0384/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 78/660/CEE del Consiglio relativa ai conti annuali di taluni tipi di società e la direttiva 83/349/CEE del Consiglio relativa ai conti consolidati

-        Doc. A6-0338/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle macchine

 

AMBIENTE

-        Doc. A6-0335/2005 - Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e che abroga la direttiva 91/157/CEE

Le migliaia di tonnellate di batterie e di accumulatori esauriti che ogni anno sono rilasciati nell'ambiente danneggiano la natura e la salute umana. Questi prodotti, infatti, contengono sostanze pericolose come il mercurio, il piombo e il cadmio. Il Parlamento chiede una legislazione europea più severa e che incentivi la raccolta e il riciclaggio di questi prodotti. I consumatori devono essere debitamente informati.

-        Doc. A6-0304/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che introduce norme relative a metodi di cattura non crudeli per alcune specie animali

 

ISTITUZIONI

-        Doc. B6-0636, 0638, 0641/2005 - Risoluzione comune sul programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2006

Crescita, occupazione e competitività, risorse finanziarie sufficienti, ambiente, politiche per le famiglie e per l'infanzia, sono alcune delle priorità delineate dal Parlamento nella risoluzione sul programma legislativo della Commissione. I deputati chiedono anche di garantire la sicurezza e gestire l'immigrazione nel rispetto dei diritti umani, riflettere sulle frontiere UE considerandone la capacità di assorbimento, agevolare la ratifica della Costituzione e avvicinare l'Europa ai cittadini.

-        Doc. A6-0367, 0368, 0369, 0370, 0371, 0372, 0373/2005 - Nomina di un membro della Corte dei conti

-        Doc. A6-0374/2005 - Relazione sulla designazione di Massimo Vari come membro della Corte dei conti

Consultato sulla nomina di otto nuovi membri della Corte dei conti, a scrutinio segreto, il Parlamento ha adottato con 514 voti favorevoli, 33 contrari e 40 astensioni, la relazione che esprime parere positivo alla nomina del candidato italiano, MASSIMO VARI. 

 

AGRICOLTURA E PESCA

-        Doc. A6-0341/2005 - Risoluzione del Parlamento europeo sulle reti di donne: pesca, agricoltura e diversificazione

-        Doc. A6-0340/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un'azione finanziaria della Comunità per l'attuazione della politica comune della pesca e in materia di diritto del mare

-        Doc. A6-0385/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica delle Seicelle sulla pesca al largo delle Seicelle per il periodo 18 gennaio 2005 - 17 gennaio 2011

-        Doc. A6-0339/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento euoreo sulla proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 2004/465/CE del Consiglio relativa ad una partecipazione finanziaria della Comunità ai programmi di controllo delle attività di pesca attuati dagli Stati membri

-        Doc. A6-0387/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 3317/94 per quanto riguarda la trasmissione delle domande di licenze di pesca ai paesi terzi

 

AFFARI ECONOMICI E MONETARI

-        Doc. A6-0334/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari, per quanto riguarda talune scadenze

-        Doc. A6-0322/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 69/169/CEE per quanto riguarda i limiti quantitativi temporanei per le importazioni di birra in Finlandia

 

VARIE

-        Doc. B6-0653/2005 - Risoluzione del Parlamento europeo sulla dichiarazione congiunta del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Commissione, concernente la politica di sviluppo dell'Unione europea: "Il consenso europeo sullo sviluppo"

 


 

DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili

per n° di documento o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  16 - 19 GENNAIO 2006

 

 

CONSIGLIO EUROPEO

 

 

I DEPUTATI VALUTANO IL PROGRAMMA DELLA PRESIDENZA

 

Dichiarazione del Consiglio - Illustrazione del programma della presidenza austriaca

Dibattito: 18.1.2006

 

La Presidenza ha illustrato all'Aula il suo programma per il prossimo semestre. I deputati hanno quindi potuto esprimere le loro posizioni sul finanziamento del bilancio dell'Unione, sul futuro dell'Europa e del processo costituzionale, sulla sfida per la crescita e l'occupazione, ma anche sul ruolo dell'Unione nel mondo, sul completamento del mercato unico, in particolare, della direttiva servizi, così come sulla politica energetica comunitaria.

 

Dichiarazione della Presidenza

Wolfgang Schüssel ha esordito affermando che il Parlamento rappresenta la forza nuova dell'Europa ampliata, dove sono presenti una molteplicità di idee, di storie e di speranza. Si tratta di una diversità che delinea l'identità europea. Ha quindi sostenuto che nessuno ha perso con l'allargamento, ma occorre rispondere allo scetticismo dei cittadini. Si deve colmare il divario trai cittadini e le Istituzioni, ma anche accrescere la fiducia tra gli Stati membri e le Istituzioni. Bisogna inoltre evitare le scorciatoie perché l'Unione «deve servire e proteggere».

Ricordando che durante il concerto di capodanno i russi hanno ridotto le forniture di gas, il Cancelliere ha affermato che ciò dimostra come tematiche a prima vista nazionali assumano sempre di più valenza europea. C'è bisogno di più Europa, ha esclamato. Ogni Stato membro è libero di scegliere quali fonti privilegiare, ha spiegato, ma è necessario stabilire a livello europeo gli standard di sicurezza degli approvvigionamenti e inquadrare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Lo stesso vale per la lotta all'influenza aviaria o per la reazione al programma nucleare iraniano.

Entrando più precisamente nel programma della Presidenza, il Cancelliere ha posto l'accento sulla crescita e l'occupazione che sarà uno dei temi centrali del Vertice di primavera. Si tratterà di dare una linea per aumentare l'occupazione e, in questo campo, ha sottolineato il ruolo delle PMI. Queste ultime dovranno poter contare su un più agevole accesso al capitale, dovranno essere sostenute dalle attività di ricerca e da una legislazione più semplice, nonché da una riduzione degli oneri burocratici. Questo processo, che dovrà vedere la partecipazione delle parti sociali, comprende anche la direttiva servizi. Per quest'ultima, sarà necessario trovare il giusto equilibrio tra apertura del mercato e garanzia del servizio pubblico, lottando contro il dumping sociale.

Sulle prospettive finanziarie, il Cancelliere ha sottolineato che chi non è soddisfatto dell'accordo del Consiglio deve anche prendere in considerazione gli apporti dei bilanci nazionali, come nel caso della ricerca i cui fondi raddoppierebbero. Il Presidente del Consiglio ha poi affermato che l'Unione ha bisogno di maggiori risorse proprie, perché non è ammissibile che, di volta in volta, siano elemosinati i fondi per le missioni europee all'estero. In proposito, il Cancelliere ha evocato la possibilità di istituire una tassa europea sulle transazioni finanziarie a breve oppure sui trasporti marittimi e aerei. «Siamo tutti nella stessa barca e tutti dobbiamo remare nella stessa direzione», ha aggiunto, e bisogna ridare fiducia ai cittadini anche con misure contro gli sprechi di fondi pubblici.

In merito alla Costituzione, il Cancelliere ha affermato che non bisogna fare discorsi elitari perché la questione riguarda tutti: cosa ci tiene uniti, cosa l'Europa può, deve o dovrebbe fare. A questo proposito ha quindi sottolineato il ruolo della sussidiarietà. Ma si tratta anche di definire quali sono i confini dell'Europa, non solo geografici, valutando la capacità di assorbimento dell'Unione e garantendone la visibilità. La Presidenza, ha aggiunto, presenterà una roadmap al riguardo con delle scadenze e una relazione intermedia.

 

Dichiarazione della Commissione

JOSÉ MANUEL BARROSO si è detto lieto che la Presidenza inizi su buone basi dopo che il Consiglio ha trovato un accordo sulle prospettive finanziarie. Occorre adesso proseguire i negoziati per definire un accordo interistituzionale. Per il Presidente, si dovrà dare maggiore rilievo alle azioni legate alla cittadinanza e, quindi, alla cultura e alla gioventù. A febbraio, ha annunciato, la Commissione presenterà le sue proposte che conterranno la necessaria flessibilità, un fondo di adeguamento alla globalizzazione e la clausola di revisione. In seguito, dovranno essere proposti gli atti legislativi per tradurre in fatti l'accordo. L'importante, ha però sottolineato, è di essere pronti per il 1° gennaio 2007, altrimenti vi è il rischio di avere ritardi nell'erogazione dei Fondi strutturali, «che sono essenziali per la solidarietà».

Barroso ha affermato che la crescita e l'occupazione sono le preoccupazioni centrali, alla quali occorre dare una risposta credibile. L'Agenda di Lisbona, ha proseguito, ha creato un consenso comune e bisogna tradurre la visione in azioni, attraverso riforme strutturali in grado di liberare il potenziale dell'Europa. In proposito, ha accennato alla direttiva servizi, sottolineando la necessità di garantire quelli di interesse generale e il ruolo cruciale delle parti sociali. Le PMI, inoltre, sono fondamentali nella creazione di posti di lavoro. La Commissione avanzerà delle proposte su ricerca e istruzione.

L'energia, per il Presidente della Commissione, resterà un problema dominante nei prossimi mesi. In proposito, ha affermato che è necessaria una dimensione europea riguardo alla diversificazione, alla sicurezza e alla sostenibilità. L'Esecutivo presenterà anche una comunicazione sui biocombustibili. Tra gli altri temi affrontati da Barroso, figurano i cambiamenti climatici, la sicurezza (attuazione del programma dell'Aia), il prossimo allargamento e i Balcani occidentali e le responsabilità europee in Kosovo. In merito alla Costituzione, il Presidente ha affermato che una prima valutazione dei dibattiti sarà realizzata in primavera ed ha concluso che le Istituzioni sono importanti, ma sono degli strumenti per raggiungere gli obiettivi.

 

 

HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE, ha esordito nel dibattito affermando di aspettarsi molto da questa Presidenza, c'è bisogno di fiducia e di progressi. Per ridare fiducia ai cittadini nelle Istituzioni europee è però necessario che la fiducia regni anche tra i leader dell'Unione e, di conseguenza, il leader dei popolari ha auspicato che la Presidenza potrà beneficiare della collaborazione di tutti. Le sfide che attendono l'Unione hanno bisogno di una risposta europea ed è vero che le Istituzioni comunitarie sono solo il mezzo per raggiungere gli obiettivi ma, ha insistito, i governi non devono influenzarne i lavori. In proposito, ha quindi criticato la dichiarazione del ministro olandese secondo cui la Costituzione è morta.

Per quanto riguarda la crescita, il deputato ha posto l'accento sul ruolo delle PMI che, a suo parere, devono essere al centro della politica europea. Per promuoverne lo sviluppo occorre ridurre gli oneri fiscali e burocratici che gravano su di esse. Sostenendo poi la necessità di un mercato unico europeo per affrontare le sfide della globalizzazione, il deputato ha appoggiato la definizione di una direttiva sui servizi che preveda, al contempo, apertura e protezione. Dopo aver riaffermato la posizione del suo gruppo a favore di una Costituzione europea e la necessità di prevedere una roadmap volta a trovare una soluzione, il deputato ha accennato alla questione energetica. In proposito, ha detto, non bastano le risorse ma occorre anche la democrazia ed ha quindi stigmatizzato che una dittatura come la Bielorussia goda di prezzi inferiori rispetto all'Ucraina che, al contrario, è una democrazia.

 

Nel dibattito è intervenuto, inoltre, ANTONIO TAJANI Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Presidenza austriaca inizia in un momento non facile per l'Europa, anche se l'accordo sulle prospettive finanziarie può rappresentare l'avvio di una nuova fase. L'Unione si trova, infatti, di fronte a un forte attacco interno e a uno altrettanto pericoloso che viene dall'esterno.

A portare l'attacco interno sono coloro che non credono, o non credono più, al ruolo fondamentale che può e deve svolgere l'Europa; cavalcano una crisi di credibilità che ha allontanato troppi cittadini da istituzioni che considerano lontane e governate da una burocrazia onnipotente e incapace. Gli europei vogliono un'Unione politica capace di risolvere i loro problemi, ai quali Stati ed enti locali non sono in grado di fornire risposte.

Ecco perché dobbiamo lavorare per un'Europa più politica, protesa a curare gli interessi della gente. Serve un impegno forte per la crescita economica, che genera occupazione; servono aiuti alle piccole e medie imprese - come ha detto lei - nonché una riforma del bilancio e un'azione per affrontare l'importante questione dell'immigrazione. C'è inoltre bisogno di una Costituzione che permetta di raggiungere questi obiettivi, semplifichi l'iter legislativo e garantisca la continuità di un'azione politica.

Siamo convinti che nei prossimi sei mesi potremo compiere passi avanti in questa direzione, guardando con fiducia al 2007 allorché, nella felice coincidenza tra Presidenza tedesca e Cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati comunitari, si potranno adottare scelte positive per il futuro dell'Europa. La Costituzione non è morta: la sua entrata in vigore è un obiettivo fondamentale da perseguire.

L'attacco esterno è quello rappresentato dal terrorismo: dobbiamo difenderci rafforzando la cooperazione interna, mediante iniziative giudiziarie e di polizia ma soprattutto mediante un'azione politica che veda l'Unione protagonista di pace in Medio Oriente. La lotta al terrorismo si combatte soprattutto in quella parte del mondo. La garanzia di sicurezza per Israele e la nascita di uno Stato palestinese sono la chiave per il trionfo della libertà e della pace sulla violenza e il fondamentalismo.

Signor Cancelliere, Forza Italia, con il Partito popolare europeo, condivide le proposte della Presidenza austriaca per rilanciare il ruolo dell'Europa e per riavvicinare le istituzioni dell'Unione ai cittadini. Potrà contare sul nostro aiuto. Buon lavoro, signor Wolfgang Schüssel."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRASPORTI

 

 

IL PARLAMENTO AFFONDA LA DIRETTIVA SUI SERVIZI PORTUALI

Doc. A6-0410/2006

 

Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso al mercato dei servizi portuali

Procedura: Codecisione, prima lettura - Dibattito: 17.1.2006 - Votazione: 18.1.2006

 

Per la seconda volta il Parlamento rispedisce al mittente la molto controversa proposta di direttiva sui servizi portuali. Alcuni deputati auspicavano una normativa sulla trasparenza e la concorrenza sana tra i porti. Altri, invece, hanno criticato il fatto che non sono stati presi in considerazione gli auspici del Parlamento sull'autoproduzione e sui servizi di pilotaggio espressi in occasione del primo pacchetto portuale. La Commissione, però, non sembra intenzionata a ritirare la proposta.

 

Votazione

 

A proporre la reiezione del progetto di direttiva sono stati i socialisti, i liberaldemocratici, i verdi, la sinistra unitaria e il gruppo indipendenza e democrazia. L'Aula ha accolto a larga maggioranza questa iniziativa con 532 voti favorevoli, 120 contrari e 25 astensioni.

 

A seguito della votazione, il commissario responsabile dei trasporti Jacques Barrot ha espresso rincrescimento per il fatto che il Parlamento non si sia pronunciato sul testo emendato, visto che gli emendamenti di compromesso proposti dal relatore, oltre ad essere condivisi dalla Commissione, fugavano alcune delle preoccupazioni delle imprese e dei lavoratori. D'altra parte, ha auspicato che non si perdano di vista gli obiettivi della direttiva in merito all'efficienza e alla competitività dei porti europei. Proporrà quindi al Collegio dei commissari di proseguire i lavori con la collaborazione di tutti i soggetti interessati e di concerto con il Parlamento, affinché si gettino le basi di una politica europea dei porti «che permetta di inquadrare e rassicurare gli investitori». Il commissario, inoltre, ha affermato di voler apportare - «nel modo più appropriato» - le risposte di cui hanno bisogno i porti europei, tanto sulla trasparenza delle tariffe, quanto sull'utilizzazione delle infrastrutture, sul ricorso agli aiuti di Stato e, più in generale, sull'integrazione dei porti nelle reti intermodali.

 

Dibattito

 

Dichiarazione della Commissione

Il Vicepresidente della Commissione Jacques Barrot ha ricordato che la nuova proposta di direttiva risponde alle stesse esigenze che valevano nel 2001 e avevano lo scopo di garantire la concorrenza nei servizi portuali, ridurre la congestione sulle reti stradali e accrescere la coesione con le regioni più periferiche. Tutto questo, ha aggiunto, nel rispetto dell'ambiente e delle norme sociali. Dovranno anche definirsi delle linee direttrici riguardanti gli aiuti di Stato. Il commissario ha poi rilevato la necessità di un quadro chiaro di norme che favorisca gli investimenti e, dichiarandosi conscio delle riserve suscitate dalla proposta, si è detto interessato a sentire il parere del Parlamento.

 

 

 

Nel dibattito è intervenuto MARCELLO VERNOLA Vicepresidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:

 

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo aggiungere alcune riflessioni tecniche. Mi sembra soprattutto che questa proposta non tenga conto del Libro verde che sta predisponendo il Commissario per i trasporti, Barrot.

Dobbiamo approfittare di questa iniziativa per esaminare la nuova offerta di servizi da parte dei paesi di recente ammissione e dobbiamo comparare gli obblighi derivanti dalle leggi nazionali sui costi a carico delle merci, perché vi siano effettivamente le condizioni del libero mercato. A me sembra che la direttiva in oggetto vada assolutamente contro le regole della concorrenza e del mercato, in quanto consente la costituzione di oligopoli da parte delle grandi imprese che operano nei porti del Nord Europa, rispetto alla diversa realtà dei porti del Mediterraneo e, soprattutto, consente una facile aggressione da parte delle grandi imprese dell'Est asiatico, che stanno invadendo il nostro sistema portuale.

Dobbiamo assolutamente comparare gli effetti sulla concorrenza delle politiche di aiuti di Stato ed effettuare un chiarimento sul concetto e sulla pratica applicabilità di tali aiuti, in particolare per quanto riguarda i canoni concessori e altre forme che consentono un fornitore di servizi a fornirli come servizio pubblico e con regole pubbliche. In questa direttiva manca soprattutto la comparazione delle regole di salvaguardia ambientale per la realizzazione di nuove infrastrutture, nonché delle politiche di smaltimento dei rifiuti.

Dobbiamo chiarire le regole sulla competitività rispetto ai rischi di concorrenza sleale che arrivano dall'Oriente e ancora di più le garanzie ambientali per il Mediterraneo, oggetto di aggressione da parte di operatori che non rispettano la normativa comunitaria in materia di ambiente. Le autoproduzioni rappresentano un pericolo serissimo per le piccole e medie imprese che operano all'interno dei nostri porti."

 

 

 

DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÀ

 

 

STRATEGIA DI LISBONA E PARI OPPORTUNITÀ

Doc. A6-0402/2005

 

Relazione sul futuro della Strategia di Lisbona nell'ottica di genere

Dibattito: 19.01.2006 - Votazione: 19.01.2006

 

La relazione richiede l'adozione di misure urgenti a favore dell'occupazione per poter raggiungere gli obiettivi del Consiglio europeo di Lisbona. Si rammarica del mantenimento delle disparità tra le donne e gli uomini per quanto riguarda l'accesso all'occupazione e la differenza delle retribuzioni. Insiste presso gli Stati membri perché iscrivano la riduzione della divergenza delle retribuzioni tra gli uomini e le donne come priorità della loro agenda politica. Sottolinea la necessità di rafforzare la formazione professionale delle donne per quanto riguarda le nuove tecnologie.

Ritiene che l'organizzazione dell'orario di lavoro possa favorire la creazione di nuovi posti di lavoro e di migliore qualità e contribuire alla conciliazione della vita professionale e familiare. Ma insiste sul fatto che questa sistemazione deve derivare da una libera scelta da parte delle donne e ricorda che il lavoro a tempo parziale come soluzione imposta può risultare una fonte d'esclusione sociale e di povertà. Raccomanda agli Stati membri di adottare misure tendenti a garantire alle donne più svantaggiate, in particolare ai capi di famiglia monoparentale, un "reddito minimo garantito".

Chiede alla Commissione di effettuare, in relazione con gli Stati membri e le parti sociali, uno studio mirato a meglio identificare i "serbatoi di occupazione", in particolare per le donne, nei settori degli aiuti familiari, della ristorazione e simili, medico-sociale ed altri; di analizzare le cause che conducono alla loro disaffezione, di proporre soluzioni che permetterebbero di renderle nuovamente attraenti ed esaminare le relazioni tra queste occupazioni ed il lavoro in nero; invita gli Stati membri a scambiare le loro migliori pratiche in questo settore.

Insiste sulla necessità per gli Stati membri di introdurre nei loro piani d'azione nazionali delle misure che prevedano la creazione di strutture di custodia dei bambini e facilitino la disponibilità di altre persone dipendenti a prezzi accessibili.

Invita gli Stati membri a non ridurre i loro sforzi d'ammodernamento dei sistemi di protezione sociale, così come risultano dalle relazioni nazionali del 2002 sui regimi pensionistici in previsione del loro adattamento ad un quadro nel quale le donne saranno impiegate nello stesso modo degli uomini e possano disporre delle stesse possibilità di carriera e godere di diritti pensionistici uguali.

Chiama la Commissione e gli Stati membri a collaborare strettamente con il futuro istituto europeo per l'uguaglianza tra gli uomini e le donne per quanto riguarda lo sviluppo di indicatori pertinenti e comparabili.

 

Nel dibattito è intervenuta, a nome del Gruppo PPE/DE, AMALIA SARTORI (PPE/DE-I):

"Signor presidente, onorevoli colleghi, anche io mi congratulo con la collega Estrela per l'ottimo lavoro svolto con questa relazione, che si inserisce nel percorso iniziato con la Strategia di Lisbona e che, secondo me, ha messo in evidenza un elemento di straordinaria importanza per uomini e donne in genere ma delle donne in particolare: l'obiettivo ambizioso di raggiungere entro il 2010 la piena occupazione in Europa. E' stato posto tale obiettivo perché soltanto raggiungendo questa condizione, l'Europa riuscirà a garantire ai suoi cittadini quello stato sociale che fa parte della sua storia, della sua cultura e delle sue più grandi conquiste. Questo è il primo punto che mi preme sottolineare.

Il secondo è l'obiettivo della piena occupazione - il 70% degli occupati in Europa - tenendo conto che in alcuni paesi del Nord Europa, così come negli Stati Uniti, questa soglia è già stata superata: è indubbio che la presenza delle donne nel mondo del lavoro non è soltanto un loro desiderio ma anche una necessità di tutta la nostra Comunità. La relazione che noi abbiamo proposto, redatta dalla collega Estrela e che la commissione per la donna ha votato, mette a disposizione il contributo delle donne affinché questo obiettivo venga realizzato.

In che modo? Prima di tutto valorizzando quel dato statistico che ha cambiato l'approccio alla lettura dei dati. Io ho apprezzato molto che, per molti paesi, il fatto di dover parlare non più di "tasso di disoccupazione" - un concetto alquanto manovrabile - bensì di "tasso di occupazione", segna una divaricazione importante, così come segnerà una divaricazione importante il fatto di disporre di statistiche molto puntuali e precise su tutte le attività del mondo del lavoro e sul ruolo svolto delle donne al suo interno.

I dati relativi all'occupazione sono ancora preoccupanti. Ovviamente, ciò che è accaduto in Europa negli ultimi quattro anni non ci ha aiutati a raggiungere gli obiettivi di Lisbona. Ci sono alcuni elementi che certamente nuocciono all'occupazione: il divario retributivo, che non contribuisce certamente a rendere entusiaste le donne se non obbligate ad affrontare il mondo del lavoro; e la necessità di una formazione permanente, soprattutto per donne più anziane, che sono, come gli uomini, fra le escluse.

Credo tuttavia che questa risoluzione rappresenti un contributo importante alle politiche di Lisbona e che, unitamente alle risorse, che per adesso mancano, ci aiuterà a raggiungere gli obiettivi che sono stati posti."

 

 

TRATTA DEGLI ESSERI UMANI: PREVENZIONE E REPRESSIONE

Doc. A6-0400/2005

 

Relazione sulle strategie di prevenzione della tratta di donne e bambini, vulnerabili allo sfruttamento sessuale

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 16.1.2006 - Votazione: 17.1.2006

 

Il Parlamento ha adottato una relazione sulle strategie di prevenzione della tratta di donne e bambini che chiede l'avvio di una politica comune e il rafforzamento dell'azione penale e repressiva nei confronti dei trafficanti, ma anche dei clienti consapevoli. Sono richieste una nuova politica dei visti e azioni di prevenzione e assistenza. Occorre contrastare l'uso di Internet a fini illeciti, promuovere campagne di sensibilizzazione e prendere misure adeguate durante i mondiali di calcio 2006.

 

Le donne e i bambini sono particolarmente vulnerabili nei confronti di questo tipo di criminalità organizzata e di questa moderna forma di schiavitù. Infatti, delle 600.000 - 800.000 persone vittime ogni anno della tratta internazionale di esseri umani, circa l'80% sono donne e ragazze e circa il 50% sono minori. Nella sola Unione europea sono vittime 100.000 donne ogni anno. Inoltre questi dati dimostrano che la maggioranza delle vittime del traffico internazionale è destinata allo sfruttamento sessuale a fini commerciali.

 

Una legislazione europea contro la tratta degli esseri umani

La relazione, approvata con 622 voti favorevoli, 12 contrari e 19 astensioni, deplora che le misure adottate finora per contrastare il traffico degli esseri umani non abbiano portato alla riduzione del numero di donne e bambini sfruttati sul mercato della schiavitù sessuale. Al contrario, considera che la tratta degli esseri umani ai fini sessuali è l'attività criminale in più rapida crescita rispetto alle altre forme di criminalità organizzata dell'UE.

Pertanto, nel sollecitare la Commissione e il Consiglio a predisporre una chiara base giuridica per la lotta contro ogni forma di violenza contro le donne, i deputati chiedono di rendere «integralmente comunitaria» la politica europea in materia di lotta alla tratta degli esseri umani. A questo proposito sono raccomandate l'instaurazione di una politica comune dell'UE incentrata sull'elaborazione di un quadro giuridico e l'applicazione delle norme regolamentari sulle contromisure, la prevenzione, le azioni penali, la punizione dei responsabili e la protezione e il sostegno delle vittime. Inoltre, la relazione esorta gli Stati membri e la Commissione a continuare i propri studi sulle cause alla base della tratta degli esseri umani (in particolare su donne e bambini a fini sessuali).

 

Prevenzione e assistenza, contrastare l'uso di Internet

Viene sottolineato che è opportuno scoraggiare la domanda anche con misure a carattere educativo, giuridico, sociale e culturale. A questo proposito, nel sollecitare gli Stati membri ad affrontare «seriamente» i problemi derivanti dalla prostituzione nel loro territorio, il Parlamento chiede loro di istituire linee telefoniche di assistenza nazionali ed internazionali contro la tratta delle donne, che potrebbero essere pubblicizzate nel quadro di campagne di informazione. Inoltre, evidenzia l'esigenza di un Telefono azzurro, vale a dire un unico numero internazionale gratuito destinato ai bambini.

I deputati esortano anche la Commissione e gli Stati membri a prendere con urgenza tutte le misure opportune per contrastare la tendenza a ricorrere alle nuove tecnologie, in particolare Internet, per divulgare informazioni sulla disponibilità e sulla domanda di donne e bambini per prestazioni sessuali, «il cui sviluppo incide sull'incremento della tratta».

 

 

 

Sensibilizzare l'opinione pubblica

Gli Stati membri sono invitati a varare e/o rafforzare le campagne di sensibilizzazione miranti ad informare sui pericoli e ad educare i membri vulnerabili della società nei paesi di origine, ad allertare e sensibilizzare il pubblico al problema nonché a ridurre la domanda nei paesi di destinazione. Il Parlamento chiede poi che «la pratica degradante che consiste nell'acquisto e nello sfruttamento da parte di uomini, di donne e bambini» divenga oggetto di una campagna attiva ed efficace nell'ambito dei programmi comunitari. La Commissione, inoltre, è invitata ad istituire, a livello dell'intera Unione, una giornata di lotta contro la tratta di esseri umani, contraddistinta da un logo internazionale e da un messaggio coerente, al fine di sensibilizzare la popolazione in generale al fenomeno della tratta di donne e bambini. Per rafforzarne la visibilità, questa giornata potrebbe coincidere con la campagna mondiale "Stop the Traffik", il 25 marzo di quest'anno.

D'altra parte, il Parlamento invita gli Stati membri, «in particolare la Germania», ad adottare le opportune misure nel corso del campionato mondiale di calcio del 2006 per impedire il traffico di donne e la prostituzione forzata. I suoi deputati, invece, sono esortati a sostenere la campagna "Viaggiatori d'affari contro la tratta di esseri umani" lanciata in Parlamento nel novembre 2005. Tale iniziativa trasversale, è infatti precisato, punta a sensibilizzare i viaggiatori d'affari («ad esempio i deputati ed altri») al problema della tratta di esseri umani e sollecita i deputati ad aprire la strada e a contribuire alla soluzione del problema. Inoltre, offre ai viaggiatori d'affari l'opportunità di riferire in merito a casi di tratta per il tramite del sito www.businesstravellers.org e chiede ai deputati di contattare per iscritto gli alberghi per sollecitarli a rompere i collegamenti tra le loro imprese e le donne e i bambini oggetto di tratta.

 

Connessioni con l'immigrazione - Rafforzamento delle azioni penali

Il Parlamento sottolinea l'importanza di affrontare la connessione tra traffico di esseri umani, immigrazione legale e immigrazione clandestina e di considerare le vie di immigrazione legale come un meccanismo di prevenzione della tratta. Gli Stati membri sono quindi invitati a rivedere le loro politiche in materia di visti, nella prospettiva di prevenire gli abusi e di assicurare una protezione contro lo sfruttamento.

La relazione invita gli Stati membri ad applicare la legge e a rafforzare l'azione penale nei confronti dei trafficanti e dei loro complici. Inoltre, chiede un'azione repressiva contro gli autori delle pagine Internet in cui vengono proposti annunci di intermediari della tratta e di coloro che cercano di ottenere prestazioni sessuali da minori (la cui definizione deve essere omogenea in tutti gli Stati membri, vale a dire le persone di età inferiore ai 18 anni).

 

L'Aula ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Docc. B6-0031, 0035, 0036, 0038, 0045; 0046/2006 - Risoluzione su disabilità e sviluppo

 

 

 

BILANCIO

 

 

PROSPETTIVE FINANZIARIE: È L'ORA DEL NEGOZIATO

Doc. B6-0049/2006

 

Risoluzione sulla posizione del Consiglio europeo in merito alle prospettive finanziarie e al rinnovo dell'Accordo interistituzionale 2007-2013

Procedura: Risoluzione - Votazione: 18.1.2006

 

Il Parlamento ha adottato una risoluzione con la quale respinge - «nella sua formulazione attuale» - la posizione comune del Consiglio europeo in merito al quadro finanziario 2007-2013. I deputati deplorano i tagli proposti ai fondi destinati alla competitività, alla crescita e all'occupazione, così come quelli previsti per la cittadinanza e la sicurezza. Tuttavia, è espressa la volontà di avviare negoziati costruttivi, difendendo la posizione molto più generosa presa a giugno dal Parlamento.

 

Con 541 voti favorevoli, 56 contrari e 76 astensioni, il Parlamento ha adottato una risoluzione con la quale respinge, «nella sua formulazione attuale», l'accordo sulle prospettive finanziarie cui è giunto il Consiglio europeo di dicembre Esso, infatti, non garantisce un bilancio UE «che rafforzi la prosperità, la competitività, la solidarietà, la coesione e la sicurezza», conformemente alle politiche già decise dallo stesso Consiglio. Inoltre, non onora gli impegni presi nei confronti dei nuovi Stati membri e non offre un meccanismo di flessibilità «adeguato e dettagliato», né un fermo impegno di revisione con un ruolo chiaro del Parlamento europeo o sufficienti misure di accompagnamento volte, per esempio, a garantire un'attuazione e un controllo migliori delle spese degli Stati membri.

Il Parlamento disapprova, in particolare, «la riduzione inaccettabile» degli impegni destinati a competitività, crescita e occupazione, «nonostante l'importanza accordata da tutte le Istituzioni dell'UE alla strategia di Lisbona», nonché i tagli alla rubrica cittadinanza, libertà, sicurezza e giustizia e alla rubrica azioni esterne. E' inoltre rilevato che le conclusioni del Vertice «si incentrano sulle politiche tradizionali» gestite dagli Stati membri invece di porre l'accento su politiche che mettano l'Unione in condizione di far fronte a nuove sfide e di sviluppare il valore aggiunto europeo per i cittadini. E’ poi deplorato che gli Stati membri «combattano per preservare i propri interessi nazionali piuttosto che per promuovere una dimensione europea» e che non siano stati capaci di trattare la questione della riforma del sistema delle risorse proprie.

I deputati affermano tuttavia la loro volontà «di avviare negoziati costruttivi con il Consiglio», sulla base delle rispettive posizioni, «purché la Presidenza austriaca riceva un effettivo mandato negoziale». La risoluzione, in proposito, afferma la determinazione a difendere gli elementi quantitativi, strutturali e qualitativi della posizione negoziale del Parlamento ed a rafforzare la dimensione europea delle politiche in materia agricola, interna e esterna. Per i deputati, infatti, la posizione negoziale assunta dal Parlamento europeo l'8 giugno 2005 «offre una migliore rispondenza tra priorità politiche e esigenze finanziarie, la modernizzazione del bilancio attraverso una maggiore flessibilità e un miglioramento della qualità di esecuzione».

 

Le prossime tappe

Il Parlamento, infine, ha incaricato la sua commissione per i bilanci di negoziare di conseguenza l'accordo interistituzionale. Intanto, il 23 gennaio si terrà un primo trilogo tra i Presidenti del Parlamento, della Commissione e del Consiglio. Il mandato negoziale da affidare alla Presidenza sarà discusso il 25 gennaio a livello degli ambasciatori (Coreper). Inoltre, l'Esecutivo presenterà una proposta di accordo interistituzionale il 1° febbraio e la speranza è di trovare un'intesa in tempo per il Consiglio europeo di primavera.

 

L'Aula ha inoltre approvato la seguente relazione:

-        Doc. A6-0407/2005 - Relazione sull'inclusione delle Maldive nell'elenco dei paesi coperti, in seguito allo tsunami nell'Oceano indiano del dicembre 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AGRICOLTURA

 

 

ZUCCHERO: PREZZI PIÙ ALTI MA TAGLIO DELLE SOVVENZIONI ALL'EXPORT

 

-        A6-0391/2006 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero

-        A6-0392/2005 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1782/2003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori

-        A6-0393/2005 - Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero e recante modifica del regolamento (CE) n. 1782/2003 relativo al finanziamento della politica agricola comune

Procedura Consultazione legislativa - Dibattito: 17.1.2006 - Votazione: 19.1.2006

 

Il Parlamento ha preso posizione sulla riforma del mercato dello zucchero e sul regime per la ristrutturazione dell'industria saccarifera. I deputati chiedono una riduzione meno drastica dei prezzi, quattro anni transitori prima di abbandonare il sistema d'intervento e incentivi alla produzione di bioetanolo. Inoltre, pur auspicando il monitoraggio delle importazioni, sollecitano l'abolizione delle sovvenzioni all'export entro il 2013. Definita inaccettabile la condotta dei Ministri agricoli.

 

Nel novembre di quest'anno, il Consiglio è giunto a un accordo politico sull'impianto della riforma del settore. I deputati, pertanto, nella risoluzione legislativa, definiscono «inaccettabile» il fatto che questo accordo politico sia stato comunicato senza avere previamente ottenuto il parere del Parlamento, e ciò anche in considerazione delle «ripercussioni radicali» che la riforma implica per il futuro del settore. A loro parere, «il Consiglio non può mai concludere un accordo politico definitivo senza aver previamente concluso la consultazione del Parlamento europeo».  D'altra parte, l'Aula non ha accolto l'iniziativa del gruppo UEN di respingere le proposte dell'Esecutivo, né la richiesta dei Verdi/ALE di rinviarne una di queste in commissione parlamentare. I Ministri dell'Agricoltura potrebbero quindi adottare definitivamente i provvedimenti già nel corso della loro riunione di lunedì 23 gennaio.

La proposta di riforma presentata dalla Commissione nel giugno 2005 intende aumentare la competitività e l'orientamento al mercato del settore dello zucchero europeo, garantire al settore un futuro sostenibile a lungo termine e rafforzare la posizione dell'UE nel ciclo dei negoziati commerciali a livello internazionale. Si tratta anche di allineare il settore dello zucchero alla nuova Politica agricola comune. D'altra parte, l'attuale regime di esportazione di zucchero comunitario era anche stato condannato in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio.

Tra le principali proposte figurano un drastico taglio dei prezzi istituzionali, compensato solo parzialmente con aiuti diretti e l'abolizione del regime di ammasso pubblico che sarebbe sostituito da meccanismi meno automatici. E' anche previsto un regime volontario e temporaneo per la ristrutturazione del settore che si propone di incentivare l'abbandono dell'attività da parte dei produttori meno competitivi, di sostenere l'impatto socio-ambientale della chiusura degli stabilimenti e assistere le regioni più colpite dalla riforma. Infine, è contemplata una speciale assistenza per i paesi ACP anch'essi penalizzati dal nuovo regime ipotizzato.

Con le tre relazioni i deputati chiedono che la riduzione del prezzo istituzionale dello zucchero bianco sia pari al 30% e avvenga nel giro di quattro anni, invece che del 39% in due anni come proposto dalla Commissione. I Ministri agricoli, d'altra parte, si sono accordati per una riduzione certamente meno radicale, pari al 36% in quattro anni, ma ancora ben lontana da quanto auspicato dal Parlamento. Tale riduzione, in base all'accordo al Consiglio, sarà compensata al 64,2% con aiuti diretti e non al 60% come proposto dall'Esecutivo. Per l'Italia ciò si tradurrebbe in 135,5 milioni di euro all'anno per l'Italia. Questo aiuto sarebbe incluso nel regime di pagamento unico alle aziende e vincolato al rispetto delle norme di gestione ambientale del territorio. Anche per la riduzione del prezzo minimo della barbabietola i deputati auspicano un taglio minore di quanto proposto dall'Esecutivo.

Il regime delle quote sarebbe mantenuto fino al 2014-15 e, in sede di Consiglio, l'Italia ha ottenuto 10.000 tonnellate supplementari. Il sistema di intervento pubblico, per i deputati deve restare ancora valido per quattro (fino al 2009-2010), per poi essere sostituito da un regime di ammasso privato. E in questo senso va l'accordo politico del Consiglio. D'altra parte, accogliendo di stretta misura un emendamento del PSE, il Parlamento chiede che siano soppresse nei tempi più brevi, e al più tardi nel 2013, le sovvenzioni all'esportazione, tenuto conto del loro impatto negativo sui paesi in via di sviluppo.

In merito al Fondo di ristrutturazione, i deputati condividono con il Consiglio l'esigenza di maggiore flessibilità ma, rispetto ai Ministri, chiedono aiuti finanziari più elevati per i primi tre anni della transizione. A loro parere, inoltre, il 50% di tale fondo dovrebbe essere destinato ai bieticoltori e non il 10% come prevedono i Ministri. E' su questo punto, confermato dall'Esecutivo in Aula, che i Verdi hanno richiesto - invano - il rinvio della proposta in commissione per poter proseguire il negoziato con il Consiglio.

D'altra parte, riguardo agli aiuti al riorentamento della produzione, il Parlamento suggerisce un sostegno di 80 euro all'ettaro per le colture energetiche, fino a un massimo di 2.200 ettari ammissibili a tale aiuto. I deputati, inoltre, chiedono alla Commissione di realizzare uno studio volto a individuare gli sbocchi transitori per le eccedenze di zucchero utilizzandole nel settore energetico. Per i Ministri, d'altra parte, la barbabietola coltivata per fini non alimentari potrà essere ammissibile ai pagamenti previsti per il ritiro della produzione e potrà beneficiare anche dell'aiuto per le colture energetiche di 45 euro/ettaro.

Come il Consiglio, i deputati auspicano delle disposizioni volte a controllare le importazioni in Europa di zucchero originario dai Paesi meno avanzati (PMA). Chiedono quindi che siano previste delle procedure di salvaguardia del mercato comunitario da applicare in caso di aumento sostanziale, tra un anno e l'altro, delle importazioni provenienti da paesi beneficiari dell'iniziativa "Tutto salvo le armi", in funzione della produzione e del consumo del paese importatore. D'altra parte, hanno adottato un emendamento che chiede sia soddisfatto con nuovi finanziamenti il fabbisogno supplementare di 200 milioni di euro l'anno dei paesi ACP colpiti dalla riforma.

 

Il settore bietosaccarifero in Italia

L'Italia è il quinto produttore europeo di zucchero. La sua produzione totale (anno 2004/05) è di 1.158.163 di tonnellate su un totale comunitario di circa 20 milioni, che corrisponde a poco meno del 6%. La Francia e la Germania sono ben più avanti con una produzione che corrisponde, rispettivamente, al 22,6 e al 21,5% del totale comunitario. Vengono poi la Polonia e il Regno Unito con una produzione pari al 10 e al 7% dell'Unione.

In Europa, più di 325.000 agricoltori producono la barbabietola da zucchero. L'Italia conta circa 46 mila imprese impegnate in questa coltura, in Germania sono 48 mila e in Francia 32 mila. In questi soli tre paesi vi è più della metà delle aziende europee.

Nel giro di 10 anni, dal 1993 al 2003, peraltro, il numero di aziende di produzione e raffinazione dello zucchero si è pressoché dimezzato in Europa, passando da 82 a 45 imprese (-45%). L'Italia non si è sottratta a questa tendenza: il numero di imprese è sceso da 12 a 5. Che si sono successivamente ridotte a 4: Coprob Italia Zuccheri, Eridiana Sadam, S.F.I.R., Zuccherificio del Molise.

Nel 2000, l'Unione europea era il secondo esportatore di zucchero mondiale, ma con quantitativi pari a circa la metà del Brasile, e il terzo importatore dopo la Federazione Russa e l'Indonesia. Nell'UE a 15, il 30% dello zucchero è destinato al consumo diretto, il 2% a usi non alimentari (per esempio, è trasformato in alcol e etanolo o aggiunto al cemento per agevolarne la solidificazione) e il restante 68% è utilizzato nei prodotti alimentari, soprattutto nelle bevande (21% del totale), nella produzione di dolciumi e caramelle (15%) e di biscotti (12%).

 

 

 

INDUSTRIA

 

 

RIMUOVERE GLI OSTACOLI ALLA NASCITA E ALLA CRESCITA DELLE PMI

A6-0405/2005

 

Relazione sull'attuazione della Carta europea per le piccole imprese

Procedura: Iniziativa - Dibattito: 18.1.2006 - Votazione: 19.1.2006

 

Agevolare l'accesso a programmi e fondi comunitari e rimuovere gli ostacoli finanziari e fiscali. E' quanto chiede il Parlamento con la relazione d'iniziativa sull'attuazione della Carta europea per le piccole imprese. Per i deputati occorre anche procedere a «profonde riforme strutturali» in ogni Stato membro, al fine di rafforzare la competitività, eliminare gli intralci amministrativi e tenere conto degli interessi delle PMI in tutte le proposte legislative.

 

Adottata con 503 voti favorevoli, 10 contrari e 38 astensioni, la relazione rileva l'importanza delle piccole imprese per la realizzazione degli obiettivi di Lisbona di una crescita maggiore e duratura nonché di nuovi e migliori posti di lavoro. Per tale motivo è criticato il rapporto della Commissione sul rilancio della strategia di Lisbona che le ignora, nonostante il Consiglio europeo avesse sottolineato che esse «sono la spina dorsale dell'economia europea e della creazione di occupazione». Inoltre, è deplorata la complessità della presentazione del rapporto dell'Esecutivo sull'attuazione della Carta e criticato il fatto che esso non fornisce un quadro coerente della situazione in tutti gli Stati membri.

I deputati, nel sottolineare il valore della Carta, ritengono tuttavia opportuno integrare e completare le azioni "piccole imprese" che essa contempla con la politica globale destinata alle PMI grazie ad un'azione vincolante, non soltanto a livello comunitario ma anche a livello di Stati membri, in cui si deve promuovere specificamente la messa in comune delle migliori prassi. Per i deputati occorre un migliore coordinamento con il Piano d'azione per lo spirito imprenditoriale e sottolineano, in particolare, la necessità di rafforzare le possibilità delle piccole e microimprese di trarre vantaggio dai programmi europei. E' per tale ragione che si compiacciono della disponibilità della Commissione a migliorare l'accesso delle PMI a tali programmi e sottolineano l'importanza di agevolare il loro accesso ai Fondi strutturali.

La relazione chiede inoltre che siano intraprese delle azioni per far fronte ai numerosi ostacoli finanziari che sono tuttora di impedimento allo sviluppo delle piccole e microimprese, per quanto riguarda il loro accesso al credito. La Banca europea per gli investimenti e il Fondo europeo per gli investimenti dovrebbero quindi essere utilizzati in modo migliore per sostenere la crescita di tali imprese, soprattutto di quelle che operano nel settore dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico. Vanno poi lanciate più ampie iniziative europee comuni per promuovere la creazione di PMI e sfruttarne maggiormente il potenziale di investimento. La Commissione e il Consiglio sono anche esortati a rafforzare gli strumenti finanziari a favore delle piccole imprese e delle imprese artigianali, in particolare i sistemi di garanzia reciproca.

I deputati sottolineano gli ostacoli fiscali persistenti - segnatamente in materia d'investimento - e ritengono che tale campo d'azione debba essere una priorità fornendo alle PMI un più facile accesso al capitale. Suggeriscono, per esempio, che le sovvenzioni europee accordate alle piccole imprese siano esentate dall'imposta sulle società. Ma, a loro parere, occorre anche semplificare i sistemi fiscali e amministrativi relativi alla creazione e allo sviluppo delle piccole imprese, eliminare gli ostacoli fiscali ad ogni forma di attività economica transfrontaliera e proseguire la lotta contro gli aiuti di Stato illegali sotto forma di concorrenza fiscale dannosa. Gli Stati membri sono quindi esortati a riformare e a semplificare i propri sistemi fiscali relativi alla creazione e allo sviluppo delle piccole imprese, a fornire incentivi alle imprese innovative e ad eliminare gli svantaggi creati dai sistemi fiscali per il finanziamento con il capitale di rischio.

I deputati sottolineano poi l'esigenza di accelerare «profonde riforme strutturali» in ogni Stato membro, al fine di rafforzare la competitività delle piccole imprese, creare condizioni ad esse favorevoli e completare la creazione di un mercato interno pienamente funzionante. Nel raccomandare uno sgravio fiscale per le piccole imprese, i deputati chiedono anche la rimozione degli ostacoli burocratici, soprattutto nella fase di avvio, e sottolineano la «vitale importanza» che sia il ruolo sia le esigenze delle PMI vengano prese in considerazione quando vengono elaborate proposte legislative di qualsiasi tipo e non soltanto quelle che si riferiscono specificamente alle piccole imprese.

Alla Commissione e al Consiglio è chiesto poi di definire una strategia volta a favorire e facilitare la trasmissione e la ripresa delle piccole imprese e delle imprese artigianali dopo il pensionamento dei capi d'impresa. Al contempo è sottolineata l'importanza dell'istruzione e della formazione per lo sviluppo dello spirito imprenditoriale fin dalla giovane età con lezioni e programmi di formazione dedicati alle aziende nella scuola secondaria, nell'università e nella formazione tecnologica.

 

Revisione della Carta

La relazione ritiene essenziale procedere alla revisione della Carta. In quella sede andrebbero introdotte ulteriori priorità quali la promozione dell'imprenditorialità come effettivo valore della società, una notevole riduzione della stigmatizzazione dei fallimenti imprenditoriali, una maggiore cooperazione tra piccole imprese, istituti di istruzione e ricerca, sostegno ad un'intensa cooperazione tra il soggetto menzionato, le istituzioni finanziarie ed i mercati dei capitali.

 

Background

Il Consiglio europeo di Feira del 19 e 20 giugno 2000 ha adottato la Carta europea per le piccole imprese stabilendo la loro importanza centrale e l'impegno dei poteri pubblici ad agire per sostenerle. La Carta comprende 10 linee d'azione:

 

-          Educazione e formazione allo spirito imprenditoriale

-          Registrazione meno costosa e più rapida

-          Migliore legislazione e migliore regolamentazione

-          Accessibilità delle competenze

-          Migliorare l'accesso in linea

-          Valorizzare meglio il mercato unico

-          Questioni fiscali e finanziarie

-          Rafforzare la capacità tecnologica delle piccole imprese

-          Modelli di commercio elettronico che hanno dato buona prova di sé e  sostegno di qualità alle piccole imprese

-          Sviluppare, rafforzare e rendere più efficace la rappresentanza degli interessi delle piccole imprese a livello dell'Unione e a livello nazionale.

 

L'attuazione della Carta è basata sul metodo aperto di coordinamento fra gli Stati che lascia agli Stati una grande libertà di sperimentazione e di scelte politiche sul modo perseguirne gli obiettivi.

 

 

 

 

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

ISTITUZIONI

-        Doc. A6-0414/2005 - Relazione sul periodo di riflessione: struttura, temi e contesto per una valutazione del dibattito sull'Unione europea

L'Europa ampliata non può funzionare senza una riforma istituzionale. Per tale ragione, il Parlamento chiede l'adozione di una nuova Costituzione prima di procedere a altre adesioni, oltre a quelle di Romania e Bulgaria. Il processo costituzionale, inoltre, deve essere accompagnato da un dibattito volto ad avvicinare i cittadini all'Europa, prevedendo un forte impegno dei parlamenti europeo e nazionali. Per i deputati, il mantenimento del testo attuale «costituirebbe un risultato positivo».

-        Doc. A6-0413/2005 - Relazione sulla modifica del regolamento del Parlamento europeo per quanto attiene alle norme di comportamento applicabili ai deputati europei

Garantire il regolare svolgimento dei lavori parlamentari senza ostacolare la vivacità delle discussioni né la libertà di parola dei deputati. E' questo l'obiettivo della modifica del regolamento interno del Parlamento resasi necessaria alla luce di recenti episodi che hanno turbato le sedute plenarie. Oltre a chiarire le attuali regole, il nuovo codice di condotta assegna maggiori poteri al Presidente in materia di sanzioni e si applicherà in tutti i locali e ad ogni riunione del Parlamento.

 

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

-        B6-0051/2006 - Risoluzione sull'istituzione di una commissione temporanea sulla consegna straordinaria di detenuti

Esistono in Europa centri di detenzione della CIA? Quest'ultima si è servita di aeroporti europei per trasportare presunti terroristi dove avrebbero potuto subire torture? Sono questi i due quesiti sostanziali cui tenterà di rispondere la nuova commissione temporanea istituita dal Parlamento. La commissione, che conta 46 deputati, appurerà anche se i governi europei erano a conoscenza di queste pratiche e se cittadini europei vi hanno preso parte. Dopo averne definito il mandato, il Parlamento ha approvato la lista dei membri della commissione temporanea tra i quali l'italiano JAS GAWRONSKI.

-        Doc. A6-0003/2006 - Relazione sulle misure restrittive nei confronti di persone sospettate di coinvolgimento nell'omicidio di Rafiq Hariri

-        Doc. B6-0050/2006 - Relazione della costituzione di una commissione di inchiesta sul crollo finanziario della Equitable Life Society

 

AMBIENTE

-        Doc. A6-0415/2005 - Relazione sul progetto comune, approvato dal comitato di conciliazione, di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e che abroga la direttiva 76/160/CEE

Grazie alla direttiva adottata dal Parlamento, i bagnanti potranno conoscere preventivamente la qualità delle acque nelle quali intendono tuffarsi. Queste informazioni, infatti, saranno disponibili su Internet e sulle spiagge. Sono stati necessari tre anni affinché deputati e ministri giungessero a un accordo volto a rafforzare gli standard di qualità delle acque, a migliorare l'ambiente e a proteggere la salute umana.

-        A6-0001/2006 - Relazione sul progetto comune, approvato dal comitato di conciliazione, di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE

Una nuova direttiva sui rifiuti delle industrie estrattive sarà presto d'applicazione. L'Aula ha infatti sottoscritto l'accordo cui sono giunte in conciliazione le delegazioni del Parlamento e del Consiglio. Le questioni più controverse sulle quali si è finalmente arrivati a un compromesso riguardavano l'inquinamento delle acque, le garanzie finanziarie a copertura delle responsabilità degli operatori, il campo d'applicazione, la gestione dei rifiuti e la prevenzione dell'inquinamento.

-        Doc. A6-0383/2006 - Relazione sugli aspetti ambientali dello sviluppo sostenibile

-        Doc. A6-0381/2006 - Relazione sull'applicazione delle disposizioni della Convenzione di Aarhus alle istituzioni ed agli organi comunitari

-        Doc. B6-0027/2006 - Risoluzione sui cambiamenti climatici

 

DIRITTI DEI CITTADINI

-        Docc. B6-0025, 0039, 0040, 0043/2006 - Risoluzione comune sull'omofobia in Europa

Alla luce di recenti eventi «preoccupanti», il Parlamento ha adottato una risoluzione che chiede di lottare contro ogni tipo di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale. Ai partner dello stesso sesso, inoltre, devono essere garantiti il rispetto, la dignità e la protezione «riconosciuti al resto della società», la libertà di circolazione e la non discriminazione in materia di successione e fiscalità. Occorrono poi un nuovo quadro normativo UE antidiscriminazione e campagne pedagogiche.

 

RELAZIONI ESTERNE

-        Docc. B6-0026, 0030, 0042, 0048 - Risoluzione comune sull'Afghanistan

L'Aula ha adottato una risoluzione che plaude al successo delle elezioni afgane, chiede alla comunità internazionale di coordinare maggiormente gli aiuti al paese e responsabilizzare le autorità locali. I deputati, inoltre, si compiacciono della possibile espansione delle forze internazionali nel paese per lottare contro il terrorismo, ma chiedono una revisione delle regole d'ingaggio e condannano il trasferimento di prigionieri a Guantanamo. Preoccupazione è espressa per la produzione di oppio.

-        Doc. A6-0399/2006 - Relazione sulla politica europea di prossimità

-        Doc. A6-0398/2006 - Relazione sul protocollo dell'accordo quadro di commercio e cooperazione con la Corea

-        Doc. A6-0002/2006 - Relazione sulla modifica del regolamento (CE) n. 533/2004 (Croazia)

 

DIRITTI UMANI

-        Docc. B6-0057, 0058, 0060, 0064, 0067, 0071/2006 - Risoluzione sulla Cambogia: repressione politica

-        Docc. B6-0056, 0061, 0063, 0065, 0068, 0069/2006 - Risoluzione sull'Egitto: violenze nei confronti dei rifugiati sudanesi

-        Docc. B6-0055, 0059, 0062, 0066, 0070/2006 - Risoluzione sul Perù: estradizione e processo dell'ex Presidente Alberto Fujimori

-        Docc. B6-0028, 0029, 0032, 0037, 0041, 0044/2006 - Risoluzione sulla Cecenia dopo le elezioni e società civile in Russia

 

TRASPORTI

-        Doc. A6-0375/2006 - Relazione sulle relazioni dell'UE con, rispettivamente, la Russia e la Cina nel settore del trasporto aereo

-        Doc. A6-0403/2006 - Relazione sulla politica estera comunitaria in materia di aviazione

-        Doc. A6-0333/2005 - Relazione sulle statistiche sui trasporti di merci per vie navigabili interne

 

DICHIARAZIONI

-        Assistenza telefonica per bambini in Europa

-        Estrazione della bile agli orsi in Cina


 

DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE

 

 

 

 

DALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Strategia della politica di allargamento (http://europa.eu.int/comm/enlargement/index.htm)

·         UE - Cina: Sicurezza dei prodotti (http://europa.eu.int/comm)

·         Politica Europea di Vicinato (PEV) (http://europa.eu.int/comm)

·         Misure antidumping: relazione 2004 (COM 2005/594)

AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

·         Previsioni economiche d'autunno della Commissione 2005-2007 (http://europa.eu.int/comm/economy

_finance/publications/european_economy/forecasts_en.htm)

·         Bilancio annuale dell'economia nell'UE (http://europa.eu.int/comm/economy_finance/publications/the

_eu_economy_review_en.htm)

·         Preparazione al futuro allargamento della zona euro (COM 2005/545)

POLITICA SOCIALE

·         "Diversità sul luogo di lavoro" (http://europa.eu.int/comm/employment_social/fundamental_rights/pdf/

events/busicase_fr.pdf)

CULTURA

·         Apprendimento permanente (COM 2005/548)

·         Il multilinguismo nell'UE (COM 2005/596)

·         "Istruzione formazione 2010" (COM 2005/549)

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

·         ".eu": il nuovo indirizzo internet per l'Europa (http://europa.eu.int/comm)

MERCATO INTERNO

·         Appalti pubblici: l'UE e la Cina rafforzano la loro cooperazione (http://europa.eu.int/comm)

·         Fusioni transfrontaliere delle società di capitali (http://europa.eu.int/comm)

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Fiscalità delle imprese: codice di condotta sui prezzi / costi di trasferimento (http://europa.eu.int/co

mm/taxation_customs/index_fr.htm)

·         Revisione del Codice Doganale (http://europa.eu.int/comm/taxation_customs/policy_issues/e-customs_i

nitiative/index_fr.htm)

POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO

·         "Premi europei delle imprese" (http://europa.eu.int/comm/enterprise/entrepreneurship/smes/awards/in

dex_it.htm)

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Libro verde sulla politica nutrizionale (http://europa.eu.int/comm/health/ph_determinants/life_style/nu

trition/nutrition_fr.htm)

·         Mais geneticamente modificato (http://europa.eu.int/comm)

TRASPORTI

·         Nuove misure per garantire la sicurezza dei trasporti marittimi (http://europa.eu.int/comm/transport/

maritime/safety/2005_package_3_en.htm)

·         Miglioramento della sicurezza dei porti (GUCE L 310 del 25/11/2005)

·         Le regole della concorrenza nel settore dei trasporti marittimi (http://europa.eu.int/comm/competitio

n/antitrust/legislation/maritime/

VARIE

·         Priorità d'azione per rispondere alle sfide dell'immigrazione (http://europa.eu.int/comm)

 


DALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

 

·         "Un regime di sgravio di gruppo che non consente ad una società controllante di dedurre dal suo reddito imponibile le perdite delle sue controllate stabilite all'estero è, in linea di principio, compatibile con il diritto comunitario"

Sentenza della Corte nella Causa C-446/03

 

Tuttavia, è contrario alla libertà di stabilimento escludere la possibilità, per la controllante residente, di dedurre dal suo reddito imponibile le perdite subite dalle controllate non residenti, se essa dimostra che tali perdite non sono state e non possono essere prese in considerazione nello Stato di residenza delle dette controllate.

 

·         "La Comunità può essere chiamata a risarcire i danni causati dai suoi organi anche in assenza di comportamenti illeciti di questi ultimi"

Sentenza del Tribunale di primo grado nelle Cause T-69/00, T-151/00, T-301/00, T-320/00, T-383/00 e T-135/01

 

Tuttavia, il Tribunale respinge il ricorso delle società i cui prodotti esportati negli Stati Uniti sono stati colpiti da sovrattasse doganali poiché il danno commerciale così subito non  è anormale.

 

·         "Il Tribunale di primo grado conferma il divieto dell'acquisizione della Honeywell da parte della General Electric"

Sentenza del Tribunale di primo grado nelle Cause T-209/01 e T-210/01

 

Nonostante la Commissione abbia commesso degli errori nella sua decisione che dichiara l'incompatibilità di tale concentrazione con il mercato comune, in particolare nell'ambito della sua analisi relativa agli effetti riconducibili all'esistenza di una conglomerazione derivanti dalla concentrazione, la creazione o il rafforzamento di posizioni dominanti sui vari mercati dei prodotti sono sufficienti a giustificare tale decisione.

 

·         "L'Avvocato generale Jacobs ritiene che il rifiuto di concedere ad una transessuale, passata dal sesso maschile al sesso femminile, una pensione alla stessa età alla quale si concederebbe ad una donna viola il diritto comunitario"

Conclusione dell'Avvocato generale nella Causa C-423/04

 

Un rifiuto del genere costituisce una discriminazione contraria alla direttiva comunitaria sulla parità di trattamento in materia di sicurezza sociale.

 

·         "L'Avvocato generale Geelhoed sostiene l'incompatibilità col diritto comunitario dell'attuale sistema NHS in materia di concessione dell'autorizzazione di cure sanitarie all'estero"

Conclusioni dell'Avvocato generale nella Causa C-372/04

 

Se ci si basa unicamente sugli obiettivi del sistema NHS per stabilire se una persona può ricevere cure sanitarie senza indebito ritardo non si tiene sufficientemente conto delle esigenze individuali di ciascun paziente.

 

·         "La Corte conferma la decisione della Commissione sull'incompatibilità con il mercato comune degli aiuti a favore del settore bancario italiano"

Sentenza della Corte nelle Cause C-66/02 e C-148/04

 

Gli aiuti possono incidere sugli scambi tra gli Stati membri e falsare la concorrenza.

 

Per ulteriori informazioni: Corte di giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet: http://www.curia.eu.int/it/index.htm


 

RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE

 

 

 

 

Decreto ministeriale del 21 settembre 2005: recepimento della direttiva 2005/13/CE della Commissione, del 21 febbraio 2005, relativa all'emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori destinati alla propulsione dei trattori agricoli o forestali.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 284 del 6 dicembre 2005.

 

Decreto ministeriale del 18 ottobre 2005: recepimento della direttiva 2004/96/CE della Commissione, del 27 settembre 2004, relativa alle restrizioni in tema di commercializzazione e uso di nickel in oggetti metallici utlizzati nelle parti perforate.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 298 del 23 dicembre 2005.

 

Decreto ministeriale del 2 novembre 2005: recepimento della direttiva 2004/46/CE della Commissione, del 16 aprile 2004, relativa al sucralosio (E 955) e il sale di aspartame-acesulfame (E 962).

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 294 del 19 dicembre 2005.

 

Decreto ministeriale del 31 agosto 2005: recepimento della direttiva 2004/5/CE della Commissione, del 20 gennaio 2004, relativa ai prodotti alimentari destinati ad un'alimentazione particolare.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 284 del 6 dicembre 2005.

 

Decreto legislativo n. 335 del 24 dicembre 2005: recepimento della direttiva 2002/6/CE del Parlamento e del Consiglio, del 18 febbraio 2002, relativa alle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e/o in partenza da porti degli Stati membri della Comunità.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 37 del 15 febbraio 2005.

 

Decreto ministeriale del 12 ottobre 2005: recepimento della direttiva 1996/86/CE della Commissione, del 13 dicembre 1996, relativa al trasporto di merci pericolose su strada.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 295 del 20 dicembre 2005.

 

Decreto ministeriale del 3 agosto 2005: recepimento della direttiva 2005/34/CE della Commissione, del 17 maggio 2005, relativa alla modifica della direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l'iscrizione delle sostanze attive etoxazole e tepraloxydim.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 272 del 22 novembre 2005.

 

Decreto ministeriale del 26 agosto 2005: recepimento della direttiva 2005/9/CE della Commissione, del 28 gennaio 2005, relativa ai prodotti cosmetici.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 276 del 26 novembre 2005.

 

Decreto legislativo n. 242 del 9 novembre 2005: recepimento della direttiva 2004/6/CE della Commissione, del 20 gennaio 2004, relativa all'applicazione del divieto di commercio di taluni prodotti.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 278 del 29 novembre 2005.

 

Decreto legislativo n. 238 del 21 settembre 2005: recepimento della direttiva 2003/105/CE del Parlamento e del Consiglio, del 16 dicembre 2003, relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.

Il decreto è pubblicato nella GURI n. 271 del 21 novembre 2005 SO n. 189.

 

 


 

DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

 

RELAZIONI ESTERNE

·         Relazione annuale sullo strumento per le Politiche Strutturali di preadesione (ISPA) 2004 COM (2005) 612 definitivo

 

POLITICA SOCIALE

·         Regolamento (CE) n. 1967/2005 della Commissione, del 1° dicembre 2005, relativo alla classificazione di talune merci nella nomenclatura combinata GUCE L 316/2005

 

MERCATO INTERNO

·         Regolamento (CE) n. 1512/2005 della Commissione, del 15 settembre 2005, recante modifica del regolamento (CE) n. 753/2002 che fissa talune modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per quanto riguarda la designazione, la denominazione, la presentazione e la protezione di taluni prodotti vitivinicoli GUCE L 241/2005

 

POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ

·         Regoalamento (CE) n. 1513/2005 della Commissione, del 16 settembre 2005, che modifica il regolamento (CE) n. 174/1999 recante modalità articolari di applicazione del regolamento (CE) n. 804/68 del Consiglio riguardo ai titoli di esportazione e alle restituzioni all’esportazione nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari GUCE L 241/2005

·         Regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 2505/96 recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari comunitari autonomi per taluni prodotti agricoli industriali  COM (2005) 622 definitivo

 

POLITICA DEI CONSUMATORI

·         Direttiva 2005/53/CE della Commissione, del 16 settembre 2005, recante modifica della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per includervi clorotalonil, clorotoluron, cipermetrina, daminozide e tiofanato metile come sostanze attive GUCE L 241/2005

 

TRASPORTI

·         Comunicazione della Commissione - Orientamenti comunitari concernenti il finanziamento degli aeroporti e gli aiuti pubblici di avviamento concessi alle compagnie aeree operanti su aeroporti regionali GUCE C 312/2005

 

VARIE

·         Decisione 2005/852/PESC del Consiglio, del 29 novembre  2005, per la distruzione di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni in Ucraina GUCE L 315/2005

·         Comunicazione della Commissione nell’ambito dell’applicazione della direttiva 89/106/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988 relativa al ravvicinameneto delle disposizioni  legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti i prodotti da costruzione (Pubblicazione di titoli e riferimenti di norme armonizzate ai sensi della direttiva) GUCE C319/2005

·         Decisione del Presidente della Corte di giustizia con cui si dichiara che il Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea è regolarmente costituito GUCE L 325/2005

·         Decisione del Consiglio sull’adesione della Comunità europea alla conferenze dell’Aja di diritto internazionale privato COM (2005) 639 definitivo

·         Decisione del Presidente della Corte di giustizia con cui si dichiara che il Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea è regolarmente costituito GUCE L 324/2005

·         Libro Verde “Promuovere le diete sane e l’attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie croniche COM (2005) 637 definitivo


 

BANDI - INVITI - AVVISI

 

Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi

Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali

attraverso i seguenti siti:

serie C: www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S: http://ted.publications.eu.int

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG EAC N. 24/05 «PROMOZIONE DELLA CITTADINANZA EUROPEA ATTIVA» SOSTEGNO AD INIZIATIVE DI GEMELLAGGIO TRA CITTÀ - CONFERENZE, SEMINARI DI FORMAZIONE E CAMPAGNE D'INFORMAZIONE 2006 - (GUCE 2005/C 172/13)

Obiettivi - Tipologia Dei Progetti

Il presente invito a presentare proposte riguarda progetti da realizzare nel quadro di gemellaggi tra città degli Stati membri dell'Unione europea e degli altri paesi ammessi. I progetti devono contribuire a sviluppare la consapevolezza dell'appartenenza europea, a creare e rafforzare legami e rapporti di cooperazione tra gli enti locali, a stimolare il dialogo tra i cittadini dell'Unione europea, a promuovere l'idea del gemellaggio tra città e a far conoscere quanto di meglio si fa in Europa in questo campo.

Il presente invito a presentare proposte deve riguardare iniziative da attuare nel quadro di gemellaggi tra città, quali conferenze, seminari di formazione e campagne d'informazione. Sarà pubblicato un distinto invito a presentare proposte per gli incontri tra cittadini di città.

I progetti possono essere di tre tipi:

Tipo 1: Conferenze organizzate nel quadro di gemellaggi tra città;.

Tipo 2: Seminari di formazione sul gemellaggio tra città;

Tipo 3: Campagne d'informazione per promuovere i gemellaggi tra città.

Le campagne d'informazione devono essere dirette ai comuni e promuovere in Europa l'idea del gemellaggio tra città, fornendo informazioni sul programma europeo e mettendo in luce l'importanza di questo movimento. Devono parteciparvi almeno due dei paesi ammessi, almeno uno dei quali deve essere uno Stato membro dell'Unione europea.

Durata dei progetti

La durata massima dei progetti è di dieci mesi (preparazione, realizzazione e presentazione del rendiconto).

Termine per la presentazione delle domande di sovvenzione: entro il 1 marzo 2006 per i progetti che avranno inizio tra il 1 settembre e il 31 dicembre 2006.

Il testo completo dell'invito a presentare proposte e i moduli di domanda sono disponibili sul seguente sito:

http://europa.eu.int/comm/towntwinning/call/call_it.html

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI AZIONI INDIRETTE DI RST NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA SPECIFICO DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE “STRUTTURARE LO SPAZIO EUROPEO DELLA RICERCA” SCIENZA E SOCIETÀ - SCIENCE SHOPS CODICE IDENTIFICATIVO DELL’INVITO: FP6-2005-SCIENCE-AND-SOCIETY-20 (GUCE 2005/C 282/08).

Conformemente alla decisione n. 1513/2002/CE del Palamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2002, relativa al Sesto programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione volto a contribuire alla realizzazione dello Spazio europeo della ricerca e all’innovazione (2002-2006), il Consiglio ha adottato in data 30 settembre 2002 il programma specifico di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione “Strutturare lo Spazio europeo della ricerca” (2002-2006).

Programma specifico: Strutturare lo Spazio europeo della ricerca (SER)

Attività: Scienza e società

Denominazione dell’invito: 6° PQ-2005-Scienza e società-20

Data di scadenza: 30 marzo 2006, alle ore 17.00 (ora di Bruxelles)

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE INFSO-MEDIA 11/2005 - MEDIA - FORMAZIONE (2001-2006) (GUCE 2005/C 288/10)

Obiettivi e descrizione

Il presente invito a presentare proposte è basato sulla decisione n. 163/2001/CE del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la realizzazione di un programma di formazione per i professionisti dell'industria europea dei programmi audiovisivi (Media - Formazione 2001-2006).

Fra le azioni da realizzare in applicazione della decisione summenzionata figura il miglioramento della formazione professionale dei professionisti del settore audiovisivo al fine di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per creare prodotti competitivi sul mercato europeo e sugli altri mercati, segnatamente nei seguenti settori:

-        applicazione delle nuove tecnologie e, in particolare, delle tecnologie digitali, per la produzione e per la distribuzione di programmi audiovisivi;

-        gestione economica, finanziaria e commerciale, compreso il quadro giuridico;

-        tecniche di scrittura di sceneggiature.

Candidati ammissibili

Il presente invito è rivolto ai candidati appartenenti a una delle categorie sottoindicate, le cui attività contribuiscono allo svolgimento delle azioni suindicate:

- scuole di cinema e di televisione, università, organismi specializzati in materia di formazione professionale, imprese private dell'industria audiovisiva, - organizzazioni/associazioni professionali specializzate nel settore dell'industria audiovisiva.

Informazioni complete

Il testo completo dell'invito a presentare proposte e il formulario di candidatura sono disponibili sul sito:

http://europa.eu.int/comm/avpolicy/media/index_fr.html

Termine: Le domande dovranno essere inviate alla Commissione entro e non oltre il 1 marzo 2006.

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG INFO - MEDIA 10/2005 MEDIA PLUS SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE TELEVISIVA DI OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE (GUCE 2005/C 329/09).

Il presente invito a presentare proposte è basato sulla decisone del Consiglio relativa all’attuazione di un programma d’incentivazione dello sviluppo, della distribuzione e della promozione delle opere audiovisive europee (MEDIA Plus Sviluppo, distribuzione e promozione, 2001-2005) adottata dal Consiglio il 20 dicembre 2000 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee del 17 gennaio 2001. L’obiettivo di questo programma è di promuovere la circolazione, all’interno e all’esterno dell’Unione europea, di programmi televisivi europei prodotti da imprese indipendenti, incentivando la cooperazione tra emittenti, da un lato, e distributori e produttori indipendenti dall’altro.

I termini ultimi per la presentazione delle domande sono: 17.2.2006, 16.6.2006, 3.11.2006.

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG INFSO - MEDIA 12/2005 MEDIA PLUS – SOSTEGNO ALLA DISTRIBUZIONE TRANSNAZIONALE DEI FILM EUROPEI E ALLA MESSA IN RETE DEI DISTRIBUTORI EUROPEI – SISTEMA DI SOSTEGNO “SELETTIVO” (GUCE 2005/C 329/10).

Il presente invito a presentare proposte è basato sulla decisione 2000/821/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2000, relativa all’attuazione di un programma d’incentivazione dello sviluppo, della distribuzione e della promozione delle opere audiovisive europee (MEDIAPLUS - Sviluppo Distribuzione e Promozione - 2001-2005), pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee n. L 13 del 17 gennaio 2001, pag. 35. La proposta di prolungare il programma MEDIA fino al 31 dicembre 2006 è stata approvata il 26 aprile 2004 dal Consiglio dei ministri. Tra le azioni da realizzare in applicazione della citata decisione figura il sostegno alla distribuzione transnazionale dei film cinematografici europei.

I termini ultimi per la presentazione delle domande sono:  1/04/2006,  7/7/2006, 1/12/2006.

 

 

 

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE  - DG  INFSO - MEDIA 13/2005 MEDIA PLUS SOSTEGNO ALLA DISTRIBUZIONE TRANSNAZIONALE DEI FILM EUROPEI SISTEMA DI SOSTEGNO “AUTOMATICO” (GUCE 2005/C 329/11).

Il presente invito a presentare proposte è basato sulla decisione 2000/821/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2000, relativa all’attuazione di un programma di incentivazione dello sviluppo, della distribuzione e della promozione delle opere audiovisive  europee (MEDIA PLUS - Sviluppo, distribuzione e promozione - 2001-2005), pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 13 del 17 gennaio 2001, pag. 35. La proposta di prolungare il programma MEDIA fino al 31 dicembre 2006 è stata approvata il 26 aprile 2004 dal Consiglio dei Ministri. Tra le azioni da realizzare in applicazione della citata decisione figura il sostegno alla distribuzione transnazionale dei film cinematografici europei.

Il termine ultimo per presentare le domande è il 30 aprile 2006. 

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER PROGETTI EUROMEDITERRANEI DI DIALOGO TRA LE CULTURE

La Fondazione Ann Lindh è la prima istituzione comune costituita e finanziata collettivamente dai 35 Paesi euromediterranei. Il suo principale obiettivo consiste nel promuovere una cooperazione regionale a livello economico, sociale e culturale al fine di trasformare il bacino del Mediterraneo in un’area di pace, stabilità e prosperità. Particolare importanza è data allo sviluppo delle risorse umane, in particolare dei giovani, principale gruppo target cui la Fondazione indirizza le proprie attività ed iniziative, e alla promozione della tolleranza tra le persone, favorendo a questo fine lo scambio tra membri delle diverse società civili.

La Fondazione promuove un concetto di dialogo dinamico tra le culture attraverso la cooperazione tra i soggetti della società civile in settori quali istruzione, cultura, scienza e comunicazione. Essa, inoltre, mira a rafforzare la cooperazione intellettuale in campi quali diritti umani, sviluppo sostenibile e cittadinanza democratica.

Il programma della Fondazione è cofinanziato dall’Unione europea e dai 35 partners euromediterranei. Le priorità tematiche per il 2006 sono le seguenti:

·         Tema A: musica popolare euromediterranea e creazioni culturali/artistiche;

·         Tema B: programmi scolastici euromediterranei;

·         Tema C: gruppi di giovani ricercatori euromediterranei;

·         Tema D: scuole e tirocini estivi/programmi di scambi;

·         Tema E: biblioteche, promozione di libri e traduzioni;

·         Tema F: scambi interculturali fra organizzazioni femminili della società civile.

 

Le date di scadenze fissate nel 2006 per la presentazione di progetti sono il 1° marzo, il 1° giugno e il 1° novembre.

 

Per maggiori informazioni, consigliamo di consultare il link: www.euromedalex.org da cui è possibile scaricare anche la modulistica relativa ai bandi aperti.

 

 

 

 


 

EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS

 

 

 

 

Azienda del Montenegro è interessata a distribuire carbone per stufe di propria produzione tramite accordi di rappresentanza o vendita diretta.

 

Azienda portoghese specializzata nella produzione di componenti metallici per l’industria automobilistica, cerca partner per cooperazioni commerciali, tecnologiche e produttive.

 

Azienda del Regno Unito produttrice di mobili da arredamento cerca agenti e rappresentanti in Italia.

 

Azienda norvegese è interessata a distribuire in Italia contenitori per etichette in policarbonato e PET particolarmente resistenti.

 

Azienda polacca produttrice di sostanze chimiche per la pulizia della casa e cosmetici per il corpo è interessata a distribuire i propri prodotti n Italia.

 

 

 

COOPERAZIONI CON AMERICA, ASIA E PAESI DEL MEDITERRANEO

 

Azienda tunisina specializzata nell’estrazione e nella vendita della sabbia non trattata per fabbricare vetro, cristallo e derivati cerca partner interessati ad avviare accordi commerciali e finanziari (esportazione e partecipazione al capitale sociale).

 

Azienda argentina attiva nella produzione di bevande alcoliche (liquori, vodka, gin ed energy drinks) cerca grossisti e distributori italiani interessati ad avviare accordi di collaborazione commerciale.

 

Importante industria siriana di produzione di acqua di rose cerca importatori interessati ad avviare accordi di collaborazione commerciale.

 

Azienda brasiliana attiva nel settore dei pescati congelati e/o conservati cerca partner interessati ad accordi di collaborazione commerciale (importazione e distribuzione).

 

Azienda brasiliana che produce cordoni di nylon intrecciati per l’industria dell’abbigliamento cerca partner italiani interessati ad avviare accordi di collaborazione commerciale (importazione e distribuzione).

 

 

RICERCA PARTNER

 

SPAGNA - La società di consulenza Novasoft, specializzata in attività di formazione nel campo delle tecnologie dell’informazione ed internet, gestione qualità ed ambiente e studi di Sistemi Geografici Informativi (GIS), cerca autorità pubbliche e private, organizzazioni professionali, imprese, organizzazioni per l’educazione continua, educazione superiore (università/politecnici), corsi di formazione professionale, ecc., per fornire sostegno in progetti europei che richiedano esperienza nell’E - Learning.

SCADE: data non indicata.

 


PER ULTERIORI INFORMAZIONI

ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

 

·        Eurodeputati del Gruppo PPE/DE

Delegazione italiana FORZA ITALIA - P

Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma - Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200

Rue Wiertz B-1047 Bruxelles - Tel. +32 2 284.25.96 - Fax +32 2 284.69.06

 

·        Parlamento Europeo

Rue Wiertz  B - 1047 Bruxelles - Tel.: 0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it

 

·        Commissione delle Comunità Europee

Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 -  http://europa.eu.int/comm

Via IV Novembre, 149  00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/

Corso Magenta, 59  20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it

 

·        Consiglio dell'Unione Europea - Rue de la Loi, 175 B - 1048 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int

 

·        Corte di giustizia delle Comunità europee - Boulevard Konrad Adenauer 

L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int

 

·        Comitato economico e sociale - Rue Ravenstein, 2  B - 1000 Bruxelles

Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int

 

·        Comitato delle regioni - Rue Montoyer, 92-102  B - 1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int

 

·        Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee

serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html

serie S (Bandi): http://ted.publications.eu.int

 

·        Euro Info Centres (informano e forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee: normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza, concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)

Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:

www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html

 

 

Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67  1040 Bruxelles

Tel.: 0032 2 285 4159 - http://www.epp-eu.org/

 

 

EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:

http://www.euroinformazioni.org