GRUPPO DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO
PARLAMENTO EUROPEO
(DEMOCRATICI-CRISTIANI) E DEMOCRATICI EUROPEI
Delegazione
Italiana FORZA ITALIA - P
Ufficio di Roma

EUROINFORMAZIONI
PER
PICCOLA E MEDIA IMPRESA - INDUSTRIA - COMMERCIO ARTIGIANATO - SERVIZI - ENTI TERRITORIALI LOCALI
BREVI DALL’EUROPA
DAL PARLAMENTO EUROPEO
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
DALLA GAZZETTA UFFICIALE (GUCE)
BANDI - INVITI - AVVISI
EUROCOOPERAZIONI - RICERCA PARTNERS
25
gennaio 2006
n° 134
Lettera informativa della Delegazione Italiana
Forza Italia - P del Gruppo PPE/DE
_____________________________________________________________________________
BREVI DALL'EUROPA
CORSO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE IN
PROGETTAZIONE COMUNITARIA
Il Centro
interdipartimentale per l’economia e la cultura della globalizzazione
dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con Associazione
Italiana Progettisti Comunitari, Ordine dei Dottori Commercialisti della
provincia di Treviso, Consorzio Marco Polo, Consulenti di Marca S.r.l. ed Area
Impresa S.r.l. e con la partecipazione dell’Assessorato alle politiche
dell’economia, sviluppo, ricerca, innovazione e politiche istituzionali della
Regione Veneto, Eurosportello Veneto-Unioncamere e Unicredit, organizza il Corso di Alta Specializzazione in
Progettazione Comunitaria che avrà luogo nei locali dell’ex Convento di San
Francesco a Conegliano dal 15 febbraio all’8 luglio 2006.
Il
Corso prevede la partecipazione di tre tipologie di destinatari:
a)
il neo laureato che intende inserirsi nel mercato del lavoro grazie ad una competenza ad
alto valore aggiunto e sempre più richiesta. La sua attività, sia come
dipendente di un’impresa, di un’associazione di categoria, di un ente pubblico,
di uno studio professionale o titolare di un proprio studio di consulenza
specialistica consente di mettere a disposizione dell’imprenditore e dell’ente
pubblico questa competenza finalizzata alla individuazione di risorse comunitarie,
nazionali, regionali e locali, alla elaborazione di progetti specifici per lo
sviluppo in piena collaborazione con i referenti tecnici della struttura
cliente, al marketing del progetto, all'interlocuzione con gli enti
finanziatori, alla migliore gestione e rendicontazione dei progetti approvati;
b)
il consulente d’impresa che vuole offrire alle aziende clienti un ulteriore servizio per
completare la gamma di servizi offerti dal proprio studio e diversificarsi
dalla concorrenza che incentra i propri sforzi nella consulenza
amministrativo-contabile-fiscale o giuridica;
c)
il manager d’impresa, di distretto o il pubblico amministratore che intende permettere
all’impresa, al distretto produttivo o all’ente pubblico di godere del
vantaggio competitivo rappresentato dalle risorse europee, nazionali, regionali
e locali che sono messe a disposizione per accelerare lo sviluppo.
Queste
tre tipologie di destinatari parteciperanno al Corso con modalità diverse:
a)
il neo laureato effettuerà un Corso della durata di 280 ore di insegnamento frontale e di
laboratorio oltre a project work/tesi finale;
b)
il consulente d’impresa, il manager d’impresa o di distretto ed il pubblico
amministratore
parteciperanno a 10 seminari, ciascuno di otto ore, programmati nel pomeriggio
di venerdì e nella mattina di sabato, con cadenza periodica e programmati con
largo anticipo.
Alla
fine del ciclo di seminari ciascun partecipante produrrà un project work/tesi
finale.
La struttura
didattica del Corso prevede una parte di interventi di carattere generale e di
orientamento e una parte specialistica dedicata agli strumenti di finanziamento
e all’elaborazione di progetti, secondo un approccio tematico e di sistema. È poi prevista la valutazione
finale dei partecipanti.
DOMANDA DI ISCRIZIONE
La domanda
deve essere compilata e consegnata entro il 10 febbraio 2006 al Centro interdipartimentale per l’economia e la
cultura della globalizzazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Riviera
S. Margherita 78, a Treviso, pena l’esclusione dal Corso. Farà fede il timbro
postale.
Per
eventuali informazioni: Eurosportello Veneto, dott.ssa Michela Oliva tel.
041.0999411 europa@eurosportelloveneto.it .
LE REGIONI E LA STRATEGIA DI LISBONA
L’Europa
dovrebbe smettere di nascondersi dietro il suo modello sociale e concentrarsi
invece sulla creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo
dell’imprenditorialità. Questo è uno dei messaggi chiave emersi nel corso della
tavola rotonda organizzata dal Comitato delle Regioni sul ruolo delle regioni e
delle città per il rilancio della competitività, della crescita e
dell’occupazione secondo gli obiettivi di Lisbona, tenutasi a Bruxelles il 15
novembre scorso.
Rappresentanti
di governi locali e regionali hanno partecipato alla tavola rotonda al fine di
condividere le proprie esperienze nell’applicazione della Strategia di Lisbona
e confrontarsi con le Istituzioni europee.
Il
dibattito è stato moderato da Anders Gustav, presidente della Commissione per
la politica economica e sociale del Comitato delle Regioni e relatore di un
parere sulla competitività e decentralizzazione adottato nella sessione
plenaria di novembre. Gustav ha presentato, inoltre, la sua esperienza come
sindaco di Solna (cittadina svedese che ha raggiunto i più alti livelli di
sviluppo economico del paese negli ultimi cinque anni) dove le autorità locali
e regionali hanno avuto un ruolo chiave nel contribuire ad aumentare la
competitività nazionale.
Gerd-Jan
Koopman, direttore per la Politica industriale e le riforme economiche alla DG
Imprese, ha affermato che i governi locali e regionali dovrebbero essere
pienamente coinvolti nella preparazione e nell’implementazione nei Programmi
nazionali di riforma volti a rilanciare l’occupazione e la crescita economica.
La Commissione europea dà priorità alla protezione dei lavoratori e non solo
alla creazione di nuovi posti di lavoro.
Nel
corso del dibattito il responsabile per l’Europa di Michelin, Patrick Ozoux, ha
dichiarato il suo apprezzamento per la crescente collaborazione dei governi con
le piccole e medie imprese a livello regionale. In particolare è stata
menzionata l’esperienza di Michelin che ha avviato numerose scuole di
formazione professionale nel campo delle tecnologie dell’informazione aiutando
così le autorità pubbliche a relazionarsi più facilmente con le Camere di
commercio e gli altri partner del territorio
Olivier
Bertrand, presidente della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile del Comitato
delle Regioni, ha poi messo l’accento sulla competitività quale strumento da
utilizzare per i cittadini. Una corretta politica dei trasporti per esempio può
contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona.
Il
rappresentante per gli Euroinfocenters alla Commissione, Hussein Sattaf, ha
dichiarato l’interesse della Commissione europea a ridurre la burocrazia che in
alcuni paesi, quali l’Olanda, ha portato al fallimento di questa rete di
sostegno europeo all’impresa. La rete degli Euroinfocenters (EIC) deve lavorare
in stretta connessione con la rete degli Innovation Relay Centers (IRC)
attraverso sportelli unici al fine di rendere più accessibili le informazioni
sui programmi e i finanziamenti europei per le imprese europee, soprattutto
quelle di piccole e medie dimensioni. È stato infine presentato un esempio di
buon funzionamento del network a favore delle imprese dal direttore di
Eurosportello Veneto, Gian Angelo Bellati, che ne ha descritto le principali
attività in materia di informazione, di assistenza e progettazione comunitaria.
Il
contributo che le Regioni possono dare al raggiungimento degli obiettivi di
Lisbona è notevole: bisogna dunque valorizzarne maggiormente le opportunità e
puntare sullo scambio di esperienze.
PRIMO ACCORDO DI GEMELLAGGIO EU -
MAROCCO
Il 21
dicembre 2005, il Ministro dell’Interno marocchino ha siglato un contratto di
gemellaggio con la controparte francese, nel quadro del Programma di Supporto
all’Accordo d’Associazione, finanziato
dall’Unione Europea con un budget di 20 milioni di Euro.
In base
a tale contratto, il Dipartimento marocchino per l’immigrazione e il controllo
delle frontiere coopererà con il Dipartimento Centrale di polizia di frontiera
francese per controllare le frontiere e prevenire l’immigrazione illegale.
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti
approvati sono disponibili
per n° di documento
o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - SESSIONE
12 - 15 DICEMBRE 2005
DIRITTI UMANI
IL PRESIDENTE HA CONSEGNATO IL PREMIO SACHAROV
2005
Consegna del Premio Sacharov 2005 per la libertà dello spirito (Donne in
Bianco (Cuba), Hauwa Ibrahim (Nigeria), Reporter senza frontiere)
14.12.2005
Il Presidente del Parlamento europeo, JOSEP Borrell ha consegnato questo mercoledì il Premio Sacharov
2005 per la libertà di pensiero. Il Premio riconosce i contributi alla difesa
dei diritti dell'uomo, alla protezione delle minoranze e alla promozione della
democrazia. Quest'anno sono tre gli insigniti del Premio: il movimento
d'opposizione cubano "Damas de Blanco", l'avvocato nigeriana Hauwa Ibrahim e l'organizzazione
internazionale "Reporter senza frontiere".
L'Aula ha inoltre
approvato le seguenti relazioni:
-
Doc. B6-0643/2005 -
Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Etiopia e i nuovi
conflitti alle frontiere
-
Doc. B6-0645, 0658,
0661, 0662, 0665, 0668/2005 - Risoluzione
sui diritti umani in Russia
-
Doc. B6-0646, 0647,
0648, 0652, 0655, 0669/2005 - Relazione
sui diritti umani e la libertà di stampa in Tunisia
-
Docc. B6-0644, 0657,
0660, 0664, 0667/2005 - Relazione su
Tibet e Hong Kong
PROSPETTIVE FINANZIARIE 2007 - 2013
Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione - Preparazione del
Consiglio europeo (Bruxelles, 15 e 16 dicembre 2005), ivi compresa la strategia
di sviluppo
14.12.2005
E' stata con inconsueta unanimità che tutti i gruppi del Parlamento
europeo, assieme alla Commissione, hanno criticato la proposta britannica in
merito alle prospettive finanziarie 2007-2013. Assenza di solidarietà,
soprattutto nei confronti dei nuovi Paesi e rigidità sullo sconto britannico
sono i più frequenti rilievi. Il Presidente BORRELL ha ribadito: «non si devono
sottovalutare le parole, quanto è inaccettabile non può essere accettato».
Dichiarazione della Commissione
Prima di affrontare il tema più controverso, le
prospettive finanziarie, il Presidente BARROSO
ha accennato agli altri punti in discussione al Vertice di Bruxelles: la sfida
della globalizzazione, la strategia di Lisbona, l'immigrazione legale e
illegale, il terrorismo e la politica di sviluppo.
In merito alle prossime prospettive finanziarie, il
Presidente ha affermato che il Vertice sarà l'occasione per dimostrare che
l'Unione è capace di rispondere alle aspettative dei cittadini europei. Ha
quindi evidenziato come un ulteriore ritardo si ripercuoterà su tutte le
politiche comunitarie in un momento in cui l'Europa ha invece bisogno di
maggiori ambizioni. Occorre pertanto identificare gli obiettivi e dotarsi dei
mezzi per realizzarli. Ogni euro, ha precisato, deve essere utilizzato nel modo
migliore per sostenere la crescita e la competitività e per contrastare le
minacce alla sicurezza. Il principio della flessibilità, inoltre, è essenziale
così come la clausola di revisione.
Per il Presidente, il bilancio europeo dovrà essere
equo sul fronte delle spese ma anche su quello dei contributi, tenendo conto
delle esigenze risultanti dall'ultimo e dal prossimo ampliamento dell'Unione. A
tale proposito, ha affermato che creare due strade parallele per i vecchi e i
nuovi Stati membri non rappresenta la maniera giusta per giungere ad un'Europa
competitiva e coesa. Al contrario, porterebbe ad un'Unione a due velocità.
Barroso ha quindi invitato la Presidenza a
dimostrare il coraggio e la determinazione necessari per raggiungere un accordo
all'altezza delle ambizioni, respingendo le visioni nazionalistiche di una mini
Europa.
Dichiarazione del Consiglio
Douglas Alexander ha
esordito sostenendo che sta finendo un anno molto importante segnato dal no
alla Costituzione, dai problemi legati alla globalizzazione e dagli attacchi
terroristici alle città europee. Ma, ha aggiunto, l'Europa ha saputo rispondere
e ha avuto peso a livello internazionale.
Il compito principale del Vertice europeo, ha
proseguito, è di trovare un accordo sulle prospettive finanziarie 2007-2013,
«una sfida chiave della Presidenza, a seguito del mancato accordo politico di
giugno». Il Ministro ha quindi affermato che le proposte presentate dalla
Presidenza la settimana scorsa rappresentano una sfida per gli Stati membri,
così come lo sono quelle nuove che saranno illustrate a fine mattinata. I
margini di manovra, ha ammesso, sono molto ristretti, ma si tratta dell'unica
base accettabile per ottenere un bilancio moderno e riformato. La Presidenza ha
poi brevemente accennato ai vantaggi che la proposta britannica apporterebbe ai
nuovi Stati membri.
Il Ministro ha infine concluso menzionando gli
altri punti all'ordine del giorno del Vertice, insistendo sul tema della
sicurezza e sulla strategia per l'Africa. Ha quindi colto l'occasione per
condannare senza riserve le nuove affermazioni del Presidente iraniano in
merito a Israele.
Il Presidente BORRELL
è quindi intervenuto per esprimere il suo rammarico sul fatto che la Presidenza
non abbia accolto il suo invito ad illustrare all'Aula i contenuti della nuova
proposta sulle prospettive finanziarie. Questo fatto, ha aggiunto, riduce la
levatura del dibattito.
HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE,
dopo aver criticato il ritardo con cui si è presentato in Aula il Ministro,
ha anche stigmatizzato il fatto che non sia stata presentata la nuova proposta
sulle prospettive finanziarie. Ha poi sottolineato che, per avere delle
prospettive finanziarie, è necessario l'accordo del Parlamento europeo e che,
affinché questo accada, occorre che queste siano accettabili. Il Premier Blair,
ha proseguito, è stato molto bravo in termini di comunicazione ma, ha aggiunto,
«ci vuole anche sostanza».
Il leader dei popolari ha quindi evidenziato che
per la Ricerca occorre fare di più, mentre la proposta della Presidenza è
addirittura inferiore a quanto ipotizzato a giugno. E' necessario poi
promuovere la solidarietà e la coesione tra i vecchi e i nuovi Stati membri. Se
ciò non è garantito, l'accordo del Consiglio non potrà essere accettato. Sullo
sconto britannico, infine, il deputato ha affermato che non è più accettabile e
deve essere ridotto progressivamente fino ad essere eliminato. Il fatto poi di
legare tale questione alla riforma della PAC non dovrà portare pregiudizio ai
nuovi Stati membri. Per concludere, il deputato ha rilevato la necessità di un
chiaro messaggio a favore dell'esistenza di Israele, anche perchè chi la mette
in discussione «parla contro l'istituzione di uno Stato palestinese».
-
Doc. A6-0396/2005 - Relazione sul progetto di bilancio generale
dell'Unione europea per l'esercizio 2006, quale modificato dal Consiglio (tutte
le sezioni) e sulle lettere rettificative nn. 1/2005, 2/2005 e 3/2005 al
progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2006
-
Doc. A6-0395/2005 - Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio relativa alla mobilitazione dello strumento di flessibilità per
l'assistenza al risanamento e alla ricostruzione dei paesi colpiti dallo
tsunami in conformità del punto 24 dell'accordo interistituzionale del 6 maggio
1999
-
Doc. A6-0397/2005 Relazione sul progetto di bilancio rettificativo n. 8/2005 dell'Unione
europea per l'esercizio 2005
Procedura: Bilancio - Dibattito: 13.12.2005 - Votazione: 15.12.2005
Il Presidente ha solennemente
firmato, assieme al ministro britannico delle finanze, il Bilancio 2006,
l'ultimo dell'attuale periodo di programmazione. Il compromesso cui si è giunti
con il Consiglio prevede crediti di pagamento pari a 111,969 miliardi di euro,
ossia l'1,01% del reddito nazionale lordo comunitario. Il Consiglio ha
accettato di prevedere più fondi per i programmi a favore dell'ambiente e della
ricerca, dei giovani, della formazione e delle PMI.
Prima di procedere alla firma
del bilancio, il Presidente BORRELL
ha voluto sottolineare che i crediti d'impegno stanziati per il 2006
corrispondano all'1,09% del reddito nazionale lordo, mentre la base di
discussione per le prossime prospettive finanziarie equivale a una media
dell'1,03%, ma per 27 Stati membri.
Rispetto al 2005, il prossimo
esercizio finanziario prevede un aumento dei crediti di pagamento del 5,3%,
ossia di 5,7 miliardi di euro. D'altra parte, è importante notare che se non si
giunge a un accordo sulle prospettive finanziare 2007-2013, sarà proprio il
bilancio 2006 a servire da base per i negoziati relativi ai bilanci annuali
successivi.
Agricoltura
Considerato che il Consiglio
ha l'ultima parola sulle spese relative alla Politica agricola comune, i
deputati non possono che deplorare i tagli apportati dai Ministri in diverse
linee di bilancio. D'altra parte è accolto con favore l'aumento dei finanziamenti
destinati al programma alimentare a favore degli indigenti.
Azioni strutturali
Pur compiacendosi del buon
livello di esecuzione osservato in numerosi paesi, i deputati si dicono delusi
dai risultati dei nuovi Stati membri. Parlamento e Consiglio, di conseguenza,
hanno deciso di non aumentare i pagamenti ma, come per il 2005, sono d'accordo
sulla possibilità di rendere disponibili stanziamenti supplementari se ciò si
avverasse necessario.
Politiche interne
Il Consiglio ha accettato la
richiesta del Parlamento di prevedere 100 milioni di euro supplementari per una
serie di programmi che interessano direttamente i cittadini e che sono ritenuti
cruciali per la strategia di Lisbona: Life (ambiente), Socrates (formazione) e
programmi di ricerca, PMI, giovani e organizzazioni culturali. Sono previsti,
inoltre, 9 milioni di euro in crediti d'impegno per la lotta contro il
terrorismo e per l'avvio del sistema di allerta rapido Argus.
Azioni esterne
Circa 275 milioni di euro sono
aggiunti, tramite lo strumento di flessibilità, all'attuale soglia definita
dalle prospettive finanziarie per le azioni esterne. Tali fondi supplementari,
che erano stati oggetto di un aspro contendere tra i due rami dell'autorità di
bilancio, serviranno alla ricostruzione in Iraq e nei paesi colpiti dallo
tsunami lo scorso anno. Consentiranno anche di aiutare i paesi ACP colpiti
dalla riforma della politica europea in materia di zucchero e di rafforzare la
politica estera e di sicurezza comune
(PESC). Queste decisioni sono presenti nella relazione Doc. A6-0395/2005 sulla
mobilizzazione dello strumento di flessibilità.
L'importo totale del
finanziamento per la PESC nel 2006 è pari 102,6 milioni di euro, ossia 40
milioni in più rispetto al progetto preliminare di bilancio. Potranno così
tenersi ogni tre mesi le riunioni d'informazione PESC tra i deputati europei e
gli ambasciatori rappresentanti il Consiglio.
PARI DIRITTI PER I VIAGGIATORI DISABILI O A MOBILITÀ
RIDOTTA
Doc. A6-0317/2005
Relazione sulla proposta di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti delle
persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo
Procedura: Codecisione,
prima lettura - Dibattito: 13.12.2005 - Votazione: 15.12.2005
Le persone disabili e a mobilità ridotta hanno gli stessi diritti di tutti
gli altri cittadini alla libera circolazione, alla libertà di scelta e alla non
discriminazione. Divieto di negare l'imbarco e obbligo di assistenza gratuita
ai disabili e alle persone con mobilità ridotta sono i cardini del regolamento.
In caso di violazione di questi principi potranno essere applicate delle
sanzioni. Il testo approvato dal Parlamento è sostenuto anche dal Consiglio e,
quindi, entrerà presto in vigore.
La proposta all'esame della
Plenaria mira a definire una normativa comunitaria dettagliata riguardo
all'assitenza, nell'ambito dei trasporti aerei, delle persone a mobilità
ridotta e il finanziamento dei costi supplementari. La proposta fa parte di un
pacchetto di misure volte a tutelare maggiormente i viaggiatori. Gli
emendamenti approvati dall'Aula sono il frutto di un accordo tra PSE, PPE/DE,
ALDE/ADLE, Verdi/ALE e GUE/NGL e condivisi dal Consiglio. Il provvedimento
potrà quindi essere adottato formalmente nelle prossime settimane.
Adottata con 506 voti favorevoli,
6 contrari e 1 astensione, la relazione così come delineata dal compromesso,
rafforza le disposizioni previste dall'Esecutivo per assicurare in modo certo
che le persone con limitata autonomia non subiscano discriminazioni di sorta.
Innanzitutto, come richiesto dai deputati, è precisato che il testo normativo
non si applica solo alle «persone a mobilità ridotta», bensì anche ai disabili.
Un emendamento precisa che può
essere considerata tale «qualsiasi persona la cui mobilità sia ridotta, nell’uso
del trasporto, a causa di qualsiasi disabilità fisica (sensoriale o
locomotoria, permanente o temporanea), disabilità o incapacità intellettiva, o
per qualsiasi altra causa di disabilità, o per ragioni di età, e la cui
condizione richieda un’attenzione adeguata e un adattamento del servizio
fornito a tutti i passeggeri per rispondere alle esigenze specifiche di detta
persona».
Più in generale, per i
deputati, nella progettazione di nuovi aeroporti e terminal, come pure
nell'ambito di ampi lavori di ristrutturazione, i gestori aeroportuali
dovrebbero, ove possibile, tener conto delle esigenze delle persone disabili e
delle persone a mobilità ridotta. Analogamente, i vettori aerei dovrebbero, ove
possibile, tener conto di tali esigenze in sede di progettazione e di
ammodernamento degli aeromobili.
Divieto di negare l'imbarco
Il principio basilare del
regolamento è che le persone disabili e le persone a mobilità ridotta
dovrebbero avere accesso al trasporto e non essere escluse a causa della loro
disabilità o mancanza di mobilità, se non nel caso di ragioni giustificate di
sicurezza previste dalla legge. Pertanto, un vettore aereo, un suo agente o un
operatore turistico, non può rifiutare di accettare una prenotazione o di
imbarcare un passeggero «per motivi di disabilità o mobilità ridotta».
Il compromesso, d'altra parte,
chiarisce in quali casi è possibile derogare a tale norma al fine di evitare
decisioni arbitrarie o discriminatorie. Oltre che per i motivi di sicurezza,
possono essere invocate le dimensioni dell'aeromobile o dei suoi portelloni che
rendono fisicamente impossibile l'imbarco o il trasporto di disabili e di
persone a mobilità ridotta. In questi casi, devono essere offerte agli
interessati delle alternative accettabili. Al disabile e alla persona che lo
accompagna deve inoltre essere offerto il rimborso del biglietto o la
possibilità di prenotare un altro volo, come previsto da un altro regolamento
comunitario.
Dovere di assistenza
Quando una persona disabile o
una persona a mobilità ridotta si presenta per la partenza in un aeroporto, al
gestore aeroportuale «incombe la responsabilità» di garantire assistenza, senza
oneri aggiuntivi. La richiesta di assistenza per le esigenze particolari della
persona in questione devono però essere notificate al vettore aereo o al suo
agente o all’operatore turistico almeno quarantotto ore prima dell’ora di
partenza del volo.
Il compromesso prevede che il
gestore aeroportuale debba fornire esso stesso tale assistenza. In alternativa,
«mantenendo la propria responsabilità», è possibile subappaltare tale servizio
a un terzo. Il gestore aeroportuale, inoltre, può sottoscrivere contratti di
questo tipo di propria iniziativa o su richiesta, anche del vettore aereo,
previa consultazione degli utenti aeroportuali e tenendo conto dei servizi
esistenti.
L'assistenza che deve essere
fornita ai disabili e alle persone con mobilità ridotta riguarda l'imbarco e lo
sbarco mettendo a disposizione ascensori e sedie a rotelle, l'aiuto negli
spostamenti verso il banco del check in o la sala per il ritiro bagagli, o per
raggiungere l'uscita d'imbarco (anche in caso di coincidenze) o verso le
toilette, ma anche l'assistenza nelle operazioni di check in e di registrazione
del bagaglio, o per espletare le procedure di immigrazione e doganali.
Ad eccezione degli aeroporti
con un transito annuo di passeggeri commerciali inferiore a 150.000 unità, il
gestore dovrà fissare norme di qualità per l’assistenza e stabilire le risorse
necessarie per rispettarle, in cooperazione con gli utenti aeroportuali.
Chi paga?
Per finanziare tale
assistenza, il gestore aeroportuale può applicare «su una base non
discriminatoria» una tassa specifica ai vettori aerei che utilizzano
l’aeroporto. Questa tassa specifica deve essere «ragionevole, commisurata ai
costi, trasparente» e stabilita dal gestore aeroportuale di concerto con gli
utenti dell'aeroporto, attraverso il comitato degli utenti aeroportuali, ove
presente o con altri enti appropriati. La tassa è ripartita fra i vettori aerei
che utilizzano l'aeroporto in proporzione al numero totale di passeggeri che
ciascuno di essi trasporta da e verso l’aeroporto in questione.
Formazione
I vettori aerei e i gestori
aeroportuali devono garantire che tutto il personale e il personale dei
subappaltatori che lavora all'aeroporto e fornisce un'assistenza diretta alle
persone disabili e ai passeggeri a mobilità ridotta «sia in grado di soddisfare
le necessità» delle persone con diversi gradi di disabilità o di problemi di
mobilità. Inoltre, devono fornire tirocini di parità di trattamento dei
disabili e di consapevolezza della disabilità al proprio personale che lavora
all'aeroporto e che è a contatto diretto con i viaggiatori e, infine, garantire
che al momento dell'assunzione di nuovo personale, questi ricevano una
formazione in materia di disabilità e corsi di aggiornamento periodici.
Informazione e reclami
Gli Stati membri dovranno
adottare delle misure volte a informare le persone disabili e le persone a
mobilità ridotta dei loro diritti istituiti dal regolamento e della possibilità
di sporgere reclamo presso l'organismo o gli organismi designati. Gli Stati
membri, inoltre, dovranno istituire un sistema sanzionatorio in caso di
violazione del regolamento. Queste sanzioni, che possono prevedere il pagamento
di un indennizzo all'interessato, devono essere efficaci, proporzionate e
dissuasive.
Entrata in vigore
Il regolamento sarà
d'applicazione due anni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, ad
eccezione degli articoli che sanciscono il divieto di rifiutare il trasporto
che si applicheranno un anno dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.
L'Assemblea
ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
-
Doc. A6-0377/2005 - Raccomandazione per la seconda lettura sulla posizione comune del
Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio che modifica la direttiva 1999/62/CE relativa alla tassazione a
carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso
di alcune infrastrutture
Il Parlamento dà il via libera alla direttiva sull'eurobollo da applicare
per l'uso delle infrastrutture di trasporto a carico degli autoveicoli pesanti
adibiti al trasporto di merci. Parlamento e Consiglio sono giunti a un
compromesso che consente l'armonizzazione dei sistemi di calcolo dei pedaggi.
Questi saranno basati sui principi "chi usa paga" e "chi inquina
paga". I mezzi pesanti, più vecchi e inquinanti, potranno quindi pagare
pedaggi fino a quattro volte più elevati di quelli nuovi.
-
Doc. A6-0325/2005 - Risoluzione
legislativa del Parlamento europeo relativa alla posizione comune del Consiglio
in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
sull'attuazione nella Comunità del Codice internazionale di gestione della
sicurezza
AIUTI DI STATO A FINALITÀ REGIONALE
Doc. A6-0364/2005
Relazione sul ruolo degli aiuti di Stato diretti
quale strumento di sviluppo regionale
Procedura:
Iniziativa - Dibattito: 13.12.2005 - Votazione: 15.12.2005
Il Parlamento suggerisce nuove
idee in vista della revisione della normativa sugli aiuti di Stato a finalità
regionale. La relazione chiede che sia prestata particolare attenzione alle
zone con gravi svantaggi naturali o demografici e che siano definiti indicatori
che consentano di rilevare meglio il divario dello sviluppo regionale. Le
piccole e medie imprese devono poter contare su aiuti maggiori.
La Commissione è in procinto
di finalizzare un progetto di comunicazione in materia di aiuti di Stato a
finalità regionali per il periodo 2007-2013. In tale contesto, il Parlamento ha
suggerito all'Esecutivo idee volte a migliorare il testo. Gli aiuti di Stato
hanno un impatto sulla coesione economica, sociale e territoriale nell'ambito
dell'Unione europea. Pertanto, va considerato che tutti gli Stati membri hanno
ridotto tali aiuti e li hanno riorientati verso obiettivi orizzontali in linea
con la strategia UE. In tutto, solo il 10% circa degli aiuti di Stato
complessivi è disciplinato dagli orientamenti per gli aiuti regionali. Per i
deputati, gli aiuti di Stato possono fornire uno stimolo positivo per lo
sviluppo economico in una regione in ritardo di sviluppo.
Aiuti immutati anche a partire
del 2007?
Il Parlamento prende atto del progetto di comunicazione della Commissione
in merito agli orientamenti sugli aiuti di Stato regionali a livello nazionale
per il 2007-2013. D'altro lato chiede alla Commissione di non adottare alcuna
comunicazione sugli aiuti di Stato a finalità regionale finché non verranno
fissate le prospettive finanziarie per l'Unione europea e fino a quando il
bilancio per la politica regionale e di coesione non sarà stato deciso.
La relazione ritiene che, sulla base del principio di equità, i massimali
dell'intensità degli aiuti di tutte e tre le categorie del Trattato dovrebbero
restare immutati nel nuovo periodo di programmazione rispetto al precedente
periodo 2000-2006. Inoltre, chiede che
il differenziale non superi i dieci punti percentuali allo scopo di evitare
fenomeni di delocalizzazione e conseguenti competizioni distruttive tra le aree
svantaggiate degli Stati membri.
Più
aiuti per le regioni svantaggiate
I deputati ritengono che le regioni più periferiche
dovrebbero ricevere automaticamente lo status di regioni ove il tenore di vita
sia anormalmente basso o si abbia una grave forma di sottoccupazione.
Suggeriscono, tuttavia, che la medesima attenzione sia accordata alle regioni
che soffrono di gravi svantaggi permanenti naturali, geografici o demografici.
Inoltre, è sottolineata l'importanza di tutte le dimensioni della coesione
ed è chiesto che venga prestata particolare attenzione alle zone rurali, alle
zone in transizione industriale, alle aree urbane in declino, e alle regioni
che soffrono di gravi svantaggi permanenti naturali o demografici, come le
regioni a bassissima densità demografica e le regioni insulari,
transfrontaliere e di montagna. E' chiesto tuttavia alla Commissione di
prendere in considerazione la definizione di criteri specifici che permettano
di individuare le regioni succitate ed offrire loro un livello di aiuti
proporzionato ai problemi che devono fronteggiare.
Il Parlamento ritiene che le regioni ad effetto statistico devono mantenere
il loro status per garantire loro lo stesso trattamento che viene riservato
alle regioni degli obiettivi di convergenza dalle disposizioni generali dei
fondi strutturali e del fondo di coesione. Pertanto chiede che la
regolamentazione relativa alle regioni a effetto statistico venga mantenuta
sino alla fine del periodo di programmazione, vale a dire fino al 2013, senza
procedere ad alcuna revisione dello status fino al 2009.
La relazione ritiene positivo che la Commissione intenda utilizzare il
tasso di disoccupazione quale indicatore di sostegno per le zone idonee che
dovranno essere definite dagli Stati membri.
Nonostante ciò, sottolinea la
necessità di introdurre indicatori che consentano di rilevare i fenomeni di
divario dello sviluppo regionale, per permettere agli Stati membri di misurare
meglio il grado relativo di benessere delle aree per l’ammissibilità al loro
sostegno. D'altra parte, facendo proprio un emendamento del PSE, l'Aula ha
soppresso un emendamento suggerito dalla commissione parlamentare che
specificava la natura di questi indicatori aggiuntivi.
Il Parlamento prende atto dell'assegnazione addizionale
di zone ammissibili secondo i massimali per paese determinati dalla
Commissione, la quale tiene anche conto delle variazioni in materia di
disoccupazione tra le regioni. Tuttavia, invita la Commissione ad adottare
criteri di ripartizione che tengano in considerazione lo svantaggio relativo di
alcuni Stati membri, evitando di penalizzare «fortemente» quelli che presentano
significativi ed oggettivi divari interni. Chiede, pertanto che siano adottati
gli stessi criteri di ripartizione e gli stessi correttivi previsti negli
orientamenti attualmente in vigore. Inoltre, il Parlamento si
compiace del fatto che gli aiuti al funzionamento che non siano degressivi e
limitati nel tempo continueranno ad essere autorizzati nelle regioni che
soffrono di svantaggi permanenti.
Sistema di transizione e
maggiore sostegno alle PMI
La Commissione è invitata ad assicurare che le autorità competenti delle
regioni siano autorizzate, applicando il principio della partnership, a dare la
priorità ai progetti di investimento di particolare interesse per le loro
regioni. Al fine di evitare una diminuzione troppo brutale della popolazione
coperta, il Parlamento chiede che venga istituito un sistema di transizione per
le zone che possono beneficiare di
aiuti volti ad agevolare il loro sviluppo.
Esprime inoltre la propria soddisfazione per la proposta della Commissione
di permettere agli Stati membri di utilizzare gli aiuti di Stato regionali per
affrontare particolari problemi economici «che si manifestano con un PIL più
basso, una più elevata disoccupazione e altri indicatori riconosciuti» dando
loro la possibilità di concedere aiuti di Stato anche a grandi aziende. In
questo contesto, approva la concessione di vantaggi a favore delle PMI.
Tuttavia, i deputati sottolineano l'utilità di altri indicatori che consentono
di valutare meglio le difficoltà di sviluppo di talune regioni.
Viene approvato poi, che la Commissione permetta agli Stati membri di
attribuire sostanziali importi addizionali di aiuti di Stato regionali alle PMI.
Si propone, d'altra parte, di uniformare verso l'alto tale maggiorazione
prevedendo una percentuale unica, pari al 20%, sia per le piccole che per le
medie imprese, al fine di non disincentivare i processi di crescita delle
piccole imprese.
In proposito, il Parlamento si compiace della nuova forma di aiuti per le
piccole imprese nelle regioni assistite, nonché delle disposizioni specifiche
relative alle regioni a scarsa densità di popolazione e alle piccole isole
nell'ambito dei criteri di compatibilità di tali aiuti. Ed approva l'intenzione
dell'Esecutivo di estendere le esenzioni in blocco dalla notifica preliminare
per forme trasparenti di aiuti di investimento regionale. Inoltre, si
raccomanda che i massimali per le esenzioni in blocco tengano conto dell'inflazione.
Investimenti per minimo cinque
anni
Il Parlamento chiede alla Commissione di precisare con maggior chiarezza il
concetto di spese ammissibili per permettere una definizione più accurata delle
relative categorie e lasciar decidere agli Stati membri in merito
all'ammissibilità delle spese.
Inoltre, esprime la propria soddisfazione in quanto la Commissione
riconosce che gli aiuti regionali possono essere variabili e la invita ad
effettuare uno studio per valutare quale sia il genere di aiuto di Stato più
vantaggioso per lo sviluppo regionale, con meno rischi di provocare distorsioni
della concorrenza.
Il Parlamento riconosce che l'obbligo di mantenere gli investimenti
nell'ambito delle regioni è stato fissato ad un livello generale per un minimo
di 5 anni dopo la loro realizzazione. Pertanto, chiede che questa regola sia
applicata con una certa flessibilità, «in modo da non soffocare l'innovazione
attraverso la sostituzione degli impianti o delle attrezzature che sono
diventate obsolete nel corso di questo periodo». La Commissione è poi invitata
a definire gli orientamenti comunitari per il recupero degli aiuti, qualora
tali obblighi non vengano rispettati.
Infine, la relazione ritiene che gli aiuti UE concessi per il trasferimento
all'estero di aziende non rappresentano alcun valore aggiunto europeo e quindi
andrebbero evitati.
Nel
dibattito è intervenuto FRANCESCO
MUSOTTO (PPE/DE-I):
"Gli
aiuti di stato si rivolgono a regioni particolarmente svantaggiate e
contribuiscono, in modo addirittura più specifico rispetto ad altre politiche,
al perseguimento degli obiettivi di Lisbona, Göteborg e Barcellona. Per questo
sono uno strumento importante a disposizione degli Stati per intervenire a
favore di quelle regioni più disagiate, come quelle colpite dal cosiddetto
effetto statistico a seguito dell’allargamento, o le zone sfavorite, come le
isole o le aree montuose.
La riduzione degli aiuti di stato e una loro
migliore destinazione sono elementi fondamentali per una concorrenza efficace,
ma bisogna porre attenzione ai parametri proposti dai nuovi orientamenti. Essi,
infatti, impongono differenziali troppo alti tra i 15 ed i Paesi di nuova
adesione, generando uno spreco di incentivazione, che ostacola ulteriori
risultati in termini di attrazione di nuove imprese, determina uno spostamento
di imprese non competitive, in grado di sopravvivere solo attraverso i sussidi,
e crea fenomeni di competizione surrettizia fra le aree più povere d'Europa. E
'necessario quindi ripristinare intensità più contenute e diminuire il divario
dei differenziali tra i massimali delle regioni in ritardo di sviluppo. Bisogna
infine porre l'accento sulla "flessibilità" prevista per gli aiuti
alle grandi imprese."
ALLARGAMENTO
OTTIMISMO
PER L'ADESIONE DI ROMANIA E BULGARIA NEL 2007
-
Doc. A6-0342/2005 - Risoluzione
del Parlamento europeo sul grado di preparazione della Bulgaria in vista
dell'adesione all'UE
-
Doc. A6-0344/2005 - Relazione sul grado di preparazione della Romania in vista
dell'adesione all'Unione europea
Procedura: Iniziativa -
Dibattito: 14.12.2005 - Votazione: 15.12.2005
Il Parlamento ha adottato due relazioni sul grado di preparazione della
Bulgaria e della Romania in vista dell'adesione all'UE. I deputati, pur
ribadendo l'auspicio di integrare i due paesi nel 2007 e compiacendosi dei
progressi realizzati sinora, chiedono alle autorità bulgare e rumene di
prendere misure concrete per rimediare alla corruzione, alla criminalità
organizzata e per migliorare l'integrazione delle minoranze etniche nella
società.
I deputati affermano che
l'adesione di Romania e Bulgaria costituisce un obiettivo comune dell'Unione
europea, che consentirà di portare a termine il quinto allargamento
dell'Unione, favorito dal grande movimento di liberazione nell'Europa centrale
e orientale. Pertanto, confermano che il desiderio del Parlamento europeo è di
vedere i due paesi aderire all'Unione il 1° gennaio 2007, nella misura in cui
le condizioni stipulate nel trattato di adesione saranno soddisfatte da
entrambi. D'altra parte, esprime al contempo l'auspicio che l'adesione della
Romania e della Bulgaria avvenga in maniera solidale, «pur sottolineando che le
domande dei due paesi dovranno in definitiva essere esaminate e valutate sulla
base dei rispettivi meriti».
Inoltre, contano di poter
proseguire la cooperazione «fruttuosa» tra il Parlamento, la Commissione e il
Consiglio nelle decisioni relative ai progressi di Bulgaria e Romania verso
l'adesione UE. A questo proposito, la relazione ricorda che il Parlamento dovrà
essere pienamente associato in tutti i casi in cui si prospetti l'attivazione
di una delle clausole di salvaguardia contenute nel trattato di adesione. I deputati, d'altra parte, si compiacciono
per l'arrivo dei 18 osservatori bulgari e dei 35 rumeni che, dal 26 settembre
scorso, partecipano alle attività parlamentari.
Romania: lotta alla corruzione e minoranze etniche
La relazione accoglie con
favore gli «importanti progressi compiuti» dalla Romania, in particolare per
quanto attiene alla libertà di espressione, alla giustizia, all'integrazione
delle minoranze, alla tutela dell'infanzia, alla restituzione delle proprietà e
alla politica della concorrenza.
Nonostante ciò, ribadisce che
bisogna compiere ulteriori sforzi per portare a termine la riforma dell'amministrazione
pubblica, per garantire un buon funzionamento del sistema giudiziario e per
completare l'applicazione dell'acquis
comunitario. Il Parlamento reputa che la lotta alla corruzione, in particolare
quella ad alto livello, debba essere una delle «principali priorità» per la
Romania, da portare avanti con determinazione, tramite un'applicazione rigorosa
della legge.
I deputati, nel prendere atto
con soddisfazione dei miglioramenti compiuti dalle autorità rumene nel settore
della tutela dell'infanzia, invitano il governo rumeno a risolvere i casi delle
richieste di adozione internazionale presentate durante la moratoria del giugno
2001. Tutti i casi, è precisato, dovranno essere esaminati alla luce della
Convenzione ONU sui diritti del bambino e della legge rumena sullo status
giuridico dell'adozione.
D'altra parte, il Parlamento
chiede al governo rumeno di compiere nuovi sforzi nell'applicazione della
legislazione ambientale e di adottare e applicare la legislazione veterinaria,
al fine di garantire la sicurezza alimentare e prevenire la trasmissione delle
malattie animali. In tale contesto, con un emendamento proposto dall'ALDE/ADLE,
è chiesto all'Esecutivo e al Consiglio di sostenere il governo rumeno nello
sforzo di tutelare l'ambiente unico del delta del Danubio.
La relazione constata che
l'applicazione delle leggi antidiscriminatorie e delle misure adottate dalla
Romania a favore dei rom rappresenta un «passo avanti». Ritiene però che lo
sforzo volto a realizzare l'integrazione di questa popolazione debba essere
proseguito, accertandosi che i media vi siano pienamente associati. Pertanto,
il Parlamento esprime la propria delusione per i continui ritardi nell'adozione
della legge sulle minoranze.
Inoltre, è ribadita la
necessità di adottare misure addizionali per garantire la protezione della
minoranza ungherese, «in conformità dei principi di sussidiarietà e di
autonomia culturale». Le autorità rumene sono quindi invitate a sostenere
pienamente il miglioramento del livello di istruzione di questa minoranza,
fornendo le risorse finanziarie necessarie.
E' poi espressa
«preoccupazione» in relazione al fatto che le leggi elettorali contengono
ancora misure discriminatorie e, a questo proposito, si auspica che la legge
sulle minoranze venga adottata il più presto possibile, nel rispetto dei
criteri politici.
Bulgaria: Criteri politici ed economici
La relazione si compiace con i
governi bulgari che si sono succeduti per la costanza del loro impegno e dei
passi avanti compiuti in vista dell'adesione all'UE. Inoltre, i deputati
rilevano che la Bulgaria continua a soddisfare i criteri politici e sollecitano
il Paese ad investire «al massimo» nell'impegno politico, finanziario ed
amministrativo.
La relazione ricorda poi al
governo bulgaro la necessità di raddoppiare gli sforzi per sviluppare le
proprie capacità amministrative e giudiziarie ad un livello che consenta di
applicare e far rispettare l'acquis,
con particolare riferimento alla strategia della lotta alla corruzione e al
proseguimento delle indispensabili ed urgenti riforme del sistema giudiziario.
Nel rilevare che la Bulgaria
occupa una posizione strategica, i deputati raccomandano che si facciano nuovi
sforzi soprattutto per migliorare tutti gli aspetti del controllo di frontiere,
con misure per la lotta contro la criminalità organizzata, la tratta degli
esseri umani e il narcotraffico. In proposito, viene espressa preoccupazione
per «l'impudenza» di taluni elementi della criminalità organizzata bulgara, il
loro disprezzo della legge e il modo in cui sfidano l'autorità dello Stato.
Altrettanto preoccupante è
giudicata l'impunità di cui godono, nel corso degli ultimi anni, gli esecutori
di una serie di gravi assassini. E' quindi rilevata con inquietudine «la debole
percentuale di atti criminali gravi condannati penalmente».
I deputati ribadiscono i
notevoli progressi compiuti dalla Bulgaria al fine di creare un ambiente
imprenditoriale favorevole agli investimenti e alla crescita. Ma sottolineano
«nuovamente» l'importanza di un apparato giudiziario e di amministrazione
pubblica affidabili, per l'instaurarsi di un clima economico sano e forte, in
particolare a beneficio delle PMI. E' anche raccomandata l'attuazione di misure
volte a rendere flessibile il mercato del lavoro, a favorire l'innovazione, ad
aumentare la mobilità della manodopera e a migliorare i programmi di istruzione
e di formazione.
D'altra parte, la relazione
manifesta la speranza che la Bulgaria soddisfi gli obblighi assunti per la
chiusura delle unità 3 e 4 della centrale di Kozloduy e invita il Consiglio e la Commissione a
garantire che ciò avvenga.
La relazione si compiace
d'altra parte per le pratiche adottate dalla Bulgaria per migliorare
l'integrazione dei rom nella società. Tuttavia evidenzia il fatto che le
riforme fondamentali per combattere la discriminazione in materia di
istruzione, di alloggi e cure sanitarie «devono essere ancore realizzate». Ma,
nonostante ciò, ritiene che si debba dare maggiore attenzione al "Piano
d'azione per l'attuazione del programma quadro per l'integrazione paritaria dei
rom nella società bulgara 2005-2006". Infatti, i deputati sottolineano che
qualsiasi politica d'integrazione deve essere attuata con la piena
partecipazione e cooperazione delle comunità rom.
Nel
dibattito è intervenuto STEFANO ZAPPALA'
(PPE/DE-I) Vicepresidente Commissione Libertà pubbliche, giustizia ed Affari
interni, a nome del collega Guido Podestà:
"
Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo al posto del collega Podestà,
presidente della commissione per le relazioni con la Romania, e pertanto il mio
intervento verterà in particolare sulla situazione in questo paese.
Concordiamo con i punti fondamentali illustrati
nella relazione Moscovici. I rilevanti progressi compiuti dalla Romania sono
evidenti anche nel progress report
presentato dal Commissario Rehn la scorsa sessione. Il 22 e 23 novembre scorso,
la delegazione mista UE-Romania si è riunita per discutere dell'attuale e reale
stato di avanzamento del paese candidato. A questo incontro hanno partecipato
anche il vicepresidente Frattini, il Commissario Rehn, gli osservatori rumeni
al Parlamento europeo e il rappresentante del governo rumeno.
E' a seguito di tutte queste relazioni, che
testimoniano gli sforzi intrapresi dalla Romania, che ribadiamo il bisogno di
sostenere l'impegno di questo paese, affinché possa unirsi a noi il primo
gennaio 2007. Notevoli e innegabili miglioramenti sono stati ottenuti nel campo
della libertà, della comunicazione, dei media, dell'istruzione, dei diritti
umani per le minoranze etniche presenti, senza dimenticare gli importanti
risultati ottenuti in campo economico.
La situazione del mercato rumeno di oggi non è
diversa da quella in cui si trovavano Spagna, Portogallo, Grecia e i dieci
paesi del quinto allargamento, dodici mesi prima della loro adesione.
Nella consapevolezza dell'esistenza di importanti
aree di miglioramento, quale la giustizia e la lotta alla corruzione ad alto
livello e la restituzione delle proprietà confiscate ad altri, all'inizio di
dicembre il governo rumeno ha lanciato un piano d'azione che fissa scadenze
irrevocabili al fine di rispettare le condizioni concordate con l'Unione
europea. I sistemi di controllo e la riorganizzazione delle istituzioni
responsabili per questi settori sono stati avviati già dallo scorso aprile ed è
ora necessario concedere loro il tempo indispensabile affinché le attività
entrino effettivamente in vigore.
Resta invece irrisolto il grave problema dei
bambini già in contatto con le loro potenziali nuove famiglie, a causa della
nuova normativa che vieta le adozioni internazionali. A tale proposito,
sosterremo l'emendamento 38 al paragrafo 14 della relazione Moscovici, con
l'auspicio che il governo rumeno adotti immediate decisioni risolutive in
merito a questo problema.
In ogni caso, desidero rivolgere i miei migliori
auguri ai colleghi di Romania e Bulgaria, affinché dal 1º gennaio 2007 siedano
alla pari con noi in questo Parlamento."
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
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0654, 0672/2005 - Presunto uso di paesi
europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegale di
prigionieri
Il Parlamento ha adottato una risoluzione che conferma
l'intenzione di condurre una propria indagine in merito ai presunti voli e
carceri organizzati dalla CIA in Europa. La risoluzione ammonisce che, qualora
fossero provate queste ipotesi, il Parlamento chiederà la sospensione dei
diritti in seno all'UE degli Stati membri coinvolti. I deputati ribadiscono poi
che la lotta al terrorismo deve essere condotta nel rispetto dei diritti
fondamentali e condannano qualsiasi ricorso alla tortura.
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Doc. A6-0281/2005 - Relazione sulle misure a favore dei paesi
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destinatari del futuro strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) di
beneficiare del programma per l'assistenza tecnica e lo scambio d'informazioni
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all'attribuzione di assistenza macrofinanziaria alla Georgia
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Consiglio riguardante la conservazione di dati trattati nell'ambito della
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direttiva 2002/58/CE
Il Parlamento ha fatto proprio l'accordo negoziato con il
Consiglio in materia di conservazione dei dati delle comunicazioni
elettroniche. L'accordo verte, in particolare, sui tipi di dati che possono
essere conservati e sul periodo di conservazione degli stessi. I contenuti
delle comunicazioni non potranno essere conservati e chi subirà un pregiudizio
per l'illecito trattamento dei dati personali potrà chiedere il risarcimento
dei danni.
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Doc. A6-0382/2005 - Risoluzione del Parlamento europeo sulle
denunce di utilizzazione abusiva della legge sulla proprietà fondiaria di
Valencia o legge sulla regolamentazione delle attività urbanistiche (Ley
reguladora de la actividad urbanística – LRAU) e i suoi effetti sui cittadini
europei
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Doc. A6-0380/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento
europeo sulla proposta di decisione del Consiglio riguardante la conclusione
del protocollo dell'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica d'Islanda e
il Regno di Norvegia relativo ai criteri e meccanismi per determinare lo Stato
competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno Stato membro
oppure in Islanda o in Norvegia
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Doc. A6-0379/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento
europeo sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione
dell'accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca, che estende alla
Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio, del
18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in
uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo e del regolamento (CE)
n. 2725/2000 del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce
l''Eurodac" per il confronto delle impronte digitali per l'efficace
applicazione della convenzione di Dublino
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Docc. A6-0366/2005 -
Risoluzione legislativa del Parlamento
europeo sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio
relativa all'Anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) - Verso una
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0353, 0350, 0348, 0346, 0363, 0362, 0361, 0360, 0359, 0357, 0354, 0352, 0351,
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del Consiglio sull'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi
energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio
Tra la crescita mondiale della domanda energetica e
l'esaurimento delle risorse, diventa urgente la necessità di risparmiare
l'energia. Un passo avanti in questa direzione è stato fatto dal Parlamento che
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pubblico.
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Le migliaia di tonnellate di batterie e di accumulatori
esauriti che ogni anno sono rilasciati nell'ambiente danneggiano la natura e la
salute umana. Questi prodotti, infatti, contengono sostanze pericolose come il
mercurio, il piombo e il cadmio. Il Parlamento chiede una legislazione europea
più severa e che incentivi la raccolta e il riciclaggio di questi prodotti. I consumatori devono essere debitamente
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priorità delineate dal Parlamento nella risoluzione sul programma legislativo
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MASSIMO VARI.
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AFFARI ECONOMICI E
MONETARI
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europeo sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che
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finanziari, per quanto riguarda talune scadenze
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Doc. A6-0322/2005 - Risoluzione legislativa del Parlamento
europeo sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva
69/169/CEE per quanto riguarda i limiti quantitativi temporanei per le
importazioni di birra in Finlandia
VARIE
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Doc. B6-0653/2005 - Risoluzione del Parlamento europeo sulla
dichiarazione congiunta del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli
Stati membri, riuniti in seno al Consiglio, al Parlamento europeo e alla
Commissione, concernente la politica di sviluppo dell'Unione europea: "Il
consenso europeo sullo sviluppo"
DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti
approvati sono disponibili
per n° di documento
o per data di approvazione sul sito: http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - SESSIONE
16 - 19 GENNAIO 2006
CONSIGLIO EUROPEO
I DEPUTATI VALUTANO IL PROGRAMMA
DELLA PRESIDENZA
Dichiarazione del Consiglio - Illustrazione del
programma della presidenza austriaca
Dibattito: 18.1.2006
La Presidenza ha illustrato all'Aula il suo programma per il prossimo
semestre. I deputati hanno quindi potuto esprimere le loro posizioni sul
finanziamento del bilancio dell'Unione, sul futuro dell'Europa e del processo
costituzionale, sulla sfida per la crescita e l'occupazione, ma anche sul ruolo
dell'Unione nel mondo, sul completamento del mercato unico, in particolare,
della direttiva servizi, così come sulla politica energetica comunitaria.
Dichiarazione della Presidenza
Wolfgang Schüssel ha
esordito affermando che il Parlamento rappresenta la forza nuova dell'Europa
ampliata, dove sono presenti una molteplicità di idee, di storie e di speranza.
Si tratta di una diversità che delinea l'identità europea. Ha quindi sostenuto
che nessuno ha perso con l'allargamento, ma occorre rispondere allo scetticismo
dei cittadini. Si deve colmare il divario trai cittadini e le Istituzioni, ma
anche accrescere la fiducia tra gli Stati membri e le Istituzioni. Bisogna
inoltre evitare le scorciatoie perché l'Unione «deve servire e proteggere».
Ricordando che durante il concerto di capodanno i
russi hanno ridotto le forniture di gas, il Cancelliere ha affermato che ciò
dimostra come tematiche a prima vista nazionali assumano sempre di più valenza
europea. C'è bisogno di più Europa, ha esclamato. Ogni Stato membro è libero di
scegliere quali fonti privilegiare, ha spiegato, ma è necessario stabilire a
livello europeo gli standard di sicurezza degli approvvigionamenti e inquadrare
lo sviluppo delle energie rinnovabili. Lo stesso vale per la lotta
all'influenza aviaria o per la reazione al programma nucleare iraniano.
Entrando più precisamente nel programma della
Presidenza, il Cancelliere ha posto l'accento sulla crescita e l'occupazione
che sarà uno dei temi centrali del Vertice di primavera. Si tratterà di dare
una linea per aumentare l'occupazione e, in questo campo, ha sottolineato il
ruolo delle PMI. Queste ultime dovranno poter contare su un più agevole accesso
al capitale, dovranno essere sostenute dalle attività di ricerca e da una
legislazione più semplice, nonché da una riduzione degli oneri burocratici.
Questo processo, che dovrà vedere la partecipazione delle parti sociali,
comprende anche la direttiva servizi. Per quest'ultima, sarà necessario trovare
il giusto equilibrio tra apertura del mercato e garanzia del servizio pubblico,
lottando contro il dumping sociale.
Sulle
prospettive finanziarie, il Cancelliere ha sottolineato che chi non è
soddisfatto dell'accordo del Consiglio deve anche prendere in considerazione
gli apporti dei bilanci nazionali, come nel caso della ricerca i cui fondi
raddoppierebbero. Il Presidente del Consiglio ha poi affermato che l'Unione ha
bisogno di maggiori risorse proprie, perché non è ammissibile che, di volta in
volta, siano elemosinati i fondi per le missioni europee all'estero. In proposito,
il Cancelliere ha evocato la possibilità di istituire una tassa europea sulle
transazioni finanziarie a breve oppure sui trasporti marittimi e aerei. «Siamo tutti nella stessa barca e
tutti dobbiamo remare nella stessa direzione», ha aggiunto, e bisogna ridare
fiducia ai cittadini anche con misure contro gli sprechi di fondi pubblici.
In merito alla Costituzione, il Cancelliere ha
affermato che non bisogna fare discorsi elitari perché la questione riguarda
tutti: cosa ci tiene uniti, cosa l'Europa può, deve o dovrebbe fare. A questo
proposito ha quindi sottolineato il ruolo della sussidiarietà. Ma si tratta
anche di definire quali sono i confini dell'Europa, non solo geografici,
valutando la capacità di assorbimento dell'Unione e garantendone la visibilità.
La Presidenza, ha aggiunto, presenterà una roadmap
al riguardo con delle scadenze e una relazione intermedia.
Dichiarazione della Commissione
JOSÉ MANUEL BARROSO si
è detto lieto che la Presidenza inizi su buone basi dopo che il Consiglio ha
trovato un accordo sulle prospettive finanziarie. Occorre adesso proseguire i
negoziati per definire un accordo interistituzionale. Per il Presidente, si
dovrà dare maggiore rilievo alle azioni legate alla cittadinanza e, quindi,
alla cultura e alla gioventù. A febbraio, ha annunciato, la Commissione
presenterà le sue proposte che conterranno la necessaria flessibilità, un fondo
di adeguamento alla globalizzazione e la clausola di revisione. In seguito,
dovranno essere proposti gli atti legislativi per tradurre in fatti l'accordo.
L'importante, ha però sottolineato, è di essere pronti per il 1° gennaio 2007,
altrimenti vi è il rischio di avere ritardi nell'erogazione dei Fondi
strutturali, «che sono essenziali per la solidarietà».
Barroso ha affermato che la crescita e
l'occupazione sono le preoccupazioni centrali, alla quali occorre dare una
risposta credibile. L'Agenda di Lisbona, ha proseguito, ha creato un consenso
comune e bisogna tradurre la visione in azioni, attraverso riforme strutturali
in grado di liberare il potenziale dell'Europa. In proposito, ha accennato alla
direttiva servizi, sottolineando la necessità di garantire quelli di interesse
generale e il ruolo cruciale delle parti sociali. Le PMI, inoltre, sono
fondamentali nella creazione di posti di lavoro. La Commissione avanzerà delle
proposte su ricerca e istruzione.
L'energia, per il Presidente della Commissione,
resterà un problema dominante nei prossimi mesi. In proposito, ha affermato che
è necessaria una dimensione europea riguardo alla diversificazione, alla
sicurezza e alla sostenibilità. L'Esecutivo presenterà anche una comunicazione
sui biocombustibili. Tra gli altri temi affrontati da Barroso, figurano i
cambiamenti climatici, la sicurezza (attuazione del programma dell'Aia), il
prossimo allargamento e i Balcani occidentali e le responsabilità europee in
Kosovo. In merito alla Costituzione, il Presidente ha affermato che una prima
valutazione dei dibattiti sarà realizzata in primavera ed ha concluso che le
Istituzioni sono importanti, ma sono degli strumenti per raggiungere gli
obiettivi.
HANS-GERT POETTERING Presidente del Gruppo PPE/DE,
ha esordito nel dibattito affermando di aspettarsi molto da questa Presidenza, c'è bisogno di fiducia
e di progressi. Per ridare fiducia ai cittadini nelle Istituzioni europee è
però necessario che la fiducia regni anche tra i leader dell'Unione e, di
conseguenza, il leader dei popolari ha auspicato che la Presidenza potrà
beneficiare della collaborazione di tutti. Le sfide che attendono l'Unione
hanno bisogno di una risposta europea ed è vero che le Istituzioni comunitarie
sono solo il mezzo per raggiungere gli obiettivi ma, ha insistito, i governi
non devono influenzarne i lavori. In proposito, ha quindi criticato la
dichiarazione del ministro olandese secondo cui la Costituzione è morta.
Per quanto riguarda la crescita, il deputato ha
posto l'accento sul ruolo delle PMI che, a suo parere, devono essere al centro
della politica europea. Per promuoverne lo sviluppo occorre ridurre gli oneri
fiscali e burocratici che gravano su di esse. Sostenendo poi la necessità di un
mercato unico europeo per affrontare le sfide della globalizzazione, il
deputato ha appoggiato la definizione di una direttiva sui servizi che preveda,
al contempo, apertura e protezione. Dopo aver riaffermato la posizione del suo
gruppo a favore di una Costituzione europea e la necessità di prevedere una roadmap volta a trovare una soluzione,
il deputato ha accennato alla questione energetica. In proposito, ha detto, non
bastano le risorse ma occorre anche la democrazia ed ha quindi stigmatizzato
che una dittatura come la Bielorussia goda di prezzi inferiori rispetto
all'Ucraina che, al contrario, è una democrazia.
Nel dibattito è
intervenuto, inoltre, ANTONIO TAJANI
Presidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Presidenza austriaca inizia in un momento
non facile per l'Europa, anche se l'accordo sulle prospettive finanziarie può
rappresentare l'avvio di una nuova fase. L'Unione si trova, infatti, di fronte
a un forte attacco interno e a uno altrettanto pericoloso che viene
dall'esterno.
A portare l'attacco interno sono coloro che non
credono, o non credono più, al ruolo fondamentale che può e deve svolgere
l'Europa; cavalcano una crisi di credibilità che ha allontanato troppi
cittadini da istituzioni che considerano lontane e governate da una burocrazia
onnipotente e incapace. Gli europei vogliono un'Unione politica capace di
risolvere i loro problemi, ai quali Stati ed enti locali non sono in grado di
fornire risposte.
Ecco perché dobbiamo lavorare per un'Europa più
politica, protesa a curare gli interessi della gente. Serve un impegno forte
per la crescita economica, che genera occupazione; servono aiuti alle piccole e
medie imprese - come ha detto lei - nonché una riforma del bilancio e un'azione
per affrontare l'importante questione dell'immigrazione. C'è inoltre bisogno di
una Costituzione che permetta di raggiungere questi obiettivi, semplifichi
l'iter legislativo e garantisca la continuità di un'azione politica.
Siamo convinti che nei prossimi sei mesi potremo
compiere passi avanti in questa direzione, guardando con fiducia al 2007
allorché, nella felice coincidenza tra Presidenza tedesca e Cinquantesimo
anniversario della firma dei Trattati comunitari, si potranno adottare scelte
positive per il futuro dell'Europa. La Costituzione non è morta: la sua entrata
in vigore è un obiettivo fondamentale da perseguire.
L'attacco esterno è quello rappresentato dal
terrorismo: dobbiamo difenderci rafforzando la cooperazione interna, mediante
iniziative giudiziarie e di polizia ma soprattutto mediante un'azione politica
che veda l'Unione protagonista di pace in Medio Oriente. La lotta al terrorismo
si combatte soprattutto in quella parte del mondo. La garanzia di sicurezza per
Israele e la nascita di uno Stato palestinese sono la chiave per il trionfo
della libertà e della pace sulla violenza e il fondamentalismo.
Signor Cancelliere, Forza Italia, con il Partito
popolare europeo, condivide le proposte della Presidenza austriaca per
rilanciare il ruolo dell'Europa e per riavvicinare le istituzioni dell'Unione
ai cittadini. Potrà contare sul nostro aiuto. Buon lavoro, signor Wolfgang
Schüssel."
TRASPORTI
IL PARLAMENTO AFFONDA LA DIRETTIVA
SUI SERVIZI PORTUALI
Doc. A6-0410/2006
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio sull'accesso al mercato dei servizi portuali
Procedura: Codecisione, prima
lettura - Dibattito: 17.1.2006 - Votazione: 18.1.2006
Per la seconda volta il Parlamento rispedisce al mittente la molto
controversa proposta di direttiva sui servizi portuali. Alcuni deputati
auspicavano una normativa sulla trasparenza e la concorrenza sana tra i porti.
Altri, invece, hanno criticato il fatto che non sono stati presi in
considerazione gli auspici del Parlamento sull'autoproduzione e sui servizi di
pilotaggio espressi in occasione del primo pacchetto portuale. La Commissione,
però, non sembra intenzionata a ritirare la proposta.
Votazione
A proporre la reiezione del progetto di direttiva sono stati i socialisti,
i liberaldemocratici, i verdi, la sinistra unitaria e il gruppo indipendenza e
democrazia. L'Aula ha accolto a larga maggioranza questa iniziativa con 532
voti favorevoli, 120 contrari e 25 astensioni.
A seguito della votazione, il
commissario responsabile dei trasporti Jacques
Barrot ha espresso rincrescimento
per il fatto che il Parlamento non si sia pronunciato sul testo emendato, visto
che gli emendamenti di compromesso proposti dal relatore, oltre ad essere
condivisi dalla Commissione, fugavano alcune delle preoccupazioni delle imprese
e dei lavoratori. D'altra parte, ha auspicato che non si perdano di vista gli
obiettivi della direttiva in merito all'efficienza e alla competitività dei
porti europei. Proporrà quindi al Collegio dei commissari di proseguire i
lavori con la collaborazione di tutti i soggetti interessati e di concerto con
il Parlamento, affinché si gettino le basi di una politica europea dei porti
«che permetta di inquadrare e rassicurare gli investitori». Il commissario,
inoltre, ha affermato di voler apportare - «nel modo più appropriato» - le
risposte di cui hanno bisogno i porti europei, tanto sulla trasparenza delle
tariffe, quanto sull'utilizzazione delle infrastrutture, sul ricorso agli aiuti
di Stato e, più in generale, sull'integrazione dei porti nelle reti
intermodali.
Dibattito
Dichiarazione della Commissione
Il Vicepresidente della Commissione Jacques Barrot ha ricordato che la nuova proposta di direttiva risponde
alle stesse esigenze che valevano nel 2001 e avevano lo scopo di garantire la
concorrenza nei servizi portuali, ridurre la congestione sulle reti stradali e
accrescere la coesione con le regioni più periferiche. Tutto questo, ha aggiunto,
nel rispetto dell'ambiente e delle norme sociali. Dovranno anche definirsi
delle linee direttrici riguardanti gli aiuti di Stato. Il commissario ha poi
rilevato la necessità di un quadro chiaro di norme che favorisca gli
investimenti e, dichiarandosi conscio delle riserve suscitate dalla proposta,
si è detto interessato a sentire il parere del Parlamento.
Nel dibattito è
intervenuto MARCELLO VERNOLA
Vicepresidente della Delegazione italiana di Forza Italia-P nel Gruppo del
PPE/DE:
"Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intendo aggiungere alcune riflessioni tecniche.
Mi sembra soprattutto che questa proposta non tenga conto del Libro verde che
sta predisponendo il Commissario per i trasporti, Barrot.
Dobbiamo approfittare di questa iniziativa per esaminare
la nuova offerta di servizi da parte dei paesi di recente ammissione e dobbiamo
comparare gli obblighi derivanti dalle leggi nazionali sui costi a carico delle
merci, perché vi siano effettivamente le condizioni del libero mercato. A me
sembra che la direttiva in oggetto vada assolutamente contro le regole della
concorrenza e del mercato, in quanto consente la costituzione di oligopoli da
parte delle grandi imprese che operano nei porti del Nord Europa, rispetto alla
diversa realtà dei porti del Mediterraneo e, soprattutto, consente una facile
aggressione da parte delle grandi imprese dell'Est asiatico, che stanno
invadendo il nostro sistema portuale.
Dobbiamo assolutamente comparare gli effetti sulla
concorrenza delle politiche di aiuti di Stato ed effettuare un chiarimento sul
concetto e sulla pratica applicabilità di tali aiuti, in particolare per quanto
riguarda i canoni concessori e altre forme che consentono un fornitore di
servizi a fornirli come servizio pubblico e con regole pubbliche. In questa
direttiva manca soprattutto la comparazione delle regole di salvaguardia
ambientale per la realizzazione di nuove infrastrutture, nonché delle politiche
di smaltimento dei rifiuti.
Dobbiamo chiarire le regole sulla competitività
rispetto ai rischi di concorrenza sleale che arrivano dall'Oriente e ancora di
più le garanzie ambientali per il Mediterraneo, oggetto di aggressione da parte
di operatori che non rispettano la normativa comunitaria in materia di
ambiente. Le autoproduzioni rappresentano un pericolo serissimo per le piccole
e medie imprese che operano all'interno dei nostri porti."
DIRITTI DELLE DONNE/PARI OPPORTUNITÀ
STRATEGIA DI LISBONA E PARI
OPPORTUNITÀ
Doc. A6-0402/2005
Relazione sul futuro della Strategia di Lisbona
nell'ottica di genere
Dibattito: 19.01.2006 -
Votazione: 19.01.2006
La relazione
richiede l'adozione di misure urgenti a favore dell'occupazione per poter
raggiungere gli obiettivi del Consiglio europeo di Lisbona. Si rammarica del
mantenimento delle disparità tra le donne e gli uomini per quanto riguarda
l'accesso all'occupazione e la differenza delle retribuzioni. Insiste presso
gli Stati membri perché iscrivano la riduzione della divergenza delle
retribuzioni tra gli uomini e le donne come priorità della loro agenda politica.
Sottolinea la necessità di rafforzare la formazione professionale delle donne
per quanto riguarda le nuove tecnologie.
Ritiene che
l'organizzazione dell'orario di lavoro possa favorire la creazione di nuovi
posti di lavoro e di migliore qualità e contribuire alla conciliazione della
vita professionale e familiare. Ma insiste sul fatto che questa sistemazione
deve derivare da una libera scelta da parte delle donne e ricorda che il lavoro
a tempo parziale come soluzione imposta può risultare una fonte d'esclusione
sociale e di povertà. Raccomanda agli Stati membri di adottare misure tendenti
a garantire alle donne più svantaggiate, in particolare ai capi di famiglia
monoparentale, un "reddito minimo garantito".
Chiede alla
Commissione di effettuare, in relazione con gli Stati membri e le parti
sociali, uno studio mirato a meglio identificare i "serbatoi di
occupazione", in particolare per le donne, nei settori degli aiuti
familiari, della ristorazione e simili, medico-sociale ed altri; di analizzare
le cause che conducono alla loro disaffezione, di proporre soluzioni che
permetterebbero di renderle nuovamente attraenti ed esaminare le relazioni tra
queste occupazioni ed il lavoro in nero; invita gli Stati membri a scambiare le
loro migliori pratiche in questo settore.
Insiste sulla
necessità per gli Stati membri di introdurre nei loro piani d'azione nazionali
delle misure che prevedano la creazione di strutture di custodia dei bambini e
facilitino la disponibilità di altre persone dipendenti a prezzi accessibili.
Invita gli
Stati membri a non ridurre i loro sforzi d'ammodernamento dei sistemi di
protezione sociale, così come risultano dalle relazioni nazionali del 2002 sui
regimi pensionistici in previsione del loro adattamento ad un quadro nel quale
le donne saranno impiegate nello stesso modo degli uomini e possano disporre
delle stesse possibilità di carriera e godere di diritti pensionistici uguali.
Chiama la
Commissione e gli Stati membri a collaborare strettamente con il futuro
istituto europeo per l'uguaglianza tra gli uomini e le donne per quanto
riguarda lo sviluppo di indicatori pertinenti e comparabili.
Nel dibattito è
intervenuta, a nome del Gruppo PPE/DE,
AMALIA SARTORI (PPE/DE-I):

"Signor presidente, onorevoli colleghi, anche
io mi congratulo con la collega Estrela per l'ottimo lavoro svolto con questa
relazione, che si inserisce nel percorso iniziato con la Strategia di Lisbona e
che, secondo me, ha messo in evidenza un elemento di straordinaria importanza
per uomini e donne in genere ma delle donne in particolare: l'obiettivo
ambizioso di raggiungere entro il 2010 la piena occupazione in Europa. E' stato
posto tale obiettivo perché soltanto raggiungendo questa condizione, l'Europa
riuscirà a garantire ai suoi cittadini quello stato sociale che fa parte della
sua storia, della sua cultura e delle sue più grandi conquiste. Questo è il
primo punto che mi preme sottolineare.
Il secondo è l'obiettivo della piena occupazione -
il 70% degli occupati in Europa - tenendo conto che in alcuni paesi del Nord
Europa, così come negli Stati Uniti, questa soglia è già stata superata: è
indubbio che la presenza delle donne nel mondo del lavoro non è soltanto un
loro desiderio ma anche una necessità di tutta la nostra Comunità. La relazione
che noi abbiamo proposto, redatta dalla collega Estrela e che la commissione
per la donna ha votato, mette a disposizione il contributo delle donne affinché
questo obiettivo venga realizzato.
In che modo? Prima di tutto valorizzando quel dato
statistico che ha cambiato l'approccio alla lettura dei dati. Io ho apprezzato
molto che, per molti paesi, il fatto di dover parlare non più di "tasso di
disoccupazione" - un concetto alquanto manovrabile - bensì di "tasso
di occupazione", segna una divaricazione importante, così come segnerà una
divaricazione importante il fatto di disporre di statistiche molto puntuali e
precise su tutte le attività del mondo del lavoro e sul ruolo svolto delle
donne al suo interno.
I dati relativi all'occupazione sono ancora
preoccupanti. Ovviamente, ciò che è accaduto in Europa negli ultimi quattro
anni non ci ha aiutati a raggiungere gli obiettivi di Lisbona. Ci sono alcuni
elementi che certamente nuocciono all'occupazione: il divario retributivo, che
non contribuisce certamente a rendere entusiaste le donne se non obbligate ad
affrontare il mondo del lavoro; e la necessità di una formazione permanente,
soprattutto per donne più anziane, che sono, come gli uomini, fra le escluse.
Credo tuttavia che questa risoluzione rappresenti
un contributo importante alle politiche di Lisbona e che, unitamente alle
risorse, che per adesso mancano, ci aiuterà a raggiungere gli obiettivi che
sono stati posti."
TRATTA DEGLI ESSERI UMANI:
PREVENZIONE E REPRESSIONE
Doc. A6-0400/2005
Relazione sulle strategie di prevenzione della tratta di donne e bambini,
vulnerabili allo sfruttamento sessuale
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 16.1.2006 -
Votazione: 17.1.2006
Il Parlamento ha adottato una
relazione sulle strategie di prevenzione della tratta di donne e bambini che chiede
l'avvio di una politica comune e il rafforzamento dell'azione penale e
repressiva nei confronti dei trafficanti, ma anche dei clienti consapevoli.
Sono richieste una nuova politica dei visti e azioni di prevenzione e
assistenza. Occorre contrastare l'uso di Internet a fini illeciti, promuovere
campagne di sensibilizzazione e prendere misure adeguate durante i mondiali di
calcio 2006.
Le donne e i bambini sono
particolarmente vulnerabili nei confronti di questo tipo di criminalità
organizzata e di questa moderna forma di schiavitù. Infatti, delle 600.000 -
800.000 persone vittime ogni anno della tratta internazionale di esseri umani,
circa l'80% sono donne e ragazze e circa il 50% sono minori. Nella sola Unione
europea sono vittime 100.000 donne ogni anno. Inoltre questi dati dimostrano
che la maggioranza delle vittime del traffico internazionale è destinata allo
sfruttamento sessuale a fini commerciali.
Una legislazione europea contro la tratta degli esseri umani
La relazione, approvata con
622 voti favorevoli, 12 contrari e 19 astensioni, deplora che le misure
adottate finora per contrastare il traffico degli esseri umani non abbiano
portato alla riduzione del numero di donne e bambini sfruttati sul mercato
della schiavitù sessuale. Al contrario, considera che la tratta degli esseri
umani ai fini sessuali è l'attività criminale in più rapida crescita rispetto
alle altre forme di criminalità organizzata dell'UE.
Pertanto, nel sollecitare la
Commissione e il Consiglio a predisporre una chiara base giuridica per la lotta
contro ogni forma di violenza contro le donne, i deputati chiedono di rendere
«integralmente comunitaria» la politica europea in materia di lotta alla tratta
degli esseri umani. A questo proposito sono raccomandate l'instaurazione di una
politica comune dell'UE incentrata sull'elaborazione di un quadro giuridico e
l'applicazione delle norme regolamentari sulle contromisure, la prevenzione, le
azioni penali, la punizione dei responsabili e la protezione e il sostegno
delle vittime. Inoltre, la relazione esorta gli Stati membri e la Commissione a
continuare i propri studi sulle cause alla base della tratta degli esseri umani
(in particolare su donne e bambini a fini sessuali).
Prevenzione e assistenza, contrastare l'uso di Internet
Viene sottolineato che è
opportuno scoraggiare la domanda anche con misure a carattere educativo,
giuridico, sociale e culturale. A questo proposito, nel sollecitare gli Stati
membri ad affrontare «seriamente» i problemi derivanti dalla prostituzione nel
loro territorio, il Parlamento chiede loro di istituire linee telefoniche di
assistenza nazionali ed internazionali contro la tratta delle donne, che
potrebbero essere pubblicizzate nel quadro di campagne di informazione.
Inoltre, evidenzia l'esigenza di un Telefono azzurro, vale a dire un unico
numero internazionale gratuito destinato ai bambini.
I deputati esortano anche la
Commissione e gli Stati membri a prendere con urgenza tutte le misure opportune
per contrastare la tendenza a ricorrere alle nuove tecnologie, in particolare
Internet, per divulgare informazioni sulla disponibilità e sulla domanda di
donne e bambini per prestazioni sessuali, «il cui sviluppo incide
sull'incremento della tratta».
Sensibilizzare l'opinione pubblica
Gli Stati membri sono invitati
a varare e/o rafforzare le campagne di sensibilizzazione miranti ad informare
sui pericoli e ad educare i membri vulnerabili della società nei paesi di
origine, ad allertare e sensibilizzare il pubblico al problema nonché a ridurre
la domanda nei paesi di destinazione. Il Parlamento chiede poi che «la pratica
degradante che consiste nell'acquisto e nello sfruttamento da parte di uomini,
di donne e bambini» divenga oggetto di una campagna attiva ed efficace
nell'ambito dei programmi comunitari. La Commissione, inoltre, è invitata ad
istituire, a livello dell'intera Unione, una giornata di lotta contro la tratta
di esseri umani, contraddistinta da un logo internazionale e da un messaggio
coerente, al fine di sensibilizzare la popolazione in generale al fenomeno
della tratta di donne e bambini. Per rafforzarne la visibilità, questa giornata
potrebbe coincidere con la campagna mondiale "Stop the Traffik", il
25 marzo di quest'anno.
D'altra parte, il Parlamento
invita gli Stati membri, «in particolare la Germania», ad adottare le opportune
misure nel corso del campionato mondiale di calcio del 2006 per impedire il
traffico di donne e la prostituzione forzata. I suoi deputati, invece, sono
esortati a sostenere la campagna "Viaggiatori d'affari contro la tratta di
esseri umani" lanciata in Parlamento nel novembre 2005. Tale iniziativa
trasversale, è infatti precisato, punta a sensibilizzare i viaggiatori d'affari
(«ad esempio i deputati ed altri») al problema della tratta di esseri umani e
sollecita i deputati ad aprire la strada e a contribuire alla soluzione del
problema. Inoltre, offre ai viaggiatori d'affari l'opportunità di riferire in
merito a casi di tratta per il tramite del sito www.businesstravellers.org e chiede ai deputati di
contattare per iscritto gli alberghi per sollecitarli a rompere i collegamenti
tra le loro imprese e le donne e i bambini oggetto di tratta.
Connessioni con l'immigrazione - Rafforzamento delle azioni penali
Il Parlamento sottolinea
l'importanza di affrontare la connessione tra traffico di esseri umani,
immigrazione legale e immigrazione clandestina e di considerare le vie di
immigrazione legale come un meccanismo di prevenzione della tratta. Gli Stati
membri sono quindi invitati a rivedere le loro politiche in materia di visti,
nella prospettiva di prevenire gli abusi e di assicurare una protezione contro
lo sfruttamento.
La relazione invita gli Stati
membri ad applicare la legge e a rafforzare l'azione penale nei confronti dei
trafficanti e dei loro complici. Inoltre, chiede un'azione repressiva contro
gli autori delle pagine Internet in cui vengono proposti annunci di
intermediari della tratta e di coloro che cercano di ottenere prestazioni
sessuali da minori (la cui definizione deve essere omogenea in tutti gli Stati
membri, vale a dire le persone di età inferiore ai 18 anni).
L'Aula ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Docc. B6-0031, 0035,
0036, 0038, 0045; 0046/2006 - Risoluzione
su disabilità e sviluppo
BILANCIO
PROSPETTIVE FINANZIARIE: È L'ORA DEL
NEGOZIATO
Doc. B6-0049/2006
Procedura: Risoluzione - Votazione: 18.1.2006
Il Parlamento ha adottato una
risoluzione con la quale respinge - «nella sua formulazione attuale» - la
posizione comune del Consiglio europeo in merito al quadro finanziario
2007-2013. I deputati deplorano i tagli proposti ai fondi destinati alla
competitività, alla crescita e all'occupazione, così come quelli previsti per
la cittadinanza e la sicurezza. Tuttavia, è espressa la volontà di avviare
negoziati costruttivi, difendendo la posizione molto più generosa presa a
giugno dal Parlamento.
Il Parlamento disapprova, in particolare, «la riduzione inaccettabile»
degli impegni destinati a competitività, crescita e occupazione, «nonostante
l'importanza accordata da tutte le Istituzioni dell'UE alla strategia di
Lisbona», nonché i tagli alla rubrica cittadinanza, libertà, sicurezza e
giustizia e alla rubrica azioni esterne. E' inoltre rilevato che le conclusioni
del Vertice «si incentrano sulle politiche tradizionali» gestite dagli Stati
membri invece di porre l'accento su politiche che mettano l'Unione in
condizione di far fronte a nuove sfide e di sviluppare il valore aggiunto
europeo per i cittadini. E’ poi deplorato che gli Stati membri «combattano per
preservare i propri interessi nazionali piuttosto che per promuovere una dimensione
europea» e che non siano stati capaci di trattare la questione della riforma
del sistema delle risorse proprie.
I deputati affermano tuttavia la loro volontà «di avviare negoziati
costruttivi con il Consiglio», sulla base delle rispettive posizioni, «purché
la Presidenza austriaca riceva un effettivo mandato negoziale». La risoluzione,
in proposito, afferma la determinazione a difendere gli elementi quantitativi,
strutturali e qualitativi della posizione negoziale del Parlamento ed a
rafforzare la dimensione europea delle politiche in materia agricola, interna e
esterna. Per i deputati, infatti, la posizione negoziale assunta dal Parlamento
europeo l'8 giugno 2005 «offre una migliore rispondenza tra priorità politiche
e esigenze finanziarie, la modernizzazione del bilancio attraverso una maggiore
flessibilità e un miglioramento della qualità di esecuzione».
Le prossime tappe
Il Parlamento, infine, ha incaricato la sua commissione per i bilanci di
negoziare di conseguenza l'accordo interistituzionale. Intanto, il 23 gennaio
si terrà un primo trilogo tra i Presidenti del Parlamento, della Commissione e
del Consiglio. Il mandato negoziale da affidare alla Presidenza sarà discusso
il 25 gennaio a livello degli ambasciatori (Coreper). Inoltre, l'Esecutivo presenterà
una proposta di accordo interistituzionale il 1° febbraio e la speranza è di
trovare un'intesa in tempo per il Consiglio europeo di primavera.
L'Aula ha inoltre
approvato la seguente relazione:
-
Doc. A6-0407/2005 - Relazione sull'inclusione delle Maldive
nell'elenco dei paesi coperti, in seguito allo tsunami nell'Oceano indiano del
dicembre 2004
AGRICOLTURA
ZUCCHERO: PREZZI PIÙ ALTI MA TAGLIO
DELLE SOVVENZIONI ALL'EXPORT
-
A6-0391/2006 - Relazione
sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all’organizzazione comune
dei mercati nel settore dello zucchero
-
A6-0392/2005 - Relazione
sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento
(CE) n. 1782/2003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno
diretto nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi
di sostegno a favore degli agricoltori
-
A6-0393/2005 - Relazione
sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all’organizzazione comune
dei mercati nel settore dello zucchero e recante modifica del regolamento (CE)
n. 1782/2003 relativo al finanziamento della politica agricola comune
Procedura Consultazione
legislativa - Dibattito: 17.1.2006 - Votazione: 19.1.2006
Il Parlamento ha preso posizione sulla riforma del mercato dello zucchero e
sul regime per la ristrutturazione dell'industria saccarifera. I deputati
chiedono una riduzione meno drastica dei prezzi, quattro anni transitori prima
di abbandonare il sistema d'intervento e incentivi alla produzione di
bioetanolo. Inoltre, pur auspicando il monitoraggio delle importazioni,
sollecitano l'abolizione delle sovvenzioni all'export entro il 2013. Definita
inaccettabile la condotta dei Ministri agricoli.
Nel novembre di quest'anno, il Consiglio è giunto a un accordo politico
sull'impianto della riforma del settore. I deputati, pertanto, nella
risoluzione legislativa, definiscono «inaccettabile» il fatto che questo
accordo politico sia stato comunicato senza avere previamente ottenuto il
parere del Parlamento, e ciò anche in considerazione delle «ripercussioni
radicali» che la riforma implica per il futuro del settore. A loro parere, «il
Consiglio non può mai concludere un accordo politico definitivo senza aver
previamente concluso la consultazione del Parlamento europeo». D'altra parte, l'Aula non ha accolto
l'iniziativa del gruppo UEN di respingere le proposte dell'Esecutivo, né la
richiesta dei Verdi/ALE di rinviarne una di queste in commissione parlamentare.
I Ministri dell'Agricoltura potrebbero quindi adottare definitivamente i
provvedimenti già nel corso della loro riunione di lunedì 23 gennaio.
La proposta di riforma presentata dalla Commissione nel giugno 2005 intende
aumentare la competitività e l'orientamento al mercato del settore dello
zucchero europeo, garantire al settore un futuro sostenibile a lungo termine e
rafforzare la posizione dell'UE nel ciclo dei negoziati commerciali a livello
internazionale. Si tratta anche di allineare il settore dello zucchero alla
nuova Politica agricola comune. D'altra parte, l'attuale regime di esportazione
di zucchero comunitario era anche stato condannato in sede di Organizzazione
Mondiale del Commercio.
Tra le principali proposte figurano un drastico taglio dei prezzi
istituzionali, compensato solo parzialmente con aiuti diretti e l'abolizione
del regime di ammasso pubblico che sarebbe sostituito da meccanismi meno
automatici. E' anche previsto un regime volontario e temporaneo per la
ristrutturazione del settore che si propone di incentivare l'abbandono
dell'attività da parte dei produttori meno competitivi, di sostenere l'impatto
socio-ambientale della chiusura degli stabilimenti e assistere le regioni più
colpite dalla riforma. Infine, è contemplata una speciale assistenza per i
paesi ACP anch'essi penalizzati dal nuovo regime ipotizzato.
Con le tre relazioni i deputati chiedono che la riduzione del prezzo
istituzionale dello zucchero bianco sia pari al 30% e avvenga nel giro di
quattro anni, invece che del 39% in due anni come proposto dalla Commissione. I
Ministri agricoli, d'altra parte, si sono accordati per una riduzione
certamente meno radicale, pari al 36% in quattro anni, ma ancora ben lontana da
quanto auspicato dal Parlamento. Tale riduzione, in base all'accordo al
Consiglio, sarà compensata al 64,2% con aiuti diretti e non al 60% come
proposto dall'Esecutivo. Per l'Italia ciò si tradurrebbe in 135,5 milioni di
euro all'anno per l'Italia. Questo aiuto sarebbe incluso nel regime di
pagamento unico alle aziende e vincolato al rispetto delle norme di gestione
ambientale del territorio. Anche per la riduzione del prezzo minimo della
barbabietola i deputati auspicano un taglio minore di quanto proposto
dall'Esecutivo.
Il regime delle quote sarebbe mantenuto fino al 2014-15 e, in sede di
Consiglio, l'Italia ha ottenuto 10.000 tonnellate supplementari. Il sistema di
intervento pubblico, per i deputati deve restare ancora valido per quattro
(fino al 2009-2010), per poi essere sostituito da un regime di ammasso privato.
E in questo senso va l'accordo politico del Consiglio. D'altra parte,
accogliendo di stretta misura un emendamento del PSE, il Parlamento chiede che
siano soppresse nei tempi più brevi, e al più tardi nel 2013, le sovvenzioni
all'esportazione, tenuto conto del loro impatto negativo sui paesi in via di
sviluppo.
In merito al Fondo di ristrutturazione, i deputati condividono con il
Consiglio l'esigenza di maggiore flessibilità ma, rispetto ai Ministri,
chiedono aiuti finanziari più elevati per i primi tre anni della transizione. A
loro parere, inoltre, il 50% di tale fondo dovrebbe essere destinato ai
bieticoltori e non il 10% come prevedono i Ministri. E' su questo punto,
confermato dall'Esecutivo in Aula, che i Verdi hanno richiesto - invano - il
rinvio della proposta in commissione per poter proseguire il negoziato con il
Consiglio.
D'altra parte, riguardo agli aiuti al riorentamento della produzione, il
Parlamento suggerisce un sostegno di 80 euro all'ettaro per le colture
energetiche, fino a un massimo di 2.200 ettari ammissibili a tale aiuto. I
deputati, inoltre, chiedono alla Commissione di realizzare uno studio volto a
individuare gli sbocchi transitori per le eccedenze di zucchero utilizzandole
nel settore energetico. Per i Ministri, d'altra parte, la barbabietola
coltivata per fini non alimentari potrà essere ammissibile ai pagamenti
previsti per il ritiro della produzione e potrà beneficiare anche dell'aiuto
per le colture energetiche di 45 euro/ettaro.
Come il Consiglio, i deputati auspicano delle disposizioni volte a
controllare le importazioni in Europa di zucchero originario dai Paesi meno
avanzati (PMA). Chiedono quindi che siano previste delle procedure di
salvaguardia del mercato comunitario da applicare in caso di aumento
sostanziale, tra un anno e l'altro, delle importazioni provenienti da paesi
beneficiari dell'iniziativa "Tutto salvo le armi", in funzione della
produzione e del consumo del paese importatore. D'altra parte, hanno adottato
un emendamento che chiede sia soddisfatto con nuovi finanziamenti il fabbisogno
supplementare di 200 milioni di euro l'anno dei paesi ACP colpiti dalla
riforma.
Il settore bietosaccarifero in
Italia
L'Italia è il quinto produttore europeo di zucchero. La sua produzione
totale (anno 2004/05) è di 1.158.163 di tonnellate su un totale comunitario di
circa 20 milioni, che corrisponde a poco meno del 6%. La Francia e la Germania
sono ben più avanti con una produzione che corrisponde, rispettivamente, al
22,6 e al 21,5% del totale comunitario. Vengono poi la Polonia e il Regno Unito
con una produzione pari al 10 e al 7% dell'Unione.
In Europa, più di 325.000 agricoltori producono la barbabietola da
zucchero. L'Italia conta circa 46 mila imprese impegnate in questa coltura, in
Germania sono 48 mila e in Francia 32 mila. In questi soli tre paesi vi è più
della metà delle aziende europee.
Nel giro di 10 anni, dal 1993 al 2003, peraltro, il numero di aziende di
produzione e raffinazione dello zucchero si è pressoché dimezzato in Europa,
passando da 82 a 45 imprese (-45%). L'Italia non si è sottratta a questa
tendenza: il numero di imprese è sceso da 12 a 5. Che si sono successivamente
ridotte a 4: Coprob Italia Zuccheri, Eridiana Sadam, S.F.I.R., Zuccherificio
del Molise.
Nel 2000, l'Unione europea era il secondo esportatore di zucchero mondiale,
ma con quantitativi pari a circa la metà del Brasile, e il terzo importatore
dopo la Federazione Russa e l'Indonesia. Nell'UE a 15, il 30% dello zucchero è
destinato al consumo diretto, il 2% a usi non alimentari (per esempio, è
trasformato in alcol e etanolo o aggiunto al cemento per agevolarne la
solidificazione) e il restante 68% è utilizzato nei prodotti alimentari,
soprattutto nelle bevande (21% del totale), nella produzione di dolciumi e
caramelle (15%) e di biscotti (12%).
INDUSTRIA
RIMUOVERE GLI OSTACOLI ALLA NASCITA
E ALLA CRESCITA DELLE PMI
A6-0405/2005
Relazione sull'attuazione della Carta europea per le piccole imprese
Procedura: Iniziativa - Dibattito: 18.1.2006 - Votazione: 19.1.2006
Agevolare l'accesso a programmi e fondi comunitari e rimuovere gli ostacoli
finanziari e fiscali. E' quanto chiede il Parlamento con la relazione
d'iniziativa sull'attuazione della Carta europea per le piccole imprese. Per i
deputati occorre anche procedere a «profonde riforme strutturali» in ogni Stato
membro, al fine di rafforzare la competitività, eliminare gli intralci
amministrativi e tenere conto degli interessi delle PMI in tutte le proposte
legislative.
Adottata con 503 voti favorevoli, 10 contrari e 38
astensioni, la relazione rileva l'importanza delle piccole imprese per la
realizzazione degli obiettivi di Lisbona di una crescita maggiore e duratura
nonché di nuovi e migliori posti di lavoro. Per tale motivo è criticato il
rapporto della Commissione sul rilancio della strategia di Lisbona che le
ignora, nonostante il Consiglio europeo avesse sottolineato che esse «sono la
spina dorsale dell'economia europea e della creazione di occupazione». Inoltre,
è deplorata la complessità della presentazione del rapporto dell'Esecutivo
sull'attuazione della Carta e criticato il fatto che esso non fornisce un
quadro coerente della situazione in tutti gli Stati membri.
I deputati, nel
sottolineare il valore della Carta, ritengono tuttavia opportuno integrare e
completare le azioni "piccole imprese" che essa
contempla con la politica globale destinata alle PMI grazie ad un'azione
vincolante, non soltanto a livello comunitario ma anche a livello di Stati
membri, in cui si deve promuovere specificamente la messa in comune delle
migliori prassi. Per i deputati occorre un
migliore coordinamento con il Piano d'azione per lo spirito imprenditoriale e
sottolineano, in particolare, la necessità di rafforzare le possibilità delle
piccole e microimprese di trarre vantaggio dai programmi europei. E' per tale
ragione che si compiacciono della disponibilità della Commissione a
migliorare l'accesso delle PMI a tali programmi e sottolineano l'importanza di
agevolare il loro accesso ai Fondi strutturali.
La relazione chiede
inoltre che siano intraprese delle azioni per far fronte ai numerosi ostacoli
finanziari che sono tuttora di impedimento allo sviluppo delle piccole e
microimprese, per quanto riguarda il loro accesso al credito. La Banca europea per gli
investimenti e il Fondo europeo per gli investimenti dovrebbero quindi essere
utilizzati in modo migliore per sostenere la crescita di tali imprese,
soprattutto di quelle che operano nel settore dell'innovazione e dello sviluppo
tecnologico. Vanno poi lanciate più ampie iniziative europee comuni per
promuovere la creazione di PMI e sfruttarne maggiormente il potenziale di
investimento. La Commissione e il Consiglio sono anche esortati a rafforzare
gli strumenti finanziari a favore delle piccole imprese e delle imprese
artigianali, in particolare i sistemi di garanzia reciproca.
I deputati sottolineano gli ostacoli fiscali persistenti - segnatamente in
materia d'investimento - e ritengono che tale campo d'azione debba essere una
priorità fornendo alle PMI un più facile accesso al capitale. Suggeriscono, per
esempio, che le sovvenzioni europee accordate alle piccole imprese siano
esentate dall'imposta sulle società. Ma, a loro parere, occorre anche
semplificare i sistemi fiscali e amministrativi relativi alla creazione e allo
sviluppo delle piccole imprese, eliminare gli ostacoli fiscali ad ogni forma di
attività economica transfrontaliera e proseguire la lotta contro gli aiuti di
Stato illegali sotto forma di concorrenza fiscale dannosa. Gli Stati membri
sono quindi esortati a riformare e a semplificare i propri sistemi fiscali
relativi alla creazione e allo sviluppo delle piccole imprese, a fornire
incentivi alle imprese innovative e ad eliminare gli svantaggi creati dai
sistemi fiscali per il finanziamento con il capitale di rischio.
I deputati sottolineano poi l'esigenza di accelerare «profonde riforme
strutturali» in ogni Stato membro, al fine di rafforzare la competitività delle
piccole imprese, creare condizioni ad esse favorevoli e completare la creazione
di un mercato interno pienamente funzionante. Nel raccomandare uno sgravio
fiscale per le piccole imprese, i deputati chiedono anche la rimozione degli
ostacoli burocratici, soprattutto nella fase di avvio, e sottolineano la
«vitale importanza» che sia il ruolo sia le esigenze delle PMI vengano prese in
considerazione quando vengono elaborate proposte legislative di qualsiasi tipo
e non soltanto quelle che si riferiscono specificamente alle piccole imprese.
Alla Commissione e al
Consiglio è chiesto poi di definire una strategia volta a favorire e facilitare
la trasmissione e la ripresa delle piccole imprese e delle imprese artigianali
dopo il pensionamento dei capi d'impresa. Al contempo è sottolineata
l'importanza dell'istruzione e della formazione per lo sviluppo dello spirito
imprenditoriale fin dalla giovane età con lezioni e programmi di formazione
dedicati alle aziende nella scuola secondaria, nell'università e nella
formazione tecnologica.
Revisione della Carta
La relazione ritiene
essenziale procedere alla revisione della Carta. In quella sede andrebbero
introdotte ulteriori priorità quali la promozione dell'imprenditorialità come
effettivo valore della società, una notevole riduzione della stigmatizzazione
dei fallimenti imprenditoriali, una maggiore cooperazione tra piccole imprese,
istituti di istruzione e ricerca, sostegno ad un'intensa cooperazione tra il soggetto
menzionato, le istituzioni finanziarie ed i mercati dei capitali.
Background
Il Consiglio europeo di Feira del 19 e 20 giugno
2000 ha adottato la Carta europea per le piccole imprese stabilendo la loro
importanza centrale e l'impegno dei poteri pubblici ad agire per sostenerle. La
Carta comprende 10 linee d'azione:
-
Educazione e formazione allo spirito
imprenditoriale
-
Registrazione meno costosa e più rapida
-
Migliore legislazione e migliore regolamentazione
-
Accessibilità delle competenze
-
Migliorare l'accesso in linea
-
Valorizzare meglio il mercato unico
-
Questioni fiscali e finanziarie
-
Rafforzare la capacità tecnologica delle piccole
imprese
-
Modelli di commercio elettronico che hanno dato
buona prova di sé e sostegno di qualità
alle piccole imprese
-
Sviluppare, rafforzare e rendere più efficace la
rappresentanza degli interessi delle piccole imprese a livello dell'Unione e a
livello nazionale.
L'attuazione della Carta è basata sul metodo aperto
di coordinamento fra gli Stati che lascia agli Stati una grande libertà di
sperimentazione e di scelte politiche sul modo perseguirne gli obiettivi.
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
ISTITUZIONI
-
Doc. A6-0414/2005 - Relazione sul periodo di
riflessione: struttura, temi e contesto per una valutazione del dibattito sull'Unione
europea
L'Europa ampliata non può funzionare senza una riforma
istituzionale. Per tale ragione, il Parlamento chiede l'adozione di una nuova
Costituzione prima di procedere a altre adesioni, oltre a quelle di Romania e
Bulgaria. Il processo costituzionale, inoltre, deve essere accompagnato da un
dibattito volto ad avvicinare i cittadini all'Europa, prevedendo un forte
impegno dei parlamenti europeo e nazionali. Per i deputati, il mantenimento del
testo attuale «costituirebbe un risultato positivo».
-
Doc. A6-0413/2005 - Relazione sulla modifica del regolamento del Parlamento europeo per
quanto attiene alle norme di comportamento applicabili ai deputati europei
Garantire il regolare svolgimento dei lavori parlamentari
senza ostacolare la vivacità delle discussioni né la libertà di parola dei
deputati. E' questo l'obiettivo della modifica del regolamento interno del
Parlamento resasi necessaria alla luce di recenti episodi che hanno turbato le
sedute plenarie. Oltre a chiarire le attuali regole, il nuovo codice di
condotta assegna maggiori poteri al Presidente in materia di sanzioni e si
applicherà in tutti i locali e ad ogni riunione del Parlamento.
GIUSTIZIA E AFFARI
INTERNI
-
B6-0051/2006 - Risoluzione sull'istituzione di una
commissione temporanea sulla consegna straordinaria di detenuti
Esistono in Europa centri di
detenzione della CIA? Quest'ultima si è servita di aeroporti europei per
trasportare presunti terroristi dove avrebbero potuto subire torture? Sono
questi i due quesiti sostanziali cui tenterà di rispondere la nuova commissione
temporanea istituita dal Parlamento. La commissione, che conta 46 deputati,
appurerà anche se i governi europei erano a conoscenza di queste pratiche e se
cittadini europei vi hanno preso parte. Dopo averne definito il mandato, il
Parlamento ha approvato la lista dei membri della commissione temporanea tra i
quali l'italiano JAS GAWRONSKI.
-
Doc. A6-0003/2006 - Relazione sulle misure restrittive nei
confronti di persone sospettate di coinvolgimento nell'omicidio di Rafiq Hariri
-
Doc. B6-0050/2006 - Relazione della costituzione di una
commissione di inchiesta sul crollo finanziario della Equitable Life Society
AMBIENTE
-
Doc. A6-0415/2005 - Relazione sul progetto comune,
approvato dal comitato di conciliazione, di direttiva del Parlamento europeo e
del Consiglio relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e
che abroga la direttiva 76/160/CEE
Grazie alla direttiva adottata dal Parlamento, i bagnanti
potranno conoscere preventivamente la qualità delle acque nelle quali intendono
tuffarsi. Queste informazioni, infatti, saranno disponibili su Internet e sulle
spiagge. Sono stati necessari tre anni affinché deputati e ministri giungessero
a un accordo volto a rafforzare gli standard di qualità delle acque, a migliorare
l'ambiente e a proteggere la salute umana.
-
A6-0001/2006 - Relazione sul progetto comune,
approvato dal comitato di conciliazione, di direttiva del Parlamento europeo e
del Consiglio relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che
modifica la direttiva 2004/35/CE
Una nuova direttiva sui rifiuti delle industrie
estrattive sarà presto d'applicazione. L'Aula ha infatti sottoscritto l'accordo
cui sono giunte in conciliazione le delegazioni del Parlamento e del Consiglio.
Le questioni più controverse sulle quali si è finalmente arrivati a un
compromesso riguardavano l'inquinamento delle acque, le garanzie finanziarie a
copertura delle responsabilità degli operatori, il campo d'applicazione, la
gestione dei rifiuti e la prevenzione dell'inquinamento.
-
Doc. A6-0383/2006 - Relazione sugli aspetti ambientali dello
sviluppo sostenibile
-
Doc. A6-0381/2006 - Relazione sull'applicazione delle
disposizioni della Convenzione di Aarhus alle istituzioni ed agli organi
comunitari
-
Doc. B6-0027/2006 - Risoluzione sui cambiamenti climatici
DIRITTI DEI CITTADINI
-
Docc. B6-0025, 0039,
0040, 0043/2006 - Risoluzione comune sull'omofobia in Europa
Alla luce di recenti eventi «preoccupanti», il Parlamento
ha adottato una risoluzione che chiede di lottare contro ogni tipo di
discriminazione fondata sull'orientamento sessuale. Ai partner dello stesso
sesso, inoltre, devono essere garantiti il rispetto, la dignità e la protezione
«riconosciuti al resto della società», la libertà di circolazione e la non
discriminazione in materia di successione e fiscalità. Occorrono poi un nuovo
quadro normativo UE antidiscriminazione e campagne pedagogiche.
RELAZIONI ESTERNE
-
Docc. B6-0026, 0030,
0042, 0048 - Risoluzione comune sull'Afghanistan
L'Aula ha adottato una risoluzione che plaude al successo
delle elezioni afgane, chiede alla comunità internazionale di coordinare
maggiormente gli aiuti al paese e responsabilizzare le autorità locali. I
deputati, inoltre, si compiacciono della possibile espansione delle forze
internazionali nel paese per lottare contro il terrorismo, ma chiedono una
revisione delle regole d'ingaggio e condannano il trasferimento di prigionieri
a Guantanamo. Preoccupazione è espressa per la produzione di oppio.
-
Doc. A6-0399/2006 - Relazione sulla politica europea di
prossimità
-
Doc. A6-0398/2006 - Relazione sul protocollo dell'accordo
quadro di commercio e cooperazione con la Corea
-
Doc. A6-0002/2006 - Relazione sulla modifica del regolamento
(CE) n. 533/2004 (Croazia)
DIRITTI UMANI
-
Docc. B6-0057, 0058,
0060, 0064, 0067, 0071/2006 - Risoluzione
sulla Cambogia: repressione politica
-
Docc. B6-0056, 0061,
0063, 0065, 0068, 0069/2006 - Risoluzione
sull'Egitto: violenze nei confronti dei rifugiati sudanesi
-
Docc. B6-0055, 0059,
0062, 0066, 0070/2006 - Risoluzione sul
Perù: estradizione e processo dell'ex Presidente Alberto Fujimori
-
Docc. B6-0028, 0029,
0032, 0037, 0041, 0044/2006 - Risoluzione
sulla Cecenia dopo le elezioni e società civile in Russia
TRASPORTI
-
Doc. A6-0375/2006 - Relazione sulle relazioni dell'UE con,
rispettivamente, la Russia e la Cina nel settore del trasporto aereo
-
Doc. A6-0403/2006 - Relazione sulla politica estera comunitaria
in materia di aviazione
-
Doc. A6-0333/2005 - Relazione sulle statistiche sui trasporti
di merci per vie navigabili interne
DICHIARAZIONI
-
Assistenza telefonica per bambini in Europa
-
Estrazione della bile agli orsi in Cina
DALLE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE
DALLA COMMISSIONE EUROPEA
RELAZIONI ESTERNE
·
Strategia
della politica di allargamento
(http://europa.eu.int/comm/enlargement/index.htm)
·
UE -
Cina: Sicurezza dei prodotti (http://europa.eu.int/comm)
·
Politica
Europea di Vicinato (PEV) (http://europa.eu.int/comm)
·
Misure
antidumping: relazione 2004 (COM 2005/594)
AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
·
Previsioni
economiche d'autunno della Commissione 2005-2007
(http://europa.eu.int/comm/economy
_finance/publications/european_economy/forecasts_en.htm)
·
Bilancio
annuale dell'economia nell'UE
(http://europa.eu.int/comm/economy_finance/publications/the
_eu_economy_review_en.htm)
·
Preparazione
al futuro allargamento della zona euro (COM 2005/545)
POLITICA SOCIALE
·
"Diversità
sul luogo di lavoro" (http://europa.eu.int/comm/employment_social/fundamental_rights/pdf/
events/busicase_fr.pdf)
CULTURA
·
Apprendimento permanente (COM 2005/548)
·
Il multilinguismo nell'UE (COM 2005/596)
·
"Istruzione formazione 2010"
(COM 2005/549)
SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE
·
".eu":
il nuovo indirizzo internet per l'Europa (http://europa.eu.int/comm)
MERCATO INTERNO
·
Appalti
pubblici: l'UE e la Cina rafforzano la loro cooperazione
(http://europa.eu.int/comm)
·
Fusioni
transfrontaliere delle società di capitali
(http://europa.eu.int/comm)
POLITICA DOGANALE E FISCALITÀ
·
Fiscalità
delle imprese: codice di condotta sui prezzi / costi di trasferimento
(http://europa.eu.int/co
mm/taxation_customs/index_fr.htm)
·
Revisione
del Codice Doganale
(http://europa.eu.int/comm/taxation_customs/policy_issues/e-customs_i
nitiative/index_fr.htm)
POLITICA DELL'IMPRESA E DEL TURISMO
·
"Premi
europei delle imprese"
(http://europa.eu.int/comm/enterprise/entrepreneurship/smes/awards/in
dex_it.htm)
POLITICA DEI CONSUMATORI
·
Libro
verde sulla politica nutrizionale (http://europa.eu.int/comm/health/ph_determinants/life_style/nu
trition/nutrition_fr.htm)
·
Mais geneticamente modificato (http://europa.eu.int/comm)
TRASPORTI
·
Nuove
misure per garantire la sicurezza dei trasporti marittimi
(http://europa.eu.int/comm/transport/
maritime/safety/2005_package_3_en.htm)
·
Miglioramento
della sicurezza dei porti (GUCE L 310 del 25/11/2005)
·
Le
regole della concorrenza nel settore dei trasporti marittimi
(http://europa.eu.int/comm/competitio
n/antitrust/legislation/maritime/
VARIE
·
Priorità
d'azione per rispondere alle sfide dell'immigrazione
(http://europa.eu.int/comm)
DALLA CORTE DI GIUSTIZIA
·
"Un
regime di sgravio di gruppo che non consente ad una società controllante di
dedurre dal suo reddito imponibile le perdite delle sue controllate stabilite
all'estero è, in linea di principio, compatibile con il diritto
comunitario"
Sentenza della Corte nella
Causa C-446/03
Tuttavia, è contrario alla libertà di stabilimento escludere la
possibilità, per la controllante residente, di dedurre dal suo reddito imponibile
le perdite subite dalle controllate non residenti, se essa dimostra che tali
perdite non sono state e non possono essere prese in considerazione nello Stato
di residenza delle dette controllate.
·
"La
Comunità può essere chiamata a risarcire i danni causati dai suoi organi anche
in assenza di comportamenti illeciti di questi ultimi"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nelle Cause T-69/00, T-151/00,
T-301/00, T-320/00, T-383/00 e T-135/01
Tuttavia, il Tribunale respinge il ricorso delle società i cui prodotti
esportati negli Stati Uniti sono stati colpiti da sovrattasse doganali poiché
il danno commerciale così subito non è
anormale.
·
"Il
Tribunale di primo grado conferma il divieto dell'acquisizione della Honeywell
da parte della General Electric"
Sentenza del Tribunale di primo
grado nelle Cause T-209/01 e T-210/01
Nonostante la Commissione abbia commesso degli errori nella sua decisione
che dichiara l'incompatibilità di tale concentrazione con il mercato comune, in
particolare nell'ambito della sua analisi relativa agli effetti riconducibili
all'esistenza di una conglomerazione derivanti dalla concentrazione, la
creazione o il rafforzamento di posizioni dominanti sui vari mercati dei
prodotti sono sufficienti a giustificare tale decisione.
·
"L'Avvocato
generale Jacobs ritiene che il rifiuto di concedere ad una transessuale,
passata dal sesso maschile al sesso femminile, una pensione alla stessa età
alla quale si concederebbe ad una donna viola il diritto comunitario"
Conclusione dell'Avvocato
generale nella Causa C-423/04
Un rifiuto del genere costituisce una discriminazione contraria alla
direttiva comunitaria sulla parità di trattamento in materia di sicurezza
sociale.
·
"L'Avvocato
generale Geelhoed sostiene l'incompatibilità col diritto comunitario
dell'attuale sistema NHS in materia di concessione dell'autorizzazione di cure
sanitarie all'estero"
Conclusioni dell'Avvocato
generale nella Causa C-372/04
Se ci si basa unicamente sugli obiettivi del sistema NHS per stabilire se
una persona può ricevere cure sanitarie senza indebito ritardo non si tiene
sufficientemente conto delle esigenze individuali di ciascun paziente.
·
"La
Corte conferma la decisione della Commissione sull'incompatibilità con il
mercato comune degli aiuti a favore del settore bancario italiano"
Sentenza della Corte nelle
Cause C-66/02 e C-148/04
Gli aiuti possono incidere sugli scambi tra gli Stati membri e falsare la
concorrenza.
Per ulteriori informazioni: Corte di
giustizia della Comunità europea - Lussemburgo L-2925 - Boulevard Konrad
Adenauer - Tel. (00352) 43032600 - Sito internet:
http://www.curia.eu.int/it/index.htm
RECEPIMENTO LEGISLAZIONE UE
Decreto ministeriale del 21 settembre 2005: recepimento della direttiva 2005/13/CE
della Commissione, del 21 febbraio 2005, relativa all'emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai
motori destinati alla propulsione dei trattori agricoli o forestali.
Il decreto è
pubblicato nella GURI n. 284 del 6
dicembre 2005.
Decreto ministeriale del 18 ottobre 2005: recepimento della direttiva 2004/96/CE
della Commissione, del 27 settembre 2004, relativa alle restrizioni in tema di commercializzazione e uso di nickel in oggetti
metallici utlizzati nelle parti perforate.
Il decreto è
pubblicato nella GURI n. 298 del 23
dicembre 2005.
Decreto ministeriale del 2 novembre 2005: recepimento della direttiva 2004/46/CE
della Commissione, del 16 aprile 2004, relativa al sucralosio (E 955) e il sale di aspartame-acesulfame (E 962).
Il decreto è
pubblicato nella GURI n. 294 del 19
dicembre 2005.
Decreto ministeriale del 31 agosto 2005: recepimento della direttiva 2004/5/CE
della Commissione, del 20 gennaio 2004, relativa ai prodotti alimentari destinati ad un'alimentazione particolare.
Il decreto è
pubblicato nella GURI n. 284 del 6
dicembre 2005.
Decreto legislativo n. 335 del 24 dicembre 2005: recepimento della direttiva 2002/6/CE
del Parlamento e del Consiglio, del 18 febbraio 2002, relativa alle formalità di dichiarazione delle navi in
arrivo e/o in partenza da porti degli Stati membri della Comunità.
Il decreto è
pubblicato nella GURI n. 37 del 15
febbraio 2005.
Decreto ministeriale del 12 ottobre 2005: recepimento della direttiva 1996/86/CE
della Commissione, del 13 dicembre 1996, relativa al trasporto di merci pericolose su strada.
Il decreto è
pubblicato nella GURI n. 295 del 20
dicembre 2005.
Decreto ministeriale del 3 agosto
2005:
recepimento della direttiva 2005/34/CE della Commissione, del 17 maggio 2005,
relativa alla modifica della direttiva
91/414/CEE del Consiglio con l'iscrizione delle sostanze attive etoxazole e
tepraloxydim.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 272
del 22 novembre 2005.
Decreto ministeriale del 26
agosto 2005:
recepimento della direttiva 2005/9/CE della Commissione, del 28 gennaio 2005,
relativa ai prodotti cosmetici.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 276
del 26 novembre 2005.
Decreto legislativo n. 242 del 9
novembre 2005:
recepimento della direttiva 2004/6/CE della Commissione, del 20 gennaio 2004,
relativa all'applicazione del divieto di
commercio di taluni prodotti.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 278
del 29 novembre 2005.
Decreto legislativo n. 238 del 21
settembre 2005:
recepimento della direttiva 2003/105/CE del Parlamento e del Consiglio, del 16
dicembre 2003, relativa al controllo dei
pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.
Il
decreto è pubblicato nella GURI n. 271
del 21 novembre 2005 SO n. 189.
DALLA GAZZETTA UFFICIALE
RELAZIONI
ESTERNE
·
Relazione annuale sullo strumento per le Politiche Strutturali di preadesione
(ISPA) 2004 COM (2005) 612 definitivo
POLITICA
SOCIALE
·
Regolamento (CE) n. 1967/2005 della
Commissione, del 1° dicembre 2005, relativo alla classificazione di talune merci nella nomenclatura combinata
GUCE L 316/2005
MERCATO
INTERNO
·
Regolamento (CE) n. 1512/2005 della
Commissione, del 15 settembre 2005, recante modifica del regolamento (CE) n.
753/2002 che fissa talune modalità di applicazione del regolamento (CE) n.
1493/1999 del Consiglio per quanto riguarda la designazione, la denominazione, la presentazione e la protezione di
taluni prodotti vitivinicoli GUCE
L 241/2005
POLITICA
DOGANALE E FISCALITÀ
·
Regoalamento (CE) n. 1513/2005 della
Commissione, del 16 settembre 2005, che modifica il regolamento (CE) n. 174/1999
recante modalità articolari di applicazione del regolamento (CE) n. 804/68 del
Consiglio riguardo ai titoli di esportazione e alle restituzioni all’esportazione nel settore del latte e dei
prodotti lattiero-caseari GUCE L
241/2005
·
Regolamento del Consiglio che modifica il
regolamento (CE) n. 2505/96 recante apertura e modalità di gestione di
contingenti tariffari comunitari autonomi per taluni prodotti agricoli industriali COM
(2005) 622 definitivo
POLITICA
DEI CONSUMATORI
·
Direttiva 2005/53/CE della Commissione,
del 16 settembre 2005, recante modifica della direttiva 91/414/CEE del
Consiglio per includervi clorotalonil,
clorotoluron, cipermetrina, daminozide e tiofanato metile come sostanze attive
GUCE L 241/2005
TRASPORTI
·
Comunicazione della Commissione - Orientamenti
comunitari concernenti il finanziamento
degli aeroporti e gli aiuti pubblici di avviamento concessi alle
compagnie aeree operanti su aeroporti regionali GUCE C 312/2005
VARIE
·
Decisione 2005/852/PESC del Consiglio, del
29 novembre 2005, per la distruzione di armi leggere e di
piccolo calibro (SALW) e relative munizioni in Ucraina GUCE L
315/2005
·
Comunicazione della Commissione nell’ambito
dell’applicazione della direttiva 89/106/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988
relativa al ravvicinameneto delle disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri
concernenti i prodotti da costruzione
(Pubblicazione di titoli e riferimenti di norme armonizzate ai sensi della
direttiva) GUCE C319/2005
·
Decisione del Presidente della Corte di
giustizia con cui si dichiara che il Tribunale
della funzione pubblica dell’Unione europea è regolarmente costituito GUCE L 325/2005
·
Decisione del Consiglio sull’adesione della Comunità europea alla
conferenze dell’Aja di diritto internazionale privato COM (2005) 639 definitivo
·
Decisione del Presidente della Corte di
giustizia con cui si dichiara che il Tribunale
della funzione pubblica dell’Unione europea è regolarmente costituito GUCE L 324/2005
·
Libro Verde “Promuovere le
diete sane e l’attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di
sovrappeso, obesità e malattie croniche COM (2005)
637 definitivo
BANDI - INVITI - AVVISI
Di seguito si presentano alcuni bandi - inviti - avvisi
Tutti i bandi dell'UE sono consultabili nelle Gazzette Ufficiali
attraverso i seguenti siti:
serie C:
www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S: http://ted.publications.eu.int
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG
EAC N. 24/05 «PROMOZIONE DELLA CITTADINANZA EUROPEA ATTIVA» SOSTEGNO AD
INIZIATIVE DI GEMELLAGGIO TRA CITTÀ - CONFERENZE, SEMINARI DI FORMAZIONE E
CAMPAGNE D'INFORMAZIONE 2006 - (GUCE 2005/C 172/13)
Obiettivi - Tipologia Dei
Progetti
Il
presente invito a presentare proposte riguarda progetti da realizzare nel
quadro di gemellaggi tra città degli Stati membri dell'Unione europea e degli
altri paesi ammessi. I progetti devono contribuire a sviluppare la
consapevolezza dell'appartenenza europea, a creare e rafforzare legami e
rapporti di cooperazione tra gli enti locali, a stimolare il dialogo tra i
cittadini dell'Unione europea, a promuovere l'idea del gemellaggio tra città e
a far conoscere quanto di meglio si fa in Europa in questo campo.
Il
presente invito a presentare proposte deve riguardare iniziative da attuare nel
quadro di gemellaggi tra città, quali conferenze, seminari di formazione e
campagne d'informazione. Sarà pubblicato un distinto invito a presentare
proposte per gli incontri tra cittadini di città.
I
progetti possono essere di tre tipi:
Tipo 1:
Conferenze organizzate nel quadro di gemellaggi tra città;.
Tipo 2:
Seminari di formazione sul gemellaggio tra città;
Tipo 3:
Campagne d'informazione per promuovere i gemellaggi tra città.
Le
campagne d'informazione devono essere dirette ai comuni e promuovere in Europa
l'idea del gemellaggio tra città, fornendo informazioni sul programma europeo e
mettendo in luce l'importanza di questo movimento. Devono parteciparvi almeno
due dei paesi ammessi, almeno uno dei quali deve essere uno Stato membro
dell'Unione europea.
Durata dei progetti
La
durata massima dei progetti è di dieci mesi (preparazione, realizzazione e
presentazione del rendiconto).
Termine per la presentazione delle
domande di sovvenzione: entro il 1 marzo
2006 per i progetti che avranno inizio tra il 1 settembre e il 31 dicembre
2006.
Il testo
completo dell'invito a presentare proposte e i moduli di domanda sono
disponibili sul seguente sito:
http://europa.eu.int/comm/towntwinning/call/call_it.html
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE DI
AZIONI INDIRETTE DI RST NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA SPECIFICO DI RICERCA,
SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE “STRUTTURARE LO SPAZIO EUROPEO DELLA
RICERCA” SCIENZA E SOCIETÀ - SCIENCE SHOPS CODICE IDENTIFICATIVO DELL’INVITO:
FP6-2005-SCIENCE-AND-SOCIETY-20 (GUCE 2005/C
282/08).
Conformemente
alla decisione n. 1513/2002/CE del Palamento europeo e del Consiglio, del 27
giugno 2002, relativa al Sesto programma quadro di azioni comunitarie di
ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione volto a contribuire alla
realizzazione dello Spazio europeo della ricerca e all’innovazione (2002-2006),
il Consiglio ha adottato in data 30 settembre 2002 il programma specifico di
ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione “Strutturare lo Spazio europeo
della ricerca” (2002-2006).
Programma
specifico: Strutturare lo Spazio europeo della ricerca (SER)
Attività:
Scienza e società
Denominazione
dell’invito: 6° PQ-2005-Scienza e società-20
Data di
scadenza: 30 marzo 2006, alle ore 17.00 (ora di Bruxelles)
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE
INFSO-MEDIA 11/2005 - MEDIA - FORMAZIONE (2001-2006) (GUCE 2005/C 288/10)
Obiettivi e descrizione
Il
presente invito a presentare proposte è basato sulla decisione n. 163/2001/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la realizzazione di un
programma di formazione per i professionisti dell'industria europea dei
programmi audiovisivi (Media - Formazione 2001-2006).
Fra le
azioni da realizzare in applicazione della decisione summenzionata figura il
miglioramento della formazione professionale dei professionisti del settore
audiovisivo al fine di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per
creare prodotti competitivi sul mercato europeo e sugli altri mercati,
segnatamente nei seguenti settori:
-
applicazione
delle nuove tecnologie e, in particolare, delle tecnologie digitali, per la
produzione e per la distribuzione di programmi audiovisivi;
-
gestione
economica, finanziaria e commerciale, compreso il quadro giuridico;
-
tecniche
di scrittura di sceneggiature.
Candidati ammissibili
Il
presente invito è rivolto ai candidati appartenenti a una delle categorie
sottoindicate, le cui attività contribuiscono allo svolgimento delle azioni
suindicate:
- scuole
di cinema e di televisione, università, organismi specializzati in materia di
formazione professionale, imprese private dell'industria audiovisiva, -
organizzazioni/associazioni professionali specializzate nel settore
dell'industria audiovisiva.
Informazioni complete
Il testo
completo dell'invito a presentare proposte e il formulario di candidatura sono
disponibili sul sito:
http://europa.eu.int/comm/avpolicy/media/index_fr.html
Termine: Le domande dovranno essere
inviate alla Commissione entro e non oltre il 1 marzo 2006.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG INFO - MEDIA 10/2005 MEDIA PLUS SOSTEGNO
ALLA DIFFUSIONE TELEVISIVA DI OPERE AUDIOVISIVE EUROPEE (GUCE 2005/C 329/09).
Il
presente invito a presentare proposte è basato sulla decisone del Consiglio
relativa all’attuazione di un programma d’incentivazione dello sviluppo, della
distribuzione e della promozione delle opere audiovisive europee (MEDIA Plus
Sviluppo, distribuzione e promozione, 2001-2005) adottata dal Consiglio il 20
dicembre 2000 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee del
17 gennaio 2001. L’obiettivo di questo programma è di promuovere la
circolazione, all’interno e all’esterno dell’Unione europea, di programmi
televisivi europei prodotti da imprese indipendenti, incentivando la
cooperazione tra emittenti, da un lato, e distributori e produttori
indipendenti dall’altro.
I termini ultimi per la presentazione delle
domande sono: 17.2.2006, 16.6.2006, 3.11.2006.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG INFSO - MEDIA 12/2005 MEDIA PLUS – SOSTEGNO
ALLA DISTRIBUZIONE TRANSNAZIONALE DEI FILM EUROPEI E ALLA MESSA IN RETE DEI
DISTRIBUTORI EUROPEI – SISTEMA DI SOSTEGNO “SELETTIVO” (GUCE 2005/C 329/10).
Il
presente invito a presentare proposte è basato sulla decisione 2000/821/CE del
Consiglio, del 20 dicembre 2000, relativa all’attuazione di un programma
d’incentivazione dello sviluppo, della distribuzione e della promozione delle
opere audiovisive europee (MEDIAPLUS - Sviluppo Distribuzione e Promozione -
2001-2005), pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee n. L 13
del 17 gennaio 2001, pag. 35. La proposta di prolungare il programma MEDIA fino
al 31 dicembre 2006 è stata approvata il 26 aprile 2004 dal Consiglio dei
ministri. Tra le azioni da realizzare in applicazione della citata decisione
figura il sostegno alla distribuzione transnazionale dei film cinematografici
europei.
I termini ultimi per la presentazione delle
domande sono: 1/04/2006, 7/7/2006, 1/12/2006.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - DG
INFSO - MEDIA 13/2005 MEDIA PLUS SOSTEGNO ALLA DISTRIBUZIONE
TRANSNAZIONALE DEI FILM EUROPEI SISTEMA DI SOSTEGNO “AUTOMATICO” (GUCE 2005/C 329/11).
Il
presente invito a presentare proposte è basato sulla decisione 2000/821/CE del
Consiglio, del 20 dicembre 2000, relativa all’attuazione di un programma di
incentivazione dello sviluppo, della distribuzione e della promozione delle
opere audiovisive europee (MEDIA PLUS -
Sviluppo, distribuzione e promozione - 2001-2005), pubblicata nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee L 13 del 17 gennaio 2001, pag. 35. La proposta
di prolungare il programma MEDIA fino al 31 dicembre 2006 è stata approvata il 26
aprile 2004 dal Consiglio dei Ministri. Tra le azioni da realizzare in
applicazione della citata decisione figura il sostegno alla distribuzione
transnazionale dei film cinematografici europei.
Il termine ultimo per presentare le domande è il 30 aprile 2006.
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER
PROGETTI EUROMEDITERRANEI DI DIALOGO TRA LE CULTURE
La
Fondazione Ann Lindh è la prima istituzione comune costituita e finanziata
collettivamente dai 35 Paesi euromediterranei. Il suo principale obiettivo
consiste nel promuovere una cooperazione regionale a livello economico, sociale
e culturale al fine di trasformare il bacino del Mediterraneo in un’area di
pace, stabilità e prosperità. Particolare importanza è data allo sviluppo delle
risorse umane, in particolare dei giovani, principale gruppo target cui la
Fondazione indirizza le proprie attività ed iniziative, e alla promozione della
tolleranza tra le persone, favorendo a questo fine lo scambio tra membri delle
diverse società civili.
La
Fondazione promuove un concetto di dialogo dinamico tra le culture attraverso
la cooperazione tra i soggetti della società civile in settori quali
istruzione, cultura, scienza e comunicazione. Essa, inoltre, mira a rafforzare
la cooperazione intellettuale in campi quali diritti umani, sviluppo
sostenibile e cittadinanza democratica.
Il
programma della Fondazione è cofinanziato dall’Unione europea e dai 35 partners
euromediterranei. Le priorità
tematiche per il 2006 sono le seguenti:
·
Tema
A: musica popolare euromediterranea
e creazioni culturali/artistiche;
·
Tema
B: programmi scolastici
euromediterranei;
·
Tema
C: gruppi di giovani ricercatori
euromediterranei;
·
Tema
D: scuole e tirocini
estivi/programmi di scambi;
·
Tema
E: biblioteche, promozione di libri
e traduzioni;
·
Tema
F: scambi interculturali fra
organizzazioni femminili della società civile.
Le date
di scadenze fissate nel 2006 per la presentazione di progetti sono il 1° marzo, il 1° giugno e il 1° novembre.
Per
maggiori informazioni, consigliamo di consultare il link: www.euromedalex.org da cui è possibile scaricare
anche la modulistica relativa ai bandi aperti.
EUROCOOPERAZIONI-RICERCA PARTNERS
Azienda del Montenegro è interessata a distribuire carbone per stufe di propria
produzione tramite accordi di rappresentanza o vendita diretta.
Azienda portoghese specializzata nella produzione
di componenti metallici per
l’industria automobilistica, cerca partner per cooperazioni
commerciali, tecnologiche e produttive.
Azienda del Regno Unito produttrice di mobili da arredamento cerca
agenti e rappresentanti in Italia.
Azienda norvegese è interessata a distribuire in
Italia contenitori per etichette
in policarbonato e PET particolarmente resistenti.
Azienda polacca produttrice di sostanze chimiche
per la pulizia della casa e cosmetici
per il corpo è interessata a distribuire i propri prodotti n Italia.
COOPERAZIONI
CON AMERICA, ASIA E PAESI DEL MEDITERRANEO
Azienda tunisina specializzata nell’estrazione e nella vendita della
sabbia non trattata per fabbricare vetro, cristallo e derivati cerca
partner interessati ad avviare accordi commerciali e finanziari (esportazione e
partecipazione al capitale sociale).
Azienda argentina attiva nella produzione di bevande alcoliche
(liquori, vodka, gin ed energy drinks) cerca grossisti e distributori italiani
interessati ad avviare accordi di collaborazione commerciale.
Importante industria siriana di produzione di acqua di rose cerca importatori
interessati ad avviare accordi di collaborazione commerciale.
Azienda brasiliana attiva nel settore dei pescati congelati e/o conservati
cerca partner interessati ad accordi di collaborazione commerciale
(importazione e distribuzione).
Azienda brasiliana che produce cordoni di nylon intrecciati per l’industria
dell’abbigliamento cerca partner italiani interessati ad avviare accordi di
collaborazione commerciale (importazione e distribuzione).
RICERCA PARTNER
SPAGNA -
La società di consulenza Novasoft, specializzata in attività di formazione nel
campo delle tecnologie dell’informazione ed internet, gestione qualità ed
ambiente e studi di Sistemi Geografici Informativi (GIS), cerca autorità
pubbliche e private, organizzazioni professionali, imprese, organizzazioni per
l’educazione continua, educazione superiore (università/politecnici), corsi di
formazione professionale, ecc., per fornire sostegno in progetti europei che
richiedano esperienza nell’E - Learning.
SCADE:
data non indicata.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
ED APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:
·
Eurodeputati del Gruppo PPE/DE
Delegazione italiana FORZA ITALIA - P
Via IV Novembre, 149 - 00187 Roma
- Tel. +39 06 699.00.95 - Fax +39 06 699.50.200
Rue Wiertz B-1047 Bruxelles -
Tel. +32 2 284.25.96 -
Fax +32 2 284.69.06
·
Parlamento Europeo
Rue Wiertz
B - 1047 Bruxelles - Tel.:
0032 2 284 2111 - www.europarl.eu.int
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699501 - www.europarl.it
·
Commissione delle Comunità Europee
Rue de la Loi, 200 B - 1049 Bruxelles - Tel.: 0032 2 2991111 - http://europa.eu.int/comm
Via IV Novembre, 149 00187 Roma - Tel.: 06/699991 - http://europa.eu.int/italia/
Corso Magenta, 59 20123 Milano - Tel.: 02/48012505 - www.uemilano.it
·
Consiglio
dell'Unione Europea - Rue de la
Loi, 175 B - 1048 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 6111 - http://ue.eu.int
·
Corte di
giustizia delle Comunità europee
- Boulevard Konrad Adenauer
L - 2925 Lussemburgo - Tel.: 0035 2 43031 - http://curia.eu.int
·
Comitato
economico e sociale - Rue
Ravenstein, 2 B - 1000 Bruxelles
Tel.: 0032 2 546 9011 - http://www.esc.eu.int
·
Comitato
delle regioni - Rue Montoyer,
92-102 B - 1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 282 2211 - http://www.cor.eu.int
·
Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee
serie L (Legislazione) e C (Comunicazioni e bandi): www.europa.eu.int/eur-lex/it/index.html
serie S
(Bandi): http://ted.publications.eu.int
·
Euro
Info Centres (informano e
forniscono consulenza e assistenze alle imprese su tutte le questioni europee:
normative, appalti, ricerca e sviluppo, ambiente, sanità e sicurezza,
concorrenza, società dell'informazione internazionalizzazione...)
Per conoscere i recapiti degli Euro Info Centres:
www.europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic/eic_italy.html
Partito Popolare Europeo - Rue d'Arlon, 67 1040 Bruxelles
Tel.: 0032 2 285 4159
- http://www.epp-eu.org/
EUROINFORMAZIONI E' ANCHE SU INTERNET:
http://www.euroinformazioni.org